Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Friday, November 28, 2008

Mafia: Italcementi indagata nell'inchiesta Calcestruzzi

Mafia: Italcementi indagata nell'inchiesta Calcestruzzi
La Italcementi di Bergamo è indagata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolta la controllata Calcestruzzi. L'iscrizione nel registro degli indagati è datata, ma è emersa solo oggi in seguito al sequestro di due lotti dell'autostrada A31 Valdastico nel vicentino e alla perquisizione di alcune sedi di Italcementi in Italia.

La Italcementi - come detto dal procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, durante una conferenza stampa - è iscritta sul registro degli indagati in base alla legge 146/2006, che prevede la responsabilità amministrativa penale dell'ente. Frode in pubbliche forniture, riciclaggio, favoreggiamento a Cosa nostra e illecita concorrenza sono alcuni dei reati che adesso, con l'ausilio di carabinieri e Guardia di finanza, la Procura di Caltanissetta sta valutando. Per il procuratore nisseno Sergio Lari questa resta «un'indagine fra le più articolate e complesse che travalica la dimensione mafiosa siciliana». I magistrati vogliono accertare, in particolare, se i presunti fondi neri che sarebbero stati realizzati riducendo la quantità di cemento nella preparazione del calcestruzzo, siano stati finalizzati a creare fondi per pagare il pizzo a Cosa nostra o siano stati destinati all'arricchimento delle società.

Il sequestro dei lotti 9 e 14 dell'autostrada A31 Valdastico in provincia di Vicenza, è avvenuto dopo che i periti della Procura, analizzando la documentazione, hanno riscontrato significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento e quelli effettivamente impiegati. L'atto di sequestro vuole effettuare dei carotaggi per verificare, realmente, la quantità di cemento contenuta nel calcestruzzo utilizzato per la realizzazione di quei tratti autostradali. Secondo fonti investigative, a cui ha accennato il procuratore Lari, i previsti carotaggi da effettuare per legge nei cantieri sarebbero stati realizzati prima: «Le carote di cemento venivano fatte prima», ha spiegato Lari.

Cemento taroccato per il metrobus?

Cemento taroccato per il metrobus?
giovedì 27 novembre 2008
(red.) Per la costruzione del metrobus di Brescia è stato usato meno calcestruzzo di quanto previsto dai contratti? Nei cantieri della nostra città sono arrivate forniture in qualche modo taroccate da parte della società Calcestruzzi spa (ora posta sotto sequestro), per cui è a rischio la solidità delle strutture in cemento armato e quindi l’incolumità e la sicurezza pubbliche? Questa è l’ipotesi di reato sulla quale sta lavorando la Procura di Caltanissetta e che non riguarda solo Brescia.
Stando infatti a una serie di accertamenti tecnici legati a un’inchiesta su presunte irregolarità commesse dalle società bergamasche del gruppo Pesenti, la Calcestruzzi spa e la Italcementi spa, sulle quali indaga la Procura della Repubblica di Caltanissetta, sarebbero emerse procedure illegali nelle forniture uscite dagli impianti di betonaggio della Calcestruzzi spa presenti in tutte le regioni, compresa la Lombardia.
Le forniture irregolari di calcestruzzo riguarderebbero la costruzione del metrobus di Brescia ma anche quella della metropolitana di Genova, oltre a diversi lotti della linea ferroviaria dell’alta velocità (Tav) Milano-Bologna e Roma-Napoli, il tratto A4-Passante autostradale di Mestre e i lotti 9 e 14 dell'autostrada Valdastico, in provincia di Vicenza. Nei mesi scorsi i pm della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta hanno ordinato il sequestro del palazzo di giustizia di Gela, del Porto Isola-Diga Foranea di Gela, della strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Brami, dello svincolo di Castelbuono-Pollina sul tratto autostradale A/20 Palermo-Messina e, per ultima, dell'autostrada Valdastico.
I magistrati vogliono capire se esistesse nel gruppo Pesenti una strategia aziendale finalizzata a un sistematico risparmio del cemento nelle forniture di calcestruzzo destinate alla realizzazione di opere pubbliche. Sarebbero stati infatti rilevati significativi scostamenti tra i dosaggi di cemento previsti dai contratti e quelli effettivamente impiegati nella produzione dei conglomerati forniti alle imprese incaricate dei lavori. E il sospetto è che la Calcestruzzi, con questo sistema, abbia proceduto a una illecita creazione di fondi neri.
Sedi della Calcestruzzi e dell'Italcementi sono state perquisite a Bergamo e a Calusco d'Adda, in Sicilia a Catania, Porto Empedocle (Agrigento) e Isola delle Femmine (Palermo). Le indagini sono affidate al reparto operativo dei carabinieri e al Gico della Guardia di finanza, coordinate dal procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e dal sostituto Nicolò Marino.

Genova, allarme mafia nella metro

Genova, allarme mafia nella metro
27 novembre 2008

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CONDIVIDI STAMPA INVIA COMMENTA Anche la costruzione della metropolitana di Genova è finita nell’inchiesta della Dda (direzione distrettuale Antimafia) di Caltanissetta sull’utilizzo di calcestruzzo con percentuali troppo basse di cemento.

L’ipotesi degli investigatori nisseni è che, vinti gli appalti, la Calcestruzzi Spa e la Italcementi Spa (entrambe di Bergamo) abbiano fornito quantitativi di calcestruzzo di qualità difforme da quanto previsto dai capitolati d’appalto per le opere pubbliche. Gli inquirenti ipotizzano il reato di frode e hanno disposto verifiche e perizie per accertare la stabilità delle strutture così costruite e, quindi, l’esistenza di eventuali pericoli.

In relazione all’inchiesta sono stati sequestrati:
i lotti 9 e 14 dell’autostrada Valdastico (Vicenza);
il tribunale, il porto Isola e la diga foranea di Gela;
la strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Brami;
lo svincolo di Castelbuono-Pollina dell’autostrada A20 (Palermo-Messina)
e sono state perquisite alcune sedi dell’Italcementi, con specifico riferimento alle cementerie di Porto Empedocle (Agrigento), Isola delle Femmine (Palermo) e Calusco D’Adda (Bergamo); controlli sono stati eseguiti anche nella sede di Area Sicilia a Palermo e nello stabilimento di deposito di Catania per acquisire atti utili a verificare se vi sia stata una corretta registrazione dei dati sulla fornitura di cemento alla Calcestruzzi.

Non solo: a essere coinvolti sarebbero addirittura alcuni cantieri della Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità, in particolare la Milano-Bologna, la Roma-Napoli (terzo e quarto lotto).

Per tutti questi casi, gli inquirenti vogliono accertare l’eventuale esistenza di una «strategia aziendale» finalizzata a un «sistematico risparmio del cemento nelle forniture di calcestruzzo destinate alla realizzazione di opere pubbliche»; nel frattempo, sono stati posti sotto sequestro preventivo beni materiali che costituiscono la Calcestruzzi, il cui valore è calcolato intorno ai 600 milioni di euro.

Mafia, indagata anche Italcementi in inchiesta su Calcestruzzi

Mafia, indagata anche Italcementi in inchiesta su Calcestruzzi
Per responsabilità amministrativa penale, ex legge 146;06



Palermo, 27 nov. (Apcom) - La Italcementi spa di Bergamo è indagata dalla Dda di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolta la controllata Calcestruzzi spa. L'iscrizione nel registro degli indagati è datata, ma è emersa solo oggi in seguito al sequestro di due lotti dell'autostrada A31 Valdastico nel vicentino e alla perquisizione di alcune sedi di Italcementi in Italia. La Italcementi spa è iscritta sul registro degli indagati in base alla legge 146/2006, che prevede la responsabilità amministrativa penale dell'ente. Se ne è avuta notizia oggi nel corso di una conferenza stampa convocata dal procuratore di Caltanissetta Sergio Lari.



Frode in pubbliche forniture, riciclaggio, favoreggiamento a Cosa nostra e illecita concorrenza sono alcuni dei reati che adesso, con l'ausilio di carabinieri e Guardia di finanza, la Procura di Caltanissetta sta valutando. Per il procuratore nisseno Sergio Lari questa resta "un'indagine fra le più articolate e complesse che travalica la dimensione mafiosa siciliana", ha detto durante una conferenza stampa sottolineandone l'importanza per la collettività. I magistrati nisseni vogliono accertare, in particolare, se i presunti fondi neri che sarebbero stati realizzati riducendo la quantità di cemento nella preparazione del calcestruzzo, siano stati finalizzati a creare fondi per pagare il pizzo a Cosa nostra o siano stati destinati all'arricchimento delle società.



Il sequestro dei lotti 9 e 14 dell'autostrada A31 Valdastico in provincia di Vicenza, è avvenuto dopo che i periti della Procura, analizzando la documentazione, hanno riscontrato significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento e quelli effettivamente impiegati. L'atto di sequestro è finalizzato ad effettuare dei carotaggi per verificare, realmente, la quantità di cemento contenuta nel calcestruzzo utilizzato perla realizzazione di quei tratti autostradali. Secondo fonti investigative, a cui ha accennato il procuratore Lari, i previsti carotaggi da effettuare per legge nei cantieri sarebbero stati realizzati prima: "Le carote di cemento venivano fatte prima", ha spiegato Lari.

CALCESTRUZZI: CEMENTO TRUCCATO,SEQUESTRO AUTOSTRADA VALDASTICO

CALCESTRUZZI: CEMENTO TRUCCATO,SEQUESTRO AUTOSTRADA VALDASTICO
(AGI) - Caltanissetta, 27 nov. - I carabinieri e la Guardia di finanza di Caltanissetta, in esecuzione di decreti emessi dalla Direzione distrettuale antimafia nissena, nel corso di attivita’ d’indagine circa attivita’ illecite svolte in seno alla Calcestruzzi S.p.a. e alla Italcementi S.p.a. di Bergamo, hanno proceduto al sequestro, con facolta’ d’uso, dei lotti 9 e 14 dell’autostrada Valdastico, in provincia di Vicenza, in quanto gli accertamenti peritali disposti dalla Dda nissena “hanno evidenziato - spiega il comando dei carabinieri nisseno - significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento con quelli effettivamente impiegati nella produzione dei conglomerati forniti all’impresa incaricata dei lavori”. Scattate anche le perquisizioni in alcune sedi della Italcementi, con specifico riferimento alle cementerie di Porto Empedocle (Agrigento), Isola delle Femmine (Palermo) e Calusco D’Adda (Bergamo), alla sede di Area Sicilia, ubicata a Palerm, e allo stabilimento di deposito di Catania al fine di acquisire atti utili a verificare se vi e’ stata una corretta registrazione dei dati concernenti la fornitura di cemento alla Calcestruzzi. Acquisita in copia, inoltre, presso il Gruppo Italsfusi srl, spedizioniere incaricato dei trasporti, della documentazione formata in merito ai trasporti di cemento effettuati per conto della Italcementi nei confronti della Calcestruzzi, al fine di acquisire, anche in questo caso, atti utili a verificare se vi e’ stata una corretta registrazione dei dati concernenti la fornitura di cemento all’azienda bergamasca. (AGI)

Wednesday, November 26, 2008

Inceneritore di Dalmine, raccolta di firme degli Amici di Grillo

L'iniziativa - Il gruppo Ambiente e Rifiuti degli Amici di Beppe Grillo di Bergamo e Provincia (referente Luca Ruggeri), nella giornata di sabato 29 novembre 2008, sarà presente in via XX Settembre a Bergamo, zona ex Rinascente, per raccogliere le firme contro l'ampliamento dell'inceneritore REA di Dalmine.
Inceneritore di Dalmine, raccolta di firme degli Amici di Grillo
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Il gruppo Ambiente e Rifiuti degli Amici di Beppe Grillo di Bergamo e Provincia (referente Luca Ruggeri), nella giornata di sabato 29 novembre 2008, sarà presente in via XX Settembre a Bergamo, zona ex Rinascente, per raccogliere le firme contro l'ampliamento dell'inceneritore REA di Dalmine. Contro questo ampliamento, stimato nell'incremento della combustione (e del conseguente inquinamento), da 440 tonnellate giornaliere di rifiuti, a 710 tonnellate giornaliere, meglio definibili quindi come raddoppiamento, già s'è schierato l'intero Consiglio comunale di Dalmine, e migliaia di cittadini, insieme a comitati nati in modo spontaneo, hanno firmato, e stanno firmando, una petizione per impedire tale espansione. Il gruppo ambiente del movimento Bergamasco in piazza sabato 29, già a metà del 2008 aveva organizzato una web-petizione, una campagna informativa on-line, un passaparola capillare e una campagna di informazione cartacea, producendo cinquemila opuscoli che hanno avuto come finalità la realizzazione della conferenza del primo luglio scorso a Dalmine, in cui i temi principalmente discussi sono stati i rischi e le patologie causati dagli inceneritori. Ospiti della conferenza sono stati due scienziati tra i più importanti in Italia nel settore legato ai danni causati dagli inceneritori: Stefano Montanari, ricercatore e studioso di nanopatologie, e il Dott. Federico Valerio, dell'Istituto Tumori di Genova, dipartimento di chimica ambientale.
Il gruppo Ambiente e Rifiuti degli Amici di Beppe Grillo ritiene che questa espansione vada contro la salute dei cittadini di Dalmine e di tutti i paesi limitrofi, Bergamo compresa, e che tale errata soluzione, risolva solo in modo apparente il problema. "Le soluzioni vanno ricercate con metodi estranei agli inceneritori, e diversificati; che vanno dal diminuire in modo drastico la produzione di rifiuti, iniziando ad evitare imballi superflui, fino ad un forte incremento della raccolta differenziata di qualità. Il rifiuto, da problema, deve iniziare a essere considerato finalmente una risorsa, smettendo di divenire fonte di patologie tumorali e inquinamento".

