Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Thursday, March 25, 2010

Controlli al ponte sull'Adda

Controlli al ponte sull'Adda


Superata l'analisi delle vibrazioni



25 marzo 2010 Cronaca

Il ponte San Michele sotto controllo

I controlli al ponte di Paderno


Check-up di routine per l'ultracentenario ponte in ferro «San Michele» sull'Adda, ancora in pieno servizio come collegamento viabilistico e ferroviario, tra la sponda bergamasca di Calusco e quella lecchese di Paderno. Per tre giorni Carmelo Gentile e Antonella Saisi del dipartimento di ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, con l'ausilio di quattro persone, hanno effettuato controlli sull'entità delle vibrazioni della struttura in ferro, utilizzando, tra l'altro, 24 accelerometri.



Si tratta, in sostanza, di una sorta di collaudo, effettuato in condizioni di normale esercizio e con l'ausilio di moderne tecnologie e tecniche d'analisi. La fotografia della situazione attuale servirà per il confronto nel tempo con altre indagini che si andranno a fare.



L'esame preliminare dei dati, effettuato durante le prove, non ha mostrato evidenti malfunzionamenti della struttura. Il ponte «San Michele» è considerato un capolavoro dell'archeologia industriale italiana e una delle notevoli strutture realizzate dall'ingegneria ottocentesca: fu costruito tra il 1887 e il 1889. Per preservalo, una decina di anni fa, venne introdotto il divieto di transito ai camion pesanti. (dal 1992)

Tuesday, March 23, 2010

L'Italcementi punta a Oriente Cemento trasparente superstar



L'Italcementi punta a Oriente  Cemento trasparente superstar



22 marzo 2010Economia

Il cemento trasparente dell'Italcementi

Il padiglione con il cemento trasparente


La Cina rientra nelle mire espansionistiche di Italcementi. Il gruppo, infatti, punta a rafforzarsi in Oriente e non esclude la possibilità di nuove acquisizioni. «Stiamo immaginando un'espansione in Cina - ha annunciato lunedì mattina 22 marzo il direttore generale, Giovanni Ferrario -. Stiamo considerando un paio di alternative, o di espandere la nostra rete o di fare acquisizioni in loco. Una cosa è certa la nostra presenza lì è in crescita».



Tra gli altri Paesi inseriti nel piano industriale 2010-2014, che verrà presentato dopo l'estate, Italcementi guarda alla Bulgaria (nel 2011-2012), all'India (2010) e al Marocco (2009-2010) oltre ovviamente alla Cina (2013). Per quanto riguarda, invece, l'andamento del mercato nel 2010 Ferrario ha ribadito di non vedere una ripresa nel primo semestre.



Almeno per quanto riguarda i mercati maturi, nel primo semestre «il mercato riuscirà a pareggiare le perdite dei primi due mesi», mentre dovrebbe andare meglio nel secondo semestre. «Nel secondo semestre - ha spiegato Ferrario - ci attendiamo una ripresa nel Nord America, mentre i mercati emergenti continuano a essere interessanti. Se non ci sarà una ripresa molto forte, si recupererà a fine anno».



Ferrario, a Milano per presentare il nuovo cemento trasparente impiegato per costruire il padiglione italiano all'Expo di Shanghai, ha aggiunto anche: «L'edilizia è ciclicamente in ritardo di sei mesi. Molto dipende dai pacchetti di stimolo e sostegno dei vari Paesi. Quello del governo italiano non è sufficiente, ma il piano casa aiuta e le grandi opere potrebbero dare uno stimolo buono».



Quanto al cemento trasparente, è stato fondamentale per il premio al padiglione italiano di Shanghai, considerato la migliore costruzione realizzata in città nel 2009. Il cemento trasparente è un cemento con additivi e resine speciali che consente di creare atmosfere intriganti e originali e anche di risparmiare energie per l'illuminazione.



Il 40% del padiglione è costruito con 3.774 pannelli grandi 50 cm per 1 metro del nuovo materiale. L'avveniristico edificio è progettato per resistere a un vento che soffia a 500 km/orari, cioè forte come quello dei disastrosi tifoni.



Si tratta di un cemento nuovo, che legando particolari resine con un impasto di nuovissima concezione consente di realizzare pannelli solidi e isolanti ma allo stesso tempo in grado di far filtrare la luce. Il materiale è stato messo a punto da Italcementi proprio per l'edificio che ospiterà la presenza dell'Italia in Cina durante i sei mesi dedicati all'esposizione internazionale.



«Dall'incontro con il commissario generale del Governo per Expo 2010, il professor Beniamino Quintieri, e con il progettista, l'architetto Giampaolo Imbrighi, era sorta l'esigenza di individuare, in breve tempo, una soluzione economica e innovativa per rendere trasparenti le pareti del Padiglione italiano - ha spiegato Giovanni Ferrario, Direttore Generale Italcementi -. Ci siamo riusciti, sviluppando un nuovo materiale, risultato di una vincente ricerca sul campo. Ancora una volta, Italcementi porta con successo l'innovazione in un settore solo all'apparenza “tradizionale”, come quello dei materiali per le costruzioni. L'innovazione è sempre più protagonista della mission della nostra azienda».



Sviluppato nei laboratori di Bergamo, il nuovo prodotto garantisce la trasparenza miscelando secondo un'innovativa formulazione cemento e additivi, che grazie a una straordinaria fluidità legano una matrice di resine plastiche in un pannello che unisce alla robustezza caratteristica del materiale cementizio la possibilità di far filtrare la luce dall'esterno verso l'interno, e viceversa.



Grazie a questa soluzione, per la prima volta è possibile un utilizzo industriale del “cemento trasparente”: «Le resine, opportunamente inserite in questo particolare impasto - spiegano i ricercatori -, hanno delle prestazioni di trasparenza migliori delle fibre ottiche, sperimentalmente utilizzate finora in questo campo, ma soprattutto costano molto meno, consentendone l'applicazione su larga scala».



I 3.774 pannelli, realizzati con 189 tonnellate di “cemento trasparente”, ricoprono una superficie complessiva di 1.887 metri quadri, circa il 40 per cento del totale del Padiglione, creando una sequenza di luci e ombre in continua evoluzione nel corso della giornata. L'effetto trasparenza si coglie, dall'esterno, soprattutto nelle ore notturne, quando con il buio il “cemento trasparente” lascia filtrare le luci interne. Stando dentro il padiglione, invece, durante le ore del giorno si ha la chiara percezione delle variazioni di luminosità dell'ambiente esterno.



Utilizzato per la prima volta a Shanghai, per il futuro il materiale si propone come componente architettonica con funzioni diversificate e fra loro integrabili, come ad esempio l'internal lightening (tecniche di ombreggiamento/diffusione della luce). La sfida della trasparenza conferma la dimensione innovativa e creativa del made in Italy e ha consentito a Italcementi di mettere a disposizione della presenza italiana a Shanghai il know how e la solida esperienza aziendale, come già era accaduto in passato per altre importanti realizzazioni architettoniche.



«Ogni persona è quotidianamente a contatto con il cemento. Lo sforzo della ricerca Italcementi, in cui l'azienda investe oltre 13 milioni di euro all'anno, è quello di renderlo un materiale più sostenibile e in grado di creare ambienti sani e nei quali è piacevole vivere, come nel caso di edifici “trasparenti” dove la luce diventa protagonista», spiega Enrico Borgarello, Direttore Innovazione Italcementi. Il cuore dell'innovazione Italcementi sono i laboratori di Bergamo e Parigi, dove sono impegnati quotidianamente chimici, fisici, geologi e ingegneri. Complessivamente vi lavorano circa 170 ricercatori che in oltre 10 anni hanno contribuito a depositare oltre 60 brevetti.



A Bergamo, nell'area del KilometroRosso, è in costruzione l'ITCLab – Innovation and Technology Center Laboratory - il nuovo centro di 11mila metri quadrati, di cui oltre 7mila dedicati esclusivamente ai laboratori di ricerca. Italcementi ha sviluppato una rete di collaborazioni scientifiche a livello internazionale che comprende centri di ricerca, università e aziende nel settore dei materiali e delle costruzioni. Oggi il network è costituito da 10 centri esterni, 30 aziende e 26 università italiane, europee ed extra europee.



A Shanghai sarà presente anche il cemento “mangia-smog” TX Active®, ormai conosciuto e applicato in tutto il mondo, che è stato selezionato per la mostra ”Italia degli innovatori” presso il Padiglione italiano. Il cemento ecologico sarà esposto all'Expo, dal 24 luglio al 7 agosto 2010, tra le innovazioni e le eccellenze tecnologiche del nostr

Friday, March 19, 2010

SMOG, MAGLIA NERA PER LA PROVINCIA

SMOG, MAGLIA NERA PER LA PROVINCIA




Bergamo - L'aria non è buona nella Bergamasca. A parte in montagna, ma non sempre. Ben 214 comuni su 244 superano infatti la media regionale di emissioni di anidride carbonica. Come prevedibile è il capoluogo a comportarsi peggio, ma le notizie non sono buone neppure a Dalmine, Calusco d'Adda, Treviglio e Tavernola. Si respira decisamente meglio invece a Blello, Brumano, Fuipiano, Valnegra, Cassiglio. Entro il 2020 si punta a una riduzione del 20 per cento.











