Calusco, stop alle auto in centro paese
Stop al traffico di passaggio, durante le ore di punta, nelle vie interne di Calusco, strade usate soprattutto dagli automobilisti per evitare le code e i semafori sulla provinciale di via Marconi. Così prescrive l’ordinanza emessa dall’assessore alla Viabilità Massimo Cocchi, entrata in vigore il 1° agosto ma che verrà fatta rispettare solo da lunedì, dopo l’installazione dell’apposita segnaletica.
«Vogliamo salvaguardare la zona nord dai veicoli che, invece di percorrere la provinciale di via Marconi, per evitare le code e i semafori, attraversano le vie interne – spiega l’assessore alla Viabilità –. È un comportamento che vogliamo eliminare. Il problema lo conoscevamo già perché l’anno scorso si era formato un comitato per la salvaguardia di via Montegrappa; appena eletti, nel maggio scorso, gli abitanti delle località di Luprita, Montello e Vanzone avevano sollecitato un intervento per eliminare il problema. Con l’ausilio dell’ufficio tecnico e della vigilanza, è stato fatto un controllo, sono stati analizzati i flussi di traffico ed è emersa una situazione ormai insostenibile. Da qui è stata decisa l’ordinanza che prende in considerazione il traffico con direzione il ponte San Michele e viceversa; traffico che negli orari di punta si riversa lungo le strade laterali, creando situazioni di pericolo. Perché le vie sono strette e ci sono numerosi accessi carrali delle abitazioni private».
Le strade interessate dall’ordinanza che i non residenti non potranno più percorrere, perché riporteranno il divieto di accesso sono via Delle Valli, largo San Giovanni, viale Risorgimento, via Santa Casa di Loreto, via Monte Grappa e via Montello. Gli orari di divieto andranno dalle 6,30 alle 8,30 e dalle 17,30 alle 19,30 per il viale Risorgimento; dalle 6,30 alle 8,30 per via Montello, largo San Giovanni, via Monte Grappa e via Santa Casa di Loreto; dalle 17,30 alle 19,30 in via delle Valli con accesso da via Vittorio Emanuele.
MEMORIA SUL CEMENTIFICIO INCENERITORE DI Calusco d'Adda la Pianura Padana resta la zona peggiore d'Europa insieme all'area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).
Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni
NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI :
Paderno d'Adda e Solza
.
HANNO FIRMATO :
Calusco d'Adda,
Cornate d'Adda,
Imbersago,
Medolago,
Parco Adda Nord,
Robbiate,
Verderio Inferiore,
Verderio Superiore,
Villa d'Adda,
Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia .
Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento .
http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html
Countdown alla ferrovia
il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .
Saturday, August 18, 2007
Sunday, August 05, 2007
Italcementi, il clima incide sul calo degli utili
Italcementi, il clima incide sul calo degli utili
Il gruppo Italcementi ha archiviato il primo semestre con un utile netto di 313,7 milioni di euro, in calo del 7,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono ammontati a 3,073 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto a quanto fatturato nei primi sei mesi del 2006. Il margine operativo lordo si è attestato a 720 milioni di euro (-1,7%), mentre il risultato operativo è stato di 508 milioni (-5,1%).
L'indebitamento finanziario netto a fine semestre era pari a 2,337 miliardi, in aumento di 126,7 milioni rispetto a quanto segnato a fine 2006 e dopo investimenti industriali per e finanziari per 397 milioni. Il patrimonio netto totale è pari a 4,79 miliardi, in crescita di circa 130 milioni rispetto al 31 dicembre dello scorso anno. La capogruppo Italcementi ha registrato nel semestre ricavi per 532,7 milioni, in linea con il risultato conseguito nello stesso periodo del 2006, mentre il risultato netto è stato di 50,3 milioni (-13,5%). Per il 2007 resta l'ambizioso obiettivo di conseguire risultati operativi in linea con quelli molto positivi del 2006.
«Il gruppo - ha spiegato Italcemente in una nota - dopo un eccellente primo trimestre che aveva beneficiato di favorevoli e inusuali condizioni climatiche nella maggior parte dei paesi in cui opera, ad eccezione del Nord America, è stato penalizzato nel secondo trimestre da un rallentamento dei volumi di vendita in alcuni Paesi Europei e in Turchia per effetto soprattutto di una avversa meteorologia». In questo contesto, i volumi di vendita del semestre - a parità di perimetro - sono risultati, rispetto alla prima parte del 2006, «sostanzialmente stabili» nei settori del cemento e degli inerti e «in leggera crescita» nel settore del calcestruzzo. Sui ricavi «ha positivamente influito la dinamica dei prezzi che non ha tuttavia compensato, in tutti i Paesi, il significativo incremento dei costi operativi (soprattutto quelli relativi a combustibili e trasporti)»
Il gruppo Italcementi ha archiviato il primo semestre con un utile netto di 313,7 milioni di euro, in calo del 7,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono ammontati a 3,073 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto a quanto fatturato nei primi sei mesi del 2006. Il margine operativo lordo si è attestato a 720 milioni di euro (-1,7%), mentre il risultato operativo è stato di 508 milioni (-5,1%).
L'indebitamento finanziario netto a fine semestre era pari a 2,337 miliardi, in aumento di 126,7 milioni rispetto a quanto segnato a fine 2006 e dopo investimenti industriali per e finanziari per 397 milioni. Il patrimonio netto totale è pari a 4,79 miliardi, in crescita di circa 130 milioni rispetto al 31 dicembre dello scorso anno. La capogruppo Italcementi ha registrato nel semestre ricavi per 532,7 milioni, in linea con il risultato conseguito nello stesso periodo del 2006, mentre il risultato netto è stato di 50,3 milioni (-13,5%). Per il 2007 resta l'ambizioso obiettivo di conseguire risultati operativi in linea con quelli molto positivi del 2006.
«Il gruppo - ha spiegato Italcemente in una nota - dopo un eccellente primo trimestre che aveva beneficiato di favorevoli e inusuali condizioni climatiche nella maggior parte dei paesi in cui opera, ad eccezione del Nord America, è stato penalizzato nel secondo trimestre da un rallentamento dei volumi di vendita in alcuni Paesi Europei e in Turchia per effetto soprattutto di una avversa meteorologia». In questo contesto, i volumi di vendita del semestre - a parità di perimetro - sono risultati, rispetto alla prima parte del 2006, «sostanzialmente stabili» nei settori del cemento e degli inerti e «in leggera crescita» nel settore del calcestruzzo. Sui ricavi «ha positivamente influito la dinamica dei prezzi che non ha tuttavia compensato, in tutti i Paesi, il significativo incremento dei costi operativi (soprattutto quelli relativi a combustibili e trasporti)»
Friday, August 03, 2007
L’OZONO NON VA IN VACANZA
L’OZONO NON VA IN VACANZA
Le insidie di un inquinante spesso sottovalutato
In estate uno dei problemi principali che legano le condizioni climatiche alla presenza di inquinanti in atmosfera è quello della formazione di ozono troposferico. Le condizioni favorevoli alla comparsa di questa sostanza laddove non dovrebbe essere presente se non in minime quantità, ovvero nei bassi strati dell’atmosfera, sono tre: il forte soleggiamento, le temperature elevate e la scarsa ventilazione. Tali condizioni favoriscono infatti una serie di reazioni chimiche tra alcuni inquinanti, quali gli NOX o ossidi di azoto, direttamente immessi in atmosfera dalle attività antropiche e l’energia solare che raggiunge la superficie terrestre.
Questi fattori fanno sì che l’andamento tipico della concentrazione di ozono in un giorno d’estate presenti un picco proprio in corrispondenza delle ore più calde in cui il soleggiamento è maggiore, mentre tenda a diminuire di notte. Numerose ricerche confermano poi un trend positivo dei livelli di fondo dell’ozono troposferico negli ultimi decenni in tutto l’emisfero settentrionale. Una di queste illustra come il gas, fino a quel momento pressoché costante nei bassi strati dell’atmosfera, abbia iniziato ad aumentare già agli inizi del diciannovesimo secolo, per poi mantenere questa tendenza fino ai giorni nostri.
Gli effetti nocivi su materiali e salute umana sono ormai ben noti: quanto ai primi le maggiori conseguenze non si hanno tanto sui beni di valore storico e culturale esposti agli agenti atmosferici, bensì su quelli conservati nei musei, negli archivi e nelle librerie, a causa dell’aggressività dell’ozono soprattutto nei confronti delle fibre tessili e cellulose, dei pigmenti e dei coloranti. Le ripercussioni sulla salute delle persone si manifestano invece mediante irritazioni delle mucose con bruciore agli occhi, alla gola, reazioni infiammatorie delle vie respiratorie, fino a livello polmonare, anche per interazione con altri agenti irritanti. L’impatto sull’organismo umano dipende tuttavia da tre fattori che sono la concentrazione, la durata dell’esposizione e l’intensità dell’attività fisica durante l’esposizione al tossico.
In Italia il problema dell’inquinamento da ozono passa però troppo spesso in secondo piano e non gode della stessa attenzione che le pubbliche amministrazioni e gli organi di informazione dedicano ad altri tipi di contaminazione come quella da particolato in sospensione (PM 10 e PM 2.5). L’esempio di altri paesi europei insegna come misure assai più specifiche e mirate potrebbero invece essere adottate per combattere in modo più efficace questo tipo di inquinamento. Fino ad oggi in Italia la normativa vigente fissa due soglie di concentrazione (soglia di informazione e soglia di allarme), oltre le quali occorre adottare dei provvedimenti informativi e operativi di tutela della salute umana e dell’ambiente. Questa rappresenta tuttavia la sola azione intrapresa contro il problema ozono e alla luce di ciò risulta allora chiara l’importanza di realizzare al più presto anche nel nostro paese interventi mirati per tentare di affrontare il problema di un inquinante dannoso, ma sottovalutato, quale è l’ozono.
Pamela Turchiarulo e Andrea Taverna
OMD - Osservatoprio Meteo Duomo
Per appprofondire: scarica la presentazione sull'ozono della conferenza Educaria del 4/6/2007
Le insidie di un inquinante spesso sottovalutato
In estate uno dei problemi principali che legano le condizioni climatiche alla presenza di inquinanti in atmosfera è quello della formazione di ozono troposferico. Le condizioni favorevoli alla comparsa di questa sostanza laddove non dovrebbe essere presente se non in minime quantità, ovvero nei bassi strati dell’atmosfera, sono tre: il forte soleggiamento, le temperature elevate e la scarsa ventilazione. Tali condizioni favoriscono infatti una serie di reazioni chimiche tra alcuni inquinanti, quali gli NOX o ossidi di azoto, direttamente immessi in atmosfera dalle attività antropiche e l’energia solare che raggiunge la superficie terrestre.
Questi fattori fanno sì che l’andamento tipico della concentrazione di ozono in un giorno d’estate presenti un picco proprio in corrispondenza delle ore più calde in cui il soleggiamento è maggiore, mentre tenda a diminuire di notte. Numerose ricerche confermano poi un trend positivo dei livelli di fondo dell’ozono troposferico negli ultimi decenni in tutto l’emisfero settentrionale. Una di queste illustra come il gas, fino a quel momento pressoché costante nei bassi strati dell’atmosfera, abbia iniziato ad aumentare già agli inizi del diciannovesimo secolo, per poi mantenere questa tendenza fino ai giorni nostri.
Gli effetti nocivi su materiali e salute umana sono ormai ben noti: quanto ai primi le maggiori conseguenze non si hanno tanto sui beni di valore storico e culturale esposti agli agenti atmosferici, bensì su quelli conservati nei musei, negli archivi e nelle librerie, a causa dell’aggressività dell’ozono soprattutto nei confronti delle fibre tessili e cellulose, dei pigmenti e dei coloranti. Le ripercussioni sulla salute delle persone si manifestano invece mediante irritazioni delle mucose con bruciore agli occhi, alla gola, reazioni infiammatorie delle vie respiratorie, fino a livello polmonare, anche per interazione con altri agenti irritanti. L’impatto sull’organismo umano dipende tuttavia da tre fattori che sono la concentrazione, la durata dell’esposizione e l’intensità dell’attività fisica durante l’esposizione al tossico.
In Italia il problema dell’inquinamento da ozono passa però troppo spesso in secondo piano e non gode della stessa attenzione che le pubbliche amministrazioni e gli organi di informazione dedicano ad altri tipi di contaminazione come quella da particolato in sospensione (PM 10 e PM 2.5). L’esempio di altri paesi europei insegna come misure assai più specifiche e mirate potrebbero invece essere adottate per combattere in modo più efficace questo tipo di inquinamento. Fino ad oggi in Italia la normativa vigente fissa due soglie di concentrazione (soglia di informazione e soglia di allarme), oltre le quali occorre adottare dei provvedimenti informativi e operativi di tutela della salute umana e dell’ambiente. Questa rappresenta tuttavia la sola azione intrapresa contro il problema ozono e alla luce di ciò risulta allora chiara l’importanza di realizzare al più presto anche nel nostro paese interventi mirati per tentare di affrontare il problema di un inquinante dannoso, ma sottovalutato, quale è l’ozono.
Pamela Turchiarulo e Andrea Taverna
OMD - Osservatoprio Meteo Duomo
Per appprofondire: scarica la presentazione sull'ozono della conferenza Educaria del 4/6/2007
Tuesday, July 31, 2007
Sotto il Monte: rifiuti, polemica sindaco-Provincia
Eco di Bergamo 30 luglio 07
Sotto il Monte: rifiuti, polemica sindaco-Provincia
È botta e risposta tra il sindaco di Sotto il Monte, Eugenio Bolognini, e la Provincia di Bergamo. Nel mirino del primo cittadino è finito il Servizio rifiuti di via Tasso, accusato prima di «mancanza di controllo» dell'operato della ditta «Pavia Trasporti Ecologici srl» di via Artigiani dove lo scorso 5 luglio si è sprigionato un incendio di vaste proporzioni, e poi di «eccessiva burocratizzazione nel gestire l'emergenza».
Sebbene le analisi effettuate dall'Arpa ne abbiano rilevato la non pericolosità, al sindaco non va giù che a oltre tre settimane dall'incendio, i rifiuti stazionino ancora sul piazzale della ditta in attesa di smaltimento. «Ci troviamo di fronte a una burocratizzazione dell'emergenza – ha spiegato in Consiglio comunale –. Ho sollecitato la Provincia affinché adottasse misure stringenti per smaltire i rifiuti stoccati, ma sono rimasto inascoltato. Eccessi di burocrazia hanno determinato gravi danni in termini d'impatto ambientale ed elevati oneri per l'intervento durante l'emergenza».
Parole a cui via Tasso ribatte con il responsabile del Servizio rifiuti, Claudio Confalonieri, direttamente chiamato in causa: «Non basta emettere un'ordinanza (il riferimento è a quella di Bolognini datata 9 luglio) per trovarsi l'indomani il piazzale della ditta sgombero da oltre 10.000 metri cubi di rifiuti stoccati. I problemi che lo smaltimento di un così consistente deposito di rifiuti pone, vanno affrontati concretamente. Il cumulo deve essere smaltito in impianti autorizzati che non possono essere identificati se prima non viene analizzato e caratterizzato il rifiuto, mentre le difficoltà per la loro individuazione non sono imputabili al Servizio rifiuti che non ha la bacchetta magica per creare dal nulla nuovi impianti di smaltimento».
La situazione, però, sembra destinata a sbloccarsi: oggi è previsto un sopralluogo all'impianto Asm di Montichiari per dare subito avvio alle operazioni di smaltimento con due carichi giornalieri. Ancora troppo poco per il sindaco, mentre l'assessore provinciale all'Ambiente, Alessandra Salvi, assicura che «nella circostanza si è fatto anche più di quel che si poteva» e che «sono in corso altri contatti per aprire anche un secondo canale di smaltimento».
Ma non è tutto. Nella sua analisi Bolognini parte dall'incendio sprigionatosi nella stessa ditta nel giugno 2005, se pur in forma più contenuta, e sottolinea «una certa assenza da parte di chi aveva istituzionalmente il compito di vigilare sugli impianti dopo aver rilasciato l'autorizzazione». «Noi – ha continuato – siamo sempre stati contrari a una gestione senza regole e controlli, con una tolleranza inaccettabile. Sebbene un sopralluogo di Arpa nel novembre 2006 abbia rilevato la presenza nel capannone di quantitativi di rifiuti superiore a quella autorizzata, la Provincia aveva solo diffidato la ditta dal continuare a operare in difformità da quanto previsto nell'autorizzazione».
«La diffida è il primo provvedimento che possiamo emanare in caso di violazione delle prescrizioni imposte dall'autorizzazione – ribatte Confalonieri –, mentre in caso di nuova inottemperanza si può revocare l'autorizzazione. E noi ora abbiamo già avviato il procedimento di sospensione dell'autorizzazione». Su questo tutti d'accordo «perché – ha concluso Bolognini – quest'Amministrazione pretende garanzie affinché situazioni simili non si ripetano, ma difficilmente l'attività potrà riprendere sul nostro territorio».
Claudia Esposito
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Sotto il Monte: rifiuti, polemica sindaco-Provincia
È botta e risposta tra il sindaco di Sotto il Monte, Eugenio Bolognini, e la Provincia di Bergamo. Nel mirino del primo cittadino è finito il Servizio rifiuti di via Tasso, accusato prima di «mancanza di controllo» dell'operato della ditta «Pavia Trasporti Ecologici srl» di via Artigiani dove lo scorso 5 luglio si è sprigionato un incendio di vaste proporzioni, e poi di «eccessiva burocratizzazione nel gestire l'emergenza».
Sebbene le analisi effettuate dall'Arpa ne abbiano rilevato la non pericolosità, al sindaco non va giù che a oltre tre settimane dall'incendio, i rifiuti stazionino ancora sul piazzale della ditta in attesa di smaltimento. «Ci troviamo di fronte a una burocratizzazione dell'emergenza – ha spiegato in Consiglio comunale –. Ho sollecitato la Provincia affinché adottasse misure stringenti per smaltire i rifiuti stoccati, ma sono rimasto inascoltato. Eccessi di burocrazia hanno determinato gravi danni in termini d'impatto ambientale ed elevati oneri per l'intervento durante l'emergenza».
Parole a cui via Tasso ribatte con il responsabile del Servizio rifiuti, Claudio Confalonieri, direttamente chiamato in causa: «Non basta emettere un'ordinanza (il riferimento è a quella di Bolognini datata 9 luglio) per trovarsi l'indomani il piazzale della ditta sgombero da oltre 10.000 metri cubi di rifiuti stoccati. I problemi che lo smaltimento di un così consistente deposito di rifiuti pone, vanno affrontati concretamente. Il cumulo deve essere smaltito in impianti autorizzati che non possono essere identificati se prima non viene analizzato e caratterizzato il rifiuto, mentre le difficoltà per la loro individuazione non sono imputabili al Servizio rifiuti che non ha la bacchetta magica per creare dal nulla nuovi impianti di smaltimento».
La situazione, però, sembra destinata a sbloccarsi: oggi è previsto un sopralluogo all'impianto Asm di Montichiari per dare subito avvio alle operazioni di smaltimento con due carichi giornalieri. Ancora troppo poco per il sindaco, mentre l'assessore provinciale all'Ambiente, Alessandra Salvi, assicura che «nella circostanza si è fatto anche più di quel che si poteva» e che «sono in corso altri contatti per aprire anche un secondo canale di smaltimento».
Ma non è tutto. Nella sua analisi Bolognini parte dall'incendio sprigionatosi nella stessa ditta nel giugno 2005, se pur in forma più contenuta, e sottolinea «una certa assenza da parte di chi aveva istituzionalmente il compito di vigilare sugli impianti dopo aver rilasciato l'autorizzazione». «Noi – ha continuato – siamo sempre stati contrari a una gestione senza regole e controlli, con una tolleranza inaccettabile. Sebbene un sopralluogo di Arpa nel novembre 2006 abbia rilevato la presenza nel capannone di quantitativi di rifiuti superiore a quella autorizzata, la Provincia aveva solo diffidato la ditta dal continuare a operare in difformità da quanto previsto nell'autorizzazione».
«La diffida è il primo provvedimento che possiamo emanare in caso di violazione delle prescrizioni imposte dall'autorizzazione – ribatte Confalonieri –, mentre in caso di nuova inottemperanza si può revocare l'autorizzazione. E noi ora abbiamo già avviato il procedimento di sospensione dell'autorizzazione». Su questo tutti d'accordo «perché – ha concluso Bolognini – quest'Amministrazione pretende garanzie affinché situazioni simili non si ripetano, ma difficilmente l'attività potrà riprendere sul nostro territorio».
Claudia Esposito
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Monday, July 30, 2007
E’ allarme ozono. Superate le ``soglie``
E’ allarme ozono. Superate le ``soglie``
limite e di allarme. Concentrazioni
pericolose a Merate, Moggio e Varenna.
Se per due mesi interi le polveri sottili nell’aria non hanno mai superato il valore limite di 50µg/mc, a fare paura ora è l’ozono, gas a forte azione irritante, inquinante tipico dell’estate, che raggiunge la massima concentrazione nelle ore più calde della giornata. Particolarmente preoccupante è stata la seconda metà del mese di luglio, anche se, come vedremo dall’analisi del valori riportati dalle centraline dell’Arpa in alcuni punti nevralgici della provincia, giugno non è rimasto esente. Ma andiamo con ordine, partendo proprio da Merate.
Come tutte le stazioni di rilevamento l’ozono viene misurato ogni ora e poi viene calcolata una media giornaliera, misurata in µg su metro cubo. A 180 µg si ha la soglia di informazione cioè la concentrazione atmosferica oltre la quale, essendovi un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata, devono essere comunicate in modo dettagliato le informazioni relative ai superamenti registrati, le previsioni per i giorni seguenti, le informazioni circa i gruppi della popolazione colpiti e sulle azioni da attuare per la riduzione dell`inquinamento, con la massima tempestività alla popolazione ed alle strutture sanitarie competenti. La soglia di allarme, invece, è fissata a 240 µg.
A giugno a Merate il superamento ha riguardato il giorno 20 con un valore pari a 184 µg. Per il resto del mese non ci sono stati valori oltre la soglia. Solamente il 10 si è giunti a quota 175 µg, rimanendo pur sempre nei parametri previsti dalla normativa.
Il mese di luglio che si appresta alla conclusione, invece, è stato abbastanza preoccupante. La centralina, posizionata a ridosso della provinciale, ha infatti registrato tre sforamenti da ozono, nessuno da polveri sottili, nei giorni del 18 luglio (218 µg), 19 (190 µg) e 27 (197 µg) mentre per altri tre ci si è avvicinati alla soglia (14, 15 e 16 luglio).
La situazione certamente peggiore di tutta la provincia la troviamo a Varenna, sia per numero di sforamenti che per entità. Qui la centralina di rilevamento per ben 13 volte nel solo mese di luglio ha superato la soglia di informazione e in 5 casi addirittura quella di allarme. Il giorno peggiore è stato il 27 luglio con una concentrazione di ozono nell’aria di 301 µg. Il 19 e il 16 si è toccato quota 256 µg e per altri 10 giorni i valori si sono tenuti sopra i limiti. Anche il mese di giugno è stato negativo: 5 i superamenti, con punte fino a 238 µg.
Dopo Varenna, la palma nera spetta a Moggio. 3 superamenti a giugno, 11 a luglio della soglia di informazione, di cui 2 addirittura di quella di allarme. Fra i giorni peggiori si trovano il 18 luglio (279 µg) e il 27 (269 µg) che coincidono con le massime temperature registrate. Gli altri valori si collocano comunque tutti attorno alla fascia dei 200 µg.
La situazione non migliora di certo a Lecco e Valmadrera, Nel primo caso la centralina di Via Sora a luglio ha registrato 9 superamenti della soglia di 180 µg, di cui 2 oltre il livello di allarme (18 e 27 luglio). Per Valmadrera i superamenti sono stati 7, 2 di cui due di allarme a luglio, e 4 a giugno di cui uno oltre i 240 µg.
Critici anche i casi di Nibionno e Colico. Nel comune oggionese, infatti, la concentrazione di ozono per 8 volte è andata oltre la soglia di informazione mentre è rimasta contenuta a giugno. Il giorno peggiore è stato il 27 luglio con 279 µg.
4 i superamenti a Colico, solamente uno oltre i 200 µg, nel mese di luglio.
