Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Friday, June 29, 2007

Cassago: nei primi di luglio sarà fatta esplodere una delle due ciminiere della storica cementeria

Giovedì, 28 Giugno 2007 - 18:15

Cassago: nei primi di luglio sarà fatta esplodere una delle due ciminiere della storica cementeria

Anche se la data non è ancora stata stabilita con certezza, nei primi giorni di luglio una delle due ciminiere dell’ ex-Holcim di Cassago verrà fatta esplodere, mentre l’altra resterà integra a simboleggiare quel passato di un paese laborioso ed industriale, i cui “fiori all’occhiello” erano l’azienda Onofri e la stessa cementeria. Da mesi l’area che in passato era occupata dai comparti produttivi e dagli uffici, è ora oggetto di un’ imponente opera di demolizione, che con ogni probabilità dovrebbe terminare intorno alla fine di luglio. In futuro sorgerà una nuova zona industriale che, tra l’altro, accoglierà la Perego Strade: in questo modo l’ingente flotta dell’azienda sarà trasferita lontano dal centro paese, privando Cassago di tutti i problemi relativi alla circolazione dei grossi automezzi. Presumibilmente in una sera tra il 4 ed il 7 luglio, la ciminiera all’apparenza in migliore condizione, sarà falta saltare con esplosivo, mentre l’altra sarà affidata alla cura della Eldap (società che ha rilevato l’intera area) e continuerà a dominare dall’alto l’area industriale, insieme alla palazzina dei vecchi uffici, anch’essa destinata a rimanere integra. Per l’evento, che sarà certamente di grande spettacolarità, è prevista la momentanea chiusura delle strade circostanti, tra cui l’ex statale Como - Bergamo. La demolizione dell’ex-cementeria è compresa in un più vasto piano d’intervento: nel piazzale antistante l’area sarà realizzata la nuova piattaforma ecologica e, contestualmente, in zona oratorio femminile potranno cominciare i lavori per la realizzazione dei parcheggi ed una riqualificazione complessiva della zona. Si dovrà invece attendere almeno fino all’agosto 2008 per la sistemazione della viabilità, che prevede l’abbellimento di via Volta e la realizzazione di un percorso ciclopedonale che collegherà la stazione al centro sportivo comunale. Comunicheremo, appena possibile, giorno e data precisa “dell’ esplosione”, in modo che tutti gli interessati possano assistere e dare l’addio ad un pezzo storico del paese.


J.P.

Wednesday, June 27, 2007

Italcementi sbarca in Cina con l'acquisizione di Fuping Group

Italcementi sbarca in Cina con l'acquisizione di Fuping Group

Italcementi Group ha acquisito dal gruppo cinese Zhejiang Guangyu - attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L’intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari.
L’operazione consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un’area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.

“Quest’acquisizione - ha sottolineato Carlo Pesenti, Consigliere delegato di Italcementi - segna l’ingresso del nostro Gruppo nel più grande mercato del cemento nel mondo e riveste quindi una grande importanza strategica. Italcementi, in linea con i piani di sviluppo della propria presenza nel mercato asiatico, si propone di diventare uno dei protagonisti del settore in Cina, puntando sulle prospettive di crescita e partecipando al consolidamento del mercato”.

“Siamo felici dell’operazione con Italcementi Group - ha dichiarato Feng Guang Cheng, rappresentante del gruppo Zhejiang Guangyu - L’acquisizione da parte di Italcementi aprirà a Fuping l’accesso allo straordinario know-how ed esperienza industriale del gruppo europeo”.

Fuping Cement, che occupa oltre 300 dipendenti, opera attraverso un moderno impianto a via secca, avviato nel giugno del 2006; l’attuale capacità produttiva di 1,7 Mt di clinker all’anno (con una capacità di macinazione di 2 Mt di cemento), grazie alle autorizzazioni già ottenute, potrà essere raddoppiata nel prossimo futuro. Fuping Cement gestisce inoltre una cava di calcare di proprietà nei pressi della cementeria.

La localizzazione degli impianti e delle cave pone Fuping Cement in una posizione strategica per servire il mercato della zona centrale della Cina: questa area presenta infatti un forte potenziale di crescita nel medio-lungo periodo, avendo un consumo di cemento inferiore a quello medio cinese e con progetti di sviluppo infrastrutturale già deliberati dal Governo.

L’investimento in Cina permetterà al Gruppo Italcementi di rafforzare la propria presenza nel continente asiatico, dove Cina e India rappresentano i due più grandi mercati mondiali del cemento. Il gruppo Italcementi infatti è già presente in India attraverso Zuari Cement (di cui ha rilevato nel maggio 2006 la totalità del capitale) che dispone attualmente di una capacità produttiva, attraverso due impianti, di oltre 3,2 Mt di cemento, che si incrementerà, al termine dei lavori già avviati, fino a 5,9 Mt. In Kazakistan, dove opera la controllata Shymkent Cement, è stato annunciato lo scorso dicembre un accordo per la realizzazione in partnership con investitori locali di due nuove cementerie, che porteranno la capacità totale del Gruppo nel Paese ad oltre 3 milioni di tonnellate di cemento all’anno, facendone il leader nell’Asia centrale.

Il Gruppo è anche presente in Thailandia attraverso Jalaprathan Cement e Asia Cement che controllano tre impianti con una capacità produttiva complessiva di circa 7 Mt di cemento all’anno, destinato al mercato interno e all’export nei Paesi limitrofi dell’estremo oriente. In base alla presenza attuale a ai progetti già annunciati, il Gruppo Italcementi potrà quindi contare in Asia su una quota di circa il 20% della propria capacità produttiva totale.

Fonte: Pierpaolo Molinengo
Notizia a cura di: www.trend-online.com

Italcementi: un acquisizione in Cina

Italcementi: un acquisizione in Cina

15:38:12

Italcementi Group ha acquisito dal gruppo cinese Zhejiang Guangyu - attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L’intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari. L’operazione consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un’area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.

Italcementi compra Fuping per 70 milioni di dollari

Italcementi compra Fuping per 70 milioni di dollari


di Redazione - mercoledì 27 giugno 2007, 07:00 da Milano




Italcementi continua la sua marcia verso Oriente: attraverso la controllata Ciments Français, sbarca in Cina e acquista il 100% della Fuping Cement per 70 milioni di dollari.

Soddisfatto l’ad Carlo Pesenti: «L’area in cui abbiamo effettuato l’investimento - dice al Giornale - si presenta fra quelle a maggiore potenzialità di crescita in Cina. Secondo i progetti di sviluppo governativo Go West, in questa zona del Paese si svilupperà il polo industriale aeronautico cinese, dove troveranno sede le più importanti compagnie del settore. Nei progetti del governo, Xian, la capitale della provincia, sarà destinata a ospitare la National aviation base, diventando di fatto quello che per gli Usa è Seattle».

Da sola, la Cina rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo le stime del governo di Pechino, la produzione di cemento crescerà da 1,06 miliardi di tonnellate del 2005 a 1,25 miliardi nel 2010. E in particolare, «nella provincia di Shaanxi, dove risiedono circa 37 milioni di persone - prosegue Pesenti - si attende un forte impulso nel consumo di cemento, attualmente fermo a circa 600 kg pro capite contro gli 800 di media dell'intero Paese».

Fuping Ciment, che occupa oltre 300 dipendenti, grazie all’impianto avviato nel giugno 2006 ha una capacità produttiva annua di 1,7 milioni di tonnellate di clinker, con una capacità di macinazione di 2 milioni di tonnellate di cemento. Ma per Italcementi è solo l’inizio: «La nostra strategia di possibile ulteriore crescita - dice l’amministratore delegato - si svilupperà attraverso accordi di joint venture con partner locali nell'ottica di ottenere la leadership in aree geografiche del Paese. Questo non escluderà comunque, nel caso si presentassero significative opportunità, eventuali acquisizioni. Con lo sbarco in Cina, che si aggiunge ai progetti già annunciati in India e in Kazakhstan, la capacità produttiva nell'area si incrementerà, rispetto al 2006, di circa 5 milioni di tonnellate all'anno, a circa 19 milioni di tonnellate».

Dopo l'ingresso in India, Thailandia e Kazakhstan

Dopo l'ingresso in India, Thailandia e Kazakhstan


Italcementi sbarca nel mercato cinese


Il gruppo bergamasco acquisisce interamente la Fuping Cement per 70 milioni di dollari
Milano, 26 giu - La società Italcementi ha acquisito tramite la controllata Ciments Francais il 100% della cinese Fuping Cement per 70 milioni di dollari. L'operazione consente al gruppo bergamasco di entrare nel mercato cinese, dopo aver già fatto precedentemente ingresso in India, Thailandia e in Kazakhstan.

Secondo le stime del governo di Pechino la produzione di cemento in Cina crescerà dagli 1,06 miliardi di tonnellate del 2005 a 1,25 miliardi nel 2010. Fuping Ciment, che occupa oltre 300 dipendenti, grazie all'impianto avviato nel giugno 2006 ha una capacità produttiva annua di 1,7 milioni di tonnellate di clinker, con una capacità di macinazione di 2 milioni di tonnellate di cemento.

Mattia Corazza

Italcementi: sbarca in Cina con acquisizione Fuping Cement

Italcementi Group ha acquisito dal gruppo cinese Zhejiang Guangyu


- attraverso la subholding Ciments Français - il 100% di Fuping Cement Co. Ltd., società situata nella provincia dello Shaanxi (Cina centrale). L'intesa ha un valore complessivo di circa 70 milioni di dollari.
L'operazione, spiega un comunicato, consente al Gruppo Italcementi di fare il proprio ingresso in Cina, un'area che da sola rappresenta circa la metà del mercato mondiale del cemento con significative potenzialità di ulteriore crescita. Secondo stime governative, la produzione è infatti attesa in sensibile incremento dagli 1,06 miliardi di tonnellate registrate nel 2005 a 1,25 miliardi previsti nel 2010.
"Quest'acquisizione - ha sottolineato Carlo Pesenti, Consigliere delegato di Italcementi - segna l'ingresso del nostro Gruppo nel più grande mercato del cemento nel mondo e riveste quindi una grande importanza strategica. Italcementi, in linea con i piani di sviluppo della propria presenza nel mercato asiatico, si propone di diventare uno dei protagonisti del settore in Cina, puntando sulle prospettive di crescita e partecipando al consolidamento del mercato".
"Siamo felici dell'operazione con Italcementi Group - ha dichiarato Feng Guang Cheng, rappresentante del gruppo Zhejiang Guangyu - L'acquisizione da parte di Italcementi aprirà a Fuping l'accesso allo straordinario know-how ed esperienza industriale del gruppo europeo".




Italcementi: sbarca in Cina con acquisizione Fuping Cement


(Teleborsa) - Roma, 26 giu - Fuping Cement, continua il comunicato, che occupa oltre 300 dipendenti, opera attraverso un moderno impianto a via secca, avviato nel giugno del 2006; l'attuale capacità produttiva di 1,7 Mt di clinker all'anno (con una capacità di macinazione di 2 Mt di cemento), grazie alle autorizzazioni già ottenute, potrà essere raddoppiata nel prossimo futuro. Fuping Cement gestisce inoltre una cava di calcare di proprietà nei pressi della cementeria.
La localizzazione degli impianti e delle cave pone Fuping Cement in una posizione strategica per servire il mercato della zona centrale della Cina: questa area presenta infatti un forte potenziale di crescita nel medio-lungo periodo, avendo un consumo di cemento inferiore a quello medio cinese e con progetti di sviluppo infrastrutturale già deliberati dal Governo.
L'investimento in Cina permetterà al Gruppo Italcementi di rafforzare la propria presenza nel continente asiatico, dove Cina e India rappresentano i due più grandi mercati mondiali del cemento. Il gruppo Italcementi infatti è già presente in India attraverso Zuari Cement (di cui ha rilevato nel maggio 2006 la totalità del capitale) che dispone attualmente di una capacità produttiva, attraverso due impianti, di oltre 3,2 Mt di cemento, che si incrementerà, al termine dei lavori già avviati, fino a 5,9 Mt. In Kazakistan, dove opera la controllata Shymkent Cement, è stato annunciato lo scorso dicembre un accordo per la realizzazione in partnership con investitori locali di due nuove cementerie, che porteranno la capacità totale del Gruppo nel Paese ad oltre 3 milioni di tonnellate di cemento all'anno, facendone il leader nell'Asia centrale.
Il Gruppo è anche presente in Thailandia attraverso Jalaprathan Cement e Asia Cement che controllano tre impianti con una capacità produttiva complessiva di circa 7 Mt di cemento all'anno, destinato al mercato interno e all'export nei Paesi limitrofi dell'estremo oriente. In base alla presenza attuale a ai progetti già annunciati, il Gruppo Italcementi potrà quindi contare in Asia su una quota di circa il 20% della propria capacità produttiva totale, conclude il comunicato.

