Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Saturday, June 02, 2012

Imbersago: un cittadino versa 6,12 € al comune per riscattare la sua ''quota'' di diritto al confronto sulla questione Italcementi

Imbersago: un cittadino versa 6,12 € al comune per riscattare la sua ''quota'' di diritto al confronto sulla questione Italcementi



Un versamento di 6 euro e 12 centesimi contro una “delibera moralmente illegittima” che l’amministrazione comunale di Imbersago, al pari di altri 7 comuni del meratese e della  bergamasca, ha approvato in giunta senza sottoporla all’attenzione dei cittadini. Lo ha fatto Roberto Bonfanti, residente in paese, che ha provocatoriamente invitato l’amministrazione a restituire la somma alla Italcementi S.p.a, quale quota personale dei 15.000 euro che il comune ha ottenuto dall’azienda come “compensazione ambientale” in base all’accordo sottoscritto lo scorso 7 maggio. La “questione” riguarda un capitolo specifico della proposta di accordo fatta da Italcementi ai comuni al termine di una lunga trattativa, con cui l’azienda si è impegnata a realizzare un raccordo ferroviario interno per l'arrivo del combustibile, ad erogare ai comuni firmatari 15.000 euro per interventi in materia ambientale, a finanziare un sistema di telerilevamento per il Parco Adda Nord, oltre a rilasciare  una fidejussione bancaria di € 600.000 a favore del Comune di Calusco d'Adda. Il tutto con la “clausola” che i comuni rinunciano ad ogni futura richiesta, ragione o azione nei confronti di Italcementi S.p.a. Proprio su questo punto i comuni di Solza e Paderno d’Adda, che ha portato la questione in discussione in consiglio, non hanno firmato la convenzione rinunciando così al contributo. Chi ha firmato (Imbersago, Robbiate, Verderio Superiore e Inferiore nel meratese) lo ha fatto interpretando il documento come una chiusura di una determinata trattativa (quella relativa all’utilizzo di CDR, combustibile derivato da rifiuti) che non pregiudicherà a loro dire l’apertura di nuovi confronti futuri. 




Vi spiego perché ho versato al Comune di Imbersago
6 euro e 12 centesimi

Sul sito internet istituzionale del Comune di Imbersago è possibile consultare il programma amministrativo 2009-2014 della lista che ha “vinto” le ultime elezioni.
Nella sezione ecologia, ambiente e sviluppo sostenibile chi ci amministra, aveva chiesto il voto ai cittadini promettendo testualmente “costante attenzione alle problematiche comunali e sovra comunali riguardanti emissioni inquinanti e acustiche (es. Italcementi, Benson ecc.)”
Nella sezione partecipazione popolare si parla di “un proficuo dialogo, di forme di coinvolgimento della cittadinanza” ecc.
A mio avviso l’Amministrazione  Comunale è andata clamorosamente fuori rotta, e vi spiego come.
Per capirlo ci si deve concentrare sulla Delibera della Giunta Comunale n. 33 del  3 maggio 2012 e sulle vicende che l’anno preceduta.
Quello che vi racconto è tutto scritto  nero su bianco con verbali di riunioni, documenti e delibere.
Si parte dal 2005, anno in cui è stato creato da Agenda 21 Isola Bergamasca Dalmine – Zingonia un Tavolo Territoriale di coordinamento composto dai Comuni potenzialmente interessati  dalla ricaduta ambientale dell’attività di Italcementi S.p.A. di Calusco, dal Parco Adda Nord e da alcune Associazioni Ambientaliste, per lo studio dei progetti finalizzati all’utilizzo del CDR, ovvero combustibile da rifiuto e rifiuti speciali quali Ecofluid e RASF, e per la definizione di un sistema di compensazioni ambientali.
Nel luglio 2005 era stato redatto un documento inerente gli aspetti da approfondire nello STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE presentato da Italcementi S.p.A. nell’ambito della VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE per le attività che prevedevano l’utilizzo di CDR e RIFIUTI SPECIALI. Questo documento (S.I.A.) è stato integrato da Italcementi nel mese di novembre 2005, in considerazione delle proposte avanzate dal Tavolo Territoriale.
Entro la fine del 2005 l’Agenza 21 Isola Bergamasca Dalmine – Zingonia ha elaborato, ottenendo la condivisione da parte degli Enti territoriali interessati, un piano di lavoro denominato “Verso un patto territoriale per un sistema di compensazioni ambientali”, divenendo così responsabile per i Comuni della gestione del Tavolo Territoriale.
Nel mese di  gennaio 2006, il Tavolo Territoriale ha presentato un ulteriore documento  di carattere  tecnico,  accettando  nello stesso  la proposta  formulata  da Italcementi  S.p.a.  in ordine allo studio di fattibilità del trasporto ferroviario e prevedendo, in caso di non realizzazione dello stesso, la destinazione delle relative risorse ad altre iniziative ambientali da disciplinare con apposito accordo.

