Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Monday, May 14, 2012

Italcementi: il tavolo territoriale si svende?

Italcementi: il tavolo territoriale si svende?


Il neonato comitato la nostra aria che potete trovare su facebook pubblica il protocollo di intesa con italcementi (qui) e mette in evidenza la versione firmata dai sindaci favorevoli e quella proposta dai sindaci contrari all'accordo. Il comitato accusa calusco di prendersi 600.000 euro rinunciando al "tavolo territoriale" che aveva funzione di controllo. Il testo interessato è nel punto H che riporta queste parole: "Pertanto, a fronte dell’assunzione e dell’adempimento dei sopradetti impegni da parte di Italcementi S.p.a., il Tavolo Territoriale e le Amministrazioni componenti il medesimo rinunciano irrevocabilmente ed incondizionatamente ad ogni pretesa, richiesta, ragione o azione nei confronti di Italcementi S.p.a. e di ogni persona fisica o giuridica del cui fatto la Società debba rispondere per l’attività di recupero energetico di CDR così come autorizzata."





Friday, May 11, 2012

Altreconomia :: Italcementi, di nuovo "stop!" a Monselice

Altreconomia :: Italcementi, di nuovo "stop!" a Monselice

Ambiente Vittoria per i comitati "Lasciateci respirare" ed "E noi?"
Italcementi, di nuovo "stop!" a Monselice 
Il Tar del Veneto boccia il piano di ammodernamento del cementificio all'interno del Parco dei Colli Euganei. Il testo della sentenza, frutto di un ricorso promosso dai Comuni di Este e Baone, trasmesso anche alla Procura della Repubblica, per approfondire il contenuto della convenzione tra l'impresa della famiglia Pesenti e l'Ente parco

È arrivato l'ennesimo colpo di scena nella querelle amministrativa che vede coinvolti Italcementi, primo produttore italiano di cemento, ed enti e associazioni dei Colli Euganei (vedi Ae 126). 
Il 9 maggio, infatti, il Tar del Veneto ha bocciato il progetto di revamping (ammodernamento) dell'impianto di Monselice (Pd), lo stabilimento delle multinazionale bergamasca. Per il momento, perciò, niente nuova torre di 89 metri all'interno del Parco regionale dei Colli Euganei.  
Il ricorso era stato presentato da due Comuni dell'area, le amministrazioni di Este e Baone. Possiamo immaginare che Italcementi risponderà con un appello al Consiglio di Stato: lo ha già fatto, lo scorso anno, dopo che unaprecedente decisione del Tar del Veneto aveva bocciato il progetto, su ricorso presentato -tra gli altri- dai comitati “Lasciateci respirare” ed “E noi?”. In quel caso, il Consiglio di Stato -a fine febbraio 2012- “aveva accolto le tesi di Italcementi e dei suoi sostenitori -come spiega “Lasciateci respirare” in un comunicato stampa-, ribaltando un precedente giudizio”, e garantendo così un lasciapassare per l'avvio dei lavori. “Per noi -consideravano gli ambientalisti- rimane incredibile che il revamping possa essere paragonato alla stregua del cambio di una semplice caldaia o che una torre di 89 metri in piena area Parco possa essere considerata un manufatto di 'qualità architettonica apprezzabile, in linea con le tendenze dell’architettura contemporanea'”. 

Scrive il Tar per motivare la propria scelta (la sentenza completa è allegata): “Il progetto non poteva ottenere l’autorizzazione paesaggistica rilasciata invece dal Presidente del Parco Regionale dei Colli Euganei in data 13 Dicembre 2010”.
Di conseguenza: “La delibera della Giunta Provinciale […] con cui è stato espresso giudizio di compatibilità ambientale favorevole, è illegittimaperché è stata adottata sulla base di un’autorizzazione paesaggistica illegittima, specificamente richiamata nella motivazione della delibera provinciale di cui sopra”.