Isola delle Femmine: trasporto insicuro di petcoke

Isola delle Femmine: trasporto insicuro di petcoke


Dell'On. Alessandra Siragusa (PD)




A questa interrogazione è stata invitata a rispondere la Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
l'interrogante richiama in premessa l'interrogazione a risposta in Commissione 5-00287 presentata il 30 luglio 2008,
seduta n. 45 avente per oggetto l'impiego del petcoke, come combustibile, nella cementeria Italcementi Spa di Isola delle Femmine;
l'interrogante allega alla presente 7 fotografie scattate il 12 agosto 2008 che documentano l'escavazione e il trasporto del petcoke su autocarri in condizione di assoluta insicurezza;
in data 1o ottobre 2008, alcuni residenti di Isola delle Femmine presentano un esposto alle autorità locali per denunciare «la presenza nell'aria di un odore tipico delle sostanze contenenti zolfo, nonché di polvere nera zolfo, nonché di polvere nera finissima che si deposita in superficie soprattutto nelle zone adiacenti allo stabilimento industriale Italcementi. Tale fenomeno - si legge nell'esposto - si è intensificato soprattutto a partire dal mese di agosto protraendosi a tutt'oggi».
la Italcementi produce cemento utilizzando sostanze inerti che vengono lavorate in forni ad altissima temperatura fatti funzionare con combustibile solido o liquido; il 24 ottobre 2008 il Sindaco di Palermo, con ordinanza n. 322 vieta il trasporto del petcoke all'interno del territorio urbano con «autocarri a cassone aperto anche se coperti da telone» consentendo il transito soltanto ai «mezzi in grado di assicurare la perfetta tenuta onde scongiurare il rilascio, anche in caso di evento accidentale, di materiale tossico in ambiente»;
nella stessa ordinanza si legge inoltre che «questo tipo di combustibile comprende anche sostanze che, se inalate - scrive il dirigente del servizio ambiente del Comune, Attilio Carioti - possono causare il cancro alle vie respiratorie»;
il 3 novembre 2008 alcuni Consiglieri comunali di Isola delle Femmine presentano una «Mozione sul transito di camion che trasportano petcoke all'interno del territorio comunale di Isola delle Femmine» con la quale si chiede al Sindaco di emettere analogo provvedimento a quello emesso dal primo cittadino di Palermo;
nella sopra citata mozione si rileva inoltre che «presso lo stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine viene utilizzato il petcoke come combustibile principale con consumi medi dell'ordine di 180 tonnellate giornaliere (dato desunto dal verbale sopralluogo ARPA del 18 agosto 2008);
la mozione viene votata e approvata in data 13 novembre;
alcune associazioni ambientaliste e di cittadini presentano ricorso al TAR avverso al provvedimento di concessione dell'utilizzo del petcoke -:
se non intenda intervenire con opportune verifiche, anche alla luce di quanto sopra illustrato, al fine di stabilire le cause dell'emissione di polvere nera di zolfo nelle zone adiacenti la Italcementi a tutela della salute dei cittadini;
se non intenda altresì verificare quali accorgimenti siano stati adottati dalla Italcementi e se gli stessi siano o meno sufficienti a garantire sicurezza ai lavoratori e agli abitanti che vivono nelle immediate vicinanze del plesso industriale;
se siano stati adottati tutti gli accorgimenti necessari al fine di monitorare quantitativamente e qualitativamente le esalazioni che fuoriescono dai punti di emissione e che impatto abbiano gli stessi per l'ambiente circostante ed in particolare quali conseguenze possano provocare per la salute pubblica;
se vengano rispettate le normative relative alla sicurezza degli impianti e se le emissioni vengano o meno monitorate con regolarità e, in particolare, se intenda verificare da dove partano i carichi e quale sia il percorso che seguono.
(5-00652)

Il sindaco: «Basta ville a schiera, meglio le torri»

CALUSCO
Il sindaco: «Basta ville a schiera, meglio le torri»
Calusco d'Adda. Approvato in via definitiva con un Consiglio comunale monotematico, il Programma integrato d'Intervento «Il triangolo».

to be continued........





Sempre più in ALTOOOOOO!!!!!!
Di Andrea Colleoni
Chi ancora non lo sapesse si prepari: presto anche Calusco avrà il suo grattacielo.
La sua costruzione avverrà all’interno del Piano integrato di intervento denominato “il triangolo” intendendo con ciò il terreno di forma per l’appunto triangolare che di trova fra Via Marconi e Via Vitt. Emanuele, all’incirca all’altezza del concessionario Ghinzani.

Innanzi tutto, di cosa si tratta? Diamo uno sguardo ai progetti.
Tre sono le strutture previste:

un supermercato (ne mancavano proprio a Calusco)
un edificio che ospiterà piccole attività commerciali
un edificio di 45m (15 piani) con funzione di centro direzionale e alberghiero (di un “certo livello” ci ha assicurato l’assessore Cocchi).

Bene, ma queste previsioni rispettano le regole previste dal PRG? Si e no.
Spieghiamoci meglio: su quest’area (così come altre a Calusco) è possibile costruire attraverso un Piano Integrato di Intervento che ruota attorno ad una convenzione da stipulare con l’Amministrazione. In questo caso la convezione che si vuole portare avanti prevede alcune deroghe al Piano regolatore e come queste vengano compensate (i maligni userebbero “ricompensate” ma noi non lo faremo). Alcune di queste possono essere accettabili, altre rasentano lo scandalo.
Ok, quali deroghe vengono concesse al costruttore? Alcune sono per lo più ininfluenti e dettate da esigenze tecniche (ad esempio lo spostamento da un lato all’altro della pista ciclabile prevista) altre possono essere anche condivisibili come l’eliminazione della destinazione mista “residenziale - commerciale” in favore della sola destinazione “commerciale” (essendo esattamente di fronte ad Italcementi in effetti non è il posto migliore per vivere). Altre deroghe invece riguardano gli indici di edificabilità: la superficie massima edificabile viene incrementata del 30% e l’altezza quasi quadruplicata (il PRG prevede un’altezza massima di 12,5 m). Insomma, un po’ il sogno di ogni costruttore. Immaginate dove vengono poi concentrate queste deroghe edificatorie? Bravi, esattamente sul nostro futuro “grattacielo” che potrà contare su ben 1.600 mq in più.
Chiaramente a fronte delle deroghe concesse la convenzione prevede anche delle compensazioni: alcune direttamente in forma economica, altre in forma di realizzazione di opere. Non entriamo nel dettaglio, ma il grosso di queste compensazioni è costituito da 200.000 euro da dedicare al rifacimento della pavimentazione del centro e di altri 200.000 euro che il costruttore depositerà seduta stante alla firma dell’accordo ma che non hanno ancora un destino predefinito.
Vi risparmiamo il resto dei dettagli che rendono ancora più corpose le compensazioni. Non discuteremo nemmeno sulla congruità di tali esborsi, ma crediamo che ognuno abbia fatto i suoi conti: l’immobiliare costruttrice sicuramente, speriamo anche la nostra Amministrazione.

Insomma, per chi ha letto fin qua a prima vista potrebbe trattarsi di un affarone sia per il costruttore che per il pubblico interesse: 400.000 euro ed il resto delle opere a carico del proponente non ci sembrano affatto pochi e ingolosirebbero chiunque. Soprattutto gli amministratori miopi che guardano a tirare a campare oggi senza un vero progetto per il domani.


Perché, starete pensando, Lineacomune non accetterebbe tutti quei soldi? Ebbene, no.
Anche qui, spieghiamoci.
Se applichiamo lo stesso metro di misura a tutti i cittadini cosa succederà?
Anzitutto i proprietari degli altri terreni che possono essere soggetti ad un Piano Integrato di Intervento, subito seguiti da tutti gli altri, cercheranno di realizzare il loro “sogno” : edificare il più possibile per massimizzare la rendita del terreno. Per questo chiederanno anch’essi deroghe alle superfici ed alle altezze. A questo punto l’amministrazione cosa farà? Tratterà tutti allo stesso modo oppure comincerà a fare delle disparità? E in termini di compensazioni? Avremo un metodo uguale per tutti oppure “più uguale” per qualcuno? E se qualcuno non può compensare adeguatamente non avrà deroghe?
Il punto è proprio questo. Con queste concessioni si creerà un precedente, tutti chiederanno di poter costruire di più e i nostri Amministratori si troveranno a dover accontentare tutti o a dover creare disparità fra cittadini, magari concedendo a chi può sborsare di più e non a chi non può.

Sia ben chiaro, chiedere è lecito. Ognuno può chiedere ciò che vuole e cercare di portare avanti i propri interessi. Il compito “difficile” è quello dell’amministrazione.
Già, ma quali sono i compiti di un amministrazione lungimirante? Fare affari con i propri concittadini, incassare ed ingrassare le casse comunali senza obiettivi oppure governare lo sviluppo equilibrato del proprio territorio secondo criteri di uguaglianza fra i cittadini?

A nostro modo di vedere questo è il primo passo verso il malgoverno del territorio dove lo sviluppo non è deciso dagli amministratori ma dai costruttori e dalle loro esigenze. Badate bene, i nostri amministratori non si sono inventati nulla, questa politica è già stata applicata in alcuni paesi anche molto vicini dove è avvenuta un’edificazione più o meno selvaggia ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.


Queste sono le questioni fondamentali che ci inducono a non appoggiare il progetto proposto.
Molto si potrebbe discutere poi sul progetto stesso, sull’esigenza di un nuovo supermercato, sulla necessità di edifici così alti (e non per questioni tecniche come avvenuto invece per Italcementi), sul aumento di traffico, etc etc, ma anche sulle modalità sbrigative e frettolose con le quali la maggioranza ci ha sottoposto il progetto per l’adozione in consiglio comunale (pretendendo una risposta favorevole dopo averci fornito il tutto venerdì 5 agosto in vista del Consiglio di Lunedì 8).

Per ora non ci dilungheremo, ne riparleremo sicuramente in un prossimo articolo.

In ogni caso il progetto non è ancora approvato definitivamente, infatti, come previsto dalla legge, tutti i cittadini possono presentare “osservazioni”. Il termine fissato è il 18 settembre, per avere ulteriori informazioni o approfondire la discussione vi invitiamo a contattarci.

Monday, November 24, 2008

Calusco: il Consiglio dice sì alle «torri gemelle»

Calusco: il Consiglio dice sì alle «torri gemelle»


Calusco d'Adda avrà la sua poderosa torre alta 45 metri, anzi, le sue due «torri gemelle», unite. Le costruzioni sorgeranno a pochi metri da quella, alta un centinaio di metri, dell'Italcementi, in una zona conosciuta come «Il Triangolo». La decisione sul Programma integrato di intervento è stata presa definitivamente dal Consiglio comunale - a favore la maggioranza, contraria la lista civica «Lineacomune» - dopo la discussione di sei osservazioni. La costruzione dell'alta torre, insieme a 1.600 metri quadri di superfici commerciali e mille metri quadri di servizi (bar, farmacia, parrucchiere e altri), rientra nel Programma integrato di intervento «Il Triangolo», un progetto che l'amministrazione considera come un intervento di qualità perché andrebbe a riequilibrare un'area urbana dove oggi prevalgono il grigio dell'industria e il rumore del traffico.




