Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Friday, November 16, 2007

L'ambiente passa in secondo piano: l'Amministrazione Comunale scettica su Agenda 21

L'ambiente passa in secondo piano: l'Amministrazione Comunale scettica su Agenda 21
Di Andrea Colleoni, Consigliere Comunale di minoranza
Nel consiglio del 17/9/2007 è stata data risposta ad una mia interrogazione riguardante il futuro di Agenda 21 e il rilancio di nuove iniziative.

Prima di illustrare la risposta del nostro Sindaco è meglio far chiarezza su cosa sia Agenda 21 e quale importante ruolo riveste.
L'Agenda 21 è un documento che contiene gli impegni (in campo ambientale, economico, sociale) che una comunità si assume per il 21° secolo, ma è soprattutto un percorso di lavoro.
Calusco aderisce ad Agenda 21 Locale dell' Isola Bergamasca e Dalmine/Zingonia dove tra l'altro è anche rappresentata da un consigliere di amministrazione (prima era Lino Corti, ora sostituito da Roberto Locatelli) e vi fa parte fin dal 2001.

Attraverso Agenda 21 sono stati elaborati diversi progetti di intervento per i singoli comuni; relativamente a Calusco quasi tutti gli obiettivi sono stati raggiunti:

Avvio tavolo di concertazione sugli interventi da realizzare per il miglioramento ambientale dell'azienda Italcementi;
Progetto pilota volto a preservare e valorizzare la massa boschiva del monte Canto attraverso lo studio di una micro filiera del legno - che ha portato alla realizzazione di una caldaia a biomassa per il teleriscaldamento delle scuole;
Azioni di sensibilizzazione, di incentivazione e di ricerca sulle energie rinnovabili in campo edilizio e dei trasporti;
Linee guida per la promozione di modelli insediativi sostenibili ed introduzione di parametri negli strumenti amministrativi.
L'unico progetto previsto che si trova ancora in fase di realizzazione riguarda la rinaturalizzazione del bacino idrografico del Re Grandone. Completato quello non significa aver raggiunto una gestione "sostenibile", ma è necessario lo studio ed il rilancio di nuove iniziative per proseguire nella giusta direzione.

Specificato ciò, passiamo alla risposta del nostro Sindaco:

Il Sindaco e la nuova amministrazione ha scoperto l'esistenza di Agenda 21 grazie alla mia interrogazione;
Agenda 21 è una cosa interessante.
Fin qui tutto bene, ma poi, prosegue il Sindaco (sempre il Sindaco, perché l'assessore all'ambiente, che dovrebbe essere il naturale relatore per questi temi, non pronuncia una parola), ammette di non aver ancora preso una decisione sul continuare a far parte di Agenda 21 in quanto, a fianco di iniziative "interessanti" ci sono contenuti scontati e banali….del resto, parole sue, "nessuno vuole inquinare o buttare le cartacce a terra, queste sono cose ovvie".

Duole prendere atto di un sostanziale passaggio in secondo piano delle questioni ambientali che erano state al centro, insieme alla "persona" dell'attività dei precedenti amministratori; duole vedere come ci sia scetticismo nelle opere realizzate (che altre amministrazioni ci invidiano come pannelli solari, caldaia a biomasse etc etc) e duole sentire un atteggiamento di sufficienza riguardo questioni ambientali ben più complesse del non buttare cartacce a terra.
Ricordiamoci che Calusco si trova in un territorio fortemente antropizzato, con ampia diffusione di attività produttive e situazioni pregresse che hanno lasciato il segno. Il recupero dei danni passati e il rilancio di azioni in direzione della "sostenibilità ambientale" non significa fermare il progresso e tornare indietro, ma significa invece cercare di procedere ad un ritmo e con delle modalità sostenibili per l'ambiente che ci ospita.
A tal proposito, in territorio fortemente interconnesso come l'alta pianura lombarda, è necessario che le azioni siano coordinate a livello sovracomunale e non limitate alle iniziative dei singoli. Queste, benché meritevoli, spesso richiedono sforzi maggiori e portano a risultati limitati. D'altra parte l'aria che respiriamo o l'acqua dei fiumi non si adeguano ai confini comunali ma preferiscono muoversi entrando ed uscendo dalle linee di confine, mescolando i problemi generati da altri con quelli generati da noi ed esportandoli di nuovo. Da qui l'importanza estrema di un coordinamento e quindi di continuare non solo a far parte di Agenda 21 locale, ma di essere parte attiva e propositiva (come è stato fino ad oggi) continuando un opera che non può avere colore politico.

Per approfondire la conoscenza di Agenda 21 locale:
http://www.a21isoladalminezingonia.bg.it/

Thursday, November 15, 2007

Calusco: l’etica dell’asfalto

Calusco: l’etica dell’asfalto
Di Vercingetorix



Una necessaria lunga premessa. Normalmente i corrispondenti dei giornali locali sono “governativi”, cioè solitamente scrivono delle iniziative che fa l’amministrazione comunale. E solitamente il corrispondente locale non si mette a polemizzare con la giunta in carica, prima perché certi giornali sono ecumenici e non vogliono sollevare discussioni, ma raccontare che tutto è bello e buono (tranne incidenti, fatti di sangue, arresti, la cronaca nera insomma), anche perché se fa questa cosa l’amministrazione non gli passa le informazioni richieste (le passa all’altro collaboratore più allineato) e lui resta senza lavoro. Sicché per la maggioranza dei comuni bergamaschi i giornali locali hanno uno o più corrispondenti - che vengono talvolta contattati da sindaco o assessori - ai quali viene data (in alcuni casi dettata) l’informazione. Il collaboratore la riporta così come gli è stata dettata con gli appositi virgolettati, e certo non si prende la briga di andare a fondo della notizia (perché costa del tempo, e lo pagano già poco) e perché magari potrebbe scoprire che la stessa notizia non è proprio così come comunicata dell’amministrazione. Il bravo collaboratore però partecipa anche ai consigli comunali e riferisce eventualmente anche le tesi della minoranza (tranne evidentemente in quei comuni dove la minoranza non c’è e quando c’è sta zitta).
Le cose si complicano al cambio di amministrazione. Perché il corrispondente nel corso di un mandato finisce per stabilire rapporti privilegiati con una certa amministrazione, rapporti che restano anche quando questa viene sostituita da un’altra amministrazione di schieramento opposto. E in questo caso succede che il corrispondente riesce a dare maggiore visibilità alla minoranza che non alla maggioranza.
Come succede nel caso del Giornale di Merate (e non solo) riguardo all’attuale amministrazione di Calusco. L’amminstrazione guidata da Roberto Colleoni da poco in carica mostra l’inesperienza in molte cose e soprattutto nel modo di gestire la comunicazione. Ora può darsi che questa amminstrazione si ispiri ai valori cristiani e ha adottato il motto “porgi l’altra guancia”, ma non si può arrivare a fare da punching ball. Soprattutto per una vicenda assolutamente risibile e pretestuosa. La vicenda, che di seguito narriamo (come vicenda in sè), a noi puzza un pochino di diffamazione (ledere la reputazione altrui) e calunnia (accusare uno sapendolo innocente). Ci si augura che gli attuali amministratori si diano una svegliata e tirino fuori gli attributi se non vogliono rimediare altre magre figure.
La faccenda paradossale dell’asfalto
Ieri sul Giornale di Merate appare un articolo intitolato “L’assessore si fa asfaltare la via di casa?" Cominciamo appunto dal titolo messo così si sta insinuando che l’assessore (Massimo Cocchi in questo caso, raffigurato con fotografia, cosa che serve a sottolineare il suo coinvolgimento in senso negativo) si stia asfaltando la strada per arrivare solo a casa sua. Ma non è proprio così. La minoranza accusa l’assessore Cocchi di avere asfaltato la via Asiago dove abita. Però evidenzia che questo intervento era già stato programmato dalla precedente amministrazione (cioè dall’attuale opposizione). Secondo l’opposizione non è che non si dovesse asfaltare la strada, ma si doveva aspettare. E in ogni caso ciò evidenzia che l’attuale maggioranza “sta vivendo di rendita sui provvedimenti approvati dalla nostra amministrazione”. Cioè mettendo la cosa in un modo che non lascia spazio: se l’hai fatto è stato è per tuo tornaconto, e in ogni caso lo avevamo deciso noi. E allora dov’è la critica? Cosa doveva fare l’attuale amministrazione? Fare revocare un provvedimento di ordinaria manutenzione (adottato dalla precedente amministrazione per di più) e asfaltare tutte le vie evitando però accuratamente quelle in cui abitano il sindaco, gli assessori e i consiglieri della maggioranza? Sarebbe ridicolo. E magari poi l’opposizione avrebbe rinfacciato di non asfaltare la strade.
La perla della vicenda però sta nel seguito “…e voglio ricordare l’atteggiamento opposto del precedente sindaco Rinaldo Colleoni. La strada in cui abitava non versava in buone condizioni, ma non è stata sistemata perché aveva pudore a farlo fare: non voleva che si pensasse a un privilegio. Questo è un atteggiamento etico che non ha riscontro nell’attuale amministrazione”
Ma è roba da matti. Tutta questa vicenda avrebbe potuto avere un senso se sia Cocchi sia Colleoni abitassero in una via che porta solo alla loro abitazione. Ma Cocchi abita in via Asiago, Colleoni in via San Lorenzo (che è una via molto più lunga), strade nelle quali abitano decine di altri cittadini caluschesi. Cioè l’attuale opposizione vorrebbe farci credere che in precedenza Colleoni non ha fatto asfaltare la strada dove abitano decine e decine di suoi concittadini – danneggiandoli di fatto - per una questione etica?
Sul sito di Linea Comune c’è scritto: “Cosa diranno i concittadini che abitano nella stessa via dell'ex sindaco, piena di buche ed insicura, che per una ormai dimenticata forma di pudore lo stesso si è sempre rifiutato di ristrutturare?” La risposta l’attuale minoranza ce l’ha già: si vada a vedere i risultati delle elezioni.

Tuesday, October 23, 2007

Gli sconcertanti dati della Confesercenti sugli affari criminali

Gli sconcertanti dati della Confesercenti sugli affari criminali
"La 'Mafia 'Spa è l'industria italiana che risulta più produttiva"
"La mafia? E' la prima azienda italiana"
Per Sos Impresa 90 mld di utili l'anno


ROMA - Con un utile annuo pari a 90 miliardi di euro, una cifra equivalente a cinque manovre finanziarie o, se si preferisce, alla somma di otto "tesoretti", l'"azienda mafiosa" si classifica al primo posto nella classifica dell'imprenditoria italiana. Un primato difficile da spodestare, dato che il giro d'affari che ruota intorno a sfruttamento della prostituzione, traffico di droga e armi, estorsione, rapine e usura non sembra conoscere crisi.

Il rapporto sulla criminalità di "Sos Impresa" della Confesercenti delinea un quadro drammatico. In base ai dati raccolti, l'usura rappresenta la principale fonte di business criminale per la mafia, con circa 30 miliardi di fatturato. Il racket frutta ai clan 10 miliardi, 7 miliardi arrivano dai furti e dalle rapine, 4,6 dalle truffe, 2 dal contrabbando, 7,4 dalla contraffazione e dalla pirateria, 13 dall'abusivismo, 7,5 dalle mafie agricole, 6,5 dagli appalti e "solo" 2,5 dai giochi e dalle scommesse.

Dati che fanno ancora più impressione, se messi in relazione a tutti gli organismi e ai cittadini coinvolti nel giro dell'illegalità. Il racket delle estorsioni coinvolge 160 mila commercianti italiani, con una quote di oltre il 20 per cento dei negozi e punte dell'80 per cento negli esercizi di Catania e di Palermo. I commercianti e gli imprenditori subiscono 1.300 reati al giorno, praticamente 50 l'ora.

La collusione degli imprenditori. "Uno degli elementi che colpisce maggiormente - sottolinea il documento - è l'espansione della cosiddetta "collusione partecipata", un fenomeno che investe il gotha della grande impresa italiana, soprattutto quella impegnata nei grandi lavori pubblici. Gli imprenditori preferiscono venire a patti con la mafia piuttosto che denunciare i ricatti".

Confesercenti fa anche alcuni nomi di aziende che hanno "ceduto" alla criminalità. "Il colosso Italcementi - si legge nel rapporto - è uno di quelli che ha ceduto alla morsa, supportando maggiori costi, assumendosi numerosi rischi ed agevolando, così, l'espansione economica della cosca dei Mazzagatti.

