L'ECO DI BERGAMO 04 08 04
Sì della Regione ai treni merci
ISOLA Un altro passo avanti per il progetto della dorsale merci ferroviaria dell'Isola bergamasca. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Infrastrutture e Mobilità Massimo Corsaro, ha espresso parere favorevole sul progetto preliminare presentato da Rete ferroviaria italiana (Rfi) inserendo miglioramenti che tengono conto anche delle osservazioni segnalate dagli enti locali sul cui territorio sorgerà la nuova infrastruttura.
L'opera consiste in una nuova linea ferroviaria di 9,5 chilometri destinata esclusivamente alle merci, che interesserà il territorio di 7 Comuni dell'Isola (zona compresa tra i fiumi Adda e Brembo) e servirà con brevi diramazioni le industrie della zona. Le principali aziende che chiedono l'utilizzo del raccordo sono la Sanpellegrino (acque minerali, stabilimento di Madone) e la Bayer (chimica, stabilimento di Filago).
La nuova infrastruttura si dirama da Terno d'Isola (linea Fs Bergamo-Carnate) e arriva fino a Filago. In posizione intermedia, a Chignolo d'Isola, è previsto un fascio binari per la composizione e scomposizione dei convogli ferroviari. Per la realizzazione è prevista la spesa di circa 31 milioni di euro. La Regione prevede di finanziare 10 milioni di euro. Il rimanente è a carico del gruppo Rfi (16 milioni) e delle imprese raccordate (5 milioni). «Con questo intervento - ha detto Massimo Corsaro - sarà possibile acquisire al trasporto su rotaia un volume di traffico stimato in circa un milione di tonnellate all'anno, togliendo dalla viabilità della zona circa 50.000 camion ogni anno».
L'esito della Conferenza di servizi sul progetto preliminare, previsto per il 15 settembre 2004, fornirà a Rfi le indicazioni per lo sviluppo del progetto definitivo e consentirà alla Regione di salvaguardare la destinazione urbanistica a zona ferroviaria per le aree interessate.
MEMORIA SUL CEMENTIFICIO INCENERITORE DI Calusco d'Adda la Pianura Padana resta la zona peggiore d'Europa insieme all'area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).
Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni
NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI :
Paderno d'Adda e Solza
.
HANNO FIRMATO :
Calusco d'Adda,
Cornate d'Adda,
Imbersago,
Medolago,
Parco Adda Nord,
Robbiate,
Verderio Inferiore,
Verderio Superiore,
Villa d'Adda,
Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia .
Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento .
http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html
Countdown alla ferrovia
il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .
Thursday, August 05, 2004
Lifting per via Roma
L'ECO DI BERGAMO 0408 04
Lifting per via Roma
Previsti per fine mese i lavori vicino alla stazione
Via Roma a Calusco (foto Magni)
L'area della stazione ferroviaria di Calusco si sta pian piano trasformando per essere maggiormente accessibile, più servita da parcheggi, attrezzata con una pensilina coperta per motorini e biciclette, più decorosa e sicura grazie alla videosorveglianza, per evitare vandalismi e furti.
È un impegno che da anni l'Amministrazione comunale di Calusco sta portando avanti e dovrà concludersi con i lavori di riqualificazione urbanistica di via Roma.
In programma c'è la realizzazione dei marciapiedi e la sistemazione del lato ovest. L'obiettivo dell'Amministrazione comunale è quello di rendere la stazione ferroviaria un qualificato e attrezzato nodo di interscambio dei diversi servizi di mobilità urbana.
«L'ultimo intervento interesserà il lato ovest di via Roma, dove sono presenti i capannoni dell'Italcementi. – spiega l'assessore ai Lavori pubblici Ernesto Mazzoleni –. I lavori sono totalmente a carico della cementeria, secondo gli accordi previsti nella convenzione relativa alla ristrutturazione dello stabilimento, sottoscritta tra il Comune e la società. L'intervento prevede, dopo la demolizione parziale dei capannoni della cementeria, la realizzazione di un marciapiede che completi l'attuale, rendendolo più ampio e spazioso e con la possibilità di piantumare degli alberi. Inoltre, verrà realizzato un nuovo parcheggio, con aiuole, una nuova area da adibire a verde pubblico attrezzato con panchine, una pensilina per l'attesa dell'autobus e all'interno della proprietà dell'Italcementi una barriera verde per "nascondere" lo stabilimento e attutire il rumore».
«Ora – prosegue l'assessore ai Lavori pubblici – aspettiamo solo che prendano il via l'intervento sperando che possano concludersi il più presto possibile».
Dall'Italcementi si comunica che i lavori per la demolizione parziale dei capannoni inizieranno il 23 agosto e dovrebbero concludersi alla metà di settembre.
Dopodiché si passerà alla costruzione del marciapiede e del parcheggio.
Angelo Monzani
Lifting per via Roma
Previsti per fine mese i lavori vicino alla stazione
Via Roma a Calusco (foto Magni)
L'area della stazione ferroviaria di Calusco si sta pian piano trasformando per essere maggiormente accessibile, più servita da parcheggi, attrezzata con una pensilina coperta per motorini e biciclette, più decorosa e sicura grazie alla videosorveglianza, per evitare vandalismi e furti.
È un impegno che da anni l'Amministrazione comunale di Calusco sta portando avanti e dovrà concludersi con i lavori di riqualificazione urbanistica di via Roma.
In programma c'è la realizzazione dei marciapiedi e la sistemazione del lato ovest. L'obiettivo dell'Amministrazione comunale è quello di rendere la stazione ferroviaria un qualificato e attrezzato nodo di interscambio dei diversi servizi di mobilità urbana.
«L'ultimo intervento interesserà il lato ovest di via Roma, dove sono presenti i capannoni dell'Italcementi. – spiega l'assessore ai Lavori pubblici Ernesto Mazzoleni –. I lavori sono totalmente a carico della cementeria, secondo gli accordi previsti nella convenzione relativa alla ristrutturazione dello stabilimento, sottoscritta tra il Comune e la società. L'intervento prevede, dopo la demolizione parziale dei capannoni della cementeria, la realizzazione di un marciapiede che completi l'attuale, rendendolo più ampio e spazioso e con la possibilità di piantumare degli alberi. Inoltre, verrà realizzato un nuovo parcheggio, con aiuole, una nuova area da adibire a verde pubblico attrezzato con panchine, una pensilina per l'attesa dell'autobus e all'interno della proprietà dell'Italcementi una barriera verde per "nascondere" lo stabilimento e attutire il rumore».
«Ora – prosegue l'assessore ai Lavori pubblici – aspettiamo solo che prendano il via l'intervento sperando che possano concludersi il più presto possibile».
Dall'Italcementi si comunica che i lavori per la demolizione parziale dei capannoni inizieranno il 23 agosto e dovrebbero concludersi alla metà di settembre.
Dopodiché si passerà alla costruzione del marciapiede e del parcheggio.
Angelo Monzani
Monday, August 02, 2004
È salva la stazione ferroviaria No allo spostamento
LA PROVINCIA DI LECCO 01 0804
PADERNO Maggiore sicurezza per gli utenti a piedi e in bicicletta grazie a una serie di interventi È salva la stazione ferroviaria No allo spostamento, l'intera area verrà sistemata
PADERNO
E' salva la stazione di Paderno d'Adda. Il vecchio progetto della gronda ferroviaria ne prevedeva lo spostamento più a sud, in seguito alla realizzazione di un nuovo tracciato della Carnate-Bergamo con un nuovo ponte sull'Adda, alcune centinaia di metri dall'attuale San Michele. Ed invece con l'approvazione del nuovo progetto ferroviario Seregno – Bergamo da parte della Giunta della Regione Lombardia, su proposta degli assessori alle Infrastrutture e Mobilità, Massimo Corsaro, e dell`assessore all`Urbanistica e Territorio, Alessandro Moneta, la Carnate-Bergamo resta così com'è. Le centinaia di pendolari abituati a recarsi alla stazione di Robbiate-Paderno possono tirare un sospiro di sollievo, perché la nuova linea ferroviaria, destinata principalmente al trasporto delle merci provenienti dal valico del Gottardo, da Seregno raggiungerà l'interconnessione con la linea Bergamo-Treviglio. Il tracciato interessa prioritariamente l'area bergamasca ed il nodo di Milano, ma data la vicinanza con il Meratese – si tratta di appena 10 km – rappresenta un'opportunità strategica per l'economia e i passeggeri del basso lecchese. Il progetto prevede una linea a doppio binario da Seregno a Levate per il trasporto merci, collegata al tratta Chiasso-Monza quadruplicata; l`intero sistema è la naturale continuazione della linea transfrontaliera del Gottardo, il cui tunnel di base sarà aperto nel 2014, e si collegherà strettamente con il tracciato della Pedemontana. Avendo spostato più a sud questa gronda, la Carnate-Bergamo non viene toccata, quindi resterà la stazione. L'amministrazione comunale ha previsto un vasto progetto di sistemazione e ammodernamento di tutta l'area. Prima di tutto i sottoservizi: «A settembre partiranno i lavori della fognatura che dovranno passare sotto i binari per raggiungere la zona a sud», spiega il sindaco Valter Motta. Poi la sistemazione di tutto il parcheggio davanti al tabaccaio, sempre nella zona oltre binari, dove sarà anche realizzata un'area per le manovre degli autobus che ora si fermano sulla strada. Nella parte a nord, dove si trova la stazione, è prevista una radicale sistemazione viabilistica con un senso unico in via Roma, a salire dalla stazione verso il centro, con pista ciclabile e marciapiede: «Finalmente i pendolari saranno più sicuri». Il percorso inverso passa invece da via Foscolo. Inoltre è previsto un peduncolo di collegamento con la nuova strada di Robbiate, che dalla provinciale 54 scende verso sud e arriva in via Foscolo – la strada non è ancora aperta – e da qui alla stazione.
Lorenzo Perego
PADERNO Maggiore sicurezza per gli utenti a piedi e in bicicletta grazie a una serie di interventi È salva la stazione ferroviaria No allo spostamento, l'intera area verrà sistemata
PADERNO
E' salva la stazione di Paderno d'Adda. Il vecchio progetto della gronda ferroviaria ne prevedeva lo spostamento più a sud, in seguito alla realizzazione di un nuovo tracciato della Carnate-Bergamo con un nuovo ponte sull'Adda, alcune centinaia di metri dall'attuale San Michele. Ed invece con l'approvazione del nuovo progetto ferroviario Seregno – Bergamo da parte della Giunta della Regione Lombardia, su proposta degli assessori alle Infrastrutture e Mobilità, Massimo Corsaro, e dell`assessore all`Urbanistica e Territorio, Alessandro Moneta, la Carnate-Bergamo resta così com'è. Le centinaia di pendolari abituati a recarsi alla stazione di Robbiate-Paderno possono tirare un sospiro di sollievo, perché la nuova linea ferroviaria, destinata principalmente al trasporto delle merci provenienti dal valico del Gottardo, da Seregno raggiungerà l'interconnessione con la linea Bergamo-Treviglio. Il tracciato interessa prioritariamente l'area bergamasca ed il nodo di Milano, ma data la vicinanza con il Meratese – si tratta di appena 10 km – rappresenta un'opportunità strategica per l'economia e i passeggeri del basso lecchese. Il progetto prevede una linea a doppio binario da Seregno a Levate per il trasporto merci, collegata al tratta Chiasso-Monza quadruplicata; l`intero sistema è la naturale continuazione della linea transfrontaliera del Gottardo, il cui tunnel di base sarà aperto nel 2014, e si collegherà strettamente con il tracciato della Pedemontana. Avendo spostato più a sud questa gronda, la Carnate-Bergamo non viene toccata, quindi resterà la stazione. L'amministrazione comunale ha previsto un vasto progetto di sistemazione e ammodernamento di tutta l'area. Prima di tutto i sottoservizi: «A settembre partiranno i lavori della fognatura che dovranno passare sotto i binari per raggiungere la zona a sud», spiega il sindaco Valter Motta. Poi la sistemazione di tutto il parcheggio davanti al tabaccaio, sempre nella zona oltre binari, dove sarà anche realizzata un'area per le manovre degli autobus che ora si fermano sulla strada. Nella parte a nord, dove si trova la stazione, è prevista una radicale sistemazione viabilistica con un senso unico in via Roma, a salire dalla stazione verso il centro, con pista ciclabile e marciapiede: «Finalmente i pendolari saranno più sicuri». Il percorso inverso passa invece da via Foscolo. Inoltre è previsto un peduncolo di collegamento con la nuova strada di Robbiate, che dalla provinciale 54 scende verso sud e arriva in via Foscolo – la strada non è ancora aperta – e da qui alla stazione.
Lorenzo Perego
Friday, July 30, 2004
Inquinamento: aria e acqua le situazioni critiche
L'ECO DI BERGAMO 30 07 04
Inquinamento: aria e acqua le situazioni critiche
Inquinamento dell'aria e dell'acqua, meno critica invece la situazione per quanto riguarda rifiuti e radiazioni. Questi i risultati emersi dall'assemblea tenutasi nella sala civica San Fedele di Calusco in cui è stata presentata e discussa la relazione sullo stato dell'ambiente dell'area dell'Isola e Zingonia, realizzata da Agenda 21, in collaborazione con la Provincia, l'Arpa e l'Asl.
Agenda 21 è un gruppo di lavoro a cui hanno aderito sedici Comuni: Boltiere, Bonate Sotto, Bottanuco, Calusco, Carvico, Ciserano, Dalmine, Filago, Levate, Madone, Osio Sopra, Osio Sotto, Presezzo, Solza, Verdello e Verdellino per poter affrontare e risolvere problematiche ambientali.
Il progetto, iniziato a dicembre 2002 e terminato a giugno 2003, ha richiesto un fitto lavoro di raccolta dati e di confronto con le realtà produttive e sociali dei diversi Comuni, con il fine di individuare le principali aree critiche a livello ambientale e di apportare adeguati interventi.
«È necessaria innanzitutto un'integrazione tra la salute e l'ambiente» ha spiegato Pietro Imbrogno, medico dell'Asl di Bergamo e responsabile del servizio di Medicina ambientale, che ha effettuato uno studio molto capillare sul problema ambientale correlato a determinate patologie, fornendo dati di ricoveri ospedalieri e di mortalità, che si sono verificati durante gli ultimi vent'anni nella provincia di Bergamo.
A tale proposito, è stato notato come l'area dell'Isola e quella della zona di Zingonia siano piuttosto critiche, in quanto presentano molte industrie e un notevole livello di inquinamento atmosferico e acustico, determinato per lo più dal traffico.
A ciò si cerca di ovviare attraverso una politica di sensibilizzazione da parte dei Comuni, dell'Asl di competenza e da parte del gruppo «Isolinfa», composto da alcuni medici dell'Isola che si occupano dello studio di patologie ematiche.
La relazione sullo stato dell'ambiente, illustrata dal medico Vittorio Biondi, che n'è stato il curatore, si pone alcuni obiettivi, quali quello di aumentare la conoscenza dello stato dell'ambiente e delle risorse naturali in un determinato contesto territoriale, quello di definire politiche atte a ridurre, prevenire, monitorare i rischi e infine l'obiettivo di rivedere periodicamente i dati per controllare l'efficacia degli interventi e delle misure prese.
Per quanto riguarda la valutazione dell'aria, si riscontra un'elevata criticità determinata da una forte concentrazione di fonti di emissioni, sia industriali, sia dei trasporti; lo stesso accade relativamente all'acqua, che presenta una situazione a rischio, determinata dagli scarichi. All'inquinamento idrico si lega la valutazione pressoché negativa del suolo e del sottosuolo, su cui incide pesantemente il fatto che l'area in questione sia caratterizzata da una densità abitativa molto al di sopra della media provinciale.
Risultati più confortanti arrivano dall'analisi di rifiuti, della natura e biodiversità, dei campi elettromagnetici e radiazioni ionizzanti, che ha mostrato un livello sostanzialmente nella norma e rischi contenuti.
«È assolutamente necessario, dunque, porre rimedio a questa situazione» ha detto l'architetto Davide Fortini, tecnico dell'istituto Ecopolis e coordinatore di Agenda 21, che ha esposto i primi progetti di intervento realizzati dal gruppo in collaborazione con i Comuni.
Inquinamento: aria e acqua le situazioni critiche
Inquinamento dell'aria e dell'acqua, meno critica invece la situazione per quanto riguarda rifiuti e radiazioni. Questi i risultati emersi dall'assemblea tenutasi nella sala civica San Fedele di Calusco in cui è stata presentata e discussa la relazione sullo stato dell'ambiente dell'area dell'Isola e Zingonia, realizzata da Agenda 21, in collaborazione con la Provincia, l'Arpa e l'Asl.
Agenda 21 è un gruppo di lavoro a cui hanno aderito sedici Comuni: Boltiere, Bonate Sotto, Bottanuco, Calusco, Carvico, Ciserano, Dalmine, Filago, Levate, Madone, Osio Sopra, Osio Sotto, Presezzo, Solza, Verdello e Verdellino per poter affrontare e risolvere problematiche ambientali.
Il progetto, iniziato a dicembre 2002 e terminato a giugno 2003, ha richiesto un fitto lavoro di raccolta dati e di confronto con le realtà produttive e sociali dei diversi Comuni, con il fine di individuare le principali aree critiche a livello ambientale e di apportare adeguati interventi.
«È necessaria innanzitutto un'integrazione tra la salute e l'ambiente» ha spiegato Pietro Imbrogno, medico dell'Asl di Bergamo e responsabile del servizio di Medicina ambientale, che ha effettuato uno studio molto capillare sul problema ambientale correlato a determinate patologie, fornendo dati di ricoveri ospedalieri e di mortalità, che si sono verificati durante gli ultimi vent'anni nella provincia di Bergamo.
A tale proposito, è stato notato come l'area dell'Isola e quella della zona di Zingonia siano piuttosto critiche, in quanto presentano molte industrie e un notevole livello di inquinamento atmosferico e acustico, determinato per lo più dal traffico.
A ciò si cerca di ovviare attraverso una politica di sensibilizzazione da parte dei Comuni, dell'Asl di competenza e da parte del gruppo «Isolinfa», composto da alcuni medici dell'Isola che si occupano dello studio di patologie ematiche.
La relazione sullo stato dell'ambiente, illustrata dal medico Vittorio Biondi, che n'è stato il curatore, si pone alcuni obiettivi, quali quello di aumentare la conoscenza dello stato dell'ambiente e delle risorse naturali in un determinato contesto territoriale, quello di definire politiche atte a ridurre, prevenire, monitorare i rischi e infine l'obiettivo di rivedere periodicamente i dati per controllare l'efficacia degli interventi e delle misure prese.
Per quanto riguarda la valutazione dell'aria, si riscontra un'elevata criticità determinata da una forte concentrazione di fonti di emissioni, sia industriali, sia dei trasporti; lo stesso accade relativamente all'acqua, che presenta una situazione a rischio, determinata dagli scarichi. All'inquinamento idrico si lega la valutazione pressoché negativa del suolo e del sottosuolo, su cui incide pesantemente il fatto che l'area in questione sia caratterizzata da una densità abitativa molto al di sopra della media provinciale.
Risultati più confortanti arrivano dall'analisi di rifiuti, della natura e biodiversità, dei campi elettromagnetici e radiazioni ionizzanti, che ha mostrato un livello sostanzialmente nella norma e rischi contenuti.
«È assolutamente necessario, dunque, porre rimedio a questa situazione» ha detto l'architetto Davide Fortini, tecnico dell'istituto Ecopolis e coordinatore di Agenda 21, che ha esposto i primi progetti di intervento realizzati dal gruppo in collaborazione con i Comuni.
Tuesday, July 20, 2004
Clima, Cnr: inquinamento atmosferico riduce precipitazioni
REPUBBLICA 19 07 04
Clima, Cnr: inquinamento atmosferico riduce precipitazioni
Aumenta l'inquinamento atmosferico e diminuiscono le piogge. A causa dell'inquinamento, infatti, le caratteristiche delle nubi e la loro capacità di dare luogo a precipitazioni sono notevolmente cambiate, riducendosi drasticamente.
E' quanto emerge dalla quattordicesima Conferenza internazionale su nubi e precipitazioni - organizzata dall'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr, l'International association of meteorology and atmospheric sciences e l'International union of geodesy and geophysicis - in corso a Bologna da oggi a venerdì 23 luglio.
Gli esperti lanciano l'allarme e parlano chiaro. Più si inquina e meno pioverà. La sempre più forte immissione di polveri dovute ai processi industriali, al traffico delle macchine e ad altre attività dell'uomo, ha infatti spiegato il ricercatore dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr di Bologna (Isac) Sandro Fuzzi, potrebbero così compromettere una delle principali funzioni delle nubi, quella di assicurare l'acqua.
"Le nubi che si formano su aree molto inquinate, infatti, sono formate da goccioline molto più piccole rispetto a quelle presenti in aree non industrializzate. Di conseguenza - sostiene Fuzzi - le precipitazioni subiscono forti riduzioni". Un fenomeno che non si verifica solo in prossimità di insediamenti industriali o in zone altamente inquinate, ma anche in Amazzonia, il polmone della Terra. La conferma arriva da i recenti studi, che hanno dimostrato come i fumi provocati dagli incendi appiccati nella foresta pluviale, per ottenere così terre coltivabili, hanno di fatto causato la riduzione delle precipitazioni.
Clima, Cnr: inquinamento atmosferico riduce precipitazioni
Aumenta l'inquinamento atmosferico e diminuiscono le piogge. A causa dell'inquinamento, infatti, le caratteristiche delle nubi e la loro capacità di dare luogo a precipitazioni sono notevolmente cambiate, riducendosi drasticamente.
E' quanto emerge dalla quattordicesima Conferenza internazionale su nubi e precipitazioni - organizzata dall'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr, l'International association of meteorology and atmospheric sciences e l'International union of geodesy and geophysicis - in corso a Bologna da oggi a venerdì 23 luglio.
Gli esperti lanciano l'allarme e parlano chiaro. Più si inquina e meno pioverà. La sempre più forte immissione di polveri dovute ai processi industriali, al traffico delle macchine e ad altre attività dell'uomo, ha infatti spiegato il ricercatore dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr di Bologna (Isac) Sandro Fuzzi, potrebbero così compromettere una delle principali funzioni delle nubi, quella di assicurare l'acqua.
"Le nubi che si formano su aree molto inquinate, infatti, sono formate da goccioline molto più piccole rispetto a quelle presenti in aree non industrializzate. Di conseguenza - sostiene Fuzzi - le precipitazioni subiscono forti riduzioni". Un fenomeno che non si verifica solo in prossimità di insediamenti industriali o in zone altamente inquinate, ma anche in Amazzonia, il polmone della Terra. La conferma arriva da i recenti studi, che hanno dimostrato come i fumi provocati dagli incendi appiccati nella foresta pluviale, per ottenere così terre coltivabili, hanno di fatto causato la riduzione delle precipitazioni.
Saturday, July 17, 2004
Realizzazioni sperimentali
WWW.ITALCEMENTI.IT
Realizzazioni sperimentali
--------------------------------------------------------------------------------
Prove di laboratorio effettuate dal CTG hanno mostrato che è sufficiente un irraggiamento di soli tre minuti per ottenere una riduzione degli agenti inquinanti fino al 75%.
Verifiche sperimentali a grande scala hanno confermato, sia pure con percentuali inferiori di abbattimento, l’efficacia del materiale.
Due sono le principali sperimentazioni effettuate:
Segrate
Una malta fotocatalitica – Ecorivestimento prodotta da Global Engineering - a base di TX Millennium è stata utilizzata per rivestire la superficie asfaltata di un tratto di Via Moranti a Segrate (230 m per 7000 m2).
Il primo monitoraggio, eseguito nel novembre 2002 ha mostrato un abbattimento riduzione degli ossidi di azoto nell’ordine del 13%.
Una nuova misurazione, condotta nel Luglio 2003 ha fornito valori ben più significativi, l’abbattimento oscilla fra il 50,3 e il 60,4%, segno che la diversa luminosità ha una decisa influenza sull’abbattimento degli Nox.
Calusco
Masselli autobloccanti bistrato, il cui strato superficiale è a base di TX Millennium, sono stati posati sugli 8000 m2 del piazzale della nuova cementeria di Calusco.
La sperimentazione ha mostrato che nella zona ricoperta dai masselli la concentrazione di Nox misurata è nettamente inferiore rispetto alla zona di riferimento.
L’abbattimento calcolato sulla base dei valori medi dei risultati registrati è di circa il 45%.
Realizzazioni sperimentali
--------------------------------------------------------------------------------
Prove di laboratorio effettuate dal CTG hanno mostrato che è sufficiente un irraggiamento di soli tre minuti per ottenere una riduzione degli agenti inquinanti fino al 75%.
Verifiche sperimentali a grande scala hanno confermato, sia pure con percentuali inferiori di abbattimento, l’efficacia del materiale.
Due sono le principali sperimentazioni effettuate:
Segrate
Una malta fotocatalitica – Ecorivestimento prodotta da Global Engineering - a base di TX Millennium è stata utilizzata per rivestire la superficie asfaltata di un tratto di Via Moranti a Segrate (230 m per 7000 m2).
Il primo monitoraggio, eseguito nel novembre 2002 ha mostrato un abbattimento riduzione degli ossidi di azoto nell’ordine del 13%.
Una nuova misurazione, condotta nel Luglio 2003 ha fornito valori ben più significativi, l’abbattimento oscilla fra il 50,3 e il 60,4%, segno che la diversa luminosità ha una decisa influenza sull’abbattimento degli Nox.
Calusco
Masselli autobloccanti bistrato, il cui strato superficiale è a base di TX Millennium, sono stati posati sugli 8000 m2 del piazzale della nuova cementeria di Calusco.
La sperimentazione ha mostrato che nella zona ricoperta dai masselli la concentrazione di Nox misurata è nettamente inferiore rispetto alla zona di riferimento.
