Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Monday, October 25, 2010

Bresciaoggi.it - Provincia

Bresciaoggi.it - Provincia

Italcementi si allarga? C'è un'intesa sui limiti

REZZATO E MAZZANO. Ci sono novità per la salute dei cittadini
Il nuovo piano di sviluppo dell'azienda comprende le indicazioni proposte dai due Comuni interessati

25/10/2010 Zoom Foto Dopo anni di discussioni e di incontri, le amministrazioni comunali di Rezzato e Mazzano e l'«Italcementi» hanno trovato una base di accordo sui progetti di trasformazione dell'azienda. Un'intesa che prevede limiti precisi nella produzione giornaliera e nelle relative emissioni in atmosfera. Di cosa si tratta?
«La prima ipotesi di ristrutturazione e potenziamento della cementeria - spiega il vice sindaco di Rezzato Claudio Donneschi - risale a cinque anni fa, e prevedeva la sostituzione dell'attuale forno, che produce 2.600 tonnellate giorno con un impianto da 4.000 tonnellate giornaliere. A fronte di quella richiesta, i comuni di Rezzato e Mazzano hanno svolto tra 2007 e 2008 un'indagine ambientale al fine per definire i danni alla salute dei residenti derivanti dal pesante inquinamento atmosferico; in particolare per le polveri sottili e gli ossidi di azoto. I risultati delle indagini, svolte dall'Istituto "Mario Negri" di Milano e dall'unità di Epidemiologia dell'Istituto dei Tumori, sempre di Milano, si possono consultare sul nostro sito; e sono tali da raccomandare un significativo intervento per ridurre gli inquinanti».
Sulla base di questi dati, i due municipi hanno presentato una serie di richieste all'azienda da inserire nella stesura di ogni futuro progetto di riqualificazione dell'impianto. Le più importanti? Il contenimento dell'aumento della produzione fino a un massimo di 3.000 tonnellate al giorno e la riduzione drastica delle emissioni in atmosfera attraverso sistemi di abbattimento a filtri catalitici, che permettano di raggiungere livelli di emissioni ben al di sotto di quelli previsti dalle leggi.
Le reazioni di Italcementi? Il nuovo progetto preliminare presentato nei mesi scorsi alle due amministrazioni comunali ha dato una prima risposta positiva alle due questioni principali. Intanto, la società ha chiesto alla Regione Lombardia di utilizzare la procedura di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale per costruire il nuovo forno.
Intanto, a Rezzato e Mazzano si lavora a un documento con le osservazioni legate ai problemi che la cementeria crea ai cittadini e che indichi le relative soluzioni: sarà presentato in Regione in occasione di una prossima valutazione dell'iter autorizzativo, e in vista di quella convocazione, la giunta rezzatese e i gruppi consiliari hanno organizzato un'assemblea coi cittadini per presentare il nuovo progetto Italcementi: si terrà domani alle 20,45 nella sala «Italo Calvino» di via da Vinci 44.
Alfredo Laffranchi

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Lo stabilimento Italcementi

Friday, October 15, 2010

Il Giorno - Bergamo - Lotta allo smog, Palafrizzoni mette nel mirino le caldaie

Il Giorno - Bergamo - Lotta allo smog, Palafrizzoni mette nel mirino le caldaie

Bergamo, 15 ottobre 2010 - Gli impianti di riscaldamento per le abitazioni riprenderanno a funzionare a pieno regime soltanto da oggi ma, complici il bel tempo e la persistente assenza di venti, le famigerate polveri sottili sono già tornate ad incombere su Bergamo e l’hinterland. E così, mentre Regione, Provincia e Comune di Bergamo stanno definendo gli ultimi dettagli delle iniziative da mettere in campo per cercare di contrastare l’annuale appuntamento con lo smog, già mercoledì le centraline di rilevazione dell’Arpa hanno lanciato il primo grido d’allarme: in via Garibaldi, infatti, si è toccato il picco di 61 microgrammi per metro cubo di Pm10 (rispetto al limite di 50 fissato dalla legge), ma situazioni analoghe si sono verificate anche in via Meucci, con 55 microgrammi, e a Calusco, con 54, mentre Filago, Lallio e Treviglio si sono attestate sì al di sotto della soglia di guardia ma pur sempre con 44 microgrammi.
Che il problema della qualità dell’aria sia una delle emergenze del periodo invernale, in una Pianura Padana che l’assessore all’Ambiente di Palazzo Frizzoni, Massimo Bandera, definisce senza mezzi termini «un catino che ospita una delle zone più industrializzate d’Europa e a più alta densità abitativa», è noto da sempre. Al punto che l’Istat ha collocato il capoluogo orobico tra le 30 peggiori città del Vecchio Continente, con 75 giorni di “sforamento” nel 2008, solo parzialmente compensati dal leggero calo registrato lo scorso anno, quando i giorni di superamento del limite sono stati 63. «Abbiamo ragione di credere – sottolinea Bandera – che la prossima stagione si evolverà sostanzialmente in linea con quella precedente.
Noi, peraltro, stiamo cercando di mettere in campo alcune misure strutturali in grado di favorire un’inversione di rotta anche se conosciamo la situazione oggettiva, caratterizzata, tra novembre e marzo, dal fenomeno dell’inversione termica che riduce di molto il ricambio di aria». Palazzo Frizzoni, comunque, ha deciso di non stare con le mani in mano. Accantonate, almeno per ora, le domeniche senz’auto, su cui praticamente nessuno fa più affidamento vista l’esiguità dei benefici offerti, oltretutto molto limitati dal punto di vista temporale, la scelta è caduta su altre opzioni: così l’amministrazione orobica punterà su lavaggi più frequenti di strade e marciapiedi, in modo da eliminare il più possibile i “depositi residui” lasciati dal traffico giornaliero.
Inoltre, come già era accaduto l’anno scorso soprattutto nella fase più difficile con i numeri delle Pm10 alle stelle, insieme alla Provincia verranno intensificati i controlli sulle caldaie: «Si tratta – dice Bandera – di un’operazione indispensabile che riguarda sia la sicurezza degli impianti che la loro efficienza. E non è escluso – anticipa – che, almeno nei mesi più difficili, quando cioè le macchine per il riscaldamento funzionano continuativamente a pieno regime, la durata dell’accensione del riscaldamento possa essere ridotta di un’ora».

Per Palazzo Frizzoni resta comunque il problema delle scelte politiche a monte che dovrebbero coinvolgere l’intera Pianura Padana. In Regione la questione è già stata affrontata e l’assessore all’Ambiente del Pirellone, il bergamasco Marcello Raimondi, assicura: «Entro tre anni ogni condominio dell’area critica con impianto di riscaldamento centralizzato sarà dotato di un contabilizzatore termico e di valvole termostatiche che producono solo il calore di cui si ha effettivamente bisogno, con un abbattimento delle emissioni in atmosfera tra il 30 e il 70%».
di Alessandro Borelli

Smog, si ricomincia a soffrire


Smog, si ricomincia a soffrire:
valori «over limits» ovunque

E ci risiamo. Quella di giovedì 14 ottobre - come conferma il bollettino giornaliero sulla qualità dell'aria diffuso dall'Arpa - è stata la prima giornata della stagione 2010-2011 in cui tutte le centraline di rilevamento hanno segnalato valori di polveri sottili superiori al valore limite fissato dalla normativa, cioè 50 microgrammi di polneri sottili per metro cubo d'aria.

Molti valori erano già «over limits» già nella giornata di mercoledì, 13 ottobre: è il caso delle due centraline di Bergamo, via Meucci e via Garibaldi, rispettivamente a 55 e 61 microgrammi; e ancora della centralina di Calusco, che faceva già segnare 54 microgrammi.

Nella giornata di giovedì invece i valori delle pm10 sono sopra i 50 microgrammi ovunque:
Bergamo via Meucci 63
Bergamo via Garibaldi 62
Dalmine e Filago - non disponibili
Lallio 56
Osio Sotto 51
Treviglio 52
Calusco 61

Le previsioni
La situazione pare destinata a peggiorare visto che il meteo annuncia aria fredda in arrivo e, inoltre, scatta la possibilità di accendere i riscaldamenti fino a 14 ore al giorno. Una pezza, per quanto riguarda le polveri, potrebbe metterla la pioggia che dovrebbe tornare a cadere.

Da venerdì 15 ottobre caldaie accese
Dal 15 ottobre al 15 aprile la norma prevede un massimo di 14 ore al giorno. Per il resto dell'anno, se le temperature si abbassano, sono consentite fino a 7 ore.

Monday, October 11, 2010

Dalle camicie rosse ai furbetti del latticino

Dalle camicie rosse ai furbetti del latticino

La provincia di Bergamo, che diede ai Mille più uomini di tutte le altre, ora è il cuore del separatismo padano. Dove i Cobas degli allevatori trovano protezione

