Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Saturday, March 19, 2005

l'eco di bergamo 18 03 05

Scarti da incenerire Un sì con riserva

CALUSCO Certificazione dei prodotti usati, monitoraggio delle emissioni, formazione mirata dei lavoratori. Queste alcune delle richieste che la Cgil di Bergamo intende avanzare all'Italcementi e alle istituzioni interessate al progetto di incenerimento di rifiuti alternativi nella cementeria di Calusco. «L'azienda - ha spiegato al forum organizzato da Fulvio Bolis, segretario Fillea-Cgil di Bergamo - ha inoltrato la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale il 20 dicembre per l'uso di combustibili alternativi». Nei progetti della cementeria di Calusco, che ora impiega come combustibile tradizionale il coke di petrolio, c'è l'uso di nuovi tipi di rifiuti: i cosiddetti Cdr, combustibili derivati da rifiuti, che si ottengono da quelli solidi urbani e assimilati, e quelli liquidi, classificati come pericolosi, denominati Ecofluid (miscela di solventi) e Rasf (miscela di residui autobollenti stirolici e fenolici). «L'iniziativa di Italcementi - ha dichiarato il segretario generale della Cgil di Bergamo, Maurizio Laini - è un'opportunità a patto si rispettino determinate condizioni. Costruiremo una piattaforma di proposte per chiedere elevate performances ambientali». «È importante - ha detto Claudio Molteni, segretario Fillea-Cgil Lombardia - non limitarsi a rispettare i limiti di legge, ma stare abbondantemente al di sotto, e che l'esito dei controlli sia messo a disposizione di tutti». «L'operazione, se ben condotta - ha esordito Bruno Pesenti, responsabile del dipartimento Sicurezza e prevenzione Asl - comporta da un lato vantaggi per l'ecosistema, grazie allo smaltimento dei rifiuti e alla riduzione dell'uso dei combustibili tradizionali, e dall'altra l'installazione, a Calusco, a spese dell'azienda, di una centralina per il monitoraggio degli inquinanti gestita dall'Arpa». «Concordo - ha detto il responsabile della Medicina del lavoro degli Ospedali Riuniti Giampiero Mosconi - nel sostenere l'opportunità di usare gli inceneritori già esistenti per lo smaltimento dei rifiuti visti i vantaggi di carattere ecologico». «Se la valutazione ambientale sarà favorevole - ha concluso Michele Mosca, consigliere Parco Adda Nord - bisogna studiare forme di compensazione per il territorio».Vanessa Bonacina

Monday, March 14, 2005

Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata

L'ECO DI BERGAMO 13 03 05

Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata

Camionista milanese perde la vita nello schianto del camion carico di Gpl a Capriate.
Poteva essere un disastro
Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, in direzione Venezia.
Caos sulle arterie verso Bergamo

Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, tra la barriera di Milano Est e Capriate, in direzione Venezia, auto incolonnate per decine di chilometri e traffico paralizzato sulle altre arterie di collegamento tra Milano e Bergamo. È la conseguenza dell'incidente che si è verificato alle 8 di ieri mattina tra i caselli di Trezzo d'Adda e Capriate San Gervasio, all'altezza del ponte sull'Adda. Un'autocisterna carica di 10 mila litri di gas butano, pare dopo essere stata tamponata da un'auto, ha sbandato e si è rovesciata sul ponte, sfondando parte del parapetto. Per un attimo si è anche temuto per la stabilità del ponte. Per fortuna non si è verificata alcuna fuoriuscita di gas dalla cisterna, scongiurando il rischio di un incendio. L'autista del camion è purtroppo morto sul colpo. La vittima, Roberto Vadorini, aveva 35 anni e abitava a Milano. Subito dopo lo schianto sul posto sono intervenuti i carabinieri di Capriate, la stradale di Seriate, i vigili del fuoco di Bergamo, il personale della società Autostrade e i soccorritori del 118. Purtroppo per il conducente del camion non c'era più niente da fare. Per recuperare la cisterna è stato necessario l'intervento di un corpo speciale dei pompieri, arrivato appositamente da Mestre, che ha effettuato il delicato trasbordo del gas. Le difficili operazioni di recupero hanno richiesto la chiusura dei caselli autostradali di Agrate, Cavenago-Cambiago e Trezzo, in direzione di Venezia, fino al tardo pomeriggio. La stradale ha invece fatto uscire agli svincoli di Agrate e Trezzo le auto che, al momento dell'incidente, si trovavano in autostrada: questa operazione ha avuto come conseguenza pesanti disagi per il traffico, con code lunghe anche parecchi chilometri lungo le strade secondarie. Anche sul lato opposto dell'autostrada, nel tratto tra Capriate e Trezzo, si sono formate delle code provocate dai curiosi che rallentavano all'altezza del ponte sull'Adda, per osservare cosa stava accadendo. Anche la protezione civile si è attivata, distribuendo beni di conforto agli automobilisti bloccati nel traffico fuori e dentro l'autostrada. Le conseguenze dell'incidente si sono fatte sentire anche sulle strade dell'Isola e della Bassa, dove si sono verificati rallentamenti e incolonnamenti. La situazione è parzialmente tornata alla normalità solo dopo le 19, quando il ponte è stato liberato dalla cisterna e l'autostrada è stata riaperta alla circolazione, anche se soltanto la terza corsia. Alle 20 è stata poi riaperta la seconda corsia e la situazione si è lentamente normalizzata. «Autostrade per l'Italia si scusa per i disagi, peraltro non dipendenti dal suo controllo - ha scritto in una nota la società - e non può non sottolineare ancora una volta la problematica del transito delle merci pericolose in autostrada e della loro complessa rimozione nei tempi e nelle modalità». Sulla questione è intervenuto anche il leghista Celestino Pedrazzini, vicepresidente della commissione Lavori pubblici e Comunicazione del Senato: «Per evitare incidenti del genere occorre distribuire anche il metano con i self-service ai distributori sulle autostrade e sulle statali». Matteo Sala

Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata

L'ECO DI BERGAMO 13 03 05

Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata

Camionista milanese perde la vita nello schianto del camion carico di Gpl a Capriate.
Poteva essere un disastro
Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, in direzione Venezia.
Caos sulle arterie verso Bergamo

Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, tra la barriera di Milano Est e Capriate, in direzione Venezia, auto incolonnate per decine di chilometri e traffico paralizzato sulle altre arterie di collegamento tra Milano e Bergamo. È la conseguenza dell'incidente che si è verificato alle 8 di ieri mattina tra i caselli di Trezzo d'Adda e Capriate San Gervasio, all'altezza del ponte sull'Adda. Un'autocisterna carica di 10 mila litri di gas butano, pare dopo essere stata tamponata da un'auto, ha sbandato e si è rovesciata sul ponte, sfondando parte del parapetto. Per un attimo si è anche temuto per la stabilità del ponte. Per fortuna non si è verificata alcuna fuoriuscita di gas dalla cisterna, scongiurando il rischio di un incendio. L'autista del camion è purtroppo morto sul colpo. La vittima, Roberto Vadorini, aveva 35 anni e abitava a Milano. Subito dopo lo schianto sul posto sono intervenuti i carabinieri di Capriate, la stradale di Seriate, i vigili del fuoco di Bergamo, il personale della società Autostrade e i soccorritori del 118. Purtroppo per il conducente del camion non c'era più niente da fare. Per recuperare la cisterna è stato necessario l'intervento di un corpo speciale dei pompieri, arrivato appositamente da Mestre, che ha effettuato il delicato trasbordo del gas. Le difficili operazioni di recupero hanno richiesto la chiusura dei caselli autostradali di Agrate, Cavenago-Cambiago e Trezzo, in direzione di Venezia, fino al tardo pomeriggio. La stradale ha invece fatto uscire agli svincoli di Agrate e Trezzo le auto che, al momento dell'incidente, si trovavano in autostrada: questa operazione ha avuto come conseguenza pesanti disagi per il traffico, con code lunghe anche parecchi chilometri lungo le strade secondarie. Anche sul lato opposto dell'autostrada, nel tratto tra Capriate e Trezzo, si sono formate delle code provocate dai curiosi che rallentavano all'altezza del ponte sull'Adda, per osservare cosa stava accadendo. Anche la protezione civile si è attivata, distribuendo beni di conforto agli automobilisti bloccati nel traffico fuori e dentro l'autostrada. Le conseguenze dell'incidente si sono fatte sentire anche sulle strade dell'Isola e della Bassa, dove si sono verificati rallentamenti e incolonnamenti. La situazione è parzialmente tornata alla normalità solo dopo le 19, quando il ponte è stato liberato dalla cisterna e l'autostrada è stata riaperta alla circolazione, anche se soltanto la terza corsia. Alle 20 è stata poi riaperta la seconda corsia e la situazione si è lentamente normalizzata. «Autostrade per l'Italia si scusa per i disagi, peraltro non dipendenti dal suo controllo - ha scritto in una nota la società - e non può non sottolineare ancora una volta la problematica del transito delle merci pericolose in autostrada e della loro complessa rimozione nei tempi e nelle modalità». Sulla questione è intervenuto anche il leghista Celestino Pedrazzini, vicepresidente della commissione Lavori pubblici e Comunicazione del Senato: «Per evitare incidenti del genere occorre distribuire anche il metano con i self-service ai distributori sulle autostrade e sulle statali». Matteo Sala

STATO DI ALLERTA

STATO DI ALLERTA


Mentre non si sono ancora sopite le polemiche e le preoccupazioni derivanti dalla realizzazione di alcuni impianti tecnologici presso gli stabilimenti Italcementi di Calusco d’Adda, è esplosa veemente e violenta una nuova protesta promossa da un gruppo di cittadini, tesa a denunciare la pericolosità delle sostanze bruciate nei forni, comunicata tramite un volantino distribuito alla popolazione dei comuni più vicini alla nuova installazione.I camini recentemente innalzati dall’azienda, delle vere e proprie torri-ciminiera che svettano minacciose verso il cielo, erano stati criticati per i problemi di inquinamento atmosferico che avrebbero potuto generare, e per l’impatto visivo ed ambientale che provocano, ma ora il problema appare di dimensioni ancora maggiori in quanto interessa la salubrità pubblica, e, se già esistevano dubbi sulla pericolosità delle immissioni nell’atmosfera derivanti dai cicli produttivi, la notizia diffusa del possibile utilizzo di sostanze fortemente tossiche, se non addirittura cancerogene, induce ad una nuova e maggiore attenzione.Il problema è rilevante e non riguarda il solo comune di Calusco d’Adda (ed anche se fosse così meriterebbe la pari attenzione), o quello di Paderno d’Adda, ma tutti i comuni del circondario, e l’intero contesto territoriale di questa parte densamente abitata della regione Lombardia, dove la densità di aziende “a rischio” è maggiore di quanto si creda. Di fronte ad una denuncia tanto grave e motivata dovrà scattare lo stato di allerta e la massima attenzione da parte di tutte le municipalità interessate, delle forze politiche e sociali, dei cittadini, e delle autorità superiori: l’interesse di un’azienda privata non può compromettere la salute pubblica, né tanto meno l’ambiente.Il volantino distribuito recita testualmente: ”Abbiamo appreso con terrore dai giornali che Italcementi ha intenzione di utilizzare rifiuti altamente tossici e pericolosi per alimentare i propri forni… Nel caso specifico facciamo presente che questi rifiuti tossici (ecofluid, rasf, residui stirolici e fenolici, ecc.), provengono da Mantova dove sono stati vietati da anni perché la popolazione è insorta, in quanto da studi fatti i casi accertati di cancro sono aumentati in modo drammatico nella popolazione circostante”.Questo è un testo terribilmente drammatico che porta a riflettere, e che, qualora trovasse conferma dopo un’indagine approfondita della questione da espletarsi grazie all’interessamento delle autorità regionali, dovrà, in mancanza di dati e motivazioni inconfutabili, di giustificazioni plausibili, e di certezze circa l’incolumità della salute, portare alla immediata chiusura degli impianti. Suonano stonate le giustificazioni addotte dalla società, laddove si conferma in passato l’utilizzo di sostanze pericolose, così espresse: “Abbiamo avviato la procedura per utilizzare combustibili classificati dalla legge come pericolosi, ma abbiamo anche fornito la massima disponibilità a collaborare con l’amministrazione di Calusco e delle aree confinanti, i cittadini e gli enti preposti. L’azienda Italcementi ha fornito la completa e più ampia disponibilità per presentare e illustrare il tipo di iniziativa che avrebbe intenzione di avviare. L’iter di approvazione prevede incontri e conferenze di servizi per avere il via libera nel campo autorizzativo… L’ecofluid è già stato utilizzato negli anni passati nel vecchio impianto..”. Qualora nulla fosse intrapreso e tutto venisse ridimensionato senza addurre dati scientifici rassicuranti, dovrà partire una vera e propria mobilitazione di massa, simile a quella intrapresa in difesa dell‘Ospedale di Merate, con la partecipazione delle forze politiche e sociali, dei media, e di tutti i cittadini. Nel frattempo, nell’attesa che qualcuno si muova, invitiamo i rappresentanti politici di tutti i partiti a considerare la questione. In particolare sollecitiamo i consiglieri comunali e quelli provinciali, e, tra questi, l’assessore Marco Molgora, responsabile del settore ambientale a Villa Locatelli, un uomo particolarmente attento e sensibile a queste problematiche. Un’ulteriore sollecitazione la rivolgo al ministro Sirchia, dimostratosi sollecito e determinato nella lotta contro il fumo, perché esamini gli incartamenti con la massima scrupolosità e sollevi la popolazione da ogni titubanza, e ai colleghi giornalisti, alcuni già meritoriamente impegnati nell’affrontare l’argomento, altri ancora un poco distratti e negligenti: in gioco non c’è il futuro di un’azienda, ma quello dei nostri figli e delle generazioni che verranno!
Dario Meschi

