Calusco: il Consiglio dice sì alle «torri gemelle»
Calusco d'Adda avrà la sua poderosa torre alta 45 metri, anzi, le sue due «torri gemelle», unite. Le costruzioni sorgeranno a pochi metri da quella, alta un centinaio di metri, dell'Italcementi, in una zona conosciuta come «Il Triangolo». La decisione sul Programma integrato di intervento è stata presa definitivamente dal Consiglio comunale - a favore la maggioranza, contraria la lista civica «Lineacomune» - dopo la discussione di sei osservazioni. La costruzione dell'alta torre, insieme a 1.600 metri quadri di superfici commerciali e mille metri quadri di servizi (bar, farmacia, parrucchiere e altri), rientra nel Programma integrato di intervento «Il Triangolo», un progetto che l'amministrazione considera come un intervento di qualità perché andrebbe a riequilibrare un'area urbana dove oggi prevalgono il grigio dell'industria e il rumore del traffico.
«In questa zona ho voluto che si costruisse qualcosa di eccezionale, di qualificante e di caratterizzante per il paese di Calusco d'Adda – ha affermato il sindaco Roberto Colleoni –. Ho chiesto al privato che non si realizzassero le solite tre villette a schiera e qualche parcheggio, ma un elemento eccezionale, che fosse trainante per tutta l'Isola, qualcosa che qualificasse il paese di Calusco».
L'approvazione definitiva de «Il Triangolo» è stata preceduta dall'esame di sei osservazioni, di cui una presentata da tale Aurise Manfredi della società Edil Di, con sede a Milano nella Torre Velasca. «Lo abbiamo convocato in Comune inviando una lettera raccomandata all'indirizzo indicato – ha riferito l'assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Bonacina –. La lettera ci è ritornata indietro e dalle ricerche effettuate risultano inesistenti sia la ditta, sia la persona». La curiosità è che questo misterioso personaggio ha indicato come sede della fantomatica società la Torre Velasca di Milano, forse proprio per mettersi in contrapposizione con quella di Calusco.
Accolta all'unanimità invece un'osservazione che faceva presente la pericolosità dell'accesso previsto sulla rotatoria e della cabina di compressione del gas metano. Il Consiglio ha optato per lo spostamento del passaggio carrale e della cabina del metano.
Un'altra obiezione è stata sollevata dal gruppo di minoranza «Lineacomune» che ha espresso la sua contrarietà a questo progetto: «Non vogliamo addentrarci negli aspetti tecnici, ma in quelli politici – ha riferito Andrea Colleoni. – Con questa approvazione si crea un precedente, perché si deroga al Piano regolatore generale. Come si comporterà l'Amministrazione comunale per il futuro di fronte a richieste simili? Ci saranno riflessi negativi sullo sviluppo futuro del paese».
L'assessore allo Sviluppo del territorio Massimo Cocchi ha risposto sottolineando che questo progetto è un grande punto di partenza per l'Amministrazione comunale, che anche in futuro intende utilizzare lo strumento del Pii. Accolta invece l'osservazione dell'Arpa di Bergamo, che ha chiesto di impermeabilizzare gli spazi adibiti a parcheggio e di diminuire le metrature del centro commerciale, cosa che è stata fatta passando da 2.600 a 1.600 metri quadri. Via libera parziale, infine, alle richieste di cinque comuni limitrofi (Cornate d'Adda, Imbersago, Paderno d'Adda, Robbiate e Solza): accettata la proposta di riduzione dell'area commerciale, ma la torre invece non verrà abbassata
(24/11/2008)
MEMORIA SUL CEMENTIFICIO INCENERITORE DI Calusco d'Adda la Pianura Padana resta la zona peggiore d'Europa insieme all'area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).
Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni
NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI :
Paderno d'Adda e Solza
.
HANNO FIRMATO :
Calusco d'Adda,
Cornate d'Adda,
Imbersago,
Medolago,
Parco Adda Nord,
Robbiate,
Verderio Inferiore,
Verderio Superiore,
Villa d'Adda,
Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia .
Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento .
http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html
Countdown alla ferrovia
il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .
Monday, November 24, 2008
Saturday, November 15, 2008
Bergamo, scoperta discarica abusiva
Bergamo, scoperta discarica abusiva
By montagnatv
Creato 2008-11-14 11:56
VILLA D'ADDA, Bergamo -- I carabinieri di Bergamo hanno scoperto una discarica abusiva nel territorio del Parco dell'Adda. Nella zona della Valle San Martino, hanno infatti individuato all'interno di una cava di proprietà di una nota società un accumulo di rifiuti speciali.
Le indagini sono state svolte dai carabinieri di Bergamo e il Noe di Brescia. Le autorità hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali nel Parco dell'Adda, nella Valle San Martino. Il deposito illegale è stato individuato a partite dalla segnalazione di uno sversamento sospetto di materiale all'interno di una cava.
Il luogo incriminato è di proprietà di una società di Villa d'Adda che si occupa della costruzione di impianti sportivi. A seguito del ritrovamento abusivo il legale rappresentante dell'azienda è stato denunciato a piede libero e l'area sequestrata.
--------------------------------------------------------------------------------
Source URL:
http://www.montagna.tv/?q=node/9112
By montagnatv
Creato 2008-11-14 11:56
VILLA D'ADDA, Bergamo -- I carabinieri di Bergamo hanno scoperto una discarica abusiva nel territorio del Parco dell'Adda. Nella zona della Valle San Martino, hanno infatti individuato all'interno di una cava di proprietà di una nota società un accumulo di rifiuti speciali.
Le indagini sono state svolte dai carabinieri di Bergamo e il Noe di Brescia. Le autorità hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali nel Parco dell'Adda, nella Valle San Martino. Il deposito illegale è stato individuato a partite dalla segnalazione di uno sversamento sospetto di materiale all'interno di una cava.
Il luogo incriminato è di proprietà di una società di Villa d'Adda che si occupa della costruzione di impianti sportivi. A seguito del ritrovamento abusivo il legale rappresentante dell'azienda è stato denunciato a piede libero e l'area sequestrata.
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Source URL:
http://www.montagna.tv/?q=node/9112
Bergamo: i carabinieri scoprono una discarica abusiva di rifiuti speciali
Bergamo: i carabinieri scoprono una discarica abusiva di rifiuti speciali
I carabinieri di Bergamo e i militari del Noe di Brescia hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali all'interno del Parco dell'Adda, nel territorio di Calusco d'Adda (Bergamo). Le indagini sono partite dalla segnalazione di uno sversamento sospetto di materiale all'interno di una cava di circa ottomila metri quadrati di proprietà di una notissima società per azioni con sede a Villa d'Adda (Bergamo), che si occupa della costruzione e del rifacimento di impianti sportivi. 14/11/2008 03:32
I carabinieri di Bergamo e i militari del Noe di Brescia hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali all'interno del Parco dell'Adda, nel territorio di Calusco d'Adda (Bergamo). Le indagini sono partite dalla segnalazione di uno sversamento sospetto di materiale all'interno di una cava di circa ottomila metri quadrati di proprietà di una notissima società per azioni con sede a Villa d'Adda (Bergamo), che si occupa della costruzione e del rifacimento di impianti sportivi. 14/11/2008 03:32
Ambiente - I sopralluoghi effettuati dai carabinieri settimana scorsa hanno permesso di scoprire che una nota azienda di Villa d'Adda versava rifiuti
Ambiente - I sopralluoghi effettuati dai carabinieri settimana scorsa hanno permesso di scoprire che una nota azienda di Villa d'Adda versava rifiuti speciali nel bacino di una cava di Villa d'Adda, al confine con Calusco. L'area è stata squestrata, denunciato a piede libero il legale rappresentante della ditta, un noto imprenditore.
Discarica abusiva nel Parco Adda, società nei guai
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I carabinieri di Zogno e i militari del Nucleo operativo ecologico di Brescia hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali all'interno del Parco dell'Adda, zona sottoposta a vincolo ambientale, nel territorio di Villa d'Adda (al confine con Calusco). I sopralluoghi, come rivelato da Bergamonews, erano iniziati settimana scorsa.
A far scattare le indagini era stata la segnalazione di un versamento sospetto di materiale all'interno di una cava ormai in disuso di circa ottomila metri quadrati e di proprietà di una notissima società per azioni con sede a Villa d'Adda (Bergamo), che si occupa della costruzione e del rifacimento di impianti sportivi. Secondo i carabinieri, a gettare i rifiuti nel bacino erano gli stessi proprietari dell'area. Il legale rappresentante della società, P. B., 76 anni, è stato denunciato a piede libero.
Gli inquirenti ritengono che l'attività illecita proseguisse da parecchi mesi. L'area è stata sequestrata e i carabinieri hanno prelevato alcuni campioni di rifiuti, che saranno sottoposti ad analisi per verificarne l'eventuale tossicità. Altri particolari verranno resi noti in tarda mattinata dai carabinieri. (nella foto aerea comunale l'area della cava).
Discarica abusiva nel Parco Adda, società nei guai
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I carabinieri di Zogno e i militari del Nucleo operativo ecologico di Brescia hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali all'interno del Parco dell'Adda, zona sottoposta a vincolo ambientale, nel territorio di Villa d'Adda (al confine con Calusco). I sopralluoghi, come rivelato da Bergamonews, erano iniziati settimana scorsa.
A far scattare le indagini era stata la segnalazione di un versamento sospetto di materiale all'interno di una cava ormai in disuso di circa ottomila metri quadrati e di proprietà di una notissima società per azioni con sede a Villa d'Adda (Bergamo), che si occupa della costruzione e del rifacimento di impianti sportivi. Secondo i carabinieri, a gettare i rifiuti nel bacino erano gli stessi proprietari dell'area. Il legale rappresentante della società, P. B., 76 anni, è stato denunciato a piede libero.
Gli inquirenti ritengono che l'attività illecita proseguisse da parecchi mesi. L'area è stata sequestrata e i carabinieri hanno prelevato alcuni campioni di rifiuti, che saranno sottoposti ad analisi per verificarne l'eventuale tossicità. Altri particolari verranno resi noti in tarda mattinata dai carabinieri. (nella foto aerea comunale l'area della cava).
Bergamo, discarica abusiva in Parco in Parco
Bergamo, discarica abusiva in Parco Adda: una denuncia
Sequestrati 8mila mq sottoposti a vincolo ambientale
Roma, 14 nov. (Apcom) - I carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo e del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia hanno scoperto un'enorme discarica abusiva all'interno del Parco Adda, una vasta area sottoposta a vincolo ambientale in cui venivano sversate grandi quantità di rifiuti speciali.
Intervenuti su segnalazione dei cittadini, i militari hanno osservato per alcuni giorni l'area all'interno del parco, in cui era stata creata una vera e propria cava di contenimento dei rifiuti, con conseguente deturpamento del sito protetto.
Notato finalmente giungere un autocarro e visto che venivano abbandonati i rifiuti, i militari hanno scoperto gli autori dei reati: si trattava dello stesso proprietario dell'area, legale rappresentante di una nota società per azioni bergamasca operante nel settore della costruzione e rifacimento di impianti sportivi.
L'uomo è stato denunciato per la gestione illecita di rifiuti e per aver realizzato una discarica abusiva non autorizzata in un'area soggetta a vincolo ambientale, oltre che per reati contro l'ambiente derivanti dal grave inquinamento e danneggiamento del sito paesaggistico. Secondo i primi accertamenti, gli sversamenti andavano avanti da mesi, forse da anni.
L'intera area, oltre ottomila metri quadri, è stata sequestrata e sono in corso le analisi per stabilire il grado di tossicità dei rifiuti.
Red/Sav
Sequestrati 8mila mq sottoposti a vincolo ambientale
Roma, 14 nov. (Apcom) - I carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo e del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia hanno scoperto un'enorme discarica abusiva all'interno del Parco Adda, una vasta area sottoposta a vincolo ambientale in cui venivano sversate grandi quantità di rifiuti speciali.
Intervenuti su segnalazione dei cittadini, i militari hanno osservato per alcuni giorni l'area all'interno del parco, in cui era stata creata una vera e propria cava di contenimento dei rifiuti, con conseguente deturpamento del sito protetto.
Notato finalmente giungere un autocarro e visto che venivano abbandonati i rifiuti, i militari hanno scoperto gli autori dei reati: si trattava dello stesso proprietario dell'area, legale rappresentante di una nota società per azioni bergamasca operante nel settore della costruzione e rifacimento di impianti sportivi.
L'uomo è stato denunciato per la gestione illecita di rifiuti e per aver realizzato una discarica abusiva non autorizzata in un'area soggetta a vincolo ambientale, oltre che per reati contro l'ambiente derivanti dal grave inquinamento e danneggiamento del sito paesaggistico. Secondo i primi accertamenti, gli sversamenti andavano avanti da mesi, forse da anni.
L'intera area, oltre ottomila metri quadri, è stata sequestrata e sono in corso le analisi per stabilire il grado di tossicità dei rifiuti.
Red/Sav
Scoperta discariva abusiva a Calusco nel Parco dell'Adda
Scoperta discariva abusiva nel Parco dell'Adda
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo e del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia hanno scoperto un’enorme discarica abusiva all’interno del Parco Adda, a Calusco d'Adda, dove venivano versate ingenti quantità di rifiuti speciali su una vasta area sottoposta a vincolo ambientale.
Intervenuti su segnalazione dei cittadini, i militari hanno osservato per alcuni giorni la zona all’interno del Parco, dove era stata creata una vera e propria cava di contenimento dei rifiuti. I militari hanno notato giungere un autocarro che poco dopo ha abbandonato i rifiuti. Da qui è stato possibile individuare gli autori del reato, che secondo i carabinieri si tratta dello stesso proprietario dell’area, legale rappresentante di una nota società per azioni di Villa d'Adda operante nel settore della costruzione e rifacimento di impianti sportivi.
Lo stesso è stato segnalato all’autorità giudiziaria per la gestione illecita di rifiuti e per aver realizzato una discarica abusiva non autorizzata in area soggetta a vincolo ambientale, oltre che per i reati contro l’ambiente derivanti dal grave inquinamento e danneggiamento del sito paesaggistico. Secondo i primi accertamenti, il dispregio dei luoghi andava avanti da mesi, forse da anni. L’intera area, consistente in oltre ottomila metri quadri, è stata sequestrata e sono in corso le analisi volte a stabilire eventuale grado di tossicità dei rifiuti.
(14/11/2008)
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo e del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia hanno scoperto un’enorme discarica abusiva all’interno del Parco Adda, a Calusco d'Adda, dove venivano versate ingenti quantità di rifiuti speciali su una vasta area sottoposta a vincolo ambientale.
Intervenuti su segnalazione dei cittadini, i militari hanno osservato per alcuni giorni la zona all’interno del Parco, dove era stata creata una vera e propria cava di contenimento dei rifiuti. I militari hanno notato giungere un autocarro che poco dopo ha abbandonato i rifiuti. Da qui è stato possibile individuare gli autori del reato, che secondo i carabinieri si tratta dello stesso proprietario dell’area, legale rappresentante di una nota società per azioni di Villa d'Adda operante nel settore della costruzione e rifacimento di impianti sportivi.
Lo stesso è stato segnalato all’autorità giudiziaria per la gestione illecita di rifiuti e per aver realizzato una discarica abusiva non autorizzata in area soggetta a vincolo ambientale, oltre che per i reati contro l’ambiente derivanti dal grave inquinamento e danneggiamento del sito paesaggistico. Secondo i primi accertamenti, il dispregio dei luoghi andava avanti da mesi, forse da anni. L’intera area, consistente in oltre ottomila metri quadri, è stata sequestrata e sono in corso le analisi volte a stabilire eventuale grado di tossicità dei rifiuti.
(14/11/2008)
Tuesday, November 11, 2008
NOVEMBRE 2008
mercoledì 12 novembre dalle 16.00 alle 18.00
nell'ambito della campagna "Per il clima contro il nucleare" incontro formativo e informativo sul nucleare con Andrea Poggio.
L'incontro si terrà in Via Vida 7 a Milano (sede Fondazione Legambiente Innovazione)
Obiettivo principale approfondire l'argomento, interiorizzare e saper argomentare le posizioni dell'associazione. Consultate i materiali della campagna sul sito www.legambiente.eu/
sabato 15 novembre dalle 9,30 alle 17,30
convegno dal titolo :Consumo del suolo e cementificazione del territorio: le alternative degli ambientalisti"
Brescia, Cinema Nuovo Eden, Via Nino Bixio 9 (www.nuovoeden.it).
Organizzato dai Verdi Europei e dall'Associazione Ecologisti Democratici, vede Legambiente Lombardia impegnata a riflettere sulle prospettive future del territorio lombardo
mercoledì 19 novembre, ore 9,00,
workshop "Le centrali di mobilità in Europa"
Milano, Palazzo Giureconsulti "Sala Terrazzo" Piazza Mercanti.
Promosso da Fondazione Legambiente Innovazione, con questo workshop si intende porre l'attenzione sull'importanza che rivestono le centrali di mobilità in Europa e presentare il progetto della prima centrale di mobilità italiana
giovedì 20 novembre dalle 9,00 alle 17,00,
convegno dal titolo "Nanotecnologie, ambiente e sicurezza",
Milano, "Sala Vitman" Acquario Civico di Milano Viale Gadio 2.
Dal 2006 Legambiente è partner italiano del progetto Europeo Nanocap (Nanotechnology Capacity Building) che raccoglie la rappresentanza di associazioni ambientaliste, sindacati e università con l'intento di sviluppare un punto di vista equilibrato nei confronti delle Nanotecnologie. Il convegno intende fare il punto della situazione sul fronte ambientale e della sicurezza in Italia
nell'ambito della campagna "Per il clima contro il nucleare" incontro formativo e informativo sul nucleare con Andrea Poggio.
L'incontro si terrà in Via Vida 7 a Milano (sede Fondazione Legambiente Innovazione)
Obiettivo principale approfondire l'argomento, interiorizzare e saper argomentare le posizioni dell'associazione. Consultate i materiali della campagna sul sito www.legambiente.eu/
sabato 15 novembre dalle 9,30 alle 17,30
convegno dal titolo :Consumo del suolo e cementificazione del territorio: le alternative degli ambientalisti"
Brescia, Cinema Nuovo Eden, Via Nino Bixio 9 (www.nuovoeden.it).
Organizzato dai Verdi Europei e dall'Associazione Ecologisti Democratici, vede Legambiente Lombardia impegnata a riflettere sulle prospettive future del territorio lombardo
mercoledì 19 novembre, ore 9,00,
workshop "Le centrali di mobilità in Europa"
Milano, Palazzo Giureconsulti "Sala Terrazzo" Piazza Mercanti.
Promosso da Fondazione Legambiente Innovazione, con questo workshop si intende porre l'attenzione sull'importanza che rivestono le centrali di mobilità in Europa e presentare il progetto della prima centrale di mobilità italiana
giovedì 20 novembre dalle 9,00 alle 17,00,
convegno dal titolo "Nanotecnologie, ambiente e sicurezza",
Milano, "Sala Vitman" Acquario Civico di Milano Viale Gadio 2.
Dal 2006 Legambiente è partner italiano del progetto Europeo Nanocap (Nanotechnology Capacity Building) che raccoglie la rappresentanza di associazioni ambientaliste, sindacati e università con l'intento di sviluppare un punto di vista equilibrato nei confronti delle Nanotecnologie. Il convegno intende fare il punto della situazione sul fronte ambientale e della sicurezza in Italia
Saturday, November 08, 2008
Villa d'Adda - I carabinieri hanno avviato i primi accertamenti su presunti rifiuti scaricati illecitamente nell'ex cava San Martino, a Villa d'Adda,
Villa d'Adda - I carabinieri hanno avviato i primi accertamenti su presunti rifiuti scaricati illecitamente nell'ex cava San Martino, a Villa d'Adda, punto estrattivo ormai non più utilizzato all'interno del Parco Adda Nord. Le indagini sono iniziate dopo l'esposto di un cittadino, che parla di inerti e altri rifiuti abbandonati.
Accertamenti su rifiuti in un'ex cava
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Un cittadino solleva sospetti su un presunto smaltimento illecito di rifiuti in una cava e scattano i primi accertamenti dei carabinieri, su delega della Procura di Bergamo.
