Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Monday, July 23, 2007

Inquinamento e feti malformati

Inquinamento e feti malformati
L'Associazione Carlo Bortolani Onlus è diventata proprietaria del Microscopio Elettronico a scansione ambientale...
17-07-2007 - Fonte: Dillo ad Alice



Scoperta correlazione fra inquinamento ambientale e feti malformati
Terminata la raccolta fondi lanciata da Beppe Grillo, l’Associazione reggiana Carlo Bortolani Onlus è diventata proprietaria del Microscopio Elettronico a scansione ambientale per il valore di Euro 378.000,000. Firmata la convenzione con l’Università di Urbino che vede la Dott.ssa Antonietta Gatti responsabile scientifico.

(microscopio a scansione ambientale)


All'inizio del mese di giugno si è svolto a Vienna il congresso mondiale "Health Children and Environment" promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità dove hanno partecipato anche tutti i Ministri della Sanità dei Paesi della Comunità Europea e gli ONG che si occupano di Salute.
Alice intervista la scienziata dott.ssa Antonietta Gatti che proprio al congresso di Vienna ha illustrato i risultati delle prime ricerche svolte attraverso l'utilizzo del microscopio a scansione ambientale acquistato grazie alla campagna di solidarietà promossa da Beppe Grillo e di proprietà
dell' Associazione Carlo Bortolani Onlus.

La scienziata Dott.ssa Antonietta Gatti ha presentato al congresso mondiale di Vienna "Health Children and Environment" i primi risultati delle ricerche svolte con l’utilizzo del microscopio grazie alla campagna di solidarietà promossa da Beppe Grillo.

(Dott.ssa Antonietta Gatti)


- Dott.ssa, a marzo si è conclusa la raccolta fondi lanciata e sostenuta da Beppe Grillo dove l'Associazione Carlo Bortolani Onlus ha fatto da collettore nazione e finalmente lei è diventata responsabile scientifico dei progetti che si portano avanti con l'utilizzo del nuovo microscopio. Cos'ha provato quando si è trovata di fronte al nuovo strumento a scansione ambientale?

Uno strumento più moderno, più potente, rappresenta per un ricercatore quello che è il giocattolo tanto sognato per un bambino. Tranne che questo giocattolo è in grado di portare a nuove scoperte che possono a sua volta far felici altre persone oltre a me, naturalmente.

- Ci spieghi bene che tipo di ricerche si portano avanti con quel microscopio.

Questo microscopio è in grado di vedere oggetti con dimensioni pari a qualche milionesimo di millimetro, cioè può vedere oggetti piccoli come le nostre proteine o il nostro DNA. Vedere cose sempre più piccole significa alcune volte scoprire altri mondi, quindi apportare nuove conoscenze. Pasteur scoprì i microbi proprio servendosi di un microscopio. Come lui, se saremo altrettanto bravi, ora possiamo scoprire il perché di molte malattie e, magari, di debellarle. Naturalmente, e purtroppo, il microscopio da solo non basta. Anzi, non serva a nulla se non lo si pilota come si deve.

- Recentemente è stata invitata anche alla Camera dei Lord. Di cosa ha parlato?

Sono stata invitata per la seconda volta da Lord Morris of Manchester, presidente della Commissione Inglese per le patologie cosiddette da Uranio impoverito che colpiscono i soldati. In quell'occasione erano presenti anche medici e scienziati americani e con loro si sono dibattuti i risultati delle ricerche su queste nuove patologie che colpiscono egualmente, ma in modo diverso, i soldati americani, inglesi ed italiani al ritorno rispettivamente dalla I e II Guerra del Golfo e dalla Guerra dei Balcani. (ndr: per chi desidera conoscere ulteriori approfondimenti sull'argomento, può scaricare alcuni articoli dal sito (www.stefanomontanari.net).

- Anche con il Governo Prodi fa parte della Commissione senatoriale d'inchiesta sull'Uranio impoverito.

La Commissione mi ha nominata di nuovo esperto al suo interno assieme ad altri consulenti allo scopo di capire il perchè di quelle patologie. A mio avviso, l'Uranio impoverito non è direttamente responsabile di tali patologie ma lo è l'inquinamento creato da bombe ad alta tecnologia fra cui, ma non solo, quelle all'Uranio impoverito.

- Il primo progetto di ricerca concordato insieme a Beppe Grillo e all'Associazione Carlo Bortolani Onlus riguarda i feti. Sono stati raggiunti risultati?

Attorno al microscopio abbiamo creato un primo studio che riguarda "I bambini e la loro salute". Si è creato un gruppo di studio che comprende l'Anatomia Patologica dell'Ospedale di Mantova, la Pediatria dell'Università di Catania e l'Anatomia Patologica dell'Università di Malta. Con questi partner abbiamo cominciato a studiare i feti malformati, cercando di capire se esiste una correlazione fra l'inquinamento ambientale, la salute della madre ed un possibile loro coinvolgimento allo stato embrionale. I primi risultati sono stati presentati ad un Congresso Mondiale a Vienna.

E' indispensabile rendersi conto, però, che tutte le ricerche, e questa non fa eccezione, oggi hanno costi elevati. Al momento stiamo tutti prestando la nostra opera per puro volontariato, ma il problema è quello delle spese vive che sono tutt'altro che trascurabili. La speranza è che qualcuno ci dia una mano.

- Sono stati raggiunti dei risultati specifici?

Certo. Sono stati presentati al Congresso mondiale "Health Children and Environment" che si è tenuto a Vienna ai primi di giugno. Tali risultati indicano con chiarezza che polveri ambientali ultra-sottili, se respirate o se ingerite dalla madre con cibo contaminato, possono passare nella sua circolazione sanguigna e da questa alla circolazione fetale. Così, polveri fisicamente e chimicamente tossiche possono venire a contatto con l'embrione ed indurre malformazioni. In questo caso, i geni possono risultarne mutati, ma l'induzione è avvenuta durante lo stato embrionale, cioè non è stata trasmessa dalla madre o dal padre col proprio codice genetico.

- E' possibile fare prevenzione di fronte a questi rischi?

Sì, è possibile fare prevenzione, e spesso questo non costa nemmeno tanto. Se restiamo nell'ambito del bambino non ancora nato, una donna gravida, per esempio, non dovrebbe vivere per tutto il periodo della gestazione in ambienti inquinati. Non solo: non dovrebbe neanche mangiare cibi che sono cresciuti in quell'ambiente inquinato e non dovrebbe maneggiare gli abiti da lavoro del compagno se questo lavora in ambienti sporchi di polveri come un inceneritore, una fonderia, un cementificio o fa il saldatore. Può essere leggermente seccante, ma, con un po' di cultura si possono attuare le opportune precauzioni.

- E' possibile al giorno d'oggi vivere in un ambiente non inquinato?

Certo. Ovviamente va individuato. Le porto ad esempio un caso. In una famiglia non italiana un bimbo nacque con gravissimi problemi di salute. I medici l'avevano dato per “spacciato”. La famiglia vendette tutto e decise comprare una barca e vivere in mezzo al mare. Ebbene, nel giro di poco tempo a quel bambino si sono quasi azzerati i problemi di salute.

- Secondo lei, vivere in zone industriali può essere un rischio per la salute?

Sì, il rischio c'è. Noi viviamo in un ambiente altamente inquinato e continuiamo a peggiorare le cose bruciando di tutto.

Il punto è che noi, per non vederci più davanti tutto quanto crediamo non ci serva più, compresi tanti scarti della produzione industriale, facciamo dei bei falò. Ma questa roba la eliminiamo solo dalla nostra vista. In verità ce la ritroviamo nell'ambiente in forma di polveri sottilissime, che io, con il famoso microscopio, vedo senza difficoltà, misuro ed analizzo. Purtroppo, poi, queste polveri sono incomparabilmente più tossiche rispetto ai prodotti di partenza, vale a dire quei rifiuti che non volevamo più vedere. Va da sé che se è vero che gl'inceneritori, cioè i falò di cui parlavo, sono tra i grandi colpevoli dell'inquinamento, se non altro per la loro assoluta inutilità, bisogna sapere che tutte le forme di combustione generano polveri. Dunque, i motori a scoppio, le centrali elettriche ad oli pesanti o a carbone, le acciaierie, i cementifici e, insomma, dovunque si bruci.

Dal punto di vista fisiologico, e parlo della fisiologia che tiene conto anche dei nostri studi, quelle polveri vengono inalate, entrano nei polmoni che non sono capaci di trattenerle e che, anzi, sono un vero e proprio colabrodo, e finiscono nel sangue entro poche decine di secondi. Da lì, finiscono in poche decine di minuti a tutti i tessuti del nostro organismo dove possono fare guai. Ecco, allora, la lattina di Coca Cola, il vassoio di plastica dove c'era la carne, una bomboletta spray ecc. che ho gettato nell'immondizia me li ritrovo nell'aria e poi dentro il mio corpo. L'inquinamento che ho creato fuori, nell'ambiente, ci insegue, ci pervade, si impossessa di noi, ci fa ammalare e talvolta ci uccide.

Fonte:www.dilloadalice.it

Saturday, July 21, 2007

Valmadrera: ‘Ilaria Alpi’ chiede lumi sullo stop dell’inceneritore

Valmadrera: ‘Ilaria Alpi’ chiede lumi sullo stop dell’inceneritore
Il Circolo ambiente Ilaria Alpi si sta mobilitando per sapere qualcosa di più riguardo al guasto impiantistico verificatosi presso il forno inceneritore di Valmadrera, gestito da Silea S.p.A., che ha determinato il fermo dell’impianto.
Si chiede in particolare se il guasto ha o potrebbe aver determinato la fuoriuscita in atmosfera di emissioni contenenti sostanze nocive. La richiesta è stata inoltrata ufficialmente alla Provincia di Lecco, all’Arpa e al comune di Valmadrera.

Calusco: allarme ozono

Calusco: allarme ozono
superata la soglia limite






E` stata superata, secondo la rilevazione del 18 luglio, la soglia d`allarme di presenza d`Ozono nell`aria di Calusco d`Adda: i dati dell`ARPA Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione dell`Ambiente) hanno infatti rilevato introno alle ore 13 di quel giorno, 252 µg/m3 di Ozono nell`aria caluschese contro i 240 che caraterizzano la soglia massima d`allarme.






Immagine dello strato di ozono che avvolge la terra,
si noti il profondo diradamento sull`Antartide (2001).




Le previsioni della stessa Agenzia, inoltre, date anche le particolari condizioni atmosferiche di questi ultimi giorni, prospettano un ulteriore aumento che porterà gli abitanti dell`Isola Bergamasca a cercare di evitare il sole nelle ore più calde della giornata allo scopo di fuggire rischi per la salute: pur essenziale per la sua capacità di assorbire i raggi ultravioletti, l`Ozono, infatti, è anche alquanto velenoso per gli esseri viventi.
Per salvaguardare la salute,"le ore più calde della giornata" - spiegano dall`ARPA - "andrebbero trascorse in ambienti chiusi, avendo l`accortezza di ventilarli nei momenti freschi come la mattina o la sera".


Giorgio Moranda

Monday, July 16, 2007

Il sindaco di Isola delle Femmine comunica che non è stato dato nessun parere favorevole a l’uso del petcoke alla Italcementi.

Il sindaco di Isola delle Femmine comunica che non è stato dato nessun parere favorevole a l’uso del petcoke alla Italcementi.
- 15 luglio 2007


Si è riunita ieri 12.07.07 la commissione ambiente del comune di Isola delle Femmine per l’audizione delle associazioni ambientaliste della Rete Lilliput in materia di controllo delle emissioni inquinanti della Italcementi spa.

Il presidente della commissione, dott. Cutino, introduce i lavori dando lettura della rettifica con cui il Sindaco comunica all’assessorato regionale all’Ambiente che "nessun parere favorevole poteva essere dato dal dott. Minagra (suo consulente n.d.r.) per contro di questa amministrazione sull’ uso del petcoke da parte della Italcementi".

Le associazioni ambientaliste espimono soddisfazione vedendo recepire nel documento le proprie istanze. Si auspica analoga rettifica sui quotidiani intervenuti sul tema.

Wednesday, July 11, 2007

Venerdì apre l'Asse interurbano dell'Isola

Venerdì apre l'Asse interurbano dell'Isola
Due inaugurazioni di opere stradali in venti giorni nell'Isola. Venerdì viene aperto il tratto di asse interurbano che dall'attuale rotatoria sulla provinciale 155 (Ponte San Pietro-Capriate) a Bonate Sopra arriva a Presezzo-Bonate Sopra-Mapello, vicino al casello ferroviario. A fine mese invece si taglia il nastro della variante Villa d'Adda-Carvico. L'appuntamento per l'inaugurazione del tratto di asse Bonate Sopra-Presezzo è stato fissato per le 12 di venerdì, nelle vicinanze delle quattro strade di Bonate Sopra. La comunicazione è stata data dal direttore generale dell'Anas. A questo importante evento saranno presenti le autorità comunali, provinciali e regionali. Per impegni precedenti non parteciperà il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro.