E parlando dell'impatto ambientale: “Nel caso di specie invece la previsione di un nuovo ciclo produttivo di durata di 28 anni, l’innalzamento di una nuova torre alta ben 89 metri (pur prevedendo l’abbassamento dell’altezza della torre rispetto al progetto inizialmente presentato), la costruzione di tubazioni, relative alla linea di macinazione, di 70 metri di altezza media dal piano di posa non contengono, ma aggravano notevolmente e palesemente l’impatto ambientale e paesaggistico oggi esistente. Tale aggravio ambientale e paesaggistico risulta altresì evidente, considerando che l’autorizzazione impone la cessazione dell’attività produttiva entro il termine di 28 anni a far data dall’entrata in funzione del ciclo produttivo autorizzato, provvedendo quindi allo smantellamento dell’intero stabilimento e alla modifica del sito, con riduzione ad area verde del relativo sedime, entro i due anni successivi al termine di esercizio”.   
C'è, infine, un ulteriore elemento, evidenziato dal giudice amministrativo: la“convenzione prevede che Italcementi versi all’Ente Parco, per interventi di interesse pubblico volti al miglioramento di aree compromesse nonché alla messa in sicurezza di fronti collinari, la somma di un milione di euro. Si tratta di una cifra cospicua, non imposta da disposizioni di legge. La destinazione della somma non è specificamente connessa ad eventi provocati per effetto dell’intervento approvato. La competenza in ordine agli interventi di interesse pubblico finanziati con la somma sopra indicata è dell’Ente Parco. Si pone conseguentemente il dubbio che la somma che Italcementi si è obbligata a pagare, per finalità di interesse pubblico, costituisca un motivo di persuasione, affinché il Presidente dell’Ente Parco procedesse al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica impugnata, anche a costo di rilasciare un’autorizzazione paesaggistica illegittima”. Per chiarire questa ipotesi, “di consapevolezza di illegittimità, da parte del Presidente dell’Ente Parco, nel rilascio dell’autorizzazione paesaggistica illegittima impugnata”, il giudice amministrativo ha trasmesso la sentenza “alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova”. Che chiarirà se all'illecito amministrativo se ne è accompagnato un altro.

Wednesday, May 09, 2012

Ombre su ombre e ... la ferrovia... forse

4 Maggio 2012

COMUNICATO STAMPA
Protocollo compensazioni ambientali tra Italcementi S.p.A. ed i Sindaci del Territorio: un lungo percorso, che ha visto coinvolti anche i portatori d’interesse diffuso come la nostra associazione, che si conclude tra luci ed ombre.

Questa sera, 4 Maggio 2012, è prevista la firma di un protocollo d’intesa tra Italcementi s.p.a e i Comuni circostanti lo stabilimento, per l’attuazione di compensazioni ambientali a fronte dell’autorizzazione all’utilizzo di combustibili alternativi (CDR – Combustibili Derivati da Rifiuti) al posto di combustibili convenzionali per la produzione di cemento.
Questo documento sarà sottoscritto dalla società Italcementi S.p.A. e da alcuni Sindaci che in questi anni sono stati coinvolti in un lungo percorso di confronto, partecipazione ed approfondimento delle ricadute dell’attività del cementificio di Calusco d’Adda sul territorio.
Questo percorso durato più di 8 anni è iniziato e proseguito anche grazie al significativo intervento di diversi gruppi portatori di interesse tra cui la nostra associazione.
Fare un bilancio di questa lunga esperienza per noi è francamente difficile.
Riteniamo molto positivo il fatto che il documento sancisca l’impegno da parte di Italcementi, caldeggiato fortemente fin dall’inizio anche da noi, alla riattivazione dello scalo ferroviario interno all’azienda, un’operazione che toglierà dalla strada circa 10.000 veicoli l’anno e che va nella direzione, oltre che di diminuzione delle emissioni inquinanti, soprattutto di un cambiamento culturale nella concezione della mobilità delle merci di cui siamo il fanalino di coda dell’Europa.
Accanto a ciò non possiamo non sottolineare con una punta di amarezza come sia andata scemando nel corso del tempo la partecipazione di alcune amministrazioni comunali all’inizio coinvolte e come sia andato diminuendo il livello di vigilanza del corretto funzionamento degli impianti di Italcementi da parte di alcuni Comuni e del tavolo di coordinamento di “Agenda XXI Dalmine Zingonia - isola bergamasca” che ne ha guidato le scelte. A dimostrazione di ciò, con rammarico, abbiamo assistito alla grave errore politico di aver consentito alla fine del 2007 la sostanziale conclusione dei lavori del tavolo tecnico, costituito a supporto del tavolo politico con il consenso di Italcementi, che è riuscito a seguire solamente il primo dei tre “steps” di sperimentazione programmati per la verifica delle emissioni e dell’inquinamento prodotto dall’impiego del CDR.
Altrettanto negativamente valutiamo la scelta di aver cancellato dal documento che verrà sottoscritto oggi un passaggio che espliciti la disponibilità da parte della Società al proseguo dell’esperienza del Tavolo Territoriale come luogo di continuo dialogo con il territorio anche per nuovi progetti di sostituzione di combustibili convenzionali. Riteniamo infatti che si debba fare di tutto per avere la garanzia che possa continuare questa importante esperienza di confronto permanente, indice di un elevato livello di civiltà, che consente un costante monitoraggio dell’impatto ambientale delle attività produttive presenti sul territorio, favorendo il potenziale miglioramento delle condizioni di salubrità e di qualità della vita, fattori che non hanno prezzo dal punto di vista monetario.
Prendiamo atto pertanto della scelta di alcune amministrazioni comunali di sottoscrivere stasera un documento così ridimensionato e non condiviso all’unanimità, decisione presa forse per stanchezza o forse alla fine di un lungo percorso di decantazione che ha fatto sfumare una lunga serie di occasioni, con la forte speranza e il vivo augurio per tutto il territorio di veder realizzato e funzionante al più presto lo scalo ferroviario previsto.
Da parte nostra, Legambiente continuerà ad impegnarsi, come fatto finora, e a vigilare sull’impianto di Calusco per tenere vivo il controllo sulla qualità ambientale per la tutela del territorio e della salute pubblica.
LEGAMBIENTE Circolo di Bergamo e Circolo MerateseBookmark and Share

