Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Wednesday, March 21, 2012

Revamping Italcementi Monselice: la cronistoria

Revamping Italcementi Monselice: la cronistoria
Revamping Italcementi Monselice: la cronistoria

Revamping Italcementi, il progetto che divide la Bassa padovana

Una battaglia condotta a suon di ricorsi tra cementificio, enti, residenti, comitati e amministrazioni locali. Sul progetto di ammodernamento del sito di Monselice inserito nel parco Colli euganei si è pronunciato a favore il Consiglio di Stato



Il progetto di revamping di Italcementi a Monselice
Il progetto di revamping di Italcementi a Monselice

STORIE CORRELATE





Una vicenda locale finita nelle aule dei tribunali che mette sul tappeto temi di carattere ambientale e occupazionali cruciali per il territorio della Bassa Padovana.

IL PROGETTO. Si tratta del progetto di "revamping" di Italcementi - la multinazionale che gestisce il cementificio di Monselice - che prevede un ammodernamento degli stabilimenti per un investimento di 160 milioni. A favore, oltre all'azienda, l'amministrazione locale e i dipendenti, supportati dalle sigle sindacali.

I COMITATI. Dalla parte opposta della barricata, oltre alle amministrazioni dei vicini comuni di Baone ed Este, alcuni residenti e gli ambientalisti di "Lasciateci respirare" ed "E noi?", che da anni, anche prima del progetto, criticano l'inquinamento provocato dallo stabilimento, anche a fronte della possibilità di utilizzo del Pet-coke come combustibile, che avrebbe incrementato l'inquinamento della zona. Rivoltisi al Tar del Veneto, questi ultimi hanno vinto il ricorso in primo grado contro il progetto per "incompatibilità con la normativa di tutela ambientale del Parco dei colli Euganei".

IL TAR. La sentenza emessa a maggio 2011 dal Tar ha dunque annullato l'autorizzazione paesaggistica rilasciata il 13 dicembre 2010 dal Parco colli e la delibera di giunta provinciale del 29 dicembre dello stesso anno di approvazione della valutazione d'impatto ambientale (Via). Secondo il tribunale veneto "il progetto di Italcementi va oltre la normale manutenzione di un impianto destinato a cessare fra pochi mesi. È - secondo il Tar - un impianto nuovo, di durata quasi trentennale, con un nuovo ciclo di produzione. Quindi è incompatibile con le finalità di tutela".

I LAVORATORI. Preoccupati per il proprio futuro lavorativo, a seguito della sentenza di primo grado che di fatto boccia il progetto, i dipendenti della cementeria hanno scioperato per riunirsi in assemblea e discutere delle ricadute. "I lavoratori esprimono la forte preoccupazione per il futuro dei posti di lavoro - 250 in tutto tra diretti e dell'indotto - dello stabilimento", avevano dichiarato i rappresentanti sindacali Fillea-Cgil e Filca-Cisl.

IL CONSIGLIO DI STATO. Italcementi si è quindi appellata al Consiglio di Stato che, pronunciatosi a febbraio 2012 accogliendo il ricorso - considerando il progetto legittimo - spalanca le porte al piano di investimento e al proseguo dell'attività per altri 28 anni. Lo stesso iter burocratico del progetto di revamping, congelato prima dalla sentenza del Tar, può ora proseguire con le ultime autorizzazioni necessarie prima dell'avvio dei lavori.
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GLI ALTRI RICORSI. Sono invece ancora in itinere i ricorsi al Consiglio di stato e di nuovo al Tar Veneto, proposti dai vicini comuni di Este e Baone. Il primo contro l'esclusione dei paesi dalla convenzione a tre tra cementificio, Parco e comune di Monselice, il secondo contro la delibera della Provincia di Padova che ha autorizzato il revamping.



