Italcementi nel semestre neutralizza impatti dei primi tre mesi
(Teleborsa) - Roma, 30 lug - Italcementi chiude il primo semestre con una modesta contrazione dei volumi di vendita, grazie al recupero registrato nel secondo trimestre, che ha consentito di limitare gli impatti di un primo trimestre decisamente negativo. I primi sei mesi si cihdono dunque con vendite di cemento e clinker pari a 27,5 milioni di tonnellate (-1,1% a perimetro storico) ben sostenute dall’andamento dei Paesi emergenti che, ad eccezione della Bulgaria, hanno segnato un progresso generalizzato. Le vendite di inerti sono state pari a 19,2 milioni di tonnellate (-4%)
Nel semestre il margine operativo lordo corrente, è stato pari a 434,5 milioni (-12,6%), di cui 298,8 milioni realizzati nel secondo trimestre (-3,1%) mentre il risultato operativo, pari a 197,9 milioni, ha registrato nel periodo un calo del 16,8%.
Il risultato del semestre è stato di 81,8 milioni (-35,8%). Il calo dei risultati di società con limitate quote detenute da terzi e il maggior peso dei risultati di società in cui è presente una quota significativa di azionisti terzi hanno di fatto azzerato il risultato attribuibile al Gruppo (0,4 milioni di euro) a favore di quello riferibile alle minoranze (81,4 milioni di euro).
Il flusso degli investimenti totali pari a 274,4 milioni (394,3 milioni nel primo semestre 2009) è stato sostanzialmente destinato agli interventi di efficienza industriale e al completamento di alcuni progetti strategici (Marocco, India e Italia).
Grazie alla attenta gestione dei flussi finanziari,ed in particolar modo al rigoroso controllo del fabbisogno di capitale circolante, a fine giugno 2010 l’indebitamento finanziario netto del Gruppo, pari a 2.458,1 milioni è rimasto in linea con quello segnato a fine 2009 (2.419,9 milioni), mentre il patrimonio netto si è ulteriormente incrementato superando i 5 miliardi (5.088,4 milioni contro i 4.692,2 milioni a dicembre 2009). Il gearing (rapporto indebitamento netto / patrimonio netto) a metà esercizio era pari al 48,3% (51,6% a fine 2009 e 60,8% al 30 giugno 2009).
MEMORIA SUL CEMENTIFICIO INCENERITORE DI Calusco d'Adda la Pianura Padana resta la zona peggiore d'Europa insieme all'area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).
Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni
NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI :
Paderno d'Adda e Solza
.
HANNO FIRMATO :
Calusco d'Adda,
Cornate d'Adda,
Imbersago,
Medolago,
Parco Adda Nord,
Robbiate,
Verderio Inferiore,
Verderio Superiore,
Villa d'Adda,
Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia .
Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento .
http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html
Countdown alla ferrovia
il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .
Thursday, August 05, 2010
Monday, July 12, 2010
Thursday, July 08, 2010
caluscoinlinea: Calusco: ma i dati sulle emissioni dove sono?
caluscoinlinea: Calusco: ma i dati sulle emissioni dove sono?
Volevo controllare i preoccupanti dati di ozono presenti nella nostra aria e sono andato sul sito di italcementi per vedere se trovavo qualcosa di interessante è purtroppo nonostante lo scritto che riporto sotto non ho trovato nulla.
E’ attiva sul sito del comune di calusco d'adda un’area dedicata alla “Qualità dell’Aria” nella quale è possibile consultare tutti i dati di emissione relativi al monitoraggio in continuo della cementeria. Questo fa parte di una serie di azioni finalizzate ad informare, a mettere a disposizione, via internet, documentazioni e dati ambientali e ad organizzare eventi pubblici di comunicazione che permettono di instaurare un rapporto trasparente e corretto con la popolazione di Calusco d'Adda e dei comuni limitrofi.
Il link dal sito di italcementi mi porta ad una pagina inesistente, e anche sul sito del comune non sono riuscito a trovare nessuna area "qualità dell'aria".
Decisamente c'è qualcosa che non quadra.
Volevo controllare i preoccupanti dati di ozono presenti nella nostra aria e sono andato sul sito di italcementi per vedere se trovavo qualcosa di interessante è purtroppo nonostante lo scritto che riporto sotto non ho trovato nulla.
E’ attiva sul sito del comune di calusco d'adda un’area dedicata alla “Qualità dell’Aria” nella quale è possibile consultare tutti i dati di emissione relativi al monitoraggio in continuo della cementeria. Questo fa parte di una serie di azioni finalizzate ad informare, a mettere a disposizione, via internet, documentazioni e dati ambientali e ad organizzare eventi pubblici di comunicazione che permettono di instaurare un rapporto trasparente e corretto con la popolazione di Calusco d'Adda e dei comuni limitrofi.
Il link dal sito di italcementi mi porta ad una pagina inesistente, e anche sul sito del comune non sono riuscito a trovare nessuna area "qualità dell'aria".
Decisamente c'è qualcosa che non quadra.
Wednesday, July 07, 2010
Friday, July 02, 2010
Merate Online - Brivio: sversamento di sostanza non identificata nel fiume. Un lungo ‘serpentone’ sino a Cornate
Merate Online - Brivio: sversamento di sostanza non identificata nel fiume. Un lungo ‘serpentone’ sino a Cornate
Centinaia di litri di una sostanza non ancora identificata si sono riversati dalle 15 di giovedì pomeriggio nel fiume Adda, partendo dal territorio di Brivio fino a raggiungere la diga di Paderno, a superarla e ad entrare nel comune di Cornate. Al momento sull'accaduto stanno indagando le autorità competenti e l'Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) ha provveduto a prelevare un campione di quel liquido per scoprirne la composizione, ed eventualmente il tasso di tossicità.
Ad accorgersi di questo serpentone, oleoso, di colore bianco-grigiastro e odoroso che adagio adagio stava scendendo lungo l'Adda è stato Mario Bandera dell'associazione pescatori che si trovava sul lungo fiume. Quando l'uomo si è accorto della presenza anomala ha subito allertato l'Arpa e la macchina preposta a questo tipo di interventi si è subito messa in moto. Sul posto in una manciata di minuti si sono portati l'assessore Francesco De Vita, il capo dell'ufficio tecnico di Brivio geom. Marco Manzoni, la polizia locale, i carabinieri. Dato il via al sopralluogo la squadra giunge sino alla foce, tra Airuno e Brivio dove il Bevera si immette nell'Adda e dove la striscia biancastra prende forma. Tecnici e forze dell'ordine risalgono il torrente sino a giungere a "monte" dove il presunto serpentone di liquido inquinante ha origine e individuano così in alcuni scarichi, di probabile origine industriale, la causa di quanto accaduto. E mentre a nord, nel comune di Brivio, si provvede a rintracciare la sorgente di questo sversamento a sud, protezione civile, tecnici del parco Rio Vallone, funzionari dell'ambiente della provincia di Monza e Brianza si mettono in allerta per quanto sta accadendo e iniziano a monitorare l'area. Come dicevamo al momento non sono ancora state formulate ipotesi in merito all'accaduto ma pare proprio che la sostanza che ha invaso giovedì un buon tratto dell'Adda, da Airuno-Brivio sino a oltre Paderno, provenga da uno scarico industriale.
S.V.
Centinaia di litri di una sostanza non ancora identificata si sono riversati dalle 15 di giovedì pomeriggio nel fiume Adda, partendo dal territorio di Brivio fino a raggiungere la diga di Paderno, a superarla e ad entrare nel comune di Cornate. Al momento sull'accaduto stanno indagando le autorità competenti e l'Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) ha provveduto a prelevare un campione di quel liquido per scoprirne la composizione, ed eventualmente il tasso di tossicità.
Ad accorgersi di questo serpentone, oleoso, di colore bianco-grigiastro e odoroso che adagio adagio stava scendendo lungo l'Adda è stato Mario Bandera dell'associazione pescatori che si trovava sul lungo fiume. Quando l'uomo si è accorto della presenza anomala ha subito allertato l'Arpa e la macchina preposta a questo tipo di interventi si è subito messa in moto. Sul posto in una manciata di minuti si sono portati l'assessore Francesco De Vita, il capo dell'ufficio tecnico di Brivio geom. Marco Manzoni, la polizia locale, i carabinieri. Dato il via al sopralluogo la squadra giunge sino alla foce, tra Airuno e Brivio dove il Bevera si immette nell'Adda e dove la striscia biancastra prende forma. Tecnici e forze dell'ordine risalgono il torrente sino a giungere a "monte" dove il presunto serpentone di liquido inquinante ha origine e individuano così in alcuni scarichi, di probabile origine industriale, la causa di quanto accaduto. E mentre a nord, nel comune di Brivio, si provvede a rintracciare la sorgente di questo sversamento a sud, protezione civile, tecnici del parco Rio Vallone, funzionari dell'ambiente della provincia di Monza e Brianza si mettono in allerta per quanto sta accadendo e iniziano a monitorare l'area. Come dicevamo al momento non sono ancora state formulate ipotesi in merito all'accaduto ma pare proprio che la sostanza che ha invaso giovedì un buon tratto dell'Adda, da Airuno-Brivio sino a oltre Paderno, provenga da uno scarico industriale.
S.V.
Tuesday, June 29, 2010
INQUINAMENTO, LEGAMBIENTE LANCIA ALLARME OZONO
INQUINAMENTO, LEGAMBIENTE LANCIA ALLARME OZONO
"Gli sforamenti di ozono arrivano puntuali tutti gli anni. Sono bastati un paio di giorni di caldo infatti per far schizzare le centraline che misurano il gas nocivo che ogni estate viene a farci compagnia. E dunque è di nuovo allarme ozono in Lombardia. Per la nostra regione pare non esserci via di uscita: in inverno il Pm10 ammorba l'aria, in estate è l'ozono ad insidiare le vie respiratorie. I prossimi giorni, secondo le previsioni Arpa, la situazione sembra destinata a peggiorare: mentre nel week end sono scattati i primi sforamenti della soglia di attenzione, oggi e domani potrebbe essere valicata anche la soglia di allarme fissata a 240 microgrammi per metrocubo, con caldo e afa che aggraveranno il disagio per le vie respiratorie". E' quanto sottolinea Legambiente. Complice la circolazione atmosferica di tipo estivo, spiega l'associazione, l'inquinamento della Pianura Padana migra a Nord, verso laghi e monti prealpini: e così ieri a vedersela peggio sono stati gli abitanti di Colico dove le analisi dell'Arpa hanno registrato una concentrazione di ozono di 213 mg/mc, ben oltre la soglia di attenzione di 180 mg/mc. A Valmadrera nei giorni scorsi si sono toccati picchi di 200 mg/mc e lo stesso è successo a Nibionno (Lc), a Merate ozono a 188 mg/mc. Alte le concentrazioni anche a Meda e Carate Brianza (MB). Pessima l'aria anche a Milano e provincia. A Cormano ieri si registravano 196 microgrammi per metrocubo, 192 ad Arconate, 187 a Trezzo d'Adda e 186 a Pioltello. Anche chi ha passato il weekend nelle strade del capoluogo lombardo ha respirato male: la centralina di via Pascal ha fatto registrare 181 mg/mc. Soglia di attenzione raggiunta e superata anche in provincia di Varese e nell'area del Sempione con Saronno a 191 mg/mc e Varese a 186. Il gas tossico ha superato la soglia di allarme anche a Lodi, Calusco (Bg) e a Erba (Co). (Omnimilano.it)
(28 giugno 2010 ore 15:18)
"Gli sforamenti di ozono arrivano puntuali tutti gli anni. Sono bastati un paio di giorni di caldo infatti per far schizzare le centraline che misurano il gas nocivo che ogni estate viene a farci compagnia. E dunque è di nuovo allarme ozono in Lombardia. Per la nostra regione pare non esserci via di uscita: in inverno il Pm10 ammorba l'aria, in estate è l'ozono ad insidiare le vie respiratorie. I prossimi giorni, secondo le previsioni Arpa, la situazione sembra destinata a peggiorare: mentre nel week end sono scattati i primi sforamenti della soglia di attenzione, oggi e domani potrebbe essere valicata anche la soglia di allarme fissata a 240 microgrammi per metrocubo, con caldo e afa che aggraveranno il disagio per le vie respiratorie". E' quanto sottolinea Legambiente. Complice la circolazione atmosferica di tipo estivo, spiega l'associazione, l'inquinamento della Pianura Padana migra a Nord, verso laghi e monti prealpini: e così ieri a vedersela peggio sono stati gli abitanti di Colico dove le analisi dell'Arpa hanno registrato una concentrazione di ozono di 213 mg/mc, ben oltre la soglia di attenzione di 180 mg/mc. A Valmadrera nei giorni scorsi si sono toccati picchi di 200 mg/mc e lo stesso è successo a Nibionno (Lc), a Merate ozono a 188 mg/mc. Alte le concentrazioni anche a Meda e Carate Brianza (MB). Pessima l'aria anche a Milano e provincia. A Cormano ieri si registravano 196 microgrammi per metrocubo, 192 ad Arconate, 187 a Trezzo d'Adda e 186 a Pioltello. Anche chi ha passato il weekend nelle strade del capoluogo lombardo ha respirato male: la centralina di via Pascal ha fatto registrare 181 mg/mc. Soglia di attenzione raggiunta e superata anche in provincia di Varese e nell'area del Sempione con Saronno a 191 mg/mc e Varese a 186. Il gas tossico ha superato la soglia di allarme anche a Lodi, Calusco (Bg) e a Erba (Co). (Omnimilano.it)
(28 giugno 2010 ore 15:18)
Monday, June 07, 2010
ITALCEMENTI: INAUGURATA NUOVA CEMENTERIA NEGLI STATI UNITI
ITALCEMENTI: INAUGURATA NUOVA CEMENTERIA NEGLI STATI UNITI
(ASCA) - Roma, 5 giu - E' stata inaugurata ufficialmente questa mattina la nuova Cementeria di Martinsburg. Alla presenza dei rappresentanti dello Stato della West Virginia, delle autorita' locali e dell'Ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giulio Terzi di Sant'Agata, il Consigliere Delegato di Italcementi Carlo Pesenti ha tagliato il nastro di fronte ad oltre 250 tra invitati e dipendenti dell'impianto. Si tratta del piu' importante investimento italiano nell'industria del cemento di questi ultimi anni.
La nuova linea di cottura - realizzata con le migliori tecnologie disponibili - sostituisce i vecchi impianti avviati tra gli anni Sessanta e Settanta. Produrra' oltre 2 milioni di tonnellate di cemento l'anno e permettera' di rendere piu' efficiente la struttura produttiva di Italcementi nel mercato nordamericano.
Come per tutti i nuovi investimenti effettuati in questi ultimi anni da Italcementi, anche Martinsburg, oltre a rivestire enorme rilevanza dal punto di vista industriale, si pone all'avanguardia anche in termini di efficienza ambientale e di standard qualitativi del prodotto finale.
