Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Tuesday, August 26, 2008

Calusco: ecco le torri gemelle con hotel e uffici


Calusco: ecco le torri gemelle con hotel e uffici


Due «torri gemelle» alte 45 metri a destinazione alberghiera e uffici, un edificio con un mix di funzioni commerciali e direzionali, un supermercato discount, parcheggi, piste ciclopedonali e aree verdi. Tutto questo sorgerà sul «Triangolo» di Calusco d’Adda, il terreno posto tra la provinciale di via Marconi e la via Vittorio Emanuele, di fronte alla torre della cementeria dell’Italcementi.




Le imponenti costruzioni architettoniche mirano a diventare un segno caratteristico di Calusco d’Adda, assieme ai cento metri della ciminiera del forno dell’Italcementi, ma soprattutto l’intervento si propone come una soluzione per la riqualificazione urbana e ambientale di un’area periferica con strutture produttive nelle vicinanze. Questo progetto fa parte del piano integrato di intervento che è stato adottato a maggioranza, con voto contrario della minoranza, nell’ultimo Consiglio comunale.





Per l’assessore allo Sviluppo del territorio, Massimo Cocchi: «Questo piano integrato d’intervento (Pii) ha avuto come base un proficuo rapporto tra pubblico e privato per attuare una progettazione concordata e partecipata al fine di promuovere con un intervento idoneo ed efficace la riqualificazione del territorio, dell’ambiente e del paesaggio, nonché l’ottimizzazione dei servizi. La realizzazione di edifici alti 45 metri e dall’alto valore architettonico e strutturale, è stata concessa al fine di catalizzare lo sguardo dell’osservatore e per nascondere le strutture industriali circostanti». Il Comune riceverà da questa operazione, in opere pubbliche (in buona parte rotonde, piste ciclabili e riqualificazione di strade) e oneri di urbanizzazione, la somma di due milioni e 370 mila euro.




Al consiglio comunale ha illustrato il piano denominato «Il Triangolo», l’architetto Ales Previtali, dello Studio Associato Previtali di Calusco d’Adda che ha predisposto il progetto per conto della società Le-Ber Immobiliare sas di Colleoni Luigi con sede a Calusco. La superficie totale interessata da questo intervento è di 18.500 metri quadrati, di cui 6.600 metri quadrati saranno interessati dalle costruzioni, mentre sui restanti metri quadrati saranno adibiti a verde, parcheggi, uso pubblico, nonché la realizzazione di una nuova rotatoria all’incrocio tra via Marconi e Vittorio Emanuele.
Gli edifici che verranno realizzati sull’attuale area disomogenea (non edificata, a destinazione pubblico-collettiva, con spazi e zone di rispetto cimiteriale, con la presenza di alcune realtà commerciali e residenze private) saranno tre, studiati architettonicamente da far risultare, come ha descritto l’architetto, uno «skyline movimentato e irregolare, fatto di corpi che si innalzano a diversi livelli alternati agli spazi vuoti dei parcheggi ed a zone verdi».

Il primo fabbricato ospiterà un supermercato discount e sarà a un solo piano per un totale di 1.500 metri quadrati. Verrà realizzato subito dopo il corpo di fabbrica dell’Italcementi, che nell’accordo fatto con il comune dovrà essere distrutto, separato da una pista ciclopedonale, che collegherà la via Vittorio Emanuele a via Marconi, e da una barriera verde alberata. Proseguendo verso Ovest, ci sarà l’area destinata a parcheggio, con mitigazioni di verde e un piccolo parco con piante. Quindi, sorgerà il secondo edificio su due piani (800 metri quadrati il primo e altri 800 metri quadrati il secondo), che ospiterà un mix funzionale, commercio al piano terra e attività direzionale al primo piano. Con l’adozione il Piano integrato rimarrà in visione per trenta giorni per le osservazioni, quindi altri 45 giorni in Provincia per l’approvazione e poi ritornerà in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

(12/08/2008)


Strade - Via libera al progetto definitivo di una edelle opere più importanti della viabilità provinciale. La strada sarà lunga tre chilometri e attraverserà i territori di Cisano Bergamasco e Pontida. Consentirà a chi arriva da Lecco di raggiungere Bergamo in tempi molto più rapidi.
Variante di Cisano, la Provincia approva il progetto
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La Giunta Provinciale ha approvato il progetto definitivo della Variante di Cisano Bergamasco. Mantenendo l’impegno assunto con il Ministero delle Infrastrutture, il progetto è stato predisposto entro il mese di agosto e verrà immediatamente trasmesso per consentire al Cipe l’approvazione definitiva con la relativa copertura finanziaria, come presupposto necessario per l’auspicato appalto dell’opera. Questa attraverserà i territori di Cisano Bergamasco e Pontida e si svilupperà tra la ex SS 639 a Nord di Cisano Bergamasco e lo svincolo con la SP 169. La strada sarà lunga 3,2 chilometri, avrà inizio a nord ovest dell’abitato di Cisano e comprende:
- uno svincolo a salto di montone con il tracciato principale in sottopassaggio rispetto alla rampa di svincolo costituita dalla direzione Lecco-Bergamo
- una galleria artificiale lunga poco più di 600 metri
- il ponte di attraversamento del Torrente Sonna
- una rotatoria a raso prevista per il futuro collegamento alla ex SS 342 in direzione Pontida
- un tratto in rilevato lungo il Torrente Sonna
- una rotatoria a raso di interconnessione con la SP 169.
La Variante di Cisano ha un’importante valenza interprovinciale e rappresenta un segmento del collegamento Bergamo-Lecco, all’interno del più ampio disegno infrastrutturale già definito tra le Province di Bergamo e Lecco e condiviso con la Regione Lombardia e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
“Consentirà alla realtà di Lecco di accedere rapidamente all’aeroporto di Orio al Serio, all’autostrada A4 e nel prossimo futuro alla Pedemontana. – ha spiegato l’assessore alle Grandi Infrastutture, Felice Sonzogni - In questo itinerario si inserisce il recente intervento della variante Villa d’Adda-Carvico realizzato dalla Provincia e aperto al traffico nel luglio 2007 e sarà completato con il successivo tratto Calusco d’Adda-Terno d’Isola, inserito nella Legge Obiettivo”. L’insieme di questi interventi – continua l’assessore Felice Sonzogni – “consentirà anche di migliorare le condizioni generali di sicurezza e ambientali nei Comuni dell’Isola bergamasca, penalizzati dal traffico di attraversamento che sarà trasferito sulla nuova infrastruttura”. Il costo complessivo ha subito incrementi significativi dovuti sostanzialmente: all’accoglimento delle prescrizioni Cipe, del Parco dell’Adda e dei Comuni; all’incremento dei costi di acquisizione ed espropiazione delle aree, all’adeguamento dei prezzi unitari del 2000. Il costo attuale è di 53 milioni di euro. “Con l’adempimento di oggi la Provincia di Bergamo ha concluso la fase progettuale – ha concluso il Presidente della Provincia, Valerio Bettoni -. Le procedure e i tempi delle approvazioni sono ora affidate al Cipe. L’auspicio è che entro la fine di quest’anno si concluda l’istruttoria per passare nel 2009 alla realizzazione dell’opera”.




Ottanta telecamere contro il crimine

di SERGIO PEREGO— PADERNO D'ADDA —


di SERGIO PEREGO

UN IMPIANTO di videosorveglianza con ottanta telecamere installate nei quattro comuni i cui amministratori hanno organizzato insieme il servizio di polizia locale. Decine di occhi che, a Paderno d'Adda, Robbiate e nei due Verderio stanno già controllando i punti sensibili del territorio. Un impegno economico importante per le amministrazioni Obiettivo? Rendere sempre più sicura la vita dei loro concittadini anche con la vigilanza preventiva. Spiega il sindaco Valter Motta: «La fase di collaudo dell'impianto di videosorveglianza è terminata. Le telecamere sono già tutte in funzione. Il controllo è stato esteso sui punti sensibili dei quattro Comuni del nostro territorio; scuole materne, elementari e alla media di Robbiate. Le piazza o le strade che ospitano i municipi. Le biblioteche e i centri sportivi. Le isole ecologiche. Gli agenti sono già in grado di monitorare le aree comunali».

IL SINDACO MOTTA rileva: «L'impegno di spesa è stato di 290 mila euro. Ma vorremmo allargare ancora la sorveglianza anche ad altri punti che in questa prima fase non siamo riusciti a coprire. Esempio? Le aree con le campane del vetro dove vengono lasciati anche altri rifiuti». Spiega Salvatore Gugliotta vice-comandante del pool di polizia locale, sede a Robbiate, a Villa della Concordia: «Le telecamere sono tutte in funzione. Il territorio è controllato nei siti comunali più sensibili. Chi sta attraversando ora piazza Vittoria a Paderno, è già sul video. Lo stesso vale per le piazze e le aree che accolgono le scuole o gli impianti sportivi. Da settembre, col rientro degli amministratori dalle vacanze, il servizio di videosorveglianza troverà l’assetto definitivo».

Calusco: due grattacieli di mezza estate

Calusco: due grattacieli di mezza estate
Di Vercingetorix
Non abbiamo potuto partecipare al consiglio comunale di Calusco di lunedì 4 agosto dove si adottava il progetto per un edificio di “torri gemelle” alto 45 metri che dovrà sorgere proprio nel triangolo di terreno di fronte all’Italcementi . Ma avevamo chiesto materiale (immagini, rendering, prospetti) all’assessore Cocchi per poter parlare della cosa su Terradadda. L’assessore in partenza per le vacanze ha rimandato l’invio del materiale a dopo le ferie, ma evidentemente nel frattempo ha trovato il tempo di trasmetterlo al giornalista Monzani del l’Eco di Bergamo (ci mancherebbe altro: ubi maior, minor cessat) che oggi ci ha ricavato una intera pagina sul giornale e trovate anche al sito internet qui (da cui abbiamo tratto l’immagine qui riprodotta). Il progetto è stato adottato dal consiglio comunale di Calusco con il voto contrario della minoranza, e dovrà essere definitivamente approvato a ottobre dopo avere recepito eventuali osservazioni dei cittadini di Calusco e della Provincia di Bergamo. Sicuramente un progetto di grande modernità, ma che farà molto discutere per quanto riguarda l’impatto ambientale e visivo. Ma si dirà: c’è già il precedente della torre dell’Italcementi. Ci piacerebbe avere l’opinione dei nostri lettori su questa ardita realizzazione.


Italcementi: 350.000 api «assunte» come sentinelle ambientali


Operai, impiegati, dirigenti e alcune centinaia di migliaia di api: sono i dipendenti dell'Italcementi. Api? Si, non è un errore di battitura. Il gruppo cementiero bergamasco ha infatti «assunto» anche 350 mila di questi laboriosi insetti, e lo ha fatto con uno scopo preciso: monitorare la qualità dell'aria e dell'ambiente attorno ai propri impianti.

L'esperimento è partito nella cementeria di Scafa, in


Abruzzo nel 2002, poi, visto il successo, è stato esteso a una decina di impianti del Gruppo: dopo l'estate toccherà anche alla cementeria di Calusco d'Adda. A Rezzato (Brescia) sono state per esempio sistemate una decina di arnie. Le api si muovono fra la vegetazione e i fiori, raccogliendo il polline che poi usano per produrre il miele.