L`ozono è un gas a forte azione irritante che attacca le mucose. Fra gli effetti acuti, dipendenti dalla concentrazione e dalla durata dell`esposizione, si trovano le irritazioni agli occhi, al naso, alla gola e all`apparato respiratorio, un senso di pressione sul torace e la tosse. In caso di sforzi fisici l`azione irritante risulta più intensa e le prestazioni fisiche possono diminuire. Gli effetti dell`ozono sono contraddistinti da grandi differenze individuali: ci sono persone più sensibili di altre agli effetti dell`ozono. Più la concentrazione di ozono aumenta, più aumenta il numero di persone colpite e più forti sono i sintomi e le disfunzioni. Secondo l`Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la funzione respiratoria diminuisce in media del 10% nelle persone sensibili che praticano un`attività fisica all`aperto, se la concentrazione dell`ozono nell`aria raggiunge 200 g/m3. Oltre agli effetti acuti, diretti, si possono osservare anche effetti a lungo termine. La diminuzione della funzione respiratoria può provocare una modifica infiammatoria del tessuto polmonare, la quale, a lungo termine, può causare un invecchiamento precoce dei polmoni. Ci sono indicazioni in base alle quali esposizioni ripetute e frequenti all`ozono, in concomitanza con altri inquinanti atmosferici, possono avere un influsso sull`insorgere e sul decorso di malattie dell`apparato respiratorio. Le più recenti indagini mostrano inoltre che lo smog estivo e il forte inquinamento atmosferico possono portare ad una maggiore predisposizione alle allergie delle vie respiratorie. Riguardo agli effetti sulla vegetazione, l`ozono influisce sul meccanismo della fotosintesi e quindi sulla crescita delle piante. I danni alle coltivazioni e quindi eventuali perdite di raccolto, sono conseguenza di valori di ozono cronicamente elevati in dipendenza del tipo di coltura, della regione, del periodo dell`anno e di altri fattori di stress quali la siccità.
Saba Viscardi
OZONO A BASSA QUOTA ACCELERA L'EFFETTO SERRA
ROMA - Fra le cause dei cambiamenti climatici ce n'é una che è stata 'dimenticata' dagli scienziati: l'ozono a livello del terreno. Lo sostiene uno studio pubblicato da Nature, secondo cui il contributo di questo gas, che impedisce alle piante di assorbire la CO2, è doppio rispetto a quanto stimato in precedenza. Gli effetti dell'ozono ad alta quota sull'effetto serra erano già noti: questo gas intrappola il calore che altrimenti sarebbe disperso nello spazio. I ricercatori dell'università inglese di Exeter si sono concentrati invece su quello a bassa quota, e sugli effetti indiretti che può avere nel riscaldamento globale dovuti all'azione sulle piante.
"L'ozono troposferico danneggia le piante, riducendo la loro produttività - spiega Peter Cox, che ha coordinato lo studio - il suo impatto però non è considerato dai modelli sui gas serra. Noi abbiamo invece sviluppato un modello che ne tiene conto, e abbiamo scoperto che l'effetto indiretto è della stessa grandezza di quello diretto". I danni provocati dall'ozono sono visibili soprattutto sulle foglie. Questa sostanza, che si forma per reazione fotochimica tra l'ossigeno dell'aria e altri gas serra come metano e monossido di carbonio, entra nelle foglie attraverso i pori e danneggia le cellule producendo sostanze dannose, e diminuendo l'efficienza della fotosintesi, cioé il meccanismo con cui la CO2 viene catturata. Una diminuzione della produttività si traduce quindi in una maggior quantità di anidride carbonica nell'atmosfera.
"Secondo il nostro modello - continua Cox - da qui al 2100 l'impatto dell'ozono sulla produttività delle piante sarà tra il 14 e il 23 per cento, e in certe regioni toccherà il 30 per cento. Le zone più colpite saranno Nord America, Europa, Cina e India, ma anche gli ecosistemi tropicali". Per quantificare i diversi effetti dell'ozono i ricercatori hanno usato la misura della 'forza radiativa', cioé la differenza tra le radiazioni che arrivano sulla Terra e quelle che escono. Un valore positivo di questa misura indica che la terra si scalda, e viceversa. Il contributo dato fino al 2100 dall'ozono nell'alta atmosfera è valutato dal modello in 0,89 Watt su metro quadrato, mentre quello dell'ozono a quote basse tra 0,62 e 1,09. Questi numeri sono comunque molto alti, se si pensa che nell'era preindustriale questo valore era 0,05, mentre fino al 2000 è indicato dall'Ipcc intorno a 0,38.
limite e di allarme. Concentrazioni
pericolose a Merate, Moggio e Varenna.
Se per due mesi interi le polveri sottili nell’aria non hanno mai superato il valore limite di 50µg/mc, a fare paura ora è l’ozono, gas a forte azione irritante, inquinante tipico dell’estate, che raggiunge la massima concentrazione nelle ore più calde della giornata. Particolarmente preoccupante è stata la seconda metà del mese di luglio, anche se, come vedremo dall’analisi del valori riportati dalle centraline dell’Arpa in alcuni punti nevralgici della provincia, giugno non è rimasto esente. Ma andiamo con ordine, partendo proprio da Merate.
Come tutte le stazioni di rilevamento l’ozono viene misurato ogni ora e poi viene calcolata una media giornaliera, misurata in µg su metro cubo. A 180 µg si ha la soglia di informazione cioè la concentrazione atmosferica oltre la quale, essendovi un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata, devono essere comunicate in modo dettagliato le informazioni relative ai superamenti registrati, le previsioni per i giorni seguenti, le informazioni circa i gruppi della popolazione colpiti e sulle azioni da attuare per la riduzione dell`inquinamento, con la massima tempestività alla popolazione ed alle strutture sanitarie competenti. La soglia di allarme, invece, è fissata a 240 µg.
A giugno a Merate il superamento ha riguardato il giorno 20 con un valore pari a 184 µg. Per il resto del mese non ci sono stati valori oltre la soglia. Solamente il 10 si è giunti a quota 175 µg, rimanendo pur sempre nei parametri previsti dalla normativa.
Il mese di luglio che si appresta alla conclusione, invece, è stato abbastanza preoccupante. La centralina, posizionata a ridosso della provinciale, ha infatti registrato tre sforamenti da ozono, nessuno da polveri sottili, nei giorni del 18 luglio (218 µg), 19 (190 µg) e 27 (197 µg) mentre per altri tre ci si è avvicinati alla soglia (14, 15 e 16 luglio).
La situazione certamente peggiore di tutta la provincia la troviamo a Varenna, sia per numero di sforamenti che per entità. Qui la centralina di rilevamento per ben 13 volte nel solo mese di luglio ha superato la soglia di informazione e in 5 casi addirittura quella di allarme. Il giorno peggiore è stato il 27 luglio con una concentrazione di ozono nell’aria di 301 µg. Il 19 e il 16 si è toccato quota 256 µg e per altri 10 giorni i valori si sono tenuti sopra i limiti. Anche il mese di giugno è stato negativo: 5 i superamenti, con punte fino a 238 µg.
Dopo Varenna, la palma nera spetta a Moggio. 3 superamenti a giugno, 11 a luglio della soglia di informazione, di cui 2 addirittura di quella di allarme. Fra i giorni peggiori si trovano il 18 luglio (279 µg) e il 27 (269 µg) che coincidono con le massime temperature registrate. Gli altri valori si collocano comunque tutti attorno alla fascia dei 200 µg.
La situazione non migliora di certo a Lecco e Valmadrera, Nel primo caso la centralina di Via Sora a luglio ha registrato 9 superamenti della soglia di 180 µg, di cui 2 oltre il livello di allarme (18 e 27 luglio). Per Valmadrera i superamenti sono stati 7, 2 di cui due di allarme a luglio, e 4 a giugno di cui uno oltre i 240 µg.
Critici anche i casi di Nibionno e Colico. Nel comune oggionese, infatti, la concentrazione di ozono per 8 volte è andata oltre la soglia di informazione mentre è rimasta contenuta a giugno. Il giorno peggiore è stato il 27 luglio con 279 µg.
4 i superamenti a Colico, solamente uno oltre i 200 µg, nel mese di luglio.
L`ozono è un gas a forte azione irritante che attacca le mucose. Fra gli effetti acuti, dipendenti dalla concentrazione e dalla durata dell`esposizione, si trovano le irritazioni agli occhi, al naso, alla gola e all`apparato respiratorio, un senso di pressione sul torace e la tosse. In caso di sforzi fisici l`azione irritante risulta più intensa e le prestazioni fisiche possono diminuire. Gli effetti dell`ozono sono contraddistinti da grandi differenze individuali: ci sono persone più sensibili di altre agli effetti dell`ozono. Più la concentrazione di ozono aumenta, più aumenta il numero di persone colpite e più forti sono i sintomi e le disfunzioni. Secondo l`Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la funzione respiratoria diminuisce in media del 10% nelle persone sensibili che praticano un`attività fisica all`aperto, se la concentrazione dell`ozono nell`aria raggiunge 200 g/m3. Oltre agli effetti acuti, diretti, si possono osservare anche effetti a lungo termine. La diminuzione della funzione respiratoria può provocare una modifica infiammatoria del tessuto polmonare, la quale, a lungo termine, può causare un invecchiamento precoce dei polmoni. Ci sono indicazioni in base alle quali esposizioni ripetute e frequenti all`ozono, in concomitanza con altri inquinanti atmosferici, possono avere un influsso sull`insorgere e sul decorso di malattie dell`apparato respiratorio. Le più recenti indagini mostrano inoltre che lo smog estivo e il forte inquinamento atmosferico possono portare ad una maggiore predisposizione alle allergie delle vie respiratorie. Riguardo agli effetti sulla vegetazione, l`ozono influisce sul meccanismo della fotosintesi e quindi sulla crescita delle piante. I danni alle coltivazioni e quindi eventuali perdite di raccolto, sono conseguenza di valori di ozono cronicamente elevati in dipendenza del tipo di coltura, della regione, del periodo dell`anno e di altri fattori di stress quali la siccità.
Saba Viscardi
OZONO A BASSA QUOTA ACCELERA L'EFFETTO SERRA
ROMA - Fra le cause dei cambiamenti climatici ce n'é una che è stata 'dimenticata' dagli scienziati: l'ozono a livello del terreno. Lo sostiene uno studio pubblicato da Nature, secondo cui il contributo di questo gas, che impedisce alle piante di assorbire la CO2, è doppio rispetto a quanto stimato in precedenza. Gli effetti dell'ozono ad alta quota sull'effetto serra erano già noti: questo gas intrappola il calore che altrimenti sarebbe disperso nello spazio. I ricercatori dell'università inglese di Exeter si sono concentrati invece su quello a bassa quota, e sugli effetti indiretti che può avere nel riscaldamento globale dovuti all'azione sulle piante.
"L'ozono troposferico danneggia le piante, riducendo la loro produttività - spiega Peter Cox, che ha coordinato lo studio - il suo impatto però non è considerato dai modelli sui gas serra. Noi abbiamo invece sviluppato un modello che ne tiene conto, e abbiamo scoperto che l'effetto indiretto è della stessa grandezza di quello diretto". I danni provocati dall'ozono sono visibili soprattutto sulle foglie. Questa sostanza, che si forma per reazione fotochimica tra l'ossigeno dell'aria e altri gas serra come metano e monossido di carbonio, entra nelle foglie attraverso i pori e danneggia le cellule producendo sostanze dannose, e diminuendo l'efficienza della fotosintesi, cioé il meccanismo con cui la CO2 viene catturata. Una diminuzione della produttività si traduce quindi in una maggior quantità di anidride carbonica nell'atmosfera.
"Secondo il nostro modello - continua Cox - da qui al 2100 l'impatto dell'ozono sulla produttività delle piante sarà tra il 14 e il 23 per cento, e in certe regioni toccherà il 30 per cento. Le zone più colpite saranno Nord America, Europa, Cina e India, ma anche gli ecosistemi tropicali". Per quantificare i diversi effetti dell'ozono i ricercatori hanno usato la misura della 'forza radiativa', cioé la differenza tra le radiazioni che arrivano sulla Terra e quelle che escono. Un valore positivo di questa misura indica che la terra si scalda, e viceversa. Il contributo dato fino al 2100 dall'ozono nell'alta atmosfera è valutato dal modello in 0,89 Watt su metro quadrato, mentre quello dell'ozono a quote basse tra 0,62 e 1,09. Questi numeri sono comunque molto alti, se si pensa che nell'era preindustriale questo valore era 0,05, mentre fino al 2000 è indicato dall'Ipcc intorno a 0,38.
Sunday, July 29, 2007
Calusco: ancora allarme ozono
sabato, 28 luglio 2007
Calusco: ancora allarme ozono
Anche ieri si è superata la soglia di allarme della concentrazione di ozono rilevata dalla stazione ARPA di Calusco (il link è nella colonna a destra del sito). Il valore limite è di 240 ng/m3, ma ieri è stata raggiunta quota 251 ng/m3. Già qualche giorno fa era già stata superata la soglia di allarme (ne avevamo parlato qui) con un valore 252 ng/m3. Che sta succedendo?
Calusco: ancora allarme ozono
Anche ieri si è superata la soglia di allarme della concentrazione di ozono rilevata dalla stazione ARPA di Calusco (il link è nella colonna a destra del sito). Il valore limite è di 240 ng/m3, ma ieri è stata raggiunta quota 251 ng/m3. Già qualche giorno fa era già stata superata la soglia di allarme (ne avevamo parlato qui) con un valore 252 ng/m3. Che sta succedendo?
Inaugurata la galleria tra Carvico e villa D’Adda
28 / 7 / 2007
Inaugurata la galleria tra
Carvico e villa D’Adda
Numerose fasce tricolori hanno ravvivato la Galleria Parscera di Villa d’Adda, allo sbocco della nuova strada “variante agli abitati di Carvico e Villa d’Adda”: alle 18 di questa sera, alla presenza di Valerio Bettoni, presidente della Provincia di Bergamo, i sindaci dei paesi dell’Isola hanno inaugurato e aperto al traffico la strada attesa ormai da otto anni.
“Il costo dei lavori raddoppiato rispetto al previsto – ha spiegato Valerio Bettoni – ha contribuito ad aumentare i tempi d’attesa”. Ma, finalmente, ci siamo arrivati e la nuova “variante” è stata aperta al traffico: fin da oggi, infatti, per ordinanza dei sindaci di Carvico e Villa d’Adda, il traffico pesante non potrà più transitare nei centri abitati dei due paesi.
“E’ necessario guardare al futuro e crescere – ha continuato il Presidente – in quest’ottica lavoriamo bene anche con il ministro Di Pietro”. Sono numerose, come ha poi ricordato Attilio Bolognini, sindaco di Carvico, le opere di viabilità in essere volute dalla Provincia di Bergamo e dalle amministrazioni comunali.
Padrone di casa della cerimonia, però, è stato Serafino Carissimi, sindaco di Villa d’Adda , che ha voluto ringraziare gli assessori provinciali Milesi e Sonzogni, senza dimenticare la ditta a cui fa capo il Geometra Locatelli, realizzatrice dei lavori: “desidero ricordare Manuel – ha detto Carissimi – il ragazzo dell’Impresa Locatelli che da poco ha abbandonato questo mondo a causa di un male incurabile”.
Lo ha seguito, poi, proprio Luca Locatelli: “abbiamo concluso i lavori senza nessun infortunio” ha voluto sottolineare il Geometra.
Seguito da un invitante rinfresco, il taglio del nastro operato da Bettoni ha chiamato a sé una piccola folla accorsa per “manifestare” – così come avevano suggerito le Amministrazioni Comunali di Carvico e Villa d’Adda – “la soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo tanto atteso”. Non resta, a questo punto, che godersi un po’ più di aria pulita nei centri abitati.
Giorgio Moranda
Inaugurata la galleria tra
Carvico e villa D’Adda
Numerose fasce tricolori hanno ravvivato la Galleria Parscera di Villa d’Adda, allo sbocco della nuova strada “variante agli abitati di Carvico e Villa d’Adda”: alle 18 di questa sera, alla presenza di Valerio Bettoni, presidente della Provincia di Bergamo, i sindaci dei paesi dell’Isola hanno inaugurato e aperto al traffico la strada attesa ormai da otto anni.
“Il costo dei lavori raddoppiato rispetto al previsto – ha spiegato Valerio Bettoni – ha contribuito ad aumentare i tempi d’attesa”. Ma, finalmente, ci siamo arrivati e la nuova “variante” è stata aperta al traffico: fin da oggi, infatti, per ordinanza dei sindaci di Carvico e Villa d’Adda, il traffico pesante non potrà più transitare nei centri abitati dei due paesi.
“E’ necessario guardare al futuro e crescere – ha continuato il Presidente – in quest’ottica lavoriamo bene anche con il ministro Di Pietro”. Sono numerose, come ha poi ricordato Attilio Bolognini, sindaco di Carvico, le opere di viabilità in essere volute dalla Provincia di Bergamo e dalle amministrazioni comunali.
Padrone di casa della cerimonia, però, è stato Serafino Carissimi, sindaco di Villa d’Adda , che ha voluto ringraziare gli assessori provinciali Milesi e Sonzogni, senza dimenticare la ditta a cui fa capo il Geometra Locatelli, realizzatrice dei lavori: “desidero ricordare Manuel – ha detto Carissimi – il ragazzo dell’Impresa Locatelli che da poco ha abbandonato questo mondo a causa di un male incurabile”.
Lo ha seguito, poi, proprio Luca Locatelli: “abbiamo concluso i lavori senza nessun infortunio” ha voluto sottolineare il Geometra.
Seguito da un invitante rinfresco, il taglio del nastro operato da Bettoni ha chiamato a sé una piccola folla accorsa per “manifestare” – così come avevano suggerito le Amministrazioni Comunali di Carvico e Villa d’Adda – “la soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo tanto atteso”. Non resta, a questo punto, che godersi un po’ più di aria pulita nei centri abitati.
Giorgio Moranda
Thursday, July 26, 2007
Telecamere a 360° per Calusco
Telecamere a 360° per Calusco
Entro la fine dell’anno Calusco diventerà più sicura: è prevista l’installazione di telecamere in diverse parti del paese. Telecamere che avranno però una caratteristica particolare: si tratta di impianti di ultima generazione, tecnologicamente avanzati, di tipo sferoidale. In parole povere hanno una forma sferica con un raggio visivo di 360° gradi.
Le vecchie telecamere, quelle attualmente posizionate in diversi luoghi di Calusco, possono inquadrare solo un particolare, e quindi sono insufficienti per avere un controllo totale dell’area dove sono state installate. Con le nuove telecamere, invece, sarà possibile avere una copertura globale della zona.
Il nuovo sistema controllerà le vie di entrata e di uscita del paese, quindi via Vittorio Emanuele, via Marconi, lungo la Rivierasca e la via per la frazione di Baccanello. Altre telecamere saranno collocate nelle zone commerciali, industriali e artigianali, ma anche nelle vie e piazze dove maggiore è la concentrazione delle persone e nei pressi degli edifici pubblici.
Entro la fine dell’anno Calusco diventerà più sicura: è prevista l’installazione di telecamere in diverse parti del paese. Telecamere che avranno però una caratteristica particolare: si tratta di impianti di ultima generazione, tecnologicamente avanzati, di tipo sferoidale. In parole povere hanno una forma sferica con un raggio visivo di 360° gradi.
Le vecchie telecamere, quelle attualmente posizionate in diversi luoghi di Calusco, possono inquadrare solo un particolare, e quindi sono insufficienti per avere un controllo totale dell’area dove sono state installate. Con le nuove telecamere, invece, sarà possibile avere una copertura globale della zona.
Il nuovo sistema controllerà le vie di entrata e di uscita del paese, quindi via Vittorio Emanuele, via Marconi, lungo la Rivierasca e la via per la frazione di Baccanello. Altre telecamere saranno collocate nelle zone commerciali, industriali e artigianali, ma anche nelle vie e piazze dove maggiore è la concentrazione delle persone e nei pressi degli edifici pubblici.
Apre la Villa d'Adda-Carvico dopo 8 anni di attesa
Apre la Villa d'Adda-Carvico dopo 8 anni di attesa
Eco di Bergamo 25 luglio 07
È ormai una prassi consolidata: sul territorio dell'Isola Bergamasca, le nuove opere viabilistiche vengono inaugurate nel mese di luglio. A fine luglio 2005 venne infatti aperto il tratto dell'Asse interurbano Treviolo-Bonate Sopra, una decina di giorni fa è stato inaugurato il prolungamento sempre dell'Asse da Bonate Sopra a Presezzo e questo venerdi alle 18, verrà aperta al transito la variante di Villa d'Adda-Carvico, realizzata dalla Provincia di Bergamo.
All'evento interverrà il presidente della Provincia Valerio Bettoni con i sindaci di Villa d'Adda Serafino Carissimi, di Carvico Attilio Bolognini e di Calusco d'Adda Roberto Colleoni, con assessori e consiglieri, i responsabili dell'impresa «Locatelli Gabriele», tecnici, progettisti e operai che hanno progettato e costruito la variante che è costata circa 29 milioni di euro.
La cerimonia prevede il consueto taglio del nastro, la benedizione della infrastruttura e gli interventi delle autorità. Alla manifestazione sono invitati politici e amministratori, parlamentari bergamaschi, amministratori regionali e provinciali e i sindaci dei comuni dell'Isola Bergamasca e i cittadini dei paesi interessati dalla variante.
Come un po' tutte le più recenti opere pubbliche, per varie vicissitudini, anche in questo caso i tempi e i costi si sono dilatati e la variante Villa d'Adda-Carvico ha dovuto aspettare otto anni prima di essere ultimata. Il segnale che si stava avvicinando il fatidico giorno dell'inaugurazione è poi finalmente arrivato all'inizio del 2007, quando è stato sfondato l'ultimo diaframma della galleria «Parscera», che aveva dato non pochi problemi a progettisti di impresa e Provincia, a causa di movimenti franosi che avevano bloccato i lavori.
Nel gennaio 1999 era stato allestito il cantiere dall'impresa Locatelli che poi è stato sospeso per i ricorsi sull'aggiudicazione dell'opera, per riprendere nell'aprile 2000. Il 2003 è stato un anno sfavorevole per la variante, a causa della frana che in febbraio bloccò i lavori, poi ripresi a luglio ma nuovamente bloccati nel novembre dello stesso anno. Ripresa definitivamente l'attività nel gennaio 2005, l'impresa ha poi lavorato ininterrottamente per due anni e mezzo per poter terminare l'opera.
«Non sembra vero ma la variante è pronta – esclama con un sospiro di sollievo Serafino Carissimi, sindaco di Villa d'Adda e consigliere provinciale, che ha seguito passo dopo passo la costruzione della variante – A questa inaugurazione abbiamo invitato tutta la popolazione perché riteniamo che l'apertura della variante sia un evento importante, che potrà dare un impulso alla vivibilità del paese. Infatti sulla provinciale che attraversa il centro storico, dopo l'apertura di questa nuova arteria, i mezzi pesanti non potranno più transitare, con grande beneficio per Villa d'Adda, sia in termini di sicurezza per i pedoni, che per l'aria meno inquinata».
«Abbiamo già predisposto i cartelli per segnalare i divieti di transito sull'asse Carvico-Villa d'Adda – continua Carissimi – che saranno operativi già venerdì sera. Con quest'opera dovremmo aver risolto anche il problema del nostro collettore fognario, grazie ai lavori realizzati con la variante dalla società Hidrogest».
Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco di Carvico Attilio Bolognini, soddisfatto dell'inaugurazione della variante, che aggiunge: «Sicuramente diminuirà il traffico pesante nel centro storico di Carvico: sarà poi da verificare la viabilità sulle provinciali di questo territorio, con i veicoli che usciranno dalla variante».
«L'apertura di questa arteria è un ulteriore importante passo avanti all'interno di uno scenario complessivo della viabilità bergamasca, andando ad aprire un primo tratto del collegamento Bergamo-Lecco – commenta l'assessore provinciale alla Pianificazione territoriale e grandi infrastrutture Felice Sonzogni –. Si tratta di un'articolazione di largo respiro, progettata secondo un disegno che sta procedendo con tempi che vorremmo anche più veloci, ma che purtroppo non dipendono solo da noi. L'opera si colloca appunto nell'area Ovest del territorio provinciale, al confine con la provincia di Lecco. Restano da realizzare, a Nord la riqualificazione del tratto esistente della provinciale 169 («Carvico-Brivio») e la variante alla Briantea all'abitato di Cisano bergamasco, e a sud il collegamento Calusco-d'Adda-Terno d'Isola e all'Asse interurbano».
Remo Traina
Eco di Bergamo 25 luglio 07
È ormai una prassi consolidata: sul territorio dell'Isola Bergamasca, le nuove opere viabilistiche vengono inaugurate nel mese di luglio. A fine luglio 2005 venne infatti aperto il tratto dell'Asse interurbano Treviolo-Bonate Sopra, una decina di giorni fa è stato inaugurato il prolungamento sempre dell'Asse da Bonate Sopra a Presezzo e questo venerdi alle 18, verrà aperta al transito la variante di Villa d'Adda-Carvico, realizzata dalla Provincia di Bergamo.
All'evento interverrà il presidente della Provincia Valerio Bettoni con i sindaci di Villa d'Adda Serafino Carissimi, di Carvico Attilio Bolognini e di Calusco d'Adda Roberto Colleoni, con assessori e consiglieri, i responsabili dell'impresa «Locatelli Gabriele», tecnici, progettisti e operai che hanno progettato e costruito la variante che è costata circa 29 milioni di euro.