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Tuesday, March 06, 2012

"Il cementificio migliora il paesaggio"

"Il cementificio migliora il paesaggio"
C'è l'ok alla costruzione dell'impianto

Nella foto, la simulazione del nuovo progetto con la torre di 89 metri

Dal Consiglio di Stato il via libera:
la nuova struttura sorgerà
nel Parco dei Colli Euganei

GIUSEPPE SALVAGGIULO
Vince la Italcementi, perdono i comitati di cittadini. E vince l'Ente Parco dei Colli Euganei, schierato con i cementieri contro gli ambientalisti. Il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza del Tar, ha benedetto il nuovo progetto del cementificio di Monselice, nel cuore del Parco dei Colli Euganei, in Veneto. E lo ha fatto con una motivazione originale e destinata a far discutere: il cementificio migliora il paesaggio e la ciminiera alta 89 metri non è un pugno negli occhi - come sostengono gli oppositori - ma un pregevole elemento architettonico.

Scrivono i giudici: "il progetto comporta modifiche positive sotto il profilo paesaggistico (...); adotta soluzioni volte a mitigarne la percezione delle sagome (...), idonee a ridurne l’impatto visivo; realizza un elemento verticale – la discussa torre di 89 metri – il cui sviluppo si accompagna a una qualità architettonica apprezzabile, in linea con le tendenze dell’architettura contemporanea che attribuiscono alle strutture verticali ad elevato contenuto tecnologico la funzione di riqualificare i siti nei luoghi deteriorati (...)".

Prima dell'istituzione del Parco, quarant'anni fa i Colli Euganei erano "colline senza pace": una groviera di cave (un'ottantina) e tre cementifici. La salvezza dei Colli, chiesta dal comitato locale, diventò un caso nazionale grazie agli articoli di denuncia di Paolo Monelli sul "Corriere della Sera" e di Gigi Ghirotti su "La Stampa". La legge del 1971 ha messo all'indice le cave (oggi ne restano solo cinque). E i cementifici? Secondo gli ambientalisti vanno ritenuti "incompatibili con le finalità del Parco" e dismessi, ma la chiusura non è mai stata decisa e quindi continuano a operare. Tanto che la Italcementi, quinto produttore mondiale, ha presentato un progetto di "revamping" (ristrutturazione) dell'impianto di Monselice, con nuove tecnologie e un grande camino in mezzo ai pendii che ispirarono poeti e pittori.

E qui sta il punto: il cementificio rinnovato non si può fare perché è una nuova costruzione e il Parco non lo consente, sostengono ambientalisti e Tar. Si può fare, spiegano Italcementi ed enti locali, perché il progetto "modifica sostanzialmente" il cementificio esistente ma non ne fa nascere uno nuovo. Anzi migliora la situazione anche dal punto di vista ambientale. Questa tesi è stata accolta dal Consiglio di Stato.

Questione chiusa? I comitati non mollano e studiano la prossima mossa. La Italcementi li ha anche citati in tribunale chiedendo un risarcimento danni di 200 mila euro. Dunque la guerra continua. E i Colli Euganei si riscoprono ancora "senza pace".

Friday, March 02, 2012

Italcementi nel Parco dei Colli sì dei giudici alla grande torre

EL PADOVANO

Italcementi nel Parco dei Colli
sì dei giudici alla grande torre

Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar, via libera al piano di ammodernamento della fabbrica. Esultano azienda e lavoratori, ambientalisti furiosi