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Monday, March 07, 2005

Da tecnici a manager della manutenzione: un master per imparare

Da tecnici a manager della manutenzione: un master per imparare
Per le imprese di produzione e di servizi è importante avere personale qualificato nell'area della manutenzione degli impianti.Con le pressanti richieste di produttività, qualità, flessibilità, sicurezza e protezione ambientale, diventa infatti un'esigenza irrinunciabile avere tra il proprio organico figure che non siano solo tecnici capaci di intervenire per riparare un guasto, ma anche manager in grado di capire come la produzione si innesca nel processo produttivo e come si possano pianificare interventi per evitare gli incidenti. Esperti capaci di fare studi statistici, di gestire le risorse umane e di fare bilanci. Per formare i «manager di manutenzione» la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Bergamo organizza con il Mip, la Business School del Politecnico di Milano, e con la collaborazione di primarie aziende operanti in diversi settori industriali – come Tenaris Dalmine, Italcementi, Brembo, Gruppo Radici, Siad, Albini e società di servizi, come il gruppo Gap – il primo master «Gestione della manutenzione industriale» della durata di due anni, che inizierà a maggio e terminerà ad aprile del 2007.Il percorso formativo è rivolto ai tecnici che hanno bisogno di aggiornamento e di migliorare le attitudini manageriali.«Spesso - sottolinea Sergio Cavalieri, dell'Università di Bergamo e direttore del master - sono bravi nel risolvere i problemi, ma meno nel pianificare interventi per evitarne il nascere, perché non hanno visione del processo aziendale». «I corsisti - aggiunge Cavalieri - impareranno a gestire gli aspetti tecnici, ma anche quelli giuridici, economici ed informatici. Le loro conoscenze manageriali permetteranno alle imprese di accrescere l'efficienza degli impianti, di ridurre i costi, di migliorare la qualità e l'efficacia sul prodotto e di rispettate le norme in termini di sicurezza».Sarà un corso di formazione che richiederà la partecipazione part-time degli iscritti. «Essendo il master indirizzato soprattutto a chi già lavora nell'area della manutenzione - conclude Cavalieri - i corsisti saranno impegnati un giorno a settimana e durante brevi periodi intensivi a scadenza trimestrale. Potranno così continuare a svolgere regolarmente il loro lavoro». Le ore di attività didattica saranno 520, più 300 ore circa per i «project work» aziendali. Alla fine del primo anno del master i partecipanti potranno conseguire il Diploma executive di Gestore della Manutenzione industriale e al termine dell'intero percorso formativo il titolo di Master universitario di primo livello in Gestione della manutenzione industriale.Le aziende interessate a ricevere maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione e sui contenuti del master possono partecipare all'incontro di presentazione di martedì 8 marzo alle ore 17, presso la sede dell'Unione industriali della Provincia di Bergamo in via Camozzi, 70. In alternativa possono chiamare il numero 035/205.23.85. Stefano Gervasoni
LA PROVINCIA DI LECCO 06 03 05

Imbersago Il Comune ha scritto al ministero e in Regione: «Non vogliamo ricadute sull'ambiente» «Più garanzie sul nuovo impianto» Amministratori preoccupati per la proposta di stoccare i rifiuti pericolosi nella cementeria

Cosa si brucerà nella torre-forno dell'Italcementi? Un interrogativo che toglie il sonno a non pochi pubblici amministratori brianzoli
IMBERSAGO (l. per.) Il comune di Imbersago ha scritto al ministero dell'ambiente ed alla regione esprimendo le proprie valutazioni sul progetto di un «impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincerimento nel forno della cementeria di Calusco d'Adda», presentato da Italcementi lo scorso 20 dicembre. Il vicesindaco Giulio Reali esprime alcune proeccupazioni, ad esempio sulla produzione di diossine durante la combustione dell'Ecofluid, che poi andrebbero distrutte alle temperature di esercizio: «È vero, ma non si fa menzione al fatto che le diossine potrebbero riformarsi durante il raffreddamento dei fumi». Se andasse a regime l'impianto le emissioni di Nox arriverebbero a 800 mg/Nmc: «L'emissione è di grande importanza, sia per le concentrazioni elevate, sia perchè gli NOx, ricadendo al suolo contribuiscono ad aggravare l'inquinamento causato dalle automobili», sostiene il vicesindaco. «Per una zona dove spesso si superano i livelli di allarme per le polveri fini e dove le condizioni di inversioni termica si verificano per la maggior parte dell'anno, ci sembra che il problema per queste emissioni debba essere oggetto di maggiori approfondimenti e valutazioni. Si ricorda, infatti, che anche gli NOx, oltre al PM10, sono stati messi in relazione con l'aumento di mortalità generale che fa seguito ai fenomeni di inquinamento atmosferico», aggiunge Reali, preoccupato anche per l'impossibilità di abbattere i metalli. Le pompe per il trasferimento liquidi dell'impianto sono molto rumorose, ben 93 decibel, equivalente ad un impianto stereo ad alta potenza ed a tutto volume, inoltre nello studio di impatto ambientale «l'azienda dichiara di non aver inserito, fra gli scenari ipotizzati, il ribaltamento di autobotti. È un'omissione poco opportuna, perché non si può escludere assolutamente una qualsiasi possibilità di incidente. Per Imbersago inoltre «non è chiara l'adeguatezza dei dispositivi antincendio», mentre andrebbero richiesti ad Italcementi chiarimenti sul Rasf (residui altobollenti fenolici e stirenici). Reali ricorda le fuoriuscite di polveri e fumo del luglio 2004 che hanno creato allarme, ma che non sono state evidenziate dal sistema di monitoraggio esistente: «Anche se si progettano sistemi di sicurezza modernissimi può verificarsi un evento anomalo, con il rischio che al posto di normali polveri possano uscire polveri tossiche. Vogliamo un chiarimento su quali sistemi di monitoraggio aggiuntivi sono previsti per il progetto».

Saturday, February 26, 2005

Italcementi e Mazzucconi, l'Isola difende l'ambiente

L'ECO DI BERGAMO 25 02 05

Italcementi e Mazzucconi, l'Isola difende l'ambiente


CALUSCO D'ADDA Concertazione: è stato il termine più ricorrente nel corso dell'Assemblea della Comunità dell'Isola bergamasca (Cib), presieduta da Giancarlo Ghinzani, che ha affrontato due importanti problematiche: alimentazione con nuovi combustibili dell'impianto Italcementi di Calusco d'Adda e il trasferimento delle Fonderie Mazzucconi. Su queste tematiche c'è stato accordo unanime affinché la Cib assuma un ruolo primario sui tavoli di concertazione, rappresentando i Comuni del territorio.Tematiche che hanno coinvolto tutti i sindaci o loro rappresentanti dell'Isola, senza dimenticare altre questioni primarie come l'ampliamento della Freni Brembo a Mapello, o il centro commerciale sempre a Mapello (area ex Sobea). Folto pubblico a seguire il dibattito dell'assemblea, tra i presenti anche gli esponenti del Comitato per la difesa dell'ambiente dell'Isola. Sul nuovo tipo di combustibile dell'Italcementi, dopo le informazioni fornite dal sindaco di Calusco, Rinaldo Colleoni, è stato presentato dall'ingegnere Davide Fortini dell'Agenda 21 un dettagliato piano d'intervento, che dovrà coinvolgere i vari livelli istituzionali (sindacati, associazioni ambientaliste, categorie economiche) per sviluppare e realizzare un patto territoriale per un sistema di compensazioni ambientali. Su questa base è stata approvata una mozione che evidenzia il ruolo primario della Comunità dell'Isola sul tavolo della concertazione, con il compito di studiare, valutare e adottare per conto dei Comuni le azioni di salvaguardia del territorio.Non meno complesso e dibattuto il trasferimento e potenziamento delle fonderie Mazzucconi da Ponte San Pietro e Ambivere nella futura unità produttiva di Locate. Su quest'area c'è già un accordo di massima tra la proprietà e l'amministrazione comunale e si dovrà esprimere la Regione attraverso il Via (Verifica impatto ambientale).Su questo polo produttivo il sindaco di Ambivere, Alma Ravasio, anche a nome dei Comuni di Brembate Sopra, Capriate San Gervasio e delle minoranze consiliari di Ambivere e Solza, ha illustrato un documento di netta contrarietà. Su questo documento si è sviluppato un articolato dibattito, con il contributo del sindaco di Ponte San Pietro Leonida Pozzi, del suo vice Antonio Sala, dell'assessore di Calusco Lino Corti, dei primi cittadini di Sotto il Monte Eugenio Bolognini e Guido Bonacina di Presezzo: ne è emerso che si ritiene sicuramente più utile affrontare tutte le problematiche ambientali non singolarmente, ma in concertazione, per evitare di creare fratture e contrapposizioni tra i Comuni.Il dibattito sull'argomento «Fonderia Mazzucconi» è terminato con l'approvazione all'unanimità della seconda mozione che indica la Cib quale ente sovraccomunale titolato a partecipare al tavolo di concertazione interessato a discutere e a dare pareri sul nuovo insediamento produttivo di Locate, con un coinvolgimento diretto su ogni decisione in ordine alla Valutazione di impatto ambientale. A questa risoluzione unitaria è stato allegato il documento di Alma Ravasio. «Con queste due risoluzioni approvate all'unanimità la Cib va ad assumere un ruolo importante sulle tematiche ambientali - ha rimarcato il presidente Giancarlo Ghinzani -. Non più documenti politici ma un intervento diretto su queste due importanti problematiche. E anche un metodo di lavoro per il futuro».R. T.

Friday, February 25, 2005

Imbersago: il Comune osserva Il progetto di Italcementi

Imbersago: il Comune osservaIl progetto di Italcementi


COMUNE DI IMBERSAGO
All`attenzione di:

Ministero dell`ambiente e della tutela del territorioServizio V.I.A.Cia C. Colombo, 4400147 Roma

Regione LombardiaStruttura V.I.A.U.O.Pianificazione e Programmazione territorialeDirezione generale territorio e urbanisticaVia Sassetti 32/220124 Milano
Oggetto: Osservazioni al progetto “Impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincerimento nel forno della cementeria di Calusco d`Adda (BG)” (n. S.I.A. 127) presentato da Italcementi S.p.A., in data 20/12/2004.
Il sottoscritto Giulio Reali, in qualità di Vicesindaco del Comune di Imbersago (LC), presa visione della documentazione relativa alla realizzazione di un “Impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincerimento nel forno della cementeria di Calusco d`Adda (BG)”, esprime le seguenti osservazioni al progetto (le pagine riportate fanno riferimento alla documentazione di studio di impatto ambientale presentata da Italcementi S.p.A.):
1) Pagina III-20. Il rifiuto Ecofluid viene dichiarato come composizione generale. Il contenuto massimo di cloro sarebbe di 1,5%. Dal momento che la combustione di composti organici in presenza di cloro dà origine a diossine, detta percentuale è tutt`altro che trascurabile. L`azienda dichiara che alle temperature di combustione di un cementificio le diossine vengono distrutte. L`affermazione risponde al vero, ma non si fa menzione al fatto che le diossine potrebbero riformarsi durante le fasi di raffreddamento dei fumi.