L’abbattimento calcolato sulla base dei valori medi dei risultati registrati è di circa il 45%.
Friday, July 09, 2004
Il pugno duro di Bruxelles
LANUOVAECOLOGIA 08 07 04
EUROPA|Wallstrom:"Troppi rischi per la salute dei cittadini"
Il pugno duro di Bruxelles
Margot Wallstrom Stretta della Commissione per garantire il rispetto della legislazione a difesa della qualità dell'aria e delle acque. Bacchettati 14 paesi dell'Ue a 15(tutti tranne la Danimarca) con 25 avvertimenti. Tre dei quali all'Italia
Pugno duro della Commissione europea per garantire il rispetto della legislazione Ue a difesa della qualità dell'aria e delle acque in Europa. Nel mirino di Bruxelles sono finiti 14 dei paesi della vecchia Unione (di fatto tutti tranne la Danimarca) a cui sono stati inviati 25 avvertimenti, tre dei quali all'Italia.
Per la commissaria europea all'ambiente Margot Wallstrom "sono ancora tante le città europee in cui l'aria è inquinata con tutti gli effetti negativi che ciò comporta per la salute degli abitanti ed in particolare dei più vulnerabili come i bambinì. Walstrom ha detto anche di essere preoccupata "per la maggior parte dei sistemi idrici dell'Unione minacciati dall'inquinamento e da un eccessivo sfruttamento. Per scongiurare questo pericolo - ha aggiunto - occorre un corretto e rigoroso trattamento delle acque reflue urbane".
ARIA DA SALVARE
L'Esecutivo Ue ha richiamato nove stati membri all'obbligo di accelerare la riduzione dell'inquinamento atmosferico nelle loro zone urbane. Destinatari delle lettere di messa in mora sono Italia, Austria, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Regno Unito e Spagna. In base alla normativa europea i nove stati membri avrebbero dovuto predisporre piani per la riduzione dell'inquinamento nelle aree che presentano elevate concentrazioni di particelle e biossido di azoto entro il 31 dicembre 2003. Gli stati sono liberi di scegliere gli interventi più appropriati, ad esempio adottare restrizioni della circolazione stradale o rilocalizzare gli impianti che generano inquinamento.
ACQUA ALTA
Su questo fronte Bruxelles ha inviato due tipi di procedure. Un ultimo avvertimento (ossia un parere motivato) per conformarsi alla direttiva quadro europea sulle acque, prima di un eventuale ricorso alla Corte di giustizia dell'Ue, è stato inviato a Italia, Belgio, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Regno Unito e Svezia. La Commissione ha ugualmente indirizzato un primo avvertimento (lettera di messa in mora) a Italia, Francia, Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Regno Unito per non aver rispettato i loro obblighi di attuare, entro dicembre 2000, delle istallazioni di trattamento adeguate delle acque reflue delle città che hanno oltre 15 mila abitanti. La direttiva quadro europea sulle acque punta a proteggere fiumi, laghi, acque costiere, acque di superficie interne e acque sotterranee, con l'obiettivo di conseguire entro il 2015 una gestione integrata delle risorse idriche. La direttiva Ue sul trattamento delle acque reflue impone ai centri urbani (anche ai piccoli insediamenti) il rispetto di norme minime per la loro raccolta e trattamento.
9 luglio 2004
EUROPA|Wallstrom:"Troppi rischi per la salute dei cittadini"
Il pugno duro di Bruxelles
Margot Wallstrom Stretta della Commissione per garantire il rispetto della legislazione a difesa della qualità dell'aria e delle acque. Bacchettati 14 paesi dell'Ue a 15(tutti tranne la Danimarca) con 25 avvertimenti. Tre dei quali all'Italia
Pugno duro della Commissione europea per garantire il rispetto della legislazione Ue a difesa della qualità dell'aria e delle acque in Europa. Nel mirino di Bruxelles sono finiti 14 dei paesi della vecchia Unione (di fatto tutti tranne la Danimarca) a cui sono stati inviati 25 avvertimenti, tre dei quali all'Italia.
Per la commissaria europea all'ambiente Margot Wallstrom "sono ancora tante le città europee in cui l'aria è inquinata con tutti gli effetti negativi che ciò comporta per la salute degli abitanti ed in particolare dei più vulnerabili come i bambinì. Walstrom ha detto anche di essere preoccupata "per la maggior parte dei sistemi idrici dell'Unione minacciati dall'inquinamento e da un eccessivo sfruttamento. Per scongiurare questo pericolo - ha aggiunto - occorre un corretto e rigoroso trattamento delle acque reflue urbane".
ARIA DA SALVARE
L'Esecutivo Ue ha richiamato nove stati membri all'obbligo di accelerare la riduzione dell'inquinamento atmosferico nelle loro zone urbane. Destinatari delle lettere di messa in mora sono Italia, Austria, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Regno Unito e Spagna. In base alla normativa europea i nove stati membri avrebbero dovuto predisporre piani per la riduzione dell'inquinamento nelle aree che presentano elevate concentrazioni di particelle e biossido di azoto entro il 31 dicembre 2003. Gli stati sono liberi di scegliere gli interventi più appropriati, ad esempio adottare restrizioni della circolazione stradale o rilocalizzare gli impianti che generano inquinamento.
ACQUA ALTA
Su questo fronte Bruxelles ha inviato due tipi di procedure. Un ultimo avvertimento (ossia un parere motivato) per conformarsi alla direttiva quadro europea sulle acque, prima di un eventuale ricorso alla Corte di giustizia dell'Ue, è stato inviato a Italia, Belgio, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Regno Unito e Svezia. La Commissione ha ugualmente indirizzato un primo avvertimento (lettera di messa in mora) a Italia, Francia, Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Regno Unito per non aver rispettato i loro obblighi di attuare, entro dicembre 2000, delle istallazioni di trattamento adeguate delle acque reflue delle città che hanno oltre 15 mila abitanti. La direttiva quadro europea sulle acque punta a proteggere fiumi, laghi, acque costiere, acque di superficie interne e acque sotterranee, con l'obiettivo di conseguire entro il 2015 una gestione integrata delle risorse idriche. La direttiva Ue sul trattamento delle acque reflue impone ai centri urbani (anche ai piccoli insediamenti) il rispetto di norme minime per la loro raccolta e trattamento.
9 luglio 2004
Thursday, July 08, 2004
a luci spente Si cerca chi possa pagare il sistema di illuminazione del ponte
LA PROVINCIA DI LECCO 08 07 04
paderno d'adda
a luci spente Si cerca chi possa pagare il sistema di illuminazione del ponte
PADERNO (l. per.) Appello per l'illuminazione del ponte San Michele. Poco dopo l'insediamento, aggiustate le prime pendenze e impostata l'attività, per il neo sindaco Valter Motta arriva il momento di pensare alle questioni spinose. Una di queste è il progetto di illuminazione delle arcate di ferro del ponte ferroviario-viario che attraversa l'Adda. Centrotrentacinquemila euro li garantirà la Regione, l'altra metà gli sponsor. Un primo abboccamento con gli imprenditori locali, mesi fa, si risolse in un nulla di fatto. Ora Motta lancia un secondo appello: «E' una sponsorizzazione prestigiosa, chiedo agli industriali ed alle associazioni di categoria di rendersi disponibili». Unione commercianti, Unione industriali, Vera Brianza, Artigiani, e perché no, sindacati, sia di Bergamo che di Lecco, sono chiamati a farsi avanti. Il progetto, tra l'altro, si inserirebbe in una valorizzazione complessiva della vallata dell'Adda, che ha visto la nascita dell'Ecomuseo di Leonardo, mentre l'Unesco sta per nominarla patrimonio dell'umanità. Il progetto costa 270 mila euro e la metà arriverà dalla Regione Lombardia che ha varato un master-plan per il recupero dei Navigli dell'Adda. La giunta padernese aveva inserito nel bilancio 2003 uno stanziamento di 200 mila euro per questo progetto, anche se il sindaco lo riteneva «virtuale» perché non vuole che le spese gravino sulla finanza pubblica. Il progetto, in linea con le norme anti inquinamento luminoso, prevede un'illuminazione azzurra e verde delle arcate, per inserirle nel contesto cromatico circostante: cielo, alberi e fiume. La strada sarà illuminata con 62 lampioni a due lampade al sodio alta pressione da 70 watt; altri 80 fari da 54 watt inonderanno di luce la galleria ferroviaria, lungo l'arcata del ponte ce ne saranno 60 mentre i piloni saranno illuminati da 18 fari a fascio stretto, con lampade alogene da 150 watt. La logica di regolazione e di accensione degli impianti sarà flessibile, per una potenza totale installata di 9,5 kilowatt per l`illuminazione funzionale e 11,8 kilowatt per l`illuminazione architettonica.
paderno d'adda
a luci spente Si cerca chi possa pagare il sistema di illuminazione del ponte
PADERNO (l. per.) Appello per l'illuminazione del ponte San Michele. Poco dopo l'insediamento, aggiustate le prime pendenze e impostata l'attività, per il neo sindaco Valter Motta arriva il momento di pensare alle questioni spinose. Una di queste è il progetto di illuminazione delle arcate di ferro del ponte ferroviario-viario che attraversa l'Adda. Centrotrentacinquemila euro li garantirà la Regione, l'altra metà gli sponsor. Un primo abboccamento con gli imprenditori locali, mesi fa, si risolse in un nulla di fatto. Ora Motta lancia un secondo appello: «E' una sponsorizzazione prestigiosa, chiedo agli industriali ed alle associazioni di categoria di rendersi disponibili». Unione commercianti, Unione industriali, Vera Brianza, Artigiani, e perché no, sindacati, sia di Bergamo che di Lecco, sono chiamati a farsi avanti. Il progetto, tra l'altro, si inserirebbe in una valorizzazione complessiva della vallata dell'Adda, che ha visto la nascita dell'Ecomuseo di Leonardo, mentre l'Unesco sta per nominarla patrimonio dell'umanità. Il progetto costa 270 mila euro e la metà arriverà dalla Regione Lombardia che ha varato un master-plan per il recupero dei Navigli dell'Adda. La giunta padernese aveva inserito nel bilancio 2003 uno stanziamento di 200 mila euro per questo progetto, anche se il sindaco lo riteneva «virtuale» perché non vuole che le spese gravino sulla finanza pubblica. Il progetto, in linea con le norme anti inquinamento luminoso, prevede un'illuminazione azzurra e verde delle arcate, per inserirle nel contesto cromatico circostante: cielo, alberi e fiume. La strada sarà illuminata con 62 lampioni a due lampade al sodio alta pressione da 70 watt; altri 80 fari da 54 watt inonderanno di luce la galleria ferroviaria, lungo l'arcata del ponte ce ne saranno 60 mentre i piloni saranno illuminati da 18 fari a fascio stretto, con lampade alogene da 150 watt. La logica di regolazione e di accensione degli impianti sarà flessibile, per una potenza totale installata di 9,5 kilowatt per l`illuminazione funzionale e 11,8 kilowatt per l`illuminazione architettonica.
Ue: parte la procedura d'infrazione all'Italia per il Piano emissioni
07 07 04 LEGAMBIENTE NEWS
Ue: parte la procedura d'infrazione all'Italia per il Piano emissioni
07/07/2004 15:44 - Legambiente: "Ci avevano avvertito, il Governo deve muoversi in fretta. Basta parole servono azioni concrete".
“Il Governo dovrebbe pensare di più a mantenere l’impegno preso sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel nostro Paese, facendo seguire alle tante parole spese provvedimenti concreti”. Così Roberto Della Seta, presidente di Legambiente commenta la notizia della procedura d’infrazione aperta dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia. La causa sarebbe il mancato invio del piano nazionale per le emissioni.
“L’Italia – continua il presidente di Legambiente – deve accelerare le azioni concrete dando il suo contributo. La ricetta è sempre la stessa: fonti rinnovabili, risparmio energetico e diversi sistemi di trasporto”.
Dati alla mano – ricorda l’associazione ambientalista - un maggiore investimento nelle energie pulite consentirebbero non solo di raggiungere l’obiettivo di ridurre del 6,5 per cento le emissioni di anidride carbonica ma anche di dimezzare nell’arco di vent’anni la dipendenza dell’Italia dal petrolio e di risparmiare la cifra impressionante di oltre 77,5 miliardi di Euro.
“La procedura d’infrazione – conclude Della Seta – era un provvedimento atteso e la Commissaria Wallstrom aveva avvertito l’Italia proprio all’indomani della scadenza. Inoltre non dobbiamo dimenticare che le emissioni lorde di gas climalteranti nel nostro Paese hanno superato i 545 milioni di tonnellate nel 2001. Rispetto ai 508 milioni di tonnellate del 1990 c’è quindi una crescita del 7,3% (il Regno Unito invece ha ridotto le emissioni del 12,4%, la Germania addirittura del 17,7%) che smentisce seccamente l’obiettivo che l’Italia si era dato aderendo al protocollo di Kyoto: -6,5%. Servono sforzi fattivi per non perdere la faccia in Europa e raggiungere gli obiettivi della ratifica”.
L’Ufficio stampa
06.86268355 - 79
Ue: parte la procedura d'infrazione all'Italia per il Piano emissioni
07/07/2004 15:44 - Legambiente: "Ci avevano avvertito, il Governo deve muoversi in fretta. Basta parole servono azioni concrete".
“Il Governo dovrebbe pensare di più a mantenere l’impegno preso sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel nostro Paese, facendo seguire alle tante parole spese provvedimenti concreti”. Così Roberto Della Seta, presidente di Legambiente commenta la notizia della procedura d’infrazione aperta dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia. La causa sarebbe il mancato invio del piano nazionale per le emissioni.
“L’Italia – continua il presidente di Legambiente – deve accelerare le azioni concrete dando il suo contributo. La ricetta è sempre la stessa: fonti rinnovabili, risparmio energetico e diversi sistemi di trasporto”.
Dati alla mano – ricorda l’associazione ambientalista - un maggiore investimento nelle energie pulite consentirebbero non solo di raggiungere l’obiettivo di ridurre del 6,5 per cento le emissioni di anidride carbonica ma anche di dimezzare nell’arco di vent’anni la dipendenza dell’Italia dal petrolio e di risparmiare la cifra impressionante di oltre 77,5 miliardi di Euro.
“La procedura d’infrazione – conclude Della Seta – era un provvedimento atteso e la Commissaria Wallstrom aveva avvertito l’Italia proprio all’indomani della scadenza. Inoltre non dobbiamo dimenticare che le emissioni lorde di gas climalteranti nel nostro Paese hanno superato i 545 milioni di tonnellate nel 2001. Rispetto ai 508 milioni di tonnellate del 1990 c’è quindi una crescita del 7,3% (il Regno Unito invece ha ridotto le emissioni del 12,4%, la Germania addirittura del 17,7%) che smentisce seccamente l’obiettivo che l’Italia si era dato aderendo al protocollo di Kyoto: -6,5%. Servono sforzi fattivi per non perdere la faccia in Europa e raggiungere gli obiettivi della ratifica”.
L’Ufficio stampa
06.86268355 - 79
Friday, July 02, 2004
Pulmino per disabili in dono da Italcementi
L'ECO DI BERGAMO 02 07 04
Pulmino per disabili in dono da Italcementi
Domenica 4 luglio, al termine della Messa mattutina delle 8, sul sagrato della chiesa parrocchiale di Calusco d'Adda il parroco don Giacomo Panfilo benedirà il nuovo pulmino in dotazione dell'Associazione volontari assistenza ammalati e anziani di Calusco. «La storia della donazione di questo pulmino - spiega Carlo Vimercati, presidente dell'associazione - iniziò lo scorso 24 aprile, quando molti volontari di varie associazioni contribuirono fattivamente alla cerimonia e alla festa per l'inaugurazione del nuovo cementificio Italcementi. Successivamente, l'azienda volle concretamente ringraziare di questo aiuto le associazioni caluschesi, che a loro volta, in pieno e unanime accordo, decisero di destinare l'intero contributo giunto da Italcementi all'acquisto di un secondo pulmino per la nostra associazione, più che mai necessario per le attività di trasporto e di assistenza dei tanti malati».
Da qualche giorno il nuovo pulmino, con quattro porte di cui due scorrevoli e un portellone posteriore, sta già operando a servizio dei malati: sulla fiancata c'è scritta la frase che ricorda il comune impegno dei volontari di Calusco: «Italcementi e le associazioni caluschesi per l'associazione volontari assistenza ammalati e anziani». Un servizio intenso, quello attuato dall'associazione, con oltre 600 trasporti annui per analisi, visite mediche, ricoveri ospedalieri, consegna pasti a domicilio, con circa 30 volontari che si alternano alla guida, utilizzando spesso anche la propria auto. Senza contare le gite e le attività ricreative, come il «Cre per gli anziani».
«In questa occasione - conclude Vimercati - desidero ringraziare di cuore, a nome della mia associazione, tutte le realtà del volontariato di Calusco, e tutti i cittadini, per la costante attenzione rivolta alla nostra attività e soprattutto ai nostri anziani e malati, che si è concretizzata con questo bellissimo dono. Voglio anche ringraziare inoltre la gentile pensionata che ha voluto mettere a disposizione gratuitamente un box per il ricovero notturno del pulmino».
Renzo Zonca
Pulmino per disabili in dono da Italcementi
Domenica 4 luglio, al termine della Messa mattutina delle 8, sul sagrato della chiesa parrocchiale di Calusco d'Adda il parroco don Giacomo Panfilo benedirà il nuovo pulmino in dotazione dell'Associazione volontari assistenza ammalati e anziani di Calusco. «La storia della donazione di questo pulmino - spiega Carlo Vimercati, presidente dell'associazione - iniziò lo scorso 24 aprile, quando molti volontari di varie associazioni contribuirono fattivamente alla cerimonia e alla festa per l'inaugurazione del nuovo cementificio Italcementi. Successivamente, l'azienda volle concretamente ringraziare di questo aiuto le associazioni caluschesi, che a loro volta, in pieno e unanime accordo, decisero di destinare l'intero contributo giunto da Italcementi all'acquisto di un secondo pulmino per la nostra associazione, più che mai necessario per le attività di trasporto e di assistenza dei tanti malati».
Da qualche giorno il nuovo pulmino, con quattro porte di cui due scorrevoli e un portellone posteriore, sta già operando a servizio dei malati: sulla fiancata c'è scritta la frase che ricorda il comune impegno dei volontari di Calusco: «Italcementi e le associazioni caluschesi per l'associazione volontari assistenza ammalati e anziani». Un servizio intenso, quello attuato dall'associazione, con oltre 600 trasporti annui per analisi, visite mediche, ricoveri ospedalieri, consegna pasti a domicilio, con circa 30 volontari che si alternano alla guida, utilizzando spesso anche la propria auto. Senza contare le gite e le attività ricreative, come il «Cre per gli anziani».
«In questa occasione - conclude Vimercati - desidero ringraziare di cuore, a nome della mia associazione, tutte le realtà del volontariato di Calusco, e tutti i cittadini, per la costante attenzione rivolta alla nostra attività e soprattutto ai nostri anziani e malati, che si è concretizzata con questo bellissimo dono. Voglio anche ringraziare inoltre la gentile pensionata che ha voluto mettere a disposizione gratuitamente un box per il ricovero notturno del pulmino».
Renzo Zonca
Thursday, June 24, 2004
Ambiente: Venezia, mancato disinquinamento Diffida per 25 aziende del polo industriale
VIRGILIO NEWS
Ambiente: Venezia, mancato disinquinamento
22/06/2004 - 14:42
Diffida per 25 aziende del polo industriale
(ANSA)-VENEZIA, 22 GIU-Il Ministero dell'ambiente ha diffidato 25 aziende del polo industriale veneziano per il mancato disinquinamento. Le aziende non hanno avviato le azioni conoscitive sullo stato dell'inquinamento dei suoli su cui operano, nell'ambito della legislazione nazionale relativa al recupero ambientale dei 10 siti piu' inquinati d'Italia. Nel mirino, tra gli altri, anche Fincantieri,Ilva, Enel,Interporto,Italcementi.
copyright @ 2004 ANSA
Ambiente: Venezia, mancato disinquinamento
22/06/2004 - 14:42
Diffida per 25 aziende del polo industriale
(ANSA)-VENEZIA, 22 GIU-Il Ministero dell'ambiente ha diffidato 25 aziende del polo industriale veneziano per il mancato disinquinamento. Le aziende non hanno avviato le azioni conoscitive sullo stato dell'inquinamento dei suoli su cui operano, nell'ambito della legislazione nazionale relativa al recupero ambientale dei 10 siti piu' inquinati d'Italia. Nel mirino, tra gli altri, anche Fincantieri,Ilva, Enel,Interporto,Italcementi.
copyright @ 2004 ANSA
Ambiente, 25 aziende diffidate per mancato disinquinamento
KATAWEB NEWS
Venezia, 22 giu 2004 - 16:12
Ambiente, 25 aziende diffidate per mancato disinquinamento
Venticinque aziende del polo industriale veneziano sono state diffidate dal ministero dell'ambiente, su indicazione del Comune di Venezia, per il mancato avvio delle azioni conoscitive sullo stato dell'inquinamento dei suoli su cui operano. Nel mirino del ministero e del Comune ci sono, tra gli altri -, come riferisce l'assessore all'ambiente di Venezia Paolo Cacciari in merito alla notizia sulla diffida apparsa oggi sul Gazzettino - anche colossi come la Fincantieri, l'Ilva, l'Enel, l'Interporto, l'Italcementi, i cantieri Dalla Pietà ma anche realtà più modeste quali la Coop Guardie ai fuochi, il Camping e la darsena Fusina.
Venezia, 22 giu 2004 - 16:12
Ambiente, 25 aziende diffidate per mancato disinquinamento
Venticinque aziende del polo industriale veneziano sono state diffidate dal ministero dell'ambiente, su indicazione del Comune di Venezia, per il mancato avvio delle azioni conoscitive sullo stato dell'inquinamento dei suoli su cui operano. Nel mirino del ministero e del Comune ci sono, tra gli altri -, come riferisce l'assessore all'ambiente di Venezia Paolo Cacciari in merito alla notizia sulla diffida apparsa oggi sul Gazzettino - anche colossi come la Fincantieri, l'Ilva, l'Enel, l'Interporto, l'Italcementi, i cantieri Dalla Pietà ma anche realtà più modeste quali la Coop Guardie ai fuochi, il Camping e la darsena Fusina.
Friday, June 18, 2004
Rivierasca, il traffico non frena
L'ECO DI BERGAMO 17 06 04
Rivierasca, il traffico non frena
L'allarme dei Comuni: 23% di veicoli in più in sei anni
Nell'arco di soli sei anni, il traffico giornaliero medio sulla provinciale Rivierasca, che collega Calusco d'Adda con Capriate San Gervasio, è aumentato del 23%. Un aumento eclatante che, secondo gli esperti, lascia intravedere un «rischio paralisi da traffico» per l'Isola.
L'allarme, perché di questo si tratta, è contenuto nella Relazione sullo stato dell'ambiente redatto dai 16 Comuni dell'area Isola e Zingonia che hanno aderito al progetto «Agenda 21», nato per poter affrontare e risolvere insieme problematiche ambientali e per migliorare la qualità della vita nella zona.
Un progetto, in estrema sintesi, finalizzato a uno sviluppo ecocompatibile del territorio, al quale aderiscono Boltiere, Bonate Sotto, Bottanuco, Calusco, Carvico, Ciserano, Dalmine, Filago, Levate, Madone, Osio Sopra, Osio Sotto, Presezzo, Solza, Verdello, Verdellino.
L'incremento di traffico rilevato sulla Rivierasca, nel periodo 1992-1998, è il più elevato tra quelli riscontrati nell'area in esame, ben superiore alla media del 13%. In termini assoluti, sulla provinciale 170 transitano 1.032 veicoli per ora: un «fiume di traffico» impressionate, ma ancora compatibile con le caratteristiche della strada, in quanto il coefficiente di utilizzo, ovvero il rapporto tra il traffico orario medio e la capacità stradale teorica, è pari al 52%. Esiste quindi ancora un margine di riserva per assorbire ulteriori aumenti di traffico. Ma fino a quando?
Nei 16 Comuni dell'area «Agenda 21», l'indice di motorizzazione medio (rapporto tra il numero di veicoli circolanti e la popolazione residente) è pari a 0,70 veicoli per abitante, superiore alla media provinciale e in linea con i valori molto elevati della Provincia di Milano. Un parco circolante in continua crescita, anche per il perdurante forte sviluppo urbanistico che interessa la zona, con sempre nuove aree artigianali e residenziali.
Quale sarà quindi il futuro della mobilità automobilistica dell'Isola? Stiamo andando incontro a una graduale paralisi viabilistica, con fiumi di auto che percorreranno le strade a passo d'uomo? Certo, alcune opere sono in dirittura d'arrivo - l'asse interurbano, la variante di Carvico e Villa d'Adda - mentre altre sono in progetto, come la cosiddetta dorsale dell'Isola. Ma saranno sufficienti? Non rischiano di essere inaugurate già vecchie?
Domande a cui non è facile dare una risposta. Commenta l'ex sindaco di Solza, Pierangelo Manzoni: «Purtroppo, il problema del traffico nell'Isola è di difficile soluzione, e nel breve periodo non vedo significative possibilità di miglioramento. Il completamento della variante di Carvico e Villa d'Adda e dell'asse interurbano porterà benefici locali, ma non a livello globale dell'Isola. Anche perché la gran parte del traffico che ci soffoca è a carattere locale, a servizio della miriade di industrie e laboratori artigianali presenti. In altri termini, il traffico "di passaggio" è modesto, e in prospettiva, anche la Pedemontana porterà ben pochi benefici. Sicuramente più utile potrà essere la dorsale dell'Isola, la cui realizzazione è però subordinata alla Pedemontana, quindi destinata a verificarsi in un periodo di tempo molto lungo».