Nel mese di febbraio 2006, nellambito della procedura regionale di valutazione di impatto ambientale sopraccitata, il Tavolo Territoriale ha presentato alla Società Italcementi S.p.a. un documento riassuntivo delle proposte di compensazione ambientale e Italcementi ne ha conseguentemente condiviso la parte relativa al raccordo ferroviario auspicando la conclusione del confronto per la sperimentazione del CDR.

Con Decreto n. 9324 del 07.08.2006 la Regione Lombardia ha autorizzato, nellambito  della procedura di autorizzazione integrata ambientale, limpiego del CDR nella cementeria di Calusco, subordinandolo allesito positivo della sua sperimentazione.

Nel corso dei mesi di ottobre e novembre 2006  è stato  costituito losservatorio tecnico scientifico permanente per la sperimentazione del CDR e successivamente è stato sottoscritto il relativo protocollo di sperimentazione.


Nel novembre 2006 ha avuto inizio l’attività di sperimentazione del CDR nonché il monitoraggio delle prestazioni ambientali dell’impianto.

Nel dicembre 2006 Italcementi S.p.a. ha rinunciato volontariamente alluso dellEcofluid e del RASF, così modificando il quadro di riferimento delle richieste ambientali avanzate dagli Enti, ridotto al solo utilizzo del CDR previa sua positiva sperimentazione.

Nel mese di febbraio 2008, il Tavolo Territoriale ha valutato positivamente, dandone approvazione, lesito della sperimentazione per lutilizzo del CDR giunta a conclusione.

Nel corso dellestate  2008, il Tavolo Territoriale ha presentato  alla Italcementi S.p.a un nuovo documento riassuntivo delle proposte di compensazioni ambientali collegate alluso del CDR.

Nel corso dellautunno  2009, Italcementi  ha chiesto al Tavolo Territoriale di posticipare  le valutazioni delle compensazioni ambientali, atteso il sopravvenire della crisi economica.

Dopo revisione del sistema delle compensazioni ambientali collegate all’uso del CDR, il tavolo Territoriale ha consegnato ad Italcementi S.p.A. un nuovo documento di compensazioni.

In p occasioni,  Italcementi S.p.a. ha comunicato  agli Enti di cui al Tavolo Territoriale  la propria volontà di variare il quadro dei combustibili alternativi utilizzabili, prevedendo lincremento della percentuale di sostituzione termica con CDR e/o lintroduzione di nuove tipologie  di rifiuti combustibili; tra laltro, Italcementi ha mostrato  interesse  per la possibilità  di utilizzo di fanghi biologici essiccati, anche derivanti da depurazioni di effluenti idrici in zona in modo  da  realizzare sinergie  territoriali che  possano  portare  beneficio  alle  comunità locali.

Nel corso della Conferenza di Servizi del 27.4.2011 è stato  inoltre valutato  dagli  Enti competenti lassetto definitivo impiantistico per la fase 2 di recupero energetico  del CDR g autorizzata con A.I.A. n. 9324 del 7 agosto 2006 dalla Regione Lombardia co previsione della possibilità di una successiva progettazione definitiva degli impianti. Il  progetto definitivo, fermo restando i quantitativi massimi autorizzati, prevede la realizzazione di un capannone e di strutture per la movimentazione e lalimentazione alla linea di cottura di CDR e di biomasse non rifiuto, combustibili gprevisti  dallAutorizzazione Integrata Ambientale prima citata. Nella stessa Conferenza di Servizi  è stato valutato anche il progetto per la realizzazione di un nuovo impianto di ricezione e  dosaggio delle biomasse non rifiuto al calcinatore della linea di cottura, necessario per accelerare la possibilità di utilizzo di tale tipologia di combustibili convenzionali.

Gli Enti partecipanti alla suddetta Conferenza di Servizi hanno ritenuto che i progetti presentati rappresentino una modifica non sostanziale e non comportino apprezzabile impatto sullambiente, in quanto permetteranno di provvedere in tempi relativamente brevi ad una più consistente sostituzione dei combustibili  tradizionali con biomasse non rifiuto.

A seguito di richiesta avanzata dal Tavolo Territoriale e collegata anche al futuro utilizzo delle biomasse di cui al punto precedente, Italcementi S.p.a ha ribadito al Tavolo Territoriale la propria disponibilità a riattivare il raccordo ferroviario per il trasporto  su rotaia di alcuni materiali necessari alla cementeria di Calusco dAdda o da questa prodotti.

