Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Tuesday, February 28, 2012

Brianza, aria fuorilegge Il Pm10 sfonda i limiti

Brianza, aria fuorilegge Il Pm10 sfonda i limiti

Maglia nera il 19 gennaio

 
In meno di due mesi le polveri sottili hanno superato i limiti imposti dall'Unione Europea: 36 giorni di aria inquinata nel 2012 contro i 35 concessi dalla comunità internazionale sull'intero arco dell'anno
 
Centralina di Arpa (foto Zani)
Centralina di Arpa (foto Zani)
Merate, 27 febbraio 2012 - Bonus esaurito all'ombra della Torre di Castello Prinetti. Le polveri sottili a Merate in nemmeno due mesi hanno già superato il valore limite di 50 microgrammi per metro cubo per 36 giorni. Secondo la normativa comunitaria però non dovrebbe succedere per più di 35 volte nell'arco di un intero anno solare. L'aria della Brianza è dunque fuori legge.
La media delle concentrazioni della Pm10 rilevate dalla centralina Arpa, installata all'incrocio tra vialeGiuseppe Verdi e la ex Ss 36 ad oggi è pari a 80 µg/m3, il doppio sempre rispetto ai parametri imposti dall'Unione europea. Il giorno peggiore in assoluto è stato il 19 gennaio con il parametro record di 182 microgrammi, quasi quattro volte tanto il consentito. Anche il 2012 sul fronte dell'inquinamento atmosferico si preannuncia dunque un anno al veleno.
di D.D.S

Monday, February 13, 2012

Presa Diretta Cemento

Guarda in steaming   l'intera puntata trasmessa du RAI3 domenica 12 Febbraio 2012erchancora cemento?  Perché ancora nuove case, uffici, grattacieli, centri commerciali, appaPerché ancora cemento?  Perché ancora nuove case, uffici, grattacieli, centri commerciali, appartamenti?  Gru e betoniere girano  a pieno ritmo anche se  le costruzioni recenti sono vuote.  Ma tutti questi nuovi edifici  servono o serviranno?  A chi?

In “CEMENTO” Domenico Iannacone a Milano svela il patto fra grandi gruppi di potere attorno ai lavori per l’EXPO: sono in arrivo 1 milione di metri quadri.   Eppure a un passo da dove si costruirà svettano vuoti  i grattacieli fantasma del quartiere Stevenson. Che senso ha? Chi ci specula?

E intanto per costruire serve la sabbia si scava e si mangia  altro territorio.

E poi la vicenda di Ischia, l’isola dell’abusivismo: 1 casa non in regola ogni 2 abitanti.  Come è stato possibile?  “Cemento” racconta tutti i retroscena della corruzioni e delle complicità che hanno deturpato uno dei luoghi più belli del Mediterraneo.

Affaristi e politici si sono alleati  per il nuovo Auditorium di Isernia i cui costi sono lievitati in una notte da 4,5 milioni di euro a 55: miracoli compiuti dalla  cricca grazie anche all’emergenza per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Sabrina Carreras
 è andata in provincia di  Reggio Emilia, dove anche le campagne che sono la culla  del prezioso parmigiano sono sotto assedio.

In questo quadro devastato “Presadiretta” offre anche un esempio positivo, una cittadina:Colorno, in provincia di Parma.  Lì l’amministrazione ha scelto di non cementificare, di non incassare i soldi dei permessi di costruzione, ma di pensare ad uno sviluppo nella conservazione e nella salvaguardia degli edifici esistenti.

“Cemento” è un racconto di Domenico Iannacone con Elisabetta Camilleri e Sabrina Carreras.

rtamenti?  Gru e betoniere girano  a pieno ritmo anche se  le costruzioni recenti sono vuote.  Ma tutti questi nuovi edifici  servono o serviranno?  A chi?

In “CEMENTO” Domenico Iannacone a Milano svela il patto fra grandi gruppi di potere attorno ai lavori per l’EXPO: sono in arrivo 1 milione di metri quadri.   Eppure a un passo da dove si costruirà svettano vuoti  i grattacieli fantasma del quartiere Stevenson. Che senso ha? Chi ci specula?

E intanto per costruire serve la sabbia si scava e si mangia  altro territorio.

E poi la vicenda di Ischia, l’isola dell’abusivismo: 1 casa non in regola ogni 2 abitanti.  Come è stato possibile?  “Cemento” racconta tutti i retroscena della corruzioni e delle complicità che hanno deturpato uno dei luoghi più belli del Mediterraneo.  

Affaristi e politici si sono alleati  per il nuovo Auditorium di Isernia i cui costi sono lievitati in una notte da 4,5 milioni di euro a 55: miracoli compiuti dalla  cricca grazie anche all’emergenza per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. 

Sabrina Carreras
 è andata in provincia di  Reggio Emilia, dove anche le campagne che sono la culla  del prezioso parmigiano sono sotto assedio.

In questo quadro devastato “Presadiretta” offre anche un esempio positivo, una cittadina:Colorno, in provincia di Parma.  Lì l’amministrazione ha scelto di non cementificare, di non incassare i soldi dei permessi di costruzione, ma di pensare ad uno sviluppo nella conservazione e nella salvaguardia degli edifici esistenti.

“Cemento” è un racconto di Domenico Iannacone con Elisabetta Camilleri e Sabrina Carreras

Sunday, February 12, 2012

Presa diretta Cemento Domenica 12 Febbraio 2012

COMUNICATO STAMPA

CEMENTO

di

Riccardo Iacona

e di Francesca Barzini, Domenico Iannacone


6° PUNTATA
DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012
RAI TRE ORE 21.30

Perché ancora cemento? Perché ancora nuove case, uffici, grattacieli, centri commerciali, appartamenti? Gru e betoniere girano a pieno ritmo anche se  le costruzioni recenti sono vuote. Ma tutti questi nuovi edifici  servono o serviranno? A chi?

In “CEMENTO” Domenico Iannacone a Milano svela il patto fra grandi gruppi di potere attorno ai lavori per l’EXPO: sono in arrivo 1 milione di metri quadri. Eppure a un passo da dove si costruirà svettano vuoti i grattacieli fantasma del quartiere Stevenson. Che senso ha? Chi ci specula?
E intanto per costruire serve la sabbia, si scava e si mangia altro territorio.
E poi la vicenda di Ischia, l’isola dell’abusivismo: 1 casa non in regola ogni 2 abitanti. Come e’ stato possibile? “Cemento” racconta tutti i retroscena della corruzioni e delle complicità che hanno deturpato uno dei luoghi più belli del Mediterraneo.
Affaristi e politici si sono alleati per il nuovo Auditorium di Isernia i cui costi sono lievitati in una notte da 4,5 milioni di euro a 55: miracoli compiuti dalla cricca grazie anche all’emergenza per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Non solo grandi città e grandi interessi, la frenesia del cemento non risparmia  quei piccoli centri dove la salvaguardia del territorio e del paesaggio dovrebbe essere un bene comune da difendere.
“Cemento” è un racconto di Domenico Iannacone con Elisabetta Camilleri e Sabrina Carreras









La nuova puntata di *Presa Diretta*, di Riccardo

Iacona, sarà tutta dedicata al *consumo di suolo* .

Domenica 12 su Rai3

grande protagonista la Lombardia ma soprattutto

 Legambiente e il nostro  presidente regionale


Saturday, February 11, 2012

Qualità dell'aria pessima Le polveri sottili raddoppiano

Il freddo persiste e le polveri sottili non sembrano essere da meno. Le centraline di rilevamento della qualità dell'aria dell'Arpa evidenziano un aumento generalizzato del Pm10 sia in città che in provincia.

I dati relativi alla concentrazione delle polveri sottili (il valore limite e di 50 microgrammi per metro cubo di aria) mostrano in ordine decrescente: Treviglio con Pm10 pari a 116, Osio Sotto 105, Lallio 101, Bergamo Garibaldi 93, Calusco 90, Dalmine 88 ed infine Bergamo Meucci 87.

La situazione si sta trascinando da alcune settimane, a causa soprattutto della siccità e degli impianti di riscaldamento a pieno regime. 

Wednesday, February 08, 2012

Merate Online - Parco Adda Nord: Agostinelli riconfermato la maggioranza di destra non trova l’accordo

Merate Online - Parco Adda Nord: Agostinelli riconfermato la maggioranza di destra non trova l’accordo


Parco Adda Nord: Agostinelli riconfermato la maggioranza di destra non trova l’accordo

Agostino Agostinelli riconfermato presidente

"È stato un risultato davvero inaspettato, un incarico che non avevo previsto di avere. Ridimensionerò alcuni impegni di carattere politico che avevo pensato di prendere, ho intenzione di continuare a seguire il Parco con attenzione". Questo il commento di Agostino Agostinelli, bergamasco a capo del Parco Adda Nord dal 2007, alla sua rielezione alla presidenza dell'ente che comprende 34 comuni nelle province di Lecco, Bergamo e Milano. Dopo l'assemblea "mancata" del 24 gennaio scorso, che avrebbe dovuto eleggere presidenza e consiglio di gestione ma è stata rimandata a causa di "disaccordi interni" tra Pdl e Lega Nord, la convocazione di lunedì 6 febbraio ha portato alla rielezione del presidente in carica, nonostante la minoranza politica di riferimento dell'area di sinistra. "I tre candidati eravamo io, Guiseppe Luigi Minei di Cassano d'Adda, già consigliere dell'area Pdl e Giovanni Stornaiuolo, segnalato dalla Provincia di Milano anch'esso del Pdl e sconosciuto ai più" ha spiegato Agostinelli. Dopo il ritiro della candidatura di Minei, annunciato in aula come riportato dal verbale pubblicato sul sito istituzionale dell'ente nell'area "Delibere", i rappresentanti dei comuni di Cornate D'Adda e Truccazzano hanno espresso voto favorevole ad Agostinelli, pur non appartenendo alla stessa area politica. Un fatto dovuto al dissenso nei confronti della modalità con cui la Provincia milanese ha proposto il suo candidato, vissuta come una "imposizione dall'alto". Il comune di Vaprio d'Adda si è astenuto a causa del ritiro di Minei, e il risultato finale è stato il seguente:

"Sono risultati evidenti alcuni problemi interni alla maggioranza rappresentativa dell'area di destra, in questa occasione come nella scorsa seduta" ha commentato Agostinelli, che rimarrà in carica per altri 5 anni. "Tenendo conto delle quote di riferimento per ogni comune, dovute alla dimensione degli stessi, la sinistra non raggiungeva in totale più del 40% dei consensi. Ma i cambiamenti nel voto di alcuni comuni sono stati determinanti". In base alla nuova normativa anche il Parco Adda Nord è passato dal vecchio Consiglio di amministrazione ad un "Consiglio di gestione", costituito dal presidente Agostinelli e da 4 consiglieri, così eletti nella serata del 6 febbraio:

Il nuovo consiglio è così composto da un esponente lecchese (Giuseppe Tentori di Calolziocorte), un meratese (Paolo Mauri di Calco), Giulio Manenti della bergamasca e Renzo Di Biase del milanese (designato da Regione Lombardia).
A questo si aggiunge la "Comunità del Parco" composta dai rappresentanti dei 34 comuni facenti parte dell'ente più i tre rappresentanti provinciali.
Questo lo schema dei rappresentanti presenti il 6 febbraio con le relative quote di rilevanza (il comune di Merate ha partecipato alla sola votazione del consiglio e non a quella del presidente, mentre il comune di Pescate come già annunciato non ha partecipato):

Revisore dei conti è stato eletto il dottor Michele Peccati:

Monday, February 06, 2012

Calusco: nuova pista ciclabile in zona Italcementi



CALUSCO D’ADDA — Partono oggi i lavori per la realizzazione del primo lotto di una nuova pista ciclabile di oltre 700 metri che collegherà viale dei Pioppi con via della Fontana, correndo parallelamente alle Vie Monte Ortigara e Martiri della Libertà, a Calusco D’Adda. La fine dei lavori è prevista per giugno.
Il tracciato, che segue un percorso separato dalla viabilità ordinaria, si svilupperà all’interno dell’area di proprietà Italcementi e sarà accessibile dalle vie pubbliche in tre punti distinti: viale dei Pioppi in prossimità dell’incrocio, via Martiri della Libertà e da via della Fontana attraverso delle rampe di raccordo.
L’opera si concluderà con l’attuazione di un secondo lotto che prevede il completamento della pista ciclabile con un tratto aggiuntivo di circa 600 metri parallelo a viale dei Pioppi e la realizzazione di 3 parcheggi pubblici per un totale di 74 nuovi posti auto. Il primo parcheggio, da 54 posti auto, sarà a servizio del campo sportivo; il secondo, da 11 posti auto, sarà collocato nel centro storico e il terzo, da 9 posti, si situerà in corrispondenza di via Ariosto e servirà la zona residenziale antistante.
L’intero tracciato della pista ciclabile sarà completato con l’installazione dell’apposita segnaletica orizzontale e verticale, come previsto dal codice della strada e con il collegamento dell’impianto di illuminazione pubblica. Saranno inoltre piantumate circa 200 piante di piccolo e medio sviluppo e – in alcuni tratti – verranno inserite barriere protettive in legno e ulteriori elementi di arredo urbano a valorizzazione e sicurezza della pista ciclabile, che si snoda lungo un’area verde di circa 11.700 mq.
“La realizzazione della pista ciclabile si inserisce in un più ampio contesto di interventi a favore della comunità locale e del territorio in cui Italcementi opera” ha dichiarato Giovanni Bottinelli, direttore della cementeria . “Una realtà a cui noi siamo storicamente legati e dove si trova una delle cementerie italiane più importanti del Gruppo. Con questo progetto – ha proseguito il direttore – vogliamo confermare il nostro impegno a favore dell’ambiente e della sostenibilità”.
Il progetto porterà la dotazione di piste ciclabili di Calusco a un totale di circa 6 chilometri e consentirà ai fruitori un percorso nel verde e in sicurezza. “Questo progetto qualificherà ancora di più il nostro territorio e la sua realizzazione s’inserisce perfettamente anche nel Progetto Cresco, che vede Italcementi e Comune di Calusco membri del comitato promotore, per l’impulso dato allo sviluppo della mobilità sostenibile nel nostro territorio” ha dichiarato il sindaco di Calusco, Roberto Colleoni.

Tuesday, January 24, 2012

TAVOLO CRISI EDILIZIA: LA RICETTA DI LEGAMBIENTE

comunicato stampa -

TAVOLO CRISI EDILIZIA: LA RICETTA DI LEGAMBIENTE

Legambiente interviene sul dibattito apertosi in Provincia di Lecco sul tema
della crisi dell'edilizia, anche se con inspiegabile miopia non siamo stati
invitati a farlo.
Premesso che anche la nostra associazione ha sempre dimostrato molta attenzione
al mondo del lavoro, riteniamo che il problema della crisi dell'edilizia vada
affrontato attentamente per impedire ulteriore ed inutile consumo di suolo e
devastazioni del paesaggio.
Oggi  occorre che questo settore modifichi il proprio modo di operare. Se un
tempo c'erano i negozi che vendevano inchiostro e pennini, oggi abbiamo quelli
che vendono computer. Se oggi il mercato dell'edilizia è saturo ed anche il bene
rifugio del mattone, sia esso  residenziale o industriale, comincia a
manifestare evidenti segni di ristagno, allora conviene cambiare rotta.
L'edilizia deve rispondere solo ad esigenze demografiche o di adeguamento
industriale. Il resto è solo un mercato drogato o senza sbocchi, in alcuni casi
macchiato anche nel nostro territorio da infiltrazioni mafiose.
Oggi, per sopravvivere, occorre che una buona parte di queste imprese cambi la
propria produzione, orientandosi verso la messa in sicurezza del territorio, le
infrastrutture per la mobilità sostenibile, la manutenzione dei vecchi edifici,
il miglioramento energetico, oppure non vediamo quali politiche si possano
mettere in campo.
Al tavolo promosso dalla Provincia per parlare della crisi dell'edilizia si è
parlato di circa 400 esuberi di lavoratori. Parte di quei lavoratori a rischio
potrebbero essere impiegati se dal patto di stabilità si togliessero due
tipologie di investimento pubblico: la riqualificazione energetica del
patrimonio pubblico  e la messa in sicurezza del territorio. Molti Comuni hanno
milioni di euro bloccati in Banca d'Italia. Valmadrera, solo per citarne  uno di
questi, ha oltre sette milioni di euro da spendere in queste opere. Lecco ne ha
molti di più. Soldi che potrebbero essere investiti in progetti e opere  che in  
prospettiva farebbero risparmiare sulle bolletta energetica o per  interventi
nel  post emergenza a seguito di calamità naturali che oggi sono sempre più
frequenti. Altri lavoratori potrebbero essere assorbiti dal settore turistico e
dall'agricoltura, a cui tra l'altro potrebbe essere affidato e riconosciuto
economicamente l'importante ruolo di custode del territorio e del paesaggio.
Legambiente è pronta a discutere con tutti i portatori di interesse di questi
temi e chiede di essere invitata al tavolo provinciale. Andare oltre la logica
che ha portato alla crisi vuol dire, anche, allargare le proprie vedute e
cominciare a lavorare per un futuro ecosostenibile.
Coordinamento lecchese Circoli Legambiente della Provincia di Lecco

Monday, January 23, 2012

E’ emergenza smog nelle città italiane. Legambiente presenta Mal’aria 2012

E’ emergenza smog nelle città italiane. Legambiente presenta Mal’aria 2012


Fuori legge per pm10 il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati. Al via il week-end di mobilitazione per il diritto alla salute.“Necessarie serie politiche di mobilità sostenibile. Seguire l’esempio dell’Area C milanese”
La qualità dell’aria delle città italiane è pessima e continua a peggiorare. Lo confermano i dati del dossier Mal’aria, lo studio annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico. I principali imputati sono le polveri sottili: nel 2011, il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati non ha rispettato il limite consentito di superamenti della soglia di PM10, un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. Torino, Milano e Verona sono in testa con 158, 131 e 130 superamenti registrati nella centralina peggiore di ognuna delle tre città. Crescono, inoltre, le dimensioni degli sforamenti. Ed è una vera e propria emergenza, perché il particolato emesso dagli scarichi delle autovetture, dagli impianti di riscaldamento e dai processi industriali, sono sostanze altamente dannose per la salute umana per la loro capacità di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio. Ecco perché contro smog e traffico, per rivendicare il diritto alla salute, prende il via oggi il week-end di mobilitazione di Legambiente lungo la penisola: banchetti informativi, flash mob, incontri con le amministrazioni e i cittadini per discutere proposte sui problemi piccoli e grandi legati alla mobilità in città.
Nel 2011, secondo la classifica di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio”, sulle 82 città monitorate, 55 hanno esaurito i 35 superamenti all’anno del limite di legge giornaliero per la protezione umana del PM10 (50 µg/m3). In particolare l’area della pianura Padana rimane la zona più critica. Tutti i capoluoghi lombardi hanno superato il “bonus” dei 35 giorni, in Piemonte si salva solo Verbania, in Veneto Belluno, Cesena in Emilia Romagna e Gorizia in Friuli Venezia Giulia.
A saltare all’occhio, però, oltre al numero di città che non rispettano i limiti, sono i giorni di sforamento e il loro pauroso aumento da un anno all’altro. Ben 13 città hanno registrato oltre 100 superamenti del limite di protezione della salute umana e 29 hanno superato di due volte il limite annuale dei 35 giorni fuorilegge. Se, per ipotesi, si potessero esaurire in anticipo i 35 superamenti consentiti ogni anno, Torino avrebbe già esaurito il bonus per i prossimi tre anni e mezzo, Milano e Verona per due anni e otto mesi, Alessandria e Monza per i prossimi 2 anni e mezzo. Rispetto al 2010, in alcune città la situazione è peggiorata in modo drammatico: Cremona ha registrato quasi tre mesi in più di aria irrespirabile, Verona due mesi in più, Treviso 50 giorni, e numeri allarmanti si leggono anche per Milano (44 giorni in più), Terni (42), Cagliari e Vercelli (entrambe hanno registrato un aumento di 38 giorni).
E se diminuiscono le città che hanno superato più di 25 volte il valore giornaliero dell’ozono, sono 18 quelle in cui gli sforamenti sono stati più del doppio di quelli concessi. Addirittura il triplo a Lecco, Mantova e Novara. È in leggera crescita anche il numero di città che non rispettano i limiti del biossido di azoto.
Le cause dell’inquinamento atmosferico sono chiare e conosciute da tempo. Analizzando il dettaglio cittadino delle fonti di emissione, si vede come il contributo del traffico veicolare sia rilevante per le polveri fini (come a Roma, Milano, Palermo e Aosta) e ancora di più per gli ossidi di azoto. Un’altra fonte sempre più influente in città è quella dei riscaldamenti, che in alcuni casi supera anche il contributo delle automobili, come ad esempio a Bolzano, Trento, Cagliari. E scendendo nel dettaglio delle emissioni che provengono dalle diverse categorie di veicoli, sono sempre le automobili le peggiori “inquinatrici”, e sebbene sul mercato compaiano modelli di auto sempre più efficienti e alcuni progressi siano stati fatti sulla riduzione degli inquinanti che escono dai tubi di scappamento, non vanno sottovalutate quelle 9mila tonnellate di polveri a livello nazionale che derivano dall’usura degli pneumatici, dei freni e del manto stradale, che in buona parte finiscono nei nostri polmoni.
“Al traffico – commenta Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente - si risponde troppo spesso con interventi occasionali di emergenza, come blocchi del traffico o targhe alterne, che possono servire a qualcosa solo se programmati in modo continuo nel tempo e associati a provvedimenti quali il pedaggio urbano. L’Area C recentemente introdotta a Milano è, ad esempio, un’iniziativa che va in questa direzione e che si dimostrerà tanto più efficace quanto più convincerà i milanesi a usare maggiormente i mezzi pubblici e la bicicletta. Sarebbe auspicabile integrarla con misure su zone più estese. Il tutto, poi, va coordinato a livello nazionale da un Piano di risanamento della qualità dell’aria, che ancora si fa attendere, e al quale si devono associare altre misure come quelle sul riscaldamento che in molte città contribuisce in maniera sostanziale all’aumento dell’inquinamento dell’aria. La soluzione è possibile, richiede però più coraggio da parte degli amministratori e più responsabilità da parte dei cittadini”.
Per limitare le auto in città servono, insomma, serie politiche di mobilità sostenibile e di potenziamento del trasporto pubblico locale, ma si deve pensare più seriamente anche al modo di ridurre il flusso del traffico pendolare in entrata nelle città. Sono circa 11milioni le persone che ogni giorno si spostano per recarsi al lavoro o ai luoghi di studio, e di questi solo 2,8milioni scelgono il treno. Le pessime condizioni del servizio ferroviario e dei treni sono continuamente peggiorate dai continui tagli delle risorse e dei collegamenti, le difficoltà di muoversi in città una volta usciti dalla stazione, rendono il treno poco appetibile come mezzo di trasporto. Eppure aumentare di mille unità i treni in circolazione o investire a lungo termine per portare i passeggeri ad almeno 4 milioni, porterebbe benefici non solo alla qualità della vita, ridurrebbe le congestioni da traffico, e comporterebbe un risparmio di emissioni in atmosfera stimate da Legambiente in una riduzione dal 3,3% al 5,5% di PM10.
PM10 ti tengo d’occhio– superamenti del limite medio giornaliero di protezione della salute umana (50 µg/m3) nei capoluoghi di provincia nel 2011, rispetto alla centralina peggiore. Superamenti consentiti in un anno: 35