Secondo l'ex primo cittadino - che fino al 13 giugno è stato alla guida di uno dei paesi che, vedendo la Rivierasca attraversare il proprio territorio, risente maggiormente del problema del traffico - è necessario attuare interventi mirati, capaci di dare soluzioni concrete ed immediate al problema, soprattutto in un'ottica di rispetto ambientale.
«Da subito - prosegue Pierangelo Manzoni - penso invece si debba partire "dal poco", cercando di potenziare i servizi pubblici, oggi fortemente sottoutilizzati, e sviluppare una mobilità "intelligente", ad esempio con le "auto condivise", grazie anche all'istituzione del mobility manager. A una condizione: che si interrompa la crescita industriale. Ormai, non abbiamo più bisogno di capannoni, l'Isola è industrializzata a sufficienza. Nuove industrie porteranno solo più traffico, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti».
Renzo Zonca
Rivierasca, il traffico non frena
L'allarme dei Comuni: 23% di veicoli in più in sei anni
Nell'arco di soli sei anni, il traffico giornaliero medio sulla provinciale Rivierasca, che collega Calusco d'Adda con Capriate San Gervasio, è aumentato del 23%. Un aumento eclatante che, secondo gli esperti, lascia intravedere un «rischio paralisi da traffico» per l'Isola.
L'allarme, perché di questo si tratta, è contenuto nella Relazione sullo stato dell'ambiente redatto dai 16 Comuni dell'area Isola e Zingonia che hanno aderito al progetto «Agenda 21», nato per poter affrontare e risolvere insieme problematiche ambientali e per migliorare la qualità della vita nella zona.
Un progetto, in estrema sintesi, finalizzato a uno sviluppo ecocompatibile del territorio, al quale aderiscono Boltiere, Bonate Sotto, Bottanuco, Calusco, Carvico, Ciserano, Dalmine, Filago, Levate, Madone, Osio Sopra, Osio Sotto, Presezzo, Solza, Verdello, Verdellino.
L'incremento di traffico rilevato sulla Rivierasca, nel periodo 1992-1998, è il più elevato tra quelli riscontrati nell'area in esame, ben superiore alla media del 13%. In termini assoluti, sulla provinciale 170 transitano 1.032 veicoli per ora: un «fiume di traffico» impressionate, ma ancora compatibile con le caratteristiche della strada, in quanto il coefficiente di utilizzo, ovvero il rapporto tra il traffico orario medio e la capacità stradale teorica, è pari al 52%. Esiste quindi ancora un margine di riserva per assorbire ulteriori aumenti di traffico. Ma fino a quando?
Nei 16 Comuni dell'area «Agenda 21», l'indice di motorizzazione medio (rapporto tra il numero di veicoli circolanti e la popolazione residente) è pari a 0,70 veicoli per abitante, superiore alla media provinciale e in linea con i valori molto elevati della Provincia di Milano. Un parco circolante in continua crescita, anche per il perdurante forte sviluppo urbanistico che interessa la zona, con sempre nuove aree artigianali e residenziali.
Quale sarà quindi il futuro della mobilità automobilistica dell'Isola? Stiamo andando incontro a una graduale paralisi viabilistica, con fiumi di auto che percorreranno le strade a passo d'uomo? Certo, alcune opere sono in dirittura d'arrivo - l'asse interurbano, la variante di Carvico e Villa d'Adda - mentre altre sono in progetto, come la cosiddetta dorsale dell'Isola. Ma saranno sufficienti? Non rischiano di essere inaugurate già vecchie?
Domande a cui non è facile dare una risposta. Commenta l'ex sindaco di Solza, Pierangelo Manzoni: «Purtroppo, il problema del traffico nell'Isola è di difficile soluzione, e nel breve periodo non vedo significative possibilità di miglioramento. Il completamento della variante di Carvico e Villa d'Adda e dell'asse interurbano porterà benefici locali, ma non a livello globale dell'Isola. Anche perché la gran parte del traffico che ci soffoca è a carattere locale, a servizio della miriade di industrie e laboratori artigianali presenti. In altri termini, il traffico "di passaggio" è modesto, e in prospettiva, anche la Pedemontana porterà ben pochi benefici. Sicuramente più utile potrà essere la dorsale dell'Isola, la cui realizzazione è però subordinata alla Pedemontana, quindi destinata a verificarsi in un periodo di tempo molto lungo».
Secondo l'ex primo cittadino - che fino al 13 giugno è stato alla guida di uno dei paesi che, vedendo la Rivierasca attraversare il proprio territorio, risente maggiormente del problema del traffico - è necessario attuare interventi mirati, capaci di dare soluzioni concrete ed immediate al problema, soprattutto in un'ottica di rispetto ambientale.
«Da subito - prosegue Pierangelo Manzoni - penso invece si debba partire "dal poco", cercando di potenziare i servizi pubblici, oggi fortemente sottoutilizzati, e sviluppare una mobilità "intelligente", ad esempio con le "auto condivise", grazie anche all'istituzione del mobility manager. A una condizione: che si interrompa la crescita industriale. Ormai, non abbiamo più bisogno di capannoni, l'Isola è industrializzata a sufficienza. Nuove industrie porteranno solo più traffico, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti».
Renzo Zonca
Saturday, June 12, 2004
Visita-lampo di Casini al Donizetti per i 140 anni dell'Italcementi
L'ECO DI BERGAMO 11 06 04
Visita-lampo di Casini al Donizetti per i 140 anni dell'Italcementi
Una serata indimenticabile per la Bergamo dell'alta finanza ieri sera al teatro Donizetti per i 140 anni dell'Italcementi. Tantissimi i capitani d'industria e, a sorpresa, l'ospite più illustre: il presidente della Camera Pierferdinando Casini.
Dopo il magistrale concerto di Uto Ughi e dell'orchestra del Festival pianistico, il presidente Casini ha parlato di Bergamo: «È una città dove il rapporto con l'industria si salda in maniera sana, costruttiva: è il caso di Italcementi e della famiglia Pesenti, dinastia che affonda le sue radici nella tradizione del capitalismo italiano, la cui serietà e professionalità hanno permesso oggi di tagliare un traguardo così importante come i 140 anni».
Ricca la galleria di personaggi che rappresentavano il Gotha dell'impresa nazionale: Cesare e Maurizio Romiti, Giovanni Bazoli, Gabriele Galateri, Salvatore Ligresti, Miro Radici, Giorgio Fossa, Guido Roberto Vitale, Luigi Lucchini, Emilio Zanetti, Edoardo Garrone, Domenico Bosatelli, Fabrizio Palenzona e altri. A fare gli onori di casa Giampiero e Carlo Pesenti, presidente e consigliere delegato Italcementi. Carlo, all'esordio mondano dopo la nomina a responsabile operativo, ha scherzato: «Non trovate che sia un bel team? Mio padre e io abbiamo trovato uno straordinario equilibrio per lavorare in squadra».
Impresa e cultura, binomio vincente
«Una ricchezza per tutti». «La nostra società è internazionale, ma abbiamo il cuore a Bergamo»
Un riconoscimento unanime del ruolo e dell'importanza dell'Italcementi per lo sviluppo del nostro Paese, una serata di festa per celebrare i 140 anni di un'azienda che ha saputo affrontare le sfide di un mercato sempre più globale e crescere sia sul piano locale che internazionale: il concerto straordinario del Festival pianistico di Brescia e Bergamo, tenutosi ieri sera al teatro Donizetti, è stata l'occasione per festeggiare la lunga storia di successo della società.
Numerosi gli esponenti del mondo economico e politico locale e nazionale che, con la loro presenza, hanno voluto esprimere il proprio apprezzamento e la propria gratitudine ad una delle imprese bergamasche che ha positivamente segnato la crescita del nostro Paese.
A fare gli onori di casa Gianpiero Pesenti, presidente della società. Giunto con largo anticipo rispetto all'ora d' inizio del concerto; in attesa di ricevere le numerose personalità, delinea così il significato e lo spirito della manifestazione: «I 140 anni di storia di un'azienda sono un avvenimento importante e che deve essere celebrato in modo adeguato». «Abbiamo preparato una serie di avvenimenti che possano ricordare questo evento soprattutto a Bergamo – rimarca il presidente –, perché, è vero, noi siamo internazionali, ma il nostro cuore è in questa città. L'inaugurazione dello stabilimento di Calusco nella primavera scorsa è stata la prima iniziativa. Questa sera (ieri, per chi legge, ndr) continuiamo con un avvenimento di alto livello culturale».
«A fine anno – anticipa Pesenti – presenteremo il secondo volume della storia dell'Italcementi: il primo era stato presentato in occasione dei cento anni e comprendeva il periodo dagli inizi sino al 1927; il secondo proporrà la storia della società sino agli Anni Novanta. Credo che questa unione tra cultura e impresa sia una ricchezza per Bergamo».
Giorgio Fossa, presidente della compagnia aerea Volare group, sottolinea che «140 anni sono una data importante per un'azienda: in questo caso la storia del gruppo coincide positivamente con la storia del nostro Paese». Cesare Romiti, presidente di Rcs, sottolinea l'importanza del connubio tra cultura e impresa: «È un rapporto nel quale ho sempre creduto e messo in pratica anche nelle mie scelte: è molto importante».
Andrea Moltrasio, presidente dell'Unione industriali di Bergamo, sottolinea che «avere una grande azienda con 140 anni di storia con un profilo familiare e una grandissima professionalità è il massimo che si possa ottenere nel panorama economico italiano». Salvatore Ligresti, del gruppo Premafin-Sai, pone l'accento sulla storia della società che «fa onore all'industria italiana e alla famiglia Pesenti che dal piccolo ha saputo creare una grande azienda».
Miro Radici, amministratore delegato della Promatech, sottolinea come la «società Italcementi sia la più importante di Bergamo: è uno stimolo per tutti, non certo per stare alla pari, perché è impossibile, ma per seguirne le tracce». Riguardo alla serata, Radici ha posto l'accento sul «livello elevato del concerto, caratterizzato da una componente tecnica importante. Credo sia altrettanto fondamentale l'intreccio tra impresa e cultura: alla base del progresso della finanza c'è il dovere di sostenere la cultura». Emilio Zanetti, presidente di Bpu, osserva: «Italcementi è azienda leader del nostro territorio: è importante dare atto della bravura di chi la guida e di quanti si sono avvicendati alla guida. Cultura e impresa rappresentano un matrimonio importante: è giusto che le imprese si preoccupino della diffusione di altri valori e questa serata ne è una testimonianza».
Oggi Italcementi è a capo di un gruppo con 60 cementerie, 547 impianti di calcestruzzo e 155 cave di inerti. Con un fatturato di oltre quattro miliardi di euro e più di 17 mila dipendenti in 19 Paesi, è tra i leader mondiali nella produzione e distribuzione di cemento.
Gianluigi Ravasio
Visita-lampo di Casini al Donizetti per i 140 anni dell'Italcementi
Una serata indimenticabile per la Bergamo dell'alta finanza ieri sera al teatro Donizetti per i 140 anni dell'Italcementi. Tantissimi i capitani d'industria e, a sorpresa, l'ospite più illustre: il presidente della Camera Pierferdinando Casini.
Dopo il magistrale concerto di Uto Ughi e dell'orchestra del Festival pianistico, il presidente Casini ha parlato di Bergamo: «È una città dove il rapporto con l'industria si salda in maniera sana, costruttiva: è il caso di Italcementi e della famiglia Pesenti, dinastia che affonda le sue radici nella tradizione del capitalismo italiano, la cui serietà e professionalità hanno permesso oggi di tagliare un traguardo così importante come i 140 anni».
Ricca la galleria di personaggi che rappresentavano il Gotha dell'impresa nazionale: Cesare e Maurizio Romiti, Giovanni Bazoli, Gabriele Galateri, Salvatore Ligresti, Miro Radici, Giorgio Fossa, Guido Roberto Vitale, Luigi Lucchini, Emilio Zanetti, Edoardo Garrone, Domenico Bosatelli, Fabrizio Palenzona e altri. A fare gli onori di casa Giampiero e Carlo Pesenti, presidente e consigliere delegato Italcementi. Carlo, all'esordio mondano dopo la nomina a responsabile operativo, ha scherzato: «Non trovate che sia un bel team? Mio padre e io abbiamo trovato uno straordinario equilibrio per lavorare in squadra».
Impresa e cultura, binomio vincente
«Una ricchezza per tutti». «La nostra società è internazionale, ma abbiamo il cuore a Bergamo»
Un riconoscimento unanime del ruolo e dell'importanza dell'Italcementi per lo sviluppo del nostro Paese, una serata di festa per celebrare i 140 anni di un'azienda che ha saputo affrontare le sfide di un mercato sempre più globale e crescere sia sul piano locale che internazionale: il concerto straordinario del Festival pianistico di Brescia e Bergamo, tenutosi ieri sera al teatro Donizetti, è stata l'occasione per festeggiare la lunga storia di successo della società.
Numerosi gli esponenti del mondo economico e politico locale e nazionale che, con la loro presenza, hanno voluto esprimere il proprio apprezzamento e la propria gratitudine ad una delle imprese bergamasche che ha positivamente segnato la crescita del nostro Paese.
A fare gli onori di casa Gianpiero Pesenti, presidente della società. Giunto con largo anticipo rispetto all'ora d' inizio del concerto; in attesa di ricevere le numerose personalità, delinea così il significato e lo spirito della manifestazione: «I 140 anni di storia di un'azienda sono un avvenimento importante e che deve essere celebrato in modo adeguato». «Abbiamo preparato una serie di avvenimenti che possano ricordare questo evento soprattutto a Bergamo – rimarca il presidente –, perché, è vero, noi siamo internazionali, ma il nostro cuore è in questa città. L'inaugurazione dello stabilimento di Calusco nella primavera scorsa è stata la prima iniziativa. Questa sera (ieri, per chi legge, ndr) continuiamo con un avvenimento di alto livello culturale».
«A fine anno – anticipa Pesenti – presenteremo il secondo volume della storia dell'Italcementi: il primo era stato presentato in occasione dei cento anni e comprendeva il periodo dagli inizi sino al 1927; il secondo proporrà la storia della società sino agli Anni Novanta. Credo che questa unione tra cultura e impresa sia una ricchezza per Bergamo».
Giorgio Fossa, presidente della compagnia aerea Volare group, sottolinea che «140 anni sono una data importante per un'azienda: in questo caso la storia del gruppo coincide positivamente con la storia del nostro Paese». Cesare Romiti, presidente di Rcs, sottolinea l'importanza del connubio tra cultura e impresa: «È un rapporto nel quale ho sempre creduto e messo in pratica anche nelle mie scelte: è molto importante».
Andrea Moltrasio, presidente dell'Unione industriali di Bergamo, sottolinea che «avere una grande azienda con 140 anni di storia con un profilo familiare e una grandissima professionalità è il massimo che si possa ottenere nel panorama economico italiano». Salvatore Ligresti, del gruppo Premafin-Sai, pone l'accento sulla storia della società che «fa onore all'industria italiana e alla famiglia Pesenti che dal piccolo ha saputo creare una grande azienda».
Miro Radici, amministratore delegato della Promatech, sottolinea come la «società Italcementi sia la più importante di Bergamo: è uno stimolo per tutti, non certo per stare alla pari, perché è impossibile, ma per seguirne le tracce». Riguardo alla serata, Radici ha posto l'accento sul «livello elevato del concerto, caratterizzato da una componente tecnica importante. Credo sia altrettanto fondamentale l'intreccio tra impresa e cultura: alla base del progresso della finanza c'è il dovere di sostenere la cultura». Emilio Zanetti, presidente di Bpu, osserva: «Italcementi è azienda leader del nostro territorio: è importante dare atto della bravura di chi la guida e di quanti si sono avvicendati alla guida. Cultura e impresa rappresentano un matrimonio importante: è giusto che le imprese si preoccupino della diffusione di altri valori e questa serata ne è una testimonianza».
Oggi Italcementi è a capo di un gruppo con 60 cementerie, 547 impianti di calcestruzzo e 155 cave di inerti. Con un fatturato di oltre quattro miliardi di euro e più di 17 mila dipendenti in 19 Paesi, è tra i leader mondiali nella produzione e distribuzione di cemento.
Gianluigi Ravasio
Bergamo festeggia i 140 anni di Italcementi
CORRIERE DELLA SERA 11 06 04
Bergamo festeggia i 140 anni di Italcementi
Al Donizetti la cerimonia per il gruppo di Pesenti. Concerto di Uto Ughi, in platea Casini e i grandi dell’economia
DAL NOSTRO INVIATO
BERGAMO - Una sola famiglia, un solo gruppo. Dalla «Società Bergamasca per la fabbricazione del cemento» nata nel 1864 a Scanzo, alle porte del capoluogo, divenuta agli inizi ’900 la «Fabbrica cementi e calci idrauliche Fratelli Pesenti fu Antonio», all’attuale «Italcementi», uno dei cinque giganti mondiali del settore, l’impronta di un’azienda «dinastica» è sempre stata gelosamente conservata anche ora che siamo alla quinta generazione.
Così ieri sera, la festa per il 140° compleanno della società al Teatro Donizetti - il violinista Uto Ughi e l’Orchestra del Festival pianistico diretta da Pier Carlo Orizio hanno eseguito l’ottava sinfonia di Beethoven, il concerto K 219 di Mozart - è stata celebrata nel segno della continuità. Ricco il parterre presente alla cerimonia: oltre Giampiero e Carlo Pesenti, anche il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, Cesare e Maurizio Romiti (rispettivamente presidente di Rcs Quotidiani e amministratore delegato di Rcs MediaGroup), Luigi Lucchini (presidente del Patto di sindacato Rcs) e Guido Roberto Vitale (presidente Rcs), Giovanni Bazoli (presidente di Banca Intesa), Gabriele Galateri di Genola (presidente di Mediobanca), Salvatore e Jonella Ligresti (a capo del gruppo Premafin), Gerardo Bragiotti (partner della Banca Lazard), Fabrizio Palenzana (vicepresidente Unicredit) e Giorgio Fossa (presidente di Volare Group). Appena un mese fa il timone dell’Italcementi - sedi in 19 Paesi di quattro continenti, oltre 17 mila dipendenti, una produzione di 45,6 milioni di tonnellate di cemento e 20,9 milioni di metri cubi di calcestruzzo e un fatturato di 4 miliardi di euro - è passato al giovane Carlo Pesenti che porta lo stesso nome del nonno, colui che aveva introdotto la solida azienda familiare in tanti salotti buoni dell’imprenditoria e della finanza. Papà Giampiero, a sua volta, è salito alla presidenza del gruppo: un impero le cui partecipazioni corrono dal mondo bancario (Unicredit, Mediobanca, Intesa) a quello editoriale, compresa Rcs MediaGroup.
La spinta verso la globalizzazione e la diversificazione dei prodotti però deve fare i conti con le «radici» della società. È stato proprio Giampiero Pesenti a ridimensionare il raggio di certe avventure «fuori casa», non tutte fortunate, riportando saldamente il baricentro produttivo nel cemento con l’acquisto, nel ’92, del pacchetto di maggioranza di Ciment Français, creando le fondamenta dell’attuale colosso.
I «festeggiamenti» del compleanno erano però stati anticipati il 24 aprile a Calusco d’Adda, l’Isola bergamasca, dove è stata inaugurata una cementeria da 150 milioni di euro. Un ritorno alle origini anche se nei discorsi di presentazione i vertici dell’azienda hanno sottolineato l’attenzione ai Paesi dove cresce la fame del cemento per costruire case, strade e altre infrastrutture indispensabili: l’India, l’Africa, la Cina. Giampiero Pesenti ha anche ricordato che il criterio di questo piano di internazionalizzazione è quello «di ottenere un’integrazione migliore fra le aziende del gruppo per diffondere le conoscenze tra aziende di vari Paesi e abituare le persone a sentirsi appartenenti a un solo gruppo». Lo spirito insomma dei «Fratelli Pesenti fu Antonio».
Globalizzazione e difesa delle «radici», la old economy del cemento, che scopre nel Terzo Mondo vasti mercati, e la new economy voluta da Carlo jr con la nascita della Bravosolution, presto diventate leader nell e-procurement (l’acquisto online dei materiali): dimensioni che bisogna riuscire a far convivere. Questa la sfida che attende l’attuale dirigenza della società.
Bergamo festeggia i 140 anni di Italcementi
Al Donizetti la cerimonia per il gruppo di Pesenti. Concerto di Uto Ughi, in platea Casini e i grandi dell’economia
DAL NOSTRO INVIATO
BERGAMO - Una sola famiglia, un solo gruppo. Dalla «Società Bergamasca per la fabbricazione del cemento» nata nel 1864 a Scanzo, alle porte del capoluogo, divenuta agli inizi ’900 la «Fabbrica cementi e calci idrauliche Fratelli Pesenti fu Antonio», all’attuale «Italcementi», uno dei cinque giganti mondiali del settore, l’impronta di un’azienda «dinastica» è sempre stata gelosamente conservata anche ora che siamo alla quinta generazione.
Così ieri sera, la festa per il 140° compleanno della società al Teatro Donizetti - il violinista Uto Ughi e l’Orchestra del Festival pianistico diretta da Pier Carlo Orizio hanno eseguito l’ottava sinfonia di Beethoven, il concerto K 219 di Mozart - è stata celebrata nel segno della continuità. Ricco il parterre presente alla cerimonia: oltre Giampiero e Carlo Pesenti, anche il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, Cesare e Maurizio Romiti (rispettivamente presidente di Rcs Quotidiani e amministratore delegato di Rcs MediaGroup), Luigi Lucchini (presidente del Patto di sindacato Rcs) e Guido Roberto Vitale (presidente Rcs), Giovanni Bazoli (presidente di Banca Intesa), Gabriele Galateri di Genola (presidente di Mediobanca), Salvatore e Jonella Ligresti (a capo del gruppo Premafin), Gerardo Bragiotti (partner della Banca Lazard), Fabrizio Palenzana (vicepresidente Unicredit) e Giorgio Fossa (presidente di Volare Group). Appena un mese fa il timone dell’Italcementi - sedi in 19 Paesi di quattro continenti, oltre 17 mila dipendenti, una produzione di 45,6 milioni di tonnellate di cemento e 20,9 milioni di metri cubi di calcestruzzo e un fatturato di 4 miliardi di euro - è passato al giovane Carlo Pesenti che porta lo stesso nome del nonno, colui che aveva introdotto la solida azienda familiare in tanti salotti buoni dell’imprenditoria e della finanza. Papà Giampiero, a sua volta, è salito alla presidenza del gruppo: un impero le cui partecipazioni corrono dal mondo bancario (Unicredit, Mediobanca, Intesa) a quello editoriale, compresa Rcs MediaGroup.
La spinta verso la globalizzazione e la diversificazione dei prodotti però deve fare i conti con le «radici» della società. È stato proprio Giampiero Pesenti a ridimensionare il raggio di certe avventure «fuori casa», non tutte fortunate, riportando saldamente il baricentro produttivo nel cemento con l’acquisto, nel ’92, del pacchetto di maggioranza di Ciment Français, creando le fondamenta dell’attuale colosso.
I «festeggiamenti» del compleanno erano però stati anticipati il 24 aprile a Calusco d’Adda, l’Isola bergamasca, dove è stata inaugurata una cementeria da 150 milioni di euro. Un ritorno alle origini anche se nei discorsi di presentazione i vertici dell’azienda hanno sottolineato l’attenzione ai Paesi dove cresce la fame del cemento per costruire case, strade e altre infrastrutture indispensabili: l’India, l’Africa, la Cina. Giampiero Pesenti ha anche ricordato che il criterio di questo piano di internazionalizzazione è quello «di ottenere un’integrazione migliore fra le aziende del gruppo per diffondere le conoscenze tra aziende di vari Paesi e abituare le persone a sentirsi appartenenti a un solo gruppo». Lo spirito insomma dei «Fratelli Pesenti fu Antonio».
Globalizzazione e difesa delle «radici», la old economy del cemento, che scopre nel Terzo Mondo vasti mercati, e la new economy voluta da Carlo jr con la nascita della Bravosolution, presto diventate leader nell e-procurement (l’acquisto online dei materiali): dimensioni che bisogna riuscire a far convivere. Questa la sfida che attende l’attuale dirigenza della società.
Tuesday, June 08, 2004
In funzione un nuovo impianto di irrigazione: spegnerà la sete nell'Isola
L'ECO DI BERGAMO 07 06 04
In funzione un nuovo impianto di irrigazione: spegnerà la sete nell'Isola
È entrato in funzione questa mattina, alla presenza del ministro Tremaglia, un moderno impianto di irrigazione a pioggia, realizzato per conto del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca. L'opera, che ha richiesto 10 anni di lavoro e un investimento di 25 milioni di euro, consente di far confluire dall'Adda l'acqua che servirà a bagnare tutti i terreni agricoli della pianura dell'Isola, combattendo così la secolare penuria d'acqua di cui soffre nei periodi estivi questa terra di tradizione contadina.
L'impianto di irrigazione è un sogno cullato - si può dire - da secoli. L'idea di realizzare un sistema di irrigazione venne addirittura a Bartolomeo Colleoni nel lontano 1473. Il grande condottiero pensava di prelevare acqua dal Brembo, oggi invece, questa terra che spesso soffre a causa della siccità, potrà pescare dal fiume Adda 1550 litri al secondo mettendoli a disposizione degli imprenditori agricoli di quattordici comuni dell'Isola: Medolago, Suisio, Bottanuco, Capriate San Gervasio, Brembate, Filago, Madone, Chignolo d'Isola, Bonate Sotto, Bonate Sopra, Calusco d'Adda, Terno d'Isola, Solza e Mapello.
«L'impianto - afferma il presiedente del Consorzio di Bonifica Marcello Moro - è un esempio di utilizzo di moderne tecnologie, messe a disposizione dei bisogni dell'agricoltura. Non solo, ma l'impianto di irrigazione a pioggia è completamente automatizzato e e consentirà un notevole risparmio nei consumi di acqua».
