MEMORIA SUL CEMENTIFICIO INCENERITORE DI Calusco d'Adda la Pianura Padana resta la zona peggiore d'Europa insieme all'area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).
Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni
NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI :
Paderno d'Adda e Solza
.
HANNO FIRMATO :
Calusco d'Adda,
Cornate d'Adda,
Imbersago,
Medolago,
Parco Adda Nord,
Robbiate,
Verderio Inferiore,
Verderio Superiore,
Villa d'Adda,
Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia .
Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento .
http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html
Countdown alla ferrovia
il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .
Thursday, April 28, 2011
Saturday, April 23, 2011
Calusco Chronicle: DEPOSITO STOCCAGGIO CRD E BIOMASSE: CONVOCATA UNA CONFERENZA DI SERVIZI
Calusco Chronicle: DEPOSITO STOCCAGGIO CRD E BIOMASSE: CONVOCATA UNA CONFERENZA DI SERVIZI
venerdì 22 aprile 2011
DEPOSITO STOCCAGGIO CRD E BIOMASSE: CONVOCATA UNA CONFERENZA DI SERVIZI
Apprendiamo dal sito del comune che per il prossimo 27 aprile è stata convocata presso gli uffici della Sezione Ambiente della Provincia una Conferenza di servizi sulla realizzazione deposito stoccaggio CDR e biomasse presso Italcementi.L'azienda - che ha fornito una serie di integrazioni richieste nell'ultima conferenza del 3 settembre 2010 - ha inoltre comunicato l'intenzione di apportare una nuova modifica al progetto:la realizzazione di un impianti di ricezione e dosaggio di biomasse al calcinatore.I soggetti interessati sono l'azienda, il comune di Calusco e l'ARPA Lombardia.QUI potete trovare la convocazione della Conferenza

venerdì 22 aprile 2011
DEPOSITO STOCCAGGIO CRD E BIOMASSE: CONVOCATA UNA CONFERENZA DI SERVIZI
Apprendiamo dal sito del comune che per il prossimo 27 aprile è stata convocata presso gli uffici della Sezione Ambiente della Provincia una Conferenza di servizi sulla realizzazione deposito stoccaggio CDR e biomasse presso Italcementi.L'azienda - che ha fornito una serie di integrazioni richieste nell'ultima conferenza del 3 settembre 2010 - ha inoltre comunicato l'intenzione di apportare una nuova modifica al progetto:la realizzazione di un impianti di ricezione e dosaggio di biomasse al calcinatore.I soggetti interessati sono l'azienda, il comune di Calusco e l'ARPA Lombardia.QUI potete trovare la convocazione della Conferenza
Friday, April 22, 2011
Tuesday, April 19, 2011
Monday, April 18, 2011
Sunday, April 03, 2011
Monday, March 07, 2011
Dai sempre speranza - I pazienti che hanno cambiato la mia vita - presentazione libro 15 Marzo
Oriana Fallaci. Era lei la persona che avrei dovuto curare. Non ci fu bisogno di presentazioni. Sapeva chi fossi e, dunque, perché si rendeva necessario incontrarmi. La signora Fallaci non sarebbe stata una paziente facile. I nostri incontri sarebbero stati, più o meno, la copia del primo. Era difficile resisterle. Io arrivavo. Lei cominciava a parlare, anche a chiedere, dell'Italia, della mia vita. Voleva sempre conoscere il mio punto di vista sui problemi del mondo, su ciò che stava accadendo.» Quello con Oriana Fallaci è soltanto uno, anche se il più celebre, dei tanti incontri che hanno cambiato il modo di pensare di Virgilio Sacchini, chirurgo del reparto di senologia al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, il centro «anticancro» più importante al mondo. Nessun paziente passa senza lasciare traccia, ma di qualcuno rimane un ricordo particolare, profondo, che non si dimentica. Per i motivi più diversi: una storia personale, o professionale, curiosa e interessante; una diagnosi ancora poco conosciuta; un problema sociale, religioso o razziale irrisolto. Sono casi che costringono a riflettere, a interrogarsi: come quello di James, piccolo boss di Harlem che, orgoglioso della sua amicizia col «doctor», lo presenta al quartiere come fosse una star. Di Shena, musulmana originaria del Bangladesh che, dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 alle Torri Gemelle, non vuole farsi operare al Memorial perché teme discriminazioni. Di Saturna Englaro, che di fronte alla malattia si proccupa più per la figlia che per sé. Di Anne, che trova la forza per affrontare le cure solo tra le magnifiche piante del giardino botanico di New York. Al centro di tutte le storie, il male del secolo che la scienza sta cercando di sconfiggere. Mentre proprio negli Stati Uniti è in corso un dibattito molto acceso in seguito alla riforma sanitaria voluta da Barack Obama, Sacchini ci accompagna in questa straordinaria avventura umana e professionale che si rinnova ogni giorno, non appena un paziente si presenta nel suo studio e fa esperienza di quanto sia fragile l'equilibrio tra la vita e la morte, la salute e la malattia. Di fronte al crogiuolo di etnie, religioni e linguaggi delle corsie del suo reparto - singolare ma anche entusiasmante compendio del tradizionale melting pot della società americana - Sacchini ha due compiti da assolvere: come medico, quello di affidarsi alla scienza e di «dare sempre speranza»; come uomo, quello di riconoscere nelle espressioni di sconforto o di gioia dei suoi tanti pazienti, nei loro occhi o nei loro gesti, il tratto distintivo che rende ciascuno un caso unico nella malattia e nella lotta per la guarigione.
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Friday, February 18, 2011
Città Plurale Mt su comitato tecnico-scientifico Italcementi
Città Plurale Mt su comitato tecnico-scientifico Italcementi
BASL’associazione Città Plurale di Matera comunica che è partito il protocollo d’intesa firmato tra Provincia, Comune di Matera, Parco della Murgia materana e Italcementi.Il protocollo consente di avere in rete i dati relativi al controllo delle emissioni e perme di realizzare una piccola rete di monitoraggio per capire cosa ha prodotto e produce in termini di inquinamento con la sua presenza, durata circa 40 anni, .“Nella riunione - dichiara Pio Abiusi - ancora una volta l’Arpab ha dato il segno della volontà di cambiamento. Ci si è dato appuntamento – aggiunge Abiusi - per riscontrare , con l’apporto Arpab, i risultatati ottenuti , in materia di emissione, con il revamping appena ultimato.Ci si augura che possa essere questa una fase nuova di monitoraggio che comincia dalla corretta ubicazione della centralina di controllo dell’aria e che dovrà essere sistemata sulla base di un modello predittivo che individua la ricaduta degli aerodispersi e , comunque, dando la priorità alle ricadute sulla città. Molte delle 11 centraline Arpab disseminate sul territorio regionale sono male allocate, spesso sono state sistemate più per immagine che per una funzione reale.Potrebbe essere questa la volta in cui si vanno a rilevare , come è giusto, i metalli pesanti le diossine, i furani , gli IPA. Il tavolo in prosieguo – conclude Abiusi - si occuperà degli interventi di ripristino ambientale delle cave in coltivazione e di interventi definiti dalla prassi compensativi”.
BASL’associazione Città Plurale di Matera comunica che è partito il protocollo d’intesa firmato tra Provincia, Comune di Matera, Parco della Murgia materana e Italcementi.Il protocollo consente di avere in rete i dati relativi al controllo delle emissioni e perme di realizzare una piccola rete di monitoraggio per capire cosa ha prodotto e produce in termini di inquinamento con la sua presenza, durata circa 40 anni, .“Nella riunione - dichiara Pio Abiusi - ancora una volta l’Arpab ha dato il segno della volontà di cambiamento. Ci si è dato appuntamento – aggiunge Abiusi - per riscontrare , con l’apporto Arpab, i risultatati ottenuti , in materia di emissione, con il revamping appena ultimato.Ci si augura che possa essere questa una fase nuova di monitoraggio che comincia dalla corretta ubicazione della centralina di controllo dell’aria e che dovrà essere sistemata sulla base di un modello predittivo che individua la ricaduta degli aerodispersi e , comunque, dando la priorità alle ricadute sulla città. Molte delle 11 centraline Arpab disseminate sul territorio regionale sono male allocate, spesso sono state sistemate più per immagine che per una funzione reale.Potrebbe essere questa la volta in cui si vanno a rilevare , come è giusto, i metalli pesanti le diossine, i furani , gli IPA. Il tavolo in prosieguo – conclude Abiusi - si occuperà degli interventi di ripristino ambientale delle cave in coltivazione e di interventi definiti dalla prassi compensativi”.
Friday, February 11, 2011
Il Giorno - Bergamo - Bergamo e provincia: le polveri sottili continuano a salire
Il Giorno - Bergamo - Bergamo e provincia: le polveri sottili continuano a salire
La centralina di rilevamento Arpa di via garibaldi ha fatto registrare 90 microgrammi per metro cubo contro i 50 previsti dalla legge
Bergamo, 10 febbraio 2011 - Le polveri sottili, le famigerate pm10, non danno tregua e continuano ad aumentare. E l'aria a Bergamo e in provincia è sempre più inquinata. Nei giorni scorsi, per esempio, la centralina di rilevamento dell'Arpa di via Garibaldi ha registrato 90 microgrammi per metro cubo, contro i 50 previsti dalla legge. I dati della stazione cittadina che si trova in via Meucci sono invece stati invalidati - come spiega il bollettino giornaliero dell'Arpa - dalla presenza di un cantiere edile a pochi metri di distanza, i cui lavori provocavano il diffondersi nell'aria di polveri in grado di interferire con la corretta rilevazione dello smog.
Anche le altre centraline sparse sul territorio confermano che in pochi giorni la situazione è peggiorata: a Dalmine si è passati da 78 a 84 microgrammi, a Filago centro da 77 a 89, a Lallio da 107 a 106, a Osio Sotto da 86 a 99, a Treviglio da 94 a 99 e a Calusco da 99 a 97. Intanto Palazzo Frizzoni si appresta a mettere a punto i dettagli definitivi della chiusura al traffico di un'ampia area del centro cittadino, in programma domenica dalle 10 alle 18.
"Non chiamiamola chiusura e non aspettiamoci che serva ad abbasare i livelli di inquinamento dell'aria - sottolinea l'assessore comunale all'ambiente Massimo Bandera -. E' piuttosto una pedonalizzazione utile a mandare un segnale a tutti i cittadini perchè facciano la loro parte. Basta guardare cosa è successo a Milano, dove la chiusura del traffico è coincisa con un superamento dei limiti di legge delle concentrazioni di polveri sottili nell'aria. Non abbiamo predisposto un blocco totale perchè abbiamo sentito alcuni sindaci dell'area critica e da parte loro non c'era l'intenzione di chiudere. Quindi avrebbe avuto poco senso farlo solo noi".
di M.A.
La centralina di rilevamento Arpa di via garibaldi ha fatto registrare 90 microgrammi per metro cubo contro i 50 previsti dalla legge
Bergamo, 10 febbraio 2011 - Le polveri sottili, le famigerate pm10, non danno tregua e continuano ad aumentare. E l'aria a Bergamo e in provincia è sempre più inquinata. Nei giorni scorsi, per esempio, la centralina di rilevamento dell'Arpa di via Garibaldi ha registrato 90 microgrammi per metro cubo, contro i 50 previsti dalla legge. I dati della stazione cittadina che si trova in via Meucci sono invece stati invalidati - come spiega il bollettino giornaliero dell'Arpa - dalla presenza di un cantiere edile a pochi metri di distanza, i cui lavori provocavano il diffondersi nell'aria di polveri in grado di interferire con la corretta rilevazione dello smog.
Anche le altre centraline sparse sul territorio confermano che in pochi giorni la situazione è peggiorata: a Dalmine si è passati da 78 a 84 microgrammi, a Filago centro da 77 a 89, a Lallio da 107 a 106, a Osio Sotto da 86 a 99, a Treviglio da 94 a 99 e a Calusco da 99 a 97. Intanto Palazzo Frizzoni si appresta a mettere a punto i dettagli definitivi della chiusura al traffico di un'ampia area del centro cittadino, in programma domenica dalle 10 alle 18.
"Non chiamiamola chiusura e non aspettiamoci che serva ad abbasare i livelli di inquinamento dell'aria - sottolinea l'assessore comunale all'ambiente Massimo Bandera -. E' piuttosto una pedonalizzazione utile a mandare un segnale a tutti i cittadini perchè facciano la loro parte. Basta guardare cosa è successo a Milano, dove la chiusura del traffico è coincisa con un superamento dei limiti di legge delle concentrazioni di polveri sottili nell'aria. Non abbiamo predisposto un blocco totale perchè abbiamo sentito alcuni sindaci dell'area critica e da parte loro non c'era l'intenzione di chiudere. Quindi avrebbe avuto poco senso farlo solo noi".
di M.A.
