MEMORIA SUL CEMENTIFICIO INCENERITORE DI Calusco d'Adda la Pianura Padana resta la zona peggiore d'Europa insieme all'area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).
Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni
Countdown alla ferrovia
Wednesday, November 23, 2005
Italcementi e comitati distanti anni luce
Italcementi e comitati distanti anni luce
Una lettera preoccupata del sindaco di Botticino: «Meno emissioni, ma aumenta il traffico»
In questi giorni si susseguono a Rezzato, Mazzano e nei paesi vicini interventi e prese di posizione sul progetto di ampliamento dello stabilimento Italcementi. Una nota dell’azienda informa che la dirigenza «ha incontrato in questi giorni le rappresentanze sindacali e le maestranze della cementeria di Rezzato-Mazzano per spiegare nei dettagli il piano di ammodernamento dell’impianto. Da più parti sono stati espressi segnali di apprezzamento al progetto».
«Si tratta di un investimento destinato a rendere sempre più competitivo e adeguato sotto il profilo ambientale il proprio dispositivo industriale. L’intervento proposto consiste nella realizzazione di una nuova linea produttiva del cemento grigio in sostituzione delle attuali due avviate negli anni Sessanta. L’investimento complessivo di circa 170 milioni di euro collocherà la cementeria ai primi posti a livello mondiale, sia per l’alto livello tecnologico sia per le soluzioni impiantistiche e ambientali adottate. Sempre in questi giorni inoltre Italcementi ha dato la massima disponibilità a fornire – conclude il comunicato dell’azienda - tutte le informazioni riguardo al progetto: in particolare ai comitati ambientalisti locali, all’Associazione culturale Dodici Marzo e alle Acli».
Altri sono invece i segnali che vengono dai Comitati ambientalisti della zona. Ad esempio i gruppi l’Osservatorio ambientale di Mazzano insieme con il Comitato «Bus del Frà per la difesa del territorio di Nuvolento-Nuvolera-Paitone- Prevalle-Gavardo-Serle», con il Comitato civico di Rezzato, il Gasp di Rezzato e con il Circolo legambiente Mindel di Bedizzole - hanno diffuso un pepato volantino in cui dicono chiaramente «no al progetto» e si dicono decisi – in collaborazione con i cittadini della zona – «ad organizzare momenti di sensibilizzazione e mobilitazione per sostenere posizioni di difesa ambientale in tutte le sedi utili».
Anche da Botticino giungono voci preoccupate. Il sindaco Mario Benetti ha inviato una lettera alla Regione, alla Provincia ed ai sindaci di Rezzato e Mazzano (paesi che ospitano il cementificio). Nella missiva sono espresse, fra l’altro «le preoccupazioni sulle conseguenze che la realizzazione dell’intervento di allargamento comporterà per l’ambiente e per l’uomo, con particolare riferimento alla qualità dell’aria conseguente alle emissioni, all’impatto sulla viticoltura e, non ultimo, alla possibilità di utilizzare rifiuti come combustibile. A prescindere dalla soluzione planimetrica che eventualmente verrà adottata e comprendendo la necessità di diluire le emissioni disperdendole su di un territorio più vasto mediante la realizzazione di un camino più alto – aggiunge Mario Benetti – si ritiene che l’ambito della valutazione dell’impatto ambientale avrebbe dovuto comprendere anche il rilievo del monte Maddalena, a ovest del territorio comunale di Botticino, comprendendone il crinale, al fine di valutare l’efficacia di tale diluizione in ragione dei venti predominanti e dei rilievi esistenti, e quindi l’impatto con il territorio comunale di Botticino. Si ritiene – aggiunge il sindaco - che questo aspetto debba avere una valutazione maggiormente approfondita. Quella presentata evidenzia che le emissioni ricadono in una zona già provata dalla presenza di inquinanti in atmosfera dovuta anche alla presenza dello stabilimento esistente, nonché allo scarso ricambio di aria».
«Nella previsione di emissione del cementificio viene indicata una diminuzione di inquinanti e, in modo poco significativo, anche delle polveri sottili, causa principale di malattie respiratorie; tali dati non vengono però aggregati con quelli derivanti dalle emissioni dovute all’aumento del traffico veicolare che viene stimato nel 27 per cento».
Alfredo Laffranchi
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Friday, November 18, 2005
Considerazioni sui fattori inquinanti
inquinanti, sui dati di Riva
e sul ruolo di Agenda 21
Faccio seguito a quanto esposto da Francesco Riva, per chiarire, se posso, alcune questioni di principio. Innanzitutto la demagogia: negli anni 80 e 90 si poneva l`accento ora sul monossido di carbonio, ora sugli NOx (ossidi d`azoto), ora sugli SOx (ossidi di zolfo), ora sui CnHx (idrocarburi incombusti). Abbattuti gli uni e gli altri tramite nuove tecnologie, messe a punto obbligatorie del parco auto, incentivi alla rottamazione, cosa rimane per tenere viva l`economia del veicolo a motore? Ma certo, il PM10. Non il PM100 della cementeria di Calusco, macché, quella non è pericolosa, anzi emette profumi di violetta. Il PM10. Dimentichiamoci di ossidi, anidridi e radicali liberi, non ci fanno più paura; le piogge acide sono cose del passato. Le autolinee provinciali usano il GECAL: il gasolio bianco. Le auto la benzina verde. Il metano, dice la pubblicità, è blu come il cielo. In mezzo a tutti questi colori dell`arcobaleno, adesso ci fa paura solo l`asma da PM10.
Secondariamente, il metodo scientifico. Al momento le amministrazioni comunali mettono le centraline dove meglio aggrada, in spregio a principi di uniformità. Ad esempio, la centralina meteo che gestisco non è installata così, come mi pareva, ma segue dei criteri rigorosi dettati dall`OMM (organizzazione mondiale della meteorologia), ed è inquadrabile come Stazione Meteo in ambito Urbano. Con questo non voglio dire che il clima di Sartirana sia lo stesso di Merate in viale Verdi, affatto. Ma le stazioni sono confrontabili solo se i criteri di rilevazione sono confrontabili. La stazione ARPA di Merate è messa alla rotonda del Ceppo, in prossimità della rotonda. Sicuri che tutte le località hanno la loro centralina nella medesima condizione? Non era meglio installare la centralina ARPA all`osservatorio astronomico, dove l`aria è salubre e pulita? Oppure identificare che l`inquinamento misurato è quello della SS342dir e non quello di Merate nel suo complesso? L`incremento percentuale proposto dagli studi proposti da Riva è assolutamente ridicolo, poiché passare da 50ug/m3 a 100ug/m3 comporterebbe un aumento STATISTICO del rischio epidemiologico del 5.1%. Mi chiedo come si possa identificare tale valore quale vera patologia potenziale, e non errore accidentale del metodo stocastico utilizzato. Addirittura si vuole sostenere che il monossido di carbonio "non è correlato in modo statisticamente significativo con il tasso di mortalità". Proviamo ad interpellare i VVF per sapere se sono d`accordo su questo.
Terzo, l`opportunità politica. La velocità diminuisce l`inquinamento. E` vero, come non ci abbiamo pensato prima, invece di fare la guerra ai limiti. E` socialmente più accettabile l`inquinamento da auto lumaca, o le morti da velocità? Riva è favorevole ai dossi rallenta traffico? Se sì, lo è di più o meno rispetto alla riduzione dell`inquinamento?
Infine, la soluzione ai problemi: le rotonde rallentano il traffico, dice Riva. Non è vero, ma bisogna saperle costruire. In Francia il traffico lo hanno snellito, da noi invece non le sappiamo fare, e quindi il risultato sono le code. A cos`altro pensa Riva? Ai semafori? Oppure le statali senza attraversamenti a raso?
Concludo, cambiando la giacchetta di lettore e vestendo quella di specialista del condizionamento e refrigerazione, e aggiungo due paroline su Agenda21. In qualità di innovatori del settore, ho proposto agli organizzatori del convegno tenuto in Ottobre a Lecco una breve partecipazione della società presso la quale opero, in relazione alle nuove tecnologie per il risparmio energetico e la riduzione dell`inquinamento, tramite l`utilizzo di pompe di calore geotermiche. Naturalmente avrei partecipato senza loghi nè nomi, perchè non volevamo farci pubblicità gratuita, ma solo proporre una tecnologia sviluppata autoctonomamente. I responsabili dell`organizzazione (non faccio i nomi, ma se li volete ve li dico), mi hanno risposto che a quel momento la cosa non interessava in quanto (udite udite) gli interventi erano già stati scritti. Mi domando se è veramente tutto oro ciò che luccica di verde. Concludo l`intervento con un estratto dal sito ARPA:
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L`introduzione della nuova strumentazione e del fattore di equivalenza comporta sul Sistema di Misura 2005 (SM2005), introdotto a partire dal 1.11.2004, un apparente incremento delle concentrazioni. Il valore numerico letto infatti a parità di qualità dell.aria risulta mediamente più alto perché viene inglobata nella misura anche la parte semivolatile. Ciò è particolarmente accentuato durante i mesi invernali in quanto durante i mesi caldi la parte semivolatile è allo stato di gas anche nell`aria esterna.
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I limiti tossicologici di legge sono stati introdotti precedentemente la revisione strumentale, e precisamente nel 1999, quindi in osservanza alle rilevazioni strumentali ed empiriche eseguite con i metodi ante-2005. Per permettere un confronto si utilizzano i seguenti fattori di correzione:
Quindi il particolato rilevato dalle centraline SM2005 risulta, in inverno, del 35% maggiore che quello delle centraline di tipo SMC, e questo solo per un criterio tecnologico.
Saluti
Alessandro Mandelli
Saturday, November 05, 2005
Calusco-Paderno: il 7 riunione fra enti e associazioni per `verifica` di Italcementi
associazioni per `verifica` di Italcementi
L’impianto di Italcementi
È convocato per lunedì 7 novembre alle ore 20.30 presso il comune di Calusco d’Adda l’incontro di verifica sulle posizioni espresse dall’Italcementi relativamente alle richieste avanzate dal tavolo di lavoro di comuni, associazioni ed enti. La richiesta avanzata dalla società nel mese di ottobre 2004 di utilizzare nel proprio processo produttivo combustibili non convenzionali (rifiuti pericolosi provenienti da processi industriali come Ecofluid e Rasf) aveva messo in allarme non solamente le istituzioni e le associazioni ambientaliste ma anche la popolazione che, in diversi momenti fra cui anche un’assemblea pubblica, aveva chiesto delucidazioni e garanzie. Studi di impatto ambientale, analisi sulle fonti di inquinamento attuali e future, confronti e verifiche si sono susseguiti a catena e lunedì il tavolo di lavoro dei comuni si esprimerà in merito alle “risposte” fornite da Italcementi. Nel corso della riunione si valuteranno le posizioni della ditta in merito ad inquinamento luminoso, acustico e ambientale e si chiederà una modifica del posizionamento della centralina Arpa per la rilevazione degli inquinanti
STUDIO IMPATTO AMBIENTALE ITALCEMENTI
Oggetto: VERIFICA CONGRUITA’ RISPOSTE ITALCEMENTI ALLE OSSERVAZIONI
A seguito delle due giornate di discussione con la Ditta in merito alla recepibilità delle osservazioni e delle condizioni proposte dal tavolo di lavoro, e dell’esposizione del piano finanziario generale dell’operazione, si convoca incontro di verifica delle posizioni espresse dalla ditta per:
LUNEDI’ 7 NOVEMBRE 2005 alle ore 20.30 presso il COMUNE DI CALUSCO D’ADDA
In tale occasione si proporrà al tavolo nuova proposta di posizionamento della centralina monitoraggio aria (più a nord, nella zona di confine con Carvico) a fronte di una richiesta di revisione delle scelte assunte proveniente dal Comitato dell’Isola, pervenuta successivamente all’incontro pubblico e già verificata con ARPA Bergamo.
Ordine del giorno:
- Delibera nuovo posizionamento centralina monitoraggio aria
- Confronto sul documento elaborato da Italcementi
- varie ed eventuali.
Obiettivo dell’incontro sarà quello di:
- verificare la conferma o l’adeguamento delle richieste di intervento a carico della Ditta a seguito della documentazione da loro prodotta.
