Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Friday, September 28, 2007

Zona critica 1: chiesta alla Regione una proroga del blocco di Euro 0-1

Zona critica 1: chiesta alla Regione
una proroga del blocco di Euro 0-1 e in
caso di stop al traffico, la chiusura delle ``Strade Provinciali``







Dando seguito a quanto concordato nel corso dell’assemblea “allargata” dei sindaci di Agenda 21, il gruppo di lavoro ha predisposto la lettera da inviare in Regione. Come si ricorderà con proprio provvedimento non concordato con le Amministrazioni locali interessate, la Regione ha inserito nella Zona 1, l’area omogenea di Milano, gran parte dei comuni del meratese. Questo significa, tra l’altro, che l’eventuale blocco del traffico interesserà anche tutta la Brianza, ma non le strade provinciali – peraltro le più trafficate – e che dal 14 ottobre al 15 aprile le auto e le moto “Euro O” e “Euro 1” non potranno più circolare. Ma di questa situazione ben pochi cittadini sono al corrente mentre si stima che i veicoli interessati siano il 10-12% del totale in circolazione in Lombardia. E quindi anche in Brianza. I sindaci hanno pertanto chiesto il rinvio del provvedimento, l’esclusione dall’area di Montevecchia e Santa Maria Hoè e una serie di altre misure atte a contenere il tasso di inquinamento dell’aria ma che abbiano un impatto meno pesante sulla popolazione. Ecco il testo integrale della lettera inviata in Regione dal gruppo di lavoro coordinato dall’assessore provinciale all’Ecologia Marco Molgora


Comuni Area Meratese

Prot. n. Lecco,

All’Assessore alla Qualità dell’Ambiente
della Regione Lombardia
Arch. Lionello Marco Pagnoncelli
Via Pola n. 14
20124 Milano



DOCUMENTO INERENTE “Provvedimenti per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell`ambiente” DETERMINATI DALLA REGIONE LOMBARDIA.

La Regione Lombardia ha emanato una serie di disposizioni atte a contrastare la situazione di inquinamento atmosferico, che coinvolge gran parte della Pianura Padana.

Tra queste se ne evidenziano alcune che impattano pesantemente sulla vita dei cittadini e sull’attività delle amministrazioni locali.

I Comuni meratesi e la Provincia di Lecco preoccupati per i rischi relativi alla salute dei cittadini e per le ricadute negative sull’ambiente, hanno sottoscritto nel 2005 un documento di intenti per combattere tale situazione di criticità.

Ribadendo gli impegni in esso assunti e convinti di avere il dovere di garantire il sostegno ad azioni positive e di tutelare le condizioni di vita dei cittadini, ritengono opportuno sottoporre alla Regione Lombardia alcune riflessioni ed alcune osservazioni dettate da spirito di collaborazione e volontà di azione comune.

• Suddivisione del territorio regionale in zone e agglomerati per l`attuazione delle misure finalizzate al conseguimento degli obiettivi di qualità dell`aria:

Si auspica che la Regione Lombardia pervenga ad una classificazione omogenea di un’area vasta comprendente l’intera zona di pianura e la fascia pedemontana.
Nel caso di mantenimento dell’attuale zonizzazione si chiede comunque di limitare i confini dell’attuale area A1 ai comuni di pianura escludendo pertanto i comuni di Montevecchia e Santa Maria Hoè, aventi caratteristiche territoriali difformi per altitudine e configurazione urbanistica dalle altre realtà comunali inseriti.

• Piano d`azione per il periodo 15 ottobre 2007 - 15 aprile 2008.
Misure e provvedimenti relativi alla circolazione veicolare:

In relazione al divieto di circolazione in area A1 per il periodo ottobre 2007 – aprile 2008 di automezzi aventi caratteristiche
• autoveicoli ad accensione comandata (benzina) non omologati ai sensi della direttiva 91/441/CEE e successive direttive, non adibiti a servizio pubblico (veicoli detti “pre-Euro 1” a benzina);
• autoveicoli ad accensione spontanea (diesel) non omologati ai sensi della direttiva 91/542/CEE, , punto 6.2.1.B oppure non omologati ai sensi della direttiva 94/12/CEE e successive direttive, non adibiti a servizio pubblico, (veicoli detti “pre-Euro 1” e””Euro 1” diesel);
motoveicoli e ciclomotori a 2 tempi non omologati ai sensi della direttiva 97/24/CEE, capitolo 5 e successive direttive, non adibiti a servizio pubblico (veicoli detti “pre-Euro 1 a due tempi”)

si rilevano le seguenti criticità:

- tempi eccessivamente ristretti per consentire ai residenti ed ai lavoratori ivi esistenti l’adeguamento dei mezzi o la loro sostituzione;

- disponibilità economica eccessivamente ridotta rispetto alle promesse ed all’effettivo fabbisogno;

- soglia di reddito I.S.E.E. eccessivamente bassa e tale da escludere buona parte dei cittadini;

- inadeguatezza della comunicazione e assenza di una campagna univoca e di chiare indicazioni;

- difficoltà per gli Enti Locali tramite la Polizia Locale a garantire un reale ed efficace controllo del rispetto delle limitazioni;

- carenza di alternative all’uso del mezzo privato a causa della limitata ed insufficiente estensione del Trasporto Pubblico Locale e della mancanza di un biglietto unico integrato tra i vari mezzi.

Si propone pertanto una verifica dei tempi ed un eventuale slittamento dell’inizio delle limitazioni.

• Ritenendo il blocco del traffico una misura poco efficace si chiede di verificare l’opportunità di azioni strutturali alternative che inducano un cambiamento dei comportamenti stabilizzato e radicato, quali l’introduzione delle targhe alterne.

In caso di conferma dei blocchi si ritiene opportuno inserire anche la viabilità provinciale e statale tra le arterie inibite. In particolare è auspicabile il blocco anche di tali strade sovracomunali in caso di perdurante sforamento dei valori di soglia di inquinanti.

A tale proposito si chiede la disponibilità a concordare con gli Enti gestori l’identificazione di una rete essenziale e limitata di arterie percorribili.

• Piano d`azione per il periodo 15 ottobre 2007 - 15 aprile 2008. Misure e provvedimenti per il contenimento dell’inquinamento da combustione di biomasse legnose:

Si sottolinea l’azione di controllo attuata in quest’anni dalla Provincia di Lecco e si ritiene opportuno confermare ed ampliare tale azione.

Si evidenzia l’oggettiva difficoltà ad estendere tale azione agli impianti a biomassa legnosa in assenza di procedure codificate.

- si evidenzia l’opportunità che un solo ente operi sul territorio, evitando sovrapposizioni di altre agenzie che indurrebbero confusione;

- si segnala il grave rischio per la sicurezza degli anziani e delle categorie deboli a fronte di controlli estemporanei che potrebbero essere utilizzati da truffatori in cerca di pretesti per introdursi nelle abitazioni.

Iniziative e proposte

Dal punto di vista delle azioni positive e concrete risulta evidente la necessità di prevedere una dotazione economica certa, adeguata e significativa.

In particolare si chiedono garanzie in merito alla destinazione prioritaria per le zone A1 e di fondi destinati a:

- estensione del Trasporto Pubblico Locale, oggi assolutamente inadeguato come
alternativa stabile al mezzo privato;
- ampliamento della rete di percorsi ciclabili intercomunali, già significativa nell’area
ma necessitante di ulteriore estensione verso i punti attrattori e le stazioni ferroviarie;
- realizzazione del servizio di bici-sharing in corso di progettazione;
- istituzione del servizio di car-sharing e car-pooling;
- sostituzione degli impianti termici inadeguati con impianti ad alto rendimento, come
già sperimentato con successo dalla Provincia di Lecco;
- installazione di pannelli solari termici, sia sugli edifici pubblici che sulle residenze
private.

Infine si evidenzia la preoccupazione per le incertezze che caratterizzano il futuro della linea ferroviaria Bergamo-Carnate-Monza-Milano e della linea Lecco-Carnate-Monza-Milano, ormai completamente a doppio binario e già utilizzata come asse portante del Trasporto Pubblico Locale della Provincia di Lecco, ma ancora priva di un piano degli orari adeguato allo sfruttamento della reale potenzialità e del suo utilizzo come prolungamento della rete della Metropolitana di Milano.

Alla luce di quanto sopra indicato, e confermando la volontà di una leale collaborazione, i sottoscrittori di questo documento chiedono un incontro urgente con l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Lombardia dottor Marco Pagnoncelli e con la struttura tecnica dell’Assessorato, per avviare un percorso di confronto e di elaborazione di nuove proposte.



Marco Molgora Assessore all’Ambiente
ed Ecologia della Provincia di Lecco



Firmato

Moreno Luigi Fabbroni
Sindaco del Comune di AIRUNO

Stefano Motta
Sindaco del Comune di BRIVIO

Gilberto Fumagalli
Sindaco del Comune di CALCO

Sergio Bagnato
Sindaco del Comune di CERNUSCO LOMBARDONE

Giovanni Ghislandi
Sindaco del Comune di IMBERSAGO

Gianfranco Castelli
Sindaco del Comune di LOMAGNA

Giovanni Battista Albani
Sindaco del Comune di MERATE

Carla Brivio
Sindaco del Comune di MONTEVECCHIA

Alessandro Brambilla
Sindaco del Comune di OLGIATE MOLGORA

Paolo Strina
Sindaco del Comune di OSNAGO

Valter Motta
Sindaco del Comune di PADERNO D’ADDA

Alessandro Salvioni
Sindaco del Comune di ROBBIATE

Gilberto Tavola
Sindaco del Comune di SANTA MARIA HOE’

Marina Alda Pezzolla
Sindaco del Comune di VERDERIO INFERIORE

Beniamino Colnaghi
Sindaco del Comune di VERDERIO SUPERIORE

merate Se Albani disobbedisce alla Regione, gli altri sindaci intendono «resistere». Il 4 ottobre incontro in Regione Piano anti smog, i sindaci non m

Merate

Se Albani disobbedisce alla Regione, gli altri sindaci intendono «resistere». Il 4 ottobre incontro in Regione Piano anti smog, i sindaci non mobiliteranno i vigili urbani

MERATE

Una resistenza passiva alle decisioni regionali. È quella che si apprestano ad attuare i sindaci dei quindici Comuni meratesi inseriti dalla Regione Lombardia nell'area omogenea A1.
Anche se la «disobbedienza» del sindaco di Merate, Giovanni Battista Albani, non sarà seguita dai colleghi, nei fatti il risultato sarà identico.
I primi cittadini hanno infatti spiegato che gli agenti della polizia locale continueranno a svolgere le funzioni di sempre. «Nel momento in cui la Regione emanerà l'ordinanza di blocco per gli Euro 0 e gli Euro 1 dal 15 ottobre al 15 aprile - ha spiegato l'assessore provinciale all'ecologia, Marco Molgora - quella non sarà l'unica legge in vigore.
Quindi, o chiediamo alla polizia di effettuare tutta una serie di controlli già in vigore, oppure ci rassegniamo ad accettare che a tale compito dedichi il tempo che ha a disposizione». Paolo Strina, sindaco di Osnago, sottolinea che «anche se le norme ci sono, l'applicazione può essere più o meno stringente. È come per i limiti di velocità: si può essere più o meno rigidi.
Noi sindaci cercheremo di badare più alla sostanza che alla forma.
È impensabile che i vigili, con tutto quello che hanno da fare, vadano a controllare i camini nelle case o la classe di appartenenza delle auto».
«A Santa Maria Hoè - obietta il primo cittadino Gilberto Tavola - abbiamo un solo vigile. Figuriamoci se può mettersi a controllare le auto».
Non parla di «disobbedienza» ma piuttosto della «impossibilità di attuare le nuove disposizioni» il sindaco di Cernusco, Sergio Bagnato. «Se le cose rimarranno come sono, mi adeguerei, ma certo dai miei vigili non pretenderei l'impossibile. Bisogna che la Regione Lombardia riveda quanto deciso e intervenga dove serve». «Non si deve parlare di disobbedienza - sostiene Alessandro Brambilla, sindaco di Olgiate Molgora - perché prima di tutto occorre capire se c'è la capacità di controllo. I nostri paesi non hanno la capacità di servizi di trasporto alternativi offerti dalla città. Di conseguenza, le scelte devono essere diverse». Brambilla ritiene che l'intera area meratese andrebbe inserita in «area A2, che offre comunque possibilità di controllo, ma che impone norme meno rigide dell'area A1». E quindi propone una «resistenza passiva» alle decisioni regionali.
Rifiuta la «disobbedienza civile» proposta da Albani, ma afferma di avere «piena fiducia nei risultati che si potranno ottenere con la lettera inviata in Regione» parlando di «ingestibilità del provvedimento» voluto dal Pirellone Stefano Motta, sindaco di Brivio. «Proprio perché nell'immediato la situazione è ingestibile, sono convinto che alla fine ci sarà una proroga. A quel punto, con la proroga vigente, faremo incontro e cercheremo di risolvere situazione. Nel provvedimento regionale ci sono infatti incongruenze difficilmente spiegabili se non come errore». Il 4 ottobre, l'assessore regionale alla qualità dell'ambiente Marco Pagnoncelli incontrerà infatti le province lombarde per trattare il delicato argomento.
Fabrizio Alfano