Anche per i lavori della Salerno-Reggio Calabria gli imprenditori sono stati costretti a trattare con le cosche calabresi. La Impregilo - sempre secondo Sos Impresa - aveva insediato nelle società personaggi che, secondo gli inquirenti "da sempre avevano avuto a che fare con esponenti della criminalità organizzata e con imprese di riferimento alle cosche".
(22 ottobre 2007)

Saturday, October 20, 2007

E’ iniziata la stagione ``nera`` dell’inquinamento

E’ iniziata la stagione ``nera`` dell’inquinamento
da PM10. Ottobre fuorilegge a
Merate, cedono Lecco e Valmadrera









È cominciato il periodo nero delle polveri sottili, proprio in concomitanza con l’arrivo del freddo e dell’accensione degli impianti di riscaldamento. Sui primi 18 giorni del mese di ottobre, ben 14 hanno superato il limite di 50 µg/mc. Superamenti che non sono stati propriamente “leggeri”, tanto che giovedì 18 ottobre e mercoledì 17 ottobre, si è sorpassato addirittura la soglia dei 100 µg/mc con 106 µg/mc e 104 µg/mc. Per queste prime due settimane di ottobre, dunque, la media si è assestata attorno ai 65 µg/mc. Gli unici giorni esenti, e dunque in regola con le direttive europee in materia di inquinamento da polveri sottili, sono stati il primo di ottobre, il 7, l’8 e il 14. Punte preoccupanti sono state raggiunte il 4 con 84 µg/mc, il 12 con 86 µg/mc e appunto il 17 con 104 µg/mc e il 18 con 106 µg/mc. Una situazione decisamente peggiore rispetto a quella dello scorso anno quando i superamenti per i primi 18 giorni del mese erano stati solamente 7, praticamente la metà degli attuali e la media si era assestata attorno ai 50 µg/mc, ben 15 punti in meno rispetto al 2007. L’arrivo del freddo, l’accensione degli impianti di riscaldamento e fattori metereologici quali l’alta pressione, la stabilità atmosferica, la perdurante inversione termica e l’assenza di precipitazioni favoriscono da sempre l’impennata della presenza di queste microparticelle nell’aria. Come già ribadito più volte la “leggenda” del meratese, inserito nella “verde” Brianza, è da sfatare. Un paragone con i bollettini Arpa relativi alle aree milanesi mostra come, ad esempio, nella giornata del 16 ottobre con il valore 81 µg/mc abbia uguagliato e a volte anche superato Arese (73 µg/mc), Limito di Pioltello (73 µg/mc), Meda (76 µg/mc), Monza Macchiavelli (79 µg/mc), Busto Arsizio (65 µg/mc), Saronno Santuario (74 µg/mc).
Questi ultimi tre giorni hanno visto sforare la soglia dei 50 µg/mc anche altre due centraline della provincia: Lecco Via Sora e Valmadrera. Martedì 16 ottobre le polveri sottili nel capoluogo hanno raggiunto quota 69 µg/mc e 62 a Valmadrera. Giornata disastrosa anche il 17, quando in Via Sora si è sorpassata la soglia dei 100 (101 µg/mc) mentre la si è appena sfiorata a Valmadrera (95%). In controtendenza rispetto a Merate giovedì 18 ottobre: in questo caso le PM10 sono diminuite, rimanendo pur sempre sopra la soglia, con 59 µg/mc a Lecco e 83 a Valmadrera.





I dati della centralina Arpa di Merate

Friday, October 19, 2007

Smog, decollano le polveri sottili

Smog, decollano le polveri sottili


Calano le temperature, arriva il freddo, e lo smog decolla in tutta la Bergamasca. La conferma arriva dai dati dell'Arpa, Agenzia regionale per l'ambiente: nella giornata di mercoledì 17 ottobre si è toccato il primo picco importante della stagione, con 106 microgrammi di polveri sottili a Filago, un valore più del doppio del massimo consentito dalla normativa (50 microgrammi per metro cubo). Filago è passato dai 54 microgrammi di lunedì ai 106 in soli due giorni.

La situazione è simile nel resto della provincia e in città: a Bergamo in via Meucci si è passati dai 45 microgrammi di lunedì ai 93 di ieri; a Treviglio balzo da 25 a 63 microgrammi, Calusco da 45 a 96 microgrammi.

E con l'ulteriore abbassamento previsto delle temperature è probabile un ulteriore peggioramento delle condizioni dell'aria che respiriamo.

È in vigore lo stop ai veicoli più inquinanti

Il piano antismog della Regione


(18/10/2007)

Thursday, October 18, 2007

Il Cnr ha iniziato a monitorarla da una stazione a duemila metri di altezza sul Monte Cimone

Il Cnr ha iniziato a monitorarla da una stazione a duemila metri di altezza sul Monte Cimone
Fenomeni analoghi sono stati avvistati in aree ad alta densità di smog sull'India e la Cina
La nuvola "nera" che oscura la Valle del Po
"Nella Padana concentrazione di inquinanti"
di ELENA DUSI


Secondo il Cnr "in Pianura Padana si raccolgono tutti gli inquinanti"
ROMA - Valle del Po, benvenuta nel club mondiale delle "nuvole brune". La primogenita di tutte le "brown clouds" è la mostruosa cappa di inquinamento spessa tre chilometri che copre India e parte della Cina. Ma una sorella minore è comparsa anche sul cielo della Pianura Padana. L'hanno osservata gli strumenti degli scienziati del Cnr, che dall'osservatorio a 2.165 metri del monte Cimone hanno studiato la composizione di quella che è stata soprannominata la "Po Valley Brown Cloud": la nuvola bruna della Valle del Po.

"La Pianura Padana è una delle zone a più alta concentrazione industriale in Europa. E allo stesso tempo ha la forma di un catino, in cui si raccolgono tutti gli inquinanti" spiega Sandro Buzzi, responsabile del progetto sui cambiamenti climatici del Cnr. "Vista dal satellite - prosegue - la nuvola appare come una macchia bruna che coincide con il profilo della Valle del Po. E le misurazioni degli ossidi di azoto mostrano due aree ad alta concentrazione di inquinamento in Europa: il bacino della Ruhr e la Pianura Padana, appunto".

La cappa di inquinamento della Valle del Po non nasce oggi. Ma il Cnr, che ha una base di rilevamento nel Centro del Monte Cimone dell'Aeronautica Militare, è appena entrato a far parte della rete di monitoraggio "Share", per le osservazioni delle nuvole brune nel mondo. Le altre sette stazioni per il rilevamento ad alta quota del Consiglio nazionale delle ricerche si trovano in Nepal, Pakistan e Uganda.

Sul Monte Everest, a quota 5mila metri, vicino al primo campo base usato dagli alpinisti, Paolo Bonasoni ha installato i suoi strumenti per il monitoraggio della gigantesca Brown Cloud asiatica. Il ricercatore del Cnr dirige anche la stazione del Monte Cimone. Mettendo a confronto le due coltri inquinanti, Bonasoni spiega: "La nube asiatica è infinitamente più spessa e densa di sostanze velenose: nitrati, solfati, ozono, anidride carbonica e black carbon". Quest'ultimo è il residuo dei processi di combusione. Contiene particelle molto fini (della grandezza media di un micron, un milionesimo di metro) che sono pericolose per la salute da un lato, e per l'ambiente dall'altro.

"Il black carbon ha un colore scuro - prosegue Bonasoni e quando riempie l'atmosfera riduce la quantità di energia solare che raggiunge il terreno. Nel caso della Pianura Padana, questa perdita di irraggiamento si aggira intorno al 10 per cento. L'energia che non raggiunge il suolo viene assorbita dall'atmosfera, riscaldandola ulteriormente".

Quest'estate gli strumenti del monte Cimone - la vetta più alta dell'Appennino centro-settentrionale, con una visibilità che può arrivare a 200 chilometri - hanno osservato tanto dettagliatamente la nuvola bruna della Valle del Po da notare al suo interno gli effetti degli incendi e della sabbia africana trasportata dal vento. "Normalmente - spiega Bonasoni - la cappa di inquinamento nasce dalle attività umane e industriali. Ma alla fine di agosto la situazione è peggiorata a causa dei venti da sud, che hanno trasportato da una sponda all'altra del Mediterraneo la sabbia del Sahara e le ceneri degli incendi in Algeria".

(18 ottobre 2007)

Tuesday, October 16, 2007

LOMBARDIA: QUALITA´ ARIA,SEI MESI DI STOP A MEZZI INQUINANTI COINVOLTI 300.000 VECCHI VEICOLI NELLA ZONA CRITICA (210 COMUNI) FORMIGONI:INVITO I CITTA

LOMBARDIA: QUALITA´ ARIA,SEI MESI DI STOP A MEZZI INQUINANTI COINVOLTI 300.000 VECCHI VEICOLI NELLA ZONA CRITICA (210 COMUNI) FORMIGONI:INVITO I CITTADINI A RISPETTARE LE NOSTRE DISPOSIZIONI