2) Pagina III-47. L`azienda afferma che le concentrazioni di NOx a camino assommano a 800 mg/Nmc. L`emissione è di grande importanza, sia per le concentrazioni elevate, sia perchè gli NOx ricadendo al suolo contribuiscono ad aggravare l`inquinamento dell`atmosfera causato dalle automobili (questione ripresa e approfondita al punto 7).

3) Pagina III-48. L`azienda esclude la possibilità di abbattere i metalli, che passerebbero perciò liberamente nelle emissioni. Ciò preoccupa soprattutto per il fatto che, come risulta dal documento (allegato 3, pagina 1) e riportato al punto 6, non esiste garanzia che le concentrazione di metalli nell`Ecofluid, già non trascurabili, rimangano sempre le stesse. Dalla scheda di sicurezza dell’Ecofluid infatti non traspare la presenza di metalli, che invece sono presenti in misura non trascurabile e preoccupano da un punto di vista sanitario (es. concentrazione di Pb pari 79,7 µg/kg nel rapporto di prova SVR in allegato 3. )

4) Pagina III-53. L`azienda dichiara che le sei pompe per il trasferimento liquidi dell`impianto hanno una emissione sonora con potenza pari a 93 decibel (dBA). Si tratta di una forte emissione, che andrà ad aggiungersi alla rumorosità già percepita, prodotta dal resto degli impianti attualmente funzionanti.Non sembrano inoltre previsti interventi di insonorizzazione delle pompe.

5) Pagina III-54. L`azienda dichiara di non aver inserito, fra gli scenari ipotizzati, il ribaltamento di autobotti. Riteniamo questa omissione poco opportuna, perché, nonostante le motivazioni riportate, non si può escludere assolutamente una qualsiasi possibilità di incidente.

6) Allegato 3, pagina 1. Viene dichiarata la composizione di massima dell`Ecofluid: "miscela di fondi e residui di reazione derivanti da processi chimici organici, quali rifiuti della produzione, formulazione, forniture ed uso di prodotti della chimica fine e di prodotti chimici non specificati altrimenti." Una simile origine difficilmente è in grado di garantire una composizione costante, e soprattutto una costante concentrazione di cloro e di metalli, essendo peraltro la scheda di sicurezza relativa all’Ecofluid piuttosto generica.Tale preoccupazione era stata esplicitata, relativamente all’utilizzo di Ecofluid nell’impianto di Calusco dal 1994 al 2002, nel D.G.R. 26 febbraio 2001 – n. 7/3574, a pagina 1379 del Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia – Serie Ordinaria n.17 del 23 aprile 2001, in cui si legge:“ c) i rifiuti speciali pericolosi, costituiti da miscele di sostanze organiche a base di solventi non clorurati…omissis…utilizzati dalla ditta Italcementi s.p.a. sita in Calusco d’Adda, devono essere accompagnati a idonea certificazione che attesti le corrispondenze degli stessi alle caratteristiche chimico-fisiche individuate al punto 10 del d.m. 16 gennaio 1995, con le seguenti ulteriori prescrizioni:-Cloruri post combustione non superiore all’1%;-Contenuto in acqua non superiore al 20%;-Ceneri a 600°C centigradi = 6%-Potere calorifico inferiore superiore a 4.500 kcal/kg…”

7) Pagina IV-89. L`azienda dichiara per gli NOx superamenti dei limiti di immissione per il 99,8° percentile. Ciò avverrebbe però soltanto nel periodo di "transizione"; l`entrata in funzione di limiti all`emissione più restrittivi porterà in futuro a superamenti soltanto in condizioni meteorologiche sfavorevoli. Per una zona dove spesso si superano i livelli di allarme per le polveri fini e dove le condizioni di inversioni termica si verificano per la maggior parte dell`anno, ci sembra che il problema relativo a tali emissioni debba essere oggetto di maggiori approfondimenti e valutazioni. Si ricorda, infatti, che anche gli NOx, oltre al PM10, sono stati messi in relazione con l`aumento di mortalità generale che fa seguito ai fenomeni di inquinamento atmosferico.Più in generale non sono ben esplicitati i meccanismi che comporterebbero la riduzione di emissione di Nox per il rispetto dei limiti più restrittivi (indicati pari a 500 mg/Nm3, come riportato da Italcementi s.p.a. nel documento distribuito nella riunione con le amministrazioni locali del 15.01.2005)

8) Pagina IV-119 e seguenti. La zona dove dovrebbe sorgere l`impianto è monumento naturale; in particolare la forra dell`Adda possiede un alto valore scenico. Siamo in piena zona leonardesca, e particolare valore viene attribuito alla veduta che si può godere dal ponte di Paderno. L`azienda asserisce che questo fatto non ha importanza perchè la nuova struttura " si inserisce in un territorio fortemente modellato dall`attività antropica...omissis...questi luoghi appaiono già compromessi nella loro integrità e peculiarità originarie". Per le premesse fatte, riteniamo questa affermazione discutibile e, comunque, pensiamo sia criticabile questo tipo di approccio alla tutela del paesaggio.

9) In generale si lamenta la carenza di informazioni sulle emissioni da coincenerimento dei rifiuti RASF; nella documentazione vengono infatti riportate solo esperienze legate al coincenerimento di farine animali e pneumatici, oltre ai dati sulla combustione di Ecofluid nell’impianto di Calusco dal 1994 al 2002 (poco confortanti riguardo l’incremento di emissioni di Pb).

10) Non è chiara l’adeguatezza dei dispositivi antincendio previsti, rispetto a quanto indicato nelle schede di sicurezza di Ecofluid e RASF.

11) In tutta la documentazione si citano gli ipotizzati combustibili alternativi Ecofluid e RASF (residui altobollenti fenolici e stirenici), mentre si allegano le schede di sicurezza non della miscela RASF, ma dei residui fenolici e residui stirenici separati. Non è chiaro quindi se si tratta di due o tre combustibili alternativi. La miscela RASF citata esiste come tale ed è stata oggetto del pronunciamento del TAR per lo stabilimento Enichem di Mantova. Vanno perciò richiesti a Italcementi opportuni chiarimenti sull’argomento, poiché non è regolare ricevere rifiuti di cui non si è autorizzati all’uso. Italcementi poi, sia sul sito web che in altri documenti forniti, CD, ecc., parla dell’incenerimento dei rifiuti pericolosi nei cementifici in modo estremamente positivo e come soluzione finale ideale della vita di un rifiuto pericoloso. Non è sempre così poiché esistono pareri opposti sull’argomento: ne è la prova il fatto che in Italia sono ancora pochissimi i cementifici autorizzati all’utilizzo di tali prodotti.

12) Sembra doveroso ricordare che nel luglio 2004 si sono verificate nell’impianto di Calusco fuoriuscite di fumo e polveri dalla base di un impianto, che essendo visibili all’esterno hanno creato allarme. Dalla risposta di Italcementi riportata dalla stampa locale (vedi www.merateonline.it ) si può notare come il sistema di monitoraggio in continuo (dati pubblicati in Internet sul sito https://www.myitalcementi.it/ecowebcalusco ) non abbia evidenziato le anomalie accadute. Questo conferma che anche se si progettano sistemi di sicurezza modernissimi e ridondanti può sempre verificarsi un evento anomalo e imprevisto, con il rischio che al posto di normali polveri possano uscire polveri tossiche. Per questo motivo si ritiene necessario un chiarimento su quali sistemi di monitoraggio aggiuntivi sono previsti per il progetto in oggetto, comprese eventuali stazioni di rilevamento indipendenti nei paesi intorno all’impianto.

In fede, 18 febbraio 2005IL VICESINDACOGiulio Reali

Wednesday, February 16, 2005

Lega Nord in Via Manzoni

Paderno: il 20 gazebo della Lega Nord in Via Manzoni
La Lega Nord Robbiate organizza per domenica 20 Febbraio un gazebo a Paderno d`Adda in via Manzoni dalle 9 alle 12:30. E` invitata tutta la cittadinanza. Si avviera` la campagna tesseramento 2005, la raccolta firme per la presentazione delle candidature per le prossime elezioni regionali di aprile e soprattutto una petizione con cui la Lega Nord chiedera` al Parlamento tutte le iniziative legislative per poter richiedere un referendum, che permetta al popolo di dare il proprio giudizio sull`ingresso della Turchia in Europa. Per vincere questa battaglia e non aprire le porte dell`Europa all`Islam chiediamo l`aiuto di tutti i cittadini. La presenza del nostro consigliere comunale Matteo Crippa sara` l`occasione per i cittadini padernesi di confrontarsi riguardo l`annunciato aumento Ici da parte dell`attuale amministrazione , la vicenda Green Connector- Centrale Elettrica a Verderio Inferiore e la triste e inquietante situazione dell`impiego di rifiuti tossici come combustibili da parte dell`Italcementi di Calusco d`Adda. Per ulteriori informazioni i cittadini posso contattarci all`indirizzo email leganordrobbiate@interfree.it sito web http\\:leganordrobbiate.interfree.it

Imbersago: cittadini e comune si confrontano con l’Italcementi


Imbersago: cittadini e comunesi confrontano con l’Italcementi
Soddisfatti dell’incontro promosso con il responsabile del settore ecologia della Italcementi, il dottor Gardi, tenutosi in sala civica ad Imbersago venerdì pomeriggio, l’11 febbraio, si sono mostrati il sindaco Giovanni Ghislandi, il consigliere con delega all’ambiente Marco Martorana, altri esponenti del consiglio comunale e alcuni rappresentanti del gruppo di lavoro sull’ambiente. In tutto una ventina di persone invitate a dialogare e discutere intorno al progetto della cementeria di Calusco d’Adda con l’intento di approfondire e chiarire la questione senza lasciarsi prendere da facili allarmismi o da paure ingiustificate. Due le principali linee sulle quali l’incontro si è mosso: la prima, tecnica e formale, sulla scadenza del termine di presentazione delle osservazioni, la seconda sull’impatto ambientale vero e proprio. I chiarimenti sul primo punto si sono resi necessari dopo che il ministero per l’ambiente aveva respinto la richiesta di estendere fino al 30 aprile i termini per la presentazione di osservazioni: Italcementi, il fatto è noto, si è comunque dichiarata disponibile ad accettare delle osservazioni anche oltre la scadenza di fine febbraio.


Il consigliere Marco Martorana

Sulla seconda questione il gruppo di lavoro riunitosi venerdì in sala civica ha ricevuto tutta la documentazione relativa al progetto Italcementi: “Vogliamo ugualmente analizzare” ha chiarito il consigliere Marco Martorana “i documenti pervenuti e speriamo di riuscire a presentare qualche osservazione entro il termine previsto. Ci baseremo comunque sui dati emersi dall’assemblea tecnica di Calusco d’Adda del 15 gennaio e sulla relazione presentata dal circolo meratese di Lega ambiente. La nostra intenzione è approfondire soprattutto l’aspetto che a oggi risulta meno chiaro, ovvero quello relativo agli ossidi e al rispetto delle fasce limite”.

Thursday, February 10, 2005

Robbiate: una mozione per dire ``no`` all’Italcementi

MERATEONLINE 09 FEBBRAIO 2005

Robbiate: una mozione perdire ``no`` all’Italcementi

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale svoltosi a Robbiate venerdì 28 gennaio la giunta guidata dal primo cittadino Alessandro Salvioni, oltre ad aver votato la modifica allo statuto di Ecosystem Spa e Ecosystem Reti, aver rinnovato la convenzione per l’acquedotto con Paderno per i prossimi sette anni e aver adottato una L23 per adeguare il precedente PRG a quello adottato per permettere la possibilità di costruire la palazzina delle associazioni, ha presentato una mozione all’Italcementi relativamente ai progetti di utilizzo di combustibili alternativi nella cementeria di Calusco d’Adda. Nel testo della mozione il consiglio comunale chiede a Italcementi di rinunciare all’utilizzo di combustibili non tradizionali e potenzialmente pericolosi, ritirando le procedure autorizzative già avviate verso gli Enti preposti, agli organi preposti al rilascio delle necessarie autorizzazioni, in primo luogo la Regione Lombardia, di negare tali permessi, anche in merito al fatto che nel raggio di pochi chilometri esistono già impianti simili; alle strutture incaricate della verifica della pericolosità e del rischio potenziale di tali pratiche di intensificare i controlli; e infine alla comunità dell’Isola Bergamasca, alle Amministrazioni Locali limitrofe ed alle Associazioni Ambientaliste e di cittadini di mobilitarsi contro questa decisione unilaterale di Italcementi.