Wednesday, September 26, 2007

Piano anti inquinamento, Albani sfida la Regione Il sindaco di Merate: «Inevitabile la proroga del blocco dei veicoli inquinanti Altrimenti i controll

Piano anti inquinamento, Albani sfida la Regione Il sindaco di Merate: «Inevitabile la proroga del blocco dei veicoli inquinanti Altrimenti i controlli li facciano gli agenti di Villa Locatelli o del Pirellone»

MERATE Pronto a «derogare l'ordinanza regionale» che vieta la circolazione dei veicoli Euro 0 e diesel Euro 1 sul territorio di Merate se il Pirellone non accetterà di rinviare l'entrata in vigore del provvedimento anti inquinamento e non offrirà collaborazione ai quindici comuni meratesi compresi nell'area omogenea A1. Giovanni Battista Albani, sindaco di Merate, annuncia di essere disposto a «disobbedire» se non ci sarà collaborazione. «La Regione fa un'ordinanza, ma anche noi sindaci dobbiamo farne una a nostra volta per vietare il passaggio di certi veicoli sul territorio comunale. In questo momento, stiamo chiedendo alla Regione chiarimenti e informazioni. Se da parte dell'assessore regionale alla qualità dell'ambiente Marco Pagnoncelli tali risposte arriveranno, se saremo ricevuti e ascoltati, allora potremo decidere di agire in un certo modo. Altrimenti, noi sindaci potremmo anche scegliere di non emettere provvedimenti o di derogare i nostri cittadini sul rispetto dell'ordinanza regionale che blocca gli Euro 0 e i veicoli diesel Euro 1». La paventata «disubbidienza» del primo cittadino di Villa Confalonieri potrebbe aprire la strada ad analoghe iniziative da parte di tutti gli altri colleghi sindaci. Che non hanno mai fatto mistero di giudicare incongruenti le decisioni regionali. A partire dal fatto che i territori di Montevecchia e Santa Maria Hoè, per dirne una, per quanto riguarda l'inquinamento sono stati messi sullo stesso piano di Merate e Cernusco. «Calusco - osserva Albani - che si trova dopo Paderno d'Adda comune inserito dalla Regione Lombardia nella zona A1, pur ospitando la cementeria è stato classificato diversamente. E nessuno pare avere tenuto conto che sopra i nostri territori volano tutti gli aerei che dall'aeroporto di Orio al Serio vanno verso il Nord Europa e chissà quante polveri sottili producono». Albani solleva tante questioni. A cominciare dai controlli. Chi verificherà il rispetto del divieto di circolazione per i veicoli più vecchi e inquinanti dal 15 ottobre al 15 aprile? «I vigili urbani sono già impegnati a fare molte altre cose. Il prefetto chiede il loro aiuto per motivi di sicurezza, se ci sono incidenti devono intervenire, devono occuparsi della scuola e della sicurezza dei bambini, ma anche garantire quella delle manifestazioni. Non possono sdoppiarsi. Se con la Regione ci fosse un accordo, potremmo anche collaborare. In caso contrario, se intendono controllare il rispetto del divieto, mandino le guardie provinciali o quelle regionali». Passando poi per il rinnovo del parco macchine. «Una persona anziana e che vive con la pensione, oggi magari circola con un'automobile vecchia. Come si può pensare che cambi auto. Dove trova i soldi necessari?». Per finire con le difficoltà interpretative di un divieto che rischia di causare problemi soprattutto a coloro che vivono nelle zona considerate più inquinate. A Merate, poi, ha sede l'ospedale del territorio, il secondo per importanza della Provincia di Lecco. Che accadrebbe se un cittadino di Colle Brianza piuttosto che di Calusco d'Adda oppure di Oggiono decidesse di recarsi al San Leopoldo Mandic con un veicolo immatricolato una quindicina di anni fa e oggi giudicato inquinante?

Fabrizio Alfano

Friday, September 21, 2007

Paderno: il ponte San Michele

Paderno: il ponte San Michele, monumento
nazionale di ingegneria e di arte,
``ostaggio`` della ruggine e dell`incuria


Alla fine del 1800 la sua concezione "avvenieristica" e la maestosità avevano destato clamore in tutto il mondo. Oggi a distanza di poco più di un secolo questo monumento, connubio d`arte e di ingegneria, palco sublime da cui ammirare le bellezze dell`Adda, è abbandonato a se stesso. I pendolari fra le province di Bergamo e Milano lo cavalcano ormai indifferenti dell`incuria, le istituzioni (comuni, province, ferrovie) si passano la patata bollente, gli artisti ne ammirano da lontano le doti e la "grandeur".




Ma allo sguardo di chi non vuole perdere un gioiello, il San Michele appare come i tanti monumenti delle metropoli mangiati dallo smog. Solo che qui non c`è il manto nero a ricoprire le sue pareti: qui a farla da padrone sono la ruggine, i rovi e le sterpaglie e i resti degli auguri di nozze lasciati pendere dalla sua enorme arcata.





Ma raccontiamo, con l`aiuto anche del video, posto in calce, la passeggiata da una sponda all`altra dell`Adda. Al semaforo nei pressi del "Bel Sit" ci accolgono una serie di cartelli colorati fosforescenti, incollati su tavole di cartone o compensato, che annunciano feste e sagre di paese. Scotch e spago li sorreggono al pilone del semaforo o alla ringhiera arrugginita e in parte demolita che sovrasta la ferrovia.





L`imbocco del San Michele, opera maestosa costruita dalle Officine Nazionali di Savigliano fra il 1887 e il 1889, paragonabile alla tour Eiffel e al grande ponte sul Douero,è vergognoso. I cartelli direzionali sono mangiati dalla ruggine e dall`usura del tempo, in parte avvolti e oscurati dalla rete in plastica arancione dei lavori in corso.





Una copertura, che avrebbe dovuto essere "temporanea" per tappare la falla venutasi a creare fra le maglie in ferro del parapetto dopo l`impatto o la manovra errata di qualche mezzo.




Poco distante rovi, erbacce e sterpaglie avvolgono crudelmente l`altro tratto di ringhiera che corre dal Mulino al ponte, segno di un abbandono e di un totale disinteresse. Più che salire su una delle "meraviglie in ferro", come era stata definita anni fa, si ha l`impressione di imbarcarsi verso l`Ade. Il pilone che impedisce il transito di mezzi di una certa portata è appena stato ricollocato, dopo che un camion l`aveva brutalmente divelto.




L`asfalto è tappezzato qua e là da continui rattoppi e sconnesso in più punti, specie in corrispondenza del camminamento a piedi. A far girare la testa, più che l`altezza di oltre ottanta metri sopra il fiume Adda, è il guard rail, ormai ridotto a un "ondulato" in ferro arrugginito e ammaccato un po` ovunque.



Prima di incontrare la bellezza e la suggestione delle chiuse e il rombo dell`acqua a valle, la ringhiera in ferro completamente arrugginita taglia lo sguardo e riesce anche ad abbruttire la vista. Proseguendo verso la linea di confine con la Provincia di Bergamo si incontrano lattine, cartacce, pezzi di drappo abbandonati lungo la carreggiata, resti di qualche incivile ma anche di comitive che hanno voluto "segnalare" il passaggio degli amici sposi.





Ci mancava poi la "chicca" dei lucchetti alla "ponte Milvio" per toccare il fondo. A questi si aggiungano i ganci abbandonati sulla ringhiera di vecchie segnalazioni stradali e i paletti di sostegno del guard rail ammaccati e anche divelti. Una desolazione.




E pensare che il progetto destò, ai tempo, l`ammirazione di tutta l`Europa finendo presto sui trattati di ingegneria civile e annoverato nel rango dei maggiori ponti ad arco del mondo assieme a quelli sul Mississippi, sul Douero, sulla Truyère, sullo Schwarzwasser.





Eleganza nelle proporzioni, accuratezza del progetto, realizzazione perfetta: queste alcune fra le principali caratteristiche. Oggi a farla da padrone sono l`incuria, la ruggine, rovi: però, ne ha fatta di strada il San Michele.


Saba Viscardi





















LA PASSEGGIATA LUNGO IL SAN MICHELE - IL VIDEO -


C`è scempio e scempio





A proposito del ponte di Paderno, come sempre si guarda la pagliuzza ma non si vede la trave conficcata nell`occhio: non vi siete accorti dalla fotografia , la prima, che scempio irreversibile ha provocato quel "bellissimo" sfondo del cementificio Italcementi che sembra Cape Canaveral ( ora Kennedy)? A tutto il resto si può rimediare non certamente allo sfondo. Di questo chi dobbiamo ringraziare? I sindaci locali? le amministrazioni provinciali e regionali? Le organizzazioni sindacali che altrimenti si perdevano posti di lavoro? Svegliamoci e vediamo di ragionare con la nostra testa sui benefici di infrastrutture che vanno solo a riempire le tasche dei soliti "benefattori della società" Mi piacerebbe lanciare un concorso sugli scempi nel nostro territorio, senza allargarci troppo, solo la nostra provincia, che ne dite?


Saluti


PIERO DELLA FRANCESCA



Si è accorto che il servizio aveva un "taglio" diverso dalla semplice caccia agli scempi?

ITALCEMENTI GROUP INVESTOR DAY

Giovedì 20 Settembre 2007

NEL CENTRO RICERCA DI GUERVILLE IL PRIMO “ITALCEMENTI GROUP INVESTOR DAY” CARLO PESENTI: PUNTIAMO A NUOVE ACQUISIZIONI NEI PAESI EMERGENTI JOINT VENTURE IN ARABIA SAUDITA NEL SETTORE DEL CALCESTRUZZO

Bergamo, 20 settembre 2007 – “La crescita organica del Gruppo Italcementi sarà focalizzata sul continuo aggiornamento tecnologico-ambientale e sul potenziamento del sistema industriale, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli emergenti. La crescita per vie esterne verrà perseguita attraverso acquisizioni di media taglia soprattutto nei Paesi emergenti ad alto tasso di crescita e, ove possibile, in collaborazione con partner locali al fine di accelerare i nostri processi di integrazione e ridurre i rischi Paese. L’attenzione al tema dell’innovazione permetterà poi di offrire nei diversi mercati non solo nuovi prodotti e nuovi servizi, ma anche più moderni modelli di management. Il recente ingresso nel Dow Jones Sustainability World Index conferma anche la centralità del tema dello Sviluppo sostenibile nella strategia del Gruppo. Vogliamo inoltre rafforzare il processo di verticalizzazione del Gruppo accentuando la nostra presenza nel settore del calcestruzzo e inerti”. E’ quanto ha sottolineato il Consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, nel corso del primo ‘Italcementi Investor Day’ che il 14 settembre ha riunito presso il centro ricerche del Gruppo di Guerville (Parigi) analisti finanziari e investitori internazionali. In questo contesto, nel corso dell’incontro, è stata annunciata la costituzione con Arabian Cement Company - nell’ambito degli accordi di collaborazione già esistenti - di Arabian Ready Mix Company, joint venture paritetica nel settore del calcestruzzo. Il primo impianto, che sarà realizzato in prossimità della città di Jeddah e potrà contare sulla forte domanda generata dalla realizzazione della nuova King Abdullah City, una delle sei nuove città previste dal programma statale nell’ambito di un piano urbanistico destinato a generare nuovo sviluppo economico del Paese. La capacità del nuovo impianto, la cui entrata in funzione è prevista per il prossimo marzo 2008, sarà di un milione di metri cubi di calcestruzzo all’anno. I progetti di sviluppo di Armc prevedono una veloce estensione dell’attività nell’area occidentale del Regno, coinvolgendo nei prossimi 3 anni le aree di Jeddah, Mecca, Taif, Yanbu e Medina. Gli investimenti complessivi nel settore ammonteranno a circa 125 milioni di Riyals sauditi (circa 25 milioni di euro). .

Wednesday, September 19, 2007

Italcementi, per Jp Morgan vale 22,4 euro

Italcementi, per Jp Morgan vale 22,4 euro
di Sarah Piglia
18-09-07



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Secondo gli esperti di Jp Morgan, eventuali investimenti in Italcementi sarebbero "sensati", anche se gli analisti si domandano se la società sia sufficientemente aggressiva, specialmente sul terreno delle acquisizioni. Il giudizio resta "Hold".


La società
Il gruppo Italcementi è tra i primi produttori di cemento a livello mondiale, il principale operatore nel bacino del Mediterraneo, quinto produttore mondiale di cemento.
L'attività del gruppo è focalizzata sul cemento, che si integra con la produzione di calcestruzzo e inerti.
L'azienda è stata fondata nel 1864 e al 1927 svolge le proprie attività con il nome di Italcementi Spa. In Italia la società si è sviluppata grazie ad un attento piano di investimenti ed incorporazioni di altre aziende cementiere raggiungendo rapidamente una forte posizione sul mercato, fino a diventare il primo produttore di cemento del paese.
A partire dalla seconda metà degli anni 90 il gruppo ha rilanciato il processo di diversificazione geografica attraverso una serie di acquisizioni in Paesi emergenti come Bulgaria, Marocco, Kazakhstan, Tailandia, India oltre a operazioni condotte in Nord America.