Dopo un primo avvio limitato ad alcune zone dell'Isola, l'impianto è stato completato ed è finalmente entrato pienamente in funzione. Saranno irrigati quasi 2 mila ettari di terreno, su una superficie complessiva pianeggiante dell'Isola Bergamasca di circa novemila ettari, dove vivono circa 120.000 abitanti. Sono stati posati complessivamente circa duecentomila metri lineari di condotte interrate e poco più di duemila idranti, e distribuite duecento ali piovane a servizio di cinquantaquattro aree irrigue omogenee che servono circa cinquecento utenze irrigue. Per alimentare l'impianto di Medolago è necessaria una potenza di 2400 Kw, pari ad un impegno di potenza per ottocento appartamenti.
In funzione un nuovo impianto di irrigazione: spegnerà la sete nell'Isola
È entrato in funzione questa mattina, alla presenza del ministro Tremaglia, un moderno impianto di irrigazione a pioggia, realizzato per conto del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca. L'opera, che ha richiesto 10 anni di lavoro e un investimento di 25 milioni di euro, consente di far confluire dall'Adda l'acqua che servirà a bagnare tutti i terreni agricoli della pianura dell'Isola, combattendo così la secolare penuria d'acqua di cui soffre nei periodi estivi questa terra di tradizione contadina.
L'impianto di irrigazione è un sogno cullato - si può dire - da secoli. L'idea di realizzare un sistema di irrigazione venne addirittura a Bartolomeo Colleoni nel lontano 1473. Il grande condottiero pensava di prelevare acqua dal Brembo, oggi invece, questa terra che spesso soffre a causa della siccità, potrà pescare dal fiume Adda 1550 litri al secondo mettendoli a disposizione degli imprenditori agricoli di quattordici comuni dell'Isola: Medolago, Suisio, Bottanuco, Capriate San Gervasio, Brembate, Filago, Madone, Chignolo d'Isola, Bonate Sotto, Bonate Sopra, Calusco d'Adda, Terno d'Isola, Solza e Mapello.
«L'impianto - afferma il presiedente del Consorzio di Bonifica Marcello Moro - è un esempio di utilizzo di moderne tecnologie, messe a disposizione dei bisogni dell'agricoltura. Non solo, ma l'impianto di irrigazione a pioggia è completamente automatizzato e e consentirà un notevole risparmio nei consumi di acqua».
Dopo un primo avvio limitato ad alcune zone dell'Isola, l'impianto è stato completato ed è finalmente entrato pienamente in funzione. Saranno irrigati quasi 2 mila ettari di terreno, su una superficie complessiva pianeggiante dell'Isola Bergamasca di circa novemila ettari, dove vivono circa 120.000 abitanti. Sono stati posati complessivamente circa duecentomila metri lineari di condotte interrate e poco più di duemila idranti, e distribuite duecento ali piovane a servizio di cinquantaquattro aree irrigue omogenee che servono circa cinquecento utenze irrigue. Per alimentare l'impianto di Medolago è necessaria una potenza di 2400 Kw, pari ad un impegno di potenza per ottocento appartamenti.
Monday, June 07, 2004
Italcementi Calusco: nuova Rsu
L'ECO DI BERGAMO 06 06 04
Italcementi Calusco: nuova Rsu
Rinnote le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) alla cementeria Italcementi di Calusco D'Adda (azienda dove sono occupati 195 dipendenti).
Nel corso delle elezioni svoltesi il 3 e il 4 giugno scorsi (e a cui hanno partecipato 158 lavoratori, pari all'81,02 per cento degli aventi diritto), il voto ha visto assegnare il 64,13 per cento delle preferenze espresse alla Fillea-Cgil: il 31,03 per cento delle preferenze è andato alla Filca-Cisl, mentre il 4,83 per cento dei voti sono andati alla Feneal-Uil.
In termine di preferenze espresse, 93 sono andate alla Fillea-Cgil, 45 alla Filca-Cisl e 7 alla Feneal-Uil. Sono state pari ad 11, invece, le schede nulle e 2 quelle bianche.
Il risultato così ottenuto ha permesso di assegnare tre dei cinque seggi che compongono le Rappresentanze sindacali unitarie di Italcementi Calusco alla Fillea-Cghil, mentre 2 sono andati alla Filca-Cisl. Va osservato che, in precedenza, i membri che componevano la Rsu aziendale erano 6 che però ora sono scesi a cinque in quanto l'organico dell'impianto di Calusco d'Adda è sceso sotto quota 200 lavoratori.
Rispetto alla situazione precedente, quindi, Fillea-Cgil e Feneal-Uil hanno perso un seggio, mentre la Filca-Cisl ne guadagna uno.
Il rinnovo della Rsu - lo ricordiamo - avviene a meno di un anno dall'elezione della precedente rappresentanza (avvenuto nel luglio 2003): nei mesi scorsi si erano registrate all'interno dei membri della Rsu Fillea posizioni diverse che hanno portato alle dimissioni dei componenti la stessa Rsu Fillea e al conseguente rinnovo anticipato.
Contestualmente all'elezione della Rsu si è svolta anche la nomina dei due Rappresentanti per la sicurezza che fanno riferimento alla Fillea-Cgil.
Italcementi Calusco: nuova Rsu
Rinnote le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) alla cementeria Italcementi di Calusco D'Adda (azienda dove sono occupati 195 dipendenti).
Nel corso delle elezioni svoltesi il 3 e il 4 giugno scorsi (e a cui hanno partecipato 158 lavoratori, pari all'81,02 per cento degli aventi diritto), il voto ha visto assegnare il 64,13 per cento delle preferenze espresse alla Fillea-Cgil: il 31,03 per cento delle preferenze è andato alla Filca-Cisl, mentre il 4,83 per cento dei voti sono andati alla Feneal-Uil.
In termine di preferenze espresse, 93 sono andate alla Fillea-Cgil, 45 alla Filca-Cisl e 7 alla Feneal-Uil. Sono state pari ad 11, invece, le schede nulle e 2 quelle bianche.
Il risultato così ottenuto ha permesso di assegnare tre dei cinque seggi che compongono le Rappresentanze sindacali unitarie di Italcementi Calusco alla Fillea-Cghil, mentre 2 sono andati alla Filca-Cisl. Va osservato che, in precedenza, i membri che componevano la Rsu aziendale erano 6 che però ora sono scesi a cinque in quanto l'organico dell'impianto di Calusco d'Adda è sceso sotto quota 200 lavoratori.
Rispetto alla situazione precedente, quindi, Fillea-Cgil e Feneal-Uil hanno perso un seggio, mentre la Filca-Cisl ne guadagna uno.
Il rinnovo della Rsu - lo ricordiamo - avviene a meno di un anno dall'elezione della precedente rappresentanza (avvenuto nel luglio 2003): nei mesi scorsi si erano registrate all'interno dei membri della Rsu Fillea posizioni diverse che hanno portato alle dimissioni dei componenti la stessa Rsu Fillea e al conseguente rinnovo anticipato.
Contestualmente all'elezione della Rsu si è svolta anche la nomina dei due Rappresentanti per la sicurezza che fanno riferimento alla Fillea-Cgil.
Monday, May 31, 2004
Calusco, nel prg stop alle aziende
L ECO DI BERGAMO 31 05 04
Calusco, nel prg stop alle aziende
Calusco d'Adda volta pagina e lo fa con piano regolatore che riordina lo sviluppo del territorio. Rispetto al piano precedente non ci sarà un metro quadrato in più per gli insediamenti produttivi. In Consiglio comunale la maggioranza («Lineacomune») ha votato a favore, mentre la minoranza («Casa delle libertà») ha abbandonato la sala consiliare: poco tempo per esprimere una valutazione compiuta. «Uno degli obiettivi del nuovo piano – ha spiegato il sindaco Rinaldo Colleoni – è la riqualificazione degli spazi pubblici e la costruzione del sistema dei servizi: fiera, mercato, centro diurno, scuole e verde di quartiere». Il meccanismo pensato dall'Amministrazione comunale è quello della permuta: uno scambio di terreni fra Comune e privati che interesserà in particolare l'area attorno agli impianti sportivi. Per lo sviluppo residenziale si punterà sul recupero e la riqualificazione dell'esistente. Il piano prevede comunque un incremento della popolazione fino a 10.000 abitanti.
Nuovo prg: aziende a bocca asciutta
Il Consiglio dà l'ok al piano: stop alle aree produttive e permute di terreni per aumentare verde e servizi
CALUSCO D'ADDA Dopo 21 anni Calusco d'Adda ha un nuovo piano regolatore generale (prg) che punta su uno sviluppo sostenibile, ovvero sulla salvaguardia del territorio e dell'ambiente. E su questa linea viene previsto uno sviluppo industriale e produttivo che porterà a termine quanto già previsto nel precedente prg - quello adottato in Consiglio comunale il 19 maggio 1983 - senza inserirvi alcun metro quadrato in più.
Dopo ampia illustrazione e discussione in Consiglio comunale, il nuovo piano è stato votato in forma compatta dalla lista di maggioranza «Lineacomune», mentre i cinque consiglieri di minoranza della lista «Casa delle Libertà» hanno abbandonato la sala consiliare.
«Non possiamo esprimere un parere su questo nuovo prg - ha esordito a nome della lista, il consigliere Rubens Bergonzi - in quanto il tempo dalla consegna della documentazione al dibattito in Consiglio è stato poco e non ci è stato possibile esaminarla in modo adeguato. Quindi non ci sentiamo di pronunciarci e abbandoniamo l'aula».
A presentare il documento all'intero Consiglio comunale è stato il sindaco Rinaldo Colleoni, mentre per la popolazione era stata organizzata un'apposita assemblea pubblica.
«Le scelte e gli indirizzi - ha affermato il sindaco - che l'Amministrazione comunale ha voluto dare a questo nuovo e importante strumento urbanistico, come lo è il piano regolatore, si possono sintetizzare così: attuare e dare concretezza ad uno sviluppo sostenibile effettivo del nostro paese nel prossimo futuro, cioè coniugare armoniosamente lo sviluppo residenziale e produttivo e la salvaguardia dell'ambiente».
Così ha esordito il sindaco Colleoni, soffermandosi poi a spiegare nel dettaglio quanto inserito nel piano. Tra i punti salienti e importanti di questo nuovo strumento di programmazione urbanistica riveste grande importanza quello relativo ai servizi sul territorio, ossia quelle aree e attrezzature di interesse generale, tra cui i servizi pubblici e privati necessari ad un equilibrato sviluppo del territorio.
«È uno degli obiettivi del nuovo piano - ha spiegato il sindaco - si tratta di riqualificare lo spazio pubblico e quello del sistema dei servizi, valorizzando il ruolo della "parte pubblica". I servizi pubblici, costituiti principalmente dalle attrezzature collettive quali fiera, mercato, futuro centro diurno integrato, distretto sanitario, municipio, attrezzature scolastiche e religiose, verde di quartiere e sportivo, parcheggi pubblici e altro, attualmente sono pari a 222.438 metri quadrati. Con il nuovo prg passeranno a 382.342 metri quadrati, pari a uno standard di 38,1 metri quadrati per abitante. Se a questi aggiungiamo altri 93.000 metri quadrati per servizi produttivi e commerciali, si attiene un totale di area servizi pari a 475.000 metri quadrati, oltre il doppio dell'esistente».
«Ciò avverrà - ha continuato Rinaldo Colleoni - principalmente attraverso l'acquisizione pubblica gratuita di aree private ottenute col meccanismo della perequazione anziché dell'esproprio forzato, garantendo a tutti i proprietari interessati la possibilità di trasformazione delle loro proprietà».
Questo sistema di «perequazione-scambio» di proprietà comunali in cambio di terreno privato interesserà principalmente l'area attorno agli impianti sportivi. Il Comune scambierà col privato del terreno fabbricabile di sua proprietà in cambio di aree poste nei pressi del centro sportivo.
Un'altra novità è lo sviluppo residenziale, la cui scelta è stata di conservazione, recupero e riqualificazione dell'esistente, non mancando significative realtà di trasformazione. L'attuale popolazione di 8.109 abitanti al 31 dicembre 2003 passerà a 10.000 abitanti teorici con il nuovo prg, di cui 1.130 abitanti con le nuove espansioni in località Capora già previste col vecchio piano regolatore e già in atto, mentre i restanti abitanti sono previsti con il nuovo prg.
Aree produttive non sono previste. L'area silos di insaccamento dell'Italcementi, posta tra la via Marconi e la via Vittorio Emanuele, è stata trasformata in commerciale e residenziale, permettendo alla società di spostare questa lavorazione a sud e quest'area riqualificarla assieme alla via Marconi. Lo stesso criterio di conversione dell'area industriale in residenziale è stato fatto per la Camet, posta in via Piave in area abitata. Lo scopo è quello di liberare il centro abitato dalle industrie. Inoltre il vincolo che da oltre vent'anni c'era sui terreni per la futura strada e il nuovo ponte sull'Adda - che si favoleggia dagli Anni Ottanta - è stato tolto.
Il nuovo piano regolatore generale rimarrà in visione al pubblico per trenta giorni e per le osservazioni per altri trenta giorni, dopo di che ritornerà in Consiglio comunale per l'approvazione definitiva.
Angelo Monzani
Calusco, nel prg stop alle aziende
Calusco d'Adda volta pagina e lo fa con piano regolatore che riordina lo sviluppo del territorio. Rispetto al piano precedente non ci sarà un metro quadrato in più per gli insediamenti produttivi. In Consiglio comunale la maggioranza («Lineacomune») ha votato a favore, mentre la minoranza («Casa delle libertà») ha abbandonato la sala consiliare: poco tempo per esprimere una valutazione compiuta. «Uno degli obiettivi del nuovo piano – ha spiegato il sindaco Rinaldo Colleoni – è la riqualificazione degli spazi pubblici e la costruzione del sistema dei servizi: fiera, mercato, centro diurno, scuole e verde di quartiere». Il meccanismo pensato dall'Amministrazione comunale è quello della permuta: uno scambio di terreni fra Comune e privati che interesserà in particolare l'area attorno agli impianti sportivi. Per lo sviluppo residenziale si punterà sul recupero e la riqualificazione dell'esistente. Il piano prevede comunque un incremento della popolazione fino a 10.000 abitanti.
Nuovo prg: aziende a bocca asciutta
Il Consiglio dà l'ok al piano: stop alle aree produttive e permute di terreni per aumentare verde e servizi
CALUSCO D'ADDA Dopo 21 anni Calusco d'Adda ha un nuovo piano regolatore generale (prg) che punta su uno sviluppo sostenibile, ovvero sulla salvaguardia del territorio e dell'ambiente. E su questa linea viene previsto uno sviluppo industriale e produttivo che porterà a termine quanto già previsto nel precedente prg - quello adottato in Consiglio comunale il 19 maggio 1983 - senza inserirvi alcun metro quadrato in più.
Dopo ampia illustrazione e discussione in Consiglio comunale, il nuovo piano è stato votato in forma compatta dalla lista di maggioranza «Lineacomune», mentre i cinque consiglieri di minoranza della lista «Casa delle Libertà» hanno abbandonato la sala consiliare.
«Non possiamo esprimere un parere su questo nuovo prg - ha esordito a nome della lista, il consigliere Rubens Bergonzi - in quanto il tempo dalla consegna della documentazione al dibattito in Consiglio è stato poco e non ci è stato possibile esaminarla in modo adeguato. Quindi non ci sentiamo di pronunciarci e abbandoniamo l'aula».
A presentare il documento all'intero Consiglio comunale è stato il sindaco Rinaldo Colleoni, mentre per la popolazione era stata organizzata un'apposita assemblea pubblica.
«Le scelte e gli indirizzi - ha affermato il sindaco - che l'Amministrazione comunale ha voluto dare a questo nuovo e importante strumento urbanistico, come lo è il piano regolatore, si possono sintetizzare così: attuare e dare concretezza ad uno sviluppo sostenibile effettivo del nostro paese nel prossimo futuro, cioè coniugare armoniosamente lo sviluppo residenziale e produttivo e la salvaguardia dell'ambiente».
Così ha esordito il sindaco Colleoni, soffermandosi poi a spiegare nel dettaglio quanto inserito nel piano. Tra i punti salienti e importanti di questo nuovo strumento di programmazione urbanistica riveste grande importanza quello relativo ai servizi sul territorio, ossia quelle aree e attrezzature di interesse generale, tra cui i servizi pubblici e privati necessari ad un equilibrato sviluppo del territorio.
«È uno degli obiettivi del nuovo piano - ha spiegato il sindaco - si tratta di riqualificare lo spazio pubblico e quello del sistema dei servizi, valorizzando il ruolo della "parte pubblica". I servizi pubblici, costituiti principalmente dalle attrezzature collettive quali fiera, mercato, futuro centro diurno integrato, distretto sanitario, municipio, attrezzature scolastiche e religiose, verde di quartiere e sportivo, parcheggi pubblici e altro, attualmente sono pari a 222.438 metri quadrati. Con il nuovo prg passeranno a 382.342 metri quadrati, pari a uno standard di 38,1 metri quadrati per abitante. Se a questi aggiungiamo altri 93.000 metri quadrati per servizi produttivi e commerciali, si attiene un totale di area servizi pari a 475.000 metri quadrati, oltre il doppio dell'esistente».
«Ciò avverrà - ha continuato Rinaldo Colleoni - principalmente attraverso l'acquisizione pubblica gratuita di aree private ottenute col meccanismo della perequazione anziché dell'esproprio forzato, garantendo a tutti i proprietari interessati la possibilità di trasformazione delle loro proprietà».
Questo sistema di «perequazione-scambio» di proprietà comunali in cambio di terreno privato interesserà principalmente l'area attorno agli impianti sportivi. Il Comune scambierà col privato del terreno fabbricabile di sua proprietà in cambio di aree poste nei pressi del centro sportivo.
Un'altra novità è lo sviluppo residenziale, la cui scelta è stata di conservazione, recupero e riqualificazione dell'esistente, non mancando significative realtà di trasformazione. L'attuale popolazione di 8.109 abitanti al 31 dicembre 2003 passerà a 10.000 abitanti teorici con il nuovo prg, di cui 1.130 abitanti con le nuove espansioni in località Capora già previste col vecchio piano regolatore e già in atto, mentre i restanti abitanti sono previsti con il nuovo prg.
Aree produttive non sono previste. L'area silos di insaccamento dell'Italcementi, posta tra la via Marconi e la via Vittorio Emanuele, è stata trasformata in commerciale e residenziale, permettendo alla società di spostare questa lavorazione a sud e quest'area riqualificarla assieme alla via Marconi. Lo stesso criterio di conversione dell'area industriale in residenziale è stato fatto per la Camet, posta in via Piave in area abitata. Lo scopo è quello di liberare il centro abitato dalle industrie. Inoltre il vincolo che da oltre vent'anni c'era sui terreni per la futura strada e il nuovo ponte sull'Adda - che si favoleggia dagli Anni Ottanta - è stato tolto.
Il nuovo piano regolatore generale rimarrà in visione al pubblico per trenta giorni e per le osservazioni per altri trenta giorni, dopo di che ritornerà in Consiglio comunale per l'approvazione definitiva.
Angelo Monzani
INQUINAMENTO: RETE MONITORAGGIO MADE IN ITALY VICINO SHANGAI
INQUINAMENTO: RETE MONITORAGGIO MADE IN ITALY VICINO SHANGAI
Il made in Italy sbarca in Cina. Non con la moda, ma grazie alle tecnologie ambientali. A Suzhou, a pochi chilometri da Shangai, l'Iia, Istituto sull'inquinamento atmosferico del Cnr, ha infatti impiantato un'innovativa rete di rilevamento per monitorare la qualita' dell'aria e del traffico urbano che permettera' di arrivare a una standardizzazione e certificazione di tecnologie e procedure da utilizzare nelle città cinesi per controllare l'aria secondo i parametri delle direttive europee. ''Sono state realizzate 9 stazioni fisse di monitoraggio - ha spiegato il direttore dell'Iia, Ivo Allegrini - alle quali si aggiungono 20 stazioni di saturazione equipaggiate con campionatori passivi, 1 unita' mobile convenzionale, 2 unita' mobili avanzate, 1 centro di controllo della qualita' dei dati, 1 laboratorio chimico e tutte le piu' avanzate tecnologie per la valutazione della qualità dell'aria''. La rete di rilevamento, riferisce il Cnr, fornira' dati che consentiranno di sviluppare programmi di protezione dell' atmosfera e di tutela della salute umana. Il progetto Air quality monitoring system rientra in un intenso programma di cooperazione ambientale tra Italia e Cina, coordinato dal ministero dell'Ambiente e dall'Ice-Italian trade commission. (ANSA).
Il made in Italy sbarca in Cina. Non con la moda, ma grazie alle tecnologie ambientali. A Suzhou, a pochi chilometri da Shangai, l'Iia, Istituto sull'inquinamento atmosferico del Cnr, ha infatti impiantato un'innovativa rete di rilevamento per monitorare la qualita' dell'aria e del traffico urbano che permettera' di arrivare a una standardizzazione e certificazione di tecnologie e procedure da utilizzare nelle città cinesi per controllare l'aria secondo i parametri delle direttive europee. ''Sono state realizzate 9 stazioni fisse di monitoraggio - ha spiegato il direttore dell'Iia, Ivo Allegrini - alle quali si aggiungono 20 stazioni di saturazione equipaggiate con campionatori passivi, 1 unita' mobile convenzionale, 2 unita' mobili avanzate, 1 centro di controllo della qualita' dei dati, 1 laboratorio chimico e tutte le piu' avanzate tecnologie per la valutazione della qualità dell'aria''. La rete di rilevamento, riferisce il Cnr, fornira' dati che consentiranno di sviluppare programmi di protezione dell' atmosfera e di tutela della salute umana. Il progetto Air quality monitoring system rientra in un intenso programma di cooperazione ambientale tra Italia e Cina, coordinato dal ministero dell'Ambiente e dall'Ice-Italian trade commission. (ANSA).
Thursday, May 27, 2004
Paderno Sarà inaugurata sabato nell'edificio comunale di Piazza Vittoria Una nuova sede per Legambiente
LA PROVINCIA DI LECCO 27 04 05
Paderno Sarà inaugurata sabato nell'edificio comunale di Piazza Vittoria Una nuova sede per Legambiente
PADERNO
Inaugurazione della nuova sede di Legambiente Meratese sabato 29 maggio nell`edificio comunale di Piazza Vittoria a Paderno d`Adda. Alle 15 l`incontro ufficiale e, alle 16, uno spettacolo per bambini a cura del «Teatro del Vento» dal titolo «Teneri cuccioli e brutte bestiacce». La rappresentazione, in toni giocosi e umoristici, proporrà al pubblico un interessante approccio al mondo della natura e alle sue meraviglie, utilizzando favole, racconti e leggende antiche come comunicazione. Un cantastorie ed il suo musicista intratterranno la platea con storie di animali e avventure di uomini in un'atmosfera fiabesca e divertente. Nuova sede quindi per Legambiente, che sta attualmente proponendo un progetto molto importante per la difesa dell`Adda e dei territori annessi. La campagna d`Adda è un`iniziativa promossa da Legambiente, il cui fine primo è la rivalorizzazione e riqualificazione del fiume. Proprio sabato 8 maggio è stato sottoscritto un manifesto programmatico dove diverse associazioni hanno stilato una serie di iniziative ambientali di recupero. Nell'ambito di tali iniziative e con il patrocinio del comune di Paderno, il circolo Legambiente meratese ha promosso la costruzione di una «Biblioteca monografica sul fiume Adda», centro di studio, consultazione e ricerca, con pubblicazioni di carattere storico, ambientale, geografico e artistico, al fine di garantire un`ampia documentazione sotto ogni punto di vista. Raccogliere dunque la vastità di documenti in un unico centro che possa soddisfare qualsiasi tipo di ricerca sul fiume. La realizzazione della biblioteca fluviale si è resa possibile grazie ai contributi elargiti dalla Provincia di Lecco e dal Parco Adda Nord. I libri e le documentazioni necessarie verranno acquistati e organizzati annualmente dalla stessa biblioteca. L. Per.
Paderno Sarà inaugurata sabato nell'edificio comunale di Piazza Vittoria Una nuova sede per Legambiente
PADERNO
Inaugurazione della nuova sede di Legambiente Meratese sabato 29 maggio nell`edificio comunale di Piazza Vittoria a Paderno d`Adda. Alle 15 l`incontro ufficiale e, alle 16, uno spettacolo per bambini a cura del «Teatro del Vento» dal titolo «Teneri cuccioli e brutte bestiacce». La rappresentazione, in toni giocosi e umoristici, proporrà al pubblico un interessante approccio al mondo della natura e alle sue meraviglie, utilizzando favole, racconti e leggende antiche come comunicazione. Un cantastorie ed il suo musicista intratterranno la platea con storie di animali e avventure di uomini in un'atmosfera fiabesca e divertente. Nuova sede quindi per Legambiente, che sta attualmente proponendo un progetto molto importante per la difesa dell`Adda e dei territori annessi. La campagna d`Adda è un`iniziativa promossa da Legambiente, il cui fine primo è la rivalorizzazione e riqualificazione del fiume. Proprio sabato 8 maggio è stato sottoscritto un manifesto programmatico dove diverse associazioni hanno stilato una serie di iniziative ambientali di recupero. Nell'ambito di tali iniziative e con il patrocinio del comune di Paderno, il circolo Legambiente meratese ha promosso la costruzione di una «Biblioteca monografica sul fiume Adda», centro di studio, consultazione e ricerca, con pubblicazioni di carattere storico, ambientale, geografico e artistico, al fine di garantire un`ampia documentazione sotto ogni punto di vista. Raccogliere dunque la vastità di documenti in un unico centro che possa soddisfare qualsiasi tipo di ricerca sul fiume. La realizzazione della biblioteca fluviale si è resa possibile grazie ai contributi elargiti dalla Provincia di Lecco e dal Parco Adda Nord. I libri e le documentazioni necessarie verranno acquistati e organizzati annualmente dalla stessa biblioteca. L. Per.