Il miele viene poi spedito a Bologna dove viene analizzato dall' Istituto nazionale di apicoltura: se tutto è nella norma, cioè se i contenuti sono nei limiti previsti dalla legge, il miele viene certificato come commestibile. Questo significa che l'aria e la zona in cui vivono le api è pulita.

Fino a ora - conferma Italcementi - il prodotto è sempre stato trovato di ottima qualità: questo significa che gli inquinanti non sono sfuggiti ai filtri delle ciminiere. Il sistema viene valutato come più affidabile del normale campionamento dell'aria, su cui influiscono le condizioni atmosferiche e il momento del prelievo: le api invece lavorano sempre, con il bel tempo e quando piove, consentendo un controllo, attraverso il miele, più preciso.

Ma che fine fa il miele: non viene commercializzato ma regalato come gadget in un barattolino col nome Italcementi cui è allegato un foglio che spiega come e perché è stato prodotto.

A oggi il monitoraggio biologico con le api viene effettuato negli stabilimenti Italcementi di Broni (PV), Scafa (PE), Vibo Valentia, Matera, Isola della Femmine (PA), Monselice (PD), Borgo San Dalmazzo (CN), Sarche (TN) e Rezzato (BS).

11/08/2008)

Tuesday, July 01, 2008

Cementeria di Calusco – Compensazioni Italcementi – Precisazioni

Paderno d’Adda, _li _ 26 giugno 2008.


COMUNICATO STAMPA

Cementeria di Calusco – Compensazioni Italcementi – Precisazioni

Egregio Direttore, pur essendo tradizionalmente restio a prendere carta e penna, o se preferisce mouse e tastiera come in questo caso per scrivere ai giornali, mi corre il dovere di fornire alcune precisazioni ed informazioni ulteriori in merito ad articoli apparsi sul Suo giornale nelle scorse settimane e relative alla annosa questione della nuova cementeria Italcementi di Calusco d’Adda e relative compensazioni ambientali.

Mi riferisco soprattutto ad una intervista al dott. Colleoni, Sindaco di Calusco d’Adda pubblicata lo scorso 17 giugno.

In quella intervista appaiono virgolettate, quindi si presuppone riportate testualmente, alcune dichiarazioni del Sindaco che, se confermate, dobbiamo ritenere inaccettabili.

Riporto.
“Il grosso del disagio provocato da Italcementi lo sopporta Calusco e quindi dobbiamo cercare di fare in modo che il grosso delle compensazioni ricada sul nostro paese.”

E poi. “ Ho avuto un colloquio informale con i responsabili dell’azienda che mi hanno assicurato la loro disponibilità a coprire i costi [della tangenziale sud n.d.r.] anche per un 60-70%. Certo questa somma sarebbe inserita all’interno di quella totale per le compensazioni.” “Penso che, piuttosto che chiedere altri finanziamenti, come quelli per il trasporto del carbone su rotaia, sia meglio indirizzarci su questo problema [la realizzazione della tangenziale sud n.d.r.]”

Forse è il caso di ricordare a chi legge che da anni oramai è attivo un tavolo che si confronta, a volte in modo costruttivo a volte in modo frontale, con Italcementi proprio su tutte le tematiche riguardanti l’impatto della attività della cementeria sul territorio.
Questo tavolo, attivato e coordinato proprio dal comune di Calusco vede assieme diversi Comuni sulle tre province di Lecco Bergamo e Milano e anche associazioni ambientaliste oltre che ASL, ARPA Parco Adda Nord e, ovviamente, Italcementi.

Quel tavolo oltre a monitorare e verificare l’attività di Italcementi, proprio pochi giorni dopo l’uscita dell’intervista in oggetto avrebbe dovuto riunirsi appunto per discutere di compensazioni ambientali.

Inizialmente in quella sede, sorprendentemente, il Sindaco Colleoni ha sostanzialmente confermato i contenuti dell’intervista apparsa sul giornale di Merate al punto che, per sottolineare il suo profondo disappunto e disaccordo con queste affermazioni, il sindaco di Solza, Maria Carla Rocca, ha ritenuto doveroso sottolineare il suo profondo dissenso abbandonando per protesta la riunione stessa ritenendo inaccettabile l’atteggiamento della Amministrazione di Calusco.

A seguito di questa clamorosa protesta e delle obiezioni sollevate anche da altri componenti del tavolo, il sindaco Colleoni ha meglio precisato il suo pensiero ribadendo che, ovviamente, per Calusco la realizzazione della tangenziale sud resta una priorità fondamentale ma che questo non avrebbe in alcun modo interferito con il cammino intrapreso assieme per quanto riguarda le compensazioni ambientali ivi inclusa la riattivazione dello scalo merci ferroviario. Il sindaco ha inoltre ribadito come non vi siano in corso colloqui informali di alcun tipo con Italcementi.

Personalmente riteniamo che queste precisazioni siano molto importanti per continuare nel cammino comune intrapreso e che vanno sicuramente nella direzione giusta.

Per questo ci saremmo aspettati, sul giornale in edicola questa settimana, perlomeno qualche precisazione da parte dell’Amministrazione di Calusco in merito all’articolo della settimana precedente.
E invece niente. A parte le attività paracadutistiche della giunta, nessun accenno alla questione Italcementi se non per alcune puntualizzazioni fornite dalla minoranza consiliare caluschese.

Ecco perchè ci sentiamo oggi in dovere di fornire le precisazioni contenute in questa lettera.

Rispetto quindi alle affermazioni pubblicate il 17 giugno scorso e che abbiamo riportato all’inizio credo sia doveroso sottolineare che la nuova Italcementi ha sicuramente ridotto non accresciuto il disagio sopportato da Calusco: i camion sono diminuiti, grazie anche alla nuova galleria, la fabbrica è stata spostata più lontano dal centro abitato.
La nuova fabbrica ha invece sensibilmente aumentato il disagio a cui sono sottoposti i cittadini di Paderno d’Adda e di Solza a cui la struttura si è sensibilmente avvicinata anche per colpa della sua imponenza: l’illuminazione dell’impianto è sicuramente qualche cosa che disturba per non parlare poi dei rumori fastidiosi ed insistenti che, soprattutto d’estate, obbliga oramai alcuni cittadini di Paderno a non riuscire più a dormire con le finestre aperte.
Non ha bisogno poi di particolari commenti poi quello che non esito a definire uno scempio ambientale per come è stato irrimediabilmente deturpata l’area del ponte storico e della valle dell’Adda.
Quanto all’inquinamento, tanto o poco che sia, provocato da Italcementi, ovviamente quello ce lo respiriamo un po’ tutti.

Quindi, se fosse che il grosso delle compensazioni deve andare al comune che subisce il grosso del disagio della nuova struttura, allora credo che Paderno abbia molto da dire in proposito.

Circa invece la tangenziale sud di Calusco, ovviamente non rientra nelle competenze del comune di Paderno esprimere giudizi in merito; a meno che tale tangenziale non abbia un impatto anche sulla viabilità, attuale o futura, di Paderno oppure a meno che tale opera entri pesantemente sul tavolo delle compensazioni ambientali Italcementi dove anche Paderno ed altri hanno invece pieno diritto di Cittadinanza.

Le assicurazioni che Roberto Colleoni ci ha dato, al termine della riunione del tavolo politico Italcementi in merito a queste questioni vanno sicuramente nella direzione giusta.
Siccome queste assicurazioni smentiscono quanto riportato dalla stampa, ci saremmo aspettati di trovare queste precisazioni anche sulla stampa.

Poiché questo non è successo, ci siamo sentiti in dovere di meglio dettagliare la situazione con questo nostro intervento.

Il nostro auspicio resta che il percorso unitario iniziato diversi anni fa e che ha dato fino ad oggi buoni risultati, possa continuare in futuro una volta chiarite queste eventuali incomprensioni.
Da parte nostra ci auguriamo che tutti facciano la loro parte, compresa Italcementi, che non può certo tirarsi indietro proprio adesso dopo che per anni ha sicuramente beneficiato della sua presenza sul territorio.

Noi di sicuro, coerentemente con quanto fatto in questi anni, non abbiamo certo intenzione di abbassare la guardia proprio adesso.

Scusandomi per lo spazio che vi ho rubato, l’occasione mi è gradita per porgere i miei più cordiali saluti.


Il Sindaco
Valter Motta

Sunday, June 22, 2008

Il trasporto merci su ferrovia sono una priorità per Calusco

Il trasporto merci su ferrovia sono LA PRIORITA' per la sostenibiltà della cementeria di Calusco d'Adda secondo Legambiente e la maggioranza dei comuni del tavolo tecnico e politico sulla cementeria La nuova Calusco.

Monday, June 16, 2008

Scoprire l’Adda tra biciclettate e serate di danza

Scoprire l’Adda tra biciclettate e serate di danza
di Lucia Galli


«L'Adda ha buona voce». Così nei Promessi sposi pensava Renzo in un soliloquio costellato di paure, mentre da fuggiasco cercava di raggiungerne un punto di guado. Sull'altra sponda lo attendeva la salvezza che aveva la faccia buona del cugino Bortolo. Il fiume che ancora oggi segna il confine del "regno" di Milano è una presenza tutelare anche per i viaggiatori moderni, in fuga o in colonna sulla A4: quando si scavalca il ponte lo sguardo scorre verso punti familiari: ecco, siamo a casa.
Una riscoperta del corso dell'Adda non può prescindere dalle due ruote: via dalla pazza coda, è una bicicletta il modo migliore per riassaporare i sapori di questi luoghi. Si può partire da Trezzo Sull'Adda, trezzoturismo.it, portando la propria bici o noleggiandola alla Cooperativa il Castello, 02.9090664. La cittadina offre molte tentazioni prima di cominciare a pedalare, a partire dal castello Visconteo, massimo impianto difensivo del Ducato di Milano: la sua mole, sgranocchiata dal tempo, si staglia con l'aria di chi sa di essere ancora padrone del fiume. Le sue mura imbrigliano l'argine, giocando a nascondino con la folta vegetazione e svelando anche i resti del grandioso ponte a una sola campata, abbattuto nel 1416 dopo una feroce battaglia (per info prolocotrezzo.it, 02.9092569).
Alle sue spalle, sull'ansa del fiume ecco un'altra roccaforte, ma di modernità: gioiello Liberty, recentemente restaurata, la centrale idroelettrica Taccani, in funzione dal 1906, è oggi solo parzialmente in pensione (visite gratuite domenica alle 10, 12.30, 14 e 17) e fa da palcoscenico a molti eventi come per esempio Adda Danza , addadanza.org, che domenica sera propone una rivisitazione de Les fleurs du mal di Baudelaire con le coreografie di Dino Verga.
In attesa della soirée può dunque cominciare la pedalata lungo le ciclabili che percorrono a ritroso, verso Lecco, il corso del fiume: dosando fiato e gambe, immersi in boschi di latifoglie, si può arrivare a Paderno D'Adda e passare sotto al ponte di ferro, mirabile opera ottocentesca di archeologia industriale, inchiodato con 100 mila bulloni senza nemmeno una saldatura. Che l'aria del fiume sia salubre e adatta alle opere dell'ingegno è evidente anche ad Imbersago (per informazioni 039.9920198), dove si giunge dopo 20 chilometri, di facili pedalate. Un consiglio: meglio lasciare un'auto ad Imbersago e tornare a Trezzo con un’altra. Come per Renzo, ecco un guado: è il cosiddetto traghetto di Leonardo. Ma Leonardo, a dire il vero, questo marchingegno, che da del tu alle forze della deriva, lo disegnò solamente, fissandolo nei suoi schizzi perché cari aveva questi luoghi che potrebbero avergli ispirato anche i "fondali" di molte sue tele. Imbarcarsi per attraversare in soli 5 minuti, l'Adda fino a Villa D'Adda e ritorno diventa così un'esperienza dei sensi a bordo di un traghetto dal sapore antico che si ostina a fare la spola da una riva all'altra per dimostrare che la tecnologia e la modernità, anche le più sofisticate, nascono sempre da un accordo semplice, fra natura e ingegno.