34. PONTIDA
Dalle camicie rosse ai furbetti del latticino
La provincia di Bergamo, che diede ai Mille più uomini di tutte le altre, ora è il cuore del separatismo padano. Dove i Cobas degli allevatori trovano protezione
La grande Vacca Celeste, che per gli egizi emerse dalle acque portando tra le corna il sole, da queste parti non si è mai vista. E se anche fosse apparsa sarebbe finita sotto uno dei camion che rombano lungo l’intasatissima via Briantea. Ma è difficile passare per Pontida senza avvertire l’alito della grande Vacca Verde. Vacca celtica. Vacca padana. Vacca più generosa ancora di Audumla, che nella mitologia germanica permise ai giganti di dissetarsi alla sue mammelle «da cui fluivano quattro fiumi di latte». Allora non soggetto, si capisce, ai limiti sulle quote della comunità europea.
Intendiamoci, di vacche in carne e ossa, in questa valle San Martino che da Bergamo sale verso Lecco, ne sono rimaste poche. E se la splendida Riviera ha conservato coi suoi vigneti qualcosa di agreste così come il dirimpettaio monte Canto coperto dai castagni che ingoiano le chiesette battute da papa Giovanni quando era un pretino di gamba buona, il fondovalle dove è Pontida è ingombro di capannoni, stabilimenti, depositi, supermercati, rottami industriali. Eppure è qua, la stalla metafisica della grande Vacca Verde. Quella che da anni prende a cornate la Ue e implicitamente tutti i contribuenti italiani. Bossi ha rinnovato anche quest’anno, sul «prato sacro », il suo giuramento quando mancavano 10 giorni alla scadenza delle multe da pagare: «Non posso dire il perché e il percome ma tra pochi giorni capirete. Adesso siete disperati ma io non vi ho dimenticati e la Lega risolverà i vostri problemi ». Rassicurati dalla certezza di un nuovo rinvio, i Cobas del latte hanno sventolato le bandiere: «Evviva!».
Esultanza comprensibile: a nessuno piace pagare, tanto più se la gabella è vissuta, a torto o a ragione, come un’ingiustizia. Più difficile, però, è spiegarlo agli altri. Sapete quanto è costato finora agli italiani il braccio di ferro tra poche migliaia di irriducibili e la Ue? Quattro miliardi e 407 milioni di euro. In valuta corrente. Contando l’inflazione, oltre 5 miliardi: il costo del ponte di Messina. Per capirci: oltre 83 euro a cittadino. Da Bolzano a Lampedusa. Cosa che fa uscire pazzo il ministro dell’agricoltura Giancarlo Galan: «Per pochi furbetti mettiamo a rischio la credibilità e gli interessi del Paese. La Lega non può cavalcare questa protesta». Risposta leghista: «Giù le mani dalle vacche padane, l’abbiam giurato sul sacro suol!».
Che questo suolo stravolto dall’urbanizzazione sia sacro a tutti i patrioti è vero. Dal 7 aprile 1167 in cui la sala capitolare dell’abbazia cluniacense ospitò il celeberrimo giuramento che partorì la Lega Lombarda contro il Barbarossa, Pontida è un mito. Coltivato, spiega lo storico Paolo Grillo, dai padri del Risorgimento. Sublimato dal calzolaio Celestino Riva (il quale sbarcato coi Mille a Marsala perse un braccio a Calatafimi) e dai quattro compaesani che, partiti al seguito del condottiero, fecero di Pontida il paese più garibaldino d’Italia. Cuore della provincia più garibaldina, quella Bergamo che diede 174 camicie rosse con la prima ondata più altre 1400 con le successive, compresi, ha raccontato Paolo Rumiz, 40 alunni del liceo Sarpi sulle cui pagelle a fine anno fu scritto al posto dei voti «ito in Sicilia » o «defunto in Sicilia». Per non dire delle adunate fasciste. Cronaca dell’Eco di Bergamo dell’8 aprile 1940: «Una Pontida imbandierata, in una festante cornice di sole e di pubblico (...) ha rivissuto ieri mattina (...) la gloriosa data del giuramento della Lega Lombarda. Mai tanto flusso di folla ha invaso le vie del paese pavesato in ogni dove di tricolore...».
Cinquant’anni dopo, il fondatore della Lega, Umberto Bossi, annuncia la «Marcia di Pontida ». Una festa, scrive l’Ansa, che si terrà «ogni anno nella prima settimana di aprile. I giovani della Lega si recheranno a piedi da ogni parte della Lombardia». Al primo appuntamento arrivano in alcune centinaia. A piedi, però, fanno solo tre chilometri. Rischiando di essere travolti dai tir. Altri vent’anni e nel 2010, quando i leghisti torneranno per la 20º adunata, si ritroveranno con lo stesso problema. Aggravato. Un rapporto dell’Aci dice che la trafficatissima statale Briantea è una delle più pericolose della regione e del Paese. Ma i lavori di ammodernamento, che dovevano essere completati per i mondiali del 1990, non sono mai finiti. E i cantieri dell’ultimo tratto interrato della bretella sono ancora lì. A testimoniare, oh mamma che vergogna, che non solo i terroni ci mettono una vita per fare le cose. Dettaglio confermato, del resto, dai piloni di cemento marcio che svettano osceni tra le vigne della Riviera e i castagni del Canto. Erano della vecchia teleferica che dalla immensa cava di Colle Pedrino portava il materiale a Pontida per risalire e ridiscendere fino alla smisurata Italcementi di Calusco. Quando il cementificio ottenne il consenso di scavare un tunnel e metterci un nastro trasportatore, si impegnò a smantellare tutto. Ciao...
Camicie rosse, camicie nere, camicie verdi. In marcia attraverso vallate in cui tutto è cambiato ma tutto è rimasto per certi aspetti uguale. Mezzo secolo fa Montanelli scriveva di questi paesi come «chiusi microcosmi» che «incubavano anche una sospettosa e puntigliosa xenofobia e, per converso, un senso acuto e ribelle delle autonomie di campanile». Qui debuttò nel '56 il Movimento Autonomista Bergamasco di Guido Calderoli (nonno del nostro), qui apparve nel '58 il Movimento Autonomie Regionali Padane, qui spuntò fuori l’Unione Autonomisti Italiani destinata a darsi il nome di Uai - Padania Libera con uno statuto firmato nel '67 dove? Ovvio: a Pontida.
Non c’era, però, il rancore sordo di oggi contro Roma e il mondo... Dice Ermanno Olmi che no, non riconosce più le sue terre. Certo, alcuni angoli sono rimasti miracolosamente fedeli a quel mondo contadino raccontato nell’Albero degli zoccoli. «Ma io non riconosco più gli uomini », sospira il grande regista. «Anche se si sono mantenute le chiese come edificio, sono cambiati quelli che ci vanno». È molto tempo, dice, che qui non si sente più a casa sua: «Da quando cominciò un tipo di razzismo, tanti anni fa, che non era di bianchi sui neri ma di quelli che avevano fatto i soldi su quelli che non li avevano fatti. Come se ciò fosse una misura del valore degli uomini».
Se ha ragione, tempi durissimi per gli operai vinti dalla crisi. La provincia che dal 2001 aveva scalato le classifiche del Pil arrivando all’11˚ posto in Italia, ha accumulato nei primi tre mesi dell’annus horribilis 2009 più di due milioni di ore di cassa integrazione. E due grandi stabilimenti vicini a Pontida, la tessile Legler e la Indesit sono finite kappaò. Unite dallo stesso destino, dicono, di certe camicie rosse bergamasche: morte per il Sud. La Indesit di Brembate, 450 operai, sta per pagare un piano di rilancio che punta sull’impianto campano del gruppo. La Legler, che occupava 500 persone, è stata trascinata nella crisi degli impianti sardi.
Camicie rosse, camicie nere, camicie verdi. Tutto cambiato, tutto come prima. Come con le quote latte. Ne abbiamo viste di tutti i colori... Fantasmi come quello di Buzzacconi Giovanni che, morto nel 1987, ha continuato a mungere le sue 36 frisone per altri sette anni. E poi 55 mila aziende di carta con vacche di carta munte da contadini di carta fino al caso di una stalla che figurava in un attico a piazza Navona. E poi controlli pagati 300 mila lire ad azienda, subappaltati a un decimo e svolti con tanto scrupolo che un ispettore di Bolzano arrivò a far rapporto a una media vertiginosa di 114 stalle l’ora.
Un bordello. Che spinse il governo a dare una sterzata alla quale i rivoltosi risposero inondando le autostrade coi «negri spruzzi della morte» di cui aveva scritto Luigi Meneghello ricordando la preghiera dei contadini vicentini: «Liberaci dal lùame, dalle perigliose cadute dei lùamari così frequenti per i tuoi figlioli e così spiacevoli...». Per non dire del lancio nel firmamento tivù della mucca Ercolina, portata a Roma per «un cappuccino in diretta» (con schizzo nella tazza del caffè) a palazzo Madama, un salto in Rai da Giancarlo Magalli, una puntata al Costanzo show, un incontro con la marchesa Giacinta del Gallo di Roccagiovane. Fino a eccitare la concorrenza della non meno popputa pornostar Jessica Massaro che si presentò davanti a Montecitorio coperta solo da chiazze di vernice bianca e nera come si conviene alle vacche pezzate.
La domanda è: com’è possibile che tanti anni dopo sia rimasto tutto come allora? Che il nostro sia non solo il Paese che sfora sempre più di tutti ma l’unico che non paga o paga solo le briciole? Nel 2005-2006, per dire, pagammo 7 milioni di euro su quei 188 che erano la metà di tutte le ammende (377 milioni) di quell’anno. Il triplo della Germania (62 milioni) e il doppio della Polonia (91 milioni), che da allora però riga diritto. L’anno dopo, replay: su 220 milioni di multe ai 6 paesi che avevano sforato, 176 erano ai nostri. Che, ovvio, non han pagato. E via così fino al 2008-2009, quando ci siamo spartiti con l’Olanda la quasi totalità delle multe.
Dicono gli allevatori che fu l’Italia a sbagliare quando l’Europa nell’84 decise per le quote. «C’erano eccedenze spaventose che costavano migliaia di miliardi di lire», ricorderà l’allora ministro dell’agricoltura Filippo Maria Pandolfi. «Le più spaventose erano, soprattutto in Germania, Olanda e Francia, quelle di latte». Che era ritirato, come le arance del Sud, a carico dell' Unione.
Decisero: facciamo una foto dell’esistente. E cosa fecero i nostri? Risposero all’indagine Istat come fosse una dichiarazione dei redditi: stando al più basso possibile. Perché l’Europa voleva sapere i fatti loro? Morale: quei dati falsi per difetto finirono nel fascicolo europeo. E furono la base della ripartizione delle quote. E l’Italia, che aveva 457 mila allevatori di cui «un terzo con meno di 10 vacche», si ritrovò a poter produrre, nonostante coprisse solo il 60% del fabbisogno, non più di 90 milioni di quintali di latte l'anno. Un terzo di quelli concessi alla Germania e molto meno della metà di quelli permessi alla Francia. Una sproporzione assurda. Corretta negli anni col contagocce. Al punto che ancora nel 2008-2009, prima di un’aggiunta di 7 milioni e mezzo di quintali strappata da Luca Zaia, l’Italia doveva star dentro i 105 milioni di quintali contro i 282 della Germania, i 246 della Francia, i 148 del Regno Unito e i 112 dell’Olanda. Per capirci: ogni italiano consuma, compresi burro, gelati, formaggi, scarti di lavorazione, un litro di latte al giorno. Più o meno come gli altri europei. Ma può produrre solo 480 grammi pro capite contro i 940 dei tedeschi, i 1.120 dei francesi, i 1.920 degli olandesi. Va da sé che siamo costretti a importare tantissimo latte, andando in rosso nel 2009 per 178 milioni.
«Visto? Hanno ragione gli agricoltori a non pagare!», dirà qualcuno. No: hanno torto. Perché c’è modo e modo di ribellarsi alle ingiustizie: puoi fare l’iradiddio dando battaglia o puoi rubare il portafogli ai passanti per rifarti. I «furbetti del latticino» hanno scelto questo: si rifanno sulla pelle degli altri italiani. Soprattutto di quegli allevatori onesti che, giusta o sbagliata che sia la legge, la rispettano. Vogliamo dirla tutta? Gli errori, così gravi che i governi di tutti i colori non sono mai riusciti ametterci una toppa, sono stati due. Il primo di calcolo: troppo bassa la quota nostra. Il secondo di testa: il messaggio agli agricoltori, più o meno ammiccante, fu che le cose si sarebbero aggiustate. All’italiana. Non arriva sempre, prima o poi, da noi, un condono? Non bastasse, nel '94 le multe al posto di chi aveva sforato per anni le pagò, per un totale di 2.600 milioni di euro attuali, lo Stato. L’Europa abbozzò: ok, ma solo stavolta. Sennò sono aiuti di Stato. Illegittimi.
Macché: vistisi premiati, i furbi continuarono come prima. Anzi. Mentre prima tutto era così, casareccio (nessuno si premurava di incassare le multe), ora l’imbroglio si fece scientifico. E poiché la legge assegnava alle società che compravano il latte il ruolo di sostituto d’imposta (come l’azienda che trattiene le tasse ai dipendenti) degli allevatori, ecco spuntare le cooperative pirata. Che, ottenuto dalla Regione il «patentino» di «primo acquirente» si guardavano bene dal prelevare ai soci le multe. E una volta raggiunte dall’ingiunzione di pagamento, facevano ricorso al Tar, ottenevano la solita sospensiva e si affidavano alla lentezza della giustizia. Ci sono decine e decine di cause «sospese» da dieci anni. Decine.
Se poi la Regione mangiava la foglia e revocava il «patentino», la società si spostava. Dalla Lombardia al Piemonte, dal Veneto all’Emilia... In un tourbillon di sigle e liquidazioni, l’araba fenice risorgeva sempre. Una prova? La Corte dei conti friulana ha condannato una coop dei Cobas, in liquidazione coatta, a pagare 35,8 milioni di euro all’Agea, l’agenzia che deve girare i soldi alla Ue. Erano multe mai riscosse. La cooperativa si chiama «Savoia 5», quinta di una serie di «Savoia », che aveva trasferito la propria sede da Carmagnola, vicino a Torino, a 545 chilometri di distanza, a Brugnera, Pordenone.
A rimetterci sono gli allevatori in regola. Le quote latte infatti si possono liberamente vendere e acquistare. C’è chi le compra, per non sforare e chi gliele vende: secondo la Coldiretti gli allevatori a posto avrebbero sborsato 1.850 milioni di euro per rilevare o affittare quote. Ma dopo aver preso i soldi, qualche venditore continua spesso a produrre come prima e più di prima. Come ha fatto un modenese capace di accumulare multe per 10,8 milioni pur avendo venduto quote produttive per quasi mezzo milione. Certo di essere protetto da Cobas e politica. Anche se il nodo ora rischia di venire al pettine. Il «salvataggio» promesso da Bossi a Pontida, ovvero un rinvio di sei mesi dei pagamenti dovuti da chi ha sforato, si è rivelato un pasticcio. Il rinvio non scatta per chi non aveva già aderito a una generosa rateizzazione disposta dal ministero. E dal 15 novembre l’Agea potrebbe essere costretta a revocare le quote aggiuntive strappate da Zaia all’Ue. Con la morte nel cuore.
Il rapporto fra Lega e Cobas è stato fin dall’inizio stretto. Lo dice l’elenco dei finanziatori del Carroccio: ecco l’«Associazione produttori latte bovino pianura padana» di Montichiari, Brescia, l'associazione Emilat fondata da Fabio Rainieri poi parlamentare leghista, il Comitato spontaneo produttori latte di Saluzzo... È poi un caso se, prima di lasciare l’Agricoltura, Luca Zaia abbia piazzato al vertice dell’Agea Dario Fruscio, calabrese, già senatore leghista fidato al punto di essere stato messo a suo tempo alla presidenza di Euronord holding, l’involucro di Credieuronord, la banca della Lega, e poi su poltrone importanti all’Eni, a Sviluppo Italia, all’Expo 2015? Quanto al leader storico dei Cobas, Giovanni Robusti, «ministro dell’Agricoltura» del primo «governo » padano, capo delle camicie verdi, nel 2009 è stato condannato in primo grado a tre anni e mezzo per truffa allo Stato e alla Ue. L’accusa: aver inventato un sistema di fatturazione e vendita del latte in nero grazie alle citate coop «Savoia» da lui fondate. Dimensione della frode, secondo i giudici: 240 milioni. Imbarazzante.
Come gli venne in mente di chiamarle «Savoia»? Per irridere alla dinastia che fece l’Italia? Quel che è sicuro è che Robusti è stato sempre vicino alla Lega anche negli affari. Lo dimostra una società costituita nel '98. Si chiamava Cesia, «Consulenze economiche sugli interventi in agricoltura»: il 18% era di Robusti ma il 35% era della Fin Group. La finanziaria leghista presieduta da Stefano Stefani, allora ai vertici del partito. E la Credieuronord che il «furbetto del quartierino» Gianpiero Fiorani tentò di salvare dal crac? Aveva con la Cesia un rapporto organico. Non fosse altro perché Robusti, coincidenza, ne era anche consigliere.
Un pasticcio di società nate e morte da capogiro. Tra le quali una particolarmente curiosa. La «Cooperativa produttori latte tipico della pianura padana». Che dopo aver accumulato multe per due milioni e mezzo di euro viene trasformata in srl e venduta a una società del Delaware, stato americano che già Calisto Tanzi aveva individuato come paradiso fiscale. E chi è il compratore? Alexandru Rosianu. Direte: ma come, leghisti che ricorrono a un rumeno? Si sa che il mondo è pieno di contraddizioni. La più divertente è quella del sindaco di Pontida, il deputato leghista Pierguido Vanalli. Il quale, pur essendo bergamasco doc, avrebbe qualche imbarazzo a urlare «Roma ladrona»: è tifoso giallorosso. Prima dell’ultimo derby Roma-Lazio confidò all’Ansa: «Je la famo…».
Sergio Rizzo e Gian Antonio StellaBookmark and Share