Wednesday, May 26, 2004
L'ECO DI BERGAMO 26 05 04
Cemento ecologico anche a Calusco
Allo stabilimento Italcementi la seconda applicazione dopo Segrate: calo del 45% dell'ossido di azoto
Sul piazzale dello stabilimento Italcementi 6 mila metri quadrati di cemento ecologico
Le prime rilevazioni dicono che l'ossido di azoto è diminuito del 45% nella zona della nuova cementeria di Calusco ricoperta dal cemento ecologico Tx Millennium brevettato da Italcementi. Il piazzale, 6 mila metri quadri, è stato rivestito di masselli autobloccanti bistrato, realizzati dalla Magnetti Spa di Carvico, il cui strato superficiale è a base di Tx Millennium. La sperimentazione ha mostrato che nella zona ricoperta dai masselli la concentrazione di ossido di azoto misurata è nettamente inferiore rispetto all'area complessiva.
È questo l'ultimo esempio portato a sostegno dell'utilità del cemento mangia-smog che si basa sulla cosiddetta «fotocatalisi cementizia»: la luce attiva un componente dei rivestimenti speciali di strade e case e la reazione che ne deriva porta all'ossidazione degli agenti inquinanti che vengono a contatto con la superficie di cemento.
L'efficacia contro l'inquinamento di questo processo è stata documentata ieri in un convegno scientifico che si è svolto a Milano promosso dalla Fast, la Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche, con il contributo di Italcementi, primo gruppo industriale che ha studiato, brevettato e realizzato prodotti fotocatalitici nei materiali per l'edilizia.
La composizione che consente di effettuare la «fotocatalisi urbana» è realizzata con Tx Millennium, cemento a base di biossido di titanio messo a punto dopo anni di ricerca dal Centro tecnico di gruppo (Ctg) di Italcementi diretto da Luigi Cassar, intervenuto al convegno di ieri. Il biossido di titanio è il componente che reagisce alla luce e attiva la fotocatalisi.
Oltre agli ossidi di azoto, che vengono trasformati in calcio nitrato, il cemento ecologico agisce sugli aromatici policondensati, le particelle carboniose (le polveri sottili, in sigla PM10) e l'ossido di carbonio trasformandoli in anidride carbonica, prodotta in quantità limitate, e l'ossido di zolfo che diventa solfato di calcio. Le verifiche condotte da Italcementi in collaborazione con Cnr, Arpa Lombardia e Ccr (Centro comune di ricerca di Ispra) hanno dimostrato che i cementi fotocatalitici aiutano a combattere l'inquinamento. In laboratorio con tre minuti di irraggiamento si riducono gli inquinanti fino al 75%.
Quello di Calusco è il secondo esperimento dopo l'applicazione di Segrate dove una malta fotocatalitica è stata usata, in collaborazione con Global Engineering, per rivestire l'asfalto di un tratto di via Morandi, percorsa ogni giorno da 17 mila veicoli: l'abbattimento degli inquinanti su strada urbana è stato del 65%, quello degli inquinanti domestici, incluso il monossido di carbonio, del 40%. Anche i dati sulla velocità sono positivi: gli ossidi di azoto svaniscono in media 5 secondi dopo il passaggio di un veicolo, mentre su asfalto tradizionale il tempo è di 30 secondi.
È per ora in stand by, invece, la sperimentazione in Borgo Palazzo dove il Tx Millennium dovrebbe rivestire l'asfalto tra piazza Sant'Anna e viale Pirovano. Il progetto è fermo in seguito al crollo del ponte che attraversa il tracciato del tram veloce.
Cemento ecologico anche a Calusco
Allo stabilimento Italcementi la seconda applicazione dopo Segrate: calo del 45% dell'ossido di azoto
Sul piazzale dello stabilimento Italcementi 6 mila metri quadrati di cemento ecologico
Le prime rilevazioni dicono che l'ossido di azoto è diminuito del 45% nella zona della nuova cementeria di Calusco ricoperta dal cemento ecologico Tx Millennium brevettato da Italcementi. Il piazzale, 6 mila metri quadri, è stato rivestito di masselli autobloccanti bistrato, realizzati dalla Magnetti Spa di Carvico, il cui strato superficiale è a base di Tx Millennium. La sperimentazione ha mostrato che nella zona ricoperta dai masselli la concentrazione di ossido di azoto misurata è nettamente inferiore rispetto all'area complessiva.
È questo l'ultimo esempio portato a sostegno dell'utilità del cemento mangia-smog che si basa sulla cosiddetta «fotocatalisi cementizia»: la luce attiva un componente dei rivestimenti speciali di strade e case e la reazione che ne deriva porta all'ossidazione degli agenti inquinanti che vengono a contatto con la superficie di cemento.
L'efficacia contro l'inquinamento di questo processo è stata documentata ieri in un convegno scientifico che si è svolto a Milano promosso dalla Fast, la Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche, con il contributo di Italcementi, primo gruppo industriale che ha studiato, brevettato e realizzato prodotti fotocatalitici nei materiali per l'edilizia.
La composizione che consente di effettuare la «fotocatalisi urbana» è realizzata con Tx Millennium, cemento a base di biossido di titanio messo a punto dopo anni di ricerca dal Centro tecnico di gruppo (Ctg) di Italcementi diretto da Luigi Cassar, intervenuto al convegno di ieri. Il biossido di titanio è il componente che reagisce alla luce e attiva la fotocatalisi.
Oltre agli ossidi di azoto, che vengono trasformati in calcio nitrato, il cemento ecologico agisce sugli aromatici policondensati, le particelle carboniose (le polveri sottili, in sigla PM10) e l'ossido di carbonio trasformandoli in anidride carbonica, prodotta in quantità limitate, e l'ossido di zolfo che diventa solfato di calcio. Le verifiche condotte da Italcementi in collaborazione con Cnr, Arpa Lombardia e Ccr (Centro comune di ricerca di Ispra) hanno dimostrato che i cementi fotocatalitici aiutano a combattere l'inquinamento. In laboratorio con tre minuti di irraggiamento si riducono gli inquinanti fino al 75%.
Quello di Calusco è il secondo esperimento dopo l'applicazione di Segrate dove una malta fotocatalitica è stata usata, in collaborazione con Global Engineering, per rivestire l'asfalto di un tratto di via Morandi, percorsa ogni giorno da 17 mila veicoli: l'abbattimento degli inquinanti su strada urbana è stato del 65%, quello degli inquinanti domestici, incluso il monossido di carbonio, del 40%. Anche i dati sulla velocità sono positivi: gli ossidi di azoto svaniscono in media 5 secondi dopo il passaggio di un veicolo, mentre su asfalto tradizionale il tempo è di 30 secondi.
È per ora in stand by, invece, la sperimentazione in Borgo Palazzo dove il Tx Millennium dovrebbe rivestire l'asfalto tra piazza Sant'Anna e viale Pirovano. Il progetto è fermo in seguito al crollo del ponte che attraversa il tracciato del tram veloce.
L'ECO DI BERGAMO 26 05 04
I sindaci: «Si rischia il collasso»
VILLA D'ADDA I sindaci di Villa d'Adda e Carvico condividono la stessa delusione.
«Ho seguito sin dall'inizio i lavori per questa variante e purtroppo anche i problemi - spiega il sindaco di Villa d'Adda Serafino Carissimi - non ultimo la frana nella galleria del marzo 2003 che di fatto ha bloccato i lavori. Non siamo stati con le mani in mano e con il sindaco di Carvico, che è consigliere provinciale, abbiamo incontrato i vertici della Provincia sollecitandoli a intervenire affinché riprendessero i lavori nella galleria. Qualcosa si è mosso, c'è stata la perizia di un tecnico svizzero e l'Amministrazione provinciale ha chiesto all'impresa di riprendere i lavori. L'impresa Locatelli ha avanzato delle riserve, spero proprio che i due contendenti trovino un accordo per terminarla in breve tempo».
«Il traffico sulla provinciale - continua Carissimi - che attraversa Carvico e poi il nostro comune diventa sempre più intenso e pericoloso, soprattutto quello pesante che, non potendo transitare sul ponte di Paderno, raggiunge la Brianza dal ponte di Brivio passando per i due paesi. Si pensava che almeno alla fine del 2003 o inizio del 2004 l'opera fosse pronta, invece è ancora tutto fermo. Nel frattempo l'impresa ha costruito le due rotatorie a Villa d'Adda e a Carvico».
Scuote il capo Livio Mazzola, sindaco di Carvico e consigliere provinciale. «Le due provinciali da Calusco a Villa d'Adda - sottolinea - stanno scoppiando di traffico, infatti è stato calcolato che trentamila veicoli percorrano questo tratto ogni giorno. La mancata apertura della variante sta creando problemi anche alle Amministrazioni comunali che avevano in programma opere di viabilità connesse proprio a questa nuova strada».
I sindaci: «Si rischia il collasso»
VILLA D'ADDA I sindaci di Villa d'Adda e Carvico condividono la stessa delusione.
«Ho seguito sin dall'inizio i lavori per questa variante e purtroppo anche i problemi - spiega il sindaco di Villa d'Adda Serafino Carissimi - non ultimo la frana nella galleria del marzo 2003 che di fatto ha bloccato i lavori. Non siamo stati con le mani in mano e con il sindaco di Carvico, che è consigliere provinciale, abbiamo incontrato i vertici della Provincia sollecitandoli a intervenire affinché riprendessero i lavori nella galleria. Qualcosa si è mosso, c'è stata la perizia di un tecnico svizzero e l'Amministrazione provinciale ha chiesto all'impresa di riprendere i lavori. L'impresa Locatelli ha avanzato delle riserve, spero proprio che i due contendenti trovino un accordo per terminarla in breve tempo».
«Il traffico sulla provinciale - continua Carissimi - che attraversa Carvico e poi il nostro comune diventa sempre più intenso e pericoloso, soprattutto quello pesante che, non potendo transitare sul ponte di Paderno, raggiunge la Brianza dal ponte di Brivio passando per i due paesi. Si pensava che almeno alla fine del 2003 o inizio del 2004 l'opera fosse pronta, invece è ancora tutto fermo. Nel frattempo l'impresa ha costruito le due rotatorie a Villa d'Adda e a Carvico».
Scuote il capo Livio Mazzola, sindaco di Carvico e consigliere provinciale. «Le due provinciali da Calusco a Villa d'Adda - sottolinea - stanno scoppiando di traffico, infatti è stato calcolato che trentamila veicoli percorrano questo tratto ogni giorno. La mancata apertura della variante sta creando problemi anche alle Amministrazioni comunali che avevano in programma opere di viabilità connesse proprio a questa nuova strada».
L'ECO DI BERGAMO 26 05 04
La Villa d'Adda-Carvico non esce dal tunnel
Frane, lavori fermi da 14 mesi. L'impresa: garanzie o ce ne andiamo. La Provincia: perizie favorevoli
VILLA D'ADDA Quando sarà pronta la variante Villa d'Adda-Carvico? È una domanda che si fanno con insistenza gli amministratori comunali e gli abitanti dei paesi interessati a questa importante opera viaria: Carvico, Villa d'Adda e Calusco d'Adda.
L'opera è stata commissionata dall'Amministrazione provinciale, ma la costruzione della galleria è ferma da 14 mesi. Per la Provincia è tutto a posto e l'impresa può riprendere i lavori. Invece la ditta, la «Locatelli Gabriele» di Grumello, che ha in appalto l'intervento, afferma di aspettare l'ordine di servizio dalla direzione lavori per poter proseguire la costruzione della strada.
Questa variante doveva essere pronta nel settembre dello scorso anno, ma la scadenza non è stata rispettata e ora si ipotizza che i lavori dovrebbero terminare entro il 2005.
Attualmente il cantiere della galleria, assegnato all'impresa Locatelli Gabriele di Grumello, è chiuso a causa dei continui movimenti franosi. Lo stop è arrivato nella primavera dello scorso anno, quando una voragine profonda 25 metri si è aperta sopra il tunnel in costruzione, nel territorio di Villa d'Adda, bloccando i lavori. Dalla parte di Carvico altri movimenti franosi hanno impedito la continuazione dei lavori. Questi continui cedimenti, oltre a non permettere di realizzare gli ultimi 240 metri di galleria mettono in pericolo l'incolumità degli operai.
Per questi motivi la direzione lavori ha sospeso l'attività del cantiere a marzo dello scorso anno, dalla parte di Villa d'Adda e invece dall'imbocco di Carvico sono stati bloccati il 14 febbraio 2003 per riprendere in luglio e venire definitivamente sospesi il 14 novembre del 2003.
Una cinquantina di operai e tecnici dell'impresa impegnati nella costruzione della galleria sono stati dirottati in altri cantieri e a Villa d'Adda ne sono rimasti una decina che hanno effettuato i lavori di costruzione delle due rotatorie: a Villa d'Adda e a Carvico e di altre opere esterne. L'impresa Locatelli riguardo a queste situazioni ha avanzato delle riserve alla direzione lavori della Provincia.
«Il progetto di quest'opera su nostro incarico è stato periziato da un ingegnere collaudatore svizzero di fama mondiale - spiega l'assessore alla Viabilità della Provincia, Valter Milesi - il quale ha dato un giudizio positivo dell'opera evidenziando che dovranno essere studiati ulteriori lavori, soprattutto di consolidamento nella galleria per un importo di circa tre milioni di euro. Abbiamo chiesto all'impresa Locatelli di riprendere i lavori e di completare il tunnel e di terminare la variante come da progetto».
Dall'impresa fanno sapere che sono fermi da 14 mesi, stanno attendendo l'ordine di servizio di riprendere i lavori e stanno valutando l'ipotesi di chiudere il cantiere della variante Villa d'Adda-Carvico.
Si iniziò a parlare di quest'opera stradale agli inizi degli anni '90 e dopo la consegna lavori, avvenuta all'inizio del '99, un ricorso ne aveva ritardato l'avvio del cantiere che di fatto ha iniziato a essere operativo nell'aprile del 2000.
La nuova strada, che dovrebbe collegare i due paesi dell'Isola, secondo il contratto di appalto doveva essere terminata nel settembre del 2003, ma le frequenti interruzioni dei lavori allungheranno i tempi di consegna, che spostano la data fatidica sicuramente nel 2005.
Il progetto è stato redatto da Enzo Piccoli del «Centro studi progetti di Verona». È un'arteria a doppia corsia lunga tre chilometri di cui 960 in galleria per superare il Monte Giglio e un viadotto di 104 metri.
Il costo a base d'asta era di 26 miliardi delle vecchie lire e l'impresa Locatelli si era aggiudicata l'appalto con un ribasso del 25,11%, facendo scendere il costo a 19 miliardi e 471 milioni.
La nuova variante, una volta ultimata e aperta al traffico, migliorerà i collegamenti nord-sud tra la Valle San Martino e la Rivierasca e renderà più sicuri e vivibili Carvico e Villa d'Adda che ogni giorno vengono attraversati da diverse migliaia di veicoli.
Remo Traina
La Villa d'Adda-Carvico non esce dal tunnel
Frane, lavori fermi da 14 mesi. L'impresa: garanzie o ce ne andiamo. La Provincia: perizie favorevoli
VILLA D'ADDA Quando sarà pronta la variante Villa d'Adda-Carvico? È una domanda che si fanno con insistenza gli amministratori comunali e gli abitanti dei paesi interessati a questa importante opera viaria: Carvico, Villa d'Adda e Calusco d'Adda.
L'opera è stata commissionata dall'Amministrazione provinciale, ma la costruzione della galleria è ferma da 14 mesi. Per la Provincia è tutto a posto e l'impresa può riprendere i lavori. Invece la ditta, la «Locatelli Gabriele» di Grumello, che ha in appalto l'intervento, afferma di aspettare l'ordine di servizio dalla direzione lavori per poter proseguire la costruzione della strada.
Questa variante doveva essere pronta nel settembre dello scorso anno, ma la scadenza non è stata rispettata e ora si ipotizza che i lavori dovrebbero terminare entro il 2005.
Attualmente il cantiere della galleria, assegnato all'impresa Locatelli Gabriele di Grumello, è chiuso a causa dei continui movimenti franosi. Lo stop è arrivato nella primavera dello scorso anno, quando una voragine profonda 25 metri si è aperta sopra il tunnel in costruzione, nel territorio di Villa d'Adda, bloccando i lavori. Dalla parte di Carvico altri movimenti franosi hanno impedito la continuazione dei lavori. Questi continui cedimenti, oltre a non permettere di realizzare gli ultimi 240 metri di galleria mettono in pericolo l'incolumità degli operai.
Per questi motivi la direzione lavori ha sospeso l'attività del cantiere a marzo dello scorso anno, dalla parte di Villa d'Adda e invece dall'imbocco di Carvico sono stati bloccati il 14 febbraio 2003 per riprendere in luglio e venire definitivamente sospesi il 14 novembre del 2003.
Una cinquantina di operai e tecnici dell'impresa impegnati nella costruzione della galleria sono stati dirottati in altri cantieri e a Villa d'Adda ne sono rimasti una decina che hanno effettuato i lavori di costruzione delle due rotatorie: a Villa d'Adda e a Carvico e di altre opere esterne. L'impresa Locatelli riguardo a queste situazioni ha avanzato delle riserve alla direzione lavori della Provincia.
«Il progetto di quest'opera su nostro incarico è stato periziato da un ingegnere collaudatore svizzero di fama mondiale - spiega l'assessore alla Viabilità della Provincia, Valter Milesi - il quale ha dato un giudizio positivo dell'opera evidenziando che dovranno essere studiati ulteriori lavori, soprattutto di consolidamento nella galleria per un importo di circa tre milioni di euro. Abbiamo chiesto all'impresa Locatelli di riprendere i lavori e di completare il tunnel e di terminare la variante come da progetto».
Dall'impresa fanno sapere che sono fermi da 14 mesi, stanno attendendo l'ordine di servizio di riprendere i lavori e stanno valutando l'ipotesi di chiudere il cantiere della variante Villa d'Adda-Carvico.
Si iniziò a parlare di quest'opera stradale agli inizi degli anni '90 e dopo la consegna lavori, avvenuta all'inizio del '99, un ricorso ne aveva ritardato l'avvio del cantiere che di fatto ha iniziato a essere operativo nell'aprile del 2000.
La nuova strada, che dovrebbe collegare i due paesi dell'Isola, secondo il contratto di appalto doveva essere terminata nel settembre del 2003, ma le frequenti interruzioni dei lavori allungheranno i tempi di consegna, che spostano la data fatidica sicuramente nel 2005.
Il progetto è stato redatto da Enzo Piccoli del «Centro studi progetti di Verona». È un'arteria a doppia corsia lunga tre chilometri di cui 960 in galleria per superare il Monte Giglio e un viadotto di 104 metri.
Il costo a base d'asta era di 26 miliardi delle vecchie lire e l'impresa Locatelli si era aggiudicata l'appalto con un ribasso del 25,11%, facendo scendere il costo a 19 miliardi e 471 milioni.
La nuova variante, una volta ultimata e aperta al traffico, migliorerà i collegamenti nord-sud tra la Valle San Martino e la Rivierasca e renderà più sicuri e vivibili Carvico e Villa d'Adda che ogni giorno vengono attraversati da diverse migliaia di veicoli.
Remo Traina
L'ECO DI BERGAMO 25 05 04
Via alla strada «mangia-traffico»
La variante sud alla provinciale 166 porterà camion e auto fuori dal centro
La provinciale 166 taglia in due il centro di Calusco. La nuova strada alleggerirà il traffico (foto Magni)
CALUSCO Via alla variante sud di Calusco alla strada provinciale 166. Ieri la Provincia ha sottoscritto un protocollo d'intesa con il Comune di Calusco d'Adda e la società Italcementi per la creazione di una nuova strada, che eliminerà una parte consistente del traffico nel centro del paese, uno dei nodi critici della viabilità provinciale.
L'intervento si colloca nell'ambito di una serie di iniziative della Provincia tese a migliorare la rete stradale, in sinergia con gli enti locali e gli altri soggetti interessati, pubblici e privati: «Il nostro obiettivo - osserva l'assessore provinciale alla Viabilità Valter Milesi - è alleggerire il traffico nei centri abitati. Nel caso di Calusco si tratta in particolare di quello pesante, legato in parte significativa all'attività del cementificio Italcementi, che per questo è stato coinvolto».
L'elaborazione del tracciato, dei costi, dei dettagli tecnici è ancora in corso. «C'è soltanto un progetto preliminare - continua Milesi -. La firma del protocollo d'intesa ha sancito l'intenzione di realizzare l'opera e ha avviato l'iter. Il problema del finanziamento sarà risolto con i contributi congiunti di Italcementi, Regione, Provincia e Comuni interessati». Il progetto sarà ora inviato alla Regione perché esamini la richiesta di contributi. Il tracciato della nuova strada passa all'esterno dell'abitato, in una zona agricola: «Per questo - sottolinea l'assessore - dovrà essere studiato un progetto di inserimento ambientale consono e compatibile con la rete di corsi d'acqua e canali che si trovano sul territorio».
Soddisfatto Rinaldo Colleoni, sindaco di Calusco: «La firma del protocollo d'intesa segna un passo avanti concreto sul cammino non breve della realizzazione di quest'opera». Il costo potrebbe arrivare intorno agli otto milioni di euro. La strada provinciale 166 ora taglia in due il paese, nella centrale via Marconi. Vi passano ogni giorno migliaia di veicoli, in viaggio tra Bergamo e Lecco. E il traffico potrebbe intensificarsi con l'apertura della nuova strada Villa d'Adda-Carvico, lungo la quale passeranno i mezzi provenienti o diretti al ponte San Michele sull'Adda. La variante sud di Calusco partirà dalla provinciale 166, in prossimità del ponte di Paderno, per riunirsi alla fine del percorso alla provinciale 177 Rivierasca. In corrispondenza della periferia di Calusco d'Adda e di Solza sarà creata una galleria artificiale posta a un livello più basso rispetto al piano campagna».
«La variante - continua il sindaco - eliminerà il traffico pesante e diminuirà quello leggero nel centro del paese. È un passo fondamentale, che diventa per noi la naturale prosecuzione dell'azione già intrapresa per migliorare la qualità dell'aria». Per le strade di Calusco passeranno 10 mila camion in meno all'anno.
«Abbiamo risposto alle sollecitazioni del territorio - commentano i vertici dell'Italcementi -, condividendo le esigenze espresse da Comuni e Provincia, anche in funzione della convenzione che abbiamo sottoscritto con il Comune di Calusco d'Adda per realizzare il nuovo impianto industriale, inaugurato a fine aprile». Italcementi da tempo si misura in un continuo confronto con le Amministrazioni per migliorare l'impatto dell'attività dell'azienda sul territorio, «secondo principi di “compatibilità” a cui la società è molto attenta». La società offrirà un consistente contributo in denaro e alcuni terreni che si trovano sul tracciato. Si occuperà inoltre della progettazione tecnica. «Nel medio-lungo periodo - aggiungono i rappresentanti dell'azienda - studieremo una soluzione, da sottoporre all'Amministrazione, per valutare, come ci è stato richiesto, lo spostamento dell'ingresso della cementeria a sud».
Sabrina Penteriani
Via alla strada «mangia-traffico»
La variante sud alla provinciale 166 porterà camion e auto fuori dal centro
La provinciale 166 taglia in due il centro di Calusco. La nuova strada alleggerirà il traffico (foto Magni)
CALUSCO Via alla variante sud di Calusco alla strada provinciale 166. Ieri la Provincia ha sottoscritto un protocollo d'intesa con il Comune di Calusco d'Adda e la società Italcementi per la creazione di una nuova strada, che eliminerà una parte consistente del traffico nel centro del paese, uno dei nodi critici della viabilità provinciale.
L'intervento si colloca nell'ambito di una serie di iniziative della Provincia tese a migliorare la rete stradale, in sinergia con gli enti locali e gli altri soggetti interessati, pubblici e privati: «Il nostro obiettivo - osserva l'assessore provinciale alla Viabilità Valter Milesi - è alleggerire il traffico nei centri abitati. Nel caso di Calusco si tratta in particolare di quello pesante, legato in parte significativa all'attività del cementificio Italcementi, che per questo è stato coinvolto».
L'elaborazione del tracciato, dei costi, dei dettagli tecnici è ancora in corso. «C'è soltanto un progetto preliminare - continua Milesi -. La firma del protocollo d'intesa ha sancito l'intenzione di realizzare l'opera e ha avviato l'iter. Il problema del finanziamento sarà risolto con i contributi congiunti di Italcementi, Regione, Provincia e Comuni interessati». Il progetto sarà ora inviato alla Regione perché esamini la richiesta di contributi. Il tracciato della nuova strada passa all'esterno dell'abitato, in una zona agricola: «Per questo - sottolinea l'assessore - dovrà essere studiato un progetto di inserimento ambientale consono e compatibile con la rete di corsi d'acqua e canali che si trovano sul territorio».
Soddisfatto Rinaldo Colleoni, sindaco di Calusco: «La firma del protocollo d'intesa segna un passo avanti concreto sul cammino non breve della realizzazione di quest'opera». Il costo potrebbe arrivare intorno agli otto milioni di euro. La strada provinciale 166 ora taglia in due il paese, nella centrale via Marconi. Vi passano ogni giorno migliaia di veicoli, in viaggio tra Bergamo e Lecco. E il traffico potrebbe intensificarsi con l'apertura della nuova strada Villa d'Adda-Carvico, lungo la quale passeranno i mezzi provenienti o diretti al ponte San Michele sull'Adda. La variante sud di Calusco partirà dalla provinciale 166, in prossimità del ponte di Paderno, per riunirsi alla fine del percorso alla provinciale 177 Rivierasca. In corrispondenza della periferia di Calusco d'Adda e di Solza sarà creata una galleria artificiale posta a un livello più basso rispetto al piano campagna».
