Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Wednesday, February 04, 2009

Merate: gennaio nero per l`inquinamento

Merate: gennaio nero per l`inquinamento
Per 28 gg le polveri sottili oltre i 50µg/mc
A Valmadrera `media` di 59, bene Lecco





Merate in una vecchia cartolina




Merate, anche per il mese di gennaio, si confema la città più inquinata della provincia. Le rilevazioni delle polveri sottili effettuate nei primi 31 giorni dell`anno, hanno registrato una concentrazione media di particolato nell`aria di 74 microgrammi per metro cubo. Nonostante le limitazioni al traffico e la neve caduta a cavallo dell`Epifania, per 28 giorni i valori si sono collocati al di sopra dei 50µg/mc soglia prevista dalla normativa non superabile per più di 35 volte all`anno. Un limite che, salvo, miracoli potrebbe già essere sorpassato nel giro di pochi giorni. La punta massima è stata toccata il 17 gennaio con 124µg/mc che rappresenta anche il valore più alto registrato in tutta la provincia, sulle quattro centraline. In realtà, nella settimana centrale del mese, dal 12 al 17, i valori sono stati sopra i 90 µg/mc e per tre volte anche sopra il 100. Al secondo posto per inquinamento da polveri sottili c`è Valmadrera con una media di 59µg/mc. Si tratta di valori più contenuti rispetto a Merate, conn 19 superamenti su 30 giorni monitorati (in un caso la centralina non ha funzionato) e con tre valori oltre i 100µg/mc. Sono invece entro la soglia dei 50µg/mc i due rilevatori di Lecco, Via Amendola e Via Sora. Nel primo caso la media si è assestata su 48µg/mc, con “soli” 13 superamenti. Nel secondo la situazione è decisamente buona con una media di 40µg/mc e solo tre giorni oltre i 50 µg/mc.



Thursday, January 22, 2009

2.380 tonnellate all'anno di ossido d'azoto

Pm10 sempre fuorilegge


Le polveri sottili sono prodotte dall'inquinamento da traffico ma con un contributo anche dell'inquinamento industriale. Legambiente nel suo rapporto «Mal'aria industriale» misura la febbre alta dell'aria in Italia. La Lombardia in particolare soffoca
Anche i dati lecchesi delle prime due settimane del 2009 sono preoccupanti: la media registrata alla centralina di via Amendola ci dà come risultato una concentrazione di 46,53 microgrammi per metri cubo d'aria (ricordiamo che il limite di legge giornaliero è di 50 e quello della media annuale non deve superare i 40)
Su quindici giorni sono stati cinque i giorni in cui è stata superata la soglia di attenzione di 50 microgrammi per metro cubo. A Milano ben dodici e l'aria del Meratese si allinea a quella della metropoli
Il valore massimo di concentrazione giornaliera raggiunta è stata di 79 microgrammi per metro cubo d'aria

Tonnellate di ossido d'azoto
L'ossido d'azoto è un inquinante prodotto in maggior parte dal traffico (44%) e per il 25% dall'industria, a cui si sommano nei mesi invernali le emissioni da riscaldamento domestico
In Lombardia nella classifica delle aziende troviamo al primo posto per le emissioni di ossidi di azoto la Holcim Spa di Merone, ai confini con il Lecchese la cui aria indubbiamente ne "beneficia". La Holcim emette infatti ben 2.449 tonnellate all'anno di ossidi di azoto.
Al secondo c'è la Holcim Spa di Ternate in provincia di Varese ( 2.403 tonnellate all'anno), ma al terzo ecco un'altra azienda che confina con il Lecchese. Si tratta della Italcementi Spa di Calusco d'Adda, in provincia di Bergamo, che emette in atmosfera 2.380 tonnellate all'anno

L'Ilva di Taranto, una bomba
È la Ilva di Taranto il complesso industriale più inquinante del nostro Paese, come emerge dal rapporto «Mal'aria industriale» di Legambiente. Nella top ten di 14 inquinanti, la Ilva si colloca clamorosamente al primo posto in dieci classifiche, tra cui quella delle diossine e furani
Unica azienda lecchese citata è la Silea Spa di Valmadrera, quarta nella classifica nazionale delle emissioni di diossine

Diossina nei cieli di Lecco
«Silea» la quarta in Italia


Nel 2006 ne ha sputato un grammo: la soglia si misura in nanogrammi
Legambiente: «Ma tante aziende non la dichiarano. Dieci volte di più»

Un grammo di diossina all'anno nei cieli di Lecco, ripiombato al suolo e seminato su case, scuole, strade, prati, montagne e lago. L'ha sputato il forno inceneritore di Valmadrera nel 2006 e il dato fa effetto se si pensa che figura nella classifica stilata da Legambiente: tra le aziende che inquinano con emissioni della temibile diossina (ricordate il disastro ambientale di Seveso?), la Silea Spa è la quarta "produttrice" nazionale insieme alla Dalmine di Bergamo. Al primo posto c'è la bomba atomica ecologica dell'Ilva di Taranto che emette 92 grammi all'anno di varie diossine, al secondo la centrale termoelettrica di Monfalcone in provincia di Gorizia con 4 grammi, al terzo la Profilatinave di Brescia con 2.
Nel triangolo lombardo Lecco, Bergamo, Brescia arrivamo così a un totale dichiarato, per il 2006, di 4 grammi: una quantità tutt'altro che trascurabile se si pensa che questo veleno pericolosissimo per la salute si misura in limiti non superabili di millesimi di nanogrammo (un nanogrammo è uguale a un milionesimo di grammo).
Il tradizionale rapporto «Mal'aria» dell'associazione ambientalista che ogni anno fa il conto degli inquinanti che ci tolgono ossigeno e salute, nel 2008 si è concentrato soprattutto sulla mal'aria industriale, invece di quella provocata prevalentemente dal traffico, ed è risultato ancora una volta che in Lombardia stiamo peggio che altrove. E non è una sorpresa perché il motore industriale del Paese sta proprio qui e in Val Padana ristagna come in una vasca da bagno la "nube tossica" più vistosa di tutta Europa, come testimoniano le foto da satellite. «Ma il dato più sconcertante - commenta il presidente regionale di Legambiente, Damiano Di Simine - è che per quanto riguarda la tabella delle diossine sono moltissime le aziende che mancano all'appello». Un'osservazione che se scagiona in parte la Silea dal pesantissimo onere di comparire come la quarta fonte nazionale di inquinamento da diossina, in realtà rivela che il computo è sottostimato. E di molto. «Il valore va moltiplicato almeno per dieci - ragiona Di Simine - perché di sicuro molti termovalorizzatori che nel 2006 hanno prodotto un grammo o giù di lì di diossina, non l'hanno dichiarato. Penso per esempio a forni tecnologicamente vecchiotti come quelli di Desio e Busto Arsizio, ma penso anche a tante aziende siderurgiche: non sono infatti gli impianti di incenerimento - che certo non sono fabbriche di biscotti - le principali fonti di emissione di diossine. La palma va alle imprese che lavorano rottami di ferro». E sotto questo profilo Lecco ne deve avere accumulata di diossina nel corso della sua lunga storia industriale. Tanto più che, come spiega il presidente lombardo di Legambiente, la diossina non è biodegradabile: «Quella emessa e ricaduta sul territorio è ancora lì, come purtroppo insegna Seveso dopo trentadue anni».
Dunque non solo polveri sottili, ossidi di azoto e di zolfo, benzene e ozono. Agli inquinanti per così dire classici che ci propina il traffico, dobbiamo aggiungere all'elenco diossine, furani, policlorobifenili, mercurio piombo o cadmio. Comunque, quanto a ossido d'azoto, a dare una mano al traffico ci pensano dalle nostre parti anche Holcim di Merone e la Italcementi di Calusco che assediano l'aria del Lecchese emettendone rispettivamante 2.449 e 2.380 tonnellate all'anno.
Maura Galli


20/01/2009

La nostra è FRA LE TERRE PIU` INQUINATE D`EUROPA

Valsecchi: terra tra le più Inquinate. Ecco i dati 2008






Il 2009 è stato dichiarato Anno Internazionale del Respiro dall`OMS.
Deve essere un’occasione in più per diffondere la conoscenza dell`ARIA o, forse da noi, dovremmo dire MAL-ARIA.
Il respiro è un’azione tanto comune e tanto essenziale che dimentichiamo troppo spesso quanto sia importante occuparci della qualità dell’aria che respiriamo e del rapporto tra respiro e benessere.
Ma qual`è la situazione della nostra provincia? E del Meratese in particolare?









La nostra è FRA LE TERRE PIU` INQUINATE D`EUROPA.
Senza commento l`immagine che propongo qui sopra (fonte agenzia spaziale europea). In rosso le aree più inquinate da biossido d`azoto (NO2), sostanza di produzione antropica (centrali elettriche, industrie pesanti, trasporto stradale, combustione di biomasse…) che determina gravi danni alla salute dell`uomo e di tutti i viventi. Mentre pianura padane e fascia prealpina muoiono ecologicamente e culturalmente, c`è ancora chi persegue l`errore della costruzione di nuove strade, che - come detto più volte - non aiutano a ridurre i flussi veicolari, bensì ne aumentano la portata, incentivando il trasporto su gomma rispetto a quello su ferro; senza contare che strade e autostrade sono le opere pioniere dell`urbanizzazione di tutti i territori circostanti (edilizia privata, centri commerciali, logistica, industria...).
L`inquinante che più mette a rischio la nostra salute è costituito dalle polveri sottili. La situazione da questo punto di vista è realmente drammatica (v. le 3 schede del file excel: dati, grafico e sforamenti limiti).
Sono impressionanti i dati sulle polveri sottili nella provincia di Lecco: Merate ha superato per 113 giorni la soglia legale giornaliera dei 50 microgrammi al metro cubo d`aria di polveri sottili, come dire che per oltre tre mesi e mezzo i polmoni dei meratesi hanno respirato aria gravemente inquinata.
E` pazzesco, ma nel 2009 dobbiamo ancora sperare nel tempo perché se ci affidiamo da un lato a cittadini sempre più pigri e schiavi della loro protesi automobilistica e dall`altro ad amministrazioni inconcludenti e sorde al rischio inquinamento, l`aria che respiriamo sarà sempre più mal-aria.
Ma cosa potrebbero fare concretamente Comuni e Provincia? Come migliorare l’aria di Lecco e della Brianza? Ecco alcuni suggerimenti che altrove sono stati assunti con successo:
-Rielaborare, potenziandolo, il piano di trasporto pubblico e rilanciare il fondamentale progetto di metropolitana leggera di collegamento tra la periferia e il centro della provincia ora più che mai attuale e praticabile a seguito del raddoppio della linea ferroviaria;
- adottare piani urbani del traffico che organizzino i sensi di circolazione, aumenti le zone a traffico limitato, trasformi le vie necessarie in strade a senso unico per ricavare gli spazi sufficienti a percorsi ciclabili e marciapiedi;
- piantumare in modo diffuso la città (vie, rotonde, cimiteri oltre che parchi e giardini, anche quelli privati) di alberi sempre verdi e “mangia smog” e verde paretale. Oltre a farci respirare meglio, il verde renderebbe più bella la città;
- lavare frequentemente le strade;
- utilizzare asfalti di nuova generazione capaci di assorbire le polveri;
- Attuare la normativa regionale che vieta la circolazione ai mezzi più inquinanti (euro 0 ed euro 1) ed emanare prontamente ordinanze di blocco del traffico nel caso di superamento reiterato dei limiti;
- inserire tutto il territorio provinciale, non solo alcuni comuni, da Lecco verso sud nella zona A1 (quella critica per lo smog) della regione Lombardia;
- controllare l’effettuazione della revisione dei veicoli, nonché l’osservanza del divieto di accensione di fuochi e caminetti;
- Controllare l’osservanza delle disposizioni che prevedono limiti alla temperatura nelle abitazioni e negli uffici;
- bloccare ogni ulteriore edificazione esasperata che necessariamente comporta incremento di traffico;
- affrontare e risolvere il problema delle innumerevoli coperture in “eternit” (amianto) in condizioni critiche;
- Promuovere una seria e capillare campagna di informazione/educazione civile contro l`abuso dell`auto privata. L`80% degli spostamenti in auto sono per compiere tragitti brevi (anche meno di 2 Km.) all`interno delle città.
- Organizzare meglio il piedi-bus ove già c`è, e promuoverlo laddove ancora non esiste;
- Organizzare (magari ricorrendo al projet financing) il servizio di car sharing (auto come servizio e non come bene di proprietà).