Accade a Villa d’Adda, dove ieri (6 novembre 2008) i militari della stazione di Calusco hanno perlustrato la cava San Martino, punto estrattivo ormai in disuso che si trova vicino al fiume e all’interno del Parco Adda Nord. Oggi è inoltre previsto un sopralluogo del tenente Filippo Bentivogli, comandante della compagnia dei militari di Zogno.
Tutto è iniziato dall’esposto di un cittadino, che ipotizza un unico reato – lo smaltimento illecito di rifiuti – e scende nel dettaglio di alcune cose viste e che la procura intende verificare: l’esposto parla di quintali di materiale inerte, non più riutilizzabile per produrre materiale edile, che è stato scaricato all’interno della cava. Ci sarebbero inoltre, altri tipi di rifiuti, forse anche tossici, scaricati a ripetizione nell’ex punto estrattivo.
Per ora i carabinieri sono solo alla fase degli accertamenti. Nell'ex cava San Martino il Comune ha anche programmato la realizzazione della nuova stazione ecologica, dopo la necessaria bonifica.
Venerdi 7 Novembre 2008
Accertamenti su rifiuti in un'ex cava
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Un cittadino solleva sospetti su un presunto smaltimento illecito di rifiuti in una cava e scattano i primi accertamenti dei carabinieri, su delega della Procura di Bergamo.
Accade a Villa d’Adda, dove ieri (6 novembre 2008) i militari della stazione di Calusco hanno perlustrato la cava San Martino, punto estrattivo ormai in disuso che si trova vicino al fiume e all’interno del Parco Adda Nord. Oggi è inoltre previsto un sopralluogo del tenente Filippo Bentivogli, comandante della compagnia dei militari di Zogno.
Tutto è iniziato dall’esposto di un cittadino, che ipotizza un unico reato – lo smaltimento illecito di rifiuti – e scende nel dettaglio di alcune cose viste e che la procura intende verificare: l’esposto parla di quintali di materiale inerte, non più riutilizzabile per produrre materiale edile, che è stato scaricato all’interno della cava. Ci sarebbero inoltre, altri tipi di rifiuti, forse anche tossici, scaricati a ripetizione nell’ex punto estrattivo.
Per ora i carabinieri sono solo alla fase degli accertamenti. Nell'ex cava San Martino il Comune ha anche programmato la realizzazione della nuova stazione ecologica, dopo la necessaria bonifica.
Venerdi 7 Novembre 2008
Friday, October 24, 2008
Polveri sottili da record Quasi il triplo del valore limite
Polveri sottili: si va
verso il triplo del valore limite
Le polveri sottili a Bergamo, ma non solo in città decollano, e la situazione si fa preoccupante per la salute: i dati rilevati dalla centralina di via Meucci dicono che le famigerate pm10 sono passate dai 100 microgrammi di martedì ai 136 di mercoledì, ai 122 di giovedì. Solo piogge abbondanti potrebbero «lavare» l'aria, ma non ne sono previste.
I livello è ben al di sopra dei limiti previsti dalla normativa (50 microgrammi per metro cubo) ovunque in Bergamasca: fra la giornata di martedì e quella di mercoledì a Treviglio si è passati da 80 microgrammi per metro cubo a 115 microgrammi; a Calusco da 76 a 121; a Osio Sotto da 71
a 95; a Filago da 62 a 90.
Nella giornata di giovedì la situazione è rimasta pressochè invariata: Bergamo Meucci 122 microgrammi per metro cubo; Filago Centro 73; Osio Sotto 89; Treviglio 122; Calusco 108.
Considerato il fatto che gli inpianti di riscaldamento stanno funzionando a regime ridotto, perché le temperature non sono sicuramente particolarmente rigide, l'arrivo del freddo previsto per fine mese potrebbe far precipitare definitivamente la situazione di respirabilità dell'aria.
(24/10/2008)
verso il triplo del valore limite
Le polveri sottili a Bergamo, ma non solo in città decollano, e la situazione si fa preoccupante per la salute: i dati rilevati dalla centralina di via Meucci dicono che le famigerate pm10 sono passate dai 100 microgrammi di martedì ai 136 di mercoledì, ai 122 di giovedì. Solo piogge abbondanti potrebbero «lavare» l'aria, ma non ne sono previste.
I livello è ben al di sopra dei limiti previsti dalla normativa (50 microgrammi per metro cubo) ovunque in Bergamasca: fra la giornata di martedì e quella di mercoledì a Treviglio si è passati da 80 microgrammi per metro cubo a 115 microgrammi; a Calusco da 76 a 121; a Osio Sotto da 71
a 95; a Filago da 62 a 90.
Nella giornata di giovedì la situazione è rimasta pressochè invariata: Bergamo Meucci 122 microgrammi per metro cubo; Filago Centro 73; Osio Sotto 89; Treviglio 122; Calusco 108.
Considerato il fatto che gli inpianti di riscaldamento stanno funzionando a regime ridotto, perché le temperature non sono sicuramente particolarmente rigide, l'arrivo del freddo previsto per fine mese potrebbe far precipitare definitivamente la situazione di respirabilità dell'aria.
(24/10/2008)
Alalrme smog - L'assessore all'Ambiente di Bergamo esclude provvedimenti d'emergenza per contrastare l'aumento delle polveri sottili: "Purtroppo le co
Alalrme smog - L'assessore all'Ambiente di Bergamo esclude provvedimenti d'emergenza per contrastare l'aumento delle polveri sottili: "Purtroppo le condizioni meteo sono le peggiori: niente pioggia e soprattutto neinte vento. ma fermarsi da soli non servirebbe: lo stop dovrebbe riguardare tutta la Pianura Padana o almeno l'area critica lombarda".
Amorino: "Fermare le auto in città? Non serve a nulla"
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Il Pm10 è un nemico quasi invulnerabile. Lo ammette l'assessore Fausto Amorino: "Questi picchi di inquinamento (136 microgrammi per metro cubo mercoledì, 122 giovedì) dipendono soprattutto dalle condizioni meteo: zero pioggia, ma soprattutto zero vento. La verità è che in tutta la Pianura Padana bisognerebbe cambiare atteggiamento e stile di vita".
Al di là delle strategie a lungo termine, cosa si può fare nell'immediato per respirare meglio? "Ben poco, anche un'ordinanza di blocco del traffico lascerebbe il tempo che trova, avrebbe solo un effetto educativo. Se siamo solo noi a fermare le auto non serve a nulla. Diverso sarebbe se si fermasse tutta la pianura padana per un giorno, o almeno l'area critica lombarda". Insomma, il Pirellone dovrebbe battere un colpo. "Mah, non mi aspetto niente - sbuffa Amorino - Putroppo non credo che arriverà qualche decisione". La situazione è comunque allarmante: "I livelli di polveri sottili sono molto alti, e se il meteo non cambia l'aria potrà solo peggiorare. Figuriamoci poi quando arriverà il freddo e tutti accenderanno a pieno regime il riscaldamento..."
Amorino: "Fermare le auto in città? Non serve a nulla"
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Il Pm10 è un nemico quasi invulnerabile. Lo ammette l'assessore Fausto Amorino: "Questi picchi di inquinamento (136 microgrammi per metro cubo mercoledì, 122 giovedì) dipendono soprattutto dalle condizioni meteo: zero pioggia, ma soprattutto zero vento. La verità è che in tutta la Pianura Padana bisognerebbe cambiare atteggiamento e stile di vita".
Al di là delle strategie a lungo termine, cosa si può fare nell'immediato per respirare meglio? "Ben poco, anche un'ordinanza di blocco del traffico lascerebbe il tempo che trova, avrebbe solo un effetto educativo. Se siamo solo noi a fermare le auto non serve a nulla. Diverso sarebbe se si fermasse tutta la pianura padana per un giorno, o almeno l'area critica lombarda". Insomma, il Pirellone dovrebbe battere un colpo. "Mah, non mi aspetto niente - sbuffa Amorino - Putroppo non credo che arriverà qualche decisione". La situazione è comunque allarmante: "I livelli di polveri sottili sono molto alti, e se il meteo non cambia l'aria potrà solo peggiorare. Figuriamoci poi quando arriverà il freddo e tutti accenderanno a pieno regime il riscaldamento..."
Merate: polveri sottili a quota 147 µg/mc,
Merate: polveri sottili a quota 147 µg/mc,
tre volte oltre il limite. Alla città il
primato negativo di tutta la zona A1
Al momento il tanto declamato blocco delle auto inquinanti non ha sortito l`effetto sperato e nella giornata di mercoledì 22 ottobre la città di Merate ha conquistato la palma nera per concentrazione di polveri sottili nell`aria. La centralina di rilevamento, infatti, ha registrato un valore medio di PM10 di 147 microgrammi per metro cubo. Si è trattato del dato peggiore rilevato in tutta la zona A1, soggetta alle limitazioni regionali del traffico, e che comprende le province di Milano, Como e Varese. Per quanto riguarda le PM2.5, ancora più insidiose perchè più “fini”, il valore ha raggiunto i 99µg/mc ma non essendo ancora stato stabilito un valore limite-soglia non è possibile fare commenti. Come è possibile notare dal grafico, negli ultimi 10 giorni solo in due casi a Merate l`aria è stata respirabile. Per il resto c`era da mettersi, con tutta probabilità, la mascherina.
Gli altri parametri, almeno per il momento, sono nella norma. Come detto Merate ha raggiunto nella giornata di mercoledì 22 un primato non certo felice. Nemmeno le centraline posizionate nel centro di Milano si sono “spinte” a tanto. Ad avvicinarsi alla città di Giovanni Battista Albani, è stata solo Milano Verziere (143µg/mc), seguita da Città studi (140µg/mc). Da notare che ieri sul fronte dell`inquinamento la situazione è stata pessima per tutti tanto che nessuna centralina ha registrato un valore contenuto sotto il limite dei 50µg/mc. Le sponde del Lario non se la sono passate di certo meglio: in Via Amendola a Lecco la concentrazione di particolato PM10 si è attestata sui 98µg/mc, in Via Sora a 102µg/mc e Valmadrera a 104µg/mc. Resta ora da verificare se, con il trascorrere dei giorni e il possibile mutamento della situazione metereologica, i livelli si abbassino.
tre volte oltre il limite. Alla città il
primato negativo di tutta la zona A1
Al momento il tanto declamato blocco delle auto inquinanti non ha sortito l`effetto sperato e nella giornata di mercoledì 22 ottobre la città di Merate ha conquistato la palma nera per concentrazione di polveri sottili nell`aria. La centralina di rilevamento, infatti, ha registrato un valore medio di PM10 di 147 microgrammi per metro cubo. Si è trattato del dato peggiore rilevato in tutta la zona A1, soggetta alle limitazioni regionali del traffico, e che comprende le province di Milano, Como e Varese. Per quanto riguarda le PM2.5, ancora più insidiose perchè più “fini”, il valore ha raggiunto i 99µg/mc ma non essendo ancora stato stabilito un valore limite-soglia non è possibile fare commenti. Come è possibile notare dal grafico, negli ultimi 10 giorni solo in due casi a Merate l`aria è stata respirabile. Per il resto c`era da mettersi, con tutta probabilità, la mascherina.
Gli altri parametri, almeno per il momento, sono nella norma. Come detto Merate ha raggiunto nella giornata di mercoledì 22 un primato non certo felice. Nemmeno le centraline posizionate nel centro di Milano si sono “spinte” a tanto. Ad avvicinarsi alla città di Giovanni Battista Albani, è stata solo Milano Verziere (143µg/mc), seguita da Città studi (140µg/mc). Da notare che ieri sul fronte dell`inquinamento la situazione è stata pessima per tutti tanto che nessuna centralina ha registrato un valore contenuto sotto il limite dei 50µg/mc. Le sponde del Lario non se la sono passate di certo meglio: in Via Amendola a Lecco la concentrazione di particolato PM10 si è attestata sui 98µg/mc, in Via Sora a 102µg/mc e Valmadrera a 104µg/mc. Resta ora da verificare se, con il trascorrere dei giorni e il possibile mutamento della situazione metereologica, i livelli si abbassino.
Tuesday, October 14, 2008
Calusco: davvero arriva un altro ``mostro``?
Calusco: davvero arriva un altro ``mostro``?
Buongiorno, settimana scorsa ho letto del progetto per costruire a Calusco un palazzo di ben 12 piani (mega-albergo e negozi): MA SIAMO IMPAZZITI??? A ridosso poi del ponte di Paderno, magari pure nel parco Adda...ma gli amministratori comunali di Calusco cosa hanno nella testa? Non bastava lo schifo dell`Italcementi, a breve faremo a bi bò per dare il premio del maggior scempio tra i due MOSTRI! Ma gli ambientalisti dove sono? Non ho sentito alzarsi un lamento...
Grazie per l`attenzione,
Gatti
Buongiorno, settimana scorsa ho letto del progetto per costruire a Calusco un palazzo di ben 12 piani (mega-albergo e negozi): MA SIAMO IMPAZZITI??? A ridosso poi del ponte di Paderno, magari pure nel parco Adda...ma gli amministratori comunali di Calusco cosa hanno nella testa? Non bastava lo schifo dell`Italcementi, a breve faremo a bi bò per dare il premio del maggior scempio tra i due MOSTRI! Ma gli ambientalisti dove sono? Non ho sentito alzarsi un lamento...
Grazie per l`attenzione,
Gatti
Thursday, October 09, 2008
"Calusco tagli quel progetto e quel grattacielo"
Solza & Co. - Al sindaco di Calusco, Roberto Colleoni cinque "colleghi" della zona tra cui Maria Carla Rocca di Solza chiedono di rivedere il programma di intervento chiamato "Il Triangolo" che prevede un'area commerciale e un hotel di 15 piani vicino al Parco Adda Nord, per ridurre l'impatto sul territorio già fortemente urbanizzato
"Calusco tagli quel progetto e quel grattacielo"
Al sindaco di Calusco, Roberto Colleoni, in nome della necessità di una programmazione sovracomunale per progetti rilevanti, cinque "colleghi" della zona tra cui Maria Carla Rocca di Solza chiedono caldamente di rivedere il programma di intervento chiamato "Il Triangolo" adottato ad agosto per ridurne l'impatto, diretto e indiretto sul loro territorio "già fortemente urbanizzato e ricco di attezzature e servizi, con notevoli problematiche legate a un cronica difficoltà di movimento e anche vittima di un pesante inquinamento atmosferico".
Il piano integrato di cui si parla prevede un'area commerciale di 2.500 metri quadrati e un palazzo di 15 piani, pari a quasi 50 metri d'altezza, a poche centinaia di metri dal Parco Adda Nord, dall'area leonardesca della Valle dell'Adda e dallo storico ponte in ferro. "Una struttura alberghiera per 2.600 metri quadrati - spiegano i sindaci - risulta essere un ulteriore notevole attrattore e generatore di traffico e forse, una struttura così ampia con oltre cento posti letto potrebbe risultare eccessiva per l'effettivo bisogno dei nostri territori".
Su questi due progetti dunque Maria Carla Rocca di Solza, Giuseppe Ripamonti di Cornate d'Adda, Giovanni Ghislandi di Imbersago, Valter Motta di Paderno d'Adda, Alessandro Salvioni di Robbiate, presentano una serie di osservazioni al "Triangolo". E chiedono: che i 2.500 metri quadrati a destinazione commerciale vengano destinati invece ad attività diverse meno impattanti dal punto di vista viabilistico. In subordine propongono una riduzione dell'area commerciale. Invitano anche a ridurre i 2.600 metri quadrati a destinazione alberghiera in modo da ridimensionare sia l'impatto viabilistico che quello paesaggistico. In alternativa propongono di rivedere le configurazioni degli edifici in modo da abbassare il numero dei piani e quindi l'altezza complessiva.
La lettera con le osservazioni è stata inviata per conoscenza anche al presidente del Parco Adda Nord Agostino Agostinelli e agli assessori al Territorio delle Province di Bergamo (Felice Sonzogni) e Lecco (Emanuele Panzeri).
"Calusco tagli quel progetto e quel grattacielo"
Al sindaco di Calusco, Roberto Colleoni, in nome della necessità di una programmazione sovracomunale per progetti rilevanti, cinque "colleghi" della zona tra cui Maria Carla Rocca di Solza chiedono caldamente di rivedere il programma di intervento chiamato "Il Triangolo" adottato ad agosto per ridurne l'impatto, diretto e indiretto sul loro territorio "già fortemente urbanizzato e ricco di attezzature e servizi, con notevoli problematiche legate a un cronica difficoltà di movimento e anche vittima di un pesante inquinamento atmosferico".
Il piano integrato di cui si parla prevede un'area commerciale di 2.500 metri quadrati e un palazzo di 15 piani, pari a quasi 50 metri d'altezza, a poche centinaia di metri dal Parco Adda Nord, dall'area leonardesca della Valle dell'Adda e dallo storico ponte in ferro. "Una struttura alberghiera per 2.600 metri quadrati - spiegano i sindaci - risulta essere un ulteriore notevole attrattore e generatore di traffico e forse, una struttura così ampia con oltre cento posti letto potrebbe risultare eccessiva per l'effettivo bisogno dei nostri territori".
Su questi due progetti dunque Maria Carla Rocca di Solza, Giuseppe Ripamonti di Cornate d'Adda, Giovanni Ghislandi di Imbersago, Valter Motta di Paderno d'Adda, Alessandro Salvioni di Robbiate, presentano una serie di osservazioni al "Triangolo". E chiedono: che i 2.500 metri quadrati a destinazione commerciale vengano destinati invece ad attività diverse meno impattanti dal punto di vista viabilistico. In subordine propongono una riduzione dell'area commerciale. Invitano anche a ridurre i 2.600 metri quadrati a destinazione alberghiera in modo da ridimensionare sia l'impatto viabilistico che quello paesaggistico. In alternativa propongono di rivedere le configurazioni degli edifici in modo da abbassare il numero dei piani e quindi l'altezza complessiva.
La lettera con le osservazioni è stata inviata per conoscenza anche al presidente del Parco Adda Nord Agostino Agostinelli e agli assessori al Territorio delle Province di Bergamo (Felice Sonzogni) e Lecco (Emanuele Panzeri).
Tuesday, October 07, 2008
Calusco: il comune approva un PII con una torre di 38mt, 12 piani e un albergo. I sindaci del meratese ``protestano``




Calusco: il comune approva un PII con una torre di 38mt, 12 piani e un albergo. I sindaci del meratese ``protestano``
Se nell`Isola, forse, il progetto non è passato del tutto inosservato nel Meratese di certo erano in pochi, pochissimi ad esserne a conoscenza. Il comune di Calusco d`Adda, lo scorso 4 agosto, durante il consiglio comunale ha approvato un piano di intervento integrato fra Via Marconi e Via Emanuele, praticamente a ridosso del ponte di Paderno d`Adda, dove va ad autorizzare l`iniziativa di un privato per l`edificazione di un`area a destinazione commerciale. Niente di strano se non fosse che si tratterà di un palazzo di 12 piani (che in futuro potranno diventare 15), per 38-45 metri di altezza e che andrà ad ospitare un albergo, uffici e negozi. L`attuale amministrazione, guidata da Roberto Colleoni, ha avallato quello che era un progetto già inserito nel Prg precedente con la sola modifica della costruzione in altezza. Invece che spalmare i volumi in orizzontale, in pratica, si autorizzerà lo sviluppo in verticale. “ Si tratta dell`iniziativa di un privato su un territorio che già precedentemente era destinato a questo tipo di costruzioni” ha spiegato l`assessore allo sviluppo del territorio, viabilità e trasporti di Calusco d`Adda Massimo Cocchi “Come amministrazione abbiamo semplicemente derogato sull`altezza per poter avere maggiori spazi destinati a verde. Invece di un casermone spalmato in orizzontale abbiamo preferito optare per uno in verticale, andando così a guadagnare il 33% di verde su 16mila metri quadrati di superficie. Si tratta di una struttura ricettiva, dove sarà presente anche un albergo e che avrà una architettura innovativa. Esteticamente bella da vedere e che nulla avrà a che fare con la torre dell`Italcementi”. A qualche centinaio di metri, infatti, da dove si svilupperà questo PII (piano di intervento integrato) denominato “Il triangolo” sorgono oltre 100 metri di torre della nota società operante nel campo della produzione e commercializzazione di cemento e calce idraulica.“ L`edificio che sarà realizzato” ha proseguito l`assessore “non ha nulla a che vedere con le torri dell`Italcementi. Si tratterà, infatti, di una struttura bella a vedersi”. E, quasi a mitigare quanto approvato, “compiacendosi” per la scelta fatta di concedere una deroga per lo sviluppo in verticale piuttosto che in orizzontale, l`assessore ha spiegato che, così facendo, chi arriverà da Paderno preferirà di certo incontrare con lo sguardo la nuova costruzione, soffermandosi ad osservarla piuttosto che essere distratto dell`esistente! Le conferenze di servizi tecniche, con Asl e Arpa, hanno dato parere favorevole e, dunque, su un`area di 16mila metri quadrati sarà realizzato: un parco verde attrezzato di 6mila metri quadrati, un edificio di 38 metri di altezza (che nel 2015 saranno autorizzati a diventare 45) e 12 piani (per un massimo di 15), uffici, spazi commerciali, un albergo e parcheggi.