PADOVA - L’attesa è durata un mese e mezzo. Da una parte i comitati che demonizzavano l’investimento alzando lo scudo a difesa del Parco Colli Euganei, dall’altra il colosso bergamasco Italcementi, che quell’investimento lo difendeva a spada tratta. In mezzo, il revamping: un progetto da oltre 160 milioni di euro per riammodernare e dare maggiore produttività all’impianto di Monselice. Rispettando - è parola di Italcementi - l’ambiente. Un progetto che ha avuto il via libera pure dal Consiglio di Stato. I giudici hanno accolto il ricorso dei legali della multinazionale orobica dopo la decisione, nel maggio 2011, del Tar del Veneto che accogliendo l’esposto dei comitati popolari «E Noi?» e «Lasciateci Respirare», annullava l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dall’Ente Parco Colli il 13 dicembre 2010 e la delibera di approvazione della Commissione di valutazione di impatto ambientale della Giunta Provinciale di Padova del dicembre 2010.
Un pronunciamento quello del Tar con cui di fatto si chiudeva una porta in faccia all’azienda. Porta che ieri pomeriggio - l’udienza romana era stata celebrata il 17 gennaio - è stata riaperta dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha riconosciuto a Italcementi quanto cassato in precedenza dal Tar. Cioè, hanno scritto i giudici «si può concludere che non vi è la creazione di un nuovo impianto, ma la sostituzione di rilevanti strutture che comporterà un impatto globale notevolmente migliorativo dell’esistente, aggiungendo anche un termine per la fine dell’attività industriale (28 anni, ndr) e la rinaturalizzazione successiva del sito, il tutto nel rispetto delle norme vigenti». Tutto l’opposto di quanto ravvisato dal Tar. Oltre a questo si cita pure la salvaguardia degli attuali posti: circa 250 persone. Insomma il dubbio attorno a cui i cittadini si erano divisi tra «pro» e «contro » revamping, è stato risolto in favore di Italcementi e della sua volontà di investire contro il vento della crisi. Il revamping, che nelle idee di Italcementi prevede la costruzione di un’unica torre da 89 metri in sostituzione dei tre forni ora esistenti e la diminuzione del 70% delle emissioni, si può fare.
Quando? Si deciderà in avanti, il prossimo step è il passaggio in Provincia a Padova per l’autorizzazione ambientale integrata. Ma intanto la sentenza di ieri ha già diviso i fronti. Italcementi per bocca di Eric Goulignac, direttore della Cementeria, esprime soddisfazione per «la sentenza in cui si conferma, anche nel merito e in modo inequivocabile, la correttezza della posizione di Italcementi, sia per l'iter sia per il progetto industriale». Umore nero tra i leader dei comitati che non demordono e ricordano come «rimane incredibile che una torre di 89 metri in piena area Parco possa essere considerata un manufatto di qualità architettonica apprezzabile ». Un sorriso invece lo fanno i lavoratori, corsi in assemblea subito dopo la pubblicazione della sentenza. «C’era preoccupazione e ora siamo sollevati», ha detto Marco Benati di Fillea Cgil. Stesse parole del sindaco di Monselice Francesco Lunghi, contento «per la salvaguardia dei posti di lavoro e dell’impresa ». «Questa sentenza - ha commentato Barbara Degani, presidente della Provincia di Padova - riconosce il corretto operato dell’amministrazione provinciale. L’impianto ha una grande rilevanza ambientale e contribuisce al miglioramento della qualità delle emissioni nell’aria».
Nicola Munaro
01 marzo 2012

Tuesday, February 28, 2012

Brianza, aria fuorilegge Il Pm10 sfonda i limiti

Brianza, aria fuorilegge Il Pm10 sfonda i limiti

Maglia nera il 19 gennaio

 
In meno di due mesi le polveri sottili hanno superato i limiti imposti dall'Unione Europea: 36 giorni di aria inquinata nel 2012 contro i 35 concessi dalla comunità internazionale sull'intero arco dell'anno
 
Centralina di Arpa (foto Zani)
Centralina di Arpa (foto Zani)
Merate, 27 febbraio 2012 - Bonus esaurito all'ombra della Torre di Castello Prinetti. Le polveri sottili a Merate in nemmeno due mesi hanno già superato il valore limite di 50 microgrammi per metro cubo per 36 giorni. Secondo la normativa comunitaria però non dovrebbe succedere per più di 35 volte nell'arco di un intero anno solare. L'aria della Brianza è dunque fuori legge.
La media delle concentrazioni della Pm10 rilevate dalla centralina Arpa, installata all'incrocio tra vialeGiuseppe Verdi e la ex Ss 36 ad oggi è pari a 80 µg/m3, il doppio sempre rispetto ai parametri imposti dall'Unione europea. Il giorno peggiore in assoluto è stato il 19 gennaio con il parametro record di 182 microgrammi, quasi quattro volte tanto il consentito. Anche il 2012 sul fronte dell'inquinamento atmosferico si preannuncia dunque un anno al veleno.
di D.D.S

Monday, February 13, 2012

Presa Diretta Cemento

Guarda in steaming   l'intera puntata trasmessa du RAI3 domenica 12 Febbraio 2012erchancora cemento?  Perché ancora nuove case, uffici, grattacieli, centri commerciali, appaPerché ancora cemento?  Perché ancora nuove case, uffici, grattacieli, centri commerciali, appartamenti?  Gru e betoniere girano  a pieno ritmo anche se  le costruzioni recenti sono vuote.  Ma tutti questi nuovi edifici  servono o serviranno?  A chi?

