Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Monday, February 09, 2015

Interrogazione della minoranza su Italcementi

Interrogazione della minoranza su Italcementi


Cresce sempre di più, almeno nella sponda lecchese dell'Adda, il fronte critico alle richieste di Italcementi di passare dalle attuali 30 mila tonnellate di rifiuti (Css) bruciati a 110 mila tonnellate all'anno nello stabilimento di Calusco d'Adda. A seguito dell'interrogazione consiliare presentata dal gruppo di minoranza di "Verderio cambia" e dal suo capogruppo Marco Benedetti, anche a Paderno d'Adda la minoranza di "Paderno cambia" ha deciso di muoversi sulla medesima strada.

Il documento presentato al sindaco Renzo Rotta è infatti il medesimo che, circa una settimana fa, è stato posto all'attenzione del sindaco di Verderio Alessandro Origo.

Il capogruppo Matteo Crippa
"Abbiamo deciso di appoggiare l'iniziativa perché è una battaglia che portiamo avanti come Lega Nord e già in passato nel consiglio comunale di Paderno abbiamo espresso le stesse preoccupazioni", ci ha spiegato Matteo Crippa, capogruppo di "Paderno Cambia".

"La linea comune con "Verderio cambia" è quella di tutelare la salute dei cittadini - ha continuato il consigliere Crippa - ed è doveroso prestare la massima attenzione sui recenti sviluppi che sta avendo la vicenda Italcementi. Per quanto riguarda il nostro Comune condividiamo la linea tenuta finora dalla maggioranza, chiediamo però che venga discussa in consiglio comunale per arrivare ad una posizione condivisa. In questa situazione bisogna essere tempestivi ed attenti a non farsi sfuggire nulla; per questa ragione, anche a Paderno, appoggeremo la raccolta firme a tutela della salute dei cittadini", ha concluso Matteo Crippa.

Questo il testo dell'interrogazione:

Al Signor Sindaco di Paderno d'Adda, Renzo Rotta 
Agli Assessori Comunali di Paderno d'Adda 
Ai Consiglieri Comunali di Paderno d'Adda  

INTERROGAZIONE 

Oggetto: utilizzo rifiuti come nuovi combustibili da parte di Italcementi SpA 
 
Premesso che: 
- in recenti articoli di stampa è emersa l'intenzione da parte di Italcementi SpA di utilizzare nello stabilimento sito a Calusco d'Adda come combustibile alternativo, rifiuti catalogati come CSS con un enorme aumento di tonnellate utilizzate, passando da 30.000 a 110.000;
- che come CSS verranno utilizzati fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme (pneumatici usati, scarti di imballaggi in plastica non riciclabili); 

Considerato che:  

- medesima proposta avanzata dal cementificio di Tavernola (BG) ha causato interpellanze parlamentari contrarie all'utilizzo di tali rifiuti, direttamente alla Presidenza del Consiglio, al Ministero della Salute e a quello dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare;
- sulla questione i Comuni lacustri di Bergamo e Brescia, le due Provincie e il Consiglio Regionale Lombardo hanno già costituito un fronte compatto del "no" al co-incenerimento di rifiuti;
-  nella sua interpellanza, il deputato PD Sanga chiede al Governo quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, intenda assumere per tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini di fronte all'attività di incenerimento dei rifiuti ad opera dei cementifici. E nel caso specifico, anche se si intende promuovere un'iniziativa da parte del comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente al fine di verificare lo stato dei luoghi e il livello di inquinamento dell'area in cui sorge il cementificio;
- il nostro territorio e nello specifico la Valle dell'Adda, ha già subito una presenza pesante e difficile del cementificio, dal punto di vista ambientale-paesaggistico;
- medesime criticità e problemi ambientali a quelle di Tavernola (BG) potrebbero verificarsi a Calusco d'Adda;
- le precedenti petizioni con raccolta di firme dei nostri cittadini negli scorsi anni, contro l'utilizzo da parte dello stabilimento Italcementi di RASF ed Ecofluid hanno ottenuto forte adesione dalla popolazione, inducendo allora Italcementi a recedere da tale utilizzo; 
- il territorio di Paderno d'Adda è interessato dalle emissioni atmosferiche provenienti dal sito Italcementi di Calusco d'Adda; emissioni che coinvolgono tutti i comuni limitrofi peraltro appartenenti al territorio del Parco Adda Nord con le tutele ambientali che ne conseguono;
- studi clinici rilevano la correlazione fra picchi di inquinamento atmosferico (Pm10, NOx) e impatti sulla salute dei cittadini del territorio;
- l'art. 32 della Costituzione Italiana, nel sancire la tutela della salute come "diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività", di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità;
 
SI CHIEDE  

- quali azioni ad oggi sono state compiute dalla Giunta e dal Sindaco di Paderno d'Adda, a tutela dei propri cittadini; - quali atti sono stati compiuti per la conoscenza e l'acquisizione di tutti i dati inerenti il problema; - quali azioni si vogliono compiere in futuro a tutela dei nostri cittadini; - la stesura di un punto all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale in cui il consiglio comunale impegna Sindaco e Giunta a compiere tutte le azioni possibili atte alla tutela e salvaguardia della salute dei cittadini di Paderno d'Adda; - ribadire con un voto di consiglio comunale, la totale contrarietà all'utilizzo di rifiuti nocivi da parte di Italcementi nello stabilimento di Calusco d'Adda; 
In fede, 

Per il gruppo "Paderno Cambia" Matteo Crippa    

http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=52152&origine=1&t=Interrogazione+della+minoranza+su+Italcementi

'Verderio cambia'' interroga su Italcementi e si prepara a una raccolta firme tra la gente

'Verderio cambia'' interroga su Italcementi e si prepara a una raccolta firme tra la gente

Il sito produttivo di Calusco
Continua, trascorsi circa 100 giorni dalla richiesta che Italcementi ha depositato sul tavolo della Provincia di Bergamo, il silenzio delle istituzioni riguardo al progetto dell'azienda di passare dalle attuali 30 mila tonnellate annue di rifiuti bruciati (i cosiddetti Css: rifiuti non pericolosi e non riciclabili tramite la raccolta differenziata) ad un tetto di 110 mila tonnellate, cosa che porterebbe dall'attuale 15% al 62% la fornitura di energia, alternativa ai combustibili fossili, che permette il funzionamento del clinker di Calusco d'Adda e la produzione di cemento. Un progetto che non solo andrebbe a modificare sensibilmente e unilateralmente il protocollo d'intesa sottoscritto nel maggio 2012 con le amministrazioni del territorio, ma che potrebbe causare un notevole aumento delle emissioni di polveri sottili (PM 10, PM 2.5 e NOx) nell'aria; ipotesi, tuttavia, che l'azienda smentisce con i dati in proprio possesso.