Monday, June 25, 2007

Tavernola al referendum vota no ai nuovi combustibili per il cementificio

Tavernola al referendum vota no ai nuovi combustibili per il cementificio


Non passa la sperimentazione dell'utilizzo di combustibili derivati da rifiuti per alimentare il forno del cementificio Lafarge di Tavernola. Una netta vittoria dei no ha infatti caratterizzato la consultazione popolare avvenuta domenica 24 giugno e che ha visto recarsi alle urne 1.153 residenti nel paese del Sebino su 1.983 aventi diritto. Di questi, 933 hanno espresso parere contrario e 211 invece si sono dichiarati d'accordo con la proposta della società francese. Ora il Consiglio comunale dovrà prendere atto delle indicazioni (peraltro non vincolanti) emerse dal voto.

Il cementificio Lafarge Adriasebina vorrebbe sperimentare per sei mesi l'utilizzo di combustibili alternativi ma la popolazione si è detta contraria, temendo un peggioramento delle condizioni ambientali. Il Consiglio comunale prenderà atto dei risultati e dopo averli esaminati deciderà come comportarsi.


Cementificio, Tavernola chiamata a votare
Dopo oltre due anni di confronti in difesa della salute e dell'ambiente, è giunto il momento del ricorso alla volontà popolare. Urne aperte in riva al lago domenica.
Si voterà dalle 8 alle 21 per una consultazione – cui sono chiamati 1.842 cittadini – che darà l'opportunità alla popolazione di Tavernola di esprimere la propria opinione sulla possibilità, da parte del cementificio Lafarge Adriasebina, di utilizzare combustibili da rifiuti e pneumatici triturati per produrre cemento, con l'obiettivo di migliorare le emissioni in atmosfera. Il responso si conoscerà già nella serata di domenica. Dopodiché sarà necessaria una valutazione politica del responso della consultazione che, va ricordato, non ha valore abrogativo, ma solo consultivo, per cui non ci saranno vincoli per l'Amministrazione sulle scelte future in materia.


Cementificio, Tavernola chiamata a votare

IL SINDACO Sull'inedita chiamata al voto il sindaco Leandro Soggetti ha affermato: «L'Amministrazione comunale non intende dare indicazioni. L'auspicio è che i tavernolesi scelgano di esprimere il proprio parere e che la percentuale dei votanti sia significativa, certamente superiore al 50% degli aventi diritto. Da parte nostra c'è la convinzione che vi siano tutti i presupposti affinché, per un periodo non superiore ai sei mesi, il cementificio utilizzi combustibili alternativi con le dovute garanzie e in ottica di miglioramento ambientale».

IL CONSIGLIO Opposte vedute giungono dalle minoranze: «La consultazione popolare – sottolinea Natalino Colosio, della lista "Progetto Tavernola" – rappresenta un'occasione per far sentire la nostra voce e scongiurare pericoli alla nostra salute. Siamo convinti che Tavernola meriti più di quanto è stato previsto dalla convenzione sottoscritta dall'Amministrazione comunale con il cementificio. Ecco perché invitiamo a votare "sono contrario" alle prove». La preferenza per il «no» alle prove è confermata anche dalla seconda lista civica di minoranza «Tavernola Democratica» guidata da Aleandro Bagarelli. Cristina Bettoni, consigliere comunale con delega all'Ambiente chiarisce: «Personalmente voterò "si". Lo ritengo doveroso perché la consultazione giunge a conclusione di un iter di verifiche tecniche effettuate da personale qualificato. Ritengo negativo che per convincere la popolazione al "no", alcune forze politiche siano ricorse ad argomenti strumentali che hanno come immediata conseguenza il deterioramento dell'immagine della cittadina. Abbiamo deciso di sentire il parere della popolazione e ritengo non corretto suggerire le risposte».

L'AZIENDA Preoccupata la Lafarge Adriasebina: «Vogliamo usare rifiuti speciali non pericolosi perché coniugano efficienza aziendale e rispetto della salute e dell'ambiente, garantendo competitività all'impresa – ha commentato Enrico Siviero, direttore dello stabilimento, che firma un volantino con le ragioni dell'azienda, distribuito ai dipendenti –. Con il loro utilizzo possiamo fra l'altro impegnarci a darci limiti di Nox (ossido di azoto) ancora più bassi rispetto a quelli previsti dalla norma, raddoppiare la frequenza dei controlli previsti per legge ed eseguiti da organismi esterni, consentire ispezioni da parte degli enti di controllo indicati dall'Amministrazione. Se vince il "no", sarà un'opportunità persa per tutti in ottica di un miglioramento ambientale».

IL COMITATO Una questione delicata e che non ha mancato di segnalare divisioni anche all'interno del Comitato civico di salute pubblica, nato per dire no alle sperimentazioni. Il presidente Privato Fenaroli rilancia: «Diciamo sì alle prove, ma solo per uno, massimo due mesi e a condizioni concordate, con un comitato di controllo composto anche da nostri esperti e che disponga della possibilità di effettuare verifiche continue. Dopodiché, ci aspettiamo di discutere i dati emersi in un'assemblea pubblica ed eventualmente sottoporli ad un giudizio popolare in modo inequivoco e non strumentale».
Ma la maggioranza del Comitato pare non essere sulla stessa lunghezza d'onda. Conclude Angelo Fenaroli, uno dei fondatori: «Sono due anni che lavoriamo per convincere la popolazione dei possibili rischi conseguenti all'utilizzo di tali combustibili. Non si torna indietro».
Non va peraltro dimenticato che la multinazionale francese ha già ottenuto dalla Regione l'autorizzazione all'utilizzo a termine di materiali alternativi. Attività non decollata a seguito dell'esistenza di una convenzione con il Comune che prevede un parere favorevole all'avvio del processo.

ILTESTO Questo è il quesito della consultazione: «Sei favorevole o contrario a che il cementificio Lafarge Adriasebina, per un periodo non superiore a 6 mesi, utilizzi combustibili alternativi Cdr (Combustibili da rifiuti) e pneumatici triturati, classificati dalla legge come non pericolosi, al fine di verificare se migliorano le emissioni in atmosfera prodotte dal forno del suddetto cementificio?»
ISEGGI Nella scuola materna statale di via Roma saranno allestiti due seggi controllati da sei incaricati per postazione, in rappresentanza dei tre gruppi in Consiglio comunale. Si può votare muniti di documento di identità.
IVOTANTI Saranno 1.842 i cittadini maggiorenni iscritti all'anagrafe aventi diritto al voto, ai quali vanno aggiunti 142 residenti all'estero. La popolazione conta poco più di 2.270 abitanti.
PROPAGANDA Nello stabilimento Lafarge Adriasebina l'azienda ha diffuso un volantino che illustra le ragioni a favore della sperimentazione. Questa sera alle 21 al ristorante «La sirena» assemblea della lista «Progetto Tavernola».

(22/06/2007)

Saturday, June 23, 2007

Camion ribaltato, illeso l'autista

Camion ribaltato, illeso l'autista

Un camion carico di ghiaia si è ribaltato questa mattina a Grassobbio, sotto il cavalcavia della Nuova Cremasca, all’altezza della rotatoria che confina con la località Padergnone di Zanica. Fortunatamente nessuna conseguenza per l’autista del mezzo pesante, appartenente a un’impresa edile della Val Seriana, che è riuscito ad uscire dall’abitacolo riportando solo lievi escoriazioni alla mano e a un braccio.

È accaduto poco dopo le 10.30. Secondo la ricostruzione, al vaglio della polizia stradale di Bergamo, il rimorchio pochi metri dopo avere imboccato la rotatoria sotto la nuova provinciale 591 si è ribaltato su un fianco trascinando con se anche la motrice.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia locale di Zanica, il servizo di manutenzione strade della Provincia che ha ripulito l’asfalto dell’olio e del gasolio fuoriuscito dal camion, e i vigili del fuoco di Bergamo che hanno sollevato il mezzo pesante. La situazione è tornata alla normalità nel primo pomeriggio.

Rottame in fiamme Paura per il fumo

Rottame in fiamme Paura per il fumo
I Vigili del fuoco: «Non ci sono pericoli per gli abitanti»


Qualche preoccupazione ma nessun pericolo concreto ieri a Bessimo di Darfo, per un incendio scoppiato nello stabilimento della ditta Pezzotti dove vengono custoditi materiali ferrosi di scarto industriale, in prevalenza trucioli e scarti di lavorazioni da tornio. Le fiamme sono divampate nella notte fra mercoledì e giovedì: l’incendio ha tenuto impegnate per circa 12 ore consecutive 2 squadre dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Boario Terme al comando del capo squadra Carlo Guarino.
Erano circa le 3.30 della notte quando l’allarme lanciato da alcuni automobilisti che percorrevano il tratto Darfo- Rogno giungeva al comando dei Vigili del Fuoco. Diceva di fiamme provenienti dalla stabilimento Pezzotti, accompagnate da colonne di fumo nero che si alzavano alte nel cielo. Sul posto di portavano subito due squadre dei Vigili del Fuoco di Darfo, una permanente e una di supporto, con due autobotti che entravano in azione cercando di abbassare con acqua e schiumogeni le fiamme e il fumo. Il successivo intervento era indirizzato allo «smassamento» del materiale che bruciava che - come ha poi spiegato il capo squadra Carlo Guarino - «erano trucioli di materiale ferroso, scarti di lavorazioni da tornio, in qualche modo intrisi di olio lubrificante».
Le nubi di fumo nero che si sono levate in cielo per tutta la mattinata e che hanno destato qualche preoccupazione nella popolazione erano le conseguenze dei getti di acqua di raffreddamento usati dai Vigili del Fuoco sul materiale incandescente.
Il lavoro è durato fino alle 14.30, quindi le due squadre dei Vigili hanno lasciato lo stabilimento. Quanto alle cause dell’incendio a prendere fuoco è stato il materiale rappresentato da residui ferrosi notevolmente surriscaldato dal sole e di olio lubrificante che, favoriti dall’aria che circolava all’interno dei trucioli ammassati, ha dato luogo a un incendio con fiamme soprattutto al centro del cumulo.
Nella zona, considerate le nubi di fumo nero che salivano alte nel cielo e il luogo da dove provenivano, si è diffuso un senso si preoccupazione per l’eventuale tossicità di quel fumo. Cosa che il capo-squadra dei Vigili del fuoco Guarino ieri escludeva del tutto. «Noi abbiamo degli strumenti che possono misurare subito sia il grado di reattività dei materiali, sia eventuali sostanze non presenti normalmente nell’aria e quando ci accorgiamo di situazioni anomale chiamiamo l’Asl o l’Arpa per eventuale supporto. Nel nostro caso non si è registrata alcuna anomalia e tutto si è svolto come un normale intervento di smassamento e di raffreddamento».
Giuseppe Cappitta

Monday, June 18, 2007

Calusco d’Adda: il nuovo ponte non si farà per ora

Calusco d’Adda: il nuovo ponte non si farà per ora
Di Vercingetorix
L’idea di realizzare un nuovo ponte sul fiume Adda che potesse sostituire il vecchio ponte in ferro della ferrovia ha almeno trent’anni. Nel 1980 fu indetto un concorso pubblico di progettazione da Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato. Il concorso fu vinto dal Consorzio Adda ’80. . Il progetto De Miranda, è rimasto nei cassetti. La soluzione prevedeva un grande arco in cemento armato gettato su un’unica grande luce di 270 metri per un costo di 42 miliardi. Ma da allora è rimasto sulla carta. Nel 1995 la Regione Lombardia si era decisa a riprendere il progetto in mano soprattutto per verificare la fattibilità e l’innesto sulla rete viaria. Era intervenuto anche il Ministero dei Beni Ambientali per valutare l’impatto ambientale dell’opera. e le Ferrovie che devono dare il loro parere. In ogni caso si sa solo che il nuovo ponte passerà 150 metri più a sud dell’attuale. L’accesso al ponte sarebbe stato possibile dalla nuova tangenziale sud di Calusco attualmente in progetto, dove c’è la rotatoria.
Abbiamo voluto verificare lo stato dell’arte contatattando il settore viabilità sia della Regione Lombardia che della provincia di Bergamo. Alla Regione Lombardia il responsabile dei collegamenti sull’Adda ha comunicato che al momento sono in fase di realizzazione solo il ponte di Sala di Calolziocorte e sono in fase si studio (che viene prima della progettazione) il ponete per la futura pedemontana che dovrebbe passare all’altezza di Bottanuco all’incirca, e il futurissimo ponte della Bre-Be-Mi. Per il resto niente è previsto. Lo stesso dicono in Provincia dove confermano siano stati fatti dei progetti, ma nessuno è stato preso in considerazione. Pertanto niente al momento. Se domani decidessero di mettere mano al progetto di un nuovo ponte, passerebbero dei lustri prima di vederlo finanziato e realizzato. Per cui mettiamoci comodi sapendo che per almeno 20 anni non vi sarà alcuna alternativa.
Però è anche impensabile che sua una vitale via di comunicazione tra est ed ovest , tra Bergamo e la Brianza, il traffico deva svolgersi solo a senso alternato regolato da semaforo (che è di proprietà della Provincia di Lecco) con divieto di transito per mezzi più larghi di 2,20 e 3,5 tonnellate di peso. Ma si può pensare a una soluzione alternativa, almeno per il traffico leggero. In questo momento il ponte San Michele sopporta sia il peso dei mezzi che viaggiano in un senso che in contemporanea il peso del treno (locomotore con carrozze). Visto che sopporta i due pesi si potrebbe pensare a auna soluzione nella quale il ponte stradale è aperto in entrambi i sensi di marcia per i veicoli fino a tre tonnellate, tranne che quando passa il treno, e allora scatta il semaforo in modo da evitare che il peso del terreno si sommi a quello del traffico stradale. Basterebbe poco per sistemare la carreggiata e allargarla, rimuovere i gard rail e pensare a una soluzione alternativa per il traffico pedonale e ciclabile (per esempio una passerella aggiuntiva esterna).

