L'ECO DI BERGAMO 23 04 05
Noleggi cari, Italcementi si compra le navi
La prima destinata al Mediterraneo sarà varata a breve, la seconda porterà il cemento in Nord America Progetti per produrre energia in India e Marocco. Previsioni confermate: nel 2005 risultati stabili
Il nuovo impianto dell'Italcementi a Calusco d'Adda: la tecnologia utilizzata qui viene ora esportata negli stabilimenti in Spagna e negli Stati Uniti
I noleggi per il trasporto via mare del cemento oggi costano troppo e per superare l'ostacolo Italcementi ha deciso di acquistare direttamente le navi. Due investimenti sono già stati individuati e la prima imbarcazione sarà inaugurata a giorni.Lo ha spiegato ieri agli azionisti il consigliere delegato Carlo Pesenti durante l'assemblea che ha approvato il bilancio 2004 e l'assegnazione dei dividendi. Nel settore del cemento i mercati sono sempre più integrati e il trasporto marittimo gioca un ruolo importante. «Abbiamo sofferto l'incremento del costo dei noli, che è arrivato al 100-150%», ha detto Pesenti. «Quindi abbiamo deciso di investire in qualche unità navale per normalizzare i costi di acquisto di questi servizi».La prima nave, prossima al varo, ha una capacità di 5-6.000 tonnellate e sarà utilizzata per i collegamenti nel Mediterraneo. Il secondo acquisto che si sta valutando riguarda un'imbarcazione usata come la prima ma più grande con una portata di 35-40.000 tonnellate da destinare al trasporto del cemento dal Mediterraneo al Nord-America.La soluzione fatta in casa per servizi strategici non riguarda solo le navi. All'assemblea degli azionisti che si è riunita ieri a Bergamo è stato fatto il punto anche sull'autoproduzione di energia elettrica. Il progetto di ammodernamento della centrale termoelettrica di Villa di Serio, che fa capo alla società del gruppo Italgen, ha avuto a gennaio parere favorevole dalla Provincia, sia per la realizzazione della centrale sia per la variante al metanodotto. Ora si è in attesa della delibera regionale. L'operazione consentirà di avere un risparmio del 20% sui costi di acquisto di energia elettrica. Italcementi pensa di seguire la via dell'autoproduzione anche in altri Paesi. In India c'è già il via libera per una centrale e valutazioni per lo sviluppo di un impianto turbogas si stanno facendo anche in Marocco.Il Far-East e il bacino del Mediterraneo sono fra l'altro le aree alle quali Italcementi guarda per la sua ulteriore espansione. Una crescita che segue due direttrici: nuovi insediamenti e acquisizioni all'estero da una parte e ristrutturazione degli stabilimenti esistenti dall'altra, come è già stato fatto con la cementeria di Calusco d'Adda, con una tecnologia che fra l'altro ora verrà esportata negli stabilimenti di Malaga in Spagna e Martinsburg negli Stati Uniti. Rispetto all'estero, il presidente Giampiero Pesenti ha sottolineato: «Ci rivolgiamo soprattutto ai mercati emergenti. Guardiamo sempre con grande interesse ai Paesi asiatici, dove si prevedono sviluppi interessanti per il consumo di cemento». Particolare attenzione in quell'area è rivolta all'India.Spunti interessanti stanno arrivando anche dal Kazakistan, anche se i volumi produttivi sono ancora inferiori rispetto ad altre realtà: per il 2005 sono previste 500-600.000 tonnellate. I risultati della Shymkent Cement vengono consolidati per la prima volta integralmente proprio nel bilancio 2004. «È tra i Paesi della regione con migliori prospettive per le risorse che ha a disposizione e stiamo pensando a sviluppare ulteriormente la nostra presenza», ha commentato Carlo Pesenti.È positiva la tendenza di crescita anche in Egitto, dove Italcementi, tramite la sub-holding Ciments Français, ha raggiunto in marzo il controllo (54,2%) di Suez Cement Company, produttore leader con una quota di mercato locale pari al 22-23%. L'Egitto è il quarto Paese nel Mediterrano nel settore del cemento, dopo Spagna, Italia e Turchia e, dopo la recessione seguita ai fatti del 2001, ora si aprono prospettive interessanti. Lo testimoniano anche i dati di vendita del primo trimestre che, dopo un avvio fiacco a gennaio, hanno fatto segnare una crescita a due cifre. Suez Cement sarà consolidata nel nuovo perimetro dal secondo trimestre di quest'anno. «L'acquisizione - ha sottolineato Carlo Pesenti - darà un contributo positivo al conto economico», sia in termini di fatturato sia di margini.In generale per il 2005, ha detto Giampiero Pesenti a margine dell'assemblea, «pensiamo di mantenere le previsioni». Qualche indicazione ulteriore arriverà dalla prima trimestrale, che andrà in consiglio d'amministrazione il 4 maggio. Le previsioni per quest'anno contenute nel bilancio 2004 parlano di un sostanziale mantenimento del risultato operativo dello scorso esercizio.Durante l'assemblea il direttore generale Rodolfo Danielli ha analizzato l'andamento dei singoli mercati. Il primo trimestre del 2005 ha risentito nei Paesi dell'Europa meridionale dell'ondata di freddo e precipitazioni che ha rallentato i lavori nell'edilizia. Già in aprile, comunque, si è avuta una ripresa decisa delle attività. Negli Stati Uniti il trend positivo continua, così come nei Paesi emergenti. Per il mercato delle costruzioni, le stime dicono che in Italia è attesa una crescita del mercato fra lo 0,5 e il 2%, una situazione di sostanziale stabilità in Francia, con oscillazione fra -0,5 e +0,5%, mentre gli incrementi più significativi si dovrebbero avere negli Stati Uniti, fra il 2 e il 4%.Silvana Galizzi
MEMORIA SUL CEMENTIFICIO INCENERITORE DI Calusco d'Adda la Pianura Padana resta la zona peggiore d'Europa insieme all'area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).
Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni
NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI :
Paderno d'Adda e Solza
.
HANNO FIRMATO :
Calusco d'Adda,
Cornate d'Adda,
Imbersago,
Medolago,
Parco Adda Nord,
Robbiate,
Verderio Inferiore,
Verderio Superiore,
Villa d'Adda,
Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia .
Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento .
http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html
Countdown alla ferrovia
il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .
Sunday, April 24, 2005
Navi Italcementi per tagliare i costi
L'ECO DI BERGAMO 23 04 05
Navi Italcementi per tagliare i costi
Il trasporto marittimo del cemento costa troppo. I noleggi sono raddoppiati. Gli incrementi sono arrivati anche al 150%. Per questo Italcementi ha deciso di investire in proprio nell'acquisto di navi. Le operazioni finora individuate sono due. La prima imbarcazione sarà varata a giorni, ha una capacità di 5-6.000 tonnellate e sarà utilizzata per i collegamenti nel Mediterraneo. Il secondo acquisto che si sta valutando riguarda, invece, una nave più grande con una portata di 35-40.000 tonnellate da destinare al trasporto del cemento verso il Nord America. La novità è stata spiegata ieri all'assemblea degli azionisti che si è riunita a Bergamo e ha approvato il bilancio 2004 e la distribuzione dei dividendi.
Navi Italcementi per tagliare i costi
Il trasporto marittimo del cemento costa troppo. I noleggi sono raddoppiati. Gli incrementi sono arrivati anche al 150%. Per questo Italcementi ha deciso di investire in proprio nell'acquisto di navi. Le operazioni finora individuate sono due. La prima imbarcazione sarà varata a giorni, ha una capacità di 5-6.000 tonnellate e sarà utilizzata per i collegamenti nel Mediterraneo. Il secondo acquisto che si sta valutando riguarda, invece, una nave più grande con una portata di 35-40.000 tonnellate da destinare al trasporto del cemento verso il Nord America. La novità è stata spiegata ieri all'assemblea degli azionisti che si è riunita a Bergamo e ha approvato il bilancio 2004 e la distribuzione dei dividendi.
Friday, April 22, 2005
Calusco Gli allievi della Finanza visitano l'Italcementi
L'ECO DI BERGAMO 21 04 05
Calusco Gli allievi della Finanza visitano l'Italcementi
CALUSCO D'ADDA Guardia di Finanza nella nuova cementeria Italcementi a Calusco d'Adda, aperta alla visita di alcuni cadetti delle Fiamme gialle.Ieri gli ufficiali allievi del 102° corso «Sile II» e del primo corso ruolo aeronavale «Sirio», che frequentano il terzo anno di accademia, si sono recati allo stabilimento di Calusco. Accompagnati dal capo di stato maggiore, colonnello Angelo Matassa, i cadetti sono stati ricevuti dal consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, e hanno poi assistito alla spiegazione del ciclo produttivo del cemento, a cui è seguito un percorso di visita all'impianto con il direttore dello stabilimento, Francesco Corsato.Dopo aver illustrato i risultati economici dell'azienda, il percorso di internazionalizzazione della società, con la recente acquisizione in Egitto e gli impegni presi nel campo dello sviluppo sostenibile, Carlo Pesenti ha affermato: «Ho risposto con piacere alla richiesta dell'accademia di Bergamo, lo scambio di esperienze con il mondo dell'impresa è sempre utile per chi sta affrontando percorsi di formazione come quello dei giovani allievi della Guardia di Finanza. La loro scelta di conoscere più da vicino il territorio attraverso queste iniziative trova riscontro nella volontà di Italcementi, fatta con l'adesione ai principi dello sviluppo sostenibile, di coniugare la nostra attività industriale con le aspettative delle realtà locali che operano intorno all'impianto di Calusco».
Calusco Gli allievi della Finanza visitano l'Italcementi
CALUSCO D'ADDA Guardia di Finanza nella nuova cementeria Italcementi a Calusco d'Adda, aperta alla visita di alcuni cadetti delle Fiamme gialle.Ieri gli ufficiali allievi del 102° corso «Sile II» e del primo corso ruolo aeronavale «Sirio», che frequentano il terzo anno di accademia, si sono recati allo stabilimento di Calusco. Accompagnati dal capo di stato maggiore, colonnello Angelo Matassa, i cadetti sono stati ricevuti dal consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, e hanno poi assistito alla spiegazione del ciclo produttivo del cemento, a cui è seguito un percorso di visita all'impianto con il direttore dello stabilimento, Francesco Corsato.Dopo aver illustrato i risultati economici dell'azienda, il percorso di internazionalizzazione della società, con la recente acquisizione in Egitto e gli impegni presi nel campo dello sviluppo sostenibile, Carlo Pesenti ha affermato: «Ho risposto con piacere alla richiesta dell'accademia di Bergamo, lo scambio di esperienze con il mondo dell'impresa è sempre utile per chi sta affrontando percorsi di formazione come quello dei giovani allievi della Guardia di Finanza. La loro scelta di conoscere più da vicino il territorio attraverso queste iniziative trova riscontro nella volontà di Italcementi, fatta con l'adesione ai principi dello sviluppo sostenibile, di coniugare la nostra attività industriale con le aspettative delle realtà locali che operano intorno all'impianto di Calusco».
Thursday, April 14, 2005
CONTRIBUTO COMITATO DELL' ISOLA
Spett.le ECOPOLIS
Egr.Arch. Fortini
p.c. COMUNE DI CALUSCO D’ADDA
Egr. Sig. Sindaco
ITALCEMENTI SpA
Via G. Camozzi n 124
20124 Bergamo
Egr. Ing. Stefano Gardi
OGGETTO: CONTRIBUTO ALLA DISCUSSIONE SULL’UTILIZZO DI RIFIUTI PERICOLOSI COME COMBUSTIBILE PRESSO LA CEMENTERIA ITALCEMENTI DI CALUSCO D’ADDA
L’Italcementi di Calusco d’Adda ha richiesto al Ministero dell’Ambiente l’autorizzazione all’impiego di rifiuti classificati pericolosi per l’alimentazione del nuovo forno di cottura del clincker.
I rifiuti in oggetto derivano da processi industriali (principalmente di tipo chimico), e sono per la precisione l’Ecofluid (liquido,miscela di solventi non clorurati – Cloro <1,5%)>1) Installazione da parte di Italcementi e gestione da parte dell’ARPA, di una centralina di controllo della qualità dell’aria a Calusco o aree limitrofe (posizionata ad esempio tra Calusco centro e Baccanello). La centralina permetterà di valutare le ricadute al suolo di inquinanti derivanti dall’attività della cementeria oltre a quelli esistenti e servirà inoltre a verificare più in generale lo stato dell’aria nell’area nord-ovest dell’ Isola. E’ indispensabile che la centralina sia dotata di rilevatori degli inquinanti classici quali ossidi di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio, ozono, ma anche di inquinanti particolari come polveri PM10 e benzene-toluene –xilene (BTX). Riguardo ai BTX, sostanze chimiche diffuse da attività industriali e dal traffico veicolare, si rammenta che recenti campagne analitiche hanno evidenziato proprio nella zona di Calusco e paesi limitrofi, su ambedue le sponde dell’Adda, concentrazioni di benzene (cancerogeno per l’uomo) mediamente elevate, spesso superiori al limite di 5 microgrammi/mc stabilito dal DM 60/2002; si rammenta che il limite di 5 microgrammi /mc è entrato in vigore dal 1 gennaio 2005.
2) In caso l’uso dei rifiuti sia autorizzato, dovranno essere messi in atto adeguati controlli analitici al camino del forno oltre a quelli di normale routine, per la determinazione di inquinanti che possono derivare dai rifiuti pericolosi utilizzati; si pensa in particolare alle diossine, IPA, acido cloridrico, benzene. In verità questi controlli sono già previsti nel SIA Italcementi, saranno comunque i tecnici degli Enti responsabili al controllo a stabilire la tipologia e frequenza degli stessi.
3) Prevedere al più presto l’adozione della tecnologia che permette di contenere l’emissione di Ossidi di Azoto mediante l’impiego di soluzione di urea. A questa tecnologia, considerata la migliore disponibile al momento, fa riferimento Italcementi nel SIA presentato al Ministero dell’Ambiente; la previsione è quella di ridurre del 30% l’emissione di ossidi di azoto che sono il principale inquinante prodotto dalla cementeria.
4) L’adozione da parte di Italcementi delle migliori tecnologie impiantistiche disponibili per il contenimento di tutti gli impatti ambientali (tra i principali si citano acqua, aria, rumore, rifiuti, consumo energetico) così come previsto nel regime autorizzativo AIA (autorizzazione integrata ambientale) stabilito dal DLgs 372/99. Si rammenta al riguardo che la domanda di autorizzazione AIA con relativa relazione tecnica deve essere presentata da Italcementi entro giugno 2005 alla Regione e per conoscenza al comune di Calusco e alla provincia di Bergamo.
5) Una delle criticità riconducibili all’impiego di Ecofluid e Rasf è il loro trasporto su strada mediante autobotti, con il rischio di sversamenti nell’ambiente ed anche di incendio in caso di incidente. Per ridurre al minimo questi rischi deve essere valutata la possibilità di approvvigionare questi prodotti mediante ferrovia. Più in generale il trasporto su ferro di materiali in entrata e uscita dallo stabilimento, consentirebbe indubbi benefici ambientali e viabilistici. Ci si rende conto che al momento questa soluzione è difficilmente attuabile vista la limitata capacità di trasporto della attuale ferrovia. Però è risolvibile e l’Italcementi SpA nota società a livello mondiale, può contribuire con tutto il peso e la forza della sua prestigiosa immagine.
La soluzione, facente parte della strategia dei sistema dei trasporti, merci e passeggeri lombardo di medio e lungo raggio, da tempo abbozzata studiata e pianificata, è sotto gli occhi di tutti.
Si tratta della realizzazione del nuovo ponte sul fiuma Adda (progetto Miranda del 1997, dotato di tutte le autorizzazioni e depositato in Comune di Calusco dal 1998) che consente di sciogliere l’ultimo nodo di criticità sulla tratta Carnate – Rovato della cosidetta Pedegronda Nord Ferroviaria, allegata allo studio del “ sistema viabilistico pedemontano” della Regione Lombardia. Il Comitato dell’Isola propone che a questo problema di trasporto su ferro sia data la massima attenzione e sia affrontato con la consapevolezza di conseguire un obiettivo di interesse nazionale oltre che regionale.
Il Presidente
Comitato dell’Isola per la Difesa dell’Ambiente e della Salute
( Sig.ra Lidia Biffi )
Egr.Arch. Fortini
p.c. COMUNE DI CALUSCO D’ADDA
Egr. Sig. Sindaco
ITALCEMENTI SpA
Via G. Camozzi n 124
20124 Bergamo
Egr. Ing. Stefano Gardi
OGGETTO: CONTRIBUTO ALLA DISCUSSIONE SULL’UTILIZZO DI RIFIUTI PERICOLOSI COME COMBUSTIBILE PRESSO LA CEMENTERIA ITALCEMENTI DI CALUSCO D’ADDA
L’Italcementi di Calusco d’Adda ha richiesto al Ministero dell’Ambiente l’autorizzazione all’impiego di rifiuti classificati pericolosi per l’alimentazione del nuovo forno di cottura del clincker.
I rifiuti in oggetto derivano da processi industriali (principalmente di tipo chimico), e sono per la precisione l’Ecofluid (liquido,miscela di solventi non clorurati – Cloro <1,5%)>1) Installazione da parte di Italcementi e gestione da parte dell’ARPA, di una centralina di controllo della qualità dell’aria a Calusco o aree limitrofe (posizionata ad esempio tra Calusco centro e Baccanello). La centralina permetterà di valutare le ricadute al suolo di inquinanti derivanti dall’attività della cementeria oltre a quelli esistenti e servirà inoltre a verificare più in generale lo stato dell’aria nell’area nord-ovest dell’ Isola. E’ indispensabile che la centralina sia dotata di rilevatori degli inquinanti classici quali ossidi di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio, ozono, ma anche di inquinanti particolari come polveri PM10 e benzene-toluene –xilene (BTX). Riguardo ai BTX, sostanze chimiche diffuse da attività industriali e dal traffico veicolare, si rammenta che recenti campagne analitiche hanno evidenziato proprio nella zona di Calusco e paesi limitrofi, su ambedue le sponde dell’Adda, concentrazioni di benzene (cancerogeno per l’uomo) mediamente elevate, spesso superiori al limite di 5 microgrammi/mc stabilito dal DM 60/2002; si rammenta che il limite di 5 microgrammi /mc è entrato in vigore dal 1 gennaio 2005.
2) In caso l’uso dei rifiuti sia autorizzato, dovranno essere messi in atto adeguati controlli analitici al camino del forno oltre a quelli di normale routine, per la determinazione di inquinanti che possono derivare dai rifiuti pericolosi utilizzati; si pensa in particolare alle diossine, IPA, acido cloridrico, benzene. In verità questi controlli sono già previsti nel SIA Italcementi, saranno comunque i tecnici degli Enti responsabili al controllo a stabilire la tipologia e frequenza degli stessi.
3) Prevedere al più presto l’adozione della tecnologia che permette di contenere l’emissione di Ossidi di Azoto mediante l’impiego di soluzione di urea. A questa tecnologia, considerata la migliore disponibile al momento, fa riferimento Italcementi nel SIA presentato al Ministero dell’Ambiente; la previsione è quella di ridurre del 30% l’emissione di ossidi di azoto che sono il principale inquinante prodotto dalla cementeria.
4) L’adozione da parte di Italcementi delle migliori tecnologie impiantistiche disponibili per il contenimento di tutti gli impatti ambientali (tra i principali si citano acqua, aria, rumore, rifiuti, consumo energetico) così come previsto nel regime autorizzativo AIA (autorizzazione integrata ambientale) stabilito dal DLgs 372/99. Si rammenta al riguardo che la domanda di autorizzazione AIA con relativa relazione tecnica deve essere presentata da Italcementi entro giugno 2005 alla Regione e per conoscenza al comune di Calusco e alla provincia di Bergamo.
5) Una delle criticità riconducibili all’impiego di Ecofluid e Rasf è il loro trasporto su strada mediante autobotti, con il rischio di sversamenti nell’ambiente ed anche di incendio in caso di incidente. Per ridurre al minimo questi rischi deve essere valutata la possibilità di approvvigionare questi prodotti mediante ferrovia. Più in generale il trasporto su ferro di materiali in entrata e uscita dallo stabilimento, consentirebbe indubbi benefici ambientali e viabilistici. Ci si rende conto che al momento questa soluzione è difficilmente attuabile vista la limitata capacità di trasporto della attuale ferrovia. Però è risolvibile e l’Italcementi SpA nota società a livello mondiale, può contribuire con tutto il peso e la forza della sua prestigiosa immagine.
La soluzione, facente parte della strategia dei sistema dei trasporti, merci e passeggeri lombardo di medio e lungo raggio, da tempo abbozzata studiata e pianificata, è sotto gli occhi di tutti.
Si tratta della realizzazione del nuovo ponte sul fiuma Adda (progetto Miranda del 1997, dotato di tutte le autorizzazioni e depositato in Comune di Calusco dal 1998) che consente di sciogliere l’ultimo nodo di criticità sulla tratta Carnate – Rovato della cosidetta Pedegronda Nord Ferroviaria, allegata allo studio del “ sistema viabilistico pedemontano” della Regione Lombardia. Il Comitato dell’Isola propone che a questo problema di trasporto su ferro sia data la massima attenzione e sia affrontato con la consapevolezza di conseguire un obiettivo di interesse nazionale oltre che regionale.