A 50 giorni dal termine ultimo, previsto per legge, entro cui la Provincia di Bergamo, l'Arpa e il Comune di Calusco dovranno pronunciarsi sulla valutazione del progetto dal punto di vista dell'impatto ambientale, e a seguito delle missive, con richiesta di partecipazione all'iter decisionale, che non hanno ancora ricevuto risposta formale, delle amministrazioni di Paderno d'Adda, Imbersago, Verderio e Robbiate al Comune di Calusco, prima, e alla Provincia di Bergamo poi, la minoranza consiliare di "Verderio Cambia", tramite il suo capogruppo, Marco Benedetti, ha deciso di muoversi presentando un'interrogazione al sindaco di Verderio e promettendo altresì azioni eclatanti per coinvolgere i cittadini sul tema e fare luce sulla vicenda.

"La cosa più preoccupante di tutta questa situazione - ha commentato il consigliere Benedetti - è che ancora non si sappia nulla a livello ufficiale. Italcementi è già una realtà problematica per il nostro territorio dal punto di vista ambientale e paesaggistico, e un aumento di 80 mila tonnellate di quel tipo di rifiuti bruciati, tra cui plastica, scarti d'imballaggi e pneumatici usati, potrebbe a nostro parere avere un impatto enorme sulla salute di tutti noi".

Il consigliere Marco Benedetti
"Per una richiesta simile, proposta dal cementificio di Tavernola nella bergamasca, si è scatenato il finimondo e sono state fatte addirittura delle interpellanze parlamentari - ha continuato l'ex assessore provinciale - , mentre a Italcementi viene lasciato spazio libero e il pallino del gioco è in mano alla Provincia di Bergamo: una realtà non più eletta dal popolo ma tramite un meccanismo perverso, che non so quale garanzia di rappresentatività possa dare alle istanze dei cittadini". E ancora: "È ora che i consigli comunali vengano coinvolti così da dare maggior forza al mandato dei sindaci. È una battaglia che come "Verderio Cambia" facciamo per i cittadini e per permettere a tutti di capire che cosa comporti bruciare simili quantitativi di plastica o fanghi reflui. Ci attiveremo anche per una raccolta di firme senza fini politici, perché la salute è di tutti e perché la diffusione delle polveri sottili non si ferma di certo davanti ai confini dei comuni. Italcementi, vorrei ricordarlo, è un privato che fa profitti; per quale ragione si impongono al cittadino stringenti limiti sulla manutenzione della caldaia e poi non si applicano a queste realtà criteri altrettanto severi?", ha concluso Marco Benedetti.

Questo il testo dell'interrogazione che, tra le altre richieste, chiede al sindaco Alessandro Origo la convocazione in seduta straordinaria del consiglio comunale per discutere approfonditamente della questione:

Verderio 21 Gennaio 2015

Al Sindaco di Verderio (LC) Alessandro Origo

Agli Assessori Comunali di Verderio (LC)

Ai Consiglieri Comunali di Verderio (LC)

Oggetto: Interrogazione utilizzo rifiuti come nuovi combustibili da parte di Italcementi spa.

Premesso che:

- in recenti articoli di stampa è emersa l'intenzione da parte di Italcementi spa di utilizzare nello stabilimento sito a Calusco d'Adda come combustibile alternativo, rifiuti catalogati come CSS con un enorme aumento di tonnellate utilizzate, passando da 30000 a 110000;

- che come CSS saranno utilizzati fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme (pneumatici usati, scarti d'imballaggi di plastica non riciclabili);

Considerato che:

- medesima proposta avanzata dal cementificio di Tavernola (BG) ha causato interpellanze parlamentari contrarie all'utilizzo di tali rifiuti, direttamente allaPresidenza del Consiglio, al Ministero della Salute e a quello dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare;


- sulla questione i Comuni lacustri di Bergamo e Brescia, le due Provincie e il Consiglio Regionale Lombardo hanno già costituito un fronte compatto del "no" al co-incenerimento di rifiuti;


- nella sua interpellanza, il deputato Pd Sanga chiede al Governo quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, intenda assumere per tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini di fronte all'attività d'incenerimento dei rifiuti ad opera dei cementifici. E nel caso specifico, anche se s'intende promuovere un'iniziativa da parte del comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente al fine di verificare lo stato dei luoghi e il livello d'inquinamento dell'area in cui sorge il cementificio;


- il nostro territorio e nello specifico la Valle dell'Adda, ha già subito una presenza pesante e difficile del cementificio, dal punto di vista ambientale - paesaggistico;


medesime criticità e problemi ambientali a quelle di Tavernola (BG) potrebbero verificarsi a Calusco d'Adda;

- le precedenti petizioni con raccolta di firme dei nostri cittadini negli scorsi anni, contro l'utilizzo da parte dello stabilimento Italcementi di RASF ed Ecofluid hanno ottenuto forte adesione dalla popolazione, inducendo allora Italcementi a recedere da tale utilizzo;


- il territorio di Verderio è interessato dalle emissioni atmosferiche provenienti dal sito Italcementi di Calusco d'Adda; emissioni che coinvolgono tutti i comuni limitrofi, peraltro appartenenti al territorio del Parco Adda Nord con le tutele ambientali che ne conseguono;

- studi clinici rilevano la correlazione fra picchi d'inquinamento atmosferico (Pm10, NOx) e impatti sulla salute dei cittadini del territorio;


- l'art. 32 della Costituzione Italiana, nel sancire la tutela della salute come "diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività", di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità;


SI CHIEDE,


quali azioni ad oggi sono state compiute dalla Giunta e dal Sindaco di Verderio, a tutela dei propri cittadini;

quali atti sono stati compiuti per la conoscenza e l'acquisizione di tutti i dati inerenti al problema;

quali azioni si vogliono compiere in futuro a tutela dei nostri cittadini;

la convocazione di un consiglio comunale straordinario, per il coinvolgimento sul tema, dei consiglieri e dell'intero consiglio comunale, organo supremo del comune di Verderio;

la stesura di un punto all'ordine del giorno nel prossimo consiglio comunale in cui, s'impegna Sindaco e Giunta a compiere tutte le azioni possibili atte alla tutela e salvaguardia della salute dei cittadini di Verderio;

ribadire con un voto di consiglio comunale, la totale contrarietà all'utilizzo di rifiuti nocivi da parte di Italcementi nello stabilimento di Calusco d'Adda;