Calusco: debutto tra le incompatibilità


Calusco: debutto tra le incompatibilità



Eco di Bergamo 16 giugno 2007

Ha esordito risolvendo alcuni casi di incompatibilità, di fronte a un pubblico numeroso nella sala consiliare, la nuova Amministrazione comunale di Calusco guidata dal sindaco Roberto Colleoni, eletto con la lista civica «Per Calusco» nella tornata elettorale del 27 e 28 maggio. Colleoni ha ottenuto il 68,6% di voti, mettendo in minoranza il gruppo di «Lineacomune», per dodici anni al governo.
Giuseppe Pippo Bolis, che aveva avuto 79 preferenze ed era tra gli eletti in Consiglio, ha rinunciato al suo posto facendo subentrare il primo dei non eletti, Francesco Danilo Riva, che aveva avuto 62 preferenze. Pippo Bolis con le sue dimissioni dal Consiglio può così mantenere la presidenza della Polisportiva Caluschese, mentre ha dovuto lasciare la vicepresidenza nella stessa associazione, per incompatibilità con la nuova carica di assessore, Michele Oriele Locatelli. Durante l'esame degli eletti alla carica di consigliere, la capogruppo di minoranza di «Lineacomune», Michela Viscardi, ha informato il segretario comunale Filippo Paradiso dell'incompatibilità di alcuni consiglieri. Oltre a Michele Oriele Locatelli, anche Francesco Danilo Riva, presidente dell'Age locale, ha dato le dimissioni da questa carica assumendo la nuova di assessore. Per un altro neoassessore, Massimo Cocchi, amministratore delegato dell'impresa Vitali Spa, società che aveva vinto un appalto di lavori del Comune di Calusco, l'incompatibilità è venuta meno con la rescissione del contratto in questione.
Al termine di questi chiarimenti si è proceduto alla votazione, avvenuta all'unanimità. Il sindaco Colleoni ha quindi prestato giuramento, annunciando la nuova formazione di governo. La Giunta è così composta: il sindaco si occuperà anche di Urbanistica e Personale; Leopoldo Giannelli, vicesindaco e assessore alla Protezione civile; Enrico Salomoni è a capo degli assessorati all'Ambiente, Ecologia, Manutenzione verde pubblico e Sicurezza; Francesco Danilo Riva ai Servizi sociali e all'Istruzione; Michele Oriele Locatelli al Bilancio e tributi, Sport e tempo libero e Rapporti con le associazioni; Antonella Bonacina, alle Attività produttive, artigianato e commercio, e Rapporti istituzionali con enti, aziende e istituzioni a livello sovraccomunale; Massimo Cocchi, alla Cultura e spettacolo, Biblioteca, Marketing, Ufficio pubbliche relazioni, e Sviluppo del territorio, Viabilità e trasporti.
Il sindaco, che per tutta la durata del Consiglio ha vestito la fascia tricolore, ha esposto le linee programmatiche dei prossimi cinque anni: «Il rapporto tra i cittadini e l'amministrazione sarà improntato all'ascolto, per fornire tutte le possibili risposte ai bisogni, alla semplificazione delle pratiche burocratiche in tutti i settori e alla chiarezza e trasparenza in ogni atto amministrativo».
Nelle linee programmatiche, queste le novità: una consulta giovanile; programmazione di un nuovo polo scolastico; revisione albo delle associazioni; realizzazione di un calendario unico delle iniziative e riscoperta delle tradizioni locali; maggior sicurezza con l'utilizzo di nuovi strumenti tecnologici; censimento e manutenzione programmata delle opere pubbliche esistenti, e semplificazione dei regolamenti edilizi; sportello unico per le imprese.
Viscardi, dopo aver dichiarato che «Lineacomune» avrebbe votato contro le linee programmatiche, ha concluso: «Si apre ora per noi un ciclo inedito, ma non meno nobile, quello di opposizione: svolgeremo con coerenza il ruolo di controllori democratici».
Angelo Monzani

Friday, June 15, 2007

Calusco d’Adda: ottimi propositi di Colleoni al primo consiglio comunale

giovedì, 14 giugno 2007
Calusco d’Adda: ottimi propositi di Colleoni al primo consiglio comunale
Di Vercingetorix
L’eccitazione dell’evento ha fatto sì che il primo consiglio comunale dell’amministrazione Roberto Colleoni di Calusco d’Adda (poco più di un’ora e mezzo fa) sia iniziato addirittura un paio di minuti prima delle nove. Pubblico delle grandi occasioni, circa un centinaio di persone, molti in piedi. Nonostante la pioggerellina, caldo afoso e fogli di programma usati come ventaglio. Primo colpo di scena il consigliere eletto Giuseppe Bolis della lista Per Calusco della maggioranza ha rassegnato le dimissioni e viene surrogato da Francesco Danilo Riva primo dei non eletti. Verifica dell’eleggibilità dei consiglieri. Il capogruppo della minoranza Viscardi solleva il problema del conflitto di interessi per i consiglieri Massimo Cocchi che è amministratore della Vitali spa azienda che ha vinto un appalto per lavori pubblici a Calusco, per Oriele Locatelli che è membro della polisportiva e per Danilo Riva pure membro di associazione sportiva. Il Sindaco Colleoni comunica che Locatelli e Riva si sono dimessi dalle cariche nelle associazioni, mentre per Cocchi non ci sono più conflitti perché l’appalto con la ditta Vitali è stato risolto per inadempienza. Approvazione consiglio. Giuramento del sindaco. Applausi. Comunicazione della giunta. Vice sindaco e assessore alla protezione civile: Leopoldo Giannelli
Assessore all’ambiente e all’ecologia e sicurezza: Enrico Salomoni. Assessore servizi sociali e istruzione: Danilo Riva. Assessore bilancio e tributi: Oriele Locatelli. Assessore attività produttive, commercio e rapporti con istituzioni: Antonella Bonacina. Assessore cultura, spettacolo, biblioteca, rapporti con il pubblico, viabilità e trasporti : Massimo Cocchi.
Due deleghe ai consiglieri Mauro Ripamonti per il controllo di gestione, e Alessandro Bonacina per i lavori pubblici.
Elezione delle commissioni elettorali, pura formalità.
Poi il programma, che per la verità il neo sindaco ha letto da un foglio scritto e abbastanza stentatamente. Punti fondamentali: il cittadino al centro, semplificazione del sistema burocratico, chiarezza e trasparenza. Piano economico per uno sviluppo sostenibile e istruzione sostenibile. Sicurezza e controllo del territorio “il cittadino non deve avere paura”. Istituzione di una consulta giovanile. Revisione albo associazioni. Nuovo polo scolastico. Valorizzazione dello sport. Recupero delle tradizioni locali con confronto multiculturale. Ambiente sano e pulito per tutti (vedremo come si mette con Italcementi). Urbanizzazione armonica, attenzione all’estetica, alloggi di edilizia convenzionata per giovani coppie, consumo oculato del territorio e conservazione. La famiglia come entità al centro del programma e come valore fondamentale. Per le imprese sportello unico, semplificazioni con revisione dei regolamenti comunali.
La minoranza attraverso Viscardi ha saputo solo dire che il programma era vago e che forse gli impegni professionali del neo sindaco non lo aiuteranno nello svolgimento dei compiti (e se fosse stata eletta Viscardi i suoi impegni professionali e la sua famiglia dove li metteva?). Bel discorso del neo Sindaco (seppure pronunciato senza alcuna foga, ma si può capire l’emozione del neofita) largamente condivisibile (specie per i temi della centralità del cittadino e della trasparenza e la gestione del territorio) da molti (destra e sinistra), resta da vedere se verrà attuato. In ogni caso auguri di buon lavoro.
PS. Se possiamo dare un consiglio al neo sindaco riguardo all'efficienza e alla trasparenza, sarebbe bene che il sito internet del comune di Calusco d'Adda fosse sempre aggioranto: al momento viene ancora riportata la composizione del consiglio e della giunta della precedente legislatura.

Thursday, June 14, 2007

Monte Canto: quando ripristineranno l’acqua?

giovedì, 14 giugno 2007
Monte Canto: quando ripristineranno l’acqua?Di Vercingetorix
Qualcuno ricorderà che tempo addietro avevamo affrontato il problema dell’acqua sparita dalle sorgenti sul Monte Canto (ne avevamo scritto qui). La sintesi è questa: Italcementi realizza il tunnel sotto il Monte Canto e contestualmente le sorgenti vanno in asciutta. Indagini, un balletto per stabilire le cause (che sono fin troppo evidenti), e alla fine si decide che Italcementi – attraverso un contributo da erogare al PLIS del Monte Canto e del Bedesco - deve ripristinare le sorgenti costruendo un pozzo piezometrico che riporterà in quota l’acqua delle falde (la cosa è ufficializzata in un documento pubblicato dalla Provincia di Bergamo qui). Come sempre nelle faccende pubbliche si dice “si farà”, quando e come non è dato di sapere. Anzi molto spesso si tende a tergiversare il più possibile in modo che quei pochi cittadini a conoscenza del problema se ne dimentichino e tutto finisce nel nulla.
Un cittadino però si è preso la briga di chiedere informazioni al PLIS del Monte Canto e del Bedesco che dovrebbe ricevere un contributo da Italcementi per realizzare il pozzo piezometrico. E allora chiede al PLIS quando, dove e come verrà realizzato il pozzo piezometrico. Il PLIS dice di non sapere niente e rimanda il richiedente a un tavolo tecnico istituito dalla Provincia. Il cittadino contatta uno dei funzionari del tavolo tecnico, il quale dice che il tavolo è chiuso da tempo, è giunto alle sue conclusioni che sono appunto quelle pubblicate sul sito della Provincia. Il cittadino ha la sensazione di essere capitato un’altra volta in un girone infernale della macchina burocratica dove il gioco è quello di fare passare il cittadino da un ufficio all’altro senza dare alcuna informazione.
Ricordate l’imbarazzate vicenda che guarda caso vede coinvolta sempre Italcementi (vedi qui) per lo smantellamento della teleferica? Il cittadino dapprima protesta con Il PLIS, perché l’ente non può non sapere, e chiede al presidente cosa ci stia fare il PLIS del Monte Canto e del Bedesco se non sa nemmeno cose di sua competenza che già sono state pubblicate. In secondo luogo inoltra un esposto all’ARPA (Agenzia Regionale Protezione dell’Ambiente) perché verifichino la regolarità della situazione delle acque sul Monte Canto (e qui invece la macchina funziona perché dopo pochi giorni il cittadino viene contattato da un funzionario che chiede ragguagli e promette risposte in tempi ragionevoli dopo un’accurata indagine). Dopo il cittadino si informa sul posto e scopre che qualcuno del PLIS (che evidentemente non è il suo presidente) sta cercando di risolvere il problema del pozzo piezometrico. Tra le tante cose c’è un piccolo problema: il tunnel passa a decine di metri di profondità, ma un eventuale pozzo piezometrico deve affiorare in superficie, superficie che è di proprietà privata e al momento nessuno sembra sia disposto a cedere il terreno a Italcementi.