Italcementi, tramite la filiale americana Essroc, conferma con questo investimento l'attenzione alla sostenibilita' ambientale e la scelta delle migliori tecnologie disponibili.
La nuova linea infatti garantisce emissioni di CO2 estremamente contenute e ridotte del 30% rispetto al vecchio impianto. La concentrazione dei principali inquinanti delle emissioni viene ridotta di almeno il 50% cosi' come il consumo termico. L'impatto ambientale della cementeria e' il piu' basso tra tutti gli impianti di produzione di cemento negli Stati Uniti.
L'investimento fa parte del piano di recupero di efficienza industriale avviato dal Gruppo Italcementi in tutte le filiali presenti nel mondo. Oltre alla cementeria di Martinsburg stanno per essere avviati la rinnovata linea di produzione a Matera e gli impianti di Ait Baha in Marocco e a Yerraguntla in India. Nell'anno in corso sono previsti 620 milioni di investimenti e 100 milioni di risparmi di costi.
(ASCA) - Roma, 5 giu - E' stata inaugurata ufficialmente questa mattina la nuova Cementeria di Martinsburg. Alla presenza dei rappresentanti dello Stato della West Virginia, delle autorita' locali e dell'Ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giulio Terzi di Sant'Agata, il Consigliere Delegato di Italcementi Carlo Pesenti ha tagliato il nastro di fronte ad oltre 250 tra invitati e dipendenti dell'impianto. Si tratta del piu' importante investimento italiano nell'industria del cemento di questi ultimi anni.
La nuova linea di cottura - realizzata con le migliori tecnologie disponibili - sostituisce i vecchi impianti avviati tra gli anni Sessanta e Settanta. Produrra' oltre 2 milioni di tonnellate di cemento l'anno e permettera' di rendere piu' efficiente la struttura produttiva di Italcementi nel mercato nordamericano.
Come per tutti i nuovi investimenti effettuati in questi ultimi anni da Italcementi, anche Martinsburg, oltre a rivestire enorme rilevanza dal punto di vista industriale, si pone all'avanguardia anche in termini di efficienza ambientale e di standard qualitativi del prodotto finale.
Italcementi, tramite la filiale americana Essroc, conferma con questo investimento l'attenzione alla sostenibilita' ambientale e la scelta delle migliori tecnologie disponibili.
La nuova linea infatti garantisce emissioni di CO2 estremamente contenute e ridotte del 30% rispetto al vecchio impianto. La concentrazione dei principali inquinanti delle emissioni viene ridotta di almeno il 50% cosi' come il consumo termico. L'impatto ambientale della cementeria e' il piu' basso tra tutti gli impianti di produzione di cemento negli Stati Uniti.
L'investimento fa parte del piano di recupero di efficienza industriale avviato dal Gruppo Italcementi in tutte le filiali presenti nel mondo. Oltre alla cementeria di Martinsburg stanno per essere avviati la rinnovata linea di produzione a Matera e gli impianti di Ait Baha in Marocco e a Yerraguntla in India. Nell'anno in corso sono previsti 620 milioni di investimenti e 100 milioni di risparmi di costi.
Essroc dedicates new plant
Essroc dedicates new plant
Eco-friendly facility making impact in area
By Naomi Smoot, Journal staff writer
POSTED: June 6, 2010 Save
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Will and Sharon Paxson examine samples of limestone, shale, clinker, gypsum and cement at a public tour of the Essroc Italcementi Group Martinsburg Plant Saturday afternoon. (Journal photo by Naomi Smoot)
MARTINSBURG - Scores of people gathered Saturday morning to celebrate the dedication of a new cement plant in Martinsburg.
"Today is a monumental day for Essroc Italcementi," said Plant Manager Paul Biel.
The company's new facility shares the same footprint as a previous cement plant that had long existed on the same property. Biel said the new structure includes a series of features that make it far different from the plant that preceded it, though.
"While this quarry has been in continuous operation since the 1800s, the plant we dedicate today was built with state-of-the-art technology and is, and will remain, one of the cleanest, most flexible, serviceable and efficient cement plants in North America," he stated.
Nearly four years ago, work began to create a new plant in the area that would be more modern and environmentally-friendly. That undertaking required a commitment of nearly $500 million, the largest investment that Essroc or its parent company, Italcementi Group, had ever made in an industrial project.
West Virginia Secretary of Commerce Kelley Goes said during Saturday's ceremony that she was grateful the company had decided to make such a sizable commitment to the area.
"Thank you to Essroc for making this investment in our state," Goes said.
Goes said she was pleased with the company's commitment to making the best products that it can, and using the most up-to-date technologies available in order to do so. It's companies that take this sort of approach that will succeed in the future, she said.
During her remarks, Goes read a letter that Gov. Joe Manchin had sent along that day. In it, he expressed his own gratitude for Essroc's investment in the state.
"The renovation is good news," the letter stated, adding that it would be beneficial for the region and the state as a whole.
Company officials are hoping that they will see a benefit from the new and improved plant as well. Carlo Pesenti, CEO of Italcementi Group, noted that the company had undertaken the project during what he described as "very difficult" economic cycle.
Pesenti said he sees the plant as a facility that will benefit from the economic recovery that "soon will come." The Martinsburg facility, he said, is expected to prove key to the company in the coming years.
"The plant is an asset," he said.
Essroc is headquartered in Pennsylvania, while the Italcementi Group is an Italian company that is the fifth-largest cement producer in the world. Locally, the company employs nearly 150 people.
Giulio Terzi di Sant'Agata, Italian ambassador to the United States, also was among those on hand for Saturday's event.
He said it was only natural that Americans and Italians would come together to forge a partnership like the one unfolding in Martinsburg. For years, he said, such partnerships have existed, and the United States and the Italian community have worked closely together.
Now, Sant'Agata said, the plant is enabling both cultures to move forward and do their part to aid in a global economic recovery.
- Staff writer Naomi Smoot can be reached at 304-725-6581 begin_of_the_skype_highlighting 304-725-6581 end_of_the_skype_highlighting, or nsmoot@journal-news.net
Eco-friendly facility making impact in area
By Naomi Smoot, Journal staff writer
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Will and Sharon Paxson examine samples of limestone, shale, clinker, gypsum and cement at a public tour of the Essroc Italcementi Group Martinsburg Plant Saturday afternoon. (Journal photo by Naomi Smoot)
MARTINSBURG - Scores of people gathered Saturday morning to celebrate the dedication of a new cement plant in Martinsburg.
"Today is a monumental day for Essroc Italcementi," said Plant Manager Paul Biel.
The company's new facility shares the same footprint as a previous cement plant that had long existed on the same property. Biel said the new structure includes a series of features that make it far different from the plant that preceded it, though.
"While this quarry has been in continuous operation since the 1800s, the plant we dedicate today was built with state-of-the-art technology and is, and will remain, one of the cleanest, most flexible, serviceable and efficient cement plants in North America," he stated.
Nearly four years ago, work began to create a new plant in the area that would be more modern and environmentally-friendly. That undertaking required a commitment of nearly $500 million, the largest investment that Essroc or its parent company, Italcementi Group, had ever made in an industrial project.
West Virginia Secretary of Commerce Kelley Goes said during Saturday's ceremony that she was grateful the company had decided to make such a sizable commitment to the area.
"Thank you to Essroc for making this investment in our state," Goes said.
Goes said she was pleased with the company's commitment to making the best products that it can, and using the most up-to-date technologies available in order to do so. It's companies that take this sort of approach that will succeed in the future, she said.
During her remarks, Goes read a letter that Gov. Joe Manchin had sent along that day. In it, he expressed his own gratitude for Essroc's investment in the state.
"The renovation is good news," the letter stated, adding that it would be beneficial for the region and the state as a whole.
Company officials are hoping that they will see a benefit from the new and improved plant as well. Carlo Pesenti, CEO of Italcementi Group, noted that the company had undertaken the project during what he described as "very difficult" economic cycle.
Pesenti said he sees the plant as a facility that will benefit from the economic recovery that "soon will come." The Martinsburg facility, he said, is expected to prove key to the company in the coming years.
"The plant is an asset," he said.
Essroc is headquartered in Pennsylvania, while the Italcementi Group is an Italian company that is the fifth-largest cement producer in the world. Locally, the company employs nearly 150 people.
Giulio Terzi di Sant'Agata, Italian ambassador to the United States, also was among those on hand for Saturday's event.
He said it was only natural that Americans and Italians would come together to forge a partnership like the one unfolding in Martinsburg. For years, he said, such partnerships have existed, and the United States and the Italian community have worked closely together.
Now, Sant'Agata said, the plant is enabling both cultures to move forward and do their part to aid in a global economic recovery.
- Staff writer Naomi Smoot can be reached at 304-725-6581 begin_of_the_skype_highlighting 304-725-6581 end_of_the_skype_highlighting, or nsmoot@journal-news.net
Italcementi: inaugurato negli Usa il nuovo impianto in West Virginia
Italcementi: inaugurato negli Usa
il nuovo impianto in West Virginia
5 giugno 2010Economia
La nuova cementeria Italcementi di Martinsburg, in West Virginia
Il taglio del nastro: Carlo Pesenti è il terzo da sinistraSabato mattina è stata inaugurata ufficialmente negli Stati Uniti la nuova cementeria Italcementi di Martinsburg, in West Virginia. Si tratta del più importante investimento italiano nell'industria del cemento di questi ultimi anni. Alla presenza dei rappresentanti dello Stato americano, delle autorità locali e dell'ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giulio Terzi di Sant'Agata, il consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, ha tagliato il nastro di fronte a oltre 250 tra invitati e dipendenti dell'impianto.
La nuova linea di cottura – realizzata con le migliori tecnologie disponibili - sostituisce i vecchi impianti avviati tra gli anni Sessanta e Settanta. Produrrà oltre 2 milioni di tonnellate di cemento l'anno e permetterà di rendere più efficiente la struttura produttiva di Italcementi nel mercato nordamericano.
Come per tutti i nuovi investimenti effettuati in questi ultimi anni da Italcementi, anche Martinsburg, oltre a rivestire enorme rilevanza dal punto di vista industriale, si pone all'avanguardia anche in termini di efficienza ambientale e di standard qualitativi del prodotto finale.
Italcementi, tramite la filiale americana Essroc, conferma con questo investimento - si legge in un comunicato - l'attenzione alla sostenibilità ambientale e la scelta delle migliori tecnologie disponibili. La nuova linea infatti garantisce emissioni di CO2 estremamente contenute e ridotte del 30% rispetto al vecchio impianto.
La concentrazione dei principali inquinanti delle emissioni viene ridotta di almeno il 50%, così come il consumo termico. L'impatto ambientale della cementeria è il più basso tra tutti gli impianti di produzione di cemento negli Stati Uniti.
L'investimento fa parte del piano di recupero di efficienza industriale avviato dal Gruppo Italcementi in tutte le filiali presenti nel mondo. Oltre alla cementeria di Martinsburg stanno per essere avviati la rinnovata linea di produzione a Matera e gli impianti di Ait Baha in Marocco e a Yerraguntla in India. Nell'anno in corso sono previsti 620 milioni di investimenti e 100 milioni di risparmi di costi.
il nuovo impianto in West Virginia
5 giugno 2010Economia
La nuova cementeria Italcementi di Martinsburg, in West Virginia
Il taglio del nastro: Carlo Pesenti è il terzo da sinistraSabato mattina è stata inaugurata ufficialmente negli Stati Uniti la nuova cementeria Italcementi di Martinsburg, in West Virginia. Si tratta del più importante investimento italiano nell'industria del cemento di questi ultimi anni. Alla presenza dei rappresentanti dello Stato americano, delle autorità locali e dell'ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giulio Terzi di Sant'Agata, il consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, ha tagliato il nastro di fronte a oltre 250 tra invitati e dipendenti dell'impianto.
La nuova linea di cottura – realizzata con le migliori tecnologie disponibili - sostituisce i vecchi impianti avviati tra gli anni Sessanta e Settanta. Produrrà oltre 2 milioni di tonnellate di cemento l'anno e permetterà di rendere più efficiente la struttura produttiva di Italcementi nel mercato nordamericano.
Come per tutti i nuovi investimenti effettuati in questi ultimi anni da Italcementi, anche Martinsburg, oltre a rivestire enorme rilevanza dal punto di vista industriale, si pone all'avanguardia anche in termini di efficienza ambientale e di standard qualitativi del prodotto finale.
Italcementi, tramite la filiale americana Essroc, conferma con questo investimento - si legge in un comunicato - l'attenzione alla sostenibilità ambientale e la scelta delle migliori tecnologie disponibili. La nuova linea infatti garantisce emissioni di CO2 estremamente contenute e ridotte del 30% rispetto al vecchio impianto.
La concentrazione dei principali inquinanti delle emissioni viene ridotta di almeno il 50%, così come il consumo termico. L'impatto ambientale della cementeria è il più basso tra tutti gli impianti di produzione di cemento negli Stati Uniti.
L'investimento fa parte del piano di recupero di efficienza industriale avviato dal Gruppo Italcementi in tutte le filiali presenti nel mondo. Oltre alla cementeria di Martinsburg stanno per essere avviati la rinnovata linea di produzione a Matera e gli impianti di Ait Baha in Marocco e a Yerraguntla in India. Nell'anno in corso sono previsti 620 milioni di investimenti e 100 milioni di risparmi di costi.
Italcementi esporta negli Usa il modello "nuova calusco"
Italcementi esporta negli Usa il modello "nuova calusco"
Taglio del nastro alla rinnovata cementeria Essroc di Martinsburg (West Virginia) USA Martinsburg, dove la capacità produttiva è stata portata da 850 mila a oltre 2 milioni di tonnellate di cemento, è stata realizzata una versione "in grande" di Nuova Calusco, con la medesima tecnologia e con la stessa filosofia. Che sostanzialmente è quella di produrre di più, a minori costi e meglio.
L'investimento è stato considerato di grande interesse dallo Stato del West Virginia, che ha concesso incentivi fiscali, ed ha permesso di applicare "l'eccellenza tecnologica" sempre rappresentata dallo stabilimento di Nuova Calusco. La principale differenza, oltre che nelle dimensioni, è sull'obiettivo estetico che in Italia ha puntato sull'armonizzazione nel paesaggio, mentre a Martinsburg si è adottata una struttura di impostazione più tradizionale intorno alla nuova torre di 126 metri a cinque piani che contiene il forno di cottura verticale.
Come Calusco per l'Europa, adesso Martinsburg è diventato il punto di riferimento del settore a livello americano per l'efficienza di processo e la riduzione dell'impatto ambientale, in particolare per il contenimento delle emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto e di zolfo e particolato e per il controllo "a circuito chiuso" delle materie prime, con la cava che tra l'altro è proprio attaccata allo stabilimento. "Che qualcosa fosse cambiato se ne è accorto per primo il proprietario dell'autolavaggio che si trova proprio sotto la fabbrica – ha raccontato il direttore dello stabilimento Paul Biel, lasciando il testimone a Gennaro Puppo -. Diceva che venivano meno auto a farsi pulire dalla polvere (fonte eco di bergamo)
Taglio del nastro alla rinnovata cementeria Essroc di Martinsburg (West Virginia) USA Martinsburg, dove la capacità produttiva è stata portata da 850 mila a oltre 2 milioni di tonnellate di cemento, è stata realizzata una versione "in grande" di Nuova Calusco, con la medesima tecnologia e con la stessa filosofia. Che sostanzialmente è quella di produrre di più, a minori costi e meglio.