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Monday, March 15, 2010

Anidride carbonica, Bergamasca bocciata e Calusco maglia nera

Anidride carbonica, Bergamasca bocciata e Calusco maglia nera



Emissioni sopra la media lombarda in 214 Comuni su 244. Svettano Dalmine e Calusco. Tavernola: decuplicate in 7 anni







Sono 66 i milioni di tonnellate di anidride carbonica (Co2) mediamente emessi nell’aria in Lombardia. Di questi, 30 milioni sono prodotti dai grandi impianti industriali, i restanti 36 causati dal riscaldamento di edifici pubblici e privati o dalle emissioni di edifici industriali, da trasporto pubblico e privato, illuminazione pubblica, macchinari e attrezzature industriali e del terziario, agricoltura. In tutto ciò, la Bergamasca si colloca sopra la media regionale, superata da ben 214 Comuni su 244.


È anche osservando questa quota che risulta importante l’adesione al "Patto dei sindaci" per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione europea: riduzione del 20% delle emissioni di Co2 entro il 2020. Un obiettivo che numerosi Comuni bergamaschi hanno fatto proprio, aderendo con delibere consiliari al piano. Coordinatore del progetto orobico è Antonello Pezzini, del Comitato economico e sociale europeo, che ha analizzato i dati relativi alle emissioni di anidride carbonica nei vari centri della Bergamasca. I numeri derivano dalle analisi dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) secondo le disposizioni del regolamento europeo che stabilisce l’obbligo di installare centrali per il rilevamento delle concentrazioni delle polveri sottili in alcune zone campione. "Secondo le statistiche europee la Co2 deriva per il 40% dal riscaldamento delle abitazioni, per il 38% dai trasporti e per il 22% dall’industria. Per la nostra regione la media di Co2 per abitante raggiunge le 4 tonnellate equivalenti" spiega Pezzini (la tonnellata equivalente, di cui vediamo le stime nella tabella qui accanto, è l’unità di misura utilizzata dai tecnici in questo settore e che permette di pesare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti potenziali di riscaldamento globale). Ricordando che "nella provincia orobica solo 30 Comuni su 244 sono allineati, gli altri "sforano"". "A causa delle polveri sottili si muore – aggiunge –, forse questo la gente non lo sa. Ridurre le concentrazioni di anidride carbonica non è solo vantaggioso per l’ambiente, ma anche per la salute dei cittadini. Basti pensare al fatto che camminando sul marciapiede a distanza di almeno 2 metri dalla sede stradale si respira il 30% in meno di Co2 emessa dalle auto – aggiunge il coordinatore –. Parlare di sviluppo sostenibile non è uno slogan, ma una vera e propria necessità a livello geopolitico, economico e sociale". I dati elaborati da Pezzini mostrano situazioni molto differenti tra una località e l’altra della Bergamasca. Anche in montagna. "Le emissioni aumentano sensibilmente per i paesi che accolgono in alcuni periodi dell’anno turisti che incidono sul riscaldamento e sulle emissioni delle auto. Altro elemento di variabilità la presenza di impianti industriali". Per ogni situazione si deve analizzare quale sia la fonte di produzione di Co2, mettendo poi a punto le strategie idonee. L’analisi comprende tutti i 244 Comuni bergamaschi con la comparazione dei dati sull’immissione di Co2 nel 2000 e nel 2007. Rispetto al totale delle tonnellate di Co2 equivalenti emesse nel 2007 Bergamo si colloca al primo posto, seguita da Dalmine, Calusco con valori compresi tra 670 e 400 mila; Treviglio, Tavernola, Lovere, Caravaggio, Seriate e Costa Volpino registrano quantità comprese tra le 200 e 100 mila. L’ultimo paese della top ten è Grassobbio con 96 mila. Molto interessante è il confronto tra i dati del 2000 e 2007 che evidenzia come alcuni Comuni negli ultimi anni abbiano già individuato soluzioni per ridurre le immissioni o più probabilmente si siano verificate variazioni nella presenza, ad esempio, di siti industriali. "L’unica imprecisione nella statistica può derivare dal fatto che rispetto alla popolazione ho dovuto utilizzare solo i dati del censimento Istat del 2001. Se nel 2007 il numero di abitanti in una località fosse molto differente, il dato sulle emissioni di anidride per persona risulterebbe falsato".


Il dato generale mostra che nella nostra provincia si è passati da un totale di 8.628 mila tonnellate equivalenti di Co2 nel 2000 a 7.848 mila nel 2007: una riduzione pari a circa il 9%.


Per il capoluogo il valore totale di emissioni di anidride carbonica raggiunge nel 2007 le 678.858 tonnellate che rapportate ai 113 mila abitanti, portano a 6 tonnellate equivalenti per abitante. Non mancano sorprese scorrendo l’elenco dei 244 Comuni: a Tavernola la maglia nera per le variazioni, visto che le emissioni per abitante sono passate da 9 a 85 tonnellate (da 20.457 totali del 2000 ad addirittura 193.205 nel 2007), quindi quasi decuplicate. "Le misurazioni delle emissioni risentono molto delle mutazioni degli insediamenti industriali, della presenza di centrali elettriche o per esempio di una cava". In positivo, la diminuzione più sensibile si è avuta a Ponte Nossa (da 45 a 11). (fonte eco di bergamo)

Friday, March 12, 2010

Doccia fredda per i sindaco di Calusco d’Adda e Terno d’Isola

 Doccia fredda per i sindaco di Calusco d’Adda e Terno d’Isola che rischiano di veder sfumare il progetto della variante che dovrebbe collegare i due Comuni dell’Isola.



Calusco-Terno a rischio stop, l'ira dei sindaci dell'Isola









Doccia fredda per i sindaci di Calusco d’Adda e Terno d’Isola che rischiano di veder sfumare il progetto della variante che dovrebbe collegare i due Comuni dell’Isola. Un’opera attesa da anni e che fino a pochi mesi fa era considerata prioritaria dalla Provincia di Bergamo. Per mancanza di risorse via Tasso sembra però aver cambiato idea. “Conviene puntare sulla variante di Cisano perché ci sono già i fondi stanziati dal Cipe” – è stato il commento dell’assessore alla Viabilità Giuliano Capetti nella commissione che si è svolta in via Tasso circa un mese fa.


Un dietrofront che ha scatenato l’ira dei sindaci dell’Isola. La variante infatti eviterebbe il passaggio di 29 mila veicoli al giorno nel centro dei paesi. “La situazione è davvero critica – spiega il sindaco di Terno d’Isola Corrado Centurelli – la Calusco-Terno è di estrema necessità, lo ripetiamo da anni. Tutte le mattine il traffico è insostenibile, le strade sono bloccate e la qualità dell’aria ne risente. C’è solo un percorso possibile per raggiungere Bergamo e viene intasato ogni giorno da migliaia di auto e camion. Senza contare l’elevato numero di incidenti, anche mortali, che sono accaduti negli ultimi anni”. L’amministrazione di Terno d’Isola e quella di Calusco hanno già fatto sentire le loro ragioni in Provincia. “Noi abbiamo approvato una delibera di Giunta per sollecitare via Tasso a non rimandare ulteriormente questo progetto – continua Centurelli -. Dispiace doversi confrontare con Cisano, ma si tratta di due progetti diversi. Qui si parla del completamento di un quadro già avviato, là invece è un’opera ex novo e parecchio costosa. Penso che il nostro caso abbia la priorità”.

Tuesday, March 02, 2010

L'Ue, sottostimati i dati sullo smog

Le verifiche sulle rilevazioni dell’Agenzia regionale da Milano a Monza


L'Ue, sottostimati i dati sullo smog

Il dossier europeo sulle centraline: le cifre Arpa inferiori ai valori reali del Pm10 anche del 40 per cento



Blocco del traffico a Milano (Fotogramma)

MILANO - Quanto sono veri i dati sullo smog che vengono divulgati da anni ai cittadini milanesi e lombardi? Le autorità, Regione e Arpa, forniscono rilevazioni affidabili sull’inquinamento? Per scoprirlo bisogna tornare indietro di tre anni, al 31 gennaio del 2007. Quel giorno la centralina dell’Arpa a Monza registra 101 microgrammi per metro cubo di polveri sottili. Ma accanto a quella stazione, in quel periodo, c’è un laboratorio mobile, sistemato lì dai tecnici della Commissione europea. Stanno facendo un «controllo di qualità» sulle stazioni di rilevamento lombarde. Il risultato di questa seconda centralina, che utilizza le tecnologie più avanzate e all’avanguardia, è radicalmente diverso: circa 180 microgrammi di Pm10, quasi 80 in più del valore che verrà riferito ai cittadini. Sarà così anche nei giorni a venire: tra il 30 gennaio e il 2 febbraio 2007, i dati che l’Arpa ha divulgato ai lombardi sono sempre più bassi di quelli reali, con «discrepanze » che vanno da un paio a 30 o 40 microgrammi. Conclude il rapporto dei tecnici europei: «La comparazione... ha evidenziato che, in particolare ad alti livelli di Pm10», la centralina dell’Arpa «sottostima le concentrazioni».