I conti del primo semestre
Conti dei primi sei mesi 2007. I ricavi sono stati pari a 3,07 miliardi di euro e in crescita del 5,6% rispetto al 1° semestre 2006. Il margine operativo lordo si è attestato a 720 milioni di euro e ha registrato una leggera flessione (-1,7%) rispetto allo stesso periodo di un anno fa mentre il risultato operativo ha subito un calo del 5,1% a 508 milioni di euro. Il risultato del semestre ha registrato, dopo le imposte, una flessione del 7,6% attestandosi a 313,7 milioni di euro (339,7 milioni di euro nel 1° semestre 2006). Infine al 30 giugno 2007 l'indebitamento finanziario netto è stato pari a 2,3 miliardi di euro.

L'analisi di Jp Morgan
La società ha presentato il 14 settembre agli investitori i tre principali driver della crescita di lungo periodo di Italcementi:
· Crescita organica e efficienza industriale: la compagnia ha intenzione di aumentare la sua capacità produttiva a 17 milioni di tonnellate entro il 2012 e di integrare verticalmente anche la produzione di calcestruzzo.
· Aumento della presenza: la nuova strategia di Italcementi pone il focus su Asia, Medio Oriente e bacino del Mediterraneo.
· Innovazione: entro il 2012 i nuovi prodotti (non più vecchi di cinque anni) contribuiranno al 5% circa del fatturato.
La compagnia ha poi in programma di investire tra i 650 e i 700 milioni di euro l'anno per investimenti tra il 2008 e il 2012.
Secondo gli esperti di Jp Morgan, in un'analisi datata 17 settembre, eventuali investimenti in Italcementi sarebbero 'sensati', anche se gli analisti si domandano se la società sia sufficientemente aggressiva, specialmente sul terreno delle acquisizioni.
Negli ultimi anni, infatti, il colosso del cemento ha perso terreno rispetto ai suoi principali competitors, che si sono ampliati molto più velocemente in mercati emergenti e sono diventati maggiormente integrati verticalmente nei paesi sviluppati: a Jp Morgan pensano pure che ci sia la possibilità che Italcementi non sia più uno dei cinque player più grandi per il settore della produzione cementifera a livello internazionale. La cinese Anhui, per esempio, ha venduto più cemento di Italcementi sia nel 2005 e nel 2006 e l'egiziana Orascom sta facendo enormi passi avanti. Nonostante gli esperti ritengano che l'utile sia più importante della stazza, essere una grande compagnia permette alle società di sviluppare prodotti innovativi, che diventano di primaria importanza per la redditività di lungo termine. Gli analisti di Jp Morgan hanno confermato il rating 'neutral' (neutrale) con un prezzo obiettivo di 22,4 euro per azione.

Saturday, September 15, 2007

Italcementi: Pesenti, puntiamo a nuove acquisizioni nei Paesi emergenti

Italcementi: Pesenti, puntiamo a nuove acquisizioni nei Paesi emergenti

(Teleborsa) - Roma, 14 set - "La crescita organica del Gruppo Italcementi sarà focalizzata sul continuo aggiornamento tecnologico-ambientale e sul potenziamento del sistema industriale, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli emergenti. La crescita per vie esterne verrà perseguita attraverso acquisizioni di media taglia soprattutto nei Paesi emergenti ad alto tasso di crescita e, ove possibile, in collaborazione con partner locali al fine di accelerare i nostri processi di integrazione e ridurre i rischi Paese. L'attenzione al tema dell'innovazione permetterà poi di offrire nei diversi mercati non solo nuovi prodotti e nuovi servizi, ma anche più moderni modelli di management. Il recente ingresso nel Dow Jones Sustainability World Index conferma anche la centralità del tema dello Sviluppo sostenibile nella strategia del Gruppo.
Vogliamo inoltre rafforzare il processo di verticalizzazione del Gruppo accentuando la nostra presenza nel settore del calcestruzzo e inerti".
E' quanto ha sottolineato il Consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, nel corso del primo "Italcementi Investor Day" che ha riunito presso il centro ricerche del Gruppo di Guerville (Parigi) analisti finanziari e investitori internazionali.
In questo contesto, nel corso dell'incontro, è stata annunciata la costituzione con Arabian Cement Company - nell'ambito degli accordi di collaborazione già esistenti - di Arabian Ready Mix Company, joint venture paritetica nel settore del calcestruzzo.
Il primo impianto, che sarà realizzato in prossimità della città di Jeddah e potrà contare sulla forte domanda generata dalla realizzazione della nuova King Abdullah City, una delle sei nuove città previste dal programma statale nell'ambito di un piano urbanistico destinato a generare nuovo sviluppo economico del Paese.
La capacità del nuovo impianto, la cui entrata in funzione è prevista per il prossimo marzo 2008, sarà di un milione di metri cubi di calcestruzzo all'anno.
I progetti di sviluppo di ARMC prevedono una veloce estensione dell'attività nell'area occidentale del Regno, coinvolgendo nei prossimi 3 anni le aree di Jeddah, Mecca, Taif, Yanbu e Medina. Gli investimenti complessivi nel settore ammonteranno a circa 125 milioni di Riyals sauditi (circa 25 milioni di euro).
Con la sigla di questo accordo, e dopo le recenti operazioni condotte in Cina (acquisizione di Fuping Cement lo scorso giugno) e in Kuwait (dove ad agosto è stata rilevata la maggioranza di Hilal Cement) il network industriale del Gruppo Italcementi può ora contare su una presenza in 22 Paesi nel mondo.


14/09/2007 - 11:44

Friday, September 14, 2007

ITALCEMENTI: DAL 24/9 ENTRERA’ NEL DJ SUSTAI

: DAL 24/9 ENTRERA’ NEL DJ SUSTAINABILITY INDEX

(AGI) - Milano, 6 set. - Italcementi, dal prossimo 24 settembre, entrera’ a far parte del Dow Jones Sustainability World Index, l’indice mondiale per la responsabilita’ sociale dell’impresa che raccoglie le societa’ best performer su 2.500 aziende internazionali presenti negli indici Dow Jones Global, valutate secondo criteri economici, ambientali e sociali. Italcementi e’ attualmente l’unica societa’ del settore dei materiali da costruzione fra quelle italiane ammesse nel gotha della sostenibilita’. “Questo importante riconoscimento premia l’impegno che il Gruppo Italcementi ha avviato da tempo nelle politiche di sostenibilita’. Credo infatti che il successo nel nostro business – ha comentato Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi - dipenda dalla capacita’ di soddisfare le aspettative crescenti degli stakeholders in termini di creazione di valore, tutela dell’ambiente e di rispetto sociale. Penso sia fondamentale, sotto il profilo strategico, per un’impresa globale avere una visione del proprio sviluppo in termini di sostenibilità; i gruppi multinazionali hanno l’obbligo di consolidare nei paesi maturi, ma soprattutto di fertilizzare nel paesi emergenti, best practices economiche, etiche, sociale e ambientali”.
(AGI)
Red/Dan

Tuesday, September 11, 2007

"Manifesto" contro il rumore

"Manifesto" contro il rumore
"Sta uccidendo il pensiero"
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI



LONDRA


Il silenzio è d'oro, ammonisce il proverbio, ma allora è meglio non chiedersi di quale materia è composto il baccano in cui viviamo. Fate una prova, chiamate qualcuno nella stanza accanto: probabilmente non vi sentirà, e non per sua colpa. La colpa è della fitta coltre di rumore che ricopre tutto ciò che facciamo, diciamo, pensiamo.

Le sirene di ambulanze, polizia, pompieri; il ronzio di aerei, treni, automobili, motociclette; il trapano dei martelli pneumatici, il brontolio dei bulldozer, lo stantuffo di fabbriche e cantieri.

E poi i rumori provocati dai singoli: il televisore del vicino, lo stereo dei figli, il cinguettio irritante dei telefonini, il pianto disperato di un neonato in carrozzina. A proposito: l'esercito americano ha appena messo a punto un arsenale di "proiettili sonori". Sono registrazioni di bambini che piangono, sparate a 140 decibel. Un suono a 45 decibel, per intendersi, impedisce il sonno. Il rumore del traffico, sentito da un passante sul marciapiede, raggiunge i 70 decibel. A quota 85 decibel, si verifica un danno all'udito. A 120 decibel si sente un dolore acuto alle orecchie. Possiamo immaginarci cosa succede a 140.
La cacofonia di suoni che ci circonda, avvertono studi scientifici a regolari intervalli, mette in pericolo la nostra salute: è causa di aggressività, ipertensione, stress, disturbi cardiaci. Ma non sembra essere questa l'unica conseguenza nefasta del "noise pollution", l'inquinamento sonoro, come lo chiamano gli esperti internazionali: se l'uomo moderno non ritrova al più presto un po' di silenziosa quiete, rischierà di perdere, insieme all'udito, anche la consapevolezza di sé. In "Manifesto for silence" (Manifesto per il silenzio), un libro pubblicato in questi giorni in Gran Bretagna e anticipato ieri dal Financial Times, il professor Stuart Sim, docente di critica teorica alla University of Sunderland, sostiene infatti che il rumore è un elemento della guerra condotta dalle forze del progresso economico contro l'individuo. Religione, filosofia, arte, letteratura, musica, - secondo la sua tesi - dimostrano che il silenzio non contraddistingue l'assenza di qualcosa, bensì rappresenta un bene di importanza cruciale per la nostra civiltà: è il fiume in cui naviga il pensiero umano. Un fiume che ora rischia di prosciugarsi del tutto.

Cantieri che lavorano 24 ore su 24, come a Shanghai, a Mosca e a New York, sempre più automobili ed aerei, sempre più gente con sempre più telefonini accesi, creano un rumore di fondo - scrive l'autore - che demolisce gradualmente la capacità umana di ragionare, esprimersi, esistere: "Cogito, ergo sum", non si può pensare in un fracasso spaventoso. Ed ecco allora questo "manifesto per il silenzio", l'invito a insorgere in difesa della quiete, citando la tradizione religiosa di buddisti, quaccheri, monaci trappisti, per i quali il silenzio rappresenta la forma più assoluta di coscienza, ma citando pure la scrittrice americana Susan Sontag ("il silenzio è una forma di discorso") e il compositore John Cage ("non esiste silenzio che non sia carico di suono"). Naturalmente non bisogna esagerare col silenzio, anche perché può essere equivocato: non dire niente, talvolta, significa soltanto non avere niente da dire. "Ma non è forse vero che tutti i momenti più belli ci lasciano senza parole?", domandava uno che di silenzio se ne intende, il grande mimo francese Marcel Marceau.

Dunque cerchiamo di stare, almeno ogni tanto, col cellulare spento, lontani dal traffico e con la bocca chiusa. Magari riusciremo a sentire noi stessi, come l'astronauta di Odissea nello spazio, chiuso in una capsula sperduta nel buio cosmico, quasi assordato dal proprio respiro: l'unico rumore percepibile nell'universo, il misterioso soffio della vita.

(11 settembre 2007)

Saturday, August 18, 2007

Calusco, stop alle auto in centro paese

Calusco, stop alle auto in centro paese
Stop al traffico di passaggio, durante le ore di punta, nelle vie interne di Calusco, strade usate soprattutto dagli automobilisti per evitare le code e i semafori sulla provinciale di via Marconi. Così prescrive l’ordinanza emessa dall’assessore alla Viabilità Massimo Cocchi, entrata in vigore il 1° agosto ma che verrà fatta rispettare solo da lunedì, dopo l’installazione dell’apposita segnaletica.

«Vogliamo salvaguardare la zona nord dai veicoli che, invece di percorrere la provinciale di via Marconi, per evitare le code e i semafori, attraversano le vie interne – spiega l’assessore alla Viabilità –. È un comportamento che vogliamo eliminare. Il problema lo conoscevamo già perché l’anno scorso si era formato un comitato per la salvaguardia di via Montegrappa; appena eletti, nel maggio scorso, gli abitanti delle località di Luprita, Montello e Vanzone avevano sollecitato un intervento per eliminare il problema. Con l’ausilio dell’ufficio tecnico e della vigilanza, è stato fatto un controllo, sono stati analizzati i flussi di traffico ed è emersa una situazione ormai insostenibile. Da qui è stata decisa l’ordinanza che prende in considerazione il traffico con direzione il ponte San Michele e viceversa; traffico che negli orari di punta si riversa lungo le strade laterali, creando situazioni di pericolo. Perché le vie sono strette e ci sono numerosi accessi carrali delle abitazioni private».