In “CEMENTO” Domenico Iannacone a Milano svela il patto fra grandi gruppi di potere attorno ai lavori per l’EXPO: sono in arrivo 1 milione di metri quadri.   Eppure a un passo da dove si costruirà svettano vuoti  i grattacieli fantasma del quartiere Stevenson. Che senso ha? Chi ci specula?

E intanto per costruire serve la sabbia si scava e si mangia  altro territorio.

E poi la vicenda di Ischia, l’isola dell’abusivismo: 1 casa non in regola ogni 2 abitanti.  Come è stato possibile?  “Cemento” racconta tutti i retroscena della corruzioni e delle complicità che hanno deturpato uno dei luoghi più belli del Mediterraneo.

Affaristi e politici si sono alleati  per il nuovo Auditorium di Isernia i cui costi sono lievitati in una notte da 4,5 milioni di euro a 55: miracoli compiuti dalla  cricca grazie anche all’emergenza per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Sabrina Carreras
 è andata in provincia di  Reggio Emilia, dove anche le campagne che sono la culla  del prezioso parmigiano sono sotto assedio.

In questo quadro devastato “Presadiretta” offre anche un esempio positivo, una cittadina:Colorno, in provincia di Parma.  Lì l’amministrazione ha scelto di non cementificare, di non incassare i soldi dei permessi di costruzione, ma di pensare ad uno sviluppo nella conservazione e nella salvaguardia degli edifici esistenti.

“Cemento” è un racconto di Domenico Iannacone con Elisabetta Camilleri e Sabrina Carreras.

rtamenti?  Gru e betoniere girano  a pieno ritmo anche se  le costruzioni recenti sono vuote.  Ma tutti questi nuovi edifici  servono o serviranno?  A chi?

In “CEMENTO” Domenico Iannacone a Milano svela il patto fra grandi gruppi di potere attorno ai lavori per l’EXPO: sono in arrivo 1 milione di metri quadri.   Eppure a un passo da dove si costruirà svettano vuoti  i grattacieli fantasma del quartiere Stevenson. Che senso ha? Chi ci specula?

E intanto per costruire serve la sabbia si scava e si mangia  altro territorio.

E poi la vicenda di Ischia, l’isola dell’abusivismo: 1 casa non in regola ogni 2 abitanti.  Come è stato possibile?  “Cemento” racconta tutti i retroscena della corruzioni e delle complicità che hanno deturpato uno dei luoghi più belli del Mediterraneo.  

Affaristi e politici si sono alleati  per il nuovo Auditorium di Isernia i cui costi sono lievitati in una notte da 4,5 milioni di euro a 55: miracoli compiuti dalla  cricca grazie anche all’emergenza per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. 

Sabrina Carreras
 è andata in provincia di  Reggio Emilia, dove anche le campagne che sono la culla  del prezioso parmigiano sono sotto assedio.

In questo quadro devastato “Presadiretta” offre anche un esempio positivo, una cittadina:Colorno, in provincia di Parma.  Lì l’amministrazione ha scelto di non cementificare, di non incassare i soldi dei permessi di costruzione, ma di pensare ad uno sviluppo nella conservazione e nella salvaguardia degli edifici esistenti.

“Cemento” è un racconto di Domenico Iannacone con Elisabetta Camilleri e Sabrina Carreras

Sunday, February 12, 2012

Presa diretta Cemento Domenica 12 Febbraio 2012

COMUNICATO STAMPA

CEMENTO

di

Riccardo Iacona

e di Francesca Barzini, Domenico Iannacone


6° PUNTATA
DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012
RAI TRE ORE 21.30

Perché ancora cemento? Perché ancora nuove case, uffici, grattacieli, centri commerciali, appartamenti? Gru e betoniere girano a pieno ritmo anche se  le costruzioni recenti sono vuote. Ma tutti questi nuovi edifici  servono o serviranno? A chi?