Per visualizzare il foglio di calcolo con dati, grafico, e sforamenti del pm10 a merate, lecco e valmadrera nel 2008 (clicca qui)



Alberto Valsecchi
presidente verdi provinciale







Articoli Correlati:

(c)www.merateonline.it
Il primo giornale digitale
della provincia di Lecco Scritto il 20/1/2009 alle 15.30

Thursday, January 15, 2009

L'aria è sempre fuorilegge: irrespirabile

L'aria è sempre fuorilegge: irrespirabile

Smog a concentrazioni dannose per la salute: Merate è alla canna del gas, Lecco solo un po' meno

Il 2009 appena cominciato è stato dichiarato «anno internazionale del respiro». E meno male perché in molte aree del mondo si soffoca e Lecco e il suo territorio ne fanno parte a pieno diritto: le famigerate polveri sottili, letali per le vie respiratorie e il sistema cardiocircolatorio a causa dell'alta capacità di penetrazione - sono impalpabili con un diametro inferiore ai 10 micron -, saturano l'aria del Lecchese e ancora di più del Meratese nei mesi invernali; e quando si spengono le caldaie e diminuisce l'assedio delle Pm10, d'estate ci pensa l'ozono - prodotto dalla reazione di vari inquinanti con le radiazioni solari - a mettere i polmoni a dura prova.
Anche il bilancio del 2008 sui giorni maggiormente impregnati di smog, ben oltre le soglie accettabili, è sconfortante e fonte di preoccupazione per la salute di tutti, e soprattutto dei bambini e degli anziani. Lasciamo parlare i numeri. Nell'anno appena concluso Merate ha superato per 113 giorni la soglia legale giornaliera dei 50 microgrammi al metro cubo d'aria di polveri sottili, come dire che per oltre tre mesi e mezzo i polmoni dei meratesi hanno respirato aria gravemente inquinata, oltre il limite accettabile per non compromettere troppo la salute. Ma c'è di peggio: secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il limite di Pm10 giornaliero ammesso è molto più basso, pari a una concentrazione di 20 microgrammi metro cubo e ricalcolando così il superamento delle soglie scopriamo che Merate ha sforato per ben 321 giorni nel 2008. Cioè per più di 11 mesi su 12 la gente ha inalato un livello di polveri sottili che promette solo gravi malanni.

Grazie alla pioggia
Ma anche se fosse stato solo per tre mesi e mezzo, resta il fatto che il massimo di giornate di sforamento tollerate in un anno secondo la legislazione italiana è di 35 e con 113 giorni irrespirabili l'aria di Merate è ampiamente fuorilegge. Lecco sta solo leggermente meglio, grazie alla breva del lago e ai refoli che vengono giù dal Resegone e dalla Grigna: 50 nel 2008 i giorni di superamento della soglia di attenzione di 50 microgrammi metro cubo di Pm10, cioè 15 più di quelli ammessi dalla normativa. Ma se ci si attiene alla severa prescrizione dell'Oms che citavamo sopra, i giorni di aria letale per l'apparato respiratorio salgono vertiginosamente a 250, vale a dire che ci sono stati più di otto mesi di aria ad allarme rosso. Quanto alla centralina di Valmadrera, 47 i giorni fuorilegge che salgono a 174 secondo i criteri di valutazione dell'Organizzazione mondiale della sanità. Va detto, per nostro seppure aleatorio sollievo, che rispetto al 2007 c'è stato un leggero miglioramento. I giorni di sforamento a Merate erano stati 139 (26 più del 2008) e a Lecco 64 (14 di più del 2008). Ma smorzare il lumicino di speranza vale l'oservazione che l'anno scorso è stato di gran lunga più piovoso del 2007: il miglioramento dunque non è dovuto a una diminuzione concreta dell'inquinamento ma solo alle condizioni meteorologiche più favorevoli. La pioggia spazza via i veleni che con la siccità proliferano.

Il capoluogo meno peggio
Ultimo dato, la concentrazione media annua di polveri sottili. Merate sempre in testa nel 2008 con 45,3 microgrammi per metro cubo (53 nel 2007), seguita da Lecco con 31,2 (34 nel 2007) e da Valmadrera con 27. Il limite massimo della media annuale per legge è di 40: Merate è sopra anche in questo parametro, Lecco e circondario sono sotto. È per questo che Lecco con Varese è considerata la città lombarda dove tutto sommato si muore di mal d'aria meno che negli altri capoluoghi lombardi.
Maura Galli


Aiuto, quello che inaliamo è puro veleno

Le polveri sottili lungo tutto un anno. L'andamento della concentrazione delle Pm10 nell'aria della provincia di Lecco è riassunto nel grafico qui sopra da cui si evince che i picchi maggiori, molto al di sopra della soglia accettabile per non incorrere in gravissimi danni alla salute, si verificano nei mesi iniziali e finali dell'anno, con una pausa che si estende durante la bella stagione. Quando, però, il posto delle polveri sottili viene preso dall'ozono, un inquinante che si forma pre reazione chimica al contatto tra i tanti veleni nell'aria e l'irradiazione solare. La retta viola indica il limite di legge italiano, come si vede abbondantemente superato a Merate (linea blu), a Lecco (linea gialla) e - meno - a Valmadrera (linea rossa). La retta verde indica invece il limite più severo indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità: in base a questo limite la nostra salute è praticamente sempre bombardata da un inquinamento a dir poco intollerabile.

Wednesday, January 14, 2009

Polveri sottili alle stelle

Polveri sottili alle stelle
A Treviglio il record negativo
Polveri sottili sempre a livelli di allarme in città e provincia. Le centraline di rilevamento della qualità dell'aria, nella giornata di lunedì 12 gennaio, hanno evidenziato valori di Pm10 ben superiori ai 50 microgrammi per metro cubo d'aria.

Questi i valori: Bergamo via Meucci 60 microgrammi, Bergamo via Garibaldi 69, Filago Centro 67, Lallio 54, Osio Sotto 62, Treviglio 143, Calusco 54.

Wednesday, January 07, 2009

«L'AMBIENTE NON È UN OPTIONAL!»

CALUSCO

La minoranza attacca anche sulla qualità dell'aria
«L'AMBIENTE NON È UN OPTIONAL!»

Calusco d'Adda
Una delle questioni che più sta a cuore alla minoranza è la tematica ambientale.

L’amministrazione non muove un dito sulle tematiche ambientali, o forse la sua politica è proprio questa: lavarsene la mani.
Di Andrea Colleoni

Nonostante le continue sollecitazioni da parte di Lineacomune, i nostri amministratori continuano considerare le tematiche ambientali (intese in senso piuttosto lato) come un optional di cui si può fare a meno. Il guaio è che pensano che sono convinti cha anche i cittadini siano completamente disinteressati a sapere. Arrivo a questa conclusione non per fare un’inutile polemica basata sul nulla ma rileggendomi i numeri di Calosch pubblicati fino ad oggi.
n.0 – corretto utilizzo dei cestini portarifiuti;
n.1 – Lotta obbligatoria alla processionaria del pino;
n.2 – nulla (ma proprio nulla)
n.3 – L’assessore segnala che Calusco è fra i comuni più ricicloni (e lo è da più di 10 anni) e ricorda di non abbandonare i rifiuti in strada.
Tutto qui? Si, tutto qui. Inutile dire che in consiglio comunale si parla di argomenti ambientali sono in caso di nostra interrogazione altrimenti anche lì….il vuoto.

E pensare che la sensibilità dei caluschesi e dei loro amministratori dovrebbe essere anche superiore alla media vista la presenza di importanti attività produttive (Italcementi su tutte visto che da sola occupa un terzo del territorio comunale), cave, ma anche di un Parco Regionale e del più grande Parco Locale di Interesse Sovraccomunale presente in Lombardia e potrei continuare ancora.

Inoltre è presente un “termometro” dello stato dell’aria che respiriamo: una modernissima centralina ARPA (ottenuta dalla passata amministrazione a spese di Italcementi) che misura in continuo la qualità dell’aria. I dati sono disponibili giornalmente su internet (non ci vorrebbe molto a inserire il grafico anche sul sito del comune) e non bisogna esser tecnici per capire cosa respiriamo visto che oltre al valore c’è anche un colore: blu se stiamo nei limiti e arancio se li superiamo.
Qualcuno guarda come è l’aria che respiriamo? Provate a chiederlo ai nostri amministratori, ma vi avviso…non sperate in una risposta anche se una risposta dovrebbe esserci e non sono sul piano politico ma anche sul piano pratico. Dire che l’aria è inquinata non basta, sarebbe bene sapere il perché e magari proporre qualcosa. Sono conscio che un singolo comune non può risolvere il problema, ma ciò non vuol dire che non può far nulla. Facciamo un esempio (in modo che non si dica che l’opposizione non è costruttiva e pensa solo a criticare): la nostra aria è inquinata soprattutto di PM10, le famigerate polveri sottili. Queste non dipendono tanto dalle emissioni industriali quanto dal traffico e dalle caldaie tant’è che appena si accende il riscaldamento il valore si impenna oltre i limiti (a meno che piova). Non mi si dica che il comune non può far nulla:

per il traffico si potrebbe insistere affinché Italcementi usi il treno anziché i camion, nonché spingere seriamente per la tangenziale sud che sposterebbe il traffico per lo meno dal centro cittadino.
per le caldaie si potrebbe, con l’occasione del nuovo Piano di Governo del Territorio, introdurre un regolamento edilizio che favorisca le costruzioni più efficienti (l’incentivo di stato, sempre che rimanga qualcosa, si limita alle ristrutturazioni).

La qualità dell’aria è solo uno degli aspetti ambientali che ci riguardano tutti in prima persona, ma gli argomenti su cui vorremmo che gli amministratori parlassero ai cittadini sono molteplici e, sinceramente, un po’ più importanti della “processionaria del pino”.

Italcementi: Spiace che le uniche informazioni arrivano da Lineacomune. Perché la maggioranza non vuole spiegare come procede (a rilento) il tavolo tecnico sulla sperimentazione dell’uso di combustibile da rifiuti in cementeria? Perché si è passati da riunioni convocate quasi mensilmente dall’ex sindaco a riunioni ogni sei mesi e solo su forte sollecitazione dei Comuni vicini senza oltretutto fare passi avanti?
Esiste un accordo sulla realizzazione di un parcheggio e una pista ciclabile fra Vanzone e Montello (tutto a spese di Italcementi), perché l’amministrazione non lo fa rispettare?
Qual è la politica che si intende portare avanti nei confronti di Italcementi?

Cave dell’isola: se non era per l’informazione fatta da Lineacomune a Calusco sarebbe passato sotto silenzio l’abuso che la lobby dei cavatori stava compiendo con il nuovo piano cave. Una dura battaglia vinta in cui Lineacomune ha affiancato il vicino Comune di Solza, anch’egli interessato anche se in misura minore rispetto a Calusco. Nonostante la nostra proposta di collaborare tutti insieme per un obiettivo comune dalla maggioranza non è venuta nemmeno risposta. E nemmeno si è saputo nulla della vittoria ottenuta. Strano. Che forse parlare di Cave dell’Isola dia fastidio a qualche amico dell’amministrazione?

Cava abusiva e rifiuti: in zona cascina Rivalotto abbiamo segnalato la presenza di rifiuti nella zona già oggetto di attività abusiva di cava. Il piano di ripristino previsto è stato fermato e Arpa ha effettuato controlli. Ne avete sentito parlare? E questi controlli che esiti hanno dato?

Territorio: Il via al Piano di intervento “il Triangolo” che porterà un palazzone di 15 piani (45m) a Calusco rappresenta un pericoloso precedente in quanto le regole del piano regolatore sono state calpestate grazie ad abbondanti (abbondanti?) compensazioni economiche. Quale futuro ci attende con il nuovo Piano di Governo del Territorio? Ci attende e un’piano fatto di regole o solo di consigli aggiustabili in funzione delle compensazioni che il privato è in grado di dare? In consiglio Comunale ho parlato di “possibile mercato delle vacche”…il sindaco ha candidamente ammesso che è disposto a passare sopra qualsiasi piano costruito a tavolino e lontano dalla gente se ciò che il privato vuole fare da lustro a Calusco. Ma chi definisce cosa porta “prestigio” a Calusco? Le compensazioni economiche? E soprattutto...siccome chi costruisce il PGT è in primis la giunta… costruirlo “vicino o lontano dalla gente” dipende soprattutto da loro? Certo, sarebbe necessario interpellare i cittadini, ma nessuno lo ha fatto come invece previsto nella redazione del PGT.
Non parliamo del traffico che si innescherà, per lo meno finchè non sarà realizzata la tangenziale sud (qualcosa si muove? Anche qui tutto tace), una volta che tutta l’area commerciale sarà completata,

Parco Adda Nord: Abbiamo un consigliere comunale di maggioranza (Roberto Locatelli) inserito nel consiglio del Parco. Perché ogni tanto non gli viene dato spazio anche semplicemente su “Calosch” per raccontarci il tira e molla di terreni prima concessi e poi ritirati all'interno del Parco? A dire il vero un articolo c’è ed è dello stesso Locatelli, ma ci racconta (nel primo numero del 2007) della sua elezione nonché la storia del parco. DI ciò che è avvenuto fino ad oggi nulla.