L'investimento è stato considerato di grande interesse dallo Stato del West Virginia, che ha concesso incentivi fiscali, ed ha permesso di applicare "l'eccellenza tecnologica" sempre rappresentata dallo stabilimento di Nuova Calusco. La principale differenza, oltre che nelle dimensioni, è sull'obiettivo estetico che in Italia ha puntato sull'armonizzazione nel paesaggio, mentre a Martinsburg si è adottata una struttura di impostazione più tradizionale intorno alla nuova torre di 126 metri a cinque piani che contiene il forno di cottura verticale.
Come Calusco per l'Europa, adesso Martinsburg è diventato il punto di riferimento del settore a livello americano per l'efficienza di processo e la riduzione dell'impatto ambientale, in particolare per il contenimento delle emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto e di zolfo e particolato e per il controllo "a circuito chiuso" delle materie prime, con la cava che tra l'altro è proprio attaccata allo stabilimento. "Che qualcosa fosse cambiato se ne è accorto per primo il proprietario dell'autolavaggio che si trova proprio sotto la fabbrica – ha raccontato il direttore dello stabilimento Paul Biel, lasciando il testimone a Gennaro Puppo -. Diceva che venivano meno auto a farsi pulire dalla polvere (fonte eco di bergamo)
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Essroc di Martinsburg (West Virginia) USA
ITALCEMENTI: INAUGURATA NUOVA CEMENTERIA NEGLI STATI UNITI
ITALCEMENTI: INAUGURATA NUOVA CEMENTERIA NEGLI STATI UNITI
(ASCA) - Roma, 5 giu - E' stata inaugurata ufficialmente questa mattina la nuova Cementeria di Martinsburg. Alla presenza dei rappresentanti dello Stato della West Virginia, delle autorita' locali e dell'Ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giulio Terzi di Sant'Agata, il Consigliere Delegato di Italcementi Carlo Pesenti ha tagliato il nastro di fronte ad oltre 250 tra invitati e dipendenti dell'impianto. Si tratta del piu' importante investimento italiano nell'industria del cemento di questi ultimi anni.
La nuova linea di cottura - realizzata con le migliori tecnologie disponibili - sostituisce i vecchi impianti avviati tra gli anni Sessanta e Settanta. Produrra' oltre 2 milioni di tonnellate di cemento l'anno e permettera' di rendere piu' efficiente la struttura produttiva di Italcementi nel mercato nordamericano.
Come per tutti i nuovi investimenti effettuati in questi ultimi anni da Italcementi, anche Martinsburg, oltre a rivestire enorme rilevanza dal punto di vista industriale, si pone all'avanguardia anche in termini di efficienza ambientale e di standard qualitativi del prodotto finale.
Italcementi, tramite la filiale americana Essroc, conferma con questo investimento l'attenzione alla sostenibilita' ambientale e la scelta delle migliori tecnologie disponibili.
La nuova linea infatti garantisce emissioni di CO2 estremamente contenute e ridotte del 30% rispetto al vecchio impianto. La concentrazione dei principali inquinanti delle emissioni viene ridotta di almeno il 50% cosi' come il consumo termico. L'impatto ambientale della cementeria e' il piu' basso tra tutti gli impianti di produzione di cemento negli Stati Uniti.
L'investimento fa parte del piano di recupero di efficienza industriale avviato dal Gruppo Italcementi in tutte le filiali presenti nel mondo. Oltre alla cementeria di Martinsburg stanno per essere avviati la rinnovata linea di produzione a Matera e gli impianti di Ait Baha in Marocco e a Yerraguntla in India. Nell'anno in corso sono previsti 620 milioni di investimenti e 100 milioni di risparmi di costi.
(ASCA) - Roma, 5 giu - E' stata inaugurata ufficialmente questa mattina la nuova Cementeria di Martinsburg. Alla presenza dei rappresentanti dello Stato della West Virginia, delle autorita' locali e dell'Ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giulio Terzi di Sant'Agata, il Consigliere Delegato di Italcementi Carlo Pesenti ha tagliato il nastro di fronte ad oltre 250 tra invitati e dipendenti dell'impianto. Si tratta del piu' importante investimento italiano nell'industria del cemento di questi ultimi anni.
La nuova linea di cottura - realizzata con le migliori tecnologie disponibili - sostituisce i vecchi impianti avviati tra gli anni Sessanta e Settanta. Produrra' oltre 2 milioni di tonnellate di cemento l'anno e permettera' di rendere piu' efficiente la struttura produttiva di Italcementi nel mercato nordamericano.
Come per tutti i nuovi investimenti effettuati in questi ultimi anni da Italcementi, anche Martinsburg, oltre a rivestire enorme rilevanza dal punto di vista industriale, si pone all'avanguardia anche in termini di efficienza ambientale e di standard qualitativi del prodotto finale.
Italcementi, tramite la filiale americana Essroc, conferma con questo investimento l'attenzione alla sostenibilita' ambientale e la scelta delle migliori tecnologie disponibili.
La nuova linea infatti garantisce emissioni di CO2 estremamente contenute e ridotte del 30% rispetto al vecchio impianto. La concentrazione dei principali inquinanti delle emissioni viene ridotta di almeno il 50% cosi' come il consumo termico. L'impatto ambientale della cementeria e' il piu' basso tra tutti gli impianti di produzione di cemento negli Stati Uniti.
L'investimento fa parte del piano di recupero di efficienza industriale avviato dal Gruppo Italcementi in tutte le filiali presenti nel mondo. Oltre alla cementeria di Martinsburg stanno per essere avviati la rinnovata linea di produzione a Matera e gli impianti di Ait Baha in Marocco e a Yerraguntla in India. Nell'anno in corso sono previsti 620 milioni di investimenti e 100 milioni di risparmi di costi.
Sunday, May 30, 2010
Paderno: depositato in comune il progetto per una nuova centrale idroelettrica nel canale dell`Adda Vecchia
Paderno: depositato in comune il progetto
per una nuova centrale idroelettrica
nel canale dell`Adda Vecchia
per una nuova centrale idroelettrica
nel canale dell`Adda Vecchia
Il ponte San Michele di Paderno d`Adda
Una nuova centrale idroelettrica fra le sponde di Calusco e Paderno, che preleverà acqua da quello che una volta era il tratto originario dell`Adda per produrre energia. La società "Ellerre S.r.l." di Medolago ha inoltrato alla Provincia di Bergamo la richiesta per ottenere l`autorizzazione a realizzare l`impianto, trasmettendo l`avviso relativo alla pratica per la pubblicazione ai due comuni interessati. L`opera di presa, la centrale e la restituzione ricadranno intermente nel comune di Calusco, ma la traversa con cui l`acqua dell`Adda sarà convogliata verso la centrale interesserà anche la sponda padernese. L`impianto, se la Provincia bergamasca darà l`ok, sarà realizzato a sud verso Trezzo d`Adda. Dal corso del fiume sarà deviata una portata d`acqua massima di 30.000 l/s e media di 11.562 l/s, per produrre la potenza nominale media di 997,50 Kw da trasformare in energia elettrica su un dislivello di 8,8 m. "La proposta dell`azienda bergamasca mi vede molto perplesso, si andrebbe a prelevare acqua da quella che noi chiamiamo Adda vecchia, cioè il corso del fiume in cui scorre l`eccesso della centrale Bertini" ha spiegato il sindaco di Paderno Valter Motta. "Presso il nostro comune è disponibile tutta la documentazione tecnica relativa all`impianto idroelettrico, chiunque può prenderne visione ed eventualmente scrivere osservazioni o commenti in merito". C`è tempo ancora una decina di giorni per vedere il progetto ed esprimere il proprio parere.
R.R.
Wednesday, May 26, 2010
Italcementi, non è un camino
Italcementi, non è un camino
di Davide Ruzzon *
Ristrutturazione dell’impianto di produzione di cemento della Italcementi: qui non stiamo parlando di camino sì camino no. Mi inserisco nell’intelligente dibattito avviato ieri su questo giornale dal professor Muraro per introdurre un altro elemento. Lui parlava di conti. Io parlerò di progetti.
Stiamo discutendo intorno all’idea di realizzare ai piedi di Arquà Petrarca un cementificio verticale. Sì, la torre non è infatti un vano tecnico come qualcuno sostiene, cioè un camino, un elemento accessorio del cementificio. Questa torre contiene il cuore e l’i nnovazione più significativa del ciclo di produzione del nuovo impianto. Nel merito la sentenza del Consiglio di Stato (V Sez. 13 maggio 1997, n. 483) del 1997 ha dettato una linea che è poi stata continuamente ribadita: un vano tecnico non può possedere una qualche autonomia dalla struttura di cui è appendice. Un elemento tecnico è tale se assume il ruolo di strumento accessorio, che per qualche motivo non possa essere collocato all’interno del volume principale, al quale si riferisce e la cui funzione coadiuva. Nel nostro caso, invece, la torre ospita in quattro stadi verticali, il processo di preriscaldamento del materiale di cottura che diventa poi a fine cottura il cemento.
E’ di fatto, perciò, una parte fondamentale della linea di produzione del cemento, non un accessorio alla produzione: secondo la linea tracciata dalla sentenza del 1997 non mi pare possa essere quindi considerato un vano tecnico. Dov’è il problema? Nonostante il Piano Ambientale del Parco Colli Euganei non consenta la realizzazione di nuovi impianti (li vincola anzi alla dismissione dentro il suo perimetro con l’articolo 19 delle sue Norme Tecniche) si riesce a concepire l’idea di proporre un’ulteriore aumento dell’a ltezza dell’impianto di produzione esistente, sino a 120 metri. Questo fatto già in sé sarebbe un precedente molto pericoloso per la gestione delle altezze nelle costruzioni, non solo in ambiti sensibili, ma ovunque.
Non serve fare esempi per immaginare cosa potrebbe accadere alle città, se si facesse strada l’idea che una parte importante di un’a ttività economica, ma anche di residenze, perché no?, potessero in ragione di una rivendicata (ma ipotetica) strumentalità andare oltre le altezze massime consentite al corpo edilizio principale: ne nascerebbe una totale de-regolazione, una giungla insomma. Lavoro a progetti d’architettura tutto il giorno e la mia idea di bellezza si basa anche sulla congruenza e il dialogo tra nuovo oggetto e il luogo che lo accoglie: non mi verrebbe mai in mente di realizzare una enorme cabina dell’Enel in Piazza San Pietro. Anche se dovessi parlare tutte le lingue del creato architettonico, per rendere bella una cabina elettrica nel porticato del Bernini, a nulla servirebbero.
Se gli uomini hanno spesso deciso di tagliare una montagna ed incidere un paesaggio splendido, spesso nel modo sbagliato, lo hanno fatto per realizzare un bene collettivo: hanno insieme rinunciato a qualcosa per un oggetto di pubblica utilità, perché non era forse possibile fare diversamente. Ma siamo in questo caso? Mi chiedo e chiedo a tutti, nel 2010 possiamo fare una torre a quattro cicloni per il clinker, di un’azienda privata, alta 122 metri davanti ad Arquà Petrarca? Pensiamo davvero che esista un genio che riuscirebbe a rendere proprio quell’oggetto a quel luogo? Io non credo.
Infine mi chiedo, perché mai una così importante società, che desidera investire 160 ml di euro per una nuova tecnologia di produzione, non ne spende altri 50 per realizzare anche dei nuovi fabbricati, insieme agli impianti tecnologici? Con una somma di quest’entità infatti (non i 500-600 ml di euro paventati dal direttore dello stabilimento durante l’incontro pubblico del progetto) si potrebbero realizzare, magari fuori dal Parco Colli, in un luogo più adatto, la torre e il nuovo impianto industriale. Il progetto aldilà degli inglesismi è già un progetto di nuova costruzione. Perché non si ragiona anche di questa opzione? Se così fosse da domani potremo parlare del futuro del Parco dei Colli Euganei e dei lavoratori, della convivenza di manifattura e di turismo sostenibile: diversamente potremo condurre la politica sempre dentro alla solita logica ideologica di contrapposizione tra diavolo ed acqua santa.
* Architetto
Italcementi: C.Pesenti, situazione patrimoniale molto equilibrata
Italcementi: C.Pesenti, situazione patrimoniale molto equilibrata
MILANO (MF-DJ)--"La nostra situazione patrimoniale e' molto equilibrata" e non sono in vista nuove emissioni obbligazionarie.
Lo ha dichiarato Carlo Pesenti consigliere delegato di Italcementi a margine di una conferenza stampa a Milano.
Pesenti ha poi escluso che la societa' cresca nel breve per linee esterne, affermando che "in questo momento siamo molto concentrati sul nostro perimetro. Anche se ogni operazione viene valutata attentamente, limito" le iniziative dei "collaboratori che propongono attivita' di acquisizioni".
Il c.d. ha poi concluso affermando che "la crisi e' un momento difficile ma siamo pronti a cogliere le opportunita'". ste/ds
MILANO (MF-DJ)--"La nostra situazione patrimoniale e' molto equilibrata" e non sono in vista nuove emissioni obbligazionarie.
Lo ha dichiarato Carlo Pesenti consigliere delegato di Italcementi a margine di una conferenza stampa a Milano.
Pesenti ha poi escluso che la societa' cresca nel breve per linee esterne, affermando che "in questo momento siamo molto concentrati sul nostro perimetro. Anche se ogni operazione viene valutata attentamente, limito" le iniziative dei "collaboratori che propongono attivita' di acquisizioni".