Sunday, February 06, 2011
Legambiente sulle polveri sottili
Legambiente sulle polveri sottili
Lecco Ci avete rotto i polmoni! Sole e sempre sole. Le previsioni meteo danno bel tempo anche per i prossimi giorni. In questa stagione però bel tempo è sinonimo di livelli altissimi e fuori dalla norma di polveri sottili in atmosfera. Dall'inizio dell'anno abbiamo assistito ad una lunga serie di giornate di superamento dei limiti. Se continuiamo di questo passo anche in provincia di Lecco, nel giro di pochi giorni, raggiungiamo già il limite delle giornate, che la Comuità Europea ha stabilito in 35, dove è permesso "sforare" le concentrazioni di Pm10 nell'aria. Nonostante ciò, oltre che in atmosfera, anche sul fronte della politica c'è calma piatta. In particolare la Regione, a cui spetterebbe il compito della regia, non sta facendo nulla. Ed a nulla, o quasi, serve una giornata di blocco del traffico, tra l'altro solo domenicale, della città di Milano. Le polveri sottili sono causate al 18% dai riscaldamenti delle abitazioni, al 25% da determinate attività produttive ed al 23% dal traffico automobilistico. Difficile intervenire in tempi brevi sul riscaldamento, anche se qui, negli ultimi anni, sono stati fatti grandi passi in avanti con il progressivo passaggio da gasolio a metano e soprattutto con il periodico controllo delle caldaie. Qui è la Provincia che non deve abbassare la guardia ed intensificare i controlli sulle manutenzioni delle caldaie. Andrebbero poi intensificati i controlli sulle attività produttive, ma si stima nel 5-8% la possibilità di abbattere ulteriormente, in tempi brevi, le emissioni di particolato in atmosfera. Decisamente più semplice pensare di bloccare per alcune giornate il contributo di Pm10 proveniente dal traffico automobilistico. Basta un blocco, magari durante una giornata lavorativa, per agire decisamente su questo contributo. Certo, poi bisognerebbe avere mezzi pubblici in numero sufficiente, carrozze ed autobus dignitosi. Forse un po' troppo per una regione ed un governo centrale che della questione ambientale ha fatto solo un problema di costi. Ma cosa costa alla collettività un tumore? Cosa costa un'asma cronica? Il resto d'Europa è andato in tutt'altra direzione e noi invece continuiamo a progettare e purtoppo a costruire nuove autostrade. A fronte di miseri investimenti in infrastrutture e macchinari ferroviari si buttano milioni di euro in autostrade. E non parliamo solo dei sogni faraonici del ponte sullo stretto di Messina, ma di autostrade della nostra Regione: la Bre.Be.Mi (Brescia - Bergamo - Milano), la Broni -Mortara, la nostra stessa pedemontana che altro non è che una variante dell'attuale A4, semplicemente un po' più a nord. Non diciamo che nessuna di queste opere sia completamente inutile, qualche raccordo, qualche tangenziale, sicuramente può essere necessario, ma in un momento di crisi, si devono fare delle scelte di campo. O si è per la mobilità sostenibile o si decide che la gente può soffocare in un cielo grigio di fumo. Non è solo un problema di efficienza dei motori, che comunque conta, il Pm10 è prodotto anche dal consumo dei pneumatici, dai freni, dal'asfalto che si deteriora. Senza contare le ore che passiamo in coda ad aspettare un semaforo, con il motore acceso. "Ci avete rotto i polmoni" è lo slogan che Legambiente ancora una volta usa per dire che è ora di cambiare rotta. Questa non è più un'emergenza è la norma quotidiana di questa stagione. Non ne possiamo più degli Assessori Cattaneo che mentre inaugurano un nuovo locomotore ferroviario, dopo due ore gettano l'ennesima prima pietra di una nuova autostrada. Dei governatori Formigoni che continuano a dire che sono i più ambientalisti di questo mondo, ma che ogni anno ci fanno vincere il premio per il maggior numero di giornate di superamento di Pm10. Ci vuole coraggio in politica e spesso questo vuol dire impopolarità, almeno nell'immediato. Di coraggio non ci sembra ne abbiano, in compenso sono maestri nella ricerca di popolarità. Intanto la gente, i boschi, gli animali, continuano ad ammalarsi. Il creato, così tanto a volte impropriamente decantato, soffre.
Circoli Legambiente della Provincia di Lecco
Lecco Ci avete rotto i polmoni! Sole e sempre sole. Le previsioni meteo danno bel tempo anche per i prossimi giorni. In questa stagione però bel tempo è sinonimo di livelli altissimi e fuori dalla norma di polveri sottili in atmosfera. Dall'inizio dell'anno abbiamo assistito ad una lunga serie di giornate di superamento dei limiti. Se continuiamo di questo passo anche in provincia di Lecco, nel giro di pochi giorni, raggiungiamo già il limite delle giornate, che la Comuità Europea ha stabilito in 35, dove è permesso "sforare" le concentrazioni di Pm10 nell'aria. Nonostante ciò, oltre che in atmosfera, anche sul fronte della politica c'è calma piatta. In particolare la Regione, a cui spetterebbe il compito della regia, non sta facendo nulla. Ed a nulla, o quasi, serve una giornata di blocco del traffico, tra l'altro solo domenicale, della città di Milano. Le polveri sottili sono causate al 18% dai riscaldamenti delle abitazioni, al 25% da determinate attività produttive ed al 23% dal traffico automobilistico. Difficile intervenire in tempi brevi sul riscaldamento, anche se qui, negli ultimi anni, sono stati fatti grandi passi in avanti con il progressivo passaggio da gasolio a metano e soprattutto con il periodico controllo delle caldaie. Qui è la Provincia che non deve abbassare la guardia ed intensificare i controlli sulle manutenzioni delle caldaie. Andrebbero poi intensificati i controlli sulle attività produttive, ma si stima nel 5-8% la possibilità di abbattere ulteriormente, in tempi brevi, le emissioni di particolato in atmosfera. Decisamente più semplice pensare di bloccare per alcune giornate il contributo di Pm10 proveniente dal traffico automobilistico. Basta un blocco, magari durante una giornata lavorativa, per agire decisamente su questo contributo. Certo, poi bisognerebbe avere mezzi pubblici in numero sufficiente, carrozze ed autobus dignitosi. Forse un po' troppo per una regione ed un governo centrale che della questione ambientale ha fatto solo un problema di costi. Ma cosa costa alla collettività un tumore? Cosa costa un'asma cronica? Il resto d'Europa è andato in tutt'altra direzione e noi invece continuiamo a progettare e purtoppo a costruire nuove autostrade. A fronte di miseri investimenti in infrastrutture e macchinari ferroviari si buttano milioni di euro in autostrade. E non parliamo solo dei sogni faraonici del ponte sullo stretto di Messina, ma di autostrade della nostra Regione: la Bre.Be.Mi (Brescia - Bergamo - Milano), la Broni -Mortara, la nostra stessa pedemontana che altro non è che una variante dell'attuale A4, semplicemente un po' più a nord. Non diciamo che nessuna di queste opere sia completamente inutile, qualche raccordo, qualche tangenziale, sicuramente può essere necessario, ma in un momento di crisi, si devono fare delle scelte di campo. O si è per la mobilità sostenibile o si decide che la gente può soffocare in un cielo grigio di fumo. Non è solo un problema di efficienza dei motori, che comunque conta, il Pm10 è prodotto anche dal consumo dei pneumatici, dai freni, dal'asfalto che si deteriora. Senza contare le ore che passiamo in coda ad aspettare un semaforo, con il motore acceso. "Ci avete rotto i polmoni" è lo slogan che Legambiente ancora una volta usa per dire che è ora di cambiare rotta. Questa non è più un'emergenza è la norma quotidiana di questa stagione. Non ne possiamo più degli Assessori Cattaneo che mentre inaugurano un nuovo locomotore ferroviario, dopo due ore gettano l'ennesima prima pietra di una nuova autostrada. Dei governatori Formigoni che continuano a dire che sono i più ambientalisti di questo mondo, ma che ogni anno ci fanno vincere il premio per il maggior numero di giornate di superamento di Pm10. Ci vuole coraggio in politica e spesso questo vuol dire impopolarità, almeno nell'immediato. Di coraggio non ci sembra ne abbiano, in compenso sono maestri nella ricerca di popolarità. Intanto la gente, i boschi, gli animali, continuano ad ammalarsi. Il creato, così tanto a volte impropriamente decantato, soffre.
Circoli Legambiente della Provincia di Lecco
Thursday, February 03, 2011
Pm10, un gennaio nerissimo | quiBrescia.it
Pm10, un gennaio nerissimo quiBrescia.it
Pm10, un gennaio nerissimo
martedì 01 febbraio 2011
(g.a.) Regione Lombardia ha ammesso che l’inquinamento costituisce un problema, ma che, dopo tutto, la situazione è leggermente migliorata rispetto agli altri anni. Legambiente, subito dopo lo svolgimento del Tavolo aria a Milano, che ha riunito i comuni lombardi, ha invece ribaltato l’ottimismo del Pirellone attraverso il rapporto “Mal’aria 2011”, con i dati raccolti nell’ambito della campagna “Pm10 ti tengo d’occhio”, dai quali emerge un quadro tutt’altro che rassicurante: Brescia è risultata essere al nono posto nel 2010 su 103 comuni italiani per inquinamento ambientale. Oltre a ciò è emerso anche che un esposto presentato alla procura di Brescia da parte del Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia è rimasto nel cassetto, ‘cristallizzando’ a un anno fa la situazione smog in città.La colonnina Arpa posta al Broletto ha rilevato 89 esuberi del Pm10 nell’aria nello scorso anno? Bene, anzi malissimo, ovviamente, ma questo dato potrebbe essere rimpianto confrontandolo all’attuale situazione che segna, al Broletto, nel periodo che va dall’1 al 31 gennaio 2011 ben 22 esuberi da Pm 10 (il limite è di 50 µg/m3 da non superarsi più di 35 volte in un anno). Non è di certo una novità poiché nei primi 18 giorni del mese gli esuberi, in città, a Sarezzo e a Rezzato, erano stati la norma.Al Villaggio Sereno, in 31 giorni, i superamenti sono stati ben 28. Quasi una ‘rassicurante’ quotidianità. Il valore delle concentrazioni medie di Pm10 a Brescia nella giornata di lunedì 31 gennaio è stato di 88 µg/m3.E nell’hinterland? La centralina di via Minelli a Sarezzo ha raccolto, sempre nello stesso periodo, 22 esuberi, con punte massime di 105 µg/m3 ed un minimo, invece, di ‘soli’ 37 µg/m3 nella giornata del 2 gennaio. Un dato che pareggia quasi quello di Rezzato, dove la soglia di allarme è stata superata per 23 volte (in tre occasioni i rilevamenti però non stati effettuati), con un picco di 141 ( il 27 gennaio) e un minimo di 46 (ma molto vicino alla soglia limite dei 50 µg/m3).Spostandoci in Valcamonica, invece, la situazione è, a dir poco, catastrofica. In 31 giorni di rilevazioni gli esuberi sono stati 31, un dato che certo non può giudicarsi un successo, per una media giornaliera di 75 µg/m3. Sarà anche vero, come ha sottolineato al termine del vertice milanese l’assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli, che le “misure spot” (come il blocco domenicale al traffico) non risolvono il problema inquinamento, e anche che i dati di Darfo, che ha “l'aria peggiore di tutta la Regione”, sono la somma del traffico lento e della combustione dei camini, tuttavia la situazione, attenendoci strettamente alle tabelle dell’Arpa, appare nella sua gravità.E, buttando un'occhiata al 'giardino dei vicini' (che come recita il detto 'è sempre più verde'), lunedì 31 gennaio le centraline Arpa hanno rilevato a Milano e provincia (Como, Sempione e Meratese) una media di 77 µg/m3, a Bergamo è stata di 82, 53 µg/m3 a Lodi, 70 a Mantova e 'solo' 50 µg/m3 a Pavia. Nessun dato disponibile, invece, per Cremona.Dulcis in fundo, a completare un quadro già fosco e irrespirabile, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha annunciato che anche le previsioni meteorologiche non danno una mano alla qualità dell’aria che respiriamo.Il sistema depressionario che ha interessato nei giorni scorsi la regione, infatti, si sta spostando verso l'Africa settentrionale e le condizioni meteorologiche nelle prossime ore saranno caratterizzate dalla rimonta di un promontorio anticiclonico Atlantico. All'alta pressione sarà associato tempo stabile con precipitazioni assenti e venti deboli occidentali. Possibili rinforzi di vento da nord nella giornate di mercoledì e giovedì. Nel complesso, insomma, fino a giovedì condizioni atmosferiche favorevoli all'accumulo delle sostanze inquinanti. Quando si dice avere "Saturno contro"...