Svenduta la salvaguardia dei cittadini

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Friday, May 04, 2012

Comunicato stampa tavolo Italcementi LEGAMBIENTE Circolo di Bergamo e Circolo Meratese






4 Maggio 2012

COMUNICATO STAMPA
Protocollo compensazioni ambientali tra Italcementi S.p.A. ed i Sindaci del Territorio: un lungo percorso, che ha visto coinvolti anche i portatori d’interesse diffuso come la nostra associazione, che si conclude tra luci ed ombre.

Questa sera, 4 Maggio 2012, è prevista la firma di un protocollo d’intesa tra Italcementi s.p.a e i Comuni circostanti lo stabilimento, per l’attuazione di compensazioni ambientali a fronte dell’autorizzazione all’utilizzo di combustibili alternativi (CDR – Combustibili Derivati da Rifiuti) al posto di combustibili convenzionali per la produzione di cemento.
Questo documento sarà sottoscritto dalla società Italcementi S.p.A. e da alcuni Sindaci che in questi anni sono stati coinvolti in un lungo percorso di confronto, partecipazione ed approfondimento delle ricadute dell’attività del cementificio di Calusco d’Adda sul territorio.
Questo percorso durato più di 8 anni è iniziato e proseguito anche grazie al significativo intervento di diversi gruppi portatori di interesse tra cui la nostra associazione.
Fare un bilancio di questa lunga esperienza per noi è francamente difficile.
Riteniamo molto positivo il fatto che il documento sancisca l’impegno da parte di Italcementi, caldeggiato fortemente fin dall’inizio anche da noi, alla riattivazione dello scalo ferroviario interno all’azienda, un’operazione che toglierà dalla strada circa 10.000 veicoli l’anno e che va nella direzione, oltre che di diminuzione delle emissioni inquinanti, soprattutto di un cambiamento culturale nella concezione della mobilità delle merci di cui siamo il fanalino di coda dell’Europa.
Accanto a ciò non possiamo non sottolineare con una punta di amarezza come sia andata scemando nel corso del tempo la partecipazione di alcune amministrazioni comunali all’inizio coinvolte e come sia andato diminuendo il livello di vigilanza del corretto funzionamento degli impianti di Italcementi da parte di alcuni Comuni e del tavolo di coordinamento di “Agenda XXI Dalmine Zingonia - isola bergamasca” che ne ha guidato le scelte. A dimostrazione di ciò, con rammarico, abbiamo assistito alla grave errore politico di aver consentito alla fine del 2007 la sostanziale conclusione dei lavori del tavolo tecnico, costituito a supporto del tavolo politico con il consenso di Italcementi, che è riuscito a seguire solamente il primo dei tre “steps” di sperimentazione programmati per la verifica delle emissioni e dell’inquinamento prodotto dall’impiego del CDR.
Altrettanto negativamente valutiamo la scelta di aver cancellato dal documento che verrà sottoscritto oggi un passaggio che espliciti la disponibilità da parte della Società al proseguo dell’esperienza del Tavolo Territoriale come luogo di continuo dialogo con il territorio anche per nuovi progetti di sostituzione di combustibili convenzionali. Riteniamo infatti che si debba fare di tutto per avere la garanzia che possa continuare questa importante esperienza di confronto permanente, indice di un elevato livello di civiltà, che consente un costante monitoraggio dell’impatto ambientale delle attività produttive presenti sul territorio, favorendo il potenziale miglioramento delle condizioni di salubrità e di qualità della vita, fattori che non hanno prezzo dal punto di vista monetario. 
Prendiamo atto pertanto della scelta di alcune amministrazioni comunali di sottoscrivere stasera un documento così ridimensionato e non condiviso all’unanimità, decisione presa forse per stanchezza o forse alla fine di un lungo percorso di decantazione che ha fatto sfumare una lunga serie di occasioni, con la forte speranza e il vivo augurio per tutto il territorio di veder realizzato e funzionante al più presto lo scalo ferroviario previsto.
Da parte nostra, Legambiente continuerà ad impegnarsi, come fatto finora, e a vigilare sull’impianto di Calusco per tenere vivo il controllo sulla qualità ambientale per la tutela del territorio e della salute pubblica.

LEGAMBIENTE Circolo di Bergamo e Circolo Meratese

Saturday, April 28, 2012

Comunicato stampa comuni di Paderno d'Adda e Solza

COMUNE DI PADERNO D’ADDA Provincia di Lecco 


COMUNE DI SOLZA Provincia di Bergamo

Paderno d’Adda, _Solza li 27 Aprile 2012.

