Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Sunday, June 12, 2005

INCONTRO PUBBLICO COINCENERIMENTO DI CDR, ECOFLUID E RASF

Paderno: incontro sui nuovi combustibili all`Italcementi

INCONTRO PUBBLICO
"IMPIANTO ITALCEMENTI DI CALUSCOPROGETTO DI COMBUSTIONE DI RIFIUTI CDR, ECOFLUID E RASF"
All’interno del percorso che ha visto 15 pubbliche amministrazioni promuovere un tavolo tecnico per valutare il progetto di coincenerimento di Italcementi e per stabilire delle osservazioni comuni allo Studio di Impatto Ambientale presentato dalla Ditta è prevista una fase di comunicazione ed informazione alle popolazioni dei territori limitrofi allo stabilimento.Prima del periodo estivo le 15 amministrazioni organizzano un primo momento per spiegare gli antefatti e fare il punto della situazione sul lavoro sino ad ora svolto.

Invitiamo tutta le popolazione a prendere parte.

Martedì, 21 GIUGNO 2005

COMUNE DI CALUSCO D’ADDA

Municipio, sala consiliarePresentazione delle sostanze e valutazioni del progetto

21.00 Saluti a cura del Sindaco di Calusco

21.15 CDR, RASF, Ecofluid: cosa si cela dietro queste sigle a cura di un Esponente del tavolo tecnico

21.30 Il tavolo tecnico: obiettivi e contesto del suo lavoro a cura del Coordinatore del programma

21.45 Le osservazioni al SIA di Italcementi e le risposte avutea cura dell’Esponente del Comune di Calusco nel tavolo tecnico

22.15 La presenza dell’impianto nella crescita territoriale a cura dell’Esponente di Legambiente nel tavolo tecnico

23.00 Dibattito

Coordina Istituto Ricerca Ecopolis

corriere della sera 12 06 06


In bici lungo l’Adda, museo della memoria Da Trezzo al lago di Lecco: storia, avventura e una torre Eiffel che scavalca il fiume


Ha davvero una gran voce questo Adda, che al Renzo manzoniano in fuga da Milano inviava una promessa di libertà. E’ un corposo fruscio, uno spumeggiante basso continuo, che si leva rimbombando dal suo corso incassato fra alte sponde verdeggianti. Qui fra Trezzo e il lago di Lecco, nell’area del Parco dell’Adda Nord, il fiume più caro ai lombardi si presenta come uno straordinario museo storico, naturalistico e antropologico. Sulla riva destra orografica una strada percorribile a piedi o in bicicletta segue il fiume, immersa nel canyon vegetale che crea uno stacco dal soprastante mondo di fabbrichette e villette e centri commerciali e code perenni sull’A4. E’ una prospettiva dal basso, integralmente fluviale, da cui guardare il famoso bel cielo così bello quando è bello e le mirabili costruzioni che vi si stagliano. Con le sue acque, che qui sembrano ignare di scarichi, scorie e detriti, l’Adda scorre misterioso e a tratti incassato e invita a qualche avventura picaresca che richiama i romanzi del Mississippi americano. Si pedala nel profumo della vegetazione, del fango scaldato, dell’aria fresca e umida che si leva dalla corrente e si è costretti a dirsi che ci sono più luoghi belli tra Milano e Bergamo di quanto sono disposte a pensare le teste degli uomini. Perfino l’industria lombarda è riuscita a costruire dei capolavori in questo tratto del fiume, a cominciare dal ponte in ferro di Paderno d'Adda, ritenuto uno dei simboli dell'archeologia industriale in Italia. Si passa sotto la sua mastodontica arcata, una specie di miracolosa torre Eiffel gettata sopra il fiume, e non si può non restare ammirati da questo ingegnoso manufatto che sarebbe piaciuto a Jules Verne. Costruito in soli 22 mesi tra il 1887 ed il 1889 dalla Società Nazionale delle Officine Savigliano su progetto dell'ingegnere svizzero Rothlisberger, il ponte è figlio della civiltà del ferro e della ghisa e collega le due rive, separate, prima ancora che dal confine storico tra il ducato di Milano e la Serenissima, da due altissime sponde di ceppo. Agli stessi anni ci riporta il villaggio operaio di Crespi d’Adda, un caso singolarissimo di utopismo e filantropia industriale. Si tratta infatti di un centro sorto dal nulla, sul modello delle company towns inglesi, per accogliere operai, impiegati e dirigenti del cotonificio di Cristoforo Benigno Crespi. C’è di tutto, dai grandi edifici plurifamiliari per gli operai alla villa dei Crespi, che è una specie di castello merlato, eretto di fronte all’altro edificio-simbolo, la chiesa. L’Adda è il fiume dei linifici, dei cotonifici, dei canapifici, delle filande, delle centrali, che ancora recano l’impronta di una borghesia illuminata, più vicina all’ottimismo asburgico che alla satira deformante di Gadda. Che nel 1995 l’Unesco abbia inserito il villaggio nella lista dei suoi siti dimostra quanto i nostri imprenditori guardassero lontano Più a Nord l’Adda si insinua nelle forre che furono ben presenti a Leonardo quando dipinse la Vergine delle Rocce. Proseguendo verso Brivio le sponde si abbassano, il paesaggio diventa più aperto. L’Adda rallenta il suo corso in alcuni meandri, dando vita a una zona paludosa denominata Isola della Torre e Isolone del Serraglio. E’ un’oasi umida risparmiata dal cemento, una riserva naturalistica dietro cui si levano le muraglie calcaree delle Grigne e del Resegone. L’ultima scoperta di quest’altra Lombardia fuori porta, che continua ad andare piano, come le acque del suo fiume più famoso.

Saturday, June 04, 2005

ITALCEMENTI/ COMPLETATO TUNNEL TRA CAVE E IMPIANTO CALUSCO D'ADDA

ITALCEMENTI/ COMPLETATO TUNNEL TRA CAVE E IMPIANTO CALUSCO D'ADDA 31/05/2005 - 18:34


Galleria sotterranea di 10 km per trasporto automatico materiale
Milano, 31 mag. (Apcom) - Una galleria sotterranea lunga quasi 10 chilometri per unire le cave alla cementeria Italcementi di Calusco d'Adda, in provincia di Bergamo: è l'opera che è stata completata oggi, alla presenza del consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, di alcuni dirigenti dell'azienda e di tutte le maestranze coinvolte.
L'opera - come si apprende da una nota diffusa da Italcementi - permetterà il trasporto del materiale in modo completamente automatizzato. Al suo interno un nastro trasportatore viaggerà alla velocità di 9 chilometri all'ora e sarà in grado di trasportare 600 tonnellate all'ora di materiale. "Questa soluzione - si legge nella nota - avrà soprattutto un impatto positivo sul traffico locale, permettendo di eliminare il ricorso al trasporto integrativo su strada - da Pontida a Calusco - quantificabile in circa 10 mila mezzi all'anno".
Il tunnel fa parte dei lavori di 'revamping' della cementeria di Calusco iniziati nell'aprile del 2001 e che hanno richiesto un investimento complessivo di 150 milioni di euro. Gli interventi hanno riguardato la rilocalizzazione delle strutture a maggior impatto ambientale. "Il tunnel sotterraneo che collega le due cave - scrivono da Italcementi - segna oggi il completamento del progetto che ha dato vita alla Nuova Calusco".
I lavori sono stati eseguiti dal Consorzio Monte Giglio di cui fa parte la Seli di Roma, una delle principali società specializzate nella realizzazione di trafori e galleria. I lavori sono durati 46 mesi impegnando circa 100 persone.
copyright @ 2005 APCOM

COMPLETATO IL TUNNEL CHE UNISCE LE CAVE ALLA CEMENTERIA DI CALUSCO D'ADDA (BG) CAVE A CEMENTERIE



COMPLETATO IL TUNNEL CHE UNISCE LE CAVE ALLA CEMENTERIA DI CALUSCO D'ADDA (BG)
Bergamo, 31 maggio 2005Con l’abbattimento dell’ultimo diaframma di roccia avvenuto oggi, sono terminati i lavori di scavo del tunnel che collega le cave di materie prime con la cementeria Nuova Calusco di Italcementi. Nell’occasione oltre alle autorità locali, erano presenti oltre 150 persone tra cui il Consigliere Delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, alcuni dirigenti di Italcementi e tutte le maestranze coinvolte.
Il tunnel fa parte dei lavori di revamping della cementeria di Calusco iniziati nell’aprile del 2001 e che hanno richiesto un investimento complessivo di 150 milioni di euro. Gli interventi hanno riguardato la rilocalizzazione delle strutture a maggior impatto ambientale. Il principale ha interessato la linea di cottura, con un nuovo forno che ha sostituito i quattro forni precedenti, ora disattivati. Le migliori tecnologie disponibili sul mercato, adottate nella realizzazione della Nuova Calusco, hanno permesso un abbattimento delle emissioni fra il 50% e il 90% rispetto agli standard. Il nuovo impianto è stato inaugurato nell’aprile 2004 nell’ambito delle manifestazione per i 140 anni della nascita di Italcementi.
Contemporaneamente erano stati realizzati due “parchi polari” nella cava di Monte Giglio (Calusco) dove vengono omogeneizzate le materie prime provenienti da Colle Pedrino con quelle scavate a Monte Giglio.Il tunnel sotterraneo che collega le due cave segna oggi il completamento del progetto che ha dato vita alla Nuova Calusco.
L’opera – interamente sotterranea – ha una lunghezza di quasi 10 km e
permette il trasporto del materiale in modo completamente automatizzato. Al suo interno un nastro trasportatore viaggerà alla velocità di 9 km/h e sarà in grado di trasportare 600 tonnellate all’ora di materiale. Questa soluzione avrà soprattutto un impatto positivo sul traffico locale, permettendo di eliminare il ricorso al trasporto integrativo su strada – da Pontida a Calusco – quantificabile in circa 10.000 mezzi all’anno.
Un tunnel a prova d'ambiente: i grandi numeri
9.600
metri la lunghezza del tunnel
4,3
metri il diametro interno del tunnel
600
tonnellate l'ora la portata del nastro trasportatore
2,5
metri al secondo la velocità del nastro trasportatore
10.000
camion all'anno che saranno eliminati dal traffico locale dell'Isola
180.000
metri cubi di materiale scavato
26.400
i conci prefabbricati che rivestono il tunnel
500
tonnellate il peso complessivo della macchina che ha scavato il tunnel
150
metri la lunghezza totale della macchina
18
i carri di supporto alle attività di scavo
39
metri avanzamento massimo raggiunto dalla fresa nell'arco di 24 ore
46
mesi di lavoro per completare l'opera


ITALCEMENTI: COMPLETA TUNNEL CHE UNISCE CAVE A CEMENTERIE
10 KM, INVESTIMENTO COMPLESSIVO DI 150 MILIONI DI EURO
31 Maggio 2005 20:07 MILANO (ANSA)

ANSA) - MILANO, 31 MAG - E' stato completato il tunnel che unisce le cave alla cementeria di Calusco d' Adda di Italcementi. Lo annuncia una nota della società, che spiega come sia stato abbattuto l' ultimo diaframma ed ora esiste una galleria sotterranea lunga quasi 10 chilometri che permetterà di eliminare l' impatto di 10.000 camion all' anno nella zona dell' Isola Bergamo. "Il nuovo tunnel - ha detto il consigliere delegato dell' azienda Carlo Pesenti - rappresenta una delle opere ingegneristiche più rilevanti realizzate nella bergamasca. Permetterà il trasporto su nastro delle materie prime dalla cava di Col Pedrino (Palazzago) alla cava di Monte Giglio (Calusco), per proseguire poi sempre in galleria fino alla cementeria. Il forte impegno finanziario, tecnico e operativo di Italcementi garantirà anche il raggiungimento di importanti benefici su tutta la viabilità dell'Isola: saranno infatti eliminati gli effetti del trasporto su strada quantificabili nel passaggio di circa diecimila veicoli pesanti all'anno". "In occasione dell'apertura della Nuova Calusco - ha proseguito il Consigliere Delegato di Italcementi - avevamo sottolineato l'accentuato impegno ambientale di Italcementi e specificatamente del nuovo impianto. Il completamento di quest'opera è un'ulteriore risposta concreta per le aspettative del territorio dell'Isola, e una scelta precisa nella direzione dello Sviluppo Sostenibile a livello di Gruppo". Il tunnel fa parte dei lavori di revamping della cementeria di Calusco iniziati nell'aprile del 2001 e che hanno richiesto un investimento complessivo di 150 milioni di euro. Gli interventi hanno riguardato la rilocalizzazione delle strutture a maggior impatto ambientale. Il principale ha interessato la linea di cottura, con un nuovo forno che ha sostituito i quattro forni precedenti, ora disattivati. Le migliori tecnologie disponibili sul mercato, adottate nella realizzazione della Nuova Calusco, hanno permesso un abbattimento delle emissioni fra il 50% e il 90% rispetto agli standard. Il nuovo impianto è stato inaugurato nell'aprile 2004 nell'ambito delle manifestazione per i 140 anni della nascita di Italcementi. Contemporaneamente erano stati realizzati due "parchi polari" nella cava di Monte Giglio (Calusco) dove vengono omogeneizzate le materie prime provenienti da Colle Pedrino con quelle scavate a Monte Giglio. Il tunnel sotterraneo che collega le due cave segna oggi il completamento del progetto che ha dato vita alla Nuova Calusco. L'opera, interamente sotterranea, ha una lunghezza di quasi 10 km e permette il trasporto del materiale in modo completamente automatizzato. Al suo interno un nastro trasportatore viaggerà alla velocità di 9 km/h e sarà in grado di trasportare 600 tonnellate all'ora di materiale. Questa soluzione avrà soprattutto un impatto positivo sul traffico locale, permettendo di eliminare il ricorso al trasporto integrativo su strada 'da Pontida a Calusco' quantificabile in circa 10.000 mezzi all'anno. I lavori sono stati eseguiti dal Consorzio Monte Giglio di cui fa parte la SELI di Roma, una delle principali società specializzate nella realizzazione di trafori e galleria. La macchina utilizzata per la realizzazione del tunnel è lunga 150 metri: la parte iniziale è costituita da una fresa con una testa rotante a cui si aggiungono 18 carri di servizio per completare il lavoro di scavo, con la posa dei conci e di tutte le attrezzature di completamento (nastro trasportatore e servizi accessori). (ANSA).