Il Presidente
Comitato dell’Isola per la Difesa dell’Ambiente e della Salute
( Sig.ra Lidia Biffi )
OSSERVAZIONI CGIL
Spett. Italcementi Bg Spett.le Italcementi Calusco
e p.c. alle Istituzioni preposte ai compiti di vigilanza in materia di prevenzione, salute e sicurezza Ai Signori Sindaci dei Comuni cointeressati
Alle associazioni ambientaliste
Agli interlocutori sindacali
Ai mezzi di informazione locali
Abbiamo ricevuto e letto con attenzione la Vostra lettera del 5 gennaio scorso relativa all'avvio di due pratiche riguardanti procedure per l'utilizzo di CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) e valutazione di impatto ambientale a seguito di utilizzo di rifiuti liquidi pericolosi (Ecofluid e RASF); abbiamo poi partecipato, il 15 gennaio scorso, all'incontro informativo da voi organizzato sul tema " la Cementeria di Calusco d'Adda e lo sviluppo sostenibile - progetti di coincenerimento di combustibili alternativi".
La consapevolezza dell'importanza dei temi trattati ha spinto la CGIL di Bergamo, unitamente alla FILLEA Lombardia e alla FILLEA di Bergamo, ad organizzare, nei giorni scorsi, un Forum per affrontare e dibattere, con il contributo di esperti, medici, consulenti ambientali e i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, le problematiche che inevitabilmente si evidenziano all'atto di valutare il rischio o la pericolosità di processi di incenerimento di rifiuti quali il CDR o liquidi speciali.
Desideriamo innanzitutto sottolineare la necessità, soprattutto a fronte di materie tanto delicate e fonte di accresciuta preoccupazione fra i cittadini e i lavoratori, che ogni parte coinvolta, dall'Azienda, alle Istituzioni, agli Enti Locali interessati, agisca, coerentemente al proprio ruolo, con il massimo senso di responsabilità.
Per quanto ci riguarda sottolineiamo che la CGIL valuterà l'evolversi della situazione in piena e totale autonomia adottando comportamenti e scelte nell'esclusivo interesse dei cittadini e dei lavoratori coinvolti. Eserciterà sui temi sollevati una parte attiva formulando pubblicamente richieste e proposte: a partire, oggi, dalla rappresentazione della necessità di trasparenza e di massima conoscenza di ogni rischio per la salute dei cittadini e dei lavoratori, di confronto su ogni possibile intervento per l'annullamento del rischio, di verifica dei risultati di eventuali controlli che dovessero essere concordati e predisposti.
La CGIL non esprime quindi oggi un assenso preventivo o una preventiva posizione contraria alle proposte di Italcementi di utilizzo dei combustibili sopra citati, ma rivendica il massimo rigore nell'acquisizione delle conoscenze e delle valutazioni scientifiche necessarie alla effettuazione di scelte tanto delicate.
La CGIL propone in questa prima fase all'azienda e agli interlocutori pubblici interessati una serie di azioni sul terreno della trasparenza, della conoscenza, della prevenzione e in particolare: 1. per quanto riguarda la salvaguardia della salute dei lavoratori direttamente coinvolti:
a) La realizzazione di una campagna di indagini specifica sulla pericolosità (in particolare tossicità ed ecotossicità) dei due tipi di rifiuti liquidi che si intendono impiegare come combustibili; ricerca da affidare ad un Istituto di adeguata capacità e affidabilità capace di assicurare la classificazione dei suddetti rifiuti in relazione alla normativa europea sulla classificazione ed etichettatura delle sostanze e preparati pericolosi. Il numero dei campioni sui quali eseguire le indagini e il loro prelievo sarà oggetto di apposito protocollo da concertare con l'Istituto incaricato delle indagini. Sulla base dei risultati delle indagini e della classificazione stabilita, sarà verificata anche la applicazione della normativa sulle attività a rischio di incidenti rilevanti.
b) L'esecuzione di una campagna di indagine analitica sul CDR presso il/i produttore/i - fornitore/i al fine di stabilire la composizione elementare media e l'intervallo di variabilità dei parametri (in particolare dei parametri critici ai fini della gestione del processo e delle emissioni).
c) L'esecuzione di una campagna di analisi chimica e di caratterizzazione tossicologica sugli additivi, in particolare quelli contenenti sostanze tossiche (es. le ceneri volanti e/o ceneri di pirite) utilizzati nel ciclo di produzione del cemento.
d) La ripetizione delle indagini di cui alle lettere precedenti su un congruo numero di campioni per ogni anno di esercizio, campioni prelevati dall'Ente di controllo (o dalla Commissione di controllo di cui alla lettera l);
e) La definizione di procedure aziendali di controllo qualità per la scelta dei fornitori e l'accettazione delle singole partite dei rifiuti, ed esplicitazione del sistema dei controlli interni previsto per garantire e documentare l'applicazione delle procedure.
f) La definizione con la RLS/RSU di un adeguato percorso di formazione per tutto il personale che direttamente o indirettamente si prevede venga a contatto con i nuovi combustibili indipendentemente dal profilo, dalla mansione o dal rapporto di lavoro esistente.
g) L'informazione, la discussione, il confronto con la RLS/RSU costante nel periodo di eventuale avviamento delle nuove procedure su tutti gli aspetti relativi alla sicurezza e alla salute dei lavoratori. 2. Per quanto riguarda la tutela della popolazione e dell'ambiente:
h) La realizzazione di una campagna di analisi alle emissioni, affidato a un laboratorio di riconosciuta esperienza e affidabilità, che consenta di confrontare le emissioni derivanti dall'utilizzo di combustibili solidi convenzionali con le emissioni conseguenti all'uso dei rifiuti solidi e liquidi. Le modalità di esecuzione dell'indagine e di valutazione dei risultati saranno analoghe a quelle già applicate per l'uso di Ecofluid nella cementeria di Calusco e per l'uso di CDR nella cementeria di Rezzato. L'indagine analitica dovrà comprendere anche un bilancio di massa dei microinquinanti (organici alogenati e metalli pesanti) entranti e uscenti dal forno, nonché una indagine analitica di caratterizzazione dei suddetti inquinanti presenti nel cemento (inteso come miscela di clinker e di additivi e cariche varie).
i) L'accettazione della condizione vincolante della sospensione dell'uso dei rifiuti in qualità di combustibile nel caso l'indagine di cui alla lettera precedente evidenzi un peggioramento nelle emissioni di inquinanti, ivi compresi i gas serra, a seguito dell'uso dei rifiuti.
j) L'accettazione di un abbassamento (da quantificare) dei limiti previsti dalla Direttiva europea 2000/76/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 dicembre 2000 sull'incenerimento dei rifiuti, con particolare riferimento alle disposizioni speciali relative ai forni per cemento nuovi che coinceneriscono rifiuti. Accettazione inoltre del limite dei 10 mg/Nm3 per l'emissione di polveri e di 0,001 mg/Nm3 per l'emissione di IPA. I limiti vincolanti stabiliti dovranno essere incorporati nel testo degli atti autorizzativi e della convenzione, con le necessarie sanzioni in caso di inosservanza.
k) L'accessibilità alla popolazione dei dati relativi alle rilevazioni effettuate sulle emissioni. Nella fase attuale la realizzazione di momenti istituzionali di informazione e di dibattito sugli esiti delle ricerche suggerite nei punti precedenti.
l) La costituzione di una Commissione tecnica di controllo, con la presenza di tutti gli organismi istituzionali interessati, che verifichi i dati sulle emissioni determinati dai sistemi di analisi in continuo installati al camino nonché i risultati dei monitoraggi periodici, e in generale verifichi l'applicazione della Convenzione.
CGIL Bergamo
FILLEA - CGIL Bergamo
FILLEA - CGIL Lombardia
e p.c. alle Istituzioni preposte ai compiti di vigilanza in materia di prevenzione, salute e sicurezza Ai Signori Sindaci dei Comuni cointeressati
Alle associazioni ambientaliste
Agli interlocutori sindacali
Ai mezzi di informazione locali
Abbiamo ricevuto e letto con attenzione la Vostra lettera del 5 gennaio scorso relativa all'avvio di due pratiche riguardanti procedure per l'utilizzo di CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) e valutazione di impatto ambientale a seguito di utilizzo di rifiuti liquidi pericolosi (Ecofluid e RASF); abbiamo poi partecipato, il 15 gennaio scorso, all'incontro informativo da voi organizzato sul tema " la Cementeria di Calusco d'Adda e lo sviluppo sostenibile - progetti di coincenerimento di combustibili alternativi".
La consapevolezza dell'importanza dei temi trattati ha spinto la CGIL di Bergamo, unitamente alla FILLEA Lombardia e alla FILLEA di Bergamo, ad organizzare, nei giorni scorsi, un Forum per affrontare e dibattere, con il contributo di esperti, medici, consulenti ambientali e i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, le problematiche che inevitabilmente si evidenziano all'atto di valutare il rischio o la pericolosità di processi di incenerimento di rifiuti quali il CDR o liquidi speciali.
Desideriamo innanzitutto sottolineare la necessità, soprattutto a fronte di materie tanto delicate e fonte di accresciuta preoccupazione fra i cittadini e i lavoratori, che ogni parte coinvolta, dall'Azienda, alle Istituzioni, agli Enti Locali interessati, agisca, coerentemente al proprio ruolo, con il massimo senso di responsabilità.
Per quanto ci riguarda sottolineiamo che la CGIL valuterà l'evolversi della situazione in piena e totale autonomia adottando comportamenti e scelte nell'esclusivo interesse dei cittadini e dei lavoratori coinvolti. Eserciterà sui temi sollevati una parte attiva formulando pubblicamente richieste e proposte: a partire, oggi, dalla rappresentazione della necessità di trasparenza e di massima conoscenza di ogni rischio per la salute dei cittadini e dei lavoratori, di confronto su ogni possibile intervento per l'annullamento del rischio, di verifica dei risultati di eventuali controlli che dovessero essere concordati e predisposti.
La CGIL non esprime quindi oggi un assenso preventivo o una preventiva posizione contraria alle proposte di Italcementi di utilizzo dei combustibili sopra citati, ma rivendica il massimo rigore nell'acquisizione delle conoscenze e delle valutazioni scientifiche necessarie alla effettuazione di scelte tanto delicate.
La CGIL propone in questa prima fase all'azienda e agli interlocutori pubblici interessati una serie di azioni sul terreno della trasparenza, della conoscenza, della prevenzione e in particolare: 1. per quanto riguarda la salvaguardia della salute dei lavoratori direttamente coinvolti:
a) La realizzazione di una campagna di indagini specifica sulla pericolosità (in particolare tossicità ed ecotossicità) dei due tipi di rifiuti liquidi che si intendono impiegare come combustibili; ricerca da affidare ad un Istituto di adeguata capacità e affidabilità capace di assicurare la classificazione dei suddetti rifiuti in relazione alla normativa europea sulla classificazione ed etichettatura delle sostanze e preparati pericolosi. Il numero dei campioni sui quali eseguire le indagini e il loro prelievo sarà oggetto di apposito protocollo da concertare con l'Istituto incaricato delle indagini. Sulla base dei risultati delle indagini e della classificazione stabilita, sarà verificata anche la applicazione della normativa sulle attività a rischio di incidenti rilevanti.
b) L'esecuzione di una campagna di indagine analitica sul CDR presso il/i produttore/i - fornitore/i al fine di stabilire la composizione elementare media e l'intervallo di variabilità dei parametri (in particolare dei parametri critici ai fini della gestione del processo e delle emissioni).
c) L'esecuzione di una campagna di analisi chimica e di caratterizzazione tossicologica sugli additivi, in particolare quelli contenenti sostanze tossiche (es. le ceneri volanti e/o ceneri di pirite) utilizzati nel ciclo di produzione del cemento.
d) La ripetizione delle indagini di cui alle lettere precedenti su un congruo numero di campioni per ogni anno di esercizio, campioni prelevati dall'Ente di controllo (o dalla Commissione di controllo di cui alla lettera l);
e) La definizione di procedure aziendali di controllo qualità per la scelta dei fornitori e l'accettazione delle singole partite dei rifiuti, ed esplicitazione del sistema dei controlli interni previsto per garantire e documentare l'applicazione delle procedure.
f) La definizione con la RLS/RSU di un adeguato percorso di formazione per tutto il personale che direttamente o indirettamente si prevede venga a contatto con i nuovi combustibili indipendentemente dal profilo, dalla mansione o dal rapporto di lavoro esistente.
g) L'informazione, la discussione, il confronto con la RLS/RSU costante nel periodo di eventuale avviamento delle nuove procedure su tutti gli aspetti relativi alla sicurezza e alla salute dei lavoratori. 2. Per quanto riguarda la tutela della popolazione e dell'ambiente:
h) La realizzazione di una campagna di analisi alle emissioni, affidato a un laboratorio di riconosciuta esperienza e affidabilità, che consenta di confrontare le emissioni derivanti dall'utilizzo di combustibili solidi convenzionali con le emissioni conseguenti all'uso dei rifiuti solidi e liquidi. Le modalità di esecuzione dell'indagine e di valutazione dei risultati saranno analoghe a quelle già applicate per l'uso di Ecofluid nella cementeria di Calusco e per l'uso di CDR nella cementeria di Rezzato. L'indagine analitica dovrà comprendere anche un bilancio di massa dei microinquinanti (organici alogenati e metalli pesanti) entranti e uscenti dal forno, nonché una indagine analitica di caratterizzazione dei suddetti inquinanti presenti nel cemento (inteso come miscela di clinker e di additivi e cariche varie).
i) L'accettazione della condizione vincolante della sospensione dell'uso dei rifiuti in qualità di combustibile nel caso l'indagine di cui alla lettera precedente evidenzi un peggioramento nelle emissioni di inquinanti, ivi compresi i gas serra, a seguito dell'uso dei rifiuti.
j) L'accettazione di un abbassamento (da quantificare) dei limiti previsti dalla Direttiva europea 2000/76/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 dicembre 2000 sull'incenerimento dei rifiuti, con particolare riferimento alle disposizioni speciali relative ai forni per cemento nuovi che coinceneriscono rifiuti. Accettazione inoltre del limite dei 10 mg/Nm3 per l'emissione di polveri e di 0,001 mg/Nm3 per l'emissione di IPA. I limiti vincolanti stabiliti dovranno essere incorporati nel testo degli atti autorizzativi e della convenzione, con le necessarie sanzioni in caso di inosservanza.
k) L'accessibilità alla popolazione dei dati relativi alle rilevazioni effettuate sulle emissioni. Nella fase attuale la realizzazione di momenti istituzionali di informazione e di dibattito sugli esiti delle ricerche suggerite nei punti precedenti.
l) La costituzione di una Commissione tecnica di controllo, con la presenza di tutti gli organismi istituzionali interessati, che verifichi i dati sulle emissioni determinati dai sistemi di analisi in continuo installati al camino nonché i risultati dei monitoraggi periodici, e in generale verifichi l'applicazione della Convenzione.
CGIL Bergamo
FILLEA - CGIL Bergamo
FILLEA - CGIL Lombardia
Merate Gli assessori all'ecologia si sono riuniti sabato: indagine sullo stato di aria, acqua, rifiuti ed energia Undici Comuni pronti -
LA PROVINCIA DI LECCO 12 04 05
Merate Gli assessori all'ecologia si sono riuniti sabato: indagine sullo stato di aria, acqua, rifiuti ed energia Undici Comuni pronti per la guerra all'inquinamento
MERATE Assessorati all'ecologia più forti grazie al tavolo di coordinamento sull'ambiente. Sabato scorso, durante la prima riunione operativa, gli 11 Comuni che hanno aderito all'iniziativa hanno assunto tre importanti decisioni. Insistere per la partecipazione di Verderio Superiore, che fino ad ora ha dato forfait (pare per questioni di bilancio) e convincere Calco ad entrare nel gruppo; elaborare, dopo quella preparata da ogni Comune, un'osservazione congiunta sull'impatto ambientale dell'impianto di Calusco d'Adda e, infine, individuare i campi di indagine del primo anno di lavoro. Le 11 amministrazioni hanno scelto di partire dall'indagine sullo stato di aria, acqua, rifiuti ed energia. Per ciascuno di questi ambiti, come ha spiegato Simona Colzani, assessore di Robbiate e portavoce del gruppo, si procederà con l'elaborare un «bilancio ambientale» attraverso il sistema dell'eco-budget. In pratica, per ciascuno ambito saranno scelti indicatori cui verrà assegnato un valore numerico. Per l'aria, per esempio, il Pm10, gli ossidi di azoto, i decibel… In tal modo, si otterrà una «fotografia» dello stato attuale dell'ambito (in questo caso l'aria). Saranno poi stabiliti gli obiettivi e le metodologie per raggiungerli. A seguire il progetto sarà la società «Terraria» di Milano, che già a collaborato con il comune di Lecco, cui spetterà il compito di attivare i canali per la raccolta dati, da mettere a sistema con quelli già presenti nei database delle amministrazioni. Conclusa la fase di raccolta, i dati verranno rielaborati, resi omogenei e messi a sistema. «Per ciascuno degli indicatori scelti - ha spiegato Colzani - si indagherà la causa, individuando gli attori che determinano il problema. Si cercherà di capire quali sono le risposte fornite sino ad oggi e le si valuterà, studiandone un'altra più efficace. Si valuteranno gli effetti di una scelta assunta a livello di un singolo territorio oppure di tutto il Meratese». Fabrizio Alfano
Merate Gli assessori all'ecologia si sono riuniti sabato: indagine sullo stato di aria, acqua, rifiuti ed energia Undici Comuni pronti per la guerra all'inquinamento
MERATE Assessorati all'ecologia più forti grazie al tavolo di coordinamento sull'ambiente. Sabato scorso, durante la prima riunione operativa, gli 11 Comuni che hanno aderito all'iniziativa hanno assunto tre importanti decisioni. Insistere per la partecipazione di Verderio Superiore, che fino ad ora ha dato forfait (pare per questioni di bilancio) e convincere Calco ad entrare nel gruppo; elaborare, dopo quella preparata da ogni Comune, un'osservazione congiunta sull'impatto ambientale dell'impianto di Calusco d'Adda e, infine, individuare i campi di indagine del primo anno di lavoro. Le 11 amministrazioni hanno scelto di partire dall'indagine sullo stato di aria, acqua, rifiuti ed energia. Per ciascuno di questi ambiti, come ha spiegato Simona Colzani, assessore di Robbiate e portavoce del gruppo, si procederà con l'elaborare un «bilancio ambientale» attraverso il sistema dell'eco-budget. In pratica, per ciascuno ambito saranno scelti indicatori cui verrà assegnato un valore numerico. Per l'aria, per esempio, il Pm10, gli ossidi di azoto, i decibel… In tal modo, si otterrà una «fotografia» dello stato attuale dell'ambito (in questo caso l'aria). Saranno poi stabiliti gli obiettivi e le metodologie per raggiungerli. A seguire il progetto sarà la società «Terraria» di Milano, che già a collaborato con il comune di Lecco, cui spetterà il compito di attivare i canali per la raccolta dati, da mettere a sistema con quelli già presenti nei database delle amministrazioni. Conclusa la fase di raccolta, i dati verranno rielaborati, resi omogenei e messi a sistema. «Per ciascuno degli indicatori scelti - ha spiegato Colzani - si indagherà la causa, individuando gli attori che determinano il problema. Si cercherà di capire quali sono le risposte fornite sino ad oggi e le si valuterà, studiandone un'altra più efficace. Si valuteranno gli effetti di una scelta assunta a livello di un singolo territorio oppure di tutto il Meratese». Fabrizio Alfano
«Conto più salato per le aziende che inquinano»
L'ECO DI BERGAMO 12 04 05
«Conto più salato per le aziende che inquinano»
Con l'entrata in vigore degli accordi del protocollo di Kyoto anche le imprese bergamasche sono chiamate a un maggior impegno per ridurre le emissioni inquinanti. L'intesa internazionale tra i maggiori Paesi industrializzati del pianeta punta infatti a ridurre i gas serra per salvaguardare l'ambiente.In occasione del convegno «Politiche ambientali ed efficienza produttiva: gli effetti del protocollo di Kyoto, i sistemi di gestione ambientale e le prospettive tecnologiche» – organizzato dal Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Bergamo e dal Politecnico di Milano, con il patrocinio dell'Unione industriali di Bergamo, di Federchimica, di Federacciai e dell'Aiman (Associazione italiana manutenzione) – si è discusso delle implicazioni che le norme del protocollo avranno nel breve termine sul settore industriale italiano.All'incontro, tenutosi presso la Facoltà di ingegneria a Dalmine, sono intervenuti Antonio Perdichizzi, direttore del Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Bergamo; Sergio Cavalieri dell'Università di Bergamo; Francesco Gullì, vicedirettore del Centro Iefe della Bocconi; Marco Cattaneo di Certiquality; Stefano Gardi di Italcementi; Mara Stefanoni di Siad e Paolo Angeloni di Bas.«Con l'entrata in vigore delle direttive europee sull'Emission Trading – ha sottolineato Perdichizzi – si creerà un circuito virtuoso che porterà a un contenimento delle emissioni di anidride carbonica». Inquinare costerà di più e le imprese produttrici di energia elettrica, in primo luogo, si troveranno a dover scegliere tra acquistare permessi di emissione o investire per avere impianti di alta tecnologia meno gravosi per l'ambiente. «Il meccanismo – ha aggiunto Perdichizzi – dovrebbe stimolare le imprese ad attuare politiche di risparmio e utilizzare sistemi ad energia rinnovabile». Le tecnologie rinnovabili giocheranno un ruolo sempre più importante nel prossimo decennio, soprattutto se si attueranno mirate politiche di incentivi per le imprese che le utilizzeranno.«Il contributo delle fonti rinnovabili – ha puntualizzato Perdichizzi – è da intendersi complementare e non sostitutivo rispetto alle tecnologie tradizionali. In relazione al contenimento delle emissioni di anidride carbonica, può trovare interessanti spazi di applicazione anche la cogenerazione (produzione combinata di elettricità e calore), dove esiste una forte domanda di energia termica, come nei processi industriali e nel teleriscaldamento. Va comunque detto che la miglior tecnologia con cui oggi l'Italia può sopperire al proprio deficit energetico è quella del ciclo combinato con turbina a gas».Attraverso il sistema dell'Emission Trading si ridurranno le emissioni e crescerà l'efficienza energetica del sistema elettrico. Questo meccanismo porterà vantaggi alle imprese virtuose, che diventeranno così più competitive.Stefano Gervasoni
«Conto più salato per le aziende che inquinano»
Con l'entrata in vigore degli accordi del protocollo di Kyoto anche le imprese bergamasche sono chiamate a un maggior impegno per ridurre le emissioni inquinanti. L'intesa internazionale tra i maggiori Paesi industrializzati del pianeta punta infatti a ridurre i gas serra per salvaguardare l'ambiente.In occasione del convegno «Politiche ambientali ed efficienza produttiva: gli effetti del protocollo di Kyoto, i sistemi di gestione ambientale e le prospettive tecnologiche» – organizzato dal Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Bergamo e dal Politecnico di Milano, con il patrocinio dell'Unione industriali di Bergamo, di Federchimica, di Federacciai e dell'Aiman (Associazione italiana manutenzione) – si è discusso delle implicazioni che le norme del protocollo avranno nel breve termine sul settore industriale italiano.All'incontro, tenutosi presso la Facoltà di ingegneria a Dalmine, sono intervenuti Antonio Perdichizzi, direttore del Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Bergamo; Sergio Cavalieri dell'Università di Bergamo; Francesco Gullì, vicedirettore del Centro Iefe della Bocconi; Marco Cattaneo di Certiquality; Stefano Gardi di Italcementi; Mara Stefanoni di Siad e Paolo Angeloni di Bas.«Con l'entrata in vigore delle direttive europee sull'Emission Trading – ha sottolineato Perdichizzi – si creerà un circuito virtuoso che porterà a un contenimento delle emissioni di anidride carbonica». Inquinare costerà di più e le imprese produttrici di energia elettrica, in primo luogo, si troveranno a dover scegliere tra acquistare permessi di emissione o investire per avere impianti di alta tecnologia meno gravosi per l'ambiente. «Il meccanismo – ha aggiunto Perdichizzi – dovrebbe stimolare le imprese ad attuare politiche di risparmio e utilizzare sistemi ad energia rinnovabile». Le tecnologie rinnovabili giocheranno un ruolo sempre più importante nel prossimo decennio, soprattutto se si attueranno mirate politiche di incentivi per le imprese che le utilizzeranno.«Il contributo delle fonti rinnovabili – ha puntualizzato Perdichizzi – è da intendersi complementare e non sostitutivo rispetto alle tecnologie tradizionali. In relazione al contenimento delle emissioni di anidride carbonica, può trovare interessanti spazi di applicazione anche la cogenerazione (produzione combinata di elettricità e calore), dove esiste una forte domanda di energia termica, come nei processi industriali e nel teleriscaldamento. Va comunque detto che la miglior tecnologia con cui oggi l'Italia può sopperire al proprio deficit energetico è quella del ciclo combinato con turbina a gas».Attraverso il sistema dell'Emission Trading si ridurranno le emissioni e crescerà l'efficienza energetica del sistema elettrico. Questo meccanismo porterà vantaggi alle imprese virtuose, che diventeranno così più competitive.Stefano Gervasoni
Sunday, April 10, 2005
OSSERVAZIONI AL S.I.A. ITALCEMENTI
OGGETTO: Osservazioni al S.I.A. Italcementi S.p.A. relativo all’impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincenerimento nel forno della cementeria di Calusco D’Adda (BG).