Le strade interessate dall’ordinanza che i non residenti non potranno più percorrere, perché riporteranno il divieto di accesso sono via Delle Valli, largo San Giovanni, viale Risorgimento, via Santa Casa di Loreto, via Monte Grappa e via Montello. Gli orari di divieto andranno dalle 6,30 alle 8,30 e dalle 17,30 alle 19,30 per il viale Risorgimento; dalle 6,30 alle 8,30 per via Montello, largo San Giovanni, via Monte Grappa e via Santa Casa di Loreto; dalle 17,30 alle 19,30 in via delle Valli con accesso da via Vittorio Emanuele.

Sunday, August 05, 2007

Italcementi, il clima incide sul calo degli utili

Italcementi, il clima incide sul calo degli utili


Il gruppo Italcementi ha archiviato il primo semestre con un utile netto di 313,7 milioni di euro, in calo del 7,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono ammontati a 3,073 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto a quanto fatturato nei primi sei mesi del 2006. Il margine operativo lordo si è attestato a 720 milioni di euro (-1,7%), mentre il risultato operativo è stato di 508 milioni (-5,1%).

L'indebitamento finanziario netto a fine semestre era pari a 2,337 miliardi, in aumento di 126,7 milioni rispetto a quanto segnato a fine 2006 e dopo investimenti industriali per e finanziari per 397 milioni. Il patrimonio netto totale è pari a 4,79 miliardi, in crescita di circa 130 milioni rispetto al 31 dicembre dello scorso anno. La capogruppo Italcementi ha registrato nel semestre ricavi per 532,7 milioni, in linea con il risultato conseguito nello stesso periodo del 2006, mentre il risultato netto è stato di 50,3 milioni (-13,5%). Per il 2007 resta l'ambizioso obiettivo di conseguire risultati operativi in linea con quelli molto positivi del 2006.

«Il gruppo - ha spiegato Italcemente in una nota - dopo un eccellente primo trimestre che aveva beneficiato di favorevoli e inusuali condizioni climatiche nella maggior parte dei paesi in cui opera, ad eccezione del Nord America, è stato penalizzato nel secondo trimestre da un rallentamento dei volumi di vendita in alcuni Paesi Europei e in Turchia per effetto soprattutto di una avversa meteorologia». In questo contesto, i volumi di vendita del semestre - a parità di perimetro - sono risultati, rispetto alla prima parte del 2006, «sostanzialmente stabili» nei settori del cemento e degli inerti e «in leggera crescita» nel settore del calcestruzzo. Sui ricavi «ha positivamente influito la dinamica dei prezzi che non ha tuttavia compensato, in tutti i Paesi, il significativo incremento dei costi operativi (soprattutto quelli relativi a combustibili e trasporti)»

Friday, August 03, 2007

L’OZONO NON VA IN VACANZA

L’OZONO NON VA IN VACANZA
Le insidie di un inquinante spesso sottovalutato

In estate uno dei problemi principali che legano le condizioni climatiche alla presenza di inquinanti in atmosfera è quello della formazione di ozono troposferico. Le condizioni favorevoli alla comparsa di questa sostanza laddove non dovrebbe essere presente se non in minime quantità, ovvero nei bassi strati dell’atmosfera, sono tre: il forte soleggiamento, le temperature elevate e la scarsa ventilazione. Tali condizioni favoriscono infatti una serie di reazioni chimiche tra alcuni inquinanti, quali gli NOX o ossidi di azoto, direttamente immessi in atmosfera dalle attività antropiche e l’energia solare che raggiunge la superficie terrestre.
Questi fattori fanno sì che l’andamento tipico della concentrazione di ozono in un giorno d’estate presenti un picco proprio in corrispondenza delle ore più calde in cui il soleggiamento è maggiore, mentre tenda a diminuire di notte. Numerose ricerche confermano poi un trend positivo dei livelli di fondo dell’ozono troposferico negli ultimi decenni in tutto l’emisfero settentrionale. Una di queste illustra come il gas, fino a quel momento pressoché costante nei bassi strati dell’atmosfera, abbia iniziato ad aumentare già agli inizi del diciannovesimo secolo, per poi mantenere questa tendenza fino ai giorni nostri.
Gli effetti nocivi su materiali e salute umana sono ormai ben noti: quanto ai primi le maggiori conseguenze non si hanno tanto sui beni di valore storico e culturale esposti agli agenti atmosferici, bensì su quelli conservati nei musei, negli archivi e nelle librerie, a causa dell’aggressività dell’ozono soprattutto nei confronti delle fibre tessili e cellulose, dei pigmenti e dei coloranti. Le ripercussioni sulla salute delle persone si manifestano invece mediante irritazioni delle mucose con bruciore agli occhi, alla gola, reazioni infiammatorie delle vie respiratorie, fino a livello polmonare, anche per interazione con altri agenti irritanti. L’impatto sull’organismo umano dipende tuttavia da tre fattori che sono la concentrazione, la durata dell’esposizione e l’intensità dell’attività fisica durante l’esposizione al tossico.
In Italia il problema dell’inquinamento da ozono passa però troppo spesso in secondo piano e non gode della stessa attenzione che le pubbliche amministrazioni e gli organi di informazione dedicano ad altri tipi di contaminazione come quella da particolato in sospensione (PM 10 e PM 2.5). L’esempio di altri paesi europei insegna come misure assai più specifiche e mirate potrebbero invece essere adottate per combattere in modo più efficace questo tipo di inquinamento. Fino ad oggi in Italia la normativa vigente fissa due soglie di concentrazione (soglia di informazione e soglia di allarme), oltre le quali occorre adottare dei provvedimenti informativi e operativi di tutela della salute umana e dell’ambiente. Questa rappresenta tuttavia la sola azione intrapresa contro il problema ozono e alla luce di ciò risulta allora chiara l’importanza di realizzare al più presto anche nel nostro paese interventi mirati per tentare di affrontare il problema di un inquinante dannoso, ma sottovalutato, quale è l’ozono.

Pamela Turchiarulo e Andrea Taverna
OMD - Osservatoprio Meteo Duomo


Per appprofondire: scarica la presentazione sull'ozono della conferenza Educaria del 4/6/2007

Tuesday, July 31, 2007

Sotto il Monte: rifiuti, polemica sindaco-Provincia

Eco di Bergamo 30 luglio 07

Sotto il Monte: rifiuti, polemica sindaco-Provincia




È botta e risposta tra il sindaco di Sotto il Monte, Eugenio Bolognini, e la Provincia di Bergamo. Nel mirino del primo cittadino è finito il Servizio rifiuti di via Tasso, accusato prima di «mancanza di controllo» dell'operato della ditta «Pavia Trasporti Ecologici srl» di via Artigiani dove lo scorso 5 luglio si è sprigionato un incendio di vaste proporzioni, e poi di «eccessiva burocratizzazione nel gestire l'emergenza».
Sebbene le analisi effettuate dall'Arpa ne abbiano rilevato la non pericolosità, al sindaco non va giù che a oltre tre settimane dall'incendio, i rifiuti stazionino ancora sul piazzale della ditta in attesa di smaltimento. «Ci troviamo di fronte a una burocratizzazione dell'emergenza – ha spiegato in Consiglio comunale –. Ho sollecitato la Provincia affinché adottasse misure stringenti per smaltire i rifiuti stoccati, ma sono rimasto inascoltato. Eccessi di burocrazia hanno determinato gravi danni in termini d'impatto ambientale ed elevati oneri per l'intervento durante l'emergenza».
Parole a cui via Tasso ribatte con il responsabile del Servizio rifiuti, Claudio Confalonieri, direttamente chiamato in causa: «Non basta emettere un'ordinanza (il riferimento è a quella di Bolognini datata 9 luglio) per trovarsi l'indomani il piazzale della ditta sgombero da oltre 10.000 metri cubi di rifiuti stoccati. I problemi che lo smaltimento di un così consistente deposito di rifiuti pone, vanno affrontati concretamente. Il cumulo deve essere smaltito in impianti autorizzati che non possono essere identificati se prima non viene analizzato e caratterizzato il rifiuto, mentre le difficoltà per la loro individuazione non sono imputabili al Servizio rifiuti che non ha la bacchetta magica per creare dal nulla nuovi impianti di smaltimento».
La situazione, però, sembra destinata a sbloccarsi: oggi è previsto un sopralluogo all'impianto Asm di Montichiari per dare subito avvio alle operazioni di smaltimento con due carichi giornalieri. Ancora troppo poco per il sindaco, mentre l'assessore provinciale all'Ambiente, Alessandra Salvi, assicura che «nella circostanza si è fatto anche più di quel che si poteva» e che «sono in corso altri contatti per aprire anche un secondo canale di smaltimento».
Ma non è tutto. Nella sua analisi Bolognini parte dall'incendio sprigionatosi nella stessa ditta nel giugno 2005, se pur in forma più contenuta, e sottolinea «una certa assenza da parte di chi aveva istituzionalmente il compito di vigilare sugli impianti dopo aver rilasciato l'autorizzazione». «Noi – ha continuato – siamo sempre stati contrari a una gestione senza regole e controlli, con una tolleranza inaccettabile. Sebbene un sopralluogo di Arpa nel novembre 2006 abbia rilevato la presenza nel capannone di quantitativi di rifiuti superiore a quella autorizzata, la Provincia aveva solo diffidato la ditta dal continuare a operare in difformità da quanto previsto nell'autorizzazione».
«La diffida è il primo provvedimento che possiamo emanare in caso di violazione delle prescrizioni imposte dall'autorizzazione – ribatte Confalonieri –, mentre in caso di nuova inottemperanza si può revocare l'autorizzazione. E noi ora abbiamo già avviato il procedimento di sospensione dell'autorizzazione». Su questo tutti d'accordo «perché – ha concluso Bolognini – quest'Amministrazione pretende garanzie affinché situazioni simili non si ripetano, ma difficilmente l'attività potrà riprendere sul nostro territorio».
Claudia Esposito

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Monday, July 30, 2007

E’ allarme ozono. Superate le ``soglie``

E’ allarme ozono. Superate le ``soglie``
limite e di allarme. Concentrazioni
pericolose a Merate, Moggio e Varenna.



Se per due mesi interi le polveri sottili nell’aria non hanno mai superato il valore limite di 50µg/mc, a fare paura ora è l’ozono, gas a forte azione irritante, inquinante tipico dell’estate, che raggiunge la massima concentrazione nelle ore più calde della giornata. Particolarmente preoccupante è stata la seconda metà del mese di luglio, anche se, come vedremo dall’analisi del valori riportati dalle centraline dell’Arpa in alcuni punti nevralgici della provincia, giugno non è rimasto esente. Ma andiamo con ordine, partendo proprio da Merate.

Come tutte le stazioni di rilevamento l’ozono viene misurato ogni ora e poi viene calcolata una media giornaliera, misurata in µg su metro cubo. A 180 µg si ha la soglia di informazione cioè la concentrazione atmosferica oltre la quale, essendovi un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata, devono essere comunicate in modo dettagliato le informazioni relative ai superamenti registrati, le previsioni per i giorni seguenti, le informazioni circa i gruppi della popolazione colpiti e sulle azioni da attuare per la riduzione dell`inquinamento, con la massima tempestività alla popolazione ed alle strutture sanitarie competenti. La soglia di allarme, invece, è fissata a 240 µg.

A giugno a Merate il superamento ha riguardato il giorno 20 con un valore pari a 184 µg. Per il resto del mese non ci sono stati valori oltre la soglia. Solamente il 10 si è giunti a quota 175 µg, rimanendo pur sempre nei parametri previsti dalla normativa.
Il mese di luglio che si appresta alla conclusione, invece, è stato abbastanza preoccupante. La centralina, posizionata a ridosso della provinciale, ha infatti registrato tre sforamenti da ozono, nessuno da polveri sottili, nei giorni del 18 luglio (218 µg), 19 (190 µg) e 27 (197 µg) mentre per altri tre ci si è avvicinati alla soglia (14, 15 e 16 luglio).
La situazione certamente peggiore di tutta la provincia la troviamo a Varenna, sia per numero di sforamenti che per entità. Qui la centralina di rilevamento per ben 13 volte nel solo mese di luglio ha superato la soglia di informazione e in 5 casi addirittura quella di allarme. Il giorno peggiore è stato il 27 luglio con una concentrazione di ozono nell’aria di 301 µg. Il 19 e il 16 si è toccato quota 256 µg e per altri 10 giorni i valori si sono tenuti sopra i limiti. Anche il mese di giugno è stato negativo: 5 i superamenti, con punte fino a 238 µg.


Dopo Varenna, la palma nera spetta a Moggio. 3 superamenti a giugno, 11 a luglio della soglia di informazione, di cui 2 addirittura di quella di allarme. Fra i giorni peggiori si trovano il 18 luglio (279 µg) e il 27 (269 µg) che coincidono con le massime temperature registrate. Gli altri valori si collocano comunque tutti attorno alla fascia dei 200 µg.