«La variante - continua il sindaco - eliminerà il traffico pesante e diminuirà quello leggero nel centro del paese. È un passo fondamentale, che diventa per noi la naturale prosecuzione dell'azione già intrapresa per migliorare la qualità dell'aria». Per le strade di Calusco passeranno 10 mila camion in meno all'anno.
«Abbiamo risposto alle sollecitazioni del territorio - commentano i vertici dell'Italcementi -, condividendo le esigenze espresse da Comuni e Provincia, anche in funzione della convenzione che abbiamo sottoscritto con il Comune di Calusco d'Adda per realizzare il nuovo impianto industriale, inaugurato a fine aprile». Italcementi da tempo si misura in un continuo confronto con le Amministrazioni per migliorare l'impatto dell'attività dell'azienda sul territorio, «secondo principi di “compatibilità” a cui la società è molto attenta». La società offrirà un consistente contributo in denaro e alcuni terreni che si trovano sul tracciato. Si occuperà inoltre della progettazione tecnica. «Nel medio-lungo periodo - aggiungono i rappresentanti dell'azienda - studieremo una soluzione, da sottoporre all'Amministrazione, per valutare, come ci è stato richiesto, lo spostamento dell'ingresso della cementeria a sud».
Sabrina Penteriani
L'ECO DI BERGAMO 25 05 04
Cementeria: tunnel pronto a fine 2005
CALUSCO Sarà pronto alla fine del 2005, il tunnel destinato a collegare le cave di Colle Pedrino alla cementeria dell'Italcementi a Calusco d'Adda: un'opera imponente che si colloca nel quadro delle azioni intraprese della società per migliorare l'impatto sull'ambiente della propria attività industriale.
I lavori di scavo procedono con un buon ritmo e avanzano di circa 150 metri alla settimana: l'opera è già quasi a metà. Il tunnel si svilupperà lungo un percorso di nove chilometri e mezzo, a una profondità di 50 metri, con un diametro di circa 4,2 metri. All'interno correrà un tappeto con una portata di 600 tonnellate all'ora, alla velocità di 2,5 metri al secondo.
Una volta pronto, sostituirà le teleferiche che ora collegano le cave di calcare di Colle Pedrino, nel comune di Palazzago, a Pontida e alle cave di Monte Giglio. Le materie prime che alimentano l'attività del cementificio viaggeranno dunque su un nastro trasportatore sotterraneo: una soluzione che alleggerirà notevolmente il traffico a Calusco e nell'Isola. Adesso infatti dalle cave di Colle Pedrino l'Italcementi estrae ogni anno 700 mila tonnellate di materiale. Una parte significativa viene trasportata con autocarri che percorrono ogni giorno la strada tra Pontida e Calusco. Il numero di camion è variabile, ma si può stimare in almeno 10 mila trasporti all'anno. In sostanza il tunnel, con l'eliminazione delle teleferiche e quindi del traffico integrativo, permetterà di togliere ogni giorno dalla strada almeno 50 mezzi pesanti.
La galleria sotterranea è un'opera molto complessa. Lo scavo è iniziato nel 2001 e ha richiesto il superamento di numerosi ostacoli tecnici: curve, tratti in salita e tratti in discesa per un dislivello complessivo di 700 metri. Il tracciato da seguire è stato individuato tenendo conto della topografia dei luoghi, dell'urbanizzazione intensiva del tratto attraversato e dell'impatto ambientale.
Cementeria: tunnel pronto a fine 2005
CALUSCO Sarà pronto alla fine del 2005, il tunnel destinato a collegare le cave di Colle Pedrino alla cementeria dell'Italcementi a Calusco d'Adda: un'opera imponente che si colloca nel quadro delle azioni intraprese della società per migliorare l'impatto sull'ambiente della propria attività industriale.
I lavori di scavo procedono con un buon ritmo e avanzano di circa 150 metri alla settimana: l'opera è già quasi a metà. Il tunnel si svilupperà lungo un percorso di nove chilometri e mezzo, a una profondità di 50 metri, con un diametro di circa 4,2 metri. All'interno correrà un tappeto con una portata di 600 tonnellate all'ora, alla velocità di 2,5 metri al secondo.
Una volta pronto, sostituirà le teleferiche che ora collegano le cave di calcare di Colle Pedrino, nel comune di Palazzago, a Pontida e alle cave di Monte Giglio. Le materie prime che alimentano l'attività del cementificio viaggeranno dunque su un nastro trasportatore sotterraneo: una soluzione che alleggerirà notevolmente il traffico a Calusco e nell'Isola. Adesso infatti dalle cave di Colle Pedrino l'Italcementi estrae ogni anno 700 mila tonnellate di materiale. Una parte significativa viene trasportata con autocarri che percorrono ogni giorno la strada tra Pontida e Calusco. Il numero di camion è variabile, ma si può stimare in almeno 10 mila trasporti all'anno. In sostanza il tunnel, con l'eliminazione delle teleferiche e quindi del traffico integrativo, permetterà di togliere ogni giorno dalla strada almeno 50 mezzi pesanti.
La galleria sotterranea è un'opera molto complessa. Lo scavo è iniziato nel 2001 e ha richiesto il superamento di numerosi ostacoli tecnici: curve, tratti in salita e tratti in discesa per un dislivello complessivo di 700 metri. Il tracciato da seguire è stato individuato tenendo conto della topografia dei luoghi, dell'urbanizzazione intensiva del tratto attraversato e dell'impatto ambientale.
Tuesday, May 25, 2004
L'ECO DI BERGAMO online 24 05 04
Calusco, protocollo d'intesa tra Provincia, Comune e Italcementi
La Provincia di Bergamo ha sottoscritto un Protocollo d'Intesa con il Comune di Calusco d'Adda e la Società Italcementi per la realizzazione della variante alla strada provinciale n. 166. Alla firma del documento erano presenti il presidente della Provincia Valerio Bettoni, il sindaco di Calusco d'Adda Rinaldo Colleoni e Fabrizio Zilli, dirigente di Italcementi. L'intervento rientra nell'ambito delle iniziative avviate dalla Provincia per migliorare uno dei nodi critici della viabilità provinciale: è questo il caso del centro abitato di Calusco d'Adda, attraversato dalla strada provinciale 166 che causa traffico e lunghe code, intensificate anche dalla nuova strada «Villa d'Adda - Carvico», in variante all'attuale tracciato della strada provinciale n. 169.
Questa tratta è infatti molto battuta da automezzi provenienti o diretti al ponte San Michele che attraversa il fiume Adda e collega le province di Bergamo e Lecco. È emersa così l'esigenza di by-passare il centro abitato di Calusco d'Adda, realizzando una variante a sud del comune. Il nuovo collegamento consentirà il trasferimento all'esterno dell'abitato di Calusco del traffico attualmente transitante lungo via Marconi, con particolare riferimento al traffico pesante, in modo da garantire fluidità alla circolazione e assicurando condizioni di maggiore sicurezza sia ai veicoli in transito che ai pedoni.
Calusco, protocollo d'intesa tra Provincia, Comune e Italcementi
La Provincia di Bergamo ha sottoscritto un Protocollo d'Intesa con il Comune di Calusco d'Adda e la Società Italcementi per la realizzazione della variante alla strada provinciale n. 166. Alla firma del documento erano presenti il presidente della Provincia Valerio Bettoni, il sindaco di Calusco d'Adda Rinaldo Colleoni e Fabrizio Zilli, dirigente di Italcementi. L'intervento rientra nell'ambito delle iniziative avviate dalla Provincia per migliorare uno dei nodi critici della viabilità provinciale: è questo il caso del centro abitato di Calusco d'Adda, attraversato dalla strada provinciale 166 che causa traffico e lunghe code, intensificate anche dalla nuova strada «Villa d'Adda - Carvico», in variante all'attuale tracciato della strada provinciale n. 169.
Questa tratta è infatti molto battuta da automezzi provenienti o diretti al ponte San Michele che attraversa il fiume Adda e collega le province di Bergamo e Lecco. È emersa così l'esigenza di by-passare il centro abitato di Calusco d'Adda, realizzando una variante a sud del comune. Il nuovo collegamento consentirà il trasferimento all'esterno dell'abitato di Calusco del traffico attualmente transitante lungo via Marconi, con particolare riferimento al traffico pesante, in modo da garantire fluidità alla circolazione e assicurando condizioni di maggiore sicurezza sia ai veicoli in transito che ai pedoni.
Wednesday, May 19, 2004
UE: AMBIENTE; PRONTE SEI PROCEDURE INFRAZIONE TRA CUI ITALIA
BRUXELLES - ''Il periodo di grazia e' finito. Stiamo preparando le procedure di infrazione per i sei paesi dei Quindici che non hanno ancora presentato il loro piano di assegnazione dei permessi di emissione per il C02''. Lo ha annunciato oggi il commissario all'ambiente Margot Wallstrom. Gli stati cui ha fatto riferimento Wallstrom sono Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Belgio.
BRUXELLES - ''Il periodo di grazia e' finito. Stiamo preparando le procedure di infrazione per i sei paesi dei Quindici che non hanno ancora presentato il loro piano di assegnazione dei permessi di emissione per il C02''. Lo ha annunciato oggi il commissario all'ambiente Margot Wallstrom. Gli stati cui ha fatto riferimento Wallstrom sono Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Belgio.
Monday, May 17, 2004
CORRIERE DELLA SERA 16 05 04
Affari e nuovi investimenti Bergamo allontana la crisi
Nei primi mesi dell’anno inaugurati cinque insediamenti produttivi Operazioni per 200 milioni anche sui mercati d’Oriente e dell’Est
BERGAMO - Non solo non ripiega, ma anzi va all’attacco l’industria bergamasca. Il 2004 è nato all’insegna degli investimenti. In pochi mesi, forse anche per una fortunata coincidenza, sono stati inaugurati in provincia cinque nuovi insediamenti produttivi e in altrettanti casi sono stati portati a termine interventi di potenziamento della capacità produttiva. Ma nello stesso tempo sono state concepite, o realizzate, importanti operazioni sia in Estremo Oriente, che nell’Europa dell’Est, o nei Paesi in via di sviluppo. Complessivamente, sono stati investiti oltre 200 milioni di euro. Forte di queste cifre, il presidente Andrea Moltrasio si presenta domani di fronte alla platea dei colleghi dell’Unione industriali riuniti per l’assemblea annuale con lo spirito di chi vede la luce in fondo al tunnel. Il sistema produttivo bergamasco ha saputo reggere a tre anni difficili che hanno fatto traballare anche una provincia da sempre abituata a considerarsi un’isola felice. La febbre c’è stata e probabilmente non ha ancora toccato il picco più alto. La si legge nei numeri della cassa integrazione, specie di quella straordinaria, che nei primi mesi dell’anno si sono raddoppiati. «Non è ancora stato toccato il tetto», conferma Moltrasio. Le ricadute sul piano occupazionale sono state tutto sommato contenute. Il tasso di disoccupazione resta fermo al di sotto del 3 per cento, un dato considerato fisiologico. Ma il relativo ottimismo che trapela dal palazzo di via Camozzi, quartier generale degli imprenditori bergamaschi, deriva proprio dagli investimenti. Un segno inequivocabile che si crede nello sviluppo. Ci crede, anzitutto, il gruppo Italcementi che ha appena inaugurato a Calusco d’Adda un cementificio innovativa sia dal punto di vista tecnologico che da quello del rispetto ambientale (150 milioni di euro di investimento).
Ma guardano avanti anche la Brembo, con la nuova fonderia di leghe di alluminio realizzata a Mapello (25 milioni di euro); il gruppo Artoni, con il nuovo polo logistico da 6 mila metri quadrati in corso di costruzione a Dalmine; il gruppo Bertelsmann-Arvato, con la più moderna tipografia che verrà attivata a Treviglio (110 milioni di euro). Altro bolle in pentola. Come l’investimento del gruppo Merloni (4 milioni di euro) per aumentare la capacità produttiva degli stabilimenti di Brembate Sopra fino ad un milione di lavatrici all’anno, o come l’ormai prossima inaugurazione del nuovo impianto della Radicifil di Casnigo (16,5 milioni). Oltre agli interventi sul territorio, c’è chi ha varcato anche i confini. Il gruppo Brembo, per esempio, ha aperto un secondo stabilimento in Polonia e uno in Spagna. La Siad ha avviato i lavori per un impianto nella Repubblica Ceca, mentre Lupini Targhe sta realizzando uno stabilimento in Messico. L’effervescenza dell’industria bergamasca si può riscontrare, infine, anche sotto l’aspetto delle invenzioni e dei nuovi prodotti. Gewiss ha lanciato sul mercato l’interruttore a corto raggio senza fili, Losma ha brevettato un apparecchio per aspirare nebbie oleose e fumi e la Norain ha inventato il passeggino con ombrello incorporato.
Cesare Zapperi BERGAMO
«Affari e investimenti
Così la crisi si allontana»
BERGAMO - Il 2004 è, per l’industria bergamasca, l’anno degli investimenti. Sono stati inaugurati in provincia cinque nuovi insediamenti produttivi e in altrettanti casi sono stati portati a termine interventi di potenziamento. Nello stesso periodo sono state realizzate operazioni in Estremo Oriente e nell’Europa dell’Est. Partendo da questi elementi domani gli industriali bergamaschi discuteranno del futuro nel corso della loro assemblea annuale. «Siamo entrati in una fase di forte reazione allo stallo degli ultimi tre anni», dice Andrea Moltrasio, presidente dell’Unione industriali. Il gruppo Italcementi ha appena inaugurato a Calusco d’Adda un cementificio innovativo: 150 milioni di euro di investimento.
Affari e nuovi investimenti Bergamo allontana la crisi
Nei primi mesi dell’anno inaugurati cinque insediamenti produttivi Operazioni per 200 milioni anche sui mercati d’Oriente e dell’Est
BERGAMO - Non solo non ripiega, ma anzi va all’attacco l’industria bergamasca. Il 2004 è nato all’insegna degli investimenti. In pochi mesi, forse anche per una fortunata coincidenza, sono stati inaugurati in provincia cinque nuovi insediamenti produttivi e in altrettanti casi sono stati portati a termine interventi di potenziamento della capacità produttiva. Ma nello stesso tempo sono state concepite, o realizzate, importanti operazioni sia in Estremo Oriente, che nell’Europa dell’Est, o nei Paesi in via di sviluppo. Complessivamente, sono stati investiti oltre 200 milioni di euro. Forte di queste cifre, il presidente Andrea Moltrasio si presenta domani di fronte alla platea dei colleghi dell’Unione industriali riuniti per l’assemblea annuale con lo spirito di chi vede la luce in fondo al tunnel. Il sistema produttivo bergamasco ha saputo reggere a tre anni difficili che hanno fatto traballare anche una provincia da sempre abituata a considerarsi un’isola felice. La febbre c’è stata e probabilmente non ha ancora toccato il picco più alto. La si legge nei numeri della cassa integrazione, specie di quella straordinaria, che nei primi mesi dell’anno si sono raddoppiati. «Non è ancora stato toccato il tetto», conferma Moltrasio. Le ricadute sul piano occupazionale sono state tutto sommato contenute. Il tasso di disoccupazione resta fermo al di sotto del 3 per cento, un dato considerato fisiologico. Ma il relativo ottimismo che trapela dal palazzo di via Camozzi, quartier generale degli imprenditori bergamaschi, deriva proprio dagli investimenti. Un segno inequivocabile che si crede nello sviluppo. Ci crede, anzitutto, il gruppo Italcementi che ha appena inaugurato a Calusco d’Adda un cementificio innovativa sia dal punto di vista tecnologico che da quello del rispetto ambientale (150 milioni di euro di investimento).
Ma guardano avanti anche la Brembo, con la nuova fonderia di leghe di alluminio realizzata a Mapello (25 milioni di euro); il gruppo Artoni, con il nuovo polo logistico da 6 mila metri quadrati in corso di costruzione a Dalmine; il gruppo Bertelsmann-Arvato, con la più moderna tipografia che verrà attivata a Treviglio (110 milioni di euro). Altro bolle in pentola. Come l’investimento del gruppo Merloni (4 milioni di euro) per aumentare la capacità produttiva degli stabilimenti di Brembate Sopra fino ad un milione di lavatrici all’anno, o come l’ormai prossima inaugurazione del nuovo impianto della Radicifil di Casnigo (16,5 milioni). Oltre agli interventi sul territorio, c’è chi ha varcato anche i confini. Il gruppo Brembo, per esempio, ha aperto un secondo stabilimento in Polonia e uno in Spagna. La Siad ha avviato i lavori per un impianto nella Repubblica Ceca, mentre Lupini Targhe sta realizzando uno stabilimento in Messico. L’effervescenza dell’industria bergamasca si può riscontrare, infine, anche sotto l’aspetto delle invenzioni e dei nuovi prodotti. Gewiss ha lanciato sul mercato l’interruttore a corto raggio senza fili, Losma ha brevettato un apparecchio per aspirare nebbie oleose e fumi e la Norain ha inventato il passeggino con ombrello incorporato.
Cesare Zapperi BERGAMO
«Affari e investimenti
Così la crisi si allontana»
BERGAMO - Il 2004 è, per l’industria bergamasca, l’anno degli investimenti. Sono stati inaugurati in provincia cinque nuovi insediamenti produttivi e in altrettanti casi sono stati portati a termine interventi di potenziamento. Nello stesso periodo sono state realizzate operazioni in Estremo Oriente e nell’Europa dell’Est. Partendo da questi elementi domani gli industriali bergamaschi discuteranno del futuro nel corso della loro assemblea annuale. «Siamo entrati in una fase di forte reazione allo stallo degli ultimi tre anni», dice Andrea Moltrasio, presidente dell’Unione industriali. Il gruppo Italcementi ha appena inaugurato a Calusco d’Adda un cementificio innovativo: 150 milioni di euro di investimento.
Friday, May 07, 2004
Adnkronos 3 Maggio 2004
Messo a punto dal ministero dell'Ambiente, riguarda l'assegnazione delle quote
Cemento, e' battaglia fra produttori su piano gas serra
L'Aitec, che fa capo a Confindustria, rischia la frattura dopo il fallito tentativo di arrivare a un fronte comune
Roma, 3 mag. (Adnkronos) - E' battaglia senza esclusione di colpi fra i big del cemento con il rischio di arrivare a una clamorosa frattura dell'Aitec, l'Associazione italiana tecnico economica del cemento che fa capo a Confindustria, e alle dimissioni del suo presidente. A scatenare lo scontro e' il Piano Nazionale sull'assegnazione delle quote di gas serra messo a punto dal ministero dell'Ambiente. Fallito il tentativo di arrivare a un fronte comune, la polemica divampa, con prese di posizione anche molto forti tra gli associati che vedono, fra gli altri, Italcementi, Buzzi, Colacem, Cementir, Holcim e Cementirossi.
La posta in gioco infatti e' molto alta. Si tratta di stabilire regole decisive per un settore al secondo posto per importanza in Europa, che contribuisce per quasi il 9% al Pil italiano e che nel 2003 ha registrato investimenti per quasi 92 mila milioni di euro. In questi anni, in Italia, il business del cemento e' cresciuto a ritmi del 4-5% e con la legge Obiettivo la prospettiva e' di nuovi balzi in avanti.
Questo scenario deve pero' fare i conti con il Piano nazionale di allocazione delle emissioni, previsto da una direttiva Europea in attuazione del protocollo di Kyoto. L'obiettivo e' di spingere le industrie a ridurre le loro emissioni di Co2, il principale dei gas serra, assegnando ai diversi settori industriali -dall'energia, al cemento, all'acciaio- quote di emissioni da ripartire poi fra gli impianti delle singole aziende. Chi ha piu' quote puo' emettere una maggiore quantita' di inquinanti ed e' avvantaggiato rispetto a chi ne ha meno e deve investire in nuove tecnologie o addirittura ridurre o delocalizzare la produzione per rispettare i vincoli previsti. Ed e' per questo che sui criteri di ripartizione all'interno di Aitec si sta combattendo una battaglia senza esclusione di colpi.
Secondo fonti del settore, lo scontro vedrebbe protagonisti da un lato chi ha scommesso su un forte aumento della produzione, all'insegna della conquista di nuove quote di mercato e dall'altro, chi ha cercato di anticipare la nuova legislazione ambientale. Di questo gruppo fa parte una nutrita schiera di aziende, da Buzzi a Unicem a Italcementi che hanno portato all'estero alcune lavorazioni o hanno puntato su ricerca e investimenti per nuove tecnologie in grado di tagliare le emissioni di gas serra.
Il ministero dell'Ambiente resta fuori dalle polemiche. ''Il trattamento e' stato uguale per tutti. Si e' applicata la stessa metodologia, premiando chi ha gia' investito in nuove tecnologie che aumentano l'efficienza'' spiega il direttore generale dell'Ambiente, Corrado Clini. Il Piano assegna le quote sulla base della produzione storica e non in base al livello di emissioni che avrebbe in sostanza avvantaggiato chi produce piu' gas serra. Un criterio questo, che secondo alcune fonti del settore sarebbe sostenuto da una minoranza di aziende, fra cui Colacem e anche da Barbetti, un outsider di Aitec.
''I limiti non penalizzano le attuali posizioni di mercato. Alcuni avrebbero voluto un riconoscimento di quote superiore a quello effettivo ma la Ue ci avrebbe subito contestato'' aggiunge Clini. I criteri del Piano, infatti, vengono decisi dai singoli stati ma l'ultima parola sotto il profilo ambientale ma anche dei vincoli Antitrust spetta a Bruxelles. A seconda dell'assegnazione delle quote, infatti, alcuni paesi potrebbero essere avvantaggiati, configurando una violazione della concorrenza. Il meccanismo delle quote, infatti, si traduce in un 'tetto' alla produzione di cemento, soprattutto se si utilizzano tecnologie tradizionali ad alta produzione di gas serra.
In realta', il piano messo a punto dai ministeri dell'Ambiente e delle Attivita' Produttive non prevede tagli drastici per il settore cemento e tiene conto di una crescita delle emissioni dell'1,1% ''in linea con le previsioni dell'Aitec''. Gli stessi produttori riconoscono che il Piano e' sostanzialmente compatibile con lo sviluppo del settore ma resta la preoccupazione di abbattere le emissioni. La produzione di cemento e' infatti una delle attivita' a maggiore emissione di Co2 - circa 650 chilogrammi per tonnellata di prodotto e con le nuove tecnologie la si puo' abbattere solo in parte.
Per questo, anche se la coperta non e' poi tanto stretta -al punto che secondo alcuni potrebbe non passare sotto le forche caudine della Ue- la competizione per conquistare il maggior numero di quote provoca divisioni e polemiche, con trattative 'in ordine sparso' con il ministero dell'Ambiente. Tutto questo pero' rischia di non tener conto che la battaglia vera si combatte a Bruxelles e che e' da li' che nei prossimi mesi arrivera' il verdetto sui criteri decisi a livello nazionale che potrebbe essere ben piu' amaro di oggi per il settore.
Messo a punto dal ministero dell'Ambiente, riguarda l'assegnazione delle quote
Cemento, e' battaglia fra produttori su piano gas serra
L'Aitec, che fa capo a Confindustria, rischia la frattura dopo il fallito tentativo di arrivare a un fronte comune
Roma, 3 mag. (Adnkronos) - E' battaglia senza esclusione di colpi fra i big del cemento con il rischio di arrivare a una clamorosa frattura dell'Aitec, l'Associazione italiana tecnico economica del cemento che fa capo a Confindustria, e alle dimissioni del suo presidente. A scatenare lo scontro e' il Piano Nazionale sull'assegnazione delle quote di gas serra messo a punto dal ministero dell'Ambiente. Fallito il tentativo di arrivare a un fronte comune, la polemica divampa, con prese di posizione anche molto forti tra gli associati che vedono, fra gli altri, Italcementi, Buzzi, Colacem, Cementir, Holcim e Cementirossi.
La posta in gioco infatti e' molto alta. Si tratta di stabilire regole decisive per un settore al secondo posto per importanza in Europa, che contribuisce per quasi il 9% al Pil italiano e che nel 2003 ha registrato investimenti per quasi 92 mila milioni di euro. In questi anni, in Italia, il business del cemento e' cresciuto a ritmi del 4-5% e con la legge Obiettivo la prospettiva e' di nuovi balzi in avanti.
Questo scenario deve pero' fare i conti con il Piano nazionale di allocazione delle emissioni, previsto da una direttiva Europea in attuazione del protocollo di Kyoto. L'obiettivo e' di spingere le industrie a ridurre le loro emissioni di Co2, il principale dei gas serra, assegnando ai diversi settori industriali -dall'energia, al cemento, all'acciaio- quote di emissioni da ripartire poi fra gli impianti delle singole aziende. Chi ha piu' quote puo' emettere una maggiore quantita' di inquinanti ed e' avvantaggiato rispetto a chi ne ha meno e deve investire in nuove tecnologie o addirittura ridurre o delocalizzare la produzione per rispettare i vincoli previsti. Ed e' per questo che sui criteri di ripartizione all'interno di Aitec si sta combattendo una battaglia senza esclusione di colpi.
Secondo fonti del settore, lo scontro vedrebbe protagonisti da un lato chi ha scommesso su un forte aumento della produzione, all'insegna della conquista di nuove quote di mercato e dall'altro, chi ha cercato di anticipare la nuova legislazione ambientale. Di questo gruppo fa parte una nutrita schiera di aziende, da Buzzi a Unicem a Italcementi che hanno portato all'estero alcune lavorazioni o hanno puntato su ricerca e investimenti per nuove tecnologie in grado di tagliare le emissioni di gas serra.
Il ministero dell'Ambiente resta fuori dalle polemiche. ''Il trattamento e' stato uguale per tutti. Si e' applicata la stessa metodologia, premiando chi ha gia' investito in nuove tecnologie che aumentano l'efficienza'' spiega il direttore generale dell'Ambiente, Corrado Clini. Il Piano assegna le quote sulla base della produzione storica e non in base al livello di emissioni che avrebbe in sostanza avvantaggiato chi produce piu' gas serra. Un criterio questo, che secondo alcune fonti del settore sarebbe sostenuto da una minoranza di aziende, fra cui Colacem e anche da Barbetti, un outsider di Aitec.