Aria malata

Merate È la sconfortante conclusione che si trae dall'analisi dei dati consegnati lunedì dall'Arpa a Villa Confalonieri Aria malata. In centro come sulla provinciale L'assessore all'ecologia, Marcello Toma: -Il territorio risente della vicinanza della città di Milano-


MERATE Il centro della città risulta a volte più inquinato delle zone che si trovano a ridosso della provinciale 342. È la sconfortate conclusione che si trae dall'analisi dei dati consegnati lunedì dall'Arpa a Villa Confalonieri. Per un mese, dal 24 marzo al 23 aprile, l'agenzia regionale di protezione e ambiente ha monitorato la concentrazione delle polveri sottili (Pm10) nel centro storico della città, installando in cima a via Baslini, nei pressi del cimitero, una centralina mobile. Scopo dell'esperimento era verificare se le alte concentrazioni di polveri sottili rilevate dalla centralina fissa installata al confine con Cernusco fossero ripetute anche a distanza di qualche chilometro. Nessuno, in comune, si era illuso che lo studio fornisse dati rassicuranti. Tuttavia, i risultati ottenuti vanno al di là delle più nere previsioni. Nel periodo preso in esame, il picco di microgrammi per metro cubo di Pm10 nell'aria registrato dalla centralina fissa è stato quello rilevato il 25 marzo: 106 microgrammi. Il giorno precedente, invece, la centralina mobile di via Baslini è arrivata a registrare un concentrazione assai più alta: 132 microgrammi per metro cubo. Complessivamente, dal 24 marzo al 23 aprile, il limite di sicurezza di 50 microgrammi per metro cubo nella zona a ridosso della provinciale è stato superato nella zona per 12 volte. La centralina mobile di via Baslini, nello stesso periodo, ha invece registrato un superamento dei 50 microgrammi per 7 volte. Altro dato interessante è quello della concentrazione di Pm10 media nell'arco dei 30 giorni. Quella relativa alla zona della provinciale è stata di 47 microgrammi, mentre quella relativa al centro storico si è attestata attorno ai 43 microgrammi per metro cubo. Come si evince da un grafico comparativo dei dati posti a confronto, l'andamento è pressoché coincidente. Lo studio dell'Arpa afferma inoltre che il 70% dell'inquinamento è prodotto da trasporto su strada; quasi il 22% dalla combustione non industriale, mentre il restante 9% è da addebitare a sorgenti mobili e macchinari. Per nulla stupito, l'assessore all'ecologia Marcello Toma ha rimandato un'analisi dettagliata, riservandosi di analizzare il problema in primo luogo con i membri della giunta comunale e quindi con tutti gli amministratori del Meratese che hanno sottoscritto gli accordi di «Agenda 21» a tutela del territorio. Toma ha comunque sottolineato come «il territorio del Meratese risenta della vicinanza della città di Milano» e di conseguenza sia destinato, in condizione di eventi meteorologici sfavorevoli, a raccogliere lo smog proveniente dalla metropoli. L'assessore all'Ecologia ha infine auspicato che l'Arpa intensifichi i controlli e prosegua nella sua campagna di monitoraggio programmando rilevazioni anche in altri territorio confinanti con Merate. -In questo modo – ha concluso – avremo a disposizione un maggior numero di dati che potranno poi essere analizzate nelle riunioni del progetto di Agenda 21- Fabrizio Alfano

Aria malata


Merate È la sconfortante conclusione che si trae dall'analisi dei dati consegnati lunedì dall'Arpa a Villa Confalonieri Aria malata. In centro come sulla provinciale L'assessore all'ecologia, Marcello Toma: Il territorio risente della vicinanza della città di Milano


MERATE Il centro della città risulta a volte più inquinato delle zone che si trovano a ridosso della provinciale 342. È la sconfortate conclusione che si trae dall'analisi dei dati consegnati lunedì dall'Arpa a Villa Confalonieri. Per un mese, dal 24 marzo al 23 aprile, l'agenzia regionale di protezione e ambiente ha monitorato la concentrazione delle polveri sottili (Pm10) nel centro storico della città, installando in cima a via Baslini, nei pressi del cimitero, una centralina mobile. Scopo dell'esperimento era verificare se le alte concentrazioni di polveri sottili rilevate dalla centralina fissa installata al confine con Cernusco fossero ripetute anche a distanza di qualche chilometro. Nessuno, in comune, si era illuso che lo studio fornisse dati rassicuranti. Tuttavia, i risultati ottenuti vanno al di là delle più nere previsioni. Nel periodo preso in esame, il picco di microgrammi per metro cubo di Pm10 nell'aria registrato dalla centralina fissa è stato quello rilevato il 25 marzo: 106 microgrammi. Il giorno precedente, invece, la centralina mobile di via Baslini è arrivata a registrare un concentrazione assai più alta: 132 microgrammi per metro cubo. Complessivamente, dal 24 marzo al 23 aprile, il limite di sicurezza di 50 microgrammi per metro cubo nella zona a ridosso della provinciale è stato superato nella zona per 12 volte. La centralina mobile di via Baslini, nello stesso periodo, ha invece registrato un superamento dei 50 microgrammi per 7 volte. Altro dato interessante è quello della concentrazione di Pm10 media nell'arco dei 30 giorni. Quella relativa alla zona della provinciale è stata di 47 microgrammi, mentre quella relativa al centro storico si è attestata attorno ai 43 microgrammi per metro cubo. Come si evince da un grafico comparativo dei dati posti a confronto, l'andamento è pressoché coincidente. Lo studio dell'Arpa afferma inoltre che il 70% dell'inquinamento è prodotto da trasporto su strada; quasi il 22% dalla combustione non industriale, mentre il restante 9% è da addebitare a sorgenti mobili e macchinari. Per nulla stupito, l'assessore all'ecologia Marcello Toma ha rimandato un'analisi dettagliata, riservandosi di analizzare il problema in primo luogo con i membri della giunta comunale e quindi con tutti gli amministratori del Meratese che hanno sottoscritto gli accordi di «Agenda 21» a tutela del territorio. Toma ha comunque sottolineato come «il territorio del Meratese risenta della vicinanza della città di Milano» e di conseguenza sia destinato, in condizione di eventi meteorologici sfavorevoli, a raccogliere lo smog proveniente dalla metropoli. L'assessore all'Ecologia ha infine auspicato che l'Arpa intensifichi i controlli e prosegua nella sua campagna di monitoraggio programmando rilevazioni anche in altri territorio confinanti con Merate. «In questo modo – ha concluso – avremo a disposizione un maggior numero di dati che potranno poi essere analizzate nelle riunioni del progetto di Agenda 21». Fabrizio Alfano

Calusco, completata la galleria

Calusco, completata la galleriache collega le cave dell'Italcementi

Dopo quasi 4 anni di scavo, è caduto anche l'ultimo diaframma di roccia della galleria di circa 10 chilometri, realizzata dall'Italcementi tra Calusco e Palazzago, per collegare le cave di materie prime con la cementeria Nuova Calusco. Un'opera che viene valutata positivamente sia dalle autorità locali che dall'Italcementi. Ad assistere al completamento della galleria, un centinaio di persone, tra le quali anche Carlo Pesenti, consigliere delegato della società.
Il consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti (al centro con il casco bianco), attorniato da tecnici e operai che hanno abbattuto l'ultimo diaframma della galleria tra Calusco e Palazzago. Il tunnel realizzato dal colosso del cemento, è lungo 9.600 metri, ha un diametro di quasi 5 metri ed è rivestito con oltre 26 mila conci prefabbricati. Quest'opera consente di eliminare dal traffico locale dell'Isola, l'equivalente di 10 mila camion all'anno, con benefici effetti sulla circolazione stradale nella zona.«Il nuovo tunnel rappresenta una delle opere ingegneristiche più rilevanti realizzate nella bergamasca - ha detto Carlo Pesenti - permetterà il trasporto su nastro delle materie prime dalla cava di Col Pedrino, a Palazzago, alla cava di Monte Giglio a Calusco, per proseguire poi sempre in galleria fino alla cementeria. Il forte impegno finanziario, tecnico e operativo di Italcementi garantirà anche il raggiungimento di importanti benefici su tutta la viabilità dell’Isola: saranno infatti eliminati gli effetti del trasporto su strada quantificabili nel passaggio di circa diecimila veicoli pesanti all’anno». Il consigliere delegato di Italcementi si è anche soffermato sull' «accentuato impegno ambientale di Italcementi e specificatamente del nuovo impianto di Calusco. Il completamento di quest’opera è un’ulteriore risposta concreta per le aspettative del territorio dell’Isola, e una scelta precisa nella direzione dello sviluppo sostenibile a livello di gruppo».Le migliori tecnologie disponibili sul mercato, adottate nella realizzazione della Nuova Calusco, hanno permesso un abbattimento delle emissioni fra il 50% e il 90% rispetto agli standard. Il nuovo impianto è stato inaugurato nell’aprile 2004 nell’ambito delle manifestazione per i 140 anni della nascita di Italcementi.Contemporaneamente erano stati realizzati due «parchi polari» nella cava di Monte Giglio a Calusco dove vengono omogeneizzate le materie prime proveniente da Colle Pedrino con quelle scavate a Monte Giglio. Il tunnel sotterraneo che collega le due cave segna oggi il completamento del progetto che ha dato vita alla Nuova Calusco
.

Wednesday, June 01, 2005

Italcementi compra Cementificio di Montalto

Italcementi compra Cementificio di Montalto(31/05/2005 8.48.39)
Italcementi ha raggiunto un'intesa per rilevare dalla romana Cementilce l'intero capitale di Cementificio di Montalto, società cui fa capo un impianto di macinazione situato a Montalto di Castro e dotata di una capacità di produzione di cemento superiore alle 100 tonnellate ora. Lo annuncia l'azienda in una nota. L'operazione consolidare la leadership di Italcementi sul mercato nazionale e nell'area del Mediterraneo e soddisfa con una struttura produttiva sempre più flessibile le esigenze della clientela e del mercato. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, cui l'operazione è stata preventivamente notificata, ha deliberato di non procedere all'avvio dell'istruttoria, in quanto l'acquisizione non dà luogo per Italcementi a costituzione o rafforzamento di posizione dominante.