A  tal fine, Italcementi S.p.a. ha sviluppato il progetto necessario alla riattivazione del raccordo ferroviario e ha presentato a R.F.I., in data 06.04.2011, listanza per i necessari assentimenti.


Inoltre, sempre a seguito di richiesta avanzata dal Tavolo Territoriale e collegata alle attività  sopradette, Italcementi S.p.a. si è resa disponibile a stipulare con i Comuni componenti il Tavolo Territoriale - che ne siano interessati - e con lEnte Parco Adda Nord contratti di  sponsorizzazione rispettivamente delle case dellacqua”(€ 15.000,00 una tantum) o di interventi analoghi e del sistema di telerilevamento terrestre con controllo remoto e trasmissione dati via web per il monitoraggio e la prevenzione antincendio boschivo.

Fin qui tutto fila liscio.
Poi Italcementi, prima della sottoscrizione dell’accordo, decide di porre fine a 10 anni di trattative per le compensazioni ambientali a favore dei comuni sui quali ricadranno i prodotti della combustione dello stabilimento di Calusco, modificando unilateralmente il testo dell’accordo, inserendo un ultimo paragrafo che recita: Pertanto, a fronte dellassunzione e delladempimento dei sopradetti impegni da parte di Italcementi S.p.a., il Tavolo Territoriale e le Amministrazioni componenti il medesimo rinunciano irrevocabilmente ed incondizionatamente ad ogni pretesa, richiesta, ragione o azione nei confronti di Italcementi S.p.a. e di ogni persona fisica o giuridica del cui fatto la Società debba rispondere per lattività di recupero energetico di CDR così come autorizzata.”
Buttata in soldoni, vale a dire: ti realizzo un’opera che vale 15.000 euro e tu taci per sempre!
Qualunque cosa accada!
A questo punto è lecito porsi alcuni interrogativi, il primo dei quali è il seguente:
Se gli Enti partecipanti alla Conferenza di Servizi hanno ritenuto che i progetti presentati (utilizzo del COMBUSTIBILE DA RIFIUTO) rappresentino una modifica non sostanziale e non comportino apprezzabile impatto sullambiente, ed Italcementi ha condiviso, perché agli stessi viene chiesto di rinunciare irrevocabilmente ed incondizionatamente ad ogni pretesa, richiesta, ragione o azione nei confronti di Italcementi S.p.a. e di ogni persona fisica o giuridica del cui fatto la Società debba rispondere per lattività di recupero energetico di CDR così come autorizzata ?

Su questo tema ognuno di noi potrebbe disquisire all’infinito, col supporto di tesi e dati a favore e contro l’utilizzo del CDR.
A mio avviso, l’argomento merita di essere approfondito, ma il punto non è questo.  E’ un altro.
Penso che il comportamento della Giunta Comunale debba essere censurato dai cittadini.
Il Sindaco di Paderno d’Adda, Valter Motta, ha coinvolto nell’analisi di questo delicato tema il Consiglio Comunale, che ha rigettato all’unanimità il protocollo di intesa. Secondo lui (vedasi articolo apparso su Merateonline.it il 26.04.2012) la priorità non è quella di accettare un’elemosina concessa ai comuni in cambio di 50 anni di influenza sull’ambiente, anche se non li si può obbligare altrimenti, la priorità non è quella di dotare i cittadini di una casetta per l’acqua, ma preservare la loro salute. Oggi come in futuro. Con l’ultima versione dell’accordo si chiude ogni possibilità di dialogo con l’azienda.


