Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Saturday, February 21, 2015

Calusco: in fiamme una cisterna di olio oggetto di svuotamento. Incendio domato in due ore

Calusco: in fiamme una cisterna di olio oggetto di svuotamento. Incendio domato in due oreCalusco: in fiamme una cisterna di olio oggetto di svuotamento. Incendio domato in due ore


I residenti delle vicine abitazioni così come chi si trovava a lavorare nei negozi e nelle aziende a ridosso della cementeria raccontano di avere sentito un'esplosione violentissima accompagnata da uno spostamento d'aria che ha fatto tremare i vetri. 
"Impressionante. Mai sentita una cosa simile. Ci siamo spaventati perché non capivamo cosa fosse. Ci siamo affacciati alla finestra e abbiamo visto una colonna di fumo nero che usciva da uno dei serbatoi vicino alla torre di Italcementi. Poi hanno iniziato ad arrivare sirene e mezzi di soccorso".

VIDEO


L'esplosione avvenuta nelle prime ore del pomeriggio di venerdì ha mobilitato decine di mezzi tra vigili del fuoco, forze dell'ordine, squadre di soccorso, personale ASL accorsi all'impianto produttivo di Calusco per un incidente di cui poi, fortunatamente, si sono scongiurati, secondo quanto diramato dall'azienda, pericoli a cose o persone.
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):














Le fiamme, che per un'ora hanno sovrastato il serbatoio, sono state domate con speciali schiume riversate in abbondanza dai pompieri alternatisi in più squadre nei pressi dell'area interessata dall'incendio.
Un rogo di cui, al momento, non si conoscono con esattezza le cause. La cisterna, infatti, era oggetto di un'operazione di svuotamento del serbatoio dell'olio combustibile, ad opera di un'azienda esterna specilizzata in questi interventi. Un'azione inserita nell'ambito del passaggio dall'uso di olio a quello di metano e che, probabilmente, deve avere incontrato un ostacolo che ha poi causato l'incendio di oggi.

Resta la preoccupazione da parte di amministratori locali e associazioni ambientaliste se quanto accaduto oggi possa avere ripercussioni sull'ambiente.
Ci vorrà qualche giorno, prima che si possa stabilire con certezza l'accaduto e dunque comprendere la portata dell'incidente. 

Calusco: domato l'incendio al serbatoio di olio combustibile. Nessun ferito. In corso gli accertamenti sulle cause del rogo

Si sono concluse attorno alle 15.30 le operazioni di spegnimento del rogo che ha interessato un serbatoio di olio combustibile utilizzato per accendere i forni della cementeria di Calusco d'Adda. Le fiamme, che per oltre un'ora e mezzo si sono levate al cielo (tanto da essere visibili fin dalla collina di Montevecchia), hanno divorato le lamiere della cisterna ma sono state domate grazie all'intervento di diverse squadre di vigili del fuoco dalla provincia di Lecco e Bergamo.

Sul posto sono presenti i carabinieri, il personale dell'ASL e i soccorsi. In un primo momento, infatti, si pensava che nello scoppio fosse rimasta ferita una persona. Ipotesi questa esclusa dall'azienda.

Sono ora in corso le operazioni per la messa in sicurezza dell'area e per accertare le cause dell'incendio, sviluppatosi nel corso di un intervento di svuotamento della cisterna da parte di un'azienda esterna a Italcementi che avrebbe dovuto appunto ripulire il serbatoio dall'olio combustibile a seguito della decisione del passaggio a metano.

Ulteriori aggiornamenti nel prossimo servizio. 

Articoli correlati:

CALUSCO: UN BOATO, POI LE FIAMME. IN CORSO LE OPERAZIONI DI SPEGNIMENTO DELL'INCENDIO DI UN DEPOSITO DI NAFTA DELL'ITALCEMENTI