Pm10, un gennaio nerissimo
martedì 01 febbraio 2011
(g.a.) Regione Lombardia ha ammesso che l’inquinamento costituisce un problema, ma che, dopo tutto, la situazione è leggermente migliorata rispetto agli altri anni. Legambiente, subito dopo lo svolgimento del Tavolo aria a Milano, che ha riunito i comuni lombardi, ha invece ribaltato l’ottimismo del Pirellone attraverso il rapporto “Mal’aria 2011”, con i dati raccolti nell’ambito della campagna “Pm10 ti tengo d’occhio”, dai quali emerge un quadro tutt’altro che rassicurante: Brescia è risultata essere al nono posto nel 2010 su 103 comuni italiani per inquinamento ambientale. Oltre a ciò è emerso anche che un esposto presentato alla procura di Brescia da parte del Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia è rimasto nel cassetto, ‘cristallizzando’ a un anno fa la situazione smog in città.La colonnina Arpa posta al Broletto ha rilevato 89 esuberi del Pm10 nell’aria nello scorso anno? Bene, anzi malissimo, ovviamente, ma questo dato potrebbe essere rimpianto confrontandolo all’attuale situazione che segna, al Broletto, nel periodo che va dall’1 al 31 gennaio 2011 ben 22 esuberi da Pm 10 (il limite è di 50 µg/m3 da non superarsi più di 35 volte in un anno). Non è di certo una novità poiché nei primi 18 giorni del mese gli esuberi, in città, a Sarezzo e a Rezzato, erano stati la norma.Al Villaggio Sereno, in 31 giorni, i superamenti sono stati ben 28. Quasi una ‘rassicurante’ quotidianità. Il valore delle concentrazioni medie di Pm10 a Brescia nella giornata di lunedì 31 gennaio è stato di 88 µg/m3.E nell’hinterland? La centralina di via Minelli a Sarezzo ha raccolto, sempre nello stesso periodo, 22 esuberi, con punte massime di 105 µg/m3 ed un minimo, invece, di ‘soli’ 37 µg/m3 nella giornata del 2 gennaio. Un dato che pareggia quasi quello di Rezzato, dove la soglia di allarme è stata superata per 23 volte (in tre occasioni i rilevamenti però non stati effettuati), con un picco di 141 ( il 27 gennaio) e un minimo di 46 (ma molto vicino alla soglia limite dei 50 µg/m3).Spostandoci in Valcamonica, invece, la situazione è, a dir poco, catastrofica. In 31 giorni di rilevazioni gli esuberi sono stati 31, un dato che certo non può giudicarsi un successo, per una media giornaliera di 75 µg/m3. Sarà anche vero, come ha sottolineato al termine del vertice milanese l’assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli, che le “misure spot” (come il blocco domenicale al traffico) non risolvono il problema inquinamento, e anche che i dati di Darfo, che ha “l'aria peggiore di tutta la Regione”, sono la somma del traffico lento e della combustione dei camini, tuttavia la situazione, attenendoci strettamente alle tabelle dell’Arpa, appare nella sua gravità.E, buttando un'occhiata al 'giardino dei vicini' (che come recita il detto 'è sempre più verde'), lunedì 31 gennaio le centraline Arpa hanno rilevato a Milano e provincia (Como, Sempione e Meratese) una media di 77 µg/m3, a Bergamo è stata di 82, 53 µg/m3 a Lodi, 70 a Mantova e 'solo' 50 µg/m3 a Pavia. Nessun dato disponibile, invece, per Cremona.Dulcis in fundo, a completare un quadro già fosco e irrespirabile, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha annunciato che anche le previsioni meteorologiche non danno una mano alla qualità dell’aria che respiriamo.Il sistema depressionario che ha interessato nei giorni scorsi la regione, infatti, si sta spostando verso l'Africa settentrionale e le condizioni meteorologiche nelle prossime ore saranno caratterizzate dalla rimonta di un promontorio anticiclonico Atlantico. All'alta pressione sarà associato tempo stabile con precipitazioni assenti e venti deboli occidentali. Possibili rinforzi di vento da nord nella giornate di mercoledì e giovedì. Nel complesso, insomma, fino a giovedì condizioni atmosferiche favorevoli all'accumulo delle sostanze inquinanti. Quando si dice avere "Saturno contro"...
Saturday, January 29, 2011
Friday, January 28, 2011
Polveri sottili alle stelle Più del doppio del valore limite - Cronaca - L'Eco di Bergamo
Polveri sottili alle stelle Più del doppio del valore limite - Cronaca - L'Eco di Bergamo
Riscaldamento e traffico senza pioggia o vento. Polveri sottili alle stelle a Bergamo e in provincia. L'Arpa ha diffuso il bollettino della qualità dell'aria e nella giornata di martedì 26 gennaio in tutte e otto le centraline di rilevamento è stato ampiamento superato il valore limite di 50 microgrammi per metro cubo delle Pm10 (polveri sottili).
Record a Treviglio con 127 milligrammi per emtro cubo, ma anche a Bergamo si è superato il doppio del valore limite con 104 di valore in via Garibaldi e in via Meucci. Stesso dato a Dalmine, scende di poco a Filago (101) mentre a Calusco si attesta sui 112 milligrammi per metro cubo.
Convocato proprio per la giornata di giovedì 27 dall'assessore regionale all'Ambiente Marcello Raimondi il «Tavolo Aria», al fine di verificare l'attuazione di tutte le misure più imporanti messe in campo dalla Regione per ridurre il problema delle emissioni industriali all'inquinamento derivante dal settore agricolo. Il Tavolo sarà l'occasione per fare il punto anche sulle misure comunali. Già nei giorni scorsi il Comune di Bergamo aveva sollecitato a usare meno l'auto e ad abbassare il riscaldamento. Tra le varie ipotesi per far fronte all'inquinamento Palazzo Frizzoni stava pensando a un blocco del traffico il 6 marzo, la domenica di Carnevale.
Riscaldamento e traffico senza pioggia o vento. Polveri sottili alle stelle a Bergamo e in provincia. L'Arpa ha diffuso il bollettino della qualità dell'aria e nella giornata di martedì 26 gennaio in tutte e otto le centraline di rilevamento è stato ampiamento superato il valore limite di 50 microgrammi per metro cubo delle Pm10 (polveri sottili).
Record a Treviglio con 127 milligrammi per emtro cubo, ma anche a Bergamo si è superato il doppio del valore limite con 104 di valore in via Garibaldi e in via Meucci. Stesso dato a Dalmine, scende di poco a Filago (101) mentre a Calusco si attesta sui 112 milligrammi per metro cubo.
Convocato proprio per la giornata di giovedì 27 dall'assessore regionale all'Ambiente Marcello Raimondi il «Tavolo Aria», al fine di verificare l'attuazione di tutte le misure più imporanti messe in campo dalla Regione per ridurre il problema delle emissioni industriali all'inquinamento derivante dal settore agricolo. Il Tavolo sarà l'occasione per fare il punto anche sulle misure comunali. Già nei giorni scorsi il Comune di Bergamo aveva sollecitato a usare meno l'auto e ad abbassare il riscaldamento. Tra le varie ipotesi per far fronte all'inquinamento Palazzo Frizzoni stava pensando a un blocco del traffico il 6 marzo, la domenica di Carnevale.
Thursday, January 27, 2011
Il Giorno - Bergamo - Inquinamento, si va verso due domeniche senza auto
Il Giorno - Bergamo - Inquinamento, si va verso due domeniche senza auto
Inquinamento,
si va verso
due domeniche
senza auto
Torna l'allarme inquinamento a Bergamo con le polveri sottili che hanno superato la soglia di guardia. Tra le possibili soluzioni studiate ci sarebbe l'ipotesi dello stop del traffico. Partecipa al nostro sondaggio
26 gennaio 2011 - Di sicuro non c’è ancora nulla. Ma è possibile che nei prossimi giorni Palazzo Frizzoni decida di organizzare un paio di domeniche a piedi per contrastare l’inquinamento atmosferico, soprattutto quello delle pm10, le famigerate polveri sottili, che anche martedì, come già successo anche lunedì, hanno superato la soglia di attenzione di 50 microgrammi per metro cubo.
Entrambe le centraline cittadine, quella di via Meucci e via Garibaldi, hanno infatti fatto registrare rispettivamente 77 e 79 microgrammi. Più critica la situazione in provincia: a Dalmine sono stati registrati 81 microgrammi, a Filago 75, a Lallio 83, a Osio Sotto 88, a Treviglio 90 e a Calusco 81. Per oggi è stato convocato il tavolo di coordinamento regionale al quale seguirà quello provinciale.
“In queste sedi - sottolinea l’assessore comunale all’Ambiente, Massimo Bandera - porteremo il piano presentato nelle scorse settimane. Non escludiamo un paio di chiusure domenicali, ma vanno prese di concerto con gli altri Comuni della cosiddetta area critica e sempre nell’ottica di una maggiore semsibilizzazione al problema. Il nostro approccio, infatti, è soprattutto strutturale, con provvedimenti in grado di dare risultati apprezzabili.
La media mensile della concentrazione delle polveri sottili a gennaio, per esempio, è stata finora di 60 microgrammi per metro cubo, rispetto ai 70 registrati lo scorso anno nello stesso periodo”. Intanto sul problema smog sono intervenute le minoranze di centrosinistra a Palazzo Frizzoni, che hanno presentato un’interpellanza urgente sull’argomento. “Vorremmo sapere - ha chiesto l’ex sindaco di Bergamo, l’avvocato Roberto Bruni, capogruppo della lista omonima - quali sono le iniziative urgenti per contrastare il fenomeno dell’inquinamento atmosferico nell’ipotesi peraltro non remota di nuovi superamenti delle concentrazioni delle polveri sottili.
La sensazione è che non sia stato predisposto alcun piano per affrontare un’eventuale emergenza. Inoltre non si capisce con quale linea l’amministrazione si presenti ai vari tavoli di coordinamento”. Per ora la Giunta Tentorio ha stabilito che a partire dal primo febbraio e fino al 15 aprile il riscaldamento potrà funzionare un’ora in meno: tredici ore anzichè 14. L’ordinanza è sul tavolo del primo cittadino in attesa del definitivo via libera.
Inquinamento,
si va verso
due domeniche
senza auto
Torna l'allarme inquinamento a Bergamo con le polveri sottili che hanno superato la soglia di guardia. Tra le possibili soluzioni studiate ci sarebbe l'ipotesi dello stop del traffico. Partecipa al nostro sondaggio
26 gennaio 2011 - Di sicuro non c’è ancora nulla. Ma è possibile che nei prossimi giorni Palazzo Frizzoni decida di organizzare un paio di domeniche a piedi per contrastare l’inquinamento atmosferico, soprattutto quello delle pm10, le famigerate polveri sottili, che anche martedì, come già successo anche lunedì, hanno superato la soglia di attenzione di 50 microgrammi per metro cubo.
Entrambe le centraline cittadine, quella di via Meucci e via Garibaldi, hanno infatti fatto registrare rispettivamente 77 e 79 microgrammi. Più critica la situazione in provincia: a Dalmine sono stati registrati 81 microgrammi, a Filago 75, a Lallio 83, a Osio Sotto 88, a Treviglio 90 e a Calusco 81. Per oggi è stato convocato il tavolo di coordinamento regionale al quale seguirà quello provinciale.
“In queste sedi - sottolinea l’assessore comunale all’Ambiente, Massimo Bandera - porteremo il piano presentato nelle scorse settimane. Non escludiamo un paio di chiusure domenicali, ma vanno prese di concerto con gli altri Comuni della cosiddetta area critica e sempre nell’ottica di una maggiore semsibilizzazione al problema. Il nostro approccio, infatti, è soprattutto strutturale, con provvedimenti in grado di dare risultati apprezzabili.
La media mensile della concentrazione delle polveri sottili a gennaio, per esempio, è stata finora di 60 microgrammi per metro cubo, rispetto ai 70 registrati lo scorso anno nello stesso periodo”. Intanto sul problema smog sono intervenute le minoranze di centrosinistra a Palazzo Frizzoni, che hanno presentato un’interpellanza urgente sull’argomento. “Vorremmo sapere - ha chiesto l’ex sindaco di Bergamo, l’avvocato Roberto Bruni, capogruppo della lista omonima - quali sono le iniziative urgenti per contrastare il fenomeno dell’inquinamento atmosferico nell’ipotesi peraltro non remota di nuovi superamenti delle concentrazioni delle polveri sottili.
La sensazione è che non sia stato predisposto alcun piano per affrontare un’eventuale emergenza. Inoltre non si capisce con quale linea l’amministrazione si presenti ai vari tavoli di coordinamento”. Per ora la Giunta Tentorio ha stabilito che a partire dal primo febbraio e fino al 15 aprile il riscaldamento potrà funzionare un’ora in meno: tredici ore anzichè 14. L’ordinanza è sul tavolo del primo cittadino in attesa del definitivo via libera.
Monday, January 24, 2011
Merate Online - Nebbia al Ponte
Merate Online - Nebbia al Ponte
Nebbia al Ponte
Paderno D'Adda
Come evidenziato dal lettore circa la nebbia presente giovedi 20 presso il ponte di Paderno, io ero presente ed ho le foto del fenomeno.
Nebbia al Ponte
Paderno D'Adda
Come evidenziato dal lettore circa la nebbia presente giovedi 20 presso il ponte di Paderno, io ero presente ed ho le foto del fenomeno.
L.R.
Saturday, January 22, 2011
L'Europa ai confini dello sviluppo Fondazione Italcementi a convegno - Economia - L'Eco di Bergamo
L'Europa ai confini dello sviluppo Fondazione Italcementi a convegno - Economia - L'Eco di Bergamo
L'Europa ai confini dello sviluppoFondazione Italcementi a convegno
20 gennaio 2011
Giovanni Giavazzi, presidente della Fondazione Italcementi
Scarica: Il programma del convegno
È in programma sabato 22 gennaio alle 9,30, nella Sala Caravaggio della Fiera di Bergamo il convegno annuale della Fondazione Italcementi Cavaliere del Lavoro Carlo Pesenti. La Fondazione Italcementi è stata istituita nel 2002 in occasione dei 140 anni di Italcementi e ha lo scopo di promuovere la ricerca, l'etica e la cultura per diffondere i principi e i valori dello sviluppo sostenibile delle imprese.Sabato si parlerà di «L'Europa ai confini dello sviluppo». La crisi economica globale ha messo in luce elementi di forza e fattori di debolezza dell'Unione Europea nello scacchiere mondiale. L'esigenza di massificare i primi e ridurre i secondi richiede una politica di maggiore consapevolezza e coesione da parte sia dei Paesi membri, sia delle Istituzioni europee. Sono in gioco la tenuta del sistema, la crescita futura e la sopravvivenza stessa dell'euro. Affronteranno questi temi decisivi per il futuro del nostro continente alcuni dei maggiori protagonisti italiani e europei. È previsto anche un contributo video di Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea. Coordinatore della tavola rotonda sarà Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera.