In fede,

Il Capogruppo di "Verderio Cambia"
Marco Benedetti 

M.F.
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Merate: ''Prospettiva comune'' propone un ordine del giorno sul caso Italcementi

Merate: ''Prospettiva comune'' propone un ordine del giorno sul caso Italcementi

La preoccupazione per le intenzioni di Italcementi di aumentare la quantità di rifiuti combustibili CSS bruciati nell'impianto di Calusco d'Adda ha varcato la sponda dell'Adda e dopo l'interessamento dei comuni lecchesi limitrofi (Paderno, Robbiate, Verderio, Imbersago) ora è la volta di Merate. Il gruppo di minoranza "Prospettiva comune" con i suoi esponenti Massimo Panzeri e Andrea Valli ha infatti presentato un ordine del giorno per il consiglio comunale affinché la Giunta si impegni "Giunta a vigilare e a promuovere ogni azione finalizzata a garantire la regolarità delle procedure e delle eventuali azioni intraprese dalla società Italcementi Spa, sia attraverso la diretta e fattiva partecipazione alle attività degli Enti Sovralocali coinvolti, sia avvalendosi degli Enti competenti in materia".Nell'articolato documento protocollato in municipio, Prospettiva comune esprime preoccupazione per le possibili ripercussioni per la salute e l'ambiente che un aumento così consistente nell'incenerimento di tali rifiuti (l'intenzione è quella di passare dalle 30mila attuali a 110mila) possa generare.
Da qui l'ordine del giorno che i proponenti sperano possa avere una approvazione corale.

Merate, 6 febbraio 2015

Al  Sindaco di Merate (Lc)  Andrea Massironi
Agli  Assessori  comunali
Ai Consiglieri Comunali di Merate (Lc)

Oggetto:  Proposta di Ordine del Giorno da parte del Gruppo Consiliare MERATE PROSPETTIVA COMUNE

I Consiglieri del Gruppo Merate Prospettiva Comune, propongono il seguente Ordine del Giorno:

Premesso che:

- in recenti articoli di stampa e' emersa  l'intenzione da parte di  Italcementi Spa di aumentare l'utilizzo, nello stabilimento sito a Calusco d'Adda, di rifiuti catalogati CSS come combustibile alternativo;

-  come CSS verranno utilizzati fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme (pneumatici usati, scarti di imballaggi in plastica non riciclabili);

Considerato che:

- medesima proposta avanzata dal cementificio di Tavernola (Bg) ha causato interpellanze parlamentari, contrarie all'utilizzo di tali rifiuti, direttamente alla Presidenza del Consiglio, al Ministero della Salute e a quello dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare;


- sulla questione i Comuni lacustri di Bergamo e Brescia, le due Provincie e il Consiglio regionale lombardo hanno già costituito un fronte compatto del "no" al co-incenerimento di rifiuti;

 
- nella sua interpellanza, il deputato Pd Sanga chiedeva al Governo quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, intendesse assumere per tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini di fronte all'attività di incenerimento dei rifiuti ad opera dei cementifici. E nel caso specifico, anche se si intendesse promuovere un'iniziativa da parte del comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente, al fine di verificare lo stato dei luoghi e il livello di inquinamento dell'area in cui sorge il cementificio;


- medesime criticità e problemi ambientali a quelle di Tavernola (Bg) potrebbero verificarsi a Calusco d'Adda;


- il nostro territorio e nello specifico la Valle dell'Adda, ha già subito una presenza pesante e difficile del cementificio Italcementi, dal punto di vista ambientale-paesaggistico;


- le precedenti petizioni con raccolta di firme dei cittadini negli scorsi anni, contro l'utilizzo da parte dello stabilimento Italcementi di RASF ed Ecofluid, hanno ottenuto forte adesione dalle popolazioni locali, inducendo allora Italcementi a recedere da tale utilizzo;


- il territorio di  Merate, come quello di Robbiate, Imbersago, Paderno d'Adda e Verderio, è  interessato dalle emissioni atmosferiche provenienti dal sito Italcementi di Calusco d'Adda;

 
- studi clinici rilevano la correlazione fra picchi di inquinamento atmosferico (Pm10, NOx) e impatti sulla salute dei cittadini del territorio;


- l'art. 32 della Costituzione Italiana, nel sancire la tutela della salute come "diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività", di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità;


- La recente normativa ha introdotto una rigorosa definizione del Combustibile Solido Secondario (CSS), accompagnata da univoci standard qualitativi e le relative procedure per accertarle e certificarle;


- La produzione del CSS avviene partendo sia dal Rifiuto Urbano Residuo (RUR), sia dagli scarti della Raccolta Differenziata (RD), sia dai Rifiuti Speciali (RS) non pericolosi;

 
- L'impatto ambientale è comparabile a quello della termovalorizzazione diretta dei RSU.

PRESO ATTO CHE


Ad oggi non risulta che l'Amministrazione Comunale di Merate abbia intrapreso alcuna azione in merito alle suddette attività, prospettate dalla società Italcementi Spa;

Merate non risulta essere parte della Conferenza di Servizi convocata a Bergamo per il giorno 11 febbraio 2015, diversamente dai Comuni di Verderio, Paderno d'Adda, Imbersago e Robbiate, già coinvolti;

E' doveroso che l'Amministrazione Comunale di Merate si interessi della tutela della salute dei cittadini e della salvaguardia dell'Ambiente;


Il Comune di Merate deve farsi portavoce delle istanze del territorio meratese, in quanto comune capofila e di riferimento, non fosse che per il presidio ospedaliero insediatovi;


IL CONSIGLIO COMUNALE

IMPEGNA 


il Sindaco di Merate e la Giunta a vigilare e a promuovere ogni azione finalizzata a garantire la regolarità delle procedure e delle eventuali azioni intraprese dalla società Italcementi Spa, sia attraverso la diretta e fattiva partecipazione alle attività degli Enti Sovralocali coinvolti, sia avvalendosi degli Enti competenti in materia ambientale (ARPA); ciò a tutela della salute dei cittadini e dell'Ambiente.