Milano, 15 ottobre 2007 La Giunta regionale della Lombardia ha approvato i criteri di attuazione del Piano già varato lo scorso 2 agosto per prevenire e contenere gli episodi acuti di inquinamento atmosferico, in particolare quello da polveri sottili (Pm10), nel periodo invernale. Il Piano prevede il fermo programmato dei mezzi più inquinanti (autoveicoli benzina e diesel Euro 0 e diesel Euro 1, ciclomotori e moto a due tempi Euro 0) dal 15 ottobre 2007 al 15 aprile 2008, dal lunedì al venerdì (escluse anche le giornate festive infrasettimanali) dalle 7. 30 alle 19. 30. Il provvedimento, che si applica nella nuova zona critica A1, è stato illustrato oggi in una conferenza stampa dal presidente Roberto Formigoni e dall´assessore alla Qualità dell´Ambiente, Marco Pagnoncelli. Rispetto alla passata stagione invernale questa misura si è ampliata come durata complessiva passando da 5 mesi (novembre marzo) a 6 mesi (metà ottobre metà aprile) e come numero di ore di blocco, da 8 (8 12 e 16 20) a 12 (7. 30 19. 30). Appello A Cittadini Formigoni ha rivolto "un invito forte ai cittadini a rispettare le disposizioni della Regione e a comprenderne le ragioni". "Quelle che adottiamo ha detto Formigoni sono misure progressive, affinate in 9 anni di esperienza, efficaci e non punitive". Efficaci perché "i dati sull´inquinamento sono in costante miglioramento", non punitive perché "annunciate da lungo tempo, tanto che nessuno può dirsi sorpreso". Formigoni ha ricordato come ad essere fermate siano solo le auto e moto più inquinanti e dannose secondo i parametri indicati da tutti gli istituti scientifici, come ad esempio il Joint Research Centre di Ispra, punto di riferimento a livello mondiale e come la nocività delle emissioni non dipenda dalla dimensione del motore ma dalla sua modernità (un vecchio motorino può inquinare più di un grosso mezzo più recente). "D´altra parte ha sottolineato il presidente l´inquinamento esiste, è dannoso e ci sono precise norme europee in materia che Regione Lombardia intende rispettare, essendo all´avanguardia nell´impegno su questo fronte. Non va mai dimenticato poi che le restrizioni alla circolazione sono decise per il bene dei cittadini e per tutelare la salute di tutti, in particolar modo anziani e bambini". "Il Piano d´azione ha aggiunto Pagnoncelli è stato discusso e condiviso con gli enti pubblici e le associazioni che siedono nel Tavolo permanente di consultazione previsto dalla legge". Alla misura della limitazione della circolazione se ne affiancano alcune altre, tra cui la conferma dei limiti all´utilizzo della legna per riscaldamento in camini o stufe di vecchio tipo nelle zone di pianura (necessità confermata da studi recenti). Rete Di Monitoraggio "La Lombardia ha ricordato Pagnoncelli è dotata di una rete di monitoraggio di altissima qualità, di cui fanno parte 151 stazioni fisse che per mezzo di analizzatori automatici forniscono dati in continuo ad intervalli temporali regolari (generalmente a cadenza oraria), su cui sono poi ricavate le medie giornaliere". La loro dislocazione è stata decisa in base alle consulenze scientifiche del Politecnico e del Jrc di Ispra. Controlli E Sanzioni Con l´avvio del provvedimento di fermo del traffico, partiranno da lunedì 15 ottobre anche i controlli su cui quest´anno sarà ulteriormente intensificata l´attenzione. L´arpa ha infatti formato 100 propri tecnici, che hanno ottenuto la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria, che agiranno per tutto l´inverno affiancando il personale dei Comuni, che comunque faranno le proprie attività di verifica. In più, la stessa Arpa ha realizzato corsi di formazione per 140 agenti dei Comuni, addestrandoli all´utilizzo delle tecnologie (come l´opacimetro). Nel corso dell´ultima stagione invernale, le Polizie Locali dei Comuni capoluogo hanno segnalato di aver effettuato oltre 15. 000 controlli sulle autovetture per la violazione delle restrizioni alla circolazione. Filtri Antiparticolato Regione Lombardia ha ricevuto nei giorni scorsi un testo del Governo, in cui sono state accolte le indicazioni di alcuni Ministeri, sull´installazione dei filtri antiparticolato sui mezzi pesanti. "Si apre la strada ha detto Formigoni per una prima regolamentazione di questa operazione". Nessuna novità invece sul ritiro del ricorso del Governo contro la legge lombarda sulla qualità dell´aria, "nonostante le molte promesse". Zone Critiche Il fermo programmato dei mezzi più inquinanti entrerà in vigore da lunedì 15 nei 210 Comuni della nuova zona critica A1. "Queste aree ha ribadito Formigoni vengono decise in base a due ordini di motivazioni: la misurazione dei dati sull´inquinamento e la richiesta degli stessi enti locali. Sono incomprensibili a questo proposito le proteste arrivate da alcuni Comuni in diverse zone, che sono stati inseriti nella zona critica su loro richiesta". Mantova Rispondendo ad una domanda, Formigoni è entrato nel merito del caso che riguarda i Comuni del Mantovano, che in questi giorni hanno sollevato proteste sui provvedimenti della Regione. "La zona di Mantova ha spiegato Formigoni ha entrambe le caratteristiche fondamentali della zona critica: è inquinata e ha chiesto ripetutamente di entrare a farne parte". Esistono cinque lettere dal 2001 al 2006 inviate dal Comune di Mantova, dalla Provincia e dagli altri enti locali con reiterate richieste di inserimento nella zona critica. Formigoni ne ha menzionata in particolare una, del 22 febbraio 2006, sottoscritta dalla Provincia di Mantova e dai Comuni di Mantova, Bagnolo San Vito, Bigarello, Borgoforte, Castel d´Ario, Castellucchio, Curtatone, Marmirolo, Porto Mantovano, Rodigo, Roncoferraro, Roverbella, San Giorgio di Mantova, Virgilio, in cui testualmente "chiedono che il territorio mantovano venga inserito in apposita area critica regionale al fine di razionalizzare le misure di contenimento delle produzioni di inquinanti emesse nell´atmosfera e per poter, come per le altre aree critiche della Regione, accedere ai finanziamenti messi a disposizione per la lotta all´inquinamento atmosferico". In più, gli stessi enti locali sono stati presenti a tutti gli incontri delle Cabina di Regia regionale in cui sono stati definiti tutti i provvedimenti (sette riunioni dal maggio 2006 all´ottobre 2007). "Lascio a voi ogni commento", ha aggiunto Formigoni, ricordando che "i sindaci che non dovessero dare seguito alle indicazioni della Regione si assumerebbero una grave responsabilità, compirebbero cioè omissione in atti d´ufficio e sarebbero passibili di provvedimenti della Magistratura o addirittura della Commissione europea perché esistono precise norme europee e nazionali, oltre che regionali, in materia". Queste le modalità di attuazione del fermo programmato per i mezzi più inquinamenti. Mezzi Coinvolti La limitazione alla circolazione riguarda gli autoveicoli a benzina e diesel Euro 0, i diesel Euro 1 e i ciclomotori e moto a due tempi Euro 0 (circa 300. 000 mezzi nelle aree interessate). Quando Dal 15 ottobre 2007 al 15 aprile 2008, dal lunedì al venerdì (escluse anche le giornate festive infrasettimanali) dalle 7. 30 alle 19. 30. Dove Nella nuova Zona critica A1 che comprende 210 comuni nelle province di Milano, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Pavia e Varese. I cittadini residenti in questa area (3. 000 kmq) sono oltre 4,7 milioni (circa il 50% del totale). Esclusi dal fermo del traffico i tratti autostradali, le strade statali e provinciali che attraversano i Comuni interessati dal provvedimento così come i tratti di strade di collegamento tra gli svincoli autostradali e i parcheggi di corrispondenza delle stazioni periferiche dei mezzi pubblici. Deroghe Vengono escluse dal provvedimento alcune categorie di veicoli impiegati per particolari servizi. Il provvedimento non si applica dunque: ai veicoli, motoveicoli e ciclomotori delle Forze di Polizia, delle Forze Armate, dei Vigili del Fuoco, dei corpi e servizi di Polizia municipale e provinciale, della Protezione civile e del Corpo forestale; ai veicoli di pronto soccorso; agli scuola bus e ai mezzi di trasporto pubblico locale (tranne i mezzi Euro 0 individuati dalla delibera 4924 del 15 giugno 2007); ai veicoli utilizzati per il trasporto di portatori di handicap, muniti del relativo contrassegno, con il portatore di handicap a bordo; alle autovetture targate Cd e Cc; ai veicoli appartenenti a soggetti pubblici e privati che svolgono funzioni di pubblico servizio o di pubblica utilità, individuabili o con adeguato contrassegno o con certificazione del datore di lavoro, come gli operatori dei servizi manutentivi di emergenza non rinviabili al giorno successivo (luce, gas, acqua, sistemi informatici, impianti di sollevamento, impianti termici, soccorso stradale, distribuzione carburanti e combustibili, raccolta rifiuti, distribuzione farmaci, alimentari deperibili e pasti per i servizi di mensa); ai veicoli dei commercianti ambulanti dei mercati settimanali scoperti, limitatamente al percorso strettamente necessario per raggiungere il luogo di lavoro dal proprio domicilio e viceversa; ai veicoli degli operatori dei mercati all´ingrosso (ortofrutticoli, ittici, floricoli e delle carni), limitatamente al percorso strettamente necessario per raggiungere il proprio domicilio al termine dell´attività lavorativa; ai veicoli classificati come macchine agricole di cui all´articolo 57 del decreto legislativo 285/1992; ai veicoli per trasporti specifici e per uso speciale di cui all´articolo 54, comma 1, lettere f) e g), del decreto legislativo 285/1992, elencati all´articolo 203 del D. P. R. 495/92; ai veicoli adibiti al trasporto di effetti postali e valori; ai veicoli di medici e veterinari in visita urgente, muniti del contrassegno dei rispettivi ordini, operatori sanitari e assistenziali in servizio con certificazione del datore di lavoro; ai veicoli utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili e indifferibili per la cura di gravi malattie (es. Dialisi, chemioterapia) in grado di esibire relativa certificazione medica; ai veicoli utilizzati dai lavoratori con turni lavorativi tali da impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico, certificati dal datore di lavoro; ai veicoli dei sacerdoti e dei ministri del culto di qualsiasi confessione per le funzioni del proprio ministero; ai veicoli degli operatori dell´informazione compresi gli edicolanti con certificazione del datore di lavoro o muniti del tesserino di riconoscimento; ai veicoli con a bordo almeno tre persone (car pooling); ai veicoli delle autoscuole utilizzati per le esercitazioni di guida e per lo svolgimento degli esami; ai veicoli dei donatori di sangue muniti di appuntamento certificato per la donazione; ai veicoli con targa estera. La Regione ha attivato cinque bandi che consentono di accedere a 55 milioni di incentivi per sostituire veicoli e impianti di riscaldamento con nuovi mezzi e sistemi ad emissioni molto meno inquinanti. Una cifra molto importante, prevista dal piano per l´aria 20072008, che segna un ulteriore passo avanti nella strategia di Regione Lombardia per la lotta all´inquinamento atmosferico attraverso misure strutturali. Auto E´ aperto il bando da 30 milioni di euro (25 della Regione e 5 del Comune di Milano), destinato alle fasce più deboli, che prevede contributi fino a 3. 000 euro per la sostituzione delle auto inquinanti e la trasformazione dei vecchi motori. Grazie a questo stanziamento iniziale (destinato a salire a 35 nel 2008), vengono assegnati contributi a fondo perduto a cittadini con reddito Isee inferiore a 18. 000 euro e residenti nella zona critica A1 (vedi scheda allegata) per l´acquisto di un auto nuova o usata a minor impatto, in sostituzione di una vettura più inquinante (Euro 0 benzina e diesel, Euro 1 diesel) che dovrà essere rottamata o per la trasformazione del motore. Si calcola che saranno circa 50. 000 i cittadini che potranno usufruire dei contributi. A questi incentivi della Regione si aggiungono gli sconti che molte case automobilistiche hanno deciso di affiancare e che sono cumulabili. Hanno già espresso adesione all´iniziativa della Regione queste case: Fiat, Ford, Hyundai, Kia, Renault, Mazda. Anche alcune associazioni supportano la misura: Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), Federaicpa (Federazione concessionari auto) e Ceicives (Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali). Questo il dettaglio dei contributi. Acquisto di un´auto nuova o usata (25 milioni): 3. 000 euro per una vettura elettrica, ibrida, gpl, metano, bifuel (benzina/gpl, benzina/metano), di classe Euro 3 o superiore, con cilindrata fino a 1. 600 cc 2. 000 euro per una vettura a benzina di classe Euro 3 o superiore, con cilindrata fino a 1. 600 cc o bifuel (benzina/gpl, benzina/metano) con le stesse caratteristiche, ma con impianto metano o gpl installato dopo l´immatricolazione. Trasformazione del motore (5 milioni): 400 euro per l´installazione sulla vettura a benzina Euro 0 di un impianto a gpl o metano o per l´installazione di dispositivo antiparticolato su una vettura diesel Euro 0 quando verranno approvate le procedure ministeriali necessarie. Le domande per ottenere gli incentivi possono essere già presentate ai 180 sportelli dell´Aci, secondo una modalità che prevede due fasi: "prenotazione del contributo" e "richiesta del contributo". Nella prima fase viene registrata l´intenzione del cittadino di accedere ai contributi; nella seconda, da effettuare entro 120 giorni dalla prima, avviene la richiesta vera e propria dell´incentivo. Per fornire ai cittadini tutte le informazioni necessarie, l´Aci ha istituito un apposito sportello telefonico, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12: 027745246, 027745282, 027745296. Il bando è inoltre disponibile sui siti internet www. Acimi. It e www. Ambiente. Regione. Lombardia. It. Diventa dunque pienamente operativa questa misura approvata lo scorso 2 agosto dalla Giunta regionale, insieme ad alcuni altri provvedimenti dedicati alla qualità dell´aria con cui sono stati stanziati complessivamente 50 milioni di euro, cui ora si aggiungono i 5 del Comune, per rinnovare il parco mezzi pubblico e privato e per diffondere sistemi di riscaldamento più ecologici. Trentacinque milioni destinati al capitolo auto: oltre ai 30 milioni del bando per sostituire le vecchie auto, sono previsti 3 milioni per l´acquisto o il noleggio di mezzi ecologici da parte degli enti pubblici, 1,8 milioni per rifinanziare la carta sconto metano/gpl, 850. 000 euro per la diffusione di taxi ecologici. Venti milioni vengono invece stanziati per nuovi impianti di riscaldamento: 19,6 milioni per due bandi per l´ampliamento e la diffusione dei sistemi di teleriscaldamento; 500. 000 euro per l´acquisto di caldaie più moderne ed efficienti nel comune di Milano. Bando Per Gli Enti Locali Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Consorzi, Aziende sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere pubbliche ed Enti parco hanno a disposizione uno stanziamento di 3 milioni di euro (uno in più rispetto al bando simile del 2006) per l´acquisto o noleggio a lungo termine di veicoli elettrici, ibridi, gpl, metano o bifuel in sostituzione dei mezzi Euro 0, Euro 1 e Euro 2 diesel. Le domande possono essere presentate da lunedì 1 ottobre. Per aiutare gli Enti a razionalizzazione il parco veicolare e la sua gestione, vengono anche finanziati studi appositi, su misura delle esigenze locali. Taxi Regione Lombardia mette a disposizione 850. 000 euro per rinnovare il parco taxi. In particolare i fondi sono destinati all´acquisto di auto nuove a metano, ibride e bifuel, alla trasformazione del motore da benzina a metano e gpl e ad alcuni altri interventi come la predisposizione delle vetture per il trasporto dei portatori di handicap e l´acquisto di tassametri. Le domande relative a questi interventi (realizzati dal 1 ottobre 2006 al 30 settembre 2007) devono essere presentate entro il 19 ottobre prossimo. Si tratta del terzo bando di questo genere: con i precedenti due erano stati stanziati 1,7 milioni con cui erano stati acquistate o trasformate circa 500 vetture. Teleriscaldamento Sono stati pubblicati sul Bollettino ufficiale il 10 agosto scorso due bandi, dal valore complessivo di quasi 20 milioni di euro (19. 595. 440,20), per la diffusione dei sistemi di teleriscaldamento. Per entrambe le misure la scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle 12. 00 del 120mo giorno dopo la pubblicazione. Il primo bando, per il quale sono stati stanziati 14 milioni, è rivolto agli enti locali, alle imprese e alle società pubbliche e private e riguarda la realizzazione o l´estensione di reti di teleriscaldamento per edifici destinati a residenza o servizi (inclusi ospedali, case di cura, ecc). Per poter accedere ai contributi, che coprono fino al 40% della spesa, l´alimentazione energetica delle reti deve essere ricavata, almeno per il 60%, da biomasse vegetali, che provengano dallo stesso bacino imbrifero dell´impianto o comunque da una distanza non superiore ai 40 chilometri. Il secondo bando, che ha una dotazione di 5. 595. 440,20 euro, è analogo al primo ma riguarda la realizzazione o l´estensione delle reti di teleriscaldamento alimentate da fonti diverse dalle biomasse vegetali. In questo caso il contributo arriva fino al 30% dei costi. Questi i dati e l´elenco dei Comuni compresi nella nuova zona critica A1. Provincia Comuni Sup. (Kmq) Residenti
Bergamo 36 278,60 392. 461
Brescia 20 397,52 382. 248
Como 14 118,30 198. 000
Cremona 10 228,45 93. 057
Lecco 15 73,62 66. 112
Lodi 8 125,96 66. 539
Mantova 14 619,33 142. 866
Milano 70 825,84 3. 010. 935
Pavia 13 197,74 101. 942
Varese 10 134,73 257. 644
Totale 210 3000,10 4. 711. 804
Bergamo Albano Sant´alessandro, Alzano Lombardo, Arcene, Azzano San Paolo, Bergamo, Boltiere, Brembate, Brusaporto, Canonica d´Adda, Ciserano, Curno, Dalmine, Filago, Gorle, Grassobio, Lallio, Montello, Mozzo, Nembro, Orio al Serio, Osio Sopra, Osio Sotto, Pedrengo, Ponte San Pietro, Ponteranica, Pontirolo Nuovo, Ranica, San Paolo d´Argon, Scanzorosciate, Seriate, Torre Boldone, Torre de´ Roveri, Treviglio, Treviolo, Verdellino, Villa di Serio. Brescia Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Brescia, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone Valtrompia, Gussago, Lumezzane, Marchino, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno Naviglio, Sarezzo, Villa Carcina. Como Arosio, Cabiate, Cantu´, Capiago Intimiano, Cargo, Casnate con Bernate, Como, Figino Serenza, Fino Mornasco, Grandate, Lipomo, Mariano Comense, Novedrate, Senna Comasco. Cremona Bonemerse, Castelverde, Cremona, Dovera, Gadesco Pieve Delmona, Gerre de´ Caprioli, Malagnino, Persico Dosimo, Sesto ed Uniti, Spinadesco. Lecco Airuno, Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Merate, Montevecchia, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d´Adda, Robbiate, Santa Maria Hoe´, Verderio Inferiore, Verderio Superiore. Lodi Boffalora d´Adda, Cornegliano Laudese, Corte Palasio, Lodi, Lodi Vecchio, Montanaso Lombardo, San Martino in Strada, Tavazzano con Villanesco. Mantova Bagnolo San Vito, Bigarello, Borgoforte, Castel d´Ario, Castellucchio, Curtatone, Mantova, Marmirolo, Porto Mantovano, Rodigo, Roncoferraro, Roverbella, San Giorgio di Mantova, Virgilio. Milano Agrate Brianza, Arcore, Arese, Assago, Baranzate, Barlassina, Bernareggio, Bollate, Bovisio Masciago, Bresso, Brugherio, Buccinasco, Canegrate, Caponago, Carate Brianza, Carnate, Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cerro Maggiore, Cesano Boscone, Cesano Maderno, Cesate, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Concorezzo, Cormano, Corsico, Cusano Milanino, Desio, Garbagnate Milanese, Giussano, Lainate, Legnano, Lentate sul Seveso, Limbiate, Lissone, Meda, Milano, Monza, Muggio´, Nerviano, Nova Milanese, Novate Milanese, Opera, Paderno Dugnano, Parabiago, Pero, Peschiera Borromeo, Pioltello, Pogliano Milanese, Rescaldina, Rho, Ronco Briantino, Rozzano, San Donato Milanese, San Giorgio su Legnano, San Vittore Olona, Segrate, Senago, Seregno, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese, Seveso, Usmate Velate, Varedo, Vedano al Lambro Verano Brianza, Villasanta, Vimercate, Vimodrone. Pavia Borgarello, Carbonara al Ticino, Certosa di Pavia, Cura Carpignano, Marcignago, Mezzanino, Pavia, San Genesio ed Uniti, San Martino Siccomario, Sant´alessio con Violone, Torre d´Isola, Travaco´ Siccomario, Valle Salimbene. Varese Busto Arsizio, Caronno Pertusella, Cassano Magnago, Castellanza, Gallarate, Gerenzano, Origgio, Samarate, Saronno, Uboldo. .