COMUNICATO STAMPA:


 Diciamo SI a un protocollo di intenti tra Italcementi SpA ed i Sindaci del Territorio ma diciamo NO alla rinuncia del nostro ruolo. 

 Il prossimo 4 Maggio è prevista la firma del protocollo sulle compensazioni ambientali per l’utilizzo di combustibili alternativi (CDR – Combustibili Derivati da Rifiuti) presso lo stabilimento di proprietà di Italcementi S.p.a. di Calusco d’Adda. tra i sindaci del Territorio ed Italcementi S.pA Per noi firmare il protocollo che Italcementi ci presenta oggi, così com’è, non è possibile; sarebbe un’offesa al nostro ruolo di Sindaci e un tradimento nei confronti del territorio di cui noi dobbiamo farci garanti e di cui Italcementi è ospite! Diciamo no, soprattutto, perchè tradisce lo spirito di dialogo e di interesse comune nel tutelare il territorio e i cittadini che lo abitano. Tradisce la regola morale ed etica che dovrebbe guidare ogni azione umana, sia che essa provenga dagli amministratori sia che essa provenga dagli imprenditori: il bene comune! E se vogliamo usare un linguaggio familiare ad una multinazionale, ricordiamo ad Italcementi che oltre ad avere degli stockholder ha anche degli stakeholder: una azienda seria e moderna non deve limitarsi a fare gli interessi dei suoi azionisti ma di tutti i portatori di interessi legati a questa azienda compreso quindi il territorio in cui opera. Con questo protocollo si chiede ai sindaci di rinunciare al dovere di tutelare la salute pubblica, tutela che è tra i compiti primari di qualunque Sindaco e che non si può disciplinare con un paragrafo di un protocollo, richiesta vessatoria e inutile, che umilia e svilisce la figura del Sindaco: questo diritto/ dovere non si vende ad una multinazionale. Il nostro intento mirava non tanto ad una monetizzazione, ma a uno sviluppo di azioni positive per il territorio. E la riattivazione dello scalo ferroviario previsto nel protocollo, e voluto fortemente dai Sindaci, va proprio in quella direzione e potrebbe essere ritenuto un successo di intenti “comuni” tra amministrazioni pubbliche e aziende private. Con la firma al protocollo come ci è stato proposto oggi, si tradisce anche lo spirito del tavolo territoriale e di agenda 21 che da molti anni si poneva l'obbiettivo di interloquire alla pari con Italcementi e di condividere con la ditta un percorso di crescita culturale, sociale, economico ed etico del territorio nella quale essa è inserita. La crisi economica che stiamo attraversando deriva proprio anche da questi atteggiamenti unilaterali e limitati che guardano solo all'interesse economico e mai a quello dell'interesse sociale generale della cittadinanza. Spiace aver lavorato per sette anni, aver speso energie, pensiero, tempo e competenze per aver creduto che Italcementi si sarebbe evoluta anche sotto il profilo umano, culturale e relazionale. Prendiamo atto che ad oggi Italcementi resta un'impresa con tecnologie all’avanguardia, profitti alti ma con modalità operative e di relazione tipiche della metà del novecento! Con questo intervento confidiamo in un scatto di dignità e di responsabilità da parte di Italcementi perché ci ripensi e riconosca al nostro territorio il ruolo di interlocutori seri e rispettabili entrando così nel 21 secolo anche per quanto riguarda i rapporti industriali. M. Carla Rocca Valter Motta Sindaco di Solza Sindaco di Paderno d’Adda

Friday, April 27, 2012

Paderno: consiglio compatto contro il protocollo Italcementi Comuni tagliati fuori, il sindaco firmerà una versione diversa