Il c.d. ha poi concluso affermando che "la crisi e' un momento difficile ma siamo pronti a cogliere le opportunita'". ste/ds
Tuesday, May 11, 2010
AMBIENTE: A ITALCEMENTI L'EUROPEAN GREENBUILDING AWARD 2010
AMBIENTE: A ITALCEMENTI L'EUROPEAN GREENBUILDING AWARD 2010
Roma, 6 mag. - La Commissione Europea ha assegnato a Italcementi il premio European Greenbuilding Award 2010. Il riconoscimento e' stato conferito a ITCLab, ovvero al progetto che sta dando vita a i.lab, il nuovo Centro Ricerca del Gruppo in costruzione nell'area del KilometroRosso alle porte di Bergamo. i.lab e' stato premiato come miglior edificio d'Italia per l'efficienza energetica nella categoria "best new building". Il GreenBuilding Programme e' stato creato nel 2004 dalla Commissione Europea - nell'ambito del progetto Intelligent Energy Europe dell'Agenzia Esecutiva per la Competitivita' e l'Innovazione (EACI) - e ha lo scopo di stimolare l'efficienza energetica e promuovere l'integrazione delle energie rinnovabili negli edifici. L'European Greenbuilding Award si inserisce in questo programma. Il nuovo laboratorio Italcementi, progettato dall'architetto americano Richard Meier, si sviluppa su uno spazio di 11.000 mq, di cui 7.500 mq adibiti esclusivamente alla ricerca, e ha l'ambizione di rispondere ai requisiti, anche i piu' stringenti, in materia di risparmio energetico e di qualita' innovativa della progettazione. Sono impiegate in modo significativo energie alternative e materiali all'avanguardia e sostenibili. I pannelli solari e quelli fotovoltaici - che produrranno ogni anno oltre 54.560 kWh, per un risparmio complessivo di 12,7 tonnellate di combustibili fossili ogni anno - ridurranno il consumo delle energie tradizionali e quindi l'emissione di CO2 in atmosfera. Un ulteriore contributo finalizzato a ridurre l'emissione di CO2, sara' dato dall'impianto geotermico che sfrutta il calore accumulato nel suolo e nel sottosuolo. "Il premio assegnato a i.lab riconosce le ottime prestazioni energetiche di questo edificio - spiega Lorenzo Pagliano, direttore di eERG, il gruppo di ricerca presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano che rappresenta il punto di riferimento del GreenBuilding Programme in Italia -. Il Centro di ricerca Italcementi sara' in grado di ottenere un risparmio di energia fino al 60% rispetto al riferimento della normativa in vigore, grazie sia alle modalita' di costruzione e ai materiali dell'involucro, sia all'utilizzo di fonti rinnovabili. Un altro aspetto molto interessante di i.lab e' quello di essere un edificio low-energy e allo stesso tempo artistico, con caratteristiche architettoniche di alta qualita'". Per quanto riguarda i materiali innovativi e sostenibili, nella produzione dei calcestruzzi ad alta efficienza destinati alla realizzazione dell'edificio, sono stati utilizzati aggregati provenienti da processi di recupero. In particolare sono state confezionate 2 classi di calcestruzzi entrambi ottenuti con parziale sostituzione dell'aggregato naturale con quello proveniente da residui d'acciaieria e da materiale recuperato da lavori edili e da demolizioni di vecchi edifici. Inoltre, per il rivestimento dell'ITCLab sara' impiegato TX Active®, il cemento "mangia-smog" di Italcementi usato proprio da Meier per la prima volta in occasione della realizzazione della Chiesa del Giubileo a Roma e oggi applicato su nuovi edifici e su numerose realizzazioni urbane per le sue riconosciute proprieta' disinquinanti e autopulenti. La struttura che ospitera' oltre un centinaio di dipendenti e ricercatori del Gruppo Italcementi impegnati quotidianamente nello sviluppo di materiali da costruzione innovativi, sara' operativa tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011.
Roma, 6 mag. - La Commissione Europea ha assegnato a Italcementi il premio European Greenbuilding Award 2010. Il riconoscimento e' stato conferito a ITCLab, ovvero al progetto che sta dando vita a i.lab, il nuovo Centro Ricerca del Gruppo in costruzione nell'area del KilometroRosso alle porte di Bergamo. i.lab e' stato premiato come miglior edificio d'Italia per l'efficienza energetica nella categoria "best new building". Il GreenBuilding Programme e' stato creato nel 2004 dalla Commissione Europea - nell'ambito del progetto Intelligent Energy Europe dell'Agenzia Esecutiva per la Competitivita' e l'Innovazione (EACI) - e ha lo scopo di stimolare l'efficienza energetica e promuovere l'integrazione delle energie rinnovabili negli edifici. L'European Greenbuilding Award si inserisce in questo programma. Il nuovo laboratorio Italcementi, progettato dall'architetto americano Richard Meier, si sviluppa su uno spazio di 11.000 mq, di cui 7.500 mq adibiti esclusivamente alla ricerca, e ha l'ambizione di rispondere ai requisiti, anche i piu' stringenti, in materia di risparmio energetico e di qualita' innovativa della progettazione. Sono impiegate in modo significativo energie alternative e materiali all'avanguardia e sostenibili. I pannelli solari e quelli fotovoltaici - che produrranno ogni anno oltre 54.560 kWh, per un risparmio complessivo di 12,7 tonnellate di combustibili fossili ogni anno - ridurranno il consumo delle energie tradizionali e quindi l'emissione di CO2 in atmosfera. Un ulteriore contributo finalizzato a ridurre l'emissione di CO2, sara' dato dall'impianto geotermico che sfrutta il calore accumulato nel suolo e nel sottosuolo. "Il premio assegnato a i.lab riconosce le ottime prestazioni energetiche di questo edificio - spiega Lorenzo Pagliano, direttore di eERG, il gruppo di ricerca presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano che rappresenta il punto di riferimento del GreenBuilding Programme in Italia -. Il Centro di ricerca Italcementi sara' in grado di ottenere un risparmio di energia fino al 60% rispetto al riferimento della normativa in vigore, grazie sia alle modalita' di costruzione e ai materiali dell'involucro, sia all'utilizzo di fonti rinnovabili. Un altro aspetto molto interessante di i.lab e' quello di essere un edificio low-energy e allo stesso tempo artistico, con caratteristiche architettoniche di alta qualita'". Per quanto riguarda i materiali innovativi e sostenibili, nella produzione dei calcestruzzi ad alta efficienza destinati alla realizzazione dell'edificio, sono stati utilizzati aggregati provenienti da processi di recupero. In particolare sono state confezionate 2 classi di calcestruzzi entrambi ottenuti con parziale sostituzione dell'aggregato naturale con quello proveniente da residui d'acciaieria e da materiale recuperato da lavori edili e da demolizioni di vecchi edifici. Inoltre, per il rivestimento dell'ITCLab sara' impiegato TX Active®, il cemento "mangia-smog" di Italcementi usato proprio da Meier per la prima volta in occasione della realizzazione della Chiesa del Giubileo a Roma e oggi applicato su nuovi edifici e su numerose realizzazioni urbane per le sue riconosciute proprieta' disinquinanti e autopulenti. La struttura che ospitera' oltre un centinaio di dipendenti e ricercatori del Gruppo Italcementi impegnati quotidianamente nello sviluppo di materiali da costruzione innovativi, sara' operativa tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011.
Monday, May 10, 2010
Il caminone fa una pausa
Il caminone fa una pausa
Già da diversi giorni uno dei simboli di calusco, il caminone della cementeria, ha smesso di fumare. Ma state tranquilli non c'è da preoccuparsi tutto ritornerà nella normalità quanto prima.
Infatti dopo il temporaneo fermo per la manutenzione del forno, il fumo tornerà nuovamente a farci compagnia.
Già da diversi giorni uno dei simboli di calusco, il caminone della cementeria, ha smesso di fumare. Ma state tranquilli non c'è da preoccuparsi tutto ritornerà nella normalità quanto prima.
Infatti dopo il temporaneo fermo per la manutenzione del forno, il fumo tornerà nuovamente a farci compagnia.
Thursday, April 29, 2010
Calcestruzzo impoverito, arrestati boss e manager
ITALIA
Calcestruzzo impoverito, arrestati boss e manager
27 aprile 2010
In una vasta operazione denominata "doppio colpo", che ha interessato Sicilia, Lombardia, Lazio e Abruzzo, carabinieri e guardia di finanza dei comandi provinciali di Caltanissetta hanno arrestato 14 persone e sequestrato sette aziende siciliane operanti nel settore del movimento terra.
Tra gli arrestati, alcuni boss mafiosi accusati di associazione mafiosa e illecita concorrenza con violenza e minaccia, e dirigenti della Calcestruzzi Spa di Bergamo, ai quali sono stati contestati i reati di associazione per delinquere e frode in pubbliche forniture.
Secondo l'accusa, con l'appoggio della mafia, cui cedeva parte dei maggiori profitti realizzati frodando i propri clienti - ai quali forniva calcestruzzo con minori quantitativi di cemento - l'azienda bergamasca, che da oltre due anni è sotto amministrazione giudiziaria, aveva assunto il monopolio nella fornitura di calcestruzzo in Sicilia.
I provvedimenti restrittivi sono stati notificati in carcere al capomafia Giuseppe Madonia, 64 anni, al boss Francesco La Rocca, 72 anni, e a Giuseppe Giovanni Laurino, 53 anni, esponente di spicco del clan Cammarata di Riesi.
Carabinieri e guardia di finanza hanno invece posto agli arresti domiciliari gli imprenditori Salvatore Rizza, 78 anni, Santo David e Gandolfo David, 71 e 77 anni; il consulente esterno e l'amministratore del sistema informatico della Calcestruzzi Spa, Gianni Cavallini, 48 anni di Ravenna e Alvis Alessandro Trotta, 41 anni, di Milano; il responsabile del controllo gestione della stessa società, Carlo Angelo Bossi, 41 anni, di Induno (Milano), e due ex dipendenti, Mario De Luca, 47 anni, di Napoli, e Nunzio Anello, 42 anni, di Mazzarino (Caltanissetta); e il consulente esterno dell'Italcementi, Giancarlo Bianchi, 54 anni, di Brignano Gero D'Adda.
Sono stati inoltre condotti in carcere gli imprenditori Francesco Lo Cicero, 56 anni, di Campobello di Licata (Agrigento) e Vincenzo Arnone, 47 anni, di Serradifalco (Caltanissetta).
Wednesday, April 21, 2010
Il ponte sull'Adda a Paderno
Il ponte sull'Adda a Paderno
Sono state effettuate indagini sul comportamento dinamico del ponte storico di Paderno d'Adda
di: Carmelo Gentile, Antonella Saisi, Angelo Valsecchi
Prospetto, pianta e sezione trasversale del ponte sull'Adda a Paderno
Nell'ambito delle collaborazioni attive tra il Laboratorio Prove Materiali (Settore Vibrazioni e Monitoraggio Dinamico di Strutture) del Politecnico di Milano e il Settore Viabilità e Protezione Civile della Provincia di Lecco, è stata effettuata la caratterizzazione dinamica e il monitoraggio del ponte San Michele di Paderno d'Adda (Figura di copertina e Immagine 1), realizzato nel 1889, oltre a costituire una tappa fondamentale nell'evoluzione storica delle infrastrutture in Italia è inserito tra i Beni tutelati dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Regione Lombardia sin dal 1980. L'opera, in carpenteria metallica, è costituita da un'ampia arcata reticolare che supporta una travata reticolare rettilinea a doppio impalcato, ove il livello inferiore è utilizzato per il traffico ferroviario e il livello superiore per il traffico automobilistico.
: Vista dal basso di una pila Nell'ambito dei controlli diagnostici pressoché sistematici condotti dal Settore Viabilità e Protezione Civile della Provincia di Lecco sulle maggiori infrastrutture direttamente gestite dall'Ente, sono state eseguite sull'impalcato stradale del ponte di Paderno tre distinte sperimentazioni dinamiche in condizioni operative. In particolare, il monitoraggio dovrebbe perseguire il duplice obiettivo di segnalare in tempo reale possibili evoluzioni o anomalie dello "stato di salute" (Structural Health Monitoring, SHM) del ponte e di raccogliere dati utili a prefigurare i futuri scenari d'utilizzo dell'opera.
La descrizione delle indagini dinamiche in condizioni operative
Le indagini dinamiche in condizioni operative hanno previsto l'uso di accelerometri piezoelettrici WR 731A (Immagine 3), completi di modulo di alimentazione WR P31; le accelerazioni indotte dal normale esercizio sono state registrate con frequenza di campionamento pari a 200 Hz.
Accelerometro WR 731A utilizzato durante le indagini Durante la prima sperimentazione di questo ciclo di indagini è stato indagato il comportamento dinamico verticale dell'opera. Successivamente, sono stati utilizzati due soli sensori (evidenziati dal colore rosso nell'immagine 4) disposti in direzione verticale e orizzontale, al fine di controllare l'invarianza delle frequenze naturali dei modi verticali e verificare l'importanza dei modi orizzontali trasversali. Un'ulteriore indagine è stata effettuata con 13 sensori disposti in direzione trasversale per identificare le caratteristiche dei modi di vibrare trasversali.
ingrandisci Immagine 4: Posizionamento degli accelerometri verticali sull'impalcato nelle indagini del 29-30 Giugno 2009 e accelerometri di riferimento (...
Conclusioni
L'analisi modale sperimentale ha consentito di individuare otto modi principali (verticali) di vibrare. Inoltre, la disponibilità di registrazioni della risposta ha consentito di evidenziare la varianza temporale delle frequenze dei modi propri verticali dominanti. I risultati ottenuti possono essere così riassunti:
deboli fluttuazioni nel tempo (non invarianza temporale) delle frequenze naturali dei modi flessionali dominanti per effetto del traffico stradale;
fattori di smorzamento sensibilmente inferiori all'1%;
asimmetria delle deformate modali identificate rispetto al piano verticale contenente la mezzeria dell'impalcato.
I risultati precedenti suggeriscono l'opportunità di procedere al monitoraggio permanente del manufatto al fine di segnalare in tempo reale le evoluzioni dello stato di conservazione dell'opera e per fornire indicazioni utili ai fini della progettazione delle opere di restauro.
L'articolo è apparso sul fascicolo n° 2 Marzo/Aprile 2010 a pagina 84.
Sono state effettuate indagini sul comportamento dinamico del ponte storico di Paderno d'Adda
di: Carmelo Gentile, Antonella Saisi, Angelo Valsecchi
Prospetto, pianta e sezione trasversale del ponte sull'Adda a Paderno
Nell'ambito delle collaborazioni attive tra il Laboratorio Prove Materiali (Settore Vibrazioni e Monitoraggio Dinamico di Strutture) del Politecnico di Milano e il Settore Viabilità e Protezione Civile della Provincia di Lecco, è stata effettuata la caratterizzazione dinamica e il monitoraggio del ponte San Michele di Paderno d'Adda (Figura di copertina e Immagine 1), realizzato nel 1889, oltre a costituire una tappa fondamentale nell'evoluzione storica delle infrastrutture in Italia è inserito tra i Beni tutelati dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Regione Lombardia sin dal 1980. L'opera, in carpenteria metallica, è costituita da un'ampia arcata reticolare che supporta una travata reticolare rettilinea a doppio impalcato, ove il livello inferiore è utilizzato per il traffico ferroviario e il livello superiore per il traffico automobilistico.
: Vista dal basso di una pila Nell'ambito dei controlli diagnostici pressoché sistematici condotti dal Settore Viabilità e Protezione Civile della Provincia di Lecco sulle maggiori infrastrutture direttamente gestite dall'Ente, sono state eseguite sull'impalcato stradale del ponte di Paderno tre distinte sperimentazioni dinamiche in condizioni operative. In particolare, il monitoraggio dovrebbe perseguire il duplice obiettivo di segnalare in tempo reale possibili evoluzioni o anomalie dello "stato di salute" (Structural Health Monitoring, SHM) del ponte e di raccogliere dati utili a prefigurare i futuri scenari d'utilizzo dell'opera.