La cerimonia prevede il consueto taglio del nastro, la benedizione della infrastruttura e gli interventi delle autorità. Alla manifestazione sono invitati politici e amministratori, parlamentari bergamaschi, amministratori regionali e provinciali e i sindaci dei comuni dell'Isola Bergamasca e i cittadini dei paesi interessati dalla variante.
Come un po' tutte le più recenti opere pubbliche, per varie vicissitudini, anche in questo caso i tempi e i costi si sono dilatati e la variante Villa d'Adda-Carvico ha dovuto aspettare otto anni prima di essere ultimata. Il segnale che si stava avvicinando il fatidico giorno dell'inaugurazione è poi finalmente arrivato all'inizio del 2007, quando è stato sfondato l'ultimo diaframma della galleria «Parscera», che aveva dato non pochi problemi a progettisti di impresa e Provincia, a causa di movimenti franosi che avevano bloccato i lavori.
Nel gennaio 1999 era stato allestito il cantiere dall'impresa Locatelli che poi è stato sospeso per i ricorsi sull'aggiudicazione dell'opera, per riprendere nell'aprile 2000. Il 2003 è stato un anno sfavorevole per la variante, a causa della frana che in febbraio bloccò i lavori, poi ripresi a luglio ma nuovamente bloccati nel novembre dello stesso anno. Ripresa definitivamente l'attività nel gennaio 2005, l'impresa ha poi lavorato ininterrottamente per due anni e mezzo per poter terminare l'opera.
«Non sembra vero ma la variante è pronta – esclama con un sospiro di sollievo Serafino Carissimi, sindaco di Villa d'Adda e consigliere provinciale, che ha seguito passo dopo passo la costruzione della variante – A questa inaugurazione abbiamo invitato tutta la popolazione perché riteniamo che l'apertura della variante sia un evento importante, che potrà dare un impulso alla vivibilità del paese. Infatti sulla provinciale che attraversa il centro storico, dopo l'apertura di questa nuova arteria, i mezzi pesanti non potranno più transitare, con grande beneficio per Villa d'Adda, sia in termini di sicurezza per i pedoni, che per l'aria meno inquinata».
«Abbiamo già predisposto i cartelli per segnalare i divieti di transito sull'asse Carvico-Villa d'Adda – continua Carissimi – che saranno operativi già venerdì sera. Con quest'opera dovremmo aver risolto anche il problema del nostro collettore fognario, grazie ai lavori realizzati con la variante dalla società Hidrogest».
Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco di Carvico Attilio Bolognini, soddisfatto dell'inaugurazione della variante, che aggiunge: «Sicuramente diminuirà il traffico pesante nel centro storico di Carvico: sarà poi da verificare la viabilità sulle provinciali di questo territorio, con i veicoli che usciranno dalla variante».
«L'apertura di questa arteria è un ulteriore importante passo avanti all'interno di uno scenario complessivo della viabilità bergamasca, andando ad aprire un primo tratto del collegamento Bergamo-Lecco – commenta l'assessore provinciale alla Pianificazione territoriale e grandi infrastrutture Felice Sonzogni –. Si tratta di un'articolazione di largo respiro, progettata secondo un disegno che sta procedendo con tempi che vorremmo anche più veloci, ma che purtroppo non dipendono solo da noi. L'opera si colloca appunto nell'area Ovest del territorio provinciale, al confine con la provincia di Lecco. Restano da realizzare, a Nord la riqualificazione del tratto esistente della provinciale 169 («Carvico-Brivio») e la variante alla Briantea all'abitato di Cisano bergamasco, e a sud il collegamento Calusco-d'Adda-Terno d'Isola e all'Asse interurbano».
Remo Traina
Wednesday, July 25, 2007
Venerdí 27 luglio inaugurazione della Variante di Villa d'Adda e Carvico
24/07/2007 - 12.38
Bergamo - Venerdí 27 luglio inaugurazione della Variante di Villa d'Adda e Carvico
La "Variante agli abitati di Villa d'Adda e Carvico" fa parte del sistema della viabilità principale della Provincia
Venerdí prossimo, 27 luglio alle ore 18.00 verrà aperta al transito la Variante di Villa d'Adda e Carvico. All'atteso evento interverrà il Presidente della Provincia, Valerio Bettoni, che procederà al classico taglio del nastro.Con questo ulteriore, importante passo avanti sulla mappa complessiva della viabilità bergamasca si va ad aprire un primo tratto del nuovo collegamento Bergamo-Lecco. Si tratta di un'articolazione progettata con largo respiro e puntualità, secondo un disegno "che sta procedendo con tempi che vorremmo anche piú veloci ma che purtroppo non dipendeno solo da noi", è il commento dell'assessore alla Pianificazione territoriale e Grandi Infrastrutture, Felice Sonzogni. INQUADRAMENTO TERRITORIALELa "Variante agli abitati di Villa d'Adda e Carvico" fa parte del sistema della viabilità principale della Provincia di Bergamo. In riferimento anche alle previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, approvato nel 2004, questa strada assume una valenza strategica all'interno della direttrice Bergamo - Lecco. L'opera si colloca nell'area ovest del territorio provinciale a confine con la Provincia di Lecco.Di tale itinerario fanno pure parte: - a nord, la riqualificazione del tratto esistente della SP n. 169 e la variante alla ex SS n. 342 "Briantea" all'abitato di Cisano B.; - a sud, in direzione Bergamo, il collegamento Calusco d'Adda - Terno d'isola oltre all'Asse Interurbano di recente apertura al transito;- oltre al miglioramento del collegamento est - ovest viene anche potenziata la direttrice nord - sud, da e per l'autostrada A4 "Milano - Venezia" in corrispondenza del casello di Capriate.DESCRIZIONE DELL'OPERALa SP n. 169 "Carvico - Brivio" è attualmente percorsa da un modesto volume di traffico con una buona percentuale di mezzi pesanti. Nell'attraversamento dei centri abitati di Villa d'Adda e di Carvico si trovano i punti piú critici per la circolazione stradale, dovuta soprattutto all'inadeguatezza delle caratteristiche geometriche dell'attuale viabilità.Le strettoie ed i raggi di curvatura ridotti, tipici di strade collinari che attraversano i nuclei storici, sono spesso causa del blocco alla circolazione e di numerosi incidenti stradali.Con la nuova variante, oltre al miglioramento della sicurezza stradale e della vivibilità dei centri abitati, si realizza un importante bypass che libera i due paesi dal traffico di attraversamento consentendo loro il recupero e la valorizzazione del tracciato storico della provinciale ad uso prettamente urbano. La Variante parte dalla nuova rotatoria realizzata in corrispondenza del cimitero di Villa d'Adda e dopo uno sviluppo di circa 3 Km, di cui 969 m in galleria, termina sempre con svincolo a rotatoria in corrispondenza della curva "del Valtulina" sulla SP n. 166 (red).
Bergamo - Venerdí 27 luglio inaugurazione della Variante di Villa d'Adda e Carvico
La "Variante agli abitati di Villa d'Adda e Carvico" fa parte del sistema della viabilità principale della Provincia
Venerdí prossimo, 27 luglio alle ore 18.00 verrà aperta al transito la Variante di Villa d'Adda e Carvico. All'atteso evento interverrà il Presidente della Provincia, Valerio Bettoni, che procederà al classico taglio del nastro.Con questo ulteriore, importante passo avanti sulla mappa complessiva della viabilità bergamasca si va ad aprire un primo tratto del nuovo collegamento Bergamo-Lecco. Si tratta di un'articolazione progettata con largo respiro e puntualità, secondo un disegno "che sta procedendo con tempi che vorremmo anche piú veloci ma che purtroppo non dipendeno solo da noi", è il commento dell'assessore alla Pianificazione territoriale e Grandi Infrastrutture, Felice Sonzogni. INQUADRAMENTO TERRITORIALELa "Variante agli abitati di Villa d'Adda e Carvico" fa parte del sistema della viabilità principale della Provincia di Bergamo. In riferimento anche alle previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, approvato nel 2004, questa strada assume una valenza strategica all'interno della direttrice Bergamo - Lecco. L'opera si colloca nell'area ovest del territorio provinciale a confine con la Provincia di Lecco.Di tale itinerario fanno pure parte: - a nord, la riqualificazione del tratto esistente della SP n. 169 e la variante alla ex SS n. 342 "Briantea" all'abitato di Cisano B.; - a sud, in direzione Bergamo, il collegamento Calusco d'Adda - Terno d'isola oltre all'Asse Interurbano di recente apertura al transito;- oltre al miglioramento del collegamento est - ovest viene anche potenziata la direttrice nord - sud, da e per l'autostrada A4 "Milano - Venezia" in corrispondenza del casello di Capriate.DESCRIZIONE DELL'OPERALa SP n. 169 "Carvico - Brivio" è attualmente percorsa da un modesto volume di traffico con una buona percentuale di mezzi pesanti. Nell'attraversamento dei centri abitati di Villa d'Adda e di Carvico si trovano i punti piú critici per la circolazione stradale, dovuta soprattutto all'inadeguatezza delle caratteristiche geometriche dell'attuale viabilità.Le strettoie ed i raggi di curvatura ridotti, tipici di strade collinari che attraversano i nuclei storici, sono spesso causa del blocco alla circolazione e di numerosi incidenti stradali.Con la nuova variante, oltre al miglioramento della sicurezza stradale e della vivibilità dei centri abitati, si realizza un importante bypass che libera i due paesi dal traffico di attraversamento consentendo loro il recupero e la valorizzazione del tracciato storico della provinciale ad uso prettamente urbano. La Variante parte dalla nuova rotatoria realizzata in corrispondenza del cimitero di Villa d'Adda e dopo uno sviluppo di circa 3 Km, di cui 969 m in galleria, termina sempre con svincolo a rotatoria in corrispondenza della curva "del Valtulina" sulla SP n. 166 (red).
Monday, July 23, 2007
Inquinamento e feti malformati
Inquinamento e feti malformati
L'Associazione Carlo Bortolani Onlus è diventata proprietaria del Microscopio Elettronico a scansione ambientale...
17-07-2007 - Fonte: Dillo ad Alice
Scoperta correlazione fra inquinamento ambientale e feti malformati
Terminata la raccolta fondi lanciata da Beppe Grillo, l’Associazione reggiana Carlo Bortolani Onlus è diventata proprietaria del Microscopio Elettronico a scansione ambientale per il valore di Euro 378.000,000. Firmata la convenzione con l’Università di Urbino che vede la Dott.ssa Antonietta Gatti responsabile scientifico.
(microscopio a scansione ambientale)
All'inizio del mese di giugno si è svolto a Vienna il congresso mondiale "Health Children and Environment" promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità dove hanno partecipato anche tutti i Ministri della Sanità dei Paesi della Comunità Europea e gli ONG che si occupano di Salute.
Alice intervista la scienziata dott.ssa Antonietta Gatti che proprio al congresso di Vienna ha illustrato i risultati delle prime ricerche svolte attraverso l'utilizzo del microscopio a scansione ambientale acquistato grazie alla campagna di solidarietà promossa da Beppe Grillo e di proprietà
dell' Associazione Carlo Bortolani Onlus.
La scienziata Dott.ssa Antonietta Gatti ha presentato al congresso mondiale di Vienna "Health Children and Environment" i primi risultati delle ricerche svolte con l’utilizzo del microscopio grazie alla campagna di solidarietà promossa da Beppe Grillo.
(Dott.ssa Antonietta Gatti)
- Dott.ssa, a marzo si è conclusa la raccolta fondi lanciata e sostenuta da Beppe Grillo dove l'Associazione Carlo Bortolani Onlus ha fatto da collettore nazione e finalmente lei è diventata responsabile scientifico dei progetti che si portano avanti con l'utilizzo del nuovo microscopio. Cos'ha provato quando si è trovata di fronte al nuovo strumento a scansione ambientale?
Uno strumento più moderno, più potente, rappresenta per un ricercatore quello che è il giocattolo tanto sognato per un bambino. Tranne che questo giocattolo è in grado di portare a nuove scoperte che possono a sua volta far felici altre persone oltre a me, naturalmente.
- Ci spieghi bene che tipo di ricerche si portano avanti con quel microscopio.
Questo microscopio è in grado di vedere oggetti con dimensioni pari a qualche milionesimo di millimetro, cioè può vedere oggetti piccoli come le nostre proteine o il nostro DNA. Vedere cose sempre più piccole significa alcune volte scoprire altri mondi, quindi apportare nuove conoscenze. Pasteur scoprì i microbi proprio servendosi di un microscopio. Come lui, se saremo altrettanto bravi, ora possiamo scoprire il perché di molte malattie e, magari, di debellarle. Naturalmente, e purtroppo, il microscopio da solo non basta. Anzi, non serva a nulla se non lo si pilota come si deve.
- Recentemente è stata invitata anche alla Camera dei Lord. Di cosa ha parlato?
Sono stata invitata per la seconda volta da Lord Morris of Manchester, presidente della Commissione Inglese per le patologie cosiddette da Uranio impoverito che colpiscono i soldati. In quell'occasione erano presenti anche medici e scienziati americani e con loro si sono dibattuti i risultati delle ricerche su queste nuove patologie che colpiscono egualmente, ma in modo diverso, i soldati americani, inglesi ed italiani al ritorno rispettivamente dalla I e II Guerra del Golfo e dalla Guerra dei Balcani. (ndr: per chi desidera conoscere ulteriori approfondimenti sull'argomento, può scaricare alcuni articoli dal sito (www.stefanomontanari.net).
- Anche con il Governo Prodi fa parte della Commissione senatoriale d'inchiesta sull'Uranio impoverito.
La Commissione mi ha nominata di nuovo esperto al suo interno assieme ad altri consulenti allo scopo di capire il perchè di quelle patologie. A mio avviso, l'Uranio impoverito non è direttamente responsabile di tali patologie ma lo è l'inquinamento creato da bombe ad alta tecnologia fra cui, ma non solo, quelle all'Uranio impoverito.
- Il primo progetto di ricerca concordato insieme a Beppe Grillo e all'Associazione Carlo Bortolani Onlus riguarda i feti. Sono stati raggiunti risultati?
Attorno al microscopio abbiamo creato un primo studio che riguarda "I bambini e la loro salute". Si è creato un gruppo di studio che comprende l'Anatomia Patologica dell'Ospedale di Mantova, la Pediatria dell'Università di Catania e l'Anatomia Patologica dell'Università di Malta. Con questi partner abbiamo cominciato a studiare i feti malformati, cercando di capire se esiste una correlazione fra l'inquinamento ambientale, la salute della madre ed un possibile loro coinvolgimento allo stato embrionale. I primi risultati sono stati presentati ad un Congresso Mondiale a Vienna.
E' indispensabile rendersi conto, però, che tutte le ricerche, e questa non fa eccezione, oggi hanno costi elevati. Al momento stiamo tutti prestando la nostra opera per puro volontariato, ma il problema è quello delle spese vive che sono tutt'altro che trascurabili. La speranza è che qualcuno ci dia una mano.
- Sono stati raggiunti dei risultati specifici?
Certo. Sono stati presentati al Congresso mondiale "Health Children and Environment" che si è tenuto a Vienna ai primi di giugno. Tali risultati indicano con chiarezza che polveri ambientali ultra-sottili, se respirate o se ingerite dalla madre con cibo contaminato, possono passare nella sua circolazione sanguigna e da questa alla circolazione fetale. Così, polveri fisicamente e chimicamente tossiche possono venire a contatto con l'embrione ed indurre malformazioni. In questo caso, i geni possono risultarne mutati, ma l'induzione è avvenuta durante lo stato embrionale, cioè non è stata trasmessa dalla madre o dal padre col proprio codice genetico.
- E' possibile fare prevenzione di fronte a questi rischi?
Sì, è possibile fare prevenzione, e spesso questo non costa nemmeno tanto. Se restiamo nell'ambito del bambino non ancora nato, una donna gravida, per esempio, non dovrebbe vivere per tutto il periodo della gestazione in ambienti inquinati. Non solo: non dovrebbe neanche mangiare cibi che sono cresciuti in quell'ambiente inquinato e non dovrebbe maneggiare gli abiti da lavoro del compagno se questo lavora in ambienti sporchi di polveri come un inceneritore, una fonderia, un cementificio o fa il saldatore. Può essere leggermente seccante, ma, con un po' di cultura si possono attuare le opportune precauzioni.
- E' possibile al giorno d'oggi vivere in un ambiente non inquinato?
Certo. Ovviamente va individuato. Le porto ad esempio un caso. In una famiglia non italiana un bimbo nacque con gravissimi problemi di salute. I medici l'avevano dato per “spacciato”. La famiglia vendette tutto e decise comprare una barca e vivere in mezzo al mare. Ebbene, nel giro di poco tempo a quel bambino si sono quasi azzerati i problemi di salute.
- Secondo lei, vivere in zone industriali può essere un rischio per la salute?
Sì, il rischio c'è. Noi viviamo in un ambiente altamente inquinato e continuiamo a peggiorare le cose bruciando di tutto.
Il punto è che noi, per non vederci più davanti tutto quanto crediamo non ci serva più, compresi tanti scarti della produzione industriale, facciamo dei bei falò. Ma questa roba la eliminiamo solo dalla nostra vista. In verità ce la ritroviamo nell'ambiente in forma di polveri sottilissime, che io, con il famoso microscopio, vedo senza difficoltà, misuro ed analizzo. Purtroppo, poi, queste polveri sono incomparabilmente più tossiche rispetto ai prodotti di partenza, vale a dire quei rifiuti che non volevamo più vedere. Va da sé che se è vero che gl'inceneritori, cioè i falò di cui parlavo, sono tra i grandi colpevoli dell'inquinamento, se non altro per la loro assoluta inutilità, bisogna sapere che tutte le forme di combustione generano polveri. Dunque, i motori a scoppio, le centrali elettriche ad oli pesanti o a carbone, le acciaierie, i cementifici e, insomma, dovunque si bruci.
Dal punto di vista fisiologico, e parlo della fisiologia che tiene conto anche dei nostri studi, quelle polveri vengono inalate, entrano nei polmoni che non sono capaci di trattenerle e che, anzi, sono un vero e proprio colabrodo, e finiscono nel sangue entro poche decine di secondi. Da lì, finiscono in poche decine di minuti a tutti i tessuti del nostro organismo dove possono fare guai. Ecco, allora, la lattina di Coca Cola, il vassoio di plastica dove c'era la carne, una bomboletta spray ecc. che ho gettato nell'immondizia me li ritrovo nell'aria e poi dentro il mio corpo. L'inquinamento che ho creato fuori, nell'ambiente, ci insegue, ci pervade, si impossessa di noi, ci fa ammalare e talvolta ci uccide.
Fonte:www.dilloadalice.it
L'Associazione Carlo Bortolani Onlus è diventata proprietaria del Microscopio Elettronico a scansione ambientale...
17-07-2007 - Fonte: Dillo ad Alice
Scoperta correlazione fra inquinamento ambientale e feti malformati
Terminata la raccolta fondi lanciata da Beppe Grillo, l’Associazione reggiana Carlo Bortolani Onlus è diventata proprietaria del Microscopio Elettronico a scansione ambientale per il valore di Euro 378.000,000. Firmata la convenzione con l’Università di Urbino che vede la Dott.ssa Antonietta Gatti responsabile scientifico.
(microscopio a scansione ambientale)
All'inizio del mese di giugno si è svolto a Vienna il congresso mondiale "Health Children and Environment" promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità dove hanno partecipato anche tutti i Ministri della Sanità dei Paesi della Comunità Europea e gli ONG che si occupano di Salute.
Alice intervista la scienziata dott.ssa Antonietta Gatti che proprio al congresso di Vienna ha illustrato i risultati delle prime ricerche svolte attraverso l'utilizzo del microscopio a scansione ambientale acquistato grazie alla campagna di solidarietà promossa da Beppe Grillo e di proprietà
dell' Associazione Carlo Bortolani Onlus.
La scienziata Dott.ssa Antonietta Gatti ha presentato al congresso mondiale di Vienna "Health Children and Environment" i primi risultati delle ricerche svolte con l’utilizzo del microscopio grazie alla campagna di solidarietà promossa da Beppe Grillo.
(Dott.ssa Antonietta Gatti)
- Dott.ssa, a marzo si è conclusa la raccolta fondi lanciata e sostenuta da Beppe Grillo dove l'Associazione Carlo Bortolani Onlus ha fatto da collettore nazione e finalmente lei è diventata responsabile scientifico dei progetti che si portano avanti con l'utilizzo del nuovo microscopio. Cos'ha provato quando si è trovata di fronte al nuovo strumento a scansione ambientale?
Uno strumento più moderno, più potente, rappresenta per un ricercatore quello che è il giocattolo tanto sognato per un bambino. Tranne che questo giocattolo è in grado di portare a nuove scoperte che possono a sua volta far felici altre persone oltre a me, naturalmente.
- Ci spieghi bene che tipo di ricerche si portano avanti con quel microscopio.
Questo microscopio è in grado di vedere oggetti con dimensioni pari a qualche milionesimo di millimetro, cioè può vedere oggetti piccoli come le nostre proteine o il nostro DNA. Vedere cose sempre più piccole significa alcune volte scoprire altri mondi, quindi apportare nuove conoscenze. Pasteur scoprì i microbi proprio servendosi di un microscopio. Come lui, se saremo altrettanto bravi, ora possiamo scoprire il perché di molte malattie e, magari, di debellarle. Naturalmente, e purtroppo, il microscopio da solo non basta. Anzi, non serva a nulla se non lo si pilota come si deve.
- Recentemente è stata invitata anche alla Camera dei Lord. Di cosa ha parlato?
Sono stata invitata per la seconda volta da Lord Morris of Manchester, presidente della Commissione Inglese per le patologie cosiddette da Uranio impoverito che colpiscono i soldati. In quell'occasione erano presenti anche medici e scienziati americani e con loro si sono dibattuti i risultati delle ricerche su queste nuove patologie che colpiscono egualmente, ma in modo diverso, i soldati americani, inglesi ed italiani al ritorno rispettivamente dalla I e II Guerra del Golfo e dalla Guerra dei Balcani. (ndr: per chi desidera conoscere ulteriori approfondimenti sull'argomento, può scaricare alcuni articoli dal sito (www.stefanomontanari.net).
- Anche con il Governo Prodi fa parte della Commissione senatoriale d'inchiesta sull'Uranio impoverito.
La Commissione mi ha nominata di nuovo esperto al suo interno assieme ad altri consulenti allo scopo di capire il perchè di quelle patologie. A mio avviso, l'Uranio impoverito non è direttamente responsabile di tali patologie ma lo è l'inquinamento creato da bombe ad alta tecnologia fra cui, ma non solo, quelle all'Uranio impoverito.
- Il primo progetto di ricerca concordato insieme a Beppe Grillo e all'Associazione Carlo Bortolani Onlus riguarda i feti. Sono stati raggiunti risultati?
Attorno al microscopio abbiamo creato un primo studio che riguarda "I bambini e la loro salute". Si è creato un gruppo di studio che comprende l'Anatomia Patologica dell'Ospedale di Mantova, la Pediatria dell'Università di Catania e l'Anatomia Patologica dell'Università di Malta. Con questi partner abbiamo cominciato a studiare i feti malformati, cercando di capire se esiste una correlazione fra l'inquinamento ambientale, la salute della madre ed un possibile loro coinvolgimento allo stato embrionale. I primi risultati sono stati presentati ad un Congresso Mondiale a Vienna.
E' indispensabile rendersi conto, però, che tutte le ricerche, e questa non fa eccezione, oggi hanno costi elevati. Al momento stiamo tutti prestando la nostra opera per puro volontariato, ma il problema è quello delle spese vive che sono tutt'altro che trascurabili. La speranza è che qualcuno ci dia una mano.
- Sono stati raggiunti dei risultati specifici?
Certo. Sono stati presentati al Congresso mondiale "Health Children and Environment" che si è tenuto a Vienna ai primi di giugno. Tali risultati indicano con chiarezza che polveri ambientali ultra-sottili, se respirate o se ingerite dalla madre con cibo contaminato, possono passare nella sua circolazione sanguigna e da questa alla circolazione fetale. Così, polveri fisicamente e chimicamente tossiche possono venire a contatto con l'embrione ed indurre malformazioni. In questo caso, i geni possono risultarne mutati, ma l'induzione è avvenuta durante lo stato embrionale, cioè non è stata trasmessa dalla madre o dal padre col proprio codice genetico.
- E' possibile fare prevenzione di fronte a questi rischi?
Sì, è possibile fare prevenzione, e spesso questo non costa nemmeno tanto. Se restiamo nell'ambito del bambino non ancora nato, una donna gravida, per esempio, non dovrebbe vivere per tutto il periodo della gestazione in ambienti inquinati. Non solo: non dovrebbe neanche mangiare cibi che sono cresciuti in quell'ambiente inquinato e non dovrebbe maneggiare gli abiti da lavoro del compagno se questo lavora in ambienti sporchi di polveri come un inceneritore, una fonderia, un cementificio o fa il saldatore. Può essere leggermente seccante, ma, con un po' di cultura si possono attuare le opportune precauzioni.