OGGETTO: Tavolo Tecnico Italcementi di Calusco d’Adda – Proposte per il posizionamento della centralina rilevazione inquinanti e modalità trasporto merci.
Con riferimento all’o.d.g. dell’incontro del 6/10/2005, al quale non abbiamo potuto essere presenti, Le inviamo il pensiero del Comitato riguardo al posizionamento della centralina fissa per la rilevazione degli inquinanti.
Il Comitato ritiene che la scelta definitiva della localizzazione debba essere preceduta da una serie di valutazioni per individuare la zona più significativa per la rilevazione degli inquinanti a livello territoriale e che, pertanto, un posizionamento prossimo allo stabilimento Italcementi e non troppo distante dall’asta del fiume Adda non sia il più idoneo a tal fine.
Pertanto - considerata la valenza territoriale che rivestirà l’analisi continua della qualità dell’aria nel comune di Calusco (sarà il riferimento per tutto il Nord-Ovest dell’Isola), considerato il rilevante impegno economico che si intraprende e viste le caratteristiche estremamente avanzate delle rilevazioni che verranno svolte - si ritiene indispensabile individuare con la massima cura il posizionamento più idoneo.
Il Comitato ritiene di poter suggerire, come interessante alternativa alle scelte proposte, la zona al confine con il comune di Carvico, nei pressi dello sbocco della futura variante viaria proveniente da Villa d’Adda.
Con l’occasione il Comitato desidera ancora esprimere il proprio interessamento a riaprire il discorso del trasporto merci in entrata/uscita da Italcementi con l’utilizzo prevalente del ferro; a tal fine va ripresa e rivalutata la funzione strategica della ferrovia esistente.
In attesa di ulteriori prossimi confronti, si inviano distinti saluti.
Il Presidente
Comitato dell’Isola per la Difesa
dell’Ambiente e della Salute
( Sig.ra Lidia Biffi )
Allegati:
• La posizione di Italcementi (per scaricare clicca qui)
• La bozza di protocollo di Intesa (per scaricare clicca qui)
• L’area individuata per il posizionamento della centralina Arpa (clicca qui)
Saturday, October 29, 2005
Uno «squalo bianco» nella flotta Italcementi
Il Gruppo Italcementi ha «pescato» uno squalo bianco. Si chiama difatti «White Shark» la nuova motonave entrata a far parte della flotta di Medcem, la società armatoriale del Gruppo creata in joint Venture con il Gruppo Romeo. Va ad affiancare Turbocem, varata lo scorso aprile. Medcem ha investito in questa nuova operazione circa 23 milioni di dollari.
Tuesday, October 25, 2005
Rete Donne Brianza contro gli inceneritori
Ho letto con stupore e preoccupazione l`articolo sulle richieste delle amministrazioni locali in relazione al progetto di coincenerimento di rifiuti liquidi pericolosi nella cementificio Italcementi di Calusco d`Adda. A Merone, in provincia di Como, Rete Donne Brianza ha raccolto con una petizione popolare 10.000 firme contro l`incenerimento di qualsiasi tipo di rifiuto o combustibile derivato dai rifiuti nel cementificio Holcim. I rischi dell’incenerimento dei rifiuti in inceneritori sono ampiamente documentati, e il coincenerimento è ancora più pericoloso, dando luogo ad emissioni di diossine, PCB, metalli pesanti, componenti tossici e accumulabili nell’organismo. Abbiamo raccolto una vasta documentazione su questo argomento che può essere consultata sul nostro sito: www.retedonnebrianza.org. Le vere alternative sono: riduzione dei rifiuti alla fonte, riciclaggio, compostaggio. E per smaltire ciò che resta, come previsto dal decreto Ronchi, i 12 inceneritori della Lombardia
su un totale di 42 in Italia sono più che sufficienti. Il vero motivo della scelta, sono i profitti del business dei rifiuti, poco importa la salute degli abitanti. Con l`appoggio di Greenpeace di Como e di tutte le associazioni ambientaliste della zona, noi a Merone abbiamo detto un secco no a qualsiasi compromesso. In Italia e nel mondo i cittadini che si oppongono sono tanti. Lancio un appello agli abitanti di Cernusco perché si uniscano a noi. Perché la salute dei nostri bambini è più importante. Rete Donne Brianza fa parte della Rete Nazionale contro gli Inceneritori http://www.inceneritori.org/ e della Alleanza Globale per le Alternative all’incenerimento dei Rifiuti. Link: http://www.no-burn.org/
Lisa Nitti
Presidente Rete Donne Brianza
Saturday, October 22, 2005
ROBBIATE Ottocento firme contro il progetto del forno alimentato da rifiuti
Ha raggiunto quota 800 la raccolta di firme promossa dalla Lega Nord Robbiate e dall'Mgp Robbiate contro il progetto della multinazionale Italcementi di usare Ecofluid, Rasf ed altri derivati dai rifiuti per alimentare il forno da cemento presso l'impianto di Calusco d'Adda. La scorsa domenica i due gruppi hanno organizzato un banchetto a Verderio Superiore che ha permesso il superamento di «quota 800», un numero non indifferente, che appoggia le amministrazioni comunali lecchesi nella battaglia contro il progetto. I due movimenti hanno avviato anche un volantinaggio capillare sul territorio per informare sul progetto. Il gruppo di studio a cui partecipano anche associazioni ambientaliste e Province ha elaborato una serie di richieste dettagliate per mitigare l'impatto.
Pagina in Pdf
oggetto: Gazebo Lega Nord sabato 29 ottobre a Paderno d`Adda
La Lega Nord Robbiate e il Movimento Giovani Padani di Robbiate organizzano per sabato 29 Ottobre dalle 14 alle 18 una gazebata a Paderno d`Adda presso il parcheggio della stazione Fs. Proseguira` la raccolta firme contro il progetto di utilizzo di rifiuti tossico-nocivi impiegati come combustibili, da parte della ditta Italcementi di Calusco d`Adda. E` invitata a firmare tutta la cittadinanza, il nostro movimento ritiene che i cittadini non vogliano un inceneritore privato che smaltirebbe i peggiori rifiuti industriali, con effetti nefasti per la sicurezza e la salute.
Prosegue incessante la campagna informativa su tutto il territorio interessato, dei pericoli e della natura di questi rifiuti, affinche` i cittadini possano essere padroni del proprio futuro e delle loro libere scelte, contro le lobby economico industriali che vogliono anteporre i propri interessi al bene della comunita`. La Lega Nord e` da sempre al fianco dei cittadini nelle battaglie a salvaguardia dei loro diritti.
La presenza del consigliere comunale Matteo Crippa,del segretario organizzativo provinciale Marco Benedetti, dei consiglieri provinciali Antonello Formenti e Rosagnese Casiraghi, sara` l`occasione per i cittadini di confrontarsi ed avere informazioni dirette sulla scottante vicenda. Si potra` inoltre firmare per due proposte di legge di iniziativa popolare presentate dalla Lega Nord inerenti l`euro e adesione all`Unione Europea. Ad entrambe le iniziative possono aderire i cittadini di tutti i comuni.
Sunday, October 16, 2005
Rifiuti tossici come combustibili: un gazebo contro il progetto
Rifiuti tossici come combustibili: un gazebo contro il progetto
VERDERIO SUPERIORE Un gazebo contro il progetto di utilizzare rifiuti tossici come combustibili da parte della «Italcementi» di Calusco d'Adda. Lo organizza, per oggi a partire dalle 14 in via Princiapale, la sezione robbiatese della Lega Nord. Durante il pomeriggio, i cittadini saranno invitati a firmare una petizione. Nel frattempo, prosegue la campagna informativa sul territorio per informare tutti dei pericoli e della natura dei rifiuti che la «Italcementi» intende utilizzare. All'incontro con i cittadini saranno presenti i consiglieri provinciali Antonello Formenti e Rosagnese Casiraghi, il segretario di circoscrizione Marco Fumagalli. Ulteriori informazioni al sito internet http://leganordrobbiate.interfree.it/.
Tuesday, October 04, 2005
Italcementi, non c’è intesa
Da Botticino e Mazzano la richiesta di consistenti interventi ambientali a fronte dell’espansione del sito
Italcementi, non c’è intesa
I comuni vogliono riscrivere il piano di ampliamento dell’azienda
Non è un vero e proprio stop ma poco ci manca. Dai Comuni di Mazzano e Botticino arrivano infatti considerazioni critiche nei confronti del progetto di ammodernamento dello stabilimento «Italcementi», che mercoledì scorso è stato esaminato da entrambi i consigli comunali.
Il risultato delle sedute? Entrambe le assemblee hanno approvato all’unanimità lo studio di impatto ambientale realizzato per conto dei municipi dall’ingegner Roberto Carrara di Bergamo; un documento sensibilmente diverso da quello presentato da Italcementi. E venerdì, durante un incontro con la stampa, le due amministrazioni hanno spiegato la loro posizione.
«L’Italcementi - ha esordito il sindaco di Rezzato Enrico Danesi - ha dimostrato maggiore disponibilità al confronto rispetto al passato. Ma se confronto ci deve essere, i progetti vanno concordati insieme nelle forme, nei tempi, nei procedimenti amministrativi e nei contenuti; se necessario ripartendo da capo». In altre parole si chiede «una completa rivisitazione dei programmi di ammodernamento della cementeria».
Concetto ribadito anche dal sindaco di Mazzano, Luigi Elisetti, e dagli assessori all’Ecologia dei due comuni, Ferdinando Facchin e Marco Apostoli. E’ intervenuto anche il capogruppo consiliare della lista di minoranza «Liberinsieme» di Rezzato, che si è detto d’accordo con la maggioranza perchè «la salvaguardia ambientale e della salute è una esigenza trasversale».
Il problema, hanno rilevato gli esponenti dei due comuni, è che la zona attorno allo stabilimento è da tempo al centro di una situazione ambientale assai critica. Basta ricordare per esempio che le concentrazioni di Pm10 (le famigerate polveri sottili) rilevate negli anni 2002, 2003 e 2004 a Rezzato hanno sempre superato i valori limite per la protezione della salute umana. «L’attuale situazione ambientale - scrive nel suo studio l’ingegner Carrara - impone l’adozione di reali interventi di risanamento».
Invece, il progetto di ammodernamento presentato dalla Società cementeria Italcementi prevede un ampliamento dell’attuale superficie occupata dallo stabilimento sfruttando la residua capacità edificatoria; oppure l’estensione dell’impianto a sud del Naviglio, nel territorio di Mazzano. Secondo l’azienda, l’allargamento «consentirà insieme al raddoppio della produzione una riduzione compresa tra il 20 e l’80 per cento di tutte le emissioni della cementeria».
Lo stabilimento produce cemento bianco (di altissima qualità) e tradizionale nella misura di 800 mila tonnellate annue di «grigio» e di 200 mila di bianco. Quello grigio si produce in due forni, mentre il progetto in discussione ne prevede una sola. E l’ammodernamento dovrebbe concretizzarsi sostituendo i due forni vecchi con un nuovo impianto.
I comuni di Mazzano e di Rezzato chiedono invece l’ammodernamento di tutti i forni, in uso da almeno quattro decenni. All’azienda interessa l’incremento della produzione; alle amministrazioni il miglioramento della qualità dell’aria e della situazione ambientale.
Alfredo Laffranchi
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Monday, October 03, 2005
Economia civile/ Italcementi guarda allo sviluppo sostenibile. Rating etico A++
Venerdí 30.09.2005 10:06
Rating A++ per Italcementi dagli analisti di finanza etica di Axia. Motivazione: una "politica di gruppo che, partendo da 'Zero infortuni', guarda allo sviluppo sostenibile",
Il progetto "Zero Infortuni", che ha preso il via nel 2000, concerne la politica della sicurezza sul lavoro, sulla base delle normative dei 19 Paesi in cui Italcementi opera. Il gruppo è membro del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), organismo al quale aderiscono 175 gruppi internazionali. In questo contesto, nel luglio 2002, Italcementi Group ha sottoscritto l'Agenda for Action della Cement Sustainability Initiative, il primo impegno formale che vincola alcune tra le maggiori imprese cementiere al mondo a un piano d'azione quinquennale finalizzato al soddisfacimento dei bisogni presenti salvaguardando le esigenze delle future generazioni.