Dapprima sarebbe stato avvertito uno scoppio poi, improvvisamente, si sarebbero levate le fiamme accompagnate da una densa colonna di fumo nero. Un incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio odierno all'interno dell'area di pertinenza dell'impianto Italcementi di Calusco.
Ad essere interessata dalle fiamme sembrerebbe essere una cisterna contente nafta pesante. Dalle prime sommarie informazioni disponibili sembrerebbe inoltre che nel corso delle primissime concitate operazioni per arginare il rogo, una persona sia rimasta ferita.
E' stato infatti attivato dalla centrale operativa del 112 un intervento per un presunto codice giallo con l'invio in posto di un'ambulanza e un'automedica.
Presenti anche i Carabinieri oltre ovviamente ai vigili del fuoco del comando di Merate che si stanno adoperando per contenere le fiamme in attesa anche dell'arrivo di "rinforzi" richiesti ad altri distaccamenti, anche bergamaschi.
Maggiori informazioni al breve.
Altri ArticoliCalusco, fiamme ed esplosione Italcementi: rogo domato - Foto e video
  • Venerdì 20 febbraio 2015
  •  (5)

Calusco, fiamme ed esplosione
Italcementi: rogo domato - Foto e video

Il boato è stato avvertito da diverse persone a Calusco d’Adda verso le 14,30. Sul posto i pompieri, squadre anche dal Lecchese. L’incendio è divampato alla cementeria Italcementi.
Calusco, fiamme ed esplosione Italcementi: rogo domato - Foto e videoDall’Italcementi arriva una prima ricostruzione dell’accaduto: durante un’operazione di svuotamento del serbatoio dell’olio combustibile – effettuata da una ditta specializzata esterna – si è verificato un incendio: l’operazione di svuotamento, spiegano dall’azienda, era in programma nell’ambito del passaggio della cementeria dall’utilizzo di olio combustibile al metano. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Merate e Bergamo che sono riusciti a riportare la situazione sotto controllo. Un nostro lettore, Henry Sottocornola, ci ha inviato un video in cui si vedono le fiamme e il fumo.
Dall’azienda spiegano che non si sono verificati danni a persone o cose, a parte il serbatoio stesso. L’esplosione è stata udita da diversi cittadini caluschesi e dei vicini comuni lecchesi. Sul posto anche il 118.
Foto dei lettori: il primo scatto arrivato in redazione
Foto dei lettori: il primo scatto arrivato in redazione 
(Foto by Annamaria Colleoni)
Pochi minuti dopo le prime fiammate, il rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza si è recato sul posto per assicurarsi che non ci fossero persone coinvolte: «Pur preoccupati per quanto accaduto, siamo sollevati dall’apprendere che nessun lavoratore sia stato ferito nell’incidente» hanno rilevato Luciana Fratus per la Fillea-Cgil, Umberto Giudici di Filca-Cisl e Giuseppe Mancin della Feneal Uil di Bergamo. «Unitamente con le Rsu di Calusco, abbiamo già formalmente chiesto alla direzione aziendale un confronto su quanto accaduto. Con ogni probabilità la questione sarà affrontata già martedì, in occasione di un incontro fissato su altre tematiche».
Foto dai lettori
Foto dai lettori 
(Foto by Cristian Cattaneo)

Esplosione all'Italcementi di Calusco d'Adda

Esplosione in un'azienda a Calusco d'Adda. Intorno alle 14.16 di venerdì 20 febbraio dopo un violento scoppio è divampato un rogo all'Italcementi di via Vittorio Emanuele 419. L'azienda ha spiegato che l'incendio è scoppiato "durante un’operazione di svuotamento del serbatoio dell’olio combustibile effettuata da una ditta specializzata esterna".

Esplosione all'Italcementi di Calusco d'AddaEsplosione all'Italcementi
di Calusco d'Adda,
nessun ferito


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 Esplosione in un'azienda a Calusco d'Adda. Intorno alle 14.16 di venerdì 20 febbraio dopo un violento scoppio è divampato un rogo all'Italcementi di via Vittorio Emanuele 419.
L'azienda ha spiegato che l'incendio è scoppiato "durante un’operazione di svuotamento del serbatoio dell’olio combustibile – effettuata da una ditta specializzata esterna - in programma nell’ambito del passaggio della cementeria dall’utilizzo di olio combustibile al più ecologico metano".
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Merate e Bergamo che in breve tempo sono riusciti a spegnere l’incendio e a riportare la situazione sotto controllo.
Non si sono verificati danni a persone o cose, a parte il serbatoio stesso.
Nel frattempo è stata fatta evacuare una scuola nelle vicinanze.
Mentre una colonna di fumo nera si vede anche dai comuni vicini. 
Pochi minuti dopo le prime fiammate, interviengono i sindacati il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza si è recato sul posto per assicurarsi che non ci fossero persone coinvolte. “Pur preoccupati per quanto accaduto, siamo sollevati dall’apprendere che nessun lavoratore sia stato ferito nell’incidente - dichiarano Luciana Fratus per la Fillea-Cgil, Umberto Giudici di Filca-Cisl eGiuseppe Mancin della Feneal-Uil di Bergamo -. Unitamente alle Rsu di Calusco, abbiamo già formalmente chiesto alla direzione aziendale un confronto su quanto accaduto. Con ogni probabilità la questione sarà affrontata già martedì, in occasione di un incontro fissato su altre tematiche”.