«In questa zona ho voluto che si costruisse qualcosa di eccezionale, di qualificante e di caratterizzante per il paese di Calusco d'Adda – ha affermato il sindaco Roberto Colleoni –. Ho chiesto al privato che non si realizzassero le solite tre villette a schiera e qualche parcheggio, ma un elemento eccezionale, che fosse trainante per tutta l'Isola, qualcosa che qualificasse il paese di Calusco».
L'approvazione definitiva de «Il Triangolo» è stata preceduta dall'esame di sei osservazioni, di cui una presentata da tale Aurise Manfredi della società Edil Di, con sede a Milano nella Torre Velasca. «Lo abbiamo convocato in Comune inviando una lettera raccomandata all'indirizzo indicato – ha riferito l'assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Bonacina –. La lettera ci è ritornata indietro e dalle ricerche effettuate risultano inesistenti sia la ditta, sia la persona». La curiosità è che questo misterioso personaggio ha indicato come sede della fantomatica società la Torre Velasca di Milano, forse proprio per mettersi in contrapposizione con quella di Calusco.
Accolta all'unanimità invece un'osservazione che faceva presente la pericolosità dell'accesso previsto sulla rotatoria e della cabina di compressione del gas metano. Il Consiglio ha optato per lo spostamento del passaggio carrale e della cabina del metano.
Un'altra obiezione è stata sollevata dal gruppo di minoranza «Lineacomune» che ha espresso la sua contrarietà a questo progetto: «Non vogliamo addentrarci negli aspetti tecnici, ma in quelli politici – ha riferito Andrea Colleoni. – Con questa approvazione si crea un precedente, perché si deroga al Piano regolatore generale. Come si comporterà l'Amministrazione comunale per il futuro di fronte a richieste simili? Ci saranno riflessi negativi sullo sviluppo futuro del paese».
L'assessore allo Sviluppo del territorio Massimo Cocchi ha risposto sottolineando che questo progetto è un grande punto di partenza per l'Amministrazione comunale, che anche in futuro intende utilizzare lo strumento del Pii. Accolta invece l'osservazione dell'Arpa di Bergamo, che ha chiesto di impermeabilizzare gli spazi adibiti a parcheggio e di diminuire le metrature del centro commerciale, cosa che è stata fatta passando da 2.600 a 1.600 metri quadri. Via libera parziale, infine, alle richieste di cinque comuni limitrofi (Cornate d'Adda, Imbersago, Paderno d'Adda, Robbiate e Solza): accettata la proposta di riduzione dell'area commerciale, ma la torre invece non verrà abbassata

(24/11/2008)

Saturday, November 15, 2008

Bergamo, scoperta discarica abusiva

Bergamo, scoperta discarica abusiva
By montagnatv
Creato 2008-11-14 11:56

VILLA D'ADDA, Bergamo -- I carabinieri di Bergamo hanno scoperto una discarica abusiva nel territorio del Parco dell'Adda. Nella zona della Valle San Martino, hanno infatti individuato all'interno di una cava di proprietà di una nota società un accumulo di rifiuti speciali.


Le indagini sono state svolte dai carabinieri di Bergamo e il Noe di Brescia. Le autorità hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali nel Parco dell'Adda, nella Valle San Martino. Il deposito illegale è stato individuato a partite dalla segnalazione di uno sversamento sospetto di materiale all'interno di una cava.

Il luogo incriminato è di proprietà di una società di Villa d'Adda che si occupa della costruzione di impianti sportivi. A seguito del ritrovamento abusivo il legale rappresentante dell'azienda è stato denunciato a piede libero e l'area sequestrata.

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Source URL:
http://www.montagna.tv/?q=node/9112

Bergamo: i carabinieri scoprono una discarica abusiva di rifiuti speciali

Bergamo: i carabinieri scoprono una discarica abusiva di rifiuti speciali
I carabinieri di Bergamo e i militari del Noe di Brescia hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali all'interno del Parco dell'Adda, nel territorio di Calusco d'Adda (Bergamo). Le indagini sono partite dalla segnalazione di uno sversamento sospetto di materiale all'interno di una cava di circa ottomila metri quadrati di proprietà di una notissima società per azioni con sede a Villa d'Adda (Bergamo), che si occupa della costruzione e del rifacimento di impianti sportivi. 14/11/2008 03:32

Ambiente - I sopralluoghi effettuati dai carabinieri settimana scorsa hanno permesso di scoprire che una nota azienda di Villa d'Adda versava rifiuti

Ambiente - I sopralluoghi effettuati dai carabinieri settimana scorsa hanno permesso di scoprire che una nota azienda di Villa d'Adda versava rifiuti speciali nel bacino di una cava di Villa d'Adda, al confine con Calusco. L'area è stata squestrata, denunciato a piede libero il legale rappresentante della ditta, un noto imprenditore.
Discarica abusiva nel Parco Adda, società nei guai
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I carabinieri di Zogno e i militari del Nucleo operativo ecologico di Brescia hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali all'interno del Parco dell'Adda, zona sottoposta a vincolo ambientale, nel territorio di Villa d'Adda (al confine con Calusco). I sopralluoghi, come rivelato da Bergamonews, erano iniziati settimana scorsa.
A far scattare le indagini era stata la segnalazione di un versamento sospetto di materiale all'interno di una cava ormai in disuso di circa ottomila metri quadrati e di proprietà di una notissima società per azioni con sede a Villa d'Adda (Bergamo), che si occupa della costruzione e del rifacimento di impianti sportivi. Secondo i carabinieri, a gettare i rifiuti nel bacino erano gli stessi proprietari dell'area. Il legale rappresentante della società, P. B., 76 anni, è stato denunciato a piede libero.
Gli inquirenti ritengono che l'attività illecita proseguisse da parecchi mesi. L'area è stata sequestrata e i carabinieri hanno prelevato alcuni campioni di rifiuti, che saranno sottoposti ad analisi per verificarne l'eventuale tossicità. Altri particolari verranno resi noti in tarda mattinata dai carabinieri. (nella foto aerea comunale l'area della cava).

Bergamo, discarica abusiva in Parco in Parco

Bergamo, discarica abusiva in Parco Adda: una denuncia
Sequestrati 8mila mq sottoposti a vincolo ambientale




Roma, 14 nov. (Apcom) - I carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo e del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia hanno scoperto un'enorme discarica abusiva all'interno del Parco Adda, una vasta area sottoposta a vincolo ambientale in cui venivano sversate grandi quantità di rifiuti speciali.



Intervenuti su segnalazione dei cittadini, i militari hanno osservato per alcuni giorni l'area all'interno del parco, in cui era stata creata una vera e propria cava di contenimento dei rifiuti, con conseguente deturpamento del sito protetto.



Notato finalmente giungere un autocarro e visto che venivano abbandonati i rifiuti, i militari hanno scoperto gli autori dei reati: si trattava dello stesso proprietario dell'area, legale rappresentante di una nota società per azioni bergamasca operante nel settore della costruzione e rifacimento di impianti sportivi.



L'uomo è stato denunciato per la gestione illecita di rifiuti e per aver realizzato una discarica abusiva non autorizzata in un'area soggetta a vincolo ambientale, oltre che per reati contro l'ambiente derivanti dal grave inquinamento e danneggiamento del sito paesaggistico. Secondo i primi accertamenti, gli sversamenti andavano avanti da mesi, forse da anni.



L'intera area, oltre ottomila metri quadri, è stata sequestrata e sono in corso le analisi per stabilire il grado di tossicità dei rifiuti.



Red/Sav

Scoperta discariva abusiva a Calusco nel Parco dell'Adda

Scoperta discariva abusiva nel Parco dell'Adda
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo e del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia hanno scoperto un’enorme discarica abusiva all’interno del Parco Adda, a Calusco d'Adda, dove venivano versate ingenti quantità di rifiuti speciali su una vasta area sottoposta a vincolo ambientale.

Intervenuti su segnalazione dei cittadini, i militari hanno osservato per alcuni giorni la zona all’interno del Parco, dove era stata creata una vera e propria cava di contenimento dei rifiuti. I militari hanno notato giungere un autocarro che poco dopo ha abbandonato i rifiuti. Da qui è stato possibile individuare gli autori del reato, che secondo i carabinieri si tratta dello stesso proprietario dell’area, legale rappresentante di una nota società per azioni di Villa d'Adda operante nel settore della costruzione e rifacimento di impianti sportivi.

Lo stesso è stato segnalato all’autorità giudiziaria per la gestione illecita di rifiuti e per aver realizzato una discarica abusiva non autorizzata in area soggetta a vincolo ambientale, oltre che per i reati contro l’ambiente derivanti dal grave inquinamento e danneggiamento del sito paesaggistico. Secondo i primi accertamenti, il dispregio dei luoghi andava avanti da mesi, forse da anni. L’intera area, consistente in oltre ottomila metri quadri, è stata sequestrata e sono in corso le analisi volte a stabilire eventuale grado di tossicità dei rifiuti.


(14/11/2008)

Tuesday, November 11, 2008

NOVEMBRE 2008

mercoledì 12 novembre dalle 16.00 alle 18.00
nell'ambito della campagna "Per il clima contro il nucleare" incontro formativo e informativo sul nucleare con Andrea Poggio.
L'incontro si terrà in Via Vida 7 a Milano (sede Fondazione Legambiente Innovazione)

Obiettivo principale approfondire l'argomento, interiorizzare e saper argomentare le posizioni dell'associazione. Consultate i materiali della campagna sul sito www.legambiente.eu/


sabato 15 novembre dalle 9,30 alle 17,30
convegno dal titolo :Consumo del suolo e cementificazione del territorio: le alternative degli ambientalisti"
Brescia, Cinema Nuovo Eden, Via Nino Bixio 9 (www.nuovoeden.it).

Organizzato dai Verdi Europei e dall'Associazione Ecologisti Democratici, vede Legambiente Lombardia impegnata a riflettere sulle prospettive future del territorio lombardo


mercoledì 19 novembre, ore 9,00,
workshop "Le centrali di mobilità in Europa"
Milano, Palazzo Giureconsulti "Sala Terrazzo" Piazza Mercanti.

Promosso da Fondazione Legambiente Innovazione, con questo workshop si intende porre l'attenzione sull'importanza che rivestono le centrali di mobilità in Europa e presentare il progetto della prima centrale di mobilità italiana


giovedì 20 novembre dalle 9,00 alle 17,00,
convegno dal titolo "Nanotecnologie, ambiente e sicurezza",
Milano, "Sala Vitman" Acquario Civico di Milano Viale Gadio 2.

Dal 2006 Legambiente è partner italiano del progetto Europeo Nanocap (Nanotechnology Capacity Building) che raccoglie la rappresentanza di associazioni ambientaliste, sindacati e università con l'intento di sviluppare un punto di vista equilibrato nei confronti delle Nanotecnologie. Il convegno intende fare il punto della situazione sul fronte ambientale e della sicurezza in Italia

Saturday, November 08, 2008

Villa d'Adda - I carabinieri hanno avviato i primi accertamenti su presunti rifiuti scaricati illecitamente nell'ex cava San Martino, a Villa d'Adda,

Villa d'Adda - I carabinieri hanno avviato i primi accertamenti su presunti rifiuti scaricati illecitamente nell'ex cava San Martino, a Villa d'Adda, punto estrattivo ormai non più utilizzato all'interno del Parco Adda Nord. Le indagini sono iniziate dopo l'esposto di un cittadino, che parla di inerti e altri rifiuti abbandonati.
Accertamenti su rifiuti in un'ex cava
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Un cittadino solleva sospetti su un presunto smaltimento illecito di rifiuti in una cava e scattano i primi accertamenti dei carabinieri, su delega della Procura di Bergamo.
Accade a Villa d’Adda, dove ieri (6 novembre 2008) i militari della stazione di Calusco hanno perlustrato la cava San Martino, punto estrattivo ormai in disuso che si trova vicino al fiume e all’interno del Parco Adda Nord. Oggi è inoltre previsto un sopralluogo del tenente Filippo Bentivogli, comandante della compagnia dei militari di Zogno.
Tutto è iniziato dall’esposto di un cittadino, che ipotizza un unico reato – lo smaltimento illecito di rifiuti – e scende nel dettaglio di alcune cose viste e che la procura intende verificare: l’esposto parla di quintali di materiale inerte, non più riutilizzabile per produrre materiale edile, che è stato scaricato all’interno della cava. Ci sarebbero inoltre, altri tipi di rifiuti, forse anche tossici, scaricati a ripetizione nell’ex punto estrattivo.
Per ora i carabinieri sono solo alla fase degli accertamenti. Nell'ex cava San Martino il Comune ha anche programmato la realizzazione della nuova stazione ecologica, dopo la necessaria bonifica.