OGGETTO: APPROVAZIONE MOZIONE PRESENTATA DAL SINDACO SUI PROGETTI DI UTILIZZO DI COMBUSTIBILI ALTERNATIVI NELLA CEMENTERIA DI CALUSCO D’ADDA.
Il Presidente propone l’approvazione del seguente affare posto all’Ordine del Giorno in precedenza depositato nei termini di legge a disposizione dei consiglieri comunali a firma del Sindaco.
IL CONSIGLIO COMUNALE

Il Consiglio Comunale di Robbiate, informato solo tramite volantini anonimi e dalla stampa locale, esprime il suo più completo disappunto per le modalità con cui la Società Italcementi ha inteso avviare nella propria cementeria di Calusco d’Adda le procedure per l’impiego di combustibili derivanti da rifiuti, ad integrazione di quelli tradizionalmente impiegati.Ritiene, pertanto doveroso e urgente predisporre un confronto con gli altri Enti come Regione Lombardia, Provincia di Lecco e di Bergamo, ARPA di Lecco e di Bergamo, ASL comuni limitrofi, Agenda 21, su un tema tanto importante e delicato per la pubblica opinione e comune sensibilità.Già nei confronti del CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti), non pericoloso ai sensi della Legge (e sul quale solo l’Amministrazione Comunale di Calusco d’Adda era stata almeno verbalmente preavvertita), fu segnalata ripetutamente l’inopportunità del suo impiego in tempi bervi essendo ancora presenti nella nostra comunità reazioni e dibattiti e diffidenze che seguirono l’ancor recente costruzione dei nuovi impianti.Nonostante ciò giovedì 16 dicembre l’Amministrazione Comunale di Calusco d’Adda ha ricevuto, senza alcun preavviso, una seconda e ben più voluminosa documentazione inerente al futuro impiego di altri due combustibili derivati da rifiuti pericolosi : l’ECOFLUID, peraltro già impiegato in passato ma solo in via sperimentale, nello stabilimento di Calusco d’Adda e il RASF (Residui Altobollenti Stirolici e Fenolici).L’Amministrazione Comunale di Robbiate non accetterà in alcun modo decisioni aziendali che la escludano da un previo ed obbligato coinvolgimento e che potrebbero danneggiare la salute pubblica di un territorio che va ben oltre i confini di quello di Calusco d’Adda;
Pertanto il Consiglio Comunale di Robbiate
chiede
1. a Italcementi di rinunciare all’utilizzo di combustibili non tradizionali e potenzialmente pericolosi, ritirando le procedure autorizzative già avviate verso gli Enti preposti;2. agli organi preposti al rilascio delle necessarie autorizzazioni, in primo luogo la Regione Lombardia, di negare tali permessi, anche in merito al fatto che nel raggio di pochi chilometri esistono già impianti simili;3. alle strutture incaricate della verifica della pericolosità e del rischio potenziale di tali pratiche di intensificare i controlli;4. e infine alla comunità dell’Isola Bergamasca, alle Amministrazioni Locali limitrofe ed alle Associazioni Ambientaliste e di cittadini di mobilitarsi contro questa decisione unilaterale di Italcementi.

IL SINDACO Salvioni Dott. Alessandro

Wednesday, February 09, 2005

Una raccolta di firme contro l’Italcementi

Sabato 6 febbraio una raccolta firme durante il consueto mercato settimanale ha espresso nuovamente il malcontento della popolazione nei confronti dell’intenzione dell’Italcementi di Calusco d’Adda di utilizzare, come combustibili alternativi, materiali classificati come pericolosi dalla legge. La dirigenza dell’impianto, per venire incontro alle richieste di rassicurazione da parte di sindaci, associazioni ambientaliste e cittadini aveva prorogato al 30 aprile la data per far partire l’iter autorizzativo. Un’iniziativa dettata unicamente dalla volontà di fare chiarezza e soprattutto di tranquillizzare l’atmosfera, tesa su entrambe le sponde del fiume Adda. Di diverso parere però il ministero che ha fissato nella fine di febbraio il termine di legge per avviare le procedure, abolendo quindi il 30 aprile. La società, da parte sua, non sembrerebbe intenzionata a fare marcia indietro e avrebbe manifestato l’intenzione di attenersi a quanto stabilito in precedenza e di venire incontro alla popolazione. Nel frattempo, alla raccolta firme promossa da Legambiente, si è affiancata la “protesta” pacifica nei vari consigli comunali dove, con mozioni, i vari gruppi consiliari e l’intera amministrazione si sono schierati contro la decisione dell’utilizzo di materiale alternativo per la combustione.

Tuesday, February 08, 2005

Questa sera torna a riunirsi il consiglio nella «bomboniera» di Villa Locatelli Cardiochirurgia e ferrovie in Provincia

Questa sera torna a riunirsi il consiglio nella «bomboniera» di Villa Locatelli Cardiochirurgia e ferrovie in Provincia
Cardiochirurgia, trasporto ferroviario, Lecco-Ballabio tra i temi che questa sera saranno discussi dal consiglio provinciale convocato per le 18 in villa Locatelli. Gran parte dei punti all'ordine del giorno saranno trattati dallo stesso presidente Virginio Brivio che dalle dimissioni dell'assessore Carlo Erba - presto sostituito da Maurizio Corbetta che a sua volta lascerà il posto in consiglio provinciale all'ex assessore provinciale Gianmario Macchi - ha assunto le tematiche relative al bilancio. La sentenza del Tar per la nomina di Roberto Bonaiti nel consiglio di amministrazione dell'ex azienda di promozione turistica, il regolamento e la disciplina per la gestione delle sponsorizzazioni sono altri temi in discussione nella seduta di oggi. L'assessore all'ambiente Marco Molgora sarà invece chiamato a dare risposte alle interpellanze sulla Italcementi di Calusco d'Adda presentata dai consiglieri Luigi Panzeri ed Erminio Locatelli e sulla Holcim cementi presentata da Rocco Pugliese, Umberto Bonacina ed Elena Maggi. I lavori di questa sera dovrebbero in qualche modo costituire una svolta nel ruolo dell'assise provinciale, chiamata ad esprimersi su temi di una portata che va al di là dei confini della provincia di Lecco. Ma è un ruolo che più volte ha sollecitato lo stesso presidente Virginio Brivio, intenzionato a rendere l'iniziativa di Villa Locatelli a tutto campo.

Monday, February 07, 2005

Lecco: lunedì 7 si riunisce il consiglio provinciale

Lecco: lunedì 7 si riunisce il consiglio provinciale
CONSIGLIO PROVINCIALE DI LUNEDI’ 7 FEBBRAIO
Lunedì 7 febbraio alle ore 18 si riunirà il Consiglio Provinciale, per la trattazione del seguenteORDINE DEL GIORNOPresidente
1. Esame ed approvazione verbali sedute precedenti.
2. Comunicazione decreti di nomina del Presidente della Provincia di Lecco.
3. Sentenza APT Unione Commercianti Lecchese – Provincia di Lecco. Definizione e riconoscimento debito fuori bilancio ex art. 194 D.LGS. n. 267/2000.
4. Esame ed approvazione “Regolamento per la disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni”.
5. Polo Logistico integrato del Bione Lecco – Maggianico spa. Modifiche statutarie.
6. Approvazione dello schema di Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale.
7. Esame ed approvazione modifiche al “Regolamento provinciale di pesca”.
8. Organizzazione del Servizio di gestione della pesca all’interno delle acque soggette a diritto privato di pesca. Provvedimenti.
9. Individuazione criteri per la definizione degli “Obblighi ittiogenici” a carico dei detentori dei “Diritti esclusivi di pesca”.
10. Variazioni al bilancio 2005, al bilancio pluriennale 2005-2007, al Piano triennale degli investimenti (prima variazione bilancio 2005).
11. Comunicazione deliberazione della Giunta Provinciale n. 385 del 09.12.2004 concernente l’utilizzo del fondo di riserva, ai sensi 2° comma, dell’art. 166 del D.LGS. n. 267 del 18.08.2000 e dell’art. 13 del Regolamento di Contabilità.
12. Comunicazione deliberazione della Giunta Provinciale n. 412 del 30.12.2004 concernente l’utilizzo del Fondo di riserva, ai sensi 2° comma, dell’art. 13 del vigente Regolamento di contabilità.
ORDINI DEL GIORNO
Assessore Agostoni
13. Proposta di ordine del giorno presentata dai Capigruppo di maggioranza in data 12.01.2005 per l’istituzione della cardiochirurgia presso l’Ospedale “A. Manzoni” di Lecco.
INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE, MOZIONI D’ORDINE
Assessore Molgora
14. Interpellanza presentata in data 25.01.2005 dai Consiglieri Luigi Panzeri e Erminio Locatelli, in merito all’attività dell’impianto della Società Italcementi in Comune di Calusco d’Adda.
15. Interpellanza presentata in data 27.01.2005 dai Consiglieri Provinciali Rocco Pugliese, Umberto Bonacina e Elena Maggi in merito all’attività dell’impianto della Società “Holcim Cementi spa” in Comune di Merone.
Assessore Fumagalli
16. Interpellanza presentata in data 27.01.2005 dal Consigliere Ambrogio Sala in merito alla situazione del trasporto ferroviario nella Provincia di Lecco.
Presidente
17. Interpellanza presentata in data 31.01.2005 dai Capigruppo di minoranza in merito al completamento della Lecco-Ballabio.Cordiali saluti.
dott. Samuele Biffi

Wednesday, February 02, 2005

Paderno Allarme dei Comuni sull'uso di combustibili alternativi: interrogazioni a Villa Locatelli Il caso «Italcementi» scoppia anche in Provincia

Paderno Allarme dei Comuni sull'uso di combustibili alternativi: interrogazioni a Villa Locatelli Il caso «Italcementi» scoppia anche in Provincia
PADERNO (l. per.) Tiene banco anche in Provincia la questione Italcementi, che tanto fa discutere nei comuni del meratese confinanti con la provincia di Bergamo. Erminio Locatelli, consigliere provinciale dei Verdi per la pace, originario di Paderno, e Luigi Panzeri, consigliere di Rifondazione Comunista, hanno presentato un'interpellanza al presidente Virginio Brivio. A far scattare l'interrogazione è la circostanza di essere stati informati «solo tramite volantini anonimi e dalla stampa locale» sull'intenzione della cementeria di Calusco d'Adda di voler utilizzare combustibili alternativi al coke di petrolio nei forni di cottura del clinker, nell'altissima torre che svetta in riva all'Adda. Altri particolari in merito all'avvio delle procedure autorizzative i due consiglieri li hanno appresi durante l'assemblea informativa di un paio di settimane fa durante la quale il responsabile del servizio ecologia dell'Italcementi aveva diffuso un'ampia relazione sul progetto di utilizzo di Rasf (residui stirolici e fenolici), Cdr, un trito di rifiuti urbani, e l'Ecofluid, un insieme di residui da vernici, resine e solventi, combustibile già utilizzato da Italcementi dal 1994 al 2002 di cui aveva informato le commissioni ed i comitati di controllo delle amministrazioni della Bergamasca, come legge vuole. Gli stabilimenti Italcementi non hanno mai rappresentato un problema nella Brianza Lecchese, si è cominciato ad interessarsi di quello che succede a Calusco quando è comparsa la mega torre del forno inceneritore della nuova linea di cottura, quando cioè la gente ha iniziato a vedere da chilometri di distanza quella sorta di grattacielo grigio e azzurro che svetta nel cielo e da quando i padernesi hanno iniziato, due estati fa, a sentire i rumori notturni del processo di frantumazione, rumori peraltro spariti dopo l'installazione dei pannelli fono assorbenti. I due consiglieri si dicono «preoccupati degli effetti sulla salute dei cittadini».

Monday, January 31, 2005

Panzeri e Locatelli chiedono a Brivio il coinvolgimento della Provincia al tavolo con l`Italcementi

Panzeri e Locatelli chiedono a Brivio il
coinvolgimento della Provincia al
tavolo con l`Italcementi






Ecco il testo dell`interpellanza presentata dal consigliere provinciale Luigi Panzeri, rifondazione comunista e da Erminio Locatelli, verdi per la pace al presidente Virginio Brivio in merito all`impianto Italcementi di Calusco d`Adda.