Stop Alle centrali Salva l'Adda di Paderno


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Sunday, October 10, 2010

Wednesday, September 29, 2010

Merate Online - Paderno: il 2 Puliamo il Mondo sull'Adda

Merate Online - Paderno: il 2 Puliamo il Mondo sull'Adda

Annullato a causa delle previsioni meteo avverse, l'appuntamento con "Puliamo il mondo" di Legambiente sulle sponde dell'Adda torna sabato 2 ottobre con ritrovo alle ore 14.00 presso la chiesetta degli Alpini di Paderno vicino al ponte di S. Michele. L'iniziativa vuole puntare l'attenzione su un territorio dall'alto valore paesaggistico, storico, culturale e ambientale, minacciato da 3 richieste di derivazione delle acque ad uso idroelettrico presentate da aziende bresciane e bergamasche. L'iniziativa si svolge in collaborazione con Pro Loco Paderno d'Adda (che organizzerà una merenda per tutti), Canoa Club Calusco d'Adda, Canoa Club Villa d'Adda, Antisopore Paderno d'Addda e Associazione Luna Nuova di Solza. Per maggiori informazioni contattare il 333-3253774 o adda-news.blogspot.com

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Friday, September 24, 2010

Calusco diventa «Isola Cresco» Obiettivo sostenibilità praticata  - Cronaca - L'Eco di Bergamo

Calusco diventa «Isola Cresco» Obiettivo sostenibilità praticata - Cronaca - L'Eco di BergamoCalusco d'Adda sarà la quarta «isola Cresco» (a crescita compatibile) in Italia. Dopo i primi tre comuni pilota delle province di Milano e Sondrio, l'alleanza territoriale fra imprese, comuni, cittadini e università per passare da una sostenibilità predicata a una sostenibilità praticata si estende così anche alla provincia di Bergamo.

Il progetto «Cresco» è promosso da Fondazione Sodalitas in sinergia con Politecnico di Milano, con il sostegno di Regione Lombardia e con la partecipazione di Anci, Legambiente, Cittadinanzattiva, Ingegneria senza Frontiere - Milano,The Natural Step.

«A soli pochi mesi dal lancio di "Cresco" - ha affermato Alessandro Beda, responsabile del progetto per Fondazione Sodalitas - siamo felici di poter già annoverare una quarta isola a crescita compatibile dopo i primi tre progetti pilota avviati nei mesi scorsi. Grazie a questa iniziativa intendiamo far nascere in Italia tante "Isole Cresco", una rete di comuni italiani capaci di sviluppare un'alleanza virtuosa per la sostenibilità tra amministrazioni locali, imprese e cittadini».

Il progetto di Calusco d'Adda verrà lanciato ed illustrato durante il workshop «Cresco-Imprese e Cittadini per una sostenibilità praticata» che si terrà nell'ambito del Salone «Dal dire al Fare» (di cui Fondazione Sodalitas è promotrice) il 29 settembre dalle ore 14 alle 16 all'Università Bocconi di Milano.

L'evento sarà anche un'occasione per presentare il progetto «Cresco» a chi ancora non lo conosce. «Il nostro comune è da sempre molto attento alle politiche ambientali ed energetiche - ha affermato Roberto Colleoni, sindaco di Calusco d'Adda - che promuoviamo con diverse azioni di sensibilizzazione al rispetto e alla salvaguardia dell'ambiente. A Calusco d'Adda, per esempio, siamo stati in grado di differenziare fino all'80% dei rifiuti, abbiamo installato impianti fotovoltaici sul palazzo comunale e sulla biblioteca, dotato gli edifici comunali e le scuole primarie e secondarie di centrale a biomassa, sviluppato la mobilità sostenibile con percorsi ciclopedonali e ben 7 linee di piedibus». «Siamo pertanto entusiasti di aderire al progetto Cresco - ha continuato il sindaco - che sarà per noi un ulteriore strumento di sviluppo in senso sostenibile del nostro Comune».

Il progetto «Cresco-Crescita Compatibile» realizza sul territorio italiano un'alleanza innovativa tra imprese, comuni, cittadini e università per passare da una sostenibilità predicata a una sostenibilità praticata. Per la prima volta in Italia 24 imprese leader scelgono di unirsi e andare sul territorio per trasferire le loro buone pratiche di sostenibilità, e formare le comunità locali a mettere in atto quotidianamente comportamenti sostenibili: Abb, Autogrill, Banca Popolare di Milano, Bracco, Coca Cola Hbc Italia, Edison, Enel, Eni, Centro Ricerche Fiat, Fondazione Ibm Italia, Fondazione Eni Enrico Mattei, Henkel, Holcim Italia, Indesit Company, Italcementi, Lexmark, Osram, Palm, Pirelli, Roche Diagnostics, Siemens, STMicroelectronics, Telecom Italia, Vodafone Italia.

Sono tre gli aspetti fondamentali al centro della sostenibilità su cui il progetto «Cresco» si focalizza: energia ed acqua; recupero, riciclo e smaltimento; mobilità sostenibile. Cittadini, studenti e istituzioni verranno coinvolti in iniziative di formazione e sensibilizzazione sviluppate con il contributo scientifico del Politecnico di Milano per mettere in atto quotidianamente comportamenti sostenibili.

Le imprese collaboreranno con le istituzioni locali per rendere il territorio più sostenibile, attraverso le loro buone pratiche e le soluzioni aziendali già sviluppate per migliorare i processi produttivi o mettere a punto prodotti sostenibili.

Le prime tre «Isole Cresco» sono Abbiategrasso (provincia di Milano, 31.146 abitanti), Carugate (provincia di Milano, 14251 abitanti) e Morbegno (provincia di Sondrio, 11.900 abitanti). Dal novembre 2009 ad Abbiategrasso è attivo lo Sportello Infoenergia, per avere informazioni gratuite sul risparmio energetico, le fonti rinnovabili, la riduzione dell'inquinamento e le tecnologie ecocompatibili.