Venerdi 7 Novembre 2008

Friday, October 24, 2008

Polveri sottili da record Quasi il triplo del valore limite

Polveri sottili: si va
verso il triplo del valore limite
Le polveri sottili a Bergamo, ma non solo in città decollano, e la situazione si fa preoccupante per la salute: i dati rilevati dalla centralina di via Meucci dicono che le famigerate pm10 sono passate dai 100 microgrammi di martedì ai 136 di mercoledì, ai 122 di giovedì. Solo piogge abbondanti potrebbero «lavare» l'aria, ma non ne sono previste.

I livello è ben al di sopra dei limiti previsti dalla normativa (50 microgrammi per metro cubo) ovunque in Bergamasca: fra la giornata di martedì e quella di mercoledì a Treviglio si è passati da 80 microgrammi per metro cubo a 115 microgrammi; a Calusco da 76 a 121; a Osio Sotto da 71
a 95; a Filago da 62 a 90.

Nella giornata di giovedì la situazione è rimasta pressochè invariata: Bergamo Meucci 122 microgrammi per metro cubo; Filago Centro 73; Osio Sotto 89; Treviglio 122; Calusco 108.

Considerato il fatto che gli inpianti di riscaldamento stanno funzionando a regime ridotto, perché le temperature non sono sicuramente particolarmente rigide, l'arrivo del freddo previsto per fine mese potrebbe far precipitare definitivamente la situazione di respirabilità dell'aria.

(24/10/2008)

Alalrme smog - L'assessore all'Ambiente di Bergamo esclude provvedimenti d'emergenza per contrastare l'aumento delle polveri sottili: "Purtroppo le co

Alalrme smog - L'assessore all'Ambiente di Bergamo esclude provvedimenti d'emergenza per contrastare l'aumento delle polveri sottili: "Purtroppo le condizioni meteo sono le peggiori: niente pioggia e soprattutto neinte vento. ma fermarsi da soli non servirebbe: lo stop dovrebbe riguardare tutta la Pianura Padana o almeno l'area critica lombarda".
Amorino: "Fermare le auto in città? Non serve a nulla"
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Il Pm10 è un nemico quasi invulnerabile. Lo ammette l'assessore Fausto Amorino: "Questi picchi di inquinamento (136 microgrammi per metro cubo mercoledì, 122 giovedì) dipendono soprattutto dalle condizioni meteo: zero pioggia, ma soprattutto zero vento. La verità è che in tutta la Pianura Padana bisognerebbe cambiare atteggiamento e stile di vita".
Al di là delle strategie a lungo termine, cosa si può fare nell'immediato per respirare meglio? "Ben poco, anche un'ordinanza di blocco del traffico lascerebbe il tempo che trova, avrebbe solo un effetto educativo. Se siamo solo noi a fermare le auto non serve a nulla. Diverso sarebbe se si fermasse tutta la pianura padana per un giorno, o almeno l'area critica lombarda". Insomma, il Pirellone dovrebbe battere un colpo. "Mah, non mi aspetto niente - sbuffa Amorino - Putroppo non credo che arriverà qualche decisione". La situazione è comunque allarmante: "I livelli di polveri sottili sono molto alti, e se il meteo non cambia l'aria potrà solo peggiorare. Figuriamoci poi quando arriverà il freddo e tutti accenderanno a pieno regime il riscaldamento..."

Merate: polveri sottili a quota 147 µg/mc,

Merate: polveri sottili a quota 147 µg/mc,
tre volte oltre il limite. Alla città il
primato negativo di tutta la zona A1








Al momento il tanto declamato blocco delle auto inquinanti non ha sortito l`effetto sperato e nella giornata di mercoledì 22 ottobre la città di Merate ha conquistato la palma nera per concentrazione di polveri sottili nell`aria. La centralina di rilevamento, infatti, ha registrato un valore medio di PM10 di 147 microgrammi per metro cubo. Si è trattato del dato peggiore rilevato in tutta la zona A1, soggetta alle limitazioni regionali del traffico, e che comprende le province di Milano, Como e Varese. Per quanto riguarda le PM2.5, ancora più insidiose perchè più “fini”, il valore ha raggiunto i 99µg/mc ma non essendo ancora stato stabilito un valore limite-soglia non è possibile fare commenti. Come è possibile notare dal grafico, negli ultimi 10 giorni solo in due casi a Merate l`aria è stata respirabile. Per il resto c`era da mettersi, con tutta probabilità, la mascherina.







Gli altri parametri, almeno per il momento, sono nella norma. Come detto Merate ha raggiunto nella giornata di mercoledì 22 un primato non certo felice. Nemmeno le centraline posizionate nel centro di Milano si sono “spinte” a tanto. Ad avvicinarsi alla città di Giovanni Battista Albani, è stata solo Milano Verziere (143µg/mc), seguita da Città studi (140µg/mc). Da notare che ieri sul fronte dell`inquinamento la situazione è stata pessima per tutti tanto che nessuna centralina ha registrato un valore contenuto sotto il limite dei 50µg/mc. Le sponde del Lario non se la sono passate di certo meglio: in Via Amendola a Lecco la concentrazione di particolato PM10 si è attestata sui 98µg/mc, in Via Sora a 102µg/mc e Valmadrera a 104µg/mc. Resta ora da verificare se, con il trascorrere dei giorni e il possibile mutamento della situazione metereologica, i livelli si abbassino.

Tuesday, October 14, 2008

Calusco: davvero arriva un altro ``mostro``?

Calusco: davvero arriva un altro ``mostro``?






Buongiorno, settimana scorsa ho letto del progetto per costruire a Calusco un palazzo di ben 12 piani (mega-albergo e negozi): MA SIAMO IMPAZZITI??? A ridosso poi del ponte di Paderno, magari pure nel parco Adda...ma gli amministratori comunali di Calusco cosa hanno nella testa? Non bastava lo schifo dell`Italcementi, a breve faremo a bi bò per dare il premio del maggior scempio tra i due MOSTRI! Ma gli ambientalisti dove sono? Non ho sentito alzarsi un lamento...
Grazie per l`attenzione,



Gatti

Thursday, October 09, 2008

"Calusco tagli quel progetto e quel grattacielo"

Solza & Co. - Al sindaco di Calusco, Roberto Colleoni cinque "colleghi" della zona tra cui Maria Carla Rocca di Solza chiedono di rivedere il programma di intervento chiamato "Il Triangolo" che prevede un'area commerciale e un hotel di 15 piani vicino al Parco Adda Nord, per ridurre l'impatto sul territorio già fortemente urbanizzato

"Calusco tagli quel progetto e quel grattacielo"



Al sindaco di Calusco, Roberto Colleoni, in nome della necessità di una programmazione sovracomunale per progetti rilevanti, cinque "colleghi" della zona tra cui Maria Carla Rocca di Solza chiedono caldamente di rivedere il programma di intervento chiamato "Il Triangolo" adottato ad agosto per ridurne l'impatto, diretto e indiretto sul loro territorio "già fortemente urbanizzato e ricco di attezzature e servizi, con notevoli problematiche legate a un cronica difficoltà di movimento e anche vittima di un pesante inquinamento atmosferico".
Il piano integrato di cui si parla prevede un'area commerciale di 2.500 metri quadrati e un palazzo di 15 piani, pari a quasi 50 metri d'altezza, a poche centinaia di metri dal Parco Adda Nord, dall'area leonardesca della Valle dell'Adda e dallo storico ponte in ferro. "Una struttura alberghiera per 2.600 metri quadrati - spiegano i sindaci - risulta essere un ulteriore notevole attrattore e generatore di traffico e forse, una struttura così ampia con oltre cento posti letto potrebbe risultare eccessiva per l'effettivo bisogno dei nostri territori".
Su questi due progetti dunque Maria Carla Rocca di Solza, Giuseppe Ripamonti di Cornate d'Adda, Giovanni Ghislandi di Imbersago, Valter Motta di Paderno d'Adda, Alessandro Salvioni di Robbiate, presentano una serie di osservazioni al "Triangolo". E chiedono: che i 2.500 metri quadrati a destinazione commerciale vengano destinati invece ad attività diverse meno impattanti dal punto di vista viabilistico. In subordine propongono una riduzione dell'area commerciale. Invitano anche a ridurre i 2.600 metri quadrati a destinazione alberghiera in modo da ridimensionare sia l'impatto viabilistico che quello paesaggistico. In alternativa propongono di rivedere le configurazioni degli edifici in modo da abbassare il numero dei piani e quindi l'altezza complessiva.
La lettera con le osservazioni è stata inviata per conoscenza anche al presidente del Parco Adda Nord Agostino Agostinelli e agli assessori al Territorio delle Province di Bergamo (Felice Sonzogni) e Lecco (Emanuele Panzeri).

Tuesday, October 07, 2008

Calusco: il comune approva un PII con una torre di 38mt, 12 piani e un albergo. I sindaci del meratese ``protestano``








Calusco: il comune approva un PII con una torre di 38mt, 12 piani e un albergo. I sindaci del meratese ``protestano``



Se nell`Isola, forse, il progetto non è passato del tutto inosservato nel Meratese di certo erano in pochi, pochissimi ad esserne a conoscenza. Il comune di Calusco d`Adda, lo scorso 4 agosto, durante il consiglio comunale ha approvato un piano di intervento integrato fra Via Marconi e Via Emanuele, praticamente a ridosso del ponte di Paderno d`Adda, dove va ad autorizzare l`iniziativa di un privato per l`edificazione di un`area a destinazione commerciale. Niente di strano se non fosse che si tratterà di un palazzo di 12 piani (che in futuro potranno diventare 15), per 38-45 metri di altezza e che andrà ad ospitare un albergo, uffici e negozi. L`attuale amministrazione, guidata da Roberto Colleoni, ha avallato quello che era un progetto già inserito nel Prg precedente con la sola modifica della costruzione in altezza. Invece che spalmare i volumi in orizzontale, in pratica, si autorizzerà lo sviluppo in verticale. “ Si tratta dell`iniziativa di un privato su un territorio che già precedentemente era destinato a questo tipo di costruzioni” ha spiegato l`assessore allo sviluppo del territorio, viabilità e trasporti di Calusco d`Adda Massimo Cocchi “Come amministrazione abbiamo semplicemente derogato sull`altezza per poter avere maggiori spazi destinati a verde. Invece di un casermone spalmato in orizzontale abbiamo preferito optare per uno in verticale, andando così a guadagnare il 33% di verde su 16mila metri quadrati di superficie. Si tratta di una struttura ricettiva, dove sarà presente anche un albergo e che avrà una architettura innovativa. Esteticamente bella da vedere e che nulla avrà a che fare con la torre dell`Italcementi”. A qualche centinaio di metri, infatti, da dove si svilupperà questo PII (piano di intervento integrato) denominato “Il triangolo” sorgono oltre 100 metri di torre della nota società operante nel campo della produzione e commercializzazione di cemento e calce idraulica.“ L`edificio che sarà realizzato” ha proseguito l`assessore “non ha nulla a che vedere con le torri dell`Italcementi. Si tratterà, infatti, di una struttura bella a vedersi”. E, quasi a mitigare quanto approvato, “compiacendosi” per la scelta fatta di concedere una deroga per lo sviluppo in verticale piuttosto che in orizzontale, l`assessore ha spiegato che, così facendo, chi arriverà da Paderno preferirà di certo incontrare con lo sguardo la nuova costruzione, soffermandosi ad osservarla piuttosto che essere distratto dell`esistente! Le conferenze di servizi tecniche, con Asl e Arpa, hanno dato parere favorevole e, dunque, su un`area di 16mila metri quadrati sarà realizzato: un parco verde attrezzato di 6mila metri quadrati, un edificio di 38 metri di altezza (che nel 2015 saranno autorizzati a diventare 45) e 12 piani (per un massimo di 15), uffici, spazi commerciali, un albergo e parcheggi.