La situazione non migliora di certo a Lecco e Valmadrera, Nel primo caso la centralina di Via Sora a luglio ha registrato 9 superamenti della soglia di 180 µg, di cui 2 oltre il livello di allarme (18 e 27 luglio). Per Valmadrera i superamenti sono stati 7, 2 di cui due di allarme a luglio, e 4 a giugno di cui uno oltre i 240 µg.

Critici anche i casi di Nibionno e Colico. Nel comune oggionese, infatti, la concentrazione di ozono per 8 volte è andata oltre la soglia di informazione mentre è rimasta contenuta a giugno. Il giorno peggiore è stato il 27 luglio con 279 µg.
4 i superamenti a Colico, solamente uno oltre i 200 µg, nel mese di luglio.


L`ozono è un gas a forte azione irritante che attacca le mucose. Fra gli effetti acuti, dipendenti dalla concentrazione e dalla durata dell`esposizione, si trovano le irritazioni agli occhi, al naso, alla gola e all`apparato respiratorio, un senso di pressione sul torace e la tosse. In caso di sforzi fisici l`azione irritante risulta più intensa e le prestazioni fisiche possono diminuire. Gli effetti dell`ozono sono contraddistinti da grandi differenze individuali: ci sono persone più sensibili di altre agli effetti dell`ozono. Più la concentrazione di ozono aumenta, più aumenta il numero di persone colpite e più forti sono i sintomi e le disfunzioni. Secondo l`Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la funzione respiratoria diminuisce in media del 10% nelle persone sensibili che praticano un`attività fisica all`aperto, se la concentrazione dell`ozono nell`aria raggiunge 200 g/m3. Oltre agli effetti acuti, diretti, si possono osservare anche effetti a lungo termine. La diminuzione della funzione respiratoria può provocare una modifica infiammatoria del tessuto polmonare, la quale, a lungo termine, può causare un invecchiamento precoce dei polmoni. Ci sono indicazioni in base alle quali esposizioni ripetute e frequenti all`ozono, in concomitanza con altri inquinanti atmosferici, possono avere un influsso sull`insorgere e sul decorso di malattie dell`apparato respiratorio. Le più recenti indagini mostrano inoltre che lo smog estivo e il forte inquinamento atmosferico possono portare ad una maggiore predisposizione alle allergie delle vie respiratorie. Riguardo agli effetti sulla vegetazione, l`ozono influisce sul meccanismo della fotosintesi e quindi sulla crescita delle piante. I danni alle coltivazioni e quindi eventuali perdite di raccolto, sono conseguenza di valori di ozono cronicamente elevati in dipendenza del tipo di coltura, della regione, del periodo dell`anno e di altri fattori di stress quali la siccità.





Saba Viscardi



OZONO A BASSA QUOTA ACCELERA L'EFFETTO SERRA
ROMA - Fra le cause dei cambiamenti climatici ce n'é una che è stata 'dimenticata' dagli scienziati: l'ozono a livello del terreno. Lo sostiene uno studio pubblicato da Nature, secondo cui il contributo di questo gas, che impedisce alle piante di assorbire la CO2, è doppio rispetto a quanto stimato in precedenza. Gli effetti dell'ozono ad alta quota sull'effetto serra erano già noti: questo gas intrappola il calore che altrimenti sarebbe disperso nello spazio. I ricercatori dell'università inglese di Exeter si sono concentrati invece su quello a bassa quota, e sugli effetti indiretti che può avere nel riscaldamento globale dovuti all'azione sulle piante.

"L'ozono troposferico danneggia le piante, riducendo la loro produttività - spiega Peter Cox, che ha coordinato lo studio - il suo impatto però non è considerato dai modelli sui gas serra. Noi abbiamo invece sviluppato un modello che ne tiene conto, e abbiamo scoperto che l'effetto indiretto è della stessa grandezza di quello diretto". I danni provocati dall'ozono sono visibili soprattutto sulle foglie. Questa sostanza, che si forma per reazione fotochimica tra l'ossigeno dell'aria e altri gas serra come metano e monossido di carbonio, entra nelle foglie attraverso i pori e danneggia le cellule producendo sostanze dannose, e diminuendo l'efficienza della fotosintesi, cioé il meccanismo con cui la CO2 viene catturata. Una diminuzione della produttività si traduce quindi in una maggior quantità di anidride carbonica nell'atmosfera.

"Secondo il nostro modello - continua Cox - da qui al 2100 l'impatto dell'ozono sulla produttività delle piante sarà tra il 14 e il 23 per cento, e in certe regioni toccherà il 30 per cento. Le zone più colpite saranno Nord America, Europa, Cina e India, ma anche gli ecosistemi tropicali". Per quantificare i diversi effetti dell'ozono i ricercatori hanno usato la misura della 'forza radiativa', cioé la differenza tra le radiazioni che arrivano sulla Terra e quelle che escono. Un valore positivo di questa misura indica che la terra si scalda, e viceversa. Il contributo dato fino al 2100 dall'ozono nell'alta atmosfera è valutato dal modello in 0,89 Watt su metro quadrato, mentre quello dell'ozono a quote basse tra 0,62 e 1,09. Questi numeri sono comunque molto alti, se si pensa che nell'era preindustriale questo valore era 0,05, mentre fino al 2000 è indicato dall'Ipcc intorno a 0,38.

Sunday, July 29, 2007

Calusco: ancora allarme ozono

sabato, 28 luglio 2007
Calusco: ancora allarme ozono

Anche ieri si è superata la soglia di allarme della concentrazione di ozono rilevata dalla stazione ARPA di Calusco (il link è nella colonna a destra del sito). Il valore limite è di 240 ng/m3, ma ieri è stata raggiunta quota 251 ng/m3. Già qualche giorno fa era già stata superata la soglia di allarme (ne avevamo parlato qui) con un valore 252 ng/m3. Che sta succedendo?

Inaugurata la galleria tra Carvico e villa D’Adda

28 / 7 / 2007


Inaugurata la galleria tra
Carvico e villa D’Adda


Numerose fasce tricolori hanno ravvivato la Galleria Parscera di Villa d’Adda, allo sbocco della nuova strada “variante agli abitati di Carvico e Villa d’Adda”: alle 18 di questa sera, alla presenza di Valerio Bettoni, presidente della Provincia di Bergamo, i sindaci dei paesi dell’Isola hanno inaugurato e aperto al traffico la strada attesa ormai da otto anni.







“Il costo dei lavori raddoppiato rispetto al previsto – ha spiegato Valerio Bettoni – ha contribuito ad aumentare i tempi d’attesa”. Ma, finalmente, ci siamo arrivati e la nuova “variante” è stata aperta al traffico: fin da oggi, infatti, per ordinanza dei sindaci di Carvico e Villa d’Adda, il traffico pesante non potrà più transitare nei centri abitati dei due paesi.







“E’ necessario guardare al futuro e crescere – ha continuato il Presidente – in quest’ottica lavoriamo bene anche con il ministro Di Pietro”. Sono numerose, come ha poi ricordato Attilio Bolognini, sindaco di Carvico, le opere di viabilità in essere volute dalla Provincia di Bergamo e dalle amministrazioni comunali.









Padrone di casa della cerimonia, però, è stato Serafino Carissimi, sindaco di Villa d’Adda , che ha voluto ringraziare gli assessori provinciali Milesi e Sonzogni, senza dimenticare la ditta a cui fa capo il Geometra Locatelli, realizzatrice dei lavori: “desidero ricordare Manuel – ha detto Carissimi – il ragazzo dell’Impresa Locatelli che da poco ha abbandonato questo mondo a causa di un male incurabile”.
Lo ha seguito, poi, proprio Luca Locatelli: “abbiamo concluso i lavori senza nessun infortunio” ha voluto sottolineare il Geometra.





Seguito da un invitante rinfresco, il taglio del nastro operato da Bettoni ha chiamato a sé una piccola folla accorsa per “manifestare” – così come avevano suggerito le Amministrazioni Comunali di Carvico e Villa d’Adda – “la soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo tanto atteso”. Non resta, a questo punto, che godersi un po’ più di aria pulita nei centri abitati.


Giorgio Moranda

Thursday, July 26, 2007

Telecamere a 360° per Calusco

Telecamere a 360° per Calusco
Entro la fine dell’anno Calusco diventerà più sicura: è prevista l’installazione di telecamere in diverse parti del paese. Telecamere che avranno però una caratteristica particolare: si tratta di impianti di ultima generazione, tecnologicamente avanzati, di tipo sferoidale. In parole povere hanno una forma sferica con un raggio visivo di 360° gradi.

Le vecchie telecamere, quelle attualmente posizionate in diversi luoghi di Calusco, possono inquadrare solo un particolare, e quindi sono insufficienti per avere un controllo totale dell’area dove sono state installate. Con le nuove telecamere, invece, sarà possibile avere una copertura globale della zona.

Il nuovo sistema controllerà le vie di entrata e di uscita del paese, quindi via Vittorio Emanuele, via Marconi, lungo la Rivierasca e la via per la frazione di Baccanello. Altre telecamere saranno collocate nelle zone commerciali, industriali e artigianali, ma anche nelle vie e piazze dove maggiore è la concentrazione delle persone e nei pressi degli edifici pubblici.

Apre la Villa d'Adda-Carvico dopo 8 anni di attesa

Apre la Villa d'Adda-Carvico dopo 8 anni di attesa


Eco di Bergamo 25 luglio 07

È ormai una prassi consolidata: sul territorio dell'Isola Bergamasca, le nuove opere viabilistiche vengono inaugurate nel mese di luglio. A fine luglio 2005 venne infatti aperto il tratto dell'Asse interurbano Treviolo-Bonate Sopra, una decina di giorni fa è stato inaugurato il prolungamento sempre dell'Asse da Bonate Sopra a Presezzo e questo venerdi alle 18, verrà aperta al transito la variante di Villa d'Adda-Carvico, realizzata dalla Provincia di Bergamo.
All'evento interverrà il presidente della Provincia Valerio Bettoni con i sindaci di Villa d'Adda Serafino Carissimi, di Carvico Attilio Bolognini e di Calusco d'Adda Roberto Colleoni, con assessori e consiglieri, i responsabili dell'impresa «Locatelli Gabriele», tecnici, progettisti e operai che hanno progettato e costruito la variante che è costata circa 29 milioni di euro.
La cerimonia prevede il consueto taglio del nastro, la benedizione della infrastruttura e gli interventi delle autorità. Alla manifestazione sono invitati politici e amministratori, parlamentari bergamaschi, amministratori regionali e provinciali e i sindaci dei comuni dell'Isola Bergamasca e i cittadini dei paesi interessati dalla variante.
Come un po' tutte le più recenti opere pubbliche, per varie vicissitudini, anche in questo caso i tempi e i costi si sono dilatati e la variante Villa d'Adda-Carvico ha dovuto aspettare otto anni prima di essere ultimata. Il segnale che si stava avvicinando il fatidico giorno dell'inaugurazione è poi finalmente arrivato all'inizio del 2007, quando è stato sfondato l'ultimo diaframma della galleria «Parscera», che aveva dato non pochi problemi a progettisti di impresa e Provincia, a causa di movimenti franosi che avevano bloccato i lavori.
Nel gennaio 1999 era stato allestito il cantiere dall'impresa Locatelli che poi è stato sospeso per i ricorsi sull'aggiudicazione dell'opera, per riprendere nell'aprile 2000. Il 2003 è stato un anno sfavorevole per la variante, a causa della frana che in febbraio bloccò i lavori, poi ripresi a luglio ma nuovamente bloccati nel novembre dello stesso anno. Ripresa definitivamente l'attività nel gennaio 2005, l'impresa ha poi lavorato ininterrottamente per due anni e mezzo per poter terminare l'opera.
«Non sembra vero ma la variante è pronta – esclama con un sospiro di sollievo Serafino Carissimi, sindaco di Villa d'Adda e consigliere provinciale, che ha seguito passo dopo passo la costruzione della variante – A questa inaugurazione abbiamo invitato tutta la popolazione perché riteniamo che l'apertura della variante sia un evento importante, che potrà dare un impulso alla vivibilità del paese. Infatti sulla provinciale che attraversa il centro storico, dopo l'apertura di questa nuova arteria, i mezzi pesanti non potranno più transitare, con grande beneficio per Villa d'Adda, sia in termini di sicurezza per i pedoni, che per l'aria meno inquinata».
«Abbiamo già predisposto i cartelli per segnalare i divieti di transito sull'asse Carvico-Villa d'Adda – continua Carissimi – che saranno operativi già venerdì sera. Con quest'opera dovremmo aver risolto anche il problema del nostro collettore fognario, grazie ai lavori realizzati con la variante dalla società Hidrogest».
Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco di Carvico Attilio Bolognini, soddisfatto dell'inaugurazione della variante, che aggiunge: «Sicuramente diminuirà il traffico pesante nel centro storico di Carvico: sarà poi da verificare la viabilità sulle provinciali di questo territorio, con i veicoli che usciranno dalla variante».
«L'apertura di questa arteria è un ulteriore importante passo avanti all'interno di uno scenario complessivo della viabilità bergamasca, andando ad aprire un primo tratto del collegamento Bergamo-Lecco – commenta l'assessore provinciale alla Pianificazione territoriale e grandi infrastrutture Felice Sonzogni –. Si tratta di un'articolazione di largo respiro, progettata secondo un disegno che sta procedendo con tempi che vorremmo anche più veloci, ma che purtroppo non dipendono solo da noi. L'opera si colloca appunto nell'area Ovest del territorio provinciale, al confine con la provincia di Lecco. Restano da realizzare, a Nord la riqualificazione del tratto esistente della provinciale 169 («Carvico-Brivio») e la variante alla Briantea all'abitato di Cisano bergamasco, e a sud il collegamento Calusco-d'Adda-Terno d'Isola e all'Asse interurbano».
Remo Traina