La descrizione delle indagini dinamiche in condizioni operative
Le indagini dinamiche in condizioni operative hanno previsto l'uso di accelerometri piezoelettrici WR 731A (Immagine 3), completi di modulo di alimentazione WR P31; le accelerazioni indotte dal normale esercizio sono state registrate con frequenza di campionamento pari a 200 Hz.
Accelerometro WR 731A utilizzato durante le indagini Durante la prima sperimentazione di questo ciclo di indagini è stato indagato il comportamento dinamico verticale dell'opera. Successivamente, sono stati utilizzati due soli sensori (evidenziati dal colore rosso nell'immagine 4) disposti in direzione verticale e orizzontale, al fine di controllare l'invarianza delle frequenze naturali dei modi verticali e verificare l'importanza dei modi orizzontali trasversali. Un'ulteriore indagine è stata effettuata con 13 sensori disposti in direzione trasversale per identificare le caratteristiche dei modi di vibrare trasversali.
ingrandisci Immagine 4: Posizionamento degli accelerometri verticali sull'impalcato nelle indagini del 29-30 Giugno 2009 e accelerometri di riferimento (...
Conclusioni
L'analisi modale sperimentale ha consentito di individuare otto modi principali (verticali) di vibrare. Inoltre, la disponibilità di registrazioni della risposta ha consentito di evidenziare la varianza temporale delle frequenze dei modi propri verticali dominanti. I risultati ottenuti possono essere così riassunti:
deboli fluttuazioni nel tempo (non invarianza temporale) delle frequenze naturali dei modi flessionali dominanti per effetto del traffico stradale;
fattori di smorzamento sensibilmente inferiori all'1%;
asimmetria delle deformate modali identificate rispetto al piano verticale contenente la mezzeria dell'impalcato.
I risultati precedenti suggeriscono l'opportunità di procedere al monitoraggio permanente del manufatto al fine di segnalare in tempo reale le evoluzioni dello stato di conservazione dell'opera e per fornire indicazioni utili ai fini della progettazione delle opere di restauro.
L'articolo è apparso sul fascicolo n° 2 Marzo/Aprile 2010 a pagina 84.
Tuesday, April 20, 2010
Allarme smog in città Soglia superata 86 volte
Allarme smog in città Soglia superata 86 volte
Il piano regionale antismog che dallo scorso 15 ottobre sino a ieri ha vietato l’utilizzo delle auto più vecchie non è servito a nulla. Nei 182 giorni di riferimento la centralina dell’Arpa, ha evidenziato che le Pm10 hanno superato la soglia di allarme in ben 86 occasioni
Merate, 16 aprile 2010 - Il piano regionale antismog che dallo scorso 15 ottobre sino a ieri ha vietato l’utilizzo delle auto più vecchie non è servito a nulla. Il provvedimento ha interessato Merate, Airuno, Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Inferiore e Verderio Superiore, ovvero i centri della Brianza lecchese che fanno parte della zona A1, la peggio messa sul versante della qualità dell’aria. Per sei mesi da lunedì a venerdì, dalle 7.10 alle 19.30, nella dozzina dei paesi off-limit non hanno potuto circolare né transitare i veicoli Euro 0 a benzina e diesel e gli Euro 1 e 2 diesel, circa 30 mila mezzi in tutto, indicativamente il 15% del totale parco macchine. Eppure, nonostante la drastica scelta, nei 182 giorni di riferimento la centralina dell’Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale installata lungo la ex Ss 36, ha evidenziato che le Pm10 hanno superato la soglia di allarme di 50 microgrammi per metro cubo in ben 86 occasioni.
Le pm 10 sono un mix di particelle solide e liquide che hanno origine in particolar modo dal traffico veicolare e processi di combustione. In pratica più della metà delle volte le polveri sottili hanno valicato il valore di pericolo. La media di tutte le rilevazioni invece è risultata pari a 55,3 µg/m3. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sempre durante la validità del piano antismog, sembra sia andata leggermente meglio perchè nel 2008/09 gli sforamenti sono stati leggermente superiori: 90 contro gli 86 del 2009/’10 appunto. Anche la media dei dati raccolti è più alta con 56,9 µg/m3 invece che 55,3. Variazioni minimi dunque e in qualche modo anche un po’ falsate da improvvisi guasti alle apparecchiature che monitorano la qualità dell’aria.
A novembre ad esempio, uno dei mesi più esposti all’inquinamento, la strumentazione non ha funzionato per diverse settimane consecutive. L’unica nota positiva è che i picchi massimi delle polveri killer sono diminuiti. Raramente nel lasso di tempo appena trascorso sono stati superati i 100 milligrammi, mentre in quello prima è successo una ventina di volte con punte, come a fine febbraio 2009, addirittura di 154 µg/m3, il triplo dei parametri di guardia.
E dalla metà del prossimo ottobre si riparte con ulteriori restrizioni. Tra un semestre bisognerà infatti lasciare nel box pure cinquantini e moto non in regola e dal 2011 lo stesso succederà nelle restanti aree sino ad oggi considerate meno «tossiche», cioè la A2, B, C1 e C2, praticamente ovunque. Una mossa che, secondo gli esperti di fiducia del presidente Roberto Formigoni, permetterà di abbattere del 75% le Pm10. Lo impone la Comunità europea. Da Bruxelles tra l’altro nonostante il piano hanno aperto una procedura di infrazione contro il Pirellone perchè le misure adottate sino ad oggi non sono state ritenute adeguate e non hanno fornito i risultati sperati. Se il procedimento andrà in porto a Milano si vedranno recapitare una «cartella esattoriale» per una multa a sei zeri.
Daniele De Salvo
Il piano regionale antismog che dallo scorso 15 ottobre sino a ieri ha vietato l’utilizzo delle auto più vecchie non è servito a nulla. Nei 182 giorni di riferimento la centralina dell’Arpa, ha evidenziato che le Pm10 hanno superato la soglia di allarme in ben 86 occasioni
Merate, 16 aprile 2010 - Il piano regionale antismog che dallo scorso 15 ottobre sino a ieri ha vietato l’utilizzo delle auto più vecchie non è servito a nulla. Il provvedimento ha interessato Merate, Airuno, Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Inferiore e Verderio Superiore, ovvero i centri della Brianza lecchese che fanno parte della zona A1, la peggio messa sul versante della qualità dell’aria. Per sei mesi da lunedì a venerdì, dalle 7.10 alle 19.30, nella dozzina dei paesi off-limit non hanno potuto circolare né transitare i veicoli Euro 0 a benzina e diesel e gli Euro 1 e 2 diesel, circa 30 mila mezzi in tutto, indicativamente il 15% del totale parco macchine. Eppure, nonostante la drastica scelta, nei 182 giorni di riferimento la centralina dell’Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale installata lungo la ex Ss 36, ha evidenziato che le Pm10 hanno superato la soglia di allarme di 50 microgrammi per metro cubo in ben 86 occasioni.
Le pm 10 sono un mix di particelle solide e liquide che hanno origine in particolar modo dal traffico veicolare e processi di combustione. In pratica più della metà delle volte le polveri sottili hanno valicato il valore di pericolo. La media di tutte le rilevazioni invece è risultata pari a 55,3 µg/m3. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sempre durante la validità del piano antismog, sembra sia andata leggermente meglio perchè nel 2008/09 gli sforamenti sono stati leggermente superiori: 90 contro gli 86 del 2009/’10 appunto. Anche la media dei dati raccolti è più alta con 56,9 µg/m3 invece che 55,3. Variazioni minimi dunque e in qualche modo anche un po’ falsate da improvvisi guasti alle apparecchiature che monitorano la qualità dell’aria.
A novembre ad esempio, uno dei mesi più esposti all’inquinamento, la strumentazione non ha funzionato per diverse settimane consecutive. L’unica nota positiva è che i picchi massimi delle polveri killer sono diminuiti. Raramente nel lasso di tempo appena trascorso sono stati superati i 100 milligrammi, mentre in quello prima è successo una ventina di volte con punte, come a fine febbraio 2009, addirittura di 154 µg/m3, il triplo dei parametri di guardia.
E dalla metà del prossimo ottobre si riparte con ulteriori restrizioni. Tra un semestre bisognerà infatti lasciare nel box pure cinquantini e moto non in regola e dal 2011 lo stesso succederà nelle restanti aree sino ad oggi considerate meno «tossiche», cioè la A2, B, C1 e C2, praticamente ovunque. Una mossa che, secondo gli esperti di fiducia del presidente Roberto Formigoni, permetterà di abbattere del 75% le Pm10. Lo impone la Comunità europea. Da Bruxelles tra l’altro nonostante il piano hanno aperto una procedura di infrazione contro il Pirellone perchè le misure adottate sino ad oggi non sono state ritenute adeguate e non hanno fornito i risultati sperati. Se il procedimento andrà in porto a Milano si vedranno recapitare una «cartella esattoriale» per una multa a sei zeri.
Daniele De Salvo
Saturday, April 17, 2010
Calusco: un parco solare a Baccanello
Calusco: un parco solare a Baccanello
Guardate bene questa fotografia dei campi di Baccanello nella valle del Grandone in comune di Calusco scattata questa mattina, perché tra non molto il paesaggio verrà modificato. Una società immobiliare ha chiesto di realizzare un parco solare, cioè di realizzare un impianto di centinaia di pannelli solari rotanti, ciascuno montato su un pilastro di cemento, per una superficie di 30mila metri quadrati circa. L’amministrazione di Calusco d’Adda avrebbe opposto un diniego ritenendo non compatibile l’impatto ambientale, ma soprattutto perché si cambia destinazione ad uno dei pochi terreni agricoli in pianura rimasti. Sembra però che la legge sia dalla parte di chi vuole fare il parco solare e presumibilmente potrà passare sopra il diniego del comune. Personalmente sono d’accordo con il comune di Calusco perché ritengo che gli spazi agricoli debbano essere agricoli e poi come ho detto in precedenza (vedi qui) nell'Isola bergamasca abbiamo centinaia di ettari di tetti di capannoni inutilizzati che potrebbero essere impiegati per ospitare pannelli solari senza turbare il paesaggio e l’ambiente.
Guardate bene questa fotografia dei campi di Baccanello nella valle del Grandone in comune di Calusco scattata questa mattina, perché tra non molto il paesaggio verrà modificato. Una società immobiliare ha chiesto di realizzare un parco solare, cioè di realizzare un impianto di centinaia di pannelli solari rotanti, ciascuno montato su un pilastro di cemento, per una superficie di 30mila metri quadrati circa. L’amministrazione di Calusco d’Adda avrebbe opposto un diniego ritenendo non compatibile l’impatto ambientale, ma soprattutto perché si cambia destinazione ad uno dei pochi terreni agricoli in pianura rimasti. Sembra però che la legge sia dalla parte di chi vuole fare il parco solare e presumibilmente potrà passare sopra il diniego del comune. Personalmente sono d’accordo con il comune di Calusco perché ritengo che gli spazi agricoli debbano essere agricoli e poi come ho detto in precedenza (vedi qui) nell'Isola bergamasca abbiamo centinaia di ettari di tetti di capannoni inutilizzati che potrebbero essere impiegati per ospitare pannelli solari senza turbare il paesaggio e l’ambiente.
Wednesday, April 07, 2010
Riprendono i lavori con Italcementi
Riprendono i lavori con Italcementi
Il "tavolo politico" tra Enti del territorio e Italcementi, relativo alle "compensazioni ambientali", interrottosi il 19 dicembre 2008, riprende i lavori.
Verbale interno dell’incontro
Il 24 marzo 2010, presso il Comune di Calusco d’Adda, a seguito di convocazione da parte di A21, si è riunito il “tavolo politico” tra gli Enti del territorio e la Soc. Italcementi per riprendere il percorso interrottosi il 19 dicembre 2008.
Sotto il coordinamento dell’Arch. Fortini di A21, si sono ritrovati, oltre al Comune di Calusco, i
Comuni di Imbersago, Medolago, Paderno d’Adda, Robbiate, Solza, Suisio, Verderio Superiore e
Villa d’Adda, rappresentanti di Lega Ambiente e Funzionari di Italcementi.
Dopo una sintetica esposizione cronologica dei vari step intercorsi dall’inizio delle trattative (2004) a oggi, l’Arch. Fortini lascia la parola ai convenuti.
Il Sindaco di Calusco propone che, dopo aver sentito Italcementi circa eventuali novità, si proceda ad un aggiornamento sull’elenco delle compensazioni a suo tempo ipotizzate, alcune delle quali si sono nel frattempo risolte. Inoltre, ricordando che in passato non si è mai giunti a quantificare economicamente le varie compensazioni, propone di evidenziare le azioni più significative da tutti condivise e di valorizzarle.
Italcementi ricorda come, al momento dell’interruzione del tavolo, non fosse possibile concretizzare in quanto già si avvertivano le prime avvisaglie della crisi incombente. Si dichiara, tuttavia, oggi cautamente ottimista anche perché, a differenza di altri operatori anche di maggiori dimensioni, è stata in grado di reggere. La sua presenza al tavolo vuole indicare che, anche se è ancora presto per indicare cifre relative alle compensazioni, è tuttavia disponibile a valutare le richieste che il tavolo intenderà portare avanti.
Ricorda infine che l’utilizzo del CDR come alternativa al combustibile tradizionale (motivo per cui ha avuto origine il tavolo tecnico/politico) non ha ancora raggiunto il livello sperimentale superiore.
Tornando alle compensazioni, dichiara che la sua intenzione sarebbe quella di fare un intervento complessivo che le parti interessate decideranno come utilizzare.
Fortini, dopo aver elencato gli interventi a suo tempo richiesti, spiega che non è intenzione del tavolo avere tutto, né tantomeno subito. L’obiettivo sarebbe piuttosto quello di concordare e sottoscrivere un “accordo di programma” scadenziato nel tempo.
Italcementi concorda sulla proposta e si dichiara interessato a investimenti/progetti nel campo
dell’energia rinnovabile, avendo una consociata dedicata a questo settore.
Quanto ai programmi a lungo termine, dichiara di avere qualche difficoltà vista l’incertezza normativa relativa all’uso del CDR.
Il Sindaco di Calusco, considerata ingenua e demagogica la lunga lista di “compensazioni” a suo tempo sottoposta a Italcementi, propone di muoversi su tre fronti, per giungere al più presto ad una soluzione che possa essere portata avanti nel concreto:
1. azioni di piantumazione (da far definire a Parco Adda Nord – PLIS)
2. installazione di impianti di energia rinnovabile (da far definire ai Comuni interessati)
3. riqualificazione alveo/argini Grandone/Re (PLIS)
A fronte della proposta, A21, i Parchi interessati e i Comuni interessati studiano e dettagliano le proposte determinandone anche il valore.
In un prossimo incontro, orientativamente giugno/luglio, le proposte verranno trasmesse a Italcementi che le valuterà e fornirà una risposta corredata da contributo e date possibili degli interventi.
Il "tavolo politico" tra Enti del territorio e Italcementi, relativo alle "compensazioni ambientali", interrottosi il 19 dicembre 2008, riprende i lavori.