Monday, October 15, 2007

Piano anti smog, proteste e dubbi nel Meratese La delusione degli automobilisti costretti a cambiare l'auto e di chi non sapeva: «Abbiamo appena super

Piano anti smog, proteste e dubbi nel Meratese La delusione degli automobilisti costretti a cambiare l'auto e di chi non sapeva: «Abbiamo appena superato la revisione» Montevecchia e Santa Maria Hoè ancora inseriti nell'area critica dove da lunedì ottomila veicoli resteranno in garage
MERATE «Mi prende in giro? Che cosa vuol dire che da lunedì non potrò più usare la mia automobile? Ha appena superato la revisione e nessuno mi ha detto nulla». Cade dalle nuvole il 94enne di Cernusco che arriva nel parcheggio del supermercato con una Lancia Prisma che avrà almeno trent'anni di vita. Niente nome, ma quando lo mettiamo a conoscenza del piano anti smog della Regione che stoppa i veicoli più inquinanti da lunedì fino al 15 aprile, tra le 7,30 e le 19,30 dei giorni feriali, ci scambia per giovanotti in vena di scherzi e se ne va dritto per la sua strada. Come lui sono tanti gli anziani che non sanno nulla della decisione assunta dal Pirellone e che fra meno di 48 ore diventeranno cittadini che circolano su mezzi fuorilegge. Anche chi abita a Montevecchia e Santa Maria Hoè perché a dispetto delle promesse, per il momento restano inseriti nella zona omogenea A1. A bordo di una Bmw immatricolata nel 1982 entra nel parcheggio una coppia di arzilli signori di Carnate. «No, non può essere vero», esclama esterrefatto l'ottantenne alla guida. «Ho pagato l'assicurazione l'altro giorno. Se è così, è una bella schifezza. Ma che cosa possiamo fare? Andremo a piedi, oppure verremo al supermercato di sera. Di certo non possiamo cambiare l'auto a ottant'anni». Secondo i dati forniti dal ministero dei trasporti, nei quindici comuni meratesi che la Regione ha inserito nell'area omogenea A1, sono poco meno di ottomila i veicoli Euro 0 benzina e diesel e diesel Euro 1 per i quali da lunedì scatta il divieto di circolazione nei giorni feriali. Peccato che molti non ne sappiano nulla. Non è il caso di Giuseppe Borlesi di Osnago, che arriva a bordo di una Fiat Panda del 1992. «È di mia moglie che la usa poco e la trova comoda. Conosco il divieto e la cambieremo, ma il provvedimento regionale mi sembra demagogico. Ho letto che un Suv Euro 4 inquina più di un Euro 0. Se è così, la decisione della Regione mi infastidisce. Il provvedimento è per l'ambiente o perché ci vogliono far cambiare le macchine?». Anche sull'efficacia del catalitico avanza perplessità. «Prima che la marmitta catalitica cominci a funzionare, si deve scaldare. Da Osnago a Cernusco ci sono due chilometri. Non penso siano sufficienti per permettere al catalitico di entrare in funzione. Quindi, la mia auto inquina quanto una catalitica». E pure sui camion utilizzati per consegnare la merce. «Quelli in un anno fanno 50-60 mila chilometri, mentre mia moglie ne fa 3 mila. Chi inquina di più?», chiede provocatorio. E conclude: «Mi considero ecologista, ma occorrerebbe partire dalle cose più importanti». Da una Lancia Y10 del 1992 scende Mariangela Perego di Merate. «Sì, lo so, da lunedì non la potrò più usare. Ho aspettato fino all'ultimo per cambiarla. Martedì ho ordinato quella nuova. Arriverà fra un mese e mi costa ottomila e 800 euro. Ne avrei fatto volentieri a meno. Anche perché dalla Regione non abbiamo avuto alcun incentivo perché il reddito di mio marito è troppo alto». La signora non è l'unica in famiglia ad avere dovuto affrontare la questione. «Anche l'auto di mio cugino di 80 anni è una Euro 0. Adesso sta aspettando, perché non sa cosa fare. Il suo veicolo è praticamente nuovo. A maggio ha fatto la revisione e a settembre ha pagato il bollo con la sovrattassa per l'inquinamento. Capisco che le vecchie auto inquinano, ma non fanno peggio i camion?». Fabrizio Alfano

Una selva di eccezioni, solo Paderno, Robbiate e i due Verderio hanno recepito il decreto Il grande pastrocchio: ecco le deroghe

MERATE(f. alf.) Quando Marco Molgora (nel tondo a destra), assessore provinciale all'ecologia, ieri mattina ha terminato di leggere le 11 pagine della delibera regionale per il piano anti-smog, ha fatto un balzo sulla sedia. Nessun accenno alla riclassificazione in un'area diversa dalla A1 per i Comuni di Montevecchia e Santa Maria Hoè. Ecco quindi che, diversamente da quanto assicurato dall'assessore regionale alla qualità dell'ambiente, Marco Pagnoncelli (nella foto più a destra), da lunedì anche per loro varranno le norme previste per tutti gli altri 210 Comuni della Lombardia. In giornata, Pagnoncelli ha però corretto il tiro. «Da parte nostra c'è l'impegno a sistemare le cose», ha chiarito. «Avremmo voluto farlo con un decreto dirigenziale. Non essendo possibile, verrà approvata una delibera entro le prossime due settimane». Tirano un sospiro di sollievo i sindaci dei due Comuni - comunque costretti per il momento ad adeguarsi - e anche lo stesso Molgora. Che però sottolinea come la Regione, in tutta questa faccenda, si sia mossa male e in ritardo. Lo prova il fatto che solo pochi sindaci dei Comuni interessati hanno emesso l'ordinanza con cui si recepisce la decisione regionale. «So per certo che l'hanno fatto Paderno, Robbiate e i due Verderio. Dagli altri non ho informazioni». Merate non ha adottato alcuna ordinanza. «Ho affidato l'incarico al comandante dei vigili che sta studiando la cosa. Non è che appena la Regione emette un decreto dobbiamo adeguarci. Ne emette tanti e sul nostro territorio ci sono realtà come l'ospedale e le case di riposo di cui dobbiamo tenere conto», ha dichiarato Giovanni Battista Albani. L'assessore provinciale denuncia anche il ritardo con cui «sono state inviate le note esplicative sul provvedimento» e «la presenza di numerose deroghe. Doveva esserci solo quella per gli ambulanti, sono diventate ben 22». Da parte sua, Pagnoncelli, ripetendo quando dichiarato dal presidente Roberto Formigoni, chiarisce che «i Comuni sono tenuti a fare l'ordinanza. Se non lo faranno, si assumeranno le loro responsabilità». Il presidente della Regione, riferendosi alla minacciata disobbedienza da parte dei territori del mantovano, ha parlato esplicitamente di omissioni di atti d'ufficio. Pagnoncelli ha comunque ricordato che saranno possibili deroghe «per chi deve recarsi all'ospedale e per chi deve sottoporsi a particolari cure mediche» ma anche se a bordo di un'automobile Euro 0 si viaggia in almeno tre. Libera circolazione, invece, su provinciali e statali all'interno dell'area omogenea.

Smog in ascesa nell'area di Bergamo

Smog in ascesa nell'area di Bergamo
Ci avviciniamo a grandi passi alla stagione fredda e la preoccupazione per l'inquinamento atmosferico si fa pressante. In Lombardia scatta da lunedì 15 ottobre il blocco del traffico per i mezzi più inquinanti e intanto crescono nell'aria i valori delle polveri sottili. Nell'area critica di Bergamo, secondo i dati dell'Arpa il valore limite di 50 microgrammi per metro cubo è già stato superato ampiamente. Sabato 13 ottobre le centraline di Bergamo, Filago, Osio Sotto e Calusco segnavano valori alti.

In particolare, Bergamo Meucci indicava 71 microgrammi per metro cubo, inferiore solo a Calusco, dove la centralina segnava 79. Meglio andava a Osio Sotto e a Filago Centro, che pure superavano il livello limite: rispettivamente 60 e 64 microgrammi per metro cubo.

Sunday, October 07, 2007

Il piano anti smog tira dritto, disagi per ottomila Fumata nera in Regione: nessuna deroga al blocco dei veicoli più inquinanti nel Meratese. Dal 15 o

Il piano anti smog tira dritto, disagi per ottomila Fumata nera in Regione: nessuna deroga al blocco dei veicoli più inquinanti nel Meratese. Dal 15 ottobre si inizia Molgora: «Gestione difficilissima». Albani disobbedisce e "spara": «Missaglia esclusa dall'area critica perché leghista?»


MERATE Nessuna proroga al piano anti smog della Regione Lombardia. Dal 15 ottobre ottomila meratesi dovranno tenere in garage altrettanti veicoli inquinanti per gran parte della giornata fino al 15 aprile 2008, festivi esclusi. Però la Regione ha praticamente deciso di escludere dalla zona critica A1 i Comuni di Montevecchia e Santa Maria Hoè. Una notizia positiva e una negativa, dunque, dalla riunione che ieri a Milano ha visto riuniti l'assessore regionale alla qualità dell'ambiente, Marco Pagnoncelli, e i presidenti e assessori all'ecologia di tutte le province lombarde. «Per quello che riguarda i due Comuni lecchesi - conferma Pagnoncelli - dovrebbe esserci stato un qualche errore. Aspettiamo i tecnici per dirlo. Ma se sarà così, ci sarà senz'altro una revisione». Niente da fare, invece, per la proroga. «Il 15 ottobre si parte. E questo - sottolinea Molgora - nonostante alla Regione sia stato fatto presente che i nostri comuni inseriti nella zona A1 non possono contare su una rete metropolitana e che quella dei trasporti pubblici è assolutamente inadeguata e legata soprattutto a quella scolastica». Secondo Molgora, nonostante tutti i problemi che l'attuazione del provvedimento regionale porterà «si parte perché così non si sarà più all'anno zero e soprattutto si potranno evitare le salatissime multe minacciate dalla Comunità europea». «La Regione ha ben chiara la situazione. Noi abbiamo inoltre fatto presente che i nostri Comuni hanno pochi agenti di polizia e che è impensabile che si mettano a controllare la classe dei veicoli». «In termini concreti - ha poi aggiunto - sappiamo benissimo che nessun Comune sarà in grado di fare i controlli». L'inserimento dei comuni meratesi nella zona omogenea A1, potrà ora essere sfruttata dagli stessi per ottenere dalla Regione finanziamenti. «A questo punto non ci resta che far valere le nostre posizioni ai vari tavoli», osserva Molgora, in modo da portare a casa «fondi per potenziare la rete dei trasporti pubblici». E la comunicazione ai cittadini? «A questo scopo, la Regione non ha previsto nulla. Dovremo fare qualcosa noi». Villa Locatelli dovrà mettere a punto un'ordinanza tipo che tutti i sindaci dei Comuni interessati dovranno firmare prima del 15 ottobre. Molgora ha poi riferito che il Pirellone «non intende ricorrere ai blocchi del traffico se non come misura estrema», ma che si sta già pensando ad una revisione delle aree. Fa invece la voce grossa Giovanni Battista Albani, primo cittadino di Villa Confalonieri. Evidentemente, il sindaco di Merate sperava davvero in una proroga. «Con questa decisione, l'assessore regionale ci penalizza. Si tratta di una decisione assurda nei confronti nei nostri cittadini e di tutto il nostro territorio. Mi chiedo come faranno ad adeguarsi i cittadini». Quanto ai controlli, Albani ha ribadito la sua scelta di disobbedire apertamente alle richieste regionali. «È difficile che mandi in giro i vigili a controllare il rispetto del divieto regionale. Ne parlerò con tutti gli altri, ma ribadisco che la scelta della Regione non mi piace. Perché Paderno d'Adda è stato inserito e invece Calusco d'Adda o Missaglia no? Forse perché in questi due territori c'è al governo la Lega Nord?». Fabrizio Alfano