Saturday, May 28, 2005

Uno studio sulle polveri nell'aria

L'unione Sarda 26 05 05


Samatzai

Uno studio sulle polveri nell'aria



«Non vogliamo creare allarmismi ingiustificati, ma chiediamo un monitoraggio attento e rigoroso sulla qualità dell'aria, dell'acqua e dell'ambiente». Lo ha chiesto a gran voce, nella prima seduta del consiglio comunale dal giorno dell'insediamento della nuova amministrazione civica, Giuseppe Cabua, il più votato della lista dell'opposizione "Uniti per Samatzai". In particolare, Cabua ha messo l'accento sulla necessità di verifica delle condizioni ambientali. «È curioso che un paese che ospita industrie potenzialmente inquinanti non si sia già dotato da molti anni di un sistema di monitoraggio sulla qualità dell'atmosfera e dell'aria che tutti noi respiriamo», ha detto l'esponente della minoranza. «Verificheremo con esperti di nostra fiducia se effettivamente la situazione sia così rosea come è stata descritta sulla stampa dalla Asl di Sanluri. Noi speriamo di sì, ma in ogni caso la popolazione sarà messa al corrente sugli esisti della ricerca». Immediata la risposta del sindaco Alberto Pilloni: «Dalle ultime indagini epidemiologiche, fornite dal manager della Asl Franco Trincas, non si può parlare di vero allarme, la Regione ha un sistema di controllo e una volta al mese i dati vengono pubblicatui su internet. I risultati forniti da Trincas sono percettibilmente in numero inferiore alla media, e di questo siamo contenti; è però necessario che i controlli si facciano con maggiore puntualità e che vengano resi pubblici», rabatte Alberto Pilloni. I fumi del forno e le polveri bianche prodotte dall'Italcementi hanno sollevato molte polemiche. E non so,no certo pochi gli abitanti preoccupati per la loro salute. Soprattutto chi risiede non lontano dal polo industriale. Secondo gli ultimi dati disponibili e relativi al 2003, a Samatzai sono stati accertati ventitrè casi di tumore. Tredici ammalati ogni mille abitanti, insomma, contro i 18 riscontrati dagli esperti dell'Unità sanitaria locale sull'intero territorio di competenza. Maura Pibiri26/05/2005

Wednesday, May 18, 2005

Fiamme all'Italcementi Distrutto l'impianto-calce

L'unione sarda 17 05 05

Fiamme all'Italcementi Distrutto l'impianto-calce

Samatzai. Il rogo è stato spento dai vigili del fuoco

-->

Allarme nello stabile dell'Italcementi di Samatzai. Un incendio è divampato verso le dieci di ieri mattina in uno dei capannoni della fabbrica. In fiamme (per cause ancora da precisare) è andato un dosatore dell'impianto di macinazione, poi il fuoco si è propagato nella zona sottostante distruggendo completamente un nastro trasportatore di clinker. Fortunatamente l'incendio non si è propagato perché i materiali presenti nella zona colpita sono a lenta combustione. Gli impiegati della sala operativa - i primi ad accorgersi - del guasto, sono giunti nel luogo dell'incendio e hanno dato immediatamente l'allarme. Sono stati loro, direttamente, a tentare di spegnere il rogo scaraventando sul fuoco le polveri dei numerosi estintori piazzati nelle zone strategiche del capannone, ma non è stato possibile vincere la furia del fuoco. Per questo è stato necessario dare l'allarme e chiamare i vigili del fuoco. Vigili del fuocoSono giunte sul luogo due squadre, i vigili del fuoco di Cagliari e di Sanluri che dalle dieci fino alle tredici hanno lavorato senza sosta per tentare di salvare il salvabile e soprattutto impedire alle lingue di fuoco di raggiungere altre apparecchiature e danneggiare il resto del capannone. Alla fine, dopo oltre tre ore, i pompieri hanno completato gli interventi per avviare la bonifica. Nell'azienda sono arrivati anche i carabinieri di Samatzai agli ordini del maresciallo Andrea Murenu che hanno raccolto le testimonianze delle persone presenti in fabbrica e dei vigili del fuoco per capire se il rogo sia di origine dolosa. Le causeUn'ipotesi che per ora è stata esclusa. «O si è surriscaldato troppo il tratto dell'impianto in cui è divampato l'incendio, oppure è arrivato del materiale troppo caldo che ha creato una situazione favorevole per le fiamme», ha spiegato il direttore dell'Italcementi, Spartaco Lolini, «noi pensiamo ad una di queste due ipotesi anche se ancora è tutto da verificare». Verranno fatti ulteriori accertamenti per fare chiarezza su quanto accaduto. Fortunatamente nel capannone ci sono solo macchinari. Viene frequentato da operai solo in fase di manutenzione o se sopravvengono guasti. Quando le fiamme stavano divampando non era infatti presente nessuno, poiché l'impianto era in fase di produzione. Scampato pericolo dunque per le persone, non ci sono stai feriti. Inoltre non ci sono stati altri danni per i macchinari presenti nel capannone colpito dall'incendio. Ora si sta lavorando per ripristinare l'area interessata, e poi rimettere in movimento quel tratto dell'impianto. Lo stabile dell'Italcementi che si trova a Samatzai dagli anni settanta produce collanti per l'edilizia, ed è l'unico polo industriale della zona, insieme alla Calcidrata. Maura Pibiri

Sunday, May 01, 2005

L'Italcementi vara la sua prima nave

L'Italcementi vara la sua prima nave


Prende servizio lunedì la Turbocem, per le consegne via mare nel bacino del Mediterraneo Carlo Pesenti: «Una pietra miliare per il gruppo». Prossimo passo, il trasporto verso l'America
Dall'inviatoDORDRECHT (OLANDA) L'Italcementi prende il largo. Con l'ingresso in attività lunedì della motonave Turbocem il gruppo farà il suo debutto diretto nel mondo del trasporto marino.A dire il vero la Turbocem è la seconda nave del gruppo: la controllata americana Essroc ne ha infatti già una che opera però esclusivamente sul bacino dei grandi laghi, per ovviare a problemi logistici del trasporto via terra nella zona. Con la Turbocem, che ha una stazza lorda di 3.779 tonnellate e una portata di 5.500 tonnellate di carico, il gruppo opererà prevalentemente nel Mediterraneo e nel Mar Nero e si apre un disegno strategico più ampio, prima tappa verso maggiori sviluppi.«Avere una nave nostra ci serve per fronteggiare dall'interno il sempre più difficile mercato dei noli marittimi: in questo modo possiamo avere sotto controllo il prezzo (più che raddoppiato dal 2003 NdR) e anche la reperibilità del mezzo per il trasporto, ora non sempre facile - spiega il consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti -. Partiamo con una nave di dimensioni contenute, dalla portata di 5.500 tonnellate. Stiamo pensando ad un'altra di dimensioni superiori, da 30/40 mila tonnellate per affrontare l'oceano Atlantico e i trasporti verso l'America. Poi vedremo. Dobbiamo innanzitutto acquisire il know how specifico nell'attività: per questo abbiamo scelto un partner che possiede le competenze. Questa in ogni caso è un pietra miliare per il gruppo che entra in una nuova avventura con la quale crea valore economico, ma soprattutto valore intangibile di conoscenza per le persone che vi lavorano».La nave Turbocem fa capo alla Medcem, joint-venture paritetica costituita da Intercom (gruppo Italcementi) e la Romeo Shipping, consolidato partner logistico di Italcementi per il trasporto navale. Il progetto, avviato alla fine del 2003, ha visto, con un investimento intorno ai 6,5 milioni di euro finanziato da Mediocredito Centrale, la completa ristrutturazione di un «bulk carrier», una nave da carico di merci sfuse, la Sider Crusader costruita in Turchia nel 1992, trasformata nella nave cementiera tecnologicamente più avanzata al mondo.La caratteristica principale di questa turbonave è quella di essere una nave autoscaricante, con la possibilità quindi di traspordare direttamente a ciclo chiuso - senza alcun impatto ambientale - il cemento dalle due stive della nave al silo portuale oppure anche su autobotti per la consegna finale del prodotto. Questo dispositivo, per il quale è all'esame il deposito di un brevetto, scarica 300 tonnellate all'ora nel silo e riempie un camion (30 tonnellate) in 20 minuti. La possibilità di scarico diretto, insieme alla caratteristica delle eliche trasversali che permette un attracco traslato, consente alla Turbocem (che è lunga come un campo da calcio, 92,8 metri «fuori tutto», ed è larga 17) di utilizzare anche banchine di porti minori non dotati di terminali per il cemento, limitando quindi il problema della scarsità di strutture portuali nel Mediterraneo.La Turbocem, riallestita ai cantieri Van Aalst di Dordrecht, in Olanda, dove è stata appena varata, con madrina Federica Pesenti, moglie di Carlo, imbarcherà lunedì il suo primo carico, cemento della controllata belga del gruppo, che consegnerà a Malaga e poi si posizionerà intorno a Cipro. In futuro si approvvigionerà nei vari impianti del gruppo, spesso situati vicino alla costa, in Spagna, Francia, Italia, Grecia, Cipro, Turchia ed Egitto, oltre che in Bulgaria, sul Mar Nero.La Turbocem, che si avvarrà dei terminal portuali italiani di Italcementi (ai quattro di Marghera, Ancona, Ortona e La Spezia si aggiungeranno prossimamente Ravenna e Genova), sarà impegnata su tratte di navigazione con durata dei viaggi compresa tra i tre e i sei giorni e garantità la copertura del 10-15% del traffico totale del gruppo Italcementi nell'area del Mediterraneo, per un totale annuo di quasi 150 mila tonnellate di cemento trasportato.Stefano Ravaschio

Sunday, April 24, 2005

Noleggi cari, Italcementi si compra le navi

L'ECO DI BERGAMO 23 04 05

Noleggi cari, Italcementi si compra le navi

La prima destinata al Mediterraneo sarà varata a breve, la seconda porterà il cemento in Nord America Progetti per produrre energia in India e Marocco. Previsioni confermate: nel 2005 risultati stabili

Il nuovo impianto dell'Italcementi a Calusco d'Adda: la tecnologia utilizzata qui viene ora esportata negli stabilimenti in Spagna e negli Stati Uniti

I noleggi per il trasporto via mare del cemento oggi costano troppo e per superare l'ostacolo Italcementi ha deciso di acquistare direttamente le navi. Due investimenti sono già stati individuati e la prima imbarcazione sarà inaugurata a giorni.Lo ha spiegato ieri agli azionisti il consigliere delegato Carlo Pesenti durante l'assemblea che ha approvato il bilancio 2004 e l'assegnazione dei dividendi. Nel settore del cemento i mercati sono sempre più integrati e il trasporto marittimo gioca un ruolo importante. «Abbiamo sofferto l'incremento del costo dei noli, che è arrivato al 100-150%», ha detto Pesenti. «Quindi abbiamo deciso di investire in qualche unità navale per normalizzare i costi di acquisto di questi servizi».La prima nave, prossima al varo, ha una capacità di 5-6.000 tonnellate e sarà utilizzata per i collegamenti nel Mediterraneo. Il secondo acquisto che si sta valutando riguarda un'imbarcazione usata come la prima ma più grande con una portata di 35-40.000 tonnellate da destinare al trasporto del cemento dal Mediterraneo al Nord-America.La soluzione fatta in casa per servizi strategici non riguarda solo le navi. All'assemblea degli azionisti che si è riunita ieri a Bergamo è stato fatto il punto anche sull'autoproduzione di energia elettrica. Il progetto di ammodernamento della centrale termoelettrica di Villa di Serio, che fa capo alla società del gruppo Italgen, ha avuto a gennaio parere favorevole dalla Provincia, sia per la realizzazione della centrale sia per la variante al metanodotto. Ora si è in attesa della delibera regionale. L'operazione consentirà di avere un risparmio del 20% sui costi di acquisto di energia elettrica. Italcementi pensa di seguire la via dell'autoproduzione anche in altri Paesi. In India c'è già il via libera per una centrale e valutazioni per lo sviluppo di un impianto turbogas si stanno facendo anche in Marocco.Il Far-East e il bacino del Mediterraneo sono fra l'altro le aree alle quali Italcementi guarda per la sua ulteriore espansione. Una crescita che segue due direttrici: nuovi insediamenti e acquisizioni all'estero da una parte e ristrutturazione degli stabilimenti esistenti dall'altra, come è già stato fatto con la cementeria di Calusco d'Adda, con una tecnologia che fra l'altro ora verrà esportata negli stabilimenti di Malaga in Spagna e Martinsburg negli Stati Uniti. Rispetto all'estero, il presidente Giampiero Pesenti ha sottolineato: «Ci rivolgiamo soprattutto ai mercati emergenti. Guardiamo sempre con grande interesse ai Paesi asiatici, dove si prevedono sviluppi interessanti per il consumo di cemento». Particolare attenzione in quell'area è rivolta all'India.Spunti interessanti stanno arrivando anche dal Kazakistan, anche se i volumi produttivi sono ancora inferiori rispetto ad altre realtà: per il 2005 sono previste 500-600.000 tonnellate. I risultati della Shymkent Cement vengono consolidati per la prima volta integralmente proprio nel bilancio 2004. «È tra i Paesi della regione con migliori prospettive per le risorse che ha a disposizione e stiamo pensando a sviluppare ulteriormente la nostra presenza», ha commentato Carlo Pesenti.È positiva la tendenza di crescita anche in Egitto, dove Italcementi, tramite la sub-holding Ciments Français, ha raggiunto in marzo il controllo (54,2%) di Suez Cement Company, produttore leader con una quota di mercato locale pari al 22-23%. L'Egitto è il quarto Paese nel Mediterrano nel settore del cemento, dopo Spagna, Italia e Turchia e, dopo la recessione seguita ai fatti del 2001, ora si aprono prospettive interessanti. Lo testimoniano anche i dati di vendita del primo trimestre che, dopo un avvio fiacco a gennaio, hanno fatto segnare una crescita a due cifre. Suez Cement sarà consolidata nel nuovo perimetro dal secondo trimestre di quest'anno. «L'acquisizione - ha sottolineato Carlo Pesenti - darà un contributo positivo al conto economico», sia in termini di fatturato sia di margini.In generale per il 2005, ha detto Giampiero Pesenti a margine dell'assemblea, «pensiamo di mantenere le previsioni». Qualche indicazione ulteriore arriverà dalla prima trimestrale, che andrà in consiglio d'amministrazione il 4 maggio. Le previsioni per quest'anno contenute nel bilancio 2004 parlano di un sostanziale mantenimento del risultato operativo dello scorso esercizio.Durante l'assemblea il direttore generale Rodolfo Danielli ha analizzato l'andamento dei singoli mercati. Il primo trimestre del 2005 ha risentito nei Paesi dell'Europa meridionale dell'ondata di freddo e precipitazioni che ha rallentato i lavori nell'edilizia. Già in aprile, comunque, si è avuta una ripresa decisa delle attività. Negli Stati Uniti il trend positivo continua, così come nei Paesi emergenti. Per il mercato delle costruzioni, le stime dicono che in Italia è attesa una crescita del mercato fra lo 0,5 e il 2%, una situazione di sostanziale stabilità in Francia, con oscillazione fra -0,5 e +0,5%, mentre gli incrementi più significativi si dovrebbero avere negli Stati Uniti, fra il 2 e il 4%.Silvana Galizzi