Presa visione della documentazione relativa allo Studio d’Impatto Ambientale per la realizzazione di un impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincenerimento nel forno della cementeria di Calusco D’Adda (BG) della società Italcementi S.p.A.; si esprimono le seguenti Osservazioni :
A) Il S.I.A. è “formalmente” riferito alla combustione dei rifiuti denominati convenzionalmente “RASF” ed “ECOFLUID”. La Ditta Italcementi ha in corso (e forse già conclusa) una procedura ai sensi dell’art. 33 del D.Lgs. 22/97 per il recupero energetico di CDR nei forni di produzione di cemento. Lo Studio presentato non tiene di conto dell’impatto ambientale derivante dall’avvio di tale attività (modificazione della situazione descritta nel SIA come opzione 0) e nemmeno esamina l’effetto ambientale dell’alimentazione congiunta delle due tipologie di rifiuti combustibili. Riteniamo che la società proponente debba fornire una integrazione del S.I.A. in cui sia eseguita la valutazione dell’insieme delle attività con implicazioni ambientali che l’Azienda intende svolgere sul sito.
B) Il SIA deve essere integrato con una valutazione del rischio connesso al ribaltamento delle autobotti di Ecofluid e di RASF durante la fase di trasporto sulla viabilità locale.
C) Riteniamo indispensabile che nel SIA vengano fornite maggiori e più approfondite informazioni sulle quantità orarie di rifiuti che si intendono utilizzare nonché sulle caratteristiche dei rifiuti stessi, in particolare per la miscela denominata Ecofluid. Dovranno essere descritte le modalità adottate dal produttore per garantire il rispetto dei limiti di composizione (tenore di Cloro e altri alogeni; mercurio e altri metalli tossici e cancerogeni) e la non tossicità della miscela (anche ai fini della normativa sulle sostanze e preparati pericolosi e sulle attività a rischio di incidente rilevante) e le procedure adottate da Italcementi per verificare il rispetto degli standards. Si ritengono insufficienti le informazioni fornite in merito nel S.I.A. stante la potenziale variabilità qualitativa dei suddetti rifiuti.
D) Per quanto riguarda la qualità dell’aria, lo Studio non ha descritto il contesto in cui la proposta andrebbe ad inserirsi: oltre a mancare la piena descrizione del complesso delle fonti di emissioni dello stabilimento (viene considerata la sola emissione contenente i fumi di cottura e sono trascurate le decine di emissioni canalizzate e le emissioni diffuse), non vengono considerate nell’area vasta di indagine le importanti fonti di emissione che già contribuiscono all’inquinamento atmosferico quali l’acciaieria di Dalmine, gli inceneritori di RSU di Dalmine e Trezzo, gli inceneritori di rifiuti speciali pericolosi di Filago (DSM e Ecolombardia 4) e non ha considerato i dati disponibili derivati dalle campagne effettuate da ARPA per la misura degli inquinanti atmosferici sul territorio comunale.
E) Lo studio delle ricadute di polveri e in particolare delle polveri sottili PM10 è inadeguato in quanto: a) non tiene conto del particolato generato a seguito della trasformazione chimica degli Ossidi di Azoto; b) la stima delle concentrazioni di polveri al suolo si basano su una portata di polveri emesse dal camino di gran lunga inferiore al valore limite (circa 35 volte inferiore; c) non viene considerato il contributo dovuto alle emissioni diffuse sia dall’interno dello stabilimento che all’esterno connesse con gli automezzi che trasportano il cemento.
F) Nel SIA non sono valutati gli effetti di accumulo ambientale degli inquinanti ecopersistenti emessi dal camino, ed in particolare i microinquinanti (metalli tossici e organoalogenati).
G) Si propone che vengano assegnati fin d’ora i limiti alle emissioni consentiti dalle migliori tecnologie disponibili e comunque non superiori a quelli previsti dalla direttiva europea 2000/76/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4/12/2000 sull’incenerimento dei rifiuti (art. 7 e art. 11), con particolare riferimento alle disposizioni speciali relative ai Nuovi forni di cemento che coinceneriscono rifiuti.
H) Per l’emissione di polveri si propone che venga assegnato il limite di concentrazione giornaliera di 5mg/Nm3 nonché un limite di concentrazione oraria pari a 10 mg/Nm3 . I valori limite si intendono per gas secchi normalizzati con un tenore di O2 all’10% 273 K e 101,3 kPa.
I) Per l’emissione di IPA si propone che venga assegnato il limite massimo di 1µg/Nm3. I valori limite si intendono per gas secchi normalizzati con un tenore di O2 all’10% 273 K e 101,3 kPa.
J) I limiti di cui ai precedenti punti G), H), I) dovranno essere incorporati nel testo degli atti autorizzativi e della convenzione; in caso contrario essi dovranno essere oggetto di una apposita convenzione fra Italcementi e l’Amministrazione Comunale, con le necessarie sanzioni in caso d’inosservanza.
K) Si propone l'installazione presso la cementeria di un sistema automatico per l’invio in tempo reale al Comune di Calusco d’Adda, dell’insieme dei parametri così come letti dal sistema di analisi in continuo delle emissioni (comprensivi di tenore di H2O, di O2 e di Portata fumi), unitamente ai valori dei più significativi parametri funzionali dell’impianto (portata di farina cruda alimentata al forno, portata dei vari combustibili e rifiuti alimentati, le temperature e i tenori di Ossigeno rilevati nelle varie sezioni del forno, il tenore di polveri a monte del sistema di depolverazione. I dati analitici dovranno essere quelli originari acquisiti dal sistema, prima che vengano soggetti ad elaborazione, espressi in codice ASCII (secondo il formato previsto dal D.d.u.o. 1024 Regione Lombardia sui sistemi di monitoraggio delle emissioni). Il Comune di Calusco, ed eventualmente gli altri Enti locali interessati, dovranno essere dotati da Italcementi di un sistema di ricezione, elaborazione e registrazione dei dati.
L) Si ritiene che la capacità della cementeria di utilizzare senza danno ambientale le rilevanti quantità di rifiuti come combustibili alternativi in sostituzione dei combustibili convenzionali debba essere dimostrata tramite l’esecuzione di una campagna di analisi alle emissioni, affidata ad un laboratorio di riconosciuta esperienza ed affidabilità, che consenta di confrontare le emissioni derivanti dall’utilizzo dei soli combustibili solidi convenzionali (olio combustibile e/o Petcoke) con le emissioni derivanti dall’impiego alla massima capacità richiesta dei rifiuti liquidi e/o del CDR. L’indagine dovrà comprendere anche un bilancio di massa dei microinquinanti (organici alogenati e metalli pesanti) entranti ed uscenti dal forno, nonché un’indagine analitica di caratterizzazione dei suddetti inquinanti presenti nel cemento (inteso come miscela di clinker e di additivi e cariche varie).
M) Si propone di inserire come condizione vincolante la sospensione dell’uso dei rifiuti nel caso l’indagine di cui alla lettera precedente, evidenzi un peggioramento nelle emissioni di inquinanti seguito dell’uso dei rifiuti, ivi compresi i gas serra. Per la verifica di tale clausola si propone di applicare il criterio già applicato in una simile indagine eseguita presso il cementificio Italcementi di Rezzato (BS) e che si allega alla presente, o altro criterio più efficace nel frattempo elaborato.
N) Nella succitata convenzione stipulata tra Azienda e pubblica amministrazione dovrà essere prevista la costituzione di un osservatorio tecnico scientifico di controllo sui dati delle emissioni determinati dai sistemi determinati dai sistemi di analisi in continuo installati a camino, nonché i risultati dei monitoraggi periodici. Le modalità di costituzione e di funzionamento di tale organismo saranno fissate in accordo tra le Pubbliche amministrazioni e l’azienda. Tale organismo dovrà anche sorvegliare la corretta e integrale applicazione delle clausole indicate alle lettere precedenti .
O) Visti i problemi critici di mobilità nel territorio del Comune di Calusco d’Adda e della zona dell’Isola, riteniamo necessario un intervento per la riduzione dell’impatto della cementeria sulla viabilità ordinaria; a tal fine nel SIA dovrà essere inserita la verifica di fattibilità per l’utilizzo della rete ferroviaria sia per la movimentazione dei rifiuti – il trasporto del RASF in particolare può avvenire senza grossi problemi con il mezzo ferroviario - che per i combustibili convenzionali ed il prodotto finito.
P) Per quanto Si propone l’individuazione, in accordo con le amministrazione pubbliche (Calusco e comuni limitrofi), di una serie di aspetti di beneficio di tutta la zona consistenti in riqualificazioni ambientali, naturalistiche del fiume adda o di finanziamenti di progetti di riqualificazione dell’area a PLIS del torrente grandone o più in generale di aumento delle aree boschive protette, attraverso programmi pluriennali con la partecipazione economica d’Italcementi.
Friday, April 01, 2005
No ai rifiuti nel cementificio di Calusco d’Adda.
PADERNO D’ADDA (LC) – No ai rifiuti nel cementificio di Calusco d’Adda.
È questo il parere di Roberto Fumagalli, ambientalista candidato alle elezioni regionali come indipendente per Rifondazione Comunista. Fumagalli ha sottolineato la sua contrarietà all’incenerimento dei rifiuti nei forni dell’Italcementi, il cementificio di Calusco d’Adda che sorge a pochi chilometri dal confine con il territorio lecchese. Il parere, Fumagalli lo ribadirà in occasione dell`assemblea pubblica organizzata per giovedì 31 marzo a Paderno d’Adda, alle ore 20,45. A tale proposito ha dichiarato Roberto Fumagalli, che è anche presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” di Merone: “La mia associazione si batte da anni contro l’incenerimento dei rifiuti nella Cementeria di Merone. Analogamente chiedo che anche a Calusco non si proceda a bruciare i rifiuti, poiché l’inquinamento prodotto non fa altro che peggiorare la qualità dell’aria e la salute dei cittadini”. Fumagalli ha ricordato che l’incenerimento dei rifiuti nei cementifici può provocare l’emissione di sostanze tossiche per l’ambiente e per la salute umana. A Calusco come a Merone, il rischio è che i cementifici si trasformino in veri e propri inceneritore di rifiuti. “Bisogna impedire a tutti i costi l’incenerimento dei rifiuti a Calusco. Infatti questo è l’unico modo di evitare l’emissione delle diossine e di altre sostanze cancerogene, che potrebbero minare la salute dei cittadini residenti in un raggio di più di 10 chilometri dal cementificio”.
È questo il parere di Roberto Fumagalli, ambientalista candidato alle elezioni regionali come indipendente per Rifondazione Comunista. Fumagalli ha sottolineato la sua contrarietà all’incenerimento dei rifiuti nei forni dell’Italcementi, il cementificio di Calusco d’Adda che sorge a pochi chilometri dal confine con il territorio lecchese. Il parere, Fumagalli lo ribadirà in occasione dell`assemblea pubblica organizzata per giovedì 31 marzo a Paderno d’Adda, alle ore 20,45. A tale proposito ha dichiarato Roberto Fumagalli, che è anche presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” di Merone: “La mia associazione si batte da anni contro l’incenerimento dei rifiuti nella Cementeria di Merone. Analogamente chiedo che anche a Calusco non si proceda a bruciare i rifiuti, poiché l’inquinamento prodotto non fa altro che peggiorare la qualità dell’aria e la salute dei cittadini”. Fumagalli ha ricordato che l’incenerimento dei rifiuti nei cementifici può provocare l’emissione di sostanze tossiche per l’ambiente e per la salute umana. A Calusco come a Merone, il rischio è che i cementifici si trasformino in veri e propri inceneritore di rifiuti. “Bisogna impedire a tutti i costi l’incenerimento dei rifiuti a Calusco. Infatti questo è l’unico modo di evitare l’emissione delle diossine e di altre sostanze cancerogene, che potrebbero minare la salute dei cittadini residenti in un raggio di più di 10 chilometri dal cementificio”.
Sunday, March 27, 2005
Italcementi punta su Mediterraneo e Asia
L'eco di bergamo 24 03 05
Italcementi punta su Mediterraneo e Asia
Il gruppo vuole partecipare alle privatizzazioni in Turchia. Attenzione anche a Nord Africa e India Sale il contributo dei Paesi emergenti al fatturato. La tecnologia di Calusco esportata in Spagna e Usa
I progetti di sviluppo del gruppo Italcementi puntano ai mercati emergenti
Lo sviluppo di Italcementi prosegue lungo due direttrici: rafforzamento dell'esistente ed espansione nei Paesi emergenti, a partire da Turchia, dove il gruppo vuole partecipare ai processi di privatizzazione in corso, Nord Africa e India. Lo ha spiegato ieri il consigliere delegato Carlo Pesenti incontrando gli analisti finanziari nella sede di Bergamo per la presentazione dei risultati di bilancio 2004. La crescita futura del gruppo, ha detto Pesenti, passa dal «miglioramento del posizionamento competitivo sui nostri mercati, in sintonia con i principi dello sviluppo sostenibile, e un'ulteriore diversificazione geografica in Paesi con prospettive di crescita interessanti. L'obiettivo è rivolto al bacino Mediterraneo e agli altri Paesi emergenti del Sud-Est asiatico».Il peso dei nuovi mercati è quindi destinato a salire. Già nel 2005 si attende un aumento del contributo al fatturato dal 14 al 20% e al margine operativo lordo dal 15 al 25%.La crescita esterna si accompagnerà a un piano di investimenti per il mantenimento e il miglioramento degli attuali stabilimenti che prevede nel triennio 2004-2006 una media di 400 milioni annui, per la metà destinati a progetti strategici come il rifacimento delle linee produttive di Malaga in Spagna e Martinsburg negli Stati Uniti. Il primo progetto è già in corso e l'avviamento del nuovo forno, che utilizzerà la tecnologia già sperimentata nella nuova cementeria di Calusco d'Adda, è previsto per l'anno prossimo. Con un investimento di 73 milioni, la capacità produttiva aumenterà del 15% a 1,2 milioni di tonnellate l'anno e consentirà di servire il mercato spagnolo senza ricorrere più a importazioni. A Martinsburg, dove pure sarà utilizzata la tecnologia di Calusco, si avrà invece un aumento della capacità produttiva del 40% a 1,6 milioni di tonnellate l'anno con un investimento di 320 milioni di dollari (circa 246 milioni di euro). L'avviamento è previsto per il 2008. La capacità produttiva crescerà anche in Marocco, nello stabilimento di Agadir, con la realizzazione di una nuova linea produttiva che si affiancherà all'esistente.E progetti di sviluppo ci sono anche per l'India, dove Italcementi è presente con la joint-venture paritetica Zuari Cement, alla quale fanno capo due cementerie. Un'ipotesi che si sta valutando è il raddoppio della capacità produttiva. Non si esclude comunque anche una crescita per acquisizioni.L'espansione esterna è una strada alla quale Italcementi può guardare con tranquillità grazie anche all'impegno degli ultimi anni rivolto alla riduzione dell'indebitamento. «Risultato pienamente ottenuto», ha sottolineato Pesenti. Il miglioramento della posizione finanziaria netta è stato di 260 milioni solo nel 2004 e si aggiunge al miglioramento di 288 milioni già ottenuto nel 2003. «La situazione finanziaria ci permette di valutare altre acquisizioni da soli o in partnership», ha detto Pesenti precisando che Italcementi intende partecipare alla privatizzazione di cementerie in Turchia e guarda al Nord Africa, dove Suez Cement, di cui Italcementi ha raggiunto nei giorni scorsi il 54%, rappresenta una testa di ponte. L'attenzione del gruppo è rivolta in particolare ad Algeria, Tunisia e Libia, ovvero i tre Stati che separano le attuali presenze di Italcementi in Marocco e, appunto, in Egitto. Completare il presidio del Nord Africa consentirebbe di chiudere l'anello attorno al Mediterraneo.
Silvana Galizzi
Italcementi punta su Mediterraneo e Asia
Il gruppo vuole partecipare alle privatizzazioni in Turchia. Attenzione anche a Nord Africa e India Sale il contributo dei Paesi emergenti al fatturato. La tecnologia di Calusco esportata in Spagna e Usa
I progetti di sviluppo del gruppo Italcementi puntano ai mercati emergenti
Lo sviluppo di Italcementi prosegue lungo due direttrici: rafforzamento dell'esistente ed espansione nei Paesi emergenti, a partire da Turchia, dove il gruppo vuole partecipare ai processi di privatizzazione in corso, Nord Africa e India. Lo ha spiegato ieri il consigliere delegato Carlo Pesenti incontrando gli analisti finanziari nella sede di Bergamo per la presentazione dei risultati di bilancio 2004. La crescita futura del gruppo, ha detto Pesenti, passa dal «miglioramento del posizionamento competitivo sui nostri mercati, in sintonia con i principi dello sviluppo sostenibile, e un'ulteriore diversificazione geografica in Paesi con prospettive di crescita interessanti. L'obiettivo è rivolto al bacino Mediterraneo e agli altri Paesi emergenti del Sud-Est asiatico».Il peso dei nuovi mercati è quindi destinato a salire. Già nel 2005 si attende un aumento del contributo al fatturato dal 14 al 20% e al margine operativo lordo dal 15 al 25%.La crescita esterna si accompagnerà a un piano di investimenti per il mantenimento e il miglioramento degli attuali stabilimenti che prevede nel triennio 2004-2006 una media di 400 milioni annui, per la metà destinati a progetti strategici come il rifacimento delle linee produttive di Malaga in Spagna e Martinsburg negli Stati Uniti. Il primo progetto è già in corso e l'avviamento del nuovo forno, che utilizzerà la tecnologia già sperimentata nella nuova cementeria di Calusco d'Adda, è previsto per l'anno prossimo. Con un investimento di 73 milioni, la capacità produttiva aumenterà del 15% a 1,2 milioni di tonnellate l'anno e consentirà di servire il mercato spagnolo senza ricorrere più a importazioni. A Martinsburg, dove pure sarà utilizzata la tecnologia di Calusco, si avrà invece un aumento della capacità produttiva del 40% a 1,6 milioni di tonnellate l'anno con un investimento di 320 milioni di dollari (circa 246 milioni di euro). L'avviamento è previsto per il 2008. La capacità produttiva crescerà anche in Marocco, nello stabilimento di Agadir, con la realizzazione di una nuova linea produttiva che si affiancherà all'esistente.E progetti di sviluppo ci sono anche per l'India, dove Italcementi è presente con la joint-venture paritetica Zuari Cement, alla quale fanno capo due cementerie. Un'ipotesi che si sta valutando è il raddoppio della capacità produttiva. Non si esclude comunque anche una crescita per acquisizioni.L'espansione esterna è una strada alla quale Italcementi può guardare con tranquillità grazie anche all'impegno degli ultimi anni rivolto alla riduzione dell'indebitamento. «Risultato pienamente ottenuto», ha sottolineato Pesenti. Il miglioramento della posizione finanziaria netta è stato di 260 milioni solo nel 2004 e si aggiunge al miglioramento di 288 milioni già ottenuto nel 2003. «La situazione finanziaria ci permette di valutare altre acquisizioni da soli o in partnership», ha detto Pesenti precisando che Italcementi intende partecipare alla privatizzazione di cementerie in Turchia e guarda al Nord Africa, dove Suez Cement, di cui Italcementi ha raggiunto nei giorni scorsi il 54%, rappresenta una testa di ponte. L'attenzione del gruppo è rivolta in particolare ad Algeria, Tunisia e Libia, ovvero i tre Stati che separano le attuali presenze di Italcementi in Marocco e, appunto, in Egitto. Completare il presidio del Nord Africa consentirebbe di chiudere l'anello attorno al Mediterraneo.