Chiaramente preoccupati i sindaci dei comuni limitrofi tra cui Paderno, Robbiate e Imbersago che, su quell`area, oltre che a criticità dal punto di vista ambientale ci vedono anche una “strozzatura” per la viabilità. Pubblichiamo di seguito la lettera inviata al sindaco di Calusco d`Adda, firmata congiuntamente, dove si chiede la riduzione dell`impatto, con una maggiore mitigazione e se possibile anche una riduzione delle altezze.
DA:
Giuseppe Ripamonti, Sindaco
Comune di Cornate d’Adda, MI
Via Volta 29, 20040 Cornate d’Adda MI
Giovanni Ghislandi, Sindaco
Comune di Imbersago LC
Via Casterbarco 1, 23898 Imbersago LC
Valter Motta, Sindaco
Comune di Paderno d’Adda, LC
Piazza Vittoria 8, 23877 Paderno d’Adda LC
Alessandro Salvioni, Sindaco
Comune di Robbiate, LC
Piazza Repubblica 3 23899, Robbiate
Maria Carla Rocca, Sindaco
Comune di Solza BG
Via Don Rota, 24030 Solza, BG
Spettabile
Roberto Colleoni, Sindaco
Comune di Calusco d’Adda, BG
Piazza S. Fedele 1,
24033 Calusco d’Adda BG
e per conoscenza:
Agostino Agostinelli, Presidente
Parco Adda Nord,
Via B. Calvi 3, 20056 Trezzo sull’Adda, MI
Emanuele Panzeri, Assessore al Territorio
Provincia di Lecco
Corso Matteotti 3, 23900 Lecco
Felice Sonzogni, Assessore al Territorio
Direzione Ambiente,
Direz. Pianificazione Territoriale Urbanistica
Direzione Progettazione Viabilità .e Trasporti
Via T. Tasso,8 24121 – Bergamo
OGGETTO: P.I.I. Il Triangolo, Comune di Calusco d’Adda, BG - OSSERVAZIONI.
Spettabile Comune di Calusco d’Adda,
visto il Programma Integrato di Intervento denominato “Il Triangolo” adottato dal Comune di Calusco d’Adda con deliberazione N. 39 del Consiglio Comunale del 4 Agosto ultimo scorso, gli enti in indirizzo, nell’ottica di una programmazione sovracomunale per gli interventi di una certa rilevanza e per una completa valutazione degli impatti che tale intervento potrebbe avere nei propri territori, intendono proporre le seguenti considerazioni.
Il nostro intento è quello di fornire alcune proposte che tendano a ridurre l’impatto, diretto ed indiretto, sui nostri territori di questo Programma Integrato senza certamente entrare nel merito delle scelte urbanistiche di competenza del Comune di Calusco d’Adda.
Il nostro territorio, già fortemente urbanizzato e ricco di attrezzature e servizi, ha notevoli problematiche legate ad una cronica difficoltà di movimento e subisce un inquinamento atmosferico notevole.
Non riteniamo che in questi nostri territori vi sia carenza di strutture commerciali né di piccola ne tantomeno di media distribuzione, anzi.
Per questo motivo riteniamo non auspicabile la scelta di istituire una ulteriore area commerciale pari complessivamente a 2500 metri quadrati nell’ambito del P.I.I. in oggetto.
E’ noto a tutti come le aree commerciali siano un forte attrattore e generatore di traffico ed una così rilevante area commerciale in una zona così vicina al ponte di Paderno, con le sue già croniche difficoltà viabilistiche, è quantomeno inopportuna.
Inoltre, di rilevante impatto ambientale e paesaggistico risulta anche la realizzazione di un palazzo di 15 piani, pari a quasi 50 metri di altezza, a poche centinaia di metri dal Parco Adda Nord, dall’Area Leonardesca della valle dell’Adda e dallo storico ponte in ferro.
L’imponente, e invasivo, profilo della torre Italcementi non è certo motivo sufficiente per avallare sul nostro territorio strutture che nulla hanno a che fare con le nostre caratteristiche e tradizioni urbanistiche.
Inoltre una struttura alberghiera per 2600 metri quadrati di superficie risulta essere un ulteriore notevole attrattore e generatore di traffico e, forse, una struttura così ampia, con ben oltre un centinaio di posti letto, potrebbe risultare eccessiva per l’effettivo bisogno dei nostri territori.
Per le ragioni sopra esposte, i Comuni di Cornate d’Adda, Imbersago, Paderno d’Adda, Robbiate, Solza intendono presentare le seguenti
OSSEVAZIONI
al Programma Integrato di Intervento denominato “Il Triangolo”:
1. Si chiede che i 2600 metri quadri di area a destinazione commerciale vengano destinati ad attività diverse meno impattanti dal punto di vista viabilistico
2. in subordine si propone una loro riduzione
3. Si chiede che i vengano ridotti i 2600 metri quadri a destinazione alberghiera in modo da ridurre sia l’impatto viabilistico che quello paesaggistico
4. in alternativa si propone che vengano riviste le configurazioni degli edifici in modo da ridurne il numero di piani e quindi l’altezza complessiva.
Nella certezza che il Comune di Calusco voglia cogliere lo spirito propositivo delle osservazioni soprariportate, l’occasione ci è gradita per porgere i nostri più cordiali saluti.
Il Sindaco di Imbersago
Giovanni Ghislandi
Il sindaco di Paderno d’Adda
Valter Motta
Il Sindaco di Robbiate
Alessandro Salvioni
Il Sindaco di Solza
Maria Carla Rocca
Il Sindaco di Cornate d’Adda
Giuseppe Ripamonti
Calusco: i comuni vicini dicono no al Triangolo
“Magna pars est profectus velle proficere”
“Gran parte del progresso sta nella volontà di progredire”
Seneca
3 ottobre 2008
a Roberto Colleoni, Sindaco Comune di Calusco d’adda
Agostino Agostinelli, Presidente Parco Adda Nord,
Emanuele Panzeri, Assessore al Territorio Provincia di Lecco
Felice Sonzogni, Assessore al Territorio Provincia di Bergamo
OGGETTO: P.I.I. Il Triangolo, Comune di Calusco d’Adda, BG
OSSERVAZIONI.
Spettabile Comune di Calusco d’Adda,
visto il Programma Integrato di Intervento denominato “Il Triangolo” adottato dal Comune di Calusco d’Adda con deliberazione N. 39 del Consiglio Comunale del 4 Agosto ultimo scorso, gli enti in indirizzo, nell’ottica di una programmazione sovra comunale per gli interventi di una certa rilevanza e per una completa valutazione degli impatti che tale intervento potrebbe avere nei propri territori, intendono proporre le seguenti considerazioni.
Il nostro intento è quello di fornire alcune proposte che tendano a ridurre l’impatto, diretto ed indiretto, sui nostri territori di questo Programma Integrato senza certamente entrare nel merito delle scelte urbanistiche di competenza del Comune di Calusco d’Adda.
Il nostro territorio, già fortemente urbanizzato e ricco di attrezzature e servizi, ha notevoli problematiche legate ad una cronica difficoltà di movimento e subisce un inquinamento atmosferico notevole.
Non riteniamo che in questi nostri territori vi sia carenza di strutture commerciali né di piccola ne tantomeno di media distribuzione, anzi. Per questo motivo riteniamo non auspicabile la scelta di istituire una ulteriore area commerciale pari complessivamente a 2500 metri quadrati nell’ambito del P.I.I. in oggetto. E’ noto a tutti come le aree commerciali siano un forte attrattore e generatore di traffico ed una così rilevante area commerciale in una zona così vicina al ponte di Paderno, con le sue già croniche difficoltà viabilistiche, è quantomeno inopportuna.
Inoltre, di rilevante impatto ambientale e paesaggistico risulta anche la realizzazione di un palazzo di 15 piani, pari a quasi 50 metri di altezza, a poche centinaia di metri dal Parco Adda Nord, dall’Area Leonardesca della valle dell’Adda e dallo storico ponte in ferro.
L’imponente, e invasivo, profilo della torre Italcementi non è certo motivo sufficiente per avallare sul nostro territorio strutture che nulla hanno a che fare con le nostre caratteristiche e tradizioni urbanistiche.
Inoltre una struttura alberghiera per 2600 metri quadrati di superficie risulta essere un ulteriore notevole attrattore e generatore di traffico e, forse, una struttura così ampia, con ben oltre un centinaio di posti letto, potrebbe risultare eccessiva per l’effettivo bisogno dei nostri territori.
Per le ragioni sopra esposte, i Comuni di Cornate d’Adda, Imbersago, Paderno d’Adda, Robbiate, Solza intendono presentare le seguenti
OSSERVAZIONI
al Programma Integrato di Intervento denominato “Il Triangolo”:
1. Si chiede che i 2600 metri quadri di area a destinazione commerciale vengano destinati ad attività diverse meno impattanti dal punto di vista viabilistico
2. In subordine si propone una loro riduzione
3. Si chiede che i vengano ridotti i 2600 metri quadri a destinazione alberghiera in modo da ridurre sia l’impatto viabilistico che quello paesaggistico
4. In alternativa si propone che vengano riviste le configurazioni degli edifici in modo da ridurne il numero di piani e quindi l’altezza complessiva.
Nella certezza che il Comune di Calusco voglia cogliere lo spirito propositivo delle osservazioni sopra riportate, l’occasione ci è gradita per porgere i nostri più cordiali saluti.
Il Sindaco di Cornate d’Adda Giuseppe Ripamonti
Il Sindaco di Imbersago Giovanni Ghislanndi
Il sindaco di Paderno d’Adda Valter Motta
Il Sindaco di Robbiate Alessandro Salvioni
Il Sindaco di Solza Maria Carla Rocca
Calusco: ricordati che sei cava e cava resterai

postato da: terradadda alle ore 11/10/2008 09:17 | link | commenti
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Incidenti sul lavoro: due morti a Milano e L'Aquila
Incidenti sul lavoro: due morti a Milano e L'Aquila
Un operaio ferito nel Bergamasco
ROMA (6 ottobre) - Ancora vittime sul lavoro. Un operaio di 62 anni, titolare di una piccola azienda di manutenzione di canne fumarie, è morto in mattinata dopo essere precipitato dal tetto sul quale stava lavorando, in via Giordano a Cologno Monzese (MIlano). L'uomo ha fatto un volo di otto metri ed è morto sul colpo.
Vittima di un incidente anche un agricoltore, Pasquale Pietrantonio, 41 anni, morto mentre stava lavorando con un cavapatate su un agro nella piana del Fucino, a ridosso della strada 19, nel territorio del Comune di Aielli (L'Aquila).
Operaio ferito in una ditta nel Bergamasco. Nello stabilimento Italcementi di Calusco d'Adda (Bergamo) un operaio di 30 anni è rimasto ferito in un altro incidente: l'uomo stava caricando un'autocisterna quando all'improvviso è caduto da un'altezza di circa due metri e mezzo, battendo la testa al suolo. Ancora non è chiara la dinamica dell'incidente, pare comunque che prima di cadere l'operaio abbia perso l'equilibrio. L'allarme è scattato immediatamente: l'uomo è stato trasportato in elicottero agli Ospedali riuniti di Bergamo, dov'è stato ricoverato per un forte trauma cranico.
Un operaio ferito nel Bergamasco
ROMA (6 ottobre) - Ancora vittime sul lavoro. Un operaio di 62 anni, titolare di una piccola azienda di manutenzione di canne fumarie, è morto in mattinata dopo essere precipitato dal tetto sul quale stava lavorando, in via Giordano a Cologno Monzese (MIlano). L'uomo ha fatto un volo di otto metri ed è morto sul colpo.
Vittima di un incidente anche un agricoltore, Pasquale Pietrantonio, 41 anni, morto mentre stava lavorando con un cavapatate su un agro nella piana del Fucino, a ridosso della strada 19, nel territorio del Comune di Aielli (L'Aquila).
Operaio ferito in una ditta nel Bergamasco. Nello stabilimento Italcementi di Calusco d'Adda (Bergamo) un operaio di 30 anni è rimasto ferito in un altro incidente: l'uomo stava caricando un'autocisterna quando all'improvviso è caduto da un'altezza di circa due metri e mezzo, battendo la testa al suolo. Ancora non è chiara la dinamica dell'incidente, pare comunque che prima di cadere l'operaio abbia perso l'equilibrio. L'allarme è scattato immediatamente: l'uomo è stato trasportato in elicottero agli Ospedali riuniti di Bergamo, dov'è stato ricoverato per un forte trauma cranico.
Cade dal tetto dell'autocisterna
Cade dal tetto dell'autocisterna
Giovane autista grave ai Riuniti
Incidente sul lavoro alla Italcementi spa di Calusco d’Adda. Un giovane autista, 29 anni di Pianico, è caduto dall'autocisterna sulla quale era salito per le operazioni preparatorie al caricamento del cemento sfuso. L'uomo è scivolato da un'altezza di più di 3 metri, è caduto a terra ed ha urtato la testa. Soccorso, è stato ricoverato ai Riuniti in prognosi riservata per trauma cranico.
L'incidente è avvenuto questo pomeriggio, intorno alle 15. Il 29enne, dipendente di una società di autotrasporti, doveva caricare sul suo mezzo il cemento sfuso. Quando è stato il suo turno è salito sull'autocisterna per svolgere le operazioni preparatorie e in particolare per aprire la bocca di carico. Per cause ancora da accertare l’autista è caduto. Poco dopo è stato notato a terra dal personale dello stabilimento che è intervenuto immediatamente per prestare soccorso e nel contempo ha allertato il 118. Sul posto sono arrivati l’elisoccorso e l’auto medicalizzata e il ferito è stato trasportato con l’elicottero agli Ospedali Riuniti di Bergamo: la prognosi è riservata.
(06/10/2008
Giovane autista grave ai Riuniti
Incidente sul lavoro alla Italcementi spa di Calusco d’Adda. Un giovane autista, 29 anni di Pianico, è caduto dall'autocisterna sulla quale era salito per le operazioni preparatorie al caricamento del cemento sfuso. L'uomo è scivolato da un'altezza di più di 3 metri, è caduto a terra ed ha urtato la testa. Soccorso, è stato ricoverato ai Riuniti in prognosi riservata per trauma cranico.
L'incidente è avvenuto questo pomeriggio, intorno alle 15. Il 29enne, dipendente di una società di autotrasporti, doveva caricare sul suo mezzo il cemento sfuso. Quando è stato il suo turno è salito sull'autocisterna per svolgere le operazioni preparatorie e in particolare per aprire la bocca di carico. Per cause ancora da accertare l’autista è caduto. Poco dopo è stato notato a terra dal personale dello stabilimento che è intervenuto immediatamente per prestare soccorso e nel contempo ha allertato il 118. Sul posto sono arrivati l’elisoccorso e l’auto medicalizzata e il ferito è stato trasportato con l’elicottero agli Ospedali Riuniti di Bergamo: la prognosi è riservata.
(06/10/2008
Friday, October 03, 2008
Merate: le PM10 tornano a ``fare paura``
Merate: le PM10 tornano a ``fare paura``
Per due giorni il livello sopra i 50 µg/mc
I primi segnali di freddo devono aver spronato più di una persona ad accendere caloriferi e caminetti tanto che le polveri sottili hanno iniziato ad aumentare sorpassando la soglia dei 50 µg/mc. Dopo la tregua estiva, complice ora anche la situazione meteorologica, le criticità sul fronte dell`inquinamento ritornano e l`incubo polveri sottili sarà acuito quest`anno anche dall`introduzione di un nuovo parametro, le PM2.5 che misurano i corpuscoli inquinanti ancora più piccoli e dunque più invasivi presenti nell`aria.
Lunedì 29 per un soffio i parametri sono rimasti nella norma di legge, con 49 µg/mc rilevati dalla centralina di Merate. Un dato che è stato una sorta di campanello d`allarme. Infatti, come previsto, martedì 30 settembre a chiusura di mese si è registrato il primo superamento con 66 µg/mc. Lecco e Valmadrera, per il momento sono rimaste nei limiti, anche se di poco. La salita della concentrazione di polveri sottili è proseguita anche nella giornata di mercoledì 1 ottobre e il mese si è purtroppo inaugurato con un valore negativo pari a 72 µg/mc. I superamenti, come è stato possibile visionare dal rapporto dell`Arpa, sono stati abbastanza frequenti in tutta la Lombardia dove la punta massima è stata toccata a Milano zona Pascal-Città studi con 84µg/mc . Sul lago per il momento la situazione è rimasta contenuta anche se non si possono fare previsioni positive per i prossimi giorni. Dal 15 ottobre, tra l`altro, per la città di Merate, inserita nell`area A1, scatterà il blocco del traffico per le auto più inquinanti e con esso anche le limitazioni per l`accensione di determinati tipi di stufe a legna.
Per due giorni il livello sopra i 50 µg/mc
I primi segnali di freddo devono aver spronato più di una persona ad accendere caloriferi e caminetti tanto che le polveri sottili hanno iniziato ad aumentare sorpassando la soglia dei 50 µg/mc. Dopo la tregua estiva, complice ora anche la situazione meteorologica, le criticità sul fronte dell`inquinamento ritornano e l`incubo polveri sottili sarà acuito quest`anno anche dall`introduzione di un nuovo parametro, le PM2.5 che misurano i corpuscoli inquinanti ancora più piccoli e dunque più invasivi presenti nell`aria.
Lunedì 29 per un soffio i parametri sono rimasti nella norma di legge, con 49 µg/mc rilevati dalla centralina di Merate. Un dato che è stato una sorta di campanello d`allarme. Infatti, come previsto, martedì 30 settembre a chiusura di mese si è registrato il primo superamento con 66 µg/mc. Lecco e Valmadrera, per il momento sono rimaste nei limiti, anche se di poco. La salita della concentrazione di polveri sottili è proseguita anche nella giornata di mercoledì 1 ottobre e il mese si è purtroppo inaugurato con un valore negativo pari a 72 µg/mc. I superamenti, come è stato possibile visionare dal rapporto dell`Arpa, sono stati abbastanza frequenti in tutta la Lombardia dove la punta massima è stata toccata a Milano zona Pascal-Città studi con 84µg/mc . Sul lago per il momento la situazione è rimasta contenuta anche se non si possono fare previsioni positive per i prossimi giorni. Dal 15 ottobre, tra l`altro, per la città di Merate, inserita nell`area A1, scatterà il blocco del traffico per le auto più inquinanti e con esso anche le limitazioni per l`accensione di determinati tipi di stufe a legna.
Thursday, October 02, 2008
Italcementi. "Stufi di essere presi in giro"
Italcementi. "Stufi di essere presi in giro"
Di Marco Tonarelli *, giovedì 02 ottobre 2008
Ci hanno scritto gli operai
Ciao Matteo, ti mando questa mia a nome di alcuni operai Italcementi. Come lavoratori Italcementi intendiamo soffermare l'attenzione dei lettori sui recenti sviluppi della vertenza che coinvolge il nostro stabilimento di via Frassina.