Navi Italcementi per tagliare i costi

L'ECO DI BERGAMO 23 04 05
Navi Italcementi per tagliare i costi
Il trasporto marittimo del cemento costa troppo. I noleggi sono raddoppiati. Gli incrementi sono arrivati anche al 150%. Per questo Italcementi ha deciso di investire in proprio nell'acquisto di navi. Le operazioni finora individuate sono due. La prima imbarcazione sarà varata a giorni, ha una capacità di 5-6.000 tonnellate e sarà utilizzata per i collegamenti nel Mediterraneo. Il secondo acquisto che si sta valutando riguarda, invece, una nave più grande con una portata di 35-40.000 tonnellate da destinare al trasporto del cemento verso il Nord America. La novità è stata spiegata ieri all'assemblea degli azionisti che si è riunita a Bergamo e ha approvato il bilancio 2004 e la distribuzione dei dividendi.

Friday, April 22, 2005

Calusco Gli allievi della Finanza visitano l'Italcementi

L'ECO DI BERGAMO 21 04 05
Calusco Gli allievi della Finanza visitano l'Italcementi

CALUSCO D'ADDA Guardia di Finanza nella nuova cementeria Italcementi a Calusco d'Adda, aperta alla visita di alcuni cadetti delle Fiamme gialle.Ieri gli ufficiali allievi del 102° corso «Sile II» e del primo corso ruolo aeronavale «Sirio», che frequentano il terzo anno di accademia, si sono recati allo stabilimento di Calusco. Accompagnati dal capo di stato maggiore, colonnello Angelo Matassa, i cadetti sono stati ricevuti dal consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, e hanno poi assistito alla spiegazione del ciclo produttivo del cemento, a cui è seguito un percorso di visita all'impianto con il direttore dello stabilimento, Francesco Corsato.Dopo aver illustrato i risultati economici dell'azienda, il percorso di internazionalizzazione della società, con la recente acquisizione in Egitto e gli impegni presi nel campo dello sviluppo sostenibile, Carlo Pesenti ha affermato: «Ho risposto con piacere alla richiesta dell'accademia di Bergamo, lo scambio di esperienze con il mondo dell'impresa è sempre utile per chi sta affrontando percorsi di formazione come quello dei giovani allievi della Guardia di Finanza. La loro scelta di conoscere più da vicino il territorio attraverso queste iniziative trova riscontro nella volontà di Italcementi, fatta con l'adesione ai principi dello sviluppo sostenibile, di coniugare la nostra attività industriale con le aspettative delle realtà locali che operano intorno all'impianto di Calusco».

Thursday, April 14, 2005

CONTRIBUTO COMITATO DELL' ISOLA

Spett.le ECOPOLIS
Egr.Arch. Fortini

p.c. COMUNE DI CALUSCO D’ADDA
Egr. Sig. Sindaco

ITALCEMENTI SpA
Via G. Camozzi n 124
20124 Bergamo
Egr. Ing. Stefano Gardi


OGGETTO: CONTRIBUTO ALLA DISCUSSIONE SULL’UTILIZZO DI RIFIUTI PERICOLOSI COME COMBUSTIBILE PRESSO LA CEMENTERIA ITALCEMENTI DI CALUSCO D’ADDA

L’Italcementi di Calusco d’Adda ha richiesto al Ministero dell’Ambiente l’autorizzazione all’impiego di rifiuti classificati pericolosi per l’alimentazione del nuovo forno di cottura del clincker.
I rifiuti in oggetto derivano da processi industriali (principalmente di tipo chimico), e sono per la precisione l’Ecofluid (liquido,miscela di solventi non clorurati – Cloro <1,5%)>1) Installazione da parte di Italcementi e gestione da parte dell’ARPA, di una centralina di controllo della qualità dell’aria a Calusco o aree limitrofe (posizionata ad esempio tra Calusco centro e Baccanello). La centralina permetterà di valutare le ricadute al suolo di inquinanti derivanti dall’attività della cementeria oltre a quelli esistenti e servirà inoltre a verificare più in generale lo stato dell’aria nell’area nord-ovest dell’ Isola. E’ indispensabile che la centralina sia dotata di rilevatori degli inquinanti classici quali ossidi di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio, ozono, ma anche di inquinanti particolari come polveri PM10 e benzene-toluene –xilene (BTX). Riguardo ai BTX, sostanze chimiche diffuse da attività industriali e dal traffico veicolare, si rammenta che recenti campagne analitiche hanno evidenziato proprio nella zona di Calusco e paesi limitrofi, su ambedue le sponde dell’Adda, concentrazioni di benzene (cancerogeno per l’uomo) mediamente elevate, spesso superiori al limite di 5 microgrammi/mc stabilito dal DM 60/2002; si rammenta che il limite di 5 microgrammi /mc è entrato in vigore dal 1 gennaio 2005.
2) In caso l’uso dei rifiuti sia autorizzato, dovranno essere messi in atto adeguati controlli analitici al camino del forno oltre a quelli di normale routine, per la determinazione di inquinanti che possono derivare dai rifiuti pericolosi utilizzati; si pensa in particolare alle diossine, IPA, acido cloridrico, benzene. In verità questi controlli sono già previsti nel SIA Italcementi, saranno comunque i tecnici degli Enti responsabili al controllo a stabilire la tipologia e frequenza degli stessi.
3) Prevedere al più presto l’adozione della tecnologia che permette di contenere l’emissione di Ossidi di Azoto mediante l’impiego di soluzione di urea. A questa tecnologia, considerata la migliore disponibile al momento, fa riferimento Italcementi nel SIA presentato al Ministero dell’Ambiente; la previsione è quella di ridurre del 30% l’emissione di ossidi di azoto che sono il principale inquinante prodotto dalla cementeria.
4) L’adozione da parte di Italcementi delle migliori tecnologie impiantistiche disponibili per il contenimento di tutti gli impatti ambientali (tra i principali si citano acqua, aria, rumore, rifiuti, consumo energetico) così come previsto nel regime autorizzativo AIA (autorizzazione integrata ambientale) stabilito dal DLgs 372/99. Si rammenta al riguardo che la domanda di autorizzazione AIA con relativa relazione tecnica deve essere presentata da Italcementi entro giugno 2005 alla Regione e per conoscenza al comune di Calusco e alla provincia di Bergamo.
5) Una delle criticità riconducibili all’impiego di Ecofluid e Rasf è il loro trasporto su strada mediante autobotti, con il rischio di sversamenti nell’ambiente ed anche di incendio in caso di incidente. Per ridurre al minimo questi rischi deve essere valutata la possibilità di approvvigionare questi prodotti mediante ferrovia. Più in generale il trasporto su ferro di materiali in entrata e uscita dallo stabilimento, consentirebbe indubbi benefici ambientali e viabilistici. Ci si rende conto che al momento questa soluzione è difficilmente attuabile vista la limitata capacità di trasporto della attuale ferrovia. Però è risolvibile e l’Italcementi SpA nota società a livello mondiale, può contribuire con tutto il peso e la forza della sua prestigiosa immagine.
La soluzione, facente parte della strategia dei sistema dei trasporti, merci e passeggeri lombardo di medio e lungo raggio, da tempo abbozzata studiata e pianificata, è sotto gli occhi di tutti.
Si tratta della realizzazione del nuovo ponte sul fiuma Adda (progetto Miranda del 1997, dotato di tutte le autorizzazioni e depositato in Comune di Calusco dal 1998) che consente di sciogliere l’ultimo nodo di criticità sulla tratta Carnate – Rovato della cosidetta Pedegronda Nord Ferroviaria, allegata allo studio del “ sistema viabilistico pedemontano” della Regione Lombardia. Il Comitato dell’Isola propone che a questo problema di trasporto su ferro sia data la massima attenzione e sia affrontato con la consapevolezza di conseguire un obiettivo di interesse nazionale oltre che regionale.


Il Presidente
Comitato dell’Isola per la Difesa dell’Ambiente e della Salute
( Sig.ra Lidia Biffi )

OSSERVAZIONI CGIL

Spett. Italcementi Bg Spett.le Italcementi Calusco
e p.c. alle Istituzioni preposte ai compiti di vigilanza in materia di prevenzione, salute e sicurezza Ai Signori Sindaci dei Comuni cointeressati
Alle associazioni ambientaliste
Agli interlocutori sindacali
Ai mezzi di informazione locali


Abbiamo ricevuto e letto con attenzione la Vostra lettera del 5 gennaio scorso relativa all'avvio di due pratiche riguardanti procedure per l'utilizzo di CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) e valutazione di impatto ambientale a seguito di utilizzo di rifiuti liquidi pericolosi (Ecofluid e RASF); abbiamo poi partecipato, il 15 gennaio scorso, all'incontro informativo da voi organizzato sul tema " la Cementeria di Calusco d'Adda e lo sviluppo sostenibile - progetti di coincenerimento di combustibili alternativi".
La consapevolezza dell'importanza dei temi trattati ha spinto la CGIL di Bergamo, unitamente alla FILLEA Lombardia e alla FILLEA di Bergamo, ad organizzare, nei giorni scorsi, un Forum per affrontare e dibattere, con il contributo di esperti, medici, consulenti ambientali e i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, le problematiche che inevitabilmente si evidenziano all'atto di valutare il rischio o la pericolosità di processi di incenerimento di rifiuti quali il CDR o liquidi speciali.
Desideriamo innanzitutto sottolineare la necessità, soprattutto a fronte di materie tanto delicate e fonte di accresciuta preoccupazione fra i cittadini e i lavoratori, che ogni parte coinvolta, dall'Azienda, alle Istituzioni, agli Enti Locali interessati, agisca, coerentemente al proprio ruolo, con il massimo senso di responsabilità.
Per quanto ci riguarda sottolineiamo che la CGIL valuterà l'evolversi della situazione in piena e totale autonomia adottando comportamenti e scelte nell'esclusivo interesse dei cittadini e dei lavoratori coinvolti. Eserciterà sui temi sollevati una parte attiva formulando pubblicamente richieste e proposte: a partire, oggi, dalla rappresentazione della necessità di trasparenza e di massima conoscenza di ogni rischio per la salute dei cittadini e dei lavoratori, di confronto su ogni possibile intervento per l'annullamento del rischio, di verifica dei risultati di eventuali controlli che dovessero essere concordati e predisposti.
La CGIL non esprime quindi oggi un assenso preventivo o una preventiva posizione contraria alle proposte di Italcementi di utilizzo dei combustibili sopra citati, ma rivendica il massimo rigore nell'acquisizione delle conoscenze e delle valutazioni scientifiche necessarie alla effettuazione di scelte tanto delicate.
La CGIL propone in questa prima fase all'azienda e agli interlocutori pubblici interessati una serie di azioni sul terreno della trasparenza, della conoscenza, della prevenzione e in particolare: 1. per quanto riguarda la salvaguardia della salute dei lavoratori direttamente coinvolti:

a) La realizzazione di una campagna di indagini specifica sulla pericolosità (in particolare tossicità ed ecotossicità) dei due tipi di rifiuti liquidi che si intendono impiegare come combustibili; ricerca da affidare ad un Istituto di adeguata capacità e affidabilità capace di assicurare la classificazione dei suddetti rifiuti in relazione alla normativa europea sulla classificazione ed etichettatura delle sostanze e preparati pericolosi. Il numero dei campioni sui quali eseguire le indagini e il loro prelievo sarà oggetto di apposito protocollo da concertare con l'Istituto incaricato delle indagini. Sulla base dei risultati delle indagini e della classificazione stabilita, sarà verificata anche la applicazione della normativa sulle attività a rischio di incidenti rilevanti.
b) L'esecuzione di una campagna di indagine analitica sul CDR presso il/i produttore/i - fornitore/i al fine di stabilire la composizione elementare media e l'intervallo di variabilità dei parametri (in particolare dei parametri critici ai fini della gestione del processo e delle emissioni).
c) L'esecuzione di una campagna di analisi chimica e di caratterizzazione tossicologica sugli additivi, in particolare quelli contenenti sostanze tossiche (es. le ceneri volanti e/o ceneri di pirite) utilizzati nel ciclo di produzione del cemento.
d) La ripetizione delle indagini di cui alle lettere precedenti su un congruo numero di campioni per ogni anno di esercizio, campioni prelevati dall'Ente di controllo (o dalla Commissione di controllo di cui alla lettera l);
e) La definizione di procedure aziendali di controllo qualità per la scelta dei fornitori e l'accettazione delle singole partite dei rifiuti, ed esplicitazione del sistema dei controlli interni previsto per garantire e documentare l'applicazione delle procedure.
f) La definizione con la RLS/RSU di un adeguato percorso di formazione per tutto il personale che direttamente o indirettamente si prevede venga a contatto con i nuovi combustibili indipendentemente dal profilo, dalla mansione o dal rapporto di lavoro esistente.
g) L'informazione, la discussione, il confronto con la RLS/RSU costante nel periodo di eventuale avviamento delle nuove procedure su tutti gli aspetti relativi alla sicurezza e alla salute dei lavoratori. 2. Per quanto riguarda la tutela della popolazione e dell'ambiente:
h) La realizzazione di una campagna di analisi alle emissioni, affidato a un laboratorio di riconosciuta esperienza e affidabilità, che consenta di confrontare le emissioni derivanti dall'utilizzo di combustibili solidi convenzionali con le emissioni conseguenti all'uso dei rifiuti solidi e liquidi. Le modalità di esecuzione dell'indagine e di valutazione dei risultati saranno analoghe a quelle già applicate per l'uso di Ecofluid nella cementeria di Calusco e per l'uso di CDR nella cementeria di Rezzato. L'indagine analitica dovrà comprendere anche un bilancio di massa dei microinquinanti (organici alogenati e metalli pesanti) entranti e uscenti dal forno, nonché una indagine analitica di caratterizzazione dei suddetti inquinanti presenti nel cemento (inteso come miscela di clinker e di additivi e cariche varie).
i) L'accettazione della condizione vincolante della sospensione dell'uso dei rifiuti in qualità di combustibile nel caso l'indagine di cui alla lettera precedente evidenzi un peggioramento nelle emissioni di inquinanti, ivi compresi i gas serra, a seguito dell'uso dei rifiuti.
j) L'accettazione di un abbassamento (da quantificare) dei limiti previsti dalla Direttiva europea 2000/76/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 dicembre 2000 sull'incenerimento dei rifiuti, con particolare riferimento alle disposizioni speciali relative ai forni per cemento nuovi che coinceneriscono rifiuti. Accettazione inoltre del limite dei 10 mg/Nm3 per l'emissione di polveri e di 0,001 mg/Nm3 per l'emissione di IPA. I limiti vincolanti stabiliti dovranno essere incorporati nel testo degli atti autorizzativi e della convenzione, con le necessarie sanzioni in caso di inosservanza.
k) L'accessibilità alla popolazione dei dati relativi alle rilevazioni effettuate sulle emissioni. Nella fase attuale la realizzazione di momenti istituzionali di informazione e di dibattito sugli esiti delle ricerche suggerite nei punti precedenti.
l) La costituzione di una Commissione tecnica di controllo, con la presenza di tutti gli organismi istituzionali interessati, che verifichi i dati sulle emissioni determinati dai sistemi di analisi in continuo installati al camino nonché i risultati dei monitoraggi periodici, e in generale verifichi l'applicazione della Convenzione.








CGIL Bergamo
FILLEA - CGIL Bergamo
FILLEA - CGIL Lombardia

Merate Gli assessori all'ecologia si sono riuniti sabato: indagine sullo stato di aria, acqua, rifiuti ed energia Undici Comuni pronti -

LA PROVINCIA DI LECCO 12 04 05

Merate Gli assessori all'ecologia si sono riuniti sabato: indagine sullo stato di aria, acqua, rifiuti ed energia Undici Comuni pronti per la guerra all'inquinamento

MERATE Assessorati all'ecologia più forti grazie al tavolo di coordinamento sull'ambiente. Sabato scorso, durante la prima riunione operativa, gli 11 Comuni che hanno aderito all'iniziativa hanno assunto tre importanti decisioni. Insistere per la partecipazione di Verderio Superiore, che fino ad ora ha dato forfait (pare per questioni di bilancio) e convincere Calco ad entrare nel gruppo; elaborare, dopo quella preparata da ogni Comune, un'osservazione congiunta sull'impatto ambientale dell'impianto di Calusco d'Adda e, infine, individuare i campi di indagine del primo anno di lavoro. Le 11 amministrazioni hanno scelto di partire dall'indagine sullo stato di aria, acqua, rifiuti ed energia. Per ciascuno di questi ambiti, come ha spiegato Simona Colzani, assessore di Robbiate e portavoce del gruppo, si procederà con l'elaborare un «bilancio ambientale» attraverso il sistema dell'eco-budget. In pratica, per ciascuno ambito saranno scelti indicatori cui verrà assegnato un valore numerico. Per l'aria, per esempio, il Pm10, gli ossidi di azoto, i decibel… In tal modo, si otterrà una «fotografia» dello stato attuale dell'ambito (in questo caso l'aria). Saranno poi stabiliti gli obiettivi e le metodologie per raggiungerli. A seguire il progetto sarà la società «Terraria» di Milano, che già a collaborato con il comune di Lecco, cui spetterà il compito di attivare i canali per la raccolta dati, da mettere a sistema con quelli già presenti nei database delle amministrazioni. Conclusa la fase di raccolta, i dati verranno rielaborati, resi omogenei e messi a sistema. «Per ciascuno degli indicatori scelti - ha spiegato Colzani - si indagherà la causa, individuando gli attori che determinano il problema. Si cercherà di capire quali sono le risposte fornite sino ad oggi e le si valuterà, studiandone un'altra più efficace. Si valuteranno gli effetti di una scelta assunta a livello di un singolo territorio oppure di tutto il Meratese». Fabrizio Alfano

«Conto più salato per le aziende che inquinano»

L'ECO DI BERGAMO 12 04 05

«Conto più salato per le aziende che inquinano»
Con l'entrata in vigore degli accordi del protocollo di Kyoto anche le imprese bergamasche sono chiamate a un maggior impegno per ridurre le emissioni inquinanti. L'intesa internazionale tra i maggiori Paesi industrializzati del pianeta punta infatti a ridurre i gas serra per salvaguardare l'ambiente.In occasione del convegno «Politiche ambientali ed efficienza produttiva: gli effetti del protocollo di Kyoto, i sistemi di gestione ambientale e le prospettive tecnologiche» – organizzato dal Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Bergamo e dal Politecnico di Milano, con il patrocinio dell'Unione industriali di Bergamo, di Federchimica, di Federacciai e dell'Aiman (Associazione italiana manutenzione) – si è discusso delle implicazioni che le norme del protocollo avranno nel breve termine sul settore industriale italiano.All'incontro, tenutosi presso la Facoltà di ingegneria a Dalmine, sono intervenuti Antonio Perdichizzi, direttore del Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Bergamo; Sergio Cavalieri dell'Università di Bergamo; Francesco Gullì, vicedirettore del Centro Iefe della Bocconi; Marco Cattaneo di Certiquality; Stefano Gardi di Italcementi; Mara Stefanoni di Siad e Paolo Angeloni di Bas.«Con l'entrata in vigore delle direttive europee sull'Emission Trading – ha sottolineato Perdichizzi – si creerà un circuito virtuoso che porterà a un contenimento delle emissioni di anidride carbonica». Inquinare costerà di più e le imprese produttrici di energia elettrica, in primo luogo, si troveranno a dover scegliere tra acquistare permessi di emissione o investire per avere impianti di alta tecnologia meno gravosi per l'ambiente. «Il meccanismo – ha aggiunto Perdichizzi – dovrebbe stimolare le imprese ad attuare politiche di risparmio e utilizzare sistemi ad energia rinnovabile». Le tecnologie rinnovabili giocheranno un ruolo sempre più importante nel prossimo decennio, soprattutto se si attueranno mirate politiche di incentivi per le imprese che le utilizzeranno.«Il contributo delle fonti rinnovabili – ha puntualizzato Perdichizzi – è da intendersi complementare e non sostitutivo rispetto alle tecnologie tradizionali. In relazione al contenimento delle emissioni di anidride carbonica, può trovare interessanti spazi di applicazione anche la cogenerazione (produzione combinata di elettricità e calore), dove esiste una forte domanda di energia termica, come nei processi industriali e nel teleriscaldamento. Va comunque detto che la miglior tecnologia con cui oggi l'Italia può sopperire al proprio deficit energetico è quella del ciclo combinato con turbina a gas».Attraverso il sistema dell'Emission Trading si ridurranno le emissioni e crescerà l'efficienza energetica del sistema elettrico. Questo meccanismo porterà vantaggi alle imprese virtuose, che diventeranno così più competitive.Stefano Gervasoni

Sunday, April 10, 2005


OSSERVAZIONI AL S.I.A. ITALCEMENTI




OGGETTO: Osservazioni al S.I.A. Italcementi S.p.A. relativo all’impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincenerimento nel forno della cementeria di Calusco D’Adda (BG).

Presa visione della documentazione relativa allo Studio d’Impatto Ambientale per la realizzazione di un impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincenerimento nel forno della cementeria di Calusco D’Adda (BG) della società Italcementi S.p.A.; si esprimono le seguenti Osservazioni :