Sunday, June 15, 2008

Caso Calcestruzzi, l'imprenditore accusato di concorso in riciclaggio

Caso Calcestruzzi, l'imprenditore accusato di concorso in riciclaggio
e impiego di denaro di provenienza illecita. Nell'inchiesta entra anche Italcementi
Pesenti indagato in Sicilia
"Ha favorito la mafia"

Pesenti indagato in Sicilia "Ha favorito la mafia"

Carlo Pesenti, ad di Italcementi
CALTANISSETTA - L'amministratore delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, è indagato dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. Le accuse sono concorso in riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, aggravati dall'articolo 7, cioè dall'avere avvantaggiato la mafia.

L'ad del gruppo cementiero è coinvolto nell'inchiesta sulla Calcestruzzi spa, società che fa parte del gruppo Italcementi e che è stata sequestrata nei mesi scorsi perchè accusata di infiltrazioni mafiose e di aver fornito alle imprese cemento di qualità inferiore a quello previsto nei capitolati d'appalto. Pesenti è anche accusato di truffa, frode nelle pubbliche forniture e inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Anche per questi reati i magistrati contestano l'aggravante di avere agevolato la mafia.

La difesa di alcuni indagati coinvolti nell'inchiesta sulla Calcestruzzi spa - fra cui Fausto Volante, direttore di zona per la Sicilia e la Campania, arrestato a gennaio, e Mario Colombini, l'ex ad di Calcestruzzi - aveva richiesto al gup un incidente probatorio. Proprio da questa richiesta è emersa l'indagine a carico di Pesenti. I legali di Pesenti definiscono l'avviso di garanzia "un atto dovuto per lo svolgimento dell'incidente probatorio". Le tesi dell'accusa, secondo il difensore di Italcementi Alberto Alessandri, suscitano "sconcerto e stupore". "Non sono ipotizzabili - afferma Alessandri - fatti specifici, come invece vorrebbe la procura di Caltanissetta, a carico di Italcementi e del suo consigliere delegato, anche per il fatto che Carlo Pesenti non ha mai svolto ruoli diretti in Calcestruzzi". "Riteniamo opportuno - aggiungono i difensori di Pesenti - che la magistratura faccia al più presto chiarezza, e siamo certi che la correttezza dei comportamenti dell'amministratore delegato sarà dimostrata al di là di qualsiasi dubbio".

L'inchiesta - coordinata dal procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, dall'aggiunto Renato Di Natale e dal sostituto della Dda Nicolò Marino - si basa in parte sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, fra i quali Salvatore Paterna, ex dipendente dell'azienda, arrestato e condannato per mafia nei mesi scorsi. Anche l'Italcementi spa è stata iscritta nel registro degli indagati per "responsabilità amministrative". L'accusa per cui è indagata è concorrenza con minaccia o violenza, aggravata dall'avere agevolato la mafia.

(13 giugno 2008)

Saturday, June 14, 2008

Mafia, indagato l'ad di Italcementi Carlo Pesenti

venerdì 13 giugno 2008, 17:29
Mafia, indagato l'ad di Italcementi Carlo Pesenti


- La Dda di Caltanissetta ha iscritto nel registro degli indagati Carlo Pesenti, amministratore delegato della Italcementi, nell’ambito dell’inchiesta antimafia della Calcestruzzi spa. L’accusa è di concorso in riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, frode nelle pubbliche forniture, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e truffa, reati aggravati dall’avere avvantaggiato Cosa nostra. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e dall’aggiunto Renato Di Natale. Pesenti, difeso dagli avvocati Franco Coppi, del Foro di Roma, e Francesco Bertorotta, del Foro di Palermo, non è ancora stato ascoltato dai magistrati.

Thursday, June 12, 2008

AMBIENTE: ITALCEMENTI LANCIA NUOVO BREVETTO DI CEMENTO ''MANGIA SMOG''

AMBIENTE: ITALCEMENTI LANCIA NUOVO BREVETTO DI CEMENTO ''MANGIA SMOG''

(ASCA) - Milano, 9 giu - Un nuova miscela di cemento 'mangia smog'. E' un brevetto dalle forti potenzialita' quello lanciato da Italcemementi e illustrato questa mattina a Milano in occasione del Festival Internazionale per l'Ambiente da Stefano Gardi, direttore sviluppo sostenibile del gruppo della famiglia Pesenti.

''Tx Active - ha spiegato il manager - e' un brevetto sulla produzione di cementi miscelati con piccolissime quantita', inferiori all'1%, di biossido di titanio che, grazie alle sue caratteristiche fotocatalizzatrici, puo' assorbire le impurita' dell'aria trasformandole in sostanze innocue''. Una formula che ha gia' dimostrato il suo potenziale superando a pieni voti tutti i test e le sperimentazioni: ''Sono stati fatti tutta una serie di esperimenti - ha continuato Gardi - e siamo arrivati a dimostrare che se una citta' come Milano avesse il 15% di superifici realizzate con Tx Active, ci sarebbe un abbattimento delle sostanze inquinanti dell'ordine del 50%''.

Un brevetto frutto soprattutto della forte politica messa in campo da Italcementi sul fronte delle nuove tecnologie: ''Il 24% dei nostri investimenti complessivi sono destinati a progetti di sostenibilita' ambientale e di sicurezza sul lavoro. Nel 2007 abbiamo investito 25 milioni di euro in ricerca e innovazione''. Il tutto per raggiungere un obiettivo ambizioso: ''Il nostro target - ha concluso Gardi - e' quello di arrivare a ottenere il 5% del fatturato complessivo del gruppo da prodotti innovativi''.

Thursday, June 05, 2008

Carvico: le forche caudine dei trasporti eccezionali

Carvico: le forche caudine dei trasporti eccezionali

Di Vercingetorix
Chissà quante volte siete passati sotto questo cavalcavia e non ve ne site mai accorti. Il cavalcavia è quello situato sulla SP 166, cioè via Pedrinelli, davanti alla Banca Popolare (UBI). Il manufatto in cemento serviva a proteggere gli automobilisti dall’accidentale caduta di materiale che poteva fuoriuscire dai carrellini che trasportavano il calcare dalla cava di Col Pedrino all’Italcementi. I carrellini da due anni sono stati tolti. La teleferica dovrebbe essere tolta dall’Italcementi ma se ne parlerà tra anni. Come avevamo già scritto tempo fa - vedi qui - gli accordi tra Italcementi e la conferenza dei servizi – Provincia precede che la teleferica sia smantellata entro quattro anni dall’entrata in regime della teleferica cioè praticamente nel 2001 (e non si capisce perché si debba attendere così tanto tempo per smantellare un’opera che ormai non serve più. Nel frattempo aspettiamo che la cosa si deteriori finché non cadrà a pezzi. Tornando al cavalcavia che vedete riprodotto nella foto, una sua utilità ce l’ha, almeno per qualcuno. Il cavalcavia è infatti alto da terra 3,40 metri, ci passano quasi tutti i mezzi, tranne i trasporti speciali. Non sono tanti, ma ci sono ditte che alcune volte all’anno hanno necessità di passare da lì con un trasporto eccezionale per raggiungere il casello dell’autostrada di Capriate o il Lecchese, e quello è un punto di passaggio obbligato. I trasporti eccezionali sotto il cavalcavia in cemento non ci passano, ma se notate accanto ad esso, sulla destra c’è un tratto di strada accuratamente recintato e con sbarra che non ha ingombri in altezza. Quando la ditta deve passare con il trasporto eccezionale chiede il permesso al proprietario del terreno che si fa pagare qualche centinaio di euro e il trasporto passa. Come si vede qualcuno ha tutto l’interesse che il cavalcavia resti lì per l’eternità. Ma forse la collettività questo interesse non ce l’ha e il Comune di Carvico e anche la Provincia potrebbero adoperarsi perché almeno questo cavalcavia sia abbattuto in tempi rapidi senza aspettare le calende greche. Anche perchè eliminado il cavalcavia si può completare la pista ciclabile che proprio lì si interrompe.

Tuesday, May 27, 2008

Iniziativa "10x10"

Iniziativa "10x10" SEMPRE PIÙ ADESIONI


Raccoglie sempre più consensi l'iniziativa di "Quattroruote" battezzata "10x10", nella quale dieci grandi società si sono impegnate a ridurre del 10% nel corso del 2008 le emissioni di anidride carbonica della loro flotta di vetture aziendali. Le dieci società che avevano aderito inizialmente al nostro "protocollo" sono, infatti, già diventate quattordici e altre stanno completando l'iter approvativo interno per entrare a far parte del gruppo. All'inizio di quest'anno il "panel" di società era composto da Autogrill, Autostrade per l'Italia, Bristol-Myers Squibb, Coca-Cola HBC Italia, Intesa San Paolo, Johnson & Johnson, Pirelli, Sanofi Aventis, Tnt Express Italy e Vodafone Italia. A queste si sono aggiunte più recentemente Europ Assistance, Italcementi, Linde e Obiettivo Lavoro.

Europ Assistance è attiva nel settore assicurativo e dell'assistenza a chi viaggia: opera nel nostro Paese dal 1968 ed è strutturata in quattro aeree, ovvero auto, viaggi, salute e casa. In Italia ha 1126 dipendenti e un parco auto di 105 unità, cui si sommano le 1870 vetture date a noleggio ai propri dipendenti.

Italcementi è una delle prime dieci società industriali italiane e il quinto produttore mondiale di cemento; è presente in 22 Paesi e, nella sola Italia, utilizza 1039 autoveicoli per trasporto persone e promiscui che percorrono complessivamente poco meno di 45 milioni di chilometri l'anno. Tra le operazioni attuate per ridurre le emissioni di CO2 della propria flotta c'è anche l'acquisto di dieci Toyota Prius, un veicolo elettrico e tre bici a pedalata assistita.

Linde Gas Italia e Linde Medicale fanno parte di The Linde Group, azienda leader mondiale nel settore dei gas industriali e medicali e dell'ingegneria impiantistica. Presente in Italia dal 1991, ha numerose sedi nel nostro Paese per un totale di 322 dipendenti diretti; la sua flotta si compone di 134 veicoli che percorrono circa cinque milioni di chilometri l'anno.