Il Pirellone dovrebbe comunicare formalmente la decisione presa entro pochi giorni, la soddisfazione di Carla Brivio e Gilberto Tavola Montevecchia e Santa Maria Hoè a un passo dall'esclusione

MERATE (f. alf.) Non si erano neppure accorti di essere finiti in mezzo al vortice. E quando l'hanno scoperto leggendo i giornali, hanno iniziato la loro battaglia per cercare di abbandonare il più in fretta possibile la compagnia dei comuni inseriti nella zona critica A1 del piano anti smog della Regione Lombardia. Quella che, per intenderci, mette sullo stesso piano Merate e Milano. Per questo cantano vittoria Gilberto Tavola e Carla Brivio. Il rischio, d'altronde, è stato grosso. Il paese dominato dai boschi del San Genesio, e quello che si inerpica tra vigneti e rosmarino, inseriti tra quelli l'aria che si respira è prossima a quella di una camera a gas. I sindaci di Santa Maria Hoè e Montevecchia possono ben dire d'avere vinto la loro battaglia contro la Regione. A giorni, il Pirellone dovrebbe riconoscere l'errore. E, subito dopo, escluderli dalla zona omogenea A1, assegnando alle due realtà meratesi un'altra appartenenza. «Sono logicamente soddisfatto. La nostra lettera ha evidentemente fatto comprendere alla Regione che aveva commesso un errore macroscopico, anche se probabilmente in buona fede. Se ne prende atto, noi ne siamo contenti. In fondo, l'errore era sotto gli occhi di tutti». Nemmeno per un istante Tavola ha avuto dubbi sulla necessità di distinguere il suo territorio da quello degli altri comuni del Meratese. «Degli elementi comunicati dalla Regione, il territorio di Santa Maria non ne presentava nemmeno uno. Non ci sono arterie fortemente trafficate, grande inquinamento, industrie, né Santa Maria si trova ad una altezza sul livello del mare come indicato dal Pirellone, per non parlare dei trasporti pubblici. Per questo, quando siamo stati inseriti nella zona A1, nessuno di noi ha capito perché sia accaduto». Tira un sospiro di sollievo anche Carla Brivio, primo cittadino di Montevecchia. «La richiesta di esclusione era stata pensata e ponderata a fondo. Prima di avanzarla alla Regione l'avevamo condivisa con tutti gli altri sindaci e con la Provincia. Siamo contenti che le nostre istanze siano state accolte in Regione». «D'altra parte, avevamo già capito che si andava in questa direzione. Proprio in un'intervista rilasciata al vostro giornale, l'assessore Pagnoncelli aveva anticipato che, in caso di errore, ci sarebbe stata una rettifica». I sindaci del territorio hanno più volte espresso le loro opinioni in merito al blocco già nei giorni scorsi. Tutti hanno evidenziato la difficoltà di prevedere controlli a tappeto dei veicoli che transitano sul territorio comunale a causa dello scarso numero di uomini e mezzi a disposizione.

Friday, October 05, 2007

Ilaria Alpi: battaglie (finte) e inquinamenti veri

Ilaria Alpi: battaglie (finte) e inquinamenti veri





In questi giorni il "Governatore" Roberto Formigoni sta decantando i provvedimenti varati dalla Regione Lombardia per ridurre l`inquinamento dell`aria. In sintesi: limitazione della circolazione delle auto " Euro 0" e divieto di bruciare la legna nei caminetti. A nostro parere questi provvedimenti sono del tutto inutili e non servono in alcun modo a risolvere il problema dello smog: il numero delle auto circolanti sarà sempre lo stesso e l`apporto dei caminetti all`inquinamento è veramente minimo.
Ma nel frattempo è la stessa Regione Lombardia a decretare l`aumento dell`inquinamento, almeno nella zona dell`Erbese, a cavallo tra le province di Como e Lecco. Infatti nei prossimi giorni la Regione è intenzionata a rilasciare una nuova autorizzazione ambientale alla cementeria Holcim di Merone per bruciare più di 100 mila tonnellate all`anno di rifiuti pericolosi e non, concedendo una deroga ai limiti di legge previsti per gli inceneritori. In pratica la cementeria (che inquina come un ingorgo di decine di migliaia di auto) potrà contaminare l`aria fino a 4 volte più di quanto prevede la legge!
Formigoni con una mano spegne i caminetti e le Euro 0, e con l`altra mano autorizza l`incenerimento di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici in un cementificio ubicato in una delle aree più inquinate della Lombardia. Nel caso l`autorizzazione venisse rilasciata, abbiamo già pronta una denucia per omissione d`atti d`ufficio contro la Regione.



Roberto Fumagalli,
presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Uno spiraglio per Santa Maria e Montevecchia

Uno spiraglio per Santa Maria e Montevecchia
forse fuori dall’area omogenea. Ma per il 2008
il ``cerchio`` si allarga






Santa Maria Hoè e Montevecchia potrebbero essere graziate dall’inserimento nell’area omogenea di Milano. La decisione spetta al Pirellone ma, a seguito dell’incontro avuto nella giornata di oggi a nome dei sindaci del meratese, l’assessore Marco Molgora si è detto sostanzialmente fiducioso e ha parlato di una “cauta apertura”. L’esclusione dei due comuni dall’area A1 era stata una richiesta avanzata nella missiva inviata la scorsa settimana, viste le caratteristiche morfologiche per altitudine e conformazione urbanistica differenti rispetto alle altre realtà. Sembrerebbe, dunque, e il condizionale resta d’obbligo, che nei prossimi giorni, quando ci sarà l’approvazione definitiva della legge ci possa essere una modifica con il depennamento dei due comuni. Per quest’anno, poi, non sono previste altre modifiche. “La regione ha preso atto che per quanto riguarda i controlli” ha commentato l’assessore Marco Molgora “quest’anno ci sarà una sostanziale difficoltà per i comuni a causa della mancanza di agenti di polizia locale. L’intenzione comunque è quella di partire ora per poi essere pronti il prossimo anno ad agire”. Una delle richieste recepite dalla Regione, avanzate dall’assessore Molgora, è quella di predisporre un’ordinanza uguale per tutti da inviare ai comuni per la data del 15 ottobre, giorno di partenza delle misure restrittive, così da evitare confusioni o fraintendimenti. Mentre il vero “buco” rimane quello della comunicazione ai cittadini. “Non è stato previsto un intervento capillare, se non la pubblicazione su giornali, concessionari e Aci per quanto riguarda gli incentivi. È necessario invece fornire ai comuni un messaggio da distribuire ai cittadini così da renderli consapevoli di quanto si andrà ad applicare”. Fra i punti “positivi” di accordo, invece, ci sarà l’apertura di un confronto serio con tutti gli altri assessorati interessati indirettamente dall’entrata in vigore di questa normativa sugli incentivi per il trasporto pubblico, le ferrovie, gli impianti di riscaldamento. “Proprio perché è difficile dire che da Merate a Lecco ci siano grandi differenze, mentre invece si parla proprio di una omogeneità fra le zone padane, con tutta probabilità dall’anno prossimo i comuni inglobati nell’area A1 andranno ad aumentare. Non ci certo a diminuire”.

Friday, September 28, 2007

Zona critica 1: chiesta alla Regione una proroga del blocco di Euro 0-1

Zona critica 1: chiesta alla Regione
una proroga del blocco di Euro 0-1 e in
caso di stop al traffico, la chiusura delle ``Strade Provinciali``







Dando seguito a quanto concordato nel corso dell’assemblea “allargata” dei sindaci di Agenda 21, il gruppo di lavoro ha predisposto la lettera da inviare in Regione. Come si ricorderà con proprio provvedimento non concordato con le Amministrazioni locali interessate, la Regione ha inserito nella Zona 1, l’area omogenea di Milano, gran parte dei comuni del meratese. Questo significa, tra l’altro, che l’eventuale blocco del traffico interesserà anche tutta la Brianza, ma non le strade provinciali – peraltro le più trafficate – e che dal 14 ottobre al 15 aprile le auto e le moto “Euro O” e “Euro 1” non potranno più circolare. Ma di questa situazione ben pochi cittadini sono al corrente mentre si stima che i veicoli interessati siano il 10-12% del totale in circolazione in Lombardia. E quindi anche in Brianza. I sindaci hanno pertanto chiesto il rinvio del provvedimento, l’esclusione dall’area di Montevecchia e Santa Maria Hoè e una serie di altre misure atte a contenere il tasso di inquinamento dell’aria ma che abbiano un impatto meno pesante sulla popolazione. Ecco il testo integrale della lettera inviata in Regione dal gruppo di lavoro coordinato dall’assessore provinciale all’Ecologia Marco Molgora


Comuni Area Meratese

Prot. n. Lecco,

All’Assessore alla Qualità dell’Ambiente
della Regione Lombardia
Arch. Lionello Marco Pagnoncelli
Via Pola n. 14
20124 Milano



DOCUMENTO INERENTE “Provvedimenti per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell`ambiente” DETERMINATI DALLA REGIONE LOMBARDIA.

La Regione Lombardia ha emanato una serie di disposizioni atte a contrastare la situazione di inquinamento atmosferico, che coinvolge gran parte della Pianura Padana.

Tra queste se ne evidenziano alcune che impattano pesantemente sulla vita dei cittadini e sull’attività delle amministrazioni locali.

I Comuni meratesi e la Provincia di Lecco preoccupati per i rischi relativi alla salute dei cittadini e per le ricadute negative sull’ambiente, hanno sottoscritto nel 2005 un documento di intenti per combattere tale situazione di criticità.

Ribadendo gli impegni in esso assunti e convinti di avere il dovere di garantire il sostegno ad azioni positive e di tutelare le condizioni di vita dei cittadini, ritengono opportuno sottoporre alla Regione Lombardia alcune riflessioni ed alcune osservazioni dettate da spirito di collaborazione e volontà di azione comune.

• Suddivisione del territorio regionale in zone e agglomerati per l`attuazione delle misure finalizzate al conseguimento degli obiettivi di qualità dell`aria:

Si auspica che la Regione Lombardia pervenga ad una classificazione omogenea di un’area vasta comprendente l’intera zona di pianura e la fascia pedemontana.
Nel caso di mantenimento dell’attuale zonizzazione si chiede comunque di limitare i confini dell’attuale area A1 ai comuni di pianura escludendo pertanto i comuni di Montevecchia e Santa Maria Hoè, aventi caratteristiche territoriali difformi per altitudine e configurazione urbanistica dalle altre realtà comunali inseriti.

• Piano d`azione per il periodo 15 ottobre 2007 - 15 aprile 2008.
Misure e provvedimenti relativi alla circolazione veicolare:

In relazione al divieto di circolazione in area A1 per il periodo ottobre 2007 – aprile 2008 di automezzi aventi caratteristiche
• autoveicoli ad accensione comandata (benzina) non omologati ai sensi della direttiva 91/441/CEE e successive direttive, non adibiti a servizio pubblico (veicoli detti “pre-Euro 1” a benzina);
• autoveicoli ad accensione spontanea (diesel) non omologati ai sensi della direttiva 91/542/CEE, , punto 6.2.1.B oppure non omologati ai sensi della direttiva 94/12/CEE e successive direttive, non adibiti a servizio pubblico, (veicoli detti “pre-Euro 1” e””Euro 1” diesel);
motoveicoli e ciclomotori a 2 tempi non omologati ai sensi della direttiva 97/24/CEE, capitolo 5 e successive direttive, non adibiti a servizio pubblico (veicoli detti “pre-Euro 1 a due tempi”)

si rilevano le seguenti criticità:

- tempi eccessivamente ristretti per consentire ai residenti ed ai lavoratori ivi esistenti l’adeguamento dei mezzi o la loro sostituzione;

- disponibilità economica eccessivamente ridotta rispetto alle promesse ed all’effettivo fabbisogno;

- soglia di reddito I.S.E.E. eccessivamente bassa e tale da escludere buona parte dei cittadini;

- inadeguatezza della comunicazione e assenza di una campagna univoca e di chiare indicazioni;

- difficoltà per gli Enti Locali tramite la Polizia Locale a garantire un reale ed efficace controllo del rispetto delle limitazioni;

- carenza di alternative all’uso del mezzo privato a causa della limitata ed insufficiente estensione del Trasporto Pubblico Locale e della mancanza di un biglietto unico integrato tra i vari mezzi.