Chiaramente preoccupati i sindaci dei comuni limitrofi tra cui Paderno, Robbiate e Imbersago che, su quell`area, oltre che a criticità dal punto di vista ambientale ci vedono anche una “strozzatura” per la viabilità. Pubblichiamo di seguito la lettera inviata al sindaco di Calusco d`Adda, firmata congiuntamente, dove si chiede la riduzione dell`impatto, con una maggiore mitigazione e se possibile anche una riduzione delle altezze.










DA:

Giuseppe Ripamonti, Sindaco

Comune di Cornate d’Adda, MI

Via Volta 29, 20040 Cornate d’Adda MI

Giovanni Ghislandi, Sindaco

Comune di Imbersago LC

Via Casterbarco 1, 23898 Imbersago LC

Valter Motta, Sindaco

Comune di Paderno d’Adda, LC

Piazza Vittoria 8, 23877 Paderno d’Adda LC

Alessandro Salvioni, Sindaco

Comune di Robbiate, LC

Piazza Repubblica 3 23899, Robbiate

Maria Carla Rocca, Sindaco

Comune di Solza BG

Via Don Rota, 24030 Solza, BG

Spettabile

Roberto Colleoni, Sindaco

Comune di Calusco d’Adda, BG

Piazza S. Fedele 1,

24033 Calusco d’Adda BG

e per conoscenza:

Agostino Agostinelli, Presidente

Parco Adda Nord,

Via B. Calvi 3, 20056 Trezzo sull’Adda, MI

Emanuele Panzeri, Assessore al Territorio

Provincia di Lecco

Corso Matteotti 3, 23900 Lecco

Felice Sonzogni, Assessore al Territorio

Direzione Ambiente,

Direz. Pianificazione Territoriale Urbanistica

Direzione Progettazione Viabilità .e Trasporti

Via T. Tasso,8 24121 – Bergamo




OGGETTO: P.I.I. Il Triangolo, Comune di Calusco d’Adda, BG - OSSERVAZIONI.



Spettabile Comune di Calusco d’Adda,

visto il Programma Integrato di Intervento denominato “Il Triangolo” adottato dal Comune di Calusco d’Adda con deliberazione N. 39 del Consiglio Comunale del 4 Agosto ultimo scorso, gli enti in indirizzo, nell’ottica di una programmazione sovracomunale per gli interventi di una certa rilevanza e per una completa valutazione degli impatti che tale intervento potrebbe avere nei propri territori, intendono proporre le seguenti considerazioni.

Il nostro intento è quello di fornire alcune proposte che tendano a ridurre l’impatto, diretto ed indiretto, sui nostri territori di questo Programma Integrato senza certamente entrare nel merito delle scelte urbanistiche di competenza del Comune di Calusco d’Adda.

Il nostro territorio, già fortemente urbanizzato e ricco di attrezzature e servizi, ha notevoli problematiche legate ad una cronica difficoltà di movimento e subisce un inquinamento atmosferico notevole.

Non riteniamo che in questi nostri territori vi sia carenza di strutture commerciali né di piccola ne tantomeno di media distribuzione, anzi.

Per questo motivo riteniamo non auspicabile la scelta di istituire una ulteriore area commerciale pari complessivamente a 2500 metri quadrati nell’ambito del P.I.I. in oggetto.

E’ noto a tutti come le aree commerciali siano un forte attrattore e generatore di traffico ed una così rilevante area commerciale in una zona così vicina al ponte di Paderno, con le sue già croniche difficoltà viabilistiche, è quantomeno inopportuna.

Inoltre, di rilevante impatto ambientale e paesaggistico risulta anche la realizzazione di un palazzo di 15 piani, pari a quasi 50 metri di altezza, a poche centinaia di metri dal Parco Adda Nord, dall’Area Leonardesca della valle dell’Adda e dallo storico ponte in ferro.

L’imponente, e invasivo, profilo della torre Italcementi non è certo motivo sufficiente per avallare sul nostro territorio strutture che nulla hanno a che fare con le nostre caratteristiche e tradizioni urbanistiche.

Inoltre una struttura alberghiera per 2600 metri quadrati di superficie risulta essere un ulteriore notevole attrattore e generatore di traffico e, forse, una struttura così ampia, con ben oltre un centinaio di posti letto, potrebbe risultare eccessiva per l’effettivo bisogno dei nostri territori.

Per le ragioni sopra esposte, i Comuni di Cornate d’Adda, Imbersago, Paderno d’Adda, Robbiate, Solza intendono presentare le seguenti



OSSEVAZIONI

al Programma Integrato di Intervento denominato “Il Triangolo”:

1. Si chiede che i 2600 metri quadri di area a destinazione commerciale vengano destinati ad attività diverse meno impattanti dal punto di vista viabilistico

2. in subordine si propone una loro riduzione

3. Si chiede che i vengano ridotti i 2600 metri quadri a destinazione alberghiera in modo da ridurre sia l’impatto viabilistico che quello paesaggistico

4. in alternativa si propone che vengano riviste le configurazioni degli edifici in modo da ridurne il numero di piani e quindi l’altezza complessiva.

Nella certezza che il Comune di Calusco voglia cogliere lo spirito propositivo delle osservazioni soprariportate, l’occasione ci è gradita per porgere i nostri più cordiali saluti.




Il Sindaco di Imbersago
Giovanni Ghislandi

Il sindaco di Paderno d’Adda
Valter Motta

Il Sindaco di Robbiate
Alessandro Salvioni

Il Sindaco di Solza
Maria Carla Rocca

Il Sindaco di Cornate d’Adda
Giuseppe Ripamonti


Calusco: i comuni vicini dicono no al Triangolo
“Magna pars est profectus velle proficere”
“Gran parte del progresso sta nella volontà di progredire”
Seneca
3 ottobre 2008
a Roberto Colleoni, Sindaco Comune di Calusco d’adda
Agostino Agostinelli, Presidente Parco Adda Nord,
Emanuele Panzeri, Assessore al Territorio Provincia di Lecco
Felice Sonzogni, Assessore al Territorio Provincia di Bergamo
OGGETTO: P.I.I. Il Triangolo, Comune di Calusco d’Adda, BG
OSSERVAZIONI.
Spettabile Comune di Calusco d’Adda,
visto il Programma Integrato di Intervento denominato “Il Triangolo” adottato dal Comune di Calusco d’Adda con deliberazione N. 39 del Consiglio Comunale del 4 Agosto ultimo scorso, gli enti in indirizzo, nell’ottica di una programmazione sovra comunale per gli interventi di una certa rilevanza e per una completa valutazione degli impatti che tale intervento potrebbe avere nei propri territori, intendono proporre le seguenti considerazioni.
Il nostro intento è quello di fornire alcune proposte che tendano a ridurre l’impatto, diretto ed indiretto, sui nostri territori di questo Programma Integrato senza certamente entrare nel merito delle scelte urbanistiche di competenza del Comune di Calusco d’Adda.
Il nostro territorio, già fortemente urbanizzato e ricco di attrezzature e servizi, ha notevoli problematiche legate ad una cronica difficoltà di movimento e subisce un inquinamento atmosferico notevole.
Non riteniamo che in questi nostri territori vi sia carenza di strutture commerciali né di piccola ne tantomeno di media distribuzione, anzi. Per questo motivo riteniamo non auspicabile la scelta di istituire una ulteriore area commerciale pari complessivamente a 2500 metri quadrati nell’ambito del P.I.I. in oggetto. E’ noto a tutti come le aree commerciali siano un forte attrattore e generatore di traffico ed una così rilevante area commerciale in una zona così vicina al ponte di Paderno, con le sue già croniche difficoltà viabilistiche, è quantomeno inopportuna.
Inoltre, di rilevante impatto ambientale e paesaggistico risulta anche la realizzazione di un palazzo di 15 piani, pari a quasi 50 metri di altezza, a poche centinaia di metri dal Parco Adda Nord, dall’Area Leonardesca della valle dell’Adda e dallo storico ponte in ferro.
L’imponente, e invasivo, profilo della torre Italcementi non è certo motivo sufficiente per avallare sul nostro territorio strutture che nulla hanno a che fare con le nostre caratteristiche e tradizioni urbanistiche.
Inoltre una struttura alberghiera per 2600 metri quadrati di superficie risulta essere un ulteriore notevole attrattore e generatore di traffico e, forse, una struttura così ampia, con ben oltre un centinaio di posti letto, potrebbe risultare eccessiva per l’effettivo bisogno dei nostri territori.
Per le ragioni sopra esposte, i Comuni di Cornate d’Adda, Imbersago, Paderno d’Adda, Robbiate, Solza intendono presentare le seguenti
OSSERVAZIONI
al Programma Integrato di Intervento denominato “Il Triangolo”:
1. Si chiede che i 2600 metri quadri di area a destinazione commerciale vengano destinati ad attività diverse meno impattanti dal punto di vista viabilistico
2. In subordine si propone una loro riduzione
3. Si chiede che i vengano ridotti i 2600 metri quadri a destinazione alberghiera in modo da ridurre sia l’impatto viabilistico che quello paesaggistico
4. In alternativa si propone che vengano riviste le configurazioni degli edifici in modo da ridurne il numero di piani e quindi l’altezza complessiva.
Nella certezza che il Comune di Calusco voglia cogliere lo spirito propositivo delle osservazioni sopra riportate, l’occasione ci è gradita per porgere i nostri più cordiali saluti.
Il Sindaco di Cornate d’Adda Giuseppe Ripamonti
Il Sindaco di Imbersago Giovanni Ghislanndi
Il sindaco di Paderno d’Adda Valter Motta
Il Sindaco di Robbiate Alessandro Salvioni
Il Sindaco di Solza Maria Carla Rocca


Calusco: ricordati che sei cava e cava resterai




postato da: terradadda alle ore 11/10/2008 09:17 | link | commenti
categorie: cartoline, calusco d adda

Incidenti sul lavoro: due morti a Milano e L'Aquila

Incidenti sul lavoro: due morti a Milano e L'Aquila
Un operaio ferito nel Bergamasco


ROMA (6 ottobre) - Ancora vittime sul lavoro. Un operaio di 62 anni, titolare di una piccola azienda di manutenzione di canne fumarie, è morto in mattinata dopo essere precipitato dal tetto sul quale stava lavorando, in via Giordano a Cologno Monzese (MIlano). L'uomo ha fatto un volo di otto metri ed è morto sul colpo.

Vittima di un incidente anche un agricoltore, Pasquale Pietrantonio, 41 anni, morto mentre stava lavorando con un cavapatate su un agro nella piana del Fucino, a ridosso della strada 19, nel territorio del Comune di Aielli (L'Aquila).

Operaio ferito in una ditta nel Bergamasco. Nello stabilimento Italcementi di Calusco d'Adda (Bergamo) un operaio di 30 anni è rimasto ferito in un altro incidente: l'uomo stava caricando un'autocisterna quando all'improvviso è caduto da un'altezza di circa due metri e mezzo, battendo la testa al suolo. Ancora non è chiara la dinamica dell'incidente, pare comunque che prima di cadere l'operaio abbia perso l'equilibrio. L'allarme è scattato immediatamente: l'uomo è stato trasportato in elicottero agli Ospedali riuniti di Bergamo, dov'è stato ricoverato per un forte trauma cranico.

Cade dal tetto dell'autocisterna

Cade dal tetto dell'autocisterna
Giovane autista grave ai Riuniti
Incidente sul lavoro alla Italcementi spa di Calusco d’Adda. Un giovane autista, 29 anni di Pianico, è caduto dall'autocisterna sulla quale era salito per le operazioni preparatorie al caricamento del cemento sfuso. L'uomo è scivolato da un'altezza di più di 3 metri, è caduto a terra ed ha urtato la testa. Soccorso, è stato ricoverato ai Riuniti in prognosi riservata per trauma cranico.