A Carugate sono state introdotte norme per indirizzare gli operatori verso un'edilizia sostenibile (è il primo comune in Italia a rendere obbligatoria per i nuovi edifici l'installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda), realizzati interventi sull'illuminazione pubblica con la sostituzione delle lampade con modelli a più alto rendimento ed è stata instaurata una  collaborazione con le imprese presenti sul territorio per sviluppare iniziative di miglioramento dell'impatto ambientale.

A Morbegno c'è stato il recupero dell'ex area industriale Martinelli secondo criteri di sostenibilità sociale ed ambientale, è stata ampliata la rete di teleriscaldamento per efficienza energetica a livello di città e comuni limitrofi, la raccolta differenziata porta a porta è aumentata al 60%, è stata allestita una campagna con le scuole dell'infanzia del territorio per eliminare le borse «usa e getta» della spesa ed è nato il progetto «100 tetti», per installare a costo e rischio zero 150 tetti fotovoltaici.

Thursday, August 05, 2010

Italcementi nel semestre neutralizza impatti dei primi tre mesi

Italcementi nel semestre neutralizza impatti dei primi tre mesi




(Teleborsa) - Roma, 30 lug - Italcementi chiude il primo semestre con una modesta contrazione dei volumi di vendita, grazie al recupero registrato nel secondo trimestre, che ha consentito di limitare gli impatti di un primo trimestre decisamente negativo. I primi sei mesi si cihdono dunque con vendite di cemento e clinker pari a 27,5 milioni di tonnellate (-1,1% a perimetro storico) ben sostenute dall’andamento dei Paesi emergenti che, ad eccezione della Bulgaria, hanno segnato un progresso generalizzato. Le vendite di inerti sono state pari a 19,2 milioni di tonnellate (-4%)

Nel semestre il margine operativo lordo corrente, è stato pari a 434,5 milioni (-12,6%), di cui 298,8 milioni realizzati nel secondo trimestre (-3,1%) mentre il risultato operativo, pari a 197,9 milioni, ha registrato nel periodo un calo del 16,8%.

Il risultato del semestre è stato di 81,8 milioni (-35,8%). Il calo dei risultati di società con limitate quote detenute da terzi e il maggior peso dei risultati di società in cui è presente una quota significativa di azionisti terzi hanno di fatto azzerato il risultato attribuibile al Gruppo (0,4 milioni di euro) a favore di quello riferibile alle minoranze (81,4 milioni di euro).

Il flusso degli investimenti totali pari a 274,4 milioni (394,3 milioni nel primo semestre 2009) è stato sostanzialmente destinato agli interventi di efficienza industriale e al completamento di alcuni progetti strategici (Marocco, India e Italia).

Grazie alla attenta gestione dei flussi finanziari,ed in particolar modo al rigoroso controllo del fabbisogno di capitale circolante, a fine giugno 2010 l’indebitamento finanziario netto del Gruppo, pari a 2.458,1 milioni è rimasto in linea con quello segnato a fine 2009 (2.419,9 milioni), mentre il patrimonio netto si è ulteriormente incrementato superando i 5 miliardi (5.088,4 milioni contro i 4.692,2 milioni a dicembre 2009). Il gearing (rapporto indebitamento netto / patrimonio netto) a metà esercizio era pari al 48,3% (51,6% a fine 2009 e 60,8% al 30 giugno 2009).

Thursday, July 08, 2010

caluscoinlinea: Calusco: ma i dati sulle emissioni dove sono?

caluscoinlinea: Calusco: ma i dati sulle emissioni dove sono?

Volevo controllare i preoccupanti dati di ozono presenti nella nostra aria e sono andato sul sito di italcementi per vedere se trovavo qualcosa di interessante è purtroppo nonostante lo scritto che riporto sotto non ho trovato nulla.




E’ attiva sul sito del comune di calusco d'adda un’area dedicata alla “Qualità dell’Aria” nella quale è possibile consultare tutti i dati di emissione relativi al monitoraggio in continuo della cementeria. Questo fa parte di una serie di azioni finalizzate ad informare, a mettere a disposizione, via internet, documentazioni e dati ambientali e ad organizzare eventi pubblici di comunicazione che permettono di instaurare un rapporto trasparente e corretto con la popolazione di Calusco d'Adda e dei comuni limitrofi.

Il link dal sito di italcementi mi porta ad una pagina inesistente, e anche sul sito del comune non sono riuscito a trovare nessuna area "qualità dell'aria".

Decisamente c'è qualcosa che non quadra.

Friday, July 02, 2010

Merate Online - Brivio: sversamento di sostanza non identificata nel fiume. Un lungo ‘serpentone’ sino a Cornate

Merate Online - Brivio: sversamento di sostanza non identificata nel fiume. Un lungo ‘serpentone’ sino a Cornate

Centinaia di litri di una sostanza non ancora identificata si sono riversati dalle 15 di giovedì pomeriggio nel fiume Adda, partendo dal territorio di Brivio fino a raggiungere la diga di Paderno, a superarla e ad entrare nel comune di Cornate. Al momento sull'accaduto stanno indagando le autorità competenti e l'Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) ha provveduto a prelevare un campione di quel liquido per scoprirne la composizione, ed eventualmente il tasso di tossicità.


Ad accorgersi di questo serpentone, oleoso, di colore bianco-grigiastro e odoroso che adagio adagio stava scendendo lungo l'Adda è stato Mario Bandera dell'associazione pescatori che si trovava sul lungo fiume. Quando l'uomo si è accorto della presenza anomala ha subito allertato l'Arpa e la macchina preposta a questo tipo di interventi si è subito messa in moto. Sul posto in una manciata di minuti si sono portati l'assessore Francesco De Vita, il capo dell'ufficio tecnico di Brivio geom. Marco Manzoni, la polizia locale, i carabinieri. Dato il via al sopralluogo la squadra giunge sino alla foce, tra Airuno e Brivio dove il Bevera si immette nell'Adda e dove la striscia biancastra prende forma. Tecnici e forze dell'ordine risalgono il torrente sino a giungere a "monte" dove il presunto serpentone di liquido inquinante ha origine e individuano così in alcuni scarichi, di probabile origine industriale, la causa di quanto accaduto. E mentre a nord, nel comune di Brivio, si provvede a rintracciare la sorgente di questo sversamento a sud, protezione civile, tecnici del parco Rio Vallone, funzionari dell'ambiente della provincia di Monza e Brianza si mettono in allerta per quanto sta accadendo e iniziano a monitorare l'area. Come dicevamo al momento non sono ancora state formulate ipotesi in merito all'accaduto ma pare proprio che la sostanza che ha invaso giovedì un buon tratto dell'Adda, da Airuno-Brivio sino a oltre Paderno, provenga da uno scarico industriale.





S.V.

Tuesday, June 29, 2010

INQUINAMENTO, LEGAMBIENTE LANCIA ALLARME OZONO

 INQUINAMENTO, LEGAMBIENTE LANCIA ALLARME OZONO


"Gli sforamenti di ozono arrivano puntuali tutti gli anni. Sono bastati un paio di giorni di caldo infatti per far schizzare le centraline che misurano il gas nocivo che ogni estate viene a farci compagnia. E dunque è di nuovo allarme ozono in Lombardia. Per la nostra regione pare non esserci via di uscita: in inverno il Pm10 ammorba l'aria, in estate è l'ozono ad insidiare le vie respiratorie. I prossimi giorni, secondo le previsioni Arpa, la situazione sembra destinata a peggiorare: mentre nel week end sono scattati i primi sforamenti della soglia di attenzione, oggi e domani potrebbe essere valicata anche la soglia di allarme fissata a 240 microgrammi per metrocubo, con caldo e afa che aggraveranno il disagio per le vie respiratorie". E' quanto sottolinea Legambiente. Complice la circolazione atmosferica di tipo estivo, spiega l'associazione, l'inquinamento della Pianura Padana migra a Nord, verso laghi e monti prealpini: e così ieri a vedersela peggio sono stati gli abitanti di Colico dove le analisi dell'Arpa hanno registrato una concentrazione di ozono di 213 mg/mc, ben oltre la soglia di attenzione di 180 mg/mc. A Valmadrera nei giorni scorsi si sono toccati picchi di 200 mg/mc e lo stesso è successo a Nibionno (Lc), a Merate ozono a 188 mg/mc. Alte le concentrazioni anche a Meda e Carate Brianza (MB). Pessima l'aria anche a Milano e provincia. A Cormano ieri si registravano 196 microgrammi per metrocubo, 192 ad Arconate, 187 a Trezzo d'Adda e 186 a Pioltello. Anche chi ha passato il weekend nelle strade del capoluogo lombardo ha respirato male: la centralina di via Pascal ha fatto registrare 181 mg/mc. Soglia di attenzione raggiunta e superata anche in provincia di Varese e nell'area del Sempione con Saronno a 191 mg/mc e Varese a 186. Il gas tossico ha superato la soglia di allarme anche a Lodi, Calusco (Bg) e a Erba (Co). (Omnimilano.it)

(28 giugno 2010 ore 15:18)

Monday, June 07, 2010

ITALCEMENTI: INAUGURATA NUOVA CEMENTERIA NEGLI STATI UNITI

ITALCEMENTI: INAUGURATA NUOVA CEMENTERIA NEGLI STATI UNITI




(ASCA) - Roma, 5 giu - E' stata inaugurata ufficialmente questa mattina la nuova Cementeria di Martinsburg. Alla presenza dei rappresentanti dello Stato della West Virginia, delle autorita' locali e dell'Ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giulio Terzi di Sant'Agata, il Consigliere Delegato di Italcementi Carlo Pesenti ha tagliato il nastro di fronte ad oltre 250 tra invitati e dipendenti dell'impianto. Si tratta del piu' importante investimento italiano nell'industria del cemento di questi ultimi anni.



La nuova linea di cottura - realizzata con le migliori tecnologie disponibili - sostituisce i vecchi impianti avviati tra gli anni Sessanta e Settanta. Produrra' oltre 2 milioni di tonnellate di cemento l'anno e permettera' di rendere piu' efficiente la struttura produttiva di Italcementi nel mercato nordamericano.



Come per tutti i nuovi investimenti effettuati in questi ultimi anni da Italcementi, anche Martinsburg, oltre a rivestire enorme rilevanza dal punto di vista industriale, si pone all'avanguardia anche in termini di efficienza ambientale e di standard qualitativi del prodotto finale.



Italcementi, tramite la filiale americana Essroc, conferma con questo investimento l'attenzione alla sostenibilita' ambientale e la scelta delle migliori tecnologie disponibili.



La nuova linea infatti garantisce emissioni di CO2 estremamente contenute e ridotte del 30% rispetto al vecchio impianto. La concentrazione dei principali inquinanti delle emissioni viene ridotta di almeno il 50% cosi' come il consumo termico. L'impatto ambientale della cementeria e' il piu' basso tra tutti gli impianti di produzione di cemento negli Stati Uniti.



L'investimento fa parte del piano di recupero di efficienza industriale avviato dal Gruppo Italcementi in tutte le filiali presenti nel mondo. Oltre alla cementeria di Martinsburg stanno per essere avviati la rinnovata linea di produzione a Matera e gli impianti di Ait Baha in Marocco e a Yerraguntla in India. Nell'anno in corso sono previsti 620 milioni di investimenti e 100 milioni di risparmi di costi.