I consiglieri comunali
Andrea Valli
Massimo PanzeriBookmark and Share

Monday, February 02, 2015

ZERO WASTE ITALY :RELAZIONE TECNICA SUI DANNI AMBIENTALI DA COMBUSTIONE DEL CSS NEI CEMENTIFICI

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Il presente documento è finalizzato a fornire elementi a sostegno dell’evidenza che l’applicazione del decreto del Ministero dell’Ambiente del 14 febbraio 2013, n. 22 di emanazione del regolamento recante la disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS), può avere impatti complessivi negativi sull’ambiente e sulla salute umana, soprattutto quando il CSS sia utilizzato negli impianti per la produzione di clinker/cemento, tecnologicamente non adeguati a tale scopo e progettati con altre finalità. I dati di seguito illustrati a sostegno di tale affermazione si basano, in sintesi, sui seguenti elementi principali: 

1. L’impiego di CSS nei cementifici in sostituzione di percentuali variabili di combustibili fossili causa produzione ed emissione di metalli pesanti tossici per l’ambiente e dannosi per la salute umana in misura significativamente superiore a quella rilevabile in seguito all’utilizzo di CSS in impianti progettati per questo scopo (gli inceneritori “classici”) e, negli stessi cementifici, in misura maggiore rispetto al solo utilizzo di combustibili fossili. 2. Il decreto citato consente la presenza nel CSS di cloro sino a una quantità pari all’1% s.s.. Questo è in grado di incrementare le emissioni nell’ambiente di diossine, PCB e altri composti tossici clorurati persistenti con conseguenze negative sulla salute umana e in palese violazione della Convenzione di Stoccolma sui POPs. 3. L’utilizzo del CSS nel ciclo di produzione del cemento prevede l’incorporazione delle ceneri tossiche prodotte dalla sua combustione nel cemento/clinker prodotto. Questo causa potenziale rilascio di sostanze tossiche nell’ambiente e incremento del rischio occupazionale di lavoratori inconsapevolmente esposti a sostanze bio-tossiche a vari livelli

http://www.zerowastelazio.it/1/upload/istanza_per_la_riconsiderazione_delle_conclusioni.pdf

Diossine e PCB

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http://www.zerowastelazio.it/1/upload/istanza_per_la_riconsiderazione_delle_conclusioni.pdf














Per dire NO all’uso del  (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il  ottenuto con il co-incenerimento di  e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica). 





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni Isola PulitaRifiuti Zero Palermo e  basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del  si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle FemminePorto EmpedocleRagusaCatania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare  nei cementifici.

Sunday, February 01, 2015

Richiesta di partecipazione SIA ITALCEMENTI Inceneritore di Calusco d'Addda

Richiesta di partecipazione SIA ITALCEMENTI Inceneritore di Calusco d'Addda

24/01/2015 

A seguito della richiesta di Italcementi di passare da 30mila tonnellate annue di rifiuti bruciati a                          110mila
   nell’Impianto di Calusco d’Adda, il sindaco di Solza, insieme ai colleghi di Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio e Imbersago, chiedono alla Provincia di Bergamo di allargare anche a loro, la partecipazione allo Studio di Impatto Ambientale (SIA). Oggetto: DITTA ITALCEMENTI S.P.A. - CODICE PROCEDURA NUMERO V I A 1 7 - B G; PROCEDIMENTO V . I . A . MODIFICA SOSTANZIALE E RIESAME A.l.A. - ISTANZA DI PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO E OSSERVAZIONE. Avendo preso visione della Sintesi Non Tecnica e dello Studio di Impatto Ambientale (SIA) relativo alla modifica progettuale (codice VIA n. 17) inerente alla procedura in oggetto, si osserva che non è evidenziata con chiarezza l'estensione dell'impatto sul territorio connesso alle emissioni atmosferiche sia per l'inquinamento cronico che acuto. Il Comune di Solza ritiene che il proprio territorio sia interessato dalle emissioni atmosferiche provenienti dal sito Italcementi di Calusco d'Adda (BG) e dai relativi impatti a breve e a lungo termine. Pertanto si chiede alla Autorità Competente di poter partecipare alla procedura di VIA come Comune territorialmente coinvolto. In merito al progetto presentato, da una prima analisi, per quanto appreso dal SIA, disponibile su Internet, si rileva e si chiede che nel procedimento venga richiesto al Proponente quanto segue: 1. lo studio (SIA) non evidenzia adeguatamente gli impatti cumulativi previsti, legati al contributo delle emissioni del sito Italcementi presso i recettori sensibili presenti nel territorio interessato (abitazioni residenziali, scuole, asili nido, industrie di trasformazione alimentare, ecc.) che si chiede quindi di approfondire; 2. di esplicitare le procedure di controllo relativamente alla filiera dei CSS che si intende utilizzare al fine di garantire l'origine e la tracciabilità dei combustibili utilizzati; 3. in merito al Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) di includere anche i campionamenti a sorpresa in fascia diurna e notturna di controllo, per cui l'Autorità Competente concordi con ARPA un numero congruo di controlli annui a spese del Proponente Italcementi S.p.A. Si evidenzia che ricerche svolte dalla Clinica del Lavoro dell'Università degli Studi di Milano dal prof. Bertazzi sul territorio della Regione Lombardia rilevano la correlazione tra picchi di inquinamento atmosferico (NOx, PM10) e impatti sulla salute degli abitanti del territorio. Poiché il territorio del Comune ricade in classe A riguardo alla qualità dell'aria secondo il Piano di Risanamento Inquinamento Atmosferico (P.R.I.A.) della Regione Lombardia, si ritiene che l'inquinamento di fondo già presente sia elevato e quindi un contributo significativo sia in termini di qualità che di quantità, come quello fornito dal sito della Italcementi S.p.A. debba essere oggetto di una maggiore e costante attenzione e di controllo al fine di tutelare la salute degli abitanti e degli ecosistemi presenti. Pertanto si ribadisce la richiesta di partecipare al procedimento di Valutazione Impatto Ambientale, riservandoci di partecipare con ulteriori contributi. Distinti saluti.