PLIS: Questo sconosciuto. Parte del territorio di Calusco fa parte del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Bedesco e del Monte Canto frutto di un grande accordo della passata amministrazione con i comuni limitrofi. Le potenzialità sono molte, ma il parco vive degli indirizzi della politica. Cosa sta portando avanti il nostro comune? Lo farà vivere oppure tenderà ad affossarlo non facendolo procedere e dicendo poi che è uno spreco di risorse?

Insomma, di argomenti da affrontare ce ne sono parecchi e forse in qualche caso i nostri amministratori qualcosa fanno, ma perché non parlarne? Che la processionaria del pino sia la cosa più interessante per i cittadini?
Che la maggioranza si esprima e ci informi perché viste le grosse lacune mostrate fin ora cominciamo a chiederci a cosa serva avere un’assessorato all’ambiente se poi l’ambiente non interessa

Sunday, January 04, 2009

Il cemento che «assorbe» le emissioni di anidride carbonica

Realizzato da un team di ingegneri inglesi
Il cemento che «assorbe»
le emissioni di anidride carbonica

Un nuovo materiale per la costruzione è in grado di «trattenere» la CO2 mentre si solidifica

La produzione del cemento utilizzato nell'edilizia produce circa il 5 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica
La produzione del cemento utilizzato nell'edilizia è tra i principali responsabili del surriscaldamento globale, in larga parte per l'inadeguatezza delle tecnologie utilizzate dall'industria che, secondo i dati raccolti dagli esperti, produce circa il 5 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica (CO2)- una quota maggiore rispetto a quella imputabile al trasporto aereo. Inoltre, secondo i dati della banca francese Credit Agricole, nel prossimo decennio la domanda di cemento aumenterà del 50 per cento e la crescita interesserà ovviamente anche le emissioni: si stima che il settore in questione potrebbe arrivare ad emettere da solo una quantità di CO2 pari a quella attualmente prodotta complessivamente dall'intera Europa.

ALTERNATIVE SOSTENIBILI - Così si moltiplicano gli sforzi di studiosi e ricercatori che cercano di ideare soluzioni efficienti e tecnologie che rendano l'industria un po' più verde. È questo, per esempio, l'obiettivo di un gruppo di ingegneri dell'azienda londinese Novacem che ha messo a punto una formula per la produzione di una nuova tipologia di cemento ecofriendly, capace addirittura di assorbire parte del biossido di carbonio presente nell'atmosfera.

CEMENTO PIÙ VERDE - La produzione del nuovo materiale - composto da silicato di magnesio - richiede temperature meno elevate (e quindi meno dispendio di energia) rispetto a quelle raggiunte nei forni all'interno dei quali viene preparato il cemento tradizionale; inoltre, a differenza di quest'ultimo, il cemento Novacem assorbe grandi quantità di CO2 mentre si solidifica, andando quindi ad azzerare le emissioni della fase produttiva. Oltre ad aver attirato l'attenzione di alcune grandi imprese edili, la scoperta britannica (per la quale è stato richiesto il brevetto) ha subito guadagnato il consenso degli addetti del settore e degli ambientalisti, nonché il supporto di alcuni investitori. L'azienda ha già avviato un progetto per la costruzione di un impianto pilota destinato alla lavorazione del nuovo cemento e, secondo quanto dichiarato dal capo dell'equipe di ingegneri, Nikolaos Vlasopoulos, il prodotto dovrebbe essere introdotto sul mercato nel giro di cinque anni.

Alessandra Carboni

Saturday, January 03, 2009

Ottimo inizio di anno per Milano, Italcementi nega le indiscrezioni

Ottimo inizio di anno per Milano, Italcementi nega le indiscrezioni02/01/2009Squillo di riscossa per le Borse valori del Vecchio Continente, che hanno chiuso la prima seduta del 2009 in deciso rialzo. A Milano l'indice Mibtel ha segnato un progresso del 2,71% a 15.505 punti, mentre l'S&P/Mib è salito del 2,53% e l'All Stars del 2,35%. In una giornata in cui i volumi sono stati ancora bassi, poco sopra gli 800 milioni di euro, i pochi investitori presenti hanno ricomprato in particolare i finanziari, reduci da un 2008 da dimenticare. Tra questi ha brillato particolarmente Unicredit (+6,02%), che ha archiviato l'anno appena concluso con una serie di operazioni straordinarie per rafforzare i coefficienti patrimoniali. Tra gli assicurativi denaro per FonSai (+3,98%), poco mossa Generali.

Molto bene pure Fiat, balzata di oltre il 6% accelerando progressivamente dopo le anticipazioni del Centro Studi Promotor sulle immatricolazioni di dicembre, che sono state "sensibilmente migliori delle attese". Il dato ufficiale del ministero dei Trasporti è atteso a minuti.

Atlantia ha proseguito la corsa, iniziata il 30 dicembre dopo l'annuncio da parte di Unicredit della cessione del suo 3,3% a un fondo di Abu Dhabi. Ben comprata anche Italcementi che, a proposito di indiscrezioni stampa sull'accorciamento della catena di controllo, ha precisato che nessun piano è al vaglio. Secondo la stampa vi sarebbe stato un dossier presso alcune banche d'affari sull'accorciamento della catena di controllo del gruppo Pesenti, che avrebbe coinvolto la holding Italmobiliare, Italcementi e Ciments Francais. "Nel corso degli anni diversi soggetti hanno presentato alla società studi su ipotesi di riorganizzazione del gruppo. Su questo tema tutte le proposte sono sempre state esaminate con attenzione. A oggi comunque nessun piano è al vaglio degli organi amministrativi", ha sottolineato in tal senso un portavoce del gruppo bergamasco.

Tra i titoli del comparto oil e oil service si è distinta Tenaris (+7,23%), dopo che le quotazioni del greggio hanno ridotto le perdite della mattinata. Positive anche Saipem (+3,13%), Eni (+4,24%) e Saras (+5,21%).

Settore immobiliare sotto i riflettori, con Pirelli Re che ha guadagnato il 16,65%. Volano anche Bastogi (+27,79%) e Uni Land (+18,05%), quest'ultima in scia all'annuncio della firma di un accordo preliminare per la cessione di un immobile in provincia di Ferrara per 8 mln euro. Acquisti quindi su Beni Stabili (+7,88%), grazie al contratto preliminare per la vendita di un immobile a Roma per 11,5 mln euro, e Aedes (+4,39%). Tra le altre blue chip pesante invece Prysmian (-4,14%).

Con il freddo decolla lo smog

Con il freddo decolla lo smog
Freddo intenso - coi riscaldamenti accesi a lungo - e umidità nell'aria hanno spinto verso l'alto i valori degli inquinanti presenti nell'aria. La conferma arriva dai dati delle centraline dell'Arpa: nonostante lo scarso traffico, in città le polveri sottili hanno superato abbondantemente il livello di guardia dei 50 microgrammi per metro cubo. A Bergamo in via Meucci si sono toccati gli 85 microgrammi, in via Garibaldi addirittura 89.

In provincia la situazione peggiore è a Treviglio, con 86 microgrammi per metro cubo. Seguono Filago con 74, Osio Sotto con 70 e Calusco con 65 microgrammi.

Italcementi: smentita ipotesi di riassetto del gruppo

Italcementi: smentita ipotesi di riassetto del gruppo





Un portavoce del gruppo Italcementi spiega che la società non ha allo studio, al momento, alcun progetto di riassetto del gruppo, un tema che tuttavia è sempre stato esaminato con attenzione.
La smentita è arrivata subito dopo che hanno iniziato a circolare alcune indiscrezioni di stampa su un possibile accorciamento della catena di controllo del gruppo e in particolare su un buyout della controllata francese Ciments Francais.
Il settimanale Il Mondo ha infatti riferito di un dossier preliminare, sul quale stanno lavorando Banca Leonardo e Mediobanca con l'ausilio di Bnp Paribas sull'ipotesi di un accorciamento della catena di controllo che va da Italmobiliare a Italcementi fino a Ciments Francais.

Wednesday, December 31, 2008

Ecomuseo (video)

Ecco la classifica delle dieci migliori società dello S&P/Mib e l'andamento da fine 2007:

Ecco la classifica delle dieci migliori società dello S&P/Mib e l'andamento da fine 2007:
1) Snam Rete Gas -9,57%
2) Terna -16,4%
3) Fastweb -18,6%
4) Lottomatica -29,4%
5) Alleanza -34,5%
6) Eni -35,1%
7) Italcementi -36,8%
8) Buzzi Unicem -37,1%
9) Generali -38,2%
10) Mondadori -38,2%

I peggiori 10
Ed ecco i peggiori 10 titoli dello S&P/Mib e l'andamento da fine 2007:
1) Seat Pagine Gialle -78,4%
2) Fiat -73,6%
3) UniCredit -70,5%
4) Banco Popolare -66,8%
5) Pirelli -64,1%
6) Gruppo L'Espresso -60,5%
7) A2a -58,7%
8) Geox -58,2%
9) Saipem -56,3%
10) Impregilo -55,9%.

Tuesday, December 30, 2008

Italcementi: manterremo i nostri impegni

Italcementi: manterremo i nostri impegni
col territorio. Da rivedere solo modalità
e tempi delle compensazioni





In merito alle posizioni espresse su Merateonline dai sindaci di Paderno e Solza, l`Ufficio Stampa Italcementi invia la seguente nota a chiarimento delle proprie posizioni.



ITALCEMENTI: MANTERREMO I NOSTRI IMPEGNI CON IL TERRITORIO

Mantenimento degli impegni e nessuna preclusione nei confronti dei comuni e del territorio. Italcementi conferma la propria volontà di confermare le compensazioni previste dall`accordo sull`uso del CDR, ma richiama tutti alla inderogabile necessità di rivedere i tempi e le modalità di attuazione di tali compensazioni, in un momento di crisi profonda per l`economia italiana in tutti i settori di attività.

L`azienda replica alle dichiarazioni di alcuni amministratori locali circa un suo presunto "disimpegno" rispetto agli impegni presi con il territorio. La stessa presenza di Italcementi al tavolo tecnico svoltosi a Calusco la scorsa settimana, del resto, è una conferma della volontà di dialogo e di confronto con il territorio, con le istituzioni e con i cittadini. Non rientra certo tra gli obiettivi dell`azienda la "rottura" del tavolo stesso pur osservando che l`allargamento del tavolo ha reso, soprattutto in passato, assolutamente lunghi i tempi di decisione in presenza di interessi non sempre convergenti tra le diverse amministrazioni e organizzazioni rappresentante.

Oggi non è possibile, però, ignorare che lo scenario economico è repentinamente e radicalmente mutato. La crisi del mercato del cemento - la cementeria di Calusco ha ridotto del 40% la produzione - e la situazione dell`economia in generale impongono a chi ha la responsabilità di gestire una realtà industriale che dà lavoro a migliaia di persone di ridefinire le proprie strategie e, se necessario, di rimodulare nel tempo gli impegni presi, stabilendo con realismo le priorità negli investimenti: il mantenimento dell`occupazione; la sicurezza dei lavoratori all`interno degli impianti e, non ultimo, l`impegno al rispetto dei parametri ambientali e delle emissioni della cementeria, già ridotte a Calusco tra il 50% e il 90% grazie al nuovo impianto.

Insomma, si tratta di prendere lucidamente atto della situazione di crisi, che sta portando molte aziende alla chiusura o a lunghi periodi di cassa integrazione e di ridefinire insieme le modalità di adempimento degli impegni presi, che - come ha sempre fatto l`azienda - saranno mantenuti.