http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=20152
Il consiglio comunale di Paderno d'Adda si schiera compatto nel rispondere un secco "no" al protocollo di intesa con cui la Italcementi S.p.a mette di fatto la parola "fine" a 10 anni di trattative per le compensazioni ambientali a favore dei paesi dell'area intorno al "camino" di Calusco, e in cui l'azienda specifica che "le amministrazioni rinunciano irrevocabilmente ed incondizionatamente ad ogni pretesa, richiesta, ragione o azione nei confronti di Italcementi S.p.a. e di ogni persona fisica o giuridica del cui fatto la Società debba rispondere per l'attività di recupero energetico di CDR così come autorizzata". Il documento è stato presentato a 10 comuni tra le province di Bergamo e Lecco (nello specifico Calusco d'Adda, Solza, Villa d'Adda, Carvico, Medolago, Imbersago, Verderio Superiore, Robbiate, Cornate, Paderno d'Adda), ma solo l'amministrazione di Paderno ha deciso di portarlo in consiglio comunale per discutere una possibile linea di intervento nei confronti di un accordo che, al di là degli interventi in ambito ambientale del valore di 15.000 euro in ogni comune coinvolto, prevede il cessare di ogni forma di confronto tanto faticosamente portato avanti dalle amministrazioni. Maggioranza e minoranza consiliare, al termine della seduta di martedì 24 aprile, si sono trovati concordi nel dare mandato al sindaco Valter Motta di sottoscrivere non l'ultimo protocollo ma quello precedente con alcune modifiche, che lasci spazio alla continuazione del "tavolo" tra territorio e azienda che in un primo tempo si era detta disponibile ad "approfondire la fattibilità tecnico‐economica per il posizionamento nel polo di Calusco d'Adda di un abbattitore di NOx". Alias ossido di azoto, uno dei tanti elementi emessi dall'azienda che, seppur rilevato sempre entro i limiti di legge, potrebbe essere oggetto di futuri interventi a tutto vantaggio del territorio. Il tentativo dell'amministrazione padernese si concluderà probabilmente con un "no" da parte dell'azienda, ma l'amministrazione non ci sta a farsi "tagliare fuori" da ogni possibile futura pretesa nei confronti di Italcementi. "Il primo accordo sulle compensazioni ambientali per l'utilizzo del CDR (combustibile ricavato dai rifiuti opportunamente trattai) in sostituzione dei combustibili fossili convenzionali è stato sottoscritto nel 2005" ha spiegato il sindaco Motta in consiglio "ma i contatti tra amministrazioni ed enti con la società risalgono ad alcuni anni prima ed sono stati portati avanti per anni, non senza difficoltà. Nella bozza di accordo redatta nel 2011, dopo la quale i comuni sono stati "esclusi" dalle trattative che sono continuate solo con Calusco e l'Agenda 21 bergamasca, era prevista la riattivazione dello scalo ferroviario interno all'azienda (che dovrebbe togliere dalle strade bergamasche circa 8000 camion l'anno e far respirare meglio noi), il rilascio di una fidejussione bancaria per un ammontare complessivo pari a € 600.000 a favore del Comune di Calusco d'Adda, la realizzazione di "case dell'acqua" per un importo di € 15.000 in ciascun comune e un sistema di telerilevamento terrestre per il Parco Adda Nord. Al di là della "elemosina" concessa ai comuni in cambio di 50 anni di influenza sull'ambiente, ma su questo non li si può obbligare altrimenti, la mia priorità non è dotare i miei cittadini di una casetta dell'acqua ma preservare la loro salute. Oggi come in futuro. Con l'ultima versione dell'accordo si chiude ogni possibilità di ulteriore confronto con l'azienda, ci ritroveremo con le mani legate. La mia proposta è di firmare il documento precedente". "Le compensazioni sono una tantum a fronte di un effetto vita natural durante" ha commentato il consigliere Matteo Crippa, che insieme agli altri componenti della minoranza ha proposto la firma di un documento ancora più restrittivo rispetto a quello proposto dal sindaco, e accettato all'unanimità. "A livello personale non me la sento di votare per un documento che potrebbe avere conseguenze importanti per i cittadini del mio paese, è una questione anche morale" ha commentato Andrea Magella. "Mi chiedo come gli altri amministratori abbiano potuto firmare un documento simile, senza che i cittadini siano al corrente di nulla". I consiglieri di minoranza
Il sindaco Valter Motta il prossimo 4 maggio si presenterà al tavolo di confronto fra comuni, enti e Italcementi con un documento che si oppone alla fine di ogni confronto con l'azienda su tematiche di valore ambientale che riguardano la salute, e dunque la vita stessa, di tutti i cittadini. "Ci aspettiamo un secco no dall'azienda, ma esprimo la mia soddisfazione per la fruttuosa ed utile discussione consiliare nonché per il raggiungimento di una posizione unanime rispetto alla questione dei rapporti tra Italcementi ed il Territorio". In questo documento è possibile vedere le differenze tra le due "versioni" dell'accordo. Alla sinistra la bozza di convenzione frutto della mediazione tra il territorio ed Italcementi, sulla destra invece la bozza di protocollo come sottoposto da Agenda21 dell'isola bergamasca come versione concordata con Italcementi. Per visualizzare il documento clicca
qui.

Saturday, April 21, 2012


Paderno: protocollo per le compensazioni di Italcementi. Il sindaco: ''Siamo molto perplessi''