L'Europa ai confini dello sviluppoFondazione Italcementi a convegno
20 gennaio 2011
Giovanni Giavazzi, presidente della Fondazione Italcementi
Scarica: Il programma del convegno
È in programma sabato 22 gennaio alle 9,30, nella Sala Caravaggio della Fiera di Bergamo il convegno annuale della Fondazione Italcementi Cavaliere del Lavoro Carlo Pesenti. La Fondazione Italcementi è stata istituita nel 2002 in occasione dei 140 anni di Italcementi e ha lo scopo di promuovere la ricerca, l'etica e la cultura per diffondere i principi e i valori dello sviluppo sostenibile delle imprese.Sabato si parlerà di «L'Europa ai confini dello sviluppo». La crisi economica globale ha messo in luce elementi di forza e fattori di debolezza dell'Unione Europea nello scacchiere mondiale. L'esigenza di massificare i primi e ridurre i secondi richiede una politica di maggiore consapevolezza e coesione da parte sia dei Paesi membri, sia delle Istituzioni europee. Sono in gioco la tenuta del sistema, la crescita futura e la sopravvivenza stessa dell'euro. Affronteranno questi temi decisivi per il futuro del nostro continente alcuni dei maggiori protagonisti italiani e europei. È previsto anche un contributo video di Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea. Coordinatore della tavola rotonda sarà Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera.
Friday, January 21, 2011
Merate Online - Valle dell'Adda: nebbia causata dall'inceneritore?
Merate Online - Valle dell'Adda: nebbia causata dall'inceneritore?
Valle dell'Adda: nebbia causata dall'inceneritore?
Questa mattina - giovedì 20 gennaio - la zona compresa tra Arlate e Imbersago si è risvegliata in una fittissima nebbia. Fenomeno comunissimo in questo periodo. Però, percorrendo la strada verso Merate, all'altezza di Robbiate la nebbia scompare improvvisamente, lasciando spazio ad uno scenario molto limpido, con qualche nuvola nel cielo. Volgendo lo sguardo verso la bergamasca, dall'inceneritore dell'Italcementi di Calusco si nota benissimo una "nube" di grosse dimensioni emessa dalla grossa ciminiera riversarsi in basso verso la valle dell'Adda; E' solo un'ipotesi, ovviamente non ho in mano controprove scientifiche su questo fatto, ma sembra proprio che la fitta (e anomala) nebbia sia causata dal cementificio. Se non la causa principale ma sicuramente contribuisce alla situazione descritta sopra. Questa è solo una delle tante situazioni anomale che la struttura di Calusco ogni tanto ci costringe a constatare. Considerando che molti di noi sono costretti a vivere quotidianamente a contatto con la realtà sicuramente poco salutare dell'inceneritore, spero che le autorità competenti procedano (se non già fatto) alle dovute verifiche ambientali per la tutela della nostra salute.
MATTEO
Tuesday, January 11, 2011
Saturday, January 08, 2011
Merate Online - Merate: nel 2010 registrati 93 superamenti della concentrazione di polveri sottili nell’aria. Gennaio e febbraio sono i mesi ''critici''
Merate Online - Merate: nel 2010 registrati 93 superamenti della concentrazione di polveri sottili nell’aria. Gennaio e febbraio sono i mesi ''critici''Merate: nel 2010 registrati 93 superamenti della concentrazione di polveri sottili nell’aria. Gennaio e febbraio sono i mesi ''critici''
Merate
Il 2010 si è chiuso con 93 superamenti del limite dei 50 µg/mc di polveri sottili nell’aria. Un valore non certo positivo visto che nel 2009 il dato parlava di 87 superamenti. Stando ai parametri europei una volta oltrepassata la boa dei 35 sforamenti annui bisognerebbe intervenire con rimedi drastici pena pesanti sanzioni. Al momento sembra che le azioni intraprese, come il blocco del traffico, l’obbligo di sostituzione delle caldaie nonché il controllo dei fumi, non sembrano avere sortito effetti risolutivi anche se rispetto ad anni come il 2005 con 180 sforamenti la situazione è decisamente migliore.
Il 2010 ha visto, come dicevamo, 93 superamenti della soglia dei 50 µg/mc, 264 giorni contenuti entro i limiti e invece 8 gg di mancate rilevazioni. Il mese peggiore è stato gennaio con 26 giorni oltre i 50 µg/mc, seguono poi febbraio (18 superamenti) e dicembre (13 superamenti). Vanno decisamente bene i mesi estivi dove il caldo naturale e non quello artificiale prodotto dai combustibili, non ha portato a livelli preoccupanti.
Per 9 giorni durante l’anno la centralina ha superato il valore di 100 µg/mc e questi momenti si sono posizionati nei mesi di gennaio e febbraio
Nel contempo la media è rimasta invariata rispetto al 2009. L’anno che si è appena concluso infatti ha fatto registrare una media di 40 µg/mc, fortunatamente sotto il livello dei 50 µg/mc e lontano da valori come quelli del 2005 (57) o del 2006 (58).
Merate
Il 2010 si è chiuso con 93 superamenti del limite dei 50 µg/mc di polveri sottili nell’aria. Un valore non certo positivo visto che nel 2009 il dato parlava di 87 superamenti. Stando ai parametri europei una volta oltrepassata la boa dei 35 sforamenti annui bisognerebbe intervenire con rimedi drastici pena pesanti sanzioni. Al momento sembra che le azioni intraprese, come il blocco del traffico, l’obbligo di sostituzione delle caldaie nonché il controllo dei fumi, non sembrano avere sortito effetti risolutivi anche se rispetto ad anni come il 2005 con 180 sforamenti la situazione è decisamente migliore.
Il 2010 ha visto, come dicevamo, 93 superamenti della soglia dei 50 µg/mc, 264 giorni contenuti entro i limiti e invece 8 gg di mancate rilevazioni. Il mese peggiore è stato gennaio con 26 giorni oltre i 50 µg/mc, seguono poi febbraio (18 superamenti) e dicembre (13 superamenti). Vanno decisamente bene i mesi estivi dove il caldo naturale e non quello artificiale prodotto dai combustibili, non ha portato a livelli preoccupanti.
Per 9 giorni durante l’anno la centralina ha superato il valore di 100 µg/mc e questi momenti si sono posizionati nei mesi di gennaio e febbraio
Nel contempo la media è rimasta invariata rispetto al 2009. L’anno che si è appena concluso infatti ha fatto registrare una media di 40 µg/mc, fortunatamente sotto il livello dei 50 µg/mc e lontano da valori come quelli del 2005 (57) o del 2006 (58).
Wednesday, December 22, 2010
Vita.it [Notizie] Progetto CRESCO: nei Comuni arrivano le scuole di Sostenibilità (21/12/2010)
Vita.it [Notizie] Progetto CRESCO: nei Comuni arrivano le scuole di Sostenibilità (21/12/2010)
Dagli studenti ai professori, dai condòmini agli amministratori condominiali, dalle PMI alle Istituzioni: ecco i corsi dei primi comuni "a crescita compatibile" per formare cittadini sostenibili
A Carugate ed Abbiategrasso si formano i primi "cittadini sostenibili". Da dicembre 2010 ad aprile 2011 i due comuni (le prime "Isole Cresco" italiane) della provincia di Milano saranno interessati da una serie di programmi formativi dedicati alle più diverse categorie di persone, con il contributo scientifico del Politecnico di Milano, Ingegneria senza Frontiere - Milano e delle varie imprese aderenti al progetto Cresco - Crescita Compatibile.
A Carugate nel periodo novembre-marzo, i corsi interesseranno oltre 500 ragazzi delle scuole elementari e medie insieme ai loro insegnanti. Temi principali trattati: acqua, energia e mobilità. Se ne occuperanno il Politecnico di Milano, Ingegneria Senza Frontiere – Milano (LA CICLO-OFFICINA) ed Infoenergia. Molto spazio verrà dato anche agli spettacoli teatrali formativi per i più giovani, curati in questo caso da Fondazione Eni Enrico Mattei (“Le insostenibili leggerezze di Ciccio”, “Terra, istruzioni per l’uso”) e Coca Cola Hbc Italia (“Il mistero dell’acqua scomparsa”).
I rappresentanti delle Istituzioni e alcuni dipendenti del Comune approfondiranno i temi legati alla mobilità, mentre alle PMI sarà data la possibilità di avvicinare le tecniche di efficienza energetica insieme al Politecnico di Milano, con testimonianze di alcune aziende.
Ad Abbiategrasso, da dicembre ad aprile, il consorzio INFOENERGIA ed Ingegneria Senza Frontiere – Milano insegneranno a più di 200 studenti delle scuole elementari e superiori i temi della mobilità e dell’energia mentre il Politecnico di Milano formerà i professori sulla gestione delle risorse energetiche e su rifiuti & riciclo.
Infine, condòmini e amministratori condominiali verranno educati al risparmio energetico. Si creeranno dei veri e propri percorsi di informazione negli stessi edifici condominiali, destinati a sensibilizzare sia i condòmini che le singole amministrazioni.
CRESCO è un’innovativa alleanza tra imprese, comuni, cittadini e università con l'obiettivo di passare sul territorio da una sostenibilità predicata a una sostenibilità praticata. Lanciato da pochi mesi, il progetto è promosso da Fondazione Sodalitas in sinergia con Politecnico di Milano, con il sostegno di Regione Lombardia e con la partecipazione di ANCI, Legambiente, Cittadinanzattiva, Ingegneria senza Frontiere - Milano,The Natural Step.
Per la prima volta in Italia 24 imprese leader hanno scelto di unirsi e andare sul territorio per trasferire le loro buone pratiche di sostenibilità, formando le comunità locali a mettere in atto quotidianamente comportamenti sostenibili: ABB, Autogrill, Banca Popolare di Milano, Bracco, Coca Cola HBC Italia, Edison, Enel, Eni, Centro Ricerche FIAT, Fondazione IBM Italia, Fondazione Eni Enrico Mattei, Henkel, Holcim Italia, Indesit Company, Italcementi, Lexmark, Osram, Palm, Pirelli, Roche Diagnostics, Siemens, STMicroelectronics, Telecom Italia, Vodafone Italia.
Tre gli aspetti fondamentali al centro della sostenibilità su cui il progetto CRESCO si focalizza: Energia ed acqua; Recupero, riciclo e smaltimento; Mobilità sostenibile.
Attualmente sono già 4 in Italia le Isole Cresco: oltre a Carugate ed Abbiate Grasso, vi sono anche i comuni di Morbegno (SO) e il più recente Calusco d'Adda (BG)
Ambiente. Progetto CRESCO: nei Comuni arrivano le scuole di Sostenibilità
21 dicembre 2010Dagli studenti ai professori, dai condòmini agli amministratori condominiali, dalle PMI alle Istituzioni: ecco i corsi dei primi comuni "a crescita compatibile" per formare cittadini sostenibili
A Carugate ed Abbiategrasso si formano i primi "cittadini sostenibili". Da dicembre 2010 ad aprile 2011 i due comuni (le prime "Isole Cresco" italiane) della provincia di Milano saranno interessati da una serie di programmi formativi dedicati alle più diverse categorie di persone, con il contributo scientifico del Politecnico di Milano, Ingegneria senza Frontiere - Milano e delle varie imprese aderenti al progetto Cresco - Crescita Compatibile.
A Carugate nel periodo novembre-marzo, i corsi interesseranno oltre 500 ragazzi delle scuole elementari e medie insieme ai loro insegnanti. Temi principali trattati: acqua, energia e mobilità. Se ne occuperanno il Politecnico di Milano, Ingegneria Senza Frontiere – Milano (LA CICLO-OFFICINA) ed Infoenergia. Molto spazio verrà dato anche agli spettacoli teatrali formativi per i più giovani, curati in questo caso da Fondazione Eni Enrico Mattei (“Le insostenibili leggerezze di Ciccio”, “Terra, istruzioni per l’uso”) e Coca Cola Hbc Italia (“Il mistero dell’acqua scomparsa”).
I rappresentanti delle Istituzioni e alcuni dipendenti del Comune approfondiranno i temi legati alla mobilità, mentre alle PMI sarà data la possibilità di avvicinare le tecniche di efficienza energetica insieme al Politecnico di Milano, con testimonianze di alcune aziende.
Ad Abbiategrasso, da dicembre ad aprile, il consorzio INFOENERGIA ed Ingegneria Senza Frontiere – Milano insegneranno a più di 200 studenti delle scuole elementari e superiori i temi della mobilità e dell’energia mentre il Politecnico di Milano formerà i professori sulla gestione delle risorse energetiche e su rifiuti & riciclo.
Infine, condòmini e amministratori condominiali verranno educati al risparmio energetico. Si creeranno dei veri e propri percorsi di informazione negli stessi edifici condominiali, destinati a sensibilizzare sia i condòmini che le singole amministrazioni.
CRESCO è un’innovativa alleanza tra imprese, comuni, cittadini e università con l'obiettivo di passare sul territorio da una sostenibilità predicata a una sostenibilità praticata. Lanciato da pochi mesi, il progetto è promosso da Fondazione Sodalitas in sinergia con Politecnico di Milano, con il sostegno di Regione Lombardia e con la partecipazione di ANCI, Legambiente, Cittadinanzattiva, Ingegneria senza Frontiere - Milano,The Natural Step.
Per la prima volta in Italia 24 imprese leader hanno scelto di unirsi e andare sul territorio per trasferire le loro buone pratiche di sostenibilità, formando le comunità locali a mettere in atto quotidianamente comportamenti sostenibili: ABB, Autogrill, Banca Popolare di Milano, Bracco, Coca Cola HBC Italia, Edison, Enel, Eni, Centro Ricerche FIAT, Fondazione IBM Italia, Fondazione Eni Enrico Mattei, Henkel, Holcim Italia, Indesit Company, Italcementi, Lexmark, Osram, Palm, Pirelli, Roche Diagnostics, Siemens, STMicroelectronics, Telecom Italia, Vodafone Italia.
Tre gli aspetti fondamentali al centro della sostenibilità su cui il progetto CRESCO si focalizza: Energia ed acqua; Recupero, riciclo e smaltimento; Mobilità sostenibile.