Obiettivo lavoro, infine, è la più grande agenzia per il lavoro a capitale interamente italiano; i dipendenti sono 790, le filiali in Italia 166, otto le società all'estero con 15 filiali, da Bucarest a Rio de Janeiro. Il parco aziendale è composto da 167 auto, con una percorrenza di 6,6 milioni di chilometri l'anno. Da qualche mese ha adottato una nuova "car policy" secondo criteri concordati con "Quattroruote".

Con queste "new entry" il parco auto coinvolto dall'iniziativa "10x10" sale a più di 18.600 veicoli, destinati a aumentare nelle prossime settimane: chi fosse interessato ad avere più informazioni o ad aggiungersi al gruppo di partecipanti, può contattarci inviando un'e-mail a redazione@quattroruote.it.

In Borsa largo a cieli e strade

In Borsa largo a cieli e strade
(23/05/2008)
Cieli e strade saranno favorite dall'opera del Governo Berlusconi. E' quanto prevedono gli analisti di Lehman Brothers che pensano come "il recente evento politico italiano porterà molto probabilmente a un ambiente più favorevole, in cui i settori aeroportuali e le società autostradali ne beneficeranno".

Quindi largo ai titoli che hanno a che fare con questi settori anche in maniera indiretta, come Atlantia, i titolo legati alle compagnie aeree, i titoli delle società che gestiscono gi aeroporti, come Save e Adf, e magari i titoli delle costruzioni, come Impregilo, Italcementi e Astaldi, impegnati nelle opere infrastrutturali.

Monday, May 19, 2008

Calusco d’Adda: ieri porte aperte all’ Italcementi

Calusco d’Adda: ieri porte aperte all’ Italcementi

Di Vercingetorix
Nonostante il tempo davvero da lupi, con scrosci di pioggia battenti, la giornata di “Cementerie aperte” organizzata da Italcementi nello stabilimento di Calusco d’Adda si è rivelata un successo, che ha visto la partecipazione di una nutrito pubblico. Un’operazione di trasparenza per la quale occorre rendere merito alla multinazionale bergamasca del cemento. Un'esperienza molto istruttiva che ci auguriamo possa essere ripetuta ancora (magari in giornate dal clima migliore). La giornata è stata organizzata in collaborazione con le organizzazioni di volontariato di Calusco che hanno dato il loro supporto per la gestione della giornata, con un’ottantina di volontari a garantire la sicurezza e il tranquillo svolgimento della manifestazione. Italcementi ha erogato un contributo di 15.000 euro alle associazioni, in una politica che tende a riallacciare i rapporti con il territorio e in particolare con la comunità che ospita questo impianto all’avanguardia. In più vi erano clown, trenino, stand vari e molte altre cose.
I visitatori a gruppi di quindici sono stati accompagnati da un tecnico che ha loro illustrato le principali fasi di lavorazione del cemento, con quali materie prime lo si produce, come funziona il forno (che raggiunge una temperatura di 1.450 gradi) e un attenzione particolare è stata data a sottolineare come vengano rispettate tutte le misure di sicurezza (tanto che Italcementi ha raggiunto il record di 1.158 giorni senza alcun infortunio) e di come tutta la filiera di produzione rispetti le normative e anzi i parametri delle emissioni siano molto al di sotto degli standard di legge. Ha suscitato interessa sapere che è per fare il cemento oltre a calcare (di Col Pedrino), marna (del Monte Giglio), fluoro, idrossido di calcio, residui di pirite, si usi anche l’urea, elemento che paradossalmente serve a contenere i valori delle emissioni, e anche una parte di residui incombusti derivati dai termo valorizzatori. I tecnici hanno spiegato anche che oltre a carbone, olio combustibile per fare funzionare il forno si usa anche un 8-9% di rifiuti urbani si tratta di CDR (combustibile derivato da rifiuti, cioè rifiuti solidi urbani ridotti in coriandoli). La potenzialità della produzione del forno è di 150 tonnellate di cemento al all’ora. Si è spiegato anche che la nuova galleria da Colle Pedrino a Calusco, che sostituisce la vecchia teleferica trasporta ora circa 350 tonnellate ora di materiale, ma arriverà a regime a 600 tonnellate, contro una potenzialità dei vecchi carrelli di 70 tonnellate ora. Cosa che ha consentito di togliere dalla circolazione un gran numero di camion. Grande soddisfazioni per grandi e piccini con buffet finale con bibite letteralmente preso d’assalto e distribuzione di kit informativi e di una piantina per ognuno dei visitatori.
sx I cartelli della minfestazione, Dx Clown e volontari
Sx l 'arrivo del trenino che trasportava i visitatori, Dx il pupazzo di MisterCem (prima si chiamava Smogbuster), il cemento TX mangia smog
sx altra immagine del trenino, dx i visitatori si radunano prima della visita
sx il tecnico davanti all'iniettore del forno
dx particolare del mulino dove vengono macinate le materie prime
dx e sx
particolari del tecnico davani al forno dove si cuoce il cemento
dx e sx
vedute di particolari dello stabilimento
alcuni dei monitor di controllo
sx il forno di cottura,
dx il cartello che mostra i giorni senza infortuni
apparecchiature di controllo chimico e fisico
sx il buffet preso d'assalto, dx i carrellini smantellati della teleferica

Thursday, May 15, 2008

Settimana europea del cemento


Settimana europea del cemento
Porte aperte a Calusco d'Adda



Sabato 17 maggio la Cementeria di Calusco d’Adda, una tra le più importanti e significative di Italcementi, sarà aperta al pubblico
In occasione della Settimana europea del cemento in programma dal 10 al 18 maggio in tutta Europa, sabato 17 maggio dalle ore 14,30 alle 19 sarà aperta al pubblico la Cementeria Italcementi di Calusco d’Adda.
Con questa iniziativa Italcementi vuole rafforzare il legame con la comunità locale e il territorio facendo conoscere in maniera approfondita e diretta la cementeria, la realtà aziendale e l’impegno a tutela dell’ambiente, della sicurezza e della qualità dei prodotti.
Nel corso della mattinata è prevista la visita delle scolaresche mentre nel pomeriggio è organizzata l'apertura dell’impianto a tutta la cittadinanza.
L’invito a partecipare è esteso a tutti i cittadini di Calusco d’Adda, dell’Isola e dei Comuni vicini da una parte e dall’altra dell’Adda.

Tutte le informazioni sulla manifestazione sono disponibili su sito www.aitecweb.it e www.italcementi.it

Wednesday, May 07, 2008

NANOTECNOLOGIE E NANOPARTICELLE: OPPORTUNITA’ O RISCHIO SOTTOVALUTATO?

NANOTECNOLOGIE E NANOPARTICELLE: OPPORTUNITA’ O RISCHIO SOTTOVALUTATO? PDF Stampa E-mail
Tuesday 15 January 2008
La notizia è di oggi: la Soil Association non concederà la certificazione a quei prodotti contenenti additivi realizzati con nanotecnologie. Ma cosa sono nanoparticelle e nanotecnologie? Cominciamo a scoprirlo.


nanoparticelle nel nucleo.jpgPer molti non ci sono dubbi: il futuro sono le nanotecnologie, con tutte le prospettive di applicazione che questa nuova parte di progresso sembra riservarci. Per nanotecnologia si intende la manipolazione della materia su una scala dimensionale inferiore al micrometro, normalmente tra 1 e 100 nanometri , e la progettazione e realizzazione di dispositivi di tali dimensioni. Per farsi un'idea di cosa significhino tali ridottissime dimensioni basti pensare che il Dna ha un diametro di circa due nanometri e che una cellula ne contiene una catena, raggomitolata su se stessa, di lunghezza pari a circa due metri.

Secondo numerosi esponenti della comunità scientifica ma anche del mondo imprenditoriale queste nuove applicazioni tecnologiche rappresenterebbero già oggi un elemento di progresso e di profitto, dal momento che sono possibili un'infinità di future applicazioni: dal campo sanitario (utilizzando nano particelle c'è chi sostiene sarà possibile combattere i tumori), alla tecnologia informatica e le comunicazioni, solo per fare degli esempi. Alcune applicazioni concrete delle nanotecnolgie in ambito industriale ci sono, ad esempio, nella cosmesi , nelle vernici, nei tessuti tecnici e nell'abbigliamento, piuttosto che negli articoli sportivi. Inoltre nei nanocompositi, che trovano un' applicazione in sofisticati hard disk con superfici nanostrutturate utilizzati per registrazione di dati ad altissima densità, ma anche chip di memoria con dimensioni inferiori a 100 nm, dispositivi fotonici, superfici autopulenti, sistemi per la diagnostica medica, celle fotovoltaiche ecc., senza dimenticare le applicazioni nel campo dell'edilizia (l'applicazione più conosciuta in Italia è ad esempio quella dei materiali cementizi nanostrutturati della Italcementi).

Nonostante l'entusiasmo, negli ultimi tempi iniziano a diffondersi i risultati di alcune ricerche che evidenziano potenziali effetti nocivi per la salute umana che le nano particelle potrebbero causare. La capacità di produrre e gestire questi piccoli elementi di materia ha comportato anche la possibilità di studiarne gli effetti, ad esempio, sul corpo umano, e di comprendere la loro reale diffusione nell'ambiente. Infatti, il primo tema di dibattito è rappresentato dalle ormai famose polveri sottili, che sono costituite da micro e nano particelle, presenti in misura relativamente abbondante nell'ambiente. Queste polveri non sono generalmente un prodotto delle nanotecnologie ma il sottoprodotto di alcuni processi industriali, dell' incenerimento di rifiuti piuttosto che della combustioni nei motori diesel.
Grazie a questo processo tecnologico si è quindi anche compreso che l'attività umana, oltre a deturpare l'ambiente con svariate tipologie di inquinanti chimici, presenta tra i suoi effetti collaterali l'immissione nell'ambiente di enormi quantità di micro e nano particelle.
Oltre all'inquinamento volontario dell'ambiente, dovuto alla produzione di nano particelle a scopo industriale, ed all'inquinamento collaterale derivante dall'attività produttiva, le nano particelle trovano una loro fonte anche nel normale divenire del mondo naturale: le eruzioni vulcaniche, ad esempio, immettono nell'aria quantità minime di particelle (l'attività di tutti i vulcani del mondo produce la medesima quantità di polveri sottile del traffico di una singola città di medie dimensioni).