«Sottostima sistematica» - I rapporti seguenti andranno avanti con relazioni su altre campagne di controllo, concludendo che durante le prime verifiche i dati registrati dall’Arpa sono «sistematicamente » più bassi di quelli reali. Che sopra una certa soglia (120 microgrammi) la sottostima delle macchine regionali diventa «drammatica». A pagina 6 del primo rapporto (concluso nel novembre 2006, relativo a Monza), c’è addirittura una conclusione che nel testo è stata «nascosta» sotto un grafico e dice testualmente: «I dati della rete locale sottostimano i valori delle concentrazioni di circa il 40 per cento» rispetto agli strumenti dei tecnici europei.



La ricerca - I rapporti sono stati redatti ogni 6 mesi, a partire dal novembre 2006, da un’équipe specializzata del Joint research center, il Centro comune di ricerca di Ispra, direzione generale della Commissione europea che si occupa della ricerca scientifica. Il lavoro è frutto di un accordo tra Commissione e Regione Lombardia siglato nel 2006 e costato al Pirellone 6 milioni di euro. Lo studio è articolato in quattro aree: «identificazione delle sorgenti dell’inquinamento», «analisi delle opzioni tecnologiche per l’abbattimento dello smog», «monitoraggio della qualità dell’aria», «valutazione integrata». È una sorta di «bibbia» della ricerca ambientale sull’inquinamento, in corso ormai da oltre tre anni. La Regione però non ha mai diffuso i risultati. Né ai cittadini, né agli altri enti locali. Fino ad oggi sono stati ultimati 7 rapporti: il Corriere ha potuto consultare i primi sei grazie all’impegno dei «Genitori antismog », che da anni si battono per la ricerca della documentazione scientifica sull’inquinamento che le istituzioni «nascondono » ai cittadini.



Macchine e polveri - Per le rilevazioni del Pm10 nell’aria, l’unico metodo di riferimento stabilito dalle leggi europee è il gravimetrico (si pesano le polveri depositate sui filtri). È concesso usare macchine con sistemi diversi, purché siano calibrate sul metodo gravimetrico. L’accuratezza delle rilevazioni dipende in questo caso da molti fattori: tipo di macchina/centralina, manutenzione, applicazione di coefficienti per la correzione degli errori, aggiornamenti tecnologici. Per questo un certo limite di incertezza è tollerato. A colpire però nelle campagne di controllo in Lombardia, soprattutto durante le prime verifiche, è l’incertezza a senso unico: nella stragrande maggioranza dei casi, i dati dell’Arpa sono inferiori a quelli rilevati con le tecnologie di Ispra. Diciotto giorni su 18 nelle verifiche a Pioltello nel 2006; 13 su 13 a Monza nel 2007; 13 giorni su 14 a Milano- via Pascal sempre nel 2007. Ancora nel 2007 vengono realizzate altre due campagne: a Bergamo l’allineamento dei dati per la prima vola è buono; ma a Busto Arsizio, dice Ispra, la centralina «sottostima regolarmente i valori del Pm10 tra il 10 e il 20 per cento».



Gianni Santucci

Saturday, February 27, 2010

Inquinamento atmosferico: vertice in Provincia

Inquinamento atmosferico: vertice in Provincia






VERTICE IN PROVINCIA PER ESAME PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Nella mattinata di oggi, presso la sede della Provincia di Lecco - Settore Ambiente ed Ecologia, si è tenuto un incontro, sollecitato dai Sindaci di Valmadrera e Nibionno (dove sono ubicate le centraline per il rilevamento della qualità dell’aria) tra l’Assessore all’Ambiente Carlo Signorelli, i Sindaci dei due Comuni, i tecnici dell’ARPA e dell’ASL.

Obiettivo dell’incontro la valutazione della possibilità di promuovere iniziative congiunte per contrastare e ridurre il fenomeno dell’inquinamento atmosferico.
Nel corso dell’incontro, durante il quale sono stati valutati i dati delle centraline per il rilevamento della qualità dell’aria, sono emerse l’esigenza di implementare le azioni coordinate e le informative inerenti i danni alla salute dell’ozono (stagione estiva) e l’importanza del rispetto dei provvedimenti adottati dalla Regione in applicazione della Legge 24/2006, relativi al divieto di fuochi all’aperto e di utilizzo di apparecchi obsoleti e di camini a legna per uso privato sotto la quota di 300 metri sul livello del mare.

L’Assessore all’Ambiente Carlo Signorelli ha assunto l’impegno di svolgere un ruolo di coordinamento nei confronti dei Comuni per sensibilizzare i Cittadini e le Amministrazioni ad adottare comportamenti che contribuiscano in modo concreto a contenere l’inquinamento atmosferico. “I divieti di fuochi all’aperto e dell’utilizzo della legna come combustibile sono largamente disattesi - ha dichiarato l’Assessore Signorelli - e serve un impegno anche delle amministrazioni locali per reprimere un fenomeno che incide in modo rilevante sulla qualità dell’aria”.











Friday, February 26, 2010

Verderio Inferiore è inquinato come Merate e Calusco


Verderio Inferiore: 5.2 t di polveri sottili all`anno nell`aria. Secondo l`Arpa il paese è inquinato come a Merate e Calusco



L`aria che si respira a Verderio Inferiore è tanto inquinata quanto quella di Merate e Calusco. A rivelarlo il campionamento effettuato dall`agenzia regionale per la protezione dell`ambiente nel corso del 2009, in due distinti periodi, e i cui risultati sono stati illustrati nei giorni scorsi agli amministratori. Un risultato che non sorprende particolarmente visto che già il monitoraggio effettuato anni fa da Merate, in due punti distinti (sulla statale e nel parco del Belgiojoso), aveva portato a scoprire che l`aria respirata era, complessivamente, della medesima qualità.






La centralina mobile di Verderio Inferiore è stata posizionata in un`area verde, nelle immediate vicinanze della sede municipale e lontana da fonti dirette di emissione.






Dall`analisi svolta dall`Arpa è risultato che le principali fonti di inquinante per le polveri sottili (circa 5.2 tonnellate l`anno) sono la combustione non industriale dunque impianti di riscaldamento (58%) e il trasporto su strada (19.3%). A contribuire al “grigio” risultato ci sono anche le sorgenti mobili e i macchinari, l`agricoltura e la combustione industriale.





Come si può evincere dalla tabella, e da una stima fatta dagli esperti, la combustione non industriale butta nell`aria tre tonnellate all`anno di particolato sottile. Una tonnellata deriva dal trasporto su strada e 500 quintali da altre sorgenti mobili e macchinari.

Il dato percentuale è in linea con quanto rilevato sempre dall`Arpa a livello provinciale dove il 51% delle emissioni in provincia è dato dalla combustione non industriale (pari a 428 tonnellate all`anno) e il 30% (dunque un valore più alto) dal trasporto su strada.




Durante il periodo della seconda misurazione, dall`11 settembre all`8 ottobre 2009 le concentrazioni giornaliere di Pm10 non hanno mai superato il limite dei 50 microgrammi per metro cubo.






Una situazione che, come spiegato dagli esperti, si correla all`andamento meteorologico. Le fasi di instabilità atmosferica, accompagnate da piogge e aumenti della velocità del vento, hanno contribuito in maniera determinante alla dispersione dell`inquinante.








La comparazione della campionatura è stata fatta tra le centraline di Merate, Calusco d`Adda e Verderio Inferiore. La media, nel periodo 11 settembre-8 ottobre, si è collocata per Calusco e Verderio attorno ai 27 µg/mc e a Merate a 33 µg/mc. Mentre la centralina di Verderio non ha rilevato superamenti, quella bergamasca ne ha collezionati 1, 2 quella meratese.
Uno sguardo generale mostra infine come, nonostante valori leggermente diversi, l`andamento delle concentrazioni nei diversi giorni sia stato simile.









Dunque, questa la conclusione dello studio Arpa, “da entrambe le campagne di monitoraggio effettuate nel 2009 risulta evidente che la qualità dell`aria a Verderio Inferiore è confrontabile con quella dei vicini comuni inseriti in un simile contesto territoriale. Infatti l`andamento delle concentrazioni giornaliere di Pm10 misurate è risultato analogo a quello rilevato nelle altre stazioni fisse prese a confronto (Merate e Calusco d`Adda) ma con valori leggermente inferiori”.