Wednesday, June 13, 2007

Inquinamento record

Inquinamento record

Il nord Italia è famoso per la moda, il cibo, la Fiat. Ma
può vantare un'altra, meno nobile, caratteristica: ospita
le città più inquinate d'Europa. A metà maggio Milano aveva
già superato i limiti stabiliti dall'Unione europea e
dall'Organizzazione mondiale della sanità per 80 giorni.
L'anno scorso non era andata meglio. Alla fine di marzo
Milano poteva contare 64 gioni in cui i limiti erano stati
superati, Torino 77, Bologna 51 e Venezia 49. Mentre gli
altri paesi più inquinati d'Europa – Germania e Polonia –
hanno cominciato a ridurre le emissioni nel 1990, in Italia
sono aumentate. La Commissione europea ha giudicato
inadeguato il piano italiano per la riduzione delle
emissioni: se non sarà migliorato, l'Italia sarà multata
per miliardi di euro.

The New York Times, Stati Uniti [in inglese]

http://www.nytimes.com/2007/06/12/world/europe/12milan.html?_r=2&hp&oref=slogin&oref=slogin

Parents and Health Experts Try to Ease Italy’s Pollution

MILAN — This part of northern Italy is renowned for fashion, food, Fiat. But now it has another, less welcome claim to fame: the cities here have the worst air pollution in Europe.

By mid-May, Milan had already exceeded European Union and World Health Organization limits for particle pollution in the air on 80 days. Last year was bad, too. By the end of March, Milan had 64 such days, Turin had 77, Bologna 51 and Venice 49.

Particulate pollution is tied to heart disease and respiratory ailments like asthma, and poor lung development in children.

While Europe’s other big polluters — Germany and Poland — have reduced emissions since 1990, Italy’s emissions have increased. This year, the European Commission deemed Italy’s plan for emission reduction to be inadequate, and the country faces billions of euros in fines unless it corrects the problem.

And so, when a coalition of parents and scientists fitted teenagers with portable monitors that measure ultrafine particles last November, it was no big surprise that the results were often harrowing. Tommaso Abbate, 16, found that the pollution levels at night in his living room were “really high” — 200 micrograms per cubic meter at one point. His home is along a busy thoroughfare, he said, and “we always open the windows.”

During his 24 hours wearing the monitor, his average exposure was 127 micrograms per cubic meter. The World Health Organization says a safe target for such particles is 10 micrograms per cubic meter.

“We’re not warriors, we don’t want to fight, we want to cooperate,” said Anna Gerometta, president of Genitori Antismog (Parents Against Pollution), who organized the monitoring program. “But we want people to rebel and politicians to pay attention. This is really bad for health.”

All across Europe, cities are facing air pollution levels that medical research has shown harm health, and that routinely breach World Health Organization guidelines for particulate pollution. “Many countries are distant, in some cases very distant, from that level,” said Roberto Bertollini, director of the health organization’s European Center for Environment and Health. “We have a lot of countries where the value is at least double our guidelines.”

A vast majority of particulate pollution is caused by traffic and traffic jams, which are a growing problem in most European cities.

Politicians face competing pressures. On one hand, doctors and citizens’ groups are advocating binding standards; on the other, industries and businesses argue for greater leeway to foster economic development.

In recognition of those pressures and of the high cost of cleaning the air, particularly in new member states, two years ago the European Union proposed a target for small particles, called PM 2.5, of 25 micrograms per cubic meter.

This is well above the 10 that the World Health Organization recommends, or the level of 15 that is the standard in the United States.

Many doctors’ groups are bitter about the decision. “In Europe we feel the limits are now set too high, and countries can ignore them — which is really, really dangerous,” said Dr. Isabella Annesi-Maesano, a researcher at Inserm, an institute for health and medical research in Paris, and an official at the European Pulmonary Society, whose research shows that even a tiny increase in the smallest particles causes asthma.

Both Dr. Annesi-Maesano and Dr. Bertollini said that in Europe, where carmakers were a powerful economic engine, the auto industry had lobbied hard against stricter limits. “In a country with Renault and Citroën, I’ve learned that you can’t say cars are a problem,” Dr. Annesi-Maesano said.

Particulate pollution is measured in two ways.

One is PM 10, the longstanding standard, which measures small to medium-size particles. The other is PM 2.5, which measures only the tiniest or “ultrafine” particles that are most closely tied to human illness, according to new research.

Politicians in Milan say they are making slow progress. “We’ve had some victories,” said Roberto Formigoni, president of the Lombardy region, which encompasses Milan, noting that ozone and benzene levels have sharply dropped in the past decade. But he conceded that reducing small particles had been difficult.

“We’ve reduced them 10 percent in 10 years, but they’re still well above E.U. standards,” he said.
Many air pollutants, like sulfur dioxide and benzene, have significantly dropped throughout Europe, the World Health Organization says, a victory gained through cleaner fuels and cars. At the same time, particulate matter has emerged as a stubborn holdout.

“That is very hard to get down more because of the way we live,” Dr. Bertollini said. “Increased traffic, particularly slow-moving traffic, has counteracted gains in engine efficiency. And we can’t expect to change in the type of pollution with engineering, since particulate matter has much more to do with our use of cars, and our nonuse of public transportation.”

Slow city driving is as highly polluting in this regard, as are diesel engines. In Milan, 50 to 60 percent of particulate pollution comes from transportation sources, Mr. Formigoni said. According to W.H.O. figures, PM 10 caused an average of 8,220 deaths a year in Italy from 2002 to 2004. No part of Europe is meeting the W.H.O. 10 milligram standard for ultrafine particles. For 2006, Milan’s average was 38, and there are times with readings in the 150 to 200 range, Dr. Bertollini said.

Athens averages about 25, Warsaw 34, Turin 41 and Vienna 24. At the lower end, cities are still well above the standard; Paris and London measure 16, and Lisbon 19.

In a study released last year, scientists estimated that 22,000 fewer people would die annually across 26 European cities if these small particles were cut to the level suggested by the World Health Organization.

Here in Milan, officials have begun a number of programs to reduce emissions, though critics say they have not moved nearly forcefully enough. On July 1, the city will replace 2,000 old buses with more efficient models. There are car-free Sundays. City officials are installing more efficient heating systems.

“We have a particularly difficult situation here,” Mr. Formigoni said. “We have a dense population, lots of industrial activity, traffic, a rich population — and we are surrounded by mountains so there is little ventilation.”

He said that “the only city that compares” with Milan in its pollution woes was Los Angeles.

But there, too, the problem is not just geography. Public transport is limited and inefficient. And everyone wants a car.

“We’ve also campaigned for less-polluting cars, but no one is willing to give up their cars in Italy,” said Mr. Formigoni, who gave his staff members bicycles for Christmas. “It’s impossible for the Italian mentality, and it will take at least 20 years to move in this direction.”

As a backstop, the Italian government offers tax incentives for buying conventional cars with cleaner engines. But that has not discouraged car use. To the contrary: the incentives have meant more new car purchases than in any other part of Europe, rising 9 percent a month.

Emile De Saeger, a scientist at the European Commission’s joint research center in Ispra, Italy, who analyzed the students’ data, said part of the lesson was that bike paths and playgrounds should be separated from traffic thoroughfares. The children’s monitors showed that their actual exposure to small particles was often higher than that gauged at monitoring stations.

Parents Against Pollution would like to see free public transport for children, charges for cars entering the center, bike lanes and special lanes for buses. “How can you expect people to take the bus if it’s always stuck in traffic?” said Ms. Gerometta, president of the group.

Friday, June 08, 2007

Scoppia essicatore, allarme nube tossica

Scoppia essicatore, allarme nube tossica
Albano Sant’Alessandro (Bg), incidente nell’azienda chimica Acs Dobfar che produce medicinali

Flavia Mazza
--------------------------------------------------------------------------------
Albano Sant’Alessandro (Bg) - Tre vigili del fuoco in pronto soccorso dell'ospedale di Seriate per bruciori alla pelle e agli occhi ma anche un dipendente dell’azienda colto da malore. Tutti sottoposti a trattamento di disintossicazione: ecco il bilancio delle conseguenze di una nube irritante sprigionatasi ieri mattina per la rottura di un macchinario all'interno dell’azienda chimica Acs Dobfar di via Nazionale a Albano Sant’Alessandro, nel Bergamasco, stabilimento che produce medicinali.
Immediate le corse, sul posto, di vigili del fuoco, forze dell’ordine, Asl e protezione civile, allertati dal sindaco leghista Dario Odelli che ha supportato anche la redazione di comunicati alla popolazione, diramati con cadenza fissa; qualche ora più tardi si è saputo che la sostanza incriminata, causa della nube, era il beso, usato per comporre antibiotico nella catena di produzione di uno dei due reparti della Acs Dobfar. Il componente era contenuto sotto forma di cristalli in un essiccatore che all'improvviso è esploso causando anche un principio di incendio. Poi si è sprigionato un fumo giallo che ha invaso prima il reparto e poi l’esterno dell’edificio, tanto che si è reso necessario sfollare anche i 70 dipendenti. In via precauzionale sono state evacuate tutte le scuole di Albano e alcune di quelle dei paesi confinanti: San Paolo d’Argon, Torre de’ Roveri e Seriate.
Ha molto da dire, in proposito, il sindaco del Carroccio, che spiega, senza mezzi termini: «La verità è che conviviamo malissimo da anni con questo insediamento. È da tempo che noi registriamo il malcontento dei nostri concittadini. E, adesso, cogliamo l'occasione per dire che quella di questa azienda non è una presenza gradita sul nostro territorio. I residenti lamentano da mesi rumori e inquinamento olfattivi. L’azienda respinge le accuse ma noi crediamo alla nostra gente quando ci spiega che i miasmi, dopo attente osservazioni, sembrano arrivare da lì. Questa azienda, tra l’altro, si trova a brevissima distanza da insediamenti abitativi».
Per questi motivi il sindaco non ha perso tempo ieri: in mattinata ha chiesto alla prefettura che venga fissata a breve una riunione con i vertici aziendali della società. E il prefetto Federico Cono, dopo essersi complimentato con il sindaco per l’efficace gestione in emergenza, ha spiegato che la riunione si farà non appena arriveranno i risultati delle analisi di oggi dalla Asl.
Intanto dal Comune si raccomanda di lavare con accuratezza frutta e verdura provenienti dagli orti mentre la Asl ha reso noto già ieri pomeriggio: «Allo stato attuale delle informazioni ricevute sulla natura delle sostanze liberate, sentito anche il Centro Antiveleni degli Ospedali Riuniti di Bergamo, si può affermare che l'unico rischio per la popolazione sia stato l’irritazione delle mucose delle vie respiratorie e delle mucose oculari. L’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) sta comunque approfondendo il caso con indagini ambientali mirate».

Thursday, June 07, 2007

Bergamo: Esplosione in azienda chimica, rientra l’allarme

Bergamo: Esplosione in azienda chimica, rientra l’allarme
6 giugno 2007 alle 16:29 — Fonte: repubblica.it voti— 0 commenti
Si sta dissolvendo la nube alzatasi questa mattina sulla zona est dell’hinterland di Bergamo in seguito a un’esplosione avvenuta in un’azienda chimica di Albano Sant’Alessandro.

L’Asl di Bergamo ha emesso un comunicato in cui spiega che “l’unico rischio per la popolazione è stato l’irritazione delle mucose delle vie respiratorie e delle mucose oculari. Al momento il problema è in rapida risoluzione. L’emergenza può ritenersi in fase di chiusura sia sul fronte interno della Ditta che per la popolazione. L’Arpa sta comunque approfondendo ulteriormente con indagini ambientali mirate”. La nube è stata sprigionata da un prodotto utilizzato per la preparazione degli antibiotici, irritante per pelle, occhi e gola. Per il momento non si segnalano casi di grave intossicazione, ma per precauzione tutti i bambini delle scuole materne, elementari e medie di Albano Sant’Alessandro e di Torre dé Roveri sono stati caricati sugli autobus della ditta che cura il servizio di trasporto scolastico e portati nel deposito della ditta stessa a Scanzorosciate, dove resteranno per precauzione fino al termine dell’orario scolastico.

Albano S.A., esplosione in azienda chimica: paura per nube tossica

Albano S.A., esplosione in azienda chimica: paura per nube tossica
Inviato da Val il 6/6/2007 15:37:54 ( )
Una nube tossica si è sprigionata sulla provincia di Bergamo in seguito ad un esplosione avvenuta all’interno dell’azienda chimica Acs Dobfar di Albano Sant’ Alessandro.