''I limiti non penalizzano le attuali posizioni di mercato. Alcuni avrebbero voluto un riconoscimento di quote superiore a quello effettivo ma la Ue ci avrebbe subito contestato'' aggiunge Clini. I criteri del Piano, infatti, vengono decisi dai singoli stati ma l'ultima parola sotto il profilo ambientale ma anche dei vincoli Antitrust spetta a Bruxelles. A seconda dell'assegnazione delle quote, infatti, alcuni paesi potrebbero essere avvantaggiati, configurando una violazione della concorrenza. Il meccanismo delle quote, infatti, si traduce in un 'tetto' alla produzione di cemento, soprattutto se si utilizzano tecnologie tradizionali ad alta produzione di gas serra.
In realta', il piano messo a punto dai ministeri dell'Ambiente e delle Attivita' Produttive non prevede tagli drastici per il settore cemento e tiene conto di una crescita delle emissioni dell'1,1% ''in linea con le previsioni dell'Aitec''. Gli stessi produttori riconoscono che il Piano e' sostanzialmente compatibile con lo sviluppo del settore ma resta la preoccupazione di abbattere le emissioni. La produzione di cemento e' infatti una delle attivita' a maggiore emissione di Co2 - circa 650 chilogrammi per tonnellata di prodotto e con le nuove tecnologie la si puo' abbattere solo in parte.
Per questo, anche se la coperta non e' poi tanto stretta -al punto che secondo alcuni potrebbe non passare sotto le forche caudine della Ue- la competizione per conquistare il maggior numero di quote provoca divisioni e polemiche, con trattative 'in ordine sparso' con il ministero dell'Ambiente. Tutto questo pero' rischia di non tener conto che la battaglia vera si combatte a Bruxelles e che e' da li' che nei prossimi mesi arrivera' il verdetto sui criteri decisi a livello nazionale che potrebbe essere ben piu' amaro di oggi per il settore.
Wednesday, May 05, 2004
LA PROVINCIA DI LECCO 05 05 04
Paderno Sarà inaugurato venerdì: ristrutturate tutte le chiuse sull'Adda L'ecomuseo sulle orme di Leonardo
PADERNO(l. per.) È tutto pronto per l'inaugurazione dell'Ecomuseo dell'Adda di Leonardo, a cui parteciperà anche il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. Il programma prevede un convegno internazionale su «Leonardo e l'acqua» per venerdì 7 maggio alle 15.30 nel muncipio di Vaprio d'Adda, ma la cerimonia vera e propria si terrà sabato 8 maggio, alle 15.30 nella stazione ecomuseale Stallazzo lungo l'alzaia a Paderno, con taglio del nastro, interventi delle autorità civili e religiose, aperitivo in musica. Seguirà alle 16 nel ristorante Castel Leon Leone di Cornate d'Adda un concerto. Sarà inoltre sottoscritto l'accordo di cooperazione culturale intenazionale tra il Parco Adda Nord, i comuni di Cornate, Paderno, Vaprio, Vinci (paese natale di Leonardo) ed Amboise, la cittadina francese dove morì. Domenica 9 le cerimonie proseguiranno con lo spettacolo teatrale «Addio Adda Addio» alle 16 nel santuario della Rocchetta di Paderno e dalle 14 alle 18 sarà possibile visitare gratuitamente le centrali Bertini ed Esterle. Si è arrivati a questa inaugurazione grazie anche agli studi ed all'attività del comitato per il restauro delle chiuse dell'Adda, oltre che per l'impegno del Parco e del comune di Paderno. Il percorso storico, naturalistico e culturale dell'Ecomuseo è costituito da 47 tappe su 14 stazioni, segnate da vari reperti che richiamano l'impronta di Leonardo e le attività agricole e industriali nate dal fiume. Il costo della ristrutturazione dei siti è stato di 2 milioni di euro, serviti per il recupero della Madonna della Rocchetta - una vecchia chiesa al confine tra Cornate e Paderno - un vecchio stallatico lungo l'alzaia ed alcune vecchie centraline delle chiuse padernesi. Hanno contribuito la fondazione Cariplo, la regione ed il ministero dei beni culturali. Le visite saranno accompagnate da guardie ecologiche e guide specializzate. I lavori, durati due anni, hanno portato al recupero dei manufatti presenti nel medio corso dell'Adda, dal traghetto di Imbersago fino a Trezzo presso la centrale Taccani, con tre sottoprogetti: la sistemazione e la messa in sicurezza dell'Alzaia, il restauro conservativo di vari manufatti nel territorio di Paderno, il recupero della Rocchetta.
Paderno Sarà inaugurato venerdì: ristrutturate tutte le chiuse sull'Adda L'ecomuseo sulle orme di Leonardo
PADERNO(l. per.) È tutto pronto per l'inaugurazione dell'Ecomuseo dell'Adda di Leonardo, a cui parteciperà anche il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. Il programma prevede un convegno internazionale su «Leonardo e l'acqua» per venerdì 7 maggio alle 15.30 nel muncipio di Vaprio d'Adda, ma la cerimonia vera e propria si terrà sabato 8 maggio, alle 15.30 nella stazione ecomuseale Stallazzo lungo l'alzaia a Paderno, con taglio del nastro, interventi delle autorità civili e religiose, aperitivo in musica. Seguirà alle 16 nel ristorante Castel Leon Leone di Cornate d'Adda un concerto. Sarà inoltre sottoscritto l'accordo di cooperazione culturale intenazionale tra il Parco Adda Nord, i comuni di Cornate, Paderno, Vaprio, Vinci (paese natale di Leonardo) ed Amboise, la cittadina francese dove morì. Domenica 9 le cerimonie proseguiranno con lo spettacolo teatrale «Addio Adda Addio» alle 16 nel santuario della Rocchetta di Paderno e dalle 14 alle 18 sarà possibile visitare gratuitamente le centrali Bertini ed Esterle. Si è arrivati a questa inaugurazione grazie anche agli studi ed all'attività del comitato per il restauro delle chiuse dell'Adda, oltre che per l'impegno del Parco e del comune di Paderno. Il percorso storico, naturalistico e culturale dell'Ecomuseo è costituito da 47 tappe su 14 stazioni, segnate da vari reperti che richiamano l'impronta di Leonardo e le attività agricole e industriali nate dal fiume. Il costo della ristrutturazione dei siti è stato di 2 milioni di euro, serviti per il recupero della Madonna della Rocchetta - una vecchia chiesa al confine tra Cornate e Paderno - un vecchio stallatico lungo l'alzaia ed alcune vecchie centraline delle chiuse padernesi. Hanno contribuito la fondazione Cariplo, la regione ed il ministero dei beni culturali. Le visite saranno accompagnate da guardie ecologiche e guide specializzate. I lavori, durati due anni, hanno portato al recupero dei manufatti presenti nel medio corso dell'Adda, dal traghetto di Imbersago fino a Trezzo presso la centrale Taccani, con tre sottoprogetti: la sistemazione e la messa in sicurezza dell'Alzaia, il restauro conservativo di vari manufatti nel territorio di Paderno, il recupero della Rocchetta.
L'ECO DI BERGAMO 05 05 04
Le dighe sull'Adda diventano museo
Itinerario storico-naturalistico dell'ente Parco: sabato l'inaugurazioneI
l parco Adda Nord inaugurerà sabato alle 10,30, allo Stallazzo di Paderno d'Adda, il nuovo Ecomuseo dedicato a Leonardo da Vinci.
«Il nostro parco – afferma Piergiorgio Locatelli, presidente del parco Adda Nord – è ricco non solo di flora, fauna e ambienti naturali, ma anche di storia e architettura. Le sorprendenti testimonianze della presenza di Leonardo da Vinci, l'importanza delle vie d'acqua, il naviglio di Paderno e il naviglio della Martesana che hanno profondamente inciso nell'economia del Ducato di Milano, regalano molteplici suggestioni culturali. Da qui nasce l'Ecomuseo Adda di Leonardo. Si tratta di un museo all'aperto in cui riscoprire le sovrapposizioni storiche, artistiche e naturalistiche del territorio. L'Ecomuseo si sviluppa interamente all'aperto dalla diga di Robbiate alla centrale elettrica di Cornate d'Adda, in gran parte lungo il naviglio di Paderno. Il percorso è stato suddiviso in 14 tappe, che a loro volta si articolano in 47 stazioni di importanza storica e naturalistica. La genesi dell'Ecomuseo si deve al Comitato rotariano per il restauro delle chiuse dell'Adda, che per primo mise in luce il valore universale di questi luoghi e avanzò nel 1997, sotto l'impulso dello scomparso Mario Riveda, l'idea di un loro recupero. Con il sostegno della Regione, la proposta ha ottenuto il riconoscimento dell'Unione Europea».
«Nel 2001 – spiega Bernardino Farchi, direttore del parco – il progetto ha ricevuto un finanziamento di un milione e mezzo di euro, proveniente da un accordo tra il ministero dell'Ambiente e la Regione. Parte di questi fondi, 774.685 euro, sono stati utilizzati per un restauro conservativo di alcuni edifici situati intorno alla valle della Rocchetta». Il progetto di restauro è stato studiato dal Parco Adda Nord e dal Politecnico di Milano. Tra gli edifici restaurati c'è lo Stallazzo, che è stato trasformato in un punto d'informazione, ristoro e stazione didattica, dotato di una postazione multimediale con un computer che permetterà di far vedere il funzionamento del sistema di chiuse del Naviglio. È stata riqualificata anche l'alzaia, l'antica strada lungo il quale si sviluppa l'Ecomuseo.
Per la gestione dell'Ecomuseo il parco Adda Nord, insieme con il Consorzio Priula di Bergamo, ha ottenuto un finanziamento dalla fondazione Cariplo di 120 mila euro, da utilizzare entro il 4 marzo 2005. L'Ecomuseo è stato dedicato a Leonardo poiché, per i suoi studi di idraulica compiuti sull'Adda, può essere considerato l'ispiratore del naviglio di Paderno. Tra il 1506 e il 1513, nel corso della sua seconda permanenza a Milano, Leonardo soggiornò più volte sull'Adda, ospite nella casa del nobile Girolamo Melzi, a Vaprio.
Dalla terrazza della villa o dai suoi immediati dintorni, Leonardo disegnò ripetutamente il paesaggio dell'Adda e intraprese degli studi per collegare il lago di Como con la città di Milano, scendendo lungo l'Adda.
Leonardo prevedeva di superare il tratto di fiume non navigabile (quello situato nella valle della Rocchetta) con un'opera ardita: uno sbarramento da realizzare in prossimità dei Tre Corni, una tratta cieca di canale scavato nella sponda bergamasca, una sola grande conca e uno sbocco in Adda (in galleria) per portare le barche al di là delle rapide. Schizzi e appunti del progetto appaiono nel Codice Atlantico.
Matteo Sala
Italcementi, il testimone a Carlo Pesenti
Da condirettore a consigliere delegato: alla guida la quinta generazione. Al padre Giampiero la presidenza Nel 2004 primo trimestre boom: raddoppia l'utile netto. Il colosso del cemento punta sull'India
La famiglia Pesenti taglia il traguardo del secolo alla guida dell'Italcementi (ma la fondazione della società risale a 140 anni fa) collocando a capo del colosso cementiero la quinta generazione, vale a dire Carlo, figlio di Giampiero. Il quarantunenne ingegnere, fino a ieri condirettore generale, ha assunto la carica di consigliere delegato, mentre il padre Giampiero è diventato presidente al posto di Giovanni Giavazzi. Quest'ultimo resta, comunque, ai vertici della società come vicepresidente assieme a Pierfranco Barabani.
Il cambio della guardia è avvenuto ieri pomeriggio, al termine dell'assemblea annuale dell'Italcementi - tenutasi nella sede di via Camozzi, a Bergamo - che ha approvato il bilancio 2003 ed eletto il nuovo consiglio di amministrazione (allargato a 18 membri) che resterà in carica fino al 2006. Accanto agli uscenti riconfermati (Pierfranco Barabani, Federico Falck, Danilo Gambirasi, Giovanni Giavazzi, Bruno Isabella, Karl Janjöri, Italo Lucchini. Yves Renè Nanot, Massimo Pellegrini, Carlo Pesenti, Giampiero Pesenti, Marco Piccinini, Ettore Rossi, Attilio Rota e Emilio Zanetti) sono stati nominati Alberto Bombassei (presidente della Brembo e di Federmeccanica e da poco designato vicepresidente di Confindustria), Alberto Clô (professore universitario, già ministro dell'Industria nel governo Dini) e Sebastiano Mazzoleni (dirigente dell'Italcementi).
L'assemblea dell'Italcementi ha anche deciso di distribuire un dividendo di 0,27 euro (invariato rispetto al 2002) alle azioni ordinarie e di 0,30 euro (invariato) alle azioni di risparmio. In più, è stata approvata la distribuzione di un dividendo straordinario di 0,05 euro ad entrambe le categorie di azioni per festeggiare i 140 anni di fondazione (i Pesenti ne sono invece alla guida dal 1904).
L'assemblea ha anche approvato il bilancio 2003 che mostra una crescita del fatturato dello 0,5% a 4.285 milioni di euro, nonostante l'effetto negativo del dollaro debole e nonostante il venir meno dei vantaggi fiscali legati alla Tremonti bis. Sensibile, nel 2003, il rafforzamento patrimoniale, con l'indebitamento sceso di 288 milioni (meno 13,8%) a quota 1.798 milioni.
Per quanto riguarda invece il primo trimestre 2004, Italcementi ha registrato una crescita del fatturato consolidato a 1.004 milioni di euro, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2003. L'utile netto totale è raddoppiato a quota 46,3 milioni, con un balzo del 108,7%, mentre l'utile netto di competenza ha toccato i 31,3 milioni (più 98,4%). «Il buon andamento del primo trimestre dell'esercizio - dice la società - convalida le previsioni già espresse nella relazione annuale di una positiva evoluzione delle attività del gruppo nel 2004, accompagnata peraltro da una crescita dei costi operativi. La tendenza positiva del trimestre consente di consolidare l'aspettativa per il 2004 di risultati almeno allineati a quelli del 2003».
Per quanto riguarda i dati registrati nei primi tre mesi dell'anno, a livello di margine operativo lordo la crescita è stata del 5,9% a 194,7 milioni, mentre il risultato operativo ha segnato un progresso del 12,2% a 99,7 milioni.
La crescita dei ricavi è stata registrata in tutti i settori di attività e il progresso è risultato generalizzato sia nei mercati sviluppati sia nell'insieme di quelli emergenti, con performance particolarmente positive nei Paesi asiatici.
Sempre ieri sono stati diffusi i dati di Ciment Français, che ha chiuso il primo trimestre del 2004 con un fatturato di 666 milioni di euro (+7,9% rispetto allo stesso periodo del 2003). Molti gli argomenti trattati nel corso dell'assemblea, a cominciare dall'espansione della società nei nuovi mercati. «La nostra tendenza - ha spiegato Giampiero Pesenti - è di andare nei mercati dove già stiamo operando, ma sempre con una particolare attenzione alle disponibilità finanziarie, soprattutto al "cash flow". Se si va a debito si rischia di fare una brutta fine». Italcementi è presente in particolare in India, in Egitto, in Turchia. Italcementi non esclude la Cina, dove è funzionante un ufficio a Pechino, «ma in questo momento preferiamo investire dove già stiamo operando». Rispondendo, poi, ad un socio che sollecitava la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie, Pesenti ha detto che la società non ha «alcuna intenzione di cambiare o sostituire le azioni di risparmio». Si è parlato anche dei numerosi interventi innovativi negli impianti dell'Italcementi: dopo Calusco ora tocca al polo produttivo di Malaga, quindi sarà la volta dello stabilimento americano di Martinsburg. I combustibili alternativi - altro argomento di discussione - «restano un punto di forza dell'Italcementi» e così l'autoproduzione energetica (la società copre il 28% del suo fabbisogno energetico).
Carlo Pesenti ha parlato poi dei quattro progetti di impianti termoelettrici della controllata Italgen per complessivi 2.400 megawatt. Il primo a partire dovrebbe essere quello bergamasco di Villa di Serio da 290 megawatt (garantirà il fabbisogno per gli impianti di produzione di Italcementi nella zona), anche se ci sono ancora alcuni ostacoli. «Pensavamo di avere tutte le autorizzazioni - ha spiegato Carlo Pesenti - ma è arrivato il blocco da parte di una Comunità montana dato che un metanodotto attraverserebbe i terreni occupati dai vigneti delle produzioni tipiche di Valcalepio e Moscato di Scanzo. Stiamo raggiungendo un accordo con i proprietari dei vigneti e poi attendiamo l'autorizzazione finale, per l'inizio di luglio, da parte della Regione Lombardia».
Per concludere, la Borsa: ieri il titolo Italcementi ha segnato un progresso del 2,8%.
P. S.
Ha guidato il gruppo per 20 anni
Giampiero Pesenti è nato il 5 maggio 1931 e, dunque, proprio oggi compie 73 anni. Laureato in Ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, è sposato, con tre figli. Dopo la laurea, inizia nel 1958 la sua attività in Italcementi. Nel 1983 diventa direttore generale e nell'84 consigliere delegato di Italcementi (da ieri ne è il presidente), che, insieme alla controllata Ciments Français, costituisce il quinto gruppo cementiero a livello mondiale. Sempre vent'anni fa assume la carica di presidente e consigliere delegato di Italmobiliare, la società holding che, oltre a controllare Italcementi, detiene importanti partecipazioni nel settore industriale, finanziario, bancario e dei servizi. Giampiero Pesenti fa parte dei consigli di amministrazione di importanti società come Pirelli, Ras, Gim e Mittel. È membro della Giunta di Confindustria.
Prende le redini a 41 anni
Carlo Pesenti, classe 1963, si è laureato, come il padre, in Ingegneria meccanica al Politecnico di Milano. È sposato e padre di cinque figli. È direttore generale di Italmobiliare e, da ieri, consigliere delegato dell'Italcementi (dopo aver ricoperto la carica di condirettore generale). Dopo la laurea e un periodo di studio e di lavoro all'estero, sviluppa diverse esperienze in Italcementi. Master di Economia alla Bocconi, è «project manager» e matura un tirocinio alla direzione centrale finanza amministrazione e controllo. Carlo Pesenti è presente nei consigli di amministrazione di molte altre società fra cui Mediobanca, UniCredito Italiano, Banche Popolari Unite, Rcs MediaGroup e Sesaab. Fa anche parte della Giunta dell'Unione industriali di Bergamo. Nel maggio 2003 è nominato membro della Giunta di Confindustria.
Le dighe sull'Adda diventano museo
Itinerario storico-naturalistico dell'ente Parco: sabato l'inaugurazioneI
l parco Adda Nord inaugurerà sabato alle 10,30, allo Stallazzo di Paderno d'Adda, il nuovo Ecomuseo dedicato a Leonardo da Vinci.
«Il nostro parco – afferma Piergiorgio Locatelli, presidente del parco Adda Nord – è ricco non solo di flora, fauna e ambienti naturali, ma anche di storia e architettura. Le sorprendenti testimonianze della presenza di Leonardo da Vinci, l'importanza delle vie d'acqua, il naviglio di Paderno e il naviglio della Martesana che hanno profondamente inciso nell'economia del Ducato di Milano, regalano molteplici suggestioni culturali. Da qui nasce l'Ecomuseo Adda di Leonardo. Si tratta di un museo all'aperto in cui riscoprire le sovrapposizioni storiche, artistiche e naturalistiche del territorio. L'Ecomuseo si sviluppa interamente all'aperto dalla diga di Robbiate alla centrale elettrica di Cornate d'Adda, in gran parte lungo il naviglio di Paderno. Il percorso è stato suddiviso in 14 tappe, che a loro volta si articolano in 47 stazioni di importanza storica e naturalistica. La genesi dell'Ecomuseo si deve al Comitato rotariano per il restauro delle chiuse dell'Adda, che per primo mise in luce il valore universale di questi luoghi e avanzò nel 1997, sotto l'impulso dello scomparso Mario Riveda, l'idea di un loro recupero. Con il sostegno della Regione, la proposta ha ottenuto il riconoscimento dell'Unione Europea».
«Nel 2001 – spiega Bernardino Farchi, direttore del parco – il progetto ha ricevuto un finanziamento di un milione e mezzo di euro, proveniente da un accordo tra il ministero dell'Ambiente e la Regione. Parte di questi fondi, 774.685 euro, sono stati utilizzati per un restauro conservativo di alcuni edifici situati intorno alla valle della Rocchetta». Il progetto di restauro è stato studiato dal Parco Adda Nord e dal Politecnico di Milano. Tra gli edifici restaurati c'è lo Stallazzo, che è stato trasformato in un punto d'informazione, ristoro e stazione didattica, dotato di una postazione multimediale con un computer che permetterà di far vedere il funzionamento del sistema di chiuse del Naviglio. È stata riqualificata anche l'alzaia, l'antica strada lungo il quale si sviluppa l'Ecomuseo.
Per la gestione dell'Ecomuseo il parco Adda Nord, insieme con il Consorzio Priula di Bergamo, ha ottenuto un finanziamento dalla fondazione Cariplo di 120 mila euro, da utilizzare entro il 4 marzo 2005. L'Ecomuseo è stato dedicato a Leonardo poiché, per i suoi studi di idraulica compiuti sull'Adda, può essere considerato l'ispiratore del naviglio di Paderno. Tra il 1506 e il 1513, nel corso della sua seconda permanenza a Milano, Leonardo soggiornò più volte sull'Adda, ospite nella casa del nobile Girolamo Melzi, a Vaprio.
Dalla terrazza della villa o dai suoi immediati dintorni, Leonardo disegnò ripetutamente il paesaggio dell'Adda e intraprese degli studi per collegare il lago di Como con la città di Milano, scendendo lungo l'Adda.
Leonardo prevedeva di superare il tratto di fiume non navigabile (quello situato nella valle della Rocchetta) con un'opera ardita: uno sbarramento da realizzare in prossimità dei Tre Corni, una tratta cieca di canale scavato nella sponda bergamasca, una sola grande conca e uno sbocco in Adda (in galleria) per portare le barche al di là delle rapide. Schizzi e appunti del progetto appaiono nel Codice Atlantico.
Matteo Sala
Italcementi, il testimone a Carlo Pesenti
Da condirettore a consigliere delegato: alla guida la quinta generazione. Al padre Giampiero la presidenza Nel 2004 primo trimestre boom: raddoppia l'utile netto. Il colosso del cemento punta sull'India
La famiglia Pesenti taglia il traguardo del secolo alla guida dell'Italcementi (ma la fondazione della società risale a 140 anni fa) collocando a capo del colosso cementiero la quinta generazione, vale a dire Carlo, figlio di Giampiero. Il quarantunenne ingegnere, fino a ieri condirettore generale, ha assunto la carica di consigliere delegato, mentre il padre Giampiero è diventato presidente al posto di Giovanni Giavazzi. Quest'ultimo resta, comunque, ai vertici della società come vicepresidente assieme a Pierfranco Barabani.
Il cambio della guardia è avvenuto ieri pomeriggio, al termine dell'assemblea annuale dell'Italcementi - tenutasi nella sede di via Camozzi, a Bergamo - che ha approvato il bilancio 2003 ed eletto il nuovo consiglio di amministrazione (allargato a 18 membri) che resterà in carica fino al 2006. Accanto agli uscenti riconfermati (Pierfranco Barabani, Federico Falck, Danilo Gambirasi, Giovanni Giavazzi, Bruno Isabella, Karl Janjöri, Italo Lucchini. Yves Renè Nanot, Massimo Pellegrini, Carlo Pesenti, Giampiero Pesenti, Marco Piccinini, Ettore Rossi, Attilio Rota e Emilio Zanetti) sono stati nominati Alberto Bombassei (presidente della Brembo e di Federmeccanica e da poco designato vicepresidente di Confindustria), Alberto Clô (professore universitario, già ministro dell'Industria nel governo Dini) e Sebastiano Mazzoleni (dirigente dell'Italcementi).
L'assemblea dell'Italcementi ha anche deciso di distribuire un dividendo di 0,27 euro (invariato rispetto al 2002) alle azioni ordinarie e di 0,30 euro (invariato) alle azioni di risparmio. In più, è stata approvata la distribuzione di un dividendo straordinario di 0,05 euro ad entrambe le categorie di azioni per festeggiare i 140 anni di fondazione (i Pesenti ne sono invece alla guida dal 1904).
L'assemblea ha anche approvato il bilancio 2003 che mostra una crescita del fatturato dello 0,5% a 4.285 milioni di euro, nonostante l'effetto negativo del dollaro debole e nonostante il venir meno dei vantaggi fiscali legati alla Tremonti bis. Sensibile, nel 2003, il rafforzamento patrimoniale, con l'indebitamento sceso di 288 milioni (meno 13,8%) a quota 1.798 milioni.
Per quanto riguarda invece il primo trimestre 2004, Italcementi ha registrato una crescita del fatturato consolidato a 1.004 milioni di euro, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2003. L'utile netto totale è raddoppiato a quota 46,3 milioni, con un balzo del 108,7%, mentre l'utile netto di competenza ha toccato i 31,3 milioni (più 98,4%). «Il buon andamento del primo trimestre dell'esercizio - dice la società - convalida le previsioni già espresse nella relazione annuale di una positiva evoluzione delle attività del gruppo nel 2004, accompagnata peraltro da una crescita dei costi operativi. La tendenza positiva del trimestre consente di consolidare l'aspettativa per il 2004 di risultati almeno allineati a quelli del 2003».
Per quanto riguarda i dati registrati nei primi tre mesi dell'anno, a livello di margine operativo lordo la crescita è stata del 5,9% a 194,7 milioni, mentre il risultato operativo ha segnato un progresso del 12,2% a 99,7 milioni.