Saba Viscardi

Tuesday, February 23, 2010

Thursday, February 18, 2010

Merate: l`ex sindaco Albani convocato in caserma dai Cc per l`esposto presentato nel 2008sull`inquinamento in città

Merate: l`ex sindaco Albani convocato in caserma dai Cc per l`esposto presentato nel 2008sull`inquinamento in città

L`ex sindaco Giovanni Battista Albani è stato chiamato in caserma a Merate per la notifica dell`esposto a suo carico prodotto da un gruppo di cittadini lecchesi in merito alla situazione dell`inquinamento da polveri sottili in città. Un atto dovuto da parte dei carabinieri della stazione di Via Gramsci che, da indiscrezioni, si sarebbero anche presentati presso gli uffici del municipio per acquisire documenti e atti in merito all`inchiesta. Inchiesta che ha preso avvio dopo l`esposto di alcuni lecchesi, stante la grave situazione in cui versa il territorio, soffocato dallo smog e dalle polveri sottili, e volto a verificare eventuali omissioni d`ufficio o inadempienze da parte di coloro che erano deputati a salvaguardare la salute della popolazione, dunque gli amministratori locali. “ Nonostante il flusso dei dati rilevati imponesse con urgenza e senza indugio di intervenire” si legge nel documento “gli amministratori regionali, provinciali e comunali hanno omesso di attuare misure efficaci, urgenti ed indifferibili, per la protezione della salute dei cittadini , pur gravando a loro carico specifici obblighi di tutela ambientale e di protezione della salute dei cittadini”. Insomma secondo i firmatari dell`esposto ( Alberto Valsecchi; E lena Parolari, Viviana Guolo, Stefano Farina, Lucia Giroletti, Pierfranco Mastalli, Alessandro Magni, Eugenio Invernizzi, Italo Bonacina, B olotta Lucia, Cristina Ragni) si ravviserebbero due reati:

rifiuto / omissione di atti di ufficio di cui all’ art. 328 cp , essendosi gli stessi illegittimamente rifiutati ovvero avendo comunque omesso di porre in essere atti urgenti indifferibili in materia di igiene e sanità;


getto pericoloso di cose (“… nei casi non consentiti dalla legge provoca emissioni di gas vapori o fumo atti a cagionare tali effetti . .”) di cui al combinato disposto degli artt. 674 cp e 40 co. 2 cp.


"Gli amministratori pro tempore competenti in materia” si legge ancora nell`esposto “non hanno impedito le emissioni moleste ed offensive di inquinanti atmosferici provocate dal traffico veicolare, pur avendo l’obbligo giuridico di intervenire anche in via preventiva”.


La segnalazione dei cittadini, curata dall`avvocato Claudia Agostini dello studio Galli di Lecco, era stata depositata nel 2008. La convocazione di Giovanni Battista Albani pare essere il primo segnale, visto che sino ad oggi non si è avuta notizia di alcuna acquisizione di documenti o di convocazione di persone a conoscenza dei fatti, che il pubblico ministero Rosa Valotta abbia ritenuto l`esposto meritevole di approfondimento.


“Non sono preoccupato per l`accaduto” ha commentato l`ex primo cittadino “quello che come amministrazione potevamo fare l`abbiamo fatto. Quando la situazione era diventata insostenibile, Merate aveva indetto le domeniche a piedi ma non aveva trovato solidarietà negli altri comuni. Mi ero anche detto pronto a bloccare la statale, cosa che poi simbolicamente abbiamo fatto con la fascia tricolore in bicicletta e gli altri colleghi”.



Per visualizzare il testo completo dell`esposto clicca qui.





S.V





Wednesday, February 17, 2010

Un po` di chiarezza tra i veleni dell`aria








Vorrei fare un po` di chiarezza tra i veleni dell`aria e quelli della cattiva informazione.


• Si è detto e scritto che lo smog causa meno tumori che il fumo di sigaretta. Può darsi, ma questo non vuole dire che la sua azione cancerogena sia nulla, anzi è vero l`esatto contrario. È bene poi ricordare che l`azione cancerogena del tabagismo è moltiplicata dall`inquinamento atmosferico (vivere in una città inquinata non fa bene, fumare e vivere in una città inquinata fa malissimo). La Lombardia è la regione dove si muore di più per tumore, non mi risulta sia quella dove si fuma di più, mentre è certo che è quella più inquinata. Soprattutto, mentre uno può scegliere di fumare o meno, non abbiamo possibilità di scelta per l` aria che respiriamo.


• I cartelloni pubblicitari della Regione Lombardia che tappezzano i muri delle città in questi giorni sostengono che l` inquinamento fosse molto peggio negli anni 70 e 80 e che sia diminuito negli ultimi anni. In realtà solo alcuni inquinanti sono diminuiti (benzene, biossido di azoto, anidride solforosa e anidride carbonica); altri non erano del tutto studiati, come il cadmio, altri sono aumentati, come l` ozono. Inoltre un tempo non erano misurati il Pm10 né tanto meno il Pm2,5.


• Infine, l`ultima querelle verte su quanti ricoveri sono causati dallo smog. Il punto non è se registriamo 20, 40 o 100 polmoniti o infarti in più al giorno o almeno non è solo questo: il problema è che ormai camminando per la città ci bruciano gli occhi, le faringiti si sprecano e il fiato corto aumenta, negare l`emergenza aria ha poco senso di fronte a una realtà evidente a tutti quelli che vogliono percepirla.


E` proprio vero, le nostre città sono poco sicure: il pericolo più grande lo corriamo respirando e questa non è sicuramente un`iperbole.


Si usa dire che la salute viene prima di tutto. Speriamo sia così anche per i quattro candidati sindaci di Lecco; e speriamo che gli elettori premino chi, tra loro, proporrà le politiche più serie per guarire la mal-aria

Wednesday, February 10, 2010

Polveri sottili ancora alle stelle

Polveri sottili ancora alle stelle


Il valore limite quasi raddoppiato

10 febbraio 2010Cronaca



Niente da fare, le polveri sottili nella Bergamasca restano molto alte. In tutte le sette centraline di rilevamento dislocate in città e provincia martedì 9 febbraio è stato superato ampiamente il valore limite delle PM10 che è 50. Record negativo in via Garibaldi a Bergamo con 91, ma via Meucci, sempre in città, è staccata di poco con 87.



Situazione grigia pure in provincia: 80 a Calusco, 78 a Lallio, 71 a Osio Sotto, 70 a Filago Centro e 69 a Treviglio. Se non pioverà, i valori resteranno alti, ma è comunque un problema destinato a trascinarsi fin quando non si attueranno provvedimenti seri.


Tuesday, February 09, 2010

Saturday, February 06, 2010

IL KILLER SILENZIOSO

IL KILLER SILENZIOSO



160 morti all’anno dovuti alle polveri sottili e solo per l’aggravamento delle patologie cardiovascolari






Se un serial killer si aggirasse per Milano uccidendo 160 persone all’anno come minimo il Sindaco chiederebbe lo schieramento di due divisioni dell’esercito in città, due terzi delle forze politiche invocherebbero l’apertura di un commissariato di polizia ogni trecento metri, i più globalizzati chiederebbero l’aiuto dell’FBI e il vice Sindaco installerebbe telecamere anche sui cestini dei rifiuti.


Ma a Milano il serial killer non ha fattezze umane, non uccide con armi più o meno convenzionali, né una volta individuato lo si potrebbe ammanettare. Eppure c’è e uccide con sorprendente regolarità.


Così almeno testimoniano i dati di una ricerca che il Professor Piero Mannucci ha presentato lunedì 1 febbraio alle Commissioni Mobilità e Salute di Palazzo Marino. Secondo i dati forniti dal Professor Mannucci l’inquinamento atmosferico provoca almeno 160 decessi all’anno legati all’acutizzazione sul breve periodo di malattie cardiocircolatorie. Ovvero, questo numero di per sé già impressionante, non tiene conto degli effetti a medio-lungo termine per quanto riguarda le patologie delle vie respiratorie.


Secondo il professor Mannucci le polveri sottili e soprattutto quelle ultrasottili (il PM2,5) sono responsabili di infarti, trombosi e ictus e il pericolo aumenta all’aumentare delle concentrazioni e dei picchi: “Non c’è dubbio –ha dichiarato il Professor Mannucci davanti ai membri delle commissioni– che l’inquinamento abbia un’influenza sulla mortalità globale soprattutto per quanto riguarda le patologie cardiovascolari.”


Non tutti i Consiglieri comunali sembravano convinti di ciò e qualcuno dai banchi occupati dalla maggioranza si è spinto a sussurrare durante l’esposizione dei dati “evabbè…allora parliamo anche delle sigarette…” e perché non del colesterolo, dell’alcol o dei fulmini?


Nonostante le parole del Professor Mannucci dai Consiglieri del PdL, quasi come per un riflesso condizionato, è salito il solito ritornello sui riscaldamenti responsabili dell’inquinamento. Sollecitato su questo punto Mannucci ha ribadito che “il riscaldamento incide poco sulle concentrazioni di polveri sottili, circa il 20%. E questo è un dato inoppugnabile.”


Dato inoppugnabile ribadito anche dalle ricerche condotte dall’ARPA negli ultimi anni che stimano l’incidenza del riscaldamento tra il 23% e il 27% sul totale delle fonti emissive relative al PM10.


Ma si sa, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, soprattutto quando quel poco di udito che ha è tutto teso a dare ascolto alla lobby delle quattro ruote.














Beniamino Piantieri

Wednesday, February 03, 2010

Isola: allarme tumori

Isola: allarme tumori


Ieri in prima pagina de Illecodibergamo un preoccupante articolo sull'incidenza dei tumori. La provincia di Bergamo è seconda in Italia per incidenza delle patologie tumorali. E all'interno della provincia l'Isola Bergamasca detiene numeri preoccupanti sul'incidenza dei tumori. Si parla di cura, ma non si fa riferimento a monitoraggio e diagnosi precoce.



Ponte e Zingonia, allarme tumori


Nel 2009 eseguiti 800 interventi




Il Policlinico di Ponte San PietroUn bacino di circa 300 mila utenti e quasi 800 interventi chirurgici, nel 2009, soltanto per le quattro tipologie di tumore più diffuse nella Bergamasca: al fegato, al tratto gastrico, alla mammella e al colon-retto. Sono numeri di un certo rilievo, e che interessano tutta l’area dell’Isola, che gravita sostanzialmente, come utenza, sul Policlinico San Pietro a Ponte San Pietro, e la zona di Zingonia, per il Policlinico San Marco, ovvero, parlando per distretti Asl, Dalmine con l’hinterland (Osio Sotto, Verdellino, Ciserano) e parte di quello di Treviglio con la «fetta» di provincia che arriva fino all’Adda.