Silvana Galizzi
Saturday, March 19, 2005
Italcementi: nel 2004 utile netto +5% a 394 mln, ricavi +5,7%
FINANZA on LINE
Italcementi: nel 2004 utile netto +5% a 394 mln, ricavi +5,7%
Il Consiglio di Amministrazione di Italcementi Spa riunitosi oggi ha preso in esame e approvato la relazione e il bilancio della società e il consolidato relativi all’anno 2004. Il Consiglio ha anche esaminato la proposta di distribuire un dividendo ordinario di 0,30 euro alle azioni ordinarie (+11%) e di 0,33 euro (+10%) alle azioni risparmio. Lo scorso anno fu distribuito un dividendo ordinario di 0,27 euro alle azioni ordinarie e di 0,30 euro alle azioni di risparmio e un dividendo straordinario di 0,05 euro ad entrambe le categorie di azioni per celebrare i 140 anni di fondazione della società.Il Consiglio inoltre, proporrà all’Assemblea degli azionisti, convocata il prossimo 21 e 22 aprile rispettivamente in prima e seconda convocazione, di rinnovare per 18 mesi l’autorizzazione alla disposizione e all’acquisto di azioni proprie. Attualmente la società possiede 3.117.200 azioni ordinarie e 105.500 azioni di risparmio.QUARTO TRIMESTRE 2004 - Nell’ultimo trimestre dell’esercizio 2004 si è confermato il positivo andamento del principale settore di attività del gruppo con una buona crescita delle vendite di cemento e clinker (+3,7%) rispetto al corrispondente periodo del 2003, mentre sono risultate in calo lo vendite di inerti (-2,9%) e calcestruzzo (-2,3%).I ricavi complessivi hanno registrato nel trimestre un significativo incremento (+5,1%) rispetto al quarto trimestre 2003. Il risultato operativo del gruppo è aumentato del 5,1%.L’utile di pertinenza ammonta a 70,3 milioni di euro rispetto ai 62,1 milioni di euro registrati lo scorso anno, in un trimestre caratterizzato da importanti svalutazioni dell’avviamento di alcune partecipazioni effettuate alla fine dell’esercizio 2003.GRUPPO ITALCEMENTI - Nel corso dell’esercizio 2004, il Gruppo Italcementi ha registrato un incremento del 5,7% dei ricavi consolidati a 4.527,8 milioni di euro (+7,1% l’apporto dell’attività, +0,3% la variazioni di perimetro essenzialmente per l’inserimento di Shymkent Cement - Kazakistan – e -1,7% derivante dall’effetto cambi). Alla crescita dei ricavi hanno contribuito tutti gli aggregati geografici e, principalmente, l’Unione europea (Italia e Francia) e il Nord America.
Il margine operativo lordo, sostenuto dalla crescita dei volumi e dalla favorevole evoluzione dei prezzi di vendita in quasi tutti i paesi, ha registrato un miglioramento del 3,5% rispetto al 2003, anche se sui risultati di gestione ha influito, in misura ancora più accentuata nella seconda parte dell’anno, l’appesantimento dei costi operativi, in particolare di quelli variabili legati ai fattori energetici che hanno registrato una forte crescita dei costi dei combustibili. Anche i cambi del dollaro e di altre valute nei confronti dell’euro hanno determinato un effetto negativo, quantificabile in circa 18 milioni. A parità di tassi di cambio la crescita del margine operativo lordo sarebbe stata pari al 5,2%.Nell’ambito dell’Unione europea la Francia ha realizzato un netto miglioramento, a fronte della stabilità registrata in Italia e Spagna e della flessione in Belgio e Grecia. Molto positivo è stato l’andamento del Nord America, con un MOL in dollari in crescita del 17,5%, ma penalizzato da un importante effetto cambi negativo che ha limitato l’incremento al 6,8%. Fra i paesi emergenti, un forte miglioramento dei risultati di gestione è stato ottenuto in Bulgaria e Turchia, mentre in Thailandia e India gli incrementi dei risultati in valuta locale sono stati annullati dagli effetti negativi del cambio in euro. Il margine operativo lordo del Marocco, pur confermatosi a un valore elevato, ha evidenziato un calo rispetto allo scorso esercizio per i contingenti effetti dell’applicazione di una “tassa di solidarietà”, che ha inciso sui ricavi netti.Dopo ammortamenti e altre svalutazioni delle immobilizzazioni per complessivi 383,9 milioni, inferiori di 20,6 milioni al valore corrispondente 2003 sostanzialmente per l’assenza nel 2004 di svalutazioni dell’avviamento di alcune partecipate, il risultato perativo si è attestato a 714,5 milioni, in progresso dell’8,9% rispetto al 2003, con un’incidenza sui ricavi cresciuta dal 15,3% al 15,8%. Gli oneri finanziari, al netto dei proventi, hanno registrato un sensibile calo (-32,5 milioni pari al 28,4%) rispetto al 2003 con la conseguente riduzione dell’incidenza sui ricavi dal 2,7% all’1,8%. Questo risultato è stato ottenuto soprattutto grazie al contenimento degli interessi correlati all’indebitamento finanziario netto, per effetto della sua forte riduzione. Un positivo contributo è anche venuto dai proventi e plusvalenze nette da partecipazioni e dalle minori perdite di cambio.Le rettifiche di valore di attività finanziarie, concernenti principalmente i risultati delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto, hanno evidenziato un saldo netto positivo di 14,1 milioni a fronte di 8,9 milioni nel 2003. Il progresso è soprattutto riferibile ai positivi risultati dell’esercizio di Suez Cement Company.Gli oneri straordinari, al netto dei proventi, hanno registrato un saldo negativo di 4,3 milioni contro un saldo netto positivo di 54,0 milioni nel 2003. A determinare il saldo negativo del 2004 ha concorso principalmente l’accantonamento di 11,9 milioni per l’ammenda comminata in Italia dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a Calcestruzzi Spa e a Cemencal Spa, verso cui le società hanno presentato ricorso. Il risultato ante imposte è stato pari a 642,3 milioni, in progresso del 6,2% rispetto a quello consuntivato nel 2003 (604,8 milioni di euro).Le imposte ammontano a 247,9 milioni (229,1 milioni di euro). Italcementi SpA ed undici sue controllate, hanno optato per il regime del consolidato fiscale nazionale, formando una catena di consolidamento in capo alla controllante consolidante Italmobiliare Spa. L’utile netto complessivo è stato di 394,4 milioni a fronte di un utile di 375,7 milioni nel 2003 (+5%). L’utile netto di competenza del gruppo, dopo un utile di pertinenza di terzi pari a 101,9 milioni (98,9 milioni nel 2003), è stato di 292,5 milioni, in crescita del 5,7% rispetto al 2003.Nel 2004 gli investimenti in immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie sono stati pari a 373,9 milioni, in linea con il precedente esercizio. Le principali iniziative in campo industriale hanno riguardato Italia (avanzamento del tunnel di cava presso la cementeria di Calusco), Francia, Spagna (ammodernamento della cementeria di Malaga) e Nord America (ammodernamento della cementeria di Nazareth). In Marocco si sta progettando l’installazione di una nuova linea di cottura per la produzione di clinker.I consistenti flussi finanziari di gestione hanno permesso di migliorare la posizione finanziaria netta di 260,4 milioni.Al 31 dicembre 2004 il saldo dell’indebitamento finanziario netto era pari a 1.537,5 milioni (1.560,0 milioni, inclusi i Tsdi) rispetto a 1.797,8 milioni di euro a fine 2003 (1.849,0 milioni inclusi i Tsdi).Il rapporto tra l’indebitamento finanziario netto (incluso il valore netto dei Tsdi) e il patrimonio netto è sceso sensibilmente, attestandosi al 51,4% a fronte del 65,4% al 31 dicembre 2003.Il patrimonio netto complessivo ha registrato un incremento di 209,1 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2003 a 3.034,4 milioni, grazie all’utile di esercizio e malgrado un effetto cambi negativo.
Italcementi: nel 2004 utile netto +5% a 394 mln, ricavi +5,7%
Il Consiglio di Amministrazione di Italcementi Spa riunitosi oggi ha preso in esame e approvato la relazione e il bilancio della società e il consolidato relativi all’anno 2004. Il Consiglio ha anche esaminato la proposta di distribuire un dividendo ordinario di 0,30 euro alle azioni ordinarie (+11%) e di 0,33 euro (+10%) alle azioni risparmio. Lo scorso anno fu distribuito un dividendo ordinario di 0,27 euro alle azioni ordinarie e di 0,30 euro alle azioni di risparmio e un dividendo straordinario di 0,05 euro ad entrambe le categorie di azioni per celebrare i 140 anni di fondazione della società.Il Consiglio inoltre, proporrà all’Assemblea degli azionisti, convocata il prossimo 21 e 22 aprile rispettivamente in prima e seconda convocazione, di rinnovare per 18 mesi l’autorizzazione alla disposizione e all’acquisto di azioni proprie. Attualmente la società possiede 3.117.200 azioni ordinarie e 105.500 azioni di risparmio.QUARTO TRIMESTRE 2004 - Nell’ultimo trimestre dell’esercizio 2004 si è confermato il positivo andamento del principale settore di attività del gruppo con una buona crescita delle vendite di cemento e clinker (+3,7%) rispetto al corrispondente periodo del 2003, mentre sono risultate in calo lo vendite di inerti (-2,9%) e calcestruzzo (-2,3%).I ricavi complessivi hanno registrato nel trimestre un significativo incremento (+5,1%) rispetto al quarto trimestre 2003. Il risultato operativo del gruppo è aumentato del 5,1%.L’utile di pertinenza ammonta a 70,3 milioni di euro rispetto ai 62,1 milioni di euro registrati lo scorso anno, in un trimestre caratterizzato da importanti svalutazioni dell’avviamento di alcune partecipazioni effettuate alla fine dell’esercizio 2003.GRUPPO ITALCEMENTI - Nel corso dell’esercizio 2004, il Gruppo Italcementi ha registrato un incremento del 5,7% dei ricavi consolidati a 4.527,8 milioni di euro (+7,1% l’apporto dell’attività, +0,3% la variazioni di perimetro essenzialmente per l’inserimento di Shymkent Cement - Kazakistan – e -1,7% derivante dall’effetto cambi). Alla crescita dei ricavi hanno contribuito tutti gli aggregati geografici e, principalmente, l’Unione europea (Italia e Francia) e il Nord America.
Il margine operativo lordo, sostenuto dalla crescita dei volumi e dalla favorevole evoluzione dei prezzi di vendita in quasi tutti i paesi, ha registrato un miglioramento del 3,5% rispetto al 2003, anche se sui risultati di gestione ha influito, in misura ancora più accentuata nella seconda parte dell’anno, l’appesantimento dei costi operativi, in particolare di quelli variabili legati ai fattori energetici che hanno registrato una forte crescita dei costi dei combustibili. Anche i cambi del dollaro e di altre valute nei confronti dell’euro hanno determinato un effetto negativo, quantificabile in circa 18 milioni. A parità di tassi di cambio la crescita del margine operativo lordo sarebbe stata pari al 5,2%.Nell’ambito dell’Unione europea la Francia ha realizzato un netto miglioramento, a fronte della stabilità registrata in Italia e Spagna e della flessione in Belgio e Grecia. Molto positivo è stato l’andamento del Nord America, con un MOL in dollari in crescita del 17,5%, ma penalizzato da un importante effetto cambi negativo che ha limitato l’incremento al 6,8%. Fra i paesi emergenti, un forte miglioramento dei risultati di gestione è stato ottenuto in Bulgaria e Turchia, mentre in Thailandia e India gli incrementi dei risultati in valuta locale sono stati annullati dagli effetti negativi del cambio in euro. Il margine operativo lordo del Marocco, pur confermatosi a un valore elevato, ha evidenziato un calo rispetto allo scorso esercizio per i contingenti effetti dell’applicazione di una “tassa di solidarietà”, che ha inciso sui ricavi netti.Dopo ammortamenti e altre svalutazioni delle immobilizzazioni per complessivi 383,9 milioni, inferiori di 20,6 milioni al valore corrispondente 2003 sostanzialmente per l’assenza nel 2004 di svalutazioni dell’avviamento di alcune partecipate, il risultato perativo si è attestato a 714,5 milioni, in progresso dell’8,9% rispetto al 2003, con un’incidenza sui ricavi cresciuta dal 15,3% al 15,8%. Gli oneri finanziari, al netto dei proventi, hanno registrato un sensibile calo (-32,5 milioni pari al 28,4%) rispetto al 2003 con la conseguente riduzione dell’incidenza sui ricavi dal 2,7% all’1,8%. Questo risultato è stato ottenuto soprattutto grazie al contenimento degli interessi correlati all’indebitamento finanziario netto, per effetto della sua forte riduzione. Un positivo contributo è anche venuto dai proventi e plusvalenze nette da partecipazioni e dalle minori perdite di cambio.Le rettifiche di valore di attività finanziarie, concernenti principalmente i risultati delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto, hanno evidenziato un saldo netto positivo di 14,1 milioni a fronte di 8,9 milioni nel 2003. Il progresso è soprattutto riferibile ai positivi risultati dell’esercizio di Suez Cement Company.Gli oneri straordinari, al netto dei proventi, hanno registrato un saldo negativo di 4,3 milioni contro un saldo netto positivo di 54,0 milioni nel 2003. A determinare il saldo negativo del 2004 ha concorso principalmente l’accantonamento di 11,9 milioni per l’ammenda comminata in Italia dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a Calcestruzzi Spa e a Cemencal Spa, verso cui le società hanno presentato ricorso. Il risultato ante imposte è stato pari a 642,3 milioni, in progresso del 6,2% rispetto a quello consuntivato nel 2003 (604,8 milioni di euro).Le imposte ammontano a 247,9 milioni (229,1 milioni di euro). Italcementi SpA ed undici sue controllate, hanno optato per il regime del consolidato fiscale nazionale, formando una catena di consolidamento in capo alla controllante consolidante Italmobiliare Spa. L’utile netto complessivo è stato di 394,4 milioni a fronte di un utile di 375,7 milioni nel 2003 (+5%). L’utile netto di competenza del gruppo, dopo un utile di pertinenza di terzi pari a 101,9 milioni (98,9 milioni nel 2003), è stato di 292,5 milioni, in crescita del 5,7% rispetto al 2003.Nel 2004 gli investimenti in immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie sono stati pari a 373,9 milioni, in linea con il precedente esercizio. Le principali iniziative in campo industriale hanno riguardato Italia (avanzamento del tunnel di cava presso la cementeria di Calusco), Francia, Spagna (ammodernamento della cementeria di Malaga) e Nord America (ammodernamento della cementeria di Nazareth). In Marocco si sta progettando l’installazione di una nuova linea di cottura per la produzione di clinker.I consistenti flussi finanziari di gestione hanno permesso di migliorare la posizione finanziaria netta di 260,4 milioni.Al 31 dicembre 2004 il saldo dell’indebitamento finanziario netto era pari a 1.537,5 milioni (1.560,0 milioni, inclusi i Tsdi) rispetto a 1.797,8 milioni di euro a fine 2003 (1.849,0 milioni inclusi i Tsdi).Il rapporto tra l’indebitamento finanziario netto (incluso il valore netto dei Tsdi) e il patrimonio netto è sceso sensibilmente, attestandosi al 51,4% a fronte del 65,4% al 31 dicembre 2003.Il patrimonio netto complessivo ha registrato un incremento di 209,1 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2003 a 3.034,4 milioni, grazie all’utile di esercizio e malgrado un effetto cambi negativo.
l'eco di bergamo 18 03 05
Scarti da incenerire Un sì con riserva
CALUSCO Certificazione dei prodotti usati, monitoraggio delle emissioni, formazione mirata dei lavoratori. Queste alcune delle richieste che la Cgil di Bergamo intende avanzare all'Italcementi e alle istituzioni interessate al progetto di incenerimento di rifiuti alternativi nella cementeria di Calusco. «L'azienda - ha spiegato al forum organizzato da Fulvio Bolis, segretario Fillea-Cgil di Bergamo - ha inoltrato la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale il 20 dicembre per l'uso di combustibili alternativi». Nei progetti della cementeria di Calusco, che ora impiega come combustibile tradizionale il coke di petrolio, c'è l'uso di nuovi tipi di rifiuti: i cosiddetti Cdr, combustibili derivati da rifiuti, che si ottengono da quelli solidi urbani e assimilati, e quelli liquidi, classificati come pericolosi, denominati Ecofluid (miscela di solventi) e Rasf (miscela di residui autobollenti stirolici e fenolici). «L'iniziativa di Italcementi - ha dichiarato il segretario generale della Cgil di Bergamo, Maurizio Laini - è un'opportunità a patto si rispettino determinate condizioni. Costruiremo una piattaforma di proposte per chiedere elevate performances ambientali». «È importante - ha detto Claudio Molteni, segretario Fillea-Cgil Lombardia - non limitarsi a rispettare i limiti di legge, ma stare abbondantemente al di sotto, e che l'esito dei controlli sia messo a disposizione di tutti». «L'operazione, se ben condotta - ha esordito Bruno Pesenti, responsabile del dipartimento Sicurezza e prevenzione Asl - comporta da un lato vantaggi per l'ecosistema, grazie allo smaltimento dei rifiuti e alla riduzione dell'uso dei combustibili tradizionali, e dall'altra l'installazione, a Calusco, a spese dell'azienda, di una centralina per il monitoraggio degli inquinanti gestita dall'Arpa». «Concordo - ha detto il responsabile della Medicina del lavoro degli Ospedali Riuniti Giampiero Mosconi - nel sostenere l'opportunità di usare gli inceneritori già esistenti per lo smaltimento dei rifiuti visti i vantaggi di carattere ecologico». «Se la valutazione ambientale sarà favorevole - ha concluso Michele Mosca, consigliere Parco Adda Nord - bisogna studiare forme di compensazione per il territorio».Vanessa Bonacina
Scarti da incenerire Un sì con riserva
CALUSCO Certificazione dei prodotti usati, monitoraggio delle emissioni, formazione mirata dei lavoratori. Queste alcune delle richieste che la Cgil di Bergamo intende avanzare all'Italcementi e alle istituzioni interessate al progetto di incenerimento di rifiuti alternativi nella cementeria di Calusco. «L'azienda - ha spiegato al forum organizzato da Fulvio Bolis, segretario Fillea-Cgil di Bergamo - ha inoltrato la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale il 20 dicembre per l'uso di combustibili alternativi». Nei progetti della cementeria di Calusco, che ora impiega come combustibile tradizionale il coke di petrolio, c'è l'uso di nuovi tipi di rifiuti: i cosiddetti Cdr, combustibili derivati da rifiuti, che si ottengono da quelli solidi urbani e assimilati, e quelli liquidi, classificati come pericolosi, denominati Ecofluid (miscela di solventi) e Rasf (miscela di residui autobollenti stirolici e fenolici). «L'iniziativa di Italcementi - ha dichiarato il segretario generale della Cgil di Bergamo, Maurizio Laini - è un'opportunità a patto si rispettino determinate condizioni. Costruiremo una piattaforma di proposte per chiedere elevate performances ambientali». «È importante - ha detto Claudio Molteni, segretario Fillea-Cgil Lombardia - non limitarsi a rispettare i limiti di legge, ma stare abbondantemente al di sotto, e che l'esito dei controlli sia messo a disposizione di tutti». «L'operazione, se ben condotta - ha esordito Bruno Pesenti, responsabile del dipartimento Sicurezza e prevenzione Asl - comporta da un lato vantaggi per l'ecosistema, grazie allo smaltimento dei rifiuti e alla riduzione dell'uso dei combustibili tradizionali, e dall'altra l'installazione, a Calusco, a spese dell'azienda, di una centralina per il monitoraggio degli inquinanti gestita dall'Arpa». «Concordo - ha detto il responsabile della Medicina del lavoro degli Ospedali Riuniti Giampiero Mosconi - nel sostenere l'opportunità di usare gli inceneritori già esistenti per lo smaltimento dei rifiuti visti i vantaggi di carattere ecologico». «Se la valutazione ambientale sarà favorevole - ha concluso Michele Mosca, consigliere Parco Adda Nord - bisogna studiare forme di compensazione per il territorio».Vanessa Bonacina
Monday, March 14, 2005
Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata
L'ECO DI BERGAMO 13 03 05
Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata
Camionista milanese perde la vita nello schianto del camion carico di Gpl a Capriate.
Poteva essere un disastro
Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, in direzione Venezia.