UFFICIO STAMPA ITALCEMENTI

Saturday, December 27, 2008

E’ mancato il rispetto per le istituzioni e per i cittadini.






Delusione e rammarico per la rottura con
Italcementi. E’ mancato il rispetto
per le istituzioni e per i cittadini.




L’amministrazione di Solza condivide la posizione espressa dal sindaco di Paderno d’Adda, Valter Motta, e da altri sindaci dei comuni Lecchesi, su quando emerso dai lavori del tavolo di confronto con la ditta Italcementi sulle compensazioni ambientali previste per il nostro territorio a seguito dell’utilizzo del CDR .

Concordiamo che non sia possibile passare anni in discussioni e ore di lavoro degli amministratori ed delle associazioni ambientaliste che, ricordiamo, mettono al servizio dell’ambiente e del territorio molto tempo a titolo gratuito, e poi trovarci di fronte a manfrine di vario tipo per non onorare gli accordi presi.

Trovo immorale che grandi gruppi industriali non onorino gli impegni presi con i comuni che, non dimentichiamo, rappresentano gli interessi dei loro cittadini.

Devo tristemente constatare che Italcementi ha deluso le aspettative dei nostri cittadini, non dando nulla di quanto è dovuto ma nascondendosi dietro la crisi economica che ormai è usata per giustificare di tutto.

Alle amministrazioni viene sempre più spesso chiesto di essere responsabili, di fare scelte coraggiose e così via, ma troppo spesso questa scelte si scontrano poi con interlocutori che dimostrano nei fatti di quanta poca credibilità siano portatori.

Questo modo di fare impresa, purtroppo, è sempre più diffuso: manca totalmente il rispetto per le istituzioni e soprattutto la voglia di lavorare con quell’etica che serve per condividere grandi progetti per il futuro e, non ultimo, ricordo che il mancato rispetto di un accordo indebolisce solo quelli che lo violano.



M. Carla Rocca
Sindaco di Solza

Thursday, December 18, 2008

La Commissione europea ha aperto un caso su Isola delle Femmine

Processo per le infiltrazioni nella «Calcestruzzi» di Riesi
Riaperta l'istruttoria dibattimentale


La prima Sezione della Corte d'Appello nissena (presidente Salvatore Cardinale, consiglieri Sergio De Nicola e Maria Carmela Giannazzo) ha disposto la riapertura dell'istruttoria dibattimentale nel processo per il primo filone d'inchiesta sulle sospette infiltrazioni mafiose all'interno della "Calcestruzzi" di Riesi. Dunque i giudici hanno sciolto la riserva accogliendo le richieste degli avvocati Giampiero Russo e Goffredo D'Antona, difensori dell'imputato Giuseppe Ferraro, 47 anni, disponendo le audizioni dei consulenti dell'accusa, degli amministratori giudiziari dai quali Ferraro acquistò la sua cava di inerti oltre all'esame dell'altro imputato, l'operaio Salvatore Paterna, 46 anni, assistito dall'avvocato Emanuele Limuti. La stessa Procura Generale aveva sollecitato l'audizione di Paterna al dibattimento. Il processo è stato rinviato a fine gennaio per ascoltare i vari testimoni che si alterneranno sul pretorio.
Secondo la tesi accusatoria i due imputati sarebbero stati dei prestanome della famiglia mafiosa riesina guidata da Pino e Vincenzo Cammarata, i quali avrebbero infiltrato alcuni loro uomini di fiducia all'interno della "Calcestruzzi". Accuse pesanti che costarono a Ferraro e Paterna la condanna a 6 anni di reclusione ciascuno per il reato di associazione mafiosa. L'attività dell'autorità giudiziaria portò poi ai nuovi filoni d'inchiesta riguardanti l'utilizzo del calcestruzzo depotenziato per la costruzione di opere pubbliche e private e sulla presunta "doppia contabilità". Di pochi giorni fa è la notizia del sequestro di un tratto autostradale del nord Italia.
In manette sono finiti anche diversi amministratori del gruppo "Italcementi" del quale fa parte anche la "Calcestruzzi Spa". Nel registro degli indagati della Direzione Antimafia di Caltanissetta sono confluiti nomi eccellenti come quelli di Mario Colombini e Fausto Volante, oltre a Francesco Librizzi (che ha già patteggiato la pena) e Giovanni Giuseppe Laurino. Da parte loro, però, i vertici di "Italcementi" hanno sempre respinto ogni accusa nei loro confronti, definendosi parte offesa.
Vincenzo Pane





ITALCEMENTI:risposta min.ambinete ad interrogazione Siragusa," la regione era tenuta ad emanare provvedimenti - ma nonlo ha fatto!", "la procura idaga responsabilità penali", "la Commissione europea ha aperto un caso su Isola delle Femmine."
Trasmettiamo la risposta del ministero dell'ambiente all' interrogazione n.5-00090 dell'on. Alessandra Siragusa in merito al funzionamento della cementeria "Italcementi" di Isola delle Femmine.

Nella risposta il ministero rileva che " a partire dal 2000, la normativa vigente imponeva di adottare specifici provvedimenti finalizzati a ridurre l a pressione ambientale in linea con i principi UE di gestione eco- compatibile e sviluppo sostenibile. Provvedimenti che la regione era tenuta ad emanare- ma non lo ha fatto-in attuazione di quanto previsto in questo senso dalla direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'ambiente".

Nella risposta il ministero comunica che "la procura della repubblica di Palermo si sta interessando delle omissioni degli anni passati per l'accertamento delle connesse responsabilità penali".

La risposta conclude asserendo che "la questione è attentamente monitorata dal Ministero dell'Ambiente e dal Dipartimento delle politiche comunitarie in quanto la commissione europea ha aperto un caso proprio sul cementificio Isola delle Fermmine, chedendo di ricevere informazioni in merito sia alla autorizzazione all'esercizio dell'impianto ed alle misure adottate per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera e gli scarichi idrici, sia sullo svolgimento della valutazione di incidenza delle attività autorizzate sui siti di interesse comunitario".

Rete Lilliput rileva positivamente, come risultato della propria opera di pressione democratica, la previsione di 2 centraline di rilevamento degli inquinanti nell'atmosfera, la conferma dell'esclusione di impiego di combustibili derivati da rifiuti (CDR).
Rete Lilliput giudica insoddisfacenti ed elusive le risposte in materia di petcoke, la dove ci si limita ad elencare la successione degli eventi della vertenza che oppone ambientalisti e regione siciliana.
Materia su cui è gia intervenuto il TAR bocciando le richieste di Italcementi, materia su cui sono pendenti ricorsi al TAR di associazioni ambientaliste e di singoli privati cittadini.

l'ufficio stampa

Guerrini: solo briciole con il piano Italcementi

Guerrini: solo briciole con il piano Italcementi


Il consigliere comunale del Partito Democratico Mauro Guerrini torna sull'acccordo Comune-Italicementi e sugli ultimi sviluppi, e propone una riflessione. Cifre alla mano, il dottor Guerrini, fa i conti e mette a confronto l'accordo siglato dall'allora sindaco De Sio con la disdetta dell'attuale amministrazione ed il nuovo progetto affidato ad un privato.
E veniamo ai conti fatti dall'esponente del PD: sapendo che il valore di un'area dipende dalla volumetria che viene edificata e della destinazione che gli viene attribuita, si ricava che il valore dei 600mila metri cubi da edificare è di 200milioni di euro. Per questo viene spontaneo considerare che il valore aggiunto di 178milioni di euro del precedente accordo sarebbe andato a tutto vantaggio del Comune che lo avrebbe potuto utilizzare per opere pubbliche e per la costruzione di alloggi a prezzi agevolati per giovani coppie, anziani e a quelle famiglie che sono escluse dal mercato della casa. Invece con l'operazione attuale il Comune ha rinunciato al ruolo di attore primario in un'operazione che, sempre secondo il dottor Guerrini, avrebbe potuto cambiare urbanisticamente e socialmente il valore della città e che invece si propone come un piano di secondo ordine, che porterà le solite quattro briciole.

Wednesday, December 10, 2008

La cava di Colle Pedrino


La cava di Colle Pedrino





Quella che vedete in primo piano sulla destra è la cava Italcementi di Colle Pedrino innevata Un immagine solo per ricordare che il calcare cavato qui viene trasportato con un nastro trasportatore in un galleria lunga dieci chilometri che passa sotto il Monte Canto (una cosuccia che ha tagliato alcune faglie privato l’alimentazione di alcune fontanili sul monte, ma niente di grave, in fondo chissenefrega) fino a raggiungere lo stabilimento di Calusco d’Adda, trasportando una quantità di materiale dieci volte superiore a quanto trasportava la precedente teleferica. A proposito l’Italcementi si è impegnata, dopo la realizzazione della galleria, a rimuovere tutta la teleferica (cavi, pali, viadotti, ecc.). Già ma gli amministratori non hanno voluto mettere fretta all’Italcementi hanno lasciato tempo fino al 2011 per rimuovere la teleferica. Mettiamoci comodi

Saturday, December 06, 2008

Calusco: nelle giornate umide la ciminiera Italcementi sembra il Pinatubo


Calusco: nelle giornate umide la ciminiera Italcementi sembra il Pinatubo

Thursday, December 04, 2008

Italcementi, basta così !

REZZATO. L’associazione dice «no» all’ipotesi di ampliamento e minaccia un ricorso al Tar
Italcementi, basta così Legambiente attacca


Dietro l’angolo potrebbe esserci un considerevole aumento della produzione «compensato» da un ammodernamento generale degli impianti. Ma il circolo Brescia Est di Legambiente oppone un «no» deciso all’ipotesi di espansione dell’Italcementi di Rezzato: un piano che si trova da tempo sui tavoli degli enti pubblici interessati.
«Le tonnellate di cemento prodotto devono restare le attuali 2400 al giorno - taglia corto il presidente del circolo Raffaele Forgione -. Non esiste alcun ragionevole argomento per giustificare aumenti dei volumi produttivi: il prezzo ambientale e sociale, oltre che economico, dell’uso sconsiderato del cemento, non consente a chi è dotato di buon senso di concepire una cementeria che ipoteca il futuro di almeno altre tre generazioni. Per questo diciamo no a un eventuale accordo sulle tremila tonnellate/giorno che le amministrazioni di Rezzato e Mazzano starebbero concordando con l’azienda».
E tanto per chiarire i termini della questione, Legambiente assicura che se si arrivasse all’intesa farebbe subito ricorso al Tar.
Forgione ripercorre poi le tappe dell’annosa vicenda dell’ampliamento, iniziata il 29 giugno 2005, quando il colosso ha chiesto di ammodernare l’impianto ma nel contempo anche di raddoppiare i volumi produttivi sulla linea del clinker grigio (da 2400 a 4000 tonnellate al giorno) e la superficie occupata.
Comuni e associazioni ambientaliste hanno detto no, e l’amministrazione di Rezzato, capitanata da Enrico Danesi, è andata oltre commissionando all’Istituto nazionale tumori e all’Istituto Mario Negri indagini per approfondire l’eventuale nesso causale tra presenza dell’Italcementi e rischi per la salute. I risultati sono stati inquietanti: «La qualità dell’aria nel territorio appare sicuramente compromessa - si legge nel documento - e sono molto elevati i valori di polveri sottili e di ossidi d’azoto sia in estate, sia in maniera molto più evidente in inverno».
Il Mario Negri ha calcolato anche la perdita di anni di aspettativa di vita: «L’impatto maggiore è risultato per l’esposizione al Pm 2.5, per il quale è stato stimato un numero di morti in eccesso pari a 8 in un anno e la perdita di 421 anni di vita in un anno».
«Insomma - conclude Forgione - è stata calcolata la riduzione di due anni della vita media dei residenti».P.GOR.

Wednesday, December 03, 2008

Piano Integrato di Intervento "il Triangolo"

Consiglio comunale, 17 Novembre 2008

Dichiarazione di voto

Oggetto: Piano Integrato di Intervento "il Triangolo"

Eccoci all'approvazione del PII "il Triangolo", il primo intervento nel nostro Comune che prevederà delle deroghe sostanziali alle regole del PRG vigente.

Come già affermato in questi mesi, attraverso le osservazioni presentate e le dichiarazioni alla stampa, non vogliamo entrare nel merito di quanto si sta realizzando ma soffermarci su un principio che prescinde dal progetto stesso.
Stiamo parlando del rispetto delle regole.
Le regole nel nostro caso sono quelle stabilite dal PRG nemmeno troppo tempo fa. Era il febbraio 2006 quando dopo un lungo percorso si approvava il PRG. Numerose erano state le osservazioni presentate, alcune accolte altre rigettate. Fra queste parecchie erano quelle che richiedevano un aumento degli indici di edificabilità. Inutile dire che tutte furono rigettate.