Attualmente sono già 4 in Italia le Isole Cresco: oltre a Carugate ed Abbiate Grasso, vi sono anche i comuni di Morbegno (SO) e il più recente Calusco d'Adda (BG)
Wednesday, December 01, 2010
Italcementi ripristinerà la ferrovia Meno camion, Calusco più «leggero» - Economia - L'Eco di Bergamo
Italcementi ripristinerà la ferrovia Meno camion, Calusco più «leggero» - Economia - L'Eco di Bergamo
Italcementi ripristinerà la ferrovia
Italcementi ripristinerà la ferrovia
Meno camion, Calusco più «leggero»
- 30 novembre 2010
- Economia
Italcementi ripristinerà il raccordo ferroviario alla cementeria di Calusco: sul territorio ogni anno transiteranno 8.000 camion in meno. La notizia è stata data nel corso dell'incontro del Tavolo territoriale per le compensazioni ambientali nato a fronte della concessione a Italcementi dell'uso, a partire dal gennaio 2007, del Cdr - combustibile ricavato da rifiuti solidi urbani selezionati, che si è tenuto nei giorni scorsi con la partecipazione di Comuni ed enti interessati e il coordinamento di Agenda21.
L'annuncio di Italcementi, che ha posto l'accento sulle gravi ripercussioni che la crisi in atto ha avuto sul mercato del cemento, è avvenuto a sorpresa. Il ripristino del raccordo ferroviario allo stabilimento di Calusco consentirà di riattivare il trasporto via treno diretto fra la cementeria e la stazione del paese, interrotto all'inizio degli anni Novanta.
Un intervento che costerà all'Italcementi oltre un milione di euro e dovrebbe essere realizzato entro la primavera del 2012, quando partiranno i primi convogli. L'intervento avrà un impatto molto importante sul territorio perché sposterà su rotaia circa 200.000 tonnellate annue di materiale in entrata e in uscita, tra combustibili e materie prime, togliendo dalle strade 8.000 camion l'anno.
L'annuncio di Italcementi, che ha posto l'accento sulle gravi ripercussioni che la crisi in atto ha avuto sul mercato del cemento, è avvenuto a sorpresa. Il ripristino del raccordo ferroviario allo stabilimento di Calusco consentirà di riattivare il trasporto via treno diretto fra la cementeria e la stazione del paese, interrotto all'inizio degli anni Novanta.
Un intervento che costerà all'Italcementi oltre un milione di euro e dovrebbe essere realizzato entro la primavera del 2012, quando partiranno i primi convogli. L'intervento avrà un impatto molto importante sul territorio perché sposterà su rotaia circa 200.000 tonnellate annue di materiale in entrata e in uscita, tra combustibili e materie prime, togliendo dalle strade 8.000 camion l'anno.
La cementeria viaggerà sui binari
caluscoinlinea
martedì 30 novembre 2010
La cementeria viaggerà sui binari
Erano due i Comuni bergamaschi presenti all’ultimo incontro del Tavolo territoriale di compensazione ambientale: Solza e Calusco d’Adda. «La nostra Amministrazione – è la posizione del Comune a Solza – si era già espressa più volte sulla necessità di dirottare su ferro almeno parte del trasporto merci della cementeria e quindi esprimiamo soddisfazione per la scelta operata da Italcementi Group, che contribuirà anche a facilitare i Comuni al raggiungimento del patto dei sindaci che prevede entro il 2020 la riduzione del 20% dell’emissione di ani
dride carbonica. L’ulteriore intervento d’installazione nei Comuni delle casette dell’acqua è un altro progetto che riteniamo importante per l’attenzione che gli enti devono avere per il tema dell’acqua pubblica». Più cauto il sindaco di Calusco Roberto Colleoni: «Noi enti interessati avevamo presentato un elenco di richieste di compensazione ambientale e ci siamo ritrovati ancora una volta con una promessa di fare qualcosa, in questo caso il raccordo ferroviario, e una piccola elargizione che è la casetta dell’acqua per tutti i Comuni che siedono al tavolo – commenta Colleoni –.
dride carbonica. L’ulteriore intervento d’installazione nei Comuni delle casette dell’acqua è un altro progetto che riteniamo importante per l’attenzione che gli enti devono avere per il tema dell’acqua pubblica». Più cauto il sindaco di Calusco Roberto Colleoni: «Noi enti interessati avevamo presentato un elenco di richieste di compensazione ambientale e ci siamo ritrovati ancora una volta con una promessa di fare qualcosa, in questo caso il raccordo ferroviario, e una piccola elargizione che è la casetta dell’acqua per tutti i Comuni che siedono al tavolo – commenta Colleoni –. Certo, se davvero verrà realizzato lo snodo, sarà un grande passo avanti, ma intanto dopo anni di confronto ci ritroviamo con una promessa e una casetta dell’acqua». Il primo cittadino di Calusco non ce l’ha affatto con Italcementi, ma con i colleghi sindaci e ironizza: «Italcementi fa semplicemente il suo lavoro. Quello che mi ha lasciato esterrefatto è stato l’atteggiamento degli altri Comuni perché se da una parte Italcementi ne esce brillantemente con un investimento, scalo ferroviario escluso, tutto sommato modesto, dall’altra parte i partecipanti al tavolo, nonostante le istanze ambientaliste e le battaglie fatte, di fronte a un’ulteriore semplice promessa si sono dichiarate soddisfatte del brindisi con acqua frizzante che si farà con i distributori automatici ».
Infine il commento del direttore del Point21 Davide Fortini: «Siamo soddisfatti. Se si chiude con l’accordo sarà un caso di rilievo regionale, difficile da trovare altrove. Dimostra che l’attività di Agenda21 nel proporre la sovraccomunalità e l’incontro tra attori diversi produce effetti positivi anche sul tema dello sviluppo sostenibile». (fonte eco di bergamo)
Sunday, November 21, 2010
Italcementi e territorio: riprendono le contrattazioni :: Comune di Calusco d'Adda
Italcementi e territorio: riprendono le contrattazioni :: Comune di Calusco d'Adda
16/11/2010
Italcementi e territorio: riprendono le contrattazioni
Il 10 novembre 2010, presso il Comune di Calusco d’Adda, a seguito di convocazione da parte di A21, si è nuovamente riunito il “tavolo politico” tra gli Enti del territorio e la Soc. Italcementi per sentire le risposte della società alle proposte elaborate dai comuni a seguito dell’ultimo incontro del 24 marzo 2010.
Sotto il coordinamento dell’Arch. Fortini di A21, si sono ritrovati, oltre al Comune di Calusco, i Comuni di Cornate, Imbersago, Paderno d’Adda, Robbiate, Solza, Verderio S., rappresentanti di Lega Ambiente e funzionari di Italcementi.
Il Sindaco di Calusco espone sinteticamente, a beneficio di tutti i presenti, le posizioni raggiunte dagli enti a seguito dell’incontro precedente e lascia la parola ai rappresentanti di Italcementi.
Italcementi ripercorre le tappe percorse finora, ponendo l’accento sulle gravi ripercussioni che la crisi economica in atto ha avuto sul mercato del cemento e di conseguenza su Italcementi. Consapevole, tuttavia, che le comunità si aspettano un segnale, sono state valutate tutte le richieste e si è pervenuti alle seguenti decisioni e relativo inserimento a bilancio:
• ripristino del raccordo ferroviario presso lo stabilimento di Calusco con una previsione di movimentazione di materiale in entrata/uscita tale da ridurre il traffico pesante di circa 8.000 camion/anno. Il costo di questo progetto è stimato in oltre 1 milione di Euro e dovrebbe essere operativo entro marzo 2012.
• visto il numero di comuni che l’hanno richieste, la seconda decisione presa riguarda le “case dell’acqua” che verrebbero installate in tutti i comuni coinvolti nel tavolo politico che ne facciano richiesta. I tempi di installazione sono abbastanza ridotti, previa la sottoscrizione entro l’anno 2010 di un accordo di programma tra le parti. Il Comune di Calusco e A21 si impegnano a stendere l’Accordo di Programma e di inviarlo a tutti gli interessati per una valutazione collettiva prima della sua sottoscrizione.
Gli enti presenti hanno apprezzato la scelta di Italcementi di riattivare lo scalo ferroviario e hanno chiesto se, dopo le “case dell’acqua”, con una gradualità condivisa, si potrà dar corso alle altre richieste.
Italcementi risponde che con questa operazione ritiene chiusa la trattativa in essere. Nel momento in cui l’azienda richiedesse l’incremento al 20% di sostituzione di combustibili con CDR, si potranno concordare altri interventi compensativi.
Nel chiudere l’incontro, il Sindaco di Calusco commenta come, da una parte Italcementi ne esca brillantemente con un investimento (scalo ferroviario a parte) tutto sommato modesto e come, dall’altra, i partecipanti al tavolo, nonostante le istanze ambientaliste che hanno negli anni animato le contrattazioni, si siano dichiarate soddisfatte del brindisi con acqua che si farà quando i distributori automatici saranno funzionanti.
Il Vicesindaco
Leopoldo Giannelli
Thursday, November 18, 2010
Italcementi: si ritorna a parlare di trasporto su ferrovia
Italcementi: si ritorna a parlare di trasporto su ferrovia

Il 10 novembre 2010 si è tenuto il tavolo territoriale per le compensazioni ambientali tra comuni e Italcementi spa, con il coordinamento di Agenda 21.
In quella sede Italcementi ha annunciato il progetto di riattivazione dello scalo ferroviario all’interno della ditta, progetto che comporterà l’eliminazione di circa 8000 camion all’anno già a partire dai primi mesi del 2012.
Il comune di solza e calusco, con la vecchia amministrazione, si era già espresso più volte sulla necessità di dirottare almeno in parte il trasporto per la cementeria su ferro e quindi esprimiamo soddisfazione per la scelta operata da Italcementi Group che contribuirà anche a facilitare i comuni al raggiungimento del “ Patto dei sindaci”, accordo sottoscritto da quasi tutti gli enti locali e che prevede la riduzione del 20% dell’emissione di co2 entro il 2020.
Un ulteriore intervento previsto per il 2011 sarà l’installazione nei comuni delle casette dell’acqua, altro progetto che riteniamo importante per l’attenzione che i comuni devono avere per l’acqua pubblica, oltre a disincentivare il trasporto acqua in bottiglia.
In quella sede Italcementi ha annunciato il progetto di riattivazione dello scalo ferroviario all’interno della ditta, progetto che comporterà l’eliminazione di circa 8000 camion all’anno già a partire dai primi mesi del 2012.
Il comune di solza e calusco, con la vecchia amministrazione, si era già espresso più volte sulla necessità di dirottare almeno in parte il trasporto per la cementeria su ferro e quindi esprimiamo soddisfazione per la scelta operata da Italcementi Group che contribuirà anche a facilitare i comuni al raggiungimento del “ Patto dei sindaci”, accordo sottoscritto da quasi tutti gli enti locali e che prevede la riduzione del 20% dell’emissione di co2 entro il 2020.
Un ulteriore intervento previsto per il 2011 sarà l’installazione nei comuni delle casette dell’acqua, altro progetto che riteniamo importante per l’attenzione che i comuni devono avere per l’acqua pubblica, oltre a disincentivare il trasporto acqua in bottiglia.
Sunday, November 14, 2010
Merate Online - Paderno: siglato accordo con Italcementi, le merci su rotaia e ai comuni casette dell’acqua
Merate Online - Paderno: siglato accordo con Italcementi, le merci su rotaia e ai comuni casette dell’acqua
Paderno: siglato accordo con Italcementi, le merci su rotaia e ai comuni casette dell’acqua
Un milione di euro stanziati per la riapertura del collegamento ferroviario e della postazione di carico e scarico del combustibile presso lo stabilimento di Calusco d’Adda, e la realizzazione di una casetta dell’acqua presso i 12 comuni della bergamasca e del lecchese situati nei pressi del ponte di San Michele, collegamento fra i due territori divisi dal corso dell’Adda. Questi i grandi e piccoli interventi che saranno con ogni probabilità messi in atto da Italcementi Group a tutto vantaggio della viabilità sul territorio (togliendo circa 8000 camion dalle strade) e dell’ambiente. Il cambiamento in positivo sarà in realtà percepito esclusivamente sul versante bergamasco della sponda del fiume, dove transitano i mezzi pesanti provenienti dal porto di Genova che trasportano il carbon coke, ultimo derivato della lavorazione del petrolio utilizzato come combustibile dall’azienda. Ai comuni del meratese che dal 2004, anno di inaugurazione della nuova cementeria al confine del Parco Adda Nord, affiancano quelli di “Agenda 21” dell’Isola bergamasca nelle “trattative” con il colosso industriale del cemento (Paderno, Robbiate, Verderio Inferiore e Superiore), rimane per ora un po’ di amaro in bocca. “Da anni il nostro comune, in collaborazione con gli altri a noi vicini, cerca di ottenere compensazioni di tipo ambientale a seguito della costruzione della “torre” da parte dell’azienda” ha spiegato il sindaco di Paderno d’Adda Valter Motta. “Si tratta di interventi come la riqualificazione di aree, l’impianto di pannelli fotovoltaici, piantumazioni, sia sul territorio del Parco che su quello dei comuni, cui si aggiunge la richiesta del ritorno all’utilizzo di treni per il trasporto di materiale combustibile. Questo era stato interrotto a loro dire per una questione di costi eccessivamente elevati, ma ora c’è una riapertura in questo senso e non possiamo che esserne soddisfatti. Questo però ha tolto inevitabilmente fondi a eventuali progetti da destinare ai paesi, dove al momento sembra sia ipotizzabile la realizzazione dii casette dell’acqua i cui termini sono ancora tutti da stabilire”. L’accordo per la riattivazione del trasporto su binari è già stato siglato. “Se l’azienda non terrà fede all’impegno preso il denaro stanziato sarà devoluto al territorio” ha spiegato il vice sindaco Renzo Rotta. “Per ora abbiamo ottenuto molto poco rispetto a quanto chiesto, speriamo che la riapertura del dialogo porti a interventi futuri a carattere eco-compatibile”.