Per precauzione, le scuole di Albano e Torre de’ Roveri sono state chiude ed i bambini evacuati verso le proprie abitazioni, con l’utilizzo di scuolabus e prelievi diretti dei genitori. L’esplosione, ed il conseguente incendio verificatosi all’interno di un reparto, hanno diffuso nell’aria una forte concentrazione di un prodotto utilizzato per la preparazione di antibiotici. Gli operai della fabbrica sono stati prontamente soccorsi e quando necessario, disintossicati dalla sostanza. La Prefettura di Bergamo ha fatto sapere che la nube tossica ha “coinvolto il comune di Seriate ma non ha interessato il territorio del Comune di Bergamo. Pertanto, non vi è nessuno stato di emergenza”. In caso di bruciore oculare “la Prefettura ha dato indicazioni di sciacquarli solamente con acqua”. In via cautelativa, le scuole cittadine sono invitate a “non effettuare ricreazione all’esterno”. Indagini sull’accaduto sono in corso: risultano ancora ignote le cause dell’esplosione. La nube tossica sarebbe, ad ogni modo, in via di dissoluzione.

La Galleria Outlet Center di Albano Sant’Alessandro – Bergamo – ha ospitato circa 35 persone durante l’esplosione della nube tossica emessa da un’azienda chimica dell’hinterland bergamasco. Per circa due ore gli intossicati si sono rifugiati nel Centro Commerciale e hanno potuto approfittare dell’assistenza del personale medico e delle strutture predisposte dalla direzione dell’Outlet di Albano Sant’Alessandro per fronteggiare l’emergenza. “Siamo a disposizione della comunità – ha dichiarato il direttore della Galleria Stefano Giorgi – con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione e faremo tutto il possible per dare l’assistenza necessaria a tutti quelli che necessitano il nostro supporto”.

Albano, nube irritante da un'azienda

Albano, nube irritante da un'azienda
Tanta paura, scuole evacuate: poi l'allarme rientra


Tre vigili del fuoco portati al pronto soccorso dell'ospedale di Seriate per bruciori alla pelle e agli occhi, un dipendente dell'azienda colto da malore: tutti sono stati dimessi dopo i controlli dei medici. Sono queste, fortunatamente, le uniche conseguenze della nube che, a causa della rottura di un macchinario, si è sprigionata questa mattina poco dopo le 9,30 dalla Acs Dobfar di via Nazionale ad Albano Sant'Alessandro, azienda che produce medicinali.




La sostanza che ha causato la nube è il beso: era utilizzata per comporre antibiotico nella catena di produzione di uno dei due reparti della Acs Dobfar. Si trovava sotto forma di cristalli in un essicatore che all'improvviso, per cause al momento ancora non chiare, è esploso, causando anche un principio di incendio. Il beso è uscito sotto forma di gas, provocando un fumo bianco-giallastro: prima ha invaso il reparto, poi ha raggiunto l'esterno.

L'allarme è scattato subito, e i primi ad arrivare sul posto sono stati gli agenti della


polizia locale del Consorzio dei Colli, che ha sede poco distante dalla Acs Dobfar. Sono stati loro a far intervenire i vigili del fuoco: i primi tre pompieri che sono entrati nei reparti sono quelli poi portati al pronto soccorso. Nel frattempo i circa 70 dipendenti dell'azienda erano usciti all'esterno, secondo il piano di emergenza.




L'allarme è rimbalzato in tutta l'area e in via precauzionale sono state evacuate tutte le scuole di Albano e alcune di quelle dei paesi confinanti: San Paolo d'Argon, Torre de' Roveri e Seriate. Anche perché a causa del vento la nube aveva cominciato a spostarsi.






Sul posto sono accorsi carabinieri, polizia, l'Asl, l'Arpa, i soccorritori del 118, oltre al sindaco di Albano. Le forti preoccupazioni iniziali - che avevano portato anche alla chiusura di via Nazionale, nei pressi della Acs Dobfar - fortunatamente nel corso della mattinata, dopo le analisi e gli acceretamenti, sono rientrate.

Fotografie di Yuri Colleoni

IL COMUNICATO DELL'ASL
L’incendio verificatosi questa mattina presso la ditta ACS Dobfar di Albano S. Alessandro è stato prontamente domato. Allo stato attuale delle informazioni ricevute fino ad ora, sulla natura delle sostanze liberate , sentito il PCA ( Posto di Comando avanzato formato da VVF, Polizia locale, ARPA ed ASL) sentito il Centro Antiveleni degli Ospedali Riuniti di Bergamo si può affermare che l’unico rischio per la popolazione sia stato l’irritazione delle mucose delle vie respiratorie e delle mucose oculari. Al momento il problema è in rapida risoluzione. L’emergenza può ritenersi in fase di chiusura sia sul fronte interno della Ditta che per la popolazione. L’Arpa sta comunque approfondendo ulteriormente con indagini ambientali mirate.

(06/06/2007)

Bergamo: Esplosione in azienda chimica con nube tossica

Bergamo: Esplosione in azienda chimica con nube tossica
6 giugno 2007 alle 12:29 — Fonte: repubblica.it voti— 1 commento
Un’esplosione all’interno di un’azienda chimica ha scatenato la paura tra i paesi dell’hinterland di Bergamo.

L’esplosione è avvenuta per cause ancora da chiarire alle 9,30 di stamattina all’interno della Acs Dopfar di Albano Sant’Alessandro. Lo scoppio ha provocato un’incendio e l’alzarsi di una vasta nube che si è allargata ai paesi vicini. Scattato l’allarme, è stato subito deciso di evacuare le scuole di Albano, Torre dé Roveri e dei paesi vicini. La Protezione Civile invita la popolazione a rimanere in casa. Nella zona sono giunti in massa gli automezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine.

Bergamo: esplosione in azienda chimica, nube e allarme

06 giu 12:22
Bergamo: esplosione in azienda chimica, nube e allarme
BERGAMO - Un'esplosione in un'azienda chimica ha messo in allarme i residenti nell'hinterland di Bergamo. L'Arpa sta verificando se la nube che si e' sprigionata sia tossica. L'incidente e' avvenuto all'Acs Dopfar di Albano Sant'Alessandro. Le scuole di Albano, Torre de' Roveri e dei paesi vicini sono state evacuate. La Protezione civile ha invitato la popolazione a stare in casa. Molti i mezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine presenti in zona. (Agr)

06/06/2007 BERGAMO, ESPLOSIONE IN AZIENDA CHIMICA: PAURA PER NUBE

06/06/2007 BERGAMO, ESPLOSIONE IN AZIENDA CHIMICA: PAURA PER NUBE

(AGENZIA GRT) Paura nei paesi dell'hinterland di Bergamo, dopo un'esplosione verificatasi all'interno dell'azienda chimica Acs Dopfar di Albano Sant'Alessandro. La deflagrazione, avvenuta per cause da chiarire, ha provocato un'incendio e una vasta nube che si é allargata ai paesi vicini. Scattato l'allarme, é stato subito deciso di evacuare le scuole vicine e la Protezione Civile ha invitato la popolazione a rimanere in casa.

BERGAMO: ESPLOSIONE IN AZIENDA CHIMICA

Bergamo, 12:24
BERGAMO: ESPLOSIONE IN AZIENDA CHIMICA CON NUBE TOSSICA
Un'esplosione all'interno di un'azienda chimica ha scatenato la paura tra i paesi dell'hinterland di Bergamo. L'esplosione e' avvenuta per cause ancora da chiarire alle 9,30 di stamattina all'interno della Acs Dopfar di Albano Sant'Alessandro. Lo scoppio ha provocato un'incendio e l'alzarsi di una vasta nube che si e' allargata ai paesi vicini. Scattato l'allarme, e' stato subito deciso di evacuare le scuole di Albano, Torre de' Roveri e dei paesi vicini. La Protezione Civile invita la popolazione a rimanere in casa. Nella zona sono giunti in massa gli automezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine.

Esplosione ad Albano S. A.

Esplosione ad Albano S. A.
Evacuate tutte le scuole
E' allarme ad Albano Sant'Alessandro per una nube irritante spigionatasi in seguito ad una esplosione verificatasi all'interno di un'azienda chimica. In via precauzionale sono state sgomberate le scuole di Albano e Torre de' Roveri. Nella zona sono giunti in massa gli automezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine. L'esplosione, per cause ancora tutte da chiarire, è accaduta alle 9,30 alla Acs Dobfar di Albano. Qualche istante dopo si sono sviluppati l'incendio e una vasta nube che si è allargata ai paesi vicini.

Secondo le prime notizie la nube sarebbe stata sprigionata da un prodotto utilizzato per la preparazione degli antibiotici, irritante per pelle, occhi e gola. Non si segnalano comunque casi di grave intossicazione. Tutti coloro che sono venuti a contatto con il prodotto sono stati già sottoposti a un trattamento disintossicante nel punto medico allestito nei pressi dell'azienda. I 35 dipendenti presenti in fabbrica sono stati fatti allontanare, così come i circa 500 alunni delle scuole elementari e medie del paese, prelevati dai genitori o accompagnati ai bus che effettuano il trasporto scolastico. La nube sarebbe comunque in via di dissolvimento.

Tuesday, May 29, 2007

Roberto Colleoni della lista ``Per Calusco``, eletto sindaco

Roberto Colleoni della lista
``Per Calusco``, eletto sindaco





Roberto Colleoni

Roberto Colleoni, della lista civica “Per Calusco”, è il nuovo sindaco del paese. Lo ha scelto l’elettorato attribuendogli il 68.65% dei voti (3.116) e preferendolo a Michela Viscardi della lista civica “Linea Comune”. Il risultato è arrivato dallo spoglio delle schede nei 16 seggi dove si sono contate 47 schede bianche e 100 nulle. I votanti in totale sono stati 4.686 su un corpo elettorale di 6.530.



Calusco volta pagina e sceglie Colleoni


Eco di Bergamo 29 maggio 07


I cittadini di Calusco d'Adda hanno voluto dare un chiaro segnale di cambiamento al governo del territorio con il voto espresso in questa tornata elettorale, bocciando sonoramente la lista di «Lineacomune» di Michela Viscardi e preferendo la nuova lista «Per Calusco» di Roberto Colleoni. I risultati emersi parlano chiaro: il 68,65% dei cittadini hanno votato per Colleoni, mentre solo il 31,35% era per la continuità. Così dopo anni di governo di centrosinistra, ancor prima della costituzione del gruppo di «Lineacomune» avvenuta verso il 1994 con Domenico Colleoni, Calusco gira pagina e premia la coalizione di centrodestra (Lega Nord e Forza Italia), anche se il neo sindaco Roberto Colleoni precisa che «la lista “Per Calusco" è civica e formata da donne e uomini di buona volontà, delle età più disparate e con esperienze professionali diverse, unite dal desiderio di impegnarsi per il bene di Calusco». «È la vittoria di squadra e dei cittadini che hanno creduto che è possibile cambiare – ha detto ancora il nuovo sindaco – e ora abbiamo la responsabilità di guidare il paese: sapremo farlo perché questa squadra è composta da persone capaci. Sono contentissimo di questo risultato che ci sprona a perseguire quel cambio da noi annunciato in campagna elettorale. La gente vuole che si cambi e noi lo faremo. Ciò che è stato fatto finora dall'attuale Amministrazione non andava bene. Noi siamo arrivati al cuore della gente che ha capito, dandoci fiducia: sarà nostro dovere non deluderla in questi cinque anni. La nostra squadra non è formata da politici ma abbiamo figure professionali competenti che provengono dal mondo del volontariato e dell'associazionismo». Roberto Colleoni, 48 anni, medico specialista in ostetricia e ginecologia all'ospedale «Valduce» di Como, coniugato con Tiziana e padre di Francesca, Umberto e Tommaso, è rimasto al lavoro fino alle 15: «Ho operato, e poi sono rientrato a Calusco per essere presente al momento dei risultati». Verso le 17, quando cinque sezioni erano state già scrutinate e tutte davano Roberto Colleoni vincente, l'atmosfera per i candidati e i sostenitori della lista «Per Calusco» era già euforica. La certezza matematica della vittoria è venuta man mano che si aprivano le schede dell'ultima sezione.
All'interno delle scuole elementari, dove erano stati allestiti i seggi, il candidato della lista «Per Calusco» Massimo Cocchi aveva con sé il computer portatile e segnava ogni voto scrutinato. Quando la vittoria è stata certa, ha telefonato al neo sindaco invitandolo a presentarsi. Colleoni è stato accolto sulla soglia delle scuole da un'ovazione di gioia e tripudio, seguita da un caloroso applauso. Quindi abbracci e strette di mano a tutti i presenti che si sono complimentati con lui. Un sostenitore gli ha messo nelle mani una bottiglia di spumante magnum – come la vittoria, ha commentato qualcuno – e offerto il brindisi augurale a tutti. «Non abbiamo pensato a chi ricoprirà i vari assessorati – ha riferito il neo primo cittadino di Calusco –. Ma saranno sei e in Giunta municipale ci saranno anche esponenti della Lega Nord e di Forza Italia. In questa campagna elettorale tutti si sono impegnati e la loro presenza nel governo del paese sarà di aiuto».
Il segretario della Lega Nord di Calusco d'Adda, Roberto Locatelli, si è detto contento di questo successo che porta per la prima volta nella storia la Lega Nord sui banchi di maggioranza del Consiglio comunale: «Lavoreremo sul progetto condiviso e le scelte fatte». Il neo sindaco quindi si è recato in municipio a salutare i dipendenti e si è presentato al segretario comunale Filippo Paradiso. Alle 19 il presidente della sezione uno, Christian Manzoni, ha proclamato ufficialmente Roberto Colleoni sindaco di Calusco d'Adda. Tra gli eletti della lista «Per Calusco» ha ricevuto moltissimi voti il consigliere uscente di minoranza della Casa delle libertà, Massimo Cocchi, che ha avuto ben 215 preferenze. Fanno parte della lista anche il presidente della Polisportiva, Giuseppe (detto Pippo) Bolis e il responsabile della Protezione civile Leo Giannelli. Il presidente dell'Age, Danilo Francesco Riva, non risulta tra gli eletti: una sessantina di voti non sono stati ritenuti validi perché portavano solo il cognome Riva, e di Riva in lista ce n'erano due (Francesco Danilo e Mirco).
Angelo Monzani