Scoppio e incendio all’Italcementi: vigili del fuoco al lavoro

Scoppio e incendio all’Italcementi: vigili del fuoco al lavoro

Vigili del fuoco (8)CALUSCO – Incendio alla Italcementi di Calusco d’Adda: nel primo pomeriggio di venerdì, uno scoppio, forse di una cisterna, avrebbe innescato il rogo che ha impegnato diverse squadre di pompieri, due giunte dal distaccamento di Merate.
Sul posto anche il personale sanitario. Una densa cortina di fumo nero, ben visibile da alcuni chilometri di distanza, si è levata dall’impianto.  Secondo le informazioni emerse, l’incidente sarebbe avvenuto nel corso di  un’operazione di svuotamento del serbatoio dell’olio combustibile che sarebbe stata effettuata da una azienda esterna e specializzata.
Nei giorni scorsi la questione Italcementi di Calusco d’Adda, connessa al rischio di inquinamento dell’aria e danni per la salute dei cittadini a causa dell’incremento di combustibili solidi secondari (CSS) per la produzione del cemento, era approdata in Parlamento.
Il senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Ambiente finalizzata a sapere innanzitutto “se nella ricognizione dello stato di utilizzo dei combustibili solidi secondari da parte dei cementifici sul territorio nazionale sia stato preso in considerazione l’impianto Italcementi di Calusco d’Adda”.
In secondo luogo “se il Ministro non intenda assumere le opportune iniziative a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, anche utilizzando l’ARPA e il NOE, per verificare lo stato dei luoghi e il livello d’inquinamento dell’area in cui sorge il cementificio, nonché il tipo di CSS utilizzato dall’Azienda (se CSS o CSS-Combustibile ossia combustibile certificato e di qualità), la sua tracciabilità, la quantità e qualità degli inquinanti che l’impianto prospetta di emettere a seguito all’incremento di utilizzo di CSS, nonché i monitoraggi previsti”.
L’intenzione da parte di Italcementi, spiega il senatore della Lega, “sarebbe quella di utilizzare nello stabilimento di Calusco d’Adda come combustibile alternativo rifiuti catalogati come CSS (fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme, come pneumatici usati e scarti d’imballaggi di plastica non riciclabili) con un enorme aumento di tonnellate impiegate, passando da 30.000 a 110.000 tonnellate annue”.
L’aumento non sarebbe di non poco conto, anche considerato che “l’area dell’ubicazione del cementificio ricade in zona classificata di classe A dal Piano di Risanamento dell’Inquinamento Atmosferico della Regione Lombardia. Ciò evidenzia un elevato inquinamento di fondo – sottolinea il senatore del Carroccio – Pertanto il contributo quantitativo e qualitativo di inquinanti sul territorio attuato da Italcementi dovrebbe essere oggetto di una maggiore e costante attenzione e controllo, per tutelare la salute degli abitanti e degli ecosistemi presenti, anche in considerazione della presenza del Parco Adda Nord con le tutele ambientali che ne conseguono”.
italcementiAnche in Regione, questa volta i portavoce del Movimento 5 Stelle, il 17 febbraio hanno inviato Matteo Rossi, Presidente della Provincia di Bergamo, una lettera sul caso Italcementi.
“I Consiglieri Regionali Gianmarco Corbetta e Giampietro Maccabiani hanno raccolto e dato voce alle istanze dei cittadini del territorio meratese, fortemente contrari alla richiesta di Italcementi di bruciare fino a 110mila tonnellate annue di rifiuti come Combustibile Solido Secondario e preoccupati degli effetti di una simile pratica sull’ambiente e sulla salute degli abitanti – spiegano i pentastellati – La lettera vuole sollecitare una maggiore attenzione da parte della Provincia di Bergamo sul tema e suggerire delle proposte al fine di ridurre l’impatto ambientale generale di Italcementi, che è già adesso particolarmente pesante per il territorio dal punto di vista delle emissioni”.Scoppio e incendio all’Italcementi: vigili del fuoco al lavoro