Nello specifico, una società cementiera ha problemi di emissioni di CO2, che il gruppo s'impegna a contenere attorno ai 650 kg per tonnellata di cemento. Ha problemi di deposito di materiali non degradabili nelle discariche, che con progetti pilota Italcementi si propone di riciclare in parte come combustibili alternativi. E poi ci sono i problemi di emissioni di polveri sottili, di traffico di camion, di sfruttamento di cave, e molto altro.
La pagella di Axia, dunque, tenendo presente gli sforzi della società guidata da Giovanni Giavazzi, presidente, e da Giampiero Pesenti, amministratore delegato, dà una voto 10 al fatto di redigere un bilancio sociale, 9 al prodotto, 9 al rispetto dell'ambiente, 8 alla territorialità (legami con le communities), 8 in corporate governance, 8 al trattamento dei lavoratori, 6 alla trasparenza delle operazioni. Insufficienti invece le relazioni internazionali (5) e soprattutto il rispetto delle minoranze, del tutto assente secondo Axia, che assegna un bruttissimo 3.
Thursday, September 29, 2005
L’azienda di Rezzato - Mazzano chiama i comitati ad un incontro
L’Italcementi agli ambientalisti «Meno emissioni, impatto minimo»
L’Italcementi risponde ai Comitati ambientalisti che si sono dimostrati critici (e contrari) all’ipotizzato progetto di ammodernamento della cementeria di Rezzato-Mazzano.
«I Comitati – spiega Stefano Gardi, responsabile del settore Ecologia dell’Italcementi – sostengono che aumenteranno le emissioni. Rispondiamo che nonostante l’aumento di produzione, le emissioni in atmosfera (che certamente sono l’aspetto ambientale più rilevante) verranno ridotte in notevole misura (tra il 20 e l’80 per cento) rispetto ai valori attuali».
Si temono emissioni nocive, obiettano i comitati ambientalisti. «Non è prevista – è la replica degli esperti di Italcementi - la costruzione di alcun tipo di inceneritore. Intendiamo solo sostituire due delle tre linee produttive esistenti con una nuova linea produttiva per la produzione di cemento realizzata secondo le più moderne tecnologie di controllo ambientale».
Non potrete negare - obietta qualcuno all’azienda dell’hinterland - che l’aumento di produzione comporterà un maggiore sfruttamento della cava del Monte Marguzzo. «Non prevediamo - è la replica dell’azienda - che la Cava situata sul Monte Marguzzo incrementi l’estrazione di materia prima oltre quanto già previsto dalle autorizzazioni e dalla pianificazione vigente. Inoltre la nuova linea è in grado di utilizzare con maggiore efficienza le materie prime estratte».
Aumenterà, in modo notevole, anche il traffico indotto ... «Riteniamo - osserva sul punto Gardi - che l’aumento di traffico avrà un impatto minimo anche grazie agli investimenti fatti da Italcementi negli ultimi anni sulla viabilità di accesso all’impianto. Tra tutti la realizzazione, di una bretella di connessione alla viabilità principale allo scopo di evitare il transito nei centri abitati. Confermiamo la massima disponibilità a fornire tutte le informazioni che un progetto così significativo richiede. Abbiamo invitato i comitati ambientali ad un incontro in cementeria per chiarire gli aspetti più rilevanti del progetto. Inoltre ci siamo messi a disposizione delle amministrazioni locali per chiarire, anche tramite visite ai nostri impianti produttivi, l’effettiva portata del progetto, che intende coniugare - conclude Stefano Gardi - le esigenze ambientali con le necessità produttive in linea con le migliori tecnologie disponibili oggi sul mercato».
Alfredo Laffranchi
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Tuesday, September 27, 2005
Pescara «cavia» del cemento antismog
Pescara «cavia» del cemento antismog
Test nei cantieri del Comune per il nuovo materiale che assorbe l’inquinamento
di GIUSEPPE RECCHIA
«A piedi nudi, in mezzo ai prati, mentre qui in centro io respiro il cemento». Come Celentano nella "Via Gluck", l'avevamo tanto odiato quel cemento che sottrae verde e bellezza alle nostre città. E invece è in arrivo una rivoluzione che potrebbe farci ricredere, un nuovo materiale ecologico che Pescara sarà una delle prime a sperimentare. L'Italcementi - un colosso del settore, leader in Italia e in Europa con più di 60 stabilimenti e quasi 150 mila dipendenti - ha infatti brevettato il Tx Millennium, un cemento composto prevalentemente da biossido di titanio, il quale possiede la proprietà di decomporre, attraverso un procedimento fotocatalitico, le sostanze inquinanti quali l'ossido e il biossido di azoto, il biossido di zolfo, il monossido di carbonio, l'ozono. In parole povere questo materiale, esposto alla luce e all'aria, assorbe gli elementi inquinanti che ammorbano l'ambiente che ci circonda e li trasforma in composti innocui per la salute.
Insomma, un invenzione che potrebbe rimettere in discussione tutte le strategie antinquinamento fin qui adottate, e produrre migliori risultati. Ne è certo Marcello Benigni, imprenditore pescarese amministratore unico della Edilvibro - società di Casoli tra le prime in Italia a commercializzare il nuovo materiale - il quale ha avuto una brillante idea per lanciare il prodotto sul mercato: «Ho contattato sia Luciano D'Alfonso che altri sindaci abruzzesi per esporre le qualità del Tx Millennium. l’esperimento che propongo è utilizzare il cemento nei lavori che dovremmo svolgere, da qui a breve, per il Comune di Pescara e per altre amministrazioni: lo forniremo allo stesso prezzo del cemento tradizionale, ma poi analizzeremo gli effetti sull'ambiente circostante che, si vedrà, saranno stupefacenti».
Pescara farà dunque da cavia per la sperimentazione del cemento ecologico, il quale costa sì il 20% in più rispetto a quello tradizionale, ma produrrebbe benefici incalcolabili in termini di salute pubblica. Almeno se venissero confermate le analisi svolte dal dipartimento di Chimica dell'università di Ferrara, che hanno riscontrato una riduzione dell'80% dell'inquinamento atmosferico circostante i manufatti realizzati col materiale in questione. Mentre secondo altre stime, rivestire di Tx Millennium il 15% delle superfici a vista di una città consentirebbe di ridurre l'inquinamento totale del 50%. «E bisogna anche considerare - aggiunge Benigni - che questo tipo di cemento, in termini di utilizzo, è identico a quello tradizionale e allo stesso modo può essere impiegato nella costruzione di strade, piazze ed edifici di qualsiasi genere».
Monday, September 26, 2005
Speciale inceneritori/cementerie
Scritto da Administrator
lunedì, 19 settembre 2005
Sapevate che nel raggio di 20 Km da Calusco ci sono 6 impianti di incenerimento?
Calusco d'Adda (BG), Dalmine (BG), Trucazzano (BG), Merone (CO), Valmadrera (LC), Trezzo (MI)
Ecco alcuni documenti sull'incenerimento:
Diossine, ambiente e salute
Incenerimento di rifiuti nei cementifici
Cemento ottenuto dai rifiuti e rischio ambientale
Rete donne brianza
Rischi sanitari e alternative
Sunday, September 25, 2005
I Consigli comunali di Mazzano e Rezzato decidono
Italcementi, il futuro appare problematico
Nessun Comitato ambientale si è espresso per l’ampliamento
Il programmato ampliamento dell’azienda dell’Italcementi ha già suscitato varie reazioni negative di cui terranno senza dubbio conto i Comuni interessati, Rezzato e Mazzano. Insieme stanno per decidere cosa rispondere all’Italcementi (entro il 29 settembre). I due Comuni hanno convocato il Consiglio comunale, entrambi mercoledì 28 settembre, per discutere la questione e per prendere una decisione, facilitata dagli studi dei consulenti scientifici ingaggiati appositamente dalle due Amministrazioni comunali. Evidentemente è tutto da decidere nelle riunioni di mercoledì, ma su questa decisione potrebbe avere un peso il lavoro fino a qui svolto dai consulenti ingaggiati da Rezzato e Mazzano.
Com’ è noto l’Italcementi ha presentato ai Comuni due progetti di ampliamento, alternativi tra di loro e i rispettivi piani di impatto ambientale. Un progetto prevede un ampliamento sull’attuale superficie occupata dallo stabilimento, sfruttandone la residua capacità edificatoria; l’altro progetto prevede l’estensione dell’impianto a sud del Naviglio, nel territorio di Mazzano.
Sui progetti è già stato reso noto il parere nettamente contrario del Coordinamento territoriale ambientale dei Comuni di Nuvolento, Nuvolera, Paitone, Prevalle e Serle perchè «l’ampliamento è orientato ad ottenere un notevole incremento della capacità produttiva, che passerebbe dalle attuali 2.300 tonnellate giornaliere a 4.000 tonnellate al giorno, con conseguente aumento dei consumi delle risorse necessarie (energia, calcare da estrarre nella cava e frantumare, acqua di processo ecc.) e del traffico veicolare: stimato un più 27 per cento in entrata (per materie prime, combustibili, servizi...) ed in uscita (prodotto finito). L’Italcementi - prosegue il comunicato reso pubblico dal Coordinamento dei cinque Comuni - prevede che il forno sia utilizzato per lo smaltimento di rifiuti, tra cui rifiuti pericolosi quali le ceneri di risulta da centrali elettriche e le sabbie di purificazione degli oli esausti, senza alcuna indicazione delle quantità, delle modalità di stoccaggio e movimentazione, né delle precauzioni adottate per evitare la dispersione ambientale di tali materiali e le modalità di intervento in caso di sversamento accidentale di tali rifiuti o di contaminazione del suolo o del sottosuolo». A Mazzano e Rezzato sono arrivati altri pareri dai paesi vicini, «ma finora nessun Comitato ambientale o Comune si è espresso a favore dell’ampliamento Italcementi». Considerazioni di cui i Consigli comunali di Mazzano e Rezzato terranno sicuramente conto.
Alfredo Laffranchi
Saturday, September 24, 2005
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
LEGAMBIENTE LOMBARDIA – LEGAMBIENTE BERGAMO – LEGAMBIENTE MERATE
ITALCEMENTI DI CALUSCO D'ADDA: LEGAMBIENTE E I COMUNI CHIEDONO PIU' GARANZIE PER L'AMBIENTE Due le richieste fondamentali a Italcementi: cambiare lo Studio di Impatto Ambientale per tener conto delle osservazioni e ridurre le emissioni inquinanti con tecnologie sicure. Legambiente pronta a dare battaglia.
Si attende tra pochi giorni la risposta ufficiale di Italcementi al documento unitario elaborato da amministrazioni locali, enti parco, sindacati ed associazioni ambientaliste contenente le indicazioni e gli approfondimenti al progetto di coincenerimento di rifiuti liquidi pericolosi nella cementeria di Calusco d’Adda voluto da Italcementi.
Il documento è il prodotto di un percorso partecipato e condiviso, realizzato nell’ambito di Agenda 21, che è durato parecchi mesi e che ha messo intorno allo stesso tavolo vari attori presenti sul territorio: insieme al Comune di Calusco D'Adda, che da subito ha ritenuto quella posta da Italcementi una questione “sovracomunale” e che ha convocato il tavolo di lavoro, sono state presenti le amministrazioni comunali limitrofe (ben 15 amministrazioni coinvolte. Oltre a Calusco d’Adda hanno preso parte al tavolo di lavoro anche le amministrazioni comunali di Villa d’Adda, Carvico, Sotto il Monte, Terno d’Isola, Solza, Medolago, Suisio, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Superiore, Verderio Inferiore, Merate, Imbersago e Cornate d’Adda), la Provincia di Bergamo, la Provincia di Lecco, l’ARPA, l’ASL, il Parco Regionale Adda Nord, il PLIS del Canto e del Bedesco, il CIB (Comuni dell’Isola Bergamasca), i sindacati e le associazioni ambientaliste. Tutte le realtà coinvolte hanno scelto di creare un’esperienza di coordinamento su tematiche ambientali e territoriali non geograficamente circoscrivibili e quindi non direttamente riconducibili alla responsabilità di un solo ente. Il tavolo di lavoro ha esaminato ed approfondito la documentazione prodotta da Italcementi in merito all'introduzione nel ciclo produttivo di rifiuti pericolosi come combustibili alternativi ai tradizionali. Al tavolo hanno partecipato anche i tecnici dell'azienda proponente, attivando così un serrato confronto nel merito dei progetti avanzati.