A questo punto è d'obbligo porsi una domanda fondamentale: quali potrebbero essere i rischi associati alla presenza di nano particelle nell'ambiente?
A questo proposito esistono diverse ricerche da cui risulta che le nano particelle sono effettivamente pericolose per l'ambiente e per la salute umana. In particolare è possibile fare riferimento agli studi di due ricercatori italiani, il Dott. Stefano Montanari e la Dott.ssa Antonietta M. Gatti, i quali sarebbero riusciti a collegare la penetrazione di queste particelle nell'organismo umano con la genesi di forme tumorali. La diffusione di forme patologiche connessa agli effetti delle nano particelle sull'organismo umano è tanto elevata che per definire tali malattie è stato creato il termine: "nanopatologie". Con questa parola s'intendono quindi "le malattie provocate da micro e nanoparticelle inorganiche che sono riuscite, per inalazione od ingestione, ad insinuarsi nell'organismo e si sono stabilite in un organo o in un tessuto".
Un primo importante esempio di nanopatologia è la cosiddetta "sindrome dei Balcani". Nel 2002 e negli anni successivi, molti reduci della guerra nella ex Yugoslavia hanno presentato un insieme di sintomi, spesso gravi, apparentemente assai difficili da correlare e malattie come tiroiditi, leucemie e diverse forme di cancro.
In un primo momento la causa di queste patologie era stata individuata nella debole radioattività propria dell'uranio impoverito. In realtà, lo studio condotto nella fattispecie dalla dott.ssa Gatti ha individuato come la vera origine delle patologie fossero le polveri sottili generate con l'esplosione delle bombe all'Uranio impoverito, in cui si sviluppano temperature molto elevate, superiori ai 3000°C. A queste temperature, tutto quanto si trovi intorno il punto di esplosione si fonde e vaporizza. Si forma così un aerosol che viene disperso finemente nell'atmosfera e che, una volta inspirato, si diffonde attraverso il sangue nei tessuti. Una grave conseguenza è che poi queste nano particelle inorganiche non vengono eliminate dal corpo umano, ma tendono ad accumularsi provocando con il tempo seri danni per l'organismo. In particolare queste particelle sono talmente piccole che riescono a penetrare nei nuclei delle cellule, distruggendone quindi le funzionalità e trasformandole in forme cancerose.
Questo è solo un esempio, ma un identico meccanismo patologico si verifica anche per le persone che vivono lontane dalle zone di guerra ma a contatto con altre nano particelle che sono presenti nell'aria, nel cibo, nell'acqua, e che sono il prodotto dall'incenerimento di rifiuti urbani, argomento sicuramente molto attuale.
La ricerca, ormai fortemente indirizzata allo studio applicativo delle nanotecnologie, dovrebbe riconoscere il proprio dovere etico, una sincera e inopinabile responsabilità rispetto al comprendere gli effetti collaterali delle nanotecnolgie e al contempo i possibili danni derivanti dall'inquinamento dell'ambiente da nano particelle.

Dario Muzzarini

Thursday, May 01, 2008

Tuesday, April 29, 2008

Italcementi, Pesenti alza la voce ed Hermes si nasconde

Italcementi, Pesenti alza la voce ed Hermes si nasconde

Italcementi in evidenza a Piazza affari nel giorno dell'assemblea dei soci. Il titolo del gruppo bergamasco ha messo a segno un progresso dell'1,91% a 14,292 euro per azione, alla faccia dei ripetuti attacchi da parte del fondo Hermes e a testimonianza del fatto che il mercato crede nella buona governace del gruppo, più di un fondo azionista.


La buona performance in particolare è figlia delle parole con le quali il consigliere delegato, Carlo Pesenti, ha dichiarato la possibile eventualità di un buyout totalitario della controllata francese, Ciment Francais.


“Nel 2007 abbiamo acquistato per circa 200 milioni e oggi abbiamo più dell'80% della società” ha spiegato il manager, che prosegue dicendo: “A mio avviso anche per il naturale impegno in progetti di sviluppo e progetti industriali, conviene proseguire una tattica di acquisizione di azioni sul mercato poco alla volta. Prima o poi arriveremo al buyout totalitario con il delisting della società».


Parole che hanno fatto lievitare non solo il titolo Italcementi a Piazza affari ma anche quello della controllata francese Ciments Francais, che sul Cac 40 di Parigi ha messo a segno un crescita del 4,1% attestandosi a 128,28 euro.


Perfomance che hanno permesso a Carlo Pesenti di togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di Hermes, Il fondo che aveva nelle settimane passate criticato gli investimenti finanziari di Italcementi in Rcs e Mediobanca facendo notare che tali operazioni aumentavano la complessità e la perplessità degli investitori circa le strategie industriali e finanziarie di Italcementi.


«Abbiamo queste partecipazioni che sono considerate da noi liquidità - ha aggiunto Pesenti - per cui quando ne avremo bisogno le venderemo». Nessun intervento, in assemblea, da parte di rappresentanti del fondo Hermes. «Ero pronto - ha detto Pesenti al riguardo - ma non si è fatto vedere nessuno».


Mettendo da parte la diatriba, l'assemblea ordinaria degli azionisti di Italcementi ha approvato il bilancio dell'esercizio 2007 e la distribuzione di un dividendo di 0,36 euro alle azioni ordinarie e di 0,39 euro alle risparmio e le deleghe per un eventuale aumento di capitale. Lo comunica la società.


L'esercizio 2007 si è chiuso con un fatturato di 6 miliardi di euro (+2,5%) e un utile consolidato di 612,5 milioni di euro (-6%). Il dividendo andrà in pagamento a partire dal 22 maggio prossimo.


I soci hanno inoltre rinnovato l'autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie per un periodo di 18 mesi dalla deliberazione. Il prezzo di acquisto di ciascuna azione non dovrà essere inferiore nè superiore del 15% rispetto alla media dei prezzi di riferimento registrati presso la Borsa italiana nelle tre sedute precedenti ogni singola operazione e il controvalore complessivo non potrà essere, in ogni caso, superiore ai 150 milioni di euro.

Il gruppo Italcementi ha annunciato inoltre ieri di aver acquistato in Kuwait con un investimento globale di circa 30 milioni di dollari, Gulf Ready Mix e Al Mahaliya, due società attive nel settore del calcestruzzo. Attraverso questa operazione Italcementi è divenuto il primo produttore di calcestruzzo nell'emirato con un volume di vendita atteso nel 2008 di circa 700.000 metri cubi (15% del mercato nazionale).


Amerigo Francia

Friday, April 18, 2008

DA ITALCEMENTI UN FORTE CONTRIBUTO AL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA GRAZIE A TX ACTIVE, IL CEMENTO CHE DISINQUINA L’ARIA

DA ITALCEMENTI UN FORTE CONTRIBUTO AL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA GRAZIE A TX ACTIVE, IL CEMENTO CHE DISINQUINA L’ARIA



Bari, 17 aprile 2008 – Italcementi sarà presente a Costruire Edil Levante, la biennale internazionale dell’edilizia in programma a Bari dal 17 al 20 aprile 2008. Dopo la partecipazione al Build Up di Milano e al Saie di Bologna lo scorso anno, per la prima volta la multinazionale bergamasca leader nella produzione e commercializzazione del cemento sarà presente in Puglia per venire incontro alle richieste e alle aspettative della clientela del Sud Italia. La presenza a Costruire Edil Levante è un passo importante per informare gli operatori del settore, la committenza pubblica e in generale tutti i visitatori sui risultati della ricerca e dell’innovazione di Italcementi. Uno dei primi risultati portati all’attenzione della building community è il principio attivo fotocatalitico Tx Active. Dopo 10 anni di studi e ricerche, è stato commercializzato dal 2006 e si è subito imposto all’attenzione del mercato. Ad oggi è già stato utilizzato su oltre 400. 000 mq di superfici fotocatalitiche in tutta Italia. Nello stand al Padiglione 11 stand 28 - 49 corsia A-b sarà possibile vedere come funziona Tx Active che, addizionato ai prodotti cementizi, è in grado di abbattere gli inquinanti presenti nell’aria. I ricercatori di Italcementi hanno calcolato che in una grande città come Bari, se applicato al 15% delle grandi superfici potrebbe dimezzare gli agenti inquinanti. Un altro appuntamento utile per conoscere e capire le possibilità offerte da Tx Active sarà il convegno “La città del sogno”, in programma il 18 aprile alle ore 15. 00, organizzato presso la Fiera dal gruppo pugliese Donzella Eurobloc leader nella produzioni pavimenti e rivestimenti e partner di Italcementi per la commercializzazione di prodotti per l’edilizia a base di Tx Active. Durante l’incontro si discuterà dell’inquinamento nelle aree urbane e dell’utilizzo di materiali cementizi fotocatalitici come possibile soluzione al problema. La Regione Puglia è in prima fila nell’adozione di regolamenti specifici per incentivare l’uso di prodotti fotocalitici nelle nuove realizzazioni urbane. Città straniere come Ginevra, Parigi e Malaga stanno già utilizzando cementi fotocatalitici contenenti Tx Active su diverse aree, dimostrando sensibilità al problema dell’inquinamento urbano. Dopo le conferme avute da misurazioni scientifiche su strada a Bergamo e Parigi e in un tunnel a Roma sotto il Quirinale - restituiti ai cittadini a “prova di smog”, con un abbattimento degli agenti inquinanti intorno al 30% - è fortemente cresciuto l’interesse anche da parte delle pubbliche amministrazioni e da parte dei costruttori di opere stradali e autostradali. Oggi e sempre più in futuro si utilizzeranno materiali ecocompatibili avanzati come Tx Active, sia per il miglioramento della qualità della vita (riduzione degli inquinanti atmosferici contenuti nell’aria che respiriamo) sia per la costruzione di edifici in cui saranno utilizzati manufatti con proprietà estetiche elevate. E anche da questo punto di vista, Italcementi è in prima linea: Itclab, il nuovo centro ricerca e innovazione del gruppo che sta sorgendo alle porte di Bergamo - progettato dall’architetto americano Richard Meier - sarà un punto di riferimento per l’Architettura ecosostenibile in Europa. Il team di progettazione è impegnato in un processo con cui massimizzare la prestazione ambientale. L’obiettivo è la “Leadership in Energy and Enviromental Design” (Leed), la più importante e rigorosa certificazione americana in materia energetica e ambientale per lo sviluppo di edifici “verdi e sostenibili”. Oltre ad alcune scelte impiantistiche innovative – utilizzo di pannelli fotovoltaici, pannelli solari, pozzi geotermici, con lo scopo di ridurre il consumo delle energie tradizionali e quindi l’emissione di Co2 in atmosfera - particolare attenzione è stata data alla scelta dei materiali. Leed infatti richiede l’impiego di materiali con contenuto riciclato, materiali locali, materiali rinnovabili, materiali provenienti da processi di riciclo, materiali a bassa emissione di sostanze organiche, legno certificato. Da qui la scelta, per parte della struttura in calcestruzzo armato, di utilizzare cementi alla loppa (che possono raggiungere il 30% in peso di materiale recuperato), oltre ad acciai provenienti al 100% da riciclo di lavorazione industriale. .

Thursday, March 20, 2008

Calusco e i finti buoni intenti

Calusco e i finti buoni intenti






Con tutti i semafori presenti sul nostro territorio, proprio non capisco come quello del ponte, se attraversato con il rosso appena accesosi, possa creare più di altri situazioni di pericolo...e l`installazione di un`apparecchiatura di controllo affidata ad una società specializzata lascia presagire che le reali finalità siano prettamente economiche.
Se non altro ora si sono certamente creati i presupposti per causare nuovi incidenti...prevedo infatti brusche frenate all`accendersi del "giallo" con conseguenti tamponamenti!!!!



Lettera firmata

Tuesday, March 18, 2008

Calusco, rosso-stop contro i furbi

Calusco, rosso-stop contro i furbi

«Rosso-stop» in arrivo a Calusco d'Adda. L'ha annunciato l'Amministrazione comunale in sede di approvazione del Bilancio di previsione 2008. L'impianto verrà installato all'inizio del ponte San Michele sull'Adda, che collega Calusco a Paderno, con una previsione di entrate per 90 mila euro.