Ebbene, la nostra Giunta, quella della “costante attenzione alle problematiche comunali e sovra comunali riguardanti emissioni inquinanti e acustiche (es. Italcementi, Benson ecc.)” , quella della partecipazione popolare, ha approvato con la delibera n. 33 del 3 maggio 2012 quanto segue: (vedasi albo pretorio online)
Visto lo schema di Protocollo di intesa per lattuazione delle compensazioni ambientali inerenti il processo di sostituzione, presso lo stabilimento di proprietà di  Italcementi S.p.a. di Calusco dAdda, dei combustibili  convenzionali con combustibili alternativi tra i componenti del Tavolo Territoriale e Italcementi S.p.A. predisposto a seguito di quanto valutato negli ultimi incontri del Tavolo Territoriale, allegato e parte integrante della presente proposta di deliberazione, atto a definire i seguenti impegni:
1.       impegno di Italcementi a dar seguito al progetto di riattivazione del raccordo ferroviario ed alla preliminare richiesta del rilascio di tutte le autorizzazioni si all’uopo rendono necessarie entro il 31.12.2013; lo sviluppo dell’attività sarà osservato e relazionato dal Tavolo Territoriale con periodicità quadrimestrale al fine di considerare nell’immediato le impossibilità non dipendenti dalla Ditta;
2.       rilascio da parte di Italcementi di Fidejussione per un ammontare pari ad €.600.000,00 a favore del Comune di Calusco d’Adda in rappresentanza degli Enti di cui al Tavolo Territoriale, a garanzia dell’obbligo assunto da Italcementi;
3.       disponibilità di Italcementi alla stipula, con i singoli Comuni che si dichiareranno interessati, di contratti di sponsorizzazione delle “case dell’acqua” o per interventi analoghi fino ad un limite di €. 15.000,00;
4.       disponibilità di Italcementi alla stipula, con l’Ente Parco Adda Nord, di contratto di sponsorizzazione del sistema di telerilevamento terrestre con controllo remoto e trasmissione dati via web per il monitoraggio e la prevenzione antincendio boschivo a tutela delle aree naturalistiche e forestali poste a nord e sud degli impianti per un importo di €. 20.000,00;

Dato atto che le parti convengono che lo schema compensativo, definito nel presente Protocollo di intesa, chiuda in modo definitivo il confronto in essere in merito agli interventi legati alla prima fase di utilizzo di CDR in sostituzione dei combustibili fossili convenzionali, e che a fronte dellassunzione e delladempimento dei sopradetti impegni da parte di Italcementi S.p.a., il Tavolo Territoriale e le Amministrazioni componenti il medesimo rinunciano irrevocabilmente ed incondizionatamente ad ogni pretesa, richiesta, ragione o azione nei confronti di Italcementi S.p.a. e di ogni persona fisica o giuridica del cui fatto la Società debba rispondere per lattività di recupero energetico di CDR così come autorizzata,
DELIBERA
Per quanto esplicitato in premessa:
·         di approvare lo schema di Protocollo d’intesa per lattuazione delle compensazioni ambientali inerenti il processo di sostituzione, presso lo stabilimento di proprietà di  Italcementi S.p.a. di Calusco dAdda, dei combustibili  convenzionali con combustibili alternativi tra i componenti del Tavolo Territoriale e Italcementi S.p.A., predisposto a seguito di quanto valutato negli ultimi incontri del Tavolo Territoriale, allegato e parte integrante della presente proposta di deliberazione;
·         di autorizzare l’organo rappresentante dell’Ente alla sottoscrizione con gli enti componenti il Tavolo Territoriale ed Italcementi S.p.A. alla sottoscrizione del Protocollo.

Caro Sindaco,  questo argomento di vitale importanza, a mio modesto parere, doveva essere affrontato dal Consiglio Comunale, anche se è un Consiglio monocolore.

Con questa delibera la Giunta Comunale di Imbersago ha venduto, nell’immediato e per il futuro, a 6 euro e 12 centesimi per ciascuno dei 2.452 cittadini residenti, il diritto sacrosanto di ciascun di essi a pretendere, richiedere ed agire nei confronti di Italcementi e dei suoi amministratori e/o dirigenti qualora l’attività di recupero energetico di CDR produca effetti negativi per l’ambiente e la salute.

Con un avanzo di amministrazione consolidato al 31.12.2011 di € 442.588,95 la Giunta Comunale di Imbersago, ha accettato l’imposizione del silenzio con una casetta per l’acqua che vale 15.000 miseri euro.

Non è questo il mandato che avete ricevuto dai cittadini !!

Nessuno vi ha mai autorizzato a  rinunciare in nome e per conto dei vostri concittadini ad
esercitare diritti sacrosanti.

Questa non è “costante attenzione alle problematiche comunali e sovra comunali riguardanti emissioni inquinanti ed acustiche”.
Questa è una svendita, una liquidazione totale, dei diritti degli Imbersaghesi !!

E’ per questi motivi che ho versato al Comune 6 euro e 12 centesimi.

Per riscattare la mia quota di diritto al confronto, di diritto alla tutela della salute, di diritto a pretendere che se qualcosa va storto con l’uso del CDR il mio Comune possa tutelarmi e possa avere il diritto di AGIRE NELL’INTERESSE DEI RESIDENTI NEL SUO TERRITORIO.
Restituite a Italcementi i miei 6 euro e 12 centesimi!
Se non avete il coraggio di farlo restituite le chiavi del Comune ai cittadini ed ANDATE A CASA, lasciando che qualcun altro rimedi il danno arrecato da questa
DELIBERA MORALMENTE ILLEGITTIMA.