La scorsa settimana l'impresa BetonVilla, che ha in appalto la costruzione dell'asse nel tratto Curno-Ponte San Pietro, ha terminato il cavalca-ferrovia e venerdì scorso ha potuto così consegnare all'Anas il tratto di strada Bonate Sopra-Presezzo. L'azienda nazionale per le strade ha quindi provveduto a fissare la data dell'inaugurazione di questo percorso che ha una lunghezza di due chilometri e mezzo. «L'apertura di questo ulteriore tratto dell'asse interurbano andrà a beneficio della viabilità dell'Isola - evidenzia Guido Bonacina, sindaco di Presezzo e presidente della Comunità dell'Isola -. Dovrebbero, grazie a questo, diminuire le code sulle provinciale 155 (Ponte San Pietro-Capriate) e sulla 166 (Ponte San Pietro-Paderno). Il cavalca-ferrovia ha eliminato il passaggio a livello di Mapello, rendendo più scorrevole il traffico tra Mapello, Presezzo, Bonate Sopra e Terno d'Isola».

A seguito dell'apertura di questo ulteriore tratto di asse i sindaci di Presezzo, Bonate Sopra e Ponte San Pietro potrebbero valutare l'opportunità di togliere i divieti, ora in vigore, a percorrere le strade comunali nelle ore di punta.
L'ultimo tratto che da Presezzo arriva a Ponte San Pietro sulla Briantea dovrebbe essere completato entro il 2008: a quel punto finalmente l'asse interurbano Seriate-Ponte San Pietro sarà completo e percorribile interamente.

Intanto a Villa d'Adda per la fine di luglio è prevista l'inaugurazione e l'apertura della variante Villa d'Adda-Carvico, realizzata dall'Amministrazione provinciale. Il tunnel e la strada sono stati terminati dall'impresa «Locatelli geometra Gabriele» di Grumello che in questi giorni sta installando i punti luce. Questa variante escluderà dal traffico pesante i centri abitati di Carvico e Villa d'Adda che sono diventati invivibili proprio per l'alto numero di veicoli che li attraversano per raggiungere la Valle San Martino e il territorio del Lecchese. «Da più di cinque anni aspettiamo questo fatidico giorno per poter usufruire di questa variante per i nostri due paesi. Oramai è diventato impossibile e pericoloso camminare per Villa d'Adda. E le difficoltà non risparmiano i camionisti che devono effettuare pericolose manovre quando sulle salite s'incrociano due mezzi pesanti».

(10/07/2007)

Monday, July 09, 2007

Calusco: il ponte ha bisogno di una manutenzione

Calusco: il ponte ha bisogno di una manutenzione
Di Vercingetorix
Il ponte di San Michele è lì da 118 anni, il treno ci passa regolarmente, il traffico pure anche se a senso unico alternato. Ma di questo storico manufatto nessuno sembra curarsene più di tanto. Al massimo qualche ragazzo ci attacca su un lucchetto. Ma la manutenzione chi la fa. Se non sbagliamo sono passati più di dieci anni dall’ultima volta che gli hanno dato una verniciata. Adesso la struttura in ferro è lì esposta alle intemperie e la ruggine avanza inesorabile. Quando verrà fatta la prossima manutenzione? Oppure siamo in attesa di vedere i primi segni di cedimento per poi arrivare alla chiusura dell’importante snodo della comunicazione tra le due sponde dell’Adda?

Friday, July 06, 2007

IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE DICE SI AL PET-COKE

giovedì, 05 luglio 2007
IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE DICE SI AL PET-COKE

IL SINDACO PORTOBELLO ROMPE CON IL SUO GRUPPO POLITICO SULL'AFFAIR PET-COKE ALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE




IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE DICE SI AL PET-COKE





IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DR. CUTINO ESTEREFATTO DALLA PRESA DI POSIZIONE DEL SINDACO PER PROTESTA RINUNCIA A PRESENZIARE ALLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE E NON FIRMA GLI EMEDAMENTI PRESENTATI DAL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI" DI CUI E' CAPOGRUPPO IN CONSIGLIO COMUNALE

IL NUOVO ASSESSORE ALL'AMBIENTE GEOM IMPASTATO ESAUTORATO DALLE DECISIONI DEL SINDACO PORTOBELLO PER DIRE SI AL PET-COKE


i fatti e i documenti...............................

Il servizio 3 Tutela dall'inquinamento atmosferico con protocollo 45549 del 15 giugno 2007:
indirizzata :

Ditta Italcementi Isola delle Femmine via fax 0918677138 a cui seguirà R.R.
Commissione Provinciale Tutela Ambiente fax urgente 0916173522
Comune di Isola delle Femmine fax 0918677098 alle 10,47 da:0917077877 Assessorato
seguirà R.R.

Oggetto: Ditta Italcementi S.p.a. Isola delle Femmine PA Richiesta di modifica dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Convocazione delle Conferenza di Servizi ai sensi dell'art 269 del D.Lgs 3 aprile 2006 n 152.

Gli enti in indirizzo, al fine di esitare l'istanza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera presentata dalla ditta in oggetto, sono chiamati ad esprimere un parere motivato. Per consentire il regolare svolgimento della conferenza la ditta in oggetto - qualora avesse già ottemperato - è invitata a trasmettere in tempo utile copia dell'istanza e degli elaborati tecnici agli enti chiamati ad esprimere il parere.
Il parere potrà reso direttamente in conferenza, o potrà essere preventivamente trasmesso all'ufficio entro la data della conferenza, che si terrà giorno 04/07/2007, dalle ore 10 alle ore 11 presso i locali di questo servizio.
I partecipanti alla conferenza dovranno essere muniti di apposita delega.
Visto che il programma della giornata prevede più conferenze è richiesta la massima puntualità.
Per eventuali chiarimenti contattare il responsabile del servizio dott. Anzà 0917077585, il Signor Tarantino 0917077390 o l'ing La Rocca 0917077886.
Il responsabile del 3° servizio Tiutela dall'inquinamento atmosferico Dottor Salvatore Anzà
gtarantino@artasicilia.it

IL 28 GIUGNO 2007 IL SINDACO PORTOBELLO CON NOTA PROTOCOLLO 7556 CONVOCA NELLA SEDE COMUNALE UNA RIUNIONE PER IL GIORNO 3 LUGLIO ALLE ORE 17 (attenzione subito il giorno dopo vi è la conferenza dei servizi all'assessorato)INVITANDO:


Italcementi di isola delle femmine
OPresidente della Commissione Ambiente di Isola delle Femmine
Direttore Ris Orientata di Isola delle Femmine
Associazione Difesa del mare e Terr.
Associazione Lilliput

(NOTIAMO CHE DI PROPOSITO NON E' STATO CONVOCATO IL NUOVO ASSESSORE ALL'AMBIENTE, ED INOLTRE ANCHE QUI DOBBIAMO PENSARE DI PROPOSITO NON E' STATO CONVOCATO IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA LEGAMBIENTE)

Oggetto da trattare : Stabilimento Italcementi, vibrazioni e rumore nell'abitato adiacente alla cementeria.

Al fine di dar seguito al confronto tra questa Ammnistrazione, la società Italcementi e le Associazioni sopra elencate, in relazione alle tematiche inerenti il rumore e le vibrazioni provenienti dalla cementeria dell'Italcementi di Isola delle Femmine, si invitano gli Enti in indirizzo a partecipare alla riunione del 3 Luglio 2007 alle ore 17 presso la Casa Comunale nella stanza del Sindaco.
Per eventuali chiarimenti contattare gli Uffici del Sindaco

Il Sindaco Gaspare Prof. Portobello


DOPO TANTO TERGIVERSARE SU COSA DISCUTERE, IL CONSULENTE DEL SINDACO DOTTOR MINAGRA SI LASCIA SFUGGIRE CHE IN REALTA' CIO' DI CUI BISOGNA DISCUTERE E' LA CONVOCAZIONE PERVENUTA IL 15 GIUGNO DALL'ASSESSORATO PER LA CONFERENZA DEI SERVIZI SULL'AUTORIZZAZIONE ALLE EMISSIONI DELLA ITALCEMENTI, NELL'ENUNCIARE CIO' MOSTRA AI CONVENUTI LA LETTERA DI CONVOCAZIONE DELL'ASSESSORATO.


GRANDE INCAZZATURA TRA I PRESENTI IN QUANTO NESSUNO ERA INFORMATO DELLA LETTERA DI CONVOCAZIONE PREVENUTA IN COMUNE E TENUTA NASCOSTA DAL SINDACO (della trasparenza?).
RACCONTARE LE DISCUSSIONI CHE NE SONO SEGUITE IN PARTICOLARE DA PARTE DEL DOTTOR CUTINO POTREBBE ESSERE RIDUTTIVO, CI BASTA CONSTATARE DEL suo RIFIUTO A PARTECIPARE ALLA SEDUTA CONSILIARE E IL NON appore la FIRMA AGLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI".


PER CIO' CHE E' DI NOSTRA CONOSCENZA SEMBRA: CHE TORNATA LA CALMA I PRESENTI HANNO DELEGATO IL DOTTOR MINAGRA A PRESENZIARE ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI PREVISTA ALL'INDOMANI.


IL MANDATO CONFERITOGLI NELL'INTERVENTO ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI: "ESSENDO IN CORSO LA PROCEDURA DELL' A.I.A. A CARICO DELLA ITALCEMENTI NON SI RITENEVA DI DOVER INTERVENIRE NEL MERITO DELLE MISSIONI, IN QUANTO GIA' CONTEMPLATA NELLA PROCEDURA A.I.A. IN CORSO."

e invece cosa ci dichiara il consulente del Sindaco dottor Minagra?....


VERBALE DI CONFERENZA DI SERVIZI


Oggetto Ditta Italcementi s.p.a. Isola delle femmine Verbale di conferenza di servizi del 4.7.2007

Il giorno 4.7.2007, presso gli uffici del Servizio 3 dell'Assessorato Territorio e Ambiente, si è tenuta una conferenza di servizi, convocata, ai sensi dell'art 269, comma 3, del D,lgs 152/06, con nota 27290 dell'11/42007.
L'oggetto della conferenza è l'istanza presentata dalla ditta Italcementi s.p.a. Isola delle Femmine, volta all'ottenimento dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera.
alle ore 10,45 ha inizio la conferenza, alla presenza di:
Per il Servizio 3 dell'ARTA il dottor Attilio Cutaia, il dottor Salvatore Anzà, il per Ind Tristano Fardella.
L'azienda è rappresentata dall'ing Giovanni La Maestra (direttore dello stabilimento, con procura) sono presenti inoltre i seguenti tecnici: Dottor Stefano Gardi (responsabile serv Ecologia), Ing Paolo Amaro (Capo Servizi Primari), Rag. Fabio Anfuso (Responsabile servizi amministrativi). Per il comune è PRESENTE IL DOTTOR MINAGRA VINCENZO CON DELEGA PROT 7722 DEL 4.7.2007.
IL COMUNE ESPRIME PERPLESSITA' IN MERITO AL RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE IN QUESTA SEDE IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE E' IN CORSO UNA PROCEDURA A.I.A., NONCHE' SULLA POSSIBILITA' DI TRASPORTO DEL PET-COKE CON TENORE DI ZOLFO SUPERIORE AL 3%.
IL COMUNE DA' PARERE FAVOREVOLE A CONDIZIONE CHE LA PROPOSTA DELLA ITALCEMENTI SIA IN LINEA CON LA NORMATIVA VIGENTE RIFERITA ALL'UTILIZZO DEL PET-COKE, E CHE I VALORI DI EMISSIONE RIENTRINO NEI LIMITI CONSENTITI.

La C.P.T.A. di Palermo è assente.
alle ore 11,30 la conferenza ha termine.
Copia del verbale srà trasmessa agli enti assenti.

AGGIUNGIAMO NOI CHE NON E' STATO INVITATO IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA LEGAMBIENTE, OLTRE A DIVERSI ALTRI ENTI IN DIRITTO DOVERE DI CONOSCERE ED ESPRIMERE
LA LORO VALUTAZIONE IN MERITO AI SERVIZI DA ESSI GESTITI O RESPONSABILITA' ISTITUZIONALI DERIVANTEGLI DA LEGGI E DISPOSIZIONI NORMATIVE DI LEGGI.


DUNQUE QUESTI I FATTI.

il Comitato Cittadino Isola Pulita Legambiente nel richiedere un incontro urgente con il Sindaco di Isola delle Femmine chiede:


°SE LA DICHIARAZIONE RESA DAL CONSULENTE MINAGRA ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI E' UFFICIALMENTE LA POSIZIONE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE (posizione da noi CONTESTATA);

°ESSENDO NOI CERTI CHE L'INIZIATIVA NON E' DI CERTO PARTITA DAL DOTTOR MINAGRA CONSULENTE DEL SINDACO CHIEDIAMO CON CHI HA CONCORDATO LA DICHIARAZIONE RESA NEL SENO DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI, STANTE CIO' CHE ERA STATO CONCORDATO LA SERA PRECEDENTE;


°CHIEDIAMO CHE SI RENDA PUBBLICO IL VERBALE DELLA RIUNIONE CHE IL SINDACO HA TENUTO NELLA SUA STANZA IL GIORNO 3 LUGLIO ALLE ORE 17;


°CHIEDIAMO INOLTRE AL SINDACO PORTOBELLO COSI' COME RICHIESTOGLI DAL DOTTOR CUTINO, DI PRENDERE CARTA PENNA E CALAMAIO E SMENTIRE PRESSO LE AUTORITA' COMPETENTI LE DICHIARAZIONI DEL SUO CONSULENTE;


°CHIEDIAMO INOLTRE AL SIGNOR SINDACO PORTOBELLO DI DIMISSIONARE IL SUO CONSULENTE DOTTOR MINAGRA RISERVANDOSI LA POSSIBILITA' DI UN RISARCIMENTO DEI DANNI ARRECATI ALL'INTERA CITTADINANZA PER NON AVER OTTEMPERATO ALLE DISPOSIZIONI RICEVUTE NEL CORSO DELLA RIUNIONE DEL 3 APRILE 2007 NELLA STANZA DEL SINDACO.