In “CEMENTO” Domenico Iannacone a Milano svela il patto fra grandi gruppi di potere attorno ai lavori per l’EXPO: sono in arrivo 1 milione di metri quadri. Eppure a un passo da dove si costruirà svettano vuoti i grattacieli fantasma del quartiere Stevenson. Che senso ha? Chi ci specula?
E intanto per costruire serve la sabbia, si scava e si mangia altro territorio.
E poi la vicenda di Ischia, l’isola dell’abusivismo: 1 casa non in regola ogni 2 abitanti. Come e’ stato possibile? “Cemento” racconta tutti i retroscena della corruzioni e delle complicità che hanno deturpato uno dei luoghi più belli del Mediterraneo.
Affaristi e politici si sono alleati per il nuovo Auditorium di Isernia i cui costi sono lievitati in una notte da 4,5 milioni di euro a 55: miracoli compiuti dalla cricca grazie anche all’emergenza per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Non solo grandi città e grandi interessi, la frenesia del cemento non risparmia  quei piccoli centri dove la salvaguardia del territorio e del paesaggio dovrebbe essere un bene comune da difendere.
“Cemento” è un racconto di Domenico Iannacone con Elisabetta Camilleri e Sabrina Carreras









La nuova puntata di *Presa Diretta*, di Riccardo

Iacona, sarà tutta dedicata al *consumo di suolo* .

Domenica 12 su Rai3

grande protagonista la Lombardia ma soprattutto

 Legambiente e il nostro  presidente regionale


Saturday, February 11, 2012

Qualità dell'aria pessima Le polveri sottili raddoppiano

Il freddo persiste e le polveri sottili non sembrano essere da meno. Le centraline di rilevamento della qualità dell'aria dell'Arpa evidenziano un aumento generalizzato del Pm10 sia in città che in provincia.

I dati relativi alla concentrazione delle polveri sottili (il valore limite e di 50 microgrammi per metro cubo di aria) mostrano in ordine decrescente: Treviglio con Pm10 pari a 116, Osio Sotto 105, Lallio 101, Bergamo Garibaldi 93, Calusco 90, Dalmine 88 ed infine Bergamo Meucci 87.

La situazione si sta trascinando da alcune settimane, a causa soprattutto della siccità e degli impianti di riscaldamento a pieno regime. 

Wednesday, February 08, 2012

Merate Online - Parco Adda Nord: Agostinelli riconfermato la maggioranza di destra non trova l’accordo

Merate Online - Parco Adda Nord: Agostinelli riconfermato la maggioranza di destra non trova l’accordo


Parco Adda Nord: Agostinelli riconfermato la maggioranza di destra non trova l’accordo

Agostino Agostinelli riconfermato presidente

"È stato un risultato davvero inaspettato, un incarico che non avevo previsto di avere. Ridimensionerò alcuni impegni di carattere politico che avevo pensato di prendere, ho intenzione di continuare a seguire il Parco con attenzione". Questo il commento di Agostino Agostinelli, bergamasco a capo del Parco Adda Nord dal 2007, alla sua rielezione alla presidenza dell'ente che comprende 34 comuni nelle province di Lecco, Bergamo e Milano. Dopo l'assemblea "mancata" del 24 gennaio scorso, che avrebbe dovuto eleggere presidenza e consiglio di gestione ma è stata rimandata a causa di "disaccordi interni" tra Pdl e Lega Nord, la convocazione di lunedì 6 febbraio ha portato alla rielezione del presidente in carica, nonostante la minoranza politica di riferimento dell'area di sinistra. "I tre candidati eravamo io, Guiseppe Luigi Minei di Cassano d'Adda, già consigliere dell'area Pdl e Giovanni Stornaiuolo, segnalato dalla Provincia di Milano anch'esso del Pdl e sconosciuto ai più" ha spiegato Agostinelli. Dopo il ritiro della candidatura di Minei, annunciato in aula come riportato dal verbale pubblicato sul sito istituzionale dell'ente nell'area "Delibere", i rappresentanti dei comuni di Cornate D'Adda e Truccazzano hanno espresso voto favorevole ad Agostinelli, pur non appartenendo alla stessa area politica. Un fatto dovuto al dissenso nei confronti della modalità con cui la Provincia milanese ha proposto il suo candidato, vissuta come una "imposizione dall'alto". Il comune di Vaprio d'Adda si è astenuto a causa del ritiro di Minei, e il risultato finale è stato il seguente:

"Sono risultati evidenti alcuni problemi interni alla maggioranza rappresentativa dell'area di destra, in questa occasione come nella scorsa seduta" ha commentato Agostinelli, che rimarrà in carica per altri 5 anni. "Tenendo conto delle quote di riferimento per ogni comune, dovute alla dimensione degli stessi, la sinistra non raggiungeva in totale più del 40% dei consensi. Ma i cambiamenti nel voto di alcuni comuni sono stati determinanti". In base alla nuova normativa anche il Parco Adda Nord è passato dal vecchio Consiglio di amministrazione ad un "Consiglio di gestione", costituito dal presidente Agostinelli e da 4 consiglieri, così eletti nella serata del 6 febbraio:

Il nuovo consiglio è così composto da un esponente lecchese (Giuseppe Tentori di Calolziocorte), un meratese (Paolo Mauri di Calco), Giulio Manenti della bergamasca e Renzo Di Biase del milanese (designato da Regione Lombardia).
A questo si aggiunge la "Comunità del Parco" composta dai rappresentanti dei 34 comuni facenti parte dell'ente più i tre rappresentanti provinciali.
Questo lo schema dei rappresentanti presenti il 6 febbraio con le relative quote di rilevanza (il comune di Merate ha partecipato alla sola votazione del consiglio e non a quella del presidente, mentre il comune di Pescate come già annunciato non ha partecipato):

Revisore dei conti è stato eletto il dottor Michele Peccati:

Monday, February 06, 2012

Calusco: nuova pista ciclabile in zona Italcementi



CALUSCO D’ADDA — Partono oggi i lavori per la realizzazione del primo lotto di una nuova pista ciclabile di oltre 700 metri che collegherà viale dei Pioppi con via della Fontana, correndo parallelamente alle Vie Monte Ortigara e Martiri della Libertà, a Calusco D’Adda. La fine dei lavori è prevista per giugno.
Il tracciato, che segue un percorso separato dalla viabilità ordinaria, si svilupperà all’interno dell’area di proprietà Italcementi e sarà accessibile dalle vie pubbliche in tre punti distinti: viale dei Pioppi in prossimità dell’incrocio, via Martiri della Libertà e da via della Fontana attraverso delle rampe di raccordo.
L’opera si concluderà con l’attuazione di un secondo lotto che prevede il completamento della pista ciclabile con un tratto aggiuntivo di circa 600 metri parallelo a viale dei Pioppi e la realizzazione di 3 parcheggi pubblici per un totale di 74 nuovi posti auto. Il primo parcheggio, da 54 posti auto, sarà a servizio del campo sportivo; il secondo, da 11 posti auto, sarà collocato nel centro storico e il terzo, da 9 posti, si situerà in corrispondenza di via Ariosto e servirà la zona residenziale antistante.
L’intero tracciato della pista ciclabile sarà completato con l’installazione dell’apposita segnaletica orizzontale e verticale, come previsto dal codice della strada e con il collegamento dell’impianto di illuminazione pubblica. Saranno inoltre piantumate circa 200 piante di piccolo e medio sviluppo e – in alcuni tratti – verranno inserite barriere protettive in legno e ulteriori elementi di arredo urbano a valorizzazione e sicurezza della pista ciclabile, che si snoda lungo un’area verde di circa 11.700 mq.
“La realizzazione della pista ciclabile si inserisce in un più ampio contesto di interventi a favore della comunità locale e del territorio in cui Italcementi opera” ha dichiarato Giovanni Bottinelli, direttore della cementeria . “Una realtà a cui noi siamo storicamente legati e dove si trova una delle cementerie italiane più importanti del Gruppo. Con questo progetto – ha proseguito il direttore – vogliamo confermare il nostro impegno a favore dell’ambiente e della sostenibilità”.
Il progetto porterà la dotazione di piste ciclabili di Calusco a un totale di circa 6 chilometri e consentirà ai fruitori un percorso nel verde e in sicurezza. “Questo progetto qualificherà ancora di più il nostro territorio e la sua realizzazione s’inserisce perfettamente anche nel Progetto Cresco, che vede Italcementi e Comune di Calusco membri del comitato promotore, per l’impulso dato allo sviluppo della mobilità sostenibile nel nostro territorio” ha dichiarato il sindaco di Calusco, Roberto Colleoni.

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