Essroc dedicates new plant

Essroc dedicates new plant


Eco-friendly facility making impact in area



By Naomi Smoot, Journal staff writer

POSTED: June 6, 2010 Save
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Will and Sharon Paxson examine samples of limestone, shale, clinker, gypsum and cement at a public tour of the Essroc Italcementi Group Martinsburg Plant Saturday afternoon. (Journal photo by Naomi Smoot)

MARTINSBURG - Scores of people gathered Saturday morning to celebrate the dedication of a new cement plant in Martinsburg.



"Today is a monumental day for Essroc Italcementi," said Plant Manager Paul Biel.



The company's new facility shares the same footprint as a previous cement plant that had long existed on the same property. Biel said the new structure includes a series of features that make it far different from the plant that preceded it, though.



"While this quarry has been in continuous operation since the 1800s, the plant we dedicate today was built with state-of-the-art technology and is, and will remain, one of the cleanest, most flexible, serviceable and efficient cement plants in North America," he stated.



Nearly four years ago, work began to create a new plant in the area that would be more modern and environmentally-friendly. That undertaking required a commitment of nearly $500 million, the largest investment that Essroc or its parent company, Italcementi Group, had ever made in an industrial project.



West Virginia Secretary of Commerce Kelley Goes said during Saturday's ceremony that she was grateful the company had decided to make such a sizable commitment to the area.



"Thank you to Essroc for making this investment in our state," Goes said.



Goes said she was pleased with the company's commitment to making the best products that it can, and using the most up-to-date technologies available in order to do so. It's companies that take this sort of approach that will succeed in the future, she said.



During her remarks, Goes read a letter that Gov. Joe Manchin had sent along that day. In it, he expressed his own gratitude for Essroc's investment in the state.



"The renovation is good news," the letter stated, adding that it would be beneficial for the region and the state as a whole.



Company officials are hoping that they will see a benefit from the new and improved plant as well. Carlo Pesenti, CEO of Italcementi Group, noted that the company had undertaken the project during what he described as "very difficult" economic cycle.



Pesenti said he sees the plant as a facility that will benefit from the economic recovery that "soon will come." The Martinsburg facility, he said, is expected to prove key to the company in the coming years.



"The plant is an asset," he said.



Essroc is headquartered in Pennsylvania, while the Italcementi Group is an Italian company that is the fifth-largest cement producer in the world. Locally, the company employs nearly 150 people.



Giulio Terzi di Sant'Agata, Italian ambassador to the United States, also was among those on hand for Saturday's event.



He said it was only natural that Americans and Italians would come together to forge a partnership like the one unfolding in Martinsburg. For years, he said, such partnerships have existed, and the United States and the Italian community have worked closely together.



Now, Sant'Agata said, the plant is enabling both cultures to move forward and do their part to aid in a global economic recovery.



- Staff writer Naomi Smoot can be reached at 304-725-6581 begin_of_the_skype_highlighting 304-725-6581 end_of_the_skype_highlighting, or nsmoot@journal-news.net

Italcementi: inaugurato negli Usa il nuovo impianto in West Virginia

 Italcementi: inaugurato negli Usa


il nuovo impianto in West Virginia

5 giugno 2010Economia

La nuova cementeria Italcementi di Martinsburg, in West Virginia

Il taglio del nastro: Carlo Pesenti è il terzo da sinistraSabato mattina è stata inaugurata ufficialmente negli Stati Uniti la nuova cementeria Italcementi di Martinsburg, in West Virginia. Si tratta del più importante investimento italiano nell'industria del cemento di questi ultimi anni. Alla presenza dei rappresentanti dello Stato americano, delle autorità locali e dell'ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giulio Terzi di Sant'Agata, il consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, ha tagliato il nastro di fronte a oltre 250 tra invitati e dipendenti dell'impianto.



La nuova linea di cottura – realizzata con le migliori tecnologie disponibili - sostituisce i vecchi impianti avviati tra gli anni Sessanta e Settanta. Produrrà oltre 2 milioni di tonnellate di cemento l'anno e permetterà di rendere più efficiente la struttura produttiva di Italcementi nel mercato nordamericano.



Come per tutti i nuovi investimenti effettuati in questi ultimi anni da Italcementi, anche Martinsburg, oltre a rivestire enorme rilevanza dal punto di vista industriale, si pone all'avanguardia anche in termini di efficienza ambientale e di standard qualitativi del prodotto finale.



Italcementi, tramite la filiale americana Essroc, conferma con questo investimento - si legge in un comunicato - l'attenzione alla sostenibilità ambientale e la scelta delle migliori tecnologie disponibili. La nuova linea infatti garantisce emissioni di CO2 estremamente contenute e ridotte del 30% rispetto al vecchio impianto.



La concentrazione dei principali inquinanti delle emissioni viene ridotta di almeno il 50%, così come il consumo termico. L'impatto ambientale della cementeria è il più basso tra tutti gli impianti di produzione di cemento negli Stati Uniti.



L'investimento fa parte del piano di recupero di efficienza industriale avviato dal Gruppo Italcementi in tutte le filiali presenti nel mondo. Oltre alla cementeria di Martinsburg stanno per essere avviati la rinnovata linea di produzione a Matera e gli impianti di Ait Baha in Marocco e a Yerraguntla in India. Nell'anno in corso sono previsti 620 milioni di investimenti e 100 milioni di risparmi di costi.

Italcementi esporta negli Usa il modello "nuova calusco"

Italcementi esporta negli Usa il modello "nuova calusco"



Taglio del nastro alla rinnovata cementeria Essroc di Martinsburg (West Virginia) USA Martinsburg, dove la capacità produttiva è stata portata da 850 mila a oltre 2 milioni di tonnellate di cemento, è stata realizzata una versione "in grande" di Nuova Calusco, con la medesima tecnologia e con la stessa filosofia. Che sostanzialmente è quella di produrre di più, a minori costi e meglio.

L'investimento è stato considerato di grande interesse dallo Stato del West Virginia, che ha concesso incentivi fiscali, ed ha permesso di applicare "l'eccellenza tecnologica" sempre rappresentata dallo stabilimento di Nuova Calusco. La principale differenza, oltre che nelle dimensioni, è sull'obiettivo estetico che in Italia ha puntato sull'armonizzazione nel paesaggio, mentre a Martinsburg si è adottata una struttura di impostazione più tradizionale intorno alla nuova torre di 126 metri a cinque piani che contiene il forno di cottura verticale.

Come Calusco per l'Europa, adesso Martinsburg è diventato il punto di riferimento del settore a livello americano per l'efficienza di processo e la riduzione dell'impatto ambientale, in particolare per il contenimento delle emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto e di zolfo e particolato e per il controllo "a circuito chiuso" delle materie prime, con la cava che tra l'altro è proprio attaccata allo stabilimento. "Che qualcosa fosse cambiato se ne è accorto per primo il proprietario dell'autolavaggio che si trova proprio sotto la fabbrica – ha raccontato il direttore dello stabilimento Paul Biel, lasciando il testimone a Gennaro Puppo -. Diceva che venivano meno auto a farsi pulire dalla polvere (fonte eco di bergamo)

ITALCEMENTI: INAUGURATA NUOVA CEMENTERIA NEGLI STATI UNITI

ITALCEMENTI: INAUGURATA NUOVA CEMENTERIA NEGLI STATI UNITI




(ASCA) - Roma, 5 giu - E' stata inaugurata ufficialmente questa mattina la nuova Cementeria di Martinsburg. Alla presenza dei rappresentanti dello Stato della West Virginia, delle autorita' locali e dell'Ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giulio Terzi di Sant'Agata, il Consigliere Delegato di Italcementi Carlo Pesenti ha tagliato il nastro di fronte ad oltre 250 tra invitati e dipendenti dell'impianto. Si tratta del piu' importante investimento italiano nell'industria del cemento di questi ultimi anni.



La nuova linea di cottura - realizzata con le migliori tecnologie disponibili - sostituisce i vecchi impianti avviati tra gli anni Sessanta e Settanta. Produrra' oltre 2 milioni di tonnellate di cemento l'anno e permettera' di rendere piu' efficiente la struttura produttiva di Italcementi nel mercato nordamericano.



Come per tutti i nuovi investimenti effettuati in questi ultimi anni da Italcementi, anche Martinsburg, oltre a rivestire enorme rilevanza dal punto di vista industriale, si pone all'avanguardia anche in termini di efficienza ambientale e di standard qualitativi del prodotto finale.



Italcementi, tramite la filiale americana Essroc, conferma con questo investimento l'attenzione alla sostenibilita' ambientale e la scelta delle migliori tecnologie disponibili.



La nuova linea infatti garantisce emissioni di CO2 estremamente contenute e ridotte del 30% rispetto al vecchio impianto. La concentrazione dei principali inquinanti delle emissioni viene ridotta di almeno il 50% cosi' come il consumo termico. L'impatto ambientale della cementeria e' il piu' basso tra tutti gli impianti di produzione di cemento negli Stati Uniti.



L'investimento fa parte del piano di recupero di efficienza industriale avviato dal Gruppo Italcementi in tutte le filiali presenti nel mondo. Oltre alla cementeria di Martinsburg stanno per essere avviati la rinnovata linea di produzione a Matera e gli impianti di Ait Baha in Marocco e a Yerraguntla in India. Nell'anno in corso sono previsti 620 milioni di investimenti e 100 milioni di risparmi di costi.

Sunday, May 30, 2010

Paderno: depositato in comune il progetto per una nuova centrale idroelettrica nel canale dell`Adda Vecchia


Paderno: depositato in comune il progetto
per una nuova centrale idroelettrica
nel canale dell`Adda Vecchia

Immagine

Il ponte San Michele di Paderno d`Adda

Una nuova centrale idroelettrica fra le sponde di Calusco e Paderno, che preleverà acqua da quello che una volta era il tratto originario dell`Adda per produrre energia. La società "Ellerre S.r.l." di Medolago ha inoltrato alla Provincia di Bergamo la richiesta per ottenere l`autorizzazione a realizzare l`impianto, trasmettendo l`avviso relativo alla pratica per la pubblicazione ai due comuni interessati. L`opera di presa, la centrale e la restituzione ricadranno intermente nel comune di Calusco, ma la traversa con cui l`acqua dell`Adda sarà convogliata verso la centrale interesserà anche la sponda padernese. L`impianto, se la Provincia bergamasca darà l`ok, sarà realizzato a sud verso Trezzo d`Adda. Dal corso del fiume sarà deviata una portata d`acqua massima di 30.000 l/s e media di 11.562 l/s, per produrre la potenza nominale media di 997,50 Kw da trasformare in energia elettrica su un dislivello di 8,8 m. "La proposta dell`azienda bergamasca mi vede molto perplesso, si andrebbe a prelevare acqua da quella che noi chiamiamo Adda vecchia, cioè il corso del fiume in cui scorre l`eccesso della centrale Bertini" ha spiegato il sindaco di Paderno Valter Motta. "Presso il nostro comune è disponibile tutta la documentazione tecnica relativa all`impianto idroelettrico, chiunque può prenderne visione ed eventualmente scrivere osservazioni o commenti in merito". C`è tempo ancora una decina di giorni per vedere il progetto ed esprimere il proprio parere.