Sotto il Monte: in fiamme 800 tonnellate di rifiuti.

Sotto il Monte: in fiamme 800 tonnellate
Sul posto vvf anche da Merate


Uno spaventoso incendio sta devastando dalle 5 di stamane un capannone industriale di Sotto il Monte dove erano stoccate diverse centinaia di tonnellate di rifiuti solidi urbani. Sul posto stanno lavorando senza tregua 11 squadre di vigili del fuoco, provenienti da diverse province, nonché vigili urbani, carabinieri, tecnici dell’Arpa e della Protezione civile. Le operazioni per la messa in sicurezza dell’area e per lo spegnimento completo del rogo e del fumo si protrarranno ancora per diverse ore.
Come dicevamo l’incendio si è sviluppato attorno alle 5. Dal capannone della “Pavia trasporti ecologici srl” di Via degli Artigiani, la zona industriale di Sotto il Monte che si trova proprio a lato della strada principale, ha incominciato a uscire del fumo denso che, ben presto, ha avvolto lo stabile.


Immediata è stata la chiamata alla centrale operativa del comando di polizia locale di Terno d’Isola. In pochi minuti sul posto si sono portati gli agenti della municipale nonché i vigili del fuoco della stazione locale. Compresa, però, la gravità della situazione l’allarme è stato diramato anche ai comandi vicini.
In Via degli Artigiani sono confluiti pompieri da Lecco, Merate, Como, Zogno e Bergamo. Gli uomini del 115, raggiunta l’area, si sono dotati delle speciali mascherine e delle bombole di ossigeno e, coperti dalle tute ignifughe, sono entrati nel capannone. All’interno si è presentata loro una situazione spaventosa: le tonnellate di rifiuti inerti erano avvolte dalle fiamme e dal fumo.


Con gli idranti i pompieri hanno dapprima spento le lingue di fuoco per permettere alle draghe e alle ruspe di portare all’esterno il materiale, e poi si sono adoperati per raffreddare la merce stoccata. Un’operazione delicata e complessa che ha richiesto l’apporto di decine di uomini sia all’esterno che all’interno del deposito.

I tecnici dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, nel frattempo, hanno provveduto a fare i rilievi risultati fortunatamente negativi mentre per precauzione la polizia locale ha invitato la popolazione a tenere chiuse porte e finestre per evitare di respirare l’aria “impastata” dal fumo. Il vento ha certamente dato un grosso aiuto alle operazioni di soccorso, disperdendo su un’area vasta la cortina di fumo e al momento si parla di almeno 800-900 tonnellate di rifiuti bruciati.



Brucia un capannone pieno di rifiuti

Paura nella notte a Sotto il Monte
Paura a Sotto il Monte per un vasto incendio che ha distrutto il capannone di una ditta che tratta rifiuti urbani. Le fiamme sono scoppiate nella notte all'azienda Pavia Trasporti Ecologici di via degli Artigiani e le cause sono ancora da chiarire. I rifiuti stoccati nel capannone hanno preso fuoco rapidamente e l'intero magazzino, di circa 2mila metri quadrati è andato distrutto. Sul posto, insieme ai vigili del fuoco, i funzionari dell'Arpa, per rilevare eventuali e temuti inquinamenti ambientali, al momento esclusi.

Il rogo, che non ha provocato feriti o intossicati, è scoppiato verso le 5 del mattino e sul posto i vigili del fuoco sono arrivati in forze, con sette unità operative,. Il capannone andato a fuoco sembra fosse pieno di stracci e plastica e i vigili del fuoco, domate le fiamme, stanno mettendo in sicurezza l'intera zona, Si poteva temere qualche inquinamento ambientale ma al momento sembra escluso.

(05/07/2007)


06/07/2007

Sotto il Monte: in fiamme deposito di rifiuti


Eco di Bergamo 6 luglio 07

Novecento tonnellate di rifiuti (carta, stracci, plastica e legno) sono stati distrutti da un incendio che è scoppiato ieri mattina in un capannone dove opera la ditta «Pavia Trasporti Ecologici srl», con sede legale a Bergamo, in via Artigiani a Sotto il Monte. Nessun ferito e intossicato, ma è scattata l’allerta nella zona e nei comuni vicini, cessata verso mezzogiorno. Due anni fa - il 12 giugno 2005 - lo stesso capannone era stato teatro di un incendio simile. Alcuni abitanti della zona di via Artigiani, intorno alle 5,30 di ieri mattina, dopo aver visto fiamme e fumo che uscivano dai finestroni del capannone, hanno dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Bergamo che, verificate la pericolosità dell’incendio, hanno chiesto l’intervento di mezzi e uomini di altri comandi. In via Artigiani sono arrivati i pompieri di Treviglio, Lecco, Zogno e una grossa autobotte dall’aeroporto di Orio al Serio. Lo spegnimento è andato avanti fino a tarda notte ed è stato effettuato da una cinquantina di vigili del fuoco coordinati da Gianmario Gnecchi e Mario Alberti. Dodici gli automezzi impiegati che hanno scaricato sui rifiuti avvolti dalle fiamme migliaia di metri cubi di acqua rifornendosi dagli idranti della zona industriale e del paese. La colonna di fumo - che è stata visibile da una distanza di parecchi chilometri - ha messo in allarme anche i cittadini dei paesi vicini e gli amministratori comunali che si sono recati sul posto per verificare la gravità dell’incendio, preoccupati per la nube di fumo. Non è stato ancora possibile stabilire la causa dell’incendio sulle quali sono in corso gli accertamenti. In via Artigianato ieri mattina hanno preso posizione gli agenti della polizia locale del Consorzio dell’Isola, assicurando il servizio d’ordine, i carabinieri di Calusco d’Adda e i dipendenti dell’ufficio tecnico del Comune. Avvertiti del rogo, sono arrivati anche i tecnici dell’Arpa e dell’Asl di Bergamo, il sindaco Eugenio Bolognini e diversi amministratori della zona. Per seguire da vicino le operazioni e per verificare l’evolversi dell’incendio hanno fatto un sopralluogo anche il direttore dell’Arpa di Bergamo Mauro Di Toro, Cristina Bertoli, responsabile del settore ambiente, servizio rifiuti, della provincia di Bergamo e Sergio Bani dell’Asl, servizio prevenzioni infortuni ambienti di lavoro di Bonate Sotto. A seguire le operazioni di spegnimento c’erano anche i responsabili dell’azienda e i proprietari del capannone. Per tutta la giornata di ieri e tutta notte sono proseguite le opere di spegnimento e di messa in sicurezza del capannone e della zona. Tutto il materiale stoccato nel capannone - che ha un’area di duemila metri quadrati - è stato portato fuori sul piazzale e messo in sicurezza. Il sindaco Bolognini ha emesso ordinanza di inagibilità della struttura. Nel pomeriggio quando la situazione era ormai sotto controllo è stato emesso il seguente comunicato: «L’Arpa e l’Asl di Bergamo, d’intesa con il sindaco di Sotto il Monte e la prefettura di Bergamo, sentito anche il Centro antiveleni di Bergamo informano che l’incendio nel deposito della ditta Pavia Trasporti Ecologici srl di Sotto il Monte non ha causato feriti, intossicati o ustionati. Lo spegnimento provoca attualmente la fuoriuscita di vapori misti a fumi, non nocivi per la salute che potranno a prodursi nel corso della giornata. Nel ribadire che non vi sono pericoli per la salute della popolazione e per l’ambiente informano altresì che sono in corso accertamenti ulteriori da parte degli enti competenti. A scopo precauzionale si raccomanda di lavare prima del consumo accuratamente frutta e verdura raccolta nei terreni circostanti». Anche a tarda notte dal capannone devastato dalle fiamme si levava una colonna di fumo e in redazione sono giunte diverse segnalazioni di residenti allarmati. Le operazioni di messa in sicurezza dell’area dovrebbero concludersi oggi. Remo Traina

Fondazione Italcementi premia gli studenti

Fondazione Italcementi premia gli studenti

di Redazione (redazione@vita.it)

05/07/2007




Un accordo con la Bocconi per concedere borse di studio ai giovani stranieri meritevoli



Il progetto denominato Bocconi international merit awards coinvolgerà 30 studenti provenienti dall'Africa, dal Medio-Oriente e dall'Asia
Internazionalizzazione e sostegno agli studenti meritevoli: sono questi i due obiettivi intorno ai quali si sono ritrovate la Bocconi e la Fondazione Italcementi Cav. Lav. Carlo Pesenti. Le due istituzioni hanno infatti firmato un accordo del valore di un milione e 200mila euro (600mila a carico della Fondazione e altrettanti da parte dell'ateneo) per l'assegnazione di borse di studio a studenti stranieri meritevoli iscritti ai corsi di laurea specialistici per i bienni che cominceranno negli anni accademici 2007-08, 2008-09, 2009-10.

Il progetto Bocconi international merit awards e la collaborazione con la Fondazione Italcementi rientrano nella campagna di fundraising lanciata dall'ateneo di via Sarfatti a sostegno del suo piano strategico 2005-2015. La campagna ha l'obiettivo di raccogliere, in 10 anni, 100 milioni di euro per il finanziamento dei progetti di internazionalizzazione dell'università! ovvero per il potenziamento di programmi di studio in lingua inglese (che a oggi sono 23, dai bachelor ai phd), della faculty e del corpo studentesco.

Con questa iniziativa la Fondazione Italcementi Cav. Lav. Carlo Pesenti prosegue l'apertura all'internazionalizzazione e il rapporto di collaborazione con il mondo universitario con l'obiettivo di formare giovani provenienti dai paesi emergenti. La Fondazione coniuga la politica di crescita sociale del Gruppo Italcementi e opera per il sostegno della formazione e della cultura imprenditoriale nell'ambito dei principi dello Sviluppo Sostenibile delle imprese.

A beneficiare delle borse di studio sostenute dalla Fondazione Italcementi saranno complessivamente 30 studenti stranieri, dieci per ciascuna delle tre edizioni dei corsi di laurea biennali previste dall'accordo. Gli studenti, oltre al riconoscimento dell'esonero delle tuition fee, pari a 10mila euro all'a! nno, e all'assegnazione dell'alloggio gratuito pre! sso le strutture del campus, riceveranno ogni anno un contributo di 4mila euro. A concorrere all'assegnazione delle Bocconi international merit awards sostenute dalla Fondazione Italcementi saranno studenti provenienti da paesi emergenti d'Africa, Medio-Oriente e Asia.

Thursday, July 05, 2007

Cassago: la ciminiera dell’ex-cementeria è stata fatta esplodere (foto e filmato)

Mercoledì, 4 Luglio 2007 - 23:48
Cassago: la ciminiera dell’ex-cementeria è stata fatta esplodere (foto e filmato)

Nella serata di mercoledì 4 luglio, alla presenza di qualche decina di curiosi, è stata fatta esplodere una delle due ciminiera dell’ ex-cementeria di Cassago. La notizia, ufficiosa, dell’abbattimento è iniziata a circolare in paese solo pochi giorni fa e, con più insistenza, nel tardo pomeriggio, quando il sindaco di Bulciago ha confermato l’intervento in una fascia oraria compresa tra le 19 e le 21.30. Il passaparola ha quindi “trascinato” tanti cittadini nelle vicinanze del cantiere: qualcuno ha preferito seguire l’evento in prossimità del parcheggio antistante l’albergo Arrigoni mentre altri, armati di macchine digitali e videofonini, si sono radunati a Cassago in zona stazione. Intorno alle 19 sul posto è giunta un’auto della Polizia Stradale che, con l’aiuto del personale del cantiere, ha fatto defluire il traffico e chiuso le strade secondarie. Nel frattempo, nei pressi della ciminiera, i tecnici hanno completato gli ultimi controlli e dato il via libera all’esplosione. Nel giro di una mezz’ ora, poco dopo le 19.40, le forze dell’ordine hanno bloccato anche l’ex-statale Como-Bergamo: tutto era pronto. Alle 19.50 il suono intermittente di una sirena ha sancito l’inizo dell’operazione, dopo qualche secondo l’esplosione: la ciminiera è lentamente franata sul fianco e, con precisione millimetrica, è crollata nell’area appositamente predisposta dagli ingegneri addetti all’esplosione.






