Calusco: incendio nei pressi dell'Italcementi

Calusco: incendio nei pressi dell'Italcementi


Sono in corso in questo momento le operazioni di spegnimento di un incendio sviluppatosi poco fa nei pressi dell'impianto dell'Italcementi, sul territorio comunale di Calusco.
La colonna di fumo
Imponente la colonna di fumo nero che si leva dall'area interessata dalla fiamme. Sembrerebbe infatti che a prendere fuoco sia stato un serbatoio contenente del combustibile.
Al lavoro due squadre di pompieri meratesi in attesa dell'arrivo in posto - se sarà necessario - anche dei colleghi bergamaschi.  Maggiori informazioni appena possibile.

Paderno: l'aula esprime preoccupazione per Italcementi. "Si chiedono garanzie"

Paderno: l'aula esprime preoccupazione per Italcementi. "Si chiedono garanzie"


Nel corso del consiglio comunale di martedì, e per rispondere all’interrogazione presentata dalla minoranza di “Paderno Cambia”, il sindaco Renzo Rotta ha fatto il punto della situazione in merito alla richiesta di Italcementi alla Provincia di Bergamo di poter utilizzare un maggior quantitativo di rifiuti come combustile.
Da destra l'assessore Marinella Corno, il segretario Rosa Renda
il sindaco Renzo Rotta, l'assessore Gianpaolo Villa
“Il progetto dell’azienda è stato redatto da un pool di esperti ed è molto approfondito – ha spiegato il Sindaco - quello che in particolare ha lasciato perplessi i sindaci che hanno partecipato alla conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Bergamo è stata però la mancanza di trasparenza da parte dell’azienda. A differenza di 10 anni fa, quando Italcementi iniziò a recuperare combustibile bruciando i primi rifiuti Cdr, in questa occasione i comuni vicini allo stabilimento non sono stati nemmeno informati”.
“I comuni di Paderno, Verderio, Imbersago e Robbiate sono riusciti a fare richiesta di partecipare alla conferenza dei servizi per lo studio di impatto ambientale nell’ultimo giorno disponibile, e in quella sede abbiamo individuato diversi punti sensibili da sottoporre a Italcementi: conoscere il tracciamento e la filiera dei Css che verranno bruciati, la possibilità che l’Arpa faccia controlli a sorpresa sia in fasi diurne che notturne e la richiesta di uno studio che tenga conto delle emissioni cumulative in base al livello già presente sul territorio”, ha continuato il Sindaco.
I Css sono rifiuti riciclati in modo non conforme e che diventano combustibili bruciabili nei cementifici a temperature superiori ai 1400 gradi. Il Ministero dell’Ambiente ritiene questa temperatura sufficiente per bruciare ogni residuo e a far cadere all’interno del clinker i composti organici (inclusa la diossina) per il cemento.
“Ci sono 125 tipologie di Css che rispondono al Codice Europeo sui Rifiuti – ha spiegato ancora Renzo Rotta -  Italcementi ne vorrebbe bruciare 8, ma a nostro parere emergerebbe già qualche problema sui fanghi essiccati di tipo industriale in quanto possono contenere metalli pesanti e componenti non idonei alla bruciatura. Non vorremmo scoprire tra vent’anni che un prodotto è inquinante, per questo è fondamentale essere sicuri di tutti i passaggi nella filiera di provenienza dei rifiuti e che vengano controllati sia per quanto riguarda la loro qualità che la loro quantità in ogni momento del processo di combustione e di sostituzione del combustibile”.
“Come altri enti, abbiamo poi rilevato la mancanza di uno studio da parte di Italcementi sulle linee guida per la componente della salute pubblica e richiesto di coinvolgere l’Asl di Lecco per controlli sanitari e indagini epidemiologiche nel nostro territorio”.
La minoranza consigliare: da destra Matteo Crippa, Bruno Spreafico, Ivonne Magno e Riccardo Villa
“Italcementi – ha concluso il sindaco Rotta prima di fare uno strappo al regolamento del consiglio comunale offrendo l’opportunità, vista l’importanza del tema, di aprire un dibattito in aula – ha fatto richiesta di bruciare 110 mila tonnellate annue di Css per riuscire a stare sul mercato. I Css non solo costano meno rispetto all’utilizzo di coke petrolifero che andrebbero a ridurre sensibilmente, ma l’azienda riceverebbe anche dei finanziamenti pubblici per il loro smaltimento. Chiediamo che una parte del denaro risparmiato venga utilizzato per misure di sicurezza ambientale e per la tutela della salute pubblica: la messa in opera di un abbattitore di Ossido di Azoto (i cui valori sono già molto vicini alla soglia limite), il posizionamento di alcune centraline di monitoraggio dei valori atmosferici nella nostra zona e l’adesione al protocollo Emas che certifica gli strumenti utilizzati nei processi produttivi da parte dei privati”.
La parola è quindi passata al capogruppo di minoranza Matteo Crippa che ha fatto notare come Italcementi non abbia iniziato con il piede giusto non comunicando le loro intenzioni: “Anche se in modo legale Italcementi inquina, per cui deve fornire tutte le garanzie necessarie. Personalmente ritengo fondamentale uno studio sull’analisi del rischio, i dati che abbiamo sono quelli dell’impianto in funzionamento ma cosa accadrebbe se qualcosa dovesse andare storto o qualora il processo di produzione dovesse essere riavviato?” ha domandato il consigliere Crippa. “Lo stabilimento di Calusco d’Adda è stato progettato per fare cemento, ma se il business ora è quello di bruciare rifiuti e se diventerà preponderante saranno evidenziate le carenze dell’impianto”.
“Il Comune di Paderno viene da 10 anni di sedute burrascose con Italcementi in cui non abbiamo ottenuto nulla” ha aggiunto al dibattito l’assessore all’ambiente Valentino Casiraghi. “Non è facile partecipare al tavolo della discussione perché nessuno di noi ha le competenze per trattare i temi che Italcementi affida a professionisti e non è semplice trovare qualcuno che ci dia una mano dal punto di vista tecnico. In ogni caso non perderemo di vista nemmeno per un secondo il loro progetto industriale, a cominciare dall’impegno assunto dall’azienda nella realizzazione dello scalo ferroviario per il trasporto materiali che farebbe sparire circa 6600 camion all’anno dalla strada”.
L’assemblea si è poi conclusa con la richiesta del capogruppo di maggioranza, Gianpaolo Torchio, di riconoscere che l’amministrazione di Paderno si è mossa subito ed è riuscita ad allargare la partecipazione sulla questione.