Una prima bozza di accordo tra Parco Adda Nord e i comuni situati nelle vicinanze dello stabilimento di Italcementi Group che "domina" il paesaggio sul fiume nei presso del ponte di S. Michele era stata predisposta lo scorso dicembre. A distanza di 4 mesi il gruppo aziendale ha siglato con gli enti istituzionali coinvolti un "protocollo di intesa per l'attuazione delle compensazioni ambientali inerenti il processo di sostituzione dei combustibili convenzionali con i combustibili alternativi". Rispetto a quanto sottoscritto allora poco o nulla cambia per quanto riguarda per i protagonisti del tavolo territoriale (Parco Adda Nord, comuni di Robbiate, Paderno d'Adda, Imbersago, Verderio Superiore in Provincia di Lecco, cui si aggiungono quelli della sponda bergamasca da Calusco a Sotto il Monte), a cui sono stati promessi benefici in termini di qualità dell'aria e interventi di tipo strutturale come ad esempio una casetta dell'acqua. "Italcementi si è impegnata a riattivare lo scalo ferroviario aziendale interno sul territorio di Calusco per il carico e scarico del combustibile, un provvedimento che gioverà esclusivamente all'area bergamasca togliendo circa 8.000 mezzi pesanti l'anno dalle sue strade" ha spiegato il sindaco di Paderno Valter Motta. "Per noi potrebbe derivare un vantaggio in termini di minore inquinamento, difficilmente quantificabile. L'azienda sponsorizzerà presso i comuni coinvolti un intervento in direzione del risparmio energetico e della tutela ambientale, che potrebbe essere sia una casetta dell'acqua che dei  pannelli solari. Interventi sicuramente utili, ma non posso non esprimere grande perplessità di fronte ad una compensazione di tipo economico che nulla ha a che vedere con il benessere dei cittadini del paese, la vera priorità a mio parere. In 10 anni di trattative speravo sinceramente di ottenere qualcosa di più, nel senso di interventi di altro tenore". L'amministrazione di Paderno ha deciso di portare la questione in discussione in occasione del prossimo consiglio comunale del 24 aprile (alle ore 21.00 a Cascina Maria). "Non è un passaggio obbligatorio trattandosi di protocollo di intesa, è stata una nostra scelta" ha spiegato il primo cittadino. "In quella sede presenteremo le nostre osservazioni in merito al protocollo". Incentrato su compensazioni economiche a fronte di un impatto sull'ambiente e sul territorio della cornice dell'Adda.
R.R.




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Thursday, April 19, 2012

i.lab al Kilometro Rosso, Italcementi concentra la ricerca e sviluppo

DAL NOSTRO INVIATO STEZZANO (Bergamo) - L' avevano «immaginato in un' altra epoca», lontana da questo lunghissimo, «severo inverno per l' Italia e per buona parte dell' Occidente». E dunque è vero che decidere di andare avanti con i.lab, l' ipertecnologico polo di ricerca in cui Italcementi ha investito 40 milioni, da un certo momento in poi non è stato proprio scontato. Come osserva Giampiero Pesenti: «L' economia mondiale poteva indurre a un rinvio». E allora c' è da un lato l' orgoglio della scelta: «Ricerca e investimenti sono da sempre il cuore del nostro sviluppo», rivendica il presidente, e non si ripete in continuazione che proprio nelle crisi è cruciale non mollare? In parallelo, c' è una scommessa più ampia: «Non abbiamo perso fiducia nel futuro dell' Italia e della sua industria». i.lab nasce così. Fortemente voluto da Carlo Pesenti, figlio di Giampiero e consigliere delegato del gruppo, per concentrare in un unico, avveniristico laboratorio tutti i ricercatori italiani del quinto player mondiale del settore. Realizzato al Kilometro Rosso, il parco scientifico creato alle porte di Bergamo da Alberto Bombassei, dall' archistar Richard Meier con una missione precisa: farne un' icona dell' «architettura sostenibile», prima ancora che della «grande architettura» (e i riconoscimenti sono già arrivati, con la rara certificazione Leed Platinum, il massimo standard di valutazione energetico-ambientale). Inaugurato ieri, con taglio di nastro affidato al ministro dell' Ambiente Corrado Clini, in una cornice simbolica per altre ragioni. La crisi, appunto. Quella crisi che costringe le imprese a tagliare costi e investimenti, quando non a chiudere tout court. La ricerca è una delle voci che per prime ne fanno le spese. Tener duro lì è, invece, «la chiave della crescita per il nostro Paese». È Clini, a sottolinearlo. La sua puntata a Bergamo è veloce, nel pomeriggio c' è il Consiglio dei ministri. Ma «porterò lì quest' esempio sperando possa ispirare il governo, le forze politiche, le organizzazioni sociali e sindacali: i.lab significa investimenti in innovazione e nuove tecnologie, è un segnale fortissimo nella direzione dello sviluppo». Uno sviluppo che sia anche «sostenibile», però. Com' è nelle ambizioni di Carlo Pesenti: «Italcementi intende confermare la propria leadership in questo campo, nella convinzione che il futuro sarà delle imprese che avranno saputo coniugare intelligentemente crescita economica, uso oculato delle risorse naturali, rispetto dei diritti umani e livelli adeguati di lavoro e di vita». affaella Polato RIPRODUZIONE RISERVATA
Polato Raffaella