«Una zona dove l’incidenza tumorale è purtroppo rilevante - sottolinea Francesco Galli, amministratore delegato di Policlinico San Marco e San Pietro -. Non è un caso, infatti, che la nostra strategia di intervento è stata orientata al potenziamento del polo chirurgico-oncologico delle due strutture. E in futuro su due radioterapie. È una risposta a un fondamentale bisogno del territorio».



Che la Bergamasca abbia tristi primati per l’incidenza tumorale rispetto al resto dell’Italia è purtroppo cosa risaputa: Bergamo, stando ai dati più recenti dell’Asl (ricerca Agenda21 con la Provincia e statistiche Dipo, Dipartimento oncologico provinciale con l’elaborazione del registro tumori a cura del servizio statistico dell’Asl), è la seconda provincia d’Italia per mortalità tumorale. Non solo: per i tumori al fegato è prima in Italia per i maschi (3ª per le donne), 3ª per il pancreas (4ª per le donne), 8ª per il polmone (al 21° posto per le donne). E 16ª per i tumori alla mammella.



Anche nel confronto con la Lombardia Bergamo e provincia sono mal messe: data come 1 la cifra di mortalità per tutti i tumori a livello regionale, Bergamo sale a 1,06 per le donne e a 1,09 per i maschi; nella mortalità generale della provincia il 41,1% è dovuto ai tumori per i maschi e il 30,5% per le donne. E tra le patologie oncologiche più diffuse, con mortalità nell’ambito dei decessi per tumori, tra i maschi al primo posto c’è il polmone (27,8), seguito da fegato, colon retto e stomaco; per le donne la mammella (16% sui decessi tumorali) e colon-retto (11,8), quindi polmone e stomaco.



Facendo un’analisi del territorio, così come effettuata dall’Asl che ha esaminato la mortalità per tumori a seconda dei distretti, si scopre che per i tassi di mortalità annui per tutti i tumori per i maschi l’Isola è al 3° posto in provincia (l’Isola è il principale bacino d’utenza del Policlinico San Pietro) - il primo posto, certo non ambito, spetta al distretto Monte Bronzone-Basso Sebino, il secondo a Romano -, mentre quello di Dalmine è al 4° e quello di Treviglio è 11° su 14 distretti totali (l’area che gravita sul Policlinico di Zingonia è prevalentemente il distretto di Dalmine con i territorio comunali, tra gli altri, di Levate, Osio Sopra, Osio Sotto, Ciserano, Verdellino; ma parte dell’utenza sconfina anche nel distretto di Treviglio fino all’Oltre Adda).



Invece per quanto riguarda la mortalità per tumori femminile è Dalmine al 3° (al primo e secondo ci sono Valle Seriana e Valle Seriana Superiore) e l’Isola al 10°, mentre il distretto di Treviglio è al 9°. La mortalità per tumore al polmone, per i maschi, vede il distretto di Dalmine al 4° e l’Isola al 5° (Treviglio al 7° posto); per le donne Dalmine 2°, Isola 9° e Treviglio 12°. Nei tumori al fegato, per i maschi Dalmine al 3° e Isola al 5° posto; per le donne Dalmine scivola al 4° e l’Isola al 10°. Per i tumori allo stomaco tra i maschi l’Isola è al 5° e Dalmine al 12°, per le donne l’Isola al 9° posto e Dalmine al 13°. Infine per il tumore alla mammella il distretto di Dalmine è 4°, l’Isola è al 12° posto.



L’analisi territoriale quindi è piuttosto chiara: i tumori colpiscono in modo pesante, in media, sia Isola sia il distretto di Dalmine. Le concause sono diverse e da tempo oggetto di studi (ambiente, abitudini alimentari, inquinamento, genetica). L’alto tasso di queste patologie è peraltro confermato dal numero di interventi, sia a Zingonia sia a Ponte per le quattro patologie tumorali più diffuse in Bergamasca: fegato, tratto gastrico, mammella e colon-retto.



Per il Policlinico San Pietro nel 2009 gli interventi totali (anche non tumorali, ma non ambulatoriali) sono stati 6.358, quelli per i quattro tumori (46 fegato, 61 tratto gastrico, 86 mammella, 158 colon-retto, in totale 351) sono il 5,5% del totale. Si tenga conto che le persone ricoverate per chemioterapia in un anno sono state 245, su 14.140 ricoveri totali. Al Policlinico San Marco di Zingonia 6.376 interventi chirurgici totali, quelli per i quattro tumori più diffusi (51 al fegato, 48 al tratto gastrico, 185 mammella, 128 al colon-retto, in totale 412) il 6,5% del totale, con 298 ricoverati per chemioterapia, contro 13.310 ricoveri totali.

Carmen Tancredi


Polveri sottili: anno

Polveri sottili: anno nuovo, solito film




Come ogni inverno è riesplosa la polemica sul tema dell’inquinamento da polveri sottili e come ogni inverno è iniziata la solita pantomima sulla ricerca di soluzioni.

Milano ha definitivamente archiviato la questione Eco-pass in vista delle elezioni e la tassa che avrebbe dovuto garantire risorse per potenziare i mezzi pubblici è in via di pensionamento insieme all’assessore Croci.

In compenso il capogruppo della Lega Salvini chiede le targhe alterne: «Dal primo febbraio e per almeno un mese, si viaggi in città, dalle 7 alle 19 a targhe alternate».

Un’idea che pochi giorni fa era stata lanciata dal presidente della Provincia, Guido Podestà (Pdl).

Devo dire che mi sono cadute le braccia e mi sono chiesto dove siano stati sinora questi signori e se pensano che basti limitare la circolazione nella cerchia dei Navigli per affrontare un inquinamento che è omogeneo su tutta la Pianura Padana.


Per 5 anni, puntualmente ad ogni riunione della “Cabina di regia per la qualità dell’aria” della Regione Lombardia”, ho chiesto di dare corso alla scelta delle targhe alterne, di estendere la zona critica a tutta l’area a sud di Lecco e non solo al meratese e, ovviamente, di mettere risorse per potenziare il trasporto pubblico.


La Regione si è sempre opposta, puntando tutto sulla sostituzione delle auto anziché sulla riduzione del numero di mezzi privati in circolazione ogni giorno.

Tale scelta ha creato problemi alle persone anziane e ai cittadini meno abbienti che non possono cambiare l’auto - spesso usata solamente per andare a fare la spesa o all’ospedale - lasciando sostanzialmente immutato il problema.


Come Assessore all’Ambiente della Provincia di Lecco ho sempre fatto presente che era inutile costringere i cittadini a cambiare le auto se tutte le politiche degli investimenti puntavano su nuove strade, con il conseguente aumento dei mezzi in circolazione.


Il solo modo per ottenere risultati è quello di cercare di diminuire il numero di motori accesi ogni giorno e per fare questo, oltre ai vincoli ed ai divieti, occorre creare alternative reali alla mobilità individuale, occorre garantire un sistema di trasporto pubblico di livello europeo e di dignitosa qualità.


Visto come funzionano i treni in questa Regione mi sembra ovvio che questa prospettiva non sia tra gli interessi prioritari del Pirellone.



Per visualizzare la presentazione con numeri e grafici (clicca qui)







Marco Molgora


Monday, February 01, 2010

La domenica ecologica

Calusco, il 2010 anno decisivoper la rimozione della teleferica

1 febbraio 2010 Cronaca

La vecchia teleferica sarà abbattutaL’anno 2010 sarà quello decisivo per la rimozione della teleferica e delle altre strutture (pali, viadotti, ponti e barriere in ferro) installate sul territorio di Carvico, del Monte Canto, di Pontida e di Collepedrino, che per ottant’anni sono serviti a trasportare nei carrelli la materia prima dalla cava alla cementeria dell'Italcementi a Calusco d'Adda.



Con la costruzione del nuovo impianto “Nuova Calusco” e del tunnel dal monte Giglio a Collepedrino, lungo 9600 metri, l’Italcementi si era impegnata a ripulire il territorio della presenza delle strutture della teleferica. A luglio del 2009 l’Italcementi ha dovuto effettuare un intervento straordinario, demolendo il ponte protettore presente sulla strada provinciale di via don Angelo Pedrinelli a Carvico, dopo l’urto violento di una betoniera contro le strutture portanti. In quell’occasione si è dato il via alla rimozione delle funi portanti, di quelle traenti e dei cavi di guardia di tutta la linea, concludendo i lavori alla fine di novembre.



Oltre a questo straordinario intervento, nel 2009 l’Italcementi è intervenuta sul tratto di teleferica Collepedrino-Pontida. A fine aprile sono state rimosse tutte le funi e i cavi di guardia e segnalazioni; a fine giugno tolti parzialmente i pali, tredici, i passaggi di colmo a Burligo, Grombosco e La Costa, e il ponte protettore in rete a monte di un palo. Restano ancora da rimuovere su questo tratto tredici pali della teleferica. Per queste strutture, come per le restanti, la Convenzione prevede l'inizio dei lavori entro giugno 2010, con termine ultimo dicembre 2011.