R.R.

Wednesday, May 26, 2010

Italcementi, non è un camino


 Italcementi, non è un camino


di Davide Ruzzon *

Ristrutturazione dell’impianto di produzione di cemento della Italcementi: qui non stiamo parlando di camino sì camino no. Mi inserisco nell’intelligente dibattito avviato ieri su questo giornale dal professor Muraro per introdurre un altro elemento. Lui parlava di conti. Io parlerò di progetti.



Stiamo discutendo intorno all’idea di realizzare ai piedi di Arquà Petrarca un cementificio verticale. Sì, la torre non è infatti un vano tecnico come qualcuno sostiene, cioè un camino, un elemento accessorio del cementificio. Questa torre contiene il cuore e l’i nnovazione più significativa del ciclo di produzione del nuovo impianto. Nel merito la sentenza del Consiglio di Stato (V Sez. 13 maggio 1997, n. 483) del 1997 ha dettato una linea che è poi stata continuamente ribadita: un vano tecnico non può possedere una qualche autonomia dalla struttura di cui è appendice. Un elemento tecnico è tale se assume il ruolo di strumento accessorio, che per qualche motivo non possa essere collocato all’interno del volume principale, al quale si riferisce e la cui funzione coadiuva. Nel nostro caso, invece, la torre ospita in quattro stadi verticali, il processo di preriscaldamento del materiale di cottura che diventa poi a fine cottura il cemento.



E’ di fatto, perciò, una parte fondamentale della linea di produzione del cemento, non un accessorio alla produzione: secondo la linea tracciata dalla sentenza del 1997 non mi pare possa essere quindi considerato un vano tecnico. Dov’è il problema? Nonostante il Piano Ambientale del Parco Colli Euganei non consenta la realizzazione di nuovi impianti (li vincola anzi alla dismissione dentro il suo perimetro con l’articolo 19 delle sue Norme Tecniche) si riesce a concepire l’idea di proporre un’ulteriore aumento dell’a ltezza dell’impianto di produzione esistente, sino a 120 metri. Questo fatto già in sé sarebbe un precedente molto pericoloso per la gestione delle altezze nelle costruzioni, non solo in ambiti sensibili, ma ovunque.





Non serve fare esempi per immaginare cosa potrebbe accadere alle città, se si facesse strada l’idea che una parte importante di un’a ttività economica, ma anche di residenze, perché no?, potessero in ragione di una rivendicata (ma ipotetica) strumentalità andare oltre le altezze massime consentite al corpo edilizio principale: ne nascerebbe una totale de-regolazione, una giungla insomma. Lavoro a progetti d’architettura tutto il giorno e la mia idea di bellezza si basa anche sulla congruenza e il dialogo tra nuovo oggetto e il luogo che lo accoglie: non mi verrebbe mai in mente di realizzare una enorme cabina dell’Enel in Piazza San Pietro. Anche se dovessi parlare tutte le lingue del creato architettonico, per rendere bella una cabina elettrica nel porticato del Bernini, a nulla servirebbero.



Se gli uomini hanno spesso deciso di tagliare una montagna ed incidere un paesaggio splendido, spesso nel modo sbagliato, lo hanno fatto per realizzare un bene collettivo: hanno insieme rinunciato a qualcosa per un oggetto di pubblica utilità, perché non era forse possibile fare diversamente. Ma siamo in questo caso? Mi chiedo e chiedo a tutti, nel 2010 possiamo fare una torre a quattro cicloni per il clinker, di un’azienda privata, alta 122 metri davanti ad Arquà Petrarca? Pensiamo davvero che esista un genio che riuscirebbe a rendere proprio quell’oggetto a quel luogo? Io non credo.



Infine mi chiedo, perché mai una così importante società, che desidera investire 160 ml di euro per una nuova tecnologia di produzione, non ne spende altri 50 per realizzare anche dei nuovi fabbricati, insieme agli impianti tecnologici? Con una somma di quest’entità infatti (non i 500-600 ml di euro paventati dal direttore dello stabilimento durante l’incontro pubblico del progetto) si potrebbero realizzare, magari fuori dal Parco Colli, in un luogo più adatto, la torre e il nuovo impianto industriale. Il progetto aldilà degli inglesismi è già un progetto di nuova costruzione. Perché non si ragiona anche di questa opzione? Se così fosse da domani potremo parlare del futuro del Parco dei Colli Euganei e dei lavoratori, della convivenza di manifattura e di turismo sostenibile: diversamente potremo condurre la politica sempre dentro alla solita logica ideologica di contrapposizione tra diavolo ed acqua santa.



* Architetto

Italcementi: C.Pesenti, situazione patrimoniale molto equilibrata

 Italcementi: C.Pesenti, situazione patrimoniale molto equilibrata




MILANO (MF-DJ)--"La nostra situazione patrimoniale e' molto equilibrata" e non sono in vista nuove emissioni obbligazionarie.






Lo ha dichiarato Carlo Pesenti consigliere delegato di Italcementi a margine di una conferenza stampa a Milano.






Pesenti ha poi escluso che la societa' cresca nel breve per linee esterne, affermando che "in questo momento siamo molto concentrati sul nostro perimetro. Anche se ogni operazione viene valutata attentamente, limito" le iniziative dei "collaboratori che propongono attivita' di acquisizioni".






Il c.d. ha poi concluso affermando che "la crisi e' un momento difficile ma siamo pronti a cogliere le opportunita'". ste/ds

Tuesday, May 11, 2010

AMBIENTE: A ITALCEMENTI L'EUROPEAN GREENBUILDING AWARD 2010

AMBIENTE: A ITALCEMENTI L'EUROPEAN GREENBUILDING AWARD 2010




 Roma, 6 mag. - La Commissione Europea ha assegnato a Italcementi il premio European Greenbuilding Award 2010. Il riconoscimento e' stato conferito a ITCLab, ovvero al progetto che sta dando vita a i.lab, il nuovo Centro Ricerca del Gruppo in costruzione nell'area del KilometroRosso alle porte di Bergamo. i.lab e' stato premiato come miglior edificio d'Italia per l'efficienza energetica nella categoria "best new building". Il GreenBuilding Programme e' stato creato nel 2004 dalla Commissione Europea - nell'ambito del progetto Intelligent Energy Europe dell'Agenzia Esecutiva per la Competitivita' e l'Innovazione (EACI) - e ha lo scopo di stimolare l'efficienza energetica e promuovere l'integrazione delle energie rinnovabili negli edifici. L'European Greenbuilding Award si inserisce in questo programma. Il nuovo laboratorio Italcementi, progettato dall'architetto americano Richard Meier, si sviluppa su uno spazio di 11.000 mq, di cui 7.500 mq adibiti esclusivamente alla ricerca, e ha l'ambizione di rispondere ai requisiti, anche i piu' stringenti, in materia di risparmio energetico e di qualita' innovativa della progettazione. Sono impiegate in modo significativo energie alternative e materiali all'avanguardia e sostenibili. I pannelli solari e quelli fotovoltaici - che produrranno ogni anno oltre 54.560 kWh, per un risparmio complessivo di 12,7 tonnellate di combustibili fossili ogni anno - ridurranno il consumo delle energie tradizionali e quindi l'emissione di CO2 in atmosfera. Un ulteriore contributo finalizzato a ridurre l'emissione di CO2, sara' dato dall'impianto geotermico che sfrutta il calore accumulato nel suolo e nel sottosuolo. "Il premio assegnato a i.lab riconosce le ottime prestazioni energetiche di questo edificio - spiega Lorenzo Pagliano, direttore di eERG, il gruppo di ricerca presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano che rappresenta il punto di riferimento del GreenBuilding Programme in Italia -. Il Centro di ricerca Italcementi sara' in grado di ottenere un risparmio di energia fino al 60% rispetto al riferimento della normativa in vigore, grazie sia alle modalita' di costruzione e ai materiali dell'involucro, sia all'utilizzo di fonti rinnovabili. Un altro aspetto molto interessante di i.lab e' quello di essere un edificio low-energy e allo stesso tempo artistico, con caratteristiche architettoniche di alta qualita'". Per quanto riguarda i materiali innovativi e sostenibili, nella produzione dei calcestruzzi ad alta efficienza destinati alla realizzazione dell'edificio, sono stati utilizzati aggregati provenienti da processi di recupero. In particolare sono state confezionate 2 classi di calcestruzzi entrambi ottenuti con parziale sostituzione dell'aggregato naturale con quello proveniente da residui d'acciaieria e da materiale recuperato da lavori edili e da demolizioni di vecchi edifici. Inoltre, per il rivestimento dell'ITCLab sara' impiegato TX Active®, il cemento "mangia-smog" di Italcementi usato proprio da Meier per la prima volta in occasione della realizzazione della Chiesa del Giubileo a Roma e oggi applicato su nuovi edifici e su numerose realizzazioni urbane per le sue riconosciute proprieta' disinquinanti e autopulenti. La struttura che ospitera' oltre un centinaio di dipendenti e ricercatori del Gruppo Italcementi impegnati quotidianamente nello sviluppo di materiali da costruzione innovativi, sara' operativa tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011.

Monday, May 10, 2010

Il caminone fa una pausa

Il caminone fa una pausa






Già da diversi giorni uno dei simboli di calusco, il caminone della cementeria, ha smesso di fumare. Ma state tranquilli non c'è da preoccuparsi tutto ritornerà nella normalità quanto prima.

Infatti dopo il temporaneo fermo per la manutenzione del forno, il fumo tornerà nuovamente a farci compagnia.Bookmark and Share

Thursday, April 29, 2010

Calcestruzzo impoverito, arrestati boss e manager

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ITALIA




Calcestruzzo impoverito, arrestati boss e manager



27 aprile 2010

In una vasta operazione denominata "doppio colpo", che ha interessato Sicilia, Lombardia, Lazio e Abruzzo, carabinieri e guardia di finanza dei comandi provinciali di Caltanissetta hanno arrestato 14 persone e sequestrato sette aziende siciliane operanti nel settore del movimento terra.

Tra gli arrestati, alcuni boss mafiosi accusati di associazione mafiosa e illecita concorrenza con violenza e minaccia, e dirigenti della Calcestruzzi Spa di Bergamo, ai quali sono stati contestati i reati di associazione per delinquere e frode in pubbliche forniture.

Secondo l'accusa, con l'appoggio della mafia, cui cedeva parte dei maggiori profitti realizzati frodando i propri clienti - ai quali forniva calcestruzzo con minori quantitativi di cemento - l'azienda bergamasca, che da oltre due anni è sotto amministrazione giudiziaria, aveva assunto il monopolio nella fornitura di calcestruzzo in Sicilia.



I provvedimenti restrittivi sono stati notificati in carcere al capomafia Giuseppe Madonia, 64 anni, al boss Francesco La Rocca, 72 anni, e a Giuseppe Giovanni Laurino, 53 anni, esponente di spicco del clan Cammarata di Riesi.