- E' possibile al giorno d'oggi vivere in un ambiente non inquinato?
Certo. Ovviamente va individuato. Le porto ad esempio un caso. In una famiglia non italiana un bimbo nacque con gravissimi problemi di salute. I medici l'avevano dato per “spacciato”. La famiglia vendette tutto e decise comprare una barca e vivere in mezzo al mare. Ebbene, nel giro di poco tempo a quel bambino si sono quasi azzerati i problemi di salute.
- Secondo lei, vivere in zone industriali può essere un rischio per la salute?
Sì, il rischio c'è. Noi viviamo in un ambiente altamente inquinato e continuiamo a peggiorare le cose bruciando di tutto.
Il punto è che noi, per non vederci più davanti tutto quanto crediamo non ci serva più, compresi tanti scarti della produzione industriale, facciamo dei bei falò. Ma questa roba la eliminiamo solo dalla nostra vista. In verità ce la ritroviamo nell'ambiente in forma di polveri sottilissime, che io, con il famoso microscopio, vedo senza difficoltà, misuro ed analizzo. Purtroppo, poi, queste polveri sono incomparabilmente più tossiche rispetto ai prodotti di partenza, vale a dire quei rifiuti che non volevamo più vedere. Va da sé che se è vero che gl'inceneritori, cioè i falò di cui parlavo, sono tra i grandi colpevoli dell'inquinamento, se non altro per la loro assoluta inutilità, bisogna sapere che tutte le forme di combustione generano polveri. Dunque, i motori a scoppio, le centrali elettriche ad oli pesanti o a carbone, le acciaierie, i cementifici e, insomma, dovunque si bruci.
Dal punto di vista fisiologico, e parlo della fisiologia che tiene conto anche dei nostri studi, quelle polveri vengono inalate, entrano nei polmoni che non sono capaci di trattenerle e che, anzi, sono un vero e proprio colabrodo, e finiscono nel sangue entro poche decine di secondi. Da lì, finiscono in poche decine di minuti a tutti i tessuti del nostro organismo dove possono fare guai. Ecco, allora, la lattina di Coca Cola, il vassoio di plastica dove c'era la carne, una bomboletta spray ecc. che ho gettato nell'immondizia me li ritrovo nell'aria e poi dentro il mio corpo. L'inquinamento che ho creato fuori, nell'ambiente, ci insegue, ci pervade, si impossessa di noi, ci fa ammalare e talvolta ci uccide.
Fonte:www.dilloadalice.it
Saturday, July 21, 2007
Valmadrera: ‘Ilaria Alpi’ chiede lumi sullo stop dell’inceneritore
Valmadrera: ‘Ilaria Alpi’ chiede lumi sullo stop dell’inceneritore
Il Circolo ambiente Ilaria Alpi si sta mobilitando per sapere qualcosa di più riguardo al guasto impiantistico verificatosi presso il forno inceneritore di Valmadrera, gestito da Silea S.p.A., che ha determinato il fermo dell’impianto.
Si chiede in particolare se il guasto ha o potrebbe aver determinato la fuoriuscita in atmosfera di emissioni contenenti sostanze nocive. La richiesta è stata inoltrata ufficialmente alla Provincia di Lecco, all’Arpa e al comune di Valmadrera.
Il Circolo ambiente Ilaria Alpi si sta mobilitando per sapere qualcosa di più riguardo al guasto impiantistico verificatosi presso il forno inceneritore di Valmadrera, gestito da Silea S.p.A., che ha determinato il fermo dell’impianto.
Si chiede in particolare se il guasto ha o potrebbe aver determinato la fuoriuscita in atmosfera di emissioni contenenti sostanze nocive. La richiesta è stata inoltrata ufficialmente alla Provincia di Lecco, all’Arpa e al comune di Valmadrera.
Calusco: allarme ozono
Calusco: allarme ozono
superata la soglia limite
E` stata superata, secondo la rilevazione del 18 luglio, la soglia d`allarme di presenza d`Ozono nell`aria di Calusco d`Adda: i dati dell`ARPA Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione dell`Ambiente) hanno infatti rilevato introno alle ore 13 di quel giorno, 252 µg/m3 di Ozono nell`aria caluschese contro i 240 che caraterizzano la soglia massima d`allarme.
Immagine dello strato di ozono che avvolge la terra,
si noti il profondo diradamento sull`Antartide (2001).
Le previsioni della stessa Agenzia, inoltre, date anche le particolari condizioni atmosferiche di questi ultimi giorni, prospettano un ulteriore aumento che porterà gli abitanti dell`Isola Bergamasca a cercare di evitare il sole nelle ore più calde della giornata allo scopo di fuggire rischi per la salute: pur essenziale per la sua capacità di assorbire i raggi ultravioletti, l`Ozono, infatti, è anche alquanto velenoso per gli esseri viventi.
Per salvaguardare la salute,"le ore più calde della giornata" - spiegano dall`ARPA - "andrebbero trascorse in ambienti chiusi, avendo l`accortezza di ventilarli nei momenti freschi come la mattina o la sera".
Giorgio Moranda
superata la soglia limite
E` stata superata, secondo la rilevazione del 18 luglio, la soglia d`allarme di presenza d`Ozono nell`aria di Calusco d`Adda: i dati dell`ARPA Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione dell`Ambiente) hanno infatti rilevato introno alle ore 13 di quel giorno, 252 µg/m3 di Ozono nell`aria caluschese contro i 240 che caraterizzano la soglia massima d`allarme.
Immagine dello strato di ozono che avvolge la terra,
si noti il profondo diradamento sull`Antartide (2001).
Le previsioni della stessa Agenzia, inoltre, date anche le particolari condizioni atmosferiche di questi ultimi giorni, prospettano un ulteriore aumento che porterà gli abitanti dell`Isola Bergamasca a cercare di evitare il sole nelle ore più calde della giornata allo scopo di fuggire rischi per la salute: pur essenziale per la sua capacità di assorbire i raggi ultravioletti, l`Ozono, infatti, è anche alquanto velenoso per gli esseri viventi.
Per salvaguardare la salute,"le ore più calde della giornata" - spiegano dall`ARPA - "andrebbero trascorse in ambienti chiusi, avendo l`accortezza di ventilarli nei momenti freschi come la mattina o la sera".
Giorgio Moranda
Monday, July 16, 2007
Il sindaco di Isola delle Femmine comunica che non è stato dato nessun parere favorevole a l’uso del petcoke alla Italcementi.
Il sindaco di Isola delle Femmine comunica che non è stato dato nessun parere favorevole a l’uso del petcoke alla Italcementi.
- 15 luglio 2007
Si è riunita ieri 12.07.07 la commissione ambiente del comune di Isola delle Femmine per l’audizione delle associazioni ambientaliste della Rete Lilliput in materia di controllo delle emissioni inquinanti della Italcementi spa.
Il presidente della commissione, dott. Cutino, introduce i lavori dando lettura della rettifica con cui il Sindaco comunica all’assessorato regionale all’Ambiente che "nessun parere favorevole poteva essere dato dal dott. Minagra (suo consulente n.d.r.) per contro di questa amministrazione sull’ uso del petcoke da parte della Italcementi".
Le associazioni ambientaliste espimono soddisfazione vedendo recepire nel documento le proprie istanze. Si auspica analoga rettifica sui quotidiani intervenuti sul tema.
- 15 luglio 2007
Si è riunita ieri 12.07.07 la commissione ambiente del comune di Isola delle Femmine per l’audizione delle associazioni ambientaliste della Rete Lilliput in materia di controllo delle emissioni inquinanti della Italcementi spa.
Il presidente della commissione, dott. Cutino, introduce i lavori dando lettura della rettifica con cui il Sindaco comunica all’assessorato regionale all’Ambiente che "nessun parere favorevole poteva essere dato dal dott. Minagra (suo consulente n.d.r.) per contro di questa amministrazione sull’ uso del petcoke da parte della Italcementi".
Le associazioni ambientaliste espimono soddisfazione vedendo recepire nel documento le proprie istanze. Si auspica analoga rettifica sui quotidiani intervenuti sul tema.
Wednesday, July 11, 2007
Venerdì apre l'Asse interurbano dell'Isola
Venerdì apre l'Asse interurbano dell'Isola
Due inaugurazioni di opere stradali in venti giorni nell'Isola. Venerdì viene aperto il tratto di asse interurbano che dall'attuale rotatoria sulla provinciale 155 (Ponte San Pietro-Capriate) a Bonate Sopra arriva a Presezzo-Bonate Sopra-Mapello, vicino al casello ferroviario. A fine mese invece si taglia il nastro della variante Villa d'Adda-Carvico. L'appuntamento per l'inaugurazione del tratto di asse Bonate Sopra-Presezzo è stato fissato per le 12 di venerdì, nelle vicinanze delle quattro strade di Bonate Sopra. La comunicazione è stata data dal direttore generale dell'Anas. A questo importante evento saranno presenti le autorità comunali, provinciali e regionali. Per impegni precedenti non parteciperà il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro.
La scorsa settimana l'impresa BetonVilla, che ha in appalto la costruzione dell'asse nel tratto Curno-Ponte San Pietro, ha terminato il cavalca-ferrovia e venerdì scorso ha potuto così consegnare all'Anas il tratto di strada Bonate Sopra-Presezzo. L'azienda nazionale per le strade ha quindi provveduto a fissare la data dell'inaugurazione di questo percorso che ha una lunghezza di due chilometri e mezzo. «L'apertura di questo ulteriore tratto dell'asse interurbano andrà a beneficio della viabilità dell'Isola - evidenzia Guido Bonacina, sindaco di Presezzo e presidente della Comunità dell'Isola -. Dovrebbero, grazie a questo, diminuire le code sulle provinciale 155 (Ponte San Pietro-Capriate) e sulla 166 (Ponte San Pietro-Paderno). Il cavalca-ferrovia ha eliminato il passaggio a livello di Mapello, rendendo più scorrevole il traffico tra Mapello, Presezzo, Bonate Sopra e Terno d'Isola».
A seguito dell'apertura di questo ulteriore tratto di asse i sindaci di Presezzo, Bonate Sopra e Ponte San Pietro potrebbero valutare l'opportunità di togliere i divieti, ora in vigore, a percorrere le strade comunali nelle ore di punta.
L'ultimo tratto che da Presezzo arriva a Ponte San Pietro sulla Briantea dovrebbe essere completato entro il 2008: a quel punto finalmente l'asse interurbano Seriate-Ponte San Pietro sarà completo e percorribile interamente.
Intanto a Villa d'Adda per la fine di luglio è prevista l'inaugurazione e l'apertura della variante Villa d'Adda-Carvico, realizzata dall'Amministrazione provinciale. Il tunnel e la strada sono stati terminati dall'impresa «Locatelli geometra Gabriele» di Grumello che in questi giorni sta installando i punti luce. Questa variante escluderà dal traffico pesante i centri abitati di Carvico e Villa d'Adda che sono diventati invivibili proprio per l'alto numero di veicoli che li attraversano per raggiungere la Valle San Martino e il territorio del Lecchese. «Da più di cinque anni aspettiamo questo fatidico giorno per poter usufruire di questa variante per i nostri due paesi. Oramai è diventato impossibile e pericoloso camminare per Villa d'Adda. E le difficoltà non risparmiano i camionisti che devono effettuare pericolose manovre quando sulle salite s'incrociano due mezzi pesanti».
(10/07/2007)
Due inaugurazioni di opere stradali in venti giorni nell'Isola. Venerdì viene aperto il tratto di asse interurbano che dall'attuale rotatoria sulla provinciale 155 (Ponte San Pietro-Capriate) a Bonate Sopra arriva a Presezzo-Bonate Sopra-Mapello, vicino al casello ferroviario. A fine mese invece si taglia il nastro della variante Villa d'Adda-Carvico. L'appuntamento per l'inaugurazione del tratto di asse Bonate Sopra-Presezzo è stato fissato per le 12 di venerdì, nelle vicinanze delle quattro strade di Bonate Sopra. La comunicazione è stata data dal direttore generale dell'Anas. A questo importante evento saranno presenti le autorità comunali, provinciali e regionali. Per impegni precedenti non parteciperà il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro.
La scorsa settimana l'impresa BetonVilla, che ha in appalto la costruzione dell'asse nel tratto Curno-Ponte San Pietro, ha terminato il cavalca-ferrovia e venerdì scorso ha potuto così consegnare all'Anas il tratto di strada Bonate Sopra-Presezzo. L'azienda nazionale per le strade ha quindi provveduto a fissare la data dell'inaugurazione di questo percorso che ha una lunghezza di due chilometri e mezzo. «L'apertura di questo ulteriore tratto dell'asse interurbano andrà a beneficio della viabilità dell'Isola - evidenzia Guido Bonacina, sindaco di Presezzo e presidente della Comunità dell'Isola -. Dovrebbero, grazie a questo, diminuire le code sulle provinciale 155 (Ponte San Pietro-Capriate) e sulla 166 (Ponte San Pietro-Paderno). Il cavalca-ferrovia ha eliminato il passaggio a livello di Mapello, rendendo più scorrevole il traffico tra Mapello, Presezzo, Bonate Sopra e Terno d'Isola».
A seguito dell'apertura di questo ulteriore tratto di asse i sindaci di Presezzo, Bonate Sopra e Ponte San Pietro potrebbero valutare l'opportunità di togliere i divieti, ora in vigore, a percorrere le strade comunali nelle ore di punta.
L'ultimo tratto che da Presezzo arriva a Ponte San Pietro sulla Briantea dovrebbe essere completato entro il 2008: a quel punto finalmente l'asse interurbano Seriate-Ponte San Pietro sarà completo e percorribile interamente.
Intanto a Villa d'Adda per la fine di luglio è prevista l'inaugurazione e l'apertura della variante Villa d'Adda-Carvico, realizzata dall'Amministrazione provinciale. Il tunnel e la strada sono stati terminati dall'impresa «Locatelli geometra Gabriele» di Grumello che in questi giorni sta installando i punti luce. Questa variante escluderà dal traffico pesante i centri abitati di Carvico e Villa d'Adda che sono diventati invivibili proprio per l'alto numero di veicoli che li attraversano per raggiungere la Valle San Martino e il territorio del Lecchese. «Da più di cinque anni aspettiamo questo fatidico giorno per poter usufruire di questa variante per i nostri due paesi. Oramai è diventato impossibile e pericoloso camminare per Villa d'Adda. E le difficoltà non risparmiano i camionisti che devono effettuare pericolose manovre quando sulle salite s'incrociano due mezzi pesanti».
(10/07/2007)
Monday, July 09, 2007
Calusco: il ponte ha bisogno di una manutenzione
Calusco: il ponte ha bisogno di una manutenzione
Di Vercingetorix
Il ponte di San Michele è lì da 118 anni, il treno ci passa regolarmente, il traffico pure anche se a senso unico alternato. Ma di questo storico manufatto nessuno sembra curarsene più di tanto. Al massimo qualche ragazzo ci attacca su un lucchetto. Ma la manutenzione chi la fa. Se non sbagliamo sono passati più di dieci anni dall’ultima volta che gli hanno dato una verniciata. Adesso la struttura in ferro è lì esposta alle intemperie e la ruggine avanza inesorabile. Quando verrà fatta la prossima manutenzione? Oppure siamo in attesa di vedere i primi segni di cedimento per poi arrivare alla chiusura dell’importante snodo della comunicazione tra le due sponde dell’Adda?
Di Vercingetorix
Il ponte di San Michele è lì da 118 anni, il treno ci passa regolarmente, il traffico pure anche se a senso unico alternato. Ma di questo storico manufatto nessuno sembra curarsene più di tanto. Al massimo qualche ragazzo ci attacca su un lucchetto. Ma la manutenzione chi la fa. Se non sbagliamo sono passati più di dieci anni dall’ultima volta che gli hanno dato una verniciata. Adesso la struttura in ferro è lì esposta alle intemperie e la ruggine avanza inesorabile. Quando verrà fatta la prossima manutenzione? Oppure siamo in attesa di vedere i primi segni di cedimento per poi arrivare alla chiusura dell’importante snodo della comunicazione tra le due sponde dell’Adda?
Friday, July 06, 2007
IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE DICE SI AL PET-COKE
giovedì, 05 luglio 2007
IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE DICE SI AL PET-COKE
IL SINDACO PORTOBELLO ROMPE CON IL SUO GRUPPO POLITICO SULL'AFFAIR PET-COKE ALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE DICE SI AL PET-COKE
IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DR. CUTINO ESTEREFATTO DALLA PRESA DI POSIZIONE DEL SINDACO PER PROTESTA RINUNCIA A PRESENZIARE ALLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE E NON FIRMA GLI EMEDAMENTI PRESENTATI DAL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI" DI CUI E' CAPOGRUPPO IN CONSIGLIO COMUNALE
IL NUOVO ASSESSORE ALL'AMBIENTE GEOM IMPASTATO ESAUTORATO DALLE DECISIONI DEL SINDACO PORTOBELLO PER DIRE SI AL PET-COKE
i fatti e i documenti...............................
Il servizio 3 Tutela dall'inquinamento atmosferico con protocollo 45549 del 15 giugno 2007:
indirizzata :
Ditta Italcementi Isola delle Femmine via fax 0918677138 a cui seguirà R.R.
Commissione Provinciale Tutela Ambiente fax urgente 0916173522
Comune di Isola delle Femmine fax 0918677098 alle 10,47 da:0917077877 Assessorato
seguirà R.R.
Oggetto: Ditta Italcementi S.p.a. Isola delle Femmine PA Richiesta di modifica dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Convocazione delle Conferenza di Servizi ai sensi dell'art 269 del D.Lgs 3 aprile 2006 n 152.
Gli enti in indirizzo, al fine di esitare l'istanza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera presentata dalla ditta in oggetto, sono chiamati ad esprimere un parere motivato. Per consentire il regolare svolgimento della conferenza la ditta in oggetto - qualora avesse già ottemperato - è invitata a trasmettere in tempo utile copia dell'istanza e degli elaborati tecnici agli enti chiamati ad esprimere il parere.
Il parere potrà reso direttamente in conferenza, o potrà essere preventivamente trasmesso all'ufficio entro la data della conferenza, che si terrà giorno 04/07/2007, dalle ore 10 alle ore 11 presso i locali di questo servizio.
I partecipanti alla conferenza dovranno essere muniti di apposita delega.
Visto che il programma della giornata prevede più conferenze è richiesta la massima puntualità.
Per eventuali chiarimenti contattare il responsabile del servizio dott. Anzà 0917077585, il Signor Tarantino 0917077390 o l'ing La Rocca 0917077886.
Il responsabile del 3° servizio Tiutela dall'inquinamento atmosferico Dottor Salvatore Anzà
gtarantino@artasicilia.it
IL 28 GIUGNO 2007 IL SINDACO PORTOBELLO CON NOTA PROTOCOLLO 7556 CONVOCA NELLA SEDE COMUNALE UNA RIUNIONE PER IL GIORNO 3 LUGLIO ALLE ORE 17 (attenzione subito il giorno dopo vi è la conferenza dei servizi all'assessorato)INVITANDO:
Italcementi di isola delle femmine
OPresidente della Commissione Ambiente di Isola delle Femmine
Direttore Ris Orientata di Isola delle Femmine
Associazione Difesa del mare e Terr.
Associazione Lilliput
(NOTIAMO CHE DI PROPOSITO NON E' STATO CONVOCATO IL NUOVO ASSESSORE ALL'AMBIENTE, ED INOLTRE ANCHE QUI DOBBIAMO PENSARE DI PROPOSITO NON E' STATO CONVOCATO IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA LEGAMBIENTE)
Oggetto da trattare : Stabilimento Italcementi, vibrazioni e rumore nell'abitato adiacente alla cementeria.
Al fine di dar seguito al confronto tra questa Ammnistrazione, la società Italcementi e le Associazioni sopra elencate, in relazione alle tematiche inerenti il rumore e le vibrazioni provenienti dalla cementeria dell'Italcementi di Isola delle Femmine, si invitano gli Enti in indirizzo a partecipare alla riunione del 3 Luglio 2007 alle ore 17 presso la Casa Comunale nella stanza del Sindaco.
Per eventuali chiarimenti contattare gli Uffici del Sindaco
Il Sindaco Gaspare Prof. Portobello
DOPO TANTO TERGIVERSARE SU COSA DISCUTERE, IL CONSULENTE DEL SINDACO DOTTOR MINAGRA SI LASCIA SFUGGIRE CHE IN REALTA' CIO' DI CUI BISOGNA DISCUTERE E' LA CONVOCAZIONE PERVENUTA IL 15 GIUGNO DALL'ASSESSORATO PER LA CONFERENZA DEI SERVIZI SULL'AUTORIZZAZIONE ALLE EMISSIONI DELLA ITALCEMENTI, NELL'ENUNCIARE CIO' MOSTRA AI CONVENUTI LA LETTERA DI CONVOCAZIONE DELL'ASSESSORATO.
GRANDE INCAZZATURA TRA I PRESENTI IN QUANTO NESSUNO ERA INFORMATO DELLA LETTERA DI CONVOCAZIONE PREVENUTA IN COMUNE E TENUTA NASCOSTA DAL SINDACO (della trasparenza?).
RACCONTARE LE DISCUSSIONI CHE NE SONO SEGUITE IN PARTICOLARE DA PARTE DEL DOTTOR CUTINO POTREBBE ESSERE RIDUTTIVO, CI BASTA CONSTATARE DEL suo RIFIUTO A PARTECIPARE ALLA SEDUTA CONSILIARE E IL NON appore la FIRMA AGLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI".
PER CIO' CHE E' DI NOSTRA CONOSCENZA SEMBRA: CHE TORNATA LA CALMA I PRESENTI HANNO DELEGATO IL DOTTOR MINAGRA A PRESENZIARE ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI PREVISTA ALL'INDOMANI.
IL MANDATO CONFERITOGLI NELL'INTERVENTO ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI: "ESSENDO IN CORSO LA PROCEDURA DELL' A.I.A. A CARICO DELLA ITALCEMENTI NON SI RITENEVA DI DOVER INTERVENIRE NEL MERITO DELLE MISSIONI, IN QUANTO GIA' CONTEMPLATA NELLA PROCEDURA A.I.A. IN CORSO."
e invece cosa ci dichiara il consulente del Sindaco dottor Minagra?....
VERBALE DI CONFERENZA DI SERVIZI
Oggetto Ditta Italcementi s.p.a. Isola delle femmine Verbale di conferenza di servizi del 4.7.2007
Il giorno 4.7.2007, presso gli uffici del Servizio 3 dell'Assessorato Territorio e Ambiente, si è tenuta una conferenza di servizi, convocata, ai sensi dell'art 269, comma 3, del D,lgs 152/06, con nota 27290 dell'11/42007.
L'oggetto della conferenza è l'istanza presentata dalla ditta Italcementi s.p.a. Isola delle Femmine, volta all'ottenimento dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera.
alle ore 10,45 ha inizio la conferenza, alla presenza di:
Per il Servizio 3 dell'ARTA il dottor Attilio Cutaia, il dottor Salvatore Anzà, il per Ind Tristano Fardella.
L'azienda è rappresentata dall'ing Giovanni La Maestra (direttore dello stabilimento, con procura) sono presenti inoltre i seguenti tecnici: Dottor Stefano Gardi (responsabile serv Ecologia), Ing Paolo Amaro (Capo Servizi Primari), Rag. Fabio Anfuso (Responsabile servizi amministrativi). Per il comune è PRESENTE IL DOTTOR MINAGRA VINCENZO CON DELEGA PROT 7722 DEL 4.7.2007.
IL COMUNE ESPRIME PERPLESSITA' IN MERITO AL RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE IN QUESTA SEDE IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE E' IN CORSO UNA PROCEDURA A.I.A., NONCHE' SULLA POSSIBILITA' DI TRASPORTO DEL PET-COKE CON TENORE DI ZOLFO SUPERIORE AL 3%.
IL COMUNE DA' PARERE FAVOREVOLE A CONDIZIONE CHE LA PROPOSTA DELLA ITALCEMENTI SIA IN LINEA CON LA NORMATIVA VIGENTE RIFERITA ALL'UTILIZZO DEL PET-COKE, E CHE I VALORI DI EMISSIONE RIENTRINO NEI LIMITI CONSENTITI.
La C.P.T.A. di Palermo è assente.
alle ore 11,30 la conferenza ha termine.
Copia del verbale srà trasmessa agli enti assenti.
AGGIUNGIAMO NOI CHE NON E' STATO INVITATO IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA LEGAMBIENTE, OLTRE A DIVERSI ALTRI ENTI IN DIRITTO DOVERE DI CONOSCERE ED ESPRIMERE
LA LORO VALUTAZIONE IN MERITO AI SERVIZI DA ESSI GESTITI O RESPONSABILITA' ISTITUZIONALI DERIVANTEGLI DA LEGGI E DISPOSIZIONI NORMATIVE DI LEGGI.