A) Il S.I.A. è “formalmente” riferito alla combustione dei rifiuti denominati convenzionalmente “RASF” ed “ECOFLUID”. La Ditta Italcementi ha in corso (e forse già conclusa) una procedura ai sensi dell’art. 33 del D.Lgs. 22/97 per il recupero energetico di CDR nei forni di produzione di cemento. Lo Studio presentato non tiene di conto dell’impatto ambientale derivante dall’avvio di tale attività (modificazione della situazione descritta nel SIA come opzione 0) e nemmeno esamina l’effetto ambientale dell’alimentazione congiunta delle due tipologie di rifiuti combustibili. Riteniamo che la società proponente debba fornire una integrazione del S.I.A. in cui sia eseguita la valutazione dell’insieme delle attività con implicazioni ambientali che l’Azienda intende svolgere sul sito.
B) Il SIA deve essere integrato con una valutazione del rischio connesso al ribaltamento delle autobotti di Ecofluid e di RASF durante la fase di trasporto sulla viabilità locale.
C) Riteniamo indispensabile che nel SIA vengano fornite maggiori e più approfondite informazioni sulle quantità orarie di rifiuti che si intendono utilizzare nonché sulle caratteristiche dei rifiuti stessi, in particolare per la miscela denominata Ecofluid. Dovranno essere descritte le modalità adottate dal produttore per garantire il rispetto dei limiti di composizione (tenore di Cloro e altri alogeni; mercurio e altri metalli tossici e cancerogeni) e la non tossicità della miscela (anche ai fini della normativa sulle sostanze e preparati pericolosi e sulle attività a rischio di incidente rilevante) e le procedure adottate da Italcementi per verificare il rispetto degli standards. Si ritengono insufficienti le informazioni fornite in merito nel S.I.A. stante la potenziale variabilità qualitativa dei suddetti rifiuti.
D) Per quanto riguarda la qualità dell’aria, lo Studio non ha descritto il contesto in cui la proposta andrebbe ad inserirsi: oltre a mancare la piena descrizione del complesso delle fonti di emissioni dello stabilimento (viene considerata la sola emissione contenente i fumi di cottura e sono trascurate le decine di emissioni canalizzate e le emissioni diffuse), non vengono considerate nell’area vasta di indagine le importanti fonti di emissione che già contribuiscono all’inquinamento atmosferico quali l’acciaieria di Dalmine, gli inceneritori di RSU di Dalmine e Trezzo, gli inceneritori di rifiuti speciali pericolosi di Filago (DSM e Ecolombardia 4) e non ha considerato i dati disponibili derivati dalle campagne effettuate da ARPA per la misura degli inquinanti atmosferici sul territorio comunale.
E) Lo studio delle ricadute di polveri e in particolare delle polveri sottili PM10 è inadeguato in quanto: a) non tiene conto del particolato generato a seguito della trasformazione chimica degli Ossidi di Azoto; b) la stima delle concentrazioni di polveri al suolo si basano su una portata di polveri emesse dal camino di gran lunga inferiore al valore limite (circa 35 volte inferiore; c) non viene considerato il contributo dovuto alle emissioni diffuse sia dall’interno dello stabilimento che all’esterno connesse con gli automezzi che trasportano il cemento.
F) Nel SIA non sono valutati gli effetti di accumulo ambientale degli inquinanti ecopersistenti emessi dal camino, ed in particolare i microinquinanti (metalli tossici e organoalogenati).
G) Si propone che vengano assegnati fin d’ora i limiti alle emissioni consentiti dalle migliori tecnologie disponibili e comunque non superiori a quelli previsti dalla direttiva europea 2000/76/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4/12/2000 sull’incenerimento dei rifiuti (art. 7 e art. 11), con particolare riferimento alle disposizioni speciali relative ai Nuovi forni di cemento che coinceneriscono rifiuti.
H) Per l’emissione di polveri si propone che venga assegnato il limite di concentrazione giornaliera di 5mg/Nm3 nonché un limite di concentrazione oraria pari a 10 mg/Nm3 . I valori limite si intendono per gas secchi normalizzati con un tenore di O2 all’10% 273 K e 101,3 kPa.
I) Per l’emissione di IPA si propone che venga assegnato il limite massimo di 1µg/Nm3. I valori limite si intendono per gas secchi normalizzati con un tenore di O2 all’10% 273 K e 101,3 kPa.
J) I limiti di cui ai precedenti punti G), H), I) dovranno essere incorporati nel testo degli atti autorizzativi e della convenzione; in caso contrario essi dovranno essere oggetto di una apposita convenzione fra Italcementi e l’Amministrazione Comunale, con le necessarie sanzioni in caso d’inosservanza.
K) Si propone l'installazione presso la cementeria di un sistema automatico per l’invio in tempo reale al Comune di Calusco d’Adda, dell’insieme dei parametri così come letti dal sistema di analisi in continuo delle emissioni (comprensivi di tenore di H2O, di O2 e di Portata fumi), unitamente ai valori dei più significativi parametri funzionali dell’impianto (portata di farina cruda alimentata al forno, portata dei vari combustibili e rifiuti alimentati, le temperature e i tenori di Ossigeno rilevati nelle varie sezioni del forno, il tenore di polveri a monte del sistema di depolverazione. I dati analitici dovranno essere quelli originari acquisiti dal sistema, prima che vengano soggetti ad elaborazione, espressi in codice ASCII (secondo il formato previsto dal D.d.u.o. 1024 Regione Lombardia sui sistemi di monitoraggio delle emissioni). Il Comune di Calusco, ed eventualmente gli altri Enti locali interessati, dovranno essere dotati da Italcementi di un sistema di ricezione, elaborazione e registrazione dei dati.
L) Si ritiene che la capacità della cementeria di utilizzare senza danno ambientale le rilevanti quantità di rifiuti come combustibili alternativi in sostituzione dei combustibili convenzionali debba essere dimostrata tramite l’esecuzione di una campagna di analisi alle emissioni, affidata ad un laboratorio di riconosciuta esperienza ed affidabilità, che consenta di confrontare le emissioni derivanti dall’utilizzo dei soli combustibili solidi convenzionali (olio combustibile e/o Petcoke) con le emissioni derivanti dall’impiego alla massima capacità richiesta dei rifiuti liquidi e/o del CDR. L’indagine dovrà comprendere anche un bilancio di massa dei microinquinanti (organici alogenati e metalli pesanti) entranti ed uscenti dal forno, nonché un’indagine analitica di caratterizzazione dei suddetti inquinanti presenti nel cemento (inteso come miscela di clinker e di additivi e cariche varie).
M) Si propone di inserire come condizione vincolante la sospensione dell’uso dei rifiuti nel caso l’indagine di cui alla lettera precedente, evidenzi un peggioramento nelle emissioni di inquinanti seguito dell’uso dei rifiuti, ivi compresi i gas serra. Per la verifica di tale clausola si propone di applicare il criterio già applicato in una simile indagine eseguita presso il cementificio Italcementi di Rezzato (BS) e che si allega alla presente, o altro criterio più efficace nel frattempo elaborato.
N) Nella succitata convenzione stipulata tra Azienda e pubblica amministrazione dovrà essere prevista la costituzione di un osservatorio tecnico scientifico di controllo sui dati delle emissioni determinati dai sistemi determinati dai sistemi di analisi in continuo installati a camino, nonché i risultati dei monitoraggi periodici. Le modalità di costituzione e di funzionamento di tale organismo saranno fissate in accordo tra le Pubbliche amministrazioni e l’azienda. Tale organismo dovrà anche sorvegliare la corretta e integrale applicazione delle clausole indicate alle lettere precedenti .
O) Visti i problemi critici di mobilità nel territorio del Comune di Calusco d’Adda e della zona dell’Isola, riteniamo necessario un intervento per la riduzione dell’impatto della cementeria sulla viabilità ordinaria; a tal fine nel SIA dovrà essere inserita la verifica di fattibilità per l’utilizzo della rete ferroviaria sia per la movimentazione dei rifiuti – il trasporto del RASF in particolare può avvenire senza grossi problemi con il mezzo ferroviario - che per i combustibili convenzionali ed il prodotto finito.
P) Per quanto Si propone l’individuazione, in accordo con le amministrazione pubbliche (Calusco e comuni limitrofi), di una serie di aspetti di beneficio di tutta la zona consistenti in riqualificazioni ambientali, naturalistiche del fiume adda o di finanziamenti di progetti di riqualificazione dell’area a PLIS del torrente grandone o più in generale di aumento delle aree boschive protette, attraverso programmi pluriennali con la partecipazione economica d’Italcementi.

Friday, April 01, 2005

No ai rifiuti nel cementificio di Calusco d’Adda.

PADERNO D’ADDA (LC) – No ai rifiuti nel cementificio di Calusco d’Adda.

È questo il parere di Roberto Fumagalli, ambientalista candidato alle elezioni regionali come indipendente per Rifondazione Comunista. Fumagalli ha sottolineato la sua contrarietà all’incenerimento dei rifiuti nei forni dell’Italcementi, il cementificio di Calusco d’Adda che sorge a pochi chilometri dal confine con il territorio lecchese. Il parere, Fumagalli lo ribadirà in occasione dell`assemblea pubblica organizzata per giovedì 31 marzo a Paderno d’Adda, alle ore 20,45. A tale proposito ha dichiarato Roberto Fumagalli, che è anche presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” di Merone: “La mia associazione si batte da anni contro l’incenerimento dei rifiuti nella Cementeria di Merone. Analogamente chiedo che anche a Calusco non si proceda a bruciare i rifiuti, poiché l’inquinamento prodotto non fa altro che peggiorare la qualità dell’aria e la salute dei cittadini”. Fumagalli ha ricordato che l’incenerimento dei rifiuti nei cementifici può provocare l’emissione di sostanze tossiche per l’ambiente e per la salute umana. A Calusco come a Merone, il rischio è che i cementifici si trasformino in veri e propri inceneritore di rifiuti. “Bisogna impedire a tutti i costi l’incenerimento dei rifiuti a Calusco. Infatti questo è l’unico modo di evitare l’emissione delle diossine e di altre sostanze cancerogene, che potrebbero minare la salute dei cittadini residenti in un raggio di più di 10 chilometri dal cementificio”.

Sunday, March 27, 2005

Italcementi punta su Mediterraneo e Asia

L'eco di bergamo 24 03 05

Italcementi punta su Mediterraneo e Asia

Il gruppo vuole partecipare alle privatizzazioni in Turchia. Attenzione anche a Nord Africa e India Sale il contributo dei Paesi emergenti al fatturato. La tecnologia di Calusco esportata in Spagna e Usa

I progetti di sviluppo del gruppo Italcementi puntano ai mercati emergenti
Lo sviluppo di Italcementi prosegue lungo due direttrici: rafforzamento dell'esistente ed espansione nei Paesi emergenti, a partire da Turchia, dove il gruppo vuole partecipare ai processi di privatizzazione in corso, Nord Africa e India. Lo ha spiegato ieri il consigliere delegato Carlo Pesenti incontrando gli analisti finanziari nella sede di Bergamo per la presentazione dei risultati di bilancio 2004. La crescita futura del gruppo, ha detto Pesenti, passa dal «miglioramento del posizionamento competitivo sui nostri mercati, in sintonia con i principi dello sviluppo sostenibile, e un'ulteriore diversificazione geografica in Paesi con prospettive di crescita interessanti. L'obiettivo è rivolto al bacino Mediterraneo e agli altri Paesi emergenti del Sud-Est asiatico».Il peso dei nuovi mercati è quindi destinato a salire. Già nel 2005 si attende un aumento del contributo al fatturato dal 14 al 20% e al margine operativo lordo dal 15 al 25%.La crescita esterna si accompagnerà a un piano di investimenti per il mantenimento e il miglioramento degli attuali stabilimenti che prevede nel triennio 2004-2006 una media di 400 milioni annui, per la metà destinati a progetti strategici come il rifacimento delle linee produttive di Malaga in Spagna e Martinsburg negli Stati Uniti. Il primo progetto è già in corso e l'avviamento del nuovo forno, che utilizzerà la tecnologia già sperimentata nella nuova cementeria di Calusco d'Adda, è previsto per l'anno prossimo. Con un investimento di 73 milioni, la capacità produttiva aumenterà del 15% a 1,2 milioni di tonnellate l'anno e consentirà di servire il mercato spagnolo senza ricorrere più a importazioni. A Martinsburg, dove pure sarà utilizzata la tecnologia di Calusco, si avrà invece un aumento della capacità produttiva del 40% a 1,6 milioni di tonnellate l'anno con un investimento di 320 milioni di dollari (circa 246 milioni di euro). L'avviamento è previsto per il 2008. La capacità produttiva crescerà anche in Marocco, nello stabilimento di Agadir, con la realizzazione di una nuova linea produttiva che si affiancherà all'esistente.E progetti di sviluppo ci sono anche per l'India, dove Italcementi è presente con la joint-venture paritetica Zuari Cement, alla quale fanno capo due cementerie. Un'ipotesi che si sta valutando è il raddoppio della capacità produttiva. Non si esclude comunque anche una crescita per acquisizioni.L'espansione esterna è una strada alla quale Italcementi può guardare con tranquillità grazie anche all'impegno degli ultimi anni rivolto alla riduzione dell'indebitamento. «Risultato pienamente ottenuto», ha sottolineato Pesenti. Il miglioramento della posizione finanziaria netta è stato di 260 milioni solo nel 2004 e si aggiunge al miglioramento di 288 milioni già ottenuto nel 2003. «La situazione finanziaria ci permette di valutare altre acquisizioni da soli o in partnership», ha detto Pesenti precisando che Italcementi intende partecipare alla privatizzazione di cementerie in Turchia e guarda al Nord Africa, dove Suez Cement, di cui Italcementi ha raggiunto nei giorni scorsi il 54%, rappresenta una testa di ponte. L'attenzione del gruppo è rivolta in particolare ad Algeria, Tunisia e Libia, ovvero i tre Stati che separano le attuali presenze di Italcementi in Marocco e, appunto, in Egitto. Completare il presidio del Nord Africa consentirebbe di chiudere l'anello attorno al Mediterraneo.
Silvana Galizzi