Per la teleferica Pontida-Mote Giglio a Calusco d’Adda a fine gennaio 2010 si darà inizio ai lavori. Il programma per il 2010 – riferiscono dalla direzione della cementeria. – prevede l’eliminazione dei tre ponti metallici posti sul comune di Pontida (ex teleferica alta), la valutazione della demolizione della vecchia teleferica Burligo-Careccia e l'inizio della rimozione parziale dei pali della teleferica Pontida-Monte Giglio, con priorità a quelli presenti sul Monte Canto, lato Pontida.




Saturday, January 30, 2010

L'informazione sommaria non rende giustizia alla verità.

L'informazione sommaria non rende giustizia alla verità.


Lecco e Valmadrera soffrono, come quasi tutta l'intera pianura padana, di inquinamento da polveri sottili. Un giorno sono "in testa", il giorno dopo sono in posizioni più arretrate. Questo dipende semplicemente dal fatto che le correnti d'aria spostano letteralmente questa nube di polveri una volta sopra il lecchese, un'altra sul lodigiano, poi sul varesotto, la settimana successiva stazionano sull'area metropolitana milanese e poi tornano a !"passeggiare" per la Lombardia, rendendo i nostri cieli di un grigio che fa molto London anni '60. La stessa centralina di Bormio registra spesso dati preoccupanti e lo stesso vale, se andiamo a vedere, per Cortina d'Ampezzo e Moena. La pianura padana è come un grande catino dove le pareti sono le montagne che limitano la circolazione dell'aria. Noi, con le nostre emissioni (auto, acciaierie, riscaldamenti, ecc.) l'abbiamo riempito di polveri sottili e continuiamo a farlo. L'unica speranza che abbiamo è quella che piova in modo che parte delle polveri cadano a terra ed immediatamente dopo spazzino le strade. Nelle giornate di bel tempo come queste, dove c'è assenza di vento, può capitare che le polveri si concentrino a Lecco, anzichè a Milano o Merate. Ma se vanno a vedere i dati rilevati non è che i valori cambino di molto.

Con questo non vogliamo dire "mal comune mezzo gaudio". No, assolutamentre. Come Legambiente, sia a livello locale, che regionale e nazionale, stiamo denunciando da anni questa sotuazione che sta diventando insostenibile, che generana malattie e registra morti per malattie causate dallo smog.

La Regione Lombardia avrebbe gli strumenti per tentare di porre freno al problema, ma si limita ogni tanto, come in queste ore, a proclamare una domenica senz'auto. Decisione che è di tipo culturale, che condividiamo, ma che non risolve il problema delle polveri sottili. Continuiamo invece a registrare la limitatezza degli interventi messi in campo e soprattutto le numerose scelte infrastrutturali sbagliate. Non più tardi di due settimane fa la Regione ha tra l'altro annunciato un Piano che prevede nuove e spesso inutili autostrade. Si sono poi spesi e si stanno ancora spendendo miliardi di euro per l'alta velocità ferroviaria, mentre il problema vero è che avremmo bisogno di grande capacità, di rinnovare e potenziare i treni pendolari, di fare tariffe agevolate che favoriscano l'uso di mezzi collettivi.

Il trasporto su gomma è la principale causa dell'inquinamento da polveri sottili e la nostra Regione pensa di risolverlo costruendo nuove autostrade. E' un'assurdità, ma è quanto oggi sta avvenendo. Purtroppo la politica del giorno d'oggi è molto più attenta ai temi, strillati, della sicurezza, della giustizia, del ritorno al nucleare. I malati ed i morti per l'inquinamento continuano a non avere voce. E' molto più facile arrestare un extra comuitario o sbaraccare un rom, che non affrontare seriamente, con politiche di lunga veduta, un tema che si può risolvere solo con una vera e propria rivoluzione infrastrutturale dei trasporti e di conseguenza un cambio dei costumi della gente. Noi, con le nostre campagne ed istanze stiamo facendo questo, ma temiamo ci voglia ancora del tempo per vedere risultati sostanziali.

Il problema non è che Lecco, Merate e Valmadrera, sono le città più inquinate della nostra Provincia. Sono le uniche che hanno le centraline di rilevamento del Pm10. Se questo dato venisse rilevato a Calolzio, Oggiono, Casatenovo o Colico, non cambierebbe nulla o quasi. Il problema è per lo meno lombardo ed è la Regione che dovrebbe coordinare le Province ed i Comuni nella lotta all'inquinamento, ma soprattutto dovrebbe cambiare le proprie linee di sviluppo infrastrutturale. Occorre sviluppare il trasporto ferroviario per pendolari, togliere merci dalle strade e metterle su rotaia. Bisogna incentivare, anche attraverso politiche di sostegno tariffario, l'utilizzo dei mezzi pubblici, con particolare attenzione alle famiglie. Bisogna avere il coraggio, ma anche la dignità politica, di fare scelte che apparentemente sono imopolari, come quella di trasferire gran parte delle risorse oggi previste per le strade, su investimenti ferroviari, sull'ampiamento delle linee metropolitane, sui tram ed autobus, allargando la visione degli investimenti dall'area metropolitana a quella delle periferie ed a tutte le province lombarde, creando piste ciclabili, zone di di deposito gratuito e custodito delle biciclette presso le stazioni ferroviarie, favorendo il trasporto bici + treno, premiamndo chi sceglie queste modalità di trasporto e non trattandoli con fastidio, quasi fossero degli appestati.

Solo così i nostri cieli potranno tornare azzurri.





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Legambiente Lecco Onlus

Via Bovara, 1/F - 23868 Valmadrera (LC)

Tel 0341.202040 - Fax 0341.207888

www.legambientelecco.it

e-mail: lecco@legambiente.org


Friday, January 29, 2010

Mappe inquinamento



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Tira una brutta aria: gennaio fuorilegge

inquinamento





Tira una brutta aria: gennaio fuorilegge



In città 16 giorni su 25 con il Pm10 oltre i limiti e a Merate 20. Non si respira: «Peggio che a Milano»



Polveri sottili, non le vedi e non le senti (forse), ma le respiri in quantità industriale: particelle impalpabili con un diametro inferiore ai 10 micron stanno foderando i polmoni dei meratesi e dei lecchesi, di quest'ultimi in misura molto inferiore, in questo esordio di 2010 non proprio felice sotto il profilo dell'inquinamento. Ce lo dicono i dati dell'Arpa, l'Agenzia regionale dell'ambiente, che rileva la qualità dell'aria misurata dalle centraline.

Se Milano piange, in questi di giorni di allarme per il superamento accanito giorno dopo giorno delle soglie di attenzione della concentrazione del Pm10, la vicina Merate non ride. Mentre anche Lecco, che con Varese è la città lombarda più respirabile grazie ai refoli dei monti e alla breva del lago, sta per chiudere il primo mese dell'anno con una impressionante infilata di giornate avvelenate: sedici giorni, tra il 1° e il 25 gennaio, dichiarati fuorilegge per le concentrazioni di polveri dal "naso" in via Amendola, vicino alla scuola elementare De Amicis, zona trafficata e quindi non molto salubre; ma anche la centralina che analizza l'aria in via Sora, vicino alla scuola media Ticozzi, cioè in un'area residenziale meno inquinata dai gas di scarico, dà un responso preoccupante: sono dodici i giorni inquinatissimi, la metà di quelli finora trascorsi. Inquinatissimi vuol dire che la media giornaliera di concentrazione di Pm10 ha superato i 50 microgrammi per metro cubo d'aria, che è la soglia di attenzione fissata per legge. Lunedì addirittura in via Sora sono stati sforati del doppio i limiti consentiti: 102 microgrammi al metro cubo. Poco meno in via Amendola: 95. Peggio che a Milano. Lo ha rilevato ieri il vice sindaco di Milano Riccardo De Corato: «A Lecco si respira peggio». E se è per questo la giornata peggiore è stata giovedì scorso: picco di 123 in via Sora e 131 in via Amendola. Se si dovessero considerare i parametri più restrittivi dell'Organizzazione mondiale della sanità (20 microgrammi metro cubo come massimo) sarebbero venti e ventidue le giornate insalubri: quasi tutto il mese di gennaio fino a ieri. In ogni caso Lecco ha già quasi speso il bonus del 2010 concesso dalla legge che stabilisce non più di 35 giorni all'anno con la concentrazione extra di Pm10. Ma è Merate a stare veramente male. Tanto quanto Milano dove è esplosa la protesta dei consiglieri comunali d'opposizione. Sono già venti i giorni irrespirabili nel Meratese, di cui quindici di fila, cinque soli con le polveri in concentrazione accettabile. Ma se si prendessero per buoni i valori dell'Oms, solo un giorno, il 2 gennaio, risulterebbe non dannoso per la salute. Per quattro giorni è stato superato il valore di 100 (il doppio del limite).

Maura Galli




Thursday, January 28, 2010

Polveri sottili: finiamola con questo patetico teatrinoCondividi

Polveri sottili: finiamola con questo patetico teatrino




Legambiente Bergamo pensa che parlare del problema delle polveri sottili sia un'emerita imbecillità.