Città capoluogo
Centralina peggiore
Superamenti

Città capoluogo
Centralina peggiore
Superamenti
1
Torino
Grassi
158
28
Rimini
Abete
74
2
Milano
Senato
131
29
Como
Viale Cattaneo
76
3
Verona
Borgo Milano
130
30
Ferrara
Via Bellonci
72
4
Alessandria
D'Annunzio
125
31
Varese
via Copelli
69
5
Monza
via Machiavelli
121
32
Bologna
Porta San Felice
69
6
Asti
Baussano
117
33
Roma
Tiburtina
69
7
Brescia
Villaggio Sereno
113
34
Pescara
Viale Bovio
69
8
Vicenza
Quartiere Italia
112
35
Ravenna
Caorle
68
9
Cremona
via Fatebenefratelli
109
36
Terni
Le Grazie
68
10
Frosinone*
Scalo
108
37
Lecco
Via Amendola
64
11
Mantova
via Ariosto
108
38
Palermo
Di Blasi
63
12
Pavia
Piazza Minerva
103
39
Napoli
Oss. Astronomico
62
13
Treviso
Via Lancieri di Novara
102
40
Firenze
Mosse
59
14
Bergamo
Via Garibaldi
98
41
Benevento
Osp. Civili Riuniti
58
15
Rovigo
Centro
98
42
Macerata
Via Vittoria
54
16
Lodi
Viale Vignati
96
43
Avellino
Ospedale Moscati
48
17
Cagliari
Piazza Sant'Avendrace
94
44
Forlì
Roma
48
18
Padova
Mandria
94
45
Pordenone
Centro
47
19
Parma
Montebello
93
46
Taranto
Via Machiavelli
45
20
Venezia
Parco Bissuola
91
47
Trento
via Bolzano
45
21
Modena
Via Nonantola
90
48
Pisa
Borghetto
44
22
Vercelli
Campo CONI
90
49
Sondrio
via Mazzini
44
23
Ancona
Via Bocconi
88
50
Udine
P.le Osoppo
44
24
Reggio nell'Emilia
Timavo
86
51
Perugia
Ponte San Giovanni
43
25
Novara
Roma
84
52
Prato
Roma
43
26
Piacenza
Giordani-Farnese
81
53
Trieste
Via Carpineto
43
27
Biella
Lamarmora
77
54
Pesaro
via Scarpellini
39




55
Cuneo
Alpini
36
Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa, Comuni, Province, Regioni
La classifica, che Legambiente stila dal 2006, elenca i capoluoghi di provincia in base al numero dei giorni di superamento del PM10 della centralina peggiore presente sul territorio urbano (a prescindere dal tipo di centralina) per numero di superamenti, raccogliendo i dati disponibili e diffusi sui siti delle Arpa Regionali. Si è scelto questo criterio per il confronto tra le città in quanto le Regioni scelgono modalità diverse nella comunicazione dei dati. Bookmark and Share

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