 Il Sindaco Maria Carla Rocca


 
http://www.comune.solza.bg.it/scheda_news.asp?ID=1518#.VMasbm-JNZI.twitter
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blog

Bookmark and ShareInquinamento.
Prendendo spunto da un’articolo odierno di un giornale locale ho voluto scrivere questo blog.
Zona Isola, un territorio bello.
Racchiuso tra due fiumi, l’Adda e il Brembo, alle spalle in lontananza le Alpi, le Prealpi e le colline ancora quasi intatte, (a parte Monte Giglio che ormai non c’è più, mangiato dall’Italcementi) poi ai loro piedi inizia la pianura Padana.
Nonostante l’edificazione selvaggia, le strade trafficate, e l’intensa industrializzazione, ci sono ancora angoli tranquilli, panorami stupendi e tanta gente che vorrebbe vivere.
Ma…. se ancora qualcuno non lo sapesse nella zona Isola ci sono ben tre inceneritori, a Trezzo a Calusco e Filago, più quello non molto lontano (una dozzina di Km.) di Dalmine.
Si bruciano rifiuti di ogni tipo, sono centinaia di grossi camion che giornalmente viaggiano sulle nostre strade da un inceneritore all’altro carichi di veleni.
La zona dell’Isola - sono dati rilevati dalle Asl locali, ma non comunicati alla popolazione - ha  alcune percentuali per tipologi di tumori più alte per malati e morti di cancro italiane, gran parte dovuti all’inquinamento.
Queste notizie inerenti ai tumori, le ho sentite per la prima volta ad una riunione voluta dall’Amministrazione Comunale di Calusco, prima della messa in funzione della nuova torre inceneritore, dove se ne vantava la produttività e la ‘sicurezza’ mancava solo che dicessero che abellisce l’ambiente.
Ma non era il nostro sindaco che  ci comunicava i dati terribili che seguono, ma un gruppo di persone e di ambientalisti dei comuni limitrofi, che protestavano per questa nuova grande fonte di emissione di inquinanti.
L’unica cosa che ho fatto, è stata quella con mia cognata di stampare dei volantini e di affiggerli lungo le vie del paese con i dati che il gruppo di Paderno e Robbiate mi aveva fornito, negli anni a seguire ho parlato con i vari sindaci che si sono avvicendati a Calusco, anche dei rumori e delle emissioni colorate e maleodoranti della ‘torre’ ma senza risposte e conseguenze utili.
Ma poi tutti, io compresa, non ci preoccupiamo e non protestiamo, accettiamo, speriamo e piangiamo sui nostri cari.
Di seguito ho riportato alcuni stralci di rapporti sulla situazione sanitaria locale, degli anni scorsi e quella che ho letto oggi, ma volendo se ne trovano molti altri, per ragioni di spazio mi limito a questi.
Queste malattie non saranno certamente dovute tutte agli inceneritori, ma leggiamo e meditiamo.
Teresa
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Dall’ ECO DI BERGAMO del 31 gennaio 2009

Che la Bergamasca abbia tristi primati per l’incidenza tumorale rispetto al resto dell’Italia è purtroppo cosa risaputa: Bergamo, stando ai dati più recenti dell’Asl (ricerca Agenda21 con la Provincia e statistiche Dipo, Dipartimento oncologico provinciale con l’elaborazione del registro tumori a cura del servizio statistico dell’Asl, è la seconda provincia d’Italia per mortalità tumorale.
Non solo: per i tumori al fegato è prima in Italia per i maschi (3ª per le donne), 3ª per il pancreas (4ª per le donne), 8ª per il polmone (al 21° posto per le donne). E 16ª per i tumori alla mammella.
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Da     BERGAMONEWS 05 Maggio 2014 - Ultimo aggiornamento: 09:38

Aumentano i tumori in Bergamasca. Ogni anno se ne registrano 5.700 nuovi casi. È quanto emerge dal Registro dei tumori che l’Asl di Bergamo utilizza da anni e che grazie al supporto del Rotary club e della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) sarà ulteriormente implementato.
Dei 5.700 nuovi casi, il 55% interessa gli uomini e il restante 45% le donne. Le patologie più frequenti sono quelle alla prostata (570 casi), alla mammella (824) e al tumore al polmone (650). I dati - calcolati su media annua - sono emersi grazie al monitoraggio sulla patologia riportato sul Registro dei tumori, uno strumento che l’Asl di Bergamo utilizza da anni e che, anche grazie al supporto del Rotary club e della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) sarà ulteriormente implementato.
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DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICO

PREVENZIONE, CONTROLLO E PROMOZIONE DELLA SALUTE Report sintetico anno 2012
Ambito Isola Bergamasca

La tabella seguente mostra le medie ed il numero di superamenti del valore limite giornaliero della protezione della salute umana (50 μg/m3) di PM10 e le medie annuali di PM2,5 per l’anno 2012. . Aprile 2013 documento di più pagine informative firmato dal Dott.Bruno Pesenti

Dati relativi alle centraline di Calusco d’Adda e Filago

PM 10 anno 2012.

media (ug/m3) Calusco d’Adda 34   Filago 39
superamenti                               61              84
rendimento (%)                          95              94
I dati relativi agli altri inquinanti (O3, CO, NOX, benzene, ecc.) sono al momento in fase di validazione finale, e saranno disponibili a breve. Secondo uno studio effettuato nel 2006 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riducendo la concentrazione media annua di PM10 ad una concentrazione di 30 μg/m3 si eviterebbe il 5,7% dei decessi per cause naturali negli adulti con età ≥30 anni. Per quanto riguarda invece i ricoveri, sempre secondo le stime dell’OMS, ridurre la concentrazione media annua a 30 μg/m3, significherebbe evitare lo 0,4% dei ricoveri per malattie del sistema circolatorio e lo 0,8% dei ricoveri per malattie dell’apparato respiratorio. La riduzione del PM10, rischio basso ma diffuso, interessante gran parte della popolazione, comporta non solo una riduzione dei danni alla salute (in termini di mortalità e ricoveri per patologie respiratorie e cardiovascolari) ma anche un risparmio economico.
MP-PB/aprile 2013
E’ in corso la Procedura di VIA regionale relativa al Progetto varianti sostanziali dell’A.I.A dell’esistente impianto di termodistruzione sito in comune di Filago ECOLOMBARDIA 4 SPA. Si osserva che l’impianto di si colloca in aerea critica per l’inquinamento atmosferico - Agglomerato di Bergamo (DGR 30/11/2011 n. IX/2605 - Zonizzazione del territorio regionale per la valutazione della qualità dell’aria ambiente) e già caratterizzata da importanti pressioni ambientali connesse con la notevole presenza di insediamenti produttivi, tra cui diverse Aziende a Rischio di Incidente Rilevante e di infrastrutture viabilistiche ad elevato volume di traffico. Sono in corso studi del Servizio Epidemiologico per la valutazione dello stato di salute della popolazione residente nelle vicinanze dell’area considerata (Filago, Madone, Bottanuco ecc…)
( Nota di chi scrive presa da Wikipedia :   Le principali fonti di PM10 sono:
Sorgenti legate all’attività dell’uomo: processi di combustione (tra cui quelli che avvengono nei motori a scoppio, negli impianti di riscaldamento, in molte attività industriali, negli inceneritori e nelle centrali termoelettriche, usura di pneumatici, freni ed asfalto.)blog