Sunday, May 27, 2007

Calusco: la nuova tangenziale sud

Calusco: la nuova tangenziale sud


prg-calusco1“La Provincia di Bergamo ha sottoscritto un Protocollo d'intesa con il Comune di Calusco d'Adda e la Società Italcementi Spa per la realizzazione della variante alla strada provinciale S.P. 166. intervento che rientra nell'ambito delle iniziative avviate dalla Provincia, orientate al miglioramento della rete stradale di sua competenza in sinergia con gli Enti locali territorialmente interessati e con il contributo di altri soggetti pubblici e privati. Uno dei nodi critici della viabilità provinciale è costituito dal centro abitato del Comune di Calusco d'Adda, attraversato dalla strada provinciale SP n. 166, interessato da un elevato volume di traffico che potrebbe subire significativi incrementi a seguito della messa in esercizio della nuova strada "Villa d'Adda - Carvico, in variante all'attuale tracciato della strada provinciale S.P. n. 169. Il suddetto tratto di strada provinciale, in particolare, è interessato dal transito di automezzi provenienti o diretti al ponte San Michele, che attraversa il fiume Adda e collega le province di Bergamo e Lecco. E’emersa l'esigenza di by-passare il centro abitato di Calusco d'Adda, realizzando una variante a sud del medesimo Comune, compatibile con le linee programmatiche provinciali in materia di grande viabilità.
Il nuovo collegamento consentirà il trasferimento all'esterno dell'abitato di Calusco d'Adda del traffico attualmente transitante lungo via G. Marconi, con particolare riferimento al traffico pesante, in modo da garantire fluidità alla circolazione, assicurando condizioni di maggiore sicurezza sia ai veicoli in transito che ai pedoni. Il Protocollo d'intesa prevede che il progetto dell'opera finalizzato alla realizzazione della variante sia predisposto dal Comune di Calusco d'Adda con l'ausilio tecnico della Società Italcementi.
La nuova arteria stradale dovrà svilupparsi compatibilmente con il reticolo idrogeografico superficiale, mentre in corrispondenza dei nuclei abitati periferici di Calusco d'Adda e Solza, dovrà svilupparsi in galleria artificiale posta a quota inferiore al piano campagna.”
Trovate la notizia originale qui, mentre nell’immagine sopra riportata trovate l’estratto del PRG di Calusco (l'originale, in scala 1:5000 lo trovate qui). La tangenziale è segnata in giallo sotto. La linea nera che attraversa l’immagine a metà è la ferrovia. In viola è segnato l’insediamento Italcementi. Da notare che la nuova tangenziale sud andrà ad inserirsi con uno svincolo sulla provinciale rivierasca (a destra). A sinistra in prossimità dell’Adda verrà realizzata una nuova rotatoria che dovrebbe essere quella che condurrà al nuovo ponte sull’Adda ?????????????????????(della qual cosa vi riferiremo in un prossimo post) e subito sopra di questa si farà una nuova rotatoria sull’attuale SP 166 dove attualmente vi è la biforcazione con la vecchia strada che porta nel centro del paese.
postato da: terradadda alle ore 09:32 | link | commenti
categorie: on the road, isola, calusco d adda

Calusco: Italcementi non si schiera per le amministrative

venerdì, 18 maggio 2007
Calusco: Italcementi non si schiera per le amministrative


Sono voci di paese, e come tali vanno prese. Pettegolezzi, indiscrezioni, verità? Chi lo sa? Però c’è il proverbio che dice “vox populi, vox dei”. Letteralmente: la voce del popolo è la voce di Dio, ovvero stabilisce la verità d'una cosa, quando il popolo è concorde nell'affermarla. La voce che gira insistentemente per Calusco è questa : l’Italcementi si astiene. Sembra infatti che la multinazionale dei cementi bergamasca abbia deciso di non schierarsi, né formalmente, né informalmente, con nessuno dei due schieramenti in lizza per le prossime elezioni amministrative. Altrimenti con 240 dipendenti, e altrettante famiglie, che lavorando all’Italcementi qualcosa avrebbero lasciato trapelare. Invece niente. perché? Semplice questa volta la Ditta non ha nessun interesse diretto, tutto ciò che voleva avere lo ha ottenuto. Ha la nuova cementeria con la nuova torre, ha la galleria per il trasporto dei materiali inerti attraverso il Monte Canto. Ha tutto quello che serve per svolgere la propria attività industriale. Per molti anni non avrà alcun bisogno di alcun appoggio nel seno dell’amministrazione comunale, potrà portare avanti la propria intrapresa senza problemi.
postato da: terradadda alle ore 13:20 | link | commenti
categorie: vox populi, calusco d adda

Friday, May 25, 2007

Previsti incontri per 4 giovedì con i tecnici Italcementi

24 Maggio 2007
Previsti incontri per 4 giovedì con i tecnici Italcementi
Al via “Invito al dialogo” per informare i cittadini sul progetto di ammodernamento della cementeria di Isola delle Femmine


Italcementi prosegue la sua attività di informazione con “Invito al dialogo” per spiegare a tutti i cittadini il progetto di ammodernamento della cementeria di Isola delle Femmine.

Da oggi e per i successivi giovedì (31 maggio, 7 giugno e 14 giugno) sarà possibile recarsi in cementeria dalle 16.00 alle 20.00 e visitare il nuovo Punto Informativo. E’ un’area dedicata, con pannelli, video e materiale informativo a disposizione di tutti i cittadini, gli amministratori locali, la stampa, le scuole, le associazioni ambientaliste e di categoria, i comitati, i gruppi locali attivi sul territorio e quant’altri vogliano conoscere da vicino il progetto di ammodernamento della cementeria di Isola delle Femmine. I responsabili di Italcementi saranno a disposizione per presentare gli aspetti tecnici e ambientali e rispondere a tutte le domande e richieste di approfondimento. Il Punto Informativo sarà comunque aperto anche in altri orari previo appuntamento.

In questi giorni sono in distribuzione in tutto il territorio 1.500 volantini nei mercati, nelle piazze, nei negozi, nei supermercati, nei centri di aggregazione e tra le associazioni locali per informare dell’iniziativa.

Oggi primo giorno di apertura, tra i primi visitatori le autorità locali, i gruppi ambientalisti e numerosi cittadini.

Italcementi conferma anche in questa occasione la disponibilità al confronto con tutte le espressioni del territorio per fornire in qualsiasi occasione i chiarimenti e gli approfondimenti necessari perché lo spirito di collaborazione che fino ad oggi ha caratterizzato il dialogo, continui anche in futuro.

La Società è convinta della validità delle proprie soluzioni e che l’investimento su cui sta lavorando contribuirà notevolmente al miglioramento della qualità ambientale del territorio a vantaggio dei cittadini. La nuova cementeria infatti sarà in grado di assicurare una sensibile rispetto alla situazione attuale, grazie ad un radicale cambiamento della tecnologia produttiva. L’investimento previsto per l’ammodernamento è di 70 milioni di Euro. I lavori, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni, dureranno circa due anni e coinvolgeranno oltre 350 persone.



Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili anche sul sito della società all’indirizzo www.italcementi.it

Sos cancro

Sos cancro
di Luca Carra e Daniela Minerva
Leucemie. Tumore al polmone, seno, colon, fegato... I malati in Italia sono aumentati in 20 anni del 10, 20, 40 per cento. Ecco tutte le cifre. La mappa delle zone più esposte e le cause



C'è la percezione comune, quella che li registra in crescita costante senza riuscire a dare una spiegazione. E ci sono gli specialisti, quelli che cercano di evitare il panico e offrono lunghe dissertazioni tecnico-statistiche per definire quello che sta accadendo. Ma i dati raccolti da 'L'espresso' non lasciano dubbi sulla realtà: in Italia la crescita dei casi di tumori è a livelli da epidemia.

Basta guardare i numeri e confrontare i dati degli anni Ottanta con le analisi più recenti. Tra il 15 e il 20 per cento in più i casi di linfomi e leucemie; i mesoteliomi che esplodono (più 37 per cento nelle donne e più 10 negli uomini); poi la mammella (più 27), il cervello (tra l'8 e il 10), il fegato (tra il 14 e il 20).

Se si guarda ai bambini, la statistica diventa angosciante: il confronto tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta mostra risultati spietati. Usando come campione la Regione Piemonte, si scopre un'impennata del 72 per cento del neuroblastoma, del 49 per cento nei tumori del sistema nervoso centrale, del 23 per cento per le leucemie. Una contabilità terribile, resa meno drammatica solo dai migliori risultati nelle guarigioni, grazie alla diagnostica precoce e alle terapie. Questi i numeri, presentati nel grafico alle pagine 32 e 33. Ma se si analizza l'avanzata del male con i meccanismi d'inchiesta bisogna porsi altre due domande, dove e perché, che aprono scenari ancora più inquietanti. Dove aumentano i casi di cancro? In tutta Italia, con una concentrazione micidiale in 54 aree che comprendono 311 comuni. Nella mappa tracciata da 'L'espresso' queste zone di crisi disegnano una radiografia della Penisola avvelenata che corre da Pieve Vergonte, un paese all'ombra della fabbrica Enichem nel profondo Nord della provincia di Verbania, alla punta inferiore della Sicilia, con Gela e il suo petrolchimico voluto da Enrico Mattei per regalare un futuro industriale all'isola.


Una via Crucis che segna sempre nuove tappe, perché traffico automobilistico e impianti di riscaldamento diffondono minacce crescenti nei centri urbani congestionati, perché proliferano ovunque nuovi strumenti tecnologici di cui si ignorano i danni a lungo termine e perché la devastazione dei suoli provocata da discariche clandestine immette nella catena alimentare sostanze nocive che finiscono sulla tavola degli italiani. Addirittura secondo il ministero dell'Ambiente i veleni che si disperdono nell'aria, nell'acqua e nel terreno partono da una galassia di 9 mila piccole Seveso, intorno alle quali rischiano la contaminazione dai sei agli otto milioni di abitanti. Ma l'onda lunga di questa contaminazione, attraverso l'inquinamento delle falde che portano l'acqua nelle nostre case, della catena alimentare, delle nubi tossiche che si spostano coi venti, riguardano, di fatto, tutti noi. Studiare le cause dei tumori è un lavoro improbo, che costringe a una serie di accorgimenti per discriminare il groviglio di cause che possono provocarli. Il fumo, gli stili alimentari, le infezioni, le suscettibilità su base genetica sono le cause più studiate. E le ricerche hanno mostrato il collegamento tra il consumo di carni rosse e grassi saturi coi tumori del colon, quello delle carni alla griglia bruciacchiate con la neoplasia dello stomaco. E soprattutto hanno mostrato il fattore protettivo di frutta e verdura. Ma certo non basta cambiare dieta per azzerare il rischio cancro, che è, gli studiosi lo ripetono fino alla nausea, una malattia multifattoriale: ovvero generata da tanti fattori. Così, se il rapporto tra fumo di sigaretta e tumori del polmone e dell'uretra è un fatto indiscutibile, così come quello tra fumo passivo e cancro del seno, è anche vero che se si cercano le ragioni dell'emergenza fotografata in queste pagine, l'attenzione si punta tutta sui veleni che ci circondano.