R.R.
Wednesday, November 03, 2010
Merate Online - Paderno: soddisfazione per il No alle nuove centrali ''idro''
Merate Online - Paderno: soddisfazione per il No alle nuove centrali ''idro''
"Nella lettera con la quale la Provincia di Bergamo ci comunica di aver dichiarato "non compatibile" la realizzazione di nuove centrali idroelettriche sull'Adda Leonardesca, sono citate motivazioni tecnico-giuridiche. Sono dunque le leggi vigenti a vietare nuovi interventi di questo genere nel Parco naturale dell'Adda Nord". Così Renzo Rotta, vice-sindaco di Paderno d'Adda, sintetizza la comunicazione, giunta in municipio, che spiega perchè "la Provincia di Bergamo intende procedere all'archiviazione della richiesta in oggetto". La richiesta di concessione non dovrebbe dunque avere seguito.
Aggiunge Rotta: "L'amministrazione provinciale bergamasca ha fatto proprie le osservazioni presentate dal Parco Adda Nord sui progetti relativi alla costruzione di nuove centrali. Nella lettera che abbiamo ricevuto in questi giorni, i responsabili del Settore Tutela Risorse Naturali, Servizio Risorse Idriche, citano gli strumenti pianificatori e precisano: ai sensi dell'art.66 comma 1e della LR 16/2007, relativo ai divieti vigenti all'interno del Parco Naturale, è vietata la realizzazione di nuove derivazioni e captazioni d'acqua, e di interventi che modifichino il regime idrico e la composizione delle acque. Ai sensi dell'art.20 "Monumento Naturale Area Leonardesca, comma 3e, delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Territoriale di Coordinamento del Parco, risulta vietata, all'interno del Monumento Naturale, la realizzazione di nuove derivazioni, opere di presa e interventi che modifichino il regime e la composizione delle acque".
Sottolinea il sindaco Valter Motta che, in questi mesi, ha seguito senza sosta l'iter della vicenda:"L'abbiamo scampata bella. In misura diversa certo, ma progetti presentati per costruire le centraline sull'Adda Leonardesca, sarebbero stati un vero scempio naturalistico. Il Parco Adda Nord ha subito raccolto le nostre istanze. Lo stesso aveva fatto la Provincia di Lecco nella persona dell'assessore Marco Benedetti. A manifestare contro era stata anche Legambiente. Da quanto ci risulta invece, il Comune di Calusco non ha fatto nulla. Adesso la Provincia di Bergamo ha archiviato queste richieste".
Precisa Rotta :"Come ha sottolineato il Parco Adda Nord, il prelievo di acqua sulla sponda sinistra, avrebbe di fatto impoverito anche la sponda destra, creando criticità in quest'ultima, già povera di acqua. Come spiega il Parco nell'istanza fatta propria dalla Provincia di Bergamo, le nuove centrali sarebbero state penalizzanti per le comunità ittiche, vegetali e il sistema degli ecosistemi legati all'ambiente acquatico".
"L'attuale sistema DMV (deflusso minimo vitale) rilasciato allo sbarramento di Paderno - scrive il Parco Adda Nord nelle determina del 23 settembre 2010 - fluisce, attraverso i panconcelli mobili e la paratoia posta sul lato destro della diga (attuale ndr). E' questa l'acqua che assicura l'allagamento della sponda destra del fiume. Sfruttare il DMV per il funzionamento delle nuove turbine, convogliando l'acqua nelle nuove opere di presa e rilascio, poste sulla sponda sinistra del fiume, significherebbe lasciare all'asciutto la porzione centrale e destra dell'alveo a valle dello sbarramento, già ora raramente allagata".
E conclude "Le analisi condotte sulla qualità biologico-ambientale del fiume Adda sublacuale, hanno descritto il tratto compreso tra Robbiate e Cornate (ovvero quello di Paderno d'Adda ndr) come caratterizzato da condizioni ambientali ottimali, con valori chimico-fisici delle acque potenzialmente favorevoli alla presenza di specie ittico ciprinicole e salmonicole; evidenziando come principale criticità la presenza di sbarramenti artificiali in alveo".
Paderno: soddisfazione per il No alle nuove centrali ''idro''
Aggiunge Rotta: "L'amministrazione provinciale bergamasca ha fatto proprie le osservazioni presentate dal Parco Adda Nord sui progetti relativi alla costruzione di nuove centrali. Nella lettera che abbiamo ricevuto in questi giorni, i responsabili del Settore Tutela Risorse Naturali, Servizio Risorse Idriche, citano gli strumenti pianificatori e precisano: ai sensi dell'art.66 comma 1e della LR 16/2007, relativo ai divieti vigenti all'interno del Parco Naturale, è vietata la realizzazione di nuove derivazioni e captazioni d'acqua, e di interventi che modifichino il regime idrico e la composizione delle acque. Ai sensi dell'art.20 "Monumento Naturale Area Leonardesca, comma 3e, delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Territoriale di Coordinamento del Parco, risulta vietata, all'interno del Monumento Naturale, la realizzazione di nuove derivazioni, opere di presa e interventi che modifichino il regime e la composizione delle acque".
Sottolinea il sindaco Valter Motta che, in questi mesi, ha seguito senza sosta l'iter della vicenda:"L'abbiamo scampata bella. In misura diversa certo, ma progetti presentati per costruire le centraline sull'Adda Leonardesca, sarebbero stati un vero scempio naturalistico. Il Parco Adda Nord ha subito raccolto le nostre istanze. Lo stesso aveva fatto la Provincia di Lecco nella persona dell'assessore Marco Benedetti. A manifestare contro era stata anche Legambiente. Da quanto ci risulta invece, il Comune di Calusco non ha fatto nulla. Adesso la Provincia di Bergamo ha archiviato queste richieste".
Precisa Rotta :"Come ha sottolineato il Parco Adda Nord, il prelievo di acqua sulla sponda sinistra, avrebbe di fatto impoverito anche la sponda destra, creando criticità in quest'ultima, già povera di acqua. Come spiega il Parco nell'istanza fatta propria dalla Provincia di Bergamo, le nuove centrali sarebbero state penalizzanti per le comunità ittiche, vegetali e il sistema degli ecosistemi legati all'ambiente acquatico".
"L'attuale sistema DMV (deflusso minimo vitale) rilasciato allo sbarramento di Paderno - scrive il Parco Adda Nord nelle determina del 23 settembre 2010 - fluisce, attraverso i panconcelli mobili e la paratoia posta sul lato destro della diga (attuale ndr). E' questa l'acqua che assicura l'allagamento della sponda destra del fiume. Sfruttare il DMV per il funzionamento delle nuove turbine, convogliando l'acqua nelle nuove opere di presa e rilascio, poste sulla sponda sinistra del fiume, significherebbe lasciare all'asciutto la porzione centrale e destra dell'alveo a valle dello sbarramento, già ora raramente allagata".
E conclude "Le analisi condotte sulla qualità biologico-ambientale del fiume Adda sublacuale, hanno descritto il tratto compreso tra Robbiate e Cornate (ovvero quello di Paderno d'Adda ndr) come caratterizzato da condizioni ambientali ottimali, con valori chimico-fisici delle acque potenzialmente favorevoli alla presenza di specie ittico ciprinicole e salmonicole; evidenziando come principale criticità la presenza di sbarramenti artificiali in alveo".
Sergio Perego
Monday, October 25, 2010
Bresciaoggi.it - Provincia
Bresciaoggi.it - Provincia
Il nuovo piano di sviluppo dell'azienda comprende le indicazioni proposte dai due Comuni interessati
Italcementi si allarga? C'è un'intesa sui limiti
REZZATO E MAZZANO. Ci sono novità per la salute dei cittadiniIl nuovo piano di sviluppo dell'azienda comprende le indicazioni proposte dai due Comuni interessati
25/10/2010
Dopo anni di discussioni e di incontri, le amministrazioni comunali di Rezzato e Mazzano e l'«Italcementi» hanno trovato una base di accordo sui progetti di trasformazione dell'azienda. Un'intesa che prevede limiti precisi nella produzione giornaliera e nelle relative emissioni in atmosfera. Di cosa si tratta?
«La prima ipotesi di ristrutturazione e potenziamento della cementeria - spiega il vice sindaco di Rezzato Claudio Donneschi - risale a cinque anni fa, e prevedeva la sostituzione dell'attuale forno, che produce 2.600 tonnellate giorno con un impianto da 4.000 tonnellate giornaliere. A fronte di quella richiesta, i comuni di Rezzato e Mazzano hanno svolto tra 2007 e 2008 un'indagine ambientale al fine per definire i danni alla salute dei residenti derivanti dal pesante inquinamento atmosferico; in particolare per le polveri sottili e gli ossidi di azoto. I risultati delle indagini, svolte dall'Istituto "Mario Negri" di Milano e dall'unità di Epidemiologia dell'Istituto dei Tumori, sempre di Milano, si possono consultare sul nostro sito; e sono tali da raccomandare un significativo intervento per ridurre gli inquinanti».
Sulla base di questi dati, i due municipi hanno presentato una serie di richieste all'azienda da inserire nella stesura di ogni futuro progetto di riqualificazione dell'impianto. Le più importanti? Il contenimento dell'aumento della produzione fino a un massimo di 3.000 tonnellate al giorno e la riduzione drastica delle emissioni in atmosfera attraverso sistemi di abbattimento a filtri catalitici, che permettano di raggiungere livelli di emissioni ben al di sotto di quelli previsti dalle leggi.
Le reazioni di Italcementi? Il nuovo progetto preliminare presentato nei mesi scorsi alle due amministrazioni comunali ha dato una prima risposta positiva alle due questioni principali. Intanto, la società ha chiesto alla Regione Lombardia di utilizzare la procedura di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale per costruire il nuovo forno.
Intanto, a Rezzato e Mazzano si lavora a un documento con le osservazioni legate ai problemi che la cementeria crea ai cittadini e che indichi le relative soluzioni: sarà presentato in Regione in occasione di una prossima valutazione dell'iter autorizzativo, e in vista di quella convocazione, la giunta rezzatese e i gruppi consiliari hanno organizzato un'assemblea coi cittadini per presentare il nuovo progetto Italcementi: si terrà domani alle 20,45 nella sala «Italo Calvino» di via da Vinci 44.
Alfredo Laffranchi

«La prima ipotesi di ristrutturazione e potenziamento della cementeria - spiega il vice sindaco di Rezzato Claudio Donneschi - risale a cinque anni fa, e prevedeva la sostituzione dell'attuale forno, che produce 2.600 tonnellate giorno con un impianto da 4.000 tonnellate giornaliere. A fronte di quella richiesta, i comuni di Rezzato e Mazzano hanno svolto tra 2007 e 2008 un'indagine ambientale al fine per definire i danni alla salute dei residenti derivanti dal pesante inquinamento atmosferico; in particolare per le polveri sottili e gli ossidi di azoto. I risultati delle indagini, svolte dall'Istituto "Mario Negri" di Milano e dall'unità di Epidemiologia dell'Istituto dei Tumori, sempre di Milano, si possono consultare sul nostro sito; e sono tali da raccomandare un significativo intervento per ridurre gli inquinanti».
Sulla base di questi dati, i due municipi hanno presentato una serie di richieste all'azienda da inserire nella stesura di ogni futuro progetto di riqualificazione dell'impianto. Le più importanti? Il contenimento dell'aumento della produzione fino a un massimo di 3.000 tonnellate al giorno e la riduzione drastica delle emissioni in atmosfera attraverso sistemi di abbattimento a filtri catalitici, che permettano di raggiungere livelli di emissioni ben al di sotto di quelli previsti dalle leggi.
Le reazioni di Italcementi? Il nuovo progetto preliminare presentato nei mesi scorsi alle due amministrazioni comunali ha dato una prima risposta positiva alle due questioni principali. Intanto, la società ha chiesto alla Regione Lombardia di utilizzare la procedura di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale per costruire il nuovo forno.
Intanto, a Rezzato e Mazzano si lavora a un documento con le osservazioni legate ai problemi che la cementeria crea ai cittadini e che indichi le relative soluzioni: sarà presentato in Regione in occasione di una prossima valutazione dell'iter autorizzativo, e in vista di quella convocazione, la giunta rezzatese e i gruppi consiliari hanno organizzato un'assemblea coi cittadini per presentare il nuovo progetto Italcementi: si terrà domani alle 20,45 nella sala «Italo Calvino» di via da Vinci 44.
Alfredo Laffranchi
Lo stabilimento Italcementi
Friday, October 15, 2010
Il Giorno - Bergamo - Lotta allo smog, Palafrizzoni mette nel mirino le caldaie
Il Giorno - Bergamo - Lotta allo smog, Palafrizzoni mette nel mirino le caldaie
Bergamo, 15 ottobre 2010 - Gli impianti di riscaldamento per le abitazioni riprenderanno a funzionare a pieno regime soltanto da oggi ma, complici il bel tempo e la persistente assenza di venti, le famigerate polveri sottili sono già tornate ad incombere su Bergamo e l’hinterland. E così, mentre Regione, Provincia e Comune di Bergamo stanno definendo gli ultimi dettagli delle iniziative da mettere in campo per cercare di contrastare l’annuale appuntamento con lo smog, già mercoledì le centraline di rilevazione dell’Arpa hanno lanciato il primo grido d’allarme: in via Garibaldi, infatti, si è toccato il picco di 61 microgrammi per metro cubo di Pm10 (rispetto al limite di 50 fissato dalla legge), ma situazioni analoghe si sono verificate anche in via Meucci, con 55 microgrammi, e a Calusco, con 54, mentre Filago, Lallio e Treviglio si sono attestate sì al di sotto della soglia di guardia ma pur sempre con 44 microgrammi.