Carabinieri e guardia di finanza hanno invece posto agli arresti domiciliari gli imprenditori Salvatore Rizza, 78 anni, Santo David e Gandolfo David, 71 e 77 anni; il consulente esterno e l'amministratore del sistema informatico della Calcestruzzi Spa, Gianni Cavallini, 48 anni di Ravenna e Alvis Alessandro Trotta, 41 anni, di Milano; il responsabile del controllo gestione della stessa società, Carlo Angelo Bossi, 41 anni, di Induno (Milano), e due ex dipendenti, Mario De Luca, 47 anni, di Napoli, e Nunzio Anello, 42 anni, di Mazzarino (Caltanissetta); e il consulente esterno dell'Italcementi, Giancarlo Bianchi, 54 anni, di Brignano Gero D'Adda.



Sono stati inoltre condotti in carcere gli imprenditori Francesco Lo Cicero, 56 anni, di Campobello di Licata (Agrigento) e Vincenzo Arnone, 47 anni, di Serradifalco (Caltanissetta).

Wednesday, April 21, 2010

Il ponte sull'Adda a Paderno

Il ponte sull'Adda a Paderno


Sono state effettuate indagini sul comportamento dinamico del ponte storico di Paderno d'Adda





di: Carmelo Gentile, Antonella Saisi, Angelo Valsecchi




Prospetto, pianta e sezione trasversale del ponte sull'Adda a Paderno

Nell'ambito delle collaborazioni attive tra il Laboratorio Prove Materiali (Settore Vibrazioni e Monitoraggio Dinamico di Strutture) del Politecnico di Milano e il Settore Viabilità e Protezione Civile della Provincia di Lecco, è stata effettuata la caratterizzazione dinamica e il monitoraggio del ponte San Michele di Paderno d'Adda (Figura di copertina e Immagine 1), realizzato nel 1889, oltre a costituire una tappa fondamentale nell'evoluzione storica delle infrastrutture in Italia è inserito tra i Beni tutelati dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Regione Lombardia sin dal 1980. L'opera, in carpenteria metallica, è costituita da un'ampia arcata reticolare che supporta una travata reticolare rettilinea a doppio impalcato, ove il livello inferiore è utilizzato per il traffico ferroviario e il livello superiore per il traffico automobilistico.

: Vista dal basso di una pila Nell'ambito dei controlli diagnostici pressoché sistematici condotti dal Settore Viabilità e Protezione Civile della Provincia di Lecco sulle maggiori infrastrutture direttamente gestite dall'Ente, sono state eseguite sull'impalcato stradale del ponte di Paderno tre distinte sperimentazioni dinamiche in condizioni operative. In particolare, il monitoraggio dovrebbe perseguire il duplice obiettivo di segnalare in tempo reale possibili evoluzioni o anomalie dello "stato di salute" (Structural Health Monitoring, SHM) del ponte e di raccogliere dati utili a prefigurare i futuri scenari d'utilizzo dell'opera.

La descrizione delle indagini dinamiche in condizioni operative



Le indagini dinamiche in condizioni operative hanno previsto l'uso di accelerometri piezoelettrici WR 731A (Immagine 3), completi di modulo di alimentazione WR P31; le accelerazioni indotte dal normale esercizio sono state registrate con frequenza di campionamento pari a 200 Hz.

 Accelerometro WR 731A utilizzato durante le indagini Durante la prima sperimentazione di questo ciclo di indagini è stato indagato il comportamento dinamico verticale dell'opera. Successivamente, sono stati utilizzati due soli sensori (evidenziati dal colore rosso nell'immagine 4) disposti in direzione verticale e orizzontale, al fine di controllare l'invarianza delle frequenze naturali dei modi verticali e verificare l'importanza dei modi orizzontali trasversali. Un'ulteriore indagine è stata effettuata con 13 sensori disposti in direzione trasversale per identificare le caratteristiche dei modi di vibrare trasversali.

ingrandisci Immagine 4: Posizionamento degli accelerometri verticali sull'impalcato nelle indagini del 29-30 Giugno 2009 e accelerometri di riferimento (...

Conclusioni



L'analisi modale sperimentale ha consentito di individuare otto modi principali (verticali) di vibrare. Inoltre, la disponibilità di registrazioni della risposta ha consentito di evidenziare la varianza temporale delle frequenze dei modi propri verticali dominanti. I risultati ottenuti possono essere così riassunti:

deboli fluttuazioni nel tempo (non invarianza temporale) delle frequenze naturali dei modi flessionali dominanti per effetto del traffico stradale;

fattori di smorzamento sensibilmente inferiori all'1%;

asimmetria delle deformate modali identificate rispetto al piano verticale contenente la mezzeria dell'impalcato.

I risultati precedenti suggeriscono l'opportunità di procedere al monitoraggio permanente del manufatto al fine di segnalare in tempo reale le evoluzioni dello stato di conservazione dell'opera e per fornire indicazioni utili ai fini della progettazione delle opere di restauro.

L'articolo è apparso sul fascicolo n° 2 Marzo/Aprile 2010 a pagina 84.

Tuesday, April 20, 2010

Allarme smog in città Soglia superata 86 volte

Allarme smog in città Soglia superata 86 volte

Il piano regionale antismog che dallo scorso 15 ottobre sino a ieri ha vietato l’utilizzo delle auto più vecchie non è servito a nulla. Nei 182 giorni di riferimento la centralina dell’Arpa, ha evidenziato che le Pm10 hanno superato la soglia di allarme in ben 86 occasioni
Merate, 16 aprile 2010 - Il piano regionale antismog che dallo scorso 15 ottobre sino a ieri ha vietato l’utilizzo delle auto più vecchie non è servito a nulla. Il provvedimento ha interessato Merate, Airuno, Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Inferiore e Verderio Superiore, ovvero i centri della Brianza lecchese che fanno parte della zona A1, la peggio messa sul versante della qualità dell’aria. Per sei mesi da lunedì a venerdì, dalle 7.10 alle 19.30, nella dozzina dei paesi off-limit non hanno potuto circolare né transitare i veicoli Euro 0 a benzina e diesel e gli Euro 1 e 2 diesel, circa 30 mila mezzi in tutto, indicativamente il 15% del totale parco macchine. Eppure, nonostante la drastica scelta, nei 182 giorni di riferimento la centralina dell’Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale installata lungo la ex Ss 36, ha evidenziato che le Pm10 hanno superato la soglia di allarme di 50 microgrammi per metro cubo in ben 86 occasioni.







Le pm 10 sono un mix di particelle solide e liquide che hanno origine in particolar modo dal traffico veicolare e processi di combustione. In pratica più della metà delle volte le polveri sottili hanno valicato il valore di pericolo. La media di tutte le rilevazioni invece è risultata pari a 55,3 µg/m3. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sempre durante la validità del piano antismog, sembra sia andata leggermente meglio perchè nel 2008/09 gli sforamenti sono stati leggermente superiori: 90 contro gli 86 del 2009/’10 appunto. Anche la media dei dati raccolti è più alta con 56,9 µg/m3 invece che 55,3. Variazioni minimi dunque e in qualche modo anche un po’ falsate da improvvisi guasti alle apparecchiature che monitorano la qualità dell’aria.







A novembre ad esempio, uno dei mesi più esposti all’inquinamento, la strumentazione non ha funzionato per diverse settimane consecutive. L’unica nota positiva è che i picchi massimi delle polveri killer sono diminuiti. Raramente nel lasso di tempo appena trascorso sono stati superati i 100 milligrammi, mentre in quello prima è successo una ventina di volte con punte, come a fine febbraio 2009, addirittura di 154 µg/m3, il triplo dei parametri di guardia.







E dalla metà del prossimo ottobre si riparte con ulteriori restrizioni. Tra un semestre bisognerà infatti lasciare nel box pure cinquantini e moto non in regola e dal 2011 lo stesso succederà nelle restanti aree sino ad oggi considerate meno «tossiche», cioè la A2, B, C1 e C2, praticamente ovunque. Una mossa che, secondo gli esperti di fiducia del presidente Roberto Formigoni, permetterà di abbattere del 75% le Pm10. Lo impone la Comunità europea. Da Bruxelles tra l’altro nonostante il piano hanno aperto una procedura di infrazione contro il Pirellone perchè le misure adottate sino ad oggi non sono state ritenute adeguate e non hanno fornito i risultati sperati. Se il procedimento andrà in porto a Milano si vedranno recapitare una «cartella esattoriale» per una multa a sei zeri.



Daniele De Salvo

Saturday, April 17, 2010

Calusco: un parco solare a Baccanello

Calusco: un parco solare a Baccanello



Guardate bene questa fotografia dei campi di Baccanello nella valle del Grandone in comune di Calusco scattata questa mattina, perché tra non molto il paesaggio verrà modificato. Una società immobiliare ha chiesto di realizzare un parco solare, cioè di realizzare un impianto di centinaia di pannelli solari rotanti, ciascuno montato su un pilastro di cemento, per una superficie di 30mila metri quadrati circa. L’amministrazione di Calusco d’Adda avrebbe opposto un diniego ritenendo non compatibile l’impatto ambientale, ma soprattutto perché si cambia destinazione ad uno dei pochi terreni agricoli in pianura rimasti. Sembra però che la legge sia dalla parte di chi vuole fare il parco solare e presumibilmente potrà passare sopra il diniego del comune. Personalmente sono d’accordo con il comune di Calusco perché ritengo che gli spazi agricoli debbano essere agricoli e poi come ho detto in precedenza (vedi qui) nell'Isola bergamasca abbiamo centinaia di ettari di tetti di capannoni inutilizzati che potrebbero essere impiegati per ospitare pannelli solari senza turbare il paesaggio e l’ambiente.

Wednesday, April 07, 2010

Riprendono i lavori con Italcementi

Riprendono i lavori con Italcementi


Il "tavolo politico" tra Enti del territorio e Italcementi, relativo alle "compensazioni ambientali", interrottosi il 19 dicembre 2008, riprende i lavori.







Verbale interno dell’incontro

Il 24 marzo 2010, presso il Comune di Calusco d’Adda, a seguito di convocazione da parte di A21, si è riunito il “tavolo politico” tra gli Enti del territorio e la Soc. Italcementi per riprendere il percorso interrottosi il 19 dicembre 2008.

Sotto il coordinamento dell’Arch. Fortini di A21, si sono ritrovati, oltre al Comune di Calusco, i

Comuni di Imbersago, Medolago, Paderno d’Adda, Robbiate, Solza, Suisio, Verderio Superiore e

Villa d’Adda, rappresentanti di Lega Ambiente e Funzionari di Italcementi.

Dopo una sintetica esposizione cronologica dei vari step intercorsi dall’inizio delle trattative (2004) a oggi, l’Arch. Fortini lascia la parola ai convenuti.