Si propone pertanto una verifica dei tempi ed un eventuale slittamento dell’inizio delle limitazioni.

• Ritenendo il blocco del traffico una misura poco efficace si chiede di verificare l’opportunità di azioni strutturali alternative che inducano un cambiamento dei comportamenti stabilizzato e radicato, quali l’introduzione delle targhe alterne.

In caso di conferma dei blocchi si ritiene opportuno inserire anche la viabilità provinciale e statale tra le arterie inibite. In particolare è auspicabile il blocco anche di tali strade sovracomunali in caso di perdurante sforamento dei valori di soglia di inquinanti.

A tale proposito si chiede la disponibilità a concordare con gli Enti gestori l’identificazione di una rete essenziale e limitata di arterie percorribili.

• Piano d`azione per il periodo 15 ottobre 2007 - 15 aprile 2008. Misure e provvedimenti per il contenimento dell’inquinamento da combustione di biomasse legnose:

Si sottolinea l’azione di controllo attuata in quest’anni dalla Provincia di Lecco e si ritiene opportuno confermare ed ampliare tale azione.

Si evidenzia l’oggettiva difficoltà ad estendere tale azione agli impianti a biomassa legnosa in assenza di procedure codificate.

- si evidenzia l’opportunità che un solo ente operi sul territorio, evitando sovrapposizioni di altre agenzie che indurrebbero confusione;

- si segnala il grave rischio per la sicurezza degli anziani e delle categorie deboli a fronte di controlli estemporanei che potrebbero essere utilizzati da truffatori in cerca di pretesti per introdursi nelle abitazioni.

Iniziative e proposte

Dal punto di vista delle azioni positive e concrete risulta evidente la necessità di prevedere una dotazione economica certa, adeguata e significativa.

In particolare si chiedono garanzie in merito alla destinazione prioritaria per le zone A1 e di fondi destinati a:

- estensione del Trasporto Pubblico Locale, oggi assolutamente inadeguato come
alternativa stabile al mezzo privato;
- ampliamento della rete di percorsi ciclabili intercomunali, già significativa nell’area
ma necessitante di ulteriore estensione verso i punti attrattori e le stazioni ferroviarie;
- realizzazione del servizio di bici-sharing in corso di progettazione;
- istituzione del servizio di car-sharing e car-pooling;
- sostituzione degli impianti termici inadeguati con impianti ad alto rendimento, come
già sperimentato con successo dalla Provincia di Lecco;
- installazione di pannelli solari termici, sia sugli edifici pubblici che sulle residenze
private.

Infine si evidenzia la preoccupazione per le incertezze che caratterizzano il futuro della linea ferroviaria Bergamo-Carnate-Monza-Milano e della linea Lecco-Carnate-Monza-Milano, ormai completamente a doppio binario e già utilizzata come asse portante del Trasporto Pubblico Locale della Provincia di Lecco, ma ancora priva di un piano degli orari adeguato allo sfruttamento della reale potenzialità e del suo utilizzo come prolungamento della rete della Metropolitana di Milano.

Alla luce di quanto sopra indicato, e confermando la volontà di una leale collaborazione, i sottoscrittori di questo documento chiedono un incontro urgente con l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Lombardia dottor Marco Pagnoncelli e con la struttura tecnica dell’Assessorato, per avviare un percorso di confronto e di elaborazione di nuove proposte.



Marco Molgora Assessore all’Ambiente
ed Ecologia della Provincia di Lecco



Firmato

Moreno Luigi Fabbroni
Sindaco del Comune di AIRUNO

Stefano Motta
Sindaco del Comune di BRIVIO

Gilberto Fumagalli
Sindaco del Comune di CALCO

Sergio Bagnato
Sindaco del Comune di CERNUSCO LOMBARDONE

Giovanni Ghislandi
Sindaco del Comune di IMBERSAGO

Gianfranco Castelli
Sindaco del Comune di LOMAGNA

Giovanni Battista Albani
Sindaco del Comune di MERATE

Carla Brivio
Sindaco del Comune di MONTEVECCHIA

Alessandro Brambilla
Sindaco del Comune di OLGIATE MOLGORA

Paolo Strina
Sindaco del Comune di OSNAGO

Valter Motta
Sindaco del Comune di PADERNO D’ADDA

Alessandro Salvioni
Sindaco del Comune di ROBBIATE

Gilberto Tavola
Sindaco del Comune di SANTA MARIA HOE’

Marina Alda Pezzolla
Sindaco del Comune di VERDERIO INFERIORE

Beniamino Colnaghi
Sindaco del Comune di VERDERIO SUPERIORE

merate Se Albani disobbedisce alla Regione, gli altri sindaci intendono «resistere». Il 4 ottobre incontro in Regione Piano anti smog, i sindaci non m

Merate

Se Albani disobbedisce alla Regione, gli altri sindaci intendono «resistere». Il 4 ottobre incontro in Regione Piano anti smog, i sindaci non mobiliteranno i vigili urbani

MERATE

Una resistenza passiva alle decisioni regionali. È quella che si apprestano ad attuare i sindaci dei quindici Comuni meratesi inseriti dalla Regione Lombardia nell'area omogenea A1.
Anche se la «disobbedienza» del sindaco di Merate, Giovanni Battista Albani, non sarà seguita dai colleghi, nei fatti il risultato sarà identico.
I primi cittadini hanno infatti spiegato che gli agenti della polizia locale continueranno a svolgere le funzioni di sempre. «Nel momento in cui la Regione emanerà l'ordinanza di blocco per gli Euro 0 e gli Euro 1 dal 15 ottobre al 15 aprile - ha spiegato l'assessore provinciale all'ecologia, Marco Molgora - quella non sarà l'unica legge in vigore.
Quindi, o chiediamo alla polizia di effettuare tutta una serie di controlli già in vigore, oppure ci rassegniamo ad accettare che a tale compito dedichi il tempo che ha a disposizione». Paolo Strina, sindaco di Osnago, sottolinea che «anche se le norme ci sono, l'applicazione può essere più o meno stringente. È come per i limiti di velocità: si può essere più o meno rigidi.
Noi sindaci cercheremo di badare più alla sostanza che alla forma.
È impensabile che i vigili, con tutto quello che hanno da fare, vadano a controllare i camini nelle case o la classe di appartenenza delle auto».
«A Santa Maria Hoè - obietta il primo cittadino Gilberto Tavola - abbiamo un solo vigile. Figuriamoci se può mettersi a controllare le auto».
Non parla di «disobbedienza» ma piuttosto della «impossibilità di attuare le nuove disposizioni» il sindaco di Cernusco, Sergio Bagnato. «Se le cose rimarranno come sono, mi adeguerei, ma certo dai miei vigili non pretenderei l'impossibile. Bisogna che la Regione Lombardia riveda quanto deciso e intervenga dove serve». «Non si deve parlare di disobbedienza - sostiene Alessandro Brambilla, sindaco di Olgiate Molgora - perché prima di tutto occorre capire se c'è la capacità di controllo. I nostri paesi non hanno la capacità di servizi di trasporto alternativi offerti dalla città. Di conseguenza, le scelte devono essere diverse». Brambilla ritiene che l'intera area meratese andrebbe inserita in «area A2, che offre comunque possibilità di controllo, ma che impone norme meno rigide dell'area A1». E quindi propone una «resistenza passiva» alle decisioni regionali.
Rifiuta la «disobbedienza civile» proposta da Albani, ma afferma di avere «piena fiducia nei risultati che si potranno ottenere con la lettera inviata in Regione» parlando di «ingestibilità del provvedimento» voluto dal Pirellone Stefano Motta, sindaco di Brivio. «Proprio perché nell'immediato la situazione è ingestibile, sono convinto che alla fine ci sarà una proroga. A quel punto, con la proroga vigente, faremo incontro e cercheremo di risolvere situazione. Nel provvedimento regionale ci sono infatti incongruenze difficilmente spiegabili se non come errore». Il 4 ottobre, l'assessore regionale alla qualità dell'ambiente Marco Pagnoncelli incontrerà infatti le province lombarde per trattare il delicato argomento.
Fabrizio Alfano

Wednesday, September 26, 2007

Piano anti inquinamento, Albani sfida la Regione Il sindaco di Merate: «Inevitabile la proroga del blocco dei veicoli inquinanti Altrimenti i controll

Piano anti inquinamento, Albani sfida la Regione Il sindaco di Merate: «Inevitabile la proroga del blocco dei veicoli inquinanti Altrimenti i controlli li facciano gli agenti di Villa Locatelli o del Pirellone»

MERATE Pronto a «derogare l'ordinanza regionale» che vieta la circolazione dei veicoli Euro 0 e diesel Euro 1 sul territorio di Merate se il Pirellone non accetterà di rinviare l'entrata in vigore del provvedimento anti inquinamento e non offrirà collaborazione ai quindici comuni meratesi compresi nell'area omogenea A1. Giovanni Battista Albani, sindaco di Merate, annuncia di essere disposto a «disobbedire» se non ci sarà collaborazione. «La Regione fa un'ordinanza, ma anche noi sindaci dobbiamo farne una a nostra volta per vietare il passaggio di certi veicoli sul territorio comunale. In questo momento, stiamo chiedendo alla Regione chiarimenti e informazioni. Se da parte dell'assessore regionale alla qualità dell'ambiente Marco Pagnoncelli tali risposte arriveranno, se saremo ricevuti e ascoltati, allora potremo decidere di agire in un certo modo. Altrimenti, noi sindaci potremmo anche scegliere di non emettere provvedimenti o di derogare i nostri cittadini sul rispetto dell'ordinanza regionale che blocca gli Euro 0 e i veicoli diesel Euro 1». La paventata «disubbidienza» del primo cittadino di Villa Confalonieri potrebbe aprire la strada ad analoghe iniziative da parte di tutti gli altri colleghi sindaci. Che non hanno mai fatto mistero di giudicare incongruenti le decisioni regionali. A partire dal fatto che i territori di Montevecchia e Santa Maria Hoè, per dirne una, per quanto riguarda l'inquinamento sono stati messi sullo stesso piano di Merate e Cernusco. «Calusco - osserva Albani - che si trova dopo Paderno d'Adda comune inserito dalla Regione Lombardia nella zona A1, pur ospitando la cementeria è stato classificato diversamente. E nessuno pare avere tenuto conto che sopra i nostri territori volano tutti gli aerei che dall'aeroporto di Orio al Serio vanno verso il Nord Europa e chissà quante polveri sottili producono». Albani solleva tante questioni. A cominciare dai controlli. Chi verificherà il rispetto del divieto di circolazione per i veicoli più vecchi e inquinanti dal 15 ottobre al 15 aprile? «I vigili urbani sono già impegnati a fare molte altre cose. Il prefetto chiede il loro aiuto per motivi di sicurezza, se ci sono incidenti devono intervenire, devono occuparsi della scuola e della sicurezza dei bambini, ma anche garantire quella delle manifestazioni. Non possono sdoppiarsi. Se con la Regione ci fosse un accordo, potremmo anche collaborare. In caso contrario, se intendono controllare il rispetto del divieto, mandino le guardie provinciali o quelle regionali». Passando poi per il rinnovo del parco macchine. «Una persona anziana e che vive con la pensione, oggi magari circola con un'automobile vecchia. Come si può pensare che cambi auto. Dove trova i soldi necessari?». Per finire con le difficoltà interpretative di un divieto che rischia di causare problemi soprattutto a coloro che vivono nelle zona considerate più inquinate. A Merate, poi, ha sede l'ospedale del territorio, il secondo per importanza della Provincia di Lecco. Che accadrebbe se un cittadino di Colle Brianza piuttosto che di Calusco d'Adda oppure di Oggiono decidesse di recarsi al San Leopoldo Mandic con un veicolo immatricolato una quindicina di anni fa e oggi giudicato inquinante?

Fabrizio Alfano

Friday, September 21, 2007

Paderno: il ponte San Michele

Paderno: il ponte San Michele, monumento
nazionale di ingegneria e di arte,
``ostaggio`` della ruggine e dell`incuria


Alla fine del 1800 la sua concezione "avvenieristica" e la maestosità avevano destato clamore in tutto il mondo. Oggi a distanza di poco più di un secolo questo monumento, connubio d`arte e di ingegneria, palco sublime da cui ammirare le bellezze dell`Adda, è abbandonato a se stesso. I pendolari fra le province di Bergamo e Milano lo cavalcano ormai indifferenti dell`incuria, le istituzioni (comuni, province, ferrovie) si passano la patata bollente, gli artisti ne ammirano da lontano le doti e la "grandeur".




Ma allo sguardo di chi non vuole perdere un gioiello, il San Michele appare come i tanti monumenti delle metropoli mangiati dallo smog. Solo che qui non c`è il manto nero a ricoprire le sue pareti: qui a farla da padrone sono la ruggine, i rovi e le sterpaglie e i resti degli auguri di nozze lasciati pendere dalla sua enorme arcata.