Dopo i proclami esaltanti fatti dal sindaco nel comunicato ufficiale uscito il 19 settembre, a seguito dell'incontro avvenuto in comune tra azienda istituzioni locali e sindacati in cui tutto sembrava risolto ("una soluzione che accontenta tutti"), oggi cominciamo a fare i conti con i fatti e non con le parole.
Le parole recitavano press'a poco così: mobilità volontarie, trasferimenti, 5 lavoratori a Progetto Carrara (contemplati nell'accordo di acquisto di cava foce), 11 lavoratori a libro paga di Italcementi fino alla risoluzione della vertenza, che vuol dire reindustrializzazione del sito di via Aurelia e garanzie di posti di lavoro in loco.
Se per le mobilità volontarie tutto si è risolto come preventivato (più per paura di cosa sarebbe potuto succedere in futuro che non per scelta di opportunità), per i trasferimenti le promesse non si sono rivelate tali, poiché non subito attuabili, ma vincolati a periodi di mobilità di 1 o 2 anni, e, la possibilità di trasferimento di 5 lavoratori a Progetto Carrara, si è infranto del tutto, poiché sempre più insistente l'ipotesi che non si tratti di quest'ultima ma di ditte appaltatrici che gravitano intorno alla costruzione della strada dei marmi, cosa di cui non si era mai parlato in nessun accordo e, a nostro avviso, una soluzione meno tutelante rispetto ad opportunita lavorative in loco e di lungo periodo.
Ultimo e non ultimo, l'ipotesi di libro paga aperto fino alla risoluzione della vertenza, comincia a vacillare, non essendo supportati rispetto a questa eventualità di un protocollo sottoscritto dalle parti. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.
La domanda sorge spontanea: noi lavoratori, non ci abbiamo capito niente o qualcuno cerca di farci ingoiare dei rospi facendoli passare per tordelli? Qual è la verità vorremmo saperlo un volta per tutte. E' avvilente dover subire una perdita del lavoro e, al contempo, essere presi per i fondelli un po' da tutti.
Il sindaco, che si è fatto promotore e portavoce di quest'ultima radiante soluzione della vertenza, che si rende alla faccia di tutti sempre disponibile, e i sindacati, che come noi credo rimangono spiazzati da questi continui volta faccia, mantengano le promesse fatte, le sottoscrivano e le presentino ufficialmente.
Italcementi (che per 70 anni ha guadagnato su questo territorio, per lei decine e decine di lavoratori si sono spaccati la schiena ed ingoiato polvere e fumo del suo camino) aveva garantito nei primi incontri di questa vertenza che non lasciava Carrara con un problema occupazionale irrisolto. Ad oggi i posti di lavoro persi sono già 20, guardiamo di perdere anche quelli che restano e avremo fatto tutti una degna figura.
Marco Tonarelli
(*) Dipendente Italcementi Carrara
Di Marco Tonarelli *, giovedì 02 ottobre 2008
Ci hanno scritto gli operai
Ciao Matteo, ti mando questa mia a nome di alcuni operai Italcementi. Come lavoratori Italcementi intendiamo soffermare l'attenzione dei lettori sui recenti sviluppi della vertenza che coinvolge il nostro stabilimento di via Frassina.
Dopo i proclami esaltanti fatti dal sindaco nel comunicato ufficiale uscito il 19 settembre, a seguito dell'incontro avvenuto in comune tra azienda istituzioni locali e sindacati in cui tutto sembrava risolto ("una soluzione che accontenta tutti"), oggi cominciamo a fare i conti con i fatti e non con le parole.
Le parole recitavano press'a poco così: mobilità volontarie, trasferimenti, 5 lavoratori a Progetto Carrara (contemplati nell'accordo di acquisto di cava foce), 11 lavoratori a libro paga di Italcementi fino alla risoluzione della vertenza, che vuol dire reindustrializzazione del sito di via Aurelia e garanzie di posti di lavoro in loco.
Se per le mobilità volontarie tutto si è risolto come preventivato (più per paura di cosa sarebbe potuto succedere in futuro che non per scelta di opportunità), per i trasferimenti le promesse non si sono rivelate tali, poiché non subito attuabili, ma vincolati a periodi di mobilità di 1 o 2 anni, e, la possibilità di trasferimento di 5 lavoratori a Progetto Carrara, si è infranto del tutto, poiché sempre più insistente l'ipotesi che non si tratti di quest'ultima ma di ditte appaltatrici che gravitano intorno alla costruzione della strada dei marmi, cosa di cui non si era mai parlato in nessun accordo e, a nostro avviso, una soluzione meno tutelante rispetto ad opportunita lavorative in loco e di lungo periodo.
Ultimo e non ultimo, l'ipotesi di libro paga aperto fino alla risoluzione della vertenza, comincia a vacillare, non essendo supportati rispetto a questa eventualità di un protocollo sottoscritto dalle parti. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.
La domanda sorge spontanea: noi lavoratori, non ci abbiamo capito niente o qualcuno cerca di farci ingoiare dei rospi facendoli passare per tordelli? Qual è la verità vorremmo saperlo un volta per tutte. E' avvilente dover subire una perdita del lavoro e, al contempo, essere presi per i fondelli un po' da tutti.
Il sindaco, che si è fatto promotore e portavoce di quest'ultima radiante soluzione della vertenza, che si rende alla faccia di tutti sempre disponibile, e i sindacati, che come noi credo rimangono spiazzati da questi continui volta faccia, mantengano le promesse fatte, le sottoscrivano e le presentino ufficialmente.
Italcementi (che per 70 anni ha guadagnato su questo territorio, per lei decine e decine di lavoratori si sono spaccati la schiena ed ingoiato polvere e fumo del suo camino) aveva garantito nei primi incontri di questa vertenza che non lasciava Carrara con un problema occupazionale irrisolto. Ad oggi i posti di lavoro persi sono già 20, guardiamo di perdere anche quelli che restano e avremo fatto tutti una degna figura.
Marco Tonarelli
(*) Dipendente Italcementi Carrara
Wednesday, October 01, 2008
Torna l'incubo delle polveri sottili
Torna l'incubo delle polveri sottili
Riaprono le scuole e in strada torna il grande traffico. Si abbassano le temperature e in tanti danno qualche fiammata al riscaldamento domestico. Risultato? L'aria diventa irrespirabile e torna lo spettro delle polveri sottili. Il bollettino della qualità dell'aria dell'Arpa, relativo alla giornata di ieri (dall'1 alle 24 di martedì 30 settembre) parla chiaro. Il valore Pm10 (polveri sottili appunto) è stato superato sia a Bergamo che in tutte le località della provincia dove è presente una centralina di rilevamento della qualità dell'aria, fatta eccezione per Filago.
Il valore di riferimento, come è noto, è di 50 microgrammi per metro cubo d'aria. Questo valore limite è stato superato a Bergamo (via Meucci) con 66 microgrammi, Lallio 53, Osio Sotto 55, Treviglio 66, Calusco 58. Filago si salva in extremis, ma il valore è di 47 microgrammi,. 3 microgrammi in meno rispetto al valore limite. Le previsioni per i prossimi giorni non sono di certo ottimistiche. Il traffico quotidiano, i rallentamenti per i cantieri aperti, le basse temperature e la nuvolosità non porteranno sostanziali cambiamenti.
(01/10/2008)
Riaprono le scuole e in strada torna il grande traffico. Si abbassano le temperature e in tanti danno qualche fiammata al riscaldamento domestico. Risultato? L'aria diventa irrespirabile e torna lo spettro delle polveri sottili. Il bollettino della qualità dell'aria dell'Arpa, relativo alla giornata di ieri (dall'1 alle 24 di martedì 30 settembre) parla chiaro. Il valore Pm10 (polveri sottili appunto) è stato superato sia a Bergamo che in tutte le località della provincia dove è presente una centralina di rilevamento della qualità dell'aria, fatta eccezione per Filago.
Il valore di riferimento, come è noto, è di 50 microgrammi per metro cubo d'aria. Questo valore limite è stato superato a Bergamo (via Meucci) con 66 microgrammi, Lallio 53, Osio Sotto 55, Treviglio 66, Calusco 58. Filago si salva in extremis, ma il valore è di 47 microgrammi,. 3 microgrammi in meno rispetto al valore limite. Le previsioni per i prossimi giorni non sono di certo ottimistiche. Il traffico quotidiano, i rallentamenti per i cantieri aperti, le basse temperature e la nuvolosità non porteranno sostanziali cambiamenti.
(01/10/2008)
Friday, September 26, 2008
Carvico: lo splendore della teleferica Italcementi
giovedì, 25 settembre 2008
Carvico: lo splendore della teleferica Italcementi
Avevamo visto tutti, o quasi tutti, i cavalcavia della teleferica Italcementi che serviva a trasportare il materiale cavato a Col Pedrino di Palazzago fino allo stabilimento di Calusco, ma questo che vedete nella foto ci mancava. La teleferica Italcementi è inutilizzata da due anni e più da quando è entrata in funzione la nuova galleria che da Col Pedrino trasporta una quantità dieci volte superiore (rispetto ai volumi trasportabili con la teleferica) a Calusco. Italcementi dovrebbe rimuoverla interamente, ma graziosamente gli enti pubblici le hanno lasciato quattro anni di tempo per farlo fino al 2011 (chi vuole rileggersi tutta la storia veda qui). Nel frattempo in molti, specialmente i carvichesi si godranno a lungo lo spettacolo di questi mostri di ferro e cemento: la rassegnazione è il sentimento più diffuso tra i cittadini, nessuno dirà niente. Finché la teleferica e i viadotti, in totale assenza di manutenzione, non cominceranno a perdere qualche pezzo che magari cade sulla tua di automobile e allora si comincerà a strillare. Nel frattempo godetevi l’immagine di questo bel monumento in mezzo ai campi che non avevamo mai visto neppure noi, una stazione della teleferica di Italcementi con gli scambi. Un pezzo che va iscritto a buon diritto nei memorabilia.
Carvico: lo splendore della teleferica Italcementi
Avevamo visto tutti, o quasi tutti, i cavalcavia della teleferica Italcementi che serviva a trasportare il materiale cavato a Col Pedrino di Palazzago fino allo stabilimento di Calusco, ma questo che vedete nella foto ci mancava. La teleferica Italcementi è inutilizzata da due anni e più da quando è entrata in funzione la nuova galleria che da Col Pedrino trasporta una quantità dieci volte superiore (rispetto ai volumi trasportabili con la teleferica) a Calusco. Italcementi dovrebbe rimuoverla interamente, ma graziosamente gli enti pubblici le hanno lasciato quattro anni di tempo per farlo fino al 2011 (chi vuole rileggersi tutta la storia veda qui). Nel frattempo in molti, specialmente i carvichesi si godranno a lungo lo spettacolo di questi mostri di ferro e cemento: la rassegnazione è il sentimento più diffuso tra i cittadini, nessuno dirà niente. Finché la teleferica e i viadotti, in totale assenza di manutenzione, non cominceranno a perdere qualche pezzo che magari cade sulla tua di automobile e allora si comincerà a strillare. Nel frattempo godetevi l’immagine di questo bel monumento in mezzo ai campi che non avevamo mai visto neppure noi, una stazione della teleferica di Italcementi con gli scambi. Un pezzo che va iscritto a buon diritto nei memorabilia.
Thursday, September 18, 2008
Calusco: due torri e. . . .un eliporto
Calusco: due torri e. . . .un eliporto
Per motivi di lavoro percorro, purtroppo per me quotidianamente, da circa 15 anni il ponte di Paderno e vorrei fare i complimenti all`amministrazione di calusco che ha visto bene di chiudere tutte le strade laterali in direzione dei semafori bloccando così di fatto la viabilità sulla una strada già perennemente congestionata (tempo medio percorrenza ufficio/casa alle ore 18.00 - 11km. 45 minuti). Ora leggo che nel triangolo di "deserto" che c`è tra l`Italcementi, il Ghinzani e la discoteca Eclisse hanno intenzione di costruire n.2 torri da 45 mt. cad.da adibire ad uffici e/o Hotel. Consiglierei la costruzione di un eliporto sul tetto degli stabili per favorire l`accesso alle centinaia di persone che graviteranno intorno ad una lottizzazione del genere.
Lettera firmata
Articoli Correlati:
(c)www.merateonline.it
Il primo giornale digitale
della provincia di Lecco Scritto il 17/9/2008 alle 15.15
Per motivi di lavoro percorro, purtroppo per me quotidianamente, da circa 15 anni il ponte di Paderno e vorrei fare i complimenti all`amministrazione di calusco che ha visto bene di chiudere tutte le strade laterali in direzione dei semafori bloccando così di fatto la viabilità sulla una strada già perennemente congestionata (tempo medio percorrenza ufficio/casa alle ore 18.00 - 11km. 45 minuti). Ora leggo che nel triangolo di "deserto" che c`è tra l`Italcementi, il Ghinzani e la discoteca Eclisse hanno intenzione di costruire n.2 torri da 45 mt. cad.da adibire ad uffici e/o Hotel. Consiglierei la costruzione di un eliporto sul tetto degli stabili per favorire l`accesso alle centinaia di persone che graviteranno intorno ad una lottizzazione del genere.
Lettera firmata
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(c)www.merateonline.it
Il primo giornale digitale
della provincia di Lecco Scritto il 17/9/2008 alle 15.15
Tuesday, September 09, 2008
La casa da 100K
Una casa ecologica, a basso costo, orientata alla “socialità” e adattabile alle esigenze più diverse. Questi sono gli obiettivi che Italcementi ha condiviso con l'architetto Mario Cucinella nella progettazione e nella realizzazione della Casa da 100K, l’edificio di 100 mq per un costo di 100mila euro. Tutto incentrato sull'impegno a favore di uno sviluppo rispettoso dell’ambiente e attento alle persone.
Presentata lo scorso luglio al Congresso Mondiale degli Architetti di Torino, la sfida della Casa da 100K continua e saranno presentate nuove evoluzioni per un “abitare” a misura d’uomo e più eco-compatibile alla Biennale di Venezia, dal 14 settembre al 23 novembre prossimi.
Dalla ricerca Housing Evolution condotta da Makno Consulting emerge il desiderio delle famiglie italiane di avere una casa ad un costo accessibile, ecologica e che dia spazio alle differenti identità e modi di vivere. La Casa da 100K, che risparmia sui costi di gestione grazie ai pannelli fotovoltaici che consentono di produrre energia per il fabbisogno dell’abitazione e rivendere quella in eccesso, è l’abitazione moderna che dà vita ai più diversi stili abitativi. Gli esperti del Centro Ricerca e Innovazione stanno lavorando in stretta collaborazione con lo studio di Cucinella per consentirne la realizzazione tecnica, mettendo a punto i materiali eco-compatibili e con costi limitati.
La sfida è difendere l’ambiente risparmiando.
I ricercatori di Italcementi stanno sviluppando un calcestruzzo con le stesse caratteristiche di durabilità e resistenza dei calcestruzzi tradizionali, ma con coefficienti di conducibilità termica molto bassi, grazie alla presenza di aggregati provenienti da materiali inorganici di riciclo che vengono valorizzati in materiali ad alte prestazioni. Questo permette una maggiore capacità di trattenere il calore d’inverno e l’aria fresca in estate. Lo sviluppo del nuovo calcestruzzo è già in fase avanzata: attualmente è in corso la messa a punto del materiale in termini meccanici e termo-fisici nonché di posa in opera. Entro la fine del 2008 il materiale sarà definitivamente completato e pronto all’uso.
Italcementi e Studio MCA hanno inoltre avviato con Moretti S.p.A., azienda leader nella produzione di elementi costruttivi e prefabbricati, una collaborazione finalizzata allo sviluppo dei pannelli per la Casa da 100K. L’abitazione è infatti una prefabbricazione non standardizzata, con pareti scorrevoli e curvabili e sistemi di chiusura a monoblocchi, che consentono di diversificarne l’aspetto sia esterno che interno. Soluzioni aperte che permettono alle famiglie di dare sostanza alla loro “casa dei sogni”. Questi pannelli sono manufatti a regola d’arte e innovativi non solo per i nuovi materiali di Italcementi con cui sono realizzati, ma anche per le tecniche di fabbricazione messe a punto da Moretti S.p.A., che attraverso il suo know-how garantisce la qualità del prodotto finito.
I materiali sviluppati da Italcementi sono interessanti sia per le loro caratteristiche strutturali sia sul fronte dell’intero ciclo di vita. In un’ottica di eco-sostenibilità, infatti, gli aggregati presenti nel calcestruzzo non provengono da materie prime, andando quindi ad intaccare risorse non rinnovabili, ma dal riutilizzo di altri materiali. In questo modo si abbatte la quantità di emissioni di CO2 in fase di produzione. Non solo: la natura ecologica del materiale ne permette un completo riutilizzo in fase di dismissione. Sul fronte delle emissioni di CO2, l’abitazione risulta decisamente innovativa: se una casa tradizionale produce 62 kg di CO2 per metro quadro all’anno, il valore per la Casa da 100K è pari a zero.
Presentata lo scorso luglio al Congresso Mondiale degli Architetti di Torino, la sfida della Casa da 100K continua e saranno presentate nuove evoluzioni per un “abitare” a misura d’uomo e più eco-compatibile alla Biennale di Venezia, dal 14 settembre al 23 novembre prossimi.
Dalla ricerca Housing Evolution condotta da Makno Consulting emerge il desiderio delle famiglie italiane di avere una casa ad un costo accessibile, ecologica e che dia spazio alle differenti identità e modi di vivere. La Casa da 100K, che risparmia sui costi di gestione grazie ai pannelli fotovoltaici che consentono di produrre energia per il fabbisogno dell’abitazione e rivendere quella in eccesso, è l’abitazione moderna che dà vita ai più diversi stili abitativi. Gli esperti del Centro Ricerca e Innovazione stanno lavorando in stretta collaborazione con lo studio di Cucinella per consentirne la realizzazione tecnica, mettendo a punto i materiali eco-compatibili e con costi limitati.
La sfida è difendere l’ambiente risparmiando.
I ricercatori di Italcementi stanno sviluppando un calcestruzzo con le stesse caratteristiche di durabilità e resistenza dei calcestruzzi tradizionali, ma con coefficienti di conducibilità termica molto bassi, grazie alla presenza di aggregati provenienti da materiali inorganici di riciclo che vengono valorizzati in materiali ad alte prestazioni. Questo permette una maggiore capacità di trattenere il calore d’inverno e l’aria fresca in estate. Lo sviluppo del nuovo calcestruzzo è già in fase avanzata: attualmente è in corso la messa a punto del materiale in termini meccanici e termo-fisici nonché di posa in opera. Entro la fine del 2008 il materiale sarà definitivamente completato e pronto all’uso.
Italcementi e Studio MCA hanno inoltre avviato con Moretti S.p.A., azienda leader nella produzione di elementi costruttivi e prefabbricati, una collaborazione finalizzata allo sviluppo dei pannelli per la Casa da 100K. L’abitazione è infatti una prefabbricazione non standardizzata, con pareti scorrevoli e curvabili e sistemi di chiusura a monoblocchi, che consentono di diversificarne l’aspetto sia esterno che interno. Soluzioni aperte che permettono alle famiglie di dare sostanza alla loro “casa dei sogni”. Questi pannelli sono manufatti a regola d’arte e innovativi non solo per i nuovi materiali di Italcementi con cui sono realizzati, ma anche per le tecniche di fabbricazione messe a punto da Moretti S.p.A., che attraverso il suo know-how garantisce la qualità del prodotto finito.
I materiali sviluppati da Italcementi sono interessanti sia per le loro caratteristiche strutturali sia sul fronte dell’intero ciclo di vita. In un’ottica di eco-sostenibilità, infatti, gli aggregati presenti nel calcestruzzo non provengono da materie prime, andando quindi ad intaccare risorse non rinnovabili, ma dal riutilizzo di altri materiali. In questo modo si abbatte la quantità di emissioni di CO2 in fase di produzione. Non solo: la natura ecologica del materiale ne permette un completo riutilizzo in fase di dismissione. Sul fronte delle emissioni di CO2, l’abitazione risulta decisamente innovativa: se una casa tradizionale produce 62 kg di CO2 per metro quadro all’anno, il valore per la Casa da 100K è pari a zero.