Sunday, January 30, 2005

Aumento ICI a Paderno d`Adda e questione Italcementi

merateonline 29 01 05


Aumento ICI a Paderno d`Adda e questione Italcementi

La Lega Nord intende denunciare l`ennesimo sopruso perpetrato ai danni dei cittadini dalle giunte di centrosinistra. E` notizia di pochi giorni fa la decisione della giunta di Paderno d`Adda di aumentare l`aliquota ICI sulla prima casa dei cittadini dal 4,5 al 5 per mille.La Lega Nord deplora fortemente tale atto , in quanto va a colpire indiscriminatamente un bene primario e vitale per ogni cittadino, senza salvaguardare le fasce piu` deboli. Una domanda sorge spontanea: il 13 giugno quando si e` votato per il rinnovo dell`amministrazione comunale , la lista "Vivere la Piazza" di Walter Motta ha comunicato ai cittadini padernesi che in caso di successo elettorale avrebbe aumentato immediatamente l`aliquota ICI ? Evidentemente no... e cio` suona a pesante condanna dell`operato dell`attuale amministrazione di Paderno d`Adda.Ricordiamo che la lista " Il Ponticello "da noi fortemente sostenuta e di cui fa parte il nostro consigliere Matteo Crippa, si era impegnata formalmente nel proprio programma elettorale a non aumentare nei cinque anni di mandato nessuna imposta.Dispiace constatare per l`ennesima volta come le giunte di centrosinistra considerino i propri cittadini non come tali ,ma come sudditi da taglieggiare con nuove imposte. Inquietante anche la vicenda dei rifiuti tossici impiegati come combustibili dall`Italcementi di Calusco d`Adda, la Lega Nord esorta le varie amministrazioni coinvolte a vigilare, far sentire alta la denuncia dei cittadini tutelando il loro sacrosanto diritto alla salute.E` inoltre evidente agli occhi di tutti l`autentico scempio edilizio e paesaggistico perpetrato da parte di questa azienda ai danni della valle dell`Adda; esempio funesto e lampante dell`incapacita` e del disinteresse dei nostri comuni nella salvaguardia del territorio.Il forte monito della Lega Nord e` che in aggiunta a questo triste primato non abbiano a verificarsi nuove drammatiche minacce alla salute dei cittadini.
il Segretario Marco Benedetti

Verderio Superiore Ieri anche qui si è discusso sul nuovo combustibile proposto dall'azienda: posizioni contrastanti «Italcementi», le emissioni fanno

L'ECO DI BERGAMO 29 01 05

Verderio Superiore Ieri anche qui si è discusso sul nuovo combustibile proposto dall'azienda: posizioni contrastanti «Italcementi», le emissioni fanno paura: il paese si interroga

La torre dell'«Italcementi» svetta sulla Brianza
VERDERIO SUPERIORE (l. per.) È una posizione “laica” quella dell'amministrazione comunale di Verderio Superiore in merito al progetto di utilizzo dei combustibili alternativi nel forno dell'Italcementi. L'altra sera, giovedì, l'assise ha discusso in lungo ed in largo la documentazione fornita dalla cementeria di Calusco. Per il sindaco Beniamino Colnaghi «al momento non abbiamo informazioni tali per poter dare un parere positivo o negativo», mentre altri, prima di tutto uno dei leader dell'opposizione, Marco Concina, sono più scettici e preoccupati. L'ordine del giorno approvato infatti esprime «disappunto» nei confronti di Italcementi e chiede ai comuni della Bergamasca, soprattutto a Calusco, che fornisca informazioni tempestive. Però la seduta, al di là della posizione politica, è stata ricca di informazioni sul progetto. Ad esempio utilizzando Rsd (trito di rifiuti solidi urbani), Ecofluid (miscela di residui di vernici, solventi e resine) e Rasf (stirene e fenolo provenienti da imballaggi e isolanti) risparmierebbe 57mila tonnellate di petrolio all'anno. Per alimentare i forni di Calusco Italcementi acquista ogni anno 107mila tonnellate di petrolio dal Venezuela, se usasse tutti i combustibili alternativi potrebbe acquistarne solo 50mila: un enorme beneficio economico, perfino incrementabile se venisse pagata per bruciare rifiuti pericolosi e tossici. Per il trasporto verrebbero usati camion e cisterne chiuse e il trasferimento al forno avverrebbe per mezzo di 6 pompe idrauliche. Tutto sotto vuoto, perché deve essere evitato qualunque contatto con l'uomo: «Mi chiedo chi sarebbe in grado di intervenire in caso di incendio. Quali squadre dei vigili del fuoco e in quanto tempo, mi risulta ci siano squadre attrezzate o all'aeroporto di Bergamo o a Milano, non altre», ha detto Concina. I combustibili verrebbero bruciati a temperature varianti da 1200 a 1400 gradi con pochi o nulli residui e le emissioni sarebbero in linea con le normative europee del settore. Purtroppo si è scoperto che Italcementi ha già sperimentato l'uso dell'Ecofluid per otto anni, dal 1994 al 2002, senza che nessuno o quasi lo sapesse.

Friday, January 28, 2005

Robbiate Combustibili alternativi: dopo Paderno un altro no alla «Italcementi»

lA PROVINCIA DI LECCO 28 01 05

Robbiate Combustibili alternativi: dopo Paderno un altro no alla «Italcementi»

La «Italcementi»: la proposta di utilizzare un trito di rifiuti come combustibile al posto del coke preoccupa i paesi limitrofi

ROBBIATE (l. per.) Anche Robbiate si appresta a dire no all'Italcementi. Questa sera si riunisce il consiglio comunale per discutere e approvare una mozione presentata dallo stesso sindaco Alessandro Salvioni che intende allineare la propria amministrazione alla posizione già assunta dal consiglio comunale di Paderno d'Adda, che ha chiesto che Italcementi rinunci al progetto di utilizzo di combustibili alternativi al coke nel forno di cottura della nuova linea – la famosa torre da 120 metri visibile da chilometri di distanza – quali l'ecofluid, il rasf e residui stirolici e fenolici oltre al trito di rifiuti urbani. Ampie e dettagliate informazioni e rassicurazioni sono state fornite nella riunione del 15 gennaio scorso tenutasi nella sala congressi della cementeria, ma l'utilizzo di questi combustibili fa comunque paura. Non è tanto il trito di rifiuti a preoccupare, anzi, è lo stesso che viene bruciato nel forno inceneritore di Valmadrera, quanto gli altri provenienti dai rifiuti tossici o pericolosi. Per Italcementi non ci sarebbero emissioni fuori norma, al contrario la qualità dell'aria potrebbe addirittura migliorare. Fino al 30 aprile prossimo sarà in atto una moratoria sulla richiesta di autorizzazione al ministero dell'ambiente ma dal 1° maggio ogni giorno potrebbe essere quello buono per il rilascio e l'inizio dell'utilizzo di questi combustibili. Robbiate non si trova in una migliore posizione di Paderno, ed ha già maturato una posizione contraria. Ieri sera invece si è riunito il consiglio di Verderio Superiore in cui si è affrontato il problema da un punto di vista generale, senza mozioni o ordini del giorno precostituiti. Sempre sullo stesso argomento, i consiglieri della Provincia, Luigi Panzeri, Elena Maggi, Rocco Pugliese e Erminio Locatelli, hanno deciso di presentare un' interrogazione all'assessore all'ecologia Marco Molgora, con lo scopo di chiedere quali iniziative intende attivare nei confronti dell'Italcementi. In questa vicenda i comuni lecchesi si trovano isolati e quasi senza informazioni perché non fanno parte del comitato dell'Isola che riunisce amministrazioni come Calusco, Medolago e Solza. Informazioni tempestive, su questa sponda dell'Adda non arrivano. Dalla nuova linea di cottura escono biossido di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio, acido cloridrico, carbonio organico totale e ammoniaca.




Thursday, January 27, 2005

La Villa d'Adda-Carvico riparte dopo due anni

L'ECO DI BERGAMO 26 01 05

La Villa d'Adda-Carvico riparte dopo due anni

Era stata bloccata per alcuni cedimenti nel tunnel: lunedì torneranno gli operai, a fine anno la consegna

Il tunnel della Villa d'Adda-Carvico è rimasto chiuso quasi due anni. Lunedì riprenderanno i lavori
VILLA D'ADDA Lunedì riprendono i lavori per la costruzione della variante Villa d'Adda-Carvico fermi da quasi due anni. L'impresa «Locatelli Gabriele» di Grumello che ha in appalto la realizzazione dell'importante opera viaria ritornerà a scavare nella galleria del Monte Giglio, dove i lavori erano stati interrotti a causa di continui movimenti franosi che non hanno permesso di completare gli ultimi 240 metri di tunnel.
La ripresa dei lavori avviene grazie a un accordo tra la Provincia e l'impresa, ponendo fine a un contenzioso che aveva sospeso la costruzione della variante. Il cantiere riapre lunedì e gli scavatori completeranno il tunnel tra Villa d'Adda e Carvico: se non si verificheranno altri problemi l'impresa ha assicurato che la variante sarà pronta entro la fine dell'anno.
La costruzione della galleria è ferma da quasi due anni, quando nella primavera del 2003, durante i lavori, si è aperta una voragine profonda 25 metri nella volta del tunnel, nel territorio di Villa d'Adda, bloccando i lavori. Altri movimenti franosi si sono verificati dalla parte di Carvico impedendo agli operai e ai tecnici di lavorare anche su questo versante. L'impresa Locatelli aveva espresso delle riserve alla direzione lavori avviando di fatto un contenzioso con la Provincia. L'impresa, fermati i lavori in galleria, ha però costruito le due rotatorie a Villa d'Adda e sul confine tra Carvico e Calusco, che dovrebbero garantire un agevole accesso alla variante.
Provincia e Comuni cominciarono a parlare di quest'opera all'inizio degli anni '90 e, dopo la consegna dell'appalto al principio del '99, un ricorso aveva bloccato il cantiere che è diventato operativo nell'aprile del 2000. La nuova strada, che dovrebbe collegare i due paesi dell'Isola, secondo il contratto di appalto doveva essere terminata nel settembre del 2003, ma le frequenti interruzioni dei lavori ne hanno allungato i tempi di consegna.
«La ripresa dei lavori su questa variante è un fatto sicuramente positivo - commenta l'assessore alla Viabilità della Provincia, Valter Milesi - siamo riusciti a risolvere con l'impresa Locatelli le problematiche che di fatto avevano bloccato la realizzazione dell'opera. Se non ci saranno ulteriori intoppi la variante sarà percorribile entro fine anno». «Ormai sono quasi due anni che l'opera è bloccata - evidenzia Serafino Carissimi, sindaco di Villa d'Adda e consigliere provinciale -. L'assessore Milesi, che si è sempre impegnato su quest'opera, mi ha dato la buona notizia. Confidiamo tutti che l'opera venga terminata nel più breve tempo possibile, altrimenti Comuni, Provincia e impresa non farebbero una bella figura davanti ai cittadini».
«Di fronte ai numerosi intoppi e rinvii abbiamo evitato di esasperare le situazioni - aggiunge Carissimi -. In qualità di consigliere provinciale ho sempre tenuto sotto controllo la situazione cercando di far accelerare i tempi per sbloccare l'opera. È una strada che permetterà di collegare Villa d'Adda e Carvico e la dorsale dell'Isola con la variante di Cisano. Inoltre i due centri abitati di Carvico e Villa d'Adda saranno liberati da migliaia di veicoli, soprattutto mezzi pesanti che ogni giorno percorrono una delle strade più importanti di collegamento con la Valle San Martino».
Remo Traina

Saturday, January 22, 2005

Prc e Verdi interpellano Molgora sull’Italcementi

MERATEONLINE 21/01/2005


Prc e Verdi interpellano Molgora sull’Italcementi





Nella giornata di ieri, si è tenuta una riunione dei gruppi consigliari del Partito della Rifondazione Comunista e Verdi per la Pace della Provincia di Lecco, teso a focalizzare il “progetto per l’utilizzo di combustibile, derivato da rifiuti tossici e pericolosi”, già illustrato nella mattinata di sabato 15/01/2005 dal responsabile del servizio ecologia Dott. Stefano Gardi di ITALCEMENTI S.p.A..


I consiglieri della Provincia di Lecco, Luigi Panzeri, Elena Maggi, Rocco Pugliese e Erminio Locatelli, hanno deciso di presentare un’ interrogazione (nel prossimo Consiglio Provinciale) all’Assessore all’ecologia della Provincia di Lecco Marco Molgora, con lo scopo di chiedere quali iniziative intende attivare nei confronti di ITALCEMENTI S.p.A., la quale ha già provveduto ad attivare la fase di istruttoria, per ottenere l’autorizzazione di utilizzo dei citati derivati agli enti preposti per l’autorizzazione.