"FESTA DELL'ARIA"

http://liberiincroci.blogspot.it/2012/05/italcementi-calusco-e-palazzago.html


Italcementi... a Calusco e a Palazzago...nel giorno della morte del piano cave

Veduta generale della cava Italcementi sul Linzone,
lentamente tutto il costone sarà scavato, fino al piano base a sinistra
Il Tar ha definitivamente bocciato il Piano Cave di Bergamo. «Questa sentenza suona come un verdetto, una condanna giuridica e anche politica che, finalmente, scrive la parola fine sul piano cave di Bergamo, progetto fallimentare al limite del farsesco». Lo dichiara Gabriele Sola, consigliere regionale dell'Italia dei Valori. 
 http://www.bergamonews.it/cronaca/piano-cave-di-bergamo-pietra-tombale-del-tar-e-decaduto-nullo-160029

"Diciamo SI a un protocollo di intenti tra Italcementi SpA ed i Sindaci del Territorio ma diciamo NO alla rinuncia del nostro ruolo", i Sindaci di Solza e Paderno d'Adda.

Il prossimo 4 Maggio è prevista la firma  del protocollo  sulle compensazioni ambientali perl’utilizzo di combustibili alternativi (CDR–Combustibili Derivati da Rifiuti) presso lo stabilimento di proprietà di Italcementi S.p.a. di Calusco d’Adda, tra i sindaci del Territorio ed Italcementi S.p.a.
 Per noi firmare il protocollo che Italcementi ci presenta oggi, così com’è, non è possibile; sarebbe un’offesa al nostro ruolo di Sindaci e un tradimento nei confronti del territorio di cui noi dobbiamo farci garanti e di cui Italcementi è ospite!

vedi:
 http://www.isolanews.net/cronaca-locale/1821-italcementi-le-amministrazioni-di-solza-e-paderno-d-adda-dicono-no.html

A parte lo specifico problema di Calusco d'Adda, anche Palazzago che fornisce la materia prima scavata dal Linzone e che scende per il tunnel fino a Calusco d'Adda si deve accontentare delle briciole?

Per alcune informazioni vedi:
http://liberiincroci.blogspot.it/2012/03/il-comune-di-palazzago-tutela-i-valori.html





NO COMMENT 



03/06/2012 

L'Associazione Paracadutisti - Sez. di Calusco d'Adda, con il patrocinio del Comune di Calusco d'Adda, organizza la "FESTA DELL'ARIA" per domenica 3 giugno 2012 presso l'area mercato.
Programma:
ore 10.00 - alzabandiera con la partecipazione delle Associazioni Alpini, Fanti, Bersaglieri
ore 10.15 - benedizione sul campo
ore 10.30 - inizio voli per diversamente abili
ore 11.30 - 1° lancio paracadutisti / 1° Trofeo Città di Calusco d'Adda
ore 12.00/14.00 - pausa pranzo
ore 14.00 - inizio voli turistici
ore 15.30 - 2° lancio paracadutisti
ore 16.00 - voli turistici
ore 17.30 - 3° lancio paracadutisti
ore 18.00 - voli turistici
ore 18.30 - ammaìno bandiera e fine della manifestazione.
Alla manifestazione parteciperà il Club Frecce Tricolore di Calusco d'Adda.

Wednesday, May 23, 2012

Polvere nera a Calusco

http://caluscoinlinea.blogspot.it/2012/05/polvere-nera-in-centro.html#links

Polvere nera in centro


Oggi pomeriggio nei pressi di italcementi c'è stato un gran bel "polverone" infatti per motivi ancora non noti si sono sollevate dal cementificio grossi quantitativi di polvere di carbone. Diversi i cittadini che sono andati a lamentarsi dell'accaduto presso la portineria della ditta.

Monday, May 14, 2012

E' iniziato il countdown

596 sono i giorni che mancano al 31 dicembre 2013 Data ultima per l'avvio del collegamento ferroviario del cementificio di Calusco D'Adda .

Italcementi: il tavolo territoriale si svende?

Italcementi: il tavolo territoriale si svende?


Il neonato comitato la nostra aria che potete trovare su facebook pubblica il protocollo di intesa con italcementi (qui) e mette in evidenza la versione firmata dai sindaci favorevoli e quella proposta dai sindaci contrari all'accordo. Il comitato accusa calusco di prendersi 600.000 euro rinunciando al "tavolo territoriale" che aveva funzione di controllo. Il testo interessato è nel punto H che riporta queste parole: "Pertanto, a fronte dell’assunzione e dell’adempimento dei sopradetti impegni da parte di Italcementi S.p.a., il Tavolo Territoriale e le Amministrazioni componenti il medesimo rinunciano irrevocabilmente ed incondizionatamente ad ogni pretesa, richiesta, ragione o azione nei confronti di Italcementi S.p.a. e di ogni persona fisica o giuridica del cui fatto la Società debba rispondere per l’attività di recupero energetico di CDR così come autorizzata."