Sunday, January 25, 2015

'Verderio cambia'' interroga su Italcementi e si prepara a una raccolta firme tra la gente

'Verderio cambia'' interroga su Italcementi e si prepara a una raccolta firme tra la gente



Il sito produttivo di Calusco
Continua, trascorsi circa 100 giorni dalla richiesta che Italcementi ha depositato sul tavolo della Provincia di Bergamo, il silenzio delle istituzioni riguardo al progetto dell'azienda di passare dalle attuali 30 mila tonnellate annue di rifiuti bruciati (i cosiddetti Css: rifiuti non pericolosi e non riciclabili tramite la raccolta differenziata) ad un tetto di 110 mila tonnellate, cosa che porterebbe dall'attuale 15% al 62% la fornitura di energia, alternativa ai combustibili fossili, che permette il funzionamento del clinker di Calusco d'Adda e la produzione di cemento. Un progetto che non solo andrebbe a modificare sensibilmente e unilateralmente il protocollo d'intesa sottoscritto nel maggio 2012 con le amministrazioni del territorio, ma che potrebbe causare un notevole aumento delle emissioni di polveri sottili (PM 10, PM 2.5 e NOx) nell'aria; ipotesi, tuttavia, che l'azienda smentisce con i dati in proprio possesso.

A 50 giorni dal termine ultimo, previsto per legge, entro cui la Provincia di Bergamo, l'Arpa e il Comune di Calusco dovranno pronunciarsi sulla valutazione del progetto dal punto di vista dell'impatto ambientale, e a seguito delle missive, con richiesta di partecipazione all'iter decisionale, che non hanno ancora ricevuto risposta formale, delle amministrazioni di Paderno d'Adda, Imbersago, Verderio e Robbiate al Comune di Calusco, prima, e alla Provincia di Bergamo poi, la minoranza consiliare di "Verderio Cambia", tramite il suo capogruppo, Marco Benedetti, ha deciso di muoversi presentando un'interrogazione al sindaco di Verderio e promettendo altresì azioni eclatanti per coinvolgere i cittadini sul tema e fare luce sulla vicenda.

"La cosa più preoccupante di tutta questa situazione - ha commentato il consigliere Benedetti - è che ancora non si sappia nulla a livello ufficiale. Italcementi è già una realtà problematica per il nostro territorio dal punto di vista ambientale e paesaggistico, e un aumento di 80 mila tonnellate di quel tipo di rifiuti bruciati, tra cui plastica, scarti d'imballaggi e pneumatici usati, potrebbe a nostro parere avere un impatto enorme sulla salute di tutti noi".


Il consigliere Marco Benedetti
"Per una richiesta simile, proposta dal cementificio di Tavernola nella bergamasca, si è scatenato il finimondo e sono state fatte addirittura delle interpellanze parlamentari - ha continuato l'ex assessore provinciale - , mentre a Italcementi viene lasciato spazio libero e il pallino del gioco è in mano alla Provincia di Bergamo: una realtà non più eletta dal popolo ma tramite un meccanismo perverso, che non so quale garanzia di rappresentatività possa dare alle istanze dei cittadini". E ancora: "È ora che i consigli comunali vengano coinvolti così da dare maggior forza al mandato dei sindaci. È una battaglia che come "Verderio Cambia" facciamo per i cittadini e per permettere a tutti di capire che cosa comporti bruciare simili quantitativi di plastica o fanghi reflui. Ci attiveremo anche per una raccolta di firme senza fini politici, perché la salute è di tutti e perché la diffusione delle polveri sottili non si ferma di certo davanti ai confini dei comuni. Italcementi, vorrei ricordarlo, è un privato che fa profitti; per quale ragione si impongono al cittadino stringenti limiti sulla manutenzione della caldaia e poi non si applicano a queste realtà criteri altrettanto severi?", ha concluso Marco Benedetti.

Questo il testo dell'interrogazione che, tra le altre richieste, chiede al sindaco Alessandro Origo la convocazione in seduta straordinaria del consiglio comunale per discutere approfonditamente della questione:

Verderio 21 Gennaio 2015

Al Sindaco di Verderio (LC) Alessandro Origo

Agli Assessori Comunali di Verderio (LC)

Ai Consiglieri Comunali di Verderio (LC)

Oggetto: Interrogazione utilizzo rifiuti come nuovi combustibili da parte di Italcementi spa.

Premesso che:

- in recenti articoli di stampa è emersa l'intenzione da parte di Italcementi spa di utilizzare nello stabilimento sito a Calusco d'Adda come combustibile alternativo, rifiuti catalogati come CSS con un enorme aumento di tonnellate utilizzate, passando da 30000 a 110000;

- che come CSS saranno utilizzati fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme (pneumatici usati, scarti d'imballaggi di plastica non riciclabili);

Considerato che:

- medesima proposta avanzata dal cementificio di Tavernola (BG) ha causato interpellanze parlamentari contrarie all'utilizzo di tali rifiuti, direttamente allaPresidenza del Consiglio, al Ministero della Salute e a quello dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare;


- sulla questione i Comuni lacustri di Bergamo e Brescia, le due Provincie e il Consiglio Regionale Lombardo hanno già costituito un fronte compatto del "no" al co-incenerimento di rifiuti;


- nella sua interpellanza, il deputato Pd Sanga chiede al Governo quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, intenda assumere per tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini di fronte all'attività d'incenerimento dei rifiuti ad opera dei cementifici. E nel caso specifico, anche se s'intende promuovere un'iniziativa da parte del comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente al fine di verificare lo stato dei luoghi e il livello d'inquinamento dell'area in cui sorge il cementificio;


- il nostro territorio e nello specifico la Valle dell'Adda, ha già subito una presenza pesante e difficile del cementificio, dal punto di vista ambientale - paesaggistico;


medesime criticità e problemi ambientali a quelle di Tavernola (BG) potrebbero verificarsi a Calusco d'Adda;

- le precedenti petizioni con raccolta di firme dei nostri cittadini negli scorsi anni, contro l'utilizzo da parte dello stabilimento Italcementi di RASF ed Ecofluid hanno ottenuto forte adesione dalla popolazione, inducendo allora Italcementi a recedere da tale utilizzo;


- il territorio di Verderio è interessato dalle emissioni atmosferiche provenienti dal sito Italcementi di Calusco d'Adda; emissioni che coinvolgono tutti i comuni limitrofi, peraltro appartenenti al territorio del Parco Adda Nord con le tutele ambientali che ne conseguono;