Il tutto è durato solamente pochi secondi e, l’imponente “torre”, si è dissolta in una densa nube di polvere. Soddisfatti anche gli spettatori che, felici di aver potuto assistere ad un evento così particolare, nel giro di pochi minuti hanno abbandonato l’area e sono rientrati nelle rispettive abitazioni. L’ altra ciminiera, insieme agli uffici dell’ex-cementeria, rimarranno invece intatti e saranno affidati alle cure della Eldap (la società che ha rilevato l’area). Pubblichiamo di seguito un primo filmato dell’evento, nei prossimi giorni sarà disponibile anche un altro video ad alta risoluzione. Si ringrazia l’ albergo ristorante Arrigoni di Bulciago per averci permesso di fotografare e riprendere l’evento da una posizione “privilegiata”.

Sunday, July 01, 2007

Progetto Innovazione di Italcementi

Italcementi presenterà al Saie 2007 (Pad. 26 stand A140 B93) i risultati del “Progetto Innovazione” che si prefigge di creare prodotti ad alto valore prestazionale, efficaci ed adattabili alle specifiche esigenze dell’utilizzatore, a partire da TX Active®, il cemento che disinquina l’aria.
Il Gruppo infatti considera strategico il proprio impegno nell’ambito della ricerca e dell’innovazione in quanto garanzia di sviluppo, di competitività a livello globale e di contribuzione al miglioramento della qualità di vita della comunità.
ITCLab, il nuovo centro Ricerca e Innovazione di Italcementi, sarà il testimonial del contributo di TX Active® all’architettura ecosostenibile.
Di seguito vi proponiamo alcune realizzazioni fatte con TX Active®.

Linea Ambiente
Via Borgo Palazzo, Bergamo
500 metri di pavimentazione stradale fotocatalitica permettono che il fumo emesso da un’auto su tre venga “mangiato” dalla reazione innescata dal principio TX Active®. Riduzione tra il 30% e 40% degli agenti inquinanti lungo tutta la via.

Autostrada A4, tratto tra Ospitaletto e Brescia
Barriere fonoassorbenti fotocatalitiche a base di TX Active® che consentono di diminuire il disagio provocato dal rumore del traffico veicolare ma anche di ridurre i problemi legati all'inquinamento.

Centro commerciale “I Girasoli” Rozzano
Nell'area destinata a parcheggio è stata realizzata una pavimentazione industriale in calcestruzzo fotocatalitico di circa 13.000 mq.

Piazza Tanucci, Firenze
Applicazione di un rasante fotocatalitico per l'abbattimento delle sostanze inquinanti presenti nell'aria, al fine di migliorare la vivibilità della piazza collocata in ambiente ad elevata densità di traffico veicolare.

Linea Architettura
Chiesa Dives in Misericordia – Roma
Italcementi, main sponsor tecnico del progetto, ha accompagnato la costruzione della Chiesa attraverso la collaborazione alle modalità realizzative, alla fornitura dei prodotti altamente tecnologici e innovativi tra cui il nuovo cemento Bianco TX Active® la cui formulazione assicura un bianco ineguagliabile e costante nel tempo, fino allo studio dei mix dei calcestruzzi e al loro costante controllo durante le fasi di lavoro.

Cité de la Musique et des Beaux- Arts, Chambéry
Il cemento TX Active® ha caratteristiche autopulenti e conserva i valori estetici del manufatto. È stata la prima applicazione in Francia.

ITCLab – Innovation and Technology Central Laboratory
Il nuovo centro ricerca e innovazione del Gruppo Italcementi. ITCLab sarà un punto di riferimento per l’Architettura ecosostenibile in Europa e un benchmark dell’innovazione per architetti e per il mondo della progettazione. L’edificio sarà realizzato in cemento Bianco TX Aria® a base di TX Active®. La copertura del nuovo Centro ospiterà pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, pannelli solari per l’impianto di riscaldamento e aria condizionata, con lo scopo di ridurre il consumo delle energie tradizionali e quindi l’emissione di CO2 in atmosfera. Un ulteriore contributo energetico sarà dato dall’impianto geotermico che sfrutta l’energia solare accumulata nel suolo e nel sottosuolo.

Chiesa Matrice di Cittanova (RC)
Le caratteristiche di una pittura cementizia fotocatalitica a base di TX Active® si prestano anche ad opere di restauro di grande rilevanza come quella compiuta sulla Chiesa Matrice, datata fine '700. Infatti la pittura cementizia ha un'alta capacità coprente e una grande facilità di messa in opera.

La piccola acquisizione in Cina non basta a sostenere Italcementi

La piccola acquisizione in Cina non basta a sostenere Italcementi

27/06/2007

La piccola acquisizione in Cina non basta a sostenere Italcementi in Borsa. La società ha aumentato la sua esposizione all'estero attraverso la controllata Ciments Francais con cui ha rilevato il 100% del capitale di Fuping Cement che opera nella Cina centrale (dove è il leader locar) con una potenziale di 2 milioni di tonnellate di cemento annuo (che potranno essere raddoppiate grazie ai nuovi progetti di sviluppo).

Italcementi vede questa operazione come il primo passo nel settore del cemento cinese e potrebbe quindi aumentare la sua esposizione in un mercato che è il più grande al mondo con più di 1.200 tonnellate di produzione all'anno che sono state raddoppiate negli ultimi 5 anni.

Allo stesso tempo l'attuale prezzo del cemento in Cina è pari a circa 30 dollari per tonnellata che è meno della metà del prezzo in Europa e negli Stati Uniti. "Giudichiamo tale operazione molto positiva sia per l'aumento dell'esposizione all'estero sia per il prezzo non particolarmente caro dell'operazione: 70 milioni di dollari", afferma un analista che comunque sull'azione ha un giudizio di neutral e un target price a 26 euro.

Ma il titolo in Borsa sottoperforma il mercato con una flessione dello 0,61% a quota 22,81 euro (in ripresa dal minimo della mattinata a 22,59 euro), probabilmente per le limitate dimensioni del deal. "L'acquisizione ha in effetti un impatto marginale su Italcementi", affermano gli analisti di Cheuvreux, "in pratica lo 0,4% delle vendite consolidate e lo 0,2% dell'Ebitda. Mentre l'impatto sull'Eps 2008 è leggermente negativo".

"E anche se l'operazione, grazie al basso prezzo pagato, potrebbe avere un lieve impatto positivo sul nostro target price a 24,70 euro di 0,05 euro per azione, non ritocchiamo al rialzo il nostro prezzo obiettivo", aggiungono alla banca d'affari che mantiene su Italcementi un rating di underperform (farà peggio del mercato) sulla base della semplice valutazione del titolo con la controllata Ciment Francais che tratta a uno sconto ingiustificato rispetto a Italcementi. Non la pensa allo stesso modo Ing che ha ribadito questa mattina il rating di buy e il target a 27 euro sul titolo.

Francesca Gerosa

Friday, June 29, 2007

Cassago: nei primi di luglio sarà fatta esplodere una delle due ciminiere della storica cementeria

Giovedì, 28 Giugno 2007 - 18:15

Cassago: nei primi di luglio sarà fatta esplodere una delle due ciminiere della storica cementeria

Anche se la data non è ancora stata stabilita con certezza, nei primi giorni di luglio una delle due ciminiere dell’ ex-Holcim di Cassago verrà fatta esplodere, mentre l’altra resterà integra a simboleggiare quel passato di un paese laborioso ed industriale, i cui “fiori all’occhiello” erano l’azienda Onofri e la stessa cementeria. Da mesi l’area che in passato era occupata dai comparti produttivi e dagli uffici, è ora oggetto di un’ imponente opera di demolizione, che con ogni probabilità dovrebbe terminare intorno alla fine di luglio. In futuro sorgerà una nuova zona industriale che, tra l’altro, accoglierà la Perego Strade: in questo modo l’ingente flotta dell’azienda sarà trasferita lontano dal centro paese, privando Cassago di tutti i problemi relativi alla circolazione dei grossi automezzi. Presumibilmente in una sera tra il 4 ed il 7 luglio, la ciminiera all’apparenza in migliore condizione, sarà falta saltare con esplosivo, mentre l’altra sarà affidata alla cura della Eldap (società che ha rilevato l’intera area) e continuerà a dominare dall’alto l’area industriale, insieme alla palazzina dei vecchi uffici, anch’essa destinata a rimanere integra. Per l’evento, che sarà certamente di grande spettacolarità, è prevista la momentanea chiusura delle strade circostanti, tra cui l’ex statale Como - Bergamo. La demolizione dell’ex-cementeria è compresa in un più vasto piano d’intervento: nel piazzale antistante l’area sarà realizzata la nuova piattaforma ecologica e, contestualmente, in zona oratorio femminile potranno cominciare i lavori per la realizzazione dei parcheggi ed una riqualificazione complessiva della zona. Si dovrà invece attendere almeno fino all’agosto 2008 per la sistemazione della viabilità, che prevede l’abbellimento di via Volta e la realizzazione di un percorso ciclopedonale che collegherà la stazione al centro sportivo comunale. Comunicheremo, appena possibile, giorno e data precisa “dell’ esplosione”, in modo che tutti gli interessati possano assistere e dare l’addio ad un pezzo storico del paese.


J.P.

Wednesday, June 27, 2007

Italcementi sbarca in Cina con l'acquisizione di Fuping Group

Italcementi sbarca in Cina con l'acquisizione di Fuping Group

Italcementi Group ha acquisito dal gruppo cinese Zhejiang Guangyu - attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L’intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari.
L’operazione consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un’area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.

“Quest’acquisizione - ha sottolineato Carlo Pesenti, Consigliere delegato di Italcementi - segna l’ingresso del nostro Gruppo nel più grande mercato del cemento nel mondo e riveste quindi una grande importanza strategica. Italcementi, in linea con i piani di sviluppo della propria presenza nel mercato asiatico, si propone di diventare uno dei protagonisti del settore in Cina, puntando sulle prospettive di crescita e partecipando al consolidamento del mercato”.

“Siamo felici dell’operazione con Italcementi Group - ha dichiarato Feng Guang Cheng, rappresentante del gruppo Zhejiang Guangyu - L’acquisizione da parte di Italcementi aprirà a Fuping l’accesso allo straordinario know-how ed esperienza industriale del gruppo europeo”.

Fuping Cement, che occupa oltre 300 dipendenti, opera attraverso un moderno impianto a via secca, avviato nel giugno del 2006; l’attuale capacità produttiva di 1,7 Mt di clinker all’anno (con una capacità di macinazione di 2 Mt di cemento), grazie alle autorizzazioni già ottenute, potrà essere raddoppiata nel prossimo futuro. Fuping Cement gestisce inoltre una cava di calcare di proprietà nei pressi della cementeria.

La localizzazione degli impianti e delle cave pone Fuping Cement in una posizione strategica per servire il mercato della zona centrale della Cina: questa area presenta infatti un forte potenziale di crescita nel medio-lungo periodo, avendo un consumo di cemento inferiore a quello medio cinese e con progetti di sviluppo infrastrutturale già deliberati dal Governo.

L’investimento in Cina permetterà al Gruppo Italcementi di rafforzare la propria presenza nel continente asiatico, dove Cina e India rappresentano i due più grandi mercati mondiali del cemento. Il gruppo Italcementi infatti è già presente in India attraverso Zuari Cement (di cui ha rilevato nel maggio 2006 la totalità del capitale) che dispone attualmente di una capacità produttiva, attraverso due impianti, di oltre 3,2 Mt di cemento, che si incrementerà, al termine dei lavori già avviati, fino a 5,9 Mt. In Kazakistan, dove opera la controllata Shymkent Cement, è stato annunciato lo scorso dicembre un accordo per la realizzazione in partnership con investitori locali di due nuove cementerie, che porteranno la capacità totale del Gruppo nel Paese ad oltre 3 milioni di tonnellate di cemento all’anno, facendone il leader nell’Asia centrale.

Il Gruppo è anche presente in Thailandia attraverso Jalaprathan Cement e Asia Cement che controllano tre impianti con una capacità produttiva complessiva di circa 7 Mt di cemento all’anno, destinato al mercato interno e all’export nei Paesi limitrofi dell’estremo oriente. In base alla presenza attuale a ai progetti già annunciati, il Gruppo Italcementi potrà quindi contare in Asia su una quota di circa il 20% della propria capacità produttiva totale.

Fonte: Pierpaolo Molinengo
Notizia a cura di: www.trend-online.com

Italcementi: un acquisizione in Cina

Italcementi: un acquisizione in Cina

15:38:12

Italcementi Group ha acquisito dal gruppo cinese Zhejiang Guangyu - attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L’intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari. L’operazione consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un’area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.

Italcementi compra Fuping per 70 milioni di dollari

Italcementi compra Fuping per 70 milioni di dollari


di Redazione - mercoledì 27 giugno 2007, 07:00 da Milano




Italcementi continua la sua marcia verso Oriente: attraverso la controllata Ciments Français, sbarca in Cina e acquista il 100% della Fuping Cement per 70 milioni di dollari.