Gruppo consigliare del P.R.C.
Gruppo Consigliare VERDI per la Pace

Monday, January 17, 2005

Paderno: Italcementi non c'è accordo sui rifiuti da bruciare

LA PROVINCIA DI LECCO 16 01 05

Paderno: Italcementi non c'è accordo sui rifiuti da bruciare

PADERNO (l. per) È durata circa cinque ore la riunione tenutasi ieri mattina all'Italcementi di Calusco, dalle nove all'una e mezza, per discutere del progetto di bruciare rifiuti urbani e pericolosi nel forno inceneritore per la produzione di clinker. I vertici della società avevano invitato decine di amministratori locali delle province di Lecco e Bergamo e associazioni ambientaliste per fornire rassicurazioni e dare garanzie sulle emissioni derivanti dal bruciare i rifiuti. Il progetto va diviso in due parti: si prevede di bruciare un trito di rifiuti urbani comuni, come quelli che finiscono al forno inceneritore di Valmadrera e che non costituiscono un grosso problema dal punto di vista ambientale, tanto che per la procedura basta una richiesta all'Arpa. Se l'Agenzia regionale dell'ambiente non fa obiezioni, la cementeria può procedere senza intoppi, e sarebbe da una parte economicamente vantaggioso per la multinazionale che non dovrebbe comprare sul mercato il coke da petrolio da usare come carburante, dall'altro smaltirebbe una gran quantità di rifiuti. La seconda parte prevede la combustione di rifiuti classificati come pericolosi tipo l'ecofluid, il rasf e i residui stirolici e fenolici – il primo già utilizzato in passato nello stabilimento – che devono essere autorizzati dal Ministero dell'Ambiente. L'Italcementi, su richiesta dell'amministrazione comunale di Calusco d'Adda ha accettato una moratoria fino al 30 aprile per questa seconda parte «ma dal 1° maggio in poi ogni giorno è buono perché il ministero dia l'autorizzazione», spiega il sindaco di Paderno Valter Motta, presente all'incontro assieme ad altri amministratori lecchesi di Verderio Inferiore e Superiore ed all'assessore provinciale all'ambiente Marco Molgora. Nonostante tutte le rassicurazioni ricevute, la posizione di Paderno resta contraria, tanto che si appresta a discutere nella riunione del consiglio comunale convocata per martedì 18 un ordine del giorno che invita la cementeria a soprassedere dal progetto, almeno per la seconda parte. Più sfumata la posizione della Provincia di Lecco: «Prima esamineremo tutto il problema e poi vedremo se presentare osservazioni o meno. Dal punto di vista generale dell'equilibrio ambientale dell'intera regione – spiega Molgora – probabilmente bruciare i rifiuti urbani è vantaggioso. Bisogna però esaminare cosa succede nelle immediate vicinanze. Diverso è il discorso per i rifiuti pericolosi. È vero che la tecnologia ha fatto passi da gigante ed a regime dovrebbe andare tutto bene, io mi preoccupo se dovesse succedere qualcosa».

Rifiuti nel forno L'Italcementi spiega perché

L'ECO DI BERGAMO 16 01 05

Rifiuti nel forno L'Italcementi spiega perché


CALUSCO Piena disponibilità a fornire tutte le informazioni necessarie sui progetti di coincenerimento di combustibili alternativi: è quanto hanno espresso i funzionari dell'Italcementi di fronte a sindaci, assessori, rappresentanti della Provincia di Bergamo e di Lecco, dei sindacati, nell'incontro di ieri alla cementeria di Calusco. La riunione è scaturita dopo le proteste del Consiglio comunale di Calusco in merito alla mancata informazione preventiva sulle richieste di autorizzazione della società Italcementi, che intende utilizzare combustibili alternativi per alimentare il forno di produzione del clinker necessario alla fabbricazione del cemento. Il responsabile del servizio ecologico dell'Italcementi, Stefano Gardi, ha illustrato l'iter burocratico necessario per le autorizzazioni all'uso dei combustibili alternativi, il progetto e la composizione: il Cdr, combustibile derivato da rifiuti; l'Ecofluid, una miscela di solventi non clorurati e di residui della produzione di vernici, resine, materie plastiche, intermedi chimici e farmaceutici; il Rasf, costituito da residui di produzione dello stirene e del fenolo. Il Cdr e l'Ecofluid vengono forniti dagli stabilimenti del gruppo Ecodeco con impianti in prevalenza in Lombardia, mentre il Rasf dalla Polimeri Europa di Mantova. «Il loro utilizzo non darà inquinamento - ha precisato Gardi -. Le emissioni in atmosfera diminuiranno, dall'ossido di azoto alle polveri, ai composti acidi e agli idrocarburi incombusti». Gardi ha affermato che l'utilizzo dei combustibili alternativi farà risparmiare ben 57.000 tonnellate annue di coke di petrolio acquistato all'estero, e l'operazione di utilizzo dei combustibili alternativi fungerà anche da inceneritore di rifiuti che si devono distruggere in altro modo.Il sindaco Rinaldo Colleoni si è augurato che l'obiettivo di questo progetto non sfugga di mano: «Deve essere realizzato in uno sviluppo sostenibile». Rubens Bergonzi (lista Casa delle Libertà di Calusco) ha rimproverato l'Italcementi di non aver informato il Comune, chiedendo di estendere i benefici economici alla comunità. Il sindaco di Paderno, Walter Motta, ha chiesto di partecipare ai futuri incontri e, alla cementeria, di rinunciare al progetto. Tra i vari interventi, sono emerse le preoccupazioni sul traffico dei camion. «La viabilità subirà un aumento di circa 50 autoarticolati all'anno in più - ha risposto Stefano Gardi -. Su trentamila all'anno, non appesantiranno il traffico. Con l'entrata in funzione del nostro nuovo tunnel invece il traffico diminuirà di ben diecimila automezzi l'anno». Il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori, Fabio Paris, ha evidenziato che in passato non c'erano le garanzie che invece oggi la cementeria dà, grazie a una maggiore trasparenza e al nuovo impianto. Dopo questo primo incontro informativo, l'Italcementi si è resa disponibile a spiegare anche attraverso assemblee pubbliche il progetto di uso alternativo di combustibili.

Angelo Monzani

Wednesday, January 12, 2005

paderno: all'incontro anche i due verderio, robbiate e le associazioni ambientaliste Rifiuti pericolosi: pronto un vertice nella sede di «Italcementi»

LA PROVINCIA DI LECCO 11 01 05

paderno: all'incontro anche i due verderio, robbiate e le associazioni ambientaliste Rifiuti pericolosi: pronto un vertice nella sede di «Italcementi»

La torre dell'Italcementi domina la Brianza dove cresce la preoccupazione per i fumi dei rifiuti pericolosi

PADERNO (l. per.) Allarme e preoccupazione in paese per una notizia rivelata da un volantino in distribuzione, volantino tra l'altro anche protocollato in comune. Poco dopo la metà di dicembre la multinazionale Italcementi, con stabilimento a Calusco d'Adda, ha depositato una richiesta di autorizzazione per l'uso di combustibili classificati dalla legge come pericolosi come l'ecofluid, il rasf e i residui stirolici e fenolici. Il primo in particolare è già stato utilizzato in passato nel vecchio impianto. «Italcementi ha l'intenzione di utilizzare rifiuti altamente tossici e pericolosi per alimentare i propri forni… Nel caso specifico facciamo presente che questi rifiuti tossici provengono da Mantova dove sono stati vietati da anni perché la popolazione è insorta in quanto da studi fatti i casi accertati di cancro sono aumentati in modo drammatico nella popolazione circostante»: questo si legge nel volantino. La circostanza è stata confermata dalla dirigenza dell'Italcementi che si è detta disponibile alla massima collaborazione e trasparenza nell'informare la cittadinanza dei paesi interessati - non solo Calusco ma anche Paderno – su tutte le sue iniziative. L'iter di approvazione del progetto di utilizzo dei combustibili prevede incontri e conferenze di servizi per avere il via libera. In particolare, Italcementi ha in programma di installare una centralina per i rilevamenti in atmosfera con i dati che saranno trasmessi su un pannello a messaggio variabile all'ingresso dell'abitato di Calusco. Questo però non tranquillizza gli abitanti e il gruppo di cittadini firmatari del volantino, che parlano apertamente che si vogliono «trasferire qui l'inquinamento con i relativi casi di cancro». La multinazionale del cemento, viste le preoccupazioni, ha deciso una moratoria sulla richiesta di autorizzazione fino al prossimo 30 aprile, moratoria richiesta dall'amministrazione comunale di Calusco, sollecitata in tal senso anche dagli amministratori di Paderno. Il sindaco Valter Motta, visti i volantini, ha subito chiesto lumi al collega di Calusco ed ha intenzione di lavorare in stretto collegamento con i comuni vicini ma anche con la direzione dell'azienda, che negli ultimi tempi si è dimostrata molto più collaborativa che in passato. Sul piede di guerra sono anche gli ambientalisti e si parla già di comitati di protesta – sul tipo del comitato salvaguardia territorio che ha combattuto contro il pozzo Agip – pronti a sollevarsi ed a protestare in piazza. Il circolo meratese di Legambiente, presieduto da Laura Bonfanti, è in attesa di conoscere meglio i dettagli dello studio di impatto ambientale per bruciare materiale pericoloso depositato presso il comune di Calusco, la provincia di Bergamo e la Regione Lombardia. Se l'Italcementi ha acconsentito a sospendere fino al 30 aprile prossimo la richiesta di autorizzazione per l'uso di rifiuti pericolosi da bruciare nel forno inceneritore per la cottura del clinker, gli amministratori comunali sono comunque in attesa di chiarimenti. Li avranno probabilmente durante l'incontro fissato per sabato prossimo, 15 gennaio, alle 9 a Calusco d'Adda. «Siamo stati invitati e vi parteciperemo certamente», annuncia il sindaco Valter Motta, che vi si recherà accompagnato da un assessore. L'invito è stato esteso agli altri Comuni lecchesi interessati dalle possibili emissioni dalla torre del complesso industriale, quindi Robbiate, Verderio Inferiore e Verderio Superiore. Anche le associazioni ambientaliste hanno ricevuto la convocazione.

Tuesday, January 11, 2005

Rifiuti nel forno, Italcementi frena

L'ECO DI BERGAMO 10 01 05


Rifiuti nel forno, Italcementi frena
Su richiesta del Comune l'azienda blocca i progetti per l'uso di combustibili alternativi

L'Italcementi di Calusco coinvolgerà tutti gli enti interessati nell'attuazione dei due progetti per l'impiego dei combustibili non convenzionali
CALUSCO L'Italcementi rinuncia, per il momento fino al 30 aprile, ai due progetti di ricezione, stoccaggio e co-incenerimento di combustibili non convenzionali ricavati da rifiuti solidi urbani e da rifiuti industriali speciali pericolosi, utilizzati per alimentare il forno. Accogliendo la proposta avanzata all'unanimità dal Consiglio comunale di Calusco, l'azienda sospende la procedura della richiesta di autorizzazione per i due progetti, avviata ad ottobre e dicembre in Provincia, in Regione e al ministero dell'Ambiente. È quanto emerso nell'incontro tenuto al palazzo comunale di Calusco, presenti il sindaco Rinaldo Colleoni con l'intera Giunta e i rappresentanti della cementeria.A richiedere la riunione è stata la stessa Italcementi dopo che il sindaco, a nome di tutto il Consiglio comunale, aveva rese note la sua contrarietà e la ferma opposizione contro il metodo dell'Italcementi di avviare la procedura di richiesta di autorizzazione, escludendo il Comune da ogni coinvolgimento. Nello spirito comune di Agenda 21, che vede seduti allo stesso tavolo enti pubblici e aziende per la ricerca di soluzioni ai problemi, inevitabilmente posti dalle esigenze di sviluppo da una parte, e di salvaguardia ambientale dall'altra, nella discussione del Consiglio comunale era emersa all'unanimità la volontà di chiedere alla società di sospendere le procedure già avviate. Questo per consentire a tutti i Comuni, non solo Calusco, e agli enti coinvolti di approfondire adeguatamente la questione.«Dopo la nostra lettera, l'Italcementi ha chiesto un incontro con l'Amministrazione comunale, convocato subito con l'inizio dell'anno nuovo - fa sapere il sindaco Rinaldo Colleoni -. Nella riunione del 3 gennaio le parti hanno specificato le proprie posizioni. La cementeria ha confermato l'intenzione futura di utilizzare combustibili alternativi per l'alimentazione del forno, derivanti da rifiuti solidi urbani per un 15%; Ecofluid, già utilizzato nello stabilimento di Calusco, e il Rasf (residui altobollenti stirolici e fenolici) per un 40%; per il rimanente 45% si continuerà a usare il carbone. Naturalmente per l'uso di questi combustibili alternativi al carbone la società chiederà il consenso agli enti territoriali, dopo un loro coinvolgimento ritenuto necessario dalla stessa cementeria, nonché la massima disponibilità per confronti e informative a ogni livello».«Di fronte a questo loro atto - spiega il sindaco -, l'incontro ha permesso di concordare due iniziative: sospendere le procedure autorizzative fino al 30 aprile per poter prolungare la possibilità di far pervenire le osservazioni da parte di enti o privati; organizzare, da parte dell'Italcementi, un primo incontro informativo sugli aspetti normativi e tecnici inerenti ai due progetti dei combustibili con i Comuni e gli enti interessati. Questo incontro si terrà sabato alle 9 nella palazzina Albini di Calusco». «Sono soddisfatto del risultato ottenuto - conclude il sindaco - è servito a bloccare l'impasse e riprendere con serenità il confronto sulla questione. Ora, con l'incontro di sabato e i successivi, dovremo entrare nel merito del problema. Il Comune di Calusco intende muoversi di concerto con tutti gli enti territoriali interessati».