Saturday, March 19, 2005

Italcementi: nel 2004 utile netto +5% a 394 mln, ricavi +5,7%

FINANZA on LINE

Italcementi: nel 2004 utile netto +5% a 394 mln, ricavi +5,7%

Il Consiglio di Amministrazione di Italcementi Spa riunitosi oggi ha preso in esame e approvato la relazione e il bilancio della società e il consolidato relativi all’anno 2004. Il Consiglio ha anche esaminato la proposta di distribuire un dividendo ordinario di 0,30 euro alle azioni ordinarie (+11%) e di 0,33 euro (+10%) alle azioni risparmio. Lo scorso anno fu distribuito un dividendo ordinario di 0,27 euro alle azioni ordinarie e di 0,30 euro alle azioni di risparmio e un dividendo straordinario di 0,05 euro ad entrambe le categorie di azioni per celebrare i 140 anni di fondazione della società.Il Consiglio inoltre, proporrà all’Assemblea degli azionisti, convocata il prossimo 21 e 22 aprile rispettivamente in prima e seconda convocazione, di rinnovare per 18 mesi l’autorizzazione alla disposizione e all’acquisto di azioni proprie. Attualmente la società possiede 3.117.200 azioni ordinarie e 105.500 azioni di risparmio.QUARTO TRIMESTRE 2004 - Nell’ultimo trimestre dell’esercizio 2004 si è confermato il positivo andamento del principale settore di attività del gruppo con una buona crescita delle vendite di cemento e clinker (+3,7%) rispetto al corrispondente periodo del 2003, mentre sono risultate in calo lo vendite di inerti (-2,9%) e calcestruzzo (-2,3%).I ricavi complessivi hanno registrato nel trimestre un significativo incremento (+5,1%) rispetto al quarto trimestre 2003. Il risultato operativo del gruppo è aumentato del 5,1%.L’utile di pertinenza ammonta a 70,3 milioni di euro rispetto ai 62,1 milioni di euro registrati lo scorso anno, in un trimestre caratterizzato da importanti svalutazioni dell’avviamento di alcune partecipazioni effettuate alla fine dell’esercizio 2003.GRUPPO ITALCEMENTI - Nel corso dell’esercizio 2004, il Gruppo Italcementi ha registrato un incremento del 5,7% dei ricavi consolidati a 4.527,8 milioni di euro (+7,1% l’apporto dell’attività, +0,3% la variazioni di perimetro essenzialmente per l’inserimento di Shymkent Cement - Kazakistan – e -1,7% derivante dall’effetto cambi). Alla crescita dei ricavi hanno contribuito tutti gli aggregati geografici e, principalmente, l’Unione europea (Italia e Francia) e il Nord America.
Il margine operativo lordo, sostenuto dalla crescita dei volumi e dalla favorevole evoluzione dei prezzi di vendita in quasi tutti i paesi, ha registrato un miglioramento del 3,5% rispetto al 2003, anche se sui risultati di gestione ha influito, in misura ancora più accentuata nella seconda parte dell’anno, l’appesantimento dei costi operativi, in particolare di quelli variabili legati ai fattori energetici che hanno registrato una forte crescita dei costi dei combustibili. Anche i cambi del dollaro e di altre valute nei confronti dell’euro hanno determinato un effetto negativo, quantificabile in circa 18 milioni. A parità di tassi di cambio la crescita del margine operativo lordo sarebbe stata pari al 5,2%.Nell’ambito dell’Unione europea la Francia ha realizzato un netto miglioramento, a fronte della stabilità registrata in Italia e Spagna e della flessione in Belgio e Grecia. Molto positivo è stato l’andamento del Nord America, con un MOL in dollari in crescita del 17,5%, ma penalizzato da un importante effetto cambi negativo che ha limitato l’incremento al 6,8%. Fra i paesi emergenti, un forte miglioramento dei risultati di gestione è stato ottenuto in Bulgaria e Turchia, mentre in Thailandia e India gli incrementi dei risultati in valuta locale sono stati annullati dagli effetti negativi del cambio in euro. Il margine operativo lordo del Marocco, pur confermatosi a un valore elevato, ha evidenziato un calo rispetto allo scorso esercizio per i contingenti effetti dell’applicazione di una “tassa di solidarietà”, che ha inciso sui ricavi netti.Dopo ammortamenti e altre svalutazioni delle immobilizzazioni per complessivi 383,9 milioni, inferiori di 20,6 milioni al valore corrispondente 2003 sostanzialmente per l’assenza nel 2004 di svalutazioni dell’avviamento di alcune partecipate, il risultato perativo si è attestato a 714,5 milioni, in progresso dell’8,9% rispetto al 2003, con un’incidenza sui ricavi cresciuta dal 15,3% al 15,8%. Gli oneri finanziari, al netto dei proventi, hanno registrato un sensibile calo (-32,5 milioni pari al 28,4%) rispetto al 2003 con la conseguente riduzione dell’incidenza sui ricavi dal 2,7% all’1,8%. Questo risultato è stato ottenuto soprattutto grazie al contenimento degli interessi correlati all’indebitamento finanziario netto, per effetto della sua forte riduzione. Un positivo contributo è anche venuto dai proventi e plusvalenze nette da partecipazioni e dalle minori perdite di cambio.Le rettifiche di valore di attività finanziarie, concernenti principalmente i risultati delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto, hanno evidenziato un saldo netto positivo di 14,1 milioni a fronte di 8,9 milioni nel 2003. Il progresso è soprattutto riferibile ai positivi risultati dell’esercizio di Suez Cement Company.Gli oneri straordinari, al netto dei proventi, hanno registrato un saldo negativo di 4,3 milioni contro un saldo netto positivo di 54,0 milioni nel 2003. A determinare il saldo negativo del 2004 ha concorso principalmente l’accantonamento di 11,9 milioni per l’ammenda comminata in Italia dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a Calcestruzzi Spa e a Cemencal Spa, verso cui le società hanno presentato ricorso. Il risultato ante imposte è stato pari a 642,3 milioni, in progresso del 6,2% rispetto a quello consuntivato nel 2003 (604,8 milioni di euro).Le imposte ammontano a 247,9 milioni (229,1 milioni di euro). Italcementi SpA ed undici sue controllate, hanno optato per il regime del consolidato fiscale nazionale, formando una catena di consolidamento in capo alla controllante consolidante Italmobiliare Spa. L’utile netto complessivo è stato di 394,4 milioni a fronte di un utile di 375,7 milioni nel 2003 (+5%). L’utile netto di competenza del gruppo, dopo un utile di pertinenza di terzi pari a 101,9 milioni (98,9 milioni nel 2003), è stato di 292,5 milioni, in crescita del 5,7% rispetto al 2003.Nel 2004 gli investimenti in immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie sono stati pari a 373,9 milioni, in linea con il precedente esercizio. Le principali iniziative in campo industriale hanno riguardato Italia (avanzamento del tunnel di cava presso la cementeria di Calusco), Francia, Spagna (ammodernamento della cementeria di Malaga) e Nord America (ammodernamento della cementeria di Nazareth). In Marocco si sta progettando l’installazione di una nuova linea di cottura per la produzione di clinker.I consistenti flussi finanziari di gestione hanno permesso di migliorare la posizione finanziaria netta di 260,4 milioni.Al 31 dicembre 2004 il saldo dell’indebitamento finanziario netto era pari a 1.537,5 milioni (1.560,0 milioni, inclusi i Tsdi) rispetto a 1.797,8 milioni di euro a fine 2003 (1.849,0 milioni inclusi i Tsdi).Il rapporto tra l’indebitamento finanziario netto (incluso il valore netto dei Tsdi) e il patrimonio netto è sceso sensibilmente, attestandosi al 51,4% a fronte del 65,4% al 31 dicembre 2003.Il patrimonio netto complessivo ha registrato un incremento di 209,1 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2003 a 3.034,4 milioni, grazie all’utile di esercizio e malgrado un effetto cambi negativo.
l'eco di bergamo 18 03 05

Scarti da incenerire Un sì con riserva

CALUSCO Certificazione dei prodotti usati, monitoraggio delle emissioni, formazione mirata dei lavoratori. Queste alcune delle richieste che la Cgil di Bergamo intende avanzare all'Italcementi e alle istituzioni interessate al progetto di incenerimento di rifiuti alternativi nella cementeria di Calusco. «L'azienda - ha spiegato al forum organizzato da Fulvio Bolis, segretario Fillea-Cgil di Bergamo - ha inoltrato la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale il 20 dicembre per l'uso di combustibili alternativi». Nei progetti della cementeria di Calusco, che ora impiega come combustibile tradizionale il coke di petrolio, c'è l'uso di nuovi tipi di rifiuti: i cosiddetti Cdr, combustibili derivati da rifiuti, che si ottengono da quelli solidi urbani e assimilati, e quelli liquidi, classificati come pericolosi, denominati Ecofluid (miscela di solventi) e Rasf (miscela di residui autobollenti stirolici e fenolici). «L'iniziativa di Italcementi - ha dichiarato il segretario generale della Cgil di Bergamo, Maurizio Laini - è un'opportunità a patto si rispettino determinate condizioni. Costruiremo una piattaforma di proposte per chiedere elevate performances ambientali». «È importante - ha detto Claudio Molteni, segretario Fillea-Cgil Lombardia - non limitarsi a rispettare i limiti di legge, ma stare abbondantemente al di sotto, e che l'esito dei controlli sia messo a disposizione di tutti». «L'operazione, se ben condotta - ha esordito Bruno Pesenti, responsabile del dipartimento Sicurezza e prevenzione Asl - comporta da un lato vantaggi per l'ecosistema, grazie allo smaltimento dei rifiuti e alla riduzione dell'uso dei combustibili tradizionali, e dall'altra l'installazione, a Calusco, a spese dell'azienda, di una centralina per il monitoraggio degli inquinanti gestita dall'Arpa». «Concordo - ha detto il responsabile della Medicina del lavoro degli Ospedali Riuniti Giampiero Mosconi - nel sostenere l'opportunità di usare gli inceneritori già esistenti per lo smaltimento dei rifiuti visti i vantaggi di carattere ecologico». «Se la valutazione ambientale sarà favorevole - ha concluso Michele Mosca, consigliere Parco Adda Nord - bisogna studiare forme di compensazione per il territorio».Vanessa Bonacina

Monday, March 14, 2005

Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata

L'ECO DI BERGAMO 13 03 05

Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata

Camionista milanese perde la vita nello schianto del camion carico di Gpl a Capriate.
Poteva essere un disastro
Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, in direzione Venezia.
Caos sulle arterie verso Bergamo

Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, tra la barriera di Milano Est e Capriate, in direzione Venezia, auto incolonnate per decine di chilometri e traffico paralizzato sulle altre arterie di collegamento tra Milano e Bergamo. È la conseguenza dell'incidente che si è verificato alle 8 di ieri mattina tra i caselli di Trezzo d'Adda e Capriate San Gervasio, all'altezza del ponte sull'Adda. Un'autocisterna carica di 10 mila litri di gas butano, pare dopo essere stata tamponata da un'auto, ha sbandato e si è rovesciata sul ponte, sfondando parte del parapetto. Per un attimo si è anche temuto per la stabilità del ponte. Per fortuna non si è verificata alcuna fuoriuscita di gas dalla cisterna, scongiurando il rischio di un incendio. L'autista del camion è purtroppo morto sul colpo. La vittima, Roberto Vadorini, aveva 35 anni e abitava a Milano. Subito dopo lo schianto sul posto sono intervenuti i carabinieri di Capriate, la stradale di Seriate, i vigili del fuoco di Bergamo, il personale della società Autostrade e i soccorritori del 118. Purtroppo per il conducente del camion non c'era più niente da fare. Per recuperare la cisterna è stato necessario l'intervento di un corpo speciale dei pompieri, arrivato appositamente da Mestre, che ha effettuato il delicato trasbordo del gas. Le difficili operazioni di recupero hanno richiesto la chiusura dei caselli autostradali di Agrate, Cavenago-Cambiago e Trezzo, in direzione di Venezia, fino al tardo pomeriggio. La stradale ha invece fatto uscire agli svincoli di Agrate e Trezzo le auto che, al momento dell'incidente, si trovavano in autostrada: questa operazione ha avuto come conseguenza pesanti disagi per il traffico, con code lunghe anche parecchi chilometri lungo le strade secondarie. Anche sul lato opposto dell'autostrada, nel tratto tra Capriate e Trezzo, si sono formate delle code provocate dai curiosi che rallentavano all'altezza del ponte sull'Adda, per osservare cosa stava accadendo. Anche la protezione civile si è attivata, distribuendo beni di conforto agli automobilisti bloccati nel traffico fuori e dentro l'autostrada. Le conseguenze dell'incidente si sono fatte sentire anche sulle strade dell'Isola e della Bassa, dove si sono verificati rallentamenti e incolonnamenti. La situazione è parzialmente tornata alla normalità solo dopo le 19, quando il ponte è stato liberato dalla cisterna e l'autostrada è stata riaperta alla circolazione, anche se soltanto la terza corsia. Alle 20 è stata poi riaperta la seconda corsia e la situazione si è lentamente normalizzata. «Autostrade per l'Italia si scusa per i disagi, peraltro non dipendenti dal suo controllo - ha scritto in una nota la società - e non può non sottolineare ancora una volta la problematica del transito delle merci pericolose in autostrada e della loro complessa rimozione nei tempi e nelle modalità». Sulla questione è intervenuto anche il leghista Celestino Pedrazzini, vicepresidente della commissione Lavori pubblici e Comunicazione del Senato: «Per evitare incidenti del genere occorre distribuire anche il metano con i self-service ai distributori sulle autostrade e sulle statali». Matteo Sala

Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata

L'ECO DI BERGAMO 13 03 05

Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata

Camionista milanese perde la vita nello schianto del camion carico di Gpl a Capriate.
Poteva essere un disastro
Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, in direzione Venezia.
Caos sulle arterie verso Bergamo

Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, tra la barriera di Milano Est e Capriate, in direzione Venezia, auto incolonnate per decine di chilometri e traffico paralizzato sulle altre arterie di collegamento tra Milano e Bergamo. È la conseguenza dell'incidente che si è verificato alle 8 di ieri mattina tra i caselli di Trezzo d'Adda e Capriate San Gervasio, all'altezza del ponte sull'Adda. Un'autocisterna carica di 10 mila litri di gas butano, pare dopo essere stata tamponata da un'auto, ha sbandato e si è rovesciata sul ponte, sfondando parte del parapetto. Per un attimo si è anche temuto per la stabilità del ponte. Per fortuna non si è verificata alcuna fuoriuscita di gas dalla cisterna, scongiurando il rischio di un incendio. L'autista del camion è purtroppo morto sul colpo. La vittima, Roberto Vadorini, aveva 35 anni e abitava a Milano. Subito dopo lo schianto sul posto sono intervenuti i carabinieri di Capriate, la stradale di Seriate, i vigili del fuoco di Bergamo, il personale della società Autostrade e i soccorritori del 118. Purtroppo per il conducente del camion non c'era più niente da fare. Per recuperare la cisterna è stato necessario l'intervento di un corpo speciale dei pompieri, arrivato appositamente da Mestre, che ha effettuato il delicato trasbordo del gas. Le difficili operazioni di recupero hanno richiesto la chiusura dei caselli autostradali di Agrate, Cavenago-Cambiago e Trezzo, in direzione di Venezia, fino al tardo pomeriggio. La stradale ha invece fatto uscire agli svincoli di Agrate e Trezzo le auto che, al momento dell'incidente, si trovavano in autostrada: questa operazione ha avuto come conseguenza pesanti disagi per il traffico, con code lunghe anche parecchi chilometri lungo le strade secondarie. Anche sul lato opposto dell'autostrada, nel tratto tra Capriate e Trezzo, si sono formate delle code provocate dai curiosi che rallentavano all'altezza del ponte sull'Adda, per osservare cosa stava accadendo. Anche la protezione civile si è attivata, distribuendo beni di conforto agli automobilisti bloccati nel traffico fuori e dentro l'autostrada. Le conseguenze dell'incidente si sono fatte sentire anche sulle strade dell'Isola e della Bassa, dove si sono verificati rallentamenti e incolonnamenti. La situazione è parzialmente tornata alla normalità solo dopo le 19, quando il ponte è stato liberato dalla cisterna e l'autostrada è stata riaperta alla circolazione, anche se soltanto la terza corsia. Alle 20 è stata poi riaperta la seconda corsia e la situazione si è lentamente normalizzata. «Autostrade per l'Italia si scusa per i disagi, peraltro non dipendenti dal suo controllo - ha scritto in una nota la società - e non può non sottolineare ancora una volta la problematica del transito delle merci pericolose in autostrada e della loro complessa rimozione nei tempi e nelle modalità». Sulla questione è intervenuto anche il leghista Celestino Pedrazzini, vicepresidente della commissione Lavori pubblici e Comunicazione del Senato: «Per evitare incidenti del genere occorre distribuire anche il metano con i self-service ai distributori sulle autostrade e sulle statali». Matteo Sala

STATO DI ALLERTA

STATO DI ALLERTA


Mentre non si sono ancora sopite le polemiche e le preoccupazioni derivanti dalla realizzazione di alcuni impianti tecnologici presso gli stabilimenti Italcementi di Calusco d’Adda, è esplosa veemente e violenta una nuova protesta promossa da un gruppo di cittadini, tesa a denunciare la pericolosità delle sostanze bruciate nei forni, comunicata tramite un volantino distribuito alla popolazione dei comuni più vicini alla nuova installazione.I camini recentemente innalzati dall’azienda, delle vere e proprie torri-ciminiera che svettano minacciose verso il cielo, erano stati criticati per i problemi di inquinamento atmosferico che avrebbero potuto generare, e per l’impatto visivo ed ambientale che provocano, ma ora il problema appare di dimensioni ancora maggiori in quanto interessa la salubrità pubblica, e, se già esistevano dubbi sulla pericolosità delle immissioni nell’atmosfera derivanti dai cicli produttivi, la notizia diffusa del possibile utilizzo di sostanze fortemente tossiche, se non addirittura cancerogene, induce ad una nuova e maggiore attenzione.Il problema è rilevante e non riguarda il solo comune di Calusco d’Adda (ed anche se fosse così meriterebbe la pari attenzione), o quello di Paderno d’Adda, ma tutti i comuni del circondario, e l’intero contesto territoriale di questa parte densamente abitata della regione Lombardia, dove la densità di aziende “a rischio” è maggiore di quanto si creda. Di fronte ad una denuncia tanto grave e motivata dovrà scattare lo stato di allerta e la massima attenzione da parte di tutte le municipalità interessate, delle forze politiche e sociali, dei cittadini, e delle autorità superiori: l’interesse di un’azienda privata non può compromettere la salute pubblica, né tanto meno l’ambiente.Il volantino distribuito recita testualmente: ”Abbiamo appreso con terrore dai giornali che Italcementi ha intenzione di utilizzare rifiuti altamente tossici e pericolosi per alimentare i propri forni… Nel caso specifico facciamo presente che questi rifiuti tossici (ecofluid, rasf, residui stirolici e fenolici, ecc.), provengono da Mantova dove sono stati vietati da anni perché la popolazione è insorta, in quanto da studi fatti i casi accertati di cancro sono aumentati in modo drammatico nella popolazione circostante”.Questo è un testo terribilmente drammatico che porta a riflettere, e che, qualora trovasse conferma dopo un’indagine approfondita della questione da espletarsi grazie all’interessamento delle autorità regionali, dovrà, in mancanza di dati e motivazioni inconfutabili, di giustificazioni plausibili, e di certezze circa l’incolumità della salute, portare alla immediata chiusura degli impianti. Suonano stonate le giustificazioni addotte dalla società, laddove si conferma in passato l’utilizzo di sostanze pericolose, così espresse: “Abbiamo avviato la procedura per utilizzare combustibili classificati dalla legge come pericolosi, ma abbiamo anche fornito la massima disponibilità a collaborare con l’amministrazione di Calusco e delle aree confinanti, i cittadini e gli enti preposti. L’azienda Italcementi ha fornito la completa e più ampia disponibilità per presentare e illustrare il tipo di iniziativa che avrebbe intenzione di avviare. L’iter di approvazione prevede incontri e conferenze di servizi per avere il via libera nel campo autorizzativo… L’ecofluid è già stato utilizzato negli anni passati nel vecchio impianto..”. Qualora nulla fosse intrapreso e tutto venisse ridimensionato senza addurre dati scientifici rassicuranti, dovrà partire una vera e propria mobilitazione di massa, simile a quella intrapresa in difesa dell‘Ospedale di Merate, con la partecipazione delle forze politiche e sociali, dei media, e di tutti i cittadini. Nel frattempo, nell’attesa che qualcuno si muova, invitiamo i rappresentanti politici di tutti i partiti a considerare la questione. In particolare sollecitiamo i consiglieri comunali e quelli provinciali, e, tra questi, l’assessore Marco Molgora, responsabile del settore ambientale a Villa Locatelli, un uomo particolarmente attento e sensibile a queste problematiche. Un’ulteriore sollecitazione la rivolgo al ministro Sirchia, dimostratosi sollecito e determinato nella lotta contro il fumo, perché esamini gli incartamenti con la massima scrupolosità e sollevi la popolazione da ogni titubanza, e ai colleghi giornalisti, alcuni già meritoriamente impegnati nell’affrontare l’argomento, altri ancora un poco distratti e negligenti: in gioco non c’è il futuro di un’azienda, ma quello dei nostri figli e delle generazioni che verranno!
Dario Meschi

Torna alla homepage

Monday, March 07, 2005

Da tecnici a manager della manutenzione: un master per imparare

Da tecnici a manager della manutenzione: un master per imparare
Per le imprese di produzione e di servizi è importante avere personale qualificato nell'area della manutenzione degli impianti.Con le pressanti richieste di produttività, qualità, flessibilità, sicurezza e protezione ambientale, diventa infatti un'esigenza irrinunciabile avere tra il proprio organico figure che non siano solo tecnici capaci di intervenire per riparare un guasto, ma anche manager in grado di capire come la produzione si innesca nel processo produttivo e come si possano pianificare interventi per evitare gli incidenti. Esperti capaci di fare studi statistici, di gestire le risorse umane e di fare bilanci. Per formare i «manager di manutenzione» la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Bergamo organizza con il Mip, la Business School del Politecnico di Milano, e con la collaborazione di primarie aziende operanti in diversi settori industriali – come Tenaris Dalmine, Italcementi, Brembo, Gruppo Radici, Siad, Albini e società di servizi, come il gruppo Gap – il primo master «Gestione della manutenzione industriale» della durata di due anni, che inizierà a maggio e terminerà ad aprile del 2007.Il percorso formativo è rivolto ai tecnici che hanno bisogno di aggiornamento e di migliorare le attitudini manageriali.«Spesso - sottolinea Sergio Cavalieri, dell'Università di Bergamo e direttore del master - sono bravi nel risolvere i problemi, ma meno nel pianificare interventi per evitarne il nascere, perché non hanno visione del processo aziendale». «I corsisti - aggiunge Cavalieri - impareranno a gestire gli aspetti tecnici, ma anche quelli giuridici, economici ed informatici. Le loro conoscenze manageriali permetteranno alle imprese di accrescere l'efficienza degli impianti, di ridurre i costi, di migliorare la qualità e l'efficacia sul prodotto e di rispettate le norme in termini di sicurezza».Sarà un corso di formazione che richiederà la partecipazione part-time degli iscritti. «Essendo il master indirizzato soprattutto a chi già lavora nell'area della manutenzione - conclude Cavalieri - i corsisti saranno impegnati un giorno a settimana e durante brevi periodi intensivi a scadenza trimestrale. Potranno così continuare a svolgere regolarmente il loro lavoro». Le ore di attività didattica saranno 520, più 300 ore circa per i «project work» aziendali. Alla fine del primo anno del master i partecipanti potranno conseguire il Diploma executive di Gestore della Manutenzione industriale e al termine dell'intero percorso formativo il titolo di Master universitario di primo livello in Gestione della manutenzione industriale.Le aziende interessate a ricevere maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione e sui contenuti del master possono partecipare all'incontro di presentazione di martedì 8 marzo alle ore 17, presso la sede dell'Unione industriali della Provincia di Bergamo in via Camozzi, 70. In alternativa possono chiamare il numero 035/205.23.85. Stefano Gervasoni
LA PROVINCIA DI LECCO 06 03 05

Imbersago Il Comune ha scritto al ministero e in Regione: «Non vogliamo ricadute sull'ambiente» «Più garanzie sul nuovo impianto» Amministratori preoccupati per la proposta di stoccare i rifiuti pericolosi nella cementeria

Cosa si brucerà nella torre-forno dell'Italcementi? Un interrogativo che toglie il sonno a non pochi pubblici amministratori brianzoli
IMBERSAGO (l. per.) Il comune di Imbersago ha scritto al ministero dell'ambiente ed alla regione esprimendo le proprie valutazioni sul progetto di un «impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincerimento nel forno della cementeria di Calusco d'Adda», presentato da Italcementi lo scorso 20 dicembre. Il vicesindaco Giulio Reali esprime alcune proeccupazioni, ad esempio sulla produzione di diossine durante la combustione dell'Ecofluid, che poi andrebbero distrutte alle temperature di esercizio: «È vero, ma non si fa menzione al fatto che le diossine potrebbero riformarsi durante il raffreddamento dei fumi». Se andasse a regime l'impianto le emissioni di Nox arriverebbero a 800 mg/Nmc: «L'emissione è di grande importanza, sia per le concentrazioni elevate, sia perchè gli NOx, ricadendo al suolo contribuiscono ad aggravare l'inquinamento causato dalle automobili», sostiene il vicesindaco. «Per una zona dove spesso si superano i livelli di allarme per le polveri fini e dove le condizioni di inversioni termica si verificano per la maggior parte dell'anno, ci sembra che il problema per queste emissioni debba essere oggetto di maggiori approfondimenti e valutazioni. Si ricorda, infatti, che anche gli NOx, oltre al PM10, sono stati messi in relazione con l'aumento di mortalità generale che fa seguito ai fenomeni di inquinamento atmosferico», aggiunge Reali, preoccupato anche per l'impossibilità di abbattere i metalli. Le pompe per il trasferimento liquidi dell'impianto sono molto rumorose, ben 93 decibel, equivalente ad un impianto stereo ad alta potenza ed a tutto volume, inoltre nello studio di impatto ambientale «l'azienda dichiara di non aver inserito, fra gli scenari ipotizzati, il ribaltamento di autobotti. È un'omissione poco opportuna, perché non si può escludere assolutamente una qualsiasi possibilità di incidente. Per Imbersago inoltre «non è chiara l'adeguatezza dei dispositivi antincendio», mentre andrebbero richiesti ad Italcementi chiarimenti sul Rasf (residui altobollenti fenolici e stirenici). Reali ricorda le fuoriuscite di polveri e fumo del luglio 2004 che hanno creato allarme, ma che non sono state evidenziate dal sistema di monitoraggio esistente: «Anche se si progettano sistemi di sicurezza modernissimi può verificarsi un evento anomalo, con il rischio che al posto di normali polveri possano uscire polveri tossiche. Vogliamo un chiarimento su quali sistemi di monitoraggio aggiuntivi sono previsti per il progetto».

Labels