Che il problema della qualità dell’aria sia una delle emergenze del periodo invernale, in una Pianura Padana che l’assessore all’Ambiente di Palazzo Frizzoni, Massimo Bandera, definisce senza mezzi termini «un catino che ospita una delle zone più industrializzate d’Europa e a più alta densità abitativa», è noto da sempre. Al punto che l’Istat ha collocato il capoluogo orobico tra le 30 peggiori città del Vecchio Continente, con 75 giorni di “sforamento” nel 2008, solo parzialmente compensati dal leggero calo registrato lo scorso anno, quando i giorni di superamento del limite sono stati 63. «Abbiamo ragione di credere – sottolinea Bandera – che la prossima stagione si evolverà sostanzialmente in linea con quella precedente.
Noi, peraltro, stiamo cercando di mettere in campo alcune misure strutturali in grado di favorire un’inversione di rotta anche se conosciamo la situazione oggettiva, caratterizzata, tra novembre e marzo, dal fenomeno dell’inversione termica che riduce di molto il ricambio di aria». Palazzo Frizzoni, comunque, ha deciso di non stare con le mani in mano. Accantonate, almeno per ora, le domeniche senz’auto, su cui praticamente nessuno fa più affidamento vista l’esiguità dei benefici offerti, oltretutto molto limitati dal punto di vista temporale, la scelta è caduta su altre opzioni: così l’amministrazione orobica punterà su lavaggi più frequenti di strade e marciapiedi, in modo da eliminare il più possibile i “depositi residui” lasciati dal traffico giornaliero.
Inoltre, come già era accaduto l’anno scorso soprattutto nella fase più difficile con i numeri delle Pm10 alle stelle, insieme alla Provincia verranno intensificati i controlli sulle caldaie: «Si tratta – dice Bandera – di un’operazione indispensabile che riguarda sia la sicurezza degli impianti che la loro efficienza. E non è escluso – anticipa – che, almeno nei mesi più difficili, quando cioè le macchine per il riscaldamento funzionano continuativamente a pieno regime, la durata dell’accensione del riscaldamento possa essere ridotta di un’ora».
Per Palazzo Frizzoni resta comunque il problema delle scelte politiche a monte che dovrebbero coinvolgere l’intera Pianura Padana. In Regione la questione è già stata affrontata e l’assessore all’Ambiente del Pirellone, il bergamasco Marcello Raimondi, assicura: «Entro tre anni ogni condominio dell’area critica con impianto di riscaldamento centralizzato sarà dotato di un contabilizzatore termico e di valvole termostatiche che producono solo il calore di cui si ha effettivamente bisogno, con un abbattimento delle emissioni in atmosfera tra il 30 e il 70%».
Bergamo, 15 ottobre 2010 - Gli impianti di riscaldamento per le abitazioni riprenderanno a funzionare a pieno regime soltanto da oggi ma, complici il bel tempo e la persistente assenza di venti, le famigerate polveri sottili sono già tornate ad incombere su Bergamo e l’hinterland. E così, mentre Regione, Provincia e Comune di Bergamo stanno definendo gli ultimi dettagli delle iniziative da mettere in campo per cercare di contrastare l’annuale appuntamento con lo smog, già mercoledì le centraline di rilevazione dell’Arpa hanno lanciato il primo grido d’allarme: in via Garibaldi, infatti, si è toccato il picco di 61 microgrammi per metro cubo di Pm10 (rispetto al limite di 50 fissato dalla legge), ma situazioni analoghe si sono verificate anche in via Meucci, con 55 microgrammi, e a Calusco, con 54, mentre Filago, Lallio e Treviglio si sono attestate sì al di sotto della soglia di guardia ma pur sempre con 44 microgrammi.
Che il problema della qualità dell’aria sia una delle emergenze del periodo invernale, in una Pianura Padana che l’assessore all’Ambiente di Palazzo Frizzoni, Massimo Bandera, definisce senza mezzi termini «un catino che ospita una delle zone più industrializzate d’Europa e a più alta densità abitativa», è noto da sempre. Al punto che l’Istat ha collocato il capoluogo orobico tra le 30 peggiori città del Vecchio Continente, con 75 giorni di “sforamento” nel 2008, solo parzialmente compensati dal leggero calo registrato lo scorso anno, quando i giorni di superamento del limite sono stati 63. «Abbiamo ragione di credere – sottolinea Bandera – che la prossima stagione si evolverà sostanzialmente in linea con quella precedente.
Noi, peraltro, stiamo cercando di mettere in campo alcune misure strutturali in grado di favorire un’inversione di rotta anche se conosciamo la situazione oggettiva, caratterizzata, tra novembre e marzo, dal fenomeno dell’inversione termica che riduce di molto il ricambio di aria». Palazzo Frizzoni, comunque, ha deciso di non stare con le mani in mano. Accantonate, almeno per ora, le domeniche senz’auto, su cui praticamente nessuno fa più affidamento vista l’esiguità dei benefici offerti, oltretutto molto limitati dal punto di vista temporale, la scelta è caduta su altre opzioni: così l’amministrazione orobica punterà su lavaggi più frequenti di strade e marciapiedi, in modo da eliminare il più possibile i “depositi residui” lasciati dal traffico giornaliero.
Inoltre, come già era accaduto l’anno scorso soprattutto nella fase più difficile con i numeri delle Pm10 alle stelle, insieme alla Provincia verranno intensificati i controlli sulle caldaie: «Si tratta – dice Bandera – di un’operazione indispensabile che riguarda sia la sicurezza degli impianti che la loro efficienza. E non è escluso – anticipa – che, almeno nei mesi più difficili, quando cioè le macchine per il riscaldamento funzionano continuativamente a pieno regime, la durata dell’accensione del riscaldamento possa essere ridotta di un’ora».
Per Palazzo Frizzoni resta comunque il problema delle scelte politiche a monte che dovrebbero coinvolgere l’intera Pianura Padana. In Regione la questione è già stata affrontata e l’assessore all’Ambiente del Pirellone, il bergamasco Marcello Raimondi, assicura: «Entro tre anni ogni condominio dell’area critica con impianto di riscaldamento centralizzato sarà dotato di un contabilizzatore termico e di valvole termostatiche che producono solo il calore di cui si ha effettivamente bisogno, con un abbattimento delle emissioni in atmosfera tra il 30 e il 70%».
di Alessandro Borelli
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Smog, si ricomincia a soffrire
Smog, si ricomincia a soffrire:
valori «over limits» ovunque
E ci risiamo. Quella di giovedì 14 ottobre - come conferma il bollettino giornaliero sulla qualità dell'aria diffuso dall'Arpa - è stata la prima giornata della stagione 2010-2011 in cui tutte le centraline di rilevamento hanno segnalato valori di polveri sottili superiori al valore limite fissato dalla normativa, cioè 50 microgrammi di polneri sottili per metro cubo d'aria.
Molti valori erano già «over limits» già nella giornata di mercoledì, 13 ottobre: è il caso delle due centraline di Bergamo, via Meucci e via Garibaldi, rispettivamente a 55 e 61 microgrammi; e ancora della centralina di Calusco, che faceva già segnare 54 microgrammi.
Nella giornata di giovedì invece i valori delle pm10 sono sopra i 50 microgrammi ovunque:
Bergamo via Meucci 63
Bergamo via Garibaldi 62
Dalmine e Filago - non disponibili
Lallio 56
Osio Sotto 51
Treviglio 52
Calusco 61
Le previsioni
La situazione pare destinata a peggiorare visto che il meteo annuncia aria fredda in arrivo e, inoltre, scatta la possibilità di accendere i riscaldamenti fino a 14 ore al giorno. Una pezza, per quanto riguarda le polveri, potrebbe metterla la pioggia che dovrebbe tornare a cadere.
Da venerdì 15 ottobre caldaie accese
Dal 15 ottobre al 15 aprile la norma prevede un massimo di 14 ore al giorno. Per il resto dell'anno, se le temperature si abbassano, sono consentite fino a 7 ore.
Molti valori erano già «over limits» già nella giornata di mercoledì, 13 ottobre: è il caso delle due centraline di Bergamo, via Meucci e via Garibaldi, rispettivamente a 55 e 61 microgrammi; e ancora della centralina di Calusco, che faceva già segnare 54 microgrammi.
Nella giornata di giovedì invece i valori delle pm10 sono sopra i 50 microgrammi ovunque:
Bergamo via Meucci 63
Bergamo via Garibaldi 62
Dalmine e Filago - non disponibili
Lallio 56
Osio Sotto 51
Treviglio 52
Calusco 61
Le previsioni
La situazione pare destinata a peggiorare visto che il meteo annuncia aria fredda in arrivo e, inoltre, scatta la possibilità di accendere i riscaldamenti fino a 14 ore al giorno. Una pezza, per quanto riguarda le polveri, potrebbe metterla la pioggia che dovrebbe tornare a cadere.
Da venerdì 15 ottobre caldaie accese
Dal 15 ottobre al 15 aprile la norma prevede un massimo di 14 ore al giorno. Per il resto dell'anno, se le temperature si abbassano, sono consentite fino a 7 ore.
Monday, October 11, 2010
Dalle camicie rosse ai furbetti del latticino
Dalle camicie rosse ai furbetti del latticino
La provincia di Bergamo, che diede ai Mille più uomini di tutte le altre, ora è il cuore del separatismo padano. Dove i Cobas degli allevatori trovano protezione
34. PONTIDA
Dalle camicie rosse ai furbetti del latticino
La provincia di Bergamo, che diede ai Mille più uomini di tutte le altre, ora è il cuore del separatismo padano. Dove i Cobas degli allevatori trovano protezione
La grande Vacca Celeste, che per gli egizi emerse dalle acque portando tra le corna il sole, da queste parti non si è mai vista. E se anche fosse apparsa sarebbe finita sotto uno dei camion che rombano lungo l’intasatissima via Briantea. Ma è difficile passare per Pontida senza avvertire l’alito della grande Vacca Verde. Vacca celtica. Vacca padana. Vacca più generosa ancora di Audumla, che nella mitologia germanica permise ai giganti di dissetarsi alla sue mammelle «da cui fluivano quattro fiumi di latte». Allora non soggetto, si capisce, ai limiti sulle quote della comunità europea. Intendiamoci, di vacche in carne e ossa, in questa valle San Martino che da Bergamo sale verso Lecco, ne sono rimaste poche. E se la splendida Riviera ha conservato coi suoi vigneti qualcosa di agreste così come il dirimpettaio monte Canto coperto dai castagni che ingoiano le chiesette battute da papa Giovanni quando era un pretino di gamba buona, il fondovalle dove è Pontida è ingombro di capannoni, stabilimenti, depositi, supermercati, rottami industriali. Eppure è qua, la stalla metafisica della grande Vacca Verde. Quella che da anni prende a cornate la Ue e implicitamente tutti i contribuenti italiani. Bossi ha rinnovato anche quest’anno, sul «prato sacro », il suo giuramento quando mancavano 10 giorni alla scadenza delle multe da pagare: «Non posso dire il perché e il percome ma tra pochi giorni capirete. Adesso siete disperati ma io non vi ho dimenticati e la Lega risolverà i vostri problemi ». Rassicurati dalla certezza di un nuovo rinvio, i Cobas del latte hanno sventolato le bandiere: «Evviva!».
Esultanza comprensibile: a nessuno piace pagare, tanto più se la gabella è vissuta, a torto o a ragione, come un’ingiustizia. Più difficile, però, è spiegarlo agli altri. Sapete quanto è costato finora agli italiani il braccio di ferro tra poche migliaia di irriducibili e la Ue? Quattro miliardi e 407 milioni di euro. In valuta corrente. Contando l’inflazione, oltre 5 miliardi: il costo del ponte di Messina. Per capirci: oltre 83 euro a cittadino. Da Bolzano a Lampedusa. Cosa che fa uscire pazzo il ministro dell’agricoltura Giancarlo Galan: «Per pochi furbetti mettiamo a rischio la credibilità e gli interessi del Paese. La Lega non può cavalcare questa protesta». Risposta leghista: «Giù le mani dalle vacche padane, l’abbiam giurato sul sacro suol!».
Che questo suolo stravolto dall’urbanizzazione sia sacro a tutti i patrioti è vero. Dal 7 aprile 1167 in cui la sala capitolare dell’abbazia cluniacense ospitò il celeberrimo giuramento che partorì la Lega Lombarda contro il Barbarossa, Pontida è un mito. Coltivato, spiega lo storico Paolo Grillo, dai padri del Risorgimento. Sublimato dal calzolaio Celestino Riva (il quale sbarcato coi Mille a Marsala perse un braccio a Calatafimi) e dai quattro compaesani che, partiti al seguito del condottiero, fecero di Pontida il paese più garibaldino d’Italia. Cuore della provincia più garibaldina, quella Bergamo che diede 174 camicie rosse con la prima ondata più altre 1400 con le successive, compresi, ha raccontato Paolo Rumiz, 40 alunni del liceo Sarpi sulle cui pagelle a fine anno fu scritto al posto dei voti «ito in Sicilia » o «defunto in Sicilia». Per non dire delle adunate fasciste. Cronaca dell’Eco di Bergamo dell’8 aprile 1940: «Una Pontida imbandierata, in una festante cornice di sole e di pubblico (...) ha rivissuto ieri mattina (...) la gloriosa data del giuramento della Lega Lombarda. Mai tanto flusso di folla ha invaso le vie del paese pavesato in ogni dove di tricolore...».