Ma raccontiamo, con l`aiuto anche del video, posto in calce, la passeggiata da una sponda all`altra dell`Adda. Al semaforo nei pressi del "Bel Sit" ci accolgono una serie di cartelli colorati fosforescenti, incollati su tavole di cartone o compensato, che annunciano feste e sagre di paese. Scotch e spago li sorreggono al pilone del semaforo o alla ringhiera arrugginita e in parte demolita che sovrasta la ferrovia.





L`imbocco del San Michele, opera maestosa costruita dalle Officine Nazionali di Savigliano fra il 1887 e il 1889, paragonabile alla tour Eiffel e al grande ponte sul Douero,è vergognoso. I cartelli direzionali sono mangiati dalla ruggine e dall`usura del tempo, in parte avvolti e oscurati dalla rete in plastica arancione dei lavori in corso.





Una copertura, che avrebbe dovuto essere "temporanea" per tappare la falla venutasi a creare fra le maglie in ferro del parapetto dopo l`impatto o la manovra errata di qualche mezzo.




Poco distante rovi, erbacce e sterpaglie avvolgono crudelmente l`altro tratto di ringhiera che corre dal Mulino al ponte, segno di un abbandono e di un totale disinteresse. Più che salire su una delle "meraviglie in ferro", come era stata definita anni fa, si ha l`impressione di imbarcarsi verso l`Ade. Il pilone che impedisce il transito di mezzi di una certa portata è appena stato ricollocato, dopo che un camion l`aveva brutalmente divelto.




L`asfalto è tappezzato qua e là da continui rattoppi e sconnesso in più punti, specie in corrispondenza del camminamento a piedi. A far girare la testa, più che l`altezza di oltre ottanta metri sopra il fiume Adda, è il guard rail, ormai ridotto a un "ondulato" in ferro arrugginito e ammaccato un po` ovunque.



Prima di incontrare la bellezza e la suggestione delle chiuse e il rombo dell`acqua a valle, la ringhiera in ferro completamente arrugginita taglia lo sguardo e riesce anche ad abbruttire la vista. Proseguendo verso la linea di confine con la Provincia di Bergamo si incontrano lattine, cartacce, pezzi di drappo abbandonati lungo la carreggiata, resti di qualche incivile ma anche di comitive che hanno voluto "segnalare" il passaggio degli amici sposi.





Ci mancava poi la "chicca" dei lucchetti alla "ponte Milvio" per toccare il fondo. A questi si aggiungano i ganci abbandonati sulla ringhiera di vecchie segnalazioni stradali e i paletti di sostegno del guard rail ammaccati e anche divelti. Una desolazione.




E pensare che il progetto destò, ai tempo, l`ammirazione di tutta l`Europa finendo presto sui trattati di ingegneria civile e annoverato nel rango dei maggiori ponti ad arco del mondo assieme a quelli sul Mississippi, sul Douero, sulla Truyère, sullo Schwarzwasser.





Eleganza nelle proporzioni, accuratezza del progetto, realizzazione perfetta: queste alcune fra le principali caratteristiche. Oggi a farla da padrone sono l`incuria, la ruggine, rovi: però, ne ha fatta di strada il San Michele.


Saba Viscardi





















LA PASSEGGIATA LUNGO IL SAN MICHELE - IL VIDEO -


C`è scempio e scempio





A proposito del ponte di Paderno, come sempre si guarda la pagliuzza ma non si vede la trave conficcata nell`occhio: non vi siete accorti dalla fotografia , la prima, che scempio irreversibile ha provocato quel "bellissimo" sfondo del cementificio Italcementi che sembra Cape Canaveral ( ora Kennedy)? A tutto il resto si può rimediare non certamente allo sfondo. Di questo chi dobbiamo ringraziare? I sindaci locali? le amministrazioni provinciali e regionali? Le organizzazioni sindacali che altrimenti si perdevano posti di lavoro? Svegliamoci e vediamo di ragionare con la nostra testa sui benefici di infrastrutture che vanno solo a riempire le tasche dei soliti "benefattori della società" Mi piacerebbe lanciare un concorso sugli scempi nel nostro territorio, senza allargarci troppo, solo la nostra provincia, che ne dite?


Saluti


PIERO DELLA FRANCESCA



Si è accorto che il servizio aveva un "taglio" diverso dalla semplice caccia agli scempi?

ITALCEMENTI GROUP INVESTOR DAY

Giovedì 20 Settembre 2007

NEL CENTRO RICERCA DI GUERVILLE IL PRIMO “ITALCEMENTI GROUP INVESTOR DAY” CARLO PESENTI: PUNTIAMO A NUOVE ACQUISIZIONI NEI PAESI EMERGENTI JOINT VENTURE IN ARABIA SAUDITA NEL SETTORE DEL CALCESTRUZZO

Bergamo, 20 settembre 2007 – “La crescita organica del Gruppo Italcementi sarà focalizzata sul continuo aggiornamento tecnologico-ambientale e sul potenziamento del sistema industriale, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli emergenti. La crescita per vie esterne verrà perseguita attraverso acquisizioni di media taglia soprattutto nei Paesi emergenti ad alto tasso di crescita e, ove possibile, in collaborazione con partner locali al fine di accelerare i nostri processi di integrazione e ridurre i rischi Paese. L’attenzione al tema dell’innovazione permetterà poi di offrire nei diversi mercati non solo nuovi prodotti e nuovi servizi, ma anche più moderni modelli di management. Il recente ingresso nel Dow Jones Sustainability World Index conferma anche la centralità del tema dello Sviluppo sostenibile nella strategia del Gruppo. Vogliamo inoltre rafforzare il processo di verticalizzazione del Gruppo accentuando la nostra presenza nel settore del calcestruzzo e inerti”. E’ quanto ha sottolineato il Consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, nel corso del primo ‘Italcementi Investor Day’ che il 14 settembre ha riunito presso il centro ricerche del Gruppo di Guerville (Parigi) analisti finanziari e investitori internazionali. In questo contesto, nel corso dell’incontro, è stata annunciata la costituzione con Arabian Cement Company - nell’ambito degli accordi di collaborazione già esistenti - di Arabian Ready Mix Company, joint venture paritetica nel settore del calcestruzzo. Il primo impianto, che sarà realizzato in prossimità della città di Jeddah e potrà contare sulla forte domanda generata dalla realizzazione della nuova King Abdullah City, una delle sei nuove città previste dal programma statale nell’ambito di un piano urbanistico destinato a generare nuovo sviluppo economico del Paese. La capacità del nuovo impianto, la cui entrata in funzione è prevista per il prossimo marzo 2008, sarà di un milione di metri cubi di calcestruzzo all’anno. I progetti di sviluppo di Armc prevedono una veloce estensione dell’attività nell’area occidentale del Regno, coinvolgendo nei prossimi 3 anni le aree di Jeddah, Mecca, Taif, Yanbu e Medina. Gli investimenti complessivi nel settore ammonteranno a circa 125 milioni di Riyals sauditi (circa 25 milioni di euro). .

Wednesday, September 19, 2007

Italcementi, per Jp Morgan vale 22,4 euro

Italcementi, per Jp Morgan vale 22,4 euro
di Sarah Piglia
18-09-07



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Secondo gli esperti di Jp Morgan, eventuali investimenti in Italcementi sarebbero "sensati", anche se gli analisti si domandano se la società sia sufficientemente aggressiva, specialmente sul terreno delle acquisizioni. Il giudizio resta "Hold".


La società
Il gruppo Italcementi è tra i primi produttori di cemento a livello mondiale, il principale operatore nel bacino del Mediterraneo, quinto produttore mondiale di cemento.
L'attività del gruppo è focalizzata sul cemento, che si integra con la produzione di calcestruzzo e inerti.
L'azienda è stata fondata nel 1864 e al 1927 svolge le proprie attività con il nome di Italcementi Spa. In Italia la società si è sviluppata grazie ad un attento piano di investimenti ed incorporazioni di altre aziende cementiere raggiungendo rapidamente una forte posizione sul mercato, fino a diventare il primo produttore di cemento del paese.
A partire dalla seconda metà degli anni 90 il gruppo ha rilanciato il processo di diversificazione geografica attraverso una serie di acquisizioni in Paesi emergenti come Bulgaria, Marocco, Kazakhstan, Tailandia, India oltre a operazioni condotte in Nord America.

I conti del primo semestre
Conti dei primi sei mesi 2007. I ricavi sono stati pari a 3,07 miliardi di euro e in crescita del 5,6% rispetto al 1° semestre 2006. Il margine operativo lordo si è attestato a 720 milioni di euro e ha registrato una leggera flessione (-1,7%) rispetto allo stesso periodo di un anno fa mentre il risultato operativo ha subito un calo del 5,1% a 508 milioni di euro. Il risultato del semestre ha registrato, dopo le imposte, una flessione del 7,6% attestandosi a 313,7 milioni di euro (339,7 milioni di euro nel 1° semestre 2006). Infine al 30 giugno 2007 l'indebitamento finanziario netto è stato pari a 2,3 miliardi di euro.

L'analisi di Jp Morgan
La società ha presentato il 14 settembre agli investitori i tre principali driver della crescita di lungo periodo di Italcementi:
· Crescita organica e efficienza industriale: la compagnia ha intenzione di aumentare la sua capacità produttiva a 17 milioni di tonnellate entro il 2012 e di integrare verticalmente anche la produzione di calcestruzzo.
· Aumento della presenza: la nuova strategia di Italcementi pone il focus su Asia, Medio Oriente e bacino del Mediterraneo.
· Innovazione: entro il 2012 i nuovi prodotti (non più vecchi di cinque anni) contribuiranno al 5% circa del fatturato.
La compagnia ha poi in programma di investire tra i 650 e i 700 milioni di euro l'anno per investimenti tra il 2008 e il 2012.
Secondo gli esperti di Jp Morgan, in un'analisi datata 17 settembre, eventuali investimenti in Italcementi sarebbero 'sensati', anche se gli analisti si domandano se la società sia sufficientemente aggressiva, specialmente sul terreno delle acquisizioni.
Negli ultimi anni, infatti, il colosso del cemento ha perso terreno rispetto ai suoi principali competitors, che si sono ampliati molto più velocemente in mercati emergenti e sono diventati maggiormente integrati verticalmente nei paesi sviluppati: a Jp Morgan pensano pure che ci sia la possibilità che Italcementi non sia più uno dei cinque player più grandi per il settore della produzione cementifera a livello internazionale. La cinese Anhui, per esempio, ha venduto più cemento di Italcementi sia nel 2005 e nel 2006 e l'egiziana Orascom sta facendo enormi passi avanti. Nonostante gli esperti ritengano che l'utile sia più importante della stazza, essere una grande compagnia permette alle società di sviluppare prodotti innovativi, che diventano di primaria importanza per la redditività di lungo termine. Gli analisti di Jp Morgan hanno confermato il rating 'neutral' (neutrale) con un prezzo obiettivo di 22,4 euro per azione.

Saturday, September 15, 2007

Italcementi: Pesenti, puntiamo a nuove acquisizioni nei Paesi emergenti

Italcementi: Pesenti, puntiamo a nuove acquisizioni nei Paesi emergenti

(Teleborsa) - Roma, 14 set - "La crescita organica del Gruppo Italcementi sarà focalizzata sul continuo aggiornamento tecnologico-ambientale e sul potenziamento del sistema industriale, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli emergenti. La crescita per vie esterne verrà perseguita attraverso acquisizioni di media taglia soprattutto nei Paesi emergenti ad alto tasso di crescita e, ove possibile, in collaborazione con partner locali al fine di accelerare i nostri processi di integrazione e ridurre i rischi Paese. L'attenzione al tema dell'innovazione permetterà poi di offrire nei diversi mercati non solo nuovi prodotti e nuovi servizi, ma anche più moderni modelli di management. Il recente ingresso nel Dow Jones Sustainability World Index conferma anche la centralità del tema dello Sviluppo sostenibile nella strategia del Gruppo.
Vogliamo inoltre rafforzare il processo di verticalizzazione del Gruppo accentuando la nostra presenza nel settore del calcestruzzo e inerti".
E' quanto ha sottolineato il Consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, nel corso del primo "Italcementi Investor Day" che ha riunito presso il centro ricerche del Gruppo di Guerville (Parigi) analisti finanziari e investitori internazionali.
In questo contesto, nel corso dell'incontro, è stata annunciata la costituzione con Arabian Cement Company - nell'ambito degli accordi di collaborazione già esistenti - di Arabian Ready Mix Company, joint venture paritetica nel settore del calcestruzzo.
Il primo impianto, che sarà realizzato in prossimità della città di Jeddah e potrà contare sulla forte domanda generata dalla realizzazione della nuova King Abdullah City, una delle sei nuove città previste dal programma statale nell'ambito di un piano urbanistico destinato a generare nuovo sviluppo economico del Paese.
La capacità del nuovo impianto, la cui entrata in funzione è prevista per il prossimo marzo 2008, sarà di un milione di metri cubi di calcestruzzo all'anno.
I progetti di sviluppo di ARMC prevedono una veloce estensione dell'attività nell'area occidentale del Regno, coinvolgendo nei prossimi 3 anni le aree di Jeddah, Mecca, Taif, Yanbu e Medina. Gli investimenti complessivi nel settore ammonteranno a circa 125 milioni di Riyals sauditi (circa 25 milioni di euro).
Con la sigla di questo accordo, e dopo le recenti operazioni condotte in Cina (acquisizione di Fuping Cement lo scorso giugno) e in Kuwait (dove ad agosto è stata rilevata la maggioranza di Hilal Cement) il network industriale del Gruppo Italcementi può ora contare su una presenza in 22 Paesi nel mondo.