DUNQUE QUESTI I FATTI.
il Comitato Cittadino Isola Pulita Legambiente nel richiedere un incontro urgente con il Sindaco di Isola delle Femmine chiede:
°SE LA DICHIARAZIONE RESA DAL CONSULENTE MINAGRA ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI E' UFFICIALMENTE LA POSIZIONE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE (posizione da noi CONTESTATA);
°ESSENDO NOI CERTI CHE L'INIZIATIVA NON E' DI CERTO PARTITA DAL DOTTOR MINAGRA CONSULENTE DEL SINDACO CHIEDIAMO CON CHI HA CONCORDATO LA DICHIARAZIONE RESA NEL SENO DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI, STANTE CIO' CHE ERA STATO CONCORDATO LA SERA PRECEDENTE;
°CHIEDIAMO CHE SI RENDA PUBBLICO IL VERBALE DELLA RIUNIONE CHE IL SINDACO HA TENUTO NELLA SUA STANZA IL GIORNO 3 LUGLIO ALLE ORE 17;
°CHIEDIAMO INOLTRE AL SINDACO PORTOBELLO COSI' COME RICHIESTOGLI DAL DOTTOR CUTINO, DI PRENDERE CARTA PENNA E CALAMAIO E SMENTIRE PRESSO LE AUTORITA' COMPETENTI LE DICHIARAZIONI DEL SUO CONSULENTE;
°CHIEDIAMO INOLTRE AL SIGNOR SINDACO PORTOBELLO DI DIMISSIONARE IL SUO CONSULENTE DOTTOR MINAGRA RISERVANDOSI LA POSSIBILITA' DI UN RISARCIMENTO DEI DANNI ARRECATI ALL'INTERA CITTADINANZA PER NON AVER OTTEMPERATO ALLE DISPOSIZIONI RICEVUTE NEL CORSO DELLA RIUNIONE DEL 3 APRILE 2007 NELLA STANZA DEL SINDACO.
IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE DICE SI AL PET-COKE
IL SINDACO PORTOBELLO ROMPE CON IL SUO GRUPPO POLITICO SULL'AFFAIR PET-COKE ALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE DICE SI AL PET-COKE
IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DR. CUTINO ESTEREFATTO DALLA PRESA DI POSIZIONE DEL SINDACO PER PROTESTA RINUNCIA A PRESENZIARE ALLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE E NON FIRMA GLI EMEDAMENTI PRESENTATI DAL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI" DI CUI E' CAPOGRUPPO IN CONSIGLIO COMUNALE
IL NUOVO ASSESSORE ALL'AMBIENTE GEOM IMPASTATO ESAUTORATO DALLE DECISIONI DEL SINDACO PORTOBELLO PER DIRE SI AL PET-COKE
i fatti e i documenti...............................
Il servizio 3 Tutela dall'inquinamento atmosferico con protocollo 45549 del 15 giugno 2007:
indirizzata :
Ditta Italcementi Isola delle Femmine via fax 0918677138 a cui seguirà R.R.
Commissione Provinciale Tutela Ambiente fax urgente 0916173522
Comune di Isola delle Femmine fax 0918677098 alle 10,47 da:0917077877 Assessorato
seguirà R.R.
Oggetto: Ditta Italcementi S.p.a. Isola delle Femmine PA Richiesta di modifica dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Convocazione delle Conferenza di Servizi ai sensi dell'art 269 del D.Lgs 3 aprile 2006 n 152.
Gli enti in indirizzo, al fine di esitare l'istanza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera presentata dalla ditta in oggetto, sono chiamati ad esprimere un parere motivato. Per consentire il regolare svolgimento della conferenza la ditta in oggetto - qualora avesse già ottemperato - è invitata a trasmettere in tempo utile copia dell'istanza e degli elaborati tecnici agli enti chiamati ad esprimere il parere.
Il parere potrà reso direttamente in conferenza, o potrà essere preventivamente trasmesso all'ufficio entro la data della conferenza, che si terrà giorno 04/07/2007, dalle ore 10 alle ore 11 presso i locali di questo servizio.
I partecipanti alla conferenza dovranno essere muniti di apposita delega.
Visto che il programma della giornata prevede più conferenze è richiesta la massima puntualità.
Per eventuali chiarimenti contattare il responsabile del servizio dott. Anzà 0917077585, il Signor Tarantino 0917077390 o l'ing La Rocca 0917077886.
Il responsabile del 3° servizio Tiutela dall'inquinamento atmosferico Dottor Salvatore Anzà
gtarantino@artasicilia.it
IL 28 GIUGNO 2007 IL SINDACO PORTOBELLO CON NOTA PROTOCOLLO 7556 CONVOCA NELLA SEDE COMUNALE UNA RIUNIONE PER IL GIORNO 3 LUGLIO ALLE ORE 17 (attenzione subito il giorno dopo vi è la conferenza dei servizi all'assessorato)INVITANDO:
Italcementi di isola delle femmine
OPresidente della Commissione Ambiente di Isola delle Femmine
Direttore Ris Orientata di Isola delle Femmine
Associazione Difesa del mare e Terr.
Associazione Lilliput
(NOTIAMO CHE DI PROPOSITO NON E' STATO CONVOCATO IL NUOVO ASSESSORE ALL'AMBIENTE, ED INOLTRE ANCHE QUI DOBBIAMO PENSARE DI PROPOSITO NON E' STATO CONVOCATO IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA LEGAMBIENTE)
Oggetto da trattare : Stabilimento Italcementi, vibrazioni e rumore nell'abitato adiacente alla cementeria.
Al fine di dar seguito al confronto tra questa Ammnistrazione, la società Italcementi e le Associazioni sopra elencate, in relazione alle tematiche inerenti il rumore e le vibrazioni provenienti dalla cementeria dell'Italcementi di Isola delle Femmine, si invitano gli Enti in indirizzo a partecipare alla riunione del 3 Luglio 2007 alle ore 17 presso la Casa Comunale nella stanza del Sindaco.
Per eventuali chiarimenti contattare gli Uffici del Sindaco
Il Sindaco Gaspare Prof. Portobello
DOPO TANTO TERGIVERSARE SU COSA DISCUTERE, IL CONSULENTE DEL SINDACO DOTTOR MINAGRA SI LASCIA SFUGGIRE CHE IN REALTA' CIO' DI CUI BISOGNA DISCUTERE E' LA CONVOCAZIONE PERVENUTA IL 15 GIUGNO DALL'ASSESSORATO PER LA CONFERENZA DEI SERVIZI SULL'AUTORIZZAZIONE ALLE EMISSIONI DELLA ITALCEMENTI, NELL'ENUNCIARE CIO' MOSTRA AI CONVENUTI LA LETTERA DI CONVOCAZIONE DELL'ASSESSORATO.
GRANDE INCAZZATURA TRA I PRESENTI IN QUANTO NESSUNO ERA INFORMATO DELLA LETTERA DI CONVOCAZIONE PREVENUTA IN COMUNE E TENUTA NASCOSTA DAL SINDACO (della trasparenza?).
RACCONTARE LE DISCUSSIONI CHE NE SONO SEGUITE IN PARTICOLARE DA PARTE DEL DOTTOR CUTINO POTREBBE ESSERE RIDUTTIVO, CI BASTA CONSTATARE DEL suo RIFIUTO A PARTECIPARE ALLA SEDUTA CONSILIARE E IL NON appore la FIRMA AGLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI".
PER CIO' CHE E' DI NOSTRA CONOSCENZA SEMBRA: CHE TORNATA LA CALMA I PRESENTI HANNO DELEGATO IL DOTTOR MINAGRA A PRESENZIARE ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI PREVISTA ALL'INDOMANI.
IL MANDATO CONFERITOGLI NELL'INTERVENTO ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI: "ESSENDO IN CORSO LA PROCEDURA DELL' A.I.A. A CARICO DELLA ITALCEMENTI NON SI RITENEVA DI DOVER INTERVENIRE NEL MERITO DELLE MISSIONI, IN QUANTO GIA' CONTEMPLATA NELLA PROCEDURA A.I.A. IN CORSO."
e invece cosa ci dichiara il consulente del Sindaco dottor Minagra?....
VERBALE DI CONFERENZA DI SERVIZI
Oggetto Ditta Italcementi s.p.a. Isola delle femmine Verbale di conferenza di servizi del 4.7.2007
Il giorno 4.7.2007, presso gli uffici del Servizio 3 dell'Assessorato Territorio e Ambiente, si è tenuta una conferenza di servizi, convocata, ai sensi dell'art 269, comma 3, del D,lgs 152/06, con nota 27290 dell'11/42007.
L'oggetto della conferenza è l'istanza presentata dalla ditta Italcementi s.p.a. Isola delle Femmine, volta all'ottenimento dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera.
alle ore 10,45 ha inizio la conferenza, alla presenza di:
Per il Servizio 3 dell'ARTA il dottor Attilio Cutaia, il dottor Salvatore Anzà, il per Ind Tristano Fardella.
L'azienda è rappresentata dall'ing Giovanni La Maestra (direttore dello stabilimento, con procura) sono presenti inoltre i seguenti tecnici: Dottor Stefano Gardi (responsabile serv Ecologia), Ing Paolo Amaro (Capo Servizi Primari), Rag. Fabio Anfuso (Responsabile servizi amministrativi). Per il comune è PRESENTE IL DOTTOR MINAGRA VINCENZO CON DELEGA PROT 7722 DEL 4.7.2007.
IL COMUNE ESPRIME PERPLESSITA' IN MERITO AL RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE IN QUESTA SEDE IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE E' IN CORSO UNA PROCEDURA A.I.A., NONCHE' SULLA POSSIBILITA' DI TRASPORTO DEL PET-COKE CON TENORE DI ZOLFO SUPERIORE AL 3%.
IL COMUNE DA' PARERE FAVOREVOLE A CONDIZIONE CHE LA PROPOSTA DELLA ITALCEMENTI SIA IN LINEA CON LA NORMATIVA VIGENTE RIFERITA ALL'UTILIZZO DEL PET-COKE, E CHE I VALORI DI EMISSIONE RIENTRINO NEI LIMITI CONSENTITI.
La C.P.T.A. di Palermo è assente.
alle ore 11,30 la conferenza ha termine.
Copia del verbale srà trasmessa agli enti assenti.
AGGIUNGIAMO NOI CHE NON E' STATO INVITATO IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA LEGAMBIENTE, OLTRE A DIVERSI ALTRI ENTI IN DIRITTO DOVERE DI CONOSCERE ED ESPRIMERE
LA LORO VALUTAZIONE IN MERITO AI SERVIZI DA ESSI GESTITI O RESPONSABILITA' ISTITUZIONALI DERIVANTEGLI DA LEGGI E DISPOSIZIONI NORMATIVE DI LEGGI.
DUNQUE QUESTI I FATTI.
il Comitato Cittadino Isola Pulita Legambiente nel richiedere un incontro urgente con il Sindaco di Isola delle Femmine chiede:
°SE LA DICHIARAZIONE RESA DAL CONSULENTE MINAGRA ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI E' UFFICIALMENTE LA POSIZIONE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE (posizione da noi CONTESTATA);
°ESSENDO NOI CERTI CHE L'INIZIATIVA NON E' DI CERTO PARTITA DAL DOTTOR MINAGRA CONSULENTE DEL SINDACO CHIEDIAMO CON CHI HA CONCORDATO LA DICHIARAZIONE RESA NEL SENO DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI, STANTE CIO' CHE ERA STATO CONCORDATO LA SERA PRECEDENTE;
°CHIEDIAMO CHE SI RENDA PUBBLICO IL VERBALE DELLA RIUNIONE CHE IL SINDACO HA TENUTO NELLA SUA STANZA IL GIORNO 3 LUGLIO ALLE ORE 17;
°CHIEDIAMO INOLTRE AL SINDACO PORTOBELLO COSI' COME RICHIESTOGLI DAL DOTTOR CUTINO, DI PRENDERE CARTA PENNA E CALAMAIO E SMENTIRE PRESSO LE AUTORITA' COMPETENTI LE DICHIARAZIONI DEL SUO CONSULENTE;
°CHIEDIAMO INOLTRE AL SIGNOR SINDACO PORTOBELLO DI DIMISSIONARE IL SUO CONSULENTE DOTTOR MINAGRA RISERVANDOSI LA POSSIBILITA' DI UN RISARCIMENTO DEI DANNI ARRECATI ALL'INTERA CITTADINANZA PER NON AVER OTTEMPERATO ALLE DISPOSIZIONI RICEVUTE NEL CORSO DELLA RIUNIONE DEL 3 APRILE 2007 NELLA STANZA DEL SINDACO.
Sotto il Monte: in fiamme 800 tonnellate di rifiuti.
Sotto il Monte: in fiamme 800 tonnellate
Sul posto vvf anche da Merate
Uno spaventoso incendio sta devastando dalle 5 di stamane un capannone industriale di Sotto il Monte dove erano stoccate diverse centinaia di tonnellate di rifiuti solidi urbani. Sul posto stanno lavorando senza tregua 11 squadre di vigili del fuoco, provenienti da diverse province, nonché vigili urbani, carabinieri, tecnici dell’Arpa e della Protezione civile. Le operazioni per la messa in sicurezza dell’area e per lo spegnimento completo del rogo e del fumo si protrarranno ancora per diverse ore.
Come dicevamo l’incendio si è sviluppato attorno alle 5. Dal capannone della “Pavia trasporti ecologici srl” di Via degli Artigiani, la zona industriale di Sotto il Monte che si trova proprio a lato della strada principale, ha incominciato a uscire del fumo denso che, ben presto, ha avvolto lo stabile.
Immediata è stata la chiamata alla centrale operativa del comando di polizia locale di Terno d’Isola. In pochi minuti sul posto si sono portati gli agenti della municipale nonché i vigili del fuoco della stazione locale. Compresa, però, la gravità della situazione l’allarme è stato diramato anche ai comandi vicini.
In Via degli Artigiani sono confluiti pompieri da Lecco, Merate, Como, Zogno e Bergamo. Gli uomini del 115, raggiunta l’area, si sono dotati delle speciali mascherine e delle bombole di ossigeno e, coperti dalle tute ignifughe, sono entrati nel capannone. All’interno si è presentata loro una situazione spaventosa: le tonnellate di rifiuti inerti erano avvolte dalle fiamme e dal fumo.
Con gli idranti i pompieri hanno dapprima spento le lingue di fuoco per permettere alle draghe e alle ruspe di portare all’esterno il materiale, e poi si sono adoperati per raffreddare la merce stoccata. Un’operazione delicata e complessa che ha richiesto l’apporto di decine di uomini sia all’esterno che all’interno del deposito.
I tecnici dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, nel frattempo, hanno provveduto a fare i rilievi risultati fortunatamente negativi mentre per precauzione la polizia locale ha invitato la popolazione a tenere chiuse porte e finestre per evitare di respirare l’aria “impastata” dal fumo. Il vento ha certamente dato un grosso aiuto alle operazioni di soccorso, disperdendo su un’area vasta la cortina di fumo e al momento si parla di almeno 800-900 tonnellate di rifiuti bruciati.
Brucia un capannone pieno di rifiuti
Paura nella notte a Sotto il Monte
Paura a Sotto il Monte per un vasto incendio che ha distrutto il capannone di una ditta che tratta rifiuti urbani. Le fiamme sono scoppiate nella notte all'azienda Pavia Trasporti Ecologici di via degli Artigiani e le cause sono ancora da chiarire. I rifiuti stoccati nel capannone hanno preso fuoco rapidamente e l'intero magazzino, di circa 2mila metri quadrati è andato distrutto. Sul posto, insieme ai vigili del fuoco, i funzionari dell'Arpa, per rilevare eventuali e temuti inquinamenti ambientali, al momento esclusi.
Il rogo, che non ha provocato feriti o intossicati, è scoppiato verso le 5 del mattino e sul posto i vigili del fuoco sono arrivati in forze, con sette unità operative,. Il capannone andato a fuoco sembra fosse pieno di stracci e plastica e i vigili del fuoco, domate le fiamme, stanno mettendo in sicurezza l'intera zona, Si poteva temere qualche inquinamento ambientale ma al momento sembra escluso.
(05/07/2007)
06/07/2007
Sotto il Monte: in fiamme deposito di rifiuti
Eco di Bergamo 6 luglio 07
Novecento tonnellate di rifiuti (carta, stracci, plastica e legno) sono stati distrutti da un incendio che è scoppiato ieri mattina in un capannone dove opera la ditta «Pavia Trasporti Ecologici srl», con sede legale a Bergamo, in via Artigiani a Sotto il Monte. Nessun ferito e intossicato, ma è scattata l’allerta nella zona e nei comuni vicini, cessata verso mezzogiorno. Due anni fa - il 12 giugno 2005 - lo stesso capannone era stato teatro di un incendio simile. Alcuni abitanti della zona di via Artigiani, intorno alle 5,30 di ieri mattina, dopo aver visto fiamme e fumo che uscivano dai finestroni del capannone, hanno dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Bergamo che, verificate la pericolosità dell’incendio, hanno chiesto l’intervento di mezzi e uomini di altri comandi. In via Artigiani sono arrivati i pompieri di Treviglio, Lecco, Zogno e una grossa autobotte dall’aeroporto di Orio al Serio. Lo spegnimento è andato avanti fino a tarda notte ed è stato effettuato da una cinquantina di vigili del fuoco coordinati da Gianmario Gnecchi e Mario Alberti. Dodici gli automezzi impiegati che hanno scaricato sui rifiuti avvolti dalle fiamme migliaia di metri cubi di acqua rifornendosi dagli idranti della zona industriale e del paese. La colonna di fumo - che è stata visibile da una distanza di parecchi chilometri - ha messo in allarme anche i cittadini dei paesi vicini e gli amministratori comunali che si sono recati sul posto per verificare la gravità dell’incendio, preoccupati per la nube di fumo. Non è stato ancora possibile stabilire la causa dell’incendio sulle quali sono in corso gli accertamenti. In via Artigianato ieri mattina hanno preso posizione gli agenti della polizia locale del Consorzio dell’Isola, assicurando il servizio d’ordine, i carabinieri di Calusco d’Adda e i dipendenti dell’ufficio tecnico del Comune. Avvertiti del rogo, sono arrivati anche i tecnici dell’Arpa e dell’Asl di Bergamo, il sindaco Eugenio Bolognini e diversi amministratori della zona. Per seguire da vicino le operazioni e per verificare l’evolversi dell’incendio hanno fatto un sopralluogo anche il direttore dell’Arpa di Bergamo Mauro Di Toro, Cristina Bertoli, responsabile del settore ambiente, servizio rifiuti, della provincia di Bergamo e Sergio Bani dell’Asl, servizio prevenzioni infortuni ambienti di lavoro di Bonate Sotto. A seguire le operazioni di spegnimento c’erano anche i responsabili dell’azienda e i proprietari del capannone. Per tutta la giornata di ieri e tutta notte sono proseguite le opere di spegnimento e di messa in sicurezza del capannone e della zona. Tutto il materiale stoccato nel capannone - che ha un’area di duemila metri quadrati - è stato portato fuori sul piazzale e messo in sicurezza. Il sindaco Bolognini ha emesso ordinanza di inagibilità della struttura. Nel pomeriggio quando la situazione era ormai sotto controllo è stato emesso il seguente comunicato: «L’Arpa e l’Asl di Bergamo, d’intesa con il sindaco di Sotto il Monte e la prefettura di Bergamo, sentito anche il Centro antiveleni di Bergamo informano che l’incendio nel deposito della ditta Pavia Trasporti Ecologici srl di Sotto il Monte non ha causato feriti, intossicati o ustionati. Lo spegnimento provoca attualmente la fuoriuscita di vapori misti a fumi, non nocivi per la salute che potranno a prodursi nel corso della giornata. Nel ribadire che non vi sono pericoli per la salute della popolazione e per l’ambiente informano altresì che sono in corso accertamenti ulteriori da parte degli enti competenti. A scopo precauzionale si raccomanda di lavare prima del consumo accuratamente frutta e verdura raccolta nei terreni circostanti». Anche a tarda notte dal capannone devastato dalle fiamme si levava una colonna di fumo e in redazione sono giunte diverse segnalazioni di residenti allarmati. Le operazioni di messa in sicurezza dell’area dovrebbero concludersi oggi. Remo Traina
Sul posto vvf anche da Merate
Uno spaventoso incendio sta devastando dalle 5 di stamane un capannone industriale di Sotto il Monte dove erano stoccate diverse centinaia di tonnellate di rifiuti solidi urbani. Sul posto stanno lavorando senza tregua 11 squadre di vigili del fuoco, provenienti da diverse province, nonché vigili urbani, carabinieri, tecnici dell’Arpa e della Protezione civile. Le operazioni per la messa in sicurezza dell’area e per lo spegnimento completo del rogo e del fumo si protrarranno ancora per diverse ore.
Come dicevamo l’incendio si è sviluppato attorno alle 5. Dal capannone della “Pavia trasporti ecologici srl” di Via degli Artigiani, la zona industriale di Sotto il Monte che si trova proprio a lato della strada principale, ha incominciato a uscire del fumo denso che, ben presto, ha avvolto lo stabile.
Immediata è stata la chiamata alla centrale operativa del comando di polizia locale di Terno d’Isola. In pochi minuti sul posto si sono portati gli agenti della municipale nonché i vigili del fuoco della stazione locale. Compresa, però, la gravità della situazione l’allarme è stato diramato anche ai comandi vicini.
In Via degli Artigiani sono confluiti pompieri da Lecco, Merate, Como, Zogno e Bergamo. Gli uomini del 115, raggiunta l’area, si sono dotati delle speciali mascherine e delle bombole di ossigeno e, coperti dalle tute ignifughe, sono entrati nel capannone. All’interno si è presentata loro una situazione spaventosa: le tonnellate di rifiuti inerti erano avvolte dalle fiamme e dal fumo.
Con gli idranti i pompieri hanno dapprima spento le lingue di fuoco per permettere alle draghe e alle ruspe di portare all’esterno il materiale, e poi si sono adoperati per raffreddare la merce stoccata. Un’operazione delicata e complessa che ha richiesto l’apporto di decine di uomini sia all’esterno che all’interno del deposito.
I tecnici dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, nel frattempo, hanno provveduto a fare i rilievi risultati fortunatamente negativi mentre per precauzione la polizia locale ha invitato la popolazione a tenere chiuse porte e finestre per evitare di respirare l’aria “impastata” dal fumo. Il vento ha certamente dato un grosso aiuto alle operazioni di soccorso, disperdendo su un’area vasta la cortina di fumo e al momento si parla di almeno 800-900 tonnellate di rifiuti bruciati.
Brucia un capannone pieno di rifiuti
Paura nella notte a Sotto il Monte
Paura a Sotto il Monte per un vasto incendio che ha distrutto il capannone di una ditta che tratta rifiuti urbani. Le fiamme sono scoppiate nella notte all'azienda Pavia Trasporti Ecologici di via degli Artigiani e le cause sono ancora da chiarire. I rifiuti stoccati nel capannone hanno preso fuoco rapidamente e l'intero magazzino, di circa 2mila metri quadrati è andato distrutto. Sul posto, insieme ai vigili del fuoco, i funzionari dell'Arpa, per rilevare eventuali e temuti inquinamenti ambientali, al momento esclusi.
Il rogo, che non ha provocato feriti o intossicati, è scoppiato verso le 5 del mattino e sul posto i vigili del fuoco sono arrivati in forze, con sette unità operative,. Il capannone andato a fuoco sembra fosse pieno di stracci e plastica e i vigili del fuoco, domate le fiamme, stanno mettendo in sicurezza l'intera zona, Si poteva temere qualche inquinamento ambientale ma al momento sembra escluso.