Verbale interno dell’incontro
Il 24 marzo 2010, presso il Comune di Calusco d’Adda, a seguito di convocazione da parte di A21, si è riunito il “tavolo politico” tra gli Enti del territorio e la Soc. Italcementi per riprendere il percorso interrottosi il 19 dicembre 2008.
Sotto il coordinamento dell’Arch. Fortini di A21, si sono ritrovati, oltre al Comune di Calusco, i
Comuni di Imbersago, Medolago, Paderno d’Adda, Robbiate, Solza, Suisio, Verderio Superiore e
Villa d’Adda, rappresentanti di Lega Ambiente e Funzionari di Italcementi.
Dopo una sintetica esposizione cronologica dei vari step intercorsi dall’inizio delle trattative (2004) a oggi, l’Arch. Fortini lascia la parola ai convenuti.
Il Sindaco di Calusco propone che, dopo aver sentito Italcementi circa eventuali novità, si proceda ad un aggiornamento sull’elenco delle compensazioni a suo tempo ipotizzate, alcune delle quali si sono nel frattempo risolte. Inoltre, ricordando che in passato non si è mai giunti a quantificare economicamente le varie compensazioni, propone di evidenziare le azioni più significative da tutti condivise e di valorizzarle.
Italcementi ricorda come, al momento dell’interruzione del tavolo, non fosse possibile concretizzare in quanto già si avvertivano le prime avvisaglie della crisi incombente. Si dichiara, tuttavia, oggi cautamente ottimista anche perché, a differenza di altri operatori anche di maggiori dimensioni, è stata in grado di reggere. La sua presenza al tavolo vuole indicare che, anche se è ancora presto per indicare cifre relative alle compensazioni, è tuttavia disponibile a valutare le richieste che il tavolo intenderà portare avanti.
Ricorda infine che l’utilizzo del CDR come alternativa al combustibile tradizionale (motivo per cui ha avuto origine il tavolo tecnico/politico) non ha ancora raggiunto il livello sperimentale superiore.
Tornando alle compensazioni, dichiara che la sua intenzione sarebbe quella di fare un intervento complessivo che le parti interessate decideranno come utilizzare.
Fortini, dopo aver elencato gli interventi a suo tempo richiesti, spiega che non è intenzione del tavolo avere tutto, né tantomeno subito. L’obiettivo sarebbe piuttosto quello di concordare e sottoscrivere un “accordo di programma” scadenziato nel tempo.
Italcementi concorda sulla proposta e si dichiara interessato a investimenti/progetti nel campo
dell’energia rinnovabile, avendo una consociata dedicata a questo settore.
Quanto ai programmi a lungo termine, dichiara di avere qualche difficoltà vista l’incertezza normativa relativa all’uso del CDR.
Il Sindaco di Calusco, considerata ingenua e demagogica la lunga lista di “compensazioni” a suo tempo sottoposta a Italcementi, propone di muoversi su tre fronti, per giungere al più presto ad una soluzione che possa essere portata avanti nel concreto:
1. azioni di piantumazione (da far definire a Parco Adda Nord – PLIS)
2. installazione di impianti di energia rinnovabile (da far definire ai Comuni interessati)
3. riqualificazione alveo/argini Grandone/Re (PLIS)
A fronte della proposta, A21, i Parchi interessati e i Comuni interessati studiano e dettagliano le proposte determinandone anche il valore.
In un prossimo incontro, orientativamente giugno/luglio, le proposte verranno trasmesse a Italcementi che le valuterà e fornirà una risposta corredata da contributo e date possibili degli interventi.
Thursday, March 25, 2010
Controlli al ponte sull'Adda
Controlli al ponte sull'Adda
Superata l'analisi delle vibrazioni
25 marzo 2010 Cronaca
Il ponte San Michele sotto controllo
I controlli al ponte di Paderno
Check-up di routine per l'ultracentenario ponte in ferro «San Michele» sull'Adda, ancora in pieno servizio come collegamento viabilistico e ferroviario, tra la sponda bergamasca di Calusco e quella lecchese di Paderno. Per tre giorni Carmelo Gentile e Antonella Saisi del dipartimento di ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, con l'ausilio di quattro persone, hanno effettuato controlli sull'entità delle vibrazioni della struttura in ferro, utilizzando, tra l'altro, 24 accelerometri.
Si tratta, in sostanza, di una sorta di collaudo, effettuato in condizioni di normale esercizio e con l'ausilio di moderne tecnologie e tecniche d'analisi. La fotografia della situazione attuale servirà per il confronto nel tempo con altre indagini che si andranno a fare.
L'esame preliminare dei dati, effettuato durante le prove, non ha mostrato evidenti malfunzionamenti della struttura. Il ponte «San Michele» è considerato un capolavoro dell'archeologia industriale italiana e una delle notevoli strutture realizzate dall'ingegneria ottocentesca: fu costruito tra il 1887 e il 1889. Per preservalo, una decina di anni fa, venne introdotto il divieto di transito ai camion pesanti. (dal 1992)
Superata l'analisi delle vibrazioni
25 marzo 2010 Cronaca
Il ponte San Michele sotto controllo
I controlli al ponte di Paderno
Check-up di routine per l'ultracentenario ponte in ferro «San Michele» sull'Adda, ancora in pieno servizio come collegamento viabilistico e ferroviario, tra la sponda bergamasca di Calusco e quella lecchese di Paderno. Per tre giorni Carmelo Gentile e Antonella Saisi del dipartimento di ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, con l'ausilio di quattro persone, hanno effettuato controlli sull'entità delle vibrazioni della struttura in ferro, utilizzando, tra l'altro, 24 accelerometri.
Si tratta, in sostanza, di una sorta di collaudo, effettuato in condizioni di normale esercizio e con l'ausilio di moderne tecnologie e tecniche d'analisi. La fotografia della situazione attuale servirà per il confronto nel tempo con altre indagini che si andranno a fare.
L'esame preliminare dei dati, effettuato durante le prove, non ha mostrato evidenti malfunzionamenti della struttura. Il ponte «San Michele» è considerato un capolavoro dell'archeologia industriale italiana e una delle notevoli strutture realizzate dall'ingegneria ottocentesca: fu costruito tra il 1887 e il 1889. Per preservalo, una decina di anni fa, venne introdotto il divieto di transito ai camion pesanti. (dal 1992)
Tuesday, March 23, 2010
L'Italcementi punta a Oriente Cemento trasparente superstar
L'Italcementi punta a Oriente Cemento trasparente superstar
22 marzo 2010Economia
Il cemento trasparente dell'Italcementi
Il padiglione con il cemento trasparente
La Cina rientra nelle mire espansionistiche di Italcementi. Il gruppo, infatti, punta a rafforzarsi in Oriente e non esclude la possibilità di nuove acquisizioni. «Stiamo immaginando un'espansione in Cina - ha annunciato lunedì mattina 22 marzo il direttore generale, Giovanni Ferrario -. Stiamo considerando un paio di alternative, o di espandere la nostra rete o di fare acquisizioni in loco. Una cosa è certa la nostra presenza lì è in crescita».
Tra gli altri Paesi inseriti nel piano industriale 2010-2014, che verrà presentato dopo l'estate, Italcementi guarda alla Bulgaria (nel 2011-2012), all'India (2010) e al Marocco (2009-2010) oltre ovviamente alla Cina (2013). Per quanto riguarda, invece, l'andamento del mercato nel 2010 Ferrario ha ribadito di non vedere una ripresa nel primo semestre.
Almeno per quanto riguarda i mercati maturi, nel primo semestre «il mercato riuscirà a pareggiare le perdite dei primi due mesi», mentre dovrebbe andare meglio nel secondo semestre. «Nel secondo semestre - ha spiegato Ferrario - ci attendiamo una ripresa nel Nord America, mentre i mercati emergenti continuano a essere interessanti. Se non ci sarà una ripresa molto forte, si recupererà a fine anno».
Ferrario, a Milano per presentare il nuovo cemento trasparente impiegato per costruire il padiglione italiano all'Expo di Shanghai, ha aggiunto anche: «L'edilizia è ciclicamente in ritardo di sei mesi. Molto dipende dai pacchetti di stimolo e sostegno dei vari Paesi. Quello del governo italiano non è sufficiente, ma il piano casa aiuta e le grandi opere potrebbero dare uno stimolo buono».
Quanto al cemento trasparente, è stato fondamentale per il premio al padiglione italiano di Shanghai, considerato la migliore costruzione realizzata in città nel 2009. Il cemento trasparente è un cemento con additivi e resine speciali che consente di creare atmosfere intriganti e originali e anche di risparmiare energie per l'illuminazione.
Il 40% del padiglione è costruito con 3.774 pannelli grandi 50 cm per 1 metro del nuovo materiale. L'avveniristico edificio è progettato per resistere a un vento che soffia a 500 km/orari, cioè forte come quello dei disastrosi tifoni.
Si tratta di un cemento nuovo, che legando particolari resine con un impasto di nuovissima concezione consente di realizzare pannelli solidi e isolanti ma allo stesso tempo in grado di far filtrare la luce. Il materiale è stato messo a punto da Italcementi proprio per l'edificio che ospiterà la presenza dell'Italia in Cina durante i sei mesi dedicati all'esposizione internazionale.
«Dall'incontro con il commissario generale del Governo per Expo 2010, il professor Beniamino Quintieri, e con il progettista, l'architetto Giampaolo Imbrighi, era sorta l'esigenza di individuare, in breve tempo, una soluzione economica e innovativa per rendere trasparenti le pareti del Padiglione italiano - ha spiegato Giovanni Ferrario, Direttore Generale Italcementi -. Ci siamo riusciti, sviluppando un nuovo materiale, risultato di una vincente ricerca sul campo. Ancora una volta, Italcementi porta con successo l'innovazione in un settore solo all'apparenza “tradizionale”, come quello dei materiali per le costruzioni. L'innovazione è sempre più protagonista della mission della nostra azienda».
Sviluppato nei laboratori di Bergamo, il nuovo prodotto garantisce la trasparenza miscelando secondo un'innovativa formulazione cemento e additivi, che grazie a una straordinaria fluidità legano una matrice di resine plastiche in un pannello che unisce alla robustezza caratteristica del materiale cementizio la possibilità di far filtrare la luce dall'esterno verso l'interno, e viceversa.
Grazie a questa soluzione, per la prima volta è possibile un utilizzo industriale del “cemento trasparente”: «Le resine, opportunamente inserite in questo particolare impasto - spiegano i ricercatori -, hanno delle prestazioni di trasparenza migliori delle fibre ottiche, sperimentalmente utilizzate finora in questo campo, ma soprattutto costano molto meno, consentendone l'applicazione su larga scala».
I 3.774 pannelli, realizzati con 189 tonnellate di “cemento trasparente”, ricoprono una superficie complessiva di 1.887 metri quadri, circa il 40 per cento del totale del Padiglione, creando una sequenza di luci e ombre in continua evoluzione nel corso della giornata. L'effetto trasparenza si coglie, dall'esterno, soprattutto nelle ore notturne, quando con il buio il “cemento trasparente” lascia filtrare le luci interne. Stando dentro il padiglione, invece, durante le ore del giorno si ha la chiara percezione delle variazioni di luminosità dell'ambiente esterno.
Utilizzato per la prima volta a Shanghai, per il futuro il materiale si propone come componente architettonica con funzioni diversificate e fra loro integrabili, come ad esempio l'internal lightening (tecniche di ombreggiamento/diffusione della luce). La sfida della trasparenza conferma la dimensione innovativa e creativa del made in Italy e ha consentito a Italcementi di mettere a disposizione della presenza italiana a Shanghai il know how e la solida esperienza aziendale, come già era accaduto in passato per altre importanti realizzazioni architettoniche.
«Ogni persona è quotidianamente a contatto con il cemento. Lo sforzo della ricerca Italcementi, in cui l'azienda investe oltre 13 milioni di euro all'anno, è quello di renderlo un materiale più sostenibile e in grado di creare ambienti sani e nei quali è piacevole vivere, come nel caso di edifici “trasparenti” dove la luce diventa protagonista», spiega Enrico Borgarello, Direttore Innovazione Italcementi. Il cuore dell'innovazione Italcementi sono i laboratori di Bergamo e Parigi, dove sono impegnati quotidianamente chimici, fisici, geologi e ingegneri. Complessivamente vi lavorano circa 170 ricercatori che in oltre 10 anni hanno contribuito a depositare oltre 60 brevetti.
A Bergamo, nell'area del KilometroRosso, è in costruzione l'ITCLab – Innovation and Technology Center Laboratory - il nuovo centro di 11mila metri quadrati, di cui oltre 7mila dedicati esclusivamente ai laboratori di ricerca. Italcementi ha sviluppato una rete di collaborazioni scientifiche a livello internazionale che comprende centri di ricerca, università e aziende nel settore dei materiali e delle costruzioni. Oggi il network è costituito da 10 centri esterni, 30 aziende e 26 università italiane, europee ed extra europee.
A Shanghai sarà presente anche il cemento “mangia-smog” TX Active®, ormai conosciuto e applicato in tutto il mondo, che è stato selezionato per la mostra ”Italia degli innovatori” presso il Padiglione italiano. Il cemento ecologico sarà esposto all'Expo, dal 24 luglio al 7 agosto 2010, tra le innovazioni e le eccellenze tecnologiche del nostr
Friday, March 19, 2010
SMOG, MAGLIA NERA PER LA PROVINCIA
SMOG, MAGLIA NERA PER LA PROVINCIA
Bergamo - L'aria non è buona nella Bergamasca. A parte in montagna, ma non sempre. Ben 214 comuni su 244 superano infatti la media regionale di emissioni di anidride carbonica. Come prevedibile è il capoluogo a comportarsi peggio, ma le notizie non sono buone neppure a Dalmine, Calusco d'Adda, Treviglio e Tavernola. Si respira decisamente meglio invece a Blello, Brumano, Fuipiano, Valnegra, Cassiglio. Entro il 2020 si punta a una riduzione del 20 per cento.
Bergamo - L'aria non è buona nella Bergamasca. A parte in montagna, ma non sempre. Ben 214 comuni su 244 superano infatti la media regionale di emissioni di anidride carbonica. Come prevedibile è il capoluogo a comportarsi peggio, ma le notizie non sono buone neppure a Dalmine, Calusco d'Adda, Treviglio e Tavernola. Si respira decisamente meglio invece a Blello, Brumano, Fuipiano, Valnegra, Cassiglio. Entro il 2020 si punta a una riduzione del 20 per cento.
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Monday, March 15, 2010
Anidride carbonica, Bergamasca bocciata e Calusco maglia nera
Anidride carbonica, Bergamasca bocciata e Calusco maglia nera
Emissioni sopra la media lombarda in 214 Comuni su 244. Svettano Dalmine e Calusco. Tavernola: decuplicate in 7 anni
Sono 66 i milioni di tonnellate di anidride carbonica (Co2) mediamente emessi nell’aria in Lombardia. Di questi, 30 milioni sono prodotti dai grandi impianti industriali, i restanti 36 causati dal riscaldamento di edifici pubblici e privati o dalle emissioni di edifici industriali, da trasporto pubblico e privato, illuminazione pubblica, macchinari e attrezzature industriali e del terziario, agricoltura. In tutto ciò, la Bergamasca si colloca sopra la media regionale, superata da ben 214 Comuni su 244.