Detto ciò il PRG può non essere perfetto, ma ciò non significa che non sia valido. Il PRG ha il compito di stabilire regole certe di sviluppo e difesa del territorio urbano ed extraurbano, regole che costituiscono un riferimento certo ed uguale per tutti. Così concepito e non condizionato da pressioni particolaristiche, esso deve assicurare condizioni di giustizia ed uguaglianza fra i cittadini per uno sviluppo armonico ed equilibrato del paese.

Sebbene in linea di principio alcune deroghe possano essere in parte condivisibili (eliminazione delle previsioni di zone residenziali lasciando un unico insediamento commerciale) o ininfluenti (spostamento dei percorsi ciclopedonali) in quanto riguardanti modifiche per lo più dovute ad esigenze tecniche, riteniamo assolutamente inopportune deroghe agli indici di edificabilità quali all'altezza degli edifici (quadruplicata!) e, soprattutto, alla Superficie Lorda di Pavimento che viene incrementata del 30%.

Tale concessioni, seppur a fronte di compensazioni da parte dell'immobiliare proponente, ci appaiono costituire un pericoloso precedente per il futuro sviluppo del nostro paese.
Riteniamo che la deroga agli indici di edificabilità sia il primo passo verso il malgoverno del territorio che, in base al principio sancito dall'eventuale approvazione del piano, si modificherebbe non più guidato in prospettiva di lungo termine dagli Amministratori, ma in base alle richieste ed alle esigenze dei costruttori e dei proponenti.

Sia ben chiaro, chiedere è lecito. Ognuno può chiedere ciò che vuole e cercare di portare avanti i propri interessi. Il compito "difficile" è quello dell'amministrazione.
Fra gli scopi primari di ogni Amministrazione riteniamo debba rientrare il governo del territorio in funzione del bene comune mettendo al centro i cittadini e non gli interessi di parte. Avallare deroghe di questo tipo in funzione di compensazioni economiche e non significa non saper guardare al di là del proprio naso e tirare a campare incassando oggi senza pensare alle conseguenze future.

Cosa succederà alle altre aree su cui è possibile elaborare Piani Integrati di Intervento? Ci sembra logico aspettarci che anche gli altri proprietari, cercheranno di realizzare il loro "sogno" : edificare il più possibile per massimizzare la rendita del terreno. A loro si aggiungeranno tutti gli altri cittadini.
A questo punto l'amministrazione cosa farà? Tratterà tutti allo stesso modo oppure comincerà a fare delle disparità? E in termini di compensazioni? Avremo un metodo uguale per tutti oppure "più uguale" per qualcuno? E se qualcuno non può compensare adeguatamente non avrà deroghe?
Il punto è proprio questo. Con queste concessioni si creerà un precedente, tutti chiederanno di poter costruire di più e i nostri Amministratori si troveranno a dover accontentare tutti o a dover creare disparità fra cittadini, magari concedendo a chi può sborsare di più e non a chi non può.

Che la soluzione stia nel nuovo PGT di cui poco si sa? Che ci aspettino delle nuove regole fatte di verticalità, nuove volumetrie e lottizzazioni? Che ci aspetti una competizione con i paesi limitrofi a chi incrementa di più il numero degli abitanti (o degli appartamenti sfitti)? Dobbiamo prepararci ad una piccola Manhattan?
E in questo caso, l'avete spiegato all'immobiliare proponente de "il Triangolo" che bastava aspettare per avere nuove regole che evitassero la necessità di deroghe e conseguenti compensazioni?

Stando alle parole del Sindaco "deroghe saranno sempre concesse quando si tratta di dare a calusco qualcosa di eccezionale che lo faccia riconoscere e lo porti in posizione di leader fra i comuni dell'isola. Non possiamo attenerci a regole di un PRG o di un futuro PGT che sono studiati a tavolino e non tengono conto delle reali esigenze".
Ciò non può che apparirci pericoloso e di una gravità estrema. Tali affermazioni svuotano di significato l'essenza stessa del PRG e del futuro PGT come strumento di regole uguali per tutti che, contrariamente a quanto dice il sindaco, dovrebbero esser frutto di un lungo lavoro di confronto con i cittadini proprio per evitare di costruire un piano a tavolino. Ricordiamo a questo proposito che la fase delle "Proposte" al PGT si è svolta senza alcuna assemblea pubblica, quindi il nostro sindaco si contraddice. Che voglia veramente fare un PGT a tavolino, tanto poi si deciderà caso per caso come comportarsi, alla faccia delle regole certe per tutti ?

Come anticipato all'inizio non entreremo nel merito del progetto stesso anche se forse qualche parola meriterebbe di esser spesa sull'opportunità di nuove attività commerciali e sugli aspetti viabilistici del progetto che, per lo meno fino alla costruzione della nuova circonvallazione sud, graveranno sulla già critica situazione di Via Marconi e del Ponte San Michele.

Alla luce di quanto sopra esposto esprimiamo il nostro voto negativo all'approvazione di questo PII.

il gruppo consigliare
Lineacomune

Tuesday, December 02, 2008

I retroscena sulla «Calcestruzzi Spa» raccontati da....

ricoverato in neurochirurgia
Migliora l'operaio arrotato Per 2 ore in sala operatoria


I retroscena sulla «Calcestruzzi Spa» raccontati da coloro che hanno lavorato nella holding del cemento e poi risucchiati dal vortice investigativo che, con il blitz “Doppio Colpo”, ha svelato il legame tra Cosa Nostra e l'«affaire» del calcestruzzo depotenziato. Così il riesino Salvatore Paterna, ex dipendente della società, e Francesco Librizzi, ex capo area per la Sicilia della stessa azienda, nei loro interrogatori con il sostituto procuratore della Dda, Nicolò Marino, che ha coordinato l'inchiesta dei carabinieri del Reparto operativo e del Gico della Guardia di Finanza.
«Illuminanti» ha definito il procuratore Sergio Lari le dichiarazioni di Paterna e Librizzi, parlando del sequestro di due lotti dell'autostrada di Valdastico, nel vicentino, costruiti, secondo l'accusa, col calcestruzzo impoverito. Ed è Paterna che ricostruisce agli inquirenti particolari e personaggi chiave orbitanti nella «Calcestruzzi Spa». Respinge le accuse di associazione mafiosa ma ammette comunque «di aver favorito il geometra Laurino nelle sue attività illecite svolte per conto della “Calcestruzzi Spa” e, di conseguenza, con la mia stessa attività ho finito per favorire, a mia volta, la “Calcestruzzi Spa”. Conosco Giovanni Laurino da quando lavoro alla “Calcestruzzi”, e cioè dal 22 agosto del 1988. Laurino era legatissimo all'ingegnere Bini e, quando Bini venne arrestato, prese il suo posto il geometra Volante, che divenne capozona per Sicilia e Campania, mentre capoarea per la Sicilia divenne il geometra Ignazio Martorana».
«Siamo già nel periodo in cui la “Calcestruzzi” passò dal Gruppo Ferruzzi alla Italcementi Group. Nel 1999 - aggiunge Paterna - venne riaperto l'impianto di Riesi ed io venni trasferito lì in quanto vi lavoravo già prima che venisse chiuso. Geometra era Santo Calì, mentre Laurino era il geometra dell'impianto di Gela. Successivamente venne a lavorare a Riesi anche il fratello di Calì, Giuseppe. Librizzi lavorava nella “Calcestruzzi” da tempo, forse anche prima di Laurino presso impianti dell'area palermitana. Successivamente, quando il geometra Martorana subì un ictus, Librizzi divenne capoarea di Caltanissetta, che comprendeva Caltanissetta, Gela, Riesi, Castelbuono e Termini Imprese, intorno all'anno 2000-2001 se mal non ricordo. Prima di poter lavorare a Riesi mi fu imposto dal geometra Volante di firmare in bianco le mie dimissioni probabilmente perché non ero ben visto, essendo ai tempi l'unico ad essere iscritto ad un sindacato. Decisi di farmi una fotocopia della lettera di dimissioni che poi feci autenticare in Comune, quindi la consegnai al geometra Laurino, che la fece avere a Palermo. Laurino mi disse che tale lettera di dimissioni la teneva nel cassetto Volante che sarebbe stato pronto ad apporvi la data e la firma di accettazione se mi fossi comportato male».
Alla domanda se quella lettera Paterna la sentiva come ricatto, che lo spinse a fare ogni cosa che gli veniva chiesto, anche di illecito, lui risponde sì: «Anche perché - spiega - sapevo che potevo essere licenziato in qualsiasi momento, né mi era stato mai detto in quali occasioni si fosse fatto ricorso al licenziamento. Aggiungo che tutto all'interno della “Calcestruzzi” veniva sentito come un obbligo, al quale non ci si poteva sottrarre… ho avuto modo di ascoltare un colloquio fra Laurino e Librizzi quando quest'ultimo era capoarea, colloquio in cui Laurino si lamentava con Librizzi del fatto che Volante non voleva sporcarsi le mani e non voleva incontrare nessuno degli appartenenti alla criminalità organizzata, facendo esporre Laurino e Librizzi. Ricordo che Laurino riportò l'espressione di Volante “bianco sono e bianco voglio rimanere”. Anche dopo aver interrotto il suo rapporto lavorativo con la “Calcestruzzi”, Librizzi veniva a Riesi per incontrare Laurino per come mi disse Laurino. Dopo l'ultimo arresto di Laurino so che Librizzi venne a Riesi per incontrare Ferraro, con il quale aveva un buon rapporto sin da quando Ferraro acquistò la cava. Era infatti Librizzi l'interlocutore fra Ferraro e Volante nel periodo in cui Ferraro doveva acquistare la cava. A proposito del geometra Nucci devo dire che egli si prendeva 2.000 lire a metro cubo del calcestruzzo prodotto al fine di non controllare gli effettivi quantitativi sia di calcestruzzo che di cemento. In tal modo la “Calcestruzzi”, all'epoca Gruppo Ferruzzi, guadagnava per il solo fatto che per metro cubo veniva messo un quantitativo di cemento inferiore a quello dichiarato, esattamente 50 chili di cemento in meno per ogni metro cubo. In più guadagnava ancora per il volume inferiore del calcestruzzo. Erano i dirigenti della “Calcestruzzi” a dare disposizioni di comporre il calcestruzzo con un quantitativo di cemento inferiore a quello indicato. Il capo zona, che all'epoca era Bini, dava disposizioni in tal senso al tecnologo e questi impartiva le relative disposizioni ai geometri dell'impianto che a loro volta davano disposizioni a noi impiantisti».
Fin qui le dichiarazioni di Paterna, a cui si aggiungono quelle di Librizzi che coi magistrati si sofferma sui lavori dello svincolo di Castelbuono: «In quell'occasione la “Calcestruzzi” aveva acquistato un impianto di betonaggio dalla Bonatti che in precedenza lo aveva a propria volta acquistato dalla “Ira Costruzioni”. Pur tuttavia, nonostante la spesa, c'era il rischio di perdere la fornitura in favore della “Ira” in quanto il subappaltatore per i movimenti terra e i trasporti, Pietro Orlando, non voleva avvalersi della nostra fornitura, disponendo di un impianto autonomo poi montato sul fiume Pollina. Preciso che l'Ira aveva tre lotti per i lavori della Palermo-Messina. Ci troviamo all'incirca nell'anno 2000. L'argomento venne trattato in una delle riunioni mensili che si tenne negli uffici di Palermo alla presenza di Volante. Dopo la riunione, Volante si intrattenne con Laurino e dopo io stesso venni informato da Volante e Laurino che dovevamo far ricorso a personaggi influenti nei confronti della “Ira Costruzioni”. Per personaggi influenti, intendo personaggi mafiosi».
Valerio Martines

Friday, November 28, 2008

Mafia: Italcementi indagata nell'inchiesta Calcestruzzi

Mafia: Italcementi indagata nell'inchiesta Calcestruzzi
La Italcementi di Bergamo è indagata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolta la controllata Calcestruzzi. L'iscrizione nel registro degli indagati è datata, ma è emersa solo oggi in seguito al sequestro di due lotti dell'autostrada A31 Valdastico nel vicentino e alla perquisizione di alcune sedi di Italcementi in Italia.