Tuesday, August 26, 2008
Calusco: ecco le torri gemelle con hotel e uffici

Calusco: ecco le torri gemelle con hotel e uffici
Due «torri gemelle» alte 45 metri a destinazione alberghiera e uffici, un edificio con un mix di funzioni commerciali e direzionali, un supermercato discount, parcheggi, piste ciclopedonali e aree verdi. Tutto questo sorgerà sul «Triangolo» di Calusco d’Adda, il terreno posto tra la provinciale di via Marconi e la via Vittorio Emanuele, di fronte alla torre della cementeria dell’Italcementi.
Le imponenti costruzioni architettoniche mirano a diventare un segno caratteristico di Calusco d’Adda, assieme ai cento metri della ciminiera del forno dell’Italcementi, ma soprattutto l’intervento si propone come una soluzione per la riqualificazione urbana e ambientale di un’area periferica con strutture produttive nelle vicinanze. Questo progetto fa parte del piano integrato di intervento che è stato adottato a maggioranza, con voto contrario della minoranza, nell’ultimo Consiglio comunale.
Per l’assessore allo Sviluppo del territorio, Massimo Cocchi: «Questo piano integrato d’intervento (Pii) ha avuto come base un proficuo rapporto tra pubblico e privato per attuare una progettazione concordata e partecipata al fine di promuovere con un intervento idoneo ed efficace la riqualificazione del territorio, dell’ambiente e del paesaggio, nonché l’ottimizzazione dei servizi. La realizzazione di edifici alti 45 metri e dall’alto valore architettonico e strutturale, è stata concessa al fine di catalizzare lo sguardo dell’osservatore e per nascondere le strutture industriali circostanti». Il Comune riceverà da questa operazione, in opere pubbliche (in buona parte rotonde, piste ciclabili e riqualificazione di strade) e oneri di urbanizzazione, la somma di due milioni e 370 mila euro.
Al consiglio comunale ha illustrato il piano denominato «Il Triangolo», l’architetto Ales Previtali, dello Studio Associato Previtali di Calusco d’Adda che ha predisposto il progetto per conto della società Le-Ber Immobiliare sas di Colleoni Luigi con sede a Calusco. La superficie totale interessata da questo intervento è di 18.500 metri quadrati, di cui 6.600 metri quadrati saranno interessati dalle costruzioni, mentre sui restanti metri quadrati saranno adibiti a verde, parcheggi, uso pubblico, nonché la realizzazione di una nuova rotatoria all’incrocio tra via Marconi e Vittorio Emanuele.
Gli edifici che verranno realizzati sull’attuale area disomogenea (non edificata, a destinazione pubblico-collettiva, con spazi e zone di rispetto cimiteriale, con la presenza di alcune realtà commerciali e residenze private) saranno tre, studiati architettonicamente da far risultare, come ha descritto l’architetto, uno «skyline movimentato e irregolare, fatto di corpi che si innalzano a diversi livelli alternati agli spazi vuoti dei parcheggi ed a zone verdi».
Il primo fabbricato ospiterà un supermercato discount e sarà a un solo piano per un totale di 1.500 metri quadrati. Verrà realizzato subito dopo il corpo di fabbrica dell’Italcementi, che nell’accordo fatto con il comune dovrà essere distrutto, separato da una pista ciclopedonale, che collegherà la via Vittorio Emanuele a via Marconi, e da una barriera verde alberata. Proseguendo verso Ovest, ci sarà l’area destinata a parcheggio, con mitigazioni di verde e un piccolo parco con piante. Quindi, sorgerà il secondo edificio su due piani (800 metri quadrati il primo e altri 800 metri quadrati il secondo), che ospiterà un mix funzionale, commercio al piano terra e attività direzionale al primo piano. Con l’adozione il Piano integrato rimarrà in visione per trenta giorni per le osservazioni, quindi altri 45 giorni in Provincia per l’approvazione e poi ritornerà in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
(12/08/2008)
Strade - Via libera al progetto definitivo di una edelle opere più importanti della viabilità provinciale. La strada sarà lunga tre chilometri e attraverserà i territori di Cisano Bergamasco e Pontida. Consentirà a chi arriva da Lecco di raggiungere Bergamo in tempi molto più rapidi.
Variante di Cisano, la Provincia approva il progetto
Stampa Invia Zoom testo
La Giunta Provinciale ha approvato il progetto definitivo della Variante di Cisano Bergamasco. Mantenendo l’impegno assunto con il Ministero delle Infrastrutture, il progetto è stato predisposto entro il mese di agosto e verrà immediatamente trasmesso per consentire al Cipe l’approvazione definitiva con la relativa copertura finanziaria, come presupposto necessario per l’auspicato appalto dell’opera. Questa attraverserà i territori di Cisano Bergamasco e Pontida e si svilupperà tra la ex SS 639 a Nord di Cisano Bergamasco e lo svincolo con la SP 169. La strada sarà lunga 3,2 chilometri, avrà inizio a nord ovest dell’abitato di Cisano e comprende:
- uno svincolo a salto di montone con il tracciato principale in sottopassaggio rispetto alla rampa di svincolo costituita dalla direzione Lecco-Bergamo
- una galleria artificiale lunga poco più di 600 metri
- il ponte di attraversamento del Torrente Sonna
- una rotatoria a raso prevista per il futuro collegamento alla ex SS 342 in direzione Pontida
- un tratto in rilevato lungo il Torrente Sonna
- una rotatoria a raso di interconnessione con la SP 169.
La Variante di Cisano ha un’importante valenza interprovinciale e rappresenta un segmento del collegamento Bergamo-Lecco, all’interno del più ampio disegno infrastrutturale già definito tra le Province di Bergamo e Lecco e condiviso con la Regione Lombardia e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
“Consentirà alla realtà di Lecco di accedere rapidamente all’aeroporto di Orio al Serio, all’autostrada A4 e nel prossimo futuro alla Pedemontana. – ha spiegato l’assessore alle Grandi Infrastutture, Felice Sonzogni - In questo itinerario si inserisce il recente intervento della variante Villa d’Adda-Carvico realizzato dalla Provincia e aperto al traffico nel luglio 2007 e sarà completato con il successivo tratto Calusco d’Adda-Terno d’Isola, inserito nella Legge Obiettivo”. L’insieme di questi interventi – continua l’assessore Felice Sonzogni – “consentirà anche di migliorare le condizioni generali di sicurezza e ambientali nei Comuni dell’Isola bergamasca, penalizzati dal traffico di attraversamento che sarà trasferito sulla nuova infrastruttura”. Il costo complessivo ha subito incrementi significativi dovuti sostanzialmente: all’accoglimento delle prescrizioni Cipe, del Parco dell’Adda e dei Comuni; all’incremento dei costi di acquisizione ed espropiazione delle aree, all’adeguamento dei prezzi unitari del 2000. Il costo attuale è di 53 milioni di euro. “Con l’adempimento di oggi la Provincia di Bergamo ha concluso la fase progettuale – ha concluso il Presidente della Provincia, Valerio Bettoni -. Le procedure e i tempi delle approvazioni sono ora affidate al Cipe. L’auspicio è che entro la fine di quest’anno si concluda l’istruttoria per passare nel 2009 alla realizzazione dell’opera”.
Ottanta telecamere contro il crimine
di SERGIO PEREGO— PADERNO D'ADDA —
di SERGIO PEREGO
UN IMPIANTO di videosorveglianza con ottanta telecamere installate nei quattro comuni i cui amministratori hanno organizzato insieme il servizio di polizia locale. Decine di occhi che, a Paderno d'Adda, Robbiate e nei due Verderio stanno già controllando i punti sensibili del territorio. Un impegno economico importante per le amministrazioni Obiettivo? Rendere sempre più sicura la vita dei loro concittadini anche con la vigilanza preventiva. Spiega il sindaco Valter Motta: «La fase di collaudo dell'impianto di videosorveglianza è terminata. Le telecamere sono già tutte in funzione. Il controllo è stato esteso sui punti sensibili dei quattro Comuni del nostro territorio; scuole materne, elementari e alla media di Robbiate. Le piazza o le strade che ospitano i municipi. Le biblioteche e i centri sportivi. Le isole ecologiche. Gli agenti sono già in grado di monitorare le aree comunali».
IL SINDACO MOTTA rileva: «L'impegno di spesa è stato di 290 mila euro. Ma vorremmo allargare ancora la sorveglianza anche ad altri punti che in questa prima fase non siamo riusciti a coprire. Esempio? Le aree con le campane del vetro dove vengono lasciati anche altri rifiuti». Spiega Salvatore Gugliotta vice-comandante del pool di polizia locale, sede a Robbiate, a Villa della Concordia: «Le telecamere sono tutte in funzione. Il territorio è controllato nei siti comunali più sensibili. Chi sta attraversando ora piazza Vittoria a Paderno, è già sul video. Lo stesso vale per le piazze e le aree che accolgono le scuole o gli impianti sportivi. Da settembre, col rientro degli amministratori dalle vacanze, il servizio di videosorveglianza troverà l’assetto definitivo».
Calusco: due grattacieli di mezza estate
Calusco: due grattacieli di mezza estate
Di Vercingetorix
Non abbiamo potuto partecipare al consiglio comunale di Calusco di lunedì 4 agosto dove si adottava il progetto per un edificio di “torri gemelle” alto 45 metri che dovrà sorgere proprio nel triangolo di terreno di fronte all’Italcementi . Ma avevamo chiesto materiale (immagini, rendering, prospetti) all’assessore Cocchi per poter parlare della cosa su Terradadda. L’assessore in partenza per le vacanze ha rimandato l’invio del materiale a dopo le ferie, ma evidentemente nel frattempo ha trovato il tempo di trasmetterlo al giornalista Monzani del l’Eco di Bergamo (ci mancherebbe altro: ubi maior, minor cessat) che oggi ci ha ricavato una intera pagina sul giornale e trovate anche al sito internet qui (da cui abbiamo tratto l’immagine qui riprodotta). Il progetto è stato adottato dal consiglio comunale di Calusco con il voto contrario della minoranza, e dovrà essere definitivamente approvato a ottobre dopo avere recepito eventuali osservazioni dei cittadini di Calusco e della Provincia di Bergamo. Sicuramente un progetto di grande modernità, ma che farà molto discutere per quanto riguarda l’impatto ambientale e visivo. Ma si dirà: c’è già il precedente della torre dell’Italcementi. Ci piacerebbe avere l’opinione dei nostri lettori su questa ardita realizzazione.
Italcementi: 350.000 api «assunte» come sentinelle ambientali
Operai, impiegati, dirigenti e alcune centinaia di migliaia di api: sono i dipendenti dell'Italcementi. Api? Si, non è un errore di battitura. Il gruppo cementiero bergamasco ha infatti «assunto» anche 350 mila di questi laboriosi insetti, e lo ha fatto con uno scopo preciso: monitorare la qualità dell'aria e dell'ambiente attorno ai propri impianti.
L'esperimento è partito nella cementeria di Scafa, in
Abruzzo nel 2002, poi, visto il successo, è stato esteso a una decina di impianti del Gruppo: dopo l'estate toccherà anche alla cementeria di Calusco d'Adda. A Rezzato (Brescia) sono state per esempio sistemate una decina di arnie. Le api si muovono fra la vegetazione e i fiori, raccogliendo il polline che poi usano per produrre il miele.
Il miele viene poi spedito a Bologna dove viene analizzato dall' Istituto nazionale di apicoltura: se tutto è nella norma, cioè se i contenuti sono nei limiti previsti dalla legge, il miele viene certificato come commestibile. Questo significa che l'aria e la zona in cui vivono le api è pulita.
Fino a ora - conferma Italcementi - il prodotto è sempre stato trovato di ottima qualità: questo significa che gli inquinanti non sono sfuggiti ai filtri delle ciminiere. Il sistema viene valutato come più affidabile del normale campionamento dell'aria, su cui influiscono le condizioni atmosferiche e il momento del prelievo: le api invece lavorano sempre, con il bel tempo e quando piove, consentendo un controllo, attraverso il miele, più preciso.
Ma che fine fa il miele: non viene commercializzato ma regalato come gadget in un barattolino col nome Italcementi cui è allegato un foglio che spiega come e perché è stato prodotto.
A oggi il monitoraggio biologico con le api viene effettuato negli stabilimenti Italcementi di Broni (PV), Scafa (PE), Vibo Valentia, Matera, Isola della Femmine (PA), Monselice (PD), Borgo San Dalmazzo (CN), Sarche (TN) e Rezzato (BS).
11/08/2008)
Di Vercingetorix
Non abbiamo potuto partecipare al consiglio comunale di Calusco di lunedì 4 agosto dove si adottava il progetto per un edificio di “torri gemelle” alto 45 metri che dovrà sorgere proprio nel triangolo di terreno di fronte all’Italcementi . Ma avevamo chiesto materiale (immagini, rendering, prospetti) all’assessore Cocchi per poter parlare della cosa su Terradadda. L’assessore in partenza per le vacanze ha rimandato l’invio del materiale a dopo le ferie, ma evidentemente nel frattempo ha trovato il tempo di trasmetterlo al giornalista Monzani del l’Eco di Bergamo (ci mancherebbe altro: ubi maior, minor cessat) che oggi ci ha ricavato una intera pagina sul giornale e trovate anche al sito internet qui (da cui abbiamo tratto l’immagine qui riprodotta). Il progetto è stato adottato dal consiglio comunale di Calusco con il voto contrario della minoranza, e dovrà essere definitivamente approvato a ottobre dopo avere recepito eventuali osservazioni dei cittadini di Calusco e della Provincia di Bergamo. Sicuramente un progetto di grande modernità, ma che farà molto discutere per quanto riguarda l’impatto ambientale e visivo. Ma si dirà: c’è già il precedente della torre dell’Italcementi. Ci piacerebbe avere l’opinione dei nostri lettori su questa ardita realizzazione.
Italcementi: 350.000 api «assunte» come sentinelle ambientali
Operai, impiegati, dirigenti e alcune centinaia di migliaia di api: sono i dipendenti dell'Italcementi. Api? Si, non è un errore di battitura. Il gruppo cementiero bergamasco ha infatti «assunto» anche 350 mila di questi laboriosi insetti, e lo ha fatto con uno scopo preciso: monitorare la qualità dell'aria e dell'ambiente attorno ai propri impianti.
L'esperimento è partito nella cementeria di Scafa, in
Abruzzo nel 2002, poi, visto il successo, è stato esteso a una decina di impianti del Gruppo: dopo l'estate toccherà anche alla cementeria di Calusco d'Adda. A Rezzato (Brescia) sono state per esempio sistemate una decina di arnie. Le api si muovono fra la vegetazione e i fiori, raccogliendo il polline che poi usano per produrre il miele.
Il miele viene poi spedito a Bologna dove viene analizzato dall' Istituto nazionale di apicoltura: se tutto è nella norma, cioè se i contenuti sono nei limiti previsti dalla legge, il miele viene certificato come commestibile. Questo significa che l'aria e la zona in cui vivono le api è pulita.
Fino a ora - conferma Italcementi - il prodotto è sempre stato trovato di ottima qualità: questo significa che gli inquinanti non sono sfuggiti ai filtri delle ciminiere. Il sistema viene valutato come più affidabile del normale campionamento dell'aria, su cui influiscono le condizioni atmosferiche e il momento del prelievo: le api invece lavorano sempre, con il bel tempo e quando piove, consentendo un controllo, attraverso il miele, più preciso.
Ma che fine fa il miele: non viene commercializzato ma regalato come gadget in un barattolino col nome Italcementi cui è allegato un foglio che spiega come e perché è stato prodotto.
A oggi il monitoraggio biologico con le api viene effettuato negli stabilimenti Italcementi di Broni (PV), Scafa (PE), Vibo Valentia, Matera, Isola della Femmine (PA), Monselice (PD), Borgo San Dalmazzo (CN), Sarche (TN) e Rezzato (BS).
11/08/2008)
Tuesday, July 01, 2008
Cementeria di Calusco – Compensazioni Italcementi – Precisazioni
Paderno d’Adda, _li _ 26 giugno 2008.
COMUNICATO STAMPA
Cementeria di Calusco – Compensazioni Italcementi – Precisazioni
Egregio Direttore, pur essendo tradizionalmente restio a prendere carta e penna, o se preferisce mouse e tastiera come in questo caso per scrivere ai giornali, mi corre il dovere di fornire alcune precisazioni ed informazioni ulteriori in merito ad articoli apparsi sul Suo giornale nelle scorse settimane e relative alla annosa questione della nuova cementeria Italcementi di Calusco d’Adda e relative compensazioni ambientali.
Mi riferisco soprattutto ad una intervista al dott. Colleoni, Sindaco di Calusco d’Adda pubblicata lo scorso 17 giugno.
In quella intervista appaiono virgolettate, quindi si presuppone riportate testualmente, alcune dichiarazioni del Sindaco che, se confermate, dobbiamo ritenere inaccettabili.
Riporto.
“Il grosso del disagio provocato da Italcementi lo sopporta Calusco e quindi dobbiamo cercare di fare in modo che il grosso delle compensazioni ricada sul nostro paese.”
E poi. “ Ho avuto un colloquio informale con i responsabili dell’azienda che mi hanno assicurato la loro disponibilità a coprire i costi [della tangenziale sud n.d.r.] anche per un 60-70%. Certo questa somma sarebbe inserita all’interno di quella totale per le compensazioni.” “Penso che, piuttosto che chiedere altri finanziamenti, come quelli per il trasporto del carbone su rotaia, sia meglio indirizzarci su questo problema [la realizzazione della tangenziale sud n.d.r.]”
Forse è il caso di ricordare a chi legge che da anni oramai è attivo un tavolo che si confronta, a volte in modo costruttivo a volte in modo frontale, con Italcementi proprio su tutte le tematiche riguardanti l’impatto della attività della cementeria sul territorio.
Questo tavolo, attivato e coordinato proprio dal comune di Calusco vede assieme diversi Comuni sulle tre province di Lecco Bergamo e Milano e anche associazioni ambientaliste oltre che ASL, ARPA Parco Adda Nord e, ovviamente, Italcementi.
Quel tavolo oltre a monitorare e verificare l’attività di Italcementi, proprio pochi giorni dopo l’uscita dell’intervista in oggetto avrebbe dovuto riunirsi appunto per discutere di compensazioni ambientali.
Inizialmente in quella sede, sorprendentemente, il Sindaco Colleoni ha sostanzialmente confermato i contenuti dell’intervista apparsa sul giornale di Merate al punto che, per sottolineare il suo profondo disappunto e disaccordo con queste affermazioni, il sindaco di Solza, Maria Carla Rocca, ha ritenuto doveroso sottolineare il suo profondo dissenso abbandonando per protesta la riunione stessa ritenendo inaccettabile l’atteggiamento della Amministrazione di Calusco.
A seguito di questa clamorosa protesta e delle obiezioni sollevate anche da altri componenti del tavolo, il sindaco Colleoni ha meglio precisato il suo pensiero ribadendo che, ovviamente, per Calusco la realizzazione della tangenziale sud resta una priorità fondamentale ma che questo non avrebbe in alcun modo interferito con il cammino intrapreso assieme per quanto riguarda le compensazioni ambientali ivi inclusa la riattivazione dello scalo merci ferroviario. Il sindaco ha inoltre ribadito come non vi siano in corso colloqui informali di alcun tipo con Italcementi.
Personalmente riteniamo che queste precisazioni siano molto importanti per continuare nel cammino comune intrapreso e che vanno sicuramente nella direzione giusta.
Per questo ci saremmo aspettati, sul giornale in edicola questa settimana, perlomeno qualche precisazione da parte dell’Amministrazione di Calusco in merito all’articolo della settimana precedente.
E invece niente. A parte le attività paracadutistiche della giunta, nessun accenno alla questione Italcementi se non per alcune puntualizzazioni fornite dalla minoranza consiliare caluschese.
Ecco perchè ci sentiamo oggi in dovere di fornire le precisazioni contenute in questa lettera.