Soddisfatto l’ad Carlo Pesenti: «L’area in cui abbiamo effettuato l’investimento - dice al Giornale - si presenta fra quelle a maggiore potenzialità di crescita in Cina. Secondo i progetti di sviluppo governativo Go West, in questa zona del Paese si svilupperà il polo industriale aeronautico cinese, dove troveranno sede le più importanti compagnie del settore. Nei progetti del governo, Xian, la capitale della provincia, sarà destinata a ospitare la National aviation base, diventando di fatto quello che per gli Usa è Seattle».

Da sola, la Cina rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo le stime del governo di Pechino, la produzione di cemento crescerà da 1,06 miliardi di tonnellate del 2005 a 1,25 miliardi nel 2010. E in particolare, «nella provincia di Shaanxi, dove risiedono circa 37 milioni di persone - prosegue Pesenti - si attende un forte impulso nel consumo di cemento, attualmente fermo a circa 600 kg pro capite contro gli 800 di media dell'intero Paese».

Fuping Ciment, che occupa oltre 300 dipendenti, grazie all’impianto avviato nel giugno 2006 ha una capacità produttiva annua di 1,7 milioni di tonnellate di clinker, con una capacità di macinazione di 2 milioni di tonnellate di cemento. Ma per Italcementi è solo l’inizio: «La nostra strategia di possibile ulteriore crescita - dice l’amministratore delegato - si svilupperà attraverso accordi di joint venture con partner locali nell'ottica di ottenere la leadership in aree geografiche del Paese. Questo non escluderà comunque, nel caso si presentassero significative opportunità, eventuali acquisizioni. Con lo sbarco in Cina, che si aggiunge ai progetti già annunciati in India e in Kazakhstan, la capacità produttiva nell'area si incrementerà, rispetto al 2006, di circa 5 milioni di tonnellate all'anno, a circa 19 milioni di tonnellate».

Dopo l'ingresso in India, Thailandia e Kazakhstan

Dopo l'ingresso in India, Thailandia e Kazakhstan


Italcementi sbarca nel mercato cinese


Il gruppo bergamasco acquisisce interamente la Fuping Cement per 70 milioni di dollari
Milano, 26 giu - La società Italcementi ha acquisito tramite la controllata Ciments Francais il 100% della cinese Fuping Cement per 70 milioni di dollari. L'operazione consente al gruppo bergamasco di entrare nel mercato cinese, dopo aver già fatto precedentemente ingresso in India, Thailandia e in Kazakhstan.

Secondo le stime del governo di Pechino la produzione di cemento in Cina crescerà dagli 1,06 miliardi di tonnellate del 2005 a 1,25 miliardi nel 2010. Fuping Ciment, che occupa oltre 300 dipendenti, grazie all'impianto avviato nel giugno 2006 ha una capacità produttiva annua di 1,7 milioni di tonnellate di clinker, con una capacità di macinazione di 2 milioni di tonnellate di cemento.

Mattia Corazza

Italcementi: sbarca in Cina con acquisizione Fuping Cement

Italcementi Group ha acquisito dal gruppo cinese Zhejiang Guangyu


- attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L'intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari.
L'operazione, spiega un comunicato, consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un'area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.
"Quest'acquisizione - ha sottolineato Carlo Pesenti, Consigliere delegato di Italcementi - segna l'ingresso del nostro Gruppo nel più grande mercato del cemento nel mondo e riveste quindi una grande importanza strategica. Italcementi, in linea con i piani di sviluppo della propria presenza nel mercato asiatico, si propone di diventare uno dei protagonisti del settore in Cina, puntando sulle prospettive di crescita e partecipando al consolidamento del mercato".
"Siamo felici dell'operazione con Italcementi Group - ha dichiarato Feng Guang Cheng, rappresentante del gruppo Zhejiang Guangyu - L'acquisizione da parte di Italcementi aprirà a Fuping l'accesso allo straordinario know-how ed esperienza industriale del gruppo europeo".




Italcementi: sbarca in Cina con acquisizione Fuping Cement


(Teleborsa) - Roma, 26 giu - Fuping Cement, continua il comunicato, che occupa oltre 300 dipendenti, opera attraverso un moderno impianto a via secca, avviato nel giugno del 2006; l'attuale capacità produttiva di 1,7 Mt di clinker all'anno (con una capacità di macinazione di 2 Mt di cemento), grazie alle autorizzazioni già ottenute, potrà essere raddoppiata nel prossimo futuro. Fuping Cement gestisce inoltre una cava di calcare di proprietà nei pressi della cementeria.
La localizzazione degli impianti e delle cave pone Fuping Cement in una posizione strategica per servire il mercato della zona centrale della Cina: questa area presenta infatti un forte potenziale di crescita nel medio-lungo periodo, avendo un consumo di cemento inferiore a quello medio cinese e con progetti di sviluppo infrastrutturale già deliberati dal Governo.
L'investimento in Cina permetterà al Gruppo Italcementi di rafforzare la propria presenza nel continente asiatico, dove Cina e India rappresentano i due più grandi mercati mondiali del cemento. Il gruppo Italcementi infatti è già presente in India attraverso Zuari Cement (di cui ha rilevato nel maggio 2006 la totalità del capitale) che dispone attualmente di una capacità produttiva, attraverso due impianti, di oltre 3,2 Mt di cemento, che si incrementerà, al termine dei lavori già avviati, fino a 5,9 Mt. In Kazakistan, dove opera la controllata Shymkent Cement, è stato annunciato lo scorso dicembre un accordo per la realizzazione in partnership con investitori locali di due nuove cementerie, che porteranno la capacità totale del Gruppo nel Paese ad oltre 3 milioni di tonnellate di cemento all'anno, facendone il leader nell'Asia centrale.
Il Gruppo è anche presente in Thailandia attraverso Jalaprathan Cement e Asia Cement che controllano tre impianti con una capacità produttiva complessiva di circa 7 Mt di cemento all'anno, destinato al mercato interno e all'export nei Paesi limitrofi dell'estremo oriente. In base alla presenza attuale a ai progetti già annunciati, il Gruppo Italcementi potrà quindi contare in Asia su una quota di circa il 20% della propria capacità produttiva totale, conclude il comunicato.

Monday, June 25, 2007

Tavernola al referendum vota no ai nuovi combustibili per il cementificio

Tavernola al referendum vota no ai nuovi combustibili per il cementificio


Non passa la sperimentazione dell'utilizzo di combustibili derivati da rifiuti per alimentare il forno del cementificio Lafarge di Tavernola. Una netta vittoria dei no ha infatti caratterizzato la consultazione popolare avvenuta domenica 24 giugno e che ha visto recarsi alle urne 1.153 residenti nel paese del Sebino su 1.983 aventi diritto. Di questi, 933 hanno espresso parere contrario e 211 invece si sono dichiarati d'accordo con la proposta della società francese. Ora il Consiglio comunale dovrà prendere atto delle indicazioni (peraltro non vincolanti) emerse dal voto.

Il cementificio Lafarge Adriasebina vorrebbe sperimentare per sei mesi l'utilizzo di combustibili alternativi ma la popolazione si è detta contraria, temendo un peggioramento delle condizioni ambientali. Il Consiglio comunale prenderà atto dei risultati e dopo averli esaminati deciderà come comportarsi.


Cementificio, Tavernola chiamata a votare
Dopo oltre due anni di confronti in difesa della salute e dell'ambiente, è giunto il momento del ricorso alla volontà popolare. Urne aperte in riva al lago domenica.
Si voterà dalle 8 alle 21 per una consultazione – cui sono chiamati 1.842 cittadini – che darà l'opportunità alla popolazione di Tavernola di esprimere la propria opinione sulla possibilità, da parte del cementificio Lafarge Adriasebina, di utilizzare combustibili da rifiuti e pneumatici triturati per produrre cemento, con l'obiettivo di migliorare le emissioni in atmosfera. Il responso si conoscerà già nella serata di domenica. Dopodiché sarà necessaria una valutazione politica del responso della consultazione che, va ricordato, non ha valore abrogativo, ma solo consultivo, per cui non ci saranno vincoli per l'Amministrazione sulle scelte future in materia.


Cementificio, Tavernola chiamata a votare

IL SINDACO Sull'inedita chiamata al voto il sindaco Leandro Soggetti ha affermato: «L'Amministrazione comunale non intende dare indicazioni. L'auspicio è che i tavernolesi scelgano di esprimere il proprio parere e che la percentuale dei votanti sia significativa, certamente superiore al 50% degli aventi diritto. Da parte nostra c'è la convinzione che vi siano tutti i presupposti affinché, per un periodo non superiore ai sei mesi, il cementificio utilizzi combustibili alternativi con le dovute garanzie e in ottica di miglioramento ambientale».

IL CONSIGLIO Opposte vedute giungono dalle minoranze: «La consultazione popolare – sottolinea Natalino Colosio, della lista "Progetto Tavernola" – rappresenta un'occasione per far sentire la nostra voce e scongiurare pericoli alla nostra salute. Siamo convinti che Tavernola meriti più di quanto è stato previsto dalla convenzione sottoscritta dall'Amministrazione comunale con il cementificio. Ecco perché invitiamo a votare "sono contrario" alle prove». La preferenza per il «no» alle prove è confermata anche dalla seconda lista civica di minoranza «Tavernola Democratica» guidata da Aleandro Bagarelli. Cristina Bettoni, consigliere comunale con delega all'Ambiente chiarisce: «Personalmente voterò "si". Lo ritengo doveroso perché la consultazione giunge a conclusione di un iter di verifiche tecniche effettuate da personale qualificato. Ritengo negativo che per convincere la popolazione al "no", alcune forze politiche siano ricorse ad argomenti strumentali che hanno come immediata conseguenza il deterioramento dell'immagine della cittadina. Abbiamo deciso di sentire il parere della popolazione e ritengo non corretto suggerire le risposte».

L'AZIENDA Preoccupata la Lafarge Adriasebina: «Vogliamo usare rifiuti speciali non pericolosi perché coniugano efficienza aziendale e rispetto della salute e dell'ambiente, garantendo competitività all'impresa – ha commentato Enrico Siviero, direttore dello stabilimento, che firma un volantino con le ragioni dell'azienda, distribuito ai dipendenti –. Con il loro utilizzo possiamo fra l'altro impegnarci a darci limiti di Nox (ossido di azoto) ancora più bassi rispetto a quelli previsti dalla norma, raddoppiare la frequenza dei controlli previsti per legge ed eseguiti da organismi esterni, consentire ispezioni da parte degli enti di controllo indicati dall'Amministrazione. Se vince il "no", sarà un'opportunità persa per tutti in ottica di un miglioramento ambientale».

IL COMITATO Una questione delicata e che non ha mancato di segnalare divisioni anche all'interno del Comitato civico di salute pubblica, nato per dire no alle sperimentazioni. Il presidente Privato Fenaroli rilancia: «Diciamo sì alle prove, ma solo per uno, massimo due mesi e a condizioni concordate, con un comitato di controllo composto anche da nostri esperti e che disponga della possibilità di effettuare verifiche continue. Dopodiché, ci aspettiamo di discutere i dati emersi in un'assemblea pubblica ed eventualmente sottoporli ad un giudizio popolare in modo inequivoco e non strumentale».
Ma la maggioranza del Comitato pare non essere sulla stessa lunghezza d'onda. Conclude Angelo Fenaroli, uno dei fondatori: «Sono due anni che lavoriamo per convincere la popolazione dei possibili rischi conseguenti all'utilizzo di tali combustibili. Non si torna indietro».
Non va peraltro dimenticato che la multinazionale francese ha già ottenuto dalla Regione l'autorizzazione all'utilizzo a termine di materiali alternativi. Attività non decollata a seguito dell'esistenza di una convenzione con il Comune che prevede un parere favorevole all'avvio del processo.

ILTESTO Questo è il quesito della consultazione: «Sei favorevole o contrario a che il cementificio Lafarge Adriasebina, per un periodo non superiore a 6 mesi, utilizzi combustibili alternativi Cdr (Combustibili da rifiuti) e pneumatici triturati, classificati dalla legge come non pericolosi, al fine di verificare se migliorano le emissioni in atmosfera prodotte dal forno del suddetto cementificio?»
ISEGGI Nella scuola materna statale di via Roma saranno allestiti due seggi controllati da sei incaricati per postazione, in rappresentanza dei tre gruppi in Consiglio comunale. Si può votare muniti di documento di identità.
IVOTANTI Saranno 1.842 i cittadini maggiorenni iscritti all'anagrafe aventi diritto al voto, ai quali vanno aggiunti 142 residenti all'estero. La popolazione conta poco più di 2.270 abitanti.
PROPAGANDA Nello stabilimento Lafarge Adriasebina l'azienda ha diffuso un volantino che illustra le ragioni a favore della sperimentazione. Questa sera alle 21 al ristorante «La sirena» assemblea della lista «Progetto Tavernola».

(22/06/2007)

Saturday, June 23, 2007

Camion ribaltato, illeso l'autista

Camion ribaltato, illeso l'autista

Un camion carico di ghiaia si è ribaltato questa mattina a Grassobbio, sotto il cavalcavia della Nuova Cremasca, all’altezza della rotatoria che confina con la località Padergnone di Zanica. Fortunatamente nessuna conseguenza per l’autista del mezzo pesante, appartenente a un’impresa edile della Val Seriana, che è riuscito ad uscire dall’abitacolo riportando solo lievi escoriazioni alla mano e a un braccio.