L'incidente è avvenuto questo pomeriggio, intorno alle 15. Il 29enne, dipendente di una società di autotrasporti, doveva caricare sul suo mezzo il cemento sfuso. Quando è stato il suo turno è salito sull'autocisterna per svolgere le operazioni preparatorie e in particolare per aprire la bocca di carico. Per cause ancora da accertare l’autista è caduto. Poco dopo è stato notato a terra dal personale dello stabilimento che è intervenuto immediatamente per prestare soccorso e nel contempo ha allertato il 118. Sul posto sono arrivati l’elisoccorso e l’auto medicalizzata e il ferito è stato trasportato con l’elicottero agli Ospedali Riuniti di Bergamo: la prognosi è riservata.

(06/10/2008

Friday, October 03, 2008

Merate: le PM10 tornano a ``fare paura``

Merate: le PM10 tornano a ``fare paura``
Per due giorni il livello sopra i 50 µg/mc







I primi segnali di freddo devono aver spronato più di una persona ad accendere caloriferi e caminetti tanto che le polveri sottili hanno iniziato ad aumentare sorpassando la soglia dei 50 µg/mc. Dopo la tregua estiva, complice ora anche la situazione meteorologica, le criticità sul fronte dell`inquinamento ritornano e l`incubo polveri sottili sarà acuito quest`anno anche dall`introduzione di un nuovo parametro, le PM2.5 che misurano i corpuscoli inquinanti ancora più piccoli e dunque più invasivi presenti nell`aria.
Lunedì 29 per un soffio i parametri sono rimasti nella norma di legge, con 49 µg/mc rilevati dalla centralina di Merate. Un dato che è stato una sorta di campanello d`allarme. Infatti, come previsto, martedì 30 settembre a chiusura di mese si è registrato il primo superamento con 66 µg/mc. Lecco e Valmadrera, per il momento sono rimaste nei limiti, anche se di poco. La salita della concentrazione di polveri sottili è proseguita anche nella giornata di mercoledì 1 ottobre e il mese si è purtroppo inaugurato con un valore negativo pari a 72 µg/mc. I superamenti, come è stato possibile visionare dal rapporto dell`Arpa, sono stati abbastanza frequenti in tutta la Lombardia dove la punta massima è stata toccata a Milano zona Pascal-Città studi con 84µg/mc . Sul lago per il momento la situazione è rimasta contenuta anche se non si possono fare previsioni positive per i prossimi giorni. Dal 15 ottobre, tra l`altro, per la città di Merate, inserita nell`area A1, scatterà il blocco del traffico per le auto più inquinanti e con esso anche le limitazioni per l`accensione di determinati tipi di stufe a legna.

Thursday, October 02, 2008

Italcementi. "Stufi di essere presi in giro"

Italcementi. "Stufi di essere presi in giro"

Di Marco Tonarelli *, giovedì 02 ottobre 2008



Ci hanno scritto gli operai
Ciao Matteo, ti mando questa mia a nome di alcuni operai Italcementi. Come lavoratori Italcementi intendiamo soffermare l'attenzione dei lettori sui recenti sviluppi della vertenza che coinvolge il nostro stabilimento di via Frassina.

Dopo i proclami esaltanti fatti dal sindaco nel comunicato ufficiale uscito il 19 settembre, a seguito dell'incontro avvenuto in comune tra azienda istituzioni locali e sindacati in cui tutto sembrava risolto ("una soluzione che accontenta tutti"), oggi cominciamo a fare i conti con i fatti e non con le parole.

Le parole recitavano press'a poco così: mobilità volontarie, trasferimenti, 5 lavoratori a Progetto Carrara (contemplati nell'accordo di acquisto di cava foce), 11 lavoratori a libro paga di Italcementi fino alla risoluzione della vertenza, che vuol dire reindustrializzazione del sito di via Aurelia e garanzie di posti di lavoro in loco.

Se per le mobilità volontarie tutto si è risolto come preventivato (più per paura di cosa sarebbe potuto succedere in futuro che non per scelta di opportunità), per i trasferimenti le promesse non si sono rivelate tali, poiché non subito attuabili, ma vincolati a periodi di mobilità di 1 o 2 anni, e, la possibilità di trasferimento di 5 lavoratori a Progetto Carrara, si è infranto del tutto, poiché sempre più insistente l'ipotesi che non si tratti di quest'ultima ma di ditte appaltatrici che gravitano intorno alla costruzione della strada dei marmi, cosa di cui non si era mai parlato in nessun accordo e, a nostro avviso, una soluzione meno tutelante rispetto ad opportunita lavorative in loco e di lungo periodo.

Ultimo e non ultimo, l'ipotesi di libro paga aperto fino alla risoluzione della vertenza, comincia a vacillare, non essendo supportati rispetto a questa eventualità di un protocollo sottoscritto dalle parti. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.

La domanda sorge spontanea: noi lavoratori, non ci abbiamo capito niente o qualcuno cerca di farci ingoiare dei rospi facendoli passare per tordelli? Qual è la verità vorremmo saperlo un volta per tutte. E' avvilente dover subire una perdita del lavoro e, al contempo, essere presi per i fondelli un po' da tutti.

Il sindaco, che si è fatto promotore e portavoce di quest'ultima radiante soluzione della vertenza, che si rende alla faccia di tutti sempre disponibile, e i sindacati, che come noi credo rimangono spiazzati da questi continui volta faccia, mantengano le promesse fatte, le sottoscrivano e le presentino ufficialmente.

Italcementi (che per 70 anni ha guadagnato su questo territorio, per lei decine e decine di lavoratori si sono spaccati la schiena ed ingoiato polvere e fumo del suo camino) aveva garantito nei primi incontri di questa vertenza che non lasciava Carrara con un problema occupazionale irrisolto. Ad oggi i posti di lavoro persi sono già 20, guardiamo di perdere anche quelli che restano e avremo fatto tutti una degna figura.

Marco Tonarelli
(*) Dipendente Italcementi Carrara

Wednesday, October 01, 2008

Torna l'incubo delle polveri sottili

Torna l'incubo delle polveri sottili
Riaprono le scuole e in strada torna il grande traffico. Si abbassano le temperature e in tanti danno qualche fiammata al riscaldamento domestico. Risultato? L'aria diventa irrespirabile e torna lo spettro delle polveri sottili. Il bollettino della qualità dell'aria dell'Arpa, relativo alla giornata di ieri (dall'1 alle 24 di martedì 30 settembre) parla chiaro. Il valore Pm10 (polveri sottili appunto) è stato superato sia a Bergamo che in tutte le località della provincia dove è presente una centralina di rilevamento della qualità dell'aria, fatta eccezione per Filago.



Il valore di riferimento, come è noto, è di 50 microgrammi per metro cubo d'aria. Questo valore limite è stato superato a Bergamo (via Meucci) con 66 microgrammi, Lallio 53, Osio Sotto 55, Treviglio 66, Calusco 58. Filago si salva in extremis, ma il valore è di 47 microgrammi,. 3 microgrammi in meno rispetto al valore limite. Le previsioni per i prossimi giorni non sono di certo ottimistiche. Il traffico quotidiano, i rallentamenti per i cantieri aperti, le basse temperature e la nuvolosità non porteranno sostanziali cambiamenti.

(01/10/2008)

Friday, September 26, 2008

Carvico: lo splendore della teleferica Italcementi

giovedì, 25 settembre 2008
Carvico: lo splendore della teleferica Italcementi

Avevamo visto tutti, o quasi tutti, i cavalcavia della teleferica Italcementi che serviva a trasportare il materiale cavato a Col Pedrino di Palazzago fino allo stabilimento di Calusco, ma questo che vedete nella foto ci mancava. La teleferica Italcementi è inutilizzata da due anni e più da quando è entrata in funzione la nuova galleria che da Col Pedrino trasporta una quantità dieci volte superiore (rispetto ai volumi trasportabili con la teleferica) a Calusco. Italcementi dovrebbe rimuoverla interamente, ma graziosamente gli enti pubblici le hanno lasciato quattro anni di tempo per farlo fino al 2011 (chi vuole rileggersi tutta la storia veda qui). Nel frattempo in molti, specialmente i carvichesi si godranno a lungo lo spettacolo di questi mostri di ferro e cemento: la rassegnazione è il sentimento più diffuso tra i cittadini, nessuno dirà niente. Finché la teleferica e i viadotti, in totale assenza di manutenzione, non cominceranno a perdere qualche pezzo che magari cade sulla tua di automobile e allora si comincerà a strillare. Nel frattempo godetevi l’immagine di questo bel monumento in mezzo ai campi che non avevamo mai visto neppure noi, una stazione della teleferica di Italcementi con gli scambi. Un pezzo che va iscritto a buon diritto nei memorabilia.

Thursday, September 18, 2008

Calusco: due torri e. . . .un eliporto

Calusco: due torri e. . . .un eliporto






Per motivi di lavoro percorro, purtroppo per me quotidianamente, da circa 15 anni il ponte di Paderno e vorrei fare i complimenti all`amministrazione di calusco che ha visto bene di chiudere tutte le strade laterali in direzione dei semafori bloccando così di fatto la viabilità sulla una strada già perennemente congestionata (tempo medio percorrenza ufficio/casa alle ore 18.00 - 11km. 45 minuti). Ora leggo che nel triangolo di "deserto" che c`è tra l`Italcementi, il Ghinzani e la discoteca Eclisse hanno intenzione di costruire n.2 torri da 45 mt. cad.da adibire ad uffici e/o Hotel. Consiglierei la costruzione di un eliporto sul tetto degli stabili per favorire l`accesso alle centinaia di persone che graviteranno intorno ad una lottizzazione del genere.



Lettera firmata







Articoli Correlati:

(c)www.merateonline.it
Il primo giornale digitale
della provincia di Lecco Scritto il 17/9/2008 alle 15.15

Tuesday, September 09, 2008

La casa da 100K

Una casa ecologica, a basso costo, orientata alla “socialità” e adattabile alle esigenze più diverse. Questi sono gli obiettivi che Italcementi ha condiviso con l'architetto Mario Cucinella nella progettazione e nella realizzazione della Casa da 100K, l’edificio di 100 mq per un costo di 100mila euro. Tutto incentrato sull'impegno a favore di uno sviluppo rispettoso dell’ambiente e attento alle persone.




Presentata lo scorso luglio al Congresso Mondiale degli Architetti di Torino, la sfida della Casa da 100K continua e saranno presentate nuove evoluzioni per un “abitare” a misura d’uomo e più eco-compatibile alla Biennale di Venezia, dal 14 settembre al 23 novembre prossimi.
Dalla ricerca Housing Evolution condotta da Makno Consulting emerge il desiderio delle famiglie italiane di avere una casa ad un costo accessibile, ecologica e che dia spazio alle differenti identità e modi di vivere. La Casa da 100K, che risparmia sui costi di gestione grazie ai pannelli fotovoltaici che consentono di produrre energia per il fabbisogno dell’abitazione e rivendere quella in eccesso, è l’abitazione moderna che dà vita ai più diversi stili abitativi. Gli esperti del Centro Ricerca e Innovazione stanno lavorando in stretta collaborazione con lo studio di Cucinella per consentirne la realizzazione tecnica, mettendo a punto i materiali eco-compatibili e con costi limitati.
La sfida è difendere l’ambiente risparmiando.
I ricercatori di Italcementi stanno sviluppando un calcestruzzo con le stesse caratteristiche di durabilità e resistenza dei calcestruzzi tradizionali, ma con coefficienti di conducibilità termica molto bassi, grazie alla presenza di aggregati provenienti da materiali inorganici di riciclo che vengono valorizzati in materiali ad alte prestazioni. Questo permette una maggiore capacità di trattenere il calore d’inverno e l’aria fresca in estate. Lo sviluppo del nuovo calcestruzzo è già in fase avanzata: attualmente è in corso la messa a punto del materiale in termini meccanici e termo-fisici nonché di posa in opera. Entro la fine del 2008 il materiale sarà definitivamente completato e pronto all’uso.