Caos sulle arterie verso Bergamo
Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, tra la barriera di Milano Est e Capriate, in direzione Venezia, auto incolonnate per decine di chilometri e traffico paralizzato sulle altre arterie di collegamento tra Milano e Bergamo. È la conseguenza dell'incidente che si è verificato alle 8 di ieri mattina tra i caselli di Trezzo d'Adda e Capriate San Gervasio, all'altezza del ponte sull'Adda. Un'autocisterna carica di 10 mila litri di gas butano, pare dopo essere stata tamponata da un'auto, ha sbandato e si è rovesciata sul ponte, sfondando parte del parapetto. Per un attimo si è anche temuto per la stabilità del ponte. Per fortuna non si è verificata alcuna fuoriuscita di gas dalla cisterna, scongiurando il rischio di un incendio. L'autista del camion è purtroppo morto sul colpo. La vittima, Roberto Vadorini, aveva 35 anni e abitava a Milano. Subito dopo lo schianto sul posto sono intervenuti i carabinieri di Capriate, la stradale di Seriate, i vigili del fuoco di Bergamo, il personale della società Autostrade e i soccorritori del 118. Purtroppo per il conducente del camion non c'era più niente da fare. Per recuperare la cisterna è stato necessario l'intervento di un corpo speciale dei pompieri, arrivato appositamente da Mestre, che ha effettuato il delicato trasbordo del gas. Le difficili operazioni di recupero hanno richiesto la chiusura dei caselli autostradali di Agrate, Cavenago-Cambiago e Trezzo, in direzione di Venezia, fino al tardo pomeriggio. La stradale ha invece fatto uscire agli svincoli di Agrate e Trezzo le auto che, al momento dell'incidente, si trovavano in autostrada: questa operazione ha avuto come conseguenza pesanti disagi per il traffico, con code lunghe anche parecchi chilometri lungo le strade secondarie. Anche sul lato opposto dell'autostrada, nel tratto tra Capriate e Trezzo, si sono formate delle code provocate dai curiosi che rallentavano all'altezza del ponte sull'Adda, per osservare cosa stava accadendo. Anche la protezione civile si è attivata, distribuendo beni di conforto agli automobilisti bloccati nel traffico fuori e dentro l'autostrada. Le conseguenze dell'incidente si sono fatte sentire anche sulle strade dell'Isola e della Bassa, dove si sono verificati rallentamenti e incolonnamenti. La situazione è parzialmente tornata alla normalità solo dopo le 19, quando il ponte è stato liberato dalla cisterna e l'autostrada è stata riaperta alla circolazione, anche se soltanto la terza corsia. Alle 20 è stata poi riaperta la seconda corsia e la situazione si è lentamente normalizzata. «Autostrade per l'Italia si scusa per i disagi, peraltro non dipendenti dal suo controllo - ha scritto in una nota la società - e non può non sottolineare ancora una volta la problematica del transito delle merci pericolose in autostrada e della loro complessa rimozione nei tempi e nelle modalità». Sulla questione è intervenuto anche il leghista Celestino Pedrazzini, vicepresidente della commissione Lavori pubblici e Comunicazione del Senato: «Per evitare incidenti del genere occorre distribuire anche il metano con i self-service ai distributori sulle autostrade e sulle statali». Matteo Sala
Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata
Camionista milanese perde la vita nello schianto del camion carico di Gpl a Capriate.
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Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, tra la barriera di Milano Est e Capriate, in direzione Venezia, auto incolonnate per decine di chilometri e traffico paralizzato sulle altre arterie di collegamento tra Milano e Bergamo. È la conseguenza dell'incidente che si è verificato alle 8 di ieri mattina tra i caselli di Trezzo d'Adda e Capriate San Gervasio, all'altezza del ponte sull'Adda. Un'autocisterna carica di 10 mila litri di gas butano, pare dopo essere stata tamponata da un'auto, ha sbandato e si è rovesciata sul ponte, sfondando parte del parapetto. Per un attimo si è anche temuto per la stabilità del ponte. Per fortuna non si è verificata alcuna fuoriuscita di gas dalla cisterna, scongiurando il rischio di un incendio. L'autista del camion è purtroppo morto sul colpo. La vittima, Roberto Vadorini, aveva 35 anni e abitava a Milano. Subito dopo lo schianto sul posto sono intervenuti i carabinieri di Capriate, la stradale di Seriate, i vigili del fuoco di Bergamo, il personale della società Autostrade e i soccorritori del 118. Purtroppo per il conducente del camion non c'era più niente da fare. Per recuperare la cisterna è stato necessario l'intervento di un corpo speciale dei pompieri, arrivato appositamente da Mestre, che ha effettuato il delicato trasbordo del gas. Le difficili operazioni di recupero hanno richiesto la chiusura dei caselli autostradali di Agrate, Cavenago-Cambiago e Trezzo, in direzione di Venezia, fino al tardo pomeriggio. La stradale ha invece fatto uscire agli svincoli di Agrate e Trezzo le auto che, al momento dell'incidente, si trovavano in autostrada: questa operazione ha avuto come conseguenza pesanti disagi per il traffico, con code lunghe anche parecchi chilometri lungo le strade secondarie. Anche sul lato opposto dell'autostrada, nel tratto tra Capriate e Trezzo, si sono formate delle code provocate dai curiosi che rallentavano all'altezza del ponte sull'Adda, per osservare cosa stava accadendo. Anche la protezione civile si è attivata, distribuendo beni di conforto agli automobilisti bloccati nel traffico fuori e dentro l'autostrada. Le conseguenze dell'incidente si sono fatte sentire anche sulle strade dell'Isola e della Bassa, dove si sono verificati rallentamenti e incolonnamenti. La situazione è parzialmente tornata alla normalità solo dopo le 19, quando il ponte è stato liberato dalla cisterna e l'autostrada è stata riaperta alla circolazione, anche se soltanto la terza corsia. Alle 20 è stata poi riaperta la seconda corsia e la situazione si è lentamente normalizzata. «Autostrade per l'Italia si scusa per i disagi, peraltro non dipendenti dal suo controllo - ha scritto in una nota la società - e non può non sottolineare ancora una volta la problematica del transito delle merci pericolose in autostrada e della loro complessa rimozione nei tempi e nelle modalità». Sulla questione è intervenuto anche il leghista Celestino Pedrazzini, vicepresidente della commissione Lavori pubblici e Comunicazione del Senato: «Per evitare incidenti del genere occorre distribuire anche il metano con i self-service ai distributori sulle autostrade e sulle statali». Matteo Sala
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L'ECO DI BERGAMO 13 03 05
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Camionista milanese perde la vita nello schianto del camion carico di Gpl a Capriate.
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Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, in direzione Venezia.
Caos sulle arterie verso Bergamo
Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, tra la barriera di Milano Est e Capriate, in direzione Venezia, auto incolonnate per decine di chilometri e traffico paralizzato sulle altre arterie di collegamento tra Milano e Bergamo. È la conseguenza dell'incidente che si è verificato alle 8 di ieri mattina tra i caselli di Trezzo d'Adda e Capriate San Gervasio, all'altezza del ponte sull'Adda. Un'autocisterna carica di 10 mila litri di gas butano, pare dopo essere stata tamponata da un'auto, ha sbandato e si è rovesciata sul ponte, sfondando parte del parapetto. Per un attimo si è anche temuto per la stabilità del ponte. Per fortuna non si è verificata alcuna fuoriuscita di gas dalla cisterna, scongiurando il rischio di un incendio. L'autista del camion è purtroppo morto sul colpo. La vittima, Roberto Vadorini, aveva 35 anni e abitava a Milano. Subito dopo lo schianto sul posto sono intervenuti i carabinieri di Capriate, la stradale di Seriate, i vigili del fuoco di Bergamo, il personale della società Autostrade e i soccorritori del 118. Purtroppo per il conducente del camion non c'era più niente da fare. Per recuperare la cisterna è stato necessario l'intervento di un corpo speciale dei pompieri, arrivato appositamente da Mestre, che ha effettuato il delicato trasbordo del gas. Le difficili operazioni di recupero hanno richiesto la chiusura dei caselli autostradali di Agrate, Cavenago-Cambiago e Trezzo, in direzione di Venezia, fino al tardo pomeriggio. La stradale ha invece fatto uscire agli svincoli di Agrate e Trezzo le auto che, al momento dell'incidente, si trovavano in autostrada: questa operazione ha avuto come conseguenza pesanti disagi per il traffico, con code lunghe anche parecchi chilometri lungo le strade secondarie. Anche sul lato opposto dell'autostrada, nel tratto tra Capriate e Trezzo, si sono formate delle code provocate dai curiosi che rallentavano all'altezza del ponte sull'Adda, per osservare cosa stava accadendo. Anche la protezione civile si è attivata, distribuendo beni di conforto agli automobilisti bloccati nel traffico fuori e dentro l'autostrada. Le conseguenze dell'incidente si sono fatte sentire anche sulle strade dell'Isola e della Bassa, dove si sono verificati rallentamenti e incolonnamenti. La situazione è parzialmente tornata alla normalità solo dopo le 19, quando il ponte è stato liberato dalla cisterna e l'autostrada è stata riaperta alla circolazione, anche se soltanto la terza corsia. Alle 20 è stata poi riaperta la seconda corsia e la situazione si è lentamente normalizzata. «Autostrade per l'Italia si scusa per i disagi, peraltro non dipendenti dal suo controllo - ha scritto in una nota la società - e non può non sottolineare ancora una volta la problematica del transito delle merci pericolose in autostrada e della loro complessa rimozione nei tempi e nelle modalità». Sulla questione è intervenuto anche il leghista Celestino Pedrazzini, vicepresidente della commissione Lavori pubblici e Comunicazione del Senato: «Per evitare incidenti del genere occorre distribuire anche il metano con i self-service ai distributori sulle autostrade e sulle statali». Matteo Sala
Cisterna si ribalta: un morto, A4 paralizzata
Camionista milanese perde la vita nello schianto del camion carico di Gpl a Capriate.
Poteva essere un disastro
Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, in direzione Venezia.
Caos sulle arterie verso Bergamo
Autostrada chiusa per undici ore, dalle 8 alle 19, tra la barriera di Milano Est e Capriate, in direzione Venezia, auto incolonnate per decine di chilometri e traffico paralizzato sulle altre arterie di collegamento tra Milano e Bergamo. È la conseguenza dell'incidente che si è verificato alle 8 di ieri mattina tra i caselli di Trezzo d'Adda e Capriate San Gervasio, all'altezza del ponte sull'Adda. Un'autocisterna carica di 10 mila litri di gas butano, pare dopo essere stata tamponata da un'auto, ha sbandato e si è rovesciata sul ponte, sfondando parte del parapetto. Per un attimo si è anche temuto per la stabilità del ponte. Per fortuna non si è verificata alcuna fuoriuscita di gas dalla cisterna, scongiurando il rischio di un incendio. L'autista del camion è purtroppo morto sul colpo. La vittima, Roberto Vadorini, aveva 35 anni e abitava a Milano. Subito dopo lo schianto sul posto sono intervenuti i carabinieri di Capriate, la stradale di Seriate, i vigili del fuoco di Bergamo, il personale della società Autostrade e i soccorritori del 118. Purtroppo per il conducente del camion non c'era più niente da fare. Per recuperare la cisterna è stato necessario l'intervento di un corpo speciale dei pompieri, arrivato appositamente da Mestre, che ha effettuato il delicato trasbordo del gas. Le difficili operazioni di recupero hanno richiesto la chiusura dei caselli autostradali di Agrate, Cavenago-Cambiago e Trezzo, in direzione di Venezia, fino al tardo pomeriggio. La stradale ha invece fatto uscire agli svincoli di Agrate e Trezzo le auto che, al momento dell'incidente, si trovavano in autostrada: questa operazione ha avuto come conseguenza pesanti disagi per il traffico, con code lunghe anche parecchi chilometri lungo le strade secondarie. Anche sul lato opposto dell'autostrada, nel tratto tra Capriate e Trezzo, si sono formate delle code provocate dai curiosi che rallentavano all'altezza del ponte sull'Adda, per osservare cosa stava accadendo. Anche la protezione civile si è attivata, distribuendo beni di conforto agli automobilisti bloccati nel traffico fuori e dentro l'autostrada. Le conseguenze dell'incidente si sono fatte sentire anche sulle strade dell'Isola e della Bassa, dove si sono verificati rallentamenti e incolonnamenti. La situazione è parzialmente tornata alla normalità solo dopo le 19, quando il ponte è stato liberato dalla cisterna e l'autostrada è stata riaperta alla circolazione, anche se soltanto la terza corsia. Alle 20 è stata poi riaperta la seconda corsia e la situazione si è lentamente normalizzata. «Autostrade per l'Italia si scusa per i disagi, peraltro non dipendenti dal suo controllo - ha scritto in una nota la società - e non può non sottolineare ancora una volta la problematica del transito delle merci pericolose in autostrada e della loro complessa rimozione nei tempi e nelle modalità». Sulla questione è intervenuto anche il leghista Celestino Pedrazzini, vicepresidente della commissione Lavori pubblici e Comunicazione del Senato: «Per evitare incidenti del genere occorre distribuire anche il metano con i self-service ai distributori sulle autostrade e sulle statali». Matteo Sala
STATO DI ALLERTA
STATO DI ALLERTA
Mentre non si sono ancora sopite le polemiche e le preoccupazioni derivanti dalla realizzazione di alcuni impianti tecnologici presso gli stabilimenti Italcementi di Calusco d’Adda, è esplosa veemente e violenta una nuova protesta promossa da un gruppo di cittadini, tesa a denunciare la pericolosità delle sostanze bruciate nei forni, comunicata tramite un volantino distribuito alla popolazione dei comuni più vicini alla nuova installazione.I camini recentemente innalzati dall’azienda, delle vere e proprie torri-ciminiera che svettano minacciose verso il cielo, erano stati criticati per i problemi di inquinamento atmosferico che avrebbero potuto generare, e per l’impatto visivo ed ambientale che provocano, ma ora il problema appare di dimensioni ancora maggiori in quanto interessa la salubrità pubblica, e, se già esistevano dubbi sulla pericolosità delle immissioni nell’atmosfera derivanti dai cicli produttivi, la notizia diffusa del possibile utilizzo di sostanze fortemente tossiche, se non addirittura cancerogene, induce ad una nuova e maggiore attenzione.Il problema è rilevante e non riguarda il solo comune di Calusco d’Adda (ed anche se fosse così meriterebbe la pari attenzione), o quello di Paderno d’Adda, ma tutti i comuni del circondario, e l’intero contesto territoriale di questa parte densamente abitata della regione Lombardia, dove la densità di aziende “a rischio” è maggiore di quanto si creda. Di fronte ad una denuncia tanto grave e motivata dovrà scattare lo stato di allerta e la massima attenzione da parte di tutte le municipalità interessate, delle forze politiche e sociali, dei cittadini, e delle autorità superiori: l’interesse di un’azienda privata non può compromettere la salute pubblica, né tanto meno l’ambiente.Il volantino distribuito recita testualmente: ”Abbiamo appreso con terrore dai giornali che Italcementi ha intenzione di utilizzare rifiuti altamente tossici e pericolosi per alimentare i propri forni… Nel caso specifico facciamo presente che questi rifiuti tossici (ecofluid, rasf, residui stirolici e fenolici, ecc.), provengono da Mantova dove sono stati vietati da anni perché la popolazione è insorta, in quanto da studi fatti i casi accertati di cancro sono aumentati in modo drammatico nella popolazione circostante”.Questo è un testo terribilmente drammatico che porta a riflettere, e che, qualora trovasse conferma dopo un’indagine approfondita della questione da espletarsi grazie all’interessamento delle autorità regionali, dovrà, in mancanza di dati e motivazioni inconfutabili, di giustificazioni plausibili, e di certezze circa l’incolumità della salute, portare alla immediata chiusura degli impianti. Suonano stonate le giustificazioni addotte dalla società, laddove si conferma in passato l’utilizzo di sostanze pericolose, così espresse: “Abbiamo avviato la procedura per utilizzare combustibili classificati dalla legge come pericolosi, ma abbiamo anche fornito la massima disponibilità a collaborare con l’amministrazione di Calusco e delle aree confinanti, i cittadini e gli enti preposti. L’azienda Italcementi ha fornito la completa e più ampia disponibilità per presentare e illustrare il tipo di iniziativa che avrebbe intenzione di avviare. L’iter di approvazione prevede incontri e conferenze di servizi per avere il via libera nel campo autorizzativo… L’ecofluid è già stato utilizzato negli anni passati nel vecchio impianto..”. Qualora nulla fosse intrapreso e tutto venisse ridimensionato senza addurre dati scientifici rassicuranti, dovrà partire una vera e propria mobilitazione di massa, simile a quella intrapresa in difesa dell‘Ospedale di Merate, con la partecipazione delle forze politiche e sociali, dei media, e di tutti i cittadini. Nel frattempo, nell’attesa che qualcuno si muova, invitiamo i rappresentanti politici di tutti i partiti a considerare la questione. In particolare sollecitiamo i consiglieri comunali e quelli provinciali, e, tra questi, l’assessore Marco Molgora, responsabile del settore ambientale a Villa Locatelli, un uomo particolarmente attento e sensibile a queste problematiche. Un’ulteriore sollecitazione la rivolgo al ministro Sirchia, dimostratosi sollecito e determinato nella lotta contro il fumo, perché esamini gli incartamenti con la massima scrupolosità e sollevi la popolazione da ogni titubanza, e ai colleghi giornalisti, alcuni già meritoriamente impegnati nell’affrontare l’argomento, altri ancora un poco distratti e negligenti: in gioco non c’è il futuro di un’azienda, ma quello dei nostri figli e delle generazioni che verranno!
Dario Meschi
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Mentre non si sono ancora sopite le polemiche e le preoccupazioni derivanti dalla realizzazione di alcuni impianti tecnologici presso gli stabilimenti Italcementi di Calusco d’Adda, è esplosa veemente e violenta una nuova protesta promossa da un gruppo di cittadini, tesa a denunciare la pericolosità delle sostanze bruciate nei forni, comunicata tramite un volantino distribuito alla popolazione dei comuni più vicini alla nuova installazione.I camini recentemente innalzati dall’azienda, delle vere e proprie torri-ciminiera che svettano minacciose verso il cielo, erano stati criticati per i problemi di inquinamento atmosferico che avrebbero potuto generare, e per l’impatto visivo ed ambientale che provocano, ma ora il problema appare di dimensioni ancora maggiori in quanto interessa la salubrità pubblica, e, se già esistevano dubbi sulla pericolosità delle immissioni nell’atmosfera derivanti dai cicli produttivi, la notizia diffusa del possibile utilizzo di sostanze fortemente tossiche, se non addirittura cancerogene, induce ad una nuova e maggiore attenzione.Il problema è rilevante e non riguarda il solo comune di Calusco d’Adda (ed anche se fosse così meriterebbe la pari attenzione), o quello di Paderno d’Adda, ma tutti i comuni del circondario, e l’intero contesto territoriale di questa parte densamente abitata della regione Lombardia, dove la densità di aziende “a rischio” è maggiore di quanto si creda. Di fronte ad una denuncia tanto grave e motivata dovrà scattare lo stato di allerta e la massima attenzione da parte di tutte le municipalità interessate, delle forze politiche e sociali, dei cittadini, e delle autorità superiori: l’interesse di un’azienda privata non può compromettere la salute pubblica, né tanto meno l’ambiente.Il volantino distribuito recita testualmente: ”Abbiamo appreso con terrore dai giornali che Italcementi ha intenzione di utilizzare rifiuti altamente tossici e pericolosi per alimentare i propri forni… Nel caso specifico facciamo presente che questi rifiuti tossici (ecofluid, rasf, residui stirolici e fenolici, ecc.), provengono da Mantova dove sono stati vietati da anni perché la popolazione è insorta, in quanto da studi fatti i casi accertati di cancro sono aumentati in modo drammatico nella popolazione circostante”.Questo è un testo terribilmente drammatico che porta a riflettere, e che, qualora trovasse conferma dopo un’indagine approfondita della questione da espletarsi grazie all’interessamento delle autorità regionali, dovrà, in mancanza di dati e motivazioni inconfutabili, di giustificazioni plausibili, e di certezze circa l’incolumità della salute, portare alla immediata chiusura degli impianti. Suonano stonate le giustificazioni addotte dalla società, laddove si conferma in passato l’utilizzo di sostanze pericolose, così espresse: “Abbiamo avviato la procedura per utilizzare combustibili classificati dalla legge come pericolosi, ma abbiamo anche fornito la massima disponibilità a collaborare con l’amministrazione di Calusco e delle aree confinanti, i cittadini e gli enti preposti. L’azienda Italcementi ha fornito la completa e più ampia disponibilità per presentare e illustrare il tipo di iniziativa che avrebbe intenzione di avviare. L’iter di approvazione prevede incontri e conferenze di servizi per avere il via libera nel campo autorizzativo… L’ecofluid è già stato utilizzato negli anni passati nel vecchio impianto..”. Qualora nulla fosse intrapreso e tutto venisse ridimensionato senza addurre dati scientifici rassicuranti, dovrà partire una vera e propria mobilitazione di massa, simile a quella intrapresa in difesa dell‘Ospedale di Merate, con la partecipazione delle forze politiche e sociali, dei media, e di tutti i cittadini. Nel frattempo, nell’attesa che qualcuno si muova, invitiamo i rappresentanti politici di tutti i partiti a considerare la questione. In particolare sollecitiamo i consiglieri comunali e quelli provinciali, e, tra questi, l’assessore Marco Molgora, responsabile del settore ambientale a Villa Locatelli, un uomo particolarmente attento e sensibile a queste problematiche. Un’ulteriore sollecitazione la rivolgo al ministro Sirchia, dimostratosi sollecito e determinato nella lotta contro il fumo, perché esamini gli incartamenti con la massima scrupolosità e sollevi la popolazione da ogni titubanza, e ai colleghi giornalisti, alcuni già meritoriamente impegnati nell’affrontare l’argomento, altri ancora un poco distratti e negligenti: in gioco non c’è il futuro di un’azienda, ma quello dei nostri figli e delle generazioni che verranno!