È accaduto poco dopo le 10.30. Secondo la ricostruzione, al vaglio della polizia stradale di Bergamo, il rimorchio pochi metri dopo avere imboccato la rotatoria sotto la nuova provinciale 591 si è ribaltato su un fianco trascinando con se anche la motrice.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia locale di Zanica, il servizo di manutenzione strade della Provincia che ha ripulito l’asfalto dell’olio e del gasolio fuoriuscito dal camion, e i vigili del fuoco di Bergamo che hanno sollevato il mezzo pesante. La situazione è tornata alla normalità nel primo pomeriggio.

Rottame in fiamme Paura per il fumo

Rottame in fiamme Paura per il fumo
I Vigili del fuoco: «Non ci sono pericoli per gli abitanti»


Qualche preoccupazione ma nessun pericolo concreto ieri a Bessimo di Darfo, per un incendio scoppiato nello stabilimento della ditta Pezzotti dove vengono custoditi materiali ferrosi di scarto industriale, in prevalenza trucioli e scarti di lavorazioni da tornio. Le fiamme sono divampate nella notte fra mercoledì e giovedì: l’incendio ha tenuto impegnate per circa 12 ore consecutive 2 squadre dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Boario Terme al comando del capo squadra Carlo Guarino.
Erano circa le 3.30 della notte quando l’allarme lanciato da alcuni automobilisti che percorrevano il tratto Darfo- Rogno giungeva al comando dei Vigili del Fuoco. Diceva di fiamme provenienti dalla stabilimento Pezzotti, accompagnate da colonne di fumo nero che si alzavano alte nel cielo. Sul posto di portavano subito due squadre dei Vigili del Fuoco di Darfo, una permanente e una di supporto, con due autobotti che entravano in azione cercando di abbassare con acqua e schiumogeni le fiamme e il fumo. Il successivo intervento era indirizzato allo «smassamento» del materiale che bruciava che - come ha poi spiegato il capo squadra Carlo Guarino - «erano trucioli di materiale ferroso, scarti di lavorazioni da tornio, in qualche modo intrisi di olio lubrificante».
Le nubi di fumo nero che si sono levate in cielo per tutta la mattinata e che hanno destato qualche preoccupazione nella popolazione erano le conseguenze dei getti di acqua di raffreddamento usati dai Vigili del Fuoco sul materiale incandescente.
Il lavoro è durato fino alle 14.30, quindi le due squadre dei Vigili hanno lasciato lo stabilimento. Quanto alle cause dell’incendio a prendere fuoco è stato il materiale rappresentato da residui ferrosi notevolmente surriscaldato dal sole e di olio lubrificante che, favoriti dall’aria che circolava all’interno dei trucioli ammassati, ha dato luogo a un incendio con fiamme soprattutto al centro del cumulo.
Nella zona, considerate le nubi di fumo nero che salivano alte nel cielo e il luogo da dove provenivano, si è diffuso un senso si preoccupazione per l’eventuale tossicità di quel fumo. Cosa che il capo-squadra dei Vigili del fuoco Guarino ieri escludeva del tutto. «Noi abbiamo degli strumenti che possono misurare subito sia il grado di reattività dei materiali, sia eventuali sostanze non presenti normalmente nell’aria e quando ci accorgiamo di situazioni anomale chiamiamo l’Asl o l’Arpa per eventuale supporto. Nel nostro caso non si è registrata alcuna anomalia e tutto si è svolto come un normale intervento di smassamento e di raffreddamento».
Giuseppe Cappitta

Monday, June 18, 2007

Calusco d’Adda: il nuovo ponte non si farà per ora

Calusco d’Adda: il nuovo ponte non si farà per ora
Di Vercingetorix
L’idea di realizzare un nuovo ponte sul fiume Adda che potesse sostituire il vecchio ponte in ferro della ferrovia ha almeno trent’anni. Nel 1980 fu indetto un concorso pubblico di progettazione da Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato. Il concorso fu vinto dal Consorzio Adda ’80. . Il progetto De Miranda, è rimasto nei cassetti. La soluzione prevedeva un grande arco in cemento armato gettato su un’unica grande luce di 270 metri per un costo di 42 miliardi. Ma da allora è rimasto sulla carta. Nel 1995 la Regione Lombardia si era decisa a riprendere il progetto in mano soprattutto per verificare la fattibilità e l’innesto sulla rete viaria. Era intervenuto anche il Ministero dei Beni Ambientali per valutare l’impatto ambientale dell’opera. e le Ferrovie che devono dare il loro parere. In ogni caso si sa solo che il nuovo ponte passerà 150 metri più a sud dell’attuale. L’accesso al ponte sarebbe stato possibile dalla nuova tangenziale sud di Calusco attualmente in progetto, dove c’è la rotatoria.
Abbiamo voluto verificare lo stato dell’arte contatattando il settore viabilità sia della Regione Lombardia che della provincia di Bergamo. Alla Regione Lombardia il responsabile dei collegamenti sull’Adda ha comunicato che al momento sono in fase di realizzazione solo il ponte di Sala di Calolziocorte e sono in fase si studio (che viene prima della progettazione) il ponete per la futura pedemontana che dovrebbe passare all’altezza di Bottanuco all’incirca, e il futurissimo ponte della Bre-Be-Mi. Per il resto niente è previsto. Lo stesso dicono in Provincia dove confermano siano stati fatti dei progetti, ma nessuno è stato preso in considerazione. Pertanto niente al momento. Se domani decidessero di mettere mano al progetto di un nuovo ponte, passerebbero dei lustri prima di vederlo finanziato e realizzato. Per cui mettiamoci comodi sapendo che per almeno 20 anni non vi sarà alcuna alternativa.
Però è anche impensabile che sua una vitale via di comunicazione tra est ed ovest , tra Bergamo e la Brianza, il traffico deva svolgersi solo a senso alternato regolato da semaforo (che è di proprietà della Provincia di Lecco) con divieto di transito per mezzi più larghi di 2,20 e 3,5 tonnellate di peso. Ma si può pensare a una soluzione alternativa, almeno per il traffico leggero. In questo momento il ponte San Michele sopporta sia il peso dei mezzi che viaggiano in un senso che in contemporanea il peso del treno (locomotore con carrozze). Visto che sopporta i due pesi si potrebbe pensare a auna soluzione nella quale il ponte stradale è aperto in entrambi i sensi di marcia per i veicoli fino a tre tonnellate, tranne che quando passa il treno, e allora scatta il semaforo in modo da evitare che il peso del terreno si sommi a quello del traffico stradale. Basterebbe poco per sistemare la carreggiata e allargarla, rimuovere i gard rail e pensare a una soluzione alternativa per il traffico pedonale e ciclabile (per esempio una passerella aggiuntiva esterna).

Calusco: debutto tra le incompatibilità


Calusco: debutto tra le incompatibilità



Eco di Bergamo 16 giugno 2007

Ha esordito risolvendo alcuni casi di incompatibilità, di fronte a un pubblico numeroso nella sala consiliare, la nuova Amministrazione comunale di Calusco guidata dal sindaco Roberto Colleoni, eletto con la lista civica «Per Calusco» nella tornata elettorale del 27 e 28 maggio. Colleoni ha ottenuto il 68,6% di voti, mettendo in minoranza il gruppo di «Lineacomune», per dodici anni al governo.
Giuseppe Pippo Bolis, che aveva avuto 79 preferenze ed era tra gli eletti in Consiglio, ha rinunciato al suo posto facendo subentrare il primo dei non eletti, Francesco Danilo Riva, che aveva avuto 62 preferenze. Pippo Bolis con le sue dimissioni dal Consiglio può così mantenere la presidenza della Polisportiva Caluschese, mentre ha dovuto lasciare la vicepresidenza nella stessa associazione, per incompatibilità con la nuova carica di assessore, Michele Oriele Locatelli. Durante l'esame degli eletti alla carica di consigliere, la capogruppo di minoranza di «Lineacomune», Michela Viscardi, ha informato il segretario comunale Filippo Paradiso dell'incompatibilità di alcuni consiglieri. Oltre a Michele Oriele Locatelli, anche Francesco Danilo Riva, presidente dell'Age locale, ha dato le dimissioni da questa carica assumendo la nuova di assessore. Per un altro neoassessore, Massimo Cocchi, amministratore delegato dell'impresa Vitali Spa, società che aveva vinto un appalto di lavori del Comune di Calusco, l'incompatibilità è venuta meno con la rescissione del contratto in questione.
Al termine di questi chiarimenti si è proceduto alla votazione, avvenuta all'unanimità. Il sindaco Colleoni ha quindi prestato giuramento, annunciando la nuova formazione di governo. La Giunta è così composta: il sindaco si occuperà anche di Urbanistica e Personale; Leopoldo Giannelli, vicesindaco e assessore alla Protezione civile; Enrico Salomoni è a capo degli assessorati all'Ambiente, Ecologia, Manutenzione verde pubblico e Sicurezza; Francesco Danilo Riva ai Servizi sociali e all'Istruzione; Michele Oriele Locatelli al Bilancio e tributi, Sport e tempo libero e Rapporti con le associazioni; Antonella Bonacina, alle Attività produttive, artigianato e commercio, e Rapporti istituzionali con enti, aziende e istituzioni a livello sovraccomunale; Massimo Cocchi, alla Cultura e spettacolo, Biblioteca, Marketing, Ufficio pubbliche relazioni, e Sviluppo del territorio, Viabilità e trasporti.
Il sindaco, che per tutta la durata del Consiglio ha vestito la fascia tricolore, ha esposto le linee programmatiche dei prossimi cinque anni: «Il rapporto tra i cittadini e l'amministrazione sarà improntato all'ascolto, per fornire tutte le possibili risposte ai bisogni, alla semplificazione delle pratiche burocratiche in tutti i settori e alla chiarezza e trasparenza in ogni atto amministrativo».
Nelle linee programmatiche, queste le novità: una consulta giovanile; programmazione di un nuovo polo scolastico; revisione albo delle associazioni; realizzazione di un calendario unico delle iniziative e riscoperta delle tradizioni locali; maggior sicurezza con l'utilizzo di nuovi strumenti tecnologici; censimento e manutenzione programmata delle opere pubbliche esistenti, e semplificazione dei regolamenti edilizi; sportello unico per le imprese.
Viscardi, dopo aver dichiarato che «Lineacomune» avrebbe votato contro le linee programmatiche, ha concluso: «Si apre ora per noi un ciclo inedito, ma non meno nobile, quello di opposizione: svolgeremo con coerenza il ruolo di controllori democratici».
Angelo Monzani

Friday, June 15, 2007

Calusco d’Adda: ottimi propositi di Colleoni al primo consiglio comunale

giovedì, 14 giugno 2007
Calusco d’Adda: ottimi propositi di Colleoni al primo consiglio comunale
Di Vercingetorix
L’eccitazione dell’evento ha fatto sì che il primo consiglio comunale dell’amministrazione Roberto Colleoni di Calusco d’Adda (poco più di un’ora e mezzo fa) sia iniziato addirittura un paio di minuti prima delle nove. Pubblico delle grandi occasioni, circa un centinaio di persone, molti in piedi. Nonostante la pioggerellina, caldo afoso e fogli di programma usati come ventaglio. Primo colpo di scena il consigliere eletto Giuseppe Bolis della lista Per Calusco della maggioranza ha rassegnato le dimissioni e viene surrogato da Francesco Danilo Riva primo dei non eletti. Verifica dell’eleggibilità dei consiglieri. Il capogruppo della minoranza Viscardi solleva il problema del conflitto di interessi per i consiglieri Massimo Cocchi che è amministratore della Vitali spa azienda che ha vinto un appalto per lavori pubblici a Calusco, per Oriele Locatelli che è membro della polisportiva e per Danilo Riva pure membro di associazione sportiva. Il Sindaco Colleoni comunica che Locatelli e Riva si sono dimessi dalle cariche nelle associazioni, mentre per Cocchi non ci sono più conflitti perché l’appalto con la ditta Vitali è stato risolto per inadempienza. Approvazione consiglio. Giuramento del sindaco. Applausi. Comunicazione della giunta. Vice sindaco e assessore alla protezione civile: Leopoldo Giannelli
Assessore all’ambiente e all’ecologia e sicurezza: Enrico Salomoni. Assessore servizi sociali e istruzione: Danilo Riva. Assessore bilancio e tributi: Oriele Locatelli. Assessore attività produttive, commercio e rapporti con istituzioni: Antonella Bonacina. Assessore cultura, spettacolo, biblioteca, rapporti con il pubblico, viabilità e trasporti : Massimo Cocchi.
Due deleghe ai consiglieri Mauro Ripamonti per il controllo di gestione, e Alessandro Bonacina per i lavori pubblici.
Elezione delle commissioni elettorali, pura formalità.
Poi il programma, che per la verità il neo sindaco ha letto da un foglio scritto e abbastanza stentatamente. Punti fondamentali: il cittadino al centro, semplificazione del sistema burocratico, chiarezza e trasparenza. Piano economico per uno sviluppo sostenibile e istruzione sostenibile. Sicurezza e controllo del territorio “il cittadino non deve avere paura”. Istituzione di una consulta giovanile. Revisione albo associazioni. Nuovo polo scolastico. Valorizzazione dello sport. Recupero delle tradizioni locali con confronto multiculturale. Ambiente sano e pulito per tutti (vedremo come si mette con Italcementi). Urbanizzazione armonica, attenzione all’estetica, alloggi di edilizia convenzionata per giovani coppie, consumo oculato del territorio e conservazione. La famiglia come entità al centro del programma e come valore fondamentale. Per le imprese sportello unico, semplificazioni con revisione dei regolamenti comunali.
La minoranza attraverso Viscardi ha saputo solo dire che il programma era vago e che forse gli impegni professionali del neo sindaco non lo aiuteranno nello svolgimento dei compiti (e se fosse stata eletta Viscardi i suoi impegni professionali e la sua famiglia dove li metteva?). Bel discorso del neo Sindaco (seppure pronunciato senza alcuna foga, ma si può capire l’emozione del neofita) largamente condivisibile (specie per i temi della centralità del cittadino e della trasparenza e la gestione del territorio) da molti (destra e sinistra), resta da vedere se verrà attuato. In ogni caso auguri di buon lavoro.
PS. Se possiamo dare un consiglio al neo sindaco riguardo all'efficienza e alla trasparenza, sarebbe bene che il sito internet del comune di Calusco d'Adda fosse sempre aggioranto: al momento viene ancora riportata la composizione del consiglio e della giunta della precedente legislatura.