Italcementi e Studio MCA hanno inoltre avviato con Moretti S.p.A., azienda leader nella produzione di elementi costruttivi e prefabbricati, una collaborazione finalizzata allo sviluppo dei pannelli per la Casa da 100K. L’abitazione è infatti una prefabbricazione non standardizzata, con pareti scorrevoli e curvabili e sistemi di chiusura a monoblocchi, che consentono di diversificarne l’aspetto sia esterno che interno. Soluzioni aperte che permettono alle famiglie di dare sostanza alla loro “casa dei sogni”. Questi pannelli sono manufatti a regola d’arte e innovativi non solo per i nuovi materiali di Italcementi con cui sono realizzati, ma anche per le tecniche di fabbricazione messe a punto da Moretti S.p.A., che attraverso il suo know-how garantisce la qualità del prodotto finito.
I materiali sviluppati da Italcementi sono interessanti sia per le loro caratteristiche strutturali sia sul fronte dell’intero ciclo di vita. In un’ottica di eco-sostenibilità, infatti, gli aggregati presenti nel calcestruzzo non provengono da materie prime, andando quindi ad intaccare risorse non rinnovabili, ma dal riutilizzo di altri materiali. In questo modo si abbatte la quantità di emissioni di CO2 in fase di produzione. Non solo: la natura ecologica del materiale ne permette un completo riutilizzo in fase di dismissione. Sul fronte delle emissioni di CO2, l’abitazione risulta decisamente innovativa: se una casa tradizionale produce 62 kg di CO2 per metro quadro all’anno, il valore per la Casa da 100K è pari a zero.

Tuesday, August 26, 2008

Calusco: ecco le torri gemelle con hotel e uffici


Calusco: ecco le torri gemelle con hotel e uffici


Due «torri gemelle» alte 45 metri a destinazione alberghiera e uffici, un edificio con un mix di funzioni commerciali e direzionali, un supermercato discount, parcheggi, piste ciclopedonali e aree verdi. Tutto questo sorgerà sul «Triangolo» di Calusco d’Adda, il terreno posto tra la provinciale di via Marconi e la via Vittorio Emanuele, di fronte alla torre della cementeria dell’Italcementi.




Le imponenti costruzioni architettoniche mirano a diventare un segno caratteristico di Calusco d’Adda, assieme ai cento metri della ciminiera del forno dell’Italcementi, ma soprattutto l’intervento si propone come una soluzione per la riqualificazione urbana e ambientale di un’area periferica con strutture produttive nelle vicinanze. Questo progetto fa parte del piano integrato di intervento che è stato adottato a maggioranza, con voto contrario della minoranza, nell’ultimo Consiglio comunale.





Per l’assessore allo Sviluppo del territorio, Massimo Cocchi: «Questo piano integrato d’intervento (Pii) ha avuto come base un proficuo rapporto tra pubblico e privato per attuare una progettazione concordata e partecipata al fine di promuovere con un intervento idoneo ed efficace la riqualificazione del territorio, dell’ambiente e del paesaggio, nonché l’ottimizzazione dei servizi. La realizzazione di edifici alti 45 metri e dall’alto valore architettonico e strutturale, è stata concessa al fine di catalizzare lo sguardo dell’osservatore e per nascondere le strutture industriali circostanti». Il Comune riceverà da questa operazione, in opere pubbliche (in buona parte rotonde, piste ciclabili e riqualificazione di strade) e oneri di urbanizzazione, la somma di due milioni e 370 mila euro.




Al consiglio comunale ha illustrato il piano denominato «Il Triangolo», l’architetto Ales Previtali, dello Studio Associato Previtali di Calusco d’Adda che ha predisposto il progetto per conto della società Le-Ber Immobiliare sas di Colleoni Luigi con sede a Calusco. La superficie totale interessata da questo intervento è di 18.500 metri quadrati, di cui 6.600 metri quadrati saranno interessati dalle costruzioni, mentre sui restanti metri quadrati saranno adibiti a verde, parcheggi, uso pubblico, nonché la realizzazione di una nuova rotatoria all’incrocio tra via Marconi e Vittorio Emanuele.
Gli edifici che verranno realizzati sull’attuale area disomogenea (non edificata, a destinazione pubblico-collettiva, con spazi e zone di rispetto cimiteriale, con la presenza di alcune realtà commerciali e residenze private) saranno tre, studiati architettonicamente da far risultare, come ha descritto l’architetto, uno «skyline movimentato e irregolare, fatto di corpi che si innalzano a diversi livelli alternati agli spazi vuoti dei parcheggi ed a zone verdi».

Il primo fabbricato ospiterà un supermercato discount e sarà a un solo piano per un totale di 1.500 metri quadrati. Verrà realizzato subito dopo il corpo di fabbrica dell’Italcementi, che nell’accordo fatto con il comune dovrà essere distrutto, separato da una pista ciclopedonale, che collegherà la via Vittorio Emanuele a via Marconi, e da una barriera verde alberata. Proseguendo verso Ovest, ci sarà l’area destinata a parcheggio, con mitigazioni di verde e un piccolo parco con piante. Quindi, sorgerà il secondo edificio su due piani (800 metri quadrati il primo e altri 800 metri quadrati il secondo), che ospiterà un mix funzionale, commercio al piano terra e attività direzionale al primo piano. Con l’adozione il Piano integrato rimarrà in visione per trenta giorni per le osservazioni, quindi altri 45 giorni in Provincia per l’approvazione e poi ritornerà in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

(12/08/2008)


Strade - Via libera al progetto definitivo di una edelle opere più importanti della viabilità provinciale. La strada sarà lunga tre chilometri e attraverserà i territori di Cisano Bergamasco e Pontida. Consentirà a chi arriva da Lecco di raggiungere Bergamo in tempi molto più rapidi.
Variante di Cisano, la Provincia approva il progetto
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La Giunta Provinciale ha approvato il progetto definitivo della Variante di Cisano Bergamasco. Mantenendo l’impegno assunto con il Ministero delle Infrastrutture, il progetto è stato predisposto entro il mese di agosto e verrà immediatamente trasmesso per consentire al Cipe l’approvazione definitiva con la relativa copertura finanziaria, come presupposto necessario per l’auspicato appalto dell’opera. Questa attraverserà i territori di Cisano Bergamasco e Pontida e si svilupperà tra la ex SS 639 a Nord di Cisano Bergamasco e lo svincolo con la SP 169. La strada sarà lunga 3,2 chilometri, avrà inizio a nord ovest dell’abitato di Cisano e comprende:
- uno svincolo a salto di montone con il tracciato principale in sottopassaggio rispetto alla rampa di svincolo costituita dalla direzione Lecco-Bergamo
- una galleria artificiale lunga poco più di 600 metri
- il ponte di attraversamento del Torrente Sonna
- una rotatoria a raso prevista per il futuro collegamento alla ex SS 342 in direzione Pontida
- un tratto in rilevato lungo il Torrente Sonna
- una rotatoria a raso di interconnessione con la SP 169.
La Variante di Cisano ha un’importante valenza interprovinciale e rappresenta un segmento del collegamento Bergamo-Lecco, all’interno del più ampio disegno infrastrutturale già definito tra le Province di Bergamo e Lecco e condiviso con la Regione Lombardia e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
“Consentirà alla realtà di Lecco di accedere rapidamente all’aeroporto di Orio al Serio, all’autostrada A4 e nel prossimo futuro alla Pedemontana. – ha spiegato l’assessore alle Grandi Infrastutture, Felice Sonzogni - In questo itinerario si inserisce il recente intervento della variante Villa d’Adda-Carvico realizzato dalla Provincia e aperto al traffico nel luglio 2007 e sarà completato con il successivo tratto Calusco d’Adda-Terno d’Isola, inserito nella Legge Obiettivo”. L’insieme di questi interventi – continua l’assessore Felice Sonzogni – “consentirà anche di migliorare le condizioni generali di sicurezza e ambientali nei Comuni dell’Isola bergamasca, penalizzati dal traffico di attraversamento che sarà trasferito sulla nuova infrastruttura”. Il costo complessivo ha subito incrementi significativi dovuti sostanzialmente: all’accoglimento delle prescrizioni Cipe, del Parco dell’Adda e dei Comuni; all’incremento dei costi di acquisizione ed espropiazione delle aree, all’adeguamento dei prezzi unitari del 2000. Il costo attuale è di 53 milioni di euro. “Con l’adempimento di oggi la Provincia di Bergamo ha concluso la fase progettuale – ha concluso il Presidente della Provincia, Valerio Bettoni -. Le procedure e i tempi delle approvazioni sono ora affidate al Cipe. L’auspicio è che entro la fine di quest’anno si concluda l’istruttoria per passare nel 2009 alla realizzazione dell’opera”.




Ottanta telecamere contro il crimine

di SERGIO PEREGO— PADERNO D'ADDA —


di SERGIO PEREGO

UN IMPIANTO di videosorveglianza con ottanta telecamere installate nei quattro comuni i cui amministratori hanno organizzato insieme il servizio di polizia locale. Decine di occhi che, a Paderno d'Adda, Robbiate e nei due Verderio stanno già controllando i punti sensibili del territorio. Un impegno economico importante per le amministrazioni Obiettivo? Rendere sempre più sicura la vita dei loro concittadini anche con la vigilanza preventiva. Spiega il sindaco Valter Motta: «La fase di collaudo dell'impianto di videosorveglianza è terminata. Le telecamere sono già tutte in funzione. Il controllo è stato esteso sui punti sensibili dei quattro Comuni del nostro territorio; scuole materne, elementari e alla media di Robbiate. Le piazza o le strade che ospitano i municipi. Le biblioteche e i centri sportivi. Le isole ecologiche. Gli agenti sono già in grado di monitorare le aree comunali».

IL SINDACO MOTTA rileva: «L'impegno di spesa è stato di 290 mila euro. Ma vorremmo allargare ancora la sorveglianza anche ad altri punti che in questa prima fase non siamo riusciti a coprire. Esempio? Le aree con le campane del vetro dove vengono lasciati anche altri rifiuti». Spiega Salvatore Gugliotta vice-comandante del pool di polizia locale, sede a Robbiate, a Villa della Concordia: «Le telecamere sono tutte in funzione. Il territorio è controllato nei siti comunali più sensibili. Chi sta attraversando ora piazza Vittoria a Paderno, è già sul video. Lo stesso vale per le piazze e le aree che accolgono le scuole o gli impianti sportivi. Da settembre, col rientro degli amministratori dalle vacanze, il servizio di videosorveglianza troverà l’assetto definitivo».

Calusco: due grattacieli di mezza estate

Calusco: due grattacieli di mezza estate
Di Vercingetorix
Non abbiamo potuto partecipare al consiglio comunale di Calusco di lunedì 4 agosto dove si adottava il progetto per un edificio di “torri gemelle” alto 45 metri che dovrà sorgere proprio nel triangolo di terreno di fronte all’Italcementi . Ma avevamo chiesto materiale (immagini, rendering, prospetti) all’assessore Cocchi per poter parlare della cosa su Terradadda. L’assessore in partenza per le vacanze ha rimandato l’invio del materiale a dopo le ferie, ma evidentemente nel frattempo ha trovato il tempo di trasmetterlo al giornalista Monzani del l’Eco di Bergamo (ci mancherebbe altro: ubi maior, minor cessat) che oggi ci ha ricavato una intera pagina sul giornale e trovate anche al sito internet qui (da cui abbiamo tratto l’immagine qui riprodotta). Il progetto è stato adottato dal consiglio comunale di Calusco con il voto contrario della minoranza, e dovrà essere definitivamente approvato a ottobre dopo avere recepito eventuali osservazioni dei cittadini di Calusco e della Provincia di Bergamo. Sicuramente un progetto di grande modernità, ma che farà molto discutere per quanto riguarda l’impatto ambientale e visivo. Ma si dirà: c’è già il precedente della torre dell’Italcementi. Ci piacerebbe avere l’opinione dei nostri lettori su questa ardita realizzazione.


Italcementi: 350.000 api «assunte» come sentinelle ambientali


Operai, impiegati, dirigenti e alcune centinaia di migliaia di api: sono i dipendenti dell'Italcementi. Api? Si, non è un errore di battitura. Il gruppo cementiero bergamasco ha infatti «assunto» anche 350 mila di questi laboriosi insetti, e lo ha fatto con uno scopo preciso: monitorare la qualità dell'aria e dell'ambiente attorno ai propri impianti.