(05/07/2007)
06/07/2007
Sotto il Monte: in fiamme deposito di rifiuti
Eco di Bergamo 6 luglio 07
Novecento tonnellate di rifiuti (carta, stracci, plastica e legno) sono stati distrutti da un incendio che è scoppiato ieri mattina in un capannone dove opera la ditta «Pavia Trasporti Ecologici srl», con sede legale a Bergamo, in via Artigiani a Sotto il Monte. Nessun ferito e intossicato, ma è scattata l’allerta nella zona e nei comuni vicini, cessata verso mezzogiorno. Due anni fa - il 12 giugno 2005 - lo stesso capannone era stato teatro di un incendio simile. Alcuni abitanti della zona di via Artigiani, intorno alle 5,30 di ieri mattina, dopo aver visto fiamme e fumo che uscivano dai finestroni del capannone, hanno dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Bergamo che, verificate la pericolosità dell’incendio, hanno chiesto l’intervento di mezzi e uomini di altri comandi. In via Artigiani sono arrivati i pompieri di Treviglio, Lecco, Zogno e una grossa autobotte dall’aeroporto di Orio al Serio. Lo spegnimento è andato avanti fino a tarda notte ed è stato effettuato da una cinquantina di vigili del fuoco coordinati da Gianmario Gnecchi e Mario Alberti. Dodici gli automezzi impiegati che hanno scaricato sui rifiuti avvolti dalle fiamme migliaia di metri cubi di acqua rifornendosi dagli idranti della zona industriale e del paese. La colonna di fumo - che è stata visibile da una distanza di parecchi chilometri - ha messo in allarme anche i cittadini dei paesi vicini e gli amministratori comunali che si sono recati sul posto per verificare la gravità dell’incendio, preoccupati per la nube di fumo. Non è stato ancora possibile stabilire la causa dell’incendio sulle quali sono in corso gli accertamenti. In via Artigianato ieri mattina hanno preso posizione gli agenti della polizia locale del Consorzio dell’Isola, assicurando il servizio d’ordine, i carabinieri di Calusco d’Adda e i dipendenti dell’ufficio tecnico del Comune. Avvertiti del rogo, sono arrivati anche i tecnici dell’Arpa e dell’Asl di Bergamo, il sindaco Eugenio Bolognini e diversi amministratori della zona. Per seguire da vicino le operazioni e per verificare l’evolversi dell’incendio hanno fatto un sopralluogo anche il direttore dell’Arpa di Bergamo Mauro Di Toro, Cristina Bertoli, responsabile del settore ambiente, servizio rifiuti, della provincia di Bergamo e Sergio Bani dell’Asl, servizio prevenzioni infortuni ambienti di lavoro di Bonate Sotto. A seguire le operazioni di spegnimento c’erano anche i responsabili dell’azienda e i proprietari del capannone. Per tutta la giornata di ieri e tutta notte sono proseguite le opere di spegnimento e di messa in sicurezza del capannone e della zona. Tutto il materiale stoccato nel capannone - che ha un’area di duemila metri quadrati - è stato portato fuori sul piazzale e messo in sicurezza. Il sindaco Bolognini ha emesso ordinanza di inagibilità della struttura. Nel pomeriggio quando la situazione era ormai sotto controllo è stato emesso il seguente comunicato: «L’Arpa e l’Asl di Bergamo, d’intesa con il sindaco di Sotto il Monte e la prefettura di Bergamo, sentito anche il Centro antiveleni di Bergamo informano che l’incendio nel deposito della ditta Pavia Trasporti Ecologici srl di Sotto il Monte non ha causato feriti, intossicati o ustionati. Lo spegnimento provoca attualmente la fuoriuscita di vapori misti a fumi, non nocivi per la salute che potranno a prodursi nel corso della giornata. Nel ribadire che non vi sono pericoli per la salute della popolazione e per l’ambiente informano altresì che sono in corso accertamenti ulteriori da parte degli enti competenti. A scopo precauzionale si raccomanda di lavare prima del consumo accuratamente frutta e verdura raccolta nei terreni circostanti». Anche a tarda notte dal capannone devastato dalle fiamme si levava una colonna di fumo e in redazione sono giunte diverse segnalazioni di residenti allarmati. Le operazioni di messa in sicurezza dell’area dovrebbero concludersi oggi. Remo Traina
Fondazione Italcementi premia gli studenti
Fondazione Italcementi premia gli studenti
di Redazione (redazione@vita.it)
05/07/2007
Un accordo con la Bocconi per concedere borse di studio ai giovani stranieri meritevoli
Il progetto denominato Bocconi international merit awards coinvolgerà 30 studenti provenienti dall'Africa, dal Medio-Oriente e dall'Asia
Internazionalizzazione e sostegno agli studenti meritevoli: sono questi i due obiettivi intorno ai quali si sono ritrovate la Bocconi e la Fondazione Italcementi Cav. Lav. Carlo Pesenti. Le due istituzioni hanno infatti firmato un accordo del valore di un milione e 200mila euro (600mila a carico della Fondazione e altrettanti da parte dell'ateneo) per l'assegnazione di borse di studio a studenti stranieri meritevoli iscritti ai corsi di laurea specialistici per i bienni che cominceranno negli anni accademici 2007-08, 2008-09, 2009-10.
Il progetto Bocconi international merit awards e la collaborazione con la Fondazione Italcementi rientrano nella campagna di fundraising lanciata dall'ateneo di via Sarfatti a sostegno del suo piano strategico 2005-2015. La campagna ha l'obiettivo di raccogliere, in 10 anni, 100 milioni di euro per il finanziamento dei progetti di internazionalizzazione dell'università! ovvero per il potenziamento di programmi di studio in lingua inglese (che a oggi sono 23, dai bachelor ai phd), della faculty e del corpo studentesco.
Con questa iniziativa la Fondazione Italcementi Cav. Lav. Carlo Pesenti prosegue l'apertura all'internazionalizzazione e il rapporto di collaborazione con il mondo universitario con l'obiettivo di formare giovani provenienti dai paesi emergenti. La Fondazione coniuga la politica di crescita sociale del Gruppo Italcementi e opera per il sostegno della formazione e della cultura imprenditoriale nell'ambito dei principi dello Sviluppo Sostenibile delle imprese.
A beneficiare delle borse di studio sostenute dalla Fondazione Italcementi saranno complessivamente 30 studenti stranieri, dieci per ciascuna delle tre edizioni dei corsi di laurea biennali previste dall'accordo. Gli studenti, oltre al riconoscimento dell'esonero delle tuition fee, pari a 10mila euro all'a! nno, e all'assegnazione dell'alloggio gratuito pre! sso le strutture del campus, riceveranno ogni anno un contributo di 4mila euro. A concorrere all'assegnazione delle Bocconi international merit awards sostenute dalla Fondazione Italcementi saranno studenti provenienti da paesi emergenti d'Africa, Medio-Oriente e Asia.
di Redazione (redazione@vita.it)
05/07/2007
Un accordo con la Bocconi per concedere borse di studio ai giovani stranieri meritevoli
Il progetto denominato Bocconi international merit awards coinvolgerà 30 studenti provenienti dall'Africa, dal Medio-Oriente e dall'Asia
Internazionalizzazione e sostegno agli studenti meritevoli: sono questi i due obiettivi intorno ai quali si sono ritrovate la Bocconi e la Fondazione Italcementi Cav. Lav. Carlo Pesenti. Le due istituzioni hanno infatti firmato un accordo del valore di un milione e 200mila euro (600mila a carico della Fondazione e altrettanti da parte dell'ateneo) per l'assegnazione di borse di studio a studenti stranieri meritevoli iscritti ai corsi di laurea specialistici per i bienni che cominceranno negli anni accademici 2007-08, 2008-09, 2009-10.
Il progetto Bocconi international merit awards e la collaborazione con la Fondazione Italcementi rientrano nella campagna di fundraising lanciata dall'ateneo di via Sarfatti a sostegno del suo piano strategico 2005-2015. La campagna ha l'obiettivo di raccogliere, in 10 anni, 100 milioni di euro per il finanziamento dei progetti di internazionalizzazione dell'università! ovvero per il potenziamento di programmi di studio in lingua inglese (che a oggi sono 23, dai bachelor ai phd), della faculty e del corpo studentesco.
Con questa iniziativa la Fondazione Italcementi Cav. Lav. Carlo Pesenti prosegue l'apertura all'internazionalizzazione e il rapporto di collaborazione con il mondo universitario con l'obiettivo di formare giovani provenienti dai paesi emergenti. La Fondazione coniuga la politica di crescita sociale del Gruppo Italcementi e opera per il sostegno della formazione e della cultura imprenditoriale nell'ambito dei principi dello Sviluppo Sostenibile delle imprese.
A beneficiare delle borse di studio sostenute dalla Fondazione Italcementi saranno complessivamente 30 studenti stranieri, dieci per ciascuna delle tre edizioni dei corsi di laurea biennali previste dall'accordo. Gli studenti, oltre al riconoscimento dell'esonero delle tuition fee, pari a 10mila euro all'a! nno, e all'assegnazione dell'alloggio gratuito pre! sso le strutture del campus, riceveranno ogni anno un contributo di 4mila euro. A concorrere all'assegnazione delle Bocconi international merit awards sostenute dalla Fondazione Italcementi saranno studenti provenienti da paesi emergenti d'Africa, Medio-Oriente e Asia.
Thursday, July 05, 2007
Cassago: la ciminiera dell’ex-cementeria è stata fatta esplodere (foto e filmato)
Mercoledì, 4 Luglio 2007 - 23:48
Cassago: la ciminiera dell’ex-cementeria è stata fatta esplodere (foto e filmato)
Nella serata di mercoledì 4 luglio, alla presenza di qualche decina di curiosi, è stata fatta esplodere una delle due ciminiera dell’ ex-cementeria di Cassago. La notizia, ufficiosa, dell’abbattimento è iniziata a circolare in paese solo pochi giorni fa e, con più insistenza, nel tardo pomeriggio, quando il sindaco di Bulciago ha confermato l’intervento in una fascia oraria compresa tra le 19 e le 21.30. Il passaparola ha quindi “trascinato” tanti cittadini nelle vicinanze del cantiere: qualcuno ha preferito seguire l’evento in prossimità del parcheggio antistante l’albergo Arrigoni mentre altri, armati di macchine digitali e videofonini, si sono radunati a Cassago in zona stazione. Intorno alle 19 sul posto è giunta un’auto della Polizia Stradale che, con l’aiuto del personale del cantiere, ha fatto defluire il traffico e chiuso le strade secondarie. Nel frattempo, nei pressi della ciminiera, i tecnici hanno completato gli ultimi controlli e dato il via libera all’esplosione. Nel giro di una mezz’ ora, poco dopo le 19.40, le forze dell’ordine hanno bloccato anche l’ex-statale Como-Bergamo: tutto era pronto. Alle 19.50 il suono intermittente di una sirena ha sancito l’inizo dell’operazione, dopo qualche secondo l’esplosione: la ciminiera è lentamente franata sul fianco e, con precisione millimetrica, è crollata nell’area appositamente predisposta dagli ingegneri addetti all’esplosione.
Il tutto è durato solamente pochi secondi e, l’imponente “torre”, si è dissolta in una densa nube di polvere. Soddisfatti anche gli spettatori che, felici di aver potuto assistere ad un evento così particolare, nel giro di pochi minuti hanno abbandonato l’area e sono rientrati nelle rispettive abitazioni. L’ altra ciminiera, insieme agli uffici dell’ex-cementeria, rimarranno invece intatti e saranno affidati alle cure della Eldap (la società che ha rilevato l’area). Pubblichiamo di seguito un primo filmato dell’evento, nei prossimi giorni sarà disponibile anche un altro video ad alta risoluzione. Si ringrazia l’ albergo ristorante Arrigoni di Bulciago per averci permesso di fotografare e riprendere l’evento da una posizione “privilegiata”.
Cassago: la ciminiera dell’ex-cementeria è stata fatta esplodere (foto e filmato)
Nella serata di mercoledì 4 luglio, alla presenza di qualche decina di curiosi, è stata fatta esplodere una delle due ciminiera dell’ ex-cementeria di Cassago. La notizia, ufficiosa, dell’abbattimento è iniziata a circolare in paese solo pochi giorni fa e, con più insistenza, nel tardo pomeriggio, quando il sindaco di Bulciago ha confermato l’intervento in una fascia oraria compresa tra le 19 e le 21.30. Il passaparola ha quindi “trascinato” tanti cittadini nelle vicinanze del cantiere: qualcuno ha preferito seguire l’evento in prossimità del parcheggio antistante l’albergo Arrigoni mentre altri, armati di macchine digitali e videofonini, si sono radunati a Cassago in zona stazione. Intorno alle 19 sul posto è giunta un’auto della Polizia Stradale che, con l’aiuto del personale del cantiere, ha fatto defluire il traffico e chiuso le strade secondarie. Nel frattempo, nei pressi della ciminiera, i tecnici hanno completato gli ultimi controlli e dato il via libera all’esplosione. Nel giro di una mezz’ ora, poco dopo le 19.40, le forze dell’ordine hanno bloccato anche l’ex-statale Como-Bergamo: tutto era pronto. Alle 19.50 il suono intermittente di una sirena ha sancito l’inizo dell’operazione, dopo qualche secondo l’esplosione: la ciminiera è lentamente franata sul fianco e, con precisione millimetrica, è crollata nell’area appositamente predisposta dagli ingegneri addetti all’esplosione.
Il tutto è durato solamente pochi secondi e, l’imponente “torre”, si è dissolta in una densa nube di polvere. Soddisfatti anche gli spettatori che, felici di aver potuto assistere ad un evento così particolare, nel giro di pochi minuti hanno abbandonato l’area e sono rientrati nelle rispettive abitazioni. L’ altra ciminiera, insieme agli uffici dell’ex-cementeria, rimarranno invece intatti e saranno affidati alle cure della Eldap (la società che ha rilevato l’area). Pubblichiamo di seguito un primo filmato dell’evento, nei prossimi giorni sarà disponibile anche un altro video ad alta risoluzione. Si ringrazia l’ albergo ristorante Arrigoni di Bulciago per averci permesso di fotografare e riprendere l’evento da una posizione “privilegiata”.
Sunday, July 01, 2007
Progetto Innovazione di Italcementi
Italcementi presenterà al Saie 2007 (Pad. 26 stand A140 B93) i risultati del “Progetto Innovazione” che si prefigge di creare prodotti ad alto valore prestazionale, efficaci ed adattabili alle specifiche esigenze dell’utilizzatore, a partire da TX Active®, il cemento che disinquina l’aria.
Il Gruppo infatti considera strategico il proprio impegno nell’ambito della ricerca e dell’innovazione in quanto garanzia di sviluppo, di competitività a livello globale e di contribuzione al miglioramento della qualità di vita della comunità.
ITCLab, il nuovo centro Ricerca e Innovazione di Italcementi, sarà il testimonial del contributo di TX Active® all’architettura ecosostenibile.
Di seguito vi proponiamo alcune realizzazioni fatte con TX Active®.
Linea Ambiente
Via Borgo Palazzo, Bergamo
500 metri di pavimentazione stradale fotocatalitica permettono che il fumo emesso da un’auto su tre venga “mangiato” dalla reazione innescata dal principio TX Active®. Riduzione tra il 30% e 40% degli agenti inquinanti lungo tutta la via.
Autostrada A4, tratto tra Ospitaletto e Brescia
Barriere fonoassorbenti fotocatalitiche a base di TX Active® che consentono di diminuire il disagio provocato dal rumore del traffico veicolare ma anche di ridurre i problemi legati all'inquinamento.
Centro commerciale “I Girasoli” Rozzano
Nell'area destinata a parcheggio è stata realizzata una pavimentazione industriale in calcestruzzo fotocatalitico di circa 13.000 mq.
Piazza Tanucci, Firenze
Applicazione di un rasante fotocatalitico per l'abbattimento delle sostanze inquinanti presenti nell'aria, al fine di migliorare la vivibilità della piazza collocata in ambiente ad elevata densità di traffico veicolare.
Linea Architettura
Chiesa Dives in Misericordia – Roma
Italcementi, main sponsor tecnico del progetto, ha accompagnato la costruzione della Chiesa attraverso la collaborazione alle modalità realizzative, alla fornitura dei prodotti altamente tecnologici e innovativi tra cui il nuovo cemento Bianco TX Active® la cui formulazione assicura un bianco ineguagliabile e costante nel tempo, fino allo studio dei mix dei calcestruzzi e al loro costante controllo durante le fasi di lavoro.
Cité de la Musique et des Beaux- Arts, Chambéry
Il cemento TX Active® ha caratteristiche autopulenti e conserva i valori estetici del manufatto. È stata la prima applicazione in Francia.
ITCLab – Innovation and Technology Central Laboratory
Il nuovo centro ricerca e innovazione del Gruppo Italcementi. ITCLab sarà un punto di riferimento per l’Architettura ecosostenibile in Europa e un benchmark dell’innovazione per architetti e per il mondo della progettazione. L’edificio sarà realizzato in cemento Bianco TX Aria® a base di TX Active®. La copertura del nuovo Centro ospiterà pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, pannelli solari per l’impianto di riscaldamento e aria condizionata, con lo scopo di ridurre il consumo delle energie tradizionali e quindi l’emissione di CO2 in atmosfera. Un ulteriore contributo energetico sarà dato dall’impianto geotermico che sfrutta l’energia solare accumulata nel suolo e nel sottosuolo.
Chiesa Matrice di Cittanova (RC)
Le caratteristiche di una pittura cementizia fotocatalitica a base di TX Active® si prestano anche ad opere di restauro di grande rilevanza come quella compiuta sulla Chiesa Matrice, datata fine '700. Infatti la pittura cementizia ha un'alta capacità coprente e una grande facilità di messa in opera.
Il Gruppo infatti considera strategico il proprio impegno nell’ambito della ricerca e dell’innovazione in quanto garanzia di sviluppo, di competitività a livello globale e di contribuzione al miglioramento della qualità di vita della comunità.
ITCLab, il nuovo centro Ricerca e Innovazione di Italcementi, sarà il testimonial del contributo di TX Active® all’architettura ecosostenibile.
Di seguito vi proponiamo alcune realizzazioni fatte con TX Active®.
Linea Ambiente
Via Borgo Palazzo, Bergamo
500 metri di pavimentazione stradale fotocatalitica permettono che il fumo emesso da un’auto su tre venga “mangiato” dalla reazione innescata dal principio TX Active®. Riduzione tra il 30% e 40% degli agenti inquinanti lungo tutta la via.
Autostrada A4, tratto tra Ospitaletto e Brescia
Barriere fonoassorbenti fotocatalitiche a base di TX Active® che consentono di diminuire il disagio provocato dal rumore del traffico veicolare ma anche di ridurre i problemi legati all'inquinamento.
Centro commerciale “I Girasoli” Rozzano
Nell'area destinata a parcheggio è stata realizzata una pavimentazione industriale in calcestruzzo fotocatalitico di circa 13.000 mq.
Piazza Tanucci, Firenze
Applicazione di un rasante fotocatalitico per l'abbattimento delle sostanze inquinanti presenti nell'aria, al fine di migliorare la vivibilità della piazza collocata in ambiente ad elevata densità di traffico veicolare.
Linea Architettura
Chiesa Dives in Misericordia – Roma
Italcementi, main sponsor tecnico del progetto, ha accompagnato la costruzione della Chiesa attraverso la collaborazione alle modalità realizzative, alla fornitura dei prodotti altamente tecnologici e innovativi tra cui il nuovo cemento Bianco TX Active® la cui formulazione assicura un bianco ineguagliabile e costante nel tempo, fino allo studio dei mix dei calcestruzzi e al loro costante controllo durante le fasi di lavoro.
Cité de la Musique et des Beaux- Arts, Chambéry
Il cemento TX Active® ha caratteristiche autopulenti e conserva i valori estetici del manufatto. È stata la prima applicazione in Francia.
ITCLab – Innovation and Technology Central Laboratory
Il nuovo centro ricerca e innovazione del Gruppo Italcementi. ITCLab sarà un punto di riferimento per l’Architettura ecosostenibile in Europa e un benchmark dell’innovazione per architetti e per il mondo della progettazione. L’edificio sarà realizzato in cemento Bianco TX Aria® a base di TX Active®. La copertura del nuovo Centro ospiterà pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, pannelli solari per l’impianto di riscaldamento e aria condizionata, con lo scopo di ridurre il consumo delle energie tradizionali e quindi l’emissione di CO2 in atmosfera. Un ulteriore contributo energetico sarà dato dall’impianto geotermico che sfrutta l’energia solare accumulata nel suolo e nel sottosuolo.
Chiesa Matrice di Cittanova (RC)
Le caratteristiche di una pittura cementizia fotocatalitica a base di TX Active® si prestano anche ad opere di restauro di grande rilevanza come quella compiuta sulla Chiesa Matrice, datata fine '700. Infatti la pittura cementizia ha un'alta capacità coprente e una grande facilità di messa in opera.
La piccola acquisizione in Cina non basta a sostenere Italcementi
La piccola acquisizione in Cina non basta a sostenere Italcementi
27/06/2007
La piccola acquisizione in Cina non basta a sostenere Italcementi in Borsa. La società ha aumentato la sua esposizione all'estero attraverso la controllata Ciments Francais con cui ha rilevato il 100% del capitale di Fuping Cement che opera nella Cina centrale (dove è il leader locar) con una potenziale di 2 milioni di tonnellate di cemento annuo (che potranno essere raddoppiate grazie ai nuovi progetti di sviluppo).
Italcementi vede questa operazione come il primo passo nel settore del cemento cinese e potrebbe quindi aumentare la sua esposizione in un mercato che è il più grande al mondo con più di 1.200 tonnellate di produzione all'anno che sono state raddoppiate negli ultimi 5 anni.
Allo stesso tempo l'attuale prezzo del cemento in Cina è pari a circa 30 dollari per tonnellata che è meno della metà del prezzo in Europa e negli Stati Uniti. "Giudichiamo tale operazione molto positiva sia per l'aumento dell'esposizione all'estero sia per il prezzo non particolarmente caro dell'operazione: 70 milioni di dollari", afferma un analista che comunque sull'azione ha un giudizio di neutral e un target price a 26 euro.
Ma il titolo in Borsa sottoperforma il mercato con una flessione dello 0,61% a quota 22,81 euro (in ripresa dal minimo della mattinata a 22,59 euro), probabilmente per le limitate dimensioni del deal. "L'acquisizione ha in effetti un impatto marginale su Italcementi", affermano gli analisti di Cheuvreux, "in pratica lo 0,4% delle vendite consolidate e lo 0,2% dell'Ebitda. Mentre l'impatto sull'Eps 2008 è leggermente negativo".
"E anche se l'operazione, grazie al basso prezzo pagato, potrebbe avere un lieve impatto positivo sul nostro target price a 24,70 euro di 0,05 euro per azione, non ritocchiamo al rialzo il nostro prezzo obiettivo", aggiungono alla banca d'affari che mantiene su Italcementi un rating di underperform (farà peggio del mercato) sulla base della semplice valutazione del titolo con la controllata Ciment Francais che tratta a uno sconto ingiustificato rispetto a Italcementi. Non la pensa allo stesso modo Ing che ha ribadito questa mattina il rating di buy e il target a 27 euro sul titolo.
Francesca Gerosa
27/06/2007
La piccola acquisizione in Cina non basta a sostenere Italcementi in Borsa. La società ha aumentato la sua esposizione all'estero attraverso la controllata Ciments Francais con cui ha rilevato il 100% del capitale di Fuping Cement che opera nella Cina centrale (dove è il leader locar) con una potenziale di 2 milioni di tonnellate di cemento annuo (che potranno essere raddoppiate grazie ai nuovi progetti di sviluppo).
Italcementi vede questa operazione come il primo passo nel settore del cemento cinese e potrebbe quindi aumentare la sua esposizione in un mercato che è il più grande al mondo con più di 1.200 tonnellate di produzione all'anno che sono state raddoppiate negli ultimi 5 anni.
Allo stesso tempo l'attuale prezzo del cemento in Cina è pari a circa 30 dollari per tonnellata che è meno della metà del prezzo in Europa e negli Stati Uniti. "Giudichiamo tale operazione molto positiva sia per l'aumento dell'esposizione all'estero sia per il prezzo non particolarmente caro dell'operazione: 70 milioni di dollari", afferma un analista che comunque sull'azione ha un giudizio di neutral e un target price a 26 euro.
Ma il titolo in Borsa sottoperforma il mercato con una flessione dello 0,61% a quota 22,81 euro (in ripresa dal minimo della mattinata a 22,59 euro), probabilmente per le limitate dimensioni del deal. "L'acquisizione ha in effetti un impatto marginale su Italcementi", affermano gli analisti di Cheuvreux, "in pratica lo 0,4% delle vendite consolidate e lo 0,2% dell'Ebitda. Mentre l'impatto sull'Eps 2008 è leggermente negativo".
"E anche se l'operazione, grazie al basso prezzo pagato, potrebbe avere un lieve impatto positivo sul nostro target price a 24,70 euro di 0,05 euro per azione, non ritocchiamo al rialzo il nostro prezzo obiettivo", aggiungono alla banca d'affari che mantiene su Italcementi un rating di underperform (farà peggio del mercato) sulla base della semplice valutazione del titolo con la controllata Ciment Francais che tratta a uno sconto ingiustificato rispetto a Italcementi. Non la pensa allo stesso modo Ing che ha ribadito questa mattina il rating di buy e il target a 27 euro sul titolo.