Prendiamo ad esempio i i tumori al polmone, che uccidono ogni anno 25 mila persone. Non c'è dubbio che la causa di questa strage siano essenzialmente le sigarette. Ma: "Chi vive in una città inquinata ha un 25 per cento di rischio in più di avere un tumore al polmone, chi fuma ha un rischio del 900 per cento in più", sintetizza Annibale Biggeri, epidemiologo dell'Università di Firenze: "Tuttavia, al traffico e all'inquinamento siamo esposti tutti e quindi, benché il rischio individuale sia basso, l'impatto dell'inquinamento sulla salute pubblica è tutt'altro che irrilevante. E contrariamente al fumo è anche involontario". Dire che il tumore al polmone è determinato per l'80 per cento dal fumo di sigaretta significa riconoscere la prevalenza schiacciante di un veleno sugli altri.
(24 maggio 2007)

Un killer senza età
di Valentina Murelli
I dati del registro dei tumori infantili del Piemonte sono agghiaccianti: il tasso di incidenza dei tumori nei bambini è cresciuto da 122,6 casi per milione alla fine degli anni Sessanta a 195,2 alla fine degli anni Novanta. Un aumento dell'1,3 per cento all'anno che ha riguardato tutti i tumori, anche se a crescere di più sono stati i cerebrali, il neuroblastoma (un tumore del sistema nervoso) e le leucemie.

Quelli del Piemonte sono i dati più completi disponibili nel nostro Paese. Ma il dato, affermano gli specialisti, è comune a tutta l'Europa e ai paesi industrializzati: negli ultimi 30 anni i tumori di bambini e adolescenti sono cresciuti in modo costante, a un ritmo dell'1 per cento annuo o poco più.

E l'attenzione va subito ai fattori ambientali: sul banco degli imputati sono finiti per esempio vari tipi di inquinamento e i campi elettromagnetici. Secondo una ricerca dell'epidemiologo inglese Ernest Knox, quasi un quarto dei tumori infantili sarebbe da attribuire alle emissioni del traffico veicolare. Knox ha analizzato i luoghi di residenza di tutti i bambini morti di tumore in Gran Bretagna tra il 1955 e il 1980, trovando che il rischio aumenta in modo significativo per bambini nati e cresciuti vicino a strade trafficate, autostrade e stazioni di autobus.

L'Italia attende i risultati di un grande studio epidemiologico, che dovrebbe concludersi alla fine dell'anno. Nel frattempo, un'indagine condotta un paio di anni fa sulla base di dati raccolti nel registro tumori di Varese suggerisce che le probabilità di ammalarsi di leucemia siano quattro volte superiori in bambini che abitano vicino a grandi vie di traffico rispetto a coetanei che vivono in zone più tranquille. Colpevole sarebbe il benzene.

Sotto accusa per la crescita delle leucemie c'è anche la scarsa esposizione ad agenti infettivi nei primi anni di vita. Secondo un imponente studio inglese apparso sul 'British Medical Journal', bambini che tra zero e due anni non sono andati all'asilo e hanno avuto pochi contatti con altri bambini (e con i loro microbi) avrebbero un rischio maggiore di sviluppare una grave forma di leucemia (la linfoblastica acuta). Per gli autori della ricerca, il miglioramento delle condizioni igieniche impedirebbe al sistema immunitario in formazione di imparare a rispondere in modo corretto alle infezioni, con il rischio di dare risposte eccessive durante incontri successivi con virus e batteri. A sua volta, questa reazione esagerata potrebbe favorire l'insorgenza di leucemia.

Al di là delle incertezze, c'è però una nota positiva: negli ultimi decenni è aumentata in modo significativo anche la sopravvivenza di bambini e adolescenti colpiti da tumore, passata in Europa dal 44 per cento degli anni Settanta al 74 degli anni Novanta.
Valentina Murelli

L'indagine del L'Espresso «Crescita dei tumori a livello di epidemia» Sempre di più i veleni che si disperdono nell'aria, nell'acqua e nel terreno: da

L'indagine del L'Espresso «Crescita dei tumori a livello di epidemia» Sempre di più i veleni che si disperdono nell'aria, nell'acqua e nel terreno: dal traffico all'inquinamento. Le angoscianti statistiche


ROMA - «In Italia la crescita dei casi di tumori è a livelli da epidemia». Così «L'Espresso», in un articolo che sarà pubblicato nel numero in edicola venerdì. Basta guardare i numeri «e confrontare i dati degli anni Ottanta con le analisi più recenti- segnala il settimanale- tra il 15 e il 20% in più i casi di linfomi e leucemie; i mesoteliomi che esplodono (più 37% nelle donne e più 10 negli uomini); poi la mammella (più 27), il cervello (tra l'8 e il 10), il fegato (tra il 14 e il 20)». Se si guarda ai bambini, «la statistica diventa angosciante- aggiunge l'Espresso- il confronto tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta mostra risultati spietati». Usando come campione la Regione Piemonte, «si scopre un'impennata del 72% del neuroblastoma, del 49% nei tumori del sistema nervoso centrale, del 23% per le leucemie».

Dove aumentano i casi di cancro? «In tutta Italia- indica l'articolo- con una concentrazione micidiale in 54 aree che comprendono 311 comuni». Queste zone di crisi «disegnano una radiografia della Penisola avvelenata che corre da Pieve Vergonte, un paese all'ombra della fabbrica Enichem nel profondo Nord della provincia di Verbania, alla punta inferiore della Sicilia, con Gela e il suo petrolchimico voluto da Enrico Mattei per regalare un futuro industriale all'isola». Una «via Crucis che segna sempre nuove tappe, perchè traffico automobilistico e impianti di riscaldamento diffondono minacce crescenti nei centri urbani congestionati, perchè proliferano ovunque nuovi strumenti tecnologici di cui si ignorano i danni a lungo termine e perchè la devastazione dei suoli provocata da discariche clandestine immette nella catena alimentare sostanze nocive che finiscono sulla tavola degli italiani».

I VELENI - Addirittura, riferisce 'l'Espresso', secondo il ministero dell'Ambiente i veleni che si disperdono nell'aria, nell'acqua e nel terreno «partono da una galassia di 9 mila piccole Seveso, intorno alle quali rischiano la contaminazione dai sei agli otto milioni di abitanti». Ma l'onda lunga di questa contaminazione, «attraverso l'inquinamento delle falde che portano l'acqua nelle nostre case, della catena alimentare, delle nubi tossiche che si spostano coi venti, riguardano, di fatto, tutti noi». «Chi vive in una città inquinata ha un 25% di rischio in più di avere un tumore al polmone, chi fuma ha un rischio del 900% in più- sintetizza all'Espresso Annibale Biggeri, epidemiologo dell'Università di Firenze- tuttavia, al traffico e all'inquinamento siamo esposti tutti e quindi, benchè il rischio individuale sia basso, l'impatto dell'inquinamento sulla salute pubblica è tutt'altro che irrilevante. E contrariamente al fumo è anche involontario».

Secondo le stime di Paolo Crosignani, epidemiologo dell'Istituto dei tumori di Milano, nel capoluogo lombardo «dei circa 900 tumori al polmone all'anno, più di 200 sono da attribuire alle polveri generate dal traffico e dai riscaldamenti- riferisce l'Espresso- ma il rapporto più allarmante è stato presentato l'anno scorso dall'Ufficio ambientale dell'Organizzazione mondiale della sanità di Roma, che nelle 13 città più grandi d'Italia ha stimato 8 mila morti all'anno per gli effetti cronici dell'inquinamento atmosferico, di cui una parte non irrilevante viene giocata dai tumori ai polmoni (750 casi all'anno) e alle vie respiratorie, leucemie da benzene e linfomi».

ONDE ELETTROMAGNETICHE - Ce n'è anche per le onde elettromagnetiche. «L'aumento delle leucemie infantili potrebbe essere collegato all'esposizione cronica ai campi elettromagnetici, sia a quelli ad alta frequenza dei ripetitori radiofonici e televisivi, sia a quelli a 50 Hertz delle linee elettriche- scrive l'Espresso- il condizionale, in questo caso, è d'obbligo». Per verificare questa ipotesi Pietro Comba, direttore del reparto di Epidemiologia ambientale dell'Istituto superiore di sanità, «sta conducendo uno studio su 354 abitanti di Longarina (Ostia Antica) le cui case distano meno di cento metri da un elettrodotto- riferisce il settimanale- una prima parte dell'analisi ha riscontrato un piccolo aumento di tumori, sia leucemie, al pancreas e allo stomaco, nella popolazione più vicina alla linea elettrica». Fra qualche mese saranno disponibili anche i dati sugli altri disturbi. E passando ai campi ad alta frequenza, «qualche sospetto aleggia anche sull'uso intensivo dei telefonini, sospettati dei tumori al cervello, al nervo acustico e alle ghiandole salivari, e sui quali è in corso lo studio Interphone, coordinato dall'Agenzia del cancro di Lione e di cui si aspettano i risultati per la fine dell'anno».


AREE A RISCHIO - Aree siderurgiche e chimiche, porti e raffinerie: qui si concentrano gli eccessi di mortalità per malattie respiratorie, per tumori alla laringe e ai polmoni, al fegato, alla vescica, leucemia e linfomi, riferisce l'articolo. «Lo raccontano gli studi sempre più numerosi sulle acciaierie di Genova, Piombino e Taranto, sui petrolchimici siciliani di Gela, Priolo e Augusta- elenca il settimanale- così come sulle raffinerie di Sarroch, Porto Torres e Portoscuso in Sardegna». La mappa d'Italia »si riempie di zone rosse- si legge nell'articolo- alcune retaggio di scelte industriali che appartengono al passato, altre invece ancora attive». Quante? «Le aree critiche destinate alle bonifica, sono 54 a livello nazionale, per un totale di 311 comuni- elenca Comba all'Espresso- a queste si aggiungono migliaia di altri siti che compongono una fitta geografia del rischio, fatta soprattutto da impianti chimici, siderurgici, discariche e siti di produzione dell'amianto». La faccenda «è terribilmente complicata- riconosce l'Espresso- anche dal fatto che, in genere, il tumore colpisce decenni dopo l'esposizione pericolosa, e questo non facilita il lavoro». Il caso esemplare è l'amianto, «che può provocare il mesotelioma quarant'anni dopo- spiega Benedetto Terracini, decano degli epidemiologi ambientali e direttore di Epidemiologia & Prevenzione- l'Italia, pur avendo bandito nel 1992 questa fibra, continua ad avere un migliaio di morti l'anno». Secondo il Registro nazionale mesoteliomi, i morti dovrebbero cominciare a calare fra cinque-dieci anni, ma dal 1970 a oggi l'amianto ha falciato almeno 30 mila vite, conclude l'Espresso.
24 maggio 2007

Wednesday, May 23, 2007

World Bank appoggia Italcementi

World Bank
appoggia Italcementi
Ammesso alla valutazione un piano da 200 milioni di dollari nei Paesi emergenti Rispettati i criteri della Banca Mondiale per la sostenibilità ambientale e sociale
Per il suo sviluppo nei Paesi emergenti si profila per l'Italcementi anche l'appoggio della World Bank (Banca Mondiale). Il gruppo ha infatti presentato - e superato il vaglio preliminare all'interno di un bando mondiale - un programma di investimento da 200 milioni di dollari (circa 150 milioni di euro) a sostegno di più iniziative di «greenfield» («da prato verde», ovvero costruzione ex novo), espansione o acquisizione in mercati emergenti, tra i quali - ma non necessariamente - vengono espressamente indicati Cina, Kazakistan e India, secondo specifici progetti che verranno presentati successivamente.

È da ricordare tra l'altro che attualmente il gruppo Italcementi è già presente in India e in Kazakistan dove sono anche in corso iniziative per potenziare la presenza, mentre per la Cina al momento c'è solo interesse.

Una volta consegnata la necessaria documentazione da parte di Italcementi l'Ifc-International Finance Corporation, emanazione della Banca Mondiale, procederà alla valutazione delle proposte di investimento nel rispetto delle sue politiche di sostenibilità ambientale e sociale.