È anche osservando questa quota che risulta importante l’adesione al "Patto dei sindaci" per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione europea: riduzione del 20% delle emissioni di Co2 entro il 2020. Un obiettivo che numerosi Comuni bergamaschi hanno fatto proprio, aderendo con delibere consiliari al piano. Coordinatore del progetto orobico è Antonello Pezzini, del Comitato economico e sociale europeo, che ha analizzato i dati relativi alle emissioni di anidride carbonica nei vari centri della Bergamasca. I numeri derivano dalle analisi dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) secondo le disposizioni del regolamento europeo che stabilisce l’obbligo di installare centrali per il rilevamento delle concentrazioni delle polveri sottili in alcune zone campione. "Secondo le statistiche europee la Co2 deriva per il 40% dal riscaldamento delle abitazioni, per il 38% dai trasporti e per il 22% dall’industria. Per la nostra regione la media di Co2 per abitante raggiunge le 4 tonnellate equivalenti" spiega Pezzini (la tonnellata equivalente, di cui vediamo le stime nella tabella qui accanto, è l’unità di misura utilizzata dai tecnici in questo settore e che permette di pesare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti potenziali di riscaldamento globale). Ricordando che "nella provincia orobica solo 30 Comuni su 244 sono allineati, gli altri "sforano"". "A causa delle polveri sottili si muore – aggiunge –, forse questo la gente non lo sa. Ridurre le concentrazioni di anidride carbonica non è solo vantaggioso per l’ambiente, ma anche per la salute dei cittadini. Basti pensare al fatto che camminando sul marciapiede a distanza di almeno 2 metri dalla sede stradale si respira il 30% in meno di Co2 emessa dalle auto – aggiunge il coordinatore –. Parlare di sviluppo sostenibile non è uno slogan, ma una vera e propria necessità a livello geopolitico, economico e sociale". I dati elaborati da Pezzini mostrano situazioni molto differenti tra una località e l’altra della Bergamasca. Anche in montagna. "Le emissioni aumentano sensibilmente per i paesi che accolgono in alcuni periodi dell’anno turisti che incidono sul riscaldamento e sulle emissioni delle auto. Altro elemento di variabilità la presenza di impianti industriali". Per ogni situazione si deve analizzare quale sia la fonte di produzione di Co2, mettendo poi a punto le strategie idonee. L’analisi comprende tutti i 244 Comuni bergamaschi con la comparazione dei dati sull’immissione di Co2 nel 2000 e nel 2007. Rispetto al totale delle tonnellate di Co2 equivalenti emesse nel 2007 Bergamo si colloca al primo posto, seguita da Dalmine, Calusco con valori compresi tra 670 e 400 mila; Treviglio, Tavernola, Lovere, Caravaggio, Seriate e Costa Volpino registrano quantità comprese tra le 200 e 100 mila. L’ultimo paese della top ten è Grassobbio con 96 mila. Molto interessante è il confronto tra i dati del 2000 e 2007 che evidenzia come alcuni Comuni negli ultimi anni abbiano già individuato soluzioni per ridurre le immissioni o più probabilmente si siano verificate variazioni nella presenza, ad esempio, di siti industriali. "L’unica imprecisione nella statistica può derivare dal fatto che rispetto alla popolazione ho dovuto utilizzare solo i dati del censimento Istat del 2001. Se nel 2007 il numero di abitanti in una località fosse molto differente, il dato sulle emissioni di anidride per persona risulterebbe falsato".
Il dato generale mostra che nella nostra provincia si è passati da un totale di 8.628 mila tonnellate equivalenti di Co2 nel 2000 a 7.848 mila nel 2007: una riduzione pari a circa il 9%.
Per il capoluogo il valore totale di emissioni di anidride carbonica raggiunge nel 2007 le 678.858 tonnellate che rapportate ai 113 mila abitanti, portano a 6 tonnellate equivalenti per abitante. Non mancano sorprese scorrendo l’elenco dei 244 Comuni: a Tavernola la maglia nera per le variazioni, visto che le emissioni per abitante sono passate da 9 a 85 tonnellate (da 20.457 totali del 2000 ad addirittura 193.205 nel 2007), quindi quasi decuplicate. "Le misurazioni delle emissioni risentono molto delle mutazioni degli insediamenti industriali, della presenza di centrali elettriche o per esempio di una cava". In positivo, la diminuzione più sensibile si è avuta a Ponte Nossa (da 45 a 11). (fonte eco di bergamo)
Emissioni sopra la media lombarda in 214 Comuni su 244. Svettano Dalmine e Calusco. Tavernola: decuplicate in 7 anni
Sono 66 i milioni di tonnellate di anidride carbonica (Co2) mediamente emessi nell’aria in Lombardia. Di questi, 30 milioni sono prodotti dai grandi impianti industriali, i restanti 36 causati dal riscaldamento di edifici pubblici e privati o dalle emissioni di edifici industriali, da trasporto pubblico e privato, illuminazione pubblica, macchinari e attrezzature industriali e del terziario, agricoltura. In tutto ciò, la Bergamasca si colloca sopra la media regionale, superata da ben 214 Comuni su 244.
È anche osservando questa quota che risulta importante l’adesione al "Patto dei sindaci" per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione europea: riduzione del 20% delle emissioni di Co2 entro il 2020. Un obiettivo che numerosi Comuni bergamaschi hanno fatto proprio, aderendo con delibere consiliari al piano. Coordinatore del progetto orobico è Antonello Pezzini, del Comitato economico e sociale europeo, che ha analizzato i dati relativi alle emissioni di anidride carbonica nei vari centri della Bergamasca. I numeri derivano dalle analisi dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) secondo le disposizioni del regolamento europeo che stabilisce l’obbligo di installare centrali per il rilevamento delle concentrazioni delle polveri sottili in alcune zone campione. "Secondo le statistiche europee la Co2 deriva per il 40% dal riscaldamento delle abitazioni, per il 38% dai trasporti e per il 22% dall’industria. Per la nostra regione la media di Co2 per abitante raggiunge le 4 tonnellate equivalenti" spiega Pezzini (la tonnellata equivalente, di cui vediamo le stime nella tabella qui accanto, è l’unità di misura utilizzata dai tecnici in questo settore e che permette di pesare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti potenziali di riscaldamento globale). Ricordando che "nella provincia orobica solo 30 Comuni su 244 sono allineati, gli altri "sforano"". "A causa delle polveri sottili si muore – aggiunge –, forse questo la gente non lo sa. Ridurre le concentrazioni di anidride carbonica non è solo vantaggioso per l’ambiente, ma anche per la salute dei cittadini. Basti pensare al fatto che camminando sul marciapiede a distanza di almeno 2 metri dalla sede stradale si respira il 30% in meno di Co2 emessa dalle auto – aggiunge il coordinatore –. Parlare di sviluppo sostenibile non è uno slogan, ma una vera e propria necessità a livello geopolitico, economico e sociale". I dati elaborati da Pezzini mostrano situazioni molto differenti tra una località e l’altra della Bergamasca. Anche in montagna. "Le emissioni aumentano sensibilmente per i paesi che accolgono in alcuni periodi dell’anno turisti che incidono sul riscaldamento e sulle emissioni delle auto. Altro elemento di variabilità la presenza di impianti industriali". Per ogni situazione si deve analizzare quale sia la fonte di produzione di Co2, mettendo poi a punto le strategie idonee. L’analisi comprende tutti i 244 Comuni bergamaschi con la comparazione dei dati sull’immissione di Co2 nel 2000 e nel 2007. Rispetto al totale delle tonnellate di Co2 equivalenti emesse nel 2007 Bergamo si colloca al primo posto, seguita da Dalmine, Calusco con valori compresi tra 670 e 400 mila; Treviglio, Tavernola, Lovere, Caravaggio, Seriate e Costa Volpino registrano quantità comprese tra le 200 e 100 mila. L’ultimo paese della top ten è Grassobbio con 96 mila. Molto interessante è il confronto tra i dati del 2000 e 2007 che evidenzia come alcuni Comuni negli ultimi anni abbiano già individuato soluzioni per ridurre le immissioni o più probabilmente si siano verificate variazioni nella presenza, ad esempio, di siti industriali. "L’unica imprecisione nella statistica può derivare dal fatto che rispetto alla popolazione ho dovuto utilizzare solo i dati del censimento Istat del 2001. Se nel 2007 il numero di abitanti in una località fosse molto differente, il dato sulle emissioni di anidride per persona risulterebbe falsato".
Il dato generale mostra che nella nostra provincia si è passati da un totale di 8.628 mila tonnellate equivalenti di Co2 nel 2000 a 7.848 mila nel 2007: una riduzione pari a circa il 9%.
Per il capoluogo il valore totale di emissioni di anidride carbonica raggiunge nel 2007 le 678.858 tonnellate che rapportate ai 113 mila abitanti, portano a 6 tonnellate equivalenti per abitante. Non mancano sorprese scorrendo l’elenco dei 244 Comuni: a Tavernola la maglia nera per le variazioni, visto che le emissioni per abitante sono passate da 9 a 85 tonnellate (da 20.457 totali del 2000 ad addirittura 193.205 nel 2007), quindi quasi decuplicate. "Le misurazioni delle emissioni risentono molto delle mutazioni degli insediamenti industriali, della presenza di centrali elettriche o per esempio di una cava". In positivo, la diminuzione più sensibile si è avuta a Ponte Nossa (da 45 a 11). (fonte eco di bergamo)
Friday, March 12, 2010
Doccia fredda per i sindaco di Calusco d’Adda e Terno d’Isola
Doccia fredda per i sindaco di Calusco d’Adda e Terno d’Isola che rischiano di veder sfumare il progetto della variante che dovrebbe collegare i due Comuni dell’Isola.
Calusco-Terno a rischio stop, l'ira dei sindaci dell'Isola
Doccia fredda per i sindaci di Calusco d’Adda e Terno d’Isola che rischiano di veder sfumare il progetto della variante che dovrebbe collegare i due Comuni dell’Isola. Un’opera attesa da anni e che fino a pochi mesi fa era considerata prioritaria dalla Provincia di Bergamo. Per mancanza di risorse via Tasso sembra però aver cambiato idea. “Conviene puntare sulla variante di Cisano perché ci sono già i fondi stanziati dal Cipe” – è stato il commento dell’assessore alla Viabilità Giuliano Capetti nella commissione che si è svolta in via Tasso circa un mese fa.
Un dietrofront che ha scatenato l’ira dei sindaci dell’Isola. La variante infatti eviterebbe il passaggio di 29 mila veicoli al giorno nel centro dei paesi. “La situazione è davvero critica – spiega il sindaco di Terno d’Isola Corrado Centurelli – la Calusco-Terno è di estrema necessità, lo ripetiamo da anni. Tutte le mattine il traffico è insostenibile, le strade sono bloccate e la qualità dell’aria ne risente. C’è solo un percorso possibile per raggiungere Bergamo e viene intasato ogni giorno da migliaia di auto e camion. Senza contare l’elevato numero di incidenti, anche mortali, che sono accaduti negli ultimi anni”. L’amministrazione di Terno d’Isola e quella di Calusco hanno già fatto sentire le loro ragioni in Provincia. “Noi abbiamo approvato una delibera di Giunta per sollecitare via Tasso a non rimandare ulteriormente questo progetto – continua Centurelli -. Dispiace doversi confrontare con Cisano, ma si tratta di due progetti diversi. Qui si parla del completamento di un quadro già avviato, là invece è un’opera ex novo e parecchio costosa. Penso che il nostro caso abbia la priorità”.
Calusco-Terno a rischio stop, l'ira dei sindaci dell'Isola
Doccia fredda per i sindaci di Calusco d’Adda e Terno d’Isola che rischiano di veder sfumare il progetto della variante che dovrebbe collegare i due Comuni dell’Isola. Un’opera attesa da anni e che fino a pochi mesi fa era considerata prioritaria dalla Provincia di Bergamo. Per mancanza di risorse via Tasso sembra però aver cambiato idea. “Conviene puntare sulla variante di Cisano perché ci sono già i fondi stanziati dal Cipe” – è stato il commento dell’assessore alla Viabilità Giuliano Capetti nella commissione che si è svolta in via Tasso circa un mese fa.
Un dietrofront che ha scatenato l’ira dei sindaci dell’Isola. La variante infatti eviterebbe il passaggio di 29 mila veicoli al giorno nel centro dei paesi. “La situazione è davvero critica – spiega il sindaco di Terno d’Isola Corrado Centurelli – la Calusco-Terno è di estrema necessità, lo ripetiamo da anni. Tutte le mattine il traffico è insostenibile, le strade sono bloccate e la qualità dell’aria ne risente. C’è solo un percorso possibile per raggiungere Bergamo e viene intasato ogni giorno da migliaia di auto e camion. Senza contare l’elevato numero di incidenti, anche mortali, che sono accaduti negli ultimi anni”. L’amministrazione di Terno d’Isola e quella di Calusco hanno già fatto sentire le loro ragioni in Provincia. “Noi abbiamo approvato una delibera di Giunta per sollecitare via Tasso a non rimandare ulteriormente questo progetto – continua Centurelli -. Dispiace doversi confrontare con Cisano, ma si tratta di due progetti diversi. Qui si parla del completamento di un quadro già avviato, là invece è un’opera ex novo e parecchio costosa. Penso che il nostro caso abbia la priorità”.
Tuesday, March 02, 2010
L'Ue, sottostimati i dati sullo smog
Le verifiche sulle rilevazioni dell’Agenzia regionale da Milano a Monza
L'Ue, sottostimati i dati sullo smog
Il dossier europeo sulle centraline: le cifre Arpa inferiori ai valori reali del Pm10 anche del 40 per cento
Blocco del traffico a Milano (Fotogramma)
MILANO - Quanto sono veri i dati sullo smog che vengono divulgati da anni ai cittadini milanesi e lombardi? Le autorità, Regione e Arpa, forniscono rilevazioni affidabili sull’inquinamento? Per scoprirlo bisogna tornare indietro di tre anni, al 31 gennaio del 2007. Quel giorno la centralina dell’Arpa a Monza registra 101 microgrammi per metro cubo di polveri sottili. Ma accanto a quella stazione, in quel periodo, c’è un laboratorio mobile, sistemato lì dai tecnici della Commissione europea. Stanno facendo un «controllo di qualità» sulle stazioni di rilevamento lombarde. Il risultato di questa seconda centralina, che utilizza le tecnologie più avanzate e all’avanguardia, è radicalmente diverso: circa 180 microgrammi di Pm10, quasi 80 in più del valore che verrà riferito ai cittadini. Sarà così anche nei giorni a venire: tra il 30 gennaio e il 2 febbraio 2007, i dati che l’Arpa ha divulgato ai lombardi sono sempre più bassi di quelli reali, con «discrepanze » che vanno da un paio a 30 o 40 microgrammi. Conclude il rapporto dei tecnici europei: «La comparazione... ha evidenziato che, in particolare ad alti livelli di Pm10», la centralina dell’Arpa «sottostima le concentrazioni».