Dario Meschi
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Monday, March 07, 2005
Da tecnici a manager della manutenzione: un master per imparare
Da tecnici a manager della manutenzione: un master per imparare
Per le imprese di produzione e di servizi è importante avere personale qualificato nell'area della manutenzione degli impianti.Con le pressanti richieste di produttività, qualità, flessibilità, sicurezza e protezione ambientale, diventa infatti un'esigenza irrinunciabile avere tra il proprio organico figure che non siano solo tecnici capaci di intervenire per riparare un guasto, ma anche manager in grado di capire come la produzione si innesca nel processo produttivo e come si possano pianificare interventi per evitare gli incidenti. Esperti capaci di fare studi statistici, di gestire le risorse umane e di fare bilanci. Per formare i «manager di manutenzione» la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Bergamo organizza con il Mip, la Business School del Politecnico di Milano, e con la collaborazione di primarie aziende operanti in diversi settori industriali – come Tenaris Dalmine, Italcementi, Brembo, Gruppo Radici, Siad, Albini e società di servizi, come il gruppo Gap – il primo master «Gestione della manutenzione industriale» della durata di due anni, che inizierà a maggio e terminerà ad aprile del 2007.Il percorso formativo è rivolto ai tecnici che hanno bisogno di aggiornamento e di migliorare le attitudini manageriali.«Spesso - sottolinea Sergio Cavalieri, dell'Università di Bergamo e direttore del master - sono bravi nel risolvere i problemi, ma meno nel pianificare interventi per evitarne il nascere, perché non hanno visione del processo aziendale». «I corsisti - aggiunge Cavalieri - impareranno a gestire gli aspetti tecnici, ma anche quelli giuridici, economici ed informatici. Le loro conoscenze manageriali permetteranno alle imprese di accrescere l'efficienza degli impianti, di ridurre i costi, di migliorare la qualità e l'efficacia sul prodotto e di rispettate le norme in termini di sicurezza».Sarà un corso di formazione che richiederà la partecipazione part-time degli iscritti. «Essendo il master indirizzato soprattutto a chi già lavora nell'area della manutenzione - conclude Cavalieri - i corsisti saranno impegnati un giorno a settimana e durante brevi periodi intensivi a scadenza trimestrale. Potranno così continuare a svolgere regolarmente il loro lavoro». Le ore di attività didattica saranno 520, più 300 ore circa per i «project work» aziendali. Alla fine del primo anno del master i partecipanti potranno conseguire il Diploma executive di Gestore della Manutenzione industriale e al termine dell'intero percorso formativo il titolo di Master universitario di primo livello in Gestione della manutenzione industriale.Le aziende interessate a ricevere maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione e sui contenuti del master possono partecipare all'incontro di presentazione di martedì 8 marzo alle ore 17, presso la sede dell'Unione industriali della Provincia di Bergamo in via Camozzi, 70. In alternativa possono chiamare il numero 035/205.23.85. Stefano Gervasoni
Per le imprese di produzione e di servizi è importante avere personale qualificato nell'area della manutenzione degli impianti.Con le pressanti richieste di produttività, qualità, flessibilità, sicurezza e protezione ambientale, diventa infatti un'esigenza irrinunciabile avere tra il proprio organico figure che non siano solo tecnici capaci di intervenire per riparare un guasto, ma anche manager in grado di capire come la produzione si innesca nel processo produttivo e come si possano pianificare interventi per evitare gli incidenti. Esperti capaci di fare studi statistici, di gestire le risorse umane e di fare bilanci. Per formare i «manager di manutenzione» la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Bergamo organizza con il Mip, la Business School del Politecnico di Milano, e con la collaborazione di primarie aziende operanti in diversi settori industriali – come Tenaris Dalmine, Italcementi, Brembo, Gruppo Radici, Siad, Albini e società di servizi, come il gruppo Gap – il primo master «Gestione della manutenzione industriale» della durata di due anni, che inizierà a maggio e terminerà ad aprile del 2007.Il percorso formativo è rivolto ai tecnici che hanno bisogno di aggiornamento e di migliorare le attitudini manageriali.«Spesso - sottolinea Sergio Cavalieri, dell'Università di Bergamo e direttore del master - sono bravi nel risolvere i problemi, ma meno nel pianificare interventi per evitarne il nascere, perché non hanno visione del processo aziendale». «I corsisti - aggiunge Cavalieri - impareranno a gestire gli aspetti tecnici, ma anche quelli giuridici, economici ed informatici. Le loro conoscenze manageriali permetteranno alle imprese di accrescere l'efficienza degli impianti, di ridurre i costi, di migliorare la qualità e l'efficacia sul prodotto e di rispettate le norme in termini di sicurezza».Sarà un corso di formazione che richiederà la partecipazione part-time degli iscritti. «Essendo il master indirizzato soprattutto a chi già lavora nell'area della manutenzione - conclude Cavalieri - i corsisti saranno impegnati un giorno a settimana e durante brevi periodi intensivi a scadenza trimestrale. Potranno così continuare a svolgere regolarmente il loro lavoro». Le ore di attività didattica saranno 520, più 300 ore circa per i «project work» aziendali. Alla fine del primo anno del master i partecipanti potranno conseguire il Diploma executive di Gestore della Manutenzione industriale e al termine dell'intero percorso formativo il titolo di Master universitario di primo livello in Gestione della manutenzione industriale.Le aziende interessate a ricevere maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione e sui contenuti del master possono partecipare all'incontro di presentazione di martedì 8 marzo alle ore 17, presso la sede dell'Unione industriali della Provincia di Bergamo in via Camozzi, 70. In alternativa possono chiamare il numero 035/205.23.85. Stefano Gervasoni
LA PROVINCIA DI LECCO 06 03 05
Imbersago Il Comune ha scritto al ministero e in Regione: «Non vogliamo ricadute sull'ambiente» «Più garanzie sul nuovo impianto» Amministratori preoccupati per la proposta di stoccare i rifiuti pericolosi nella cementeria
Cosa si brucerà nella torre-forno dell'Italcementi? Un interrogativo che toglie il sonno a non pochi pubblici amministratori brianzoli
IMBERSAGO (l. per.) Il comune di Imbersago ha scritto al ministero dell'ambiente ed alla regione esprimendo le proprie valutazioni sul progetto di un «impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincerimento nel forno della cementeria di Calusco d'Adda», presentato da Italcementi lo scorso 20 dicembre. Il vicesindaco Giulio Reali esprime alcune proeccupazioni, ad esempio sulla produzione di diossine durante la combustione dell'Ecofluid, che poi andrebbero distrutte alle temperature di esercizio: «È vero, ma non si fa menzione al fatto che le diossine potrebbero riformarsi durante il raffreddamento dei fumi». Se andasse a regime l'impianto le emissioni di Nox arriverebbero a 800 mg/Nmc: «L'emissione è di grande importanza, sia per le concentrazioni elevate, sia perchè gli NOx, ricadendo al suolo contribuiscono ad aggravare l'inquinamento causato dalle automobili», sostiene il vicesindaco. «Per una zona dove spesso si superano i livelli di allarme per le polveri fini e dove le condizioni di inversioni termica si verificano per la maggior parte dell'anno, ci sembra che il problema per queste emissioni debba essere oggetto di maggiori approfondimenti e valutazioni. Si ricorda, infatti, che anche gli NOx, oltre al PM10, sono stati messi in relazione con l'aumento di mortalità generale che fa seguito ai fenomeni di inquinamento atmosferico», aggiunge Reali, preoccupato anche per l'impossibilità di abbattere i metalli. Le pompe per il trasferimento liquidi dell'impianto sono molto rumorose, ben 93 decibel, equivalente ad un impianto stereo ad alta potenza ed a tutto volume, inoltre nello studio di impatto ambientale «l'azienda dichiara di non aver inserito, fra gli scenari ipotizzati, il ribaltamento di autobotti. È un'omissione poco opportuna, perché non si può escludere assolutamente una qualsiasi possibilità di incidente. Per Imbersago inoltre «non è chiara l'adeguatezza dei dispositivi antincendio», mentre andrebbero richiesti ad Italcementi chiarimenti sul Rasf (residui altobollenti fenolici e stirenici). Reali ricorda le fuoriuscite di polveri e fumo del luglio 2004 che hanno creato allarme, ma che non sono state evidenziate dal sistema di monitoraggio esistente: «Anche se si progettano sistemi di sicurezza modernissimi può verificarsi un evento anomalo, con il rischio che al posto di normali polveri possano uscire polveri tossiche. Vogliamo un chiarimento su quali sistemi di monitoraggio aggiuntivi sono previsti per il progetto».
Imbersago Il Comune ha scritto al ministero e in Regione: «Non vogliamo ricadute sull'ambiente» «Più garanzie sul nuovo impianto» Amministratori preoccupati per la proposta di stoccare i rifiuti pericolosi nella cementeria
Cosa si brucerà nella torre-forno dell'Italcementi? Un interrogativo che toglie il sonno a non pochi pubblici amministratori brianzoli
IMBERSAGO (l. per.) Il comune di Imbersago ha scritto al ministero dell'ambiente ed alla regione esprimendo le proprie valutazioni sul progetto di un «impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincerimento nel forno della cementeria di Calusco d'Adda», presentato da Italcementi lo scorso 20 dicembre. Il vicesindaco Giulio Reali esprime alcune proeccupazioni, ad esempio sulla produzione di diossine durante la combustione dell'Ecofluid, che poi andrebbero distrutte alle temperature di esercizio: «È vero, ma non si fa menzione al fatto che le diossine potrebbero riformarsi durante il raffreddamento dei fumi». Se andasse a regime l'impianto le emissioni di Nox arriverebbero a 800 mg/Nmc: «L'emissione è di grande importanza, sia per le concentrazioni elevate, sia perchè gli NOx, ricadendo al suolo contribuiscono ad aggravare l'inquinamento causato dalle automobili», sostiene il vicesindaco. «Per una zona dove spesso si superano i livelli di allarme per le polveri fini e dove le condizioni di inversioni termica si verificano per la maggior parte dell'anno, ci sembra che il problema per queste emissioni debba essere oggetto di maggiori approfondimenti e valutazioni. Si ricorda, infatti, che anche gli NOx, oltre al PM10, sono stati messi in relazione con l'aumento di mortalità generale che fa seguito ai fenomeni di inquinamento atmosferico», aggiunge Reali, preoccupato anche per l'impossibilità di abbattere i metalli. Le pompe per il trasferimento liquidi dell'impianto sono molto rumorose, ben 93 decibel, equivalente ad un impianto stereo ad alta potenza ed a tutto volume, inoltre nello studio di impatto ambientale «l'azienda dichiara di non aver inserito, fra gli scenari ipotizzati, il ribaltamento di autobotti. È un'omissione poco opportuna, perché non si può escludere assolutamente una qualsiasi possibilità di incidente. Per Imbersago inoltre «non è chiara l'adeguatezza dei dispositivi antincendio», mentre andrebbero richiesti ad Italcementi chiarimenti sul Rasf (residui altobollenti fenolici e stirenici). Reali ricorda le fuoriuscite di polveri e fumo del luglio 2004 che hanno creato allarme, ma che non sono state evidenziate dal sistema di monitoraggio esistente: «Anche se si progettano sistemi di sicurezza modernissimi può verificarsi un evento anomalo, con il rischio che al posto di normali polveri possano uscire polveri tossiche. Vogliamo un chiarimento su quali sistemi di monitoraggio aggiuntivi sono previsti per il progetto».
Saturday, February 26, 2005
Italcementi e Mazzucconi, l'Isola difende l'ambiente
L'ECO DI BERGAMO 25 02 05
Italcementi e Mazzucconi, l'Isola difende l'ambiente
CALUSCO D'ADDA Concertazione: è stato il termine più ricorrente nel corso dell'Assemblea della Comunità dell'Isola bergamasca (Cib), presieduta da Giancarlo Ghinzani, che ha affrontato due importanti problematiche: alimentazione con nuovi combustibili dell'impianto Italcementi di Calusco d'Adda e il trasferimento delle Fonderie Mazzucconi. Su queste tematiche c'è stato accordo unanime affinché la Cib assuma un ruolo primario sui tavoli di concertazione, rappresentando i Comuni del territorio.Tematiche che hanno coinvolto tutti i sindaci o loro rappresentanti dell'Isola, senza dimenticare altre questioni primarie come l'ampliamento della Freni Brembo a Mapello, o il centro commerciale sempre a Mapello (area ex Sobea). Folto pubblico a seguire il dibattito dell'assemblea, tra i presenti anche gli esponenti del Comitato per la difesa dell'ambiente dell'Isola. Sul nuovo tipo di combustibile dell'Italcementi, dopo le informazioni fornite dal sindaco di Calusco, Rinaldo Colleoni, è stato presentato dall'ingegnere Davide Fortini dell'Agenda 21 un dettagliato piano d'intervento, che dovrà coinvolgere i vari livelli istituzionali (sindacati, associazioni ambientaliste, categorie economiche) per sviluppare e realizzare un patto territoriale per un sistema di compensazioni ambientali. Su questa base è stata approvata una mozione che evidenzia il ruolo primario della Comunità dell'Isola sul tavolo della concertazione, con il compito di studiare, valutare e adottare per conto dei Comuni le azioni di salvaguardia del territorio.Non meno complesso e dibattuto il trasferimento e potenziamento delle fonderie Mazzucconi da Ponte San Pietro e Ambivere nella futura unità produttiva di Locate. Su quest'area c'è già un accordo di massima tra la proprietà e l'amministrazione comunale e si dovrà esprimere la Regione attraverso il Via (Verifica impatto ambientale).Su questo polo produttivo il sindaco di Ambivere, Alma Ravasio, anche a nome dei Comuni di Brembate Sopra, Capriate San Gervasio e delle minoranze consiliari di Ambivere e Solza, ha illustrato un documento di netta contrarietà. Su questo documento si è sviluppato un articolato dibattito, con il contributo del sindaco di Ponte San Pietro Leonida Pozzi, del suo vice Antonio Sala, dell'assessore di Calusco Lino Corti, dei primi cittadini di Sotto il Monte Eugenio Bolognini e Guido Bonacina di Presezzo: ne è emerso che si ritiene sicuramente più utile affrontare tutte le problematiche ambientali non singolarmente, ma in concertazione, per evitare di creare fratture e contrapposizioni tra i Comuni.Il dibattito sull'argomento «Fonderia Mazzucconi» è terminato con l'approvazione all'unanimità della seconda mozione che indica la Cib quale ente sovraccomunale titolato a partecipare al tavolo di concertazione interessato a discutere e a dare pareri sul nuovo insediamento produttivo di Locate, con un coinvolgimento diretto su ogni decisione in ordine alla Valutazione di impatto ambientale. A questa risoluzione unitaria è stato allegato il documento di Alma Ravasio. «Con queste due risoluzioni approvate all'unanimità la Cib va ad assumere un ruolo importante sulle tematiche ambientali - ha rimarcato il presidente Giancarlo Ghinzani -. Non più documenti politici ma un intervento diretto su queste due importanti problematiche. E anche un metodo di lavoro per il futuro».R. T.
Italcementi e Mazzucconi, l'Isola difende l'ambiente
CALUSCO D'ADDA Concertazione: è stato il termine più ricorrente nel corso dell'Assemblea della Comunità dell'Isola bergamasca (Cib), presieduta da Giancarlo Ghinzani, che ha affrontato due importanti problematiche: alimentazione con nuovi combustibili dell'impianto Italcementi di Calusco d'Adda e il trasferimento delle Fonderie Mazzucconi. Su queste tematiche c'è stato accordo unanime affinché la Cib assuma un ruolo primario sui tavoli di concertazione, rappresentando i Comuni del territorio.Tematiche che hanno coinvolto tutti i sindaci o loro rappresentanti dell'Isola, senza dimenticare altre questioni primarie come l'ampliamento della Freni Brembo a Mapello, o il centro commerciale sempre a Mapello (area ex Sobea). Folto pubblico a seguire il dibattito dell'assemblea, tra i presenti anche gli esponenti del Comitato per la difesa dell'ambiente dell'Isola. Sul nuovo tipo di combustibile dell'Italcementi, dopo le informazioni fornite dal sindaco di Calusco, Rinaldo Colleoni, è stato presentato dall'ingegnere Davide Fortini dell'Agenda 21 un dettagliato piano d'intervento, che dovrà coinvolgere i vari livelli istituzionali (sindacati, associazioni ambientaliste, categorie economiche) per sviluppare e realizzare un patto territoriale per un sistema di compensazioni ambientali. Su questa base è stata approvata una mozione che evidenzia il ruolo primario della Comunità dell'Isola sul tavolo della concertazione, con il compito di studiare, valutare e adottare per conto dei Comuni le azioni di salvaguardia del territorio.Non meno complesso e dibattuto il trasferimento e potenziamento delle fonderie Mazzucconi da Ponte San Pietro e Ambivere nella futura unità produttiva di Locate. Su quest'area c'è già un accordo di massima tra la proprietà e l'amministrazione comunale e si dovrà esprimere la Regione attraverso il Via (Verifica impatto ambientale).Su questo polo produttivo il sindaco di Ambivere, Alma Ravasio, anche a nome dei Comuni di Brembate Sopra, Capriate San Gervasio e delle minoranze consiliari di Ambivere e Solza, ha illustrato un documento di netta contrarietà. Su questo documento si è sviluppato un articolato dibattito, con il contributo del sindaco di Ponte San Pietro Leonida Pozzi, del suo vice Antonio Sala, dell'assessore di Calusco Lino Corti, dei primi cittadini di Sotto il Monte Eugenio Bolognini e Guido Bonacina di Presezzo: ne è emerso che si ritiene sicuramente più utile affrontare tutte le problematiche ambientali non singolarmente, ma in concertazione, per evitare di creare fratture e contrapposizioni tra i Comuni.Il dibattito sull'argomento «Fonderia Mazzucconi» è terminato con l'approvazione all'unanimità della seconda mozione che indica la Cib quale ente sovraccomunale titolato a partecipare al tavolo di concertazione interessato a discutere e a dare pareri sul nuovo insediamento produttivo di Locate, con un coinvolgimento diretto su ogni decisione in ordine alla Valutazione di impatto ambientale. A questa risoluzione unitaria è stato allegato il documento di Alma Ravasio. «Con queste due risoluzioni approvate all'unanimità la Cib va ad assumere un ruolo importante sulle tematiche ambientali - ha rimarcato il presidente Giancarlo Ghinzani -. Non più documenti politici ma un intervento diretto su queste due importanti problematiche. E anche un metodo di lavoro per il futuro».R. T.
Friday, February 25, 2005
Imbersago: il Comune osserva Il progetto di Italcementi
Imbersago: il Comune osservaIl progetto di Italcementi
COMUNE DI IMBERSAGO
All`attenzione di:
Ministero dell`ambiente e della tutela del territorioServizio V.I.A.Cia C. Colombo, 4400147 Roma
Regione LombardiaStruttura V.I.A.U.O.Pianificazione e Programmazione territorialeDirezione generale territorio e urbanisticaVia Sassetti 32/220124 Milano
Oggetto: Osservazioni al progetto “Impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincerimento nel forno della cementeria di Calusco d`Adda (BG)” (n. S.I.A. 127) presentato da Italcementi S.p.A., in data 20/12/2004.
Il sottoscritto Giulio Reali, in qualità di Vicesindaco del Comune di Imbersago (LC), presa visione della documentazione relativa alla realizzazione di un “Impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincerimento nel forno della cementeria di Calusco d`Adda (BG)”, esprime le seguenti osservazioni al progetto (le pagine riportate fanno riferimento alla documentazione di studio di impatto ambientale presentata da Italcementi S.p.A.):
1) Pagina III-20. Il rifiuto Ecofluid viene dichiarato come composizione generale. Il contenuto massimo di cloro sarebbe di 1,5%. Dal momento che la combustione di composti organici in presenza di cloro dà origine a diossine, detta percentuale è tutt`altro che trascurabile. L`azienda dichiara che alle temperature di combustione di un cementificio le diossine vengono distrutte. L`affermazione risponde al vero, ma non si fa menzione al fatto che le diossine potrebbero riformarsi durante le fasi di raffreddamento dei fumi.
2) Pagina III-47. L`azienda afferma che le concentrazioni di NOx a camino assommano a 800 mg/Nmc. L`emissione è di grande importanza, sia per le concentrazioni elevate, sia perchè gli NOx ricadendo al suolo contribuiscono ad aggravare l`inquinamento dell`atmosfera causato dalle automobili (questione ripresa e approfondita al punto 7).
3) Pagina III-48. L`azienda esclude la possibilità di abbattere i metalli, che passerebbero perciò liberamente nelle emissioni. Ciò preoccupa soprattutto per il fatto che, come risulta dal documento (allegato 3, pagina 1) e riportato al punto 6, non esiste garanzia che le concentrazione di metalli nell`Ecofluid, già non trascurabili, rimangano sempre le stesse. Dalla scheda di sicurezza dell’Ecofluid infatti non traspare la presenza di metalli, che invece sono presenti in misura non trascurabile e preoccupano da un punto di vista sanitario (es. concentrazione di Pb pari 79,7 µg/kg nel rapporto di prova SVR in allegato 3. )
4) Pagina III-53. L`azienda dichiara che le sei pompe per il trasferimento liquidi dell`impianto hanno una emissione sonora con potenza pari a 93 decibel (dBA). Si tratta di una forte emissione, che andrà ad aggiungersi alla rumorosità già percepita, prodotta dal resto degli impianti attualmente funzionanti.Non sembrano inoltre previsti interventi di insonorizzazione delle pompe.
5) Pagina III-54. L`azienda dichiara di non aver inserito, fra gli scenari ipotizzati, il ribaltamento di autobotti. Riteniamo questa omissione poco opportuna, perché, nonostante le motivazioni riportate, non si può escludere assolutamente una qualsiasi possibilità di incidente.