Francesca Gerosa
Friday, June 29, 2007
Cassago: nei primi di luglio sarà fatta esplodere una delle due ciminiere della storica cementeria
Giovedì, 28 Giugno 2007 - 18:15
Cassago: nei primi di luglio sarà fatta esplodere una delle due ciminiere della storica cementeria
Anche se la data non è ancora stata stabilita con certezza, nei primi giorni di luglio una delle due ciminiere dell’ ex-Holcim di Cassago verrà fatta esplodere, mentre l’altra resterà integra a simboleggiare quel passato di un paese laborioso ed industriale, i cui “fiori all’occhiello” erano l’azienda Onofri e la stessa cementeria. Da mesi l’area che in passato era occupata dai comparti produttivi e dagli uffici, è ora oggetto di un’ imponente opera di demolizione, che con ogni probabilità dovrebbe terminare intorno alla fine di luglio. In futuro sorgerà una nuova zona industriale che, tra l’altro, accoglierà la Perego Strade: in questo modo l’ingente flotta dell’azienda sarà trasferita lontano dal centro paese, privando Cassago di tutti i problemi relativi alla circolazione dei grossi automezzi. Presumibilmente in una sera tra il 4 ed il 7 luglio, la ciminiera all’apparenza in migliore condizione, sarà falta saltare con esplosivo, mentre l’altra sarà affidata alla cura della Eldap (società che ha rilevato l’intera area) e continuerà a dominare dall’alto l’area industriale, insieme alla palazzina dei vecchi uffici, anch’essa destinata a rimanere integra. Per l’evento, che sarà certamente di grande spettacolarità, è prevista la momentanea chiusura delle strade circostanti, tra cui l’ex statale Como - Bergamo. La demolizione dell’ex-cementeria è compresa in un più vasto piano d’intervento: nel piazzale antistante l’area sarà realizzata la nuova piattaforma ecologica e, contestualmente, in zona oratorio femminile potranno cominciare i lavori per la realizzazione dei parcheggi ed una riqualificazione complessiva della zona. Si dovrà invece attendere almeno fino all’agosto 2008 per la sistemazione della viabilità, che prevede l’abbellimento di via Volta e la realizzazione di un percorso ciclopedonale che collegherà la stazione al centro sportivo comunale. Comunicheremo, appena possibile, giorno e data precisa “dell’ esplosione”, in modo che tutti gli interessati possano assistere e dare l’addio ad un pezzo storico del paese.
J.P.
Cassago: nei primi di luglio sarà fatta esplodere una delle due ciminiere della storica cementeria
Anche se la data non è ancora stata stabilita con certezza, nei primi giorni di luglio una delle due ciminiere dell’ ex-Holcim di Cassago verrà fatta esplodere, mentre l’altra resterà integra a simboleggiare quel passato di un paese laborioso ed industriale, i cui “fiori all’occhiello” erano l’azienda Onofri e la stessa cementeria. Da mesi l’area che in passato era occupata dai comparti produttivi e dagli uffici, è ora oggetto di un’ imponente opera di demolizione, che con ogni probabilità dovrebbe terminare intorno alla fine di luglio. In futuro sorgerà una nuova zona industriale che, tra l’altro, accoglierà la Perego Strade: in questo modo l’ingente flotta dell’azienda sarà trasferita lontano dal centro paese, privando Cassago di tutti i problemi relativi alla circolazione dei grossi automezzi. Presumibilmente in una sera tra il 4 ed il 7 luglio, la ciminiera all’apparenza in migliore condizione, sarà falta saltare con esplosivo, mentre l’altra sarà affidata alla cura della Eldap (società che ha rilevato l’intera area) e continuerà a dominare dall’alto l’area industriale, insieme alla palazzina dei vecchi uffici, anch’essa destinata a rimanere integra. Per l’evento, che sarà certamente di grande spettacolarità, è prevista la momentanea chiusura delle strade circostanti, tra cui l’ex statale Como - Bergamo. La demolizione dell’ex-cementeria è compresa in un più vasto piano d’intervento: nel piazzale antistante l’area sarà realizzata la nuova piattaforma ecologica e, contestualmente, in zona oratorio femminile potranno cominciare i lavori per la realizzazione dei parcheggi ed una riqualificazione complessiva della zona. Si dovrà invece attendere almeno fino all’agosto 2008 per la sistemazione della viabilità, che prevede l’abbellimento di via Volta e la realizzazione di un percorso ciclopedonale che collegherà la stazione al centro sportivo comunale. Comunicheremo, appena possibile, giorno e data precisa “dell’ esplosione”, in modo che tutti gli interessati possano assistere e dare l’addio ad un pezzo storico del paese.
J.P.
Wednesday, June 27, 2007
Italcementi sbarca in Cina con l'acquisizione di Fuping Group
Italcementi sbarca in Cina con l'acquisizione di Fuping Group
Italcementi Group ha acquisito dal gruppo cinese Zhejiang Guangyu - attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L’intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari.
L’operazione consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un’area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.
“Quest’acquisizione - ha sottolineato Carlo Pesenti, Consigliere delegato di Italcementi - segna l’ingresso del nostro Gruppo nel più grande mercato del cemento nel mondo e riveste quindi una grande importanza strategica. Italcementi, in linea con i piani di sviluppo della propria presenza nel mercato asiatico, si propone di diventare uno dei protagonisti del settore in Cina, puntando sulle prospettive di crescita e partecipando al consolidamento del mercato”.
“Siamo felici dell’operazione con Italcementi Group - ha dichiarato Feng Guang Cheng, rappresentante del gruppo Zhejiang Guangyu - L’acquisizione da parte di Italcementi aprirà a Fuping l’accesso allo straordinario know-how ed esperienza industriale del gruppo europeo”.
Fuping Cement, che occupa oltre 300 dipendenti, opera attraverso un moderno impianto a via secca, avviato nel giugno del 2006; l’attuale capacità produttiva di 1,7 Mt di clinker all’anno (con una capacità di macinazione di 2 Mt di cemento), grazie alle autorizzazioni già ottenute, potrà essere raddoppiata nel prossimo futuro. Fuping Cement gestisce inoltre una cava di calcare di proprietà nei pressi della cementeria.
La localizzazione degli impianti e delle cave pone Fuping Cement in una posizione strategica per servire il mercato della zona centrale della Cina: questa area presenta infatti un forte potenziale di crescita nel medio-lungo periodo, avendo un consumo di cemento inferiore a quello medio cinese e con progetti di sviluppo infrastrutturale già deliberati dal Governo.
L’investimento in Cina permetterà al Gruppo Italcementi di rafforzare la propria presenza nel continente asiatico, dove Cina e India rappresentano i due più grandi mercati mondiali del cemento. Il gruppo Italcementi infatti è già presente in India attraverso Zuari Cement (di cui ha rilevato nel maggio 2006 la totalità del capitale) che dispone attualmente di una capacità produttiva, attraverso due impianti, di oltre 3,2 Mt di cemento, che si incrementerà, al termine dei lavori già avviati, fino a 5,9 Mt. In Kazakistan, dove opera la controllata Shymkent Cement, è stato annunciato lo scorso dicembre un accordo per la realizzazione in partnership con investitori locali di due nuove cementerie, che porteranno la capacità totale del Gruppo nel Paese ad oltre 3 milioni di tonnellate di cemento all’anno, facendone il leader nell’Asia centrale.
Il Gruppo è anche presente in Thailandia attraverso Jalaprathan Cement e Asia Cement che controllano tre impianti con una capacità produttiva complessiva di circa 7 Mt di cemento all’anno, destinato al mercato interno e all’export nei Paesi limitrofi dell’estremo oriente. In base alla presenza attuale a ai progetti già annunciati, il Gruppo Italcementi potrà quindi contare in Asia su una quota di circa il 20% della propria capacità produttiva totale.
Fonte: Pierpaolo Molinengo
Notizia a cura di: www.trend-online.com
Italcementi Group ha acquisito dal gruppo cinese Zhejiang Guangyu - attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L’intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari.
L’operazione consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un’area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.
“Quest’acquisizione - ha sottolineato Carlo Pesenti, Consigliere delegato di Italcementi - segna l’ingresso del nostro Gruppo nel più grande mercato del cemento nel mondo e riveste quindi una grande importanza strategica. Italcementi, in linea con i piani di sviluppo della propria presenza nel mercato asiatico, si propone di diventare uno dei protagonisti del settore in Cina, puntando sulle prospettive di crescita e partecipando al consolidamento del mercato”.
“Siamo felici dell’operazione con Italcementi Group - ha dichiarato Feng Guang Cheng, rappresentante del gruppo Zhejiang Guangyu - L’acquisizione da parte di Italcementi aprirà a Fuping l’accesso allo straordinario know-how ed esperienza industriale del gruppo europeo”.
Fuping Cement, che occupa oltre 300 dipendenti, opera attraverso un moderno impianto a via secca, avviato nel giugno del 2006; l’attuale capacità produttiva di 1,7 Mt di clinker all’anno (con una capacità di macinazione di 2 Mt di cemento), grazie alle autorizzazioni già ottenute, potrà essere raddoppiata nel prossimo futuro. Fuping Cement gestisce inoltre una cava di calcare di proprietà nei pressi della cementeria.
La localizzazione degli impianti e delle cave pone Fuping Cement in una posizione strategica per servire il mercato della zona centrale della Cina: questa area presenta infatti un forte potenziale di crescita nel medio-lungo periodo, avendo un consumo di cemento inferiore a quello medio cinese e con progetti di sviluppo infrastrutturale già deliberati dal Governo.
L’investimento in Cina permetterà al Gruppo Italcementi di rafforzare la propria presenza nel continente asiatico, dove Cina e India rappresentano i due più grandi mercati mondiali del cemento. Il gruppo Italcementi infatti è già presente in India attraverso Zuari Cement (di cui ha rilevato nel maggio 2006 la totalità del capitale) che dispone attualmente di una capacità produttiva, attraverso due impianti, di oltre 3,2 Mt di cemento, che si incrementerà, al termine dei lavori già avviati, fino a 5,9 Mt. In Kazakistan, dove opera la controllata Shymkent Cement, è stato annunciato lo scorso dicembre un accordo per la realizzazione in partnership con investitori locali di due nuove cementerie, che porteranno la capacità totale del Gruppo nel Paese ad oltre 3 milioni di tonnellate di cemento all’anno, facendone il leader nell’Asia centrale.
Il Gruppo è anche presente in Thailandia attraverso Jalaprathan Cement e Asia Cement che controllano tre impianti con una capacità produttiva complessiva di circa 7 Mt di cemento all’anno, destinato al mercato interno e all’export nei Paesi limitrofi dell’estremo oriente. In base alla presenza attuale a ai progetti già annunciati, il Gruppo Italcementi potrà quindi contare in Asia su una quota di circa il 20% della propria capacità produttiva totale.
Fonte: Pierpaolo Molinengo
Notizia a cura di: www.trend-online.com
Italcementi: un acquisizione in Cina
Italcementi: un acquisizione in Cina
15:38:12
Italcementi Group ha acquisito dal gruppo cinese Zhejiang Guangyu - attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L’intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari. L’operazione consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un’area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.
15:38:12
Italcementi Group ha acquisito dal gruppo cinese Zhejiang Guangyu - attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L’intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari. L’operazione consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un’area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.
Italcementi compra Fuping per 70 milioni di dollari
Italcementi compra Fuping per 70 milioni di dollari
di Redazione - mercoledì 27 giugno 2007, 07:00 da Milano
Italcementi continua la sua marcia verso Oriente: attraverso la controllata Ciments Français, sbarca in Cina e acquista il 100% della Fuping Cement per 70 milioni di dollari.
Soddisfatto l’ad Carlo Pesenti: «L’area in cui abbiamo effettuato l’investimento - dice al Giornale - si presenta fra quelle a maggiore potenzialità di crescita in Cina. Secondo i progetti di sviluppo governativo Go West, in questa zona del Paese si svilupperà il polo industriale aeronautico cinese, dove troveranno sede le più importanti compagnie del settore. Nei progetti del governo, Xian, la capitale della provincia, sarà destinata a ospitare la National aviation base, diventando di fatto quello che per gli Usa è Seattle».
Da sola, la Cina rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo le stime del governo di Pechino, la produzione di cemento crescerà da 1,06 miliardi di tonnellate del 2005 a 1,25 miliardi nel 2010. E in particolare, «nella provincia di Shaanxi, dove risiedono circa 37 milioni di persone - prosegue Pesenti - si attende un forte impulso nel consumo di cemento, attualmente fermo a circa 600 kg pro capite contro gli 800 di media dell'intero Paese».
Fuping Ciment, che occupa oltre 300 dipendenti, grazie all’impianto avviato nel giugno 2006 ha una capacità produttiva annua di 1,7 milioni di tonnellate di clinker, con una capacità di macinazione di 2 milioni di tonnellate di cemento. Ma per Italcementi è solo l’inizio: «La nostra strategia di possibile ulteriore crescita - dice l’amministratore delegato - si svilupperà attraverso accordi di joint venture con partner locali nell'ottica di ottenere la leadership in aree geografiche del Paese. Questo non escluderà comunque, nel caso si presentassero significative opportunità, eventuali acquisizioni. Con lo sbarco in Cina, che si aggiunge ai progetti già annunciati in India e in Kazakhstan, la capacità produttiva nell'area si incrementerà, rispetto al 2006, di circa 5 milioni di tonnellate all'anno, a circa 19 milioni di tonnellate».
di Redazione - mercoledì 27 giugno 2007, 07:00 da Milano
Italcementi continua la sua marcia verso Oriente: attraverso la controllata Ciments Français, sbarca in Cina e acquista il 100% della Fuping Cement per 70 milioni di dollari.
Soddisfatto l’ad Carlo Pesenti: «L’area in cui abbiamo effettuato l’investimento - dice al Giornale - si presenta fra quelle a maggiore potenzialità di crescita in Cina. Secondo i progetti di sviluppo governativo Go West, in questa zona del Paese si svilupperà il polo industriale aeronautico cinese, dove troveranno sede le più importanti compagnie del settore. Nei progetti del governo, Xian, la capitale della provincia, sarà destinata a ospitare la National aviation base, diventando di fatto quello che per gli Usa è Seattle».
Da sola, la Cina rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo le stime del governo di Pechino, la produzione di cemento crescerà da 1,06 miliardi di tonnellate del 2005 a 1,25 miliardi nel 2010. E in particolare, «nella provincia di Shaanxi, dove risiedono circa 37 milioni di persone - prosegue Pesenti - si attende un forte impulso nel consumo di cemento, attualmente fermo a circa 600 kg pro capite contro gli 800 di media dell'intero Paese».
Fuping Ciment, che occupa oltre 300 dipendenti, grazie all’impianto avviato nel giugno 2006 ha una capacità produttiva annua di 1,7 milioni di tonnellate di clinker, con una capacità di macinazione di 2 milioni di tonnellate di cemento. Ma per Italcementi è solo l’inizio: «La nostra strategia di possibile ulteriore crescita - dice l’amministratore delegato - si svilupperà attraverso accordi di joint venture con partner locali nell'ottica di ottenere la leadership in aree geografiche del Paese. Questo non escluderà comunque, nel caso si presentassero significative opportunità, eventuali acquisizioni. Con lo sbarco in Cina, che si aggiunge ai progetti già annunciati in India e in Kazakhstan, la capacità produttiva nell'area si incrementerà, rispetto al 2006, di circa 5 milioni di tonnellate all'anno, a circa 19 milioni di tonnellate».
Dopo l'ingresso in India, Thailandia e Kazakhstan
Dopo l'ingresso in India, Thailandia e Kazakhstan
Italcementi sbarca nel mercato cinese
Il gruppo bergamasco acquisisce interamente la Fuping Cement per 70 milioni di dollari
Milano, 26 giu - La società Italcementi ha acquisito tramite la controllata Ciments Francais il 100% della cinese Fuping Cement per 70 milioni di dollari. L'operazione consente al gruppo bergamasco di entrare nel mercato cinese, dopo aver già fatto precedentemente ingresso in India, Thailandia e in Kazakhstan.
Secondo le stime del governo di Pechino la produzione di cemento in Cina crescerà dagli 1,06 miliardi di tonnellate del 2005 a 1,25 miliardi nel 2010. Fuping Ciment, che occupa oltre 300 dipendenti, grazie all'impianto avviato nel giugno 2006 ha una capacità produttiva annua di 1,7 milioni di tonnellate di clinker, con una capacità di macinazione di 2 milioni di tonnellate di cemento.
Mattia Corazza
Italcementi sbarca nel mercato cinese
Il gruppo bergamasco acquisisce interamente la Fuping Cement per 70 milioni di dollari
Milano, 26 giu - La società Italcementi ha acquisito tramite la controllata Ciments Francais il 100% della cinese Fuping Cement per 70 milioni di dollari. L'operazione consente al gruppo bergamasco di entrare nel mercato cinese, dopo aver già fatto precedentemente ingresso in India, Thailandia e in Kazakhstan.
Secondo le stime del governo di Pechino la produzione di cemento in Cina crescerà dagli 1,06 miliardi di tonnellate del 2005 a 1,25 miliardi nel 2010. Fuping Ciment, che occupa oltre 300 dipendenti, grazie all'impianto avviato nel giugno 2006 ha una capacità produttiva annua di 1,7 milioni di tonnellate di clinker, con una capacità di macinazione di 2 milioni di tonnellate di cemento.
Mattia Corazza
Italcementi: sbarca in Cina con acquisizione Fuping Cement
Italcementi Group ha acquisito dal gruppo cinese Zhejiang Guangyu
- attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L'intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari.
L'operazione, spiega un comunicato, consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un'area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.
"Quest'acquisizione - ha sottolineato Carlo Pesenti, Consigliere delegato di Italcementi - segna l'ingresso del nostro Gruppo nel più grande mercato del cemento nel mondo e riveste quindi una grande importanza strategica. Italcementi, in linea con i piani di sviluppo della propria presenza nel mercato asiatico, si propone di diventare uno dei protagonisti del settore in Cina, puntando sulle prospettive di crescita e partecipando al consolidamento del mercato".
"Siamo felici dell'operazione con Italcementi Group - ha dichiarato Feng Guang Cheng, rappresentante del gruppo Zhejiang Guangyu - L'acquisizione da parte di Italcementi aprirà a Fuping l'accesso allo straordinario know-how ed esperienza industriale del gruppo europeo".
Italcementi: sbarca in Cina con acquisizione Fuping Cement
(Teleborsa) - Roma, 26 giu - Fuping Cement, continua il comunicato, che occupa oltre 300 dipendenti, opera attraverso un moderno impianto a via secca, avviato nel giugno del 2006; l'attuale capacità produttiva di 1,7 Mt di clinker all'anno (con una capacità di macinazione di 2 Mt di cemento), grazie alle autorizzazioni già ottenute, potrà essere raddoppiata nel prossimo futuro. Fuping Cement gestisce inoltre una cava di calcare di proprietà nei pressi della cementeria.
La localizzazione degli impianti e delle cave pone Fuping Cement in una posizione strategica per servire il mercato della zona centrale della Cina: questa area presenta infatti un forte potenziale di crescita nel medio-lungo periodo, avendo un consumo di cemento inferiore a quello medio cinese e con progetti di sviluppo infrastrutturale già deliberati dal Governo.
L'investimento in Cina permetterà al Gruppo Italcementi di rafforzare la propria presenza nel continente asiatico, dove Cina e India rappresentano i due più grandi mercati mondiali del cemento. Il gruppo Italcementi infatti è già presente in India attraverso Zuari Cement (di cui ha rilevato nel maggio 2006 la totalità del capitale) che dispone attualmente di una capacità produttiva, attraverso due impianti, di oltre 3,2 Mt di cemento, che si incrementerà, al termine dei lavori già avviati, fino a 5,9 Mt. In Kazakistan, dove opera la controllata Shymkent Cement, è stato annunciato lo scorso dicembre un accordo per la realizzazione in partnership con investitori locali di due nuove cementerie, che porteranno la capacità totale del Gruppo nel Paese ad oltre 3 milioni di tonnellate di cemento all'anno, facendone il leader nell'Asia centrale.
Il Gruppo è anche presente in Thailandia attraverso Jalaprathan Cement e Asia Cement che controllano tre impianti con una capacità produttiva complessiva di circa 7 Mt di cemento all'anno, destinato al mercato interno e all'export nei Paesi limitrofi dell'estremo oriente. In base alla presenza attuale a ai progetti già annunciati, il Gruppo Italcementi potrà quindi contare in Asia su una quota di circa il 20% della propria capacità produttiva totale, conclude il comunicato.
- attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L'intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari.
L'operazione, spiega un comunicato, consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un'area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.
"Quest'acquisizione - ha sottolineato Carlo Pesenti, Consigliere delegato di Italcementi - segna l'ingresso del nostro Gruppo nel più grande mercato del cemento nel mondo e riveste quindi una grande importanza strategica. Italcementi, in linea con i piani di sviluppo della propria presenza nel mercato asiatico, si propone di diventare uno dei protagonisti del settore in Cina, puntando sulle prospettive di crescita e partecipando al consolidamento del mercato".
"Siamo felici dell'operazione con Italcementi Group - ha dichiarato Feng Guang Cheng, rappresentante del gruppo Zhejiang Guangyu - L'acquisizione da parte di Italcementi aprirà a Fuping l'accesso allo straordinario know-how ed esperienza industriale del gruppo europeo".
Italcementi: sbarca in Cina con acquisizione Fuping Cement
(Teleborsa) - Roma, 26 giu - Fuping Cement, continua il comunicato, che occupa oltre 300 dipendenti, opera attraverso un moderno impianto a via secca, avviato nel giugno del 2006; l'attuale capacità produttiva di 1,7 Mt di clinker all'anno (con una capacità di macinazione di 2 Mt di cemento), grazie alle autorizzazioni già ottenute, potrà essere raddoppiata nel prossimo futuro. Fuping Cement gestisce inoltre una cava di calcare di proprietà nei pressi della cementeria.
La localizzazione degli impianti e delle cave pone Fuping Cement in una posizione strategica per servire il mercato della zona centrale della Cina: questa area presenta infatti un forte potenziale di crescita nel medio-lungo periodo, avendo un consumo di cemento inferiore a quello medio cinese e con progetti di sviluppo infrastrutturale già deliberati dal Governo.
L'investimento in Cina permetterà al Gruppo Italcementi di rafforzare la propria presenza nel continente asiatico, dove Cina e India rappresentano i due più grandi mercati mondiali del cemento. Il gruppo Italcementi infatti è già presente in India attraverso Zuari Cement (di cui ha rilevato nel maggio 2006 la totalità del capitale) che dispone attualmente di una capacità produttiva, attraverso due impianti, di oltre 3,2 Mt di cemento, che si incrementerà, al termine dei lavori già avviati, fino a 5,9 Mt. In Kazakistan, dove opera la controllata Shymkent Cement, è stato annunciato lo scorso dicembre un accordo per la realizzazione in partnership con investitori locali di due nuove cementerie, che porteranno la capacità totale del Gruppo nel Paese ad oltre 3 milioni di tonnellate di cemento all'anno, facendone il leader nell'Asia centrale.
Il Gruppo è anche presente in Thailandia attraverso Jalaprathan Cement e Asia Cement che controllano tre impianti con una capacità produttiva complessiva di circa 7 Mt di cemento all'anno, destinato al mercato interno e all'export nei Paesi limitrofi dell'estremo oriente. In base alla presenza attuale a ai progetti già annunciati, il Gruppo Italcementi potrà quindi contare in Asia su una quota di circa il 20% della propria capacità produttiva totale, conclude il comunicato.
Monday, June 25, 2007
Tavernola al referendum vota no ai nuovi combustibili per il cementificio
Tavernola al referendum vota no ai nuovi combustibili per il cementificio
Non passa la sperimentazione dell'utilizzo di combustibili derivati da rifiuti per alimentare il forno del cementificio Lafarge di Tavernola. Una netta vittoria dei no ha infatti caratterizzato la consultazione popolare avvenuta domenica 24 giugno e che ha visto recarsi alle urne 1.153 residenti nel paese del Sebino su 1.983 aventi diritto. Di questi, 933 hanno espresso parere contrario e 211 invece si sono dichiarati d'accordo con la proposta della società francese. Ora il Consiglio comunale dovrà prendere atto delle indicazioni (peraltro non vincolanti) emerse dal voto.
Il cementificio Lafarge Adriasebina vorrebbe sperimentare per sei mesi l'utilizzo di combustibili alternativi ma la popolazione si è detta contraria, temendo un peggioramento delle condizioni ambientali. Il Consiglio comunale prenderà atto dei risultati e dopo averli esaminati deciderà come comportarsi.
Cementificio, Tavernola chiamata a votare
Dopo oltre due anni di confronti in difesa della salute e dell'ambiente, è giunto il momento del ricorso alla volontà popolare. Urne aperte in riva al lago domenica.
Si voterà dalle 8 alle 21 per una consultazione – cui sono chiamati 1.842 cittadini – che darà l'opportunità alla popolazione di Tavernola di esprimere la propria opinione sulla possibilità, da parte del cementificio Lafarge Adriasebina, di utilizzare combustibili da rifiuti e pneumatici triturati per produrre cemento, con l'obiettivo di migliorare le emissioni in atmosfera. Il responso si conoscerà già nella serata di domenica. Dopodiché sarà necessaria una valutazione politica del responso della consultazione che, va ricordato, non ha valore abrogativo, ma solo consultivo, per cui non ci saranno vincoli per l'Amministrazione sulle scelte future in materia.