Indicativamente è stata fissata al 12 giugno una data per l'esame da parte del consiglio di Ifc per l'approvazione del programma generale - i piani specifici potranno essere anche presentati in seguito -: intanto l'Italcementi risulta essere uno dei primi gruppi ad essere ammesso alla valutazione.. Per il programma di 200 milioni di dollari l'investimento da parte dell'International Finance Corporation prevederebbe un prestito fino a 120 milioni e un intervento patrimoniale fino a 80 milioni. Il piano finanziario avrà un forte impatto nel processo di sviluppo dei paesi selezionati, determinando un incremento di posti di lavoro, uno sviluppo della forza lavorativa, con conseguente aumento delle entrate fiscali e più in generale delle economie locali.

(23/05/2007)

Wednesday, May 16, 2007

ESPOSTO DENUNCIA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA PER INQUINAMENTO AMBIENTALE

lunedì, 14 maggio 2007






Signor Sindaco del Comune Capaci –sede prot.15.5.07
Signor Sindaco del Comune Isola delle Femmine –sede fax 0918677098 prot. 5608 15.5.07
Asserrorato Regionale Territorio e Ambiente Dipartimento Territorio e Ambiente -Serv.2-V.A.S. e V.I.A. vsansone@artasicilia.it email 15.5.07 splinder.com
Serv. 3-Tutela Inquinamento Atmosferico sanza@artasicilia.it flipari@artasicilia.it email 15.5.splinder.com Servizio 8 Tutela Acustica e Vibrazioni Dr Castiglia Giuseppe gcastiglia@artasicilia.it email 15.5. splinder.com
via Ugo la Malfa n. 169 - 90146 Palermo
Procura della Repubblica dott.ssa Contrafatto p.p. n. 3076/2005 mod. 4

Piazza Vittorio Emanuele Orlando
90100 Palermo Fax 091/327736
A.U.S.L. n. 6 Settore Igiene e SanitàPubblica
via Siracusa n. 45 90139 Palermo
Tel 091 6257399 fax 091 340861

Dipartimento Provinciale Provincia Regionale c.a. d.ssa Sarzana
Palermo Fax 0916628389
Provincia Regionale c.a. d.ssa Pecoraro
Palermo Fax 0916628389
A.R.P.A. Sicilia Dott. V. Ruvolo Dipartimento Provinciale
Palermo Fax 0917033345 Tel 0917033519-18

Comando carabinieri Palermo Nucleo Operativo Ecologico c.a. Maresciallo Sapuppo
Via Resuttana 360 90146 Palermo fax 0915125142
D.A.P. di Palermo
Via Nairobi 4 Palermo fax 0917033345
OGGETTO: esposto denuncia inquinamento ambientale
Il Comitato Cittadino Isola Pulita comunica, di ricevere in un continuo crescendo decine e decine di telefonate da parte dei cittadini allarmati per lo stato di inquinamento, causato forse dalla Italcementi di Isola delle Femmine .
Questo Comitato oltre a farsi carico di quanto i Cittadini denunciano, hanno rivolto l'invito a farsi sentire con il Sindaco, l'Assessore preposto, Arpa, Azienda Sanitaria e Autorità Giudiziaria.
Il fenomeno delle vibrazioni, dei rumori e polvere di cemento che, quotidianamente si deposita su terrazze, piante, lenzuola, automobili e qualsiasi cosa resti all’esterno, non è mai scomparso, ANZI in questi giorni è ripreso con forte vigore, causando sull’intero territorio una fitta ed impenetrabile nebbia, la impossibilità in particolare per gli abitanti a ridosso della Italcementi, di trovare un momento di pace e di riposo nel proprio habitat familiare.
Molte famiglie, anche quelle che da pochissimo tempo hanno investito nei nuovi insediamenti, adiacenti alla Italcementi, non possono utilizzare un terrazzo, aprire una finestra, esporre una pianta sul balcone.
I Cittadini di Isola sono interessati a capire quali sono i controlli effettuati sui camini della Italcementi. In un paio di occasioni abbiamo visto la centralina mobile dell’Arpa, che stazionava al campo sportivo, Per fare cosa? Quali sono stati i risultati delle rilevazioni? Il Sindaco dichiara che i dati in suo possesso sono “alquanto preoccupanti”. Quali sono i provvedimenti adottati dal Sindaco a fronte di questa “preoccupante situazione dal punto di vista sanitario”?
Noi Cittadini di Isola delle Femmine, abbiamo come la sensazione di essere stati abbandonati.


La presenza di questo insediamento cementifero alle porte di Isola delle Femmine, e vicino a numerose abitazioni, ci inquieta.
Siamo stanchi di questi episodi che si ripetono ciclicamente e temiamo l’emissione di polveri, che oggi, ieri, l’altro ieri, la settimana scorsa, il mese scorso o l’altro anno e che a volte vengono evidenziate dalla pioggia, ma di cui di solito non ci accorgiamo».
Alcune segnalazioni di Cittadini dipedenti della Italcementi , che lavorano la notte hanno come contenuto delle dichiarazioni che qualora fossero vere rischierebbero di evidenziare una condotta con profili di responsabilità di diversa natura e assai grave, viene sostanzialmente denunciato che nelle fasce d’orario tra le ore 2,00 e le 5,00 la fuoriuscita di fumo è di gran lunga maggiore rispetto a quella a cui normalmente assistiamo;
Chiediamo un concreto accertamento della questione perché non vorremmo che si approfitti della notte per utilizzare carburanti nocivi e specificatamente il PET-COKE.
Riteniamo che sia importante controllare se, adesso che alla Italcementi è stato impedito l’uso del PET-COKE se residui tale sostanza all’interno dello stabilimento, ciò in quanto non vi è più alcuna ragione di trovarlo all’interno visto la sentenza n. 1156 del 19 aprile 2007 del TAR SICILIA, Palermo, Sez. I, atto ad impedirgli definitivamente il suo utilizzo.


Il Comitato Cittadino con i cittadini di Isola delle Femmine chiedono la disponibilità a valutare sia i danni immediati, sia la situazione generale circa l’emissione di polveri e di rumori. Rumori causati da ripetute detonazioni.
Non possiamo più perdere tempo con analisi e "nasi elettronici", dobbiamo affrontare in modo radicale la presenza della Italcementi (AZIENDA CONSIDERATA DALLA LEGGE e DALLA GIURISPRUDENZA INSALUBRE) che produce un livello di emissioni in atmosfera, superiori a quelle del traffico veicolare di una grande metropoli.
Molti cittadini residenti, esasperati, denunciano un elevato livello di inquinamento acustico non superabile nemmeno a finestre e porte degli appartamenti sprangati.
Il tutto accompagnato da persistenti e pericolose vibrazioni che destano gravi preoccupazioni per la stabilità e tenuta degli appartamenti stessi.
Per aree come la nostra non bastano monitoraggi adeguati, sono urgenti provvedimenti per ridurre drasticamente le emissioni in atmosfera, l’inquinamento acustistico e le vibrazioni del sottosuolo.


Tutto questo avviene senza aver acquisito nessuna certezza sul livello di inquinamento attuale.
Ad oggi tutte le nostre richieste sono state ignorate. Ad onor del vero ultimamente il Sindaco ha tentato un tavolo di concertazione per tentare di chiedere e risolvere i problemi da noi posti, ma ci pare che anche Lui abbia le mani legate, siamo certi che codeste Autorità edite accerti come stanno i fatti di cui ne riformuliamo i quesiti:

-No alle emissioni inquinanti in atmosfera che arrecano danno alla Salute umana,
-No alle emissioni acustiche a cui siamo in maniera permanente sottoposti e che tanto danno arrecano al nostro stato di salute psico-fisico;
-No alle vibrazioni che può mettere in pericolo la stabilità delle nostre case;
-Monitoraggio in continuo e visibile in tempo reale dai cittadini.
-Indagine epidemiologica sullo stato di salute della cittadinanza, con particolare riguardo alla incidenza delle malattie tumorali.
-Studio per avviare un programma di risanamento ambientale.

A conferma della rilevanza del problema diverse associazioni e liberi Cittadini di Isola delle Femmine e di Capaci hanno deciso di sostenere la lotta del Comitato Cittadino Isola Pulita.
Fiduciosi attendiamo un sino ad oggi denegato riscontro, tanto dovevamo.
Per il Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
www.isolapulita.it

Monday, May 14, 2007

ISOLA DELLE FEMMINE MONSELICE IL CIELO E' SEMPRE PIU'.....................

Wednesday, May 09, 2007






Una troupe Rai investita da fumi acri e polveri

Il fuori programma durante riprese e servizi a Monselice per
«La vita in diretta»
Il tutto sarà mandato in onda da Cucuzza la prossima settimana


MONSELICE. Se le telecamere potessero far sentire gli odori, il servizio sui cementifici de «La vita in diretta» farebbe sicuramente scalpore.

Perché i famigerati «aromi» acri si sono manifestati proprio durante le riprese della troupe Rai che ha appena concluso una due giorni monselicense.

La prossima settimana, nel corso della trasmissione di Michele Cucuzza, si parlerà della Monselice dei cementifici, una città divisa tra la gratitudine per il fattore occupazionale e l'odio per le accuse di inquinamento.

Nel calderone sono finiti tutti e tre gli stabilimenti della zona: Cementizillo di Este, Italcementi e Cementeria di Monselice.


L'elemento di cronaca è l'inchiesta aperta dal pubblico ministero padovano Emma Ferrero, dopo la segnalazione di una decina di ex lavoratori dell'Italcementi affetti da patologie respiratorie.

La giornalista Angela Caponnetto ha intervistato residenti e membri del comitato che da anni combatte per una migliore qualità dell'aria: il comitato Lasciateci Respirare.

Non poteva mancare Francesco Miazzi: «Abbiamo fatto presente che i cementifici producono 160 tonnellate annue di Pm 10, contro i 150 prodotti dal traffico urbano di Padova e cintura».

Nel corso del servizio sono stati toccati tutti i nodi dolenti connessi ai cementifici: dagli odori acri, alle polveri, al traffico pesante, per finire con l'elettrodotto.

«Finchè eravamo sull'argine vicino alla Cementeria di Monselice per fare le riprese e le interviste, abbiamo sentito tutti i famigerati odori acri - rivela Miazzi - Li ha sentiti anche la giornalista Rai, ed è rimasta sconvolta». Nel corso del servizio è stato interpellato pure Federico Valerio, medico dell'istituto tumori di Genova.
«Pur consapevoli dell'importanza a livello occupazionale dei cementifici, non possiamo non tener conto dei loro effetti sulla salute dei cittadini», conclude Miazzi.

Dopo tutta questa mobilitazione si sono fatti sentire anche le direzioni degli stabilimenti monselicensi. «In questi anni abbiamo compiuto sforzi e investimenti proprio per essere in regola con il rispetto dell'ambiente - ha detto Stefano Gardi, responsabile ecologia dell'Italcementi - vorremmo che questo sforzo ci venisse riconosciuto».

Dello stesso tenore . stato pure il messaggio del direttore dello stabilimento di Monselice, Giovanni Barutta.

Appuntamento alla settimana prossima dunque, dalle 18 alle 18.30, a
Il Mattino Monselice-este

STIAMO RIENTRANDO DALLA CASERMA DEI CARABINIERI DI ISOLA DELLE FEMMINE DOVE CI SIAMO RECATI PER DENUNCIARE LE EMISSIONI DELLA ITALCEMENTI CHE PER TUTTO IL POMERIGGIO DI OGGI HANNO CREATO UNA NEBBIA FITTISSIMA CHE HA INVESTITO OLTRE AL NOSTRO PAESE ANCHE CAPACI ED OLTRE,COME SPESSO ACCADE AI FUMI SI SONO UNITI GLI ODORI ACRI DI UOVA MARCE, NON SAPPIAMO SE DI ZOLFO DI AMONIACA O........... PENSIAMO SIA GIUNTA L'ORA CHE QUALCUNO CERCHI IN QUALCHE MODO DI FERMARE QUESTA SITUAZIONE FONTE DI PREOCCUPAZIONE PER LA NOSTRA SALUTE E QUELLA DEI NOSTRI FIGLI. SIAMO STANCHI DI VEDERE QUESTO CIELO CHE NON SI VEDE! IL SINDACO INTERVENGA VISTO CHE HA I DATI CHE L'ARPA HA PROVVEDUTO A COMUNICARGLI
N.B. SONO DUE MESI CHE ABBIAMO CHIESTO ALLL'ASSESSORATO I DATI SULLE EMISSIONI DELLA ITALCEMENTI NEL MESE DI FEBBRAIO MA LA ITALCEMENTI NON HA ANCORA RISPOSTO.


IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA

Labels