Tutto il lavoro finora svolto è finalizzato all’avvio della fase di sperimentazione che dovrebbe durare un anno nel caso ottenga le dovute autorizzazioni. Nella sostanza si è ritenuto opportuno che la fase di sperimentazione possa partire a patto che vengano rispettate due condizioni ritenute pregiudiziali: da un lato che Italcementi integri nella nuova versione dello Studio di Impatto Ambientale le specifiche richieste tecniche avanzate dagli enti e dall’altro che vengano recepite le indicazioni ed i suggerimenti su aspetti che più o meno direttamente sono legati al progetto in questione. Parliamo di indicazioni che tecnicamente non sono attinenti al progetto specifico di coincenerimento di rifiuti speciali e pericolosi ma che dovrebbero essere tenute in opportuna considerazione dato il contesto sociale ed ambientale in cui esso si inserisce. In particolare, relativamente alla prima condizione, nel documento si auspica che vengano inserite nella ripubblicazione del SIA che dovrebbe avvenire a breve, le osservazioni e le richieste sottoposte all’azienda nei mesi scorsi: per esempio si ritiene legittimo avere una maggior conoscenza del piano di gestione dei rifiuti speciali e speciali pericolosi, un approfondimento sulle caratteristiche dei rifiuti stessi e l’inclusione tra gli scenari di rischio di un eventuale ribaltamento delle autobotti in fase di trasporto di tali rifiuti. Sarebbe anche importante conoscere i risultati di esperienze di co-combustione con l’impiego di rifiuti analoghi a quelli che bruceranno a Calusco. Per quanto riguarda la seconda condizione, come ancora si evince dal documento stesso, si tratta in particolare di richieste tese a massimizzare il trasporto su ferro del complesso dei materiali necessari ovvero derivanti dal processo, a fornire una piena conoscenza del complesso delle emissioni generate dal processo produttivo e quindi a migliorare la qualità dell’aria, a ridurre l’impatto luminoso e migliorare il clima acustico
“Il lavoro di questi mesi è stato molto intenso ma quello che tutti insieme siamo riusciti ad elaborare è un documento importante, condiviso e costruttivo. Bisogna sottolineare il fatto che questa esperienza di concertazione e partecipazione è stata importante e dovrebbe diventare un metodo normalmente usato nell'affrontare più in generale tutte quelle tematiche che incidono profondamente, e molte volte in modo permanente, aree del nostro territorio” sono le parole di Andrea Poggio, Presidente di Legambiente Lombardia. “Il documento esprime ciò che noi riteniamo debba essere modificato dall’azienda per venire incontro alle esigenze di tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Ora la palla passa ad Italcementi. Vedremo se dimostrerà sensibilità e buon senso di fronte alle esigenze e alle richieste della nostra gente e del nostro territorio. ” dichiarano i responsabili del Coordinamento Provinciale di Legambiente Bergamo.
Breve cronistoria
- 28 Ottobre 2004: richiesta formale da parte di Italcementi per impiegare CDR (Combustibile Da Rifiuti) nel forno della cementeria di Calusco d’Adda;
- 16 Dicembre 2004: Italcementi presenta formalmente i progetti finalizzati ad ottenere l'autorizzazione per l’utilizzo nel proprio processo produttivo di “combustibili non convenzionali”, rifiuti pericolosi provenienti da processi industriali denominati “Ecofluid” e “RASF” da impiegare.
- 15 Gennaio 2005: Italcementi presenta pubblicamente lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) relativo all’impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincenerimento nel forno della cementeria di Calusco d’Adda
- Febbraio 2005: Definizione del Programma di Lavoro per affrontare la questione “Italcementi” nell’ambito di Agenda 21; l’Assemblea dei Comuni dell’Isola Bergamasca (CIB) adotta il Programma di Lavoro; vengono coinvolti anche i comuni più vicini al di là dell’Adda, la Provincia di Lecco e le associazioni ambientaliste, tra cui LEGAMBIENTE.
- Marzo-Agosto 2005. Vengono istituiti due tavoli di lavoro: un tavolo tecnico che approfondisce la conoscenza e prepara le osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale (SIA) ed uno politico che lavora su di una strategia comune da adottare per affrontare le problematiche legate al progetto di Italcementi;
- 21 Giugno 2005: Assemblea pubblica organizzata a Calusco d’Adda per illustrare alla popolazione il lavoro svolto dal tavolo tecnico. I suggerimenti, le indicazioni ed anche le problematicità emerse dai cittadini vengono raccolte e discusse nel tavolo politico.
- Settembre 2005: il tavolo politico consegna il documento ufficiale contenente le indicazioni, i suggerimenti e le migliorie proposte ad Italcementi in relazione al progetto di coincenerimento di rifiuti pericolosi a Calusco d’Adda
Ampliamento dell'Italcementi Gli ambientalisti non ci stanno
Sul sito del Comune di Mazzano appare in questi giorni il comunicato dell'Italcementi spa in cui si spiega come prendere visione del progetto e dello studio di impatto ambientale per eventuali istanze o osservazioni?.
L'Italcementi - spiega il sindaco di Rezzato Enrico Danesi - ha presentato non uno, ma due progetti di ampliamento, alternativi tra loro, e i rispettivi piani di impatto ambientale. Un progetto prevede un ampliamento sull'attuale superficie occupata dallo stabilimento, sfruttandone la residua capacità edificatoria; e un progetto prevede l'estensione dell'impianto a sud del Naviglio, nel territorio di Mazzano. Progetti e studi sono al vaglio dei Consigli comunali e delle Commissioni urbanistiche di Rezzato e Mazzano, che li valuteranno e poi si esprimeranno?.
Per lavorare con maggiore calma i Comuni di Mazzano e Rezzato hanno chiesto all'Italcementi di posticipare tutto di un mese per avere il tempo di fare osservazioni e l'azienda ha subito accettato la richiesta. Ma mentre i Comuni direttamente interessati al potenziamento produttivo dell'Italcementi stanno studiando (con l'ausilio di esperti) il progetto della ditta, arriva il parere contrario del Coordinamento territoriale ambientale dei Comuni di Nuvolento, Nuvolera, Paitone, Prevalle e Serle.
Il progetto di ampliamento dell'Italcementi - spiega un comunicato del Coordinamento dei cinque Comuni - è orientato ad ottenere un notevole incremento della capacità produttiva, che passerebbe dalle attuali 2.300 tonnellate giornaliere a 4.000 tonnellate al giorno, con conseguente aumento dei consumi delle risorse necessarie (energia, calcare da estrarre nella cava e frantumare, acqua di processo ecc.) e del traffico veicolare: stimato un più 27 per cento in entrata (per materie prime, combustibili, servizi...) ed in uscita (prodotto finito)?. ?L'Italcementi - prosegue il comunicato - prevede che il forno sia utilizzato per lo smaltimento di rifiuti, tra cui pericolosi quali le ceneri di risulta da centrali elettriche e le sabbie di purificazione degli olii esausti, senza alcuna indicazione delle quantità, delle modalità di stoccaggio e movimentazione, né delle precauzioni adottate per evitare la dispersione ambientale di tali materiali e le modalità di intervento in caso di sversamento accidentale di tali rifiuti o di contaminazione del suolo o del sottosuolo?
.a.laf.
Thursday, September 22, 2005
Lega: ottima riuscita del gazebo di Paderno
Immagine
Il banchetto della Lega a Paderno
La Lega Nord e l`Mgp Robbiate ringraziano tutti i cittadini e partecipanti per la splendida riuscita del gazebo di domenica 10 settembre a Paderno d`Adda.
La battaglia della Lega Nord contro il progetto dell` Italcementi, di utilizzare rifiuti tossico-nocivi come combustibili alternativi , prosegue nel migliore dei modi, visto l`altissimo numero di firme raccolte a sostegno dell`iniziativa. L`affetto e la determinazione manifestati dalle persone dimostrano come la Lega Nord sia l`energia vitale della politica. Come preannunciato gazebo verranno istituiti in ogni paese coinvolto , verra` inoltre attuato un volantinaggio capillare sul territorio affinche` i cittadini possano essere padroni del proprio futuro e delle loro libere scelte contro le lobby economico industriali che antepongono i propri interessi al bene comune.
Con l`occasione ringraziamo le numerose persone che oltre a firmare la petizione, si sono tesserate per il nostro movimento,a dimostrazione di come il tema della sicurezza ambientale sia molto sentito dai cittadini e vengano premiate le nostre battaglie di liberta` e di tutela dei diritti dei cittadini. Si ringrazia la Circoscrizione di Merate e la vicina sezione di Olgiate per il prezioso contributo fornito alla splendida realizzazione della manifestazione.
Il Segretario Il Responsabile Mgp
Marco Benedetti Maurizio Villa
paderno Italcementi: nuovo studio sull'impatto ambientale
Il complesso industriale dell'Italcementi che tiene in allerta amministrazioni locali e associazioni ambientaliste
PADERNO (l. per.) Italcementi alla stretta finale sulle richieste avanzate dagli enti locali bergamaschi e lecchesi in merito al progetto di utilizzo di combustibili alternativi nel nuovo forno da cemento. A giorni verrà infatti consegnato il documento di risposta, mentre sul territorio la Lega Nord continua la raccolta di firme contro questo progetto e annuncia che verrà fatto un volantinaggio e istituiti banchetti in ogni paese coinvolto: Robbiate, Paderno, Imbersago, Verderio Inferiore e Supeiore per citare i più vicini. Come si ricorderà nei mesi scorsi il Parco Adda Nord, la Provincia di Lecco e Bergamo, l'Arpa, Legambiente ed i comuni dell'Isola bergamasca ed i lecchesi Paderno d'Adda, Robbiate, Verderio Superiore, Verderio Inferiore, Merate, Imbersago e Cornate d'Adda avevano partecipato ad un tavolo comune per redarre una serie di richieste per consentire ad avviare la sperimentazione che dovrebbe durare un anno se il ministero competente dovesse autorizzare l'utilizzo di Rasf ed Ecofluid nel forno. Se da quanto elaborato da Italcementi non sembrano esserci problemi nelle emissioni, uno dei punti critici resta il trasporto eventuale di questi tipi di combustibile. Il tavolo di lavoro ha chiesto un nuovo studio di impatto ambientale che contempli il rischio di ribaltamento delle cisterne con la sua inclusione negli scenari di rischio e relativa predisposizione di un piano di intervento e di protezione civile in caso di incidente. Gli enti locali preferirebbero che tutto venisse trasportato su rotaia, non solo chiedono anche una valutazione delle emissioni su larga scala e una mappatura dell'inquinamento acustico e luminoso. In particolare è considerata «pregiudiziale» la definizione condivisa del livello delle emissioni dall'impianto: in caso contrario la loro opposizione sarebbe definitiva.
Sunday, September 18, 2005
Calusco: Legambiente chiede all`Italcementi più garanzie per l`ambiente
Calusco: Legambiente chiede all`Italcementi più garanzie per l`ambiente
Due le richieste fondamentali a Italcementi: cambiare lo Studio di Impatto Ambientale per tener conto delle osservazioni e ridurre le emissioni inquinanti con tecnologie sicure. Legambiente pronta a dare battaglia.
Si attende tra pochi giorni la risposta ufficiale di Italcementi al documento unitario elaborato da amministrazioni locali, enti parco, sindacati ed associazioni ambientaliste contenente le indicazioni e gli approfondimenti al progetto di coincenerimento di rifiuti liquidi pericolosi nella cementeria di Calusco d’Adda voluto da Italcementi.