- studi clinici rilevano la correlazione fra picchi d'inquinamento atmosferico (Pm10, NOx) e impatti sulla salute dei cittadini del territorio;


- l'art. 32 della Costituzione Italiana, nel sancire la tutela della salute come "diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività", di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità;


SI CHIEDE,


quali azioni ad oggi sono state compiute dalla Giunta e dal Sindaco di Verderio, a tutela dei propri cittadini;

quali atti sono stati compiuti per la conoscenza e l'acquisizione di tutti i dati inerenti al problema;

quali azioni si vogliono compiere in futuro a tutela dei nostri cittadini;

la convocazione di un consiglio comunale straordinario, per il coinvolgimento sul tema, dei consiglieri e dell'intero consiglio comunale, organo supremo del comune di Verderio;

la stesura di un punto all'ordine del giorno nel prossimo consiglio comunale in cui, s'impegna Sindaco e Giunta a compiere tutte le azioni possibili atte alla tutela e salvaguardia della salute dei cittadini di Verderio;

ribadire con un voto di consiglio comunale, la totale contrarietà all'utilizzo di rifiuti nocivi da parte di Italcementi nello stabilimento di Calusco d'Adda;


In fede,

Il Capogruppo di "Verderio Cambia"
Marco Benedetti 

Sunday, January 18, 2015

MAL’ARIA: INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Bookmark and ShareMAL’ARIA: INQUINAMENTO ATMOSFERICO, da traffico, riscaldamento, e da produzioni industriali, agricole, di trasformazione – Un ambiente sempre più inquinato - il caso CEMENTIFICI, dove i rifiuti diventano combustibile - La necessità della progressiva eliminazione delle emissioni inquinanti




MAL’ARIA: INQUINAMENTO ATMOSFERICO, da traffico, riscaldamento, e da produzioni industriali, agricole, di trasformazione – Un ambiente sempre più inquinato – il caso CEMENTIFICI, dove i rifiuti diventano combustibile – La necessità della progressiva eliminazione delle emissioni inquinanti