Friday, February 20, 2015

La vicenda dell'Italcementi di Calusco d’Adda approda in Parlamento

La vicenda dell'Italcementi di Calusco d’Adda approda in Parlamento


Interrogazione del senatore lecchese della Lega Nord, Paolo Arrigoni sulla vicenda legata alla fabbrica bergamasca, al confine con la provincia di Lecco
italcementi calusco
Lo stabilimento Italcementi di Calusco d'Adda (Bg)
La questione Italcementi di Calusco d’Adda - rischio di inquinamento dell’aria e danni per la salute dei cittadini a causa dell’incremento di combustibili solidi secondari (CSS) per la produzione del cemento - è approdata in Parlamento.
Ieri il senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni, sulla scorta degli impegni che il Governo ha assunto in Senato dopo l’approvazione di una mozione in materia di CSS a settembre 2013, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Ambiente finalizzata a sapere innanzitutto “se nella ricognizione dello stato di utilizzo dei combustibili solidi secondari da parte dei cementifici sul territorio nazionale sia stato preso in considerazione l’impianto Italcementi di Calusco d’Adda”.
In secondo luogo “se il Ministro non intenda assumere le opportune iniziative a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, anche utilizzando l’ARPA (Azienda regionale per la protezione dell'ambiente) e il NOE (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri), per verificare lo stato dei luoghi e il livello d’inquinamento dell'area in cui sorge il cementificio, nonché il tipo di CSS utilizzato dall’Azienda (se CSS o CSS-Combustibile ossia combustibile certificato e di qualità), la sua tracciabilità, la quantità e qualità degli inquinanti che l’impianto prospetta di emettere a seguito all’incremento di utilizzo di CSS, nonché i monitoraggi previsti”.
L’intenzione da parte di Italcementi S.p.A. sarebbe quella di utilizzare nello stabilimento di Calusco d’Adda come combustibile alternativo rifiuti catalogati come CSS (fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme, come pneumatici usati e scarti d’imballaggi di plastica non riciclabili) con un enorme aumento di tonnellate impiegate, passando da 30.000 a 110.000 tonnellate annue.
L’aumento non è di non poco conto, anche considerato che “l’area dell’ubicazione del cementificio ricade in zona classificata di classe A dal Piano di Risanamento dell’Inquinamento Atmosferico della Regione Lombardia. Ciò evidenzia un elevato inquinamento di fondo – sottolinea il senatore del Carroccio – Pertanto il contributo quantitativo e qualitativo di inquinanti sul territorio attuato da Italcementi dovrebbe essere oggetto di una maggiore e costante attenzione e controllo, per tutelare la salute degli abitanti e degli ecosistemi presenti, anche in considerazione della presenza del Parco Adda Nord con le tutele ambientali che ne conseguono”.