Il documento è il prodotto di un percorso partecipato e condiviso, realizzato nell’ambito di Agenda 21, che è durato parecchi mesi e che ha messo intorno allo stesso tavolo vari attori presenti sul territorio: insieme al Comune di Calusco D`Adda, che da subito ha ritenuto quella posta da Italcementi una questione “sovracomunale” e che ha convocato il tavolo di lavoro, sono state presenti le amministrazioni comunali limitrofe (ben 15 amministrazioni coinvolte. Oltre a Calusco d’Adda hanno preso parte al tavolo di lavoro anche le amministrazioni comunali di Villa d’Adda, Carvico, Sotto il Monte, Terno d’Isola, Solza, Medolago, Suisio, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Superiore, Verderio Inferiore, Merate, Imbersago e Cornate d’Adda), la Provincia di Bergamo, la Provincia di Lecco, l’ARPA, l’ASL, il Parco Regionale Adda Nord, il PLIS del Canto e del Bedesco, il CIB (Comuni dell’Isola Bergamasca), i sindacati e le associazioni ambientaliste. Tutte le realtà coinvolte hanno scelto di creare un’esperienza di coordinamento su tematiche ambientali e territoriali non geograficamente circoscrivibili e quindi non direttamente riconducibili alla responsabilità di un solo ente. Il tavolo di lavoro ha esaminato ed approfondito la documentazione prodotta da Italcementi in merito all`introduzione nel ciclo produttivo di rifiuti pericolosi come combustibili alternativi ai tradizionali. Al tavolo hanno partecipato anche i tecnici dell`azienda proponente, attivando così un serrato confronto nel merito dei progetti avanzati.
Tutto il lavoro finora svolto è finalizzato all’avvio della fase di sperimentazione che dovrebbe durare un anno nel caso ottenga le dovute autorizzazioni. Nella sostanza si è ritenuto opportuno che la fase di sperimentazione possa partire a patto che vengano rispettate due condizioni ritenute pregiudiziali: da un lato che Italcementi integri nella nuova versione dello Studio di Impatto Ambientale le specifiche richieste tecniche avanzate dagli enti e dall’altro che vengano recepite le indicazioni ed i suggerimenti su aspetti che più o meno direttamente sono legati al progetto in questione. Parliamo di indicazioni che tecnicamente non sono attinenti al progetto specifico di coincenerimento di rifiuti speciali e pericolosi ma che dovrebbero essere tenute in opportuna considerazione dato il contesto sociale ed ambientale in cui esso si inserisce. In particolare, relativamente alla prima condizione, nel documento si auspica che vengano inserite nella ripubblicazione del SIA che dovrebbe avvenire a breve, le osservazioni e le richieste sottoposte all’azienda nei mesi scorsi: per esempio si ritiene legittimo avere una maggior conoscenza del piano di gestione dei rifiuti speciali e speciali pericolosi, un approfondimento sulle caratteristiche dei rifiuti stessi e l’inclusione tra gli scenari di rischio di un eventuale ribaltamento delle autobotti in fase di trasporto di tali rifiuti. Sarebbe anche importante conoscere i risultati di esperienze di co-combustione con l’impiego di rifiuti analoghi a quelli che bruceranno a Calusco. Per quanto riguarda la seconda condizione, come ancora si evince dal documento stesso, si tratta in particolare di richieste tese a massimizzare il trasporto su ferro del complesso dei materiali necessari ovvero derivanti dal processo, a fornire una piena conoscenza del complesso delle emissioni generate dal processo produttivo e quindi a migliorare la qualità dell’aria, a ridurre l’impatto luminoso e migliorare il clima acustico
“ Il lavoro di questi mesi è stato molto intenso ma quello che tutti insieme siamo riusciti ad elaborare è un documento importante, condiviso e costruttivo. Bisogna sottolineare il fatto che questa esperienza di concertazione e partecipazione è stata importante e dovrebbe diventare un metodo normalmente usato nell`affrontare più in generale tutte quelle tematiche che incidono profondamente, e molte volte in modo permanente, aree del nostro territorio” sono le parole di Andrea Poggio, Presidente di Legambiente Lombardia. “Il documento esprime ciò che noi riteniamo debba essere modificato dall’azienda per venire incontro alle esigenze di tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Ora la palla passa ad Italcementi. Vedremo se dimostrerà sensibilità e buon senso di fronte alle esigenze e alle richieste della nostra gente e del nostro territorio. ”
Breve cronistoria
- 28 Ottobre 2004: richiesta formale da parte di Italcementi per impiegare CDR (Combustibile Da Rifiuti) nel forno della cementeria di Calusco d’Adda;
- 16 Dicembre 2004: Italcementi presenta formalmente i progetti finalizzati ad ottenere l`autorizzazione per l’utilizzo nel proprio processo produttivo di “combustibili non convenzionali”, rifiuti pericolosi provenienti da processi industriali denominati “Ecofluid” e “RASF” da impiegare.
- 15 Gennaio 2005: Italcementi presenta pubblicamente lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) relativo all’impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincenerimento nel forno della cementeria di Calusco d’Adda
- Febbraio 2005: Definizione del Programma di Lavoro per affrontare la questione “Italcementi” nell’ambito di Agenda 21; l’Assemblea dei Comuni dell’Isola Bergamasca (CIB) adotta il Programma di Lavoro; vengono coinvolti anche i comuni più vicini al di là dell’Adda, la Provincia di Lecco e le associazioni ambientaliste, tra cui LEGAMBIENTE.
- Marzo-Agosto 2005. Vengono istituiti due tavoli di lavoro: un tavolo tecnico che approfondisce la conoscenza e prepara le osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale (SIA) ed uno politico che lavora su di una strategia comune da adottare per affrontare le problematiche legate al progetto di Italcementi;
- 21 Giugno 2005: Assemblea pubblica organizzata a Calusco d’Adda per illustrare alla popolazione il lavoro svolto dal tavolo tecnico. I suggerimenti, le indicazioni ed anche le problematicità emerse dai cittadini vengono raccolte e discusse nel tavolo politico.
- Settembre 2005: il tavolo politico consegna il documento ufficiale contenente le indicazioni, i suggerimenti e le migliorie proposte ad Italcementi in relazione al progetto di coincenerimento di rifiuti pericolosi a Calusco d’Adda

Thursday, September 08, 2005
Raccolta firme
Friday, August 05, 2005
Paderno Italcementi Uno scalo ferroviario tra le «prescrizioni»
Paderno Italcementi Uno scalo ferroviario tra le «prescrizioni»
PADERNO (l. per.) Uno scalo ferroviario all'interno dell'Italcementi per azzerare il traffico di camion e mezzi pesanti da e per il paese: è la richiesta dei comuni delle province di Lecco e Bergamo contenute in un lungo elenco di prescrizioni e richieste di un documento che i quindici comuni «toccati» dall'Italcementi hanno elaborato. Come noto, il colosso cementifero ha in programma l'utilizzo di combustibili alternativi al petrolio e suoi derivati nel forno da cemento di recente realizzazione. Sul finire dell'anno scorso aveva presentato al ministero delle attività produttive la richiesta per questo uso, avendo già in passato sperimentato l'Ecofluid con buoni risultati. La notizia non era piaciuta alle amministrazioni locali sulle due sponde dell'Adda e l'Italcementi aveva annunciato una moratoria fino alla fine di aprile per la presentazione della richiesta, il termine è passato senza che comunque si procedesse. È poi stato costituito un tavolo tecnico per l'esame di tutte le problematiche connesse a questo tipo di utilizzo, mentre in un'assemblea pubblica di maggio venne spiegato in lungo ed in largo il progetto, con i responsabili ambientali e della sicurezza del gruppo bergamasco che hanno assicurato il rispetto di tutte le normative del settore. Ora i comuni interessati – Paderno, i due Verderio, Robbiate, Merate, Imbersago e Cornate d'Adda, per quanto riguarda la sponda occidentale del fiume – chiedono moltissimi dati ad esempio sull'inquinamento acustico: intendono affidare ad un soggetto esterno alle amministrazoni, l'incarico per conoscere il complesso delle emissioni derivanti dalle fonti principali e un progetto di miglioramento del clima acustico «soprattuto in quei contesti residenziali in cui sono segnalate criticità». Le risorse necessarie sono da quantificare a cura dell'Italcementi e i contenuti dell'indagine riguardano la misurazione delle emissioni a impianto fermo ed in esercizio, la valutazione delle politiche della multinazionale per la gestione corrente dell'aspetto ambientale e quelle di miglioramento e l'esame delle soluzioni che saranno prospettate dalla ditta. Sono inoltre previsti mascheramenti delle emissioni sonore per raggiungere livelli di emissioni notturne inferiori a quelle previste dai piani di zonizzazione acustica. Un secondo ordine di problemi è il trasporto dell'Ecofluid ed il Rasf, e di tutte le materie prime, i prodotti finiti ed i rifiuti che entrano ed escono di cui si chiede che la maggior parte sia trasportata su ferro, quindi sarebbe necessario attivare uno scalo ferroviario interno allo stabilimento e si chiede uno studio di fattibilità in merito.
Tuesday, August 02, 2005
Pronto un documento `pregiudiziale` per Italcementi. 15 comuni attorno al tavolo
L`impianto dell`Italcementi di Calusco d`Adda
I 15 comuni dell’area interessata dalla questione Italcementi (7 della provincia di Bergamo, 7 del meratese compresa Cornate d’Adda) unitamente ai gruppi di Legambiente delle due sponde dell’Adda si sono ritrovati nella giornata di venerdì 29 luglio per approvare definitivamente il documento da sottoporre a Italcementi come condizione per poter partire con il progetto di combustione sperimentale. Dopo lunghi e studiati incontri da parte di questo tavolo tecnico e politico di lavoro ne è uscito un documento importantissimo ed elaborato rivolto ai cittadini, ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, alle associazioni e a tutti coloro che potrebbero essere interessati dalle ricadute dell’Italcementi. La relazione, presentata alla ditta di Calusco d’Adda, da cui ci si aspetta anche una risposta include una serie di obiettivi nonché di tematiche che dovranno essere necessariamente approfondite e comprende proposte, raccomandazioni e preoccupazioni da intendersi pregiudiziali per l’inizio delle attività di combustione. Come si ricorderà, infatti, all’inizio dell’anno Italcementi aveva annunciato di allargare la propria attività, andando a bruciare un tipo di rifiuti classificati dalla legge come pericolosi (nella fattispecie Ecofluid e Rasf), scatenando le opposizioni di comuni, associazioni ambientaliste e cittadini. Subito si sono attivati progetti e iniziative su più fronti come il tavolo tecnico di lavoro che ha portato alla stesura del documento dove vengono individuati temi che dovranno essere oggetto di approfondimento. Fra questi si richiedono i risultati di esperienze di co-combustione con l’impiego di rifiuti analoghi a quelli in esame (qualità e quantità), la valutazione degli effetti ambientali congiunti derivanti dall’impiego del complesso dei combustibili ipotizzati, l’indicazione delle modalità che si intendono adottare per il rispetto degli standard fissati. Gli Enti locali chiedono poi la verifica di alcune attività che non riguardano la combustione dei rifiuti tossici ma ritenute collaterali, come le problematiche del trasporto di materie prime e prodotti finiti, l’analisi della qualità dell’aria a scala larga, l’inquinamento luminoso e acustico. L’interessamento da parte di comuni, associazioni e semplici cittadini mostra come la problematica ambientale sia molto sentita nei diversi ambiti della vita sociale, per via anche della consapevolezza che l’inquinamento dell’aria non conosce “confini”. Ora spetterà all’Italcementi, cui non è possibile impedire l’utilizzo di tali combustibili, raccogliere le richieste dei comuni e farsi promotrice di un’informazione più sensibile e vicina alla gente.
continua (COOLEGATI AL LINK DEL TITOLO)
S.V.