Angelo Monzani

Monday, January 10, 2005

Nei forni dell'Italcementi bruceranno rifiuti pericolosi?

PADERNO D'ADDA: Il comune lancia l'allarme

Nei forni dell'Italcementi bruceranno rifiuti pericolosi?

IL GIORNO 08 Gennaio 2005

di Sergio Perego

PADERNO D'ADDA -

Il volantino era anonimo. Ciò nonostante, come fa con tutta la posta che arriva in municipio, il sindaco lo ha fatto protocollare. E per fortuna, come ci dirà poi, del contenuto Valter Motta, primo cittadino di Paderno d'Adda, era, a grandi linee, già a conoscenza. Diversamente la sorpresa sarebbe stata grande. Resta invece la preoccupazione.
Sul documento giunto in Comune, ma diffuso anche in paese, si legge infatti che "L'Italcementi di Calusco sarebbe intenzionata ad utilizzare, per alimentare i forni, rifiuti tossici e pericolosi". Notizia non certo rassicurante visto che i l'impianto, che si vede già da Brivio o Valcava, sorge di fronte al territorio di Paderno, e che, come ha subito sottolineato il sindaco "l'aria non si ferma ai confini". Il volantino specifica poi che "questi rifiuti arriverebbero da Mantova, dove sarebbero stati vietati perchè la popolazione sarebbe insorta. Da studi fatti - si legge ancora - i casi di cancro accertati nella popolazione di quel territorio sarebbero aumentati".
Spiega il sindaco :"Del volantino non posso dire nulla, anche perchè è anonimo. So invece che l'Italcementi ha chiesto in Regione l'autorizzazione a bruciare alcuni dei combustibili considerati pericolosi. Ero a conoscenza del problema avendo ricevuto da Rinaldo Colleoni, sindaco di Calusco d'Adda, l'ordine del giorno che, su questa questione, era stato votato, prima di Natale, dal suo consiglio comunale. Qui gli amministratori del Comune bergamasco stigmatizzavano con disappunto il comportamento dell'Italcementi. In pratica il coinvolgimento, da parte dell'Azienda, del Comune di Calusco e di quelli vicini".
Si legge sull'ordine del giorno approvato a Calusco e inviato ai Comuni di Paderno d'Adda, Robbiate, Verderio Inferiore e Superiore, Merate, Imbersago, Cornate d'Adda, Terno d'Isola, Suisio, Medolago, Solza, Villa d'Adda, Carvico e Sotto il Monte Giovanni XXIII :"Il Consiglio comunale esprime il suo più completo disappunto per le modalità con cui la Società Italcementi ha inteso avviare nella propria cementeria di Calusco d'Adda le procedure per l'impiego di combustibili derivanti da rifiuti, ad integrazione di quelli tradizionalmente impiegati. Ritiene pertanto doveroso predisporre un confronto con gli altri enti; Regione, Provincia, Arpa, Asl, Comuni, Agenda 21. Già nei confronti del CDR era stata segnalata l'inopportunità del suo impiego a tempi brevi. Nonostante ciò, giovedì 16 dicembre la nostra amministrazione ha ricevuto una voluminosa documentazione inerente l'impiego di Ecofluid, già impiegato a Calusco, e del Rasf".
Continua Motta:" Ho letto su Meraonline che dopo un incontro con gli amministratori di Calusco, l'Italcementi abrebbe deciso di sospendere le procedure per questo genere di autorizzazioni fino al 30 aprile. E meno male. Personalmente, e a nome della mia maggioranza, aggiungo che si stanno avverando tutte le nostre peggiori previsioni. Quello che doveva essere un aggiornamento tecnologico-ambientale, finalizzato a migliorare la situazione, diventa il Cavallo di Troia per trasformare quell'impianto in una sorta di inceneritore. Spero di sbagliarmi. Spero di poter incontrare, quanto prima, i colleghi dei Comuni vicini; e soprattutto i dirigenti dell'Italcementi.
Vorremmo capire subito qual'è la situazione reale. In ogni caso, il territorio e la salute dei cittadini non si svendono".

Friday, January 07, 2005

Incontro informativo sui progetti di coincenerimento di combustibili alternativi

Incontro informativo sui progetti di coincenerimento di combustibili alternativi


Spettabili:


Regione LombardiaDirezione Generale Qualità dell'AmbienteStruttura Protezione AriaDirezione Generale Servizi di Pubblica UtilitàUnità Organizzativa Gestione RifiutiDirezione Generale Territorio e UrbanisticaStruttura Valutazione di Impatto Ambientale
Provincia di Bergamo - Assessorato Ambiente
Provincia di Lecco - Assessorato Ambiente
Provincia di Milano - Assessorato Ambiente
ARPA Lombardia - Dipartimento di Bergamo
ASL Provincia di Bergamo – Dip. Prevenzione - Ufficio territoriale di Bergamo
ASL Provincia di Bergamo – Dip. Prevenzione - Ufficio territoriale di Bonate Sotto
Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco
Consiglio Comunale di Calusco d’Adda
Comune di Carvico
Comune di Medolago
Comune di Solza
Comune di Sotto il Monte
Comune di Suisio
Comune di Terno d’Isola
Comune di Villa d’Adda
Comune di Imbersago
Comune di Merate
Comune di Paderno d’Adda
Comune di Robbiate
Comune di Verderio Inferiore
Comune di Verderio Superiore
Comune di Cornate d’Adda
Comune di Boltiere
Comune di Bonate Sotto
Comune di Bottanuco
Comune di Ciserano
Comune di Dalmine
Comune di Filago
Comune di Levate
Comune di Madone
Comune di Osio Sopra
Comune di Osio Sotto
Comune di Presezzo
Comune di Verdellino
Comune di Verdello
Istituto Ecopolis
Agenda 21 Locale Zingonia e Isola Bergamasca
Presidente della Comunità dell’Isola Bergamasca
Consorzio Parco Naturale Adda Nord
PLIS del Monte Canto c/o Comune di Carvico
Legambiente Bergamo
Circolo Legambiente “I Ponti” di Brembate
Legambiente Meratese
Comitato dell’Isola c/o Centro Socio-Culturale Papa Giovanni XXIII - Ambivere
Rappresentante del Lavoratori per la Sicurezza - Cementeria di Calusco d’Adda
FILCA CISL
FILLEA CGIL
FENEAL UIL


Bergamo, 5 gennaio 2005
Oggetto: Cementeria di Calusco d’Adda – Incontro informativo sui progetti di coincenerimento di combustibili alternativi


Facendo seguito a quanto intercorso con gli Enti territoriali e ritenendo di venire incontro a precise esigenze di informazione della collettività, si invitano gli Enti in indirizzo nella giornata di sabato 15 gennaio 2005, ore 9, presso la “Palazzina Albini” in Via V. Emanuele II, Calusco d’Adda, ad un incontro informativo sul tema:

La Cementeria di Calusco d’Adda e lo Sviluppo SostenibileProgetti di coincenerimento di combustibili alternativi

In particolare si ricorda che sono state avviate due distinte pratiche autorizzative:• procedura semplificata ex art. 33 del D.Lgs. 22/97 per il recupero energetico di CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti);• procedura ordinaria ex artt. 27 e 28 del D.Lgs 22/97, sottoposta a preventiva procedura di valutazione di impatto ambientale nazionale, per il recupero energetico di rifiuti liquidi pericolosi.Pagina 3 Durante l’incontro saranno illustrati nel dettaglio i suddetti progetti di coincenerimento, allo scopo, tra l’altro, di facilitare l’accesso alla documentazione depositata presso gli enti e di consentire una più agevole formulazione di istanze, osservazioni o pareri, secondo gli schemi procedurali previsti dalle normative in materia.Per quanto riguarda il CDR, si ricorda che, a condizione che siano rispettate le norme tecniche e le prescrizioni specifiche e a meno di richieste di integrazione da parte degli enti competenti, l’esercizio può essere intrapreso decorsi 90 giorni dalla comunicazione, ovvero a partire dall’1 febbraio 2005.Per la sola procedura di valutazione di impatti ambientale relativa al recupero energetico di rifiuti liquidi è invece previsto un periodo di 30 giorni (da Italcementi già portato a 60) per la formulazione di istanze, osservazioni o pareri, a partire dall’avviso al pubblico effettuato in data 20 dicembre 2004 tramite Il Sole 24 Ore e L’Eco di Bergamo.Tuttavia, a seguito di precise richieste del Consiglio Comunale di Calusco d’Adda, favorevolmente recepite dalla scrivente per eliminare ogni dubbio circa la volontà di trasparenza e la disponibilità al dialogo, i termini procedurali per le procedure semplificate nonché la scadenza per le osservazioni relative alla procedura di VIA sono ulteriormente prorogati fino al 30 aprile 2005, con opportune segnalazioni inviate agli enti preposti.L’incontro, che non pretende di essere esaustivo, ma che prelude a una serie di sessioni di approfondimento dell’oggetto in sede informale prima e in sede istituzionale poi, è allargato a:• gli Enti Regionali e Provinciali interessati• l’ARPA della Provincia di Bergamo• l’ASL della Provincia di Bergamo• il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco• il Consiglio Comunale di Calusco d’Adda• le Amministrazioni dei 14 Comuni limitrofi già oggetto delle campagne di monitoraggio ambientale 2003-2004• le Amministrazioni dei Comuni partecipanti al progetto Agenda 21 Locale di Zingonia e dell’Isola Bergamasca• il Presidente della Comunità dell’Isola Bergamasca• il Consorzio del Parco Naturale dell’Adda Nord• il Presidente del PLIS del Monte Canto• le Associazioni Ambientali e i Comitati di Cittadini operativi sul territorio• le Rappresentanze Sindacali provinciali e locali del settorePagina 4 Pregandovi di estendere l’invito a chiunque riteniate opportuno coinvolgere, per questioni organizzative si prega cortesemente di confermare, anche numericamente, la vostra partecipazione

via e-mail a s.gardi@itcgr.net

Direzione Centrale Tecnica ItaliaServizio EcologiaIl Responsabile

Dott. Stefano Gardi

Thursday, January 06, 2005

Colleoni: ``Dissentiamo totalmente dal modo di agire di Italcementi``

Colleoni: ``Dissentiamo totalmente dal
modo di agire di Italcementi``






“Il 17 dicembre 2004 in consiglio comunale avevamo espresso l’assoluta contrarietà al metodo utilizzato da Italcementi” ha dichiarato il primo cittadino di Calusco d’Adda Rinaldo Colleoni “Non eravamo stati assolutamente coinvolti nella questione e, sostanzialmente, siamo stati messi di fronte al fatto compiuto. Qualche avvertimento c’era stato ma non si può assolutamente parlare di un coinvolgimento vero e proprio. Stavamo uscendo dalla questione della nuova cementerai e non ritenevamo ancora maturi i tempi per affrontare questa nuova iniziativa. Il nostro dissenso si è espresso, nell’ordine del giorno del 17 dicembre, con la richiesta di sospensione da parte dell’Italcementi delle procedure autorizzative avviate e l’indizione di una assemblea con tutti gli enti preposti, dai comuni, alle province alle associazioni ambientaliste”. Richiesta che, l’azienda, sembrerebbe avere accolto. “Ieri, martedì 4 gennaio, abbiamo avuto un incontro con Italcementi e avviamo concordato la sospensione delle procedure fino al 30 aprile. Questa dilazione temporanea ci consente di avviare gli incontri che riterremo opportuni per entrare nel merito della materia. Da parte nostra c’è l’intenzione di inquadrare la questione nel senso del confronto e dell’approfondimento e non della mera emotività. Non possiamo dunque accettare il taglio allarmistico del volantino che, fra l’altro, qui a Calusco è arrivato in minime quantità, mentre Paderno ne è stata letteralmente sommersa”.