SMOG IN CITTA’ - Uno dei pochi studi epidemiologici ufficiali, il DOSSIER SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento, realizzato anche dal MINISTERO DELLA SALUTE e consultabile su www.epiprev.it) parla di 9.969 PERSONE UCCISE DALL’INQUINAMENTO IN SETTE ANNI, OLTRE 1.200 DECESSI ALL’ANNO in più per tumori al sistema respiratorio, leucemie, malattie cardiovascolari
SMOG IN CITTA’ – Uno dei pochi studi epidemiologici ufficiali, il DOSSIER SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento, realizzato anche dal MINISTERO DELLA SALUTE e consultabile suhttp://www.epiprev.it) parla di 9.969 PERSONE UCCISE DALL’INQUINAMENTO IN SETTE ANNI, OLTRE 1.200 DECESSI ALL’ANNO in più per tumori al sistema respiratorio, leucemie, malattie cardiovascolari
   In un momento di riduzione delle produzioni industriali per la crisi globale che c’è e la capacità di spesa che va diminuendo (ma forse anche per una saturazione dei consumi per tanti beni; e non certo per un modello di vita più semplice che ancora non si è affermato), è assai sintomatico che, nell’ambito italiano (ma anche europeo) aumenti, anziché diminuire, l’inquinamento atmosferico: da traffico su gomma, da riscaldamento domestico, da produzioni dell’industria pesante (raffinerie, centrali termoelettriche, industrie chimiche e petrolchimiche, acciaierie, cementifici, fonderie…).
   C’è poi un’accentuazione all’utilizzo di materie e materiali che fino a qualche anno fa ne era scontata la pericolosità, combustibili ad alto tasso di inquinamento (e qui la crisi forse c’entra poco: semmai è una scusa) che, o tornano in auge o vengono utilizzati impropriamente. Facciamo due esempi: 1) l’allargarsi (questo a livello mondiale) del (ri)utilizzo massiccio del carbone come risorsa energetica (tra poco supererà di nuovo il petrolio, una competizione assai poco “green”), 2) l’uso che si vorrebbe fare in Italia, nei cementifici (ancora assai numerosi nonostante le difficoltà dell’edilizia e delle grandi opere) di combustibile dato dai cosiddetti “rifiuti solidi secondari” (denominati “CSS”): ad esempio, le famose “ecoballe” raccolte a Napoli negli anni scorsi (cioè rifiuto compattato) potranno essere bruciate nei forni dei cementifici; peraltro al posto o assieme al petcoke, che ora si usa: trattasi del coke di petrolio, cioè gli scarti nella raffinazione del petrolio per creare prodotti come la benzina, il gasolio…) (e francamente non sappiamo cosa sia meglio, scusate… peggio, tra l’attuale coke di petrolio, o anche i pneumatici bruciati adesso, e i rifiuti indistinti (“tal quale”), appunto i CSS, che si rischia di andare a bruciare ora (ne parliamo in due articoli in questo post).
MAPPA VELENI D'ITALIA - Secondo il dossier “ECOSISTEMA RISCHIO INDUSTRIE” DI LEGAMBIENTE sono 1.152 GLI IMPIANTI INDUSTRIALI CHE TRATTANO SOSTANZE PERICOLOSE in quantità tali da rientrare nelle leggi nate dopo il disastro di Seveso. Ben 739 COMUNI (quasi uno su dieci) HANNO nei loro confini UNA BOMBA CHE POTREBBE ESPLODERE. Nessuna regione è risparmiata, ma alcune stanno peggio: LA LOMBARDIA HA IL RECORD DI 289 INSEDIAMENTI, SEGUITA DA VENETO (116) PIEMONTE (101) ED EMILIA ROMAGNA (100)
MAPPA VELENI D’ITALIA – Secondo il dossier “ECOSISTEMA RISCHIO INDUSTRIE” DI LEGAMBIENTE sono 1.152 GLI IMPIANTI INDUSTRIALI CHE TRATTANO SOSTANZE PERICOLOSE in quantità tali da rientrare nelle leggi nate dopo il disastro di Seveso. Ben 739 COMUNI (quasi uno su dieci) HANNO nei loro confini UNA BOMBA CHE POTREBBE ESPLODERE. Nessuna regione è risparmiata, ma alcune stanno peggio: LA LOMBARDIA HA IL RECORD DI 289 INSEDIAMENTI, SEGUITA DA VENETO (116) PIEMONTE (101) ED EMILIA ROMAGNA (100)
E se le fonti rinnovabili sembrano un po’ decollare solo perché aiutate finanziariamente dall’intervento pubblico (con agevolazioni fiscali, contributi…), è pur vero che politiche virtuose che si potrebbero mettere in atto trovano perplessità e opposizioni a volte giustificate, a volte meno. Ad esempio l’utilizzo energetico delle biomasse (il legno) in caldaie industriali o per il riscaldamento domestico, potrà essere pericoloso se trattasi di “legno trattato” (scarti di lavorazione di falegnameria già soggetti a colle e altre sostanze chimiche;  alberi, vitigni, fortemente trattati nel tempo…). Se è pur vero che sia le Pm10 quanto il benzo(a) pirene sono due inquinanti che possono essere sprigionati dalla combustione del legno e dei suoi derivati, è anche vero che stufe di buona qualità e legno veramente vergine risolvono il problema (pertanto necessita un uso responsabile di legno «vero» e non di miscugli legnosi a buon mercato ma imbevuti di colle e di chissà che altro).
   L’utilizzo di legno vergine (non trattato e senza alcun composto chimico) potrebbe essere un soluzione possibile di fonte energetica data da una risorsa rinnovabile (previo appunto la verifica e il controllo sulle emissioni, e la riduzione di fumi con filtri e bruciatori a funzionamento ottimale). Cioè il ritorno alla produzione della legna, a un disboscamento (e contemporaneo rimboschimento) virtuoso, controllato, alle pratiche di taglio e reimpianto di alberi che potrebbe essere un’occasione storica per pianure (il ritorno ai boschi planiziali come fonte di eliminazione della Co2 ma anche per un utilizzo economico virtuoso), colline e zone montane ora magari lasciate all’abbandono e all’improduttività. Ebbene, anche il legno viene spesso relegato tra i combustibili inquinanti, come il petrolio e il carbone, mentre necessiterebbero delle distinzioni, degli approfondimenti.
CEMENTIFICI - In queste strutture si usa combustile a bassissimo costo, chiamato PETCOKE, cioè tutto quello che rimane di scarto con la raffinazione dei derivati dal greggio. Ora c’è la proposta governativa di UTILIZZARE LA COMBUSTIONE DEI cosiddetti RIFIUTI SOLIDI SECONDARI (CSS) al posto del petcoke. Ad esempio, le famose ecoballe (rifiuto indistinto, “tal quale”, compattato) potranno finire per essere bruciate nei forni dei cementifici
CEMENTIFICI – In queste strutture si usa combustile a bassissimo costo, chiamato PETCOKE, cioè tutto quello che rimane di scarto con la raffinazione dei derivati dal greggio. Ora c’è la proposta governativa di UTILIZZARE LA COMBUSTIONE DEI cosiddetti RIFIUTI SOLIDI SECONDARI (CSS) al posto del petcoke. Ad esempio, le famose ecoballe (rifiuto indistinto, “tal quale”, compattato) potranno finire per essere bruciate nei forni dei cementifici
   Su tutto sintomatico e grave è che l’inquinamento atmosferico sembra colpire di più persone più deboli: i bambini, gli anziani. E nel bilancio di una società che (ancora?) si definisce ricca nel suo modello di vita (ma in questi mesi e anni i dubbi crescono esponenzialmente…), non si considera che gli effetti negativi del consumo energetico inquinante (l’insalubrità dell’aria con malattie a volte gravi, irreversibili) è un costo che non si può semplicemente monetizzare in un conto economico del dare e l’avere, tra vantaggi e svantaggi di una semplice attività umana. Per dire che l’inquinamento e i danni alla salute delle persone continua a non essere preso realmente sul serio; e l’attenzione che si ha di esso, e di come estirparlo è molto meno di quel che merita. (sm)
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CI RUBANO ANCHE L’ARIA
di Ferruccio Sansa, da “Il Fatto Quotidiano” del 18/02/2013
   “Gol”. Matteo e i suoi compagni di squadra alzano le braccia al cielo. Non fanno più caso alla ciminiera alta duecento metri sopra la loro testa, con quel filo di fumo che esce giorno e notte. “Qui bisognerebbe metterci un cartello, vietato respirare”, sorride amaro Attilio Parodi che a Vado Ligure, ai piedi della centrale a carbone Tirreno Power, ci abita da una vita. Poi si tocca la bocca, con la mano scende fino ai polmoni, “Quella roba mi è entrata dappertutto”, conclude. E ti mostra lo studio dell’Agenzia Europea dell’Ambiente. Vado è quel punto giallo sulla carta, una delle emergenze del Paese. Per l’Ue, non per le autorità italiane che hanno autorizzato l’ammodernamento e il potenziamento dell’impianto.
   Eccoci a pochi chilometri da Savona, un bel vento di tramontana fa limpida l’aria e ti pare impossibile che a ogni respiro ti butti dentro veleno. Eppure è così, in Liguria ci sono tre centrali a carbone: Vado, Genova e La Spezia. Quasi tutta la regione è “coperta”, stando agli studi americani: gli effetti del carbone arrivano a 48 chilometri. Siamo in Liguria, ma potremmo essere ovunque in Italia. Secondo il dossier “Ecosistema rischio industrie” di Legambiente (legambiente.it/si tes/default/files/docs/ecositemarischio_industriale 013.pdf)sono 1.152 gli impianti industriali che trattano sostanze pericolose in quantità tali da rientrare nelle leggi nate dopo il disastro di Seveso. Ben 739 comuni (quasi uno su dieci) hanno nei loro confini una bomba che potrebbe esplodere. Nessuna regione è risparmiata, ma alcune stanno peggio: la Lombardia ha il record di 289 insediamenti, seguita da Veneto (116) Piemonte (101) ed Emilia Romagna (100).
   ECCOLI, I NEMICI INVISIBILI della nostra salute. A rivelarne la pericolosità sono solo i numeri, le statistiche. “In Italia mancano indagini epidemiologiche serie”, spiega l’epidemiologo Valerio Gennaro, uno dei maggiori esperti. Spesso ci si deve affidare a studi non ufficiali, magari commissionati dalle società proprietarie degli impianti. “Ho visto ricerche con tanto di timbri e firme di esperti secondo le quali in prossimità di acciaierie e industrie chimiche c’era un’aria come sulle Dolomiti”, butta lì Gennaro. Basta misurare cento metri più in qua o più in là, scegliere giorni di vento… e tutto cambia. Già, ci ballano centinaia di milioni, e chi ha i mezzi commissiona ricerche, può diffondere dati sui giornali. Poi magari scopri che sugli stessi quotidiani abbonda la pubblicità delle industrie sotto accusa. Che in alcuni casi sponsorizzano politici e  amministrazioni locali.

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