Wednesday, July 25, 2007

Venerdí 27 luglio inaugurazione della Variante di Villa d'Adda e Carvico

24/07/2007 - 12.38
Bergamo - Venerdí 27 luglio inaugurazione della Variante di Villa d'Adda e Carvico
La "Variante agli abitati di Villa d'Adda e Carvico" fa parte del sistema della viabilità principale della Provincia

Venerdí prossimo, 27 luglio alle ore 18.00 verrà aperta al transito la Variante di Villa d'Adda e Carvico. All'atteso evento interverrà il Presidente della Provincia, Valerio Bettoni, che procederà al classico taglio del nastro.Con questo ulteriore, importante passo avanti sulla mappa complessiva della viabilità bergamasca si va ad aprire un primo tratto del nuovo collegamento Bergamo-Lecco. Si tratta di un'articolazione progettata con largo respiro e puntualità, secondo un disegno "che sta procedendo con tempi che vorremmo anche piú veloci ma che purtroppo non dipendeno solo da noi", è il commento dell'assessore alla Pianificazione territoriale e Grandi Infrastrutture, Felice Sonzogni. INQUADRAMENTO TERRITORIALELa "Variante agli abitati di Villa d'Adda e Carvico" fa parte del sistema della viabilità principale della Provincia di Bergamo. In riferimento anche alle previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, approvato nel 2004, questa strada assume una valenza strategica all'interno della direttrice Bergamo - Lecco. L'opera si colloca nell'area ovest del territorio provinciale a confine con la Provincia di Lecco.Di tale itinerario fanno pure parte: - a nord, la riqualificazione del tratto esistente della SP n. 169 e la variante alla ex SS n. 342 "Briantea" all'abitato di Cisano B.; - a sud, in direzione Bergamo, il collegamento Calusco d'Adda - Terno d'isola oltre all'Asse Interurbano di recente apertura al transito;- oltre al miglioramento del collegamento est - ovest viene anche potenziata la direttrice nord - sud, da e per l'autostrada A4 "Milano - Venezia" in corrispondenza del casello di Capriate.DESCRIZIONE DELL'OPERALa SP n. 169 "Carvico - Brivio" è attualmente percorsa da un modesto volume di traffico con una buona percentuale di mezzi pesanti. Nell'attraversamento dei centri abitati di Villa d'Adda e di Carvico si trovano i punti piú critici per la circolazione stradale, dovuta soprattutto all'inadeguatezza delle caratteristiche geometriche dell'attuale viabilità.Le strettoie ed i raggi di curvatura ridotti, tipici di strade collinari che attraversano i nuclei storici, sono spesso causa del blocco alla circolazione e di numerosi incidenti stradali.Con la nuova variante, oltre al miglioramento della sicurezza stradale e della vivibilità dei centri abitati, si realizza un importante bypass che libera i due paesi dal traffico di attraversamento consentendo loro il recupero e la valorizzazione del tracciato storico della provinciale ad uso prettamente urbano. La Variante parte dalla nuova rotatoria realizzata in corrispondenza del cimitero di Villa d'Adda e dopo uno sviluppo di circa 3 Km, di cui 969 m in galleria, termina sempre con svincolo a rotatoria in corrispondenza della curva "del Valtulina" sulla SP n. 166 (red).

Monday, July 23, 2007

Inquinamento e feti malformati

Inquinamento e feti malformati
L'Associazione Carlo Bortolani Onlus è diventata proprietaria del Microscopio Elettronico a scansione ambientale...
17-07-2007 - Fonte: Dillo ad Alice



Scoperta correlazione fra inquinamento ambientale e feti malformati
Terminata la raccolta fondi lanciata da Beppe Grillo, l’Associazione reggiana Carlo Bortolani Onlus è diventata proprietaria del Microscopio Elettronico a scansione ambientale per il valore di Euro 378.000,000. Firmata la convenzione con l’Università di Urbino che vede la Dott.ssa Antonietta Gatti responsabile scientifico.

(microscopio a scansione ambientale)


All'inizio del mese di giugno si è svolto a Vienna il congresso mondiale "Health Children and Environment" promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità dove hanno partecipato anche tutti i Ministri della Sanità dei Paesi della Comunità Europea e gli ONG che si occupano di Salute.
Alice intervista la scienziata dott.ssa Antonietta Gatti che proprio al congresso di Vienna ha illustrato i risultati delle prime ricerche svolte attraverso l'utilizzo del microscopio a scansione ambientale acquistato grazie alla campagna di solidarietà promossa da Beppe Grillo e di proprietà
dell' Associazione Carlo Bortolani Onlus.

La scienziata Dott.ssa Antonietta Gatti ha presentato al congresso mondiale di Vienna "Health Children and Environment" i primi risultati delle ricerche svolte con l’utilizzo del microscopio grazie alla campagna di solidarietà promossa da Beppe Grillo.

(Dott.ssa Antonietta Gatti)


- Dott.ssa, a marzo si è conclusa la raccolta fondi lanciata e sostenuta da Beppe Grillo dove l'Associazione Carlo Bortolani Onlus ha fatto da collettore nazione e finalmente lei è diventata responsabile scientifico dei progetti che si portano avanti con l'utilizzo del nuovo microscopio. Cos'ha provato quando si è trovata di fronte al nuovo strumento a scansione ambientale?

Uno strumento più moderno, più potente, rappresenta per un ricercatore quello che è il giocattolo tanto sognato per un bambino. Tranne che questo giocattolo è in grado di portare a nuove scoperte che possono a sua volta far felici altre persone oltre a me, naturalmente.

- Ci spieghi bene che tipo di ricerche si portano avanti con quel microscopio.

Questo microscopio è in grado di vedere oggetti con dimensioni pari a qualche milionesimo di millimetro, cioè può vedere oggetti piccoli come le nostre proteine o il nostro DNA. Vedere cose sempre più piccole significa alcune volte scoprire altri mondi, quindi apportare nuove conoscenze. Pasteur scoprì i microbi proprio servendosi di un microscopio. Come lui, se saremo altrettanto bravi, ora possiamo scoprire il perché di molte malattie e, magari, di debellarle. Naturalmente, e purtroppo, il microscopio da solo non basta. Anzi, non serva a nulla se non lo si pilota come si deve.

- Recentemente è stata invitata anche alla Camera dei Lord. Di cosa ha parlato?

Sono stata invitata per la seconda volta da Lord Morris of Manchester, presidente della Commissione Inglese per le patologie cosiddette da Uranio impoverito che colpiscono i soldati. In quell'occasione erano presenti anche medici e scienziati americani e con loro si sono dibattuti i risultati delle ricerche su queste nuove patologie che colpiscono egualmente, ma in modo diverso, i soldati americani, inglesi ed italiani al ritorno rispettivamente dalla I e II Guerra del Golfo e dalla Guerra dei Balcani. (ndr: per chi desidera conoscere ulteriori approfondimenti sull'argomento, può scaricare alcuni articoli dal sito (www.stefanomontanari.net).

- Anche con il Governo Prodi fa parte della Commissione senatoriale d'inchiesta sull'Uranio impoverito.

La Commissione mi ha nominata di nuovo esperto al suo interno assieme ad altri consulenti allo scopo di capire il perchè di quelle patologie. A mio avviso, l'Uranio impoverito non è direttamente responsabile di tali patologie ma lo è l'inquinamento creato da bombe ad alta tecnologia fra cui, ma non solo, quelle all'Uranio impoverito.

- Il primo progetto di ricerca concordato insieme a Beppe Grillo e all'Associazione Carlo Bortolani Onlus riguarda i feti. Sono stati raggiunti risultati?

Attorno al microscopio abbiamo creato un primo studio che riguarda "I bambini e la loro salute". Si è creato un gruppo di studio che comprende l'Anatomia Patologica dell'Ospedale di Mantova, la Pediatria dell'Università di Catania e l'Anatomia Patologica dell'Università di Malta. Con questi partner abbiamo cominciato a studiare i feti malformati, cercando di capire se esiste una correlazione fra l'inquinamento ambientale, la salute della madre ed un possibile loro coinvolgimento allo stato embrionale. I primi risultati sono stati presentati ad un Congresso Mondiale a Vienna.

E' indispensabile rendersi conto, però, che tutte le ricerche, e questa non fa eccezione, oggi hanno costi elevati. Al momento stiamo tutti prestando la nostra opera per puro volontariato, ma il problema è quello delle spese vive che sono tutt'altro che trascurabili. La speranza è che qualcuno ci dia una mano.

- Sono stati raggiunti dei risultati specifici?

Certo. Sono stati presentati al Congresso mondiale "Health Children and Environment" che si è tenuto a Vienna ai primi di giugno. Tali risultati indicano con chiarezza che polveri ambientali ultra-sottili, se respirate o se ingerite dalla madre con cibo contaminato, possono passare nella sua circolazione sanguigna e da questa alla circolazione fetale. Così, polveri fisicamente e chimicamente tossiche possono venire a contatto con l'embrione ed indurre malformazioni. In questo caso, i geni possono risultarne mutati, ma l'induzione è avvenuta durante lo stato embrionale, cioè non è stata trasmessa dalla madre o dal padre col proprio codice genetico.

- E' possibile fare prevenzione di fronte a questi rischi?

Sì, è possibile fare prevenzione, e spesso questo non costa nemmeno tanto. Se restiamo nell'ambito del bambino non ancora nato, una donna gravida, per esempio, non dovrebbe vivere per tutto il periodo della gestazione in ambienti inquinati. Non solo: non dovrebbe neanche mangiare cibi che sono cresciuti in quell'ambiente inquinato e non dovrebbe maneggiare gli abiti da lavoro del compagno se questo lavora in ambienti sporchi di polveri come un inceneritore, una fonderia, un cementificio o fa il saldatore. Può essere leggermente seccante, ma, con un po' di cultura si possono attuare le opportune precauzioni.

- E' possibile al giorno d'oggi vivere in un ambiente non inquinato?

Certo. Ovviamente va individuato. Le porto ad esempio un caso. In una famiglia non italiana un bimbo nacque con gravissimi problemi di salute. I medici l'avevano dato per “spacciato”. La famiglia vendette tutto e decise comprare una barca e vivere in mezzo al mare. Ebbene, nel giro di poco tempo a quel bambino si sono quasi azzerati i problemi di salute.

- Secondo lei, vivere in zone industriali può essere un rischio per la salute?

Sì, il rischio c'è. Noi viviamo in un ambiente altamente inquinato e continuiamo a peggiorare le cose bruciando di tutto.

Il punto è che noi, per non vederci più davanti tutto quanto crediamo non ci serva più, compresi tanti scarti della produzione industriale, facciamo dei bei falò. Ma questa roba la eliminiamo solo dalla nostra vista. In verità ce la ritroviamo nell'ambiente in forma di polveri sottilissime, che io, con il famoso microscopio, vedo senza difficoltà, misuro ed analizzo. Purtroppo, poi, queste polveri sono incomparabilmente più tossiche rispetto ai prodotti di partenza, vale a dire quei rifiuti che non volevamo più vedere. Va da sé che se è vero che gl'inceneritori, cioè i falò di cui parlavo, sono tra i grandi colpevoli dell'inquinamento, se non altro per la loro assoluta inutilità, bisogna sapere che tutte le forme di combustione generano polveri. Dunque, i motori a scoppio, le centrali elettriche ad oli pesanti o a carbone, le acciaierie, i cementifici e, insomma, dovunque si bruci.

Dal punto di vista fisiologico, e parlo della fisiologia che tiene conto anche dei nostri studi, quelle polveri vengono inalate, entrano nei polmoni che non sono capaci di trattenerle e che, anzi, sono un vero e proprio colabrodo, e finiscono nel sangue entro poche decine di secondi. Da lì, finiscono in poche decine di minuti a tutti i tessuti del nostro organismo dove possono fare guai. Ecco, allora, la lattina di Coca Cola, il vassoio di plastica dove c'era la carne, una bomboletta spray ecc. che ho gettato nell'immondizia me li ritrovo nell'aria e poi dentro il mio corpo. L'inquinamento che ho creato fuori, nell'ambiente, ci insegue, ci pervade, si impossessa di noi, ci fa ammalare e talvolta ci uccide.