Cementificio, Tavernola chiamata a votare
IL SINDACO Sull'inedita chiamata al voto il sindaco Leandro Soggetti ha affermato: «L'Amministrazione comunale non intende dare indicazioni. L'auspicio è che i tavernolesi scelgano di esprimere il proprio parere e che la percentuale dei votanti sia significativa, certamente superiore al 50% degli aventi diritto. Da parte nostra c'è la convinzione che vi siano tutti i presupposti affinché, per un periodo non superiore ai sei mesi, il cementificio utilizzi combustibili alternativi con le dovute garanzie e in ottica di miglioramento ambientale».
IL CONSIGLIO Opposte vedute giungono dalle minoranze: «La consultazione popolare – sottolinea Natalino Colosio, della lista "Progetto Tavernola" – rappresenta un'occasione per far sentire la nostra voce e scongiurare pericoli alla nostra salute. Siamo convinti che Tavernola meriti più di quanto è stato previsto dalla convenzione sottoscritta dall'Amministrazione comunale con il cementificio. Ecco perché invitiamo a votare "sono contrario" alle prove». La preferenza per il «no» alle prove è confermata anche dalla seconda lista civica di minoranza «Tavernola Democratica» guidata da Aleandro Bagarelli. Cristina Bettoni, consigliere comunale con delega all'Ambiente chiarisce: «Personalmente voterò "si". Lo ritengo doveroso perché la consultazione giunge a conclusione di un iter di verifiche tecniche effettuate da personale qualificato. Ritengo negativo che per convincere la popolazione al "no", alcune forze politiche siano ricorse ad argomenti strumentali che hanno come immediata conseguenza il deterioramento dell'immagine della cittadina. Abbiamo deciso di sentire il parere della popolazione e ritengo non corretto suggerire le risposte».
L'AZIENDA Preoccupata la Lafarge Adriasebina: «Vogliamo usare rifiuti speciali non pericolosi perché coniugano efficienza aziendale e rispetto della salute e dell'ambiente, garantendo competitività all'impresa – ha commentato Enrico Siviero, direttore dello stabilimento, che firma un volantino con le ragioni dell'azienda, distribuito ai dipendenti –. Con il loro utilizzo possiamo fra l'altro impegnarci a darci limiti di Nox (ossido di azoto) ancora più bassi rispetto a quelli previsti dalla norma, raddoppiare la frequenza dei controlli previsti per legge ed eseguiti da organismi esterni, consentire ispezioni da parte degli enti di controllo indicati dall'Amministrazione. Se vince il "no", sarà un'opportunità persa per tutti in ottica di un miglioramento ambientale».
IL COMITATO Una questione delicata e che non ha mancato di segnalare divisioni anche all'interno del Comitato civico di salute pubblica, nato per dire no alle sperimentazioni. Il presidente Privato Fenaroli rilancia: «Diciamo sì alle prove, ma solo per uno, massimo due mesi e a condizioni concordate, con un comitato di controllo composto anche da nostri esperti e che disponga della possibilità di effettuare verifiche continue. Dopodiché, ci aspettiamo di discutere i dati emersi in un'assemblea pubblica ed eventualmente sottoporli ad un giudizio popolare in modo inequivoco e non strumentale».
Ma la maggioranza del Comitato pare non essere sulla stessa lunghezza d'onda. Conclude Angelo Fenaroli, uno dei fondatori: «Sono due anni che lavoriamo per convincere la popolazione dei possibili rischi conseguenti all'utilizzo di tali combustibili. Non si torna indietro».
Non va peraltro dimenticato che la multinazionale francese ha già ottenuto dalla Regione l'autorizzazione all'utilizzo a termine di materiali alternativi. Attività non decollata a seguito dell'esistenza di una convenzione con il Comune che prevede un parere favorevole all'avvio del processo.
ILTESTO Questo è il quesito della consultazione: «Sei favorevole o contrario a che il cementificio Lafarge Adriasebina, per un periodo non superiore a 6 mesi, utilizzi combustibili alternativi Cdr (Combustibili da rifiuti) e pneumatici triturati, classificati dalla legge come non pericolosi, al fine di verificare se migliorano le emissioni in atmosfera prodotte dal forno del suddetto cementificio?»
ISEGGI Nella scuola materna statale di via Roma saranno allestiti due seggi controllati da sei incaricati per postazione, in rappresentanza dei tre gruppi in Consiglio comunale. Si può votare muniti di documento di identità.
IVOTANTI Saranno 1.842 i cittadini maggiorenni iscritti all'anagrafe aventi diritto al voto, ai quali vanno aggiunti 142 residenti all'estero. La popolazione conta poco più di 2.270 abitanti.
PROPAGANDA Nello stabilimento Lafarge Adriasebina l'azienda ha diffuso un volantino che illustra le ragioni a favore della sperimentazione. Questa sera alle 21 al ristorante «La sirena» assemblea della lista «Progetto Tavernola».
(22/06/2007)
Non passa la sperimentazione dell'utilizzo di combustibili derivati da rifiuti per alimentare il forno del cementificio Lafarge di Tavernola. Una netta vittoria dei no ha infatti caratterizzato la consultazione popolare avvenuta domenica 24 giugno e che ha visto recarsi alle urne 1.153 residenti nel paese del Sebino su 1.983 aventi diritto. Di questi, 933 hanno espresso parere contrario e 211 invece si sono dichiarati d'accordo con la proposta della società francese. Ora il Consiglio comunale dovrà prendere atto delle indicazioni (peraltro non vincolanti) emerse dal voto.
Il cementificio Lafarge Adriasebina vorrebbe sperimentare per sei mesi l'utilizzo di combustibili alternativi ma la popolazione si è detta contraria, temendo un peggioramento delle condizioni ambientali. Il Consiglio comunale prenderà atto dei risultati e dopo averli esaminati deciderà come comportarsi.
Cementificio, Tavernola chiamata a votare
Dopo oltre due anni di confronti in difesa della salute e dell'ambiente, è giunto il momento del ricorso alla volontà popolare. Urne aperte in riva al lago domenica.
Si voterà dalle 8 alle 21 per una consultazione – cui sono chiamati 1.842 cittadini – che darà l'opportunità alla popolazione di Tavernola di esprimere la propria opinione sulla possibilità, da parte del cementificio Lafarge Adriasebina, di utilizzare combustibili da rifiuti e pneumatici triturati per produrre cemento, con l'obiettivo di migliorare le emissioni in atmosfera. Il responso si conoscerà già nella serata di domenica. Dopodiché sarà necessaria una valutazione politica del responso della consultazione che, va ricordato, non ha valore abrogativo, ma solo consultivo, per cui non ci saranno vincoli per l'Amministrazione sulle scelte future in materia.
Cementificio, Tavernola chiamata a votare
IL SINDACO Sull'inedita chiamata al voto il sindaco Leandro Soggetti ha affermato: «L'Amministrazione comunale non intende dare indicazioni. L'auspicio è che i tavernolesi scelgano di esprimere il proprio parere e che la percentuale dei votanti sia significativa, certamente superiore al 50% degli aventi diritto. Da parte nostra c'è la convinzione che vi siano tutti i presupposti affinché, per un periodo non superiore ai sei mesi, il cementificio utilizzi combustibili alternativi con le dovute garanzie e in ottica di miglioramento ambientale».
IL CONSIGLIO Opposte vedute giungono dalle minoranze: «La consultazione popolare – sottolinea Natalino Colosio, della lista "Progetto Tavernola" – rappresenta un'occasione per far sentire la nostra voce e scongiurare pericoli alla nostra salute. Siamo convinti che Tavernola meriti più di quanto è stato previsto dalla convenzione sottoscritta dall'Amministrazione comunale con il cementificio. Ecco perché invitiamo a votare "sono contrario" alle prove». La preferenza per il «no» alle prove è confermata anche dalla seconda lista civica di minoranza «Tavernola Democratica» guidata da Aleandro Bagarelli. Cristina Bettoni, consigliere comunale con delega all'Ambiente chiarisce: «Personalmente voterò "si". Lo ritengo doveroso perché la consultazione giunge a conclusione di un iter di verifiche tecniche effettuate da personale qualificato. Ritengo negativo che per convincere la popolazione al "no", alcune forze politiche siano ricorse ad argomenti strumentali che hanno come immediata conseguenza il deterioramento dell'immagine della cittadina. Abbiamo deciso di sentire il parere della popolazione e ritengo non corretto suggerire le risposte».
L'AZIENDA Preoccupata la Lafarge Adriasebina: «Vogliamo usare rifiuti speciali non pericolosi perché coniugano efficienza aziendale e rispetto della salute e dell'ambiente, garantendo competitività all'impresa – ha commentato Enrico Siviero, direttore dello stabilimento, che firma un volantino con le ragioni dell'azienda, distribuito ai dipendenti –. Con il loro utilizzo possiamo fra l'altro impegnarci a darci limiti di Nox (ossido di azoto) ancora più bassi rispetto a quelli previsti dalla norma, raddoppiare la frequenza dei controlli previsti per legge ed eseguiti da organismi esterni, consentire ispezioni da parte degli enti di controllo indicati dall'Amministrazione. Se vince il "no", sarà un'opportunità persa per tutti in ottica di un miglioramento ambientale».
IL COMITATO Una questione delicata e che non ha mancato di segnalare divisioni anche all'interno del Comitato civico di salute pubblica, nato per dire no alle sperimentazioni. Il presidente Privato Fenaroli rilancia: «Diciamo sì alle prove, ma solo per uno, massimo due mesi e a condizioni concordate, con un comitato di controllo composto anche da nostri esperti e che disponga della possibilità di effettuare verifiche continue. Dopodiché, ci aspettiamo di discutere i dati emersi in un'assemblea pubblica ed eventualmente sottoporli ad un giudizio popolare in modo inequivoco e non strumentale».
Ma la maggioranza del Comitato pare non essere sulla stessa lunghezza d'onda. Conclude Angelo Fenaroli, uno dei fondatori: «Sono due anni che lavoriamo per convincere la popolazione dei possibili rischi conseguenti all'utilizzo di tali combustibili. Non si torna indietro».
Non va peraltro dimenticato che la multinazionale francese ha già ottenuto dalla Regione l'autorizzazione all'utilizzo a termine di materiali alternativi. Attività non decollata a seguito dell'esistenza di una convenzione con il Comune che prevede un parere favorevole all'avvio del processo.
ILTESTO Questo è il quesito della consultazione: «Sei favorevole o contrario a che il cementificio Lafarge Adriasebina, per un periodo non superiore a 6 mesi, utilizzi combustibili alternativi Cdr (Combustibili da rifiuti) e pneumatici triturati, classificati dalla legge come non pericolosi, al fine di verificare se migliorano le emissioni in atmosfera prodotte dal forno del suddetto cementificio?»
ISEGGI Nella scuola materna statale di via Roma saranno allestiti due seggi controllati da sei incaricati per postazione, in rappresentanza dei tre gruppi in Consiglio comunale. Si può votare muniti di documento di identità.
IVOTANTI Saranno 1.842 i cittadini maggiorenni iscritti all'anagrafe aventi diritto al voto, ai quali vanno aggiunti 142 residenti all'estero. La popolazione conta poco più di 2.270 abitanti.
PROPAGANDA Nello stabilimento Lafarge Adriasebina l'azienda ha diffuso un volantino che illustra le ragioni a favore della sperimentazione. Questa sera alle 21 al ristorante «La sirena» assemblea della lista «Progetto Tavernola».
(22/06/2007)
Saturday, June 23, 2007
Camion ribaltato, illeso l'autista
Camion ribaltato, illeso l'autista
Un camion carico di ghiaia si è ribaltato questa mattina a Grassobbio, sotto il cavalcavia della Nuova Cremasca, all’altezza della rotatoria che confina con la località Padergnone di Zanica. Fortunatamente nessuna conseguenza per l’autista del mezzo pesante, appartenente a un’impresa edile della Val Seriana, che è riuscito ad uscire dall’abitacolo riportando solo lievi escoriazioni alla mano e a un braccio.
È accaduto poco dopo le 10.30. Secondo la ricostruzione, al vaglio della polizia stradale di Bergamo, il rimorchio pochi metri dopo avere imboccato la rotatoria sotto la nuova provinciale 591 si è ribaltato su un fianco trascinando con se anche la motrice.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia locale di Zanica, il servizo di manutenzione strade della Provincia che ha ripulito l’asfalto dell’olio e del gasolio fuoriuscito dal camion, e i vigili del fuoco di Bergamo che hanno sollevato il mezzo pesante. La situazione è tornata alla normalità nel primo pomeriggio.
Un camion carico di ghiaia si è ribaltato questa mattina a Grassobbio, sotto il cavalcavia della Nuova Cremasca, all’altezza della rotatoria che confina con la località Padergnone di Zanica. Fortunatamente nessuna conseguenza per l’autista del mezzo pesante, appartenente a un’impresa edile della Val Seriana, che è riuscito ad uscire dall’abitacolo riportando solo lievi escoriazioni alla mano e a un braccio.
È accaduto poco dopo le 10.30. Secondo la ricostruzione, al vaglio della polizia stradale di Bergamo, il rimorchio pochi metri dopo avere imboccato la rotatoria sotto la nuova provinciale 591 si è ribaltato su un fianco trascinando con se anche la motrice.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia locale di Zanica, il servizo di manutenzione strade della Provincia che ha ripulito l’asfalto dell’olio e del gasolio fuoriuscito dal camion, e i vigili del fuoco di Bergamo che hanno sollevato il mezzo pesante. La situazione è tornata alla normalità nel primo pomeriggio.
Rottame in fiamme Paura per il fumo
Rottame in fiamme Paura per il fumo
I Vigili del fuoco: «Non ci sono pericoli per gli abitanti»
Qualche preoccupazione ma nessun pericolo concreto ieri a Bessimo di Darfo, per un incendio scoppiato nello stabilimento della ditta Pezzotti dove vengono custoditi materiali ferrosi di scarto industriale, in prevalenza trucioli e scarti di lavorazioni da tornio. Le fiamme sono divampate nella notte fra mercoledì e giovedì: l’incendio ha tenuto impegnate per circa 12 ore consecutive 2 squadre dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Boario Terme al comando del capo squadra Carlo Guarino.
Erano circa le 3.30 della notte quando l’allarme lanciato da alcuni automobilisti che percorrevano il tratto Darfo- Rogno giungeva al comando dei Vigili del Fuoco. Diceva di fiamme provenienti dalla stabilimento Pezzotti, accompagnate da colonne di fumo nero che si alzavano alte nel cielo. Sul posto di portavano subito due squadre dei Vigili del Fuoco di Darfo, una permanente e una di supporto, con due autobotti che entravano in azione cercando di abbassare con acqua e schiumogeni le fiamme e il fumo. Il successivo intervento era indirizzato allo «smassamento» del materiale che bruciava che - come ha poi spiegato il capo squadra Carlo Guarino - «erano trucioli di materiale ferroso, scarti di lavorazioni da tornio, in qualche modo intrisi di olio lubrificante».
Le nubi di fumo nero che si sono levate in cielo per tutta la mattinata e che hanno destato qualche preoccupazione nella popolazione erano le conseguenze dei getti di acqua di raffreddamento usati dai Vigili del Fuoco sul materiale incandescente.
Il lavoro è durato fino alle 14.30, quindi le due squadre dei Vigili hanno lasciato lo stabilimento. Quanto alle cause dell’incendio a prendere fuoco è stato il materiale rappresentato da residui ferrosi notevolmente surriscaldato dal sole e di olio lubrificante che, favoriti dall’aria che circolava all’interno dei trucioli ammassati, ha dato luogo a un incendio con fiamme soprattutto al centro del cumulo.
Nella zona, considerate le nubi di fumo nero che salivano alte nel cielo e il luogo da dove provenivano, si è diffuso un senso si preoccupazione per l’eventuale tossicità di quel fumo. Cosa che il capo-squadra dei Vigili del fuoco Guarino ieri escludeva del tutto. «Noi abbiamo degli strumenti che possono misurare subito sia il grado di reattività dei materiali, sia eventuali sostanze non presenti normalmente nell’aria e quando ci accorgiamo di situazioni anomale chiamiamo l’Asl o l’Arpa per eventuale supporto. Nel nostro caso non si è registrata alcuna anomalia e tutto si è svolto come un normale intervento di smassamento e di raffreddamento».
Giuseppe Cappitta
I Vigili del fuoco: «Non ci sono pericoli per gli abitanti»
Qualche preoccupazione ma nessun pericolo concreto ieri a Bessimo di Darfo, per un incendio scoppiato nello stabilimento della ditta Pezzotti dove vengono custoditi materiali ferrosi di scarto industriale, in prevalenza trucioli e scarti di lavorazioni da tornio. Le fiamme sono divampate nella notte fra mercoledì e giovedì: l’incendio ha tenuto impegnate per circa 12 ore consecutive 2 squadre dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Boario Terme al comando del capo squadra Carlo Guarino.
Erano circa le 3.30 della notte quando l’allarme lanciato da alcuni automobilisti che percorrevano il tratto Darfo- Rogno giungeva al comando dei Vigili del Fuoco. Diceva di fiamme provenienti dalla stabilimento Pezzotti, accompagnate da colonne di fumo nero che si alzavano alte nel cielo. Sul posto di portavano subito due squadre dei Vigili del Fuoco di Darfo, una permanente e una di supporto, con due autobotti che entravano in azione cercando di abbassare con acqua e schiumogeni le fiamme e il fumo. Il successivo intervento era indirizzato allo «smassamento» del materiale che bruciava che - come ha poi spiegato il capo squadra Carlo Guarino - «erano trucioli di materiale ferroso, scarti di lavorazioni da tornio, in qualche modo intrisi di olio lubrificante».
Le nubi di fumo nero che si sono levate in cielo per tutta la mattinata e che hanno destato qualche preoccupazione nella popolazione erano le conseguenze dei getti di acqua di raffreddamento usati dai Vigili del Fuoco sul materiale incandescente.
Il lavoro è durato fino alle 14.30, quindi le due squadre dei Vigili hanno lasciato lo stabilimento. Quanto alle cause dell’incendio a prendere fuoco è stato il materiale rappresentato da residui ferrosi notevolmente surriscaldato dal sole e di olio lubrificante che, favoriti dall’aria che circolava all’interno dei trucioli ammassati, ha dato luogo a un incendio con fiamme soprattutto al centro del cumulo.
Nella zona, considerate le nubi di fumo nero che salivano alte nel cielo e il luogo da dove provenivano, si è diffuso un senso si preoccupazione per l’eventuale tossicità di quel fumo. Cosa che il capo-squadra dei Vigili del fuoco Guarino ieri escludeva del tutto. «Noi abbiamo degli strumenti che possono misurare subito sia il grado di reattività dei materiali, sia eventuali sostanze non presenti normalmente nell’aria e quando ci accorgiamo di situazioni anomale chiamiamo l’Asl o l’Arpa per eventuale supporto. Nel nostro caso non si è registrata alcuna anomalia e tutto si è svolto come un normale intervento di smassamento e di raffreddamento».
Giuseppe Cappitta
Monday, June 18, 2007
Calusco d’Adda: il nuovo ponte non si farà per ora
Calusco d’Adda: il nuovo ponte non si farà per ora
Di Vercingetorix
L’idea di realizzare un nuovo ponte sul fiume Adda che potesse sostituire il vecchio ponte in ferro della ferrovia ha almeno trent’anni. Nel 1980 fu indetto un concorso pubblico di progettazione da Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato. Il concorso fu vinto dal Consorzio Adda ’80. . Il progetto De Miranda, è rimasto nei cassetti. La soluzione prevedeva un grande arco in cemento armato gettato su un’unica grande luce di 270 metri per un costo di 42 miliardi. Ma da allora è rimasto sulla carta. Nel 1995 la Regione Lombardia si era decisa a riprendere il progetto in mano soprattutto per verificare la fattibilità e l’innesto sulla rete viaria. Era intervenuto anche il Ministero dei Beni Ambientali per valutare l’impatto ambientale dell’opera. e le Ferrovie che devono dare il loro parere. In ogni caso si sa solo che il nuovo ponte passerà 150 metri più a sud dell’attuale. L’accesso al ponte sarebbe stato possibile dalla nuova tangenziale sud di Calusco attualmente in progetto, dove c’è la rotatoria.
Abbiamo voluto verificare lo stato dell’arte contatattando il settore viabilità sia della Regione Lombardia che della provincia di Bergamo. Alla Regione Lombardia il responsabile dei collegamenti sull’Adda ha comunicato che al momento sono in fase di realizzazione solo il ponte di Sala di Calolziocorte e sono in fase si studio (che viene prima della progettazione) il ponete per la futura pedemontana che dovrebbe passare all’altezza di Bottanuco all’incirca, e il futurissimo ponte della Bre-Be-Mi. Per il resto niente è previsto. Lo stesso dicono in Provincia dove confermano siano stati fatti dei progetti, ma nessuno è stato preso in considerazione. Pertanto niente al momento. Se domani decidessero di mettere mano al progetto di un nuovo ponte, passerebbero dei lustri prima di vederlo finanziato e realizzato. Per cui mettiamoci comodi sapendo che per almeno 20 anni non vi sarà alcuna alternativa.
Però è anche impensabile che sua una vitale via di comunicazione tra est ed ovest , tra Bergamo e la Brianza, il traffico deva svolgersi solo a senso alternato regolato da semaforo (che è di proprietà della Provincia di Lecco) con divieto di transito per mezzi più larghi di 2,20 e 3,5 tonnellate di peso. Ma si può pensare a una soluzione alternativa, almeno per il traffico leggero. In questo momento il ponte San Michele sopporta sia il peso dei mezzi che viaggiano in un senso che in contemporanea il peso del treno (locomotore con carrozze). Visto che sopporta i due pesi si potrebbe pensare a auna soluzione nella quale il ponte stradale è aperto in entrambi i sensi di marcia per i veicoli fino a tre tonnellate, tranne che quando passa il treno, e allora scatta il semaforo in modo da evitare che il peso del terreno si sommi a quello del traffico stradale. Basterebbe poco per sistemare la carreggiata e allargarla, rimuovere i gard rail e pensare a una soluzione alternativa per il traffico pedonale e ciclabile (per esempio una passerella aggiuntiva esterna).
Di Vercingetorix
L’idea di realizzare un nuovo ponte sul fiume Adda che potesse sostituire il vecchio ponte in ferro della ferrovia ha almeno trent’anni. Nel 1980 fu indetto un concorso pubblico di progettazione da Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato. Il concorso fu vinto dal Consorzio Adda ’80. . Il progetto De Miranda, è rimasto nei cassetti. La soluzione prevedeva un grande arco in cemento armato gettato su un’unica grande luce di 270 metri per un costo di 42 miliardi. Ma da allora è rimasto sulla carta. Nel 1995 la Regione Lombardia si era decisa a riprendere il progetto in mano soprattutto per verificare la fattibilità e l’innesto sulla rete viaria. Era intervenuto anche il Ministero dei Beni Ambientali per valutare l’impatto ambientale dell’opera. e le Ferrovie che devono dare il loro parere. In ogni caso si sa solo che il nuovo ponte passerà 150 metri più a sud dell’attuale. L’accesso al ponte sarebbe stato possibile dalla nuova tangenziale sud di Calusco attualmente in progetto, dove c’è la rotatoria.
Abbiamo voluto verificare lo stato dell’arte contatattando il settore viabilità sia della Regione Lombardia che della provincia di Bergamo. Alla Regione Lombardia il responsabile dei collegamenti sull’Adda ha comunicato che al momento sono in fase di realizzazione solo il ponte di Sala di Calolziocorte e sono in fase si studio (che viene prima della progettazione) il ponete per la futura pedemontana che dovrebbe passare all’altezza di Bottanuco all’incirca, e il futurissimo ponte della Bre-Be-Mi. Per il resto niente è previsto. Lo stesso dicono in Provincia dove confermano siano stati fatti dei progetti, ma nessuno è stato preso in considerazione. Pertanto niente al momento. Se domani decidessero di mettere mano al progetto di un nuovo ponte, passerebbero dei lustri prima di vederlo finanziato e realizzato. Per cui mettiamoci comodi sapendo che per almeno 20 anni non vi sarà alcuna alternativa.
Però è anche impensabile che sua una vitale via di comunicazione tra est ed ovest , tra Bergamo e la Brianza, il traffico deva svolgersi solo a senso alternato regolato da semaforo (che è di proprietà della Provincia di Lecco) con divieto di transito per mezzi più larghi di 2,20 e 3,5 tonnellate di peso. Ma si può pensare a una soluzione alternativa, almeno per il traffico leggero. In questo momento il ponte San Michele sopporta sia il peso dei mezzi che viaggiano in un senso che in contemporanea il peso del treno (locomotore con carrozze). Visto che sopporta i due pesi si potrebbe pensare a auna soluzione nella quale il ponte stradale è aperto in entrambi i sensi di marcia per i veicoli fino a tre tonnellate, tranne che quando passa il treno, e allora scatta il semaforo in modo da evitare che il peso del terreno si sommi a quello del traffico stradale. Basterebbe poco per sistemare la carreggiata e allargarla, rimuovere i gard rail e pensare a una soluzione alternativa per il traffico pedonale e ciclabile (per esempio una passerella aggiuntiva esterna).
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