Friday, May 11, 2012

Altreconomia :: Italcementi, di nuovo "stop!" a Monselice

Altreconomia :: Italcementi, di nuovo "stop!" a Monselice

Ambiente Vittoria per i comitati "Lasciateci respirare" ed "E noi?"
Italcementi, di nuovo "stop!" a Monselice 
Il Tar del Veneto boccia il piano di ammodernamento del cementificio all'interno del Parco dei Colli Euganei. Il testo della sentenza, frutto di un ricorso promosso dai Comuni di Este e Baone, trasmesso anche alla Procura della Repubblica, per approfondire il contenuto della convenzione tra l'impresa della famiglia Pesenti e l'Ente parco

È arrivato l'ennesimo colpo di scena nella querelle amministrativa che vede coinvolti Italcementi, primo produttore italiano di cemento, ed enti e associazioni dei Colli Euganei (vedi Ae 126). 
Il 9 maggio, infatti, il Tar del Veneto ha bocciato il progetto di revamping (ammodernamento) dell'impianto di Monselice (Pd), lo stabilimento delle multinazionale bergamasca. Per il momento, perciò, niente nuova torre di 89 metri all'interno del Parco regionale dei Colli Euganei.  
Il ricorso era stato presentato da due Comuni dell'area, le amministrazioni di Este e Baone. Possiamo immaginare che Italcementi risponderà con un appello al Consiglio di Stato: lo ha già fatto, lo scorso anno, dopo che unaprecedente decisione del Tar del Veneto aveva bocciato il progetto, su ricorso presentato -tra gli altri- dai comitati “Lasciateci respirare” ed “E noi?”. In quel caso, il Consiglio di Stato -a fine febbraio 2012- “aveva accolto le tesi di Italcementi e dei suoi sostenitori -come spiega “Lasciateci respirare” in un comunicato stampa-, ribaltando un precedente giudizio”, e garantendo così un lasciapassare per l'avvio dei lavori. “Per noi -consideravano gli ambientalisti- rimane incredibile che il revamping possa essere paragonato alla stregua del cambio di una semplice caldaia o che una torre di 89 metri in piena area Parco possa essere considerata un manufatto di 'qualità architettonica apprezzabile, in linea con le tendenze dell’architettura contemporanea'”. 

Scrive il Tar per motivare la propria scelta (la sentenza completa è allegata): “Il progetto non poteva ottenere l’autorizzazione paesaggistica rilasciata invece dal Presidente del Parco Regionale dei Colli Euganei in data 13 Dicembre 2010”.
Di conseguenza: “La delibera della Giunta Provinciale […] con cui è stato espresso giudizio di compatibilità ambientale favorevole, è illegittimaperché è stata adottata sulla base di un’autorizzazione paesaggistica illegittima, specificamente richiamata nella motivazione della delibera provinciale di cui sopra”.

E parlando dell'impatto ambientale: “Nel caso di specie invece la previsione di un nuovo ciclo produttivo di durata di 28 anni, l’innalzamento di una nuova torre alta ben 89 metri (pur prevedendo l’abbassamento dell’altezza della torre rispetto al progetto inizialmente presentato), la costruzione di tubazioni, relative alla linea di macinazione, di 70 metri di altezza media dal piano di posa non contengono, ma aggravano notevolmente e palesemente l’impatto ambientale e paesaggistico oggi esistente. Tale aggravio ambientale e paesaggistico risulta altresì evidente, considerando che l’autorizzazione impone la cessazione dell’attività produttiva entro il termine di 28 anni a far data dall’entrata in funzione del ciclo produttivo autorizzato, provvedendo quindi allo smantellamento dell’intero stabilimento e alla modifica del sito, con riduzione ad area verde del relativo sedime, entro i due anni successivi al termine di esercizio”.   
C'è, infine, un ulteriore elemento, evidenziato dal giudice amministrativo: la“convenzione prevede che Italcementi versi all’Ente Parco, per interventi di interesse pubblico volti al miglioramento di aree compromesse nonché alla messa in sicurezza di fronti collinari, la somma di un milione di euro. Si tratta di una cifra cospicua, non imposta da disposizioni di legge. La destinazione della somma non è specificamente connessa ad eventi provocati per effetto dell’intervento approvato. La competenza in ordine agli interventi di interesse pubblico finanziati con la somma sopra indicata è dell’Ente Parco. Si pone conseguentemente il dubbio che la somma che Italcementi si è obbligata a pagare, per finalità di interesse pubblico, costituisca un motivo di persuasione, affinché il Presidente dell’Ente Parco procedesse al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica impugnata, anche a costo di rilasciare un’autorizzazione paesaggistica illegittima”. Per chiarire questa ipotesi, “di consapevolezza di illegittimità, da parte del Presidente dell’Ente Parco, nel rilascio dell’autorizzazione paesaggistica illegittima impugnata”, il giudice amministrativo ha trasmesso la sentenza “alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova”. Che chiarirà se all'illecito amministrativo se ne è accompagnato un altro.