6) Allegato 3, pagina 1. Viene dichiarata la composizione di massima dell`Ecofluid: "miscela di fondi e residui di reazione derivanti da processi chimici organici, quali rifiuti della produzione, formulazione, forniture ed uso di prodotti della chimica fine e di prodotti chimici non specificati altrimenti." Una simile origine difficilmente è in grado di garantire una composizione costante, e soprattutto una costante concentrazione di cloro e di metalli, essendo peraltro la scheda di sicurezza relativa all’Ecofluid piuttosto generica.Tale preoccupazione era stata esplicitata, relativamente all’utilizzo di Ecofluid nell’impianto di Calusco dal 1994 al 2002, nel D.G.R. 26 febbraio 2001 – n. 7/3574, a pagina 1379 del Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia – Serie Ordinaria n.17 del 23 aprile 2001, in cui si legge:“ c) i rifiuti speciali pericolosi, costituiti da miscele di sostanze organiche a base di solventi non clorurati…omissis…utilizzati dalla ditta Italcementi s.p.a. sita in Calusco d’Adda, devono essere accompagnati a idonea certificazione che attesti le corrispondenze degli stessi alle caratteristiche chimico-fisiche individuate al punto 10 del d.m. 16 gennaio 1995, con le seguenti ulteriori prescrizioni:-Cloruri post combustione non superiore all’1%;-Contenuto in acqua non superiore al 20%;-Ceneri a 600°C centigradi = 6%-Potere calorifico inferiore superiore a 4.500 kcal/kg…”
7) Pagina IV-89. L`azienda dichiara per gli NOx superamenti dei limiti di immissione per il 99,8° percentile. Ciò avverrebbe però soltanto nel periodo di "transizione"; l`entrata in funzione di limiti all`emissione più restrittivi porterà in futuro a superamenti soltanto in condizioni meteorologiche sfavorevoli. Per una zona dove spesso si superano i livelli di allarme per le polveri fini e dove le condizioni di inversioni termica si verificano per la maggior parte dell`anno, ci sembra che il problema relativo a tali emissioni debba essere oggetto di maggiori approfondimenti e valutazioni. Si ricorda, infatti, che anche gli NOx, oltre al PM10, sono stati messi in relazione con l`aumento di mortalità generale che fa seguito ai fenomeni di inquinamento atmosferico.Più in generale non sono ben esplicitati i meccanismi che comporterebbero la riduzione di emissione di Nox per il rispetto dei limiti più restrittivi (indicati pari a 500 mg/Nm3, come riportato da Italcementi s.p.a. nel documento distribuito nella riunione con le amministrazioni locali del 15.01.2005)
8) Pagina IV-119 e seguenti. La zona dove dovrebbe sorgere l`impianto è monumento naturale; in particolare la forra dell`Adda possiede un alto valore scenico. Siamo in piena zona leonardesca, e particolare valore viene attribuito alla veduta che si può godere dal ponte di Paderno. L`azienda asserisce che questo fatto non ha importanza perchè la nuova struttura " si inserisce in un territorio fortemente modellato dall`attività antropica...omissis...questi luoghi appaiono già compromessi nella loro integrità e peculiarità originarie". Per le premesse fatte, riteniamo questa affermazione discutibile e, comunque, pensiamo sia criticabile questo tipo di approccio alla tutela del paesaggio.
9) In generale si lamenta la carenza di informazioni sulle emissioni da coincenerimento dei rifiuti RASF; nella documentazione vengono infatti riportate solo esperienze legate al coincenerimento di farine animali e pneumatici, oltre ai dati sulla combustione di Ecofluid nell’impianto di Calusco dal 1994 al 2002 (poco confortanti riguardo l’incremento di emissioni di Pb).
10) Non è chiara l’adeguatezza dei dispositivi antincendio previsti, rispetto a quanto indicato nelle schede di sicurezza di Ecofluid e RASF.
11) In tutta la documentazione si citano gli ipotizzati combustibili alternativi Ecofluid e RASF (residui altobollenti fenolici e stirenici), mentre si allegano le schede di sicurezza non della miscela RASF, ma dei residui fenolici e residui stirenici separati. Non è chiaro quindi se si tratta di due o tre combustibili alternativi. La miscela RASF citata esiste come tale ed è stata oggetto del pronunciamento del TAR per lo stabilimento Enichem di Mantova. Vanno perciò richiesti a Italcementi opportuni chiarimenti sull’argomento, poiché non è regolare ricevere rifiuti di cui non si è autorizzati all’uso. Italcementi poi, sia sul sito web che in altri documenti forniti, CD, ecc., parla dell’incenerimento dei rifiuti pericolosi nei cementifici in modo estremamente positivo e come soluzione finale ideale della vita di un rifiuto pericoloso. Non è sempre così poiché esistono pareri opposti sull’argomento: ne è la prova il fatto che in Italia sono ancora pochissimi i cementifici autorizzati all’utilizzo di tali prodotti.
12) Sembra doveroso ricordare che nel luglio 2004 si sono verificate nell’impianto di Calusco fuoriuscite di fumo e polveri dalla base di un impianto, che essendo visibili all’esterno hanno creato allarme. Dalla risposta di Italcementi riportata dalla stampa locale (vedi www.merateonline.it ) si può notare come il sistema di monitoraggio in continuo (dati pubblicati in Internet sul sito https://www.myitalcementi.it/ecowebcalusco ) non abbia evidenziato le anomalie accadute. Questo conferma che anche se si progettano sistemi di sicurezza modernissimi e ridondanti può sempre verificarsi un evento anomalo e imprevisto, con il rischio che al posto di normali polveri possano uscire polveri tossiche. Per questo motivo si ritiene necessario un chiarimento su quali sistemi di monitoraggio aggiuntivi sono previsti per il progetto in oggetto, comprese eventuali stazioni di rilevamento indipendenti nei paesi intorno all’impianto.
In fede, 18 febbraio 2005IL VICESINDACOGiulio Reali
COMUNE DI IMBERSAGO
All`attenzione di:
Ministero dell`ambiente e della tutela del territorioServizio V.I.A.Cia C. Colombo, 4400147 Roma
Regione LombardiaStruttura V.I.A.U.O.Pianificazione e Programmazione territorialeDirezione generale territorio e urbanisticaVia Sassetti 32/220124 Milano
Oggetto: Osservazioni al progetto “Impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincerimento nel forno della cementeria di Calusco d`Adda (BG)” (n. S.I.A. 127) presentato da Italcementi S.p.A., in data 20/12/2004.
Il sottoscritto Giulio Reali, in qualità di Vicesindaco del Comune di Imbersago (LC), presa visione della documentazione relativa alla realizzazione di un “Impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincerimento nel forno della cementeria di Calusco d`Adda (BG)”, esprime le seguenti osservazioni al progetto (le pagine riportate fanno riferimento alla documentazione di studio di impatto ambientale presentata da Italcementi S.p.A.):
1) Pagina III-20. Il rifiuto Ecofluid viene dichiarato come composizione generale. Il contenuto massimo di cloro sarebbe di 1,5%. Dal momento che la combustione di composti organici in presenza di cloro dà origine a diossine, detta percentuale è tutt`altro che trascurabile. L`azienda dichiara che alle temperature di combustione di un cementificio le diossine vengono distrutte. L`affermazione risponde al vero, ma non si fa menzione al fatto che le diossine potrebbero riformarsi durante le fasi di raffreddamento dei fumi.
2) Pagina III-47. L`azienda afferma che le concentrazioni di NOx a camino assommano a 800 mg/Nmc. L`emissione è di grande importanza, sia per le concentrazioni elevate, sia perchè gli NOx ricadendo al suolo contribuiscono ad aggravare l`inquinamento dell`atmosfera causato dalle automobili (questione ripresa e approfondita al punto 7).
3) Pagina III-48. L`azienda esclude la possibilità di abbattere i metalli, che passerebbero perciò liberamente nelle emissioni. Ciò preoccupa soprattutto per il fatto che, come risulta dal documento (allegato 3, pagina 1) e riportato al punto 6, non esiste garanzia che le concentrazione di metalli nell`Ecofluid, già non trascurabili, rimangano sempre le stesse. Dalla scheda di sicurezza dell’Ecofluid infatti non traspare la presenza di metalli, che invece sono presenti in misura non trascurabile e preoccupano da un punto di vista sanitario (es. concentrazione di Pb pari 79,7 µg/kg nel rapporto di prova SVR in allegato 3. )
4) Pagina III-53. L`azienda dichiara che le sei pompe per il trasferimento liquidi dell`impianto hanno una emissione sonora con potenza pari a 93 decibel (dBA). Si tratta di una forte emissione, che andrà ad aggiungersi alla rumorosità già percepita, prodotta dal resto degli impianti attualmente funzionanti.Non sembrano inoltre previsti interventi di insonorizzazione delle pompe.
5) Pagina III-54. L`azienda dichiara di non aver inserito, fra gli scenari ipotizzati, il ribaltamento di autobotti. Riteniamo questa omissione poco opportuna, perché, nonostante le motivazioni riportate, non si può escludere assolutamente una qualsiasi possibilità di incidente.
6) Allegato 3, pagina 1. Viene dichiarata la composizione di massima dell`Ecofluid: "miscela di fondi e residui di reazione derivanti da processi chimici organici, quali rifiuti della produzione, formulazione, forniture ed uso di prodotti della chimica fine e di prodotti chimici non specificati altrimenti." Una simile origine difficilmente è in grado di garantire una composizione costante, e soprattutto una costante concentrazione di cloro e di metalli, essendo peraltro la scheda di sicurezza relativa all’Ecofluid piuttosto generica.Tale preoccupazione era stata esplicitata, relativamente all’utilizzo di Ecofluid nell’impianto di Calusco dal 1994 al 2002, nel D.G.R. 26 febbraio 2001 – n. 7/3574, a pagina 1379 del Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia – Serie Ordinaria n.17 del 23 aprile 2001, in cui si legge:“ c) i rifiuti speciali pericolosi, costituiti da miscele di sostanze organiche a base di solventi non clorurati…omissis…utilizzati dalla ditta Italcementi s.p.a. sita in Calusco d’Adda, devono essere accompagnati a idonea certificazione che attesti le corrispondenze degli stessi alle caratteristiche chimico-fisiche individuate al punto 10 del d.m. 16 gennaio 1995, con le seguenti ulteriori prescrizioni:-Cloruri post combustione non superiore all’1%;-Contenuto in acqua non superiore al 20%;-Ceneri a 600°C centigradi = 6%-Potere calorifico inferiore superiore a 4.500 kcal/kg…”
7) Pagina IV-89. L`azienda dichiara per gli NOx superamenti dei limiti di immissione per il 99,8° percentile. Ciò avverrebbe però soltanto nel periodo di "transizione"; l`entrata in funzione di limiti all`emissione più restrittivi porterà in futuro a superamenti soltanto in condizioni meteorologiche sfavorevoli. Per una zona dove spesso si superano i livelli di allarme per le polveri fini e dove le condizioni di inversioni termica si verificano per la maggior parte dell`anno, ci sembra che il problema relativo a tali emissioni debba essere oggetto di maggiori approfondimenti e valutazioni. Si ricorda, infatti, che anche gli NOx, oltre al PM10, sono stati messi in relazione con l`aumento di mortalità generale che fa seguito ai fenomeni di inquinamento atmosferico.Più in generale non sono ben esplicitati i meccanismi che comporterebbero la riduzione di emissione di Nox per il rispetto dei limiti più restrittivi (indicati pari a 500 mg/Nm3, come riportato da Italcementi s.p.a. nel documento distribuito nella riunione con le amministrazioni locali del 15.01.2005)
8) Pagina IV-119 e seguenti. La zona dove dovrebbe sorgere l`impianto è monumento naturale; in particolare la forra dell`Adda possiede un alto valore scenico. Siamo in piena zona leonardesca, e particolare valore viene attribuito alla veduta che si può godere dal ponte di Paderno. L`azienda asserisce che questo fatto non ha importanza perchè la nuova struttura " si inserisce in un territorio fortemente modellato dall`attività antropica...omissis...questi luoghi appaiono già compromessi nella loro integrità e peculiarità originarie". Per le premesse fatte, riteniamo questa affermazione discutibile e, comunque, pensiamo sia criticabile questo tipo di approccio alla tutela del paesaggio.
9) In generale si lamenta la carenza di informazioni sulle emissioni da coincenerimento dei rifiuti RASF; nella documentazione vengono infatti riportate solo esperienze legate al coincenerimento di farine animali e pneumatici, oltre ai dati sulla combustione di Ecofluid nell’impianto di Calusco dal 1994 al 2002 (poco confortanti riguardo l’incremento di emissioni di Pb).
10) Non è chiara l’adeguatezza dei dispositivi antincendio previsti, rispetto a quanto indicato nelle schede di sicurezza di Ecofluid e RASF.
11) In tutta la documentazione si citano gli ipotizzati combustibili alternativi Ecofluid e RASF (residui altobollenti fenolici e stirenici), mentre si allegano le schede di sicurezza non della miscela RASF, ma dei residui fenolici e residui stirenici separati. Non è chiaro quindi se si tratta di due o tre combustibili alternativi. La miscela RASF citata esiste come tale ed è stata oggetto del pronunciamento del TAR per lo stabilimento Enichem di Mantova. Vanno perciò richiesti a Italcementi opportuni chiarimenti sull’argomento, poiché non è regolare ricevere rifiuti di cui non si è autorizzati all’uso. Italcementi poi, sia sul sito web che in altri documenti forniti, CD, ecc., parla dell’incenerimento dei rifiuti pericolosi nei cementifici in modo estremamente positivo e come soluzione finale ideale della vita di un rifiuto pericoloso. Non è sempre così poiché esistono pareri opposti sull’argomento: ne è la prova il fatto che in Italia sono ancora pochissimi i cementifici autorizzati all’utilizzo di tali prodotti.
12) Sembra doveroso ricordare che nel luglio 2004 si sono verificate nell’impianto di Calusco fuoriuscite di fumo e polveri dalla base di un impianto, che essendo visibili all’esterno hanno creato allarme. Dalla risposta di Italcementi riportata dalla stampa locale (vedi www.merateonline.it ) si può notare come il sistema di monitoraggio in continuo (dati pubblicati in Internet sul sito https://www.myitalcementi.it/ecowebcalusco ) non abbia evidenziato le anomalie accadute. Questo conferma che anche se si progettano sistemi di sicurezza modernissimi e ridondanti può sempre verificarsi un evento anomalo e imprevisto, con il rischio che al posto di normali polveri possano uscire polveri tossiche. Per questo motivo si ritiene necessario un chiarimento su quali sistemi di monitoraggio aggiuntivi sono previsti per il progetto in oggetto, comprese eventuali stazioni di rilevamento indipendenti nei paesi intorno all’impianto.
In fede, 18 febbraio 2005IL VICESINDACOGiulio Reali
Wednesday, February 16, 2005
Lega Nord in Via Manzoni
Paderno: il 20 gazebo della Lega Nord in Via Manzoni
La Lega Nord Robbiate organizza per domenica 20 Febbraio un gazebo a Paderno d`Adda in via Manzoni dalle 9 alle 12:30. E` invitata tutta la cittadinanza. Si avviera` la campagna tesseramento 2005, la raccolta firme per la presentazione delle candidature per le prossime elezioni regionali di aprile e soprattutto una petizione con cui la Lega Nord chiedera` al Parlamento tutte le iniziative legislative per poter richiedere un referendum, che permetta al popolo di dare il proprio giudizio sull`ingresso della Turchia in Europa. Per vincere questa battaglia e non aprire le porte dell`Europa all`Islam chiediamo l`aiuto di tutti i cittadini. La presenza del nostro consigliere comunale Matteo Crippa sara` l`occasione per i cittadini padernesi di confrontarsi riguardo l`annunciato aumento Ici da parte dell`attuale amministrazione , la vicenda Green Connector- Centrale Elettrica a Verderio Inferiore e la triste e inquietante situazione dell`impiego di rifiuti tossici come combustibili da parte dell`Italcementi di Calusco d`Adda. Per ulteriori informazioni i cittadini posso contattarci all`indirizzo email leganordrobbiate@interfree.it sito web http\\:leganordrobbiate.interfree.it
La Lega Nord Robbiate organizza per domenica 20 Febbraio un gazebo a Paderno d`Adda in via Manzoni dalle 9 alle 12:30. E` invitata tutta la cittadinanza. Si avviera` la campagna tesseramento 2005, la raccolta firme per la presentazione delle candidature per le prossime elezioni regionali di aprile e soprattutto una petizione con cui la Lega Nord chiedera` al Parlamento tutte le iniziative legislative per poter richiedere un referendum, che permetta al popolo di dare il proprio giudizio sull`ingresso della Turchia in Europa. Per vincere questa battaglia e non aprire le porte dell`Europa all`Islam chiediamo l`aiuto di tutti i cittadini. La presenza del nostro consigliere comunale Matteo Crippa sara` l`occasione per i cittadini padernesi di confrontarsi riguardo l`annunciato aumento Ici da parte dell`attuale amministrazione , la vicenda Green Connector- Centrale Elettrica a Verderio Inferiore e la triste e inquietante situazione dell`impiego di rifiuti tossici come combustibili da parte dell`Italcementi di Calusco d`Adda. Per ulteriori informazioni i cittadini posso contattarci all`indirizzo email leganordrobbiate@interfree.it sito web http\\:leganordrobbiate.interfree.it
Imbersago: cittadini e comune si confrontano con l’Italcementi
Imbersago: cittadini e comunesi confrontano con l’Italcementi
Soddisfatti dell’incontro promosso con il responsabile del settore ecologia della Italcementi, il dottor Gardi, tenutosi in sala civica ad Imbersago venerdì pomeriggio, l’11 febbraio, si sono mostrati il sindaco Giovanni Ghislandi, il consigliere con delega all’ambiente Marco Martorana, altri esponenti del consiglio comunale e alcuni rappresentanti del gruppo di lavoro sull’ambiente. In tutto una ventina di persone invitate a dialogare e discutere intorno al progetto della cementeria di Calusco d’Adda con l’intento di approfondire e chiarire la questione senza lasciarsi prendere da facili allarmismi o da paure ingiustificate. Due le principali linee sulle quali l’incontro si è mosso: la prima, tecnica e formale, sulla scadenza del termine di presentazione delle osservazioni, la seconda sull’impatto ambientale vero e proprio. I chiarimenti sul primo punto si sono resi necessari dopo che il ministero per l’ambiente aveva respinto la richiesta di estendere fino al 30 aprile i termini per la presentazione di osservazioni: Italcementi, il fatto è noto, si è comunque dichiarata disponibile ad accettare delle osservazioni anche oltre la scadenza di fine febbraio.
Il consigliere Marco Martorana
Sulla seconda questione il gruppo di lavoro riunitosi venerdì in sala civica ha ricevuto tutta la documentazione relativa al progetto Italcementi: “Vogliamo ugualmente analizzare” ha chiarito il consigliere Marco Martorana “i documenti pervenuti e speriamo di riuscire a presentare qualche osservazione entro il termine previsto. Ci baseremo comunque sui dati emersi dall’assemblea tecnica di Calusco d’Adda del 15 gennaio e sulla relazione presentata dal circolo meratese di Lega ambiente. La nostra intenzione è approfondire soprattutto l’aspetto che a oggi risulta meno chiaro, ovvero quello relativo agli ossidi e al rispetto delle fasce limite”.
Thursday, February 10, 2005
Robbiate: una mozione per dire ``no`` all’Italcementi
MERATEONLINE 09 FEBBRAIO 2005
Robbiate: una mozione perdire ``no`` all’Italcementi
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale svoltosi a Robbiate venerdì 28 gennaio la giunta guidata dal primo cittadino Alessandro Salvioni, oltre ad aver votato la modifica allo statuto di Ecosystem Spa e Ecosystem Reti, aver rinnovato la convenzione per l’acquedotto con Paderno per i prossimi sette anni e aver adottato una L23 per adeguare il precedente PRG a quello adottato per permettere la possibilità di costruire la palazzina delle associazioni, ha presentato una mozione all’Italcementi relativamente ai progetti di utilizzo di combustibili alternativi nella cementeria di Calusco d’Adda. Nel testo della mozione il consiglio comunale chiede a Italcementi di rinunciare all’utilizzo di combustibili non tradizionali e potenzialmente pericolosi, ritirando le procedure autorizzative già avviate verso gli Enti preposti, agli organi preposti al rilascio delle necessarie autorizzazioni, in primo luogo la Regione Lombardia, di negare tali permessi, anche in merito al fatto che nel raggio di pochi chilometri esistono già impianti simili; alle strutture incaricate della verifica della pericolosità e del rischio potenziale di tali pratiche di intensificare i controlli; e infine alla comunità dell’Isola Bergamasca, alle Amministrazioni Locali limitrofe ed alle Associazioni Ambientaliste e di cittadini di mobilitarsi contro questa decisione unilaterale di Italcementi.
OGGETTO: APPROVAZIONE MOZIONE PRESENTATA DAL SINDACO SUI PROGETTI DI UTILIZZO DI COMBUSTIBILI ALTERNATIVI NELLA CEMENTERIA DI CALUSCO D’ADDA.