La crescita dei ricavi è stata registrata in tutti i settori di attività e il progresso è risultato generalizzato sia nei mercati sviluppati sia nell'insieme di quelli emergenti, con performance particolarmente positive nei Paesi asiatici.
Sempre ieri sono stati diffusi i dati di Ciment Français, che ha chiuso il primo trimestre del 2004 con un fatturato di 666 milioni di euro (+7,9% rispetto allo stesso periodo del 2003). Molti gli argomenti trattati nel corso dell'assemblea, a cominciare dall'espansione della società nei nuovi mercati. «La nostra tendenza - ha spiegato Giampiero Pesenti - è di andare nei mercati dove già stiamo operando, ma sempre con una particolare attenzione alle disponibilità finanziarie, soprattutto al "cash flow". Se si va a debito si rischia di fare una brutta fine». Italcementi è presente in particolare in India, in Egitto, in Turchia. Italcementi non esclude la Cina, dove è funzionante un ufficio a Pechino, «ma in questo momento preferiamo investire dove già stiamo operando». Rispondendo, poi, ad un socio che sollecitava la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie, Pesenti ha detto che la società non ha «alcuna intenzione di cambiare o sostituire le azioni di risparmio». Si è parlato anche dei numerosi interventi innovativi negli impianti dell'Italcementi: dopo Calusco ora tocca al polo produttivo di Malaga, quindi sarà la volta dello stabilimento americano di Martinsburg. I combustibili alternativi - altro argomento di discussione - «restano un punto di forza dell'Italcementi» e così l'autoproduzione energetica (la società copre il 28% del suo fabbisogno energetico).
Carlo Pesenti ha parlato poi dei quattro progetti di impianti termoelettrici della controllata Italgen per complessivi 2.400 megawatt. Il primo a partire dovrebbe essere quello bergamasco di Villa di Serio da 290 megawatt (garantirà il fabbisogno per gli impianti di produzione di Italcementi nella zona), anche se ci sono ancora alcuni ostacoli. «Pensavamo di avere tutte le autorizzazioni - ha spiegato Carlo Pesenti - ma è arrivato il blocco da parte di una Comunità montana dato che un metanodotto attraverserebbe i terreni occupati dai vigneti delle produzioni tipiche di Valcalepio e Moscato di Scanzo. Stiamo raggiungendo un accordo con i proprietari dei vigneti e poi attendiamo l'autorizzazione finale, per l'inizio di luglio, da parte della Regione Lombardia».
Per concludere, la Borsa: ieri il titolo Italcementi ha segnato un progresso del 2,8%.
P. S.
Ha guidato il gruppo per 20 anni
Giampiero Pesenti è nato il 5 maggio 1931 e, dunque, proprio oggi compie 73 anni. Laureato in Ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, è sposato, con tre figli. Dopo la laurea, inizia nel 1958 la sua attività in Italcementi. Nel 1983 diventa direttore generale e nell'84 consigliere delegato di Italcementi (da ieri ne è il presidente), che, insieme alla controllata Ciments Français, costituisce il quinto gruppo cementiero a livello mondiale. Sempre vent'anni fa assume la carica di presidente e consigliere delegato di Italmobiliare, la società holding che, oltre a controllare Italcementi, detiene importanti partecipazioni nel settore industriale, finanziario, bancario e dei servizi. Giampiero Pesenti fa parte dei consigli di amministrazione di importanti società come Pirelli, Ras, Gim e Mittel. È membro della Giunta di Confindustria.
Prende le redini a 41 anni
Carlo Pesenti, classe 1963, si è laureato, come il padre, in Ingegneria meccanica al Politecnico di Milano. È sposato e padre di cinque figli. È direttore generale di Italmobiliare e, da ieri, consigliere delegato dell'Italcementi (dopo aver ricoperto la carica di condirettore generale). Dopo la laurea e un periodo di studio e di lavoro all'estero, sviluppa diverse esperienze in Italcementi. Master di Economia alla Bocconi, è «project manager» e matura un tirocinio alla direzione centrale finanza amministrazione e controllo. Carlo Pesenti è presente nei consigli di amministrazione di molte altre società fra cui Mediobanca, UniCredito Italiano, Banche Popolari Unite, Rcs MediaGroup e Sesaab. Fa anche parte della Giunta dell'Unione industriali di Bergamo. Nel maggio 2003 è nominato membro della Giunta di Confindustria.
Tuesday, May 04, 2004
IL TEMPO 04 05 04
Edilizia, cartello dei cementieri sui prezzi
Si impennano le quotazioni più dell’aumento dei combustibili per lavorare la materia prima
Costruire una casa sempre più difficile. In cinque anni la paga di un operaio specializzato è aumentata di 12 euro
di STEFANIA MORDEGLIA
COSTRUIRE una casa ha costi astronomici per le imprese. Dal cemento ai salari degli operai, dai trasporti ai noli, tutti i forti rincari degli ultimi anni fanno sì che, chi costruisce, si trova a dover affrontare spese pesanti come macigni.
Ma iniziamo dal prezzo del cemento. In pochi giorni quasi tutti i maggiori produttori, da Italcementi e Colacem a Sacci, hanno deciso di alzare i listini, innescando un'ondata di aumenti a catena che partiranno da fine maggio. Il cemento sfuso 32.5 R, che fa da «benchmark» al settore, è arrivato così a raggiungere punte di 84 euro, quello di classe 42.5 R a sfiorare i 94 euro e il 52.5 R è addirittura volato a quota 103 euro la tonnellata. Record che rischiano di far impennare i costi delle costruzioni. Due anni fa, infatti, lo stesso tipo di cemento quotava 75 euro circa e tre anni fa poco più di 70 euro la tonnellata.
All'origine del blitz, sottolineano le aziende del settore, ci sono i «rilevanti aumenti di costo che si sono registrati negli ultimi anni». A far infiammare i listini sarebbero soprattutto l'aumento dei combustibili per cuocere la materia prima, in particolare del carbone, che è agganciato all'andamento del petrolio, ma anche il caro-energia elettrica e il costo del lavoro.
Da uno studio presentato nei giorni scorsi a un convegno organizzato dall'Igi sulle oscillazioni dei prezzi negli appalti e nelle concessioni risulta che in pochi anni il costo di un operaio specializzato è passato dai 18 euro l'ora del 2000-2001 ai 23-25 euro degli anni 2003-2003 ai 27-30 del 2004-2005, con incrementi di circa 5 euro l'ora nel biennio, oltre al 10%, e quindi ben al di sopra del tasso di inflazione programmato. Ma c'è un altro elemento che contribuisce a innescare il caro-cemento. Si tratta dell’aumento generalizzato del costo dei trasporti, causato dai rincari della benzina e del gasolio. Su quest'ultimo capitolo incide, in parte, anche l'aumento dei noli, determinato dall'esplosione delle importazioni di materie prime dalla Cina. La domanda di trasporto marittimo, infatti, è molto cresciuta e i noli sono scattati verso l'alto, penalizzando le importazioni di cemento e di clinker, un semilavorato utilizzato per la produzione del cemento.
Intanto, è frattura tra i big del cemento nel piano del ministero dell'Ambiente sulle quote di gas serra, determinante per il futuro delle aziende del settore. Fallito il tentativo di arrivare ad un fronte comune, la polemica divampa e il rischio è di arrivare a una spaccatura dell'Aitec, l'Associazione italiana tecnico-economica del cemento che fa capo a Confindustria e raggruppa i più bei nomi del settore, da Italcementi a Buzzi a Colacem, Cementir, Holcim e Cementirossi. Secondo alcune fonti, dopo le prese di posizione anche molto forti di alcuni soci Aitec si potrebbe addirittura arrivare alle dimissioni del presidente, Giacomo Marazzi. La posta in gioco infatti è molto alta. Si tratta di stabilire regole decisive per un settore al secondo posto per importanza in Europa, che contribuisce per quasi il 9% al Pil italiano e che nel 2003 ha registrato investimenti per quasi 92 mila milioni di euro.
martedì 4 maggio 2004
Edilizia, cartello dei cementieri sui prezzi
Si impennano le quotazioni più dell’aumento dei combustibili per lavorare la materia prima
Costruire una casa sempre più difficile. In cinque anni la paga di un operaio specializzato è aumentata di 12 euro
di STEFANIA MORDEGLIA
COSTRUIRE una casa ha costi astronomici per le imprese. Dal cemento ai salari degli operai, dai trasporti ai noli, tutti i forti rincari degli ultimi anni fanno sì che, chi costruisce, si trova a dover affrontare spese pesanti come macigni.
Ma iniziamo dal prezzo del cemento. In pochi giorni quasi tutti i maggiori produttori, da Italcementi e Colacem a Sacci, hanno deciso di alzare i listini, innescando un'ondata di aumenti a catena che partiranno da fine maggio. Il cemento sfuso 32.5 R, che fa da «benchmark» al settore, è arrivato così a raggiungere punte di 84 euro, quello di classe 42.5 R a sfiorare i 94 euro e il 52.5 R è addirittura volato a quota 103 euro la tonnellata. Record che rischiano di far impennare i costi delle costruzioni. Due anni fa, infatti, lo stesso tipo di cemento quotava 75 euro circa e tre anni fa poco più di 70 euro la tonnellata.
All'origine del blitz, sottolineano le aziende del settore, ci sono i «rilevanti aumenti di costo che si sono registrati negli ultimi anni». A far infiammare i listini sarebbero soprattutto l'aumento dei combustibili per cuocere la materia prima, in particolare del carbone, che è agganciato all'andamento del petrolio, ma anche il caro-energia elettrica e il costo del lavoro.
Da uno studio presentato nei giorni scorsi a un convegno organizzato dall'Igi sulle oscillazioni dei prezzi negli appalti e nelle concessioni risulta che in pochi anni il costo di un operaio specializzato è passato dai 18 euro l'ora del 2000-2001 ai 23-25 euro degli anni 2003-2003 ai 27-30 del 2004-2005, con incrementi di circa 5 euro l'ora nel biennio, oltre al 10%, e quindi ben al di sopra del tasso di inflazione programmato. Ma c'è un altro elemento che contribuisce a innescare il caro-cemento. Si tratta dell’aumento generalizzato del costo dei trasporti, causato dai rincari della benzina e del gasolio. Su quest'ultimo capitolo incide, in parte, anche l'aumento dei noli, determinato dall'esplosione delle importazioni di materie prime dalla Cina. La domanda di trasporto marittimo, infatti, è molto cresciuta e i noli sono scattati verso l'alto, penalizzando le importazioni di cemento e di clinker, un semilavorato utilizzato per la produzione del cemento.
Intanto, è frattura tra i big del cemento nel piano del ministero dell'Ambiente sulle quote di gas serra, determinante per il futuro delle aziende del settore. Fallito il tentativo di arrivare ad un fronte comune, la polemica divampa e il rischio è di arrivare a una spaccatura dell'Aitec, l'Associazione italiana tecnico-economica del cemento che fa capo a Confindustria e raggruppa i più bei nomi del settore, da Italcementi a Buzzi a Colacem, Cementir, Holcim e Cementirossi. Secondo alcune fonti, dopo le prese di posizione anche molto forti di alcuni soci Aitec si potrebbe addirittura arrivare alle dimissioni del presidente, Giacomo Marazzi. La posta in gioco infatti è molto alta. Si tratta di stabilire regole decisive per un settore al secondo posto per importanza in Europa, che contribuisce per quasi il 9% al Pil italiano e che nel 2003 ha registrato investimenti per quasi 92 mila milioni di euro.
martedì 4 maggio 2004
Thursday, April 29, 2004
LANUOVAECOLOGIA 28 04 04
CLIMA|Presentato il Nap sulla riduzione dei gas serra
L'Italia che fa Piano
L’Italia deve ridurre le emissioni del 6,5% rispetto al 1990 entro il 2012, ma attualmente si registra un aumento del 7,3%. Aperto alla consultazione fino al prossimo 5 maggio lo schema che assegna le quote di gas climalteranti per singoli settori. Primi commenti e critiche / Il documento
Con quasi un mese di ritardo rispetto al termine previsto, anche l’Italia ha presentato alla Commissione europea il Piano nazionale di assegnazione delle quote di emissioni di gas serra (Nap), come stabilito dalla direttiva comunitaria 87 del 2003. Il documento, che fissa per ogni settore produttivo la quantità annua di CO2 che può essere emessa, è
stato presentato lo scorso 20 aprile e resterà aperto alla consultazione sul sito del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio fino al prossimo 5 maggio.
Il ministro dell’Ambiente Altero Matteoli ha definito il piano «molto equilibrato», ricordando che «L'Italia ha raggiunto anche un'alta efficienza energetica e non utilizza il nucleare».
Diversi analisti del settore, italiani ed europei, hanno invece espresso notevoli perplessità sul piano, definito troppo permissivo sulle quantità di emissioni consentite.
«In particolare per il settore elettrico il Nap prevede la possibilità di aumentare le emissioni del 39% rispetto ai valori del 1990 e del 14% rispetto al 2000 – spiega Gianni Silvestrini, direttore scientifico della rivista QualEnergia – Si tratta quindi di un contenimento di poco inferiore allo scenario cosiddetto “business as usual”, cioè privo di politiche in merito, e decisamente inadeguato a rispettare gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto».
Il trattato sui cambiamenti climatici del 1997 prevede infatti per l’Italia una riduzione delle emissioni del 6,5% rispetto ai valori del 1990 entro il 2012, mentre attualmente si registra un aumento del 7,3%, come riportato da un documento presentato dall’istituto di ricerche Ambiente Italia e Legambiente alla Cop9 dello scorso dicembre.
«Le politiche energetiche del governo si stavano concentrando sugli scambi di emissioni e sugli interventi all’estero piuttosto che sugli interventi strutturali per migliorare l’efficienza energetica nazionale – aggiunge Silvestrini – ma un piano permissivo come quello presentato nei giorni scorsi, se dovesse essere approvato in sede europea, non riuscirebbe a incentivare nemmeno i meccanismi flessibili. Per quanto riguarda l’efficienza energetica del settore industriale – conclude Silvestrini – è bene ricordare che nel 2000 l’intensità energetica dell’industria manifatturiera italiana si è ridotta del 7%, cioè meno della media europea del 10%».
28 aprile 2004
CLIMA|Presentato il Nap sulla riduzione dei gas serra
L'Italia che fa Piano
L’Italia deve ridurre le emissioni del 6,5% rispetto al 1990 entro il 2012, ma attualmente si registra un aumento del 7,3%. Aperto alla consultazione fino al prossimo 5 maggio lo schema che assegna le quote di gas climalteranti per singoli settori. Primi commenti e critiche / Il documento
Con quasi un mese di ritardo rispetto al termine previsto, anche l’Italia ha presentato alla Commissione europea il Piano nazionale di assegnazione delle quote di emissioni di gas serra (Nap), come stabilito dalla direttiva comunitaria 87 del 2003. Il documento, che fissa per ogni settore produttivo la quantità annua di CO2 che può essere emessa, è
stato presentato lo scorso 20 aprile e resterà aperto alla consultazione sul sito del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio fino al prossimo 5 maggio.
Il ministro dell’Ambiente Altero Matteoli ha definito il piano «molto equilibrato», ricordando che «L'Italia ha raggiunto anche un'alta efficienza energetica e non utilizza il nucleare».
Diversi analisti del settore, italiani ed europei, hanno invece espresso notevoli perplessità sul piano, definito troppo permissivo sulle quantità di emissioni consentite.
«In particolare per il settore elettrico il Nap prevede la possibilità di aumentare le emissioni del 39% rispetto ai valori del 1990 e del 14% rispetto al 2000 – spiega Gianni Silvestrini, direttore scientifico della rivista QualEnergia – Si tratta quindi di un contenimento di poco inferiore allo scenario cosiddetto “business as usual”, cioè privo di politiche in merito, e decisamente inadeguato a rispettare gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto».
Il trattato sui cambiamenti climatici del 1997 prevede infatti per l’Italia una riduzione delle emissioni del 6,5% rispetto ai valori del 1990 entro il 2012, mentre attualmente si registra un aumento del 7,3%, come riportato da un documento presentato dall’istituto di ricerche Ambiente Italia e Legambiente alla Cop9 dello scorso dicembre.
«Le politiche energetiche del governo si stavano concentrando sugli scambi di emissioni e sugli interventi all’estero piuttosto che sugli interventi strutturali per migliorare l’efficienza energetica nazionale – aggiunge Silvestrini – ma un piano permissivo come quello presentato nei giorni scorsi, se dovesse essere approvato in sede europea, non riuscirebbe a incentivare nemmeno i meccanismi flessibili. Per quanto riguarda l’efficienza energetica del settore industriale – conclude Silvestrini – è bene ricordare che nel 2000 l’intensità energetica dell’industria manifatturiera italiana si è ridotta del 7%, cioè meno della media europea del 10%».
28 aprile 2004
Subscribe to:
Comments (Atom)
Labels
- .- (1)
- “Esplosione a Calusco (1)
- 10.000 firme con i tre comitati per dire NO alle richieste di conversione di Italcementi (2)
- 100 strade per giocare 2011 (1)
- a (1)
- ABUSIVA (1)
- accorciamento (1)
- accordo italcementi (3)
- adda (2)
- adda di leonardo (1)
- agenda 21 calusco (11)
- agenda 21 meratese (2)
- Aiuto (1)
- allibiti” (1)
- Ambiente e tumori (4)
- ar (1)
- aria (1)
- Aria irrespirabile (12)
- arpa calusco (17)
- Aspettando la pioggia le polveri non mollano (1)
- Assemblea a Calusco d’Adda del 27 Novembre 2015 - V.I.A. Italcementi. (1)
- bergamo (2)
- Bergamo: consegnate 10mila firme ''contro'' l'inceneritore (2)
- brivio (1)
- calcestruzzi (3)
- calco (1)
- calusco (34)
- calusco compensazioni (49)
- calusco d'adda (7)
- CALUSCO D'ADDA bagarre al Consiglio comunale caluschese Lineacomune: «Senza scalo niente accordo sui rifiuti» I (1)
- calusco elezioni (2)
- calusco inceneritore (2)
- calusco italcementi (28)
- calusco le bugie hanno le gambe corte (1)
- Calusco terno (2)
- Calusco: 10mila firme per dire “no” all’inceneritore Italcementi (1)
- Calusco: 500 persone in sala civica per ascoltare medici e esperti su Italcementi (1)
- Calusco: a teatro il 14 maggio 2016 con i comitati Rete rifiuti zero (1)
- CALUSCO: UN BOATO (1)
- CARVICO (4)
- cascina maria (1)
- causco come milano (2)
- cava (1)
- cdr (10)
- cemento (3)
- cernusco lombardone (1)
- Chiude Milano Chuidete anche l'talcementi di Calusco almeno 500.000 auto al giorno in meno nei cieli di Lombardia (4)
- combustibili pericolosi (6)
- commissione europea (1)
- compensazioni (2)
- compensazioni ambientali (2)
- compensazioni mancate (3)
- Comuni sponsorizzati da Italcementi (1)
- Comunicato stampa tavolo Italcementi LEGAMBIENTE Circolo di Bergamo e Circolo Meratese (1)
- consumo di suolo (1)
- cornate (1)
- cornate d'adda (1)
- countdown calusco (1)
- cresco calusco (1)
- crisi (1)
- crisi italcementi (9)
- crisis italcementi (5)
- CS-ITALCEMENTI E INDAGINE EPIDEMIOLOGICA:QUALI LE AZIONI CONCRETE DA PARTE DEI SINDACI? (1)
- dai sempre speranza (2)
- Dalla riunione sono state escluse anche quelle amministrazioni comunali (1)
- dati emissioni calusco (2)
- diossina (1)
- DISCARICA (2)
- E’ emergenza smog nelle città italiane. Legambiente presenta Mal’aria 2012 (1)
- Eco di Bergamo (1)
- ECOMAFIA (3)
- ecomostro (2)
- ecomuseo (1)
- EFFETTI SULLA SALUTE UMANA DEGLI IMPIANTI DI INCENERIMENTO DI RIFIUTI (2)
- ep (1)
- Essroc di Martinsburg (West Virginia) USA (1)
- fiamme ed esplosione Italcementi (1)
- Fischi al sindaco Colleoni (2)
- fiumi lombardia (1)
- fog (1)
- forno di Valmadrera (2)
- goodbye copenhagen (1)
- gruppo Italcementi (1)
- Happy climate change (1)
- hiroshima (1)
- I COMITATI CITTADINI PROTOCOLLANO UN NUOVO DOCUMENTO OSSERVAZIONALE IN OCCASIONE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI SUL CASO ITALCEMENTI CALUSCO D’ADDA (1)
- i medici parlano a Calusco (1)
- i.lab italcementi (2)
- il 29 a Calusco (1)
- Il parere di esperti sugli studi epidemiologici e il loro valore (1)
- il ponte di paderno d adda (3)
- imbersago (5)
- incendio (1)
- Incenerimento dei rifiuti: una conferenza con tre medici per parlare delle conseguenze sulla salute (1)
- Incenerimento rifiuti (1)
- inceneritore (3)
- Inceneritori (3)
- Incentivi alle energie rinnovabili (1)
- inchiesta sulle responsabilità (1)
- indagine epidemiologica (5)
- indiscrezioni (1)
- inquinamento (4)
- Inquinamento: Calusco come Milano (4)
- io e gli alunni in classe Nessun intervento (1)
- itacementi compensazioni Calusco (1)
- italcementi (13)
- italcementi arabia (2)
- Italcementi Calusco: chiesta analisi epidemiologica (1)
- Italcementi Calusco: consegnate diecimila firme in Provincia (1)
- italcementi convegno (2)
- italcementi crisi (2)
- italcementi riassetto (1)
- Italcementi: C.Pesenti (1)
- ITALCEMENTI: FINALMENTE UN’ASSEMBLEA PUBBLICA! (1)
- Italcementi: superate le 5000 firme. Ancora gazebi in piazza (1)
- L' Calusco non sente il momento difficile del settore cemento (1)
- L’ARIA DEL MERATESE E' FUORILEGGE (3)
- la cementeria di Calusco d'Adda dopo 1.000 dalla firma la ferrovia ancora non c'e' (5)
- legambiente (1)
- legambiente meratese (1)
- lineacomune (1)
- lomagna (1)
- ma'aria (1)
- malaria (3)
- mancato rispetto (1)
- MANIFESTIAMO contro la trasformazione del cementificio di Calusco d’Adda in un INCENERITORE DI RIFIUTI TUTTI INSIEME SI PUO’ (1)
- medolago (2)
- merate (2)
- Merate: unanimità per la mozione sullo '''studio Crosignani''. Silvia Villa: è fondamentale per conoscere il rischio di ammalarsi di chi è sano (1)
- mercurio (2)
- monselice (2)
- monte canto (1)
- nanoparticelle (1)
- nanopatologie (2)
- no a nuove centrali (2)
- non è un camino (1)
- Nonostante il blocco delle Euro 2 lo smog è già ben oltre il limite (1)
- novacem (1)
- nucleare (1)
- Ombre su ombre e ... la ferrovia.. forse (1)
- osnago (1)
- ossido d'azoto (1)
- paderno (3)
- paderno d'adda (8)
- Paderno d'Adda e Solza (2)
- Paderno: depositato in comune il progetto per una nuova centrale idroelettrica nel canale dell`Adda Vecchia (2)
- Paderno: il consiglio unito chiede a Italcementi più garanzie a tutela della salute (1)
- Paderno: VALTER MOTTA si riconferma SINDACO (1)
- parco adda (1)
- parco adda nord (2)
- Patto Italcementi-Governo per tutelare l'ambiente (1)
- per volontà di alcuni questa possibilità mi è stata però negata" (1)
- Pesenti (1)
- pet coke (1)
- petcoke (2)
- piano cave (1)
- piano rifiuti (1)
- pinatubo (1)
- POI LE FIAMME. IN CORSO LE OPERAZIONI DI SPEGNIMENTO DELL'INCENDIO DI UN DEPOSITO DI NAFTA DELL'ITALCEMENTI (2)
- polveri novembre 2009 (1)
- polveri sottili (1)
- ponte di paderno d'adda (2)
- presa diretta (2)
- produzione ed emissione di metalli pesanti tossici per l’ambiente e dannosi per la salute umana (26)
- provincia di lecco (3)
- puliamo il mondo (1)
- Qualità dell'aria pessima (1)
- quello che inaliamo è puro veleno (1)
- Rapporto sullo stato dell’ambiente/1:L’Aria. Inchiesta su dati Arpa. L’atmosferasul lecchese rilevata da 6 centraline (2)
- renzo rotta (1)
- Respirare smog a pieni polmoni (5)
- Richiesta di partecipazione SIA ITALCEMENTI Inceneritore di Calusco d'Addda (1)
- rifiuti (3)
- Rifiuti nel forno di Calusco (1)
- Riprendono i lavori con Italcementi (1)
- robbiate (2)
- sacchini (1)
- salva l'adda (1)
- sergio perego (1)
- situazione patrimoniale molto equilibrata (1)
- smog (5)
- smoke (1)
- soldi anche agli inceneritori? (1)
- solza (5)
- Sponsorizzazioni Italcementi a Robbiate e Verderio (1)
- studi scientifici modificati per attestare la loro innocuità (1)
- sversamento petrolio adda (1)
- TAVOLO CRISI EDILIZIA: LA RICETTA DI LEGAMBIENTE (1)
- teleferica (1)
- tunnel (1)
- Un inceneritore ci sotterrerà (1)
- Usa: «I gas serra sono pericolosi»«Sono una minaccia per la salute umana» (1)
- valmadrea (1)
- valter motta (1)
- verderio (3)
- Vicino agli inceneritori aumenta la mortalità per il cancro. Il caso di Forlì (2)
- villa d'adda (3)
- virgilio sacchini (1)
- vivere la piazza Paderno d'Adda (1)
- voler bene all'italia (1)