Rispetto quindi alle affermazioni pubblicate il 17 giugno scorso e che abbiamo riportato all’inizio credo sia doveroso sottolineare che la nuova Italcementi ha sicuramente ridotto non accresciuto il disagio sopportato da Calusco: i camion sono diminuiti, grazie anche alla nuova galleria, la fabbrica è stata spostata più lontano dal centro abitato.
La nuova fabbrica ha invece sensibilmente aumentato il disagio a cui sono sottoposti i cittadini di Paderno d’Adda e di Solza a cui la struttura si è sensibilmente avvicinata anche per colpa della sua imponenza: l’illuminazione dell’impianto è sicuramente qualche cosa che disturba per non parlare poi dei rumori fastidiosi ed insistenti che, soprattutto d’estate, obbliga oramai alcuni cittadini di Paderno a non riuscire più a dormire con le finestre aperte.
Non ha bisogno poi di particolari commenti poi quello che non esito a definire uno scempio ambientale per come è stato irrimediabilmente deturpata l’area del ponte storico e della valle dell’Adda.
Quanto all’inquinamento, tanto o poco che sia, provocato da Italcementi, ovviamente quello ce lo respiriamo un po’ tutti.
Quindi, se fosse che il grosso delle compensazioni deve andare al comune che subisce il grosso del disagio della nuova struttura, allora credo che Paderno abbia molto da dire in proposito.
Circa invece la tangenziale sud di Calusco, ovviamente non rientra nelle competenze del comune di Paderno esprimere giudizi in merito; a meno che tale tangenziale non abbia un impatto anche sulla viabilità, attuale o futura, di Paderno oppure a meno che tale opera entri pesantemente sul tavolo delle compensazioni ambientali Italcementi dove anche Paderno ed altri hanno invece pieno diritto di Cittadinanza.
Le assicurazioni che Roberto Colleoni ci ha dato, al termine della riunione del tavolo politico Italcementi in merito a queste questioni vanno sicuramente nella direzione giusta.
Siccome queste assicurazioni smentiscono quanto riportato dalla stampa, ci saremmo aspettati di trovare queste precisazioni anche sulla stampa.
Poiché questo non è successo, ci siamo sentiti in dovere di meglio dettagliare la situazione con questo nostro intervento.
Il nostro auspicio resta che il percorso unitario iniziato diversi anni fa e che ha dato fino ad oggi buoni risultati, possa continuare in futuro una volta chiarite queste eventuali incomprensioni.
Da parte nostra ci auguriamo che tutti facciano la loro parte, compresa Italcementi, che non può certo tirarsi indietro proprio adesso dopo che per anni ha sicuramente beneficiato della sua presenza sul territorio.
Noi di sicuro, coerentemente con quanto fatto in questi anni, non abbiamo certo intenzione di abbassare la guardia proprio adesso.
Scusandomi per lo spazio che vi ho rubato, l’occasione mi è gradita per porgere i miei più cordiali saluti.
Il Sindaco
Valter Motta
COMUNICATO STAMPA
Cementeria di Calusco – Compensazioni Italcementi – Precisazioni
Egregio Direttore, pur essendo tradizionalmente restio a prendere carta e penna, o se preferisce mouse e tastiera come in questo caso per scrivere ai giornali, mi corre il dovere di fornire alcune precisazioni ed informazioni ulteriori in merito ad articoli apparsi sul Suo giornale nelle scorse settimane e relative alla annosa questione della nuova cementeria Italcementi di Calusco d’Adda e relative compensazioni ambientali.
Mi riferisco soprattutto ad una intervista al dott. Colleoni, Sindaco di Calusco d’Adda pubblicata lo scorso 17 giugno.
In quella intervista appaiono virgolettate, quindi si presuppone riportate testualmente, alcune dichiarazioni del Sindaco che, se confermate, dobbiamo ritenere inaccettabili.
Riporto.
“Il grosso del disagio provocato da Italcementi lo sopporta Calusco e quindi dobbiamo cercare di fare in modo che il grosso delle compensazioni ricada sul nostro paese.”
E poi. “ Ho avuto un colloquio informale con i responsabili dell’azienda che mi hanno assicurato la loro disponibilità a coprire i costi [della tangenziale sud n.d.r.] anche per un 60-70%. Certo questa somma sarebbe inserita all’interno di quella totale per le compensazioni.” “Penso che, piuttosto che chiedere altri finanziamenti, come quelli per il trasporto del carbone su rotaia, sia meglio indirizzarci su questo problema [la realizzazione della tangenziale sud n.d.r.]”
Forse è il caso di ricordare a chi legge che da anni oramai è attivo un tavolo che si confronta, a volte in modo costruttivo a volte in modo frontale, con Italcementi proprio su tutte le tematiche riguardanti l’impatto della attività della cementeria sul territorio.
Questo tavolo, attivato e coordinato proprio dal comune di Calusco vede assieme diversi Comuni sulle tre province di Lecco Bergamo e Milano e anche associazioni ambientaliste oltre che ASL, ARPA Parco Adda Nord e, ovviamente, Italcementi.
Quel tavolo oltre a monitorare e verificare l’attività di Italcementi, proprio pochi giorni dopo l’uscita dell’intervista in oggetto avrebbe dovuto riunirsi appunto per discutere di compensazioni ambientali.
Inizialmente in quella sede, sorprendentemente, il Sindaco Colleoni ha sostanzialmente confermato i contenuti dell’intervista apparsa sul giornale di Merate al punto che, per sottolineare il suo profondo disappunto e disaccordo con queste affermazioni, il sindaco di Solza, Maria Carla Rocca, ha ritenuto doveroso sottolineare il suo profondo dissenso abbandonando per protesta la riunione stessa ritenendo inaccettabile l’atteggiamento della Amministrazione di Calusco.
A seguito di questa clamorosa protesta e delle obiezioni sollevate anche da altri componenti del tavolo, il sindaco Colleoni ha meglio precisato il suo pensiero ribadendo che, ovviamente, per Calusco la realizzazione della tangenziale sud resta una priorità fondamentale ma che questo non avrebbe in alcun modo interferito con il cammino intrapreso assieme per quanto riguarda le compensazioni ambientali ivi inclusa la riattivazione dello scalo merci ferroviario. Il sindaco ha inoltre ribadito come non vi siano in corso colloqui informali di alcun tipo con Italcementi.
Personalmente riteniamo che queste precisazioni siano molto importanti per continuare nel cammino comune intrapreso e che vanno sicuramente nella direzione giusta.
Per questo ci saremmo aspettati, sul giornale in edicola questa settimana, perlomeno qualche precisazione da parte dell’Amministrazione di Calusco in merito all’articolo della settimana precedente.
E invece niente. A parte le attività paracadutistiche della giunta, nessun accenno alla questione Italcementi se non per alcune puntualizzazioni fornite dalla minoranza consiliare caluschese.
Ecco perchè ci sentiamo oggi in dovere di fornire le precisazioni contenute in questa lettera.
Rispetto quindi alle affermazioni pubblicate il 17 giugno scorso e che abbiamo riportato all’inizio credo sia doveroso sottolineare che la nuova Italcementi ha sicuramente ridotto non accresciuto il disagio sopportato da Calusco: i camion sono diminuiti, grazie anche alla nuova galleria, la fabbrica è stata spostata più lontano dal centro abitato.
La nuova fabbrica ha invece sensibilmente aumentato il disagio a cui sono sottoposti i cittadini di Paderno d’Adda e di Solza a cui la struttura si è sensibilmente avvicinata anche per colpa della sua imponenza: l’illuminazione dell’impianto è sicuramente qualche cosa che disturba per non parlare poi dei rumori fastidiosi ed insistenti che, soprattutto d’estate, obbliga oramai alcuni cittadini di Paderno a non riuscire più a dormire con le finestre aperte.
Non ha bisogno poi di particolari commenti poi quello che non esito a definire uno scempio ambientale per come è stato irrimediabilmente deturpata l’area del ponte storico e della valle dell’Adda.
Quanto all’inquinamento, tanto o poco che sia, provocato da Italcementi, ovviamente quello ce lo respiriamo un po’ tutti.
Quindi, se fosse che il grosso delle compensazioni deve andare al comune che subisce il grosso del disagio della nuova struttura, allora credo che Paderno abbia molto da dire in proposito.
Circa invece la tangenziale sud di Calusco, ovviamente non rientra nelle competenze del comune di Paderno esprimere giudizi in merito; a meno che tale tangenziale non abbia un impatto anche sulla viabilità, attuale o futura, di Paderno oppure a meno che tale opera entri pesantemente sul tavolo delle compensazioni ambientali Italcementi dove anche Paderno ed altri hanno invece pieno diritto di Cittadinanza.
Le assicurazioni che Roberto Colleoni ci ha dato, al termine della riunione del tavolo politico Italcementi in merito a queste questioni vanno sicuramente nella direzione giusta.
Siccome queste assicurazioni smentiscono quanto riportato dalla stampa, ci saremmo aspettati di trovare queste precisazioni anche sulla stampa.
Poiché questo non è successo, ci siamo sentiti in dovere di meglio dettagliare la situazione con questo nostro intervento.
Il nostro auspicio resta che il percorso unitario iniziato diversi anni fa e che ha dato fino ad oggi buoni risultati, possa continuare in futuro una volta chiarite queste eventuali incomprensioni.
Da parte nostra ci auguriamo che tutti facciano la loro parte, compresa Italcementi, che non può certo tirarsi indietro proprio adesso dopo che per anni ha sicuramente beneficiato della sua presenza sul territorio.
Noi di sicuro, coerentemente con quanto fatto in questi anni, non abbiamo certo intenzione di abbassare la guardia proprio adesso.
Scusandomi per lo spazio che vi ho rubato, l’occasione mi è gradita per porgere i miei più cordiali saluti.
Il Sindaco
Valter Motta
Sunday, June 22, 2008
Il trasporto merci su ferrovia sono una priorità per Calusco
Il trasporto merci su ferrovia sono LA PRIORITA' per la sostenibiltà della cementeria di Calusco d'Adda secondo Legambiente e la maggioranza dei comuni del tavolo tecnico e politico sulla cementeria La nuova Calusco.
Monday, June 16, 2008
Scoprire l’Adda tra biciclettate e serate di danza
Scoprire l’Adda tra biciclettate e serate di danza
di Lucia Galli
«L'Adda ha buona voce». Così nei Promessi sposi pensava Renzo in un soliloquio costellato di paure, mentre da fuggiasco cercava di raggiungerne un punto di guado. Sull'altra sponda lo attendeva la salvezza che aveva la faccia buona del cugino Bortolo. Il fiume che ancora oggi segna il confine del "regno" di Milano è una presenza tutelare anche per i viaggiatori moderni, in fuga o in colonna sulla A4: quando si scavalca il ponte lo sguardo scorre verso punti familiari: ecco, siamo a casa.
Una riscoperta del corso dell'Adda non può prescindere dalle due ruote: via dalla pazza coda, è una bicicletta il modo migliore per riassaporare i sapori di questi luoghi. Si può partire da Trezzo Sull'Adda, trezzoturismo.it, portando la propria bici o noleggiandola alla Cooperativa il Castello, 02.9090664. La cittadina offre molte tentazioni prima di cominciare a pedalare, a partire dal castello Visconteo, massimo impianto difensivo del Ducato di Milano: la sua mole, sgranocchiata dal tempo, si staglia con l'aria di chi sa di essere ancora padrone del fiume. Le sue mura imbrigliano l'argine, giocando a nascondino con la folta vegetazione e svelando anche i resti del grandioso ponte a una sola campata, abbattuto nel 1416 dopo una feroce battaglia (per info prolocotrezzo.it, 02.9092569).
Alle sue spalle, sull'ansa del fiume ecco un'altra roccaforte, ma di modernità: gioiello Liberty, recentemente restaurata, la centrale idroelettrica Taccani, in funzione dal 1906, è oggi solo parzialmente in pensione (visite gratuite domenica alle 10, 12.30, 14 e 17) e fa da palcoscenico a molti eventi come per esempio Adda Danza , addadanza.org, che domenica sera propone una rivisitazione de Les fleurs du mal di Baudelaire con le coreografie di Dino Verga.
In attesa della soirée può dunque cominciare la pedalata lungo le ciclabili che percorrono a ritroso, verso Lecco, il corso del fiume: dosando fiato e gambe, immersi in boschi di latifoglie, si può arrivare a Paderno D'Adda e passare sotto al ponte di ferro, mirabile opera ottocentesca di archeologia industriale, inchiodato con 100 mila bulloni senza nemmeno una saldatura. Che l'aria del fiume sia salubre e adatta alle opere dell'ingegno è evidente anche ad Imbersago (per informazioni 039.9920198), dove si giunge dopo 20 chilometri, di facili pedalate. Un consiglio: meglio lasciare un'auto ad Imbersago e tornare a Trezzo con un’altra. Come per Renzo, ecco un guado: è il cosiddetto traghetto di Leonardo. Ma Leonardo, a dire il vero, questo marchingegno, che da del tu alle forze della deriva, lo disegnò solamente, fissandolo nei suoi schizzi perché cari aveva questi luoghi che potrebbero avergli ispirato anche i "fondali" di molte sue tele. Imbarcarsi per attraversare in soli 5 minuti, l'Adda fino a Villa D'Adda e ritorno diventa così un'esperienza dei sensi a bordo di un traghetto dal sapore antico che si ostina a fare la spola da una riva all'altra per dimostrare che la tecnologia e la modernità, anche le più sofisticate, nascono sempre da un accordo semplice, fra natura e ingegno.
di Lucia Galli
«L'Adda ha buona voce». Così nei Promessi sposi pensava Renzo in un soliloquio costellato di paure, mentre da fuggiasco cercava di raggiungerne un punto di guado. Sull'altra sponda lo attendeva la salvezza che aveva la faccia buona del cugino Bortolo. Il fiume che ancora oggi segna il confine del "regno" di Milano è una presenza tutelare anche per i viaggiatori moderni, in fuga o in colonna sulla A4: quando si scavalca il ponte lo sguardo scorre verso punti familiari: ecco, siamo a casa.
Una riscoperta del corso dell'Adda non può prescindere dalle due ruote: via dalla pazza coda, è una bicicletta il modo migliore per riassaporare i sapori di questi luoghi. Si può partire da Trezzo Sull'Adda, trezzoturismo.it, portando la propria bici o noleggiandola alla Cooperativa il Castello, 02.9090664. La cittadina offre molte tentazioni prima di cominciare a pedalare, a partire dal castello Visconteo, massimo impianto difensivo del Ducato di Milano: la sua mole, sgranocchiata dal tempo, si staglia con l'aria di chi sa di essere ancora padrone del fiume. Le sue mura imbrigliano l'argine, giocando a nascondino con la folta vegetazione e svelando anche i resti del grandioso ponte a una sola campata, abbattuto nel 1416 dopo una feroce battaglia (per info prolocotrezzo.it, 02.9092569).
Alle sue spalle, sull'ansa del fiume ecco un'altra roccaforte, ma di modernità: gioiello Liberty, recentemente restaurata, la centrale idroelettrica Taccani, in funzione dal 1906, è oggi solo parzialmente in pensione (visite gratuite domenica alle 10, 12.30, 14 e 17) e fa da palcoscenico a molti eventi come per esempio Adda Danza , addadanza.org, che domenica sera propone una rivisitazione de Les fleurs du mal di Baudelaire con le coreografie di Dino Verga.
In attesa della soirée può dunque cominciare la pedalata lungo le ciclabili che percorrono a ritroso, verso Lecco, il corso del fiume: dosando fiato e gambe, immersi in boschi di latifoglie, si può arrivare a Paderno D'Adda e passare sotto al ponte di ferro, mirabile opera ottocentesca di archeologia industriale, inchiodato con 100 mila bulloni senza nemmeno una saldatura. Che l'aria del fiume sia salubre e adatta alle opere dell'ingegno è evidente anche ad Imbersago (per informazioni 039.9920198), dove si giunge dopo 20 chilometri, di facili pedalate. Un consiglio: meglio lasciare un'auto ad Imbersago e tornare a Trezzo con un’altra. Come per Renzo, ecco un guado: è il cosiddetto traghetto di Leonardo. Ma Leonardo, a dire il vero, questo marchingegno, che da del tu alle forze della deriva, lo disegnò solamente, fissandolo nei suoi schizzi perché cari aveva questi luoghi che potrebbero avergli ispirato anche i "fondali" di molte sue tele. Imbarcarsi per attraversare in soli 5 minuti, l'Adda fino a Villa D'Adda e ritorno diventa così un'esperienza dei sensi a bordo di un traghetto dal sapore antico che si ostina a fare la spola da una riva all'altra per dimostrare che la tecnologia e la modernità, anche le più sofisticate, nascono sempre da un accordo semplice, fra natura e ingegno.
Sunday, June 15, 2008
Caso Calcestruzzi, l'imprenditore accusato di concorso in riciclaggio
Caso Calcestruzzi, l'imprenditore accusato di concorso in riciclaggio
e impiego di denaro di provenienza illecita. Nell'inchiesta entra anche Italcementi
Pesenti indagato in Sicilia
"Ha favorito la mafia"
Pesenti indagato in Sicilia "Ha favorito la mafia"
Carlo Pesenti, ad di Italcementi
CALTANISSETTA - L'amministratore delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, è indagato dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. Le accuse sono concorso in riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, aggravati dall'articolo 7, cioè dall'avere avvantaggiato la mafia.
L'ad del gruppo cementiero è coinvolto nell'inchiesta sulla Calcestruzzi spa, società che fa parte del gruppo Italcementi e che è stata sequestrata nei mesi scorsi perchè accusata di infiltrazioni mafiose e di aver fornito alle imprese cemento di qualità inferiore a quello previsto nei capitolati d'appalto. Pesenti è anche accusato di truffa, frode nelle pubbliche forniture e inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Anche per questi reati i magistrati contestano l'aggravante di avere agevolato la mafia.
La difesa di alcuni indagati coinvolti nell'inchiesta sulla Calcestruzzi spa - fra cui Fausto Volante, direttore di zona per la Sicilia e la Campania, arrestato a gennaio, e Mario Colombini, l'ex ad di Calcestruzzi - aveva richiesto al gup un incidente probatorio. Proprio da questa richiesta è emersa l'indagine a carico di Pesenti. I legali di Pesenti definiscono l'avviso di garanzia "un atto dovuto per lo svolgimento dell'incidente probatorio". Le tesi dell'accusa, secondo il difensore di Italcementi Alberto Alessandri, suscitano "sconcerto e stupore". "Non sono ipotizzabili - afferma Alessandri - fatti specifici, come invece vorrebbe la procura di Caltanissetta, a carico di Italcementi e del suo consigliere delegato, anche per il fatto che Carlo Pesenti non ha mai svolto ruoli diretti in Calcestruzzi". "Riteniamo opportuno - aggiungono i difensori di Pesenti - che la magistratura faccia al più presto chiarezza, e siamo certi che la correttezza dei comportamenti dell'amministratore delegato sarà dimostrata al di là di qualsiasi dubbio".
L'inchiesta - coordinata dal procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, dall'aggiunto Renato Di Natale e dal sostituto della Dda Nicolò Marino - si basa in parte sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, fra i quali Salvatore Paterna, ex dipendente dell'azienda, arrestato e condannato per mafia nei mesi scorsi. Anche l'Italcementi spa è stata iscritta nel registro degli indagati per "responsabilità amministrative". L'accusa per cui è indagata è concorrenza con minaccia o violenza, aggravata dall'avere agevolato la mafia.
(13 giugno 2008)
e impiego di denaro di provenienza illecita. Nell'inchiesta entra anche Italcementi
Pesenti indagato in Sicilia
"Ha favorito la mafia"
Pesenti indagato in Sicilia "Ha favorito la mafia"
Carlo Pesenti, ad di Italcementi
CALTANISSETTA - L'amministratore delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, è indagato dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. Le accuse sono concorso in riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, aggravati dall'articolo 7, cioè dall'avere avvantaggiato la mafia.