Ogni anno lo stesso teatrino, ogni anno ci tocca dire le stesse cose, ogni anno il problema nasce e muore mediaticamente tra gennaio e febbraio.

Sempre le stesse cose, sempre le stesse cose, sempre le stesse cose. A questo punto riteniamo che quello del PM10 sia un falso problema, nel senso che se in 15 anni di continuità amministrativa nelle principali regioni del nord Italia (Emilia, Veneto e Lombardia), siamo ciclicamente costretti a questo patetico teatrino, vuol dire che siamo in una farsa, che non si tratta di un problema, nè per gli amministratori nè per gli elettori. Anche mediaticamente, si fanno sempre le solite due-tre trasmissioni con sempre gli stessi personaggi (con qualche vaga variazione negli attori che li interpretano), si dicono sempre le stesse cose. Altrettanto gli articoli dei giornali, se confrontiamo un anno con l'altro hanno una somiglianza imbarazzante. Così come i nostri comunicati stampa.



"Poi tanto a marzo torna immediatamente tutto a posto", come ci disse un amministratore, l'anno in cui inoltrammo la diffida a tutti i comuni della bergamasca.

Ad ogni modo, già tra due-tre settimane si comincerà a parlare di altro. E' sufficiente aspettare. Quindi per cortesia, interrompiamo questa litania ipocrita, perché in fondo ci va bene così



per Legambiente Bergamo


il presidente


Nicola Cremaschi

 

Smog, il viaggio dal Duomo alla periferia col rilevatore: quattro volte oltre la soglia

Smog, il viaggio dal Duomo alla periferia col rilevatore: quattro volte oltre la soglia

Viaggio con il rilevatore delle polveri sottili: l'aria è irrespirabile anche in metrò e nei parchi.

di Oriana Liso

Quando un furgoncino diretto in centro passa a tre metri dal sensore, sul display compare un inquietante 700. Arriva un autobus della linea 59, un vecchio modello Irisbus, e lampeggia per qualche istante un 500. Accade anche con un’auto d’epoca che sgasa ripartendo dopo un semaforo rosso. Picchi, certo. Ma una giornata con un rilevatore di polveri sottili tra le mani fa capire davvero come una media sia fatta dalla somma di mille momenti. Momenti in cui – come abbiamo visto girando per la città – la macchinetta che misura le polveri sottili rileva concentrazioni di Pm10 quattro, cinque volte oltre i limiti fissati dalla legge. Oltre che dalla resistenza umana.






Premesse necessarie: i dati delle centraline Arpa sono una media della concentrazione di polveri nell’arco di 24 ore (quindi considerando anche la notte), mentre quelli presi dal nostro rilevatore hanno intervalli di riferimento di dieci minuti. Vuol dire che in tempo reale, camminando con la centralina portatile ad altezza d’uomo (quelle dell’Arpa sono a tre metri), abbiamo letto quanto smog stavamo respirando in quel preciso momento. Soltanto in due luoghi abbiamo visto per pochi istanti il valore scendere sotto i 100 microgrammi al metro cubo (comunque il doppio dei limiti) ma per il resto i dati raccolti in una ordinaria giornata di smog sono rimasti sempre alti, con differenze percepibili — ma non determinanti — solo nell’area Ecopass.



Il risveglio della metropoli. In corso Buenos Aires alle nove del mattino si alzano saracinesche, il metrò sputa gente che corre in ufficio, la strada è un nastro di auto, furgoncini, scooter. «I valori attuali di Pm10 non dipendono dal traffico» è il mantra di Palazzo Marino. Sarà: ma leggere che il livello medio di Pm10, camminando verso i bastioni di Porta Venezia, è di 268 microgrammi al metro cubo (sullo schermo i valori sono in milligrammi, quindi compare uno 0,268 che, fino a che non ci si fa l’abitudine, è quasi rassicurante) quando la soglia di attenzione è di 50, spaventa abbastanza. Perché quel 268 non è solo un numero, è puzza che senti nell’aria, è il fastidio di fondo in gola.



Con il misuratore in mano (e con Lorenzo e Mario di Legambiente come accompagnatori — interpreti dei dati) si arriva alla seconda tappa: un mezzo pubblico, il filobus della 91. Anche qui dieci minuti, da via Stradivari a viale Stelvio, che però bastano a far crollare la speranza che viaggiare al chiuso serva a proteggere dallo smog. La media, dentro il bus affollato, è di 216, ma quando le porte si aprono in corrispondenza di via Ferrante Aporti si toccano i 456 microgrammi: nove volte il limite oltre la soglia di attenzione. E l’incredulità diventa rassegnazione in piazzale Maciachini. Mentre attraversiamo la piazza piena di traffico, con il sensore che pompa aria a più non posso, lampeggia un 497 che poi, per fortuna dei nostri polmoni, cala fino a stabilizzarsi su 317.



In metrò, dove l’aria ristagna. Usare i mezzi pubblici, l’imperativo ecologista: anche Mario e Lorenzo lo fanno. E anche loro restano impressionati davanti all’ennesimo dato fuori misura. Seduti sul treno della linea gialla, direzione Duomo, si assiste ancora una volta alla rapida impennata del valore ogni volta che si aprono le porte ed entrano nuovi passeggeri, che guardano incuriositi la macchinetta. La media è di 269 microgrammi che ristagnano in un ambiente che più chiuso non si può.



Nell'area Ecopass. Diciamolo subito. Si respira un’altra aria, in piazza Duomo. Sarà per lo spazio aperto, sarà perché qui arrivano quasi solo taxi, sarà perché siamo al centro della (piccola) area dove si paga per entrare. Da qui, fino a corso di Porta Romana, camminiamo finalmente respirando qualcosa che non supera i 200 microgrammi di Pm10. Sotto la centralina Arpa del Verziere, all’angolo di piazza Beccaria, registriamo il valore più basso della giornata, solo 135 microgrammi, che diventano due in più in un ospedale, che forse dovrebbe dare qualche garanzia migliore di salute, e 145 nel verde dei giardini Montanelli. Seduti sulle seggioline dell’accettazione, nel Pronto soccorso del Policlinico, speriamo che di sera, quando in via Sforza passano meno auto e bus, i valori medi ritornino a un livello accettabile per chi arriva qui con altri problemi. Perché i livelli massimi restano alti (190, al Policlinico).
Le porte della città. Piazza Medaglie d’oro e corso San Gottardo sono punti nevralgici: qui, come in altre strade d’accesso alla città, si riversano ogni mattina le auto non solo dei milanesi, ma anche dei pendolari. E si sente. In Porta Romana, a pochi passi dalle telecamere che segnano l’ingresso in zona Ecopass, tra vialoni che si aprono tra palazzi coperti dallo smog, il picco massimo è di 423, la media di 170. Molto peggio va a chi ogni giorno percorre via Meda e viale Tibaldi: qui, in un incrocio ad alta densità di traffico, all’una meno un quarto il display segna una media di 196 microgrammi (avviso ai fumatori: quando il sensore ne incrocia uno e incamera la scia di fumo, il valore sul display sale vertiginosamente).




A Porta Genova, tra i fumi di scarico di camion e furgoni che vanno a fare consegne in centro e di quanti cercano parcheggio nel piazzale accanto alla stazione, sul display lampeggia un poco incoraggiante 218. Ma dicono che qui si stia meglio che a Berlino, che per Dalla era un po’ triste e troppo grande e per il vicesindaco Riccardo De Corato è molto, molto più inquinata di Milano. «Il problema dello smog accomuna le aree metropolitane — commenta Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia — e Milano, come è noto, non ha una posizione geografica ottimale. Ma soprattutto bisognerebbe guardare all’estero per confrontare gli investimenti nella mobilità sostenibile, i provvedimenti presi per ridurre il problema. E su questo Milano non può paragonarsi alle altre città europee».

(28 gennaio 2010)
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Bergamo tra le top dello smog nell'inquinata Lombardia

Con Milano e Brescia - La situazione rilevata dalle centraline di Bergamo disegna una città sotto la cappa dello smog per 16 (via Garibaldi) e 14 giorni (via Meucci) nei primi 23 di gennaio.


Bergamo tra le top dello smog nell'inquinata Lombardia

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L'Unione europea sta preparando limiti più ristretti per le polveri sottili nelle città. Ma già quelli attuali di limiti e cioè 50 microgrammi per metro cubo di aria in Lombardia sono stati, nel mese di gennaio, ampiamente superati. E per ampiamente si legga, in talune realtà, come Milano, Monza, Brescia e Bergamo, per una sfilza di giornate che vanno dalle 18 alle 14 sui primi 23 giorni del mese. Se teniamo conto del fatto che tali limiti, secondo le regole dell'Ue si possono superare per 35 giorni in un anno, è facile capire che nel primo mese del 2010 il bonus annuale da queste parti è già stato dimezzato.

La situazione rilevata dalle centraline di Bergamo disegna una città sotto la cappa dello smog per 16 (via Garibaldi) e 14 giorni (via Meucci) col superamento addirittura di cento microgrammi di pm10 per più di una giornata: il primo gennaio, il 18, il 20 e il 21. La centralina di via Garibaldi ha toccato il picco di 123 il 21 gennaio.

E' dal 14 gennaio poi che il limite viene costantemente superato nella zona di via Garibaldi mentre in via Meucci per un paio di giorni , il 18 e il 19, si poteva respirare senza correre rischi.