L'esperimento è partito nella cementeria di Scafa, in


Abruzzo nel 2002, poi, visto il successo, è stato esteso a una decina di impianti del Gruppo: dopo l'estate toccherà anche alla cementeria di Calusco d'Adda. A Rezzato (Brescia) sono state per esempio sistemate una decina di arnie. Le api si muovono fra la vegetazione e i fiori, raccogliendo il polline che poi usano per produrre il miele.

Il miele viene poi spedito a Bologna dove viene analizzato dall' Istituto nazionale di apicoltura: se tutto è nella norma, cioè se i contenuti sono nei limiti previsti dalla legge, il miele viene certificato come commestibile. Questo significa che l'aria e la zona in cui vivono le api è pulita.

Fino a ora - conferma Italcementi - il prodotto è sempre stato trovato di ottima qualità: questo significa che gli inquinanti non sono sfuggiti ai filtri delle ciminiere. Il sistema viene valutato come più affidabile del normale campionamento dell'aria, su cui influiscono le condizioni atmosferiche e il momento del prelievo: le api invece lavorano sempre, con il bel tempo e quando piove, consentendo un controllo, attraverso il miele, più preciso.

Ma che fine fa il miele: non viene commercializzato ma regalato come gadget in un barattolino col nome Italcementi cui è allegato un foglio che spiega come e perché è stato prodotto.

A oggi il monitoraggio biologico con le api viene effettuato negli stabilimenti Italcementi di Broni (PV), Scafa (PE), Vibo Valentia, Matera, Isola della Femmine (PA), Monselice (PD), Borgo San Dalmazzo (CN), Sarche (TN) e Rezzato (BS).

11/08/2008)

Tuesday, July 01, 2008

Cementeria di Calusco – Compensazioni Italcementi – Precisazioni

Paderno d’Adda, _li _ 26 giugno 2008.


COMUNICATO STAMPA

Cementeria di Calusco – Compensazioni Italcementi – Precisazioni

Egregio Direttore, pur essendo tradizionalmente restio a prendere carta e penna, o se preferisce mouse e tastiera come in questo caso per scrivere ai giornali, mi corre il dovere di fornire alcune precisazioni ed informazioni ulteriori in merito ad articoli apparsi sul Suo giornale nelle scorse settimane e relative alla annosa questione della nuova cementeria Italcementi di Calusco d’Adda e relative compensazioni ambientali.

Mi riferisco soprattutto ad una intervista al dott. Colleoni, Sindaco di Calusco d’Adda pubblicata lo scorso 17 giugno.

In quella intervista appaiono virgolettate, quindi si presuppone riportate testualmente, alcune dichiarazioni del Sindaco che, se confermate, dobbiamo ritenere inaccettabili.

Riporto.
“Il grosso del disagio provocato da Italcementi lo sopporta Calusco e quindi dobbiamo cercare di fare in modo che il grosso delle compensazioni ricada sul nostro paese.”

E poi. “ Ho avuto un colloquio informale con i responsabili dell’azienda che mi hanno assicurato la loro disponibilità a coprire i costi [della tangenziale sud n.d.r.] anche per un 60-70%. Certo questa somma sarebbe inserita all’interno di quella totale per le compensazioni.” “Penso che, piuttosto che chiedere altri finanziamenti, come quelli per il trasporto del carbone su rotaia, sia meglio indirizzarci su questo problema [la realizzazione della tangenziale sud n.d.r.]”

Forse è il caso di ricordare a chi legge che da anni oramai è attivo un tavolo che si confronta, a volte in modo costruttivo a volte in modo frontale, con Italcementi proprio su tutte le tematiche riguardanti l’impatto della attività della cementeria sul territorio.
Questo tavolo, attivato e coordinato proprio dal comune di Calusco vede assieme diversi Comuni sulle tre province di Lecco Bergamo e Milano e anche associazioni ambientaliste oltre che ASL, ARPA Parco Adda Nord e, ovviamente, Italcementi.

Quel tavolo oltre a monitorare e verificare l’attività di Italcementi, proprio pochi giorni dopo l’uscita dell’intervista in oggetto avrebbe dovuto riunirsi appunto per discutere di compensazioni ambientali.

Inizialmente in quella sede, sorprendentemente, il Sindaco Colleoni ha sostanzialmente confermato i contenuti dell’intervista apparsa sul giornale di Merate al punto che, per sottolineare il suo profondo disappunto e disaccordo con queste affermazioni, il sindaco di Solza, Maria Carla Rocca, ha ritenuto doveroso sottolineare il suo profondo dissenso abbandonando per protesta la riunione stessa ritenendo inaccettabile l’atteggiamento della Amministrazione di Calusco.

A seguito di questa clamorosa protesta e delle obiezioni sollevate anche da altri componenti del tavolo, il sindaco Colleoni ha meglio precisato il suo pensiero ribadendo che, ovviamente, per Calusco la realizzazione della tangenziale sud resta una priorità fondamentale ma che questo non avrebbe in alcun modo interferito con il cammino intrapreso assieme per quanto riguarda le compensazioni ambientali ivi inclusa la riattivazione dello scalo merci ferroviario. Il sindaco ha inoltre ribadito come non vi siano in corso colloqui informali di alcun tipo con Italcementi.

Personalmente riteniamo che queste precisazioni siano molto importanti per continuare nel cammino comune intrapreso e che vanno sicuramente nella direzione giusta.

Per questo ci saremmo aspettati, sul giornale in edicola questa settimana, perlomeno qualche precisazione da parte dell’Amministrazione di Calusco in merito all’articolo della settimana precedente.
E invece niente. A parte le attività paracadutistiche della giunta, nessun accenno alla questione Italcementi se non per alcune puntualizzazioni fornite dalla minoranza consiliare caluschese.

Ecco perchè ci sentiamo oggi in dovere di fornire le precisazioni contenute in questa lettera.

Rispetto quindi alle affermazioni pubblicate il 17 giugno scorso e che abbiamo riportato all’inizio credo sia doveroso sottolineare che la nuova Italcementi ha sicuramente ridotto non accresciuto il disagio sopportato da Calusco: i camion sono diminuiti, grazie anche alla nuova galleria, la fabbrica è stata spostata più lontano dal centro abitato.
La nuova fabbrica ha invece sensibilmente aumentato il disagio a cui sono sottoposti i cittadini di Paderno d’Adda e di Solza a cui la struttura si è sensibilmente avvicinata anche per colpa della sua imponenza: l’illuminazione dell’impianto è sicuramente qualche cosa che disturba per non parlare poi dei rumori fastidiosi ed insistenti che, soprattutto d’estate, obbliga oramai alcuni cittadini di Paderno a non riuscire più a dormire con le finestre aperte.
Non ha bisogno poi di particolari commenti poi quello che non esito a definire uno scempio ambientale per come è stato irrimediabilmente deturpata l’area del ponte storico e della valle dell’Adda.
Quanto all’inquinamento, tanto o poco che sia, provocato da Italcementi, ovviamente quello ce lo respiriamo un po’ tutti.

Quindi, se fosse che il grosso delle compensazioni deve andare al comune che subisce il grosso del disagio della nuova struttura, allora credo che Paderno abbia molto da dire in proposito.

Circa invece la tangenziale sud di Calusco, ovviamente non rientra nelle competenze del comune di Paderno esprimere giudizi in merito; a meno che tale tangenziale non abbia un impatto anche sulla viabilità, attuale o futura, di Paderno oppure a meno che tale opera entri pesantemente sul tavolo delle compensazioni ambientali Italcementi dove anche Paderno ed altri hanno invece pieno diritto di Cittadinanza.

Le assicurazioni che Roberto Colleoni ci ha dato, al termine della riunione del tavolo politico Italcementi in merito a queste questioni vanno sicuramente nella direzione giusta.
Siccome queste assicurazioni smentiscono quanto riportato dalla stampa, ci saremmo aspettati di trovare queste precisazioni anche sulla stampa.

Poiché questo non è successo, ci siamo sentiti in dovere di meglio dettagliare la situazione con questo nostro intervento.

Il nostro auspicio resta che il percorso unitario iniziato diversi anni fa e che ha dato fino ad oggi buoni risultati, possa continuare in futuro una volta chiarite queste eventuali incomprensioni.
Da parte nostra ci auguriamo che tutti facciano la loro parte, compresa Italcementi, che non può certo tirarsi indietro proprio adesso dopo che per anni ha sicuramente beneficiato della sua presenza sul territorio.

Noi di sicuro, coerentemente con quanto fatto in questi anni, non abbiamo certo intenzione di abbassare la guardia proprio adesso.

Scusandomi per lo spazio che vi ho rubato, l’occasione mi è gradita per porgere i miei più cordiali saluti.


Il Sindaco
Valter Motta

Sunday, June 22, 2008

Il trasporto merci su ferrovia sono una priorità per Calusco

Il trasporto merci su ferrovia sono LA PRIORITA' per la sostenibiltà della cementeria di Calusco d'Adda secondo Legambiente e la maggioranza dei comuni del tavolo tecnico e politico sulla cementeria La nuova Calusco.

Monday, June 16, 2008

Scoprire l’Adda tra biciclettate e serate di danza

Scoprire l’Adda tra biciclettate e serate di danza
di Lucia Galli


«L'Adda ha buona voce». Così nei Promessi sposi pensava Renzo in un soliloquio costellato di paure, mentre da fuggiasco cercava di raggiungerne un punto di guado. Sull'altra sponda lo attendeva la salvezza che aveva la faccia buona del cugino Bortolo. Il fiume che ancora oggi segna il confine del "regno" di Milano è una presenza tutelare anche per i viaggiatori moderni, in fuga o in colonna sulla A4: quando si scavalca il ponte lo sguardo scorre verso punti familiari: ecco, siamo a casa.
Una riscoperta del corso dell'Adda non può prescindere dalle due ruote: via dalla pazza coda, è una bicicletta il modo migliore per riassaporare i sapori di questi luoghi. Si può partire da Trezzo Sull'Adda, trezzoturismo.it, portando la propria bici o noleggiandola alla Cooperativa il Castello, 02.9090664. La cittadina offre molte tentazioni prima di cominciare a pedalare, a partire dal castello Visconteo, massimo impianto difensivo del Ducato di Milano: la sua mole, sgranocchiata dal tempo, si staglia con l'aria di chi sa di essere ancora padrone del fiume. Le sue mura imbrigliano l'argine, giocando a nascondino con la folta vegetazione e svelando anche i resti del grandioso ponte a una sola campata, abbattuto nel 1416 dopo una feroce battaglia (per info prolocotrezzo.it, 02.9092569).
Alle sue spalle, sull'ansa del fiume ecco un'altra roccaforte, ma di modernità: gioiello Liberty, recentemente restaurata, la centrale idroelettrica Taccani, in funzione dal 1906, è oggi solo parzialmente in pensione (visite gratuite domenica alle 10, 12.30, 14 e 17) e fa da palcoscenico a molti eventi come per esempio Adda Danza , addadanza.org, che domenica sera propone una rivisitazione de Les fleurs du mal di Baudelaire con le coreografie di Dino Verga.
In attesa della soirée può dunque cominciare la pedalata lungo le ciclabili che percorrono a ritroso, verso Lecco, il corso del fiume: dosando fiato e gambe, immersi in boschi di latifoglie, si può arrivare a Paderno D'Adda e passare sotto al ponte di ferro, mirabile opera ottocentesca di archeologia industriale, inchiodato con 100 mila bulloni senza nemmeno una saldatura. Che l'aria del fiume sia salubre e adatta alle opere dell'ingegno è evidente anche ad Imbersago (per informazioni 039.9920198), dove si giunge dopo 20 chilometri, di facili pedalate. Un consiglio: meglio lasciare un'auto ad Imbersago e tornare a Trezzo con un’altra. Come per Renzo, ecco un guado: è il cosiddetto traghetto di Leonardo. Ma Leonardo, a dire il vero, questo marchingegno, che da del tu alle forze della deriva, lo disegnò solamente, fissandolo nei suoi schizzi perché cari aveva questi luoghi che potrebbero avergli ispirato anche i "fondali" di molte sue tele. Imbarcarsi per attraversare in soli 5 minuti, l'Adda fino a Villa D'Adda e ritorno diventa così un'esperienza dei sensi a bordo di un traghetto dal sapore antico che si ostina a fare la spola da una riva all'altra per dimostrare che la tecnologia e la modernità, anche le più sofisticate, nascono sempre da un accordo semplice, fra natura e ingegno.

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