L'ad del gruppo cementiero è coinvolto nell'inchiesta sulla Calcestruzzi spa, società che fa parte del gruppo Italcementi e che è stata sequestrata nei mesi scorsi perchè accusata di infiltrazioni mafiose e di aver fornito alle imprese cemento di qualità inferiore a quello previsto nei capitolati d'appalto. Pesenti è anche accusato di truffa, frode nelle pubbliche forniture e inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Anche per questi reati i magistrati contestano l'aggravante di avere agevolato la mafia.
La difesa di alcuni indagati coinvolti nell'inchiesta sulla Calcestruzzi spa - fra cui Fausto Volante, direttore di zona per la Sicilia e la Campania, arrestato a gennaio, e Mario Colombini, l'ex ad di Calcestruzzi - aveva richiesto al gup un incidente probatorio. Proprio da questa richiesta è emersa l'indagine a carico di Pesenti. I legali di Pesenti definiscono l'avviso di garanzia "un atto dovuto per lo svolgimento dell'incidente probatorio". Le tesi dell'accusa, secondo il difensore di Italcementi Alberto Alessandri, suscitano "sconcerto e stupore". "Non sono ipotizzabili - afferma Alessandri - fatti specifici, come invece vorrebbe la procura di Caltanissetta, a carico di Italcementi e del suo consigliere delegato, anche per il fatto che Carlo Pesenti non ha mai svolto ruoli diretti in Calcestruzzi". "Riteniamo opportuno - aggiungono i difensori di Pesenti - che la magistratura faccia al più presto chiarezza, e siamo certi che la correttezza dei comportamenti dell'amministratore delegato sarà dimostrata al di là di qualsiasi dubbio".
L'inchiesta - coordinata dal procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, dall'aggiunto Renato Di Natale e dal sostituto della Dda Nicolò Marino - si basa in parte sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, fra i quali Salvatore Paterna, ex dipendente dell'azienda, arrestato e condannato per mafia nei mesi scorsi. Anche l'Italcementi spa è stata iscritta nel registro degli indagati per "responsabilità amministrative". L'accusa per cui è indagata è concorrenza con minaccia o violenza, aggravata dall'avere agevolato la mafia.
(13 giugno 2008)
Saturday, June 14, 2008
Mafia, indagato l'ad di Italcementi Carlo Pesenti
venerdì 13 giugno 2008, 17:29
Mafia, indagato l'ad di Italcementi Carlo Pesenti
- La Dda di Caltanissetta ha iscritto nel registro degli indagati Carlo Pesenti, amministratore delegato della Italcementi, nell’ambito dell’inchiesta antimafia della Calcestruzzi spa. L’accusa è di concorso in riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, frode nelle pubbliche forniture, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e truffa, reati aggravati dall’avere avvantaggiato Cosa nostra. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e dall’aggiunto Renato Di Natale. Pesenti, difeso dagli avvocati Franco Coppi, del Foro di Roma, e Francesco Bertorotta, del Foro di Palermo, non è ancora stato ascoltato dai magistrati.
Mafia, indagato l'ad di Italcementi Carlo Pesenti
- La Dda di Caltanissetta ha iscritto nel registro degli indagati Carlo Pesenti, amministratore delegato della Italcementi, nell’ambito dell’inchiesta antimafia della Calcestruzzi spa. L’accusa è di concorso in riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, frode nelle pubbliche forniture, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e truffa, reati aggravati dall’avere avvantaggiato Cosa nostra. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e dall’aggiunto Renato Di Natale. Pesenti, difeso dagli avvocati Franco Coppi, del Foro di Roma, e Francesco Bertorotta, del Foro di Palermo, non è ancora stato ascoltato dai magistrati.
Thursday, June 12, 2008
AMBIENTE: ITALCEMENTI LANCIA NUOVO BREVETTO DI CEMENTO ''MANGIA SMOG''
AMBIENTE: ITALCEMENTI LANCIA NUOVO BREVETTO DI CEMENTO ''MANGIA SMOG''
(ASCA) - Milano, 9 giu - Un nuova miscela di cemento 'mangia smog'. E' un brevetto dalle forti potenzialita' quello lanciato da Italcemementi e illustrato questa mattina a Milano in occasione del Festival Internazionale per l'Ambiente da Stefano Gardi, direttore sviluppo sostenibile del gruppo della famiglia Pesenti.
''Tx Active - ha spiegato il manager - e' un brevetto sulla produzione di cementi miscelati con piccolissime quantita', inferiori all'1%, di biossido di titanio che, grazie alle sue caratteristiche fotocatalizzatrici, puo' assorbire le impurita' dell'aria trasformandole in sostanze innocue''. Una formula che ha gia' dimostrato il suo potenziale superando a pieni voti tutti i test e le sperimentazioni: ''Sono stati fatti tutta una serie di esperimenti - ha continuato Gardi - e siamo arrivati a dimostrare che se una citta' come Milano avesse il 15% di superifici realizzate con Tx Active, ci sarebbe un abbattimento delle sostanze inquinanti dell'ordine del 50%''.
Un brevetto frutto soprattutto della forte politica messa in campo da Italcementi sul fronte delle nuove tecnologie: ''Il 24% dei nostri investimenti complessivi sono destinati a progetti di sostenibilita' ambientale e di sicurezza sul lavoro. Nel 2007 abbiamo investito 25 milioni di euro in ricerca e innovazione''. Il tutto per raggiungere un obiettivo ambizioso: ''Il nostro target - ha concluso Gardi - e' quello di arrivare a ottenere il 5% del fatturato complessivo del gruppo da prodotti innovativi''.
(ASCA) - Milano, 9 giu - Un nuova miscela di cemento 'mangia smog'. E' un brevetto dalle forti potenzialita' quello lanciato da Italcemementi e illustrato questa mattina a Milano in occasione del Festival Internazionale per l'Ambiente da Stefano Gardi, direttore sviluppo sostenibile del gruppo della famiglia Pesenti.
''Tx Active - ha spiegato il manager - e' un brevetto sulla produzione di cementi miscelati con piccolissime quantita', inferiori all'1%, di biossido di titanio che, grazie alle sue caratteristiche fotocatalizzatrici, puo' assorbire le impurita' dell'aria trasformandole in sostanze innocue''. Una formula che ha gia' dimostrato il suo potenziale superando a pieni voti tutti i test e le sperimentazioni: ''Sono stati fatti tutta una serie di esperimenti - ha continuato Gardi - e siamo arrivati a dimostrare che se una citta' come Milano avesse il 15% di superifici realizzate con Tx Active, ci sarebbe un abbattimento delle sostanze inquinanti dell'ordine del 50%''.
Un brevetto frutto soprattutto della forte politica messa in campo da Italcementi sul fronte delle nuove tecnologie: ''Il 24% dei nostri investimenti complessivi sono destinati a progetti di sostenibilita' ambientale e di sicurezza sul lavoro. Nel 2007 abbiamo investito 25 milioni di euro in ricerca e innovazione''. Il tutto per raggiungere un obiettivo ambizioso: ''Il nostro target - ha concluso Gardi - e' quello di arrivare a ottenere il 5% del fatturato complessivo del gruppo da prodotti innovativi''.
Thursday, June 05, 2008
Carvico: le forche caudine dei trasporti eccezionali
Carvico: le forche caudine dei trasporti eccezionali
Di Vercingetorix
Chissà quante volte siete passati sotto questo cavalcavia e non ve ne site mai accorti. Il cavalcavia è quello situato sulla SP 166, cioè via Pedrinelli, davanti alla Banca Popolare (UBI). Il manufatto in cemento serviva a proteggere gli automobilisti dall’accidentale caduta di materiale che poteva fuoriuscire dai carrellini che trasportavano il calcare dalla cava di Col Pedrino all’Italcementi. I carrellini da due anni sono stati tolti. La teleferica dovrebbe essere tolta dall’Italcementi ma se ne parlerà tra anni. Come avevamo già scritto tempo fa - vedi qui - gli accordi tra Italcementi e la conferenza dei servizi – Provincia precede che la teleferica sia smantellata entro quattro anni dall’entrata in regime della teleferica cioè praticamente nel 2001 (e non si capisce perché si debba attendere così tanto tempo per smantellare un’opera che ormai non serve più. Nel frattempo aspettiamo che la cosa si deteriori finché non cadrà a pezzi. Tornando al cavalcavia che vedete riprodotto nella foto, una sua utilità ce l’ha, almeno per qualcuno. Il cavalcavia è infatti alto da terra 3,40 metri, ci passano quasi tutti i mezzi, tranne i trasporti speciali. Non sono tanti, ma ci sono ditte che alcune volte all’anno hanno necessità di passare da lì con un trasporto eccezionale per raggiungere il casello dell’autostrada di Capriate o il Lecchese, e quello è un punto di passaggio obbligato. I trasporti eccezionali sotto il cavalcavia in cemento non ci passano, ma se notate accanto ad esso, sulla destra c’è un tratto di strada accuratamente recintato e con sbarra che non ha ingombri in altezza. Quando la ditta deve passare con il trasporto eccezionale chiede il permesso al proprietario del terreno che si fa pagare qualche centinaio di euro e il trasporto passa. Come si vede qualcuno ha tutto l’interesse che il cavalcavia resti lì per l’eternità. Ma forse la collettività questo interesse non ce l’ha e il Comune di Carvico e anche la Provincia potrebbero adoperarsi perché almeno questo cavalcavia sia abbattuto in tempi rapidi senza aspettare le calende greche. Anche perchè eliminado il cavalcavia si può completare la pista ciclabile che proprio lì si interrompe.
Di Vercingetorix
Chissà quante volte siete passati sotto questo cavalcavia e non ve ne site mai accorti. Il cavalcavia è quello situato sulla SP 166, cioè via Pedrinelli, davanti alla Banca Popolare (UBI). Il manufatto in cemento serviva a proteggere gli automobilisti dall’accidentale caduta di materiale che poteva fuoriuscire dai carrellini che trasportavano il calcare dalla cava di Col Pedrino all’Italcementi. I carrellini da due anni sono stati tolti. La teleferica dovrebbe essere tolta dall’Italcementi ma se ne parlerà tra anni. Come avevamo già scritto tempo fa - vedi qui - gli accordi tra Italcementi e la conferenza dei servizi – Provincia precede che la teleferica sia smantellata entro quattro anni dall’entrata in regime della teleferica cioè praticamente nel 2001 (e non si capisce perché si debba attendere così tanto tempo per smantellare un’opera che ormai non serve più. Nel frattempo aspettiamo che la cosa si deteriori finché non cadrà a pezzi. Tornando al cavalcavia che vedete riprodotto nella foto, una sua utilità ce l’ha, almeno per qualcuno. Il cavalcavia è infatti alto da terra 3,40 metri, ci passano quasi tutti i mezzi, tranne i trasporti speciali. Non sono tanti, ma ci sono ditte che alcune volte all’anno hanno necessità di passare da lì con un trasporto eccezionale per raggiungere il casello dell’autostrada di Capriate o il Lecchese, e quello è un punto di passaggio obbligato. I trasporti eccezionali sotto il cavalcavia in cemento non ci passano, ma se notate accanto ad esso, sulla destra c’è un tratto di strada accuratamente recintato e con sbarra che non ha ingombri in altezza. Quando la ditta deve passare con il trasporto eccezionale chiede il permesso al proprietario del terreno che si fa pagare qualche centinaio di euro e il trasporto passa. Come si vede qualcuno ha tutto l’interesse che il cavalcavia resti lì per l’eternità. Ma forse la collettività questo interesse non ce l’ha e il Comune di Carvico e anche la Provincia potrebbero adoperarsi perché almeno questo cavalcavia sia abbattuto in tempi rapidi senza aspettare le calende greche. Anche perchè eliminado il cavalcavia si può completare la pista ciclabile che proprio lì si interrompe.
Tuesday, May 27, 2008
Iniziativa "10x10"
Iniziativa "10x10" SEMPRE PIÙ ADESIONI
Raccoglie sempre più consensi l'iniziativa di "Quattroruote" battezzata "10x10", nella quale dieci grandi società si sono impegnate a ridurre del 10% nel corso del 2008 le emissioni di anidride carbonica della loro flotta di vetture aziendali. Le dieci società che avevano aderito inizialmente al nostro "protocollo" sono, infatti, già diventate quattordici e altre stanno completando l'iter approvativo interno per entrare a far parte del gruppo. All'inizio di quest'anno il "panel" di società era composto da Autogrill, Autostrade per l'Italia, Bristol-Myers Squibb, Coca-Cola HBC Italia, Intesa San Paolo, Johnson & Johnson, Pirelli, Sanofi Aventis, Tnt Express Italy e Vodafone Italia. A queste si sono aggiunte più recentemente Europ Assistance, Italcementi, Linde e Obiettivo Lavoro.
Europ Assistance è attiva nel settore assicurativo e dell'assistenza a chi viaggia: opera nel nostro Paese dal 1968 ed è strutturata in quattro aeree, ovvero auto, viaggi, salute e casa. In Italia ha 1126 dipendenti e un parco auto di 105 unità, cui si sommano le 1870 vetture date a noleggio ai propri dipendenti.
Italcementi è una delle prime dieci società industriali italiane e il quinto produttore mondiale di cemento; è presente in 22 Paesi e, nella sola Italia, utilizza 1039 autoveicoli per trasporto persone e promiscui che percorrono complessivamente poco meno di 45 milioni di chilometri l'anno. Tra le operazioni attuate per ridurre le emissioni di CO2 della propria flotta c'è anche l'acquisto di dieci Toyota Prius, un veicolo elettrico e tre bici a pedalata assistita.
Linde Gas Italia e Linde Medicale fanno parte di The Linde Group, azienda leader mondiale nel settore dei gas industriali e medicali e dell'ingegneria impiantistica. Presente in Italia dal 1991, ha numerose sedi nel nostro Paese per un totale di 322 dipendenti diretti; la sua flotta si compone di 134 veicoli che percorrono circa cinque milioni di chilometri l'anno.
Obiettivo lavoro, infine, è la più grande agenzia per il lavoro a capitale interamente italiano; i dipendenti sono 790, le filiali in Italia 166, otto le società all'estero con 15 filiali, da Bucarest a Rio de Janeiro. Il parco aziendale è composto da 167 auto, con una percorrenza di 6,6 milioni di chilometri l'anno. Da qualche mese ha adottato una nuova "car policy" secondo criteri concordati con "Quattroruote".
Con queste "new entry" il parco auto coinvolto dall'iniziativa "10x10" sale a più di 18.600 veicoli, destinati a aumentare nelle prossime settimane: chi fosse interessato ad avere più informazioni o ad aggiungersi al gruppo di partecipanti, può contattarci inviando un'e-mail a redazione@quattroruote.it.
Raccoglie sempre più consensi l'iniziativa di "Quattroruote" battezzata "10x10", nella quale dieci grandi società si sono impegnate a ridurre del 10% nel corso del 2008 le emissioni di anidride carbonica della loro flotta di vetture aziendali. Le dieci società che avevano aderito inizialmente al nostro "protocollo" sono, infatti, già diventate quattordici e altre stanno completando l'iter approvativo interno per entrare a far parte del gruppo. All'inizio di quest'anno il "panel" di società era composto da Autogrill, Autostrade per l'Italia, Bristol-Myers Squibb, Coca-Cola HBC Italia, Intesa San Paolo, Johnson & Johnson, Pirelli, Sanofi Aventis, Tnt Express Italy e Vodafone Italia. A queste si sono aggiunte più recentemente Europ Assistance, Italcementi, Linde e Obiettivo Lavoro.
Europ Assistance è attiva nel settore assicurativo e dell'assistenza a chi viaggia: opera nel nostro Paese dal 1968 ed è strutturata in quattro aeree, ovvero auto, viaggi, salute e casa. In Italia ha 1126 dipendenti e un parco auto di 105 unità, cui si sommano le 1870 vetture date a noleggio ai propri dipendenti.
Italcementi è una delle prime dieci società industriali italiane e il quinto produttore mondiale di cemento; è presente in 22 Paesi e, nella sola Italia, utilizza 1039 autoveicoli per trasporto persone e promiscui che percorrono complessivamente poco meno di 45 milioni di chilometri l'anno. Tra le operazioni attuate per ridurre le emissioni di CO2 della propria flotta c'è anche l'acquisto di dieci Toyota Prius, un veicolo elettrico e tre bici a pedalata assistita.
Linde Gas Italia e Linde Medicale fanno parte di The Linde Group, azienda leader mondiale nel settore dei gas industriali e medicali e dell'ingegneria impiantistica. Presente in Italia dal 1991, ha numerose sedi nel nostro Paese per un totale di 322 dipendenti diretti; la sua flotta si compone di 134 veicoli che percorrono circa cinque milioni di chilometri l'anno.
Obiettivo lavoro, infine, è la più grande agenzia per il lavoro a capitale interamente italiano; i dipendenti sono 790, le filiali in Italia 166, otto le società all'estero con 15 filiali, da Bucarest a Rio de Janeiro. Il parco aziendale è composto da 167 auto, con una percorrenza di 6,6 milioni di chilometri l'anno. Da qualche mese ha adottato una nuova "car policy" secondo criteri concordati con "Quattroruote".
Con queste "new entry" il parco auto coinvolto dall'iniziativa "10x10" sale a più di 18.600 veicoli, destinati a aumentare nelle prossime settimane: chi fosse interessato ad avere più informazioni o ad aggiungersi al gruppo di partecipanti, può contattarci inviando un'e-mail a redazione@quattroruote.it.
In Borsa largo a cieli e strade
In Borsa largo a cieli e strade
(23/05/2008)
Cieli e strade saranno favorite dall'opera del Governo Berlusconi. E' quanto prevedono gli analisti di Lehman Brothers che pensano come "il recente evento politico italiano porterà molto probabilmente a un ambiente più favorevole, in cui i settori aeroportuali e le società autostradali ne beneficeranno".
Quindi largo ai titoli che hanno a che fare con questi settori anche in maniera indiretta, come Atlantia, i titolo legati alle compagnie aeree, i titoli delle società che gestiscono gi aeroporti, come Save e Adf, e magari i titoli delle costruzioni, come Impregilo, Italcementi e Astaldi, impegnati nelle opere infrastrutturali.
(23/05/2008)
Cieli e strade saranno favorite dall'opera del Governo Berlusconi. E' quanto prevedono gli analisti di Lehman Brothers che pensano come "il recente evento politico italiano porterà molto probabilmente a un ambiente più favorevole, in cui i settori aeroportuali e le società autostradali ne beneficeranno".
Quindi largo ai titoli che hanno a che fare con questi settori anche in maniera indiretta, come Atlantia, i titolo legati alle compagnie aeree, i titoli delle società che gestiscono gi aeroporti, come Save e Adf, e magari i titoli delle costruzioni, come Impregilo, Italcementi e Astaldi, impegnati nelle opere infrastrutturali.
Monday, May 19, 2008
Calusco d’Adda: ieri porte aperte all’ Italcementi
Calusco d’Adda: ieri porte aperte all’ Italcementi
Di Vercingetorix
Nonostante il tempo davvero da lupi, con scrosci di pioggia battenti, la giornata di “Cementerie aperte” organizzata da Italcementi nello stabilimento di Calusco d’Adda si è rivelata un successo, che ha visto la partecipazione di una nutrito pubblico. Un’operazione di trasparenza per la quale occorre rendere merito alla multinazionale bergamasca del cemento. Un'esperienza molto istruttiva che ci auguriamo possa essere ripetuta ancora (magari in giornate dal clima migliore). La giornata è stata organizzata in collaborazione con le organizzazioni di volontariato di Calusco che hanno dato il loro supporto per la gestione della giornata, con un’ottantina di volontari a garantire la sicurezza e il tranquillo svolgimento della manifestazione. Italcementi ha erogato un contributo di 15.000 euro alle associazioni, in una politica che tende a riallacciare i rapporti con il territorio e in particolare con la comunità che ospita questo impianto all’avanguardia. In più vi erano clown, trenino, stand vari e molte altre cose.