LA PROVINCIA DI LECCO 02 08 05
Robbiate «Italcementi»: no al progetto di bruciare combustibili
La gente vede con poca simpatia il progetto dell'Italcementi di bruciare nel forno combustibili alternativi: la Lega promuove una raccolta di firme
ROBBIATE (l. per.) Al di qua dell'Adda la gente vede con poca simpatia il progetto dell'Italcementi di bruciare nel forno del cemento combustibili alternativi - rasf, ecofluid ed altri – come testimoniano le moltissime firme raccolte nei giorni scorsi dalla Lega Nord lecchese a Robbiate e dintorni. «Come preannunciato questo sarà solo l'inizio di una massiccia campagna informativa sui pericoli causati ai cittadini da questo progetto, in settembre gazebo verranno istituiti in ogni paese coinvolto, verrà inoltre attuato un volantinaggio capillare sul territorio affinchè i cittadini possano essere padroni del proprio futuro e delle loro libere scelte», sostiene il segretario robbiatese Marco Benedetti. La Lega nord lecchese aveva annunciato la raccolta firme in pompa magna dichiarando «la propria assoluta contrarietà al progetto che andrebbe ad aumentare la già non rosea situazione ecologico-ambientale dei territori dell'isola e del meratese; zone densamente popolate e dove è già stata riscontrata una mortalità per carcinoma superiore alla media nazionale. Non entrando nel merito della funzionalità dell'impianto, in condizioni normali di lavorazione, rimane concreta e allarmante l'ipotesi, in caso di guasto, di avere una nuova Icmesa a trent'anni dal dramma di Seveso. Inoltre il trasporto su gomma e lo stoccaggio di materiali altamente infiammabili in una zona così densamente popolata, metterebbe a repentaglio l'incolumita' dei cittadini in caso di un eventuale e prevedibile incidente. L'Italcementi è uno stabilimento di produzione di materiale per l'edilizia e tale deve rimanere». Il movimento di Bossi ha preannunciato che «si batterà ad ogni livello istituzionale per impedire che tale iniziativa abbia realizzazione».
Friday, July 29, 2005
La Lega Nord di Robbiate ringrazia i cittadini per la battaglia ``Italcementi``
La Lega Nord Robbiate ringrazia tutti i cittadini e partecipanti per la splendida riuscita del gazebo di domenica 24 Luglio. La battaglia della Lega Nord contro il progetto dell` Italcementi, di utilizzare rifiuti tossico-nocivi come combustibili alternativi , e` cominciata nel migliore dei modi, visto l`altissimo numero di firme raccolte a sostegno dell`iniziativa. L`affetto e la determinazione manifestati dalle persone dimostrano come la Lega Nord sia l`energia vitale della politica. Come preannunciato questo sara` solo l`inizio di una massiccia campagna informativa sui pericoli causati ai cittadini da questo progetto, in settembre gazebo verranno istituiti in ogni paese coinvolto , verra` inoltre attuato un volantinaggio capillare sul territorio affinche` i cittadini possano essere padroni del proprio futuro e delle loro libere scelte contro le lobby economico industriali che antepongono i propri interessi al bene comune. Con l`occasione ringraziamo le numerose persone che oltre a firmare la petizione, si sono tesserate per il nostro movimento,a dimostrazione di come il tema della sicurezza ambientale sia molto sentito dai cittadini e vengano premiate le nostre battaglie di liberta` e di tutela dei diritti dei cittadini. Si ringrazia la Circoscrizione di Merate e la vicina sezione di Olgiate per il prezioso contributo fornito alla splendida realizzazione della manifestazione.
il Segretario Marco Benedetti
Wednesday, July 27, 2005
rogeno L'ok della Regione alla cementeria suscita molte proteste fra le amministrazioni e le associazioni ambientaliste La «Holcim» brucia tonnellate
rogeno L'ok della Regione alla cementeria suscita molte proteste fra le amministrazioni e le associazioni ambientaliste La «Holcim» brucia tonnellate di fanghi: Comuni in guerra
ROGENO (d. bon.) Nuove polemiche intorno alla cementeria di Merone. Dopo le controversie dei mesi scorsi, legate alla possibilità per la cementeria di bruciare nei propri forni la spazzatura ridotta in Cdr (Combustibile derivato dai rifiuti), a far discutere è l'approvazione di un nuovo provvedimento del Pirellone. Un provvedimento con il quale la Regione ha concesso alla Holcim il permesso di bruciare 13 mila tonnellate all'anno di fanghi prodotti dal trattamento delle acque, e contro il quale si sono subito scatenate le proteste dell'amministrazione e delle associazioni ambientaliste. A preoccupare gli abitanti e gli amministratori dei comuni intorno a Merone, le possibili conseguenze ambientali che la nuova attività potrebbe avere. «Se da un lato la Holcim sostiene che queste 13 mila tonnellate di fanghi del depuratore, considerati rifiuti non pericolosi, sostituiranno una quantità analoga di rifiuti pericolosi (costituiti da miscele oleose e da residui peciosi), - sottolineano i responsabili dell'associazione «Rete donne Brianza», con sede a Merone - dall'altro sembra ormai chiaro che la cementeria si sta trasformando a tutti gli effetti in un inceneritore per rifiuti». Cambiamento che preoccupa soprattutto «perché - proseguono i responsabili dell'associazione - ciò significa che le sue scelte strategiche future verranno guidate dalla maggiore o minore convenienza economica nello smaltimento di questo o quel rifiuto, indipendentemente dalla sua pericolosità per la salute dei cittadini». Ma non solo. Perché le eventuali conseguenze ambientali dell'attività di incenerimento dei rifiuti, «andrebbero a incidere su un'area come la nostra, che - sottolinea il vicesindaco di Rogeno e consigliere provinciale per i verdi Rocco Pugliese - già nel 1988 veniva considerata ad alto rischio ambientale». Da qui la preoccupazione degli amministratori locali, che storcono il naso di fronte alla possibilità di incenerire «una quantità enorme di fanghi dei quali non è data sapere la provenienza», -sottolinea Pugliese. Ma tra i motivi di insoddisfazione indicati dall'amministrazione rogenese c'è anche «una questione di metodo. - spiega il vicesindaco - Oltre a non coinvolgere nel procedimento amministrativo i Comuni della provincia sui quali ricadranno le conseguenze ambientali della cementeria, infatti, la Regione non risponde nemmeno alle istanze delle amministrazioni locali. Un fatto grave, dimostrato dalla mancanza di risposte a una nostra obiezione datata maggio 2001, con la quale avevamo presentato una petizione al Consiglio regionale contro le attività di incenerimento di farine animali nei forni della cementeria».
Tuesday, July 26, 2005
merone così le minoranze dopo che la loro mozione sul tema non andrà in consiglio fanghi in cementeria: «chiamiamo il prefetto»
merone così le minoranze dopo che la loro mozione sul tema non andrà in consiglio fanghi in cementeria: «chiamiamo il prefetto»
-Merone promettono di arrivare fino al prefetto di como, se sarà necessario, pur di riuscire a ottenere una discussione pubblica sul tema dei fanghi da depurazione utilizzati in cementeria con il beneplacito - dicono loro - del comune, gli esponenti del gruppo “progetto democratico”, da settimane in attesa di potersi confrontare con la maggioranza su questo delicato tema. «è gravissimo e contro ogni regola democratica che la maggioranza e in particolare il sindaco continuino a sfuggire un confronto pubblico su un tema così delicato, che interessa da vicino tutti gli abitanti di merone – spiega alfredo fusi per la minoranza – l'ultima conferma di questo atteggiamento, in ordine di tempo, l'abbiamo avuta sabato, quando è arrivata la convocazione del consiglio comunale (in programma domani sera alle 21) senza l'inserimento all'ordine del giorno delle mozioni presentate dal nostro gruppo, una delle quali riguardava proprio l'autorizzazione data dal comune all'utilizzo di questi fanghi». «avevamo presentato tutto con ampio anticipo - prosegue fusi -, proprio per poter discutere del tema nel primo consiglio comunale utile; solo che il sindaco pietro brindisi, utilizzando una interpretazione assolutamente restrittiva del regolamento del consiglio, ha deciso di far slittare la nostra richiesta. e così i cittadini di merone, per sapere come mai il comune ha autorizzato questa richiesta della cementeria senza avviare un confronto pubblico, e che fine hanno fatto i progetti di messa in sicurezza del lambro, per realizzare i quali la passata amministrazione aveva ottenuto un finanziamento dal ministero dell'ambiente di 2 milioni e mezzo di euro, dovrà attendere fino al prossimo settembre». il tentativo dunque sarebbe quello di «imbavagliare l'opposizione», secondo “progetto democratico”, che ora si dice pronto a mobilitare anche il prefetto di como. «se il sindaco pensa in questo modo di obbligarci al silenzio si sbaglia di grosso – aggiunge fusi – vogliamo sapere come mai nel dicembre dello scorso anno ha dato l'assenso all'utilizzo di questo nuovo combustibile, quando in campagna elettorale aveva assunto posizioni diverse, senza di fatto informare nessuno, men che meno il consiglio comunale. vogliamo sapere su quali basi tecnico-scientifiche è stata compiuta questa scelta e come mai non ha pensato di coinvolgere o almeno informare la commissione ambiente, che si occupa anche di questi temi». «di certo - conclude fusi per la minoranza del gruppo di “progetto democratico” - non è sfuggendo al confronto che si fa democrazia, e di questo siamo pronti a lamentarci anche di fronte al prefetto di como, per chiedere a lui se è possibile accettare un simile sistema di amministrare la cosa pubblica». dal canto suo l'amministrazione si è giustificata sostenendo che le mozioni presentate non erano accettabili visto che, a norma dello statuto, erano state presentate senza rispettare i venti giorni di anticipo rispetto alla convocazione del consiglio comunale. ro. can.
Friday, July 22, 2005
Robbiate: «No all'inceneritore» La Lega Nord scende in piazza
Robbiate: «No all'inceneritore» La Lega Nord scende in piazza
ROBBIATE (f.a.) La Lega Nord scende in piazza per bloccare l'ipotesi che l'impianto Italcementi di Calusco D'Adda utilizzi rifiuti tossici e nocivi come combustibile per la produzione di cemento. La sezione di Robbiate e la circoscrizione di Merate hanno organizzato per domenica un gazebo in via Sant'Elena a Robbiate dalle 9 alle 12,30. Si tratta del primo di una lunga serie di iniziative che il movimento intende promuovere per bloccare sul nascere l'idea. E domenica sarà avviata anche una raccolta firme. Attraverso la petizione, si spera così di poter contrastare il progetto che ha già sollevato numerose proteste. La Lega Nord, infatti, ritiene che i cittadini non siano disposti ad accettare un inceneritore privato per lo smaltimento dei «peggiori rifiuti industriali provenienti da tutta la Lombardia, con effetti nefasti per la sicurezza e la salute» di tutti. Alla prima delle numerose giornate di protesta prenderanno parte il consigliere regionale Giulio De Capitani, i consiglieri provinciali Antonello Formenti e Rosagnese Casiraghi e il commissario di circoscrizione Marco Fumagalli.
Tuesday, July 19, 2005
Italcementi investe anche a Rezzato
Italcementi investe anche a Rezzato170 milioni per un impianto più ecologico
Il gruppo Italcementi progetta una crescita in Italia. Dopo il completamento l’anno scorso degli interventi a Calusco, il gruppo ha presentato un analogo progetto di riammodernamento della cementeria bresciana di Rezzato che con l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili sul mercato permetterà una crescita della capacità produttiva e allo stesso tempo un miglioramento della situazione ambientale.
L’intervento proposto consiste nella realizzazione, con un investimento di circa 170 milioni di euro, di una nuova linea produttiva del cemento grigio in sostituzione delle attuali due, per arrivare a una capacità produttiva di 1,6 milioni di tonnellate annua. Il nuovo impianto, a conclusione dell’iter autorizzativo e della costruzione vera e propria (due anni di lavoro), potrebbe entrare in funzione nel 2009La nuova linea produttiva ridurrà tra il 20 % e l’80% tutte le emissioni della cementeria, con performances migliori anche rispetto alle nuove direttive comunitarie recepite dal Parlamento Italiano.Le amministrazioni locali di Rezzato e Mazzano hanno ricevuto lo Studio di impatto ambientale (Sia - realizzato dal Politecnico di Milano) il cui iter valutativo è stato formalmente avviato con la pubblicazione dell’avviso di avvenuto deposito della documentazione presso gli enti regionali, provinciali e comunali. L’iter prevede poi una serie di incontri tecnici e di informazione a livello locale e regionale per mettere a punto il progetto finale. In questa fase Italcementi esaminerà e valuterà tutte le eventuali osservazioni alla proposta iniziale presentata. Due le soluzioni di intervento progettate: una all’interno dell’attuale area della cementeria e una all’esterno nell’area Sud adiacente all'impianto, entrambe in aree di proprietà Italcementi. La produzione prevista è di 4.000 tonnellate di clinker (la base per il cemento) al giorno. La riduzione a un unico punto delle emissioni oltre a permetterne un miglior controllo (con un monitoraggio in continuo 24 ore su 24 delle emissioni in atmosfera), porterà a una riduzione delle emissioni di polveri del 21%, di biossido di zolfo dell’ 80 %, di ossidi di azoto del 23%.