Calusco: il senatore Arrigoni ''interroga'' su Italcementi

Calusco: il senatore Arrigoni ''interroga'' su Italcementi


Il senatore Paolo Arrigoni
La questione Italcementi di Calusco d'Adda - rischio di inquinamento dell'aria e danni per la salute dei cittadini a causa dell'incremento di combustibili solidi secondari (CSS) per la produzione del cemento - è approdata in Parlamento.

Ieri il senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni, sulla scorta degli impegni che il Governo ha assunto in Senato dopo l'approvazione di una mozione in materia di CSS a settembre 2013, ha presentato un'interrogazione a risposta scritta al Ministro dell'Ambiente finalizzata a sapere innanzitutto "se nella ricognizione dello stato di utilizzo dei combustibili solidi secondari da parte dei cementifici sul territorio nazionale sia stato preso in considerazione l'impianto Italcementi di Calusco d'Adda".

In secondo luogo "se il Ministro non intenda assumere le opportune iniziative a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini, anche utilizzando l'ARPA e il NOE, per verificare lo stato dei luoghi e il livello d'inquinamento dell'area in cui sorge il cementificio, nonché il tipo di CSS utilizzato dall'Azienda (se CSS o CSS-Combustibile ossia combustibile certificato e di qualità), la sua tracciabilità, la quantità e qualità degli inquinanti che l'impianto prospetta di emettere a seguito all'incremento di utilizzo di CSS, nonché i monitoraggi previsti".

L'intenzione da parte di Italcementi S.p.A. sarebbe quella di utilizzare nello stabilimento di Calusco d'Adda come combustibile alternativo rifiuti catalogati come CSS (fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme, come pneumatici usati e scarti d'imballaggi di plastica non riciclabili) con un enorme aumento di tonnellate impiegate, passando da 30.000 a 110.000 tonnellate annue.

L'aumento non è di non poco conto, anche considerato che "l'area dell'ubicazione del cementificio ricade in zona classificata di classe A dal Piano di Risanamento dell'Inquinamento Atmosferico della Regione Lombardia. Ciò evidenzia un elevato inquinamento di fondo - sottolinea il senatore del Carroccio - Pertanto il contributo quantitativo e qualitativo di inquinanti sul territorio attuato da Italcementi dovrebbe essere oggetto di una maggiore e costante attenzione e controllo, per tutelare la salute degli abitanti e degli ecosistemi presenti, anche in considerazione della presenza del Parco Adda Nord con le tutele ambientali che ne conseguono".