Wednesday, April 18, 2012

Modelli di ricerca industriale sostenibile: Italcementi inaugura i.lab


 
laboratorio i lab
i.lab è il nuovo centro di ricerca e innovazione delGruppo Italcementi inaugurato ieri a Bergamo. Disegnato dall’architetto Richard Meier come una grande freccia bianca di vetro e cemento circondata da un parco si sviluppa su uno spazio di 23.000 metri quadrati.
La struttura, costata 40 milioni di euro, rappresenta un modello per l’ architettura sostenibile di tutta Europa ed esprime la volontà di Italcementi di puntare ad una ricerca industriale che garantisca una qualità migliore di vita ed un maggiore rispetto per l’ ambiente.
L’ edificio è realizzato, infatti, con differenti tipi di cemento brevettati da Italcementi e con materiali derivanti da processi di recupero che riducono le sostanze inquinanti. Utilizza, inotre, pannelli solari ed un impianto geotermico in grado di ridurre l’ emissione di CO2. Anche il legno impiegato è conforme ad una gestione responsabile delle foreste.
I dati parlano chiaro riguardo all’ impegno dell’ azienda verso l’ efficienza energetica e l’ innovazione ecocompatibile: una ventina di progetti in corso, 60 brevetti in dieci anni, un budget annuo di circa 13 milioni di euro destinato alle attività di ricerca e sviluppo. L’obiettivo è la “Leadership in Energy and Enviromental Design” (LEED), una delle più autorevoli certificazioni americane in ambito energetico ed ambientale.
Il consigliere delegato di Italcementi Carlo Pesenti, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, ha concluso il suo intervento con due messaggi importanti per tutto il settore e non solo: «Il primo: innovare pensando all’ambiente si può e l’industria può essere l’artefice di un cambiamento che va a vantaggio di tutti, dell’economia, dell’ ambiente e della società. Il secondo: il futuro delle imprese sarà di chi avrà saputo intelligentemente coniugare lo sviluppo industriale ed economico con un uso attento delle risorse naturali e con il rispetto dei diritti umani, del lavoro e della vita».

Tuesday, April 17, 2012

Vicino agli inceneritori aumenta la mortalità per il cancro. Il caso di Forlì

icino agli inceneritori il cancro colpisce più duramente. L’Arpa Toscana (non un comitato di cittadini preoccupati, ma l’agenzia regionale per la protezione ambientale) ha messo sotto la lente di ingrandimento la situazione a Forlì.
Già uno studio francese, qualche anno fa, aveva mostrato un legame fra incidenza del cancro e presenza di inceneritori.
Però, si disse allora per tranquillizzare, quel lavoro riguardava le persone esposte alle emissioni negli Anni70 ed 80, ed ammalatesi nel periodo 1990-1999: in seguito le norme anti inquinamento sono migliorate. Ma i dati di Forlì sono più recenti.
La notizia su Forlì è on line sull’ultimo numero del notiziario dell’Arpa Toscana, e cita come fonte uno studio pubblicato l’anno scorso su Environmental Health relativo all’impatto sulla salute di inceneritori e discariche in Italia, Inghilterra e Slovacchia (tutti i link in fondo, come sempre).
Il testo su Environmental Health non cita mai Forlì, nè alcun sito specifico in Italia o all’estero. E’ presumibile che l’Arpa Toscana abbia scavato nei numeri che vi sono confluiti. Presumibile, ma non dichiarato.
Per la cronaca, sul saggio di Environmental Health da cui ha attinto l’Arpa Toscana i ricercatori calcolano che nel periodo 2001-2050 saranno legati ai 49 inceneritori italiani (il dato riguarda quelli che erano in funzione nel 2001) 2.729 casi di cancro su persone che abitano entro i tre chilometri dagli inceneritori stessi (55 casi per impianto); la grande maggioranza di questi attesi casi di cancro, aggiungono, sarà dovuta all’esposizione avvenuta prima del 2001. Concludono inoltre – a livello generale, e non solo italiano – che l’impatto sulla salute degli inceneritori è modesto se comparato ad altre fonti di inquinamento, quali il traffico o le emissioni delle industrie.
Fin qui il background. La notizia pubblicata da Arpa Toscana avverte che a Forlì sono in funzione, a 300 metri uno dall’altro, due inceneritori: di rifiuti solidi urbani, dal 1976, e di rifiuti ospedalieri, dal 1991.
E’ stata presa in considerazione l’area nei 3,5 chilometri attorno al punto equidistante fra i due inceneritori, e la popolazione qui residente dal 1990. Coloro che vi sono arrivati in seguito sono entrati nello studio solo dopo aver “maturato” cinque anni di residenza.
Gli altri ingredienti dell’analisi: un modello di dispersione delle sostanze inquinanti tarato sulla realtà locale, le banche dati di mortalità regionale del Registro Tumori Romagnolo (dal 1990 al 2003), il database delle Schede di Dimissione Ospedaliera dal 1999 al 2003.
Il tutto è stato ulteriormente filtrato in modo statisticamente opportuno tenendo conto sia delle caratteristiche socio economiche degli individui sia della loro esposizione all’inquinamento da traffico.
Risultato. Negli uomini sono risultati associati alla presenza degli inceneritori i casi di cancro al colon retto. Nelle donne è risultata associata alla presenza degli inceneritori la mortalità per tutti i tipi di tumore, in particolare per il cancro a stomaco, colon, fegato e seno.