I visitatori a gruppi di quindici sono stati accompagnati da un tecnico che ha loro illustrato le principali fasi di lavorazione del cemento, con quali materie prime lo si produce, come funziona il forno (che raggiunge una temperatura di 1.450 gradi) e un attenzione particolare è stata data a sottolineare come vengano rispettate tutte le misure di sicurezza (tanto che Italcementi ha raggiunto il record di 1.158 giorni senza alcun infortunio) e di come tutta la filiera di produzione rispetti le normative e anzi i parametri delle emissioni siano molto al di sotto degli standard di legge. Ha suscitato interessa sapere che è per fare il cemento oltre a calcare (di Col Pedrino), marna (del Monte Giglio), fluoro, idrossido di calcio, residui di pirite, si usi anche l’urea, elemento che paradossalmente serve a contenere i valori delle emissioni, e anche una parte di residui incombusti derivati dai termo valorizzatori. I tecnici hanno spiegato anche che oltre a carbone, olio combustibile per fare funzionare il forno si usa anche un 8-9% di rifiuti urbani si tratta di CDR (combustibile derivato da rifiuti, cioè rifiuti solidi urbani ridotti in coriandoli). La potenzialità della produzione del forno è di 150 tonnellate di cemento al all’ora. Si è spiegato anche che la nuova galleria da Colle Pedrino a Calusco, che sostituisce la vecchia teleferica trasporta ora circa 350 tonnellate ora di materiale, ma arriverà a regime a 600 tonnellate, contro una potenzialità dei vecchi carrelli di 70 tonnellate ora. Cosa che ha consentito di togliere dalla circolazione un gran numero di camion. Grande soddisfazioni per grandi e piccini con buffet finale con bibite letteralmente preso d’assalto e distribuzione di kit informativi e di una piantina per ognuno dei visitatori.
sx I cartelli della minfestazione, Dx Clown e volontari
Sx l 'arrivo del trenino che trasportava i visitatori, Dx il pupazzo di MisterCem (prima si chiamava Smogbuster), il cemento TX mangia smog
sx altra immagine del trenino, dx i visitatori si radunano prima della visita
sx il tecnico davanti all'iniettore del forno
dx particolare del mulino dove vengono macinate le materie prime
dx e sx
particolari del tecnico davani al forno dove si cuoce il cemento
dx e sx
vedute di particolari dello stabilimento
alcuni dei monitor di controllo
sx il forno di cottura,
dx il cartello che mostra i giorni senza infortuni
apparecchiature di controllo chimico e fisico
sx il buffet preso d'assalto, dx i carrellini smantellati della teleferica
Di Vercingetorix
Nonostante il tempo davvero da lupi, con scrosci di pioggia battenti, la giornata di “Cementerie aperte” organizzata da Italcementi nello stabilimento di Calusco d’Adda si è rivelata un successo, che ha visto la partecipazione di una nutrito pubblico. Un’operazione di trasparenza per la quale occorre rendere merito alla multinazionale bergamasca del cemento. Un'esperienza molto istruttiva che ci auguriamo possa essere ripetuta ancora (magari in giornate dal clima migliore). La giornata è stata organizzata in collaborazione con le organizzazioni di volontariato di Calusco che hanno dato il loro supporto per la gestione della giornata, con un’ottantina di volontari a garantire la sicurezza e il tranquillo svolgimento della manifestazione. Italcementi ha erogato un contributo di 15.000 euro alle associazioni, in una politica che tende a riallacciare i rapporti con il territorio e in particolare con la comunità che ospita questo impianto all’avanguardia. In più vi erano clown, trenino, stand vari e molte altre cose.
I visitatori a gruppi di quindici sono stati accompagnati da un tecnico che ha loro illustrato le principali fasi di lavorazione del cemento, con quali materie prime lo si produce, come funziona il forno (che raggiunge una temperatura di 1.450 gradi) e un attenzione particolare è stata data a sottolineare come vengano rispettate tutte le misure di sicurezza (tanto che Italcementi ha raggiunto il record di 1.158 giorni senza alcun infortunio) e di come tutta la filiera di produzione rispetti le normative e anzi i parametri delle emissioni siano molto al di sotto degli standard di legge. Ha suscitato interessa sapere che è per fare il cemento oltre a calcare (di Col Pedrino), marna (del Monte Giglio), fluoro, idrossido di calcio, residui di pirite, si usi anche l’urea, elemento che paradossalmente serve a contenere i valori delle emissioni, e anche una parte di residui incombusti derivati dai termo valorizzatori. I tecnici hanno spiegato anche che oltre a carbone, olio combustibile per fare funzionare il forno si usa anche un 8-9% di rifiuti urbani si tratta di CDR (combustibile derivato da rifiuti, cioè rifiuti solidi urbani ridotti in coriandoli). La potenzialità della produzione del forno è di 150 tonnellate di cemento al all’ora. Si è spiegato anche che la nuova galleria da Colle Pedrino a Calusco, che sostituisce la vecchia teleferica trasporta ora circa 350 tonnellate ora di materiale, ma arriverà a regime a 600 tonnellate, contro una potenzialità dei vecchi carrelli di 70 tonnellate ora. Cosa che ha consentito di togliere dalla circolazione un gran numero di camion. Grande soddisfazioni per grandi e piccini con buffet finale con bibite letteralmente preso d’assalto e distribuzione di kit informativi e di una piantina per ognuno dei visitatori.
sx I cartelli della minfestazione, Dx Clown e volontari
Sx l 'arrivo del trenino che trasportava i visitatori, Dx il pupazzo di MisterCem (prima si chiamava Smogbuster), il cemento TX mangia smog
sx altra immagine del trenino, dx i visitatori si radunano prima della visita
sx il tecnico davanti all'iniettore del forno
dx particolare del mulino dove vengono macinate le materie prime
dx e sx
particolari del tecnico davani al forno dove si cuoce il cemento
dx e sx
vedute di particolari dello stabilimento
alcuni dei monitor di controllo
sx il forno di cottura,
dx il cartello che mostra i giorni senza infortuni
apparecchiature di controllo chimico e fisico
sx il buffet preso d'assalto, dx i carrellini smantellati della teleferica
Thursday, May 15, 2008
Settimana europea del cemento
Settimana europea del cemento
Porte aperte a Calusco d'Adda
Sabato 17 maggio la Cementeria di Calusco d’Adda, una tra le più importanti e significative di Italcementi, sarà aperta al pubblico
In occasione della Settimana europea del cemento in programma dal 10 al 18 maggio in tutta Europa, sabato 17 maggio dalle ore 14,30 alle 19 sarà aperta al pubblico la Cementeria Italcementi di Calusco d’Adda.
Con questa iniziativa Italcementi vuole rafforzare il legame con la comunità locale e il territorio facendo conoscere in maniera approfondita e diretta la cementeria, la realtà aziendale e l’impegno a tutela dell’ambiente, della sicurezza e della qualità dei prodotti.
Nel corso della mattinata è prevista la visita delle scolaresche mentre nel pomeriggio è organizzata l'apertura dell’impianto a tutta la cittadinanza.
L’invito a partecipare è esteso a tutti i cittadini di Calusco d’Adda, dell’Isola e dei Comuni vicini da una parte e dall’altra dell’Adda.
Tutte le informazioni sulla manifestazione sono disponibili su sito www.aitecweb.it e www.italcementi.it
Wednesday, May 07, 2008
NANOTECNOLOGIE E NANOPARTICELLE: OPPORTUNITA’ O RISCHIO SOTTOVALUTATO?
NANOTECNOLOGIE E NANOPARTICELLE: OPPORTUNITA’ O RISCHIO SOTTOVALUTATO? PDF Stampa E-mail
Tuesday 15 January 2008
La notizia è di oggi: la Soil Association non concederà la certificazione a quei prodotti contenenti additivi realizzati con nanotecnologie. Ma cosa sono nanoparticelle e nanotecnologie? Cominciamo a scoprirlo.
nanoparticelle nel nucleo.jpgPer molti non ci sono dubbi: il futuro sono le nanotecnologie, con tutte le prospettive di applicazione che questa nuova parte di progresso sembra riservarci. Per nanotecnologia si intende la manipolazione della materia su una scala dimensionale inferiore al micrometro, normalmente tra 1 e 100 nanometri , e la progettazione e realizzazione di dispositivi di tali dimensioni. Per farsi un'idea di cosa significhino tali ridottissime dimensioni basti pensare che il Dna ha un diametro di circa due nanometri e che una cellula ne contiene una catena, raggomitolata su se stessa, di lunghezza pari a circa due metri.
Secondo numerosi esponenti della comunità scientifica ma anche del mondo imprenditoriale queste nuove applicazioni tecnologiche rappresenterebbero già oggi un elemento di progresso e di profitto, dal momento che sono possibili un'infinità di future applicazioni: dal campo sanitario (utilizzando nano particelle c'è chi sostiene sarà possibile combattere i tumori), alla tecnologia informatica e le comunicazioni, solo per fare degli esempi. Alcune applicazioni concrete delle nanotecnolgie in ambito industriale ci sono, ad esempio, nella cosmesi , nelle vernici, nei tessuti tecnici e nell'abbigliamento, piuttosto che negli articoli sportivi. Inoltre nei nanocompositi, che trovano un' applicazione in sofisticati hard disk con superfici nanostrutturate utilizzati per registrazione di dati ad altissima densità, ma anche chip di memoria con dimensioni inferiori a 100 nm, dispositivi fotonici, superfici autopulenti, sistemi per la diagnostica medica, celle fotovoltaiche ecc., senza dimenticare le applicazioni nel campo dell'edilizia (l'applicazione più conosciuta in Italia è ad esempio quella dei materiali cementizi nanostrutturati della Italcementi).
Nonostante l'entusiasmo, negli ultimi tempi iniziano a diffondersi i risultati di alcune ricerche che evidenziano potenziali effetti nocivi per la salute umana che le nano particelle potrebbero causare. La capacità di produrre e gestire questi piccoli elementi di materia ha comportato anche la possibilità di studiarne gli effetti, ad esempio, sul corpo umano, e di comprendere la loro reale diffusione nell'ambiente. Infatti, il primo tema di dibattito è rappresentato dalle ormai famose polveri sottili, che sono costituite da micro e nano particelle, presenti in misura relativamente abbondante nell'ambiente. Queste polveri non sono generalmente un prodotto delle nanotecnologie ma il sottoprodotto di alcuni processi industriali, dell' incenerimento di rifiuti piuttosto che della combustioni nei motori diesel.
Grazie a questo processo tecnologico si è quindi anche compreso che l'attività umana, oltre a deturpare l'ambiente con svariate tipologie di inquinanti chimici, presenta tra i suoi effetti collaterali l'immissione nell'ambiente di enormi quantità di micro e nano particelle.
Oltre all'inquinamento volontario dell'ambiente, dovuto alla produzione di nano particelle a scopo industriale, ed all'inquinamento collaterale derivante dall'attività produttiva, le nano particelle trovano una loro fonte anche nel normale divenire del mondo naturale: le eruzioni vulcaniche, ad esempio, immettono nell'aria quantità minime di particelle (l'attività di tutti i vulcani del mondo produce la medesima quantità di polveri sottile del traffico di una singola città di medie dimensioni).
A questo punto è d'obbligo porsi una domanda fondamentale: quali potrebbero essere i rischi associati alla presenza di nano particelle nell'ambiente?
A questo proposito esistono diverse ricerche da cui risulta che le nano particelle sono effettivamente pericolose per l'ambiente e per la salute umana. In particolare è possibile fare riferimento agli studi di due ricercatori italiani, il Dott. Stefano Montanari e la Dott.ssa Antonietta M. Gatti, i quali sarebbero riusciti a collegare la penetrazione di queste particelle nell'organismo umano con la genesi di forme tumorali. La diffusione di forme patologiche connessa agli effetti delle nano particelle sull'organismo umano è tanto elevata che per definire tali malattie è stato creato il termine: "nanopatologie". Con questa parola s'intendono quindi "le malattie provocate da micro e nanoparticelle inorganiche che sono riuscite, per inalazione od ingestione, ad insinuarsi nell'organismo e si sono stabilite in un organo o in un tessuto".
Un primo importante esempio di nanopatologia è la cosiddetta "sindrome dei Balcani". Nel 2002 e negli anni successivi, molti reduci della guerra nella ex Yugoslavia hanno presentato un insieme di sintomi, spesso gravi, apparentemente assai difficili da correlare e malattie come tiroiditi, leucemie e diverse forme di cancro.
In un primo momento la causa di queste patologie era stata individuata nella debole radioattività propria dell'uranio impoverito. In realtà, lo studio condotto nella fattispecie dalla dott.ssa Gatti ha individuato come la vera origine delle patologie fossero le polveri sottili generate con l'esplosione delle bombe all'Uranio impoverito, in cui si sviluppano temperature molto elevate, superiori ai 3000°C. A queste temperature, tutto quanto si trovi intorno il punto di esplosione si fonde e vaporizza. Si forma così un aerosol che viene disperso finemente nell'atmosfera e che, una volta inspirato, si diffonde attraverso il sangue nei tessuti. Una grave conseguenza è che poi queste nano particelle inorganiche non vengono eliminate dal corpo umano, ma tendono ad accumularsi provocando con il tempo seri danni per l'organismo. In particolare queste particelle sono talmente piccole che riescono a penetrare nei nuclei delle cellule, distruggendone quindi le funzionalità e trasformandole in forme cancerose.
Questo è solo un esempio, ma un identico meccanismo patologico si verifica anche per le persone che vivono lontane dalle zone di guerra ma a contatto con altre nano particelle che sono presenti nell'aria, nel cibo, nell'acqua, e che sono il prodotto dall'incenerimento di rifiuti urbani, argomento sicuramente molto attuale.
La ricerca, ormai fortemente indirizzata allo studio applicativo delle nanotecnologie, dovrebbe riconoscere il proprio dovere etico, una sincera e inopinabile responsabilità rispetto al comprendere gli effetti collaterali delle nanotecnolgie e al contempo i possibili danni derivanti dall'inquinamento dell'ambiente da nano particelle.
Dario Muzzarini
Tuesday 15 January 2008
La notizia è di oggi: la Soil Association non concederà la certificazione a quei prodotti contenenti additivi realizzati con nanotecnologie. Ma cosa sono nanoparticelle e nanotecnologie? Cominciamo a scoprirlo.
nanoparticelle nel nucleo.jpgPer molti non ci sono dubbi: il futuro sono le nanotecnologie, con tutte le prospettive di applicazione che questa nuova parte di progresso sembra riservarci. Per nanotecnologia si intende la manipolazione della materia su una scala dimensionale inferiore al micrometro, normalmente tra 1 e 100 nanometri , e la progettazione e realizzazione di dispositivi di tali dimensioni. Per farsi un'idea di cosa significhino tali ridottissime dimensioni basti pensare che il Dna ha un diametro di circa due nanometri e che una cellula ne contiene una catena, raggomitolata su se stessa, di lunghezza pari a circa due metri.
Secondo numerosi esponenti della comunità scientifica ma anche del mondo imprenditoriale queste nuove applicazioni tecnologiche rappresenterebbero già oggi un elemento di progresso e di profitto, dal momento che sono possibili un'infinità di future applicazioni: dal campo sanitario (utilizzando nano particelle c'è chi sostiene sarà possibile combattere i tumori), alla tecnologia informatica e le comunicazioni, solo per fare degli esempi. Alcune applicazioni concrete delle nanotecnolgie in ambito industriale ci sono, ad esempio, nella cosmesi , nelle vernici, nei tessuti tecnici e nell'abbigliamento, piuttosto che negli articoli sportivi. Inoltre nei nanocompositi, che trovano un' applicazione in sofisticati hard disk con superfici nanostrutturate utilizzati per registrazione di dati ad altissima densità, ma anche chip di memoria con dimensioni inferiori a 100 nm, dispositivi fotonici, superfici autopulenti, sistemi per la diagnostica medica, celle fotovoltaiche ecc., senza dimenticare le applicazioni nel campo dell'edilizia (l'applicazione più conosciuta in Italia è ad esempio quella dei materiali cementizi nanostrutturati della Italcementi).
Nonostante l'entusiasmo, negli ultimi tempi iniziano a diffondersi i risultati di alcune ricerche che evidenziano potenziali effetti nocivi per la salute umana che le nano particelle potrebbero causare. La capacità di produrre e gestire questi piccoli elementi di materia ha comportato anche la possibilità di studiarne gli effetti, ad esempio, sul corpo umano, e di comprendere la loro reale diffusione nell'ambiente. Infatti, il primo tema di dibattito è rappresentato dalle ormai famose polveri sottili, che sono costituite da micro e nano particelle, presenti in misura relativamente abbondante nell'ambiente. Queste polveri non sono generalmente un prodotto delle nanotecnologie ma il sottoprodotto di alcuni processi industriali, dell' incenerimento di rifiuti piuttosto che della combustioni nei motori diesel.
Grazie a questo processo tecnologico si è quindi anche compreso che l'attività umana, oltre a deturpare l'ambiente con svariate tipologie di inquinanti chimici, presenta tra i suoi effetti collaterali l'immissione nell'ambiente di enormi quantità di micro e nano particelle.
Oltre all'inquinamento volontario dell'ambiente, dovuto alla produzione di nano particelle a scopo industriale, ed all'inquinamento collaterale derivante dall'attività produttiva, le nano particelle trovano una loro fonte anche nel normale divenire del mondo naturale: le eruzioni vulcaniche, ad esempio, immettono nell'aria quantità minime di particelle (l'attività di tutti i vulcani del mondo produce la medesima quantità di polveri sottile del traffico di una singola città di medie dimensioni).
A questo punto è d'obbligo porsi una domanda fondamentale: quali potrebbero essere i rischi associati alla presenza di nano particelle nell'ambiente?
A questo proposito esistono diverse ricerche da cui risulta che le nano particelle sono effettivamente pericolose per l'ambiente e per la salute umana. In particolare è possibile fare riferimento agli studi di due ricercatori italiani, il Dott. Stefano Montanari e la Dott.ssa Antonietta M. Gatti, i quali sarebbero riusciti a collegare la penetrazione di queste particelle nell'organismo umano con la genesi di forme tumorali. La diffusione di forme patologiche connessa agli effetti delle nano particelle sull'organismo umano è tanto elevata che per definire tali malattie è stato creato il termine: "nanopatologie". Con questa parola s'intendono quindi "le malattie provocate da micro e nanoparticelle inorganiche che sono riuscite, per inalazione od ingestione, ad insinuarsi nell'organismo e si sono stabilite in un organo o in un tessuto".
Un primo importante esempio di nanopatologia è la cosiddetta "sindrome dei Balcani". Nel 2002 e negli anni successivi, molti reduci della guerra nella ex Yugoslavia hanno presentato un insieme di sintomi, spesso gravi, apparentemente assai difficili da correlare e malattie come tiroiditi, leucemie e diverse forme di cancro.
In un primo momento la causa di queste patologie era stata individuata nella debole radioattività propria dell'uranio impoverito. In realtà, lo studio condotto nella fattispecie dalla dott.ssa Gatti ha individuato come la vera origine delle patologie fossero le polveri sottili generate con l'esplosione delle bombe all'Uranio impoverito, in cui si sviluppano temperature molto elevate, superiori ai 3000°C. A queste temperature, tutto quanto si trovi intorno il punto di esplosione si fonde e vaporizza. Si forma così un aerosol che viene disperso finemente nell'atmosfera e che, una volta inspirato, si diffonde attraverso il sangue nei tessuti. Una grave conseguenza è che poi queste nano particelle inorganiche non vengono eliminate dal corpo umano, ma tendono ad accumularsi provocando con il tempo seri danni per l'organismo. In particolare queste particelle sono talmente piccole che riescono a penetrare nei nuclei delle cellule, distruggendone quindi le funzionalità e trasformandole in forme cancerose.
Questo è solo un esempio, ma un identico meccanismo patologico si verifica anche per le persone che vivono lontane dalle zone di guerra ma a contatto con altre nano particelle che sono presenti nell'aria, nel cibo, nell'acqua, e che sono il prodotto dall'incenerimento di rifiuti urbani, argomento sicuramente molto attuale.
La ricerca, ormai fortemente indirizzata allo studio applicativo delle nanotecnologie, dovrebbe riconoscere il proprio dovere etico, una sincera e inopinabile responsabilità rispetto al comprendere gli effetti collaterali delle nanotecnolgie e al contempo i possibili danni derivanti dall'inquinamento dell'ambiente da nano particelle.
Dario Muzzarini
Thursday, May 01, 2008
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