Thursday, June 14, 2007

Monte Canto: quando ripristineranno l’acqua?

giovedì, 14 giugno 2007
Monte Canto: quando ripristineranno l’acqua?Di Vercingetorix
Qualcuno ricorderà che tempo addietro avevamo affrontato il problema dell’acqua sparita dalle sorgenti sul Monte Canto (ne avevamo scritto qui). La sintesi è questa: Italcementi realizza il tunnel sotto il Monte Canto e contestualmente le sorgenti vanno in asciutta. Indagini, un balletto per stabilire le cause (che sono fin troppo evidenti), e alla fine si decide che Italcementi – attraverso un contributo da erogare al PLIS del Monte Canto e del Bedesco - deve ripristinare le sorgenti costruendo un pozzo piezometrico che riporterà in quota l’acqua delle falde (la cosa è ufficializzata in un documento pubblicato dalla Provincia di Bergamo qui). Come sempre nelle faccende pubbliche si dice “si farà”, quando e come non è dato di sapere. Anzi molto spesso si tende a tergiversare il più possibile in modo che quei pochi cittadini a conoscenza del problema se ne dimentichino e tutto finisce nel nulla.
Un cittadino però si è preso la briga di chiedere informazioni al PLIS del Monte Canto e del Bedesco che dovrebbe ricevere un contributo da Italcementi per realizzare il pozzo piezometrico. E allora chiede al PLIS quando, dove e come verrà realizzato il pozzo piezometrico. Il PLIS dice di non sapere niente e rimanda il richiedente a un tavolo tecnico istituito dalla Provincia. Il cittadino contatta uno dei funzionari del tavolo tecnico, il quale dice che il tavolo è chiuso da tempo, è giunto alle sue conclusioni che sono appunto quelle pubblicate sul sito della Provincia. Il cittadino ha la sensazione di essere capitato un’altra volta in un girone infernale della macchina burocratica dove il gioco è quello di fare passare il cittadino da un ufficio all’altro senza dare alcuna informazione.
Ricordate l’imbarazzate vicenda che guarda caso vede coinvolta sempre Italcementi (vedi qui) per lo smantellamento della teleferica? Il cittadino dapprima protesta con Il PLIS, perché l’ente non può non sapere, e chiede al presidente cosa ci stia fare il PLIS del Monte Canto e del Bedesco se non sa nemmeno cose di sua competenza che già sono state pubblicate. In secondo luogo inoltra un esposto all’ARPA (Agenzia Regionale Protezione dell’Ambiente) perché verifichino la regolarità della situazione delle acque sul Monte Canto (e qui invece la macchina funziona perché dopo pochi giorni il cittadino viene contattato da un funzionario che chiede ragguagli e promette risposte in tempi ragionevoli dopo un’accurata indagine). Dopo il cittadino si informa sul posto e scopre che qualcuno del PLIS (che evidentemente non è il suo presidente) sta cercando di risolvere il problema del pozzo piezometrico. Tra le tante cose c’è un piccolo problema: il tunnel passa a decine di metri di profondità, ma un eventuale pozzo piezometrico deve affiorare in superficie, superficie che è di proprietà privata e al momento nessuno sembra sia disposto a cedere il terreno a Italcementi.

Wednesday, June 13, 2007

Inquinamento record

Inquinamento record

Il nord Italia è famoso per la moda, il cibo, la Fiat. Ma
può vantare un'altra, meno nobile, caratteristica: ospita
le città più inquinate d'Europa. A metà maggio Milano aveva
già superato i limiti stabiliti dall'Unione europea e
dall'Organizzazione mondiale della sanità per 80 giorni.
L'anno scorso non era andata meglio. Alla fine di marzo
Milano poteva contare 64 gioni in cui i limiti erano stati
superati, Torino 77, Bologna 51 e Venezia 49. Mentre gli
altri paesi più inquinati d'Europa – Germania e Polonia –
hanno cominciato a ridurre le emissioni nel 1990, in Italia
sono aumentate. La Commissione europea ha giudicato
inadeguato il piano italiano per la riduzione delle
emissioni: se non sarà migliorato, l'Italia sarà multata
per miliardi di euro.

The New York Times, Stati Uniti [in inglese]

http://www.nytimes.com/2007/06/12/world/europe/12milan.html?_r=2&hp&oref=slogin&oref=slogin

Parents and Health Experts Try to Ease Italy’s Pollution

MILAN — This part of northern Italy is renowned for fashion, food, Fiat. But now it has another, less welcome claim to fame: the cities here have the worst air pollution in Europe.

By mid-May, Milan had already exceeded European Union and World Health Organization limits for particle pollution in the air on 80 days. Last year was bad, too. By the end of March, Milan had 64 such days, Turin had 77, Bologna 51 and Venice 49.

Particulate pollution is tied to heart disease and respiratory ailments like asthma, and poor lung development in children.

While Europe’s other big polluters — Germany and Poland — have reduced emissions since 1990, Italy’s emissions have increased. This year, the European Commission deemed Italy’s plan for emission reduction to be inadequate, and the country faces billions of euros in fines unless it corrects the problem.

And so, when a coalition of parents and scientists fitted teenagers with portable monitors that measure ultrafine particles last November, it was no big surprise that the results were often harrowing. Tommaso Abbate, 16, found that the pollution levels at night in his living room were “really high” — 200 micrograms per cubic meter at one point. His home is along a busy thoroughfare, he said, and “we always open the windows.”

During his 24 hours wearing the monitor, his average exposure was 127 micrograms per cubic meter. The World Health Organization says a safe target for such particles is 10 micrograms per cubic meter.

“We’re not warriors, we don’t want to fight, we want to cooperate,” said Anna Gerometta, president of Genitori Antismog (Parents Against Pollution), who organized the monitoring program. “But we want people to rebel and politicians to pay attention. This is really bad for health.”

All across Europe, cities are facing air pollution levels that medical research has shown harm health, and that routinely breach World Health Organization guidelines for particulate pollution. “Many countries are distant, in some cases very distant, from that level,” said Roberto Bertollini, director of the health organization’s European Center for Environment and Health. “We have a lot of countries where the value is at least double our guidelines.”

A vast majority of particulate pollution is caused by traffic and traffic jams, which are a growing problem in most European cities.

Politicians face competing pressures. On one hand, doctors and citizens’ groups are advocating binding standards; on the other, industries and businesses argue for greater leeway to foster economic development.

In recognition of those pressures and of the high cost of cleaning the air, particularly in new member states, two years ago the European Union proposed a target for small particles, called PM 2.5, of 25 micrograms per cubic meter.

This is well above the 10 that the World Health Organization recommends, or the level of 15 that is the standard in the United States.

Many doctors’ groups are bitter about the decision. “In Europe we feel the limits are now set too high, and countries can ignore them — which is really, really dangerous,” said Dr. Isabella Annesi-Maesano, a researcher at Inserm, an institute for health and medical research in Paris, and an official at the European Pulmonary Society, whose research shows that even a tiny increase in the smallest particles causes asthma.

Both Dr. Annesi-Maesano and Dr. Bertollini said that in Europe, where carmakers were a powerful economic engine, the auto industry had lobbied hard against stricter limits. “In a country with Renault and Citroën, I’ve learned that you can’t say cars are a problem,” Dr. Annesi-Maesano said.

Particulate pollution is measured in two ways.

One is PM 10, the longstanding standard, which measures small to medium-size particles. The other is PM 2.5, which measures only the tiniest or “ultrafine” particles that are most closely tied to human illness, according to new research.

Politicians in Milan say they are making slow progress. “We’ve had some victories,” said Roberto Formigoni, president of the Lombardy region, which encompasses Milan, noting that ozone and benzene levels have sharply dropped in the past decade. But he conceded that reducing small particles had been difficult.

“We’ve reduced them 10 percent in 10 years, but they’re still well above E.U. standards,” he said.
Many air pollutants, like sulfur dioxide and benzene, have significantly dropped throughout Europe, the World Health Organization says, a victory gained through cleaner fuels and cars. At the same time, particulate matter has emerged as a stubborn holdout.

“That is very hard to get down more because of the way we live,” Dr. Bertollini said. “Increased traffic, particularly slow-moving traffic, has counteracted gains in engine efficiency. And we can’t expect to change in the type of pollution with engineering, since particulate matter has much more to do with our use of cars, and our nonuse of public transportation.”

Slow city driving is as highly polluting in this regard, as are diesel engines. In Milan, 50 to 60 percent of particulate pollution comes from transportation sources, Mr. Formigoni said. According to W.H.O. figures, PM 10 caused an average of 8,220 deaths a year in Italy from 2002 to 2004. No part of Europe is meeting the W.H.O. 10 milligram standard for ultrafine particles. For 2006, Milan’s average was 38, and there are times with readings in the 150 to 200 range, Dr. Bertollini said.

Athens averages about 25, Warsaw 34, Turin 41 and Vienna 24. At the lower end, cities are still well above the standard; Paris and London measure 16, and Lisbon 19.

In a study released last year, scientists estimated that 22,000 fewer people would die annually across 26 European cities if these small particles were cut to the level suggested by the World Health Organization.

Here in Milan, officials have begun a number of programs to reduce emissions, though critics say they have not moved nearly forcefully enough. On July 1, the city will replace 2,000 old buses with more efficient models. There are car-free Sundays. City officials are installing more efficient heating systems.

“We have a particularly difficult situation here,” Mr. Formigoni said. “We have a dense population, lots of industrial activity, traffic, a rich population — and we are surrounded by mountains so there is little ventilation.”

He said that “the only city that compares” with Milan in its pollution woes was Los Angeles.

But there, too, the problem is not just geography. Public transport is limited and inefficient. And everyone wants a car.

“We’ve also campaigned for less-polluting cars, but no one is willing to give up their cars in Italy,” said Mr. Formigoni, who gave his staff members bicycles for Christmas. “It’s impossible for the Italian mentality, and it will take at least 20 years to move in this direction.”

As a backstop, the Italian government offers tax incentives for buying conventional cars with cleaner engines. But that has not discouraged car use. To the contrary: the incentives have meant more new car purchases than in any other part of Europe, rising 9 percent a month.

Emile De Saeger, a scientist at the European Commission’s joint research center in Ispra, Italy, who analyzed the students’ data, said part of the lesson was that bike paths and playgrounds should be separated from traffic thoroughfares. The children’s monitors showed that their actual exposure to small particles was often higher than that gauged at monitoring stations.

Parents Against Pollution would like to see free public transport for children, charges for cars entering the center, bike lanes and special lanes for buses. “How can you expect people to take the bus if it’s always stuck in traffic?” said Ms. Gerometta, president of the group.