Alle critiche della minoranza, sindaco e assessore hanno replicato: «È necessario per la sicurezza. In troppi fanno i furbi, superando le auto e non rispettando il rosso. Il controllo sarà affidato a un'impresa privata che installerà un'apparecchiatura che rispetterà tutte le normative di legge ed entrerà in funzione entro sei mesi».

Secondo l'opposizione, invece, i 90 mila euro d'introiti previsti saranno assorbiti da impianto e appalto alla ditta.

Braccio di ferro sulla Calcestruzzi

Braccio di ferro sulla Calcestruzzi


Toni tesi tra il gruppo Italcementi e l’amministratore giudiziario di Calcestruzzi, Gaetano Cappellano Seminara dopo che nei giorni scorsi il gruppo della famiglia Pesenti ha rinnovato il cda della controllata finita al centro di alcune indagini. «Nessuno ha mai pensato di sostituirsi all’amministratore giudiziario», precisa Italcementi. Al contrario la nomina risponde «alla specifica e imprescindibile esigenza» di preparare il bilancio, restando «esclusa ogni attività di gestione». Ieri nel pomeriggio Seminara aveva diffuso una dura nota sottolineando che la nomina «unilaterale» del cda di Calcestruzzi e gli intenti manifestati «rischiano di compromettere» il clima di collaborazione attuale. L’azienda e il suo patrimonio restano sotto sequestro.

Monday, March 17, 2008

Troppo smog nell’aria: ecco l’esposto alla Procura

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI LECCO ESPOSTO


I sottoscritti ALBERTO VALSECCHI, C.F. VLSLRT65L19E507V, nato il 19.07.1965 a Lecco (LC), ivi residente in Via Ai Poggi N. 37; ELENA PAROLARI, C.F. PRLLNE65C71E507V, nata il 31.03.1965 a Lecco (LC), ivi residente in via Volta N. 5; VIVIANA GUOLO, C.F. GLUVVN47E50E507V, nata il 10.05.1947 a Lecco, ivi residente in via Trieste N. 9; STEFANO FARINA, C.F. FRNSFN77D06E507S, nato il 06.04.1977 a Lecco (LC), residente a Galbiate in via Garibaldi N. 26; LUCIA GIROLETTI, C.F. GRLLLG72P44B563P nata il 04.09.1970 a Camposampiero (PD), residente a Gallarate in via Lamarmora N. 12; PIERFRANCO MASTALLI, C.F. MSTPFR35P29E151M nato il 29.09.1935 a Gravedona (CO), residente a Lecco in via Roma N. 66; ALESSANDRO MAGNI, MGNLSN49B18E507W nato il 18.02.1949 a Lecco (LC), ivi residente in via Como N. 13; EUGENIO INVERNIZZI, NVRGNE48S01E507M, nato l’01.11.1948 a Lecco, ivi residente in via Al Ponte N. 15; ITALO BONACINA, C.F. BNCTLI58A27E507U, nato il 27.01.1958 a Lecco, ivi residente in via Spirola N. 6; BOLOTTA LUCIA, C.F. BLTLCU55S56A736Q, nata il 16.11.1955 a Belcastro (CZ), residente a Molteno (LC) in via Giovanni XXIII N. 25; CRISTINA RAGNI, C.F. RGNCST67T43E507S, nata il 03.12.1967 a Lecco, residente a Oliveto Lario (LC) in via Mons. Zunini N.8.
ESPONGONO QUANTO SEGUE
Con il presente atto si denuncia il crescente degrado della qualità dell’aria e l’esposizione della popolazione a gravissimi rischi per la salute in tutti i Comuni della Provincia di Lecco, dal 2002 ad oggi, sollecitando l’accertamento dell’eventuale penale responsabilità di tutti gli amministratori coinvolti per ogni reato che la S.V. volesse ravvisare nei fatti di seguito esposti, per non aver impedito le immissioni di inquinanti atmosferici da traffico veicolare con il costante superamento dei limiti fissati dalla vigente normativa in tema di inquinamento atmosferico con particolare riferimento agli inquinanti PM10 e O3.
1) Premessa: le norme, inquinamento atmosferico e salute umana
Gli effetti sulla salute umana dell`inquinamento atmosferico sono incontestabili e documentati con elevato rigore scientifico in molti studi .
Tra gli inquinanti più pericolosi sono considerati il particolato atmosferico urbano (PM10) e l’ozono (O3), il cui effetto sulla mortalità è comprovato da stime quantitative empiricamente fondate . La principale fonte di questi inquinanti deve individuarsi nel traffico veicolare, con picchi nei mesi invernali e autunnali per il PM10, nei mesi estivi per l’O3.
Copiosa è la normativa in materia a livello europeo e nazionale, che ha introdotto progressivamente limiti sempre più restrittivi (all.A).
Nel 1983 (D.P.C.M. 28.03.1983) venivano introdotti i primi standard di qualità dell’aria per alcuni inquinanti; per il PM10 occorre attendere il D.M. 25.11.1994. Con D.Lgs. 351/1999 era attuata la direttiva quadro 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria; con D.M. 60/2002 erano - tardivamente - recepite le direttive comunitarie 1999/30/CE e 2000/69/CE, con fissazione di nuovi valori limite di qualità dell’aria da rispettare a far tempo dall’01.01.2005 per il PM10 .
I nuovi limiti per l’ozono venivano dettati dal D.Lgs. 183/2004 , in attuazione della direttiva 2002/3/CE.
A livello regionale, con L.R. 16/1999 era istituita l’ARPA; con DGR 6501/01 era attuata la zonizzazione del territorio lombardo; con DGR 10863/02 venivano dettate disposizioni per il piano di azione per il contenimento e la prevenzione degli episodi acuti di inquinamento atmosferico per le zone e/o comuni “critici” (perché caratterizzati dal superamento dei valori limite o perché comuni capoluogo). In tali zone era posto a carico dei Sindaci il potere-dovere di intervenire anche disponendo il blocco o la limitazione della circolazione.
Solo a seguito dell’avvio di procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano da parte della Commissione europea per non conformità ai valori limite fissati per il PM10, in data 28.11.2006 il Consiglio Regionale approvava la L.R. 24/2006 contro l’inquinamento atmosferico, in vigore dal 28.12.2006. Con DGR n. 8/5290 del 02.08.2007, in ragione del persistente superamento dei livelli stabiliti dalla vigente normativa per specifici inquinanti tra cui PM10 e O3, la Giunta Regionale attuava una nuova zonizzazione del territorio.
2) I fatti: la qualità dell’aria nella Provincia di Lecco
Nella Provincia di Lecco negli ultimi anni si è verificato un costante degrado della qualità dell’aria con superamento sia del valore limite giornaliero, sia di quello annuale di due degli inquinanti più pericolosi, PM10 e O3. Chiari i dati forniti nei rapporti annualmente pubblicati dal Dipartimento provinciale dell’ARPA, nonché dalla Provincia di Lecco (docc. 1- 6).
2.1) In merito al PM 10
Tale inquinante é monitorato - dal 2003 - da due stazioni fisse in Lecco e Merate (nel 2002 fu monitorato nella sola stazione di Lecco, in violazione dei criteri dettati dal D.M. 60/2002 in tema di numero di centraline della rete di monitoraggio).
Dal 2002 ad oggi si sono sempre registrate altissime concentrazioni.
La gravità della situazione emerge pure nel recente Rapporto sullo stato dell’ambiente redatto dalla Regione Lombardia per il 2006: “si registrano superamenti in tutti i periodi dell’anno e su tutto il territorio per quanto concerne sia il limite giornaliero che quello annuo” (doc.1bis, p.189).
Segnatamente.
Il valore limite giornaliero di protezione della salute umana (50 μg/m3) è stato superato in entrambe le stazioni di rilevamento ben più di 35 volte/anno e in particolare:
nel 2003 a Lecco n. 62 volte; a Merate n. 85 volte;
nel 2004 a Lecco n. 45 volte; a Merate n. 150 volte;
nel 2005 a Lecco n. 67 volte; a Merate n. 179 volte;
nel 2006 a Lecco n.121 volte; a Merate n. 171 volte.
Anche nel 2007 il trend di crescita non si è interrotto, anzi.
Risultano da poco pubblicati i dati della centralina di Lecco in Via Amendola, che ha registrato ben n. 64 superamenti del limite di 50 μg/m3 pur avendo funzionato solamente per pochi mesi all’inizio dell’anno (doc.6); a Merate si sono registrati superamenti del limite giornaliero per più di 70 giorni già nei primi mesi dell’anno.
Il valore limite annuale di protezione della salute umana (40 µg/m³) è stato sempre superato nel Comune di Merate dal 2003 (47 µg/m³), con costante aumento della concentrazione media rilevata negli anni successivi (65 µg/m³ nel 2004; 57 µg/m³ nel 2005 e nel 2006).
Nel Comune di Lecco si registra il superamento di detto limite annuale solo per il 2006 (50 µg/m³): si eccepisce, tuttavia, l’inattendibilità dei dati (solo apparentemente regolari) registrati negli anni precedenti a Lecco per protratto mancato funzionamento della postazione di rilevazione.
2.2) In merito al O3
Tale inquinante risulta monitorato da sei stazioni fisse collocate a Lecco, Merate, Nibionno, Varenna, Colico e (dall’01.01.06) Valmadrera.
Dal 2004 in poi, con un picco nei mesi estivi, si è registrato il costante superamento dei valori di protezione umana (120 µg/m³ da non superare più di 25 volte/anno) in quasi tutte le stazioni.
Nel 2004 i superamenti sono stati n. 53 a Merate; n. 72 a Nibionno; n. 73 a Colico, n. 49 a Varenna .
Nel 2005 i superamenti sono stati n.42 a Merate; n. 76 a Nibionno; n. 50 a Colico, n. 91 a Varenna .
Nel 2006 i superamenti sono stati n. 34 a Lecco, n. 66 a Nibionno; n. 85 a Varenna (la postazione di Varenna non ha operato da aprile a giugno); n. 62 a Colico, n. 79 a Valmadrera .
Innumerevoli anche gli episodi di superamento delle soglie di attenzione (180 µg/m³) e di allarme (240 µg/m³) registrati.
3) Responsabilità degli amministratori: ipotesi di reato per i mancati interventi di contenimento dell’inquinamento atmosferico
I dati riportati evidenziano nei comuni della Provincia di Lecco un costante trend di aumento delle concentrazioni atmosferiche di PM10 e O3, di cui da atto, sia pure con grave ritardo, la stessa Giunta Regionale nella recente DGR n. 8/5290 del 02.08.2007. Fin dal 2002, peraltro, erano stati evidenziati profili di criticità per episodi acuti di inquinamento registrati per l’O3 a Merate, Nibionno, Varenna e Colico; nonché per il PM10 in Lecco (doc. 5, pag.186).
Il ripetersi del superamento dei valori limite fissati dalla normativa vigente dal 2003 in poi dimostra che i piani di risanamento dell`inquinamento atmosferico attuati si sono rivelati inefficaci e parziali; l’entità di tali superamenti, oltre i limiti di tollerabilità, non consente di dubitare della loro pericolosità.
Nonostante il flusso dei dati rilevati imponesse con urgenza e senza indugio di intervenire, gli amministratori regionali, provinciali e comunali hanno omesso di attuare misure efficaci, urgenti ed indifferibili, per la protezione della salute dei cittadini, pur gravando a loro carico specifici obblighi di tutela ambientale e di protezione della salute dei cittadini.
A titolo esemplificativo.
Grava a carico delle Regioni l’obbligo di provvedere alla zonizzazione del territorio ed all’adozione di piani di azione, nonché all’informazione al pubblico, ai sensi degli artt. 7 e 11 D.Lgs. 351/1999 e successive modifiche. La Regione Lombardia, pur avendo predisposto piani d’azione, sin dal 2001, ha totalmente omesso di verificarne l’efficacia: tali piani si sono rivelati inidonei al perseguimento dei fini di tutela ambientale.
Grava a carico del Sindaco - già solo in forza dell’art. 50 T.U. 267/2000 - l’obbligo di intervenire con ordinanze di necessità e urgenza per la tutela della salute pubblica anche in via preventiva; in precedenza, già il Codice della Strada (art.7 co.1 lett. a e b) demandava ai Sindaci la potestà di adottare i provvedimenti di limitazione della circolazione; in aggiunta a ciò la legislazione regionale ha espressamente posto a carico dei Sindaci dei comuni “critici” l’obbligo di intervenire adottando provvedimenti di emergenza (cfr. DGR n. 7/6501 del 19.10.2001). Gli occasionali e temporanei divieti a circolare, territorialmente circoscritti, disposti negli ultimi anni dai Sindaci dei Comuni della Provincia di Lecco sono, tuttavia, serviti a ben poco.
In sintesi, le autorità competenti hanno esercitato in misura limitata ed inefficace i poteri loro attribuiti, senza incidere sulla qualità dell’aria sia con riferimento ai superamenti dei picchi giornalieri sia con riferimento agli andamenti delle medie su base annua.
Non solo: è stato violato il dovere di dare informazioni aggiornate sulla qualità dell`aria ai cittadini, imposto a Stato, regioni, province, comuni e altri enti locali: la mera pubblicazione dei dati su internet non è idonea a raggiungere la totalità della popolazione, risultandone escluse proprio le fasce dei soggetti più a rischio: anziani e bambini.
Tale inerzia degli amministratori deve ritenersi ancor più grave alla luce della piena consapevolezza in capo agli stessi delle gravi e attuali conseguenze per la salute umana dovute alla prolungata esposizione della popolazione a valori di inquinanti dell’aria superiori ai limiti fissati dalla normativa comunitaria e, dunque, della piena consapevolezza dell’urgenza di un intervento .
Le reiterate condotte omissive degli amministratori regionali, provinciali e comunali pro-tempore sopra descritte paiono integrare le fattispecie di reato di seguito indicate:
• rifiuto / omissione di atti di ufficio di cui all’art. 328 cp, essendosi gli stessi illegittimamente rifiutati ovvero avendo comunque omesso di porre in essere atti urgenti indifferibili in materia di igiene e sanità;
• getto pericoloso di cose (“…nei casi non consentiti dalla legge provoca emissioni di gas vapori o fumo atti a cagionare tali effetti ..”) di cui al combinato disposto degli artt. 674 cp e 40 co. 2 cp.
Gli amministratori pro tempore competenti in materia, non hanno impedito le emissioni moleste ed offensive di inquinanti atmosferici provocate dal traffico veicolare, pur avendo l’obbligo giuridico di intervenire anche in via preventiva, derivante in particolare dagli artt.1, 2 e 3 DM 21.4.1999 n. 163; artt. 7 e ss. D.Lgs. 60/2002 e successive integrazioni e modifiche.
Come emerge dalla semplice lettura dei dati ARPA, le emissioni dei due inquinanti esaminati, PM10 e O3, non possono ritenersi “consentite dalla legge”, poiché superano di gran lunga i limiti tabellari stabiliti dal legislatore europeo e nazionale, potendosi qualificare sicuramente come “non accettabili” e altamente pericolose.
Per tutto quanto esposto, i sottoscritti, al fine di tutelare sia la salute pubblica sia la propria salute personale, beni costituzionalmente garantiti, formalmente
C H I E D O N O
che la S.V. Ill.ma accerti eventuali responsabilità penali, procedendo per quei reati che dovesse ravvisare nei fatti sopra esposti; in particolare nei confronti di tutti gli amministratori pro-tempore coinvolti, e, in particolare, di tutti i Sindaci e di tutti gli assessori competenti e/o di chiunque risulti responsabile per gli ipotizzati reati di rifiuto-omissione di atti d’ufficio di cui all’art. 328 cp e di emissione di gas vapori o fumo di cui al combinato disposto dell’art.674 c.p. e art. 40 cp, verificatisi a far tempo dal 2002 ad oggi e tutt’ora in atto.
Inoltre, contestualmente:
- chiedono di voler essere informati ai sensi dell’art. 408 co. 2 cpp circa l’eventuale richiesta di archiviazione;
- chiedono di voler essere informati ai sensi dell’art. 406 co.3 cpp circa l’eventuale richiesta di proroga del termine delle indagini preliminari ;
- si oppongono fin d’ora ex art. 459 cpp alla definizione con decreto penale di condanna.
N O M I N A N O
ex art. 101 cpp difensore l’Avv. Carlo Galli con studio in Lecco, Via Aspromonte N.13, conferendogli espressa delega al deposito del presente esposto.
Si allegano:
A) Tabella dei valori limite degli inquinanti;
1) Rapporto ARPA sulla qualità dell’aria di Lecco e provincia anno 2006;
1bis) Relazione Regione Lombardia sullo stato dell’ambiente 2006;
2) Rapporto ARPA sulla qualità dell’aria di Lecco e provincia anno 2005;
3) Rapporto ARPA sulla qualità dell’aria di Lecco e provincia anno 2004;
4) Rapporto ARPA sulla qualità dell’aria di Lecco e provincia anno 2003;
5) Relazione Provincia di Lecco sullo stato dell’Ambiente anno 2002;
5 bis) Rapporto ARPA sulla qualità dell’aria di Lecco e provincia anno 2002;
6) Dati ARPA PM10 Lecco anno 2007;
7) Comunicato APAT-OMS 15.06.06 su impatto sanitario di PM10 e O3;
8) Piano sanitario nazionale 2006-2008 pp.89-89.
Lecco, 23 Gennaio 2008
In fede
ALBERTO VALSECCHI