Italcementi: inaugura i.lab, centro ricerche da 40 mln euro

BERGAMO (MF-DJ)--Italcementi ha inaugurato, alla presenza del Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, il nuovo Centro Ricerca e Innovazione i.lab, realizzato su progetto dell'architetto americano Richard Meier. Il Ministro ha tagliato il nastro nel corso di una cerimonia insieme al presidente di Italcementi, Giampiero Pesenti, al consigliere delegato Carlo Pesenti e al top management del gruppo.
L'edificio, costato complessivamente 40 mln euro, e' collocato nel parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso di Bergamo e si sviluppa su uno spazio di 23.000 metri quadrati. Il Centro ospita ingegneri, tecnici e ricercatori della Direzione Ricerca e Sviluppo, della Direzione Laboratori del Centro Tecnico di Gruppo (Ctg) e della Direzione Innovazione di Italcementi, impegnati nello studio e nello sviluppo di innovazioni tecnologiche, funzionali ed estetiche dei nuovi materiali per le costruzioni.
i.lab, costruito in linea con la concezione di Italcementi di innovazione, di sostenibilita' e di eccellenza architettonica, e' la sintesi della piu' avanzata tecnologia in termini di qualita' dei materiali e di tecnologie per la green construction.
"Le imprese, non solamente in Italia ma anche nel mondo, stanno cambiando rotta verso la sostenibilita': e' il fenomeno della green economy, che ormai e' di fatto 'economy' poiche' le produzioni che non hanno dentro di se' la componente ambientale e di innovazione sono destinate a uscire dal mercato. Per questo motivo", ha osservato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, "il Governo e' attento a incentivare le iniziative, come il progetto del gruppo Italcementi, che confermano la vivacita' del mondo imprenditoriale nella ricerca e nell'innovazione".
"L'innovazione rappresenta la leva strategica attraverso cui Italcementi punta a costruire il proprio vantaggio competitivo", ha affermato Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi. "L'obiettivo del gruppo e' la ricerca continua di processi di produzione sostenibili e di soluzioni architettoniche innovative, per rispondere alla crescente richiesta da parte del mercato di applicazioni e prodotti che contribuiscano a una piu' alta qualita' della vita e dell'ambiente. Italcementi Group puo' contare su circa 170 persone, tra chimici, geologi e ingegneri, impegnati in attivita' di Ricerca e Innovazione in Italia, con i.lab e in Francia, con il campus Technodes di Guerville, vicino a Parigi. Il budget annuo destinato alle attivita' di Ricerca e Sviluppo e' di circa 13 milioni di euro con una incidenza sul fatturato fra le piu' significative del settore. Negli ultimi 10 anni abbiamo depositato 60 brevetti. Il tasso di innovazione del Gruppo", ha proseguito Pesenti, "ovvero il rapporto tra i ricavi derivanti da progetti di innovazione e il totale delle vendite, e' attualmente pari a 4 mentre nel 2010 era 3.9, in progressivo aumento secondo i programmi. L'obiettivo e' di stabilizzare a medio-lungo termine un ratio pari a 5".
"i.lab", ha concluso Pesenti, "porta sul territorio e alla sua comunita' due messaggi forti. Il primo: innovare pensando all'ambiente si puo' e l'industria puo' essere l'artefice di un cambiamento che va a vantaggio di tutti, dell'economia, dell'ambiente e della societa'. Il secondo: il futuro delle imprese sara' di chi avra' saputo intelligentemente coniugare lo sviluppo industriale ed economico con un uso attento delle risorse naturali e con il rispetto dei diritti umani, del lavoro e della vita".
i.lab vuole rappresentare un punto di riferimento nel campo dell'architettura sostenibile in Europa e rappresenta un'applicazione concreta della strategia di Italcementi rispetto ai temi dell'innovazione e della sostenibilita'.
Progettato e costruito in osservanza dello standard Leed (Leadership in Energy and Environmental Design), i.lab ha ricevuto la certificazione Platinum, il piu' alto standard di valutazione in materia energetica e ambientale riguardante le costruzioni edili. i.lab risponde infatti a severi requisiti di efficienza energetica, che consentono di ottenere un risparmio di energia fino al 60% in piu' rispetto a un edificio tradizionale di pari dimensioni e destinazione d'uso, grazie alle modalita' di costruzione adottate, ai materiali utilizzati nell'involucro e all'impiego di energie rinnovabili con l'installazione di pannelli fotovoltaici, solari e di un impianto geotermico.
Nel 2010, inoltre, la Commissione Europea ha assegnato a i.lab il premio European Green Building Award come miglior edificio in Italia per l'efficienza energetica nella categoria "Best New Building" e nel 2009 i.lab ha ricevuto il Green Good Design Award dal Chicago Athenaeum e dall'European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies. alb alberto.chimenti@mfdowjones.it

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