Fonte:www.dilloadalice.it

Saturday, July 21, 2007

Valmadrera: ‘Ilaria Alpi’ chiede lumi sullo stop dell’inceneritore

Valmadrera: ‘Ilaria Alpi’ chiede lumi sullo stop dell’inceneritore
Il Circolo ambiente Ilaria Alpi si sta mobilitando per sapere qualcosa di più riguardo al guasto impiantistico verificatosi presso il forno inceneritore di Valmadrera, gestito da Silea S.p.A., che ha determinato il fermo dell’impianto.
Si chiede in particolare se il guasto ha o potrebbe aver determinato la fuoriuscita in atmosfera di emissioni contenenti sostanze nocive. La richiesta è stata inoltrata ufficialmente alla Provincia di Lecco, all’Arpa e al comune di Valmadrera.

Calusco: allarme ozono

Calusco: allarme ozono
superata la soglia limite






E` stata superata, secondo la rilevazione del 18 luglio, la soglia d`allarme di presenza d`Ozono nell`aria di Calusco d`Adda: i dati dell`ARPA Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione dell`Ambiente) hanno infatti rilevato introno alle ore 13 di quel giorno, 252 µg/m3 di Ozono nell`aria caluschese contro i 240 che caraterizzano la soglia massima d`allarme.






Immagine dello strato di ozono che avvolge la terra,
si noti il profondo diradamento sull`Antartide (2001).




Le previsioni della stessa Agenzia, inoltre, date anche le particolari condizioni atmosferiche di questi ultimi giorni, prospettano un ulteriore aumento che porterà gli abitanti dell`Isola Bergamasca a cercare di evitare il sole nelle ore più calde della giornata allo scopo di fuggire rischi per la salute: pur essenziale per la sua capacità di assorbire i raggi ultravioletti, l`Ozono, infatti, è anche alquanto velenoso per gli esseri viventi.
Per salvaguardare la salute,"le ore più calde della giornata" - spiegano dall`ARPA - "andrebbero trascorse in ambienti chiusi, avendo l`accortezza di ventilarli nei momenti freschi come la mattina o la sera".


Giorgio Moranda

Monday, July 16, 2007

Il sindaco di Isola delle Femmine comunica che non è stato dato nessun parere favorevole a l’uso del petcoke alla Italcementi.

Il sindaco di Isola delle Femmine comunica che non è stato dato nessun parere favorevole a l’uso del petcoke alla Italcementi.
- 15 luglio 2007


Si è riunita ieri 12.07.07 la commissione ambiente del comune di Isola delle Femmine per l’audizione delle associazioni ambientaliste della Rete Lilliput in materia di controllo delle emissioni inquinanti della Italcementi spa.

Il presidente della commissione, dott. Cutino, introduce i lavori dando lettura della rettifica con cui il Sindaco comunica all’assessorato regionale all’Ambiente che "nessun parere favorevole poteva essere dato dal dott. Minagra (suo consulente n.d.r.) per contro di questa amministrazione sull’ uso del petcoke da parte della Italcementi".

Le associazioni ambientaliste espimono soddisfazione vedendo recepire nel documento le proprie istanze. Si auspica analoga rettifica sui quotidiani intervenuti sul tema.

Wednesday, July 11, 2007

Venerdì apre l'Asse interurbano dell'Isola

Venerdì apre l'Asse interurbano dell'Isola
Due inaugurazioni di opere stradali in venti giorni nell'Isola. Venerdì viene aperto il tratto di asse interurbano che dall'attuale rotatoria sulla provinciale 155 (Ponte San Pietro-Capriate) a Bonate Sopra arriva a Presezzo-Bonate Sopra-Mapello, vicino al casello ferroviario. A fine mese invece si taglia il nastro della variante Villa d'Adda-Carvico. L'appuntamento per l'inaugurazione del tratto di asse Bonate Sopra-Presezzo è stato fissato per le 12 di venerdì, nelle vicinanze delle quattro strade di Bonate Sopra. La comunicazione è stata data dal direttore generale dell'Anas. A questo importante evento saranno presenti le autorità comunali, provinciali e regionali. Per impegni precedenti non parteciperà il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro.

La scorsa settimana l'impresa BetonVilla, che ha in appalto la costruzione dell'asse nel tratto Curno-Ponte San Pietro, ha terminato il cavalca-ferrovia e venerdì scorso ha potuto così consegnare all'Anas il tratto di strada Bonate Sopra-Presezzo. L'azienda nazionale per le strade ha quindi provveduto a fissare la data dell'inaugurazione di questo percorso che ha una lunghezza di due chilometri e mezzo. «L'apertura di questo ulteriore tratto dell'asse interurbano andrà a beneficio della viabilità dell'Isola - evidenzia Guido Bonacina, sindaco di Presezzo e presidente della Comunità dell'Isola -. Dovrebbero, grazie a questo, diminuire le code sulle provinciale 155 (Ponte San Pietro-Capriate) e sulla 166 (Ponte San Pietro-Paderno). Il cavalca-ferrovia ha eliminato il passaggio a livello di Mapello, rendendo più scorrevole il traffico tra Mapello, Presezzo, Bonate Sopra e Terno d'Isola».

A seguito dell'apertura di questo ulteriore tratto di asse i sindaci di Presezzo, Bonate Sopra e Ponte San Pietro potrebbero valutare l'opportunità di togliere i divieti, ora in vigore, a percorrere le strade comunali nelle ore di punta.
L'ultimo tratto che da Presezzo arriva a Ponte San Pietro sulla Briantea dovrebbe essere completato entro il 2008: a quel punto finalmente l'asse interurbano Seriate-Ponte San Pietro sarà completo e percorribile interamente.

Intanto a Villa d'Adda per la fine di luglio è prevista l'inaugurazione e l'apertura della variante Villa d'Adda-Carvico, realizzata dall'Amministrazione provinciale. Il tunnel e la strada sono stati terminati dall'impresa «Locatelli geometra Gabriele» di Grumello che in questi giorni sta installando i punti luce. Questa variante escluderà dal traffico pesante i centri abitati di Carvico e Villa d'Adda che sono diventati invivibili proprio per l'alto numero di veicoli che li attraversano per raggiungere la Valle San Martino e il territorio del Lecchese. «Da più di cinque anni aspettiamo questo fatidico giorno per poter usufruire di questa variante per i nostri due paesi. Oramai è diventato impossibile e pericoloso camminare per Villa d'Adda. E le difficoltà non risparmiano i camionisti che devono effettuare pericolose manovre quando sulle salite s'incrociano due mezzi pesanti».

(10/07/2007)

Monday, July 09, 2007

Calusco: il ponte ha bisogno di una manutenzione

Calusco: il ponte ha bisogno di una manutenzione
Di Vercingetorix
Il ponte di San Michele è lì da 118 anni, il treno ci passa regolarmente, il traffico pure anche se a senso unico alternato. Ma di questo storico manufatto nessuno sembra curarsene più di tanto. Al massimo qualche ragazzo ci attacca su un lucchetto. Ma la manutenzione chi la fa. Se non sbagliamo sono passati più di dieci anni dall’ultima volta che gli hanno dato una verniciata. Adesso la struttura in ferro è lì esposta alle intemperie e la ruggine avanza inesorabile. Quando verrà fatta la prossima manutenzione? Oppure siamo in attesa di vedere i primi segni di cedimento per poi arrivare alla chiusura dell’importante snodo della comunicazione tra le due sponde dell’Adda?

Friday, July 06, 2007

IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE DICE SI AL PET-COKE

giovedì, 05 luglio 2007
IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE DICE SI AL PET-COKE

IL SINDACO PORTOBELLO ROMPE CON IL SUO GRUPPO POLITICO SULL'AFFAIR PET-COKE ALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE




IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE DICE SI AL PET-COKE





IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DR. CUTINO ESTEREFATTO DALLA PRESA DI POSIZIONE DEL SINDACO PER PROTESTA RINUNCIA A PRESENZIARE ALLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE E NON FIRMA GLI EMEDAMENTI PRESENTATI DAL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI" DI CUI E' CAPOGRUPPO IN CONSIGLIO COMUNALE

IL NUOVO ASSESSORE ALL'AMBIENTE GEOM IMPASTATO ESAUTORATO DALLE DECISIONI DEL SINDACO PORTOBELLO PER DIRE SI AL PET-COKE


i fatti e i documenti...............................

Il servizio 3 Tutela dall'inquinamento atmosferico con protocollo 45549 del 15 giugno 2007:
indirizzata :

Ditta Italcementi Isola delle Femmine via fax 0918677138 a cui seguirà R.R.
Commissione Provinciale Tutela Ambiente fax urgente 0916173522
Comune di Isola delle Femmine fax 0918677098 alle 10,47 da:0917077877 Assessorato
seguirà R.R.

Oggetto: Ditta Italcementi S.p.a. Isola delle Femmine PA Richiesta di modifica dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Convocazione delle Conferenza di Servizi ai sensi dell'art 269 del D.Lgs 3 aprile 2006 n 152.

Gli enti in indirizzo, al fine di esitare l'istanza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera presentata dalla ditta in oggetto, sono chiamati ad esprimere un parere motivato. Per consentire il regolare svolgimento della conferenza la ditta in oggetto - qualora avesse già ottemperato - è invitata a trasmettere in tempo utile copia dell'istanza e degli elaborati tecnici agli enti chiamati ad esprimere il parere.
Il parere potrà reso direttamente in conferenza, o potrà essere preventivamente trasmesso all'ufficio entro la data della conferenza, che si terrà giorno 04/07/2007, dalle ore 10 alle ore 11 presso i locali di questo servizio.
I partecipanti alla conferenza dovranno essere muniti di apposita delega.
Visto che il programma della giornata prevede più conferenze è richiesta la massima puntualità.
Per eventuali chiarimenti contattare il responsabile del servizio dott. Anzà 0917077585, il Signor Tarantino 0917077390 o l'ing La Rocca 0917077886.
Il responsabile del 3° servizio Tiutela dall'inquinamento atmosferico Dottor Salvatore Anzà
gtarantino@artasicilia.it

IL 28 GIUGNO 2007 IL SINDACO PORTOBELLO CON NOTA PROTOCOLLO 7556 CONVOCA NELLA SEDE COMUNALE UNA RIUNIONE PER IL GIORNO 3 LUGLIO ALLE ORE 17 (attenzione subito il giorno dopo vi è la conferenza dei servizi all'assessorato)INVITANDO:


Italcementi di isola delle femmine
OPresidente della Commissione Ambiente di Isola delle Femmine
Direttore Ris Orientata di Isola delle Femmine
Associazione Difesa del mare e Terr.
Associazione Lilliput

(NOTIAMO CHE DI PROPOSITO NON E' STATO CONVOCATO IL NUOVO ASSESSORE ALL'AMBIENTE, ED INOLTRE ANCHE QUI DOBBIAMO PENSARE DI PROPOSITO NON E' STATO CONVOCATO IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA LEGAMBIENTE)

Oggetto da trattare : Stabilimento Italcementi, vibrazioni e rumore nell'abitato adiacente alla cementeria.

Al fine di dar seguito al confronto tra questa Ammnistrazione, la società Italcementi e le Associazioni sopra elencate, in relazione alle tematiche inerenti il rumore e le vibrazioni provenienti dalla cementeria dell'Italcementi di Isola delle Femmine, si invitano gli Enti in indirizzo a partecipare alla riunione del 3 Luglio 2007 alle ore 17 presso la Casa Comunale nella stanza del Sindaco.
Per eventuali chiarimenti contattare gli Uffici del Sindaco

Il Sindaco Gaspare Prof. Portobello


DOPO TANTO TERGIVERSARE SU COSA DISCUTERE, IL CONSULENTE DEL SINDACO DOTTOR MINAGRA SI LASCIA SFUGGIRE CHE IN REALTA' CIO' DI CUI BISOGNA DISCUTERE E' LA CONVOCAZIONE PERVENUTA IL 15 GIUGNO DALL'ASSESSORATO PER LA CONFERENZA DEI SERVIZI SULL'AUTORIZZAZIONE ALLE EMISSIONI DELLA ITALCEMENTI, NELL'ENUNCIARE CIO' MOSTRA AI CONVENUTI LA LETTERA DI CONVOCAZIONE DELL'ASSESSORATO.


GRANDE INCAZZATURA TRA I PRESENTI IN QUANTO NESSUNO ERA INFORMATO DELLA LETTERA DI CONVOCAZIONE PREVENUTA IN COMUNE E TENUTA NASCOSTA DAL SINDACO (della trasparenza?).
RACCONTARE LE DISCUSSIONI CHE NE SONO SEGUITE IN PARTICOLARE DA PARTE DEL DOTTOR CUTINO POTREBBE ESSERE RIDUTTIVO, CI BASTA CONSTATARE DEL suo RIFIUTO A PARTECIPARE ALLA SEDUTA CONSILIARE E IL NON appore la FIRMA AGLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI".