ELENA PAROLARI

VIVIANA GUOLO

STEFANO FARINA

LUCIA GIROLETTI

PIERFRANCO MASTALLI

ALESSANDRO MAGNI

EUGENIO INVERNIZZI

ITALO BONACINA

BOLOTTA LUCIA

CRISTINA RAGNI

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI LECCO
NOMINA DIFENSORE DELLA PERSONA OFFESA EX ART. 101 CPP
I sottoscritti ALBERTO VALSECCHI, C.F. VLSLRT65L19E507V, nato il 19.07.1965 a Lecco (LC), ivi residente in Via Ai Poggi N. 37; ELENA PAROLARI, C.F. PRLLNE65C71E507V, nata il 31.03.1965 a Lecco (LC), vi residente in via Volta N. 5; VIVIANA GUOLO, C.F. GLUVVN47E50E507V, nata il 10.05.1947 a Lecco, ivi residente in via Trieste N. 9; STEFANO FARINA, C.F. FRNSFN77D06E507S, nato il 06.04.1977 a Lecco (LC), residente a Galbiate in via Garibaldi N. 26; LUCIA GIROLETTI, C.F. GRLLLG72P44B563P nata il 04.09.1970 a Camposampiero (PD), residente a Gallarate in via Lamarmora N. 12; PIERFRANCO MASTALLI, C.F. MSTPFR35P29E151M nato il 29.09.1935 a Gravedona (CO), residente a Lecco in via Roma N. 66; ALESSANDRO MAGNI, MGNLSN49B18E507W nato il 18.02.1949 a Lecco (LC), residente a Lecco in via Como N. 13; EUGENIO INVERNIZZI, NVRGNE48S01E507M, nato l’01-11-1948 a Lecco, residente a Lecco in via Al Ponte N. 15; ITALO BONACINA, C.F. BNCTLI58A27E507U, nato il 27.01.1958 a Lecco, ivi residente in via Spirola N. 6; BOLOTTA LUCIA, C.F. BLTLCU55S56A736Q, nata il 16.11.1955 a Belcastro (CZ), residente a Molteno (LC) in via Giovanni XXIII N. 25; CRISTINA RAGNI, C.F. RGNCST67T43E507S, nata il 03.12.1967 a Lecco, residente a Oliveto Lario (LC) in via Mons. Zunini N.8,
N O M I N A N O
proprio difensore ex art. 101 cpp l’Avv. Carlo Galli con studio in Lecco Via Aspromonte N. 13, conferendo allo stesso tutte le più ampie facoltà e gli opportuni poteri, incaricandolo di recapitare il presente esposto.
Con osservanza.
Lecco, 11 Febbraio 2008


ALBERTO VALSECCHI

ELENA PAROLARI

VIVIANA GUOLO

STEFANO FARINA

LUCIA GIROLETTI

PIERFRANCO MASTALLI

ALESSANDRO MAGNI

EUGENIO INVERNIZZI

ITALO BONACINA

BOLOTTA LUCIA

CRISTINA RAGNI


Sono vere ed autentiche


Avv. Carlo Galli

Saturday, March 15, 2008

Italcementi: Cda su risultati 2007 posticipato a 26 marzo

Italcementi: Cda su risultati 2007 posticipato a 26 marzo
Indietro 14/03/2008 - 08:38:25
(Teleborsa) - Roma, 14 mar - In merito al corporate calendar di Italcementi la società comunica che il Consiglio di amministrazione chiamato ad esaminare risultati dell'esercizio 2007 è stato posticipato al 26 marzo 2008. La decisione, dice una nota, è connessa all'approfondimento in corso anche con le Autorità del mercato in merito alla migliore applicazione dei principi contabili di consolidamento relativi alle attività di Calcestruzzi.
La definizione di tali aspetti, informa la nota, non avrà, peraltro, impatti significativi sui risultati economici del Gruppo per l'esercizio 2007. L'incontro con la comunità finanziaria sarà tenuto a Milano nel pomeriggio del 26 marzo prossimo. L'assemblea di Italcementi è prevista quindi per il 28 e 29 aprile rispettivamente in prima e in seconda convocazione.
La società comunica inoltre che nei giorni scorsi è stato nominato il nuovo Consiglio di amministrazione di Calcestruzzi Spa costituito da autorevoli esperti e professionisti indipendenti al fine di dare il massimo contributo di competenza e di trasparenza allo sviluppo futuro della società. Il Consiglio è composto dall'avvocato Alessandro Triscornia (nominato presidente), dal professor Gabriele Villa (vicepresidente), dal professor Guido Corbetta, dal dottor Andrea Butera e dall'ingegner Giorgio Robba. L'avvocato Triscornia è partner dello studio Giliberti, Pappalettera, Triscornia e Associati di Milano; il professor Gabriele Villa, dottore commercialista ricopre diversi incarichi di amministratore e sindaco di importanti società, è docente associato di Economia aziendale presso l'Università Cattolica di Milano; il professor Guido Corbetta, prorettore dell'Area Graduate, è ordinario di strategia e politica aziendale presso l'Università Bocconi di Milano ed ha svolto attività di docenza presso le Business school di Barcellona, Lisbona e Chicago; il dottor Alberto Butera è un noto ed autorevole commercialista con studio in Palermo, mentre, Giorgio Robba, laureato in ingegneria civile, ha una lunga e vasta esperienza nel settore delle costruzioni dove ha ricoperto e ricopre importanti incarichi in grandi aziende general contractor italiane.