Wednesday, May 09, 2012

Ombre su ombre e ... la ferrovia... forse

4 Maggio 2012

COMUNICATO STAMPA
Protocollo compensazioni ambientali tra Italcementi S.p.A. ed i Sindaci del Territorio: un lungo percorso, che ha visto coinvolti anche i portatori d’interesse diffuso come la nostra associazione, che si conclude tra luci ed ombre.

Questa sera, 4 Maggio 2012, è prevista la firma di un protocollo d’intesa tra Italcementi s.p.a e i Comuni circostanti lo stabilimento, per l’attuazione di compensazioni ambientali a fronte dell’autorizzazione all’utilizzo di combustibili alternativi (CDR – Combustibili Derivati da Rifiuti) al posto di combustibili convenzionali per la produzione di cemento.
Questo documento sarà sottoscritto dalla società Italcementi S.p.A. e da alcuni Sindaci che in questi anni sono stati coinvolti in un lungo percorso di confronto, partecipazione ed approfondimento delle ricadute dell’attività del cementificio di Calusco d’Adda sul territorio.
Questo percorso durato più di 8 anni è iniziato e proseguito anche grazie al significativo intervento di diversi gruppi portatori di interesse tra cui la nostra associazione.
Fare un bilancio di questa lunga esperienza per noi è francamente difficile.
Riteniamo molto positivo il fatto che il documento sancisca l’impegno da parte di Italcementi, caldeggiato fortemente fin dall’inizio anche da noi, alla riattivazione dello scalo ferroviario interno all’azienda, un’operazione che toglierà dalla strada circa 10.000 veicoli l’anno e che va nella direzione, oltre che di diminuzione delle emissioni inquinanti, soprattutto di un cambiamento culturale nella concezione della mobilità delle merci di cui siamo il fanalino di coda dell’Europa.
Accanto a ciò non possiamo non sottolineare con una punta di amarezza come sia andata scemando nel corso del tempo la partecipazione di alcune amministrazioni comunali all’inizio coinvolte e come sia andato diminuendo il livello di vigilanza del corretto funzionamento degli impianti di Italcementi da parte di alcuni Comuni e del tavolo di coordinamento di “Agenda XXI Dalmine Zingonia - isola bergamasca” che ne ha guidato le scelte. A dimostrazione di ciò, con rammarico, abbiamo assistito alla grave errore politico di aver consentito alla fine del 2007 la sostanziale conclusione dei lavori del tavolo tecnico, costituito a supporto del tavolo politico con il consenso di Italcementi, che è riuscito a seguire solamente il primo dei tre “steps” di sperimentazione programmati per la verifica delle emissioni e dell’inquinamento prodotto dall’impiego del CDR.
Altrettanto negativamente valutiamo la scelta di aver cancellato dal documento che verrà sottoscritto oggi un passaggio che espliciti la disponibilità da parte della Società al proseguo dell’esperienza del Tavolo Territoriale come luogo di continuo dialogo con il territorio anche per nuovi progetti di sostituzione di combustibili convenzionali. Riteniamo infatti che si debba fare di tutto per avere la garanzia che possa continuare questa importante esperienza di confronto permanente, indice di un elevato livello di civiltà, che consente un costante monitoraggio dell’impatto ambientale delle attività produttive presenti sul territorio, favorendo il potenziale miglioramento delle condizioni di salubrità e di qualità della vita, fattori che non hanno prezzo dal punto di vista monetario.
Prendiamo atto pertanto della scelta di alcune amministrazioni comunali di sottoscrivere stasera un documento così ridimensionato e non condiviso all’unanimità, decisione presa forse per stanchezza o forse alla fine di un lungo percorso di decantazione che ha fatto sfumare una lunga serie di occasioni, con la forte speranza e il vivo augurio per tutto il territorio di veder realizzato e funzionante al più presto lo scalo ferroviario previsto.
Da parte nostra, Legambiente continuerà ad impegnarsi, come fatto finora, e a vigilare sull’impianto di Calusco per tenere vivo il controllo sulla qualità ambientale per la tutela del territorio e della salute pubblica.
LEGAMBIENTE Circolo di Bergamo e Circolo MerateseBookmark and Share