In allegato il testo dell'interrogazione CLICCA QUI


Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03482 Atto n. 4-03482 Pubblicato il 18 febbraio 2015, 

nella seduta n. 394 ARRIGONI- Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. - Premesso che: in recenti articoli di stampa è emersa l'intenzione da parte di Italcementi SpA di utilizzare nello stabilimento sito a Calusco d'Adda come combustibile alternativo rifiuti catalogati come CSS (combustibile solido secondario), con un enorme aumento di tonnellate utilizzate, passando da 30.000 a 110.000 tonnellate annue; tale incremento del combustibile utilizzato incrementerebbe dall'attuale 15 per cento al 62 per cento la fornitura di energia alternativa ai combustibili fossili per la produzione di cemento; il progetto modificherebbe sensibilmente il protocollo d'intesa sottoscritto nel maggio 2012 con le amministrazioni locali del territorio e potrebbe causare un notevole aumento delle emissioni di ossidi di azoto e polveri sottili (PM 10 e PM 2.5) nell'aria; ricerche svolte sul territorio regionale dall'università degli studi di Milano hanno rilevato correlazione tra picchi di inquinamento atmosferico (ossidi di azoto, PM10) e impatti sulla salute degli abitanti del territorio; infatti, l'area di ubicazione del cementificio ricade in zona classificata di classe A dal piano di risanamento dell'inquinamento atmosferico della Regione Lombardia e ciò evidenzia un elevato inquinamento di fondo; pertanto, il contributo quantitativo e qualitativo di inquinanti sul territorio attuato da Italcementi dovrebbe essere oggetto di una maggiore e costante attenzione e controllo, per tutelare la salute degli abitanti e degli ecosistemi presenti, anche in considerazione della presenza del parco Adda nord con le tutele ambientali che ne conseguono; da notizie di stampa si apprende che come CSS saranno utilizzati fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme, come pneumatici usati e scarti d'imballaggi di plastica non riciclabili; mercoledì 11 febbraio 2015 si è tenuto il primo incontro della conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Bergamo per confrontarsi con gli enti interessati sulla richiesta di Italcementi di aumentare i rifiuti CSS bruciati nello stabilimento di Calusco d'Adda. Alla conferenza, oltre a Italcementi, alla Provincia di Bergamo, all'ASL e all'ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) e al Comune di Calusco, hanno partecipato i sindaci o i loro delegati dei Comuni di Paderno d'Adda, Imbersago, Robbiate, Verderio e Solza, che nel dicembre 2014 avevano chiesto alla Provincia di Bergamo, tramite una lettera pubblica, di prendere parte alla procedura di verifica di impatto ambientale sul progetto di Italcementi, nonché del Comune di Merate che ha partecipato in qualità di semplice uditore; secondo il parere degli amministratori coinvolti si è trattato di un incontro interlocutorio, il primo di un percorso che ricomincerà il 6 marzo 2015 e che, in quella data, vedrà i Comuni del meratese portare sul tavolo della Provincia di Bergamo le proprie osservazioni tecniche; i punti principali in discussione riguardano la tracciabilità e la qualità dei rifiuti bruciati, che il territorio chiede che vengano garantiti da un ente terzo, così come i controlli sulle emissioni; un altro punto ha riguardato lo scalo ferroviario tra lo stabilimento e la stazione di Calusco d'Adda della cui costruzione, secondo gli accordi del 2012, Italcementi si sarebbe dovuta occupare e sui quali, invece, lamenta difficoltà con le Ferrovie dello Stato che non si interessano  per pareggiare il potere calorifico del carbone occorrono 1,8 chilogrammi di CSS per ciascun chilogrammo di carbone; pertanto, l'incremento della produzione dell'impianto in combinazione con la mancata realizzazione dello scalo ferroviario e il minor potere calorifico del carbone creerà senz'altro un incremento cospicuo del traffico indotto dal trasporto del combustibile su gomma che incrementerà gli impatti sulle matrici ambientali atmosfera e rumore; recentemente, il Governo, con l'articolo 35 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, ha previsto un piano nazionale per individuare la capacità complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati degli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati a livello nazionale e uno dei requisiti posti per il funzionamento degli impianti è stato il rispetto delle disposizioni sulla qualità dell'aria di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155; inoltre, il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 14 febbraio 2013, n. 22, recante "Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS), ai sensi dell'articolo 184-ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni", all'articolo 15, prevede l'istituzione di un comitato di vigilanza e controllo, presso il Ministero, con