Peggio di Bergamo solo Brescia e Milano (18 giorni di superamento) e Monza (17), ma non c'è da star sereni dal momento che anche la concentrazione del pm 2,5 (il particolato così sottile da penetrare attraverso le vie aeree fino a raggiungere la regione alveolare) nella città del Colleoni ha superato la soglia di 30 microgrammi fissata dall'Europa per ben 18 volte, più di tutte le altre città lombarde.

Smog - Polveri sottili troppo alte e quindi via libera alla prima domenica ecologica fissata dal sindaco Tentorio. Fermi anche gli Euro 4.

Smog - Polveri sottili troppo alte e quindi via libera alla prima domenica ecologica fissata dal sindaco Tentorio. Fermi anche gli Euro 4.


Domenica blocco del traffico

Città chiusa dalle 9,30 alle 17,30

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La Giunta Tentorio, riunitasi alle 15 del 27 gennaio, ha deciso: domenica 31 la città sarà chiusa al traffico dalle 9,30 alle 17,30. L'ordinanza è del primo cittadino: apri e scarica il testo in formato pdf.

La decisione della Giunta, nonostante l'assessore all'Ambiente Massimo Bandera si fosse detto esplicitamente contrario ai blocchi del traffico, è arrivata dopo 16 giorni filati di polveri sottili oltre i limiti giornalieri, e dopo 19 giorni, dall'inizio del 2010, in cui quel limite è stato superato.

L'ordinanza sul blocco del traffico ricalca i provvedimenti già assunti nel precedente mandato amministrativo in occasione di più domeniche ecologiche. Non si potrà circolare, veicoli diesel Euro 4 inclusi, su tutto il territorio di Bergamo, tranne che sull'Asse interurbano. Percorsi speciali sono previsti per i servizi più sensibili, ad esempio per raggiungere gli Ospedali Riuniti. E' possibile aprire e scaricare in formato pdf l'ordinanza con tutte le deroghe previste.

Lo stesso provvedimento adottato dal sindaco Tentorio "ordina di limitare la temperatura degli ambienti di vita ai seguenti valori massimi: 18 gradi per gli edifici adibiti ad attività artigianali, industriali e simili; 20 gradi per tutti gli altri edifici". "Eseguiremo anche in tal senso dei controlli a campione - ha spiegato l'assessore all'Ambiente Massimo Bandera - avvalendoci del supporto degli ispettori della Provincia che già effettuano i controlli sui bollini delle caldaie. Non c'è alcuna intenzione di punire, ma di mettere in campo provvedimenti che abbiano effetto sulla situazione e sensibilizzino i cittadini".






Smog - Pm10 costantemente oltre i 50 microgrammi per metro cubo dall'11 gennaio.

Smog - Pm10 costantemente oltre i 50 microgrammi per metro cubo dall'11 gennaio. La Giunta Tentorio opta per il blocco del traffico.


Da 16 giorni livelli di polveri sottili oltre i limiti




Lo smog non molla. Sono ormai 16 giorni filati che le polveri sottili fanno registrare a Bergamo città livelli oltre il limite giornaliero consentito dalla legge, ovvero 50 microgrammi per metro cubo. I dati dell'Arpa lo dicono chiaramente e la situazione non cambia di molto nel resto della Provincia e in generale in Lombardia. Al Pirellone cresce la preoccupazione, e Palazzo Frizzoni ha deciso, nel primo pomeriggio di oggi, di istituire il blocco del traffico a Bergamo domenica 27 gennaio. Il 24, 25 e 26 gennaio la centralina di via Garibaldi indicava 97, 91 e 90 microgrammi di pm10 per metro cubo d'aria, ben oltre i 50. Oltre i limiti anche tutte le altre postazioni Arpa in provincia: Calusco (82), Casirate d'Adda (85), Filago centro (75), Lallio (89), Osio Sotto (69), Treviglio (84). Il tutto nonostante la debole nevicata della serata d martedì.

Domenica stop al traffico Si chiude dalle 9.30 alle 17.30

Domenica stop al traffico


Si chiude dalle 9.30 alle 17.30



28 gennaio 2010CronacaCommenta

Smog, il 31 gennaio scatterà il blocco totale del trafficoStop alle auto: l'ordinanza di Palazzo Frizzoni

Le opposizioni di PalaFrizzoni: scelta condivisibile ma tardiva

La Giunta di Palazzo Frizzoni ha deciso: domenica prossima, 31 gennaio, dalle 9.30 alle 17.30, a Bergamo scatterà il blocco del traffico. A «malincuore», come dice l'assessore all'Ambiente Massimo Bandera, ma si chiude. Troppo smog, da troppi giorni (anche ieri le polveri sottili hanno toccato i 114 microgrammi per metro cubo) e, al centrodestra, non resta che fare ciò che, più o meno, faceva pure il centrosinistra, ovvero limitare il traffico di domenica.



Tutti a piedi, insomma. L'appuntamento con la prima giornata ecologica targata Tentorio è il 31 gennaio, quando, dalle 9.30 alle 17.30, non si potrà circolare in auto sull'intero territorio cittadino, eccetto coloro che dispongono di una vettura a Gpl o a metano e quanti rientrano nelle abituali deroghe (per l'elenco completo vedi l'ordinanza su www.ecodibergamo.it). In tutto i varchi presidiati saranno 17 con pattuglie della polizia locale che effettueranno controlli anche nel perimetro dell'area pedonalizzata, via libera, invece, lungo la circonvallazione, l'asse interurbano e la direttrice per l'ospedale.



Non solo: il blocco degli Euro 2 è stato esteso anche al sabato e alla domenica, mentre, sul versante degli impianti di riscaldamento, l'ordinanza ha ritoccato il provvedimento con cui la scorsa settimana era stata regolamentata la temperatura domestica e degli ambienti di lavoro, rendendolo ancora più restrittivo. In pratica è stata eliminata la tolleranza di due gradi e ora il limite tassativo è di 18 gradi negli uffici e nei capannoni industriali e di 20 in casa.



«Dall'inizio dell'anno – ha sottolineato l'assessore – le soglie di attenzione per la qualità dell'aria sono state superate 19 volte, a malincuore dobbiamo quindi prendere questo provvedimento, consapevoli di farlo per tutelare la salute dei cittadini. Purtroppo il meteo non ci ha dato una mano e anche per la prossima settimana le previsioni non sono buone, lunedì vedremo se sarà il caso di prendere ulteriori provvedimenti».



Rispetto a ieri è cambiato solo il numero dei giorni in cui è stata superata la soglia di attenzione: anche il bollettino della qualità dell'aria di mercoledì ha infatti registrato livelli superiori in tutte le centraline di città e provincia. Bergamo record con 114 microgrammi per metro cubo di PM10 in via Garibaldi, mentre in via Meucci sono 102. Maglia nera in provincia a Lallio (106), seguita da Calusco (93), Filago (86), Treviglio (86) e Osio Sotto (83).



Nel frattempo, un altro tavolo è già stato convocato in Regione per domani: si tratta dei Comuni dell'area critica che si ritroveranno, come auspicato e sollecitato anche da Palafrizzoni, per fare il punto della situazione.

Tutti i particolari nell'ordinanza allegata.

Wednesday, January 27, 2010

Tuesday, January 26, 2010

Ambiente - Dall'11 gennaio polveri sottili costantemente sopra i 50 microgrammi. Non è servito il blocco delle auto più inquinanti domenica. Tutta la Lombardia respira male.

Ambiente - Dall'11 gennaio polveri sottili costantemente sopra i 50 microgrammi. Non è servito il blocco delle auto più inquinanti domenica. Tutta la Lombardia respira male.


La morsa dello smog in città

Da 14 giorni pm10 oltre i limiti

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La morsa dello smog si fa sempre più stringente. Da due settimane i livelli di polveri sottili a Bergamo città sono oltre il limite previsto dalla legge, vale a dire oltre i 50 microgrammi per metro cubo. A dirlo sono i dati dell’Arpa, rilevati tramite la centralina della trafficata via Garibaldi. A poco è servita, a quanto pare, l’estensione del blocco delle auto più inquinanti anche nella giornata di domenica 24 gennaio, quando sono stati raggiunti i 97 microgrammi.

E’ dall’11 gennaio che il pm10 non dà tregua a Bergamo, se si esclude la giornata del 13 in cui il livello di inquinante non è stato rilevato per motivi tecnici dall’Arpa (nell'immagine i dati dal 15 gennaio, ma dal sito dell'Arpa si può scaricare la serie storica). Il 18 gennaio erano stati registrati addirittura 111 microgrammi, il 19 gennaio 97, il 20 110, e il 21 si era arrivati al picco del mese, con 123 microgrammi di pm10 per metro cubo d’aria. Oltre la soglia di 50 microgrammi l’Unione Europea parla di aria che nuoce alla salute umana.

E fosse solo Bergamo: le condizioni di quel che respiriamo sono critiche in tutta la provincia e in Lombardia. Domenica 24 gennaio il pm10 era oltre i limiti anche a Osio Sotto (60), Filago Centro (71), Lallio (67) e Treviglio (70). Non è andata meglio a Milano (quattro rilevazioni su quattro oltre gli 80 microgrammi) o Brescia (107 microgrammi in centro).

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