ITALCEMENTI: CALCESTRUZZI; NUOVO CDA, TRISCORNIA PRESIDENTE

ITALCEMENTI: CALCESTRUZZI; NUOVO CDA, TRISCORNIA PRESIDENTE
di ANSA
-
(ANSA) - MILANO, 13 MAR - Il legale milanese Alessandro Triscornia è il nuovo presidente di Calcestruzzi, la controllata di Italcementi oggetto di un'indagine della Procura di Caltanissetta. Fanno parte del nuovo consiglio della società anche il vice presidente Gabriele Villa e i consiglieri Guido Corbetta, Andrea Butera e Giorgio Robba. Lo annuncia l'azienda di Bergamo in una nota precisando che il nuovo consiglio è costituito da "autorevoli esperti e professionisti indipendenti, al fine di dare il massimo contributo di competenza e di trasparenza allo sviluppo futuro della società".(ANSA).

Italcementi, nominato nuovo cda di Calcestruzzi

Italcementi, nominato nuovo cda di Calcestruzzi
(14 Marzo 2008 - 09:57)
MILANO (Finanza.com) - Il gruppo Italcementi ha reso noto che è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione di Calcestruzzi. In una nota stampa la scoietà ha precisato che Alessandro Triscornia sarà il nuovo presidente, mentre Gabriele Villa avrà la carica vicepresidente. Faranno parte del cda anche Guido Corbetta, Andrea Butera e Giorgio Robba. Italcementi ha poi aggiunto che il cda, chiamato a esaminare i risultati dell’esercizio 2007, è stato posticipato al 26 marzo 2008. L’assemblea di Italcementi è prevista quindi per il 28 e 29 aprile rispettivamente in prima e in seconda convocazione.

Monday, March 10, 2008

Italcementi precisa: "Nessun inceneritore"

Italcementi precisa: "Nessun inceneritore"

Di redazione, sabato 08 marzo 2008



Questa mattina ci ha scritto Alberto Ghisalberti della direzione comunicazione Italcementi. Dal comunicato apprendiamo con piacere che la società di Bergamo non realizzerà l'inceneritore.

"Abbiamo letto sulla stampa locale alcune affermazioni relative alla possibile realizzazione da parte di Italcementi di un termovalorizzatore a seguito della chiusura dell'impianto di Carrara. C'era un progetto di centrale elettrica alimentata unicamente a gas metano ma che non ha niente a che vedere con un termovalorizzatore dove vengono bruciati i rifiuti (e che non è intenzione della società realizzare!). Il progetto di centrale elettrica era stato presentato tra la fine del 2001 e l'inizio del 2002 ma non aveva trovato il consenso da parte delle autorità locali".

Continueremo a seguire il caso cercando di capire quali saranno le sorti del cementificio e dei suoi lavoratori.

Saturday, March 08, 2008

Chiude l'Italcementi. Presto un inceneritore

Chiude l'Italcementi. Presto un inceneritore

Di redazione, venerdì 07 marzo 2008



Licenziati 46 operai. Il nuovo impianto sarà finanziato dai cittadini VIDEO Intervista al professor Montanari
I sospetti, che alla base del licenziamento dei 46 dipendenti dell’Italcementi di Carrara ci fosse qualcosa di più grande, si sono rivelati fondati. Infatti l’azienda bergamasca intende costruire un termovalorizzatore.

“Termovalorizzatore”, una parola che ai più suona in maniera meno angosciosa da “inceneritore”, ma che significa esattamente la stessa cosa. Solo in Italia è di uso comune nonostante questo termine sia respinto dall’Unione Europea.

La dirigenza Italcementi assicura che la nuova struttura sarà “ecocompatibile e ecosostenibile”. Difficile crederci visto che i filtri, anche negli impianti di nuovissima generazione, non riescono a trattenere le nanoparticelle dannosissime per la salute. In più, è necessario ricordare che queste strutture ricevono cospicui incentivi statali: sono finanziate infatti dalla tassa Cip6.

Questo balzello, che corrisponde a circa il 7 percento della bolletta Enel, è pagato (a nostra insaputa) da ogni cittadino e versato allo Stato dalla società di gestione dell’energia. Chi gestisce l'inceneritore, a sua volta, per otto anni dalla sua costruzione, può vendere al Gse (la società cui è affidato il compito di assicurare la fornitura di energia elettrica italiana) la propria produzione elettrica a un costo circa triplo rispetto a quanto può fare chi produce elettricità usando metano, petrolio o carbone. Lunedì prossimo si terrà a Palazzo Civico un incontro tra amministrazione e i vertici aziendali Italcementi in cui sarà discusso il progetto.

Di seguito riportiamo un’intervista video al professor Stefano Montanari, ricercatore e scienziato, studioso degli effetti dannosi provocati dai cosiddetti “termovalorizzatori”.




46 operai a casa – Tornando alla vicenda licenziamenti, ieri sera si è concluso il vertice che vedeva di fronte i sindacati e i vertici di Italcementi: lo stabilimento resterà aperto solo fino ad esaurimento di materia prima, gli operai andranno in mobilità oppure in cassa integrazione e una parte minima sarà messa in prepensionamento.

Monday, February 25, 2008

Sempre più allarme inquinamento

Sempre più allarme inquinamento
A Bergamo Pm10 a valori record
È sempre più emergenza per l'inquinamento atmosferico e in particolale per le concentrazioni di Pm10. Come da previsioni, infatti, le condizioni meteo dei giorni scorsi hanno favorito le concentrazioni di inquinanti nell'aria e nella giornata di sabato 23 febbraio le polveri sottili hanno raggiunto, a Bergamo, un valore record: 218 microgrammi per metrocubo. In tutte le centraline della Bergamasca valori superiori al doppio e anche al triplo del limite.
La situazione migliore - si fa per dire - resta a Lallio, con 121 microgrammi per metro cubo. Nella speciale classifica, partendo dal basso, c'è poi Osio Sotto, con 141 e, poco sopra, Filago Centro, con 156. Treviglio e Calusco viaggiano ben oltre il triplo del valore limite: rispettivamente si rilevano infatti 185 e 197 microgrammi di pm10 per metro cubo.
Cambiamenti in vista? Forse da lunedì. Bisogna sperare in correnti d'aria che spazzino gli inquinanti.

(24/02/2008)

Saturday, February 16, 2008

Merate la ``città dei veleni`




Merate la ``città dei veleni``: nemmeno
le grandi metropoli dell`Europa la
superano. Polveri sottili alle stelle da 1 mese



Mercoledì 13 febbraio è stata una giornata da dimenticare sul fronte dell`inquinamento atmosferico. La centralina di Merate, infatti, ha toccato quota 144 µg/mc di PM10 nell`aria: tre volte oltre il limite consentito dalla normativa di 50. E non è andata di certo bene nei primi quindici giorni del mese di febbraio quando i parametri delle polveri sottili hanno sforato per ben 11 volte, con valori anche decisamente preoccupanti (125, 107, 127). Ad allinearsi a questi dati sono altre città italiane inserite nell`area omogenea del milanese e, diversamente da quanto si potrebbe pensare, le grandi metropoli europee. Nella stessa giornata solo Limito Pioltello ha fatto peggio (154), seguita da Meda (140), Arese (137) e Saronno (132).








Anche gennaio aveva confermato un andamento decisamente negativo con 20 giorni sopra il limite legale, 9 nei parametri e due in cui i dati non erano pervenuti. Le altre due centraline lecchesi hanno seguito, se pur più moderatamente, questo andamento preoccupante, collocandosi in questi ultimi giorni, sopra la soglia dei 50µg/mc. La punta è stata a Valmadrera il 13, con 93 microgrammi su metro cubo.





Sempre nel lecchese si nota la criticità, non nuova, di Nibionno che per gli ultimi tre giorni ha sforato per quanto riguarda il biossido di azoto. Nessun dato per il casatese dove, lungi dal pensare che si tratti di un angolo di Dolomiti, sarebbe opportuno che i sindaci premessero per avere in uno dei loro comuni una centralina di rilevamento.
Uno sguardo lo meritano ora anche le grandi metropoli europee dove, nonostante traffico, concentrazione di industrie, attività, movimenti turistici la concentrazione di polveri sottili non sembra uguagliare, almeno in questi giorni, quella di Merate.
A Parigi la massima oraria è stata raggiunta sull`autoroute A1 Saint Denis dove si è misurata una concentrazione di 82µg/mc mentre la media è stata di 52.
Non ci si può lamentare in Svizzera dove l`unica criticità è registrata a Losanna con PM10 fra i 90 e i 100µg/mc. Quasi un paradiso a confronto la Spagna dove dal Paeo de Recoletos (52), alla Escuelas Aguirre (57) fino alla Estacion Red (media di Madrid) con 36 µ g/mc.
Lo spegnimento degli impianti di riscaldamento dovrebbe portare qualche beneficio mentre si attende che piogge o vento spazzino via la cappa di inquinamento che sta opprimendo il meratese.





SVIZZERA





GERMANIA





FRANCIA

Italmobiliare e Hermes: la diatriba continua

Italmobiliare e Hermes: la diatriba continua

Il Fund manager europeo in attesa delle risposte dell'azienda italiana

Hermes, fund manager del Regno Unito, nei prossimi giorni soppeserà le prossime mosse, nella ricerca di giungere ad un cambiamento in Italmobiliare, l’ultima compagnia italiana finita sotto l’attacco di azionisti attivisti.

Hermes Focus Asset Management Europe, lo scorso 4 gennaio, ha inviato una lettera ai consigli di amministrazione di Italcementi ed Italmobiliare, e dichiara ora non solo di non aver divulgato alla stampa il contenuto della stessa, ma di attendere fiduciosamente una risposta dei CdA su tutte le richieste avanzate.

La comunicazione era arrivata in seguito a 18 mesi di trattative e incontri con la compagnia, che non aveva e non ha ancora porovveduto ad effettuare i cambiamenti di corporate governance ritenuti necessari, in ottica di miglioramento delle performance, da Hermes.

Italmobiliare, dal canto suo, a detta di alcune fonti ufficiose, pare abbia rigettato le critiche di Hermes sulle sue performance in termini di azioni, corporate governance e struttura. La famiglia italiana Pesenti detiene il 50 per cento di Italmobiliare, che a sua volta possiede il 60 per cento di Italcementi. Questa catena di controllo è stata al centro delle critiche degli ultimi tempi, perché potrebbe portare a un abuso sui diritti degli investitori di minoranza.

Hermes detiene il 3.2 per cento di Italmobiliare, la holding che controlla Italcementi, una delle più grandi compagnie mondiali di cemento. L’azienda italiana avrebbe teso ad escludere investitori ed ingerenze straniere. Italmobiliare fa parte delle relazioni di proprietà, in verità complesse, tra gruppi come Generali, Mediobanca, e altre banche e aziende come la potente RCS Mediagroup. Una delle critiche mosse da Hermes, sempre in base ai rumors, sarebbe il timore che il management della