«Sottostima sistematica» - I rapporti seguenti andranno avanti con relazioni su altre campagne di controllo, concludendo che durante le prime verifiche i dati registrati dall’Arpa sono «sistematicamente » più bassi di quelli reali. Che sopra una certa soglia (120 microgrammi) la sottostima delle macchine regionali diventa «drammatica». A pagina 6 del primo rapporto (concluso nel novembre 2006, relativo a Monza), c’è addirittura una conclusione che nel testo è stata «nascosta» sotto un grafico e dice testualmente: «I dati della rete locale sottostimano i valori delle concentrazioni di circa il 40 per cento» rispetto agli strumenti dei tecnici europei.
La ricerca - I rapporti sono stati redatti ogni 6 mesi, a partire dal novembre 2006, da un’équipe specializzata del Joint research center, il Centro comune di ricerca di Ispra, direzione generale della Commissione europea che si occupa della ricerca scientifica. Il lavoro è frutto di un accordo tra Commissione e Regione Lombardia siglato nel 2006 e costato al Pirellone 6 milioni di euro. Lo studio è articolato in quattro aree: «identificazione delle sorgenti dell’inquinamento», «analisi delle opzioni tecnologiche per l’abbattimento dello smog», «monitoraggio della qualità dell’aria», «valutazione integrata». È una sorta di «bibbia» della ricerca ambientale sull’inquinamento, in corso ormai da oltre tre anni. La Regione però non ha mai diffuso i risultati. Né ai cittadini, né agli altri enti locali. Fino ad oggi sono stati ultimati 7 rapporti: il Corriere ha potuto consultare i primi sei grazie all’impegno dei «Genitori antismog », che da anni si battono per la ricerca della documentazione scientifica sull’inquinamento che le istituzioni «nascondono » ai cittadini.
Macchine e polveri - Per le rilevazioni del Pm10 nell’aria, l’unico metodo di riferimento stabilito dalle leggi europee è il gravimetrico (si pesano le polveri depositate sui filtri). È concesso usare macchine con sistemi diversi, purché siano calibrate sul metodo gravimetrico. L’accuratezza delle rilevazioni dipende in questo caso da molti fattori: tipo di macchina/centralina, manutenzione, applicazione di coefficienti per la correzione degli errori, aggiornamenti tecnologici. Per questo un certo limite di incertezza è tollerato. A colpire però nelle campagne di controllo in Lombardia, soprattutto durante le prime verifiche, è l’incertezza a senso unico: nella stragrande maggioranza dei casi, i dati dell’Arpa sono inferiori a quelli rilevati con le tecnologie di Ispra. Diciotto giorni su 18 nelle verifiche a Pioltello nel 2006; 13 su 13 a Monza nel 2007; 13 giorni su 14 a Milano- via Pascal sempre nel 2007. Ancora nel 2007 vengono realizzate altre due campagne: a Bergamo l’allineamento dei dati per la prima vola è buono; ma a Busto Arsizio, dice Ispra, la centralina «sottostima regolarmente i valori del Pm10 tra il 10 e il 20 per cento».
Gianni Santucci
L'Ue, sottostimati i dati sullo smog
Il dossier europeo sulle centraline: le cifre Arpa inferiori ai valori reali del Pm10 anche del 40 per cento
Blocco del traffico a Milano (Fotogramma)
MILANO - Quanto sono veri i dati sullo smog che vengono divulgati da anni ai cittadini milanesi e lombardi? Le autorità, Regione e Arpa, forniscono rilevazioni affidabili sull’inquinamento? Per scoprirlo bisogna tornare indietro di tre anni, al 31 gennaio del 2007. Quel giorno la centralina dell’Arpa a Monza registra 101 microgrammi per metro cubo di polveri sottili. Ma accanto a quella stazione, in quel periodo, c’è un laboratorio mobile, sistemato lì dai tecnici della Commissione europea. Stanno facendo un «controllo di qualità» sulle stazioni di rilevamento lombarde. Il risultato di questa seconda centralina, che utilizza le tecnologie più avanzate e all’avanguardia, è radicalmente diverso: circa 180 microgrammi di Pm10, quasi 80 in più del valore che verrà riferito ai cittadini. Sarà così anche nei giorni a venire: tra il 30 gennaio e il 2 febbraio 2007, i dati che l’Arpa ha divulgato ai lombardi sono sempre più bassi di quelli reali, con «discrepanze » che vanno da un paio a 30 o 40 microgrammi. Conclude il rapporto dei tecnici europei: «La comparazione... ha evidenziato che, in particolare ad alti livelli di Pm10», la centralina dell’Arpa «sottostima le concentrazioni».
«Sottostima sistematica» - I rapporti seguenti andranno avanti con relazioni su altre campagne di controllo, concludendo che durante le prime verifiche i dati registrati dall’Arpa sono «sistematicamente » più bassi di quelli reali. Che sopra una certa soglia (120 microgrammi) la sottostima delle macchine regionali diventa «drammatica». A pagina 6 del primo rapporto (concluso nel novembre 2006, relativo a Monza), c’è addirittura una conclusione che nel testo è stata «nascosta» sotto un grafico e dice testualmente: «I dati della rete locale sottostimano i valori delle concentrazioni di circa il 40 per cento» rispetto agli strumenti dei tecnici europei.
La ricerca - I rapporti sono stati redatti ogni 6 mesi, a partire dal novembre 2006, da un’équipe specializzata del Joint research center, il Centro comune di ricerca di Ispra, direzione generale della Commissione europea che si occupa della ricerca scientifica. Il lavoro è frutto di un accordo tra Commissione e Regione Lombardia siglato nel 2006 e costato al Pirellone 6 milioni di euro. Lo studio è articolato in quattro aree: «identificazione delle sorgenti dell’inquinamento», «analisi delle opzioni tecnologiche per l’abbattimento dello smog», «monitoraggio della qualità dell’aria», «valutazione integrata». È una sorta di «bibbia» della ricerca ambientale sull’inquinamento, in corso ormai da oltre tre anni. La Regione però non ha mai diffuso i risultati. Né ai cittadini, né agli altri enti locali. Fino ad oggi sono stati ultimati 7 rapporti: il Corriere ha potuto consultare i primi sei grazie all’impegno dei «Genitori antismog », che da anni si battono per la ricerca della documentazione scientifica sull’inquinamento che le istituzioni «nascondono » ai cittadini.
Macchine e polveri - Per le rilevazioni del Pm10 nell’aria, l’unico metodo di riferimento stabilito dalle leggi europee è il gravimetrico (si pesano le polveri depositate sui filtri). È concesso usare macchine con sistemi diversi, purché siano calibrate sul metodo gravimetrico. L’accuratezza delle rilevazioni dipende in questo caso da molti fattori: tipo di macchina/centralina, manutenzione, applicazione di coefficienti per la correzione degli errori, aggiornamenti tecnologici. Per questo un certo limite di incertezza è tollerato. A colpire però nelle campagne di controllo in Lombardia, soprattutto durante le prime verifiche, è l’incertezza a senso unico: nella stragrande maggioranza dei casi, i dati dell’Arpa sono inferiori a quelli rilevati con le tecnologie di Ispra. Diciotto giorni su 18 nelle verifiche a Pioltello nel 2006; 13 su 13 a Monza nel 2007; 13 giorni su 14 a Milano- via Pascal sempre nel 2007. Ancora nel 2007 vengono realizzate altre due campagne: a Bergamo l’allineamento dei dati per la prima vola è buono; ma a Busto Arsizio, dice Ispra, la centralina «sottostima regolarmente i valori del Pm10 tra il 10 e il 20 per cento».
Gianni Santucci
Saturday, February 27, 2010
Inquinamento atmosferico: vertice in Provincia
Inquinamento atmosferico: vertice in Provincia
VERTICE IN PROVINCIA PER ESAME PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Nella mattinata di oggi, presso la sede della Provincia di Lecco - Settore Ambiente ed Ecologia, si è tenuto un incontro, sollecitato dai Sindaci di Valmadrera e Nibionno (dove sono ubicate le centraline per il rilevamento della qualità dell’aria) tra l’Assessore all’Ambiente Carlo Signorelli, i Sindaci dei due Comuni, i tecnici dell’ARPA e dell’ASL.
Obiettivo dell’incontro la valutazione della possibilità di promuovere iniziative congiunte per contrastare e ridurre il fenomeno dell’inquinamento atmosferico.
Nel corso dell’incontro, durante il quale sono stati valutati i dati delle centraline per il rilevamento della qualità dell’aria, sono emerse l’esigenza di implementare le azioni coordinate e le informative inerenti i danni alla salute dell’ozono (stagione estiva) e l’importanza del rispetto dei provvedimenti adottati dalla Regione in applicazione della Legge 24/2006, relativi al divieto di fuochi all’aperto e di utilizzo di apparecchi obsoleti e di camini a legna per uso privato sotto la quota di 300 metri sul livello del mare.
L’Assessore all’Ambiente Carlo Signorelli ha assunto l’impegno di svolgere un ruolo di coordinamento nei confronti dei Comuni per sensibilizzare i Cittadini e le Amministrazioni ad adottare comportamenti che contribuiscano in modo concreto a contenere l’inquinamento atmosferico. “I divieti di fuochi all’aperto e dell’utilizzo della legna come combustibile sono largamente disattesi - ha dichiarato l’Assessore Signorelli - e serve un impegno anche delle amministrazioni locali per reprimere un fenomeno che incide in modo rilevante sulla qualità dell’aria”.
VERTICE IN PROVINCIA PER ESAME PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Nella mattinata di oggi, presso la sede della Provincia di Lecco - Settore Ambiente ed Ecologia, si è tenuto un incontro, sollecitato dai Sindaci di Valmadrera e Nibionno (dove sono ubicate le centraline per il rilevamento della qualità dell’aria) tra l’Assessore all’Ambiente Carlo Signorelli, i Sindaci dei due Comuni, i tecnici dell’ARPA e dell’ASL.
Obiettivo dell’incontro la valutazione della possibilità di promuovere iniziative congiunte per contrastare e ridurre il fenomeno dell’inquinamento atmosferico.
Nel corso dell’incontro, durante il quale sono stati valutati i dati delle centraline per il rilevamento della qualità dell’aria, sono emerse l’esigenza di implementare le azioni coordinate e le informative inerenti i danni alla salute dell’ozono (stagione estiva) e l’importanza del rispetto dei provvedimenti adottati dalla Regione in applicazione della Legge 24/2006, relativi al divieto di fuochi all’aperto e di utilizzo di apparecchi obsoleti e di camini a legna per uso privato sotto la quota di 300 metri sul livello del mare.
L’Assessore all’Ambiente Carlo Signorelli ha assunto l’impegno di svolgere un ruolo di coordinamento nei confronti dei Comuni per sensibilizzare i Cittadini e le Amministrazioni ad adottare comportamenti che contribuiscano in modo concreto a contenere l’inquinamento atmosferico. “I divieti di fuochi all’aperto e dell’utilizzo della legna come combustibile sono largamente disattesi - ha dichiarato l’Assessore Signorelli - e serve un impegno anche delle amministrazioni locali per reprimere un fenomeno che incide in modo rilevante sulla qualità dell’aria”.
Friday, February 26, 2010
Verderio Inferiore è inquinato come Merate e Calusco
Verderio Inferiore: 5.2 t di polveri sottili all`anno nell`aria. Secondo l`Arpa il paese è inquinato come a Merate e Calusco
L`aria che si respira a Verderio Inferiore è tanto inquinata quanto quella di Merate e Calusco. A rivelarlo il campionamento effettuato dall`agenzia regionale per la protezione dell`ambiente nel corso del 2009, in due distinti periodi, e i cui risultati sono stati illustrati nei giorni scorsi agli amministratori. Un risultato che non sorprende particolarmente visto che già il monitoraggio effettuato anni fa da Merate, in due punti distinti (sulla statale e nel parco del Belgiojoso), aveva portato a scoprire che l`aria respirata era, complessivamente, della medesima qualità.
La centralina mobile di Verderio Inferiore è stata posizionata in un`area verde, nelle immediate vicinanze della sede municipale e lontana da fonti dirette di emissione.
Dall`analisi svolta dall`Arpa è risultato che le principali fonti di inquinante per le polveri sottili (circa 5.2 tonnellate l`anno) sono la combustione non industriale dunque impianti di riscaldamento (58%) e il trasporto su strada (19.3%). A contribuire al “grigio” risultato ci sono anche le sorgenti mobili e i macchinari, l`agricoltura e la combustione industriale.
Come si può evincere dalla tabella, e da una stima fatta dagli esperti, la combustione non industriale butta nell`aria tre tonnellate all`anno di particolato sottile. Una tonnellata deriva dal trasporto su strada e 500 quintali da altre sorgenti mobili e macchinari.
Il dato percentuale è in linea con quanto rilevato sempre dall`Arpa a livello provinciale dove il 51% delle emissioni in provincia è dato dalla combustione non industriale (pari a 428 tonnellate all`anno) e il 30% (dunque un valore più alto) dal trasporto su strada.
Durante il periodo della seconda misurazione, dall`11 settembre all`8 ottobre 2009 le concentrazioni giornaliere di Pm10 non hanno mai superato il limite dei 50 microgrammi per metro cubo.
Una situazione che, come spiegato dagli esperti, si correla all`andamento meteorologico. Le fasi di instabilità atmosferica, accompagnate da piogge e aumenti della velocità del vento, hanno contribuito in maniera determinante alla dispersione dell`inquinante.
La comparazione della campionatura è stata fatta tra le centraline di Merate, Calusco d`Adda e Verderio Inferiore. La media, nel periodo 11 settembre-8 ottobre, si è collocata per Calusco e Verderio attorno ai 27 µg/mc e a Merate a 33 µg/mc. Mentre la centralina di Verderio non ha rilevato superamenti, quella bergamasca ne ha collezionati 1, 2 quella meratese.
Uno sguardo generale mostra infine come, nonostante valori leggermente diversi, l`andamento delle concentrazioni nei diversi giorni sia stato simile.
Dunque, questa la conclusione dello studio Arpa, “da entrambe le campagne di monitoraggio effettuate nel 2009 risulta evidente che la qualità dell`aria a Verderio Inferiore è confrontabile con quella dei vicini comuni inseriti in un simile contesto territoriale. Infatti l`andamento delle concentrazioni giornaliere di Pm10 misurate è risultato analogo a quello rilevato nelle altre stazioni fisse prese a confronto (Merate e Calusco d`Adda) ma con valori leggermente inferiori”.
Saba Viscardi
Tuesday, February 23, 2010
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