Il Sindaco di Calusco propone che, dopo aver sentito Italcementi circa eventuali novità, si proceda ad un aggiornamento sull’elenco delle compensazioni a suo tempo ipotizzate, alcune delle quali si sono nel frattempo risolte. Inoltre, ricordando che in passato non si è mai giunti a quantificare economicamente le varie compensazioni, propone di evidenziare le azioni più significative da tutti condivise e di valorizzarle.

Italcementi ricorda come, al momento dell’interruzione del tavolo, non fosse possibile concretizzare in quanto già si avvertivano le prime avvisaglie della crisi incombente. Si dichiara, tuttavia, oggi cautamente ottimista anche perché, a differenza di altri operatori anche di maggiori dimensioni, è stata in grado di reggere. La sua presenza al tavolo vuole indicare che, anche se è ancora presto per indicare cifre relative alle compensazioni, è tuttavia disponibile a valutare le richieste che il tavolo intenderà portare avanti.

Ricorda infine che l’utilizzo del CDR come alternativa al combustibile tradizionale (motivo per cui ha avuto origine il tavolo tecnico/politico) non ha ancora raggiunto il livello sperimentale superiore.

Tornando alle compensazioni, dichiara che la sua intenzione sarebbe quella di fare un intervento complessivo che le parti interessate decideranno come utilizzare.

Fortini, dopo aver elencato gli interventi a suo tempo richiesti, spiega che non è intenzione del tavolo avere tutto, né tantomeno subito. L’obiettivo sarebbe piuttosto quello di concordare e sottoscrivere un “accordo di programma” scadenziato nel tempo.

Italcementi concorda sulla proposta e si dichiara interessato a investimenti/progetti nel campo

dell’energia rinnovabile, avendo una consociata dedicata a questo settore.

Quanto ai programmi a lungo termine, dichiara di avere qualche difficoltà vista l’incertezza normativa relativa all’uso del CDR.

Il Sindaco di Calusco, considerata ingenua e demagogica la lunga lista di “compensazioni” a suo tempo sottoposta a Italcementi, propone di muoversi su tre fronti, per giungere al più presto ad una soluzione che possa essere portata avanti nel concreto:

1. azioni di piantumazione (da far definire a Parco Adda Nord – PLIS)

2. installazione di impianti di energia rinnovabile (da far definire ai Comuni interessati)

3. riqualificazione alveo/argini Grandone/Re (PLIS)

A fronte della proposta, A21, i Parchi interessati e i Comuni interessati studiano e dettagliano le proposte determinandone anche il valore.

In un prossimo incontro, orientativamente giugno/luglio, le proposte verranno trasmesse a Italcementi che le valuterà e fornirà una risposta corredata da contributo e date possibili degli interventi.

Thursday, March 25, 2010

Controlli al ponte sull'Adda

Controlli al ponte sull'Adda


Superata l'analisi delle vibrazioni



25 marzo 2010 Cronaca

Il ponte San Michele sotto controllo

I controlli al ponte di Paderno


Check-up di routine per l'ultracentenario ponte in ferro «San Michele» sull'Adda, ancora in pieno servizio come collegamento viabilistico e ferroviario, tra la sponda bergamasca di Calusco e quella lecchese di Paderno. Per tre giorni Carmelo Gentile e Antonella Saisi del dipartimento di ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, con l'ausilio di quattro persone, hanno effettuato controlli sull'entità delle vibrazioni della struttura in ferro, utilizzando, tra l'altro, 24 accelerometri.



Si tratta, in sostanza, di una sorta di collaudo, effettuato in condizioni di normale esercizio e con l'ausilio di moderne tecnologie e tecniche d'analisi. La fotografia della situazione attuale servirà per il confronto nel tempo con altre indagini che si andranno a fare.



L'esame preliminare dei dati, effettuato durante le prove, non ha mostrato evidenti malfunzionamenti della struttura. Il ponte «San Michele» è considerato un capolavoro dell'archeologia industriale italiana e una delle notevoli strutture realizzate dall'ingegneria ottocentesca: fu costruito tra il 1887 e il 1889. Per preservalo, una decina di anni fa, venne introdotto il divieto di transito ai camion pesanti. (dal 1992)

Tuesday, March 23, 2010

L'Italcementi punta a Oriente Cemento trasparente superstar



L'Italcementi punta a Oriente  Cemento trasparente superstar



22 marzo 2010Economia

Il cemento trasparente dell'Italcementi

Il padiglione con il cemento trasparente


La Cina rientra nelle mire espansionistiche di Italcementi. Il gruppo, infatti, punta a rafforzarsi in Oriente e non esclude la possibilità di nuove acquisizioni. «Stiamo immaginando un'espansione in Cina - ha annunciato lunedì mattina 22 marzo il direttore generale, Giovanni Ferrario -. Stiamo considerando un paio di alternative, o di espandere la nostra rete o di fare acquisizioni in loco. Una cosa è certa la nostra presenza lì è in crescita».



Tra gli altri Paesi inseriti nel piano industriale 2010-2014, che verrà presentato dopo l'estate, Italcementi guarda alla Bulgaria (nel 2011-2012), all'India (2010) e al Marocco (2009-2010) oltre ovviamente alla Cina (2013). Per quanto riguarda, invece, l'andamento del mercato nel 2010 Ferrario ha ribadito di non vedere una ripresa nel primo semestre.



Almeno per quanto riguarda i mercati maturi, nel primo semestre «il mercato riuscirà a pareggiare le perdite dei primi due mesi», mentre dovrebbe andare meglio nel secondo semestre. «Nel secondo semestre - ha spiegato Ferrario - ci attendiamo una ripresa nel Nord America, mentre i mercati emergenti continuano a essere interessanti. Se non ci sarà una ripresa molto forte, si recupererà a fine anno».



Ferrario, a Milano per presentare il nuovo cemento trasparente impiegato per costruire il padiglione italiano all'Expo di Shanghai, ha aggiunto anche: «L'edilizia è ciclicamente in ritardo di sei mesi. Molto dipende dai pacchetti di stimolo e sostegno dei vari Paesi. Quello del governo italiano non è sufficiente, ma il piano casa aiuta e le grandi opere potrebbero dare uno stimolo buono».



Quanto al cemento trasparente, è stato fondamentale per il premio al padiglione italiano di Shanghai, considerato la migliore costruzione realizzata in città nel 2009. Il cemento trasparente è un cemento con additivi e resine speciali che consente di creare atmosfere intriganti e originali e anche di risparmiare energie per l'illuminazione.



Il 40% del padiglione è costruito con 3.774 pannelli grandi 50 cm per 1 metro del nuovo materiale. L'avveniristico edificio è progettato per resistere a un vento che soffia a 500 km/orari, cioè forte come quello dei disastrosi tifoni.



Si tratta di un cemento nuovo, che legando particolari resine con un impasto di nuovissima concezione consente di realizzare pannelli solidi e isolanti ma allo stesso tempo in grado di far filtrare la luce. Il materiale è stato messo a punto da Italcementi proprio per l'edificio che ospiterà la presenza dell'Italia in Cina durante i sei mesi dedicati all'esposizione internazionale.



«Dall'incontro con il commissario generale del Governo per Expo 2010, il professor Beniamino Quintieri, e con il progettista, l'architetto Giampaolo Imbrighi, era sorta l'esigenza di individuare, in breve tempo, una soluzione economica e innovativa per rendere trasparenti le pareti del Padiglione italiano - ha spiegato Giovanni Ferrario, Direttore Generale Italcementi -. Ci siamo riusciti, sviluppando un nuovo materiale, risultato di una vincente ricerca sul campo. Ancora una volta, Italcementi porta con successo l'innovazione in un settore solo all'apparenza “tradizionale”, come quello dei materiali per le costruzioni. L'innovazione è sempre più protagonista della mission della nostra azienda».



Sviluppato nei laboratori di Bergamo, il nuovo prodotto garantisce la trasparenza miscelando secondo un'innovativa formulazione cemento e additivi, che grazie a una straordinaria fluidità legano una matrice di resine plastiche in un pannello che unisce alla robustezza caratteristica del materiale cementizio la possibilità di far filtrare la luce dall'esterno verso l'interno, e viceversa.



Grazie a questa soluzione, per la prima volta è possibile un utilizzo industriale del “cemento trasparente”: «Le resine, opportunamente inserite in questo particolare impasto - spiegano i ricercatori -, hanno delle prestazioni di trasparenza migliori delle fibre ottiche, sperimentalmente utilizzate finora in questo campo, ma soprattutto costano molto meno, consentendone l'applicazione su larga scala».



I 3.774 pannelli, realizzati con 189 tonnellate di “cemento trasparente”, ricoprono una superficie complessiva di 1.887 metri quadri, circa il 40 per cento del totale del Padiglione, creando una sequenza di luci e ombre in continua evoluzione nel corso della giornata. L'effetto trasparenza si coglie, dall'esterno, soprattutto nelle ore notturne, quando con il buio il “cemento trasparente” lascia filtrare le luci interne. Stando dentro il padiglione, invece, durante le ore del giorno si ha la chiara percezione delle variazioni di luminosità dell'ambiente esterno.



Utilizzato per la prima volta a Shanghai, per il futuro il materiale si propone come componente architettonica con funzioni diversificate e fra loro integrabili, come ad esempio l'internal lightening (tecniche di ombreggiamento/diffusione della luce). La sfida della trasparenza conferma la dimensione innovativa e creativa del made in Italy e ha consentito a Italcementi di mettere a disposizione della presenza italiana a Shanghai il know how e la solida esperienza aziendale, come già era accaduto in passato per altre importanti realizzazioni architettoniche.



«Ogni persona è quotidianamente a contatto con il cemento. Lo sforzo della ricerca Italcementi, in cui l'azienda investe oltre 13 milioni di euro all'anno, è quello di renderlo un materiale più sostenibile e in grado di creare ambienti sani e nei quali è piacevole vivere, come nel caso di edifici “trasparenti” dove la luce diventa protagonista», spiega Enrico Borgarello, Direttore Innovazione Italcementi. Il cuore dell'innovazione Italcementi sono i laboratori di Bergamo e Parigi, dove sono impegnati quotidianamente chimici, fisici, geologi e ingegneri. Complessivamente vi lavorano circa 170 ricercatori che in oltre 10 anni hanno contribuito a depositare oltre 60 brevetti.



A Bergamo, nell'area del KilometroRosso, è in costruzione l'ITCLab – Innovation and Technology Center Laboratory - il nuovo centro di 11mila metri quadrati, di cui oltre 7mila dedicati esclusivamente ai laboratori di ricerca. Italcementi ha sviluppato una rete di collaborazioni scientifiche a livello internazionale che comprende centri di ricerca, università e aziende nel settore dei materiali e delle costruzioni. Oggi il network è costituito da 10 centri esterni, 30 aziende e 26 università italiane, europee ed extra europee.



A Shanghai sarà presente anche il cemento “mangia-smog” TX Active®, ormai conosciuto e applicato in tutto il mondo, che è stato selezionato per la mostra ”Italia degli innovatori” presso il Padiglione italiano. Il cemento ecologico sarà esposto all'Expo, dal 24 luglio al 7 agosto 2010, tra le innovazioni e le eccellenze tecnologiche del nostr

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