Sunday, July 17, 2005
Lega: No all’inceneritore dei rifiuti tossici Italcementi
Con riferimento all` inquietante vicenda dello smaltimento di rifiuti tossico-nocivi, utilizzati come combustibili alternativi da parte della ditta Italcementi di Calusco d’Adda per la produzione di cemento, la Lega Nord dichiara la propria assoluta contrarieta’ a tale progetto. Un progetto destinato ad arricchire solo ed esclusivamente l’azienda Italcementi S.p.a., ma che andrebbe ad aumentare la già non rosea situazione ecologico-ambientale dei territori dell’isola e del meratese; zone densamente popolate e dove è già stata riscontrata una mortalità per carcinoma superiore alla media nazionale. Non entrando nel merito della funzionalita’ dell’impianto, in condizioni normali di lavorazione, rimane concreta e allarmante l’ipotesi, in caso di guasto, di avere una nuova Icmesa a trent’anni dal dramma di Seveso. Inoltre il trasporto su gomma e lo stoccaggio di materiali altamente infiammabili in una zona così densamente popolata, metterebbe a repentaglio l’incolumita’ dei cittadini in caso di un eventuale e prevedibile incidente. L’Italcementi e’ uno stabilimento di produzione di materiale per l’edilizia e tale deve rimanere. Non ha alcuna senso creare un inceneritore privato che smaltirebbe i peggiori rifiuti industriali provenienti da tutta la Lombardia senza che il territorio che se ne accolla l’onere ne abbia vantaggio alcuno. La Lega Nord e’ da sempre al fianco dei cittadini nelle battaglie a salvaguardia dei loro diritti, in primis quello alla salute. Il nostro movimento si battera’ ad ogni livello istituzionale per impedire che tale iniziativa abbia realizzazione, si ergera’ ad assoluto difensore dell’ambiente ,della salute dei cittadini e dei loro sacrosanti diritti. Partira’ una campagna informativa in tutto il territorio interessato, sui pericoli e sulla natura di questi rifiuti; gazebo saranno istituiti in ogni paese coinvolto, affinche’ i cittadini possano riappropriarsi del loro futuro, contro le lobby economiche industriali che intendono sovrapporre i loro interessi al bene comune. Lega Nord, il coraggio e l’onesta’; da sempre baluardo delle volonta’ e dei diritti democratici dei cittadini.
Friday, July 15, 2005
Verderio Sup.: Italcementi monopolizza l’informatore
A seguito delle intenzioni dell’impianto Italcementi di utilizzare altro materiale all’interno dell’inceneritore, le amministrazioni comunali dei paesi limitrofi si stanno mobilitando ormai da tempo per informare i cittadini sugli eventuali rischi. A Verderio Superiore l’ultimo numero dell’informatore comunale è stato interamente dedicato alla questione.
LE PROPOSTE DI ITALCEMENTI
Il Gruppo Italcementi è una società multinazionale che produce prevalentemente cemento e calcestruzzo. Recentemente, ha proposto di sostituire, nel suo stabilimento di Calusco D’Adda (Bergamo), parte dei combustibili impiegati nel proprio processo produttivo (carbone e coke di petrolio) con combustibili costituiti da diverse tipologie di rifiuti (materiali non altrimenti recuperabili e caratterizzati da elevato potere calorico), sino ad un totale pari al 55% del fabbisogno termico del forno della cementeria. Le attività proposte, nell’ambito di un programma finalizzato al risparmio energetico, sono diversamente regolamentate dalla normativa ambientale italiana e seguono diversi iter per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie all’esercizio.
AUTORIZZAZIONI E COMPETENZE
Novembre 2004: presentazione istanza a Provincia di BG per utilizzo di CDR (Combustibile Da Rifiuti).Al Comune di Calusco, all’ASL e ARPA, Italcementi trasmette la documentazione per l’espressione di un parere. La Provincia di Bergamo deve verificare che siano rispettate le condizioni in ordine alle quantità massime impiegabili, alla provenienza, tipi e caratteristiche dei rifiuti utilizzabili ed alle prescrizioni necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati senza pericolo per la salute dell’uomo e pregiudizio all’ambiente.Dicembre 2004: avvio della procedura VIA (Valutazione Impatto Ambientale) per l’utilizzodei rifiuti.
L’autorizzazione è di competenza della Regione Lombardia ed è subordinata alla V.I.A. di competenza ministeriale. La procedura ha carattere pubblico; si possono presentare osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale redatto dal proponente. Gli Enti Locali esprimono il loro parere nell’ambito di una Conferenza di Servizi coordinata dalla Regione che ne riporta le conclusioni al Ministero dell’Ambiente. Se il progetto supera la fase della verifica di compatibilità ambientale ha inizio l’iter autorizzativo regionale; anche in questo caso gli Enti Locali partecipano attraverso la Conferenza di Servizi.
A CHE PUNTO SIAMO ?
Il Comune di Calusco D’Adda ha coinvolto 15 Comuni limitrofi nella fase di analisi del progetto e di elaborazione delle osservazioni. Da gennaio 2005 è in corso l’approfondimento tecnico-politico richiesto dai Comuni, tra cui Verderio Superiore, per le valutazioni preliminari. Ad aprile è iniziata la fase di confronto con Italcementi per la definizione degli impatti ambientali. A seguito delle richieste dei Comuni, Italcementi ha sospeso sino allo scorso 30 aprile le procedure “formali” dei due iter autorizzativi attivati. Un primo esito si è ottenuto con la decisione dell’azienda di riformulare parzialmente le proprie proposte. Nel mese di maggio è stata ripresentata istanza per l’utilizzo di CDR (con dilazione della scadenza ad agosto). Inoltre è in fase di revisione lo Studio di Impatto Ambientale relativo all’utilizzo di rifiuti pericolosi che consentirà di rinegoziare i tempi per le osservazioni.Per la procedura CDR, il Comune di Calusco ha presentato le proprie osservazioni alla fine di giugno per consentire alla Provincia di Bergamo di esprimere una decisione entro il prossimo agosto. Per la procedura rifiuti pericolosi, dopo la revisione del SIA (Studio Impatto Ambientale) seguirà il periodo delle osservazioni e quindi l’iter ministeriale per la compatibilità ambientale. Poi riprenderà l’iter regionale, che costituisce una variante agli strumenti urbanistici comunali. Il Comune di Calusco non ha competenze dirette e poteri autorizzativi.
COSA SONO CDR, ECOFLUID, RASF ?
Il CDR (Combustibile da Rifiuti) deriva dal trattamento di bioessicazione dei rifiuti urbani.Proviene da impianti situati in Lombardia e si presenta in forma solida, a pezzatura variabile (circa 20 mm) .A norma di legge, deve essere trattato con un contenuto massimo di umidità e con contenuto definito di contaminanti (es. cloro, metalli pesanti).Il CDR è costituito prevalentemente da carta, cartone, plastiche, legno e materia organica non degradata nel processo di trasformazione. E’ classificato rifiuto speciale ma recenti normative ne prevedono la derubricazione da rifiuto a combustibile, liberalizzandone quindi l’utilizzo.ECOFLUID è una miscela di solventi residui della produzione di resine, vernici, materie plastiche e soluzioni da produzione di intermedi chimici e farmaci di elevato potere calorifico. Viene prodotto in un centro di trattamento di Filago (BG) che garantisce la composizione entro intervalli prestabiliti. E’ stato impiegato in due dei 4 vecchi forni della cementeria di Calusco nel periodo 1994 – 2002; il suo impiego è stato sospeso in attesa della realizzazione del nuovo impianto.RASF è una miscela di residui altobollenti dalla produzione di stirene e fenolo, ad elevato potere calorico, fornita da uno stabilimento in Mantova; deve essere mantenuto ad idonea temperatura per garantire la necessaria fluidità.ECOFLUID e RASF sono classificati “rifiuti pericolosi” sulla base della loro provenienza e delle caratteristiche chimico-fisiche che possono rendere potenzialmente pericolose alcune fasi del loro impiego e movimentazione. E’ previsto il loro impiego per circa il 40% del fabbisogno termico del forno. Il conferimento dei rifiuti allo stabilimento è previsto via gomma (autoarticolati). Il trasporto di CDR, considerando la sottrazione del corrispondente combustibile da petrolio, comporterà l’incremento medio di 3 autoarticolati/giorno nell’area bergamasca. Il trasporto di ECOFLUID/RASF, comporterà un aumento pari a circa 50 autoarticolati l’anno.Lo stoccaggio dei rifiuti è previsto in strutture dedicate, quali serbatoi inertizzati per i rifiuti liquidi, un apposito capannone per il CDR e strutture presidiate per garantire il contenimento di rischi ed impatti. L’alimentazione avverrebbe sia al bruciatore primario che al calcinatore con sistemi di trasporto chiusi e con meccanismi di dosaggio. Le ceneri della combustione saranno inglobate nel prodotto finito o trattenute dai presidi depurativi.
I BENEFICI PROSPETTATI DA ITALCEMENTI
• Risparmio di risorse non rinnovabili (carbone e coke di petrolio), in linea quindi con gli orientamenti normativi e con l’esigenza di rispetto di protocolli internazionali (es. Kyoto).• Caratteristiche del processo (alte temperature ed elevati tempi di permanenza dei gas) che garantiscono la completa distruzione dei contaminanti.• Assenza di residui di combustione dovuto all’inglobamento degli stessi nel prodotto finito senza modifiche qualitative del cemento.• Non variazione qualitativa e quantitativa delle emissioni che risultano indipendenti dalla tipologia di combustibile o rifiuto alimentato.• Significativo abbattimento delle emissioni di Ossidi di Azoto dovuto alle migliorate condizioni di combustione.• Non variazione delle emissioni di altri contaminanti (polveri, ossidi di zolfo, acido cloridrico,..) rispetto alla situazione attuale.
LE PREOCCUPAZIONI DEGLI ENTI LOCALI
Gli Enti locali e le Associazioni ambientaliste hanno subito manifestato preoccupazione per il nuovo progetto del cementificio. L’avvio degli attuali impianti (2003) è stato accompagnato da un monitoraggio ambientale che ha rilevato, a fronte di un miglioramento delle emissioni al camino, una criticità della qualità dell’aria riscontrata al suolo. Primaria è stata quindi l’esigenza di valutare in modo “sostanzialmente unificato” le proposte che Italcementi ha avanzato (peraltro a norma di legge) in modo disgiunto. Alcune proposte non sono sufficientemente supportate da dati e dimostrazioni necessari per comprendere l’impatto sulla qualità dell’aria e del rumore causato dal traffico. Oltre i benefici generali prospettati da Italcementi non sono individuate forme di mitigazione e compensazione a livello territoriale per i Comuni coinvolti, a fronte dei sicuri ritorni economici per l’azienda. Lo studio condotto da Italcementi poteva essere l’occasione per una “valutazione critica” della propria presenza sul territorio.