PER CIO' CHE E' DI NOSTRA CONOSCENZA SEMBRA: CHE TORNATA LA CALMA I PRESENTI HANNO DELEGATO IL DOTTOR MINAGRA A PRESENZIARE ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI PREVISTA ALL'INDOMANI.


IL MANDATO CONFERITOGLI NELL'INTERVENTO ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI: "ESSENDO IN CORSO LA PROCEDURA DELL' A.I.A. A CARICO DELLA ITALCEMENTI NON SI RITENEVA DI DOVER INTERVENIRE NEL MERITO DELLE MISSIONI, IN QUANTO GIA' CONTEMPLATA NELLA PROCEDURA A.I.A. IN CORSO."

e invece cosa ci dichiara il consulente del Sindaco dottor Minagra?....


VERBALE DI CONFERENZA DI SERVIZI


Oggetto Ditta Italcementi s.p.a. Isola delle femmine Verbale di conferenza di servizi del 4.7.2007

Il giorno 4.7.2007, presso gli uffici del Servizio 3 dell'Assessorato Territorio e Ambiente, si è tenuta una conferenza di servizi, convocata, ai sensi dell'art 269, comma 3, del D,lgs 152/06, con nota 27290 dell'11/42007.
L'oggetto della conferenza è l'istanza presentata dalla ditta Italcementi s.p.a. Isola delle Femmine, volta all'ottenimento dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera.
alle ore 10,45 ha inizio la conferenza, alla presenza di:
Per il Servizio 3 dell'ARTA il dottor Attilio Cutaia, il dottor Salvatore Anzà, il per Ind Tristano Fardella.
L'azienda è rappresentata dall'ing Giovanni La Maestra (direttore dello stabilimento, con procura) sono presenti inoltre i seguenti tecnici: Dottor Stefano Gardi (responsabile serv Ecologia), Ing Paolo Amaro (Capo Servizi Primari), Rag. Fabio Anfuso (Responsabile servizi amministrativi). Per il comune è PRESENTE IL DOTTOR MINAGRA VINCENZO CON DELEGA PROT 7722 DEL 4.7.2007.
IL COMUNE ESPRIME PERPLESSITA' IN MERITO AL RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE IN QUESTA SEDE IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE E' IN CORSO UNA PROCEDURA A.I.A., NONCHE' SULLA POSSIBILITA' DI TRASPORTO DEL PET-COKE CON TENORE DI ZOLFO SUPERIORE AL 3%.
IL COMUNE DA' PARERE FAVOREVOLE A CONDIZIONE CHE LA PROPOSTA DELLA ITALCEMENTI SIA IN LINEA CON LA NORMATIVA VIGENTE RIFERITA ALL'UTILIZZO DEL PET-COKE, E CHE I VALORI DI EMISSIONE RIENTRINO NEI LIMITI CONSENTITI.

La C.P.T.A. di Palermo è assente.
alle ore 11,30 la conferenza ha termine.
Copia del verbale srà trasmessa agli enti assenti.

AGGIUNGIAMO NOI CHE NON E' STATO INVITATO IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA LEGAMBIENTE, OLTRE A DIVERSI ALTRI ENTI IN DIRITTO DOVERE DI CONOSCERE ED ESPRIMERE
LA LORO VALUTAZIONE IN MERITO AI SERVIZI DA ESSI GESTITI O RESPONSABILITA' ISTITUZIONALI DERIVANTEGLI DA LEGGI E DISPOSIZIONI NORMATIVE DI LEGGI.


DUNQUE QUESTI I FATTI.

il Comitato Cittadino Isola Pulita Legambiente nel richiedere un incontro urgente con il Sindaco di Isola delle Femmine chiede:


°SE LA DICHIARAZIONE RESA DAL CONSULENTE MINAGRA ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI E' UFFICIALMENTE LA POSIZIONE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE (posizione da noi CONTESTATA);

°ESSENDO NOI CERTI CHE L'INIZIATIVA NON E' DI CERTO PARTITA DAL DOTTOR MINAGRA CONSULENTE DEL SINDACO CHIEDIAMO CON CHI HA CONCORDATO LA DICHIARAZIONE RESA NEL SENO DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI, STANTE CIO' CHE ERA STATO CONCORDATO LA SERA PRECEDENTE;


°CHIEDIAMO CHE SI RENDA PUBBLICO IL VERBALE DELLA RIUNIONE CHE IL SINDACO HA TENUTO NELLA SUA STANZA IL GIORNO 3 LUGLIO ALLE ORE 17;


°CHIEDIAMO INOLTRE AL SINDACO PORTOBELLO COSI' COME RICHIESTOGLI DAL DOTTOR CUTINO, DI PRENDERE CARTA PENNA E CALAMAIO E SMENTIRE PRESSO LE AUTORITA' COMPETENTI LE DICHIARAZIONI DEL SUO CONSULENTE;


°CHIEDIAMO INOLTRE AL SIGNOR SINDACO PORTOBELLO DI DIMISSIONARE IL SUO CONSULENTE DOTTOR MINAGRA RISERVANDOSI LA POSSIBILITA' DI UN RISARCIMENTO DEI DANNI ARRECATI ALL'INTERA CITTADINANZA PER NON AVER OTTEMPERATO ALLE DISPOSIZIONI RICEVUTE NEL CORSO DELLA RIUNIONE DEL 3 APRILE 2007 NELLA STANZA DEL SINDACO.

Sotto il Monte: in fiamme 800 tonnellate di rifiuti.

Sotto il Monte: in fiamme 800 tonnellate
Sul posto vvf anche da Merate


Uno spaventoso incendio sta devastando dalle 5 di stamane un capannone industriale di Sotto il Monte dove erano stoccate diverse centinaia di tonnellate di rifiuti solidi urbani. Sul posto stanno lavorando senza tregua 11 squadre di vigili del fuoco, provenienti da diverse province, nonché vigili urbani, carabinieri, tecnici dell’Arpa e della Protezione civile. Le operazioni per la messa in sicurezza dell’area e per lo spegnimento completo del rogo e del fumo si protrarranno ancora per diverse ore.
Come dicevamo l’incendio si è sviluppato attorno alle 5. Dal capannone della “Pavia trasporti ecologici srl” di Via degli Artigiani, la zona industriale di Sotto il Monte che si trova proprio a lato della strada principale, ha incominciato a uscire del fumo denso che, ben presto, ha avvolto lo stabile.


Immediata è stata la chiamata alla centrale operativa del comando di polizia locale di Terno d’Isola. In pochi minuti sul posto si sono portati gli agenti della municipale nonché i vigili del fuoco della stazione locale. Compresa, però, la gravità della situazione l’allarme è stato diramato anche ai comandi vicini.
In Via degli Artigiani sono confluiti pompieri da Lecco, Merate, Como, Zogno e Bergamo. Gli uomini del 115, raggiunta l’area, si sono dotati delle speciali mascherine e delle bombole di ossigeno e, coperti dalle tute ignifughe, sono entrati nel capannone. All’interno si è presentata loro una situazione spaventosa: le tonnellate di rifiuti inerti erano avvolte dalle fiamme e dal fumo.


Con gli idranti i pompieri hanno dapprima spento le lingue di fuoco per permettere alle draghe e alle ruspe di portare all’esterno il materiale, e poi si sono adoperati per raffreddare la merce stoccata. Un’operazione delicata e complessa che ha richiesto l’apporto di decine di uomini sia all’esterno che all’interno del deposito.

I tecnici dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, nel frattempo, hanno provveduto a fare i rilievi risultati fortunatamente negativi mentre per precauzione la polizia locale ha invitato la popolazione a tenere chiuse porte e finestre per evitare di respirare l’aria “impastata” dal fumo. Il vento ha certamente dato un grosso aiuto alle operazioni di soccorso, disperdendo su un’area vasta la cortina di fumo e al momento si parla di almeno 800-900 tonnellate di rifiuti bruciati.



Brucia un capannone pieno di rifiuti

Paura nella notte a Sotto il Monte
Paura a Sotto il Monte per un vasto incendio che ha distrutto il capannone di una ditta che tratta rifiuti urbani. Le fiamme sono scoppiate nella notte all'azienda Pavia Trasporti Ecologici di via degli Artigiani e le cause sono ancora da chiarire. I rifiuti stoccati nel capannone hanno preso fuoco rapidamente e l'intero magazzino, di circa 2mila metri quadrati è andato distrutto. Sul posto, insieme ai vigili del fuoco, i funzionari dell'Arpa, per rilevare eventuali e temuti inquinamenti ambientali, al momento esclusi.

Il rogo, che non ha provocato feriti o intossicati, è scoppiato verso le 5 del mattino e sul posto i vigili del fuoco sono arrivati in forze, con sette unità operative,. Il capannone andato a fuoco sembra fosse pieno di stracci e plastica e i vigili del fuoco, domate le fiamme, stanno mettendo in sicurezza l'intera zona, Si poteva temere qualche inquinamento ambientale ma al momento sembra escluso.

(05/07/2007)


06/07/2007

Sotto il Monte: in fiamme deposito di rifiuti


Eco di Bergamo 6 luglio 07

Novecento tonnellate di rifiuti (carta, stracci, plastica e legno) sono stati distrutti da un incendio che è scoppiato ieri mattina in un capannone dove opera la ditta «Pavia Trasporti Ecologici srl», con sede legale a Bergamo, in via Artigiani a Sotto il Monte. Nessun ferito e intossicato, ma è scattata l’allerta nella zona e nei comuni vicini, cessata verso mezzogiorno. Due anni fa - il 12 giugno 2005 - lo stesso capannone era stato teatro di un incendio simile. Alcuni abitanti della zona di via Artigiani, intorno alle 5,30 di ieri mattina, dopo aver visto fiamme e fumo che uscivano dai finestroni del capannone, hanno dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Bergamo che, verificate la pericolosità dell’incendio, hanno chiesto l’intervento di mezzi e uomini di altri comandi. In via Artigiani sono arrivati i pompieri di Treviglio, Lecco, Zogno e una grossa autobotte dall’aeroporto di Orio al Serio. Lo spegnimento è andato avanti fino a tarda notte ed è stato effettuato da una cinquantina di vigili del fuoco coordinati da Gianmario Gnecchi e Mario Alberti. Dodici gli automezzi impiegati che hanno scaricato sui rifiuti avvolti dalle fiamme migliaia di metri cubi di acqua rifornendosi dagli idranti della zona industriale e del paese. La colonna di fumo - che è stata visibile da una distanza di parecchi chilometri - ha messo in allarme anche i cittadini dei paesi vicini e gli amministratori comunali che si sono recati sul posto per verificare la gravità dell’incendio, preoccupati per la nube di fumo. Non è stato ancora possibile stabilire la causa dell’incendio sulle quali sono in corso gli accertamenti. In via Artigianato ieri mattina hanno preso posizione gli agenti della polizia locale del Consorzio dell’Isola, assicurando il servizio d’ordine, i carabinieri di Calusco d’Adda e i dipendenti dell’ufficio tecnico del Comune. Avvertiti del rogo, sono arrivati anche i tecnici dell’Arpa e dell’Asl di Bergamo, il sindaco Eugenio Bolognini e diversi amministratori della zona. Per seguire da vicino le operazioni e per verificare l’evolversi dell’incendio hanno fatto un sopralluogo anche il direttore dell’Arpa di Bergamo Mauro Di Toro, Cristina Bertoli, responsabile del settore ambiente, servizio rifiuti, della provincia di Bergamo e Sergio Bani dell’Asl, servizio prevenzioni infortuni ambienti di lavoro di Bonate Sotto. A seguire le operazioni di spegnimento c’erano anche i responsabili dell’azienda e i proprietari del capannone. Per tutta la giornata di ieri e tutta notte sono proseguite le opere di spegnimento e di messa in sicurezza del capannone e della zona. Tutto il materiale stoccato nel capannone - che ha un’area di duemila metri quadrati - è stato portato fuori sul piazzale e messo in sicurezza. Il sindaco Bolognini ha emesso ordinanza di inagibilità della struttura. Nel pomeriggio quando la situazione era ormai sotto controllo è stato emesso il seguente comunicato: «L’Arpa e l’Asl di Bergamo, d’intesa con il sindaco di Sotto il Monte e la prefettura di Bergamo, sentito anche il Centro antiveleni di Bergamo informano che l’incendio nel deposito della ditta Pavia Trasporti Ecologici srl di Sotto il Monte non ha causato feriti, intossicati o ustionati. Lo spegnimento provoca attualmente la fuoriuscita di vapori misti a fumi, non nocivi per la salute che potranno a prodursi nel corso della giornata. Nel ribadire che non vi sono pericoli per la salute della popolazione e per l’ambiente informano altresì che sono in corso accertamenti ulteriori da parte degli enti competenti. A scopo precauzionale si raccomanda di lavare prima del consumo accuratamente frutta e verdura raccolta nei terreni circostanti». Anche a tarda notte dal capannone devastato dalle fiamme si levava una colonna di fumo e in redazione sono giunte diverse segnalazioni di residenti allarmati. Le operazioni di messa in sicurezza dell’area dovrebbero concludersi oggi. Remo Traina

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