Cinquant’anni dopo, il fondatore della Lega, Umberto Bossi, annuncia la «Marcia di Pontida ». Una festa, scrive l’Ansa, che si terrà «ogni anno nella prima settimana di aprile. I giovani della Lega si recheranno a piedi da ogni parte della Lombardia». Al primo appuntamento arrivano in alcune centinaia. A piedi, però, fanno solo tre chilometri. Rischiando di essere travolti dai tir. Altri vent’anni e nel 2010, quando i leghisti torneranno per la 20º adunata, si ritroveranno con lo stesso problema. Aggravato. Un rapporto dell’Aci dice che la trafficatissima statale Briantea è una delle più pericolose della regione e del Paese. Ma i lavori di ammodernamento, che dovevano essere completati per i mondiali del 1990, non sono mai finiti. E i cantieri dell’ultimo tratto interrato della bretella sono ancora lì. A testimoniare, oh mamma che vergogna, che non solo i terroni ci mettono una vita per fare le cose. Dettaglio confermato, del resto, dai piloni di cemento marcio che svettano osceni tra le vigne della Riviera e i castagni del Canto. Erano della vecchia teleferica che dalla immensa cava di Colle Pedrino portava il materiale a Pontida per risalire e ridiscendere fino alla smisurata Italcementi di Calusco. Quando il cementificio ottenne il consenso di scavare un tunnel e metterci un nastro trasportatore, si impegnò a smantellare tutto. Ciao...
Camicie rosse, camicie nere, camicie verdi. In marcia attraverso vallate in cui tutto è cambiato ma tutto è rimasto per certi aspetti uguale. Mezzo secolo fa Montanelli scriveva di questi paesi come «chiusi microcosmi» che «incubavano anche una sospettosa e puntigliosa xenofobia e, per converso, un senso acuto e ribelle delle autonomie di campanile». Qui debuttò nel '56 il Movimento Autonomista Bergamasco di Guido Calderoli (nonno del nostro), qui apparve nel '58 il Movimento Autonomie Regionali Padane, qui spuntò fuori l’Unione Autonomisti Italiani destinata a darsi il nome di Uai - Padania Libera con uno statuto firmato nel '67 dove? Ovvio: a Pontida.
Non c’era, però, il rancore sordo di oggi contro Roma e il mondo... Dice Ermanno Olmi che no, non riconosce più le sue terre. Certo, alcuni angoli sono rimasti miracolosamente fedeli a quel mondo contadino raccontato nell’Albero degli zoccoli. «Ma io non riconosco più gli uomini », sospira il grande regista. «Anche se si sono mantenute le chiese come edificio, sono cambiati quelli che ci vanno». È molto tempo, dice, che qui non si sente più a casa sua: «Da quando cominciò un tipo di razzismo, tanti anni fa, che non era di bianchi sui neri ma di quelli che avevano fatto i soldi su quelli che non li avevano fatti. Come se ciò fosse una misura del valore degli uomini».
Se ha ragione, tempi durissimi per gli operai vinti dalla crisi. La provincia che dal 2001 aveva scalato le classifiche del Pil arrivando all’11˚ posto in Italia, ha accumulato nei primi tre mesi dell’annus horribilis 2009 più di due milioni di ore di cassa integrazione. E due grandi stabilimenti vicini a Pontida, la tessile Legler e la Indesit sono finite kappaò. Unite dallo stesso destino, dicono, di certe camicie rosse bergamasche: morte per il Sud. La Indesit di Brembate, 450 operai, sta per pagare un piano di rilancio che punta sull’impianto campano del gruppo. La Legler, che occupava 500 persone, è stata trascinata nella crisi degli impianti sardi.
Camicie rosse, camicie nere, camicie verdi. Tutto cambiato, tutto come prima. Come con le quote latte. Ne abbiamo viste di tutti i colori... Fantasmi come quello di Buzzacconi Giovanni che, morto nel 1987, ha continuato a mungere le sue 36 frisone per altri sette anni. E poi 55 mila aziende di carta con vacche di carta munte da contadini di carta fino al caso di una stalla che figurava in un attico a piazza Navona. E poi controlli pagati 300 mila lire ad azienda, subappaltati a un decimo e svolti con tanto scrupolo che un ispettore di Bolzano arrivò a far rapporto a una media vertiginosa di 114 stalle l’ora.
Un bordello. Che spinse il governo a dare una sterzata alla quale i rivoltosi risposero inondando le autostrade coi «negri spruzzi della morte» di cui aveva scritto Luigi Meneghello ricordando la preghiera dei contadini vicentini: «Liberaci dal lùame, dalle perigliose cadute dei lùamari così frequenti per i tuoi figlioli e così spiacevoli...». Per non dire del lancio nel firmamento tivù della mucca Ercolina, portata a Roma per «un cappuccino in diretta» (con schizzo nella tazza del caffè) a palazzo Madama, un salto in Rai da Giancarlo Magalli, una puntata al Costanzo show, un incontro con la marchesa Giacinta del Gallo di Roccagiovane. Fino a eccitare la concorrenza della non meno popputa pornostar Jessica Massaro che si presentò davanti a Montecitorio coperta solo da chiazze di vernice bianca e nera come si conviene alle vacche pezzate.
La domanda è: com’è possibile che tanti anni dopo sia rimasto tutto come allora? Che il nostro sia non solo il Paese che sfora sempre più di tutti ma l’unico che non paga o paga solo le briciole? Nel 2005-2006, per dire, pagammo 7 milioni di euro su quei 188 che erano la metà di tutte le ammende (377 milioni) di quell’anno. Il triplo della Germania (62 milioni) e il doppio della Polonia (91 milioni), che da allora però riga diritto. L’anno dopo, replay: su 220 milioni di multe ai 6 paesi che avevano sforato, 176 erano ai nostri. Che, ovvio, non han pagato. E via così fino al 2008-2009, quando ci siamo spartiti con l’Olanda la quasi totalità delle multe.
Dicono gli allevatori che fu l’Italia a sbagliare quando l’Europa nell’84 decise per le quote. «C’erano eccedenze spaventose che costavano migliaia di miliardi di lire», ricorderà l’allora ministro dell’agricoltura Filippo Maria Pandolfi. «Le più spaventose erano, soprattutto in Germania, Olanda e Francia, quelle di latte». Che era ritirato, come le arance del Sud, a carico dell' Unione.
Decisero: facciamo una foto dell’esistente. E cosa fecero i nostri? Risposero all’indagine Istat come fosse una dichiarazione dei redditi: stando al più basso possibile. Perché l’Europa voleva sapere i fatti loro? Morale: quei dati falsi per difetto finirono nel fascicolo europeo. E furono la base della ripartizione delle quote. E l’Italia, che aveva 457 mila allevatori di cui «un terzo con meno di 10 vacche», si ritrovò a poter produrre, nonostante coprisse solo il 60% del fabbisogno, non più di 90 milioni di quintali di latte l'anno. Un terzo di quelli concessi alla Germania e molto meno della metà di quelli permessi alla Francia. Una sproporzione assurda. Corretta negli anni col contagocce. Al punto che ancora nel 2008-2009, prima di un’aggiunta di 7 milioni e mezzo di quintali strappata da Luca Zaia, l’Italia doveva star dentro i 105 milioni di quintali contro i 282 della Germania, i 246 della Francia, i 148 del Regno Unito e i 112 dell’Olanda. Per capirci: ogni italiano consuma, compresi burro, gelati, formaggi, scarti di lavorazione, un litro di latte al giorno. Più o meno come gli altri europei. Ma può produrre solo 480 grammi pro capite contro i 940 dei tedeschi, i 1.120 dei francesi, i 1.920 degli olandesi. Va da sé che siamo costretti a importare tantissimo latte, andando in rosso nel 2009 per 178 milioni.
«Visto? Hanno ragione gli agricoltori a non pagare!», dirà qualcuno. No: hanno torto. Perché c’è modo e modo di ribellarsi alle ingiustizie: puoi fare l’iradiddio dando battaglia o puoi rubare il portafogli ai passanti per rifarti. I «furbetti del latticino» hanno scelto questo: si rifanno sulla pelle degli altri italiani. Soprattutto di quegli allevatori onesti che, giusta o sbagliata che sia la legge, la rispettano. Vogliamo dirla tutta? Gli errori, così gravi che i governi di tutti i colori non sono mai riusciti ametterci una toppa, sono stati due. Il primo di calcolo: troppo bassa la quota nostra. Il secondo di testa: il messaggio agli agricoltori, più o meno ammiccante, fu che le cose si sarebbero aggiustate. All’italiana. Non arriva sempre, prima o poi, da noi, un condono? Non bastasse, nel '94 le multe al posto di chi aveva sforato per anni le pagò, per un totale di 2.600 milioni di euro attuali, lo Stato. L’Europa abbozzò: ok, ma solo stavolta. Sennò sono aiuti di Stato. Illegittimi.
Macché: vistisi premiati, i furbi continuarono come prima. Anzi. Mentre prima tutto era così, casareccio (nessuno si premurava di incassare le multe), ora l’imbroglio si fece scientifico. E poiché la legge assegnava alle società che compravano il latte il ruolo di sostituto d’imposta (come l’azienda che trattiene le tasse ai dipendenti) degli allevatori, ecco spuntare le cooperative pirata. Che, ottenuto dalla Regione il «patentino» di «primo acquirente» si guardavano bene dal prelevare ai soci le multe. E una volta raggiunte dall’ingiunzione di pagamento, facevano ricorso al Tar, ottenevano la solita sospensiva e si affidavano alla lentezza della giustizia. Ci sono decine e decine di cause «sospese» da dieci anni. Decine.
Se poi la Regione mangiava la foglia e revocava il «patentino», la società si spostava. Dalla Lombardia al Piemonte, dal Veneto all’Emilia... In un tourbillon di sigle e liquidazioni, l’araba fenice risorgeva sempre. Una prova? La Corte dei conti friulana ha condannato una coop dei Cobas, in liquidazione coatta, a pagare 35,8 milioni di euro all’Agea, l’agenzia che deve girare i soldi alla Ue. Erano multe mai riscosse. La cooperativa si chiama «Savoia 5», quinta di una serie di «Savoia », che aveva trasferito la propria sede da Carmagnola, vicino a Torino, a 545 chilometri di distanza, a Brugnera, Pordenone.
A rimetterci sono gli allevatori in regola. Le quote latte infatti si possono liberamente vendere e acquistare. C’è chi le compra, per non sforare e chi gliele vende: secondo la Coldiretti gli allevatori a posto avrebbero sborsato 1.850 milioni di euro per rilevare o affittare quote. Ma dopo aver preso i soldi, qualche venditore continua spesso a produrre come prima e più di prima. Come ha fatto un modenese capace di accumulare multe per 10,8 milioni pur avendo venduto quote produttive per quasi mezzo milione. Certo di essere protetto da Cobas e politica. Anche se il nodo ora rischia di venire al pettine. Il «salvataggio» promesso da Bossi a Pontida, ovvero un rinvio di sei mesi dei pagamenti dovuti da chi ha sforato, si è rivelato un pasticcio. Il rinvio non scatta per chi non aveva già aderito a una generosa rateizzazione disposta dal ministero. E dal 15 novembre l’Agea potrebbe essere costretta a revocare le quote aggiuntive strappate da Zaia all’Ue. Con la morte nel cuore.
Il rapporto fra Lega e Cobas è stato fin dall’inizio stretto. Lo dice l’elenco dei finanziatori del Carroccio: ecco l’«Associazione produttori latte bovino pianura padana» di Montichiari, Brescia, l'associazione Emilat fondata da Fabio Rainieri poi parlamentare leghista, il Comitato spontaneo produttori latte di Saluzzo... È poi un caso se, prima di lasciare l’Agricoltura, Luca Zaia abbia piazzato al vertice dell’Agea Dario Fruscio, calabrese, già senatore leghista fidato al punto di essere stato messo a suo tempo alla presidenza di Euronord holding, l’involucro di Credieuronord, la banca della Lega, e poi su poltrone importanti all’Eni, a Sviluppo Italia, all’Expo 2015? Quanto al leader storico dei Cobas, Giovanni Robusti, «ministro dell’Agricoltura» del primo «governo » padano, capo delle camicie verdi, nel 2009 è stato condannato in primo grado a tre anni e mezzo per truffa allo Stato e alla Ue. L’accusa: aver inventato un sistema di fatturazione e vendita del latte in nero grazie alle citate coop «Savoia» da lui fondate. Dimensione della frode, secondo i giudici: 240 milioni. Imbarazzante.
Come gli venne in mente di chiamarle «Savoia»? Per irridere alla dinastia che fece l’Italia? Quel che è sicuro è che Robusti è stato sempre vicino alla Lega anche negli affari. Lo dimostra una società costituita nel '98. Si chiamava Cesia, «Consulenze economiche sugli interventi in agricoltura»: il 18% era di Robusti ma il 35% era della Fin Group. La finanziaria leghista presieduta da Stefano Stefani, allora ai vertici del partito. E la Credieuronord che il «furbetto del quartierino» Gianpiero Fiorani tentò di salvare dal crac? Aveva con la Cesia un rapporto organico. Non fosse altro perché Robusti, coincidenza, ne era anche consigliere.
Un pasticcio di società nate e morte da capogiro. Tra le quali una particolarmente curiosa. La «Cooperativa produttori latte tipico della pianura padana». Che dopo aver accumulato multe per due milioni e mezzo di euro viene trasformata in srl e venduta a una società del Delaware, stato americano che già Calisto Tanzi aveva individuato come paradiso fiscale. E chi è il compratore? Alexandru Rosianu. Direte: ma come, leghisti che ricorrono a un rumeno? Si sa che il mondo è pieno di contraddizioni. La più divertente è quella del sindaco di Pontida, il deputato leghista Pierguido Vanalli. Il quale, pur essendo bergamasco doc, avrebbe qualche imbarazzo a urlare «Roma ladrona»: è tifoso giallorosso. Prima dell’ultimo derby Roma-Lazio confidò all’Ansa: «Je la famo…».
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