14/09/2007 - 11:44

Friday, September 14, 2007

ITALCEMENTI: DAL 24/9 ENTRERA’ NEL DJ SUSTAI

: DAL 24/9 ENTRERA’ NEL DJ SUSTAINABILITY INDEX

(AGI) - Milano, 6 set. - Italcementi, dal prossimo 24 settembre, entrera’ a far parte del Dow Jones Sustainability World Index, l’indice mondiale per la responsabilita’ sociale dell’impresa che raccoglie le societa’ best performer su 2.500 aziende internazionali presenti negli indici Dow Jones Global, valutate secondo criteri economici, ambientali e sociali. Italcementi e’ attualmente l’unica societa’ del settore dei materiali da costruzione fra quelle italiane ammesse nel gotha della sostenibilita’. “Questo importante riconoscimento premia l’impegno che il Gruppo Italcementi ha avviato da tempo nelle politiche di sostenibilita’. Credo infatti che il successo nel nostro business – ha comentato Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi - dipenda dalla capacita’ di soddisfare le aspettative crescenti degli stakeholders in termini di creazione di valore, tutela dell’ambiente e di rispetto sociale. Penso sia fondamentale, sotto il profilo strategico, per un’impresa globale avere una visione del proprio sviluppo in termini di sostenibilità; i gruppi multinazionali hanno l’obbligo di consolidare nei paesi maturi, ma soprattutto di fertilizzare nel paesi emergenti, best practices economiche, etiche, sociale e ambientali”.
(AGI)
Red/Dan

Tuesday, September 11, 2007

"Manifesto" contro il rumore

"Manifesto" contro il rumore
"Sta uccidendo il pensiero"
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI



LONDRA


Il silenzio è d'oro, ammonisce il proverbio, ma allora è meglio non chiedersi di quale materia è composto il baccano in cui viviamo. Fate una prova, chiamate qualcuno nella stanza accanto: probabilmente non vi sentirà, e non per sua colpa. La colpa è della fitta coltre di rumore che ricopre tutto ciò che facciamo, diciamo, pensiamo.

Le sirene di ambulanze, polizia, pompieri; il ronzio di aerei, treni, automobili, motociclette; il trapano dei martelli pneumatici, il brontolio dei bulldozer, lo stantuffo di fabbriche e cantieri.

E poi i rumori provocati dai singoli: il televisore del vicino, lo stereo dei figli, il cinguettio irritante dei telefonini, il pianto disperato di un neonato in carrozzina. A proposito: l'esercito americano ha appena messo a punto un arsenale di "proiettili sonori". Sono registrazioni di bambini che piangono, sparate a 140 decibel. Un suono a 45 decibel, per intendersi, impedisce il sonno. Il rumore del traffico, sentito da un passante sul marciapiede, raggiunge i 70 decibel. A quota 85 decibel, si verifica un danno all'udito. A 120 decibel si sente un dolore acuto alle orecchie. Possiamo immaginarci cosa succede a 140.
La cacofonia di suoni che ci circonda, avvertono studi scientifici a regolari intervalli, mette in pericolo la nostra salute: è causa di aggressività, ipertensione, stress, disturbi cardiaci. Ma non sembra essere questa l'unica conseguenza nefasta del "noise pollution", l'inquinamento sonoro, come lo chiamano gli esperti internazionali: se l'uomo moderno non ritrova al più presto un po' di silenziosa quiete, rischierà di perdere, insieme all'udito, anche la consapevolezza di sé. In "Manifesto for silence" (Manifesto per il silenzio), un libro pubblicato in questi giorni in Gran Bretagna e anticipato ieri dal Financial Times, il professor Stuart Sim, docente di critica teorica alla University of Sunderland, sostiene infatti che il rumore è un elemento della guerra condotta dalle forze del progresso economico contro l'individuo. Religione, filosofia, arte, letteratura, musica, - secondo la sua tesi - dimostrano che il silenzio non contraddistingue l'assenza di qualcosa, bensì rappresenta un bene di importanza cruciale per la nostra civiltà: è il fiume in cui naviga il pensiero umano. Un fiume che ora rischia di prosciugarsi del tutto.

Cantieri che lavorano 24 ore su 24, come a Shanghai, a Mosca e a New York, sempre più automobili ed aerei, sempre più gente con sempre più telefonini accesi, creano un rumore di fondo - scrive l'autore - che demolisce gradualmente la capacità umana di ragionare, esprimersi, esistere: "Cogito, ergo sum", non si può pensare in un fracasso spaventoso. Ed ecco allora questo "manifesto per il silenzio", l'invito a insorgere in difesa della quiete, citando la tradizione religiosa di buddisti, quaccheri, monaci trappisti, per i quali il silenzio rappresenta la forma più assoluta di coscienza, ma citando pure la scrittrice americana Susan Sontag ("il silenzio è una forma di discorso") e il compositore John Cage ("non esiste silenzio che non sia carico di suono"). Naturalmente non bisogna esagerare col silenzio, anche perché può essere equivocato: non dire niente, talvolta, significa soltanto non avere niente da dire. "Ma non è forse vero che tutti i momenti più belli ci lasciano senza parole?", domandava uno che di silenzio se ne intende, il grande mimo francese Marcel Marceau.

Dunque cerchiamo di stare, almeno ogni tanto, col cellulare spento, lontani dal traffico e con la bocca chiusa. Magari riusciremo a sentire noi stessi, come l'astronauta di Odissea nello spazio, chiuso in una capsula sperduta nel buio cosmico, quasi assordato dal proprio respiro: l'unico rumore percepibile nell'universo, il misterioso soffio della vita.

(11 settembre 2007)

Saturday, August 18, 2007

Calusco, stop alle auto in centro paese

Calusco, stop alle auto in centro paese
Stop al traffico di passaggio, durante le ore di punta, nelle vie interne di Calusco, strade usate soprattutto dagli automobilisti per evitare le code e i semafori sulla provinciale di via Marconi. Così prescrive l’ordinanza emessa dall’assessore alla Viabilità Massimo Cocchi, entrata in vigore il 1° agosto ma che verrà fatta rispettare solo da lunedì, dopo l’installazione dell’apposita segnaletica.

«Vogliamo salvaguardare la zona nord dai veicoli che, invece di percorrere la provinciale di via Marconi, per evitare le code e i semafori, attraversano le vie interne – spiega l’assessore alla Viabilità –. È un comportamento che vogliamo eliminare. Il problema lo conoscevamo già perché l’anno scorso si era formato un comitato per la salvaguardia di via Montegrappa; appena eletti, nel maggio scorso, gli abitanti delle località di Luprita, Montello e Vanzone avevano sollecitato un intervento per eliminare il problema. Con l’ausilio dell’ufficio tecnico e della vigilanza, è stato fatto un controllo, sono stati analizzati i flussi di traffico ed è emersa una situazione ormai insostenibile. Da qui è stata decisa l’ordinanza che prende in considerazione il traffico con direzione il ponte San Michele e viceversa; traffico che negli orari di punta si riversa lungo le strade laterali, creando situazioni di pericolo. Perché le vie sono strette e ci sono numerosi accessi carrali delle abitazioni private».

Le strade interessate dall’ordinanza che i non residenti non potranno più percorrere, perché riporteranno il divieto di accesso sono via Delle Valli, largo San Giovanni, viale Risorgimento, via Santa Casa di Loreto, via Monte Grappa e via Montello. Gli orari di divieto andranno dalle 6,30 alle 8,30 e dalle 17,30 alle 19,30 per il viale Risorgimento; dalle 6,30 alle 8,30 per via Montello, largo San Giovanni, via Monte Grappa e via Santa Casa di Loreto; dalle 17,30 alle 19,30 in via delle Valli con accesso da via Vittorio Emanuele.

Sunday, August 05, 2007

Italcementi, il clima incide sul calo degli utili

Italcementi, il clima incide sul calo degli utili


Il gruppo Italcementi ha archiviato il primo semestre con un utile netto di 313,7 milioni di euro, in calo del 7,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono ammontati a 3,073 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto a quanto fatturato nei primi sei mesi del 2006. Il margine operativo lordo si è attestato a 720 milioni di euro (-1,7%), mentre il risultato operativo è stato di 508 milioni (-5,1%).

L'indebitamento finanziario netto a fine semestre era pari a 2,337 miliardi, in aumento di 126,7 milioni rispetto a quanto segnato a fine 2006 e dopo investimenti industriali per e finanziari per 397 milioni. Il patrimonio netto totale è pari a 4,79 miliardi, in crescita di circa 130 milioni rispetto al 31 dicembre dello scorso anno. La capogruppo Italcementi ha registrato nel semestre ricavi per 532,7 milioni, in linea con il risultato conseguito nello stesso periodo del 2006, mentre il risultato netto è stato di 50,3 milioni (-13,5%). Per il 2007 resta l'ambizioso obiettivo di conseguire risultati operativi in linea con quelli molto positivi del 2006.

«Il gruppo - ha spiegato Italcemente in una nota - dopo un eccellente primo trimestre che aveva beneficiato di favorevoli e inusuali condizioni climatiche nella maggior parte dei paesi in cui opera, ad eccezione del Nord America, è stato penalizzato nel secondo trimestre da un rallentamento dei volumi di vendita in alcuni Paesi Europei e in Turchia per effetto soprattutto di una avversa meteorologia». In questo contesto, i volumi di vendita del semestre - a parità di perimetro - sono risultati, rispetto alla prima parte del 2006, «sostanzialmente stabili» nei settori del cemento e degli inerti e «in leggera crescita» nel settore del calcestruzzo. Sui ricavi «ha positivamente influito la dinamica dei prezzi che non ha tuttavia compensato, in tutti i Paesi, il significativo incremento dei costi operativi (soprattutto quelli relativi a combustibili e trasporti)»

Friday, August 03, 2007

L’OZONO NON VA IN VACANZA

L’OZONO NON VA IN VACANZA
Le insidie di un inquinante spesso sottovalutato

In estate uno dei problemi principali che legano le condizioni climatiche alla presenza di inquinanti in atmosfera è quello della formazione di ozono troposferico. Le condizioni favorevoli alla comparsa di questa sostanza laddove non dovrebbe essere presente se non in minime quantità, ovvero nei bassi strati dell’atmosfera, sono tre: il forte soleggiamento, le temperature elevate e la scarsa ventilazione. Tali condizioni favoriscono infatti una serie di reazioni chimiche tra alcuni inquinanti, quali gli NOX o ossidi di azoto, direttamente immessi in atmosfera dalle attività antropiche e l’energia solare che raggiunge la superficie terrestre.
Questi fattori fanno sì che l’andamento tipico della concentrazione di ozono in un giorno d’estate presenti un picco proprio in corrispondenza delle ore più calde in cui il soleggiamento è maggiore, mentre tenda a diminuire di notte. Numerose ricerche confermano poi un trend positivo dei livelli di fondo dell’ozono troposferico negli ultimi decenni in tutto l’emisfero settentrionale. Una di queste illustra come il gas, fino a quel momento pressoché costante nei bassi strati dell’atmosfera, abbia iniziato ad aumentare già agli inizi del diciannovesimo secolo, per poi mantenere questa tendenza fino ai giorni nostri.
Gli effetti nocivi su materiali e salute umana sono ormai ben noti: quanto ai primi le maggiori conseguenze non si hanno tanto sui beni di valore storico e culturale esposti agli agenti atmosferici, bensì su quelli conservati nei musei, negli archivi e nelle librerie, a causa dell’aggressività dell’ozono soprattutto nei confronti delle fibre tessili e cellulose, dei pigmenti e dei coloranti. Le ripercussioni sulla salute delle persone si manifestano invece mediante irritazioni delle mucose con bruciore agli occhi, alla gola, reazioni infiammatorie delle vie respiratorie, fino a livello polmonare, anche per interazione con altri agenti irritanti. L’impatto sull’organismo umano dipende tuttavia da tre fattori che sono la concentrazione, la durata dell’esposizione e l’intensità dell’attività fisica durante l’esposizione al tossico.
In Italia il problema dell’inquinamento da ozono passa però troppo spesso in secondo piano e non gode della stessa attenzione che le pubbliche amministrazioni e gli organi di informazione dedicano ad altri tipi di contaminazione come quella da particolato in sospensione (PM 10 e PM 2.5). L’esempio di altri paesi europei insegna come misure assai più specifiche e mirate potrebbero invece essere adottate per combattere in modo più efficace questo tipo di inquinamento. Fino ad oggi in Italia la normativa vigente fissa due soglie di concentrazione (soglia di informazione e soglia di allarme), oltre le quali occorre adottare dei provvedimenti informativi e operativi di tutela della salute umana e dell’ambiente. Questa rappresenta tuttavia la sola azione intrapresa contro il problema ozono e alla luce di ciò risulta allora chiara l’importanza di realizzare al più presto anche nel nostro paese interventi mirati per tentare di affrontare il problema di un inquinante dannoso, ma sottovalutato, quale è l’ozono.

Pamela Turchiarulo e Andrea Taverna
OMD - Osservatoprio Meteo Duomo


Per appprofondire: scarica la presentazione sull'ozono della conferenza Educaria del 4/6/2007

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