Il Presidente propone l’approvazione del seguente affare posto all’Ordine del Giorno in precedenza depositato nei termini di legge a disposizione dei consiglieri comunali a firma del Sindaco.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Il Consiglio Comunale di Robbiate, informato solo tramite volantini anonimi e dalla stampa locale, esprime il suo più completo disappunto per le modalità con cui la Società Italcementi ha inteso avviare nella propria cementeria di Calusco d’Adda le procedure per l’impiego di combustibili derivanti da rifiuti, ad integrazione di quelli tradizionalmente impiegati.Ritiene, pertanto doveroso e urgente predisporre un confronto con gli altri Enti come Regione Lombardia, Provincia di Lecco e di Bergamo, ARPA di Lecco e di Bergamo, ASL comuni limitrofi, Agenda 21, su un tema tanto importante e delicato per la pubblica opinione e comune sensibilità.Già nei confronti del CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti), non pericoloso ai sensi della Legge (e sul quale solo l’Amministrazione Comunale di Calusco d’Adda era stata almeno verbalmente preavvertita), fu segnalata ripetutamente l’inopportunità del suo impiego in tempi bervi essendo ancora presenti nella nostra comunità reazioni e dibattiti e diffidenze che seguirono l’ancor recente costruzione dei nuovi impianti.Nonostante ciò giovedì 16 dicembre l’Amministrazione Comunale di Calusco d’Adda ha ricevuto, senza alcun preavviso, una seconda e ben più voluminosa documentazione inerente al futuro impiego di altri due combustibili derivati da rifiuti pericolosi : l’ECOFLUID, peraltro già impiegato in passato ma solo in via sperimentale, nello stabilimento di Calusco d’Adda e il RASF (Residui Altobollenti Stirolici e Fenolici).L’Amministrazione Comunale di Robbiate non accetterà in alcun modo decisioni aziendali che la escludano da un previo ed obbligato coinvolgimento e che potrebbero danneggiare la salute pubblica di un territorio che va ben oltre i confini di quello di Calusco d’Adda;
Pertanto il Consiglio Comunale di Robbiate
chiede
1. a Italcementi di rinunciare all’utilizzo di combustibili non tradizionali e potenzialmente pericolosi, ritirando le procedure autorizzative già avviate verso gli Enti preposti;2. agli organi preposti al rilascio delle necessarie autorizzazioni, in primo luogo la Regione Lombardia, di negare tali permessi, anche in merito al fatto che nel raggio di pochi chilometri esistono già impianti simili;3. alle strutture incaricate della verifica della pericolosità e del rischio potenziale di tali pratiche di intensificare i controlli;4. e infine alla comunità dell’Isola Bergamasca, alle Amministrazioni Locali limitrofe ed alle Associazioni Ambientaliste e di cittadini di mobilitarsi contro questa decisione unilaterale di Italcementi.
IL SINDACO Salvioni Dott. Alessandro
Robbiate: una mozione perdire ``no`` all’Italcementi
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale svoltosi a Robbiate venerdì 28 gennaio la giunta guidata dal primo cittadino Alessandro Salvioni, oltre ad aver votato la modifica allo statuto di Ecosystem Spa e Ecosystem Reti, aver rinnovato la convenzione per l’acquedotto con Paderno per i prossimi sette anni e aver adottato una L23 per adeguare il precedente PRG a quello adottato per permettere la possibilità di costruire la palazzina delle associazioni, ha presentato una mozione all’Italcementi relativamente ai progetti di utilizzo di combustibili alternativi nella cementeria di Calusco d’Adda. Nel testo della mozione il consiglio comunale chiede a Italcementi di rinunciare all’utilizzo di combustibili non tradizionali e potenzialmente pericolosi, ritirando le procedure autorizzative già avviate verso gli Enti preposti, agli organi preposti al rilascio delle necessarie autorizzazioni, in primo luogo la Regione Lombardia, di negare tali permessi, anche in merito al fatto che nel raggio di pochi chilometri esistono già impianti simili; alle strutture incaricate della verifica della pericolosità e del rischio potenziale di tali pratiche di intensificare i controlli; e infine alla comunità dell’Isola Bergamasca, alle Amministrazioni Locali limitrofe ed alle Associazioni Ambientaliste e di cittadini di mobilitarsi contro questa decisione unilaterale di Italcementi.
OGGETTO: APPROVAZIONE MOZIONE PRESENTATA DAL SINDACO SUI PROGETTI DI UTILIZZO DI COMBUSTIBILI ALTERNATIVI NELLA CEMENTERIA DI CALUSCO D’ADDA.
Il Presidente propone l’approvazione del seguente affare posto all’Ordine del Giorno in precedenza depositato nei termini di legge a disposizione dei consiglieri comunali a firma del Sindaco.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Il Consiglio Comunale di Robbiate, informato solo tramite volantini anonimi e dalla stampa locale, esprime il suo più completo disappunto per le modalità con cui la Società Italcementi ha inteso avviare nella propria cementeria di Calusco d’Adda le procedure per l’impiego di combustibili derivanti da rifiuti, ad integrazione di quelli tradizionalmente impiegati.Ritiene, pertanto doveroso e urgente predisporre un confronto con gli altri Enti come Regione Lombardia, Provincia di Lecco e di Bergamo, ARPA di Lecco e di Bergamo, ASL comuni limitrofi, Agenda 21, su un tema tanto importante e delicato per la pubblica opinione e comune sensibilità.Già nei confronti del CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti), non pericoloso ai sensi della Legge (e sul quale solo l’Amministrazione Comunale di Calusco d’Adda era stata almeno verbalmente preavvertita), fu segnalata ripetutamente l’inopportunità del suo impiego in tempi bervi essendo ancora presenti nella nostra comunità reazioni e dibattiti e diffidenze che seguirono l’ancor recente costruzione dei nuovi impianti.Nonostante ciò giovedì 16 dicembre l’Amministrazione Comunale di Calusco d’Adda ha ricevuto, senza alcun preavviso, una seconda e ben più voluminosa documentazione inerente al futuro impiego di altri due combustibili derivati da rifiuti pericolosi : l’ECOFLUID, peraltro già impiegato in passato ma solo in via sperimentale, nello stabilimento di Calusco d’Adda e il RASF (Residui Altobollenti Stirolici e Fenolici).L’Amministrazione Comunale di Robbiate non accetterà in alcun modo decisioni aziendali che la escludano da un previo ed obbligato coinvolgimento e che potrebbero danneggiare la salute pubblica di un territorio che va ben oltre i confini di quello di Calusco d’Adda;
Pertanto il Consiglio Comunale di Robbiate
chiede
1. a Italcementi di rinunciare all’utilizzo di combustibili non tradizionali e potenzialmente pericolosi, ritirando le procedure autorizzative già avviate verso gli Enti preposti;2. agli organi preposti al rilascio delle necessarie autorizzazioni, in primo luogo la Regione Lombardia, di negare tali permessi, anche in merito al fatto che nel raggio di pochi chilometri esistono già impianti simili;3. alle strutture incaricate della verifica della pericolosità e del rischio potenziale di tali pratiche di intensificare i controlli;4. e infine alla comunità dell’Isola Bergamasca, alle Amministrazioni Locali limitrofe ed alle Associazioni Ambientaliste e di cittadini di mobilitarsi contro questa decisione unilaterale di Italcementi.
IL SINDACO Salvioni Dott. Alessandro
Wednesday, February 09, 2005
Una raccolta di firme contro l’Italcementi
Sabato 6 febbraio una raccolta firme durante il consueto mercato settimanale ha espresso nuovamente il malcontento della popolazione nei confronti dell’intenzione dell’Italcementi di Calusco d’Adda di utilizzare, come combustibili alternativi, materiali classificati come pericolosi dalla legge. La dirigenza dell’impianto, per venire incontro alle richieste di rassicurazione da parte di sindaci, associazioni ambientaliste e cittadini aveva prorogato al 30 aprile la data per far partire l’iter autorizzativo. Un’iniziativa dettata unicamente dalla volontà di fare chiarezza e soprattutto di tranquillizzare l’atmosfera, tesa su entrambe le sponde del fiume Adda. Di diverso parere però il ministero che ha fissato nella fine di febbraio il termine di legge per avviare le procedure, abolendo quindi il 30 aprile. La società, da parte sua, non sembrerebbe intenzionata a fare marcia indietro e avrebbe manifestato l’intenzione di attenersi a quanto stabilito in precedenza e di venire incontro alla popolazione. Nel frattempo, alla raccolta firme promossa da Legambiente, si è affiancata la “protesta” pacifica nei vari consigli comunali dove, con mozioni, i vari gruppi consiliari e l’intera amministrazione si sono schierati contro la decisione dell’utilizzo di materiale alternativo per la combustione.
Tuesday, February 08, 2005
Questa sera torna a riunirsi il consiglio nella «bomboniera» di Villa Locatelli Cardiochirurgia e ferrovie in Provincia
Questa sera torna a riunirsi il consiglio nella «bomboniera» di Villa Locatelli Cardiochirurgia e ferrovie in Provincia
Cardiochirurgia, trasporto ferroviario, Lecco-Ballabio tra i temi che questa sera saranno discussi dal consiglio provinciale convocato per le 18 in villa Locatelli. Gran parte dei punti all'ordine del giorno saranno trattati dallo stesso presidente Virginio Brivio che dalle dimissioni dell'assessore Carlo Erba - presto sostituito da Maurizio Corbetta che a sua volta lascerà il posto in consiglio provinciale all'ex assessore provinciale Gianmario Macchi - ha assunto le tematiche relative al bilancio. La sentenza del Tar per la nomina di Roberto Bonaiti nel consiglio di amministrazione dell'ex azienda di promozione turistica, il regolamento e la disciplina per la gestione delle sponsorizzazioni sono altri temi in discussione nella seduta di oggi. L'assessore all'ambiente Marco Molgora sarà invece chiamato a dare risposte alle interpellanze sulla Italcementi di Calusco d'Adda presentata dai consiglieri Luigi Panzeri ed Erminio Locatelli e sulla Holcim cementi presentata da Rocco Pugliese, Umberto Bonacina ed Elena Maggi. I lavori di questa sera dovrebbero in qualche modo costituire una svolta nel ruolo dell'assise provinciale, chiamata ad esprimersi su temi di una portata che va al di là dei confini della provincia di Lecco. Ma è un ruolo che più volte ha sollecitato lo stesso presidente Virginio Brivio, intenzionato a rendere l'iniziativa di Villa Locatelli a tutto campo.
Cardiochirurgia, trasporto ferroviario, Lecco-Ballabio tra i temi che questa sera saranno discussi dal consiglio provinciale convocato per le 18 in villa Locatelli. Gran parte dei punti all'ordine del giorno saranno trattati dallo stesso presidente Virginio Brivio che dalle dimissioni dell'assessore Carlo Erba - presto sostituito da Maurizio Corbetta che a sua volta lascerà il posto in consiglio provinciale all'ex assessore provinciale Gianmario Macchi - ha assunto le tematiche relative al bilancio. La sentenza del Tar per la nomina di Roberto Bonaiti nel consiglio di amministrazione dell'ex azienda di promozione turistica, il regolamento e la disciplina per la gestione delle sponsorizzazioni sono altri temi in discussione nella seduta di oggi. L'assessore all'ambiente Marco Molgora sarà invece chiamato a dare risposte alle interpellanze sulla Italcementi di Calusco d'Adda presentata dai consiglieri Luigi Panzeri ed Erminio Locatelli e sulla Holcim cementi presentata da Rocco Pugliese, Umberto Bonacina ed Elena Maggi. I lavori di questa sera dovrebbero in qualche modo costituire una svolta nel ruolo dell'assise provinciale, chiamata ad esprimersi su temi di una portata che va al di là dei confini della provincia di Lecco. Ma è un ruolo che più volte ha sollecitato lo stesso presidente Virginio Brivio, intenzionato a rendere l'iniziativa di Villa Locatelli a tutto campo.
Monday, February 07, 2005
Lecco: lunedì 7 si riunisce il consiglio provinciale
Lecco: lunedì 7 si riunisce il consiglio provinciale
CONSIGLIO PROVINCIALE DI LUNEDI’ 7 FEBBRAIO
Lunedì 7 febbraio alle ore 18 si riunirà il Consiglio Provinciale, per la trattazione del seguenteORDINE DEL GIORNOPresidente
1. Esame ed approvazione verbali sedute precedenti.
2. Comunicazione decreti di nomina del Presidente della Provincia di Lecco.
3. Sentenza APT Unione Commercianti Lecchese – Provincia di Lecco. Definizione e riconoscimento debito fuori bilancio ex art. 194 D.LGS. n. 267/2000.
4. Esame ed approvazione “Regolamento per la disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni”.
5. Polo Logistico integrato del Bione Lecco – Maggianico spa. Modifiche statutarie.
6. Approvazione dello schema di Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale.
7. Esame ed approvazione modifiche al “Regolamento provinciale di pesca”.
8. Organizzazione del Servizio di gestione della pesca all’interno delle acque soggette a diritto privato di pesca. Provvedimenti.
9. Individuazione criteri per la definizione degli “Obblighi ittiogenici” a carico dei detentori dei “Diritti esclusivi di pesca”.
10. Variazioni al bilancio 2005, al bilancio pluriennale 2005-2007, al Piano triennale degli investimenti (prima variazione bilancio 2005).
11. Comunicazione deliberazione della Giunta Provinciale n. 385 del 09.12.2004 concernente l’utilizzo del fondo di riserva, ai sensi 2° comma, dell’art. 166 del D.LGS. n. 267 del 18.08.2000 e dell’art. 13 del Regolamento di Contabilità.
12. Comunicazione deliberazione della Giunta Provinciale n. 412 del 30.12.2004 concernente l’utilizzo del Fondo di riserva, ai sensi 2° comma, dell’art. 13 del vigente Regolamento di contabilità.
ORDINI DEL GIORNO
Assessore Agostoni
13. Proposta di ordine del giorno presentata dai Capigruppo di maggioranza in data 12.01.2005 per l’istituzione della cardiochirurgia presso l’Ospedale “A. Manzoni” di Lecco.
INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE, MOZIONI D’ORDINE
Assessore Molgora
14. Interpellanza presentata in data 25.01.2005 dai Consiglieri Luigi Panzeri e Erminio Locatelli, in merito all’attività dell’impianto della Società Italcementi in Comune di Calusco d’Adda.
15. Interpellanza presentata in data 27.01.2005 dai Consiglieri Provinciali Rocco Pugliese, Umberto Bonacina e Elena Maggi in merito all’attività dell’impianto della Società “Holcim Cementi spa” in Comune di Merone.
Assessore Fumagalli
16. Interpellanza presentata in data 27.01.2005 dal Consigliere Ambrogio Sala in merito alla situazione del trasporto ferroviario nella Provincia di Lecco.
Presidente
17. Interpellanza presentata in data 31.01.2005 dai Capigruppo di minoranza in merito al completamento della Lecco-Ballabio.Cordiali saluti.
dott. Samuele Biffi
CONSIGLIO PROVINCIALE DI LUNEDI’ 7 FEBBRAIO
Lunedì 7 febbraio alle ore 18 si riunirà il Consiglio Provinciale, per la trattazione del seguenteORDINE DEL GIORNOPresidente
1. Esame ed approvazione verbali sedute precedenti.
2. Comunicazione decreti di nomina del Presidente della Provincia di Lecco.
3. Sentenza APT Unione Commercianti Lecchese – Provincia di Lecco. Definizione e riconoscimento debito fuori bilancio ex art. 194 D.LGS. n. 267/2000.
4. Esame ed approvazione “Regolamento per la disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni”.
5. Polo Logistico integrato del Bione Lecco – Maggianico spa. Modifiche statutarie.
6. Approvazione dello schema di Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale.
7. Esame ed approvazione modifiche al “Regolamento provinciale di pesca”.
8. Organizzazione del Servizio di gestione della pesca all’interno delle acque soggette a diritto privato di pesca. Provvedimenti.
9. Individuazione criteri per la definizione degli “Obblighi ittiogenici” a carico dei detentori dei “Diritti esclusivi di pesca”.
10. Variazioni al bilancio 2005, al bilancio pluriennale 2005-2007, al Piano triennale degli investimenti (prima variazione bilancio 2005).
11. Comunicazione deliberazione della Giunta Provinciale n. 385 del 09.12.2004 concernente l’utilizzo del fondo di riserva, ai sensi 2° comma, dell’art. 166 del D.LGS. n. 267 del 18.08.2000 e dell’art. 13 del Regolamento di Contabilità.
12. Comunicazione deliberazione della Giunta Provinciale n. 412 del 30.12.2004 concernente l’utilizzo del Fondo di riserva, ai sensi 2° comma, dell’art. 13 del vigente Regolamento di contabilità.
ORDINI DEL GIORNO
Assessore Agostoni
13. Proposta di ordine del giorno presentata dai Capigruppo di maggioranza in data 12.01.2005 per l’istituzione della cardiochirurgia presso l’Ospedale “A. Manzoni” di Lecco.
INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE, MOZIONI D’ORDINE
Assessore Molgora
14. Interpellanza presentata in data 25.01.2005 dai Consiglieri Luigi Panzeri e Erminio Locatelli, in merito all’attività dell’impianto della Società Italcementi in Comune di Calusco d’Adda.
15. Interpellanza presentata in data 27.01.2005 dai Consiglieri Provinciali Rocco Pugliese, Umberto Bonacina e Elena Maggi in merito all’attività dell’impianto della Società “Holcim Cementi spa” in Comune di Merone.
Assessore Fumagalli
16. Interpellanza presentata in data 27.01.2005 dal Consigliere Ambrogio Sala in merito alla situazione del trasporto ferroviario nella Provincia di Lecco.
Presidente
17. Interpellanza presentata in data 31.01.2005 dai Capigruppo di minoranza in merito al completamento della Lecco-Ballabio.Cordiali saluti.
dott. Samuele Biffi
Wednesday, February 02, 2005
Paderno Allarme dei Comuni sull'uso di combustibili alternativi: interrogazioni a Villa Locatelli Il caso «Italcementi» scoppia anche in Provincia
Paderno Allarme dei Comuni sull'uso di combustibili alternativi: interrogazioni a Villa Locatelli Il caso «Italcementi» scoppia anche in Provincia
PADERNO (l. per.) Tiene banco anche in Provincia la questione Italcementi, che tanto fa discutere nei comuni del meratese confinanti con la provincia di Bergamo. Erminio Locatelli, consigliere provinciale dei Verdi per la pace, originario di Paderno, e Luigi Panzeri, consigliere di Rifondazione Comunista, hanno presentato un'interpellanza al presidente Virginio Brivio. A far scattare l'interrogazione è la circostanza di essere stati informati «solo tramite volantini anonimi e dalla stampa locale» sull'intenzione della cementeria di Calusco d'Adda di voler utilizzare combustibili alternativi al coke di petrolio nei forni di cottura del clinker, nell'altissima torre che svetta in riva all'Adda. Altri particolari in merito all'avvio delle procedure autorizzative i due consiglieri li hanno appresi durante l'assemblea informativa di un paio di settimane fa durante la quale il responsabile del servizio ecologia dell'Italcementi aveva diffuso un'ampia relazione sul progetto di utilizzo di Rasf (residui stirolici e fenolici), Cdr, un trito di rifiuti urbani, e l'Ecofluid, un insieme di residui da vernici, resine e solventi, combustibile già utilizzato da Italcementi dal 1994 al 2002 di cui aveva informato le commissioni ed i comitati di controllo delle amministrazioni della Bergamasca, come legge vuole. Gli stabilimenti Italcementi non hanno mai rappresentato un problema nella Brianza Lecchese, si è cominciato ad interessarsi di quello che succede a Calusco quando è comparsa la mega torre del forno inceneritore della nuova linea di cottura, quando cioè la gente ha iniziato a vedere da chilometri di distanza quella sorta di grattacielo grigio e azzurro che svetta nel cielo e da quando i padernesi hanno iniziato, due estati fa, a sentire i rumori notturni del processo di frantumazione, rumori peraltro spariti dopo l'installazione dei pannelli fono assorbenti. I due consiglieri si dicono «preoccupati degli effetti sulla salute dei cittadini».
PADERNO (l. per.) Tiene banco anche in Provincia la questione Italcementi, che tanto fa discutere nei comuni del meratese confinanti con la provincia di Bergamo. Erminio Locatelli, consigliere provinciale dei Verdi per la pace, originario di Paderno, e Luigi Panzeri, consigliere di Rifondazione Comunista, hanno presentato un'interpellanza al presidente Virginio Brivio. A far scattare l'interrogazione è la circostanza di essere stati informati «solo tramite volantini anonimi e dalla stampa locale» sull'intenzione della cementeria di Calusco d'Adda di voler utilizzare combustibili alternativi al coke di petrolio nei forni di cottura del clinker, nell'altissima torre che svetta in riva all'Adda. Altri particolari in merito all'avvio delle procedure autorizzative i due consiglieri li hanno appresi durante l'assemblea informativa di un paio di settimane fa durante la quale il responsabile del servizio ecologia dell'Italcementi aveva diffuso un'ampia relazione sul progetto di utilizzo di Rasf (residui stirolici e fenolici), Cdr, un trito di rifiuti urbani, e l'Ecofluid, un insieme di residui da vernici, resine e solventi, combustibile già utilizzato da Italcementi dal 1994 al 2002 di cui aveva informato le commissioni ed i comitati di controllo delle amministrazioni della Bergamasca, come legge vuole. Gli stabilimenti Italcementi non hanno mai rappresentato un problema nella Brianza Lecchese, si è cominciato ad interessarsi di quello che succede a Calusco quando è comparsa la mega torre del forno inceneritore della nuova linea di cottura, quando cioè la gente ha iniziato a vedere da chilometri di distanza quella sorta di grattacielo grigio e azzurro che svetta nel cielo e da quando i padernesi hanno iniziato, due estati fa, a sentire i rumori notturni del processo di frantumazione, rumori peraltro spariti dopo l'installazione dei pannelli fono assorbenti. I due consiglieri si dicono «preoccupati degli effetti sulla salute dei cittadini».
Monday, January 31, 2005
Panzeri e Locatelli chiedono a Brivio il coinvolgimento della Provincia al tavolo con l`Italcementi
Panzeri e Locatelli chiedono a Brivio il
coinvolgimento della Provincia al
tavolo con l`Italcementi
Ecco il testo dell`interpellanza presentata dal consigliere provinciale Luigi Panzeri, rifondazione comunista e da Erminio Locatelli, verdi per la pace al presidente Virginio Brivio in merito all`impianto Italcementi di Calusco d`Adda.
coinvolgimento della Provincia al
tavolo con l`Italcementi
Ecco il testo dell`interpellanza presentata dal consigliere provinciale Luigi Panzeri, rifondazione comunista e da Erminio Locatelli, verdi per la pace al presidente Virginio Brivio in merito all`impianto Italcementi di Calusco d`Adda.
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