il compito, tra gli altri, di garantire il monitoraggio della produzione e dell'utilizzo del CSS-combustibile ai fini di una maggiore tutela ambientale nonché la verifica dell'applicazione di criteri di efficienza, efficacia ed economicità e, inoltre, di intraprendere le iniziative idonee a portare a conoscenza del pubblico informazioni utili o opportune in relazione alla produzione e all'utilizzo del CSScombustibile, anche sulla base dei dati trasmessi dai produttori e dagli utilizzatori; peraltro, il 4 settembre 2013, l'Assemblea del Senato ha discusso una serie di mozioni presentate da tutti gruppi parlamentari, sull'utilizzo del CSS e sulle implicazioni che ciò comporta per la salute dei cittadini, e il 12 settembre 2013 ha approvato una mozione (1-00135) che, tra l'altro, impegna il Governo: «ad avviare i necessari approfondimenti tecnici per verificare se e a quali condizioni l'utilizzo del CSS nei cementifici non determina rischi per la salute e per l'ambiente, con particolare riferimento alle effettive emissioni di sostanze inquinanti derivanti dall'uso dei rifiuti come combustibili, che tengano conto non solo del funzionamento degli impianti a regime e in condizioni di massima sicurezza, ma anche dei possibili rischi derivanti da malfunzionamenti o errori in fase di gestione; a fornire, a seguito di tali accertamenti preliminari, un quadro aggiornato sull'attuazione, da parte dei settori industriali coinvolti, del potenziale costituito dal CSS fornendo anche informazioni circa i processi autorizzativi avviati a seguito dell'entrata in vigore del decreto ministeriale n. 22 del 2013, nonché a rendere alle competenti Commissioni parlamentari ogni necessaria informativa relativa alle verifiche tecniche attuate e al vaglio dei risultati di tali verifiche, nonché ai dati di utilizzo del CSS, anche sulla base delle comunicazioni annuali previste dall'articolo 14 del decreto ministeriale n. 22 del 2013 a carico dei produttori e degli utilizzatori di CSS; ad adottare tutte le iniziative necessarie a tutela della salute e dell'ambiente, anche integrative o, se necessario, di modifica del decreto ministeriale n. 22 del 2013; a rafforzare con ogni strumento a disposizione, in particolare in materia di emissioni inquinanti, il processo di costruzione di un moderno ed efficace sistema di controlli ambientali in tempo reale, al fine di garantire ai cittadini effettive ed efficaci forme di tutela della salute e assieme dell'ambiente, anche con la prescrizione di precise procedure tecniche che impongano agli operatori l'obbligo di rendere disponibili on line i dati raccolti; a prevedere adeguati strumenti di informazione e consultazione in relazione ai progetti di utilizzo, nell'ambito dei singoli cementifici, dei combustibili alternativi, tra cui i CSS, in luogo dei combustibili tradizionali (carbone, pet-coke, eccetera), in particolare prevedendo forme di coinvolgimento delle Regioni interessate a tali processi; a garantire la completa e verificata applicazione della normativa ambientale relativa all'esercizio degli impianti di produzione di cemento a ciclo completo, nonché di prevedere norme ad hoc per garantire la completa trasparenza e aderenza alle severe norme comunitarie in materia di emissioni, nei processi di autorizzazione, che, nel caso di istanza da parte del gestore dell'impianto di utilizzo, dovranno essere considerati uno ad uno dall'autorità competente; a procedere rapidamente alla costituzione del comitato di vigilanza e controllo previsto all'articolo 15 del decreto ministeriale n. 22 del 2013; a definire linee guida atte a verificare che gli impianti utilizzatori del CSS posseggano tecnologie di processo e di trattamento degli effluenti gassosi, liquidi e solidi, tali da garantire la qualità e la quantità delle emissioni nel rispetto delle normative di settore», si chiede di sapere: se e come il Governo abbia attuato gli impegni impartiti dall'Assemblea del Senato a seguito dell'approvazione della mozione 1-00135 del 12 settembre 2013 e se nella ricognizione dello stato di utilizzo del CSS da parte dei cementifici sul territorio nazionale sia stato preso in considerazione l'impianto Italcementi di Calusco d'Adda; se i Ministri in indirizzo non intendano assumere le opportune iniziative a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini, anche utilizzando l'ARPA e il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, per verificare lo stato dei luoghi e il livello d'inquinamento dell'area in cui sorge il cementificio, nonché il tipo di CSS utilizzato dall'azienda (se CSS o CSS-combustibile ossia combustibile certificato e di qualità), la tracciabilità del combustibile, la quantità e qualità degli inquinanti che si prevede l'impianto possa emettere a seguito all'incremento di utilizzo di CSS, nonché i monitoraggi previsti.

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