Friday, June 08, 2007

Scoppia essicatore, allarme nube tossica

Scoppia essicatore, allarme nube tossica
Albano Sant’Alessandro (Bg), incidente nell’azienda chimica Acs Dobfar che produce medicinali

Flavia Mazza
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Albano Sant’Alessandro (Bg) - Tre vigili del fuoco in pronto soccorso dell'ospedale di Seriate per bruciori alla pelle e agli occhi ma anche un dipendente dell’azienda colto da malore. Tutti sottoposti a trattamento di disintossicazione: ecco il bilancio delle conseguenze di una nube irritante sprigionatasi ieri mattina per la rottura di un macchinario all'interno dell’azienda chimica Acs Dobfar di via Nazionale a Albano Sant’Alessandro, nel Bergamasco, stabilimento che produce medicinali.
Immediate le corse, sul posto, di vigili del fuoco, forze dell’ordine, Asl e protezione civile, allertati dal sindaco leghista Dario Odelli che ha supportato anche la redazione di comunicati alla popolazione, diramati con cadenza fissa; qualche ora più tardi si è saputo che la sostanza incriminata, causa della nube, era il beso, usato per comporre antibiotico nella catena di produzione di uno dei due reparti della Acs Dobfar. Il componente era contenuto sotto forma di cristalli in un essiccatore che all'improvviso è esploso causando anche un principio di incendio. Poi si è sprigionato un fumo giallo che ha invaso prima il reparto e poi l’esterno dell’edificio, tanto che si è reso necessario sfollare anche i 70 dipendenti. In via precauzionale sono state evacuate tutte le scuole di Albano e alcune di quelle dei paesi confinanti: San Paolo d’Argon, Torre de’ Roveri e Seriate.
Ha molto da dire, in proposito, il sindaco del Carroccio, che spiega, senza mezzi termini: «La verità è che conviviamo malissimo da anni con questo insediamento. È da tempo che noi registriamo il malcontento dei nostri concittadini. E, adesso, cogliamo l'occasione per dire che quella di questa azienda non è una presenza gradita sul nostro territorio. I residenti lamentano da mesi rumori e inquinamento olfattivi. L’azienda respinge le accuse ma noi crediamo alla nostra gente quando ci spiega che i miasmi, dopo attente osservazioni, sembrano arrivare da lì. Questa azienda, tra l’altro, si trova a brevissima distanza da insediamenti abitativi».
Per questi motivi il sindaco non ha perso tempo ieri: in mattinata ha chiesto alla prefettura che venga fissata a breve una riunione con i vertici aziendali della società. E il prefetto Federico Cono, dopo essersi complimentato con il sindaco per l’efficace gestione in emergenza, ha spiegato che la riunione si farà non appena arriveranno i risultati delle analisi di oggi dalla Asl.
Intanto dal Comune si raccomanda di lavare con accuratezza frutta e verdura provenienti dagli orti mentre la Asl ha reso noto già ieri pomeriggio: «Allo stato attuale delle informazioni ricevute sulla natura delle sostanze liberate, sentito anche il Centro Antiveleni degli Ospedali Riuniti di Bergamo, si può affermare che l'unico rischio per la popolazione sia stato l’irritazione delle mucose delle vie respiratorie e delle mucose oculari. L’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) sta comunque approfondendo il caso con indagini ambientali mirate».

Thursday, June 07, 2007

Bergamo: Esplosione in azienda chimica, rientra l’allarme

Bergamo: Esplosione in azienda chimica, rientra l’allarme
6 giugno 2007 alle 16:29 — Fonte: repubblica.it voti— 0 commenti
Si sta dissolvendo la nube alzatasi questa mattina sulla zona est dell’hinterland di Bergamo in seguito a un’esplosione avvenuta in un’azienda chimica di Albano Sant’Alessandro.

L’Asl di Bergamo ha emesso un comunicato in cui spiega che “l’unico rischio per la popolazione è stato l’irritazione delle mucose delle vie respiratorie e delle mucose oculari. Al momento il problema è in rapida risoluzione. L’emergenza può ritenersi in fase di chiusura sia sul fronte interno della Ditta che per la popolazione. L’Arpa sta comunque approfondendo ulteriormente con indagini ambientali mirate”. La nube è stata sprigionata da un prodotto utilizzato per la preparazione degli antibiotici, irritante per pelle, occhi e gola. Per il momento non si segnalano casi di grave intossicazione, ma per precauzione tutti i bambini delle scuole materne, elementari e medie di Albano Sant’Alessandro e di Torre dé Roveri sono stati caricati sugli autobus della ditta che cura il servizio di trasporto scolastico e portati nel deposito della ditta stessa a Scanzorosciate, dove resteranno per precauzione fino al termine dell’orario scolastico.

Albano S.A., esplosione in azienda chimica: paura per nube tossica

Albano S.A., esplosione in azienda chimica: paura per nube tossica
Inviato da Val il 6/6/2007 15:37:54 ( )
Una nube tossica si è sprigionata sulla provincia di Bergamo in seguito ad un esplosione avvenuta all’interno dell’azienda chimica Acs Dobfar di Albano Sant’ Alessandro.

Per precauzione, le scuole di Albano e Torre de’ Roveri sono state chiude ed i bambini evacuati verso le proprie abitazioni, con l’utilizzo di scuolabus e prelievi diretti dei genitori. L’esplosione, ed il conseguente incendio verificatosi all’interno di un reparto, hanno diffuso nell’aria una forte concentrazione di un prodotto utilizzato per la preparazione di antibiotici. Gli operai della fabbrica sono stati prontamente soccorsi e quando necessario, disintossicati dalla sostanza. La Prefettura di Bergamo ha fatto sapere che la nube tossica ha “coinvolto il comune di Seriate ma non ha interessato il territorio del Comune di Bergamo. Pertanto, non vi è nessuno stato di emergenza”. In caso di bruciore oculare “la Prefettura ha dato indicazioni di sciacquarli solamente con acqua”. In via cautelativa, le scuole cittadine sono invitate a “non effettuare ricreazione all’esterno”. Indagini sull’accaduto sono in corso: risultano ancora ignote le cause dell’esplosione. La nube tossica sarebbe, ad ogni modo, in via di dissoluzione.

La Galleria Outlet Center di Albano Sant’Alessandro – Bergamo – ha ospitato circa 35 persone durante l’esplosione della nube tossica emessa da un’azienda chimica dell’hinterland bergamasco. Per circa due ore gli intossicati si sono rifugiati nel Centro Commerciale e hanno potuto approfittare dell’assistenza del personale medico e delle strutture predisposte dalla direzione dell’Outlet di Albano Sant’Alessandro per fronteggiare l’emergenza. “Siamo a disposizione della comunità – ha dichiarato il direttore della Galleria Stefano Giorgi – con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione e faremo tutto il possible per dare l’assistenza necessaria a tutti quelli che necessitano il nostro supporto”.

Albano, nube irritante da un'azienda

Albano, nube irritante da un'azienda
Tanta paura, scuole evacuate: poi l'allarme rientra


Tre vigili del fuoco portati al pronto soccorso dell'ospedale di Seriate per bruciori alla pelle e agli occhi, un dipendente dell'azienda colto da malore: tutti sono stati dimessi dopo i controlli dei medici. Sono queste, fortunatamente, le uniche conseguenze della nube che, a causa della rottura di un macchinario, si è sprigionata questa mattina poco dopo le 9,30 dalla Acs Dobfar di via Nazionale ad Albano Sant'Alessandro, azienda che produce medicinali.




La sostanza che ha causato la nube è il beso: era utilizzata per comporre antibiotico nella catena di produzione di uno dei due reparti della Acs Dobfar. Si trovava sotto forma di cristalli in un essicatore che all'improvviso, per cause al momento ancora non chiare, è esploso, causando anche un principio di incendio. Il beso è uscito sotto forma di gas, provocando un fumo bianco-giallastro: prima ha invaso il reparto, poi ha raggiunto l'esterno.

L'allarme è scattato subito, e i primi ad arrivare sul posto sono stati gli agenti della


polizia locale del Consorzio dei Colli, che ha sede poco distante dalla Acs Dobfar. Sono stati loro a far intervenire i vigili del fuoco: i primi tre pompieri che sono entrati nei reparti sono quelli poi portati al pronto soccorso. Nel frattempo i circa 70 dipendenti dell'azienda erano usciti all'esterno, secondo il piano di emergenza.




L'allarme è rimbalzato in tutta l'area e in via precauzionale sono state evacuate tutte le scuole di Albano e alcune di quelle dei paesi confinanti: San Paolo d'Argon, Torre de' Roveri e Seriate. Anche perché a causa del vento la nube aveva cominciato a spostarsi.






Sul posto sono accorsi carabinieri, polizia, l'Asl, l'Arpa, i soccorritori del 118, oltre al sindaco di Albano. Le forti preoccupazioni iniziali - che avevano portato anche alla chiusura di via Nazionale, nei pressi della Acs Dobfar - fortunatamente nel corso della mattinata, dopo le analisi e gli acceretamenti, sono rientrate.

Fotografie di Yuri Colleoni

IL COMUNICATO DELL'ASL
L’incendio verificatosi questa mattina presso la ditta ACS Dobfar di Albano S. Alessandro è stato prontamente domato. Allo stato attuale delle informazioni ricevute fino ad ora, sulla natura delle sostanze liberate , sentito il PCA ( Posto di Comando avanzato formato da VVF, Polizia locale, ARPA ed ASL) sentito il Centro Antiveleni degli Ospedali Riuniti di Bergamo si può affermare che l’unico rischio per la popolazione sia stato l’irritazione delle mucose delle vie respiratorie e delle mucose oculari. Al momento il problema è in rapida risoluzione. L’emergenza può ritenersi in fase di chiusura sia sul fronte interno della Ditta che per la popolazione. L’Arpa sta comunque approfondendo ulteriormente con indagini ambientali mirate.

(06/06/2007)

Bergamo: Esplosione in azienda chimica con nube tossica

Bergamo: Esplosione in azienda chimica con nube tossica
6 giugno 2007 alle 12:29 — Fonte: repubblica.it voti— 1 commento
Un’esplosione all’interno di un’azienda chimica ha scatenato la paura tra i paesi dell’hinterland di Bergamo.

L’esplosione è avvenuta per cause ancora da chiarire alle 9,30 di stamattina all’interno della Acs Dopfar di Albano Sant’Alessandro. Lo scoppio ha provocato un’incendio e l’alzarsi di una vasta nube che si è allargata ai paesi vicini. Scattato l’allarme, è stato subito deciso di evacuare le scuole di Albano, Torre dé Roveri e dei paesi vicini. La Protezione Civile invita la popolazione a rimanere in casa. Nella zona sono giunti in massa gli automezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine.

Bergamo: esplosione in azienda chimica, nube e allarme

06 giu 12:22
Bergamo: esplosione in azienda chimica, nube e allarme
BERGAMO - Un'esplosione in un'azienda chimica ha messo in allarme i residenti nell'hinterland di Bergamo. L'Arpa sta verificando se la nube che si e' sprigionata sia tossica. L'incidente e' avvenuto all'Acs Dopfar di Albano Sant'Alessandro. Le scuole di Albano, Torre de' Roveri e dei paesi vicini sono state evacuate. La Protezione civile ha invitato la popolazione a stare in casa. Molti i mezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine presenti in zona. (Agr)

06/06/2007 BERGAMO, ESPLOSIONE IN AZIENDA CHIMICA: PAURA PER NUBE

06/06/2007 BERGAMO, ESPLOSIONE IN AZIENDA CHIMICA: PAURA PER NUBE

(AGENZIA GRT) Paura nei paesi dell'hinterland di Bergamo, dopo un'esplosione verificatasi all'interno dell'azienda chimica Acs Dopfar di Albano Sant'Alessandro. La deflagrazione, avvenuta per cause da chiarire, ha provocato un'incendio e una vasta nube che si é allargata ai paesi vicini. Scattato l'allarme, é stato subito deciso di evacuare le scuole vicine e la Protezione Civile ha invitato la popolazione a rimanere in casa.

BERGAMO: ESPLOSIONE IN AZIENDA CHIMICA

Bergamo, 12:24
BERGAMO: ESPLOSIONE IN AZIENDA CHIMICA CON NUBE TOSSICA
Un'esplosione all'interno di un'azienda chimica ha scatenato la paura tra i paesi dell'hinterland di Bergamo. L'esplosione e' avvenuta per cause ancora da chiarire alle 9,30 di stamattina all'interno della Acs Dopfar di Albano Sant'Alessandro. Lo scoppio ha provocato un'incendio e l'alzarsi di una vasta nube che si e' allargata ai paesi vicini. Scattato l'allarme, e' stato subito deciso di evacuare le scuole di Albano, Torre de' Roveri e dei paesi vicini. La Protezione Civile invita la popolazione a rimanere in casa. Nella zona sono giunti in massa gli automezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine.

Esplosione ad Albano S. A.

Esplosione ad Albano S. A.
Evacuate tutte le scuole
E' allarme ad Albano Sant'Alessandro per una nube irritante spigionatasi in seguito ad una esplosione verificatasi all'interno di un'azienda chimica. In via precauzionale sono state sgomberate le scuole di Albano e Torre de' Roveri. Nella zona sono giunti in massa gli automezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine. L'esplosione, per cause ancora tutte da chiarire, è accaduta alle 9,30 alla Acs Dobfar di Albano. Qualche istante dopo si sono sviluppati l'incendio e una vasta nube che si è allargata ai paesi vicini.

Secondo le prime notizie la nube sarebbe stata sprigionata da un prodotto utilizzato per la preparazione degli antibiotici, irritante per pelle, occhi e gola. Non si segnalano comunque casi di grave intossicazione. Tutti coloro che sono venuti a contatto con il prodotto sono stati già sottoposti a un trattamento disintossicante nel punto medico allestito nei pressi dell'azienda. I 35 dipendenti presenti in fabbrica sono stati fatti allontanare, così come i circa 500 alunni delle scuole elementari e medie del paese, prelevati dai genitori o accompagnati ai bus che effettuano il trasporto scolastico. La nube sarebbe comunque in via di dissolvimento.

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