LE CRITICITA’ SIA (STUDIO IMPATTO AMBIENTALE)
Ai sensi della legge vigente lo Studio di Impatto Ambientale deve essere articolato in un quadro di riferimento programmatico, progettuale e ambientale. • Quadro di riferimento programmaticoNello Studio nessun cenno viene fatto per inquadrare il progetto nel sistema normativo regionale della gestione dei rifiuti speciali (dati di produzione, attuale sistema impiantistico). Non sono stati considerati tutti gli strumenti di programmazione e gestione del territorio (es. nessun cenno al Piano Territoriale della Provincia di Bergamo). • Quadro di riferimento progettualeMancano informazioni precise sulla qualità dei rifiuti da impiegare, sulle variazioni qualitative nelle composizioni, sulle procedure da adottare per garantire il controllo e per verificare standard elevati di qualità del CDR. Per il conferimento dei rifiuti il percorso ipotizzato dei camion non è ritenuto proponibile e non viene evidenziata la possibilità di conferimento in orari a minor traffico lungo le arterie stradali interessate. Mancano valutazioni sul possibile trasporto a mezzo ferrovia. • Quadro di riferimento ambientale Nello Studio viene riportata la descrizione delle esperienze condotte in altri stabilimenti del Gruppo Italcementi in merito al coincenerimento ma mancano esperienze in cui siano trattati i rifiuti in oggetto: tutte le esperienze trattate si riferiscono ad una alimentazione di rifiuti sino ad un massimo del 25% del fabbisogno del processo (55% del caso in oggetto).Si ritiene necessario un approfondimento della trattazione in relazione alle emissioni di microinquinanti. Gli approfondimenti condotti in merito al SIA hanno evidenziato carenza di dati ed informazioni riferite al complesso delle emissioni dallo stabilimento Italcementi e non hanno descritto il contesto in cui la proposta andrebbe ad inserirsi: non sono individuate nell’ indagine le importanti fonti di emissione già presenti (inceneritori di Dalmine, Trezzo, Filago).Per gli impatti ambientali i Comuni e gli Enti istituzionali chiedono di evidenziare :• un confronto con le migliori tecnologie disponibili; • rigorosi limiti di emissione; • continui miglioramenti delle prestazioni.
OSSERVAZIONI DEL TAVOLO TECNICO E RISPOSTE ITALCEMENTI
Il Tavolo tecnico ha proposto soluzioni più compatibili con la tutela dell’ambiente e della salute. Pur consapevoli del ruolo marginale degli Enti Locali nel processo decisionale si ritiene opportuno individuare una serie di “punti fermi”. ltalcementi ha espresso un giudizio articolato in merito alle osservazioni presentate:Alcune osservazioni diverranno oggetto di approfondimento in sede di revisione SIA. Tra le più significative: uno studio sui sistemi di trasporto di materie prime e prodotti finiti, una più completa trattazione degli aspetti qualitativi dei rifiuti trattati e delle esperienze di coincenerimento, l’inclusione tra gli scenari di rischio delle ipotesi di ribaltamento dei mezzi conferenti rifiuti pericolosi, la normativa regionale e provinciale in corso di definizione nella gestione dei rifiuti speciali. Altre osservazioni dovranno essere oggetto di specifici approfondimenti “extra SIA”:valutazione del complesso delle emissioni dello stabilimento; approfondimenti delle tematiche ambientali/territoriali, raccordo ferroviario per la ricezione di coke e loppa al fine di diminuire i conferimenti via camion, più economici per l’azienda.Le pubbliche amministrazioni chiedono a Italcementi di presentare il piano industriale relativamente all’entità dei risparmi economici ottenibili attraverso i nuovi combustibili per permettere a livello locale una corretta valutazione delle proposte per le compensazioni rese necessarie dalle esternalità prodotte dall’azienda. Per le osservazioni relative ai processi produttivi Italcementi ribadisce :• la piena idoneità dell’impianto al trattamento dei rifiuti; • non sussistono preoccupazioni per le emissioni di microinquinanti; • gli attuali livelli emissivi non saranno alterati dalla combustione di rifiuti; la fase sperimentale da condurre sulla base di uno specifico protocollo consentirà di confermare tali previsioni.Non sono state recepite dall’azienda le osservazioni avanzate dagli Enti sui seguenti aspetti :• Viabilità – sostiene che la nuova tangenziale sud di Calusco risolverà i problemi. • Mitigazioni e compensazioni – ritiene improprio parlarne, dato che non vi sono impatti aggiuntivi. Vengono però segnalati interventi che sono stati progettati, e in parte realizzati, indipendentemente dall’iniziativa in oggetto (tangenziale sud, tunnel Colle Pedrino). • Salute pubblica – sostiene che per il CDR, l’ASL ha già espresso parere favorevole. La valutazione, per gli Enti Locali , deve essere ricondotta ad una situazione iniziale, anche se non del tutto conosciuta ed in fase di aggiornamento, includente anche l’inquinamento prodotto dai camion.
LA POSIZIONE DEL COMUNE DI VERDERIO SUPERIORE
Vi informiamo, in sintesi, circa le azioni intraprese dal Comune di Verderio Superiore:In data 27 gennaio 2005 il Consiglio Comunale ha deliberato all’unanimità (maggioranza e minoranze) di chiedere:
1. A Italcementi di sospendere l’utilizzo di combustibili non tradizionali e potenzialmente pericolosi, in attesa di ottenere le autorizzazioni già richieste agli Enti preposti; 2. Alle strutture incaricate della verifica della pericolosità e del rischio potenziale di tali pratiche, di intensificare i controlli; 3. Al Comune di Calusco d’Adda di tenere costantemente informati i Comuni interessati circa gli sviluppi della questione e di indire apposite assemblee informative aperte a tutti gli enti coinvolti.”
In data 9 aprile 2005 il Sindaco e tutti i Gruppi consiliari di Verderio Superiore hanno richiesto a Italcementi di prorogare la sospensione della sperimentazione in attesa delle conclusioni del Tavolo tecnico, condiviso dai Comuni coinvolti e gestito da Agenda 21, Isola Bergamasca . In data 23 maggio nella Consulta Urbanistica congiunta dei Comuni di Verderio Superiore e Verderio Inferiore, presenti gli assessori all’ambiente, si è valutata la risposta Italcementi che si è assunta il seguente impegno :
“ITALCEMENTI, DA SUBITO E PER INIZIATIVA VOLONTARIA, HA PRESO L’IMPEGNO DI SUBORDINARE L’INIZIO DELLA FASE SPERIMENTALE ALLA CONDIVISIONE DI UN PROTOCOLLO TRA LE PARTI SULLE MODALITA’ DI CONDIVISIONE E VALUTAZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE STESSA”.
Nella discussione della Consulta è emersa la seguente valutazione condivisa all’unanimità, da tutti i componenti presenti:
1. si è sottolineato “l’impegno di subordinare l’inizio della fase sperimentale alla condivisione di un protocollo” 2. la possibilità di integrazione nel protocollo delle richieste tecnico-politiche, prima che avvenga la sperimentazione 3. si intende mantenere aperta la contrattazione con una risposta all’Italcementi che preveda: • assemblee pubbliche con le Amministrazioni comunali, Legambiente e Italcementi, aperte ai cittadini• disponibilità alla continuazione del tavolo tecnico che deve concludere i lavori prima della sperimentazione • miglioramento della situazione ambientale rispetto ad oggi, con eventuali interventi di mitigazione e compensazione ambientale. In data 21 giugno 2005, all’interno del percorso che ha visto 15 amministrazioni pubbliche confrontarsi in un processo decisionale aperto, si è svolto un incontro pubblico a Calusco per fare il punto della situazione e recepire le posizioni dei cittadini e delle Associazioni territoriali.Nel periodo luglio – settembre 2005 saranno approfonditi gli aspetti sanitari e territoriali.A conclusione del processo decisionale, a fine settembre 2005, le Amministrazioni Pubbliche trasmetteranno un documento condiviso con le osservazioni al SIA e le proposte definitive agli Enti preposti al rilascio delle autorizzazioni (Provincia di Bergamo, Regione Lombardia, Ministero dell’Ambiente).
LE CONDIZIONI DEI COMUNI
I Comuni e le Associazioni non sono ancora soddisfatti delle risposte date da Italcementi.Molto lavoro è stato fatto ma altre garanzie devono esserci fornite. Qualora si arrivi da parte degli Enti competenti alla formulazione di un giudizio positivo in merito alle proposte avanzate, riteniamo necessario ribadire i seguenti “punti fermi “ che verranno formulati nelle Conferenze di Servizio:
• Impegno di Italcementi a garantire prestazioni ambientali migliorative dell’ attuale situazione per il complesso dei contaminanti della combustione; • Definizione di protocolli per il controllo delle attività con una rete di centraline a terra ed il monitoraggio affidato ad un organismo tecnico-scientifico indipendente; • Analisi preventiva delle emissioni (punto “zero”); • Indagine sui microinquinanti e rilevazione degli stessi nel cemento; • Progressivo utilizzo di combustibile sino ad arrivare alla quota massima ipotizzata solo dopo la verifica dei risultati conseguiti in un adeguato periodo di sperimentazione.
L`Amministrazione Comunale
Articoli Correlati:
(c)www.merateonline.itIl primo giornale digitaledella provincia di Lecco
Scritto il 14/7/2005 alle 18:00
Wednesday, July 13, 2005
Inceneritore di Trezzo «Vogliamo garanzie»
Inceneritore di Trezzo «Vogliamo garanzie»
TREZZO SULL’ADDA - Un tavolo di lavoro per affrontare la «questione inceneritore». L’hanno chiesto al Comune di Trezzo sull’Adda (che ospita un termovalorizzatore in grado di smaltire 400 tonnellate al giorno di frazione secca dei rifiuti del milanese) i sindaci di tre Comuni confinanti, Vaprio d’Adda, Pozzo d’Adda e Grezzago. «Vogliamo ribadire la convinzione - spiega il sindaco di Vaprio, Roberto Orlandi - che un impianto del genere ha impatto su un’area vasta, che non è limitata ai confini di Trezzo». Insomma, i Comuni vicini vogliono dire la loro, soprattutto su una questione su cui si sta discutendo in questi giorni: la richiesta, avanzata dalla società che gestisce l’impianto, di aumentare da 400 a 500 le tonnellate smaltite ogni giorno. «Il Comune di Trezzo - spiega il sindaco di Grezzago, Gabriele Mapelli - ha coinvolto i tre paesi chiedendo un parere di giunta. Non abbiamo dato parere negativo, ma chiediamo garanzie precise». Garanzie che i tre Comuni chiedono già da anni a colpi di denunce. Finora il tribunale ha dato loro ragione: hanno ottenuto dal Tribunale civile di Milano un risarcimento di 350 mila euro (150 a Grezzago, 100 a Pozzo e altrettanti a Vaprio) in seguito a una denuncia avviata nel 2002 per segnalare un peggioramento della qualità dell’aria, legato al funzionamento dell’impianto. Denaro speso per finanziare opere pubbliche e migliorare il verde urbano. Altri due ricorsi al Tar sono invece in attesa di sentenza. Anche in questi casi sono stati chiesti risarcimenti per centinaia di migliaia di euro.
Profezia degli Indiani Cree
Solo dopo che l'ultimo albero sarà stato abbattuto.
Solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato.
Solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato catturato.
Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia.
Monday, July 11, 2005
GLI INCENERITORI PROVOCANO LA NASCITA DI BAMBINI MALFORMATI
Parigi, 21 gennaio 2003: il CNIID, Centro nazionale indipendente di informazione sui rifiuti, rivela l'esistenza di uno studio epidemiologico ufficiale che dimostra come gli inceneritori di rifiuti urbani provochino la nascita di bambini malformati. Gli autori dello studio, "Risques de malformations congénitales autour des incinérateurs d'ordures ménagères, Inserm, Institut européen des génomutations, Afssaps," realizzato nella regione Rhone Alpes (che ha come centri perincipali Lione, Nimes e Montepellier) e non ancora pubblicato, concludono che "globalmente rischi significativi per le popolazioni sono osservati per due tipi di malformazioni: leanomalie cromosomiche e le altre malformazioni maggiori". Inoltre essi hanno constatato "un rischio significativo per le fessure orali, le displasie renali, i megacolon e le anomalie urinarie". Nel periodo considerato dallo studio gli inceneritori hanno quindi provocato la nascita di un gran numero di bambini malformati.Questa una sintesi dei risultati dello studio rispetto alle malformazioni rilevate nei bambini della regione Rhone Alpe:- anomalie cromosomiche + 20% rispetto alla media nazionale- malformazioni della bocca + 29%- malformazione dell'intestino + 44%- malformazioni dei reni + 51%Secondo il direttore del CNIID gli inceneritori saranno "l'amianto del XXI secolo" anche perchè lo studio conferma altre prove scientifiche che hanno posto sotto accusa gli inceneritori di rifiuti come quelle riportate dall'"American Journal of Epidemiology" del 26 giugno 2000 sull'aumento dei tumori rilevati nei tre cantoni di Doubs, vicini all'inceneritore di Besancon (Franca Contea, regione ai confini con la Svizzera). Tratto da un comunicato stampa del CNIID, 21-23 gennaio 2003
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