Motta: ``Cerchiamo una collaborazione con gli altri comuni``

Motta: ``Cerchiamo una
collaborazione con gli altri comuni``






“Ho già parlato con l’amministrazione di Calusco d’Adda in merito alla questione sollevata dal volantino” ha spiegato il primo cittadino di Paderno d’Adda, Walter Motta nel cui comune è circolato, per la prima volta, l’anonimo scritto di “messa in allerta” “So che l’amministrazione ha già fatto un ordine del giorno dove lamenta la mancanza di comunicazione da parte dell’Italcementi e dove chiede di soprassedere a qualunque tipo di decisione. L’amministrazione bergamasca, poi, da parte sua ha preso l’impegno di organizzare un incontro con la popolazione per spiegare meglio la situazione. Da parte nostra lavoreremo con Calusco d’Adda per cercare di capire le intenzioni e se necessario alzare la guardia. A dire il vero la possibilità dell’utilizzo di questo tipo di materiali era già stata palesata all’inizio della vicenda Italcementi. Dall’azienda però non ci furono risposte chiare sull’argomento. Si disse che non era argomento all’ordine del giorno e che, nel caso, se ne sarebbe riparlato più avanti, tenendo informati sulla questione. Ci piacerebbe lavorare in sintonia con gli altri comuni del territorio, legati alla vicenda, ma l’idea sarebbe anche quella di mantenere legami stretti con l’Italcementi” .

Legambiente:``Stiamo valutando come agire``

Legambiente: ``Stiamo valutando come agire``


Legambiente, se necessario, si preparerà alla “sommossa” e, come già fatto in altri luoghi e zone d’Italia, per svariate questioni ambientali, non è da escludersi che si possa assistere a una “sollevazione di popolo”. Voci non ufficiali confermano che comitati di protesta sarebbero pronti a esplodere e a scendere in piazza per manifestare la contrarietà ad un progetto che potrebbe minacciare la salute dei cittadini. “Abbiamo saputo che il 17 dicembre è stato depositato in Comune, Provincia e Regione lo studio di impatto ambientale per bruciare materiale pericoloso” ha dichiarato Laura Bonfanti, presidente del circolo meratese di Legambiente “Stiamo aspettando di avere informazioni più dettagliate in proposito per sapere bene l’entità del problema e decidere come agire”.

Paderno - Calusco d`Adda. Un volantino semina il panico su un nuovo progetto dell`Italcementi

Paderno - Calusco d`Adda. Un volantino semina il panico su un nuovo progetto dell`Italcementi


L`impianto Italcementi torna a fare paura. A mettere in allerta cittadini e amministrazioni comunali è stato, questa volta, un volantino anonimo fatto circolare per le strade di Paderno d`Adda nei giorni scorsi. La mano ignota, inoltre, è giunta fino alla sede del palazzo municipale dove il volantino è stato protocollato, come vuole la prassi, e ha fatto sobbalzare dalla sedia il sindaco Walter Motta. Armato di telefono il primo cittadino ha così chiesto al collega di Calusco d’Adda informazioni in merito che, però, sono arrivate con il contagocce. Sulla sponda bergamasca, infatti, il volantino è giunto tardi e in poche copie e i contatti con la dirigenza dell’Italcementi, sono stati sporadici quanto difficili. Dal volantino si apprende che “Italcementi ha l’intenzione di utilizzare rifiuti altamente tossivi e pericolosi per alimentare i propri forni…Nel caso specifico facciamo presenti che questi rifiuti tossici provengono da Mantova dove stati vietati da anni perché la popolazione è insorta in quanto studi fatti i casi accertati di cancro sono aumentati in modo drammatico nella popolazione circostante”. Firmato: un gruppo di cittadini. Al momento i firmatari non si sono ancora rivelati ma dalla dirigenza dell’Italcementi di Bergamo hanno tenuto, una volta informati, a fare alcune doverose precisazioni. “Abbiamo avviato la procedura per utilizzare combustibili classificati dalla legge come pericolosi, ma abbiamo anche fornito la massima disponibilità a collaborare con l’amministrazione di Calusco e delle aree confinanti, i cittadini e gli enti preposti. L’azienda Italcementi ha fornito la completa e più ampia disponibilità per presentare e illustrare il tipo di iniziativa che avrebbe intenzione di avviare. L’iter di approvazione prevede incontri e conferenze di servizi per avere il via libera nel campo autorizzativo. Ribadiamo che forniamo la massima disponibilità a fornire le informazioni del caso. L’Ecofluid è già stato utilizzato negli anni passati nel vecchio impianto. Abbiamo il compito di dare tutte le garanzie, con la massima trasparenza e collaborazione. Già attualmente i dati delle emissioni dell’impianto di Calusco sono disponibili su www.isolaonline.net”. Nel caso specifico i prodotti “importati” da Mantova e utilizzati come combustibile dovrebbe essere l’ecofluid, il rasf e residui stirolici e fenolici. Il volantino si conclude con la domanda “vogliamo trasferire l’inquinamento qui a Calusco con i relativi casi di cancro?”. Un problema che, comunque, non riguarderà solamente il comune dove ha sede l’impianto ma che travalicherà certamente i confini geografici perché, proprio come ha sottolineato il primo cittadino di Paderno, “L’aria che respiriamo non si ferma ai confini”. Dal canto suo Italcementi, su richiesta dell’amministrazione di Calusco d’Adda, ha accettato di sospendere le procedure di autorizzazione del nuovo progetto fino al 30 aprile. Nei prossimi giorni un’assemblea agli enti preposti e alle associazioni ambientaliste farà chiarezza su quanto per ora è stato solamente abbozzato a voce e, più avanti, sarà la volta dei cittadini.

S.V.

Smog, metropoli sotto assedio

MOBILITÀ|Da Torino a Palermo come combattere le polveri sottili

Smog, metropoli sotto assedio


Scattati i nuovi limiti europei per la concentrazione degli inquinanti. Nei 12 mesi non si potrà superare la media di 40 mg/m3, con un tetto di 50 di media giornaliera per 35 giorni l'anno. Oltre queste soglie l'aria diventa un veleno. E per gli assessori all'Ambiente un incubo / di Sergio Ferraris



I nostri polmoni attendevano l’evento con trepidazione: dal primo gennaio sono scattati i nuovi limiti, fissati da una direttiva europea del 1999, per la concentrazione degli inquinanti nell’aria, a cominciare dalle polveri sottili. In un anno non si potrà oltrepassare la media di 40 mg/m3, con un limite di 50 mg/m3 di media giornaliera per 35 giorni


l’anno. Oltre queste soglie l’aria, secondo l’Unione europea, diventa un veleno. E per gli assessori all’Ambiente di buona parte delle nostre città, un vero e proprio incubo. La ragione è semplice: i nuovi valori fissati per le polveri sottili (Pm10) sembrano proprio impossibili da rispettare, a meno di decisioni drastiche. Come quelle che propone Legambiente: «È importante far passare il concetto per cui chi usa l’automobile debba pagare – dice Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane dell’associazione – Ad esempio attraverso il road pricing, la sosta a pagamento o una parte dell’accisa sul carburante. E reinvestire gli introiti per migliorare il trasporto pubblico. È l’unica ricetta credibile per uscire dall’assedio dello smog».

«La direttiva europea, specialmente al Nord, non potrà essere rispettata – conferma Ennio Rota, vicepresidente di Legambiente Lombardia e dirigente della struttura Protezione aria della Regione – Per due motivi: la scarsa conoscenza scientifica del Pm10 all’epoca dell’emanazione della direttiva e il suo approccio troppo ottimistico sul rapporto tra diminuzione delle polveri e progresso tecnologico dei veicoli».
Insomma le dinamiche delle polveri sottili sono più complicate di quanto si pensasse: non tutte, ad esempio, sono di origine primaria (emesse da veicoli o caldaie), ma si formano per aggregazione di altri inquinanti. E se ciò non assolve il traffico, certamente complica lo scenario. «Il problema è esteso – prosegue Rota – sono 19 su 25 i paesi europei che hanno difficoltà come le nostre. Poi c’è la specificità della pianura padana, che è una delle aree più chiuse del Vecchio continente».

Ne sanno qualcosa a Torino e Milano. «Adottiamo da subito delle misure tampone come le limitazioni


al traffico e le targhe alterne – afferma Dario Ortolano, assessore all’Ambiente di Torino – Dal 10 gennaio, per 5 giorni su 7, le auto più inquinanti non circolano in una vasta area del centro. Si tratta di un provvedimento definitivo». Sul fronte del trasporto pubblico la capitale dell’auto completerà la conversione ecologica degli autobus entro il 2006, sostituendo gli ultimi 200 mezzi diesel con altrettanti a metano. «Uno dei problemi – continua Ortolano – è la proliferazione dei diesel. Non sono più quelli di un tempo, ma aumentano. Puntiamo sul metano per arrivare all’idrogeno».

Nel capoluogo lombardo, spiega l’assessore all’Ambiente Domenico Zampaglione, «la situazione è stabile da qualche anno perché, nonostante l’aumento dei diesel, il parco auto si è rinnovato». A Milano come in altre città il 50% del Pm10 è prodotto dai mezzi commerciali. «All’interno della zona a traffico limitato (Ztl) – continua Zampaglione – possono entrare tutti i veicoli commerciali. Abbiamo però concordato con la Regione il blocco di tutti gli Euro 0 dalle 8 alle 10 e dalle 16 alle 20 durante i giorni feriali, nel periodo invernale. Spero che nel 2006 il presidente della Regione metta fuori legge i veicoli Euro 0 e successivamente gli Euro 1». L’assessore contesta comunque l’impostazione della direttiva: «Il blocco della mobilità generale dovuto a limiti troppo stretti strangolrebbe l’economia di tutto il Nord Italia».

L’apprensione degli amministratori locali è crescente. «A Firenze superiamo il limite per 80 giorni l’anno – afferma Claudio Del Lungo, assessore all’Ambiente – Per questo abbiamo deciso dei blocchi con i 7 Comuni dell’area. Inoltre ci stiamo coordinando con i 24 Comuni toscani che hanno avuto episodi acuti di


inquinamento per sincronizzare i blocchi di tutti gli Euro 0 per 3 giorni feriali. Dal 1 gennaio 2006 questi veicoli saranno banditi». Il blocco totale riguarda 15.000 veicoli su un totale di 239.000. L’Arpat ha rilevato che con questo blocco diminuiscono sia le emissioni di anidride carbonica (-22%) che quelle degli ossidi di azoto (-14%). «Ne prevediamo altre tre tipologie, a cominciare dal bando dei grossi fuoristrada. Poi fermiamo gli autocaravan nella Ztl e per finire blocchiamo i veicoli commerciali dalle 22 alle 6 del mattino. Inoltre il mercoledì blocco per tutti gli Euro 1 e i diesel fino agli Euro 3». Grazie a questi provvedimenti è attesa una diminuzione del 10% di Pm10, in caso contrario il Comune è pronto alle targhe alterne e alle domeniche ecologiche.

Roma invece, dopo il blocco totale e permanente degli Euro 0 all’interno dell’anello ferroviario, punta tutto sui carburanti puliti. «I risultati della campagna di trasformazione a gpl e metano sono soddisfacenti – racconta Dario Esposito, assessore all’Ambiente – con 3.000 romani che hanno usufruito dei finanziamenti nazionali. Adesso scommettiamo sul metano: entro l’anno saranno in funzione tre nuovi distributori e arriveremo a un totale di 12. Avremo anche 60 autobus a metano, che nel 2006 diventeranno 200». Anche a Palermo, conferma l’assessore all’Ambiente Giovanni Avanti, si cominciano a vedere i benefici della Ztl partita nel 2002. «Ora puntiamo sul ricambio dei veicoli incentivando l’acquisto di quelli a metano – aggiunge Avanti - Siamo riusciti a ottenere uno sconto di 300 euro sulla trasformazione e anche i veicoli pubblici saranno convertiti». In programma anche un servizio di car sharing per le merci.

Sergio Ferraris
5 gennaio 2005

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