La Italcementi - come detto dal procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, durante una conferenza stampa - è iscritta sul registro degli indagati in base alla legge 146/2006, che prevede la responsabilità amministrativa penale dell'ente. Frode in pubbliche forniture, riciclaggio, favoreggiamento a Cosa nostra e illecita concorrenza sono alcuni dei reati che adesso, con l'ausilio di carabinieri e Guardia di finanza, la Procura di Caltanissetta sta valutando. Per il procuratore nisseno Sergio Lari questa resta «un'indagine fra le più articolate e complesse che travalica la dimensione mafiosa siciliana». I magistrati vogliono accertare, in particolare, se i presunti fondi neri che sarebbero stati realizzati riducendo la quantità di cemento nella preparazione del calcestruzzo, siano stati finalizzati a creare fondi per pagare il pizzo a Cosa nostra o siano stati destinati all'arricchimento delle società.

Il sequestro dei lotti 9 e 14 dell'autostrada A31 Valdastico in provincia di Vicenza, è avvenuto dopo che i periti della Procura, analizzando la documentazione, hanno riscontrato significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento e quelli effettivamente impiegati. L'atto di sequestro vuole effettuare dei carotaggi per verificare, realmente, la quantità di cemento contenuta nel calcestruzzo utilizzato per la realizzazione di quei tratti autostradali. Secondo fonti investigative, a cui ha accennato il procuratore Lari, i previsti carotaggi da effettuare per legge nei cantieri sarebbero stati realizzati prima: «Le carote di cemento venivano fatte prima», ha spiegato Lari.

Cemento taroccato per il metrobus?

Cemento taroccato per il metrobus?
giovedì 27 novembre 2008
(red.) Per la costruzione del metrobus di Brescia è stato usato meno calcestruzzo di quanto previsto dai contratti? Nei cantieri della nostra città sono arrivate forniture in qualche modo taroccate da parte della società Calcestruzzi spa (ora posta sotto sequestro), per cui è a rischio la solidità delle strutture in cemento armato e quindi l’incolumità e la sicurezza pubbliche? Questa è l’ipotesi di reato sulla quale sta lavorando la Procura di Caltanissetta e che non riguarda solo Brescia.
Stando infatti a una serie di accertamenti tecnici legati a un’inchiesta su presunte irregolarità commesse dalle società bergamasche del gruppo Pesenti, la Calcestruzzi spa e la Italcementi spa, sulle quali indaga la Procura della Repubblica di Caltanissetta, sarebbero emerse procedure illegali nelle forniture uscite dagli impianti di betonaggio della Calcestruzzi spa presenti in tutte le regioni, compresa la Lombardia.
Le forniture irregolari di calcestruzzo riguarderebbero la costruzione del metrobus di Brescia ma anche quella della metropolitana di Genova, oltre a diversi lotti della linea ferroviaria dell’alta velocità (Tav) Milano-Bologna e Roma-Napoli, il tratto A4-Passante autostradale di Mestre e i lotti 9 e 14 dell'autostrada Valdastico, in provincia di Vicenza. Nei mesi scorsi i pm della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta hanno ordinato il sequestro del palazzo di giustizia di Gela, del Porto Isola-Diga Foranea di Gela, della strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Brami, dello svincolo di Castelbuono-Pollina sul tratto autostradale A/20 Palermo-Messina e, per ultima, dell'autostrada Valdastico.
I magistrati vogliono capire se esistesse nel gruppo Pesenti una strategia aziendale finalizzata a un sistematico risparmio del cemento nelle forniture di calcestruzzo destinate alla realizzazione di opere pubbliche. Sarebbero stati infatti rilevati significativi scostamenti tra i dosaggi di cemento previsti dai contratti e quelli effettivamente impiegati nella produzione dei conglomerati forniti alle imprese incaricate dei lavori. E il sospetto è che la Calcestruzzi, con questo sistema, abbia proceduto a una illecita creazione di fondi neri.
Sedi della Calcestruzzi e dell'Italcementi sono state perquisite a Bergamo e a Calusco d'Adda, in Sicilia a Catania, Porto Empedocle (Agrigento) e Isola delle Femmine (Palermo). Le indagini sono affidate al reparto operativo dei carabinieri e al Gico della Guardia di finanza, coordinate dal procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e dal sostituto Nicolò Marino.

Genova, allarme mafia nella metro

Genova, allarme mafia nella metro
27 novembre 2008

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CONDIVIDI STAMPA INVIA COMMENTA Anche la costruzione della metropolitana di Genova è finita nell’inchiesta della Dda (direzione distrettuale Antimafia) di Caltanissetta sull’utilizzo di calcestruzzo con percentuali troppo basse di cemento.

L’ipotesi degli investigatori nisseni è che, vinti gli appalti, la Calcestruzzi Spa e la Italcementi Spa (entrambe di Bergamo) abbiano fornito quantitativi di calcestruzzo di qualità difforme da quanto previsto dai capitolati d’appalto per le opere pubbliche. Gli inquirenti ipotizzano il reato di frode e hanno disposto verifiche e perizie per accertare la stabilità delle strutture così costruite e, quindi, l’esistenza di eventuali pericoli.

In relazione all’inchiesta sono stati sequestrati:
i lotti 9 e 14 dell’autostrada Valdastico (Vicenza);
il tribunale, il porto Isola e la diga foranea di Gela;
la strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Brami;
lo svincolo di Castelbuono-Pollina dell’autostrada A20 (Palermo-Messina)
e sono state perquisite alcune sedi dell’Italcementi, con specifico riferimento alle cementerie di Porto Empedocle (Agrigento), Isola delle Femmine (Palermo) e Calusco D’Adda (Bergamo); controlli sono stati eseguiti anche nella sede di Area Sicilia a Palermo e nello stabilimento di deposito di Catania per acquisire atti utili a verificare se vi sia stata una corretta registrazione dei dati sulla fornitura di cemento alla Calcestruzzi.

Non solo: a essere coinvolti sarebbero addirittura alcuni cantieri della Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità, in particolare la Milano-Bologna, la Roma-Napoli (terzo e quarto lotto).

Per tutti questi casi, gli inquirenti vogliono accertare l’eventuale esistenza di una «strategia aziendale» finalizzata a un «sistematico risparmio del cemento nelle forniture di calcestruzzo destinate alla realizzazione di opere pubbliche»; nel frattempo, sono stati posti sotto sequestro preventivo beni materiali che costituiscono la Calcestruzzi, il cui valore è calcolato intorno ai 600 milioni di euro.

Mafia, indagata anche Italcementi in inchiesta su Calcestruzzi

Mafia, indagata anche Italcementi in inchiesta su Calcestruzzi
Per responsabilità amministrativa penale, ex legge 146;06



Palermo, 27 nov. (Apcom) - La Italcementi spa di Bergamo è indagata dalla Dda di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolta la controllata Calcestruzzi spa. L'iscrizione nel registro degli indagati è datata, ma è emersa solo oggi in seguito al sequestro di due lotti dell'autostrada A31 Valdastico nel vicentino e alla perquisizione di alcune sedi di Italcementi in Italia. La Italcementi spa è iscritta sul registro degli indagati in base alla legge 146/2006, che prevede la responsabilità amministrativa penale dell'ente. Se ne è avuta notizia oggi nel corso di una conferenza stampa convocata dal procuratore di Caltanissetta Sergio Lari.



Frode in pubbliche forniture, riciclaggio, favoreggiamento a Cosa nostra e illecita concorrenza sono alcuni dei reati che adesso, con l'ausilio di carabinieri e Guardia di finanza, la Procura di Caltanissetta sta valutando. Per il procuratore nisseno Sergio Lari questa resta "un'indagine fra le più articolate e complesse che travalica la dimensione mafiosa siciliana", ha detto durante una conferenza stampa sottolineandone l'importanza per la collettività. I magistrati nisseni vogliono accertare, in particolare, se i presunti fondi neri che sarebbero stati realizzati riducendo la quantità di cemento nella preparazione del calcestruzzo, siano stati finalizzati a creare fondi per pagare il pizzo a Cosa nostra o siano stati destinati all'arricchimento delle società.



Il sequestro dei lotti 9 e 14 dell'autostrada A31 Valdastico in provincia di Vicenza, è avvenuto dopo che i periti della Procura, analizzando la documentazione, hanno riscontrato significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento e quelli effettivamente impiegati. L'atto di sequestro è finalizzato ad effettuare dei carotaggi per verificare, realmente, la quantità di cemento contenuta nel calcestruzzo utilizzato perla realizzazione di quei tratti autostradali. Secondo fonti investigative, a cui ha accennato il procuratore Lari, i previsti carotaggi da effettuare per legge nei cantieri sarebbero stati realizzati prima: "Le carote di cemento venivano fatte prima", ha spiegato Lari.

CALCESTRUZZI: CEMENTO TRUCCATO,SEQUESTRO AUTOSTRADA VALDASTICO

CALCESTRUZZI: CEMENTO TRUCCATO,SEQUESTRO AUTOSTRADA VALDASTICO
(AGI) - Caltanissetta, 27 nov. - I carabinieri e la Guardia di finanza di Caltanissetta, in esecuzione di decreti emessi dalla Direzione distrettuale antimafia nissena, nel corso di attivita’ d’indagine circa attivita’ illecite svolte in seno alla Calcestruzzi S.p.a. e alla Italcementi S.p.a. di Bergamo, hanno proceduto al sequestro, con facolta’ d’uso, dei lotti 9 e 14 dell’autostrada Valdastico, in provincia di Vicenza, in quanto gli accertamenti peritali disposti dalla Dda nissena “hanno evidenziato - spiega il comando dei carabinieri nisseno - significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento con quelli effettivamente impiegati nella produzione dei conglomerati forniti all’impresa incaricata dei lavori”. Scattate anche le perquisizioni in alcune sedi della Italcementi, con specifico riferimento alle cementerie di Porto Empedocle (Agrigento), Isola delle Femmine (Palermo) e Calusco D’Adda (Bergamo), alla sede di Area Sicilia, ubicata a Palerm, e allo stabilimento di deposito di Catania al fine di acquisire atti utili a verificare se vi e’ stata una corretta registrazione dei dati concernenti la fornitura di cemento alla Calcestruzzi. Acquisita in copia, inoltre, presso il Gruppo Italsfusi srl, spedizioniere incaricato dei trasporti, della documentazione formata in merito ai trasporti di cemento effettuati per conto della Italcementi nei confronti della Calcestruzzi, al fine di acquisire, anche in questo caso, atti utili a verificare se vi e’ stata una corretta registrazione dei dati concernenti la fornitura di cemento all’azienda bergamasca. (AGI)

Wednesday, November 26, 2008

Inceneritore di Dalmine, raccolta di firme degli Amici di Grillo

L'iniziativa - Il gruppo Ambiente e Rifiuti degli Amici di Beppe Grillo di Bergamo e Provincia (referente Luca Ruggeri), nella giornata di sabato 29 novembre 2008, sarà presente in via XX Settembre a Bergamo, zona ex Rinascente, per raccogliere le firme contro l'ampliamento dell'inceneritore REA di Dalmine.
Inceneritore di Dalmine, raccolta di firme degli Amici di Grillo
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Il gruppo Ambiente e Rifiuti degli Amici di Beppe Grillo di Bergamo e Provincia (referente Luca Ruggeri), nella giornata di sabato 29 novembre 2008, sarà presente in via XX Settembre a Bergamo, zona ex Rinascente, per raccogliere le firme contro l'ampliamento dell'inceneritore REA di Dalmine. Contro questo ampliamento, stimato nell'incremento della combustione (e del conseguente inquinamento), da 440 tonnellate giornaliere di rifiuti, a 710 tonnellate giornaliere, meglio definibili quindi come raddoppiamento, già s'è schierato l'intero Consiglio comunale di Dalmine, e migliaia di cittadini, insieme a comitati nati in modo spontaneo, hanno firmato, e stanno firmando, una petizione per impedire tale espansione. Il gruppo ambiente del movimento Bergamasco in piazza sabato 29, già a metà del 2008 aveva organizzato una web-petizione, una campagna informativa on-line, un passaparola capillare e una campagna di informazione cartacea, producendo cinquemila opuscoli che hanno avuto come finalità la realizzazione della conferenza del primo luglio scorso a Dalmine, in cui i temi principalmente discussi sono stati i rischi e le patologie causati dagli inceneritori. Ospiti della conferenza sono stati due scienziati tra i più importanti in Italia nel settore legato ai danni causati dagli inceneritori: Stefano Montanari, ricercatore e studioso di nanopatologie, e il Dott. Federico Valerio, dell'Istituto Tumori di Genova, dipartimento di chimica ambientale.
Il gruppo Ambiente e Rifiuti degli Amici di Beppe Grillo ritiene che questa espansione vada contro la salute dei cittadini di Dalmine e di tutti i paesi limitrofi, Bergamo compresa, e che tale errata soluzione, risolva solo in modo apparente il problema. "Le soluzioni vanno ricercate con metodi estranei agli inceneritori, e diversificati; che vanno dal diminuire in modo drastico la produzione di rifiuti, iniziando ad evitare imballi superflui, fino ad un forte incremento della raccolta differenziata di qualità. Il rifiuto, da problema, deve iniziare a essere considerato finalmente una risorsa, smettendo di divenire fonte di patologie tumorali e inquinamento".