Svenduta la salvaguardia dei cittadini

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Friday, May 04, 2012

Comunicato stampa tavolo Italcementi LEGAMBIENTE Circolo di Bergamo e Circolo Meratese






4 Maggio 2012

COMUNICATO STAMPA
Protocollo compensazioni ambientali tra Italcementi S.p.A. ed i Sindaci del Territorio: un lungo percorso, che ha visto coinvolti anche i portatori d’interesse diffuso come la nostra associazione, che si conclude tra luci ed ombre.

Questa sera, 4 Maggio 2012, è prevista la firma di un protocollo d’intesa tra Italcementi s.p.a e i Comuni circostanti lo stabilimento, per l’attuazione di compensazioni ambientali a fronte dell’autorizzazione all’utilizzo di combustibili alternativi (CDR – Combustibili Derivati da Rifiuti) al posto di combustibili convenzionali per la produzione di cemento.
Questo documento sarà sottoscritto dalla società Italcementi S.p.A. e da alcuni Sindaci che in questi anni sono stati coinvolti in un lungo percorso di confronto, partecipazione ed approfondimento delle ricadute dell’attività del cementificio di Calusco d’Adda sul territorio.
Questo percorso durato più di 8 anni è iniziato e proseguito anche grazie al significativo intervento di diversi gruppi portatori di interesse tra cui la nostra associazione.
Fare un bilancio di questa lunga esperienza per noi è francamente difficile.
Riteniamo molto positivo il fatto che il documento sancisca l’impegno da parte di Italcementi, caldeggiato fortemente fin dall’inizio anche da noi, alla riattivazione dello scalo ferroviario interno all’azienda, un’operazione che toglierà dalla strada circa 10.000 veicoli l’anno e che va nella direzione, oltre che di diminuzione delle emissioni inquinanti, soprattutto di un cambiamento culturale nella concezione della mobilità delle merci di cui siamo il fanalino di coda dell’Europa.
Accanto a ciò non possiamo non sottolineare con una punta di amarezza come sia andata scemando nel corso del tempo la partecipazione di alcune amministrazioni comunali all’inizio coinvolte e come sia andato diminuendo il livello di vigilanza del corretto funzionamento degli impianti di Italcementi da parte di alcuni Comuni e del tavolo di coordinamento di “Agenda XXI Dalmine Zingonia - isola bergamasca” che ne ha guidato le scelte. A dimostrazione di ciò, con rammarico, abbiamo assistito alla grave errore politico di aver consentito alla fine del 2007 la sostanziale conclusione dei lavori del tavolo tecnico, costituito a supporto del tavolo politico con il consenso di Italcementi, che è riuscito a seguire solamente il primo dei tre “steps” di sperimentazione programmati per la verifica delle emissioni e dell’inquinamento prodotto dall’impiego del CDR.
Altrettanto negativamente valutiamo la scelta di aver cancellato dal documento che verrà sottoscritto oggi un passaggio che espliciti la disponibilità da parte della Società al proseguo dell’esperienza del Tavolo Territoriale come luogo di continuo dialogo con il territorio anche per nuovi progetti di sostituzione di combustibili convenzionali. Riteniamo infatti che si debba fare di tutto per avere la garanzia che possa continuare questa importante esperienza di confronto permanente, indice di un elevato livello di civiltà, che consente un costante monitoraggio dell’impatto ambientale delle attività produttive presenti sul territorio, favorendo il potenziale miglioramento delle condizioni di salubrità e di qualità della vita, fattori che non hanno prezzo dal punto di vista monetario. 
Prendiamo atto pertanto della scelta di alcune amministrazioni comunali di sottoscrivere stasera un documento così ridimensionato e non condiviso all’unanimità, decisione presa forse per stanchezza o forse alla fine di un lungo percorso di decantazione che ha fatto sfumare una lunga serie di occasioni, con la forte speranza e il vivo augurio per tutto il territorio di veder realizzato e funzionante al più presto lo scalo ferroviario previsto.
Da parte nostra, Legambiente continuerà ad impegnarsi, come fatto finora, e a vigilare sull’impianto di Calusco per tenere vivo il controllo sulla qualità ambientale per la tutela del territorio e della salute pubblica.

LEGAMBIENTE Circolo di Bergamo e Circolo Meratese

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