Isola delle Femmine: trasporto insicuro di petcoke

Isola delle Femmine: trasporto insicuro di petcoke


Dell'On. Alessandra Siragusa (PD)




A questa interrogazione è stata invitata a rispondere la Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
l'interrogante richiama in premessa l'interrogazione a risposta in Commissione 5-00287 presentata il 30 luglio 2008,
seduta n. 45 avente per oggetto l'impiego del petcoke, come combustibile, nella cementeria Italcementi Spa di Isola delle Femmine;
l'interrogante allega alla presente 7 fotografie scattate il 12 agosto 2008 che documentano l'escavazione e il trasporto del petcoke su autocarri in condizione di assoluta insicurezza;
in data 1o ottobre 2008, alcuni residenti di Isola delle Femmine presentano un esposto alle autorità locali per denunciare «la presenza nell'aria di un odore tipico delle sostanze contenenti zolfo, nonché di polvere nera zolfo, nonché di polvere nera finissima che si deposita in superficie soprattutto nelle zone adiacenti allo stabilimento industriale Italcementi. Tale fenomeno - si legge nell'esposto - si è intensificato soprattutto a partire dal mese di agosto protraendosi a tutt'oggi».
la Italcementi produce cemento utilizzando sostanze inerti che vengono lavorate in forni ad altissima temperatura fatti funzionare con combustibile solido o liquido; il 24 ottobre 2008 il Sindaco di Palermo, con ordinanza n. 322 vieta il trasporto del petcoke all'interno del territorio urbano con «autocarri a cassone aperto anche se coperti da telone» consentendo il transito soltanto ai «mezzi in grado di assicurare la perfetta tenuta onde scongiurare il rilascio, anche in caso di evento accidentale, di materiale tossico in ambiente»;
nella stessa ordinanza si legge inoltre che «questo tipo di combustibile comprende anche sostanze che, se inalate - scrive il dirigente del servizio ambiente del Comune, Attilio Carioti - possono causare il cancro alle vie respiratorie»;
il 3 novembre 2008 alcuni Consiglieri comunali di Isola delle Femmine presentano una «Mozione sul transito di camion che trasportano petcoke all'interno del territorio comunale di Isola delle Femmine» con la quale si chiede al Sindaco di emettere analogo provvedimento a quello emesso dal primo cittadino di Palermo;
nella sopra citata mozione si rileva inoltre che «presso lo stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine viene utilizzato il petcoke come combustibile principale con consumi medi dell'ordine di 180 tonnellate giornaliere (dato desunto dal verbale sopralluogo ARPA del 18 agosto 2008);
la mozione viene votata e approvata in data 13 novembre;
alcune associazioni ambientaliste e di cittadini presentano ricorso al TAR avverso al provvedimento di concessione dell'utilizzo del petcoke -:
se non intenda intervenire con opportune verifiche, anche alla luce di quanto sopra illustrato, al fine di stabilire le cause dell'emissione di polvere nera di zolfo nelle zone adiacenti la Italcementi a tutela della salute dei cittadini;
se non intenda altresì verificare quali accorgimenti siano stati adottati dalla Italcementi e se gli stessi siano o meno sufficienti a garantire sicurezza ai lavoratori e agli abitanti che vivono nelle immediate vicinanze del plesso industriale;
se siano stati adottati tutti gli accorgimenti necessari al fine di monitorare quantitativamente e qualitativamente le esalazioni che fuoriescono dai punti di emissione e che impatto abbiano gli stessi per l'ambiente circostante ed in particolare quali conseguenze possano provocare per la salute pubblica;
se vengano rispettate le normative relative alla sicurezza degli impianti e se le emissioni vengano o meno monitorate con regolarità e, in particolare, se intenda verificare da dove partano i carichi e quale sia il percorso che seguono.
(5-00652)

Il sindaco: «Basta ville a schiera, meglio le torri»

CALUSCO
Il sindaco: «Basta ville a schiera, meglio le torri»
Calusco d'Adda. Approvato in via definitiva con un Consiglio comunale monotematico, il Programma integrato d'Intervento «Il triangolo».

to be continued........





Sempre più in ALTOOOOOO!!!!!!
Di Andrea Colleoni
Chi ancora non lo sapesse si prepari: presto anche Calusco avrà il suo grattacielo.
La sua costruzione avverrà all’interno del Piano integrato di intervento denominato “il triangolo” intendendo con ciò il terreno di forma per l’appunto triangolare che di trova fra Via Marconi e Via Vitt. Emanuele, all’incirca all’altezza del concessionario Ghinzani.

Innanzi tutto, di cosa si tratta? Diamo uno sguardo ai progetti.
Tre sono le strutture previste:

un supermercato (ne mancavano proprio a Calusco)
un edificio che ospiterà piccole attività commerciali
un edificio di 45m (15 piani) con funzione di centro direzionale e alberghiero (di un “certo livello” ci ha assicurato l’assessore Cocchi).

Bene, ma queste previsioni rispettano le regole previste dal PRG? Si e no.
Spieghiamoci meglio: su quest’area (così come altre a Calusco) è possibile costruire attraverso un Piano Integrato di Intervento che ruota attorno ad una convenzione da stipulare con l’Amministrazione. In questo caso la convezione che si vuole portare avanti prevede alcune deroghe al Piano regolatore e come queste vengano compensate (i maligni userebbero “ricompensate” ma noi non lo faremo). Alcune di queste possono essere accettabili, altre rasentano lo scandalo.
Ok, quali deroghe vengono concesse al costruttore? Alcune sono per lo più ininfluenti e dettate da esigenze tecniche (ad esempio lo spostamento da un lato all’altro della pista ciclabile prevista) altre possono essere anche condivisibili come l’eliminazione della destinazione mista “residenziale - commerciale” in favore della sola destinazione “commerciale” (essendo esattamente di fronte ad Italcementi in effetti non è il posto migliore per vivere). Altre deroghe invece riguardano gli indici di edificabilità: la superficie massima edificabile viene incrementata del 30% e l’altezza quasi quadruplicata (il PRG prevede un’altezza massima di 12,5 m). Insomma, un po’ il sogno di ogni costruttore. Immaginate dove vengono poi concentrate queste deroghe edificatorie? Bravi, esattamente sul nostro futuro “grattacielo” che potrà contare su ben 1.600 mq in più.
Chiaramente a fronte delle deroghe concesse la convenzione prevede anche delle compensazioni: alcune direttamente in forma economica, altre in forma di realizzazione di opere. Non entriamo nel dettaglio, ma il grosso di queste compensazioni è costituito da 200.000 euro da dedicare al rifacimento della pavimentazione del centro e di altri 200.000 euro che il costruttore depositerà seduta stante alla firma dell’accordo ma che non hanno ancora un destino predefinito.
Vi risparmiamo il resto dei dettagli che rendono ancora più corpose le compensazioni. Non discuteremo nemmeno sulla congruità di tali esborsi, ma crediamo che ognuno abbia fatto i suoi conti: l’immobiliare costruttrice sicuramente, speriamo anche la nostra Amministrazione.

Insomma, per chi ha letto fin qua a prima vista potrebbe trattarsi di un affarone sia per il costruttore che per il pubblico interesse: 400.000 euro ed il resto delle opere a carico del proponente non ci sembrano affatto pochi e ingolosirebbero chiunque. Soprattutto gli amministratori miopi che guardano a tirare a campare oggi senza un vero progetto per il domani.


Perché, starete pensando, Lineacomune non accetterebbe tutti quei soldi? Ebbene, no.
Anche qui, spieghiamoci.
Se applichiamo lo stesso metro di misura a tutti i cittadini cosa succederà?
Anzitutto i proprietari degli altri terreni che possono essere soggetti ad un Piano Integrato di Intervento, subito seguiti da tutti gli altri, cercheranno di realizzare il loro “sogno” : edificare il più possibile per massimizzare la rendita del terreno. Per questo chiederanno anch’essi deroghe alle superfici ed alle altezze. A questo punto l’amministrazione cosa farà? Tratterà tutti allo stesso modo oppure comincerà a fare delle disparità? E in termini di compensazioni? Avremo un metodo uguale per tutti oppure “più uguale” per qualcuno? E se qualcuno non può compensare adeguatamente non avrà deroghe?
Il punto è proprio questo. Con queste concessioni si creerà un precedente, tutti chiederanno di poter costruire di più e i nostri Amministratori si troveranno a dover accontentare tutti o a dover creare disparità fra cittadini, magari concedendo a chi può sborsare di più e non a chi non può.

Sia ben chiaro, chiedere è lecito. Ognuno può chiedere ciò che vuole e cercare di portare avanti i propri interessi. Il compito “difficile” è quello dell’amministrazione.
Già, ma quali sono i compiti di un amministrazione lungimirante? Fare affari con i propri concittadini, incassare ed ingrassare le casse comunali senza obiettivi oppure governare lo sviluppo equilibrato del proprio territorio secondo criteri di uguaglianza fra i cittadini?

A nostro modo di vedere questo è il primo passo verso il malgoverno del territorio dove lo sviluppo non è deciso dagli amministratori ma dai costruttori e dalle loro esigenze. Badate bene, i nostri amministratori non si sono inventati nulla, questa politica è già stata applicata in alcuni paesi anche molto vicini dove è avvenuta un’edificazione più o meno selvaggia ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.


Queste sono le questioni fondamentali che ci inducono a non appoggiare il progetto proposto.
Molto si potrebbe discutere poi sul progetto stesso, sull’esigenza di un nuovo supermercato, sulla necessità di edifici così alti (e non per questioni tecniche come avvenuto invece per Italcementi), sul aumento di traffico, etc etc, ma anche sulle modalità sbrigative e frettolose con le quali la maggioranza ci ha sottoposto il progetto per l’adozione in consiglio comunale (pretendendo una risposta favorevole dopo averci fornito il tutto venerdì 5 agosto in vista del Consiglio di Lunedì 8).

Per ora non ci dilungheremo, ne riparleremo sicuramente in un prossimo articolo.

In ogni caso il progetto non è ancora approvato definitivamente, infatti, come previsto dalla legge, tutti i cittadini possono presentare “osservazioni”. Il termine fissato è il 18 settembre, per avere ulteriori informazioni o approfondire la discussione vi invitiamo a contattarci.

Monday, November 24, 2008

Calusco: il Consiglio dice sì alle «torri gemelle»

Calusco: il Consiglio dice sì alle «torri gemelle»


Calusco d'Adda avrà la sua poderosa torre alta 45 metri, anzi, le sue due «torri gemelle», unite. Le costruzioni sorgeranno a pochi metri da quella, alta un centinaio di metri, dell'Italcementi, in una zona conosciuta come «Il Triangolo». La decisione sul Programma integrato di intervento è stata presa definitivamente dal Consiglio comunale - a favore la maggioranza, contraria la lista civica «Lineacomune» - dopo la discussione di sei osservazioni. La costruzione dell'alta torre, insieme a 1.600 metri quadri di superfici commerciali e mille metri quadri di servizi (bar, farmacia, parrucchiere e altri), rientra nel Programma integrato di intervento «Il Triangolo», un progetto che l'amministrazione considera come un intervento di qualità perché andrebbe a riequilibrare un'area urbana dove oggi prevalgono il grigio dell'industria e il rumore del traffico.




«In questa zona ho voluto che si costruisse qualcosa di eccezionale, di qualificante e di caratterizzante per il paese di Calusco d'Adda – ha affermato il sindaco Roberto Colleoni –. Ho chiesto al privato che non si realizzassero le solite tre villette a schiera e qualche parcheggio, ma un elemento eccezionale, che fosse trainante per tutta l'Isola, qualcosa che qualificasse il paese di Calusco».
L'approvazione definitiva de «Il Triangolo» è stata preceduta dall'esame di sei osservazioni, di cui una presentata da tale Aurise Manfredi della società Edil Di, con sede a Milano nella Torre Velasca. «Lo abbiamo convocato in Comune inviando una lettera raccomandata all'indirizzo indicato – ha riferito l'assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Bonacina –. La lettera ci è ritornata indietro e dalle ricerche effettuate risultano inesistenti sia la ditta, sia la persona». La curiosità è che questo misterioso personaggio ha indicato come sede della fantomatica società la Torre Velasca di Milano, forse proprio per mettersi in contrapposizione con quella di Calusco.
Accolta all'unanimità invece un'osservazione che faceva presente la pericolosità dell'accesso previsto sulla rotatoria e della cabina di compressione del gas metano. Il Consiglio ha optato per lo spostamento del passaggio carrale e della cabina del metano.
Un'altra obiezione è stata sollevata dal gruppo di minoranza «Lineacomune» che ha espresso la sua contrarietà a questo progetto: «Non vogliamo addentrarci negli aspetti tecnici, ma in quelli politici – ha riferito Andrea Colleoni. – Con questa approvazione si crea un precedente, perché si deroga al Piano regolatore generale. Come si comporterà l'Amministrazione comunale per il futuro di fronte a richieste simili? Ci saranno riflessi negativi sullo sviluppo futuro del paese».
L'assessore allo Sviluppo del territorio Massimo Cocchi ha risposto sottolineando che questo progetto è un grande punto di partenza per l'Amministrazione comunale, che anche in futuro intende utilizzare lo strumento del Pii. Accolta invece l'osservazione dell'Arpa di Bergamo, che ha chiesto di impermeabilizzare gli spazi adibiti a parcheggio e di diminuire le metrature del centro commerciale, cosa che è stata fatta passando da 2.600 a 1.600 metri quadri. Via libera parziale, infine, alle richieste di cinque comuni limitrofi (Cornate d'Adda, Imbersago, Paderno d'Adda, Robbiate e Solza): accettata la proposta di riduzione dell'area commerciale, ma la torre invece non verrà abbassata

(24/11/2008)

Saturday, November 15, 2008

Bergamo, scoperta discarica abusiva

Bergamo, scoperta discarica abusiva
By montagnatv
Creato 2008-11-14 11:56

VILLA D'ADDA, Bergamo -- I carabinieri di Bergamo hanno scoperto una discarica abusiva nel territorio del Parco dell'Adda. Nella zona della Valle San Martino, hanno infatti individuato all'interno di una cava di proprietà di una nota società un accumulo di rifiuti speciali.


Le indagini sono state svolte dai carabinieri di Bergamo e il Noe di Brescia. Le autorità hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali nel Parco dell'Adda, nella Valle San Martino. Il deposito illegale è stato individuato a partite dalla segnalazione di uno sversamento sospetto di materiale all'interno di una cava.

Il luogo incriminato è di proprietà di una società di Villa d'Adda che si occupa della costruzione di impianti sportivi. A seguito del ritrovamento abusivo il legale rappresentante dell'azienda è stato denunciato a piede libero e l'area sequestrata.

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Source URL:
http://www.montagna.tv/?q=node/9112

Bergamo: i carabinieri scoprono una discarica abusiva di rifiuti speciali

Bergamo: i carabinieri scoprono una discarica abusiva di rifiuti speciali
I carabinieri di Bergamo e i militari del Noe di Brescia hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali all'interno del Parco dell'Adda, nel territorio di Calusco d'Adda (Bergamo). Le indagini sono partite dalla segnalazione di uno sversamento sospetto di materiale all'interno di una cava di circa ottomila metri quadrati di proprietà di una notissima società per azioni con sede a Villa d'Adda (Bergamo), che si occupa della costruzione e del rifacimento di impianti sportivi. 14/11/2008 03:32

Ambiente - I sopralluoghi effettuati dai carabinieri settimana scorsa hanno permesso di scoprire che una nota azienda di Villa d'Adda versava rifiuti

Ambiente - I sopralluoghi effettuati dai carabinieri settimana scorsa hanno permesso di scoprire che una nota azienda di Villa d'Adda versava rifiuti speciali nel bacino di una cava di Villa d'Adda, al confine con Calusco. L'area è stata squestrata, denunciato a piede libero il legale rappresentante della ditta, un noto imprenditore.
Discarica abusiva nel Parco Adda, società nei guai
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I carabinieri di Zogno e i militari del Nucleo operativo ecologico di Brescia hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali all'interno del Parco dell'Adda, zona sottoposta a vincolo ambientale, nel territorio di Villa d'Adda (al confine con Calusco). I sopralluoghi, come rivelato da Bergamonews, erano iniziati settimana scorsa.
A far scattare le indagini era stata la segnalazione di un versamento sospetto di materiale all'interno di una cava ormai in disuso di circa ottomila metri quadrati e di proprietà di una notissima società per azioni con sede a Villa d'Adda (Bergamo), che si occupa della costruzione e del rifacimento di impianti sportivi. Secondo i carabinieri, a gettare i rifiuti nel bacino erano gli stessi proprietari dell'area. Il legale rappresentante della società, P. B., 76 anni, è stato denunciato a piede libero.
Gli inquirenti ritengono che l'attività illecita proseguisse da parecchi mesi. L'area è stata sequestrata e i carabinieri hanno prelevato alcuni campioni di rifiuti, che saranno sottoposti ad analisi per verificarne l'eventuale tossicità. Altri particolari verranno resi noti in tarda mattinata dai carabinieri. (nella foto aerea comunale l'area della cava).

Bergamo, discarica abusiva in Parco in Parco

Bergamo, discarica abusiva in Parco Adda: una denuncia
Sequestrati 8mila mq sottoposti a vincolo ambientale




Roma, 14 nov. (Apcom) - I carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo e del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia hanno scoperto un'enorme discarica abusiva all'interno del Parco Adda, una vasta area sottoposta a vincolo ambientale in cui venivano sversate grandi quantità di rifiuti speciali.



Intervenuti su segnalazione dei cittadini, i militari hanno osservato per alcuni giorni l'area all'interno del parco, in cui era stata creata una vera e propria cava di contenimento dei rifiuti, con conseguente deturpamento del sito protetto.



Notato finalmente giungere un autocarro e visto che venivano abbandonati i rifiuti, i militari hanno scoperto gli autori dei reati: si trattava dello stesso proprietario dell'area, legale rappresentante di una nota società per azioni bergamasca operante nel settore della costruzione e rifacimento di impianti sportivi.



L'uomo è stato denunciato per la gestione illecita di rifiuti e per aver realizzato una discarica abusiva non autorizzata in un'area soggetta a vincolo ambientale, oltre che per reati contro l'ambiente derivanti dal grave inquinamento e danneggiamento del sito paesaggistico. Secondo i primi accertamenti, gli sversamenti andavano avanti da mesi, forse da anni.



L'intera area, oltre ottomila metri quadri, è stata sequestrata e sono in corso le analisi per stabilire il grado di tossicità dei rifiuti.



Red/Sav

Scoperta discariva abusiva a Calusco nel Parco dell'Adda

Scoperta discariva abusiva nel Parco dell'Adda
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo e del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia hanno scoperto un’enorme discarica abusiva all’interno del Parco Adda, a Calusco d'Adda, dove venivano versate ingenti quantità di rifiuti speciali su una vasta area sottoposta a vincolo ambientale.

Intervenuti su segnalazione dei cittadini, i militari hanno osservato per alcuni giorni la zona all’interno del Parco, dove era stata creata una vera e propria cava di contenimento dei rifiuti. I militari hanno notato giungere un autocarro che poco dopo ha abbandonato i rifiuti. Da qui è stato possibile individuare gli autori del reato, che secondo i carabinieri si tratta dello stesso proprietario dell’area, legale rappresentante di una nota società per azioni di Villa d'Adda operante nel settore della costruzione e rifacimento di impianti sportivi.

Lo stesso è stato segnalato all’autorità giudiziaria per la gestione illecita di rifiuti e per aver realizzato una discarica abusiva non autorizzata in area soggetta a vincolo ambientale, oltre che per i reati contro l’ambiente derivanti dal grave inquinamento e danneggiamento del sito paesaggistico. Secondo i primi accertamenti, il dispregio dei luoghi andava avanti da mesi, forse da anni. L’intera area, consistente in oltre ottomila metri quadri, è stata sequestrata e sono in corso le analisi volte a stabilire eventuale grado di tossicità dei rifiuti.


(14/11/2008)

Tuesday, November 11, 2008

NOVEMBRE 2008

mercoledì 12 novembre dalle 16.00 alle 18.00
nell'ambito della campagna "Per il clima contro il nucleare" incontro formativo e informativo sul nucleare con Andrea Poggio.
L'incontro si terrà in Via Vida 7 a Milano (sede Fondazione Legambiente Innovazione)

Obiettivo principale approfondire l'argomento, interiorizzare e saper argomentare le posizioni dell'associazione. Consultate i materiali della campagna sul sito www.legambiente.eu/


sabato 15 novembre dalle 9,30 alle 17,30
convegno dal titolo :Consumo del suolo e cementificazione del territorio: le alternative degli ambientalisti"
Brescia, Cinema Nuovo Eden, Via Nino Bixio 9 (www.nuovoeden.it).

Organizzato dai Verdi Europei e dall'Associazione Ecologisti Democratici, vede Legambiente Lombardia impegnata a riflettere sulle prospettive future del territorio lombardo


mercoledì 19 novembre, ore 9,00,
workshop "Le centrali di mobilità in Europa"
Milano, Palazzo Giureconsulti "Sala Terrazzo" Piazza Mercanti.

Promosso da Fondazione Legambiente Innovazione, con questo workshop si intende porre l'attenzione sull'importanza che rivestono le centrali di mobilità in Europa e presentare il progetto della prima centrale di mobilità italiana


giovedì 20 novembre dalle 9,00 alle 17,00,
convegno dal titolo "Nanotecnologie, ambiente e sicurezza",
Milano, "Sala Vitman" Acquario Civico di Milano Viale Gadio 2.

Dal 2006 Legambiente è partner italiano del progetto Europeo Nanocap (Nanotechnology Capacity Building) che raccoglie la rappresentanza di associazioni ambientaliste, sindacati e università con l'intento di sviluppare un punto di vista equilibrato nei confronti delle Nanotecnologie. Il convegno intende fare il punto della situazione sul fronte ambientale e della sicurezza in Italia

Saturday, November 08, 2008

Villa d'Adda - I carabinieri hanno avviato i primi accertamenti su presunti rifiuti scaricati illecitamente nell'ex cava San Martino, a Villa d'Adda,

Villa d'Adda - I carabinieri hanno avviato i primi accertamenti su presunti rifiuti scaricati illecitamente nell'ex cava San Martino, a Villa d'Adda, punto estrattivo ormai non più utilizzato all'interno del Parco Adda Nord. Le indagini sono iniziate dopo l'esposto di un cittadino, che parla di inerti e altri rifiuti abbandonati.
Accertamenti su rifiuti in un'ex cava
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Un cittadino solleva sospetti su un presunto smaltimento illecito di rifiuti in una cava e scattano i primi accertamenti dei carabinieri, su delega della Procura di Bergamo.
Accade a Villa d’Adda, dove ieri (6 novembre 2008) i militari della stazione di Calusco hanno perlustrato la cava San Martino, punto estrattivo ormai in disuso che si trova vicino al fiume e all’interno del Parco Adda Nord. Oggi è inoltre previsto un sopralluogo del tenente Filippo Bentivogli, comandante della compagnia dei militari di Zogno.
Tutto è iniziato dall’esposto di un cittadino, che ipotizza un unico reato – lo smaltimento illecito di rifiuti – e scende nel dettaglio di alcune cose viste e che la procura intende verificare: l’esposto parla di quintali di materiale inerte, non più riutilizzabile per produrre materiale edile, che è stato scaricato all’interno della cava. Ci sarebbero inoltre, altri tipi di rifiuti, forse anche tossici, scaricati a ripetizione nell’ex punto estrattivo.
Per ora i carabinieri sono solo alla fase degli accertamenti. Nell'ex cava San Martino il Comune ha anche programmato la realizzazione della nuova stazione ecologica, dopo la necessaria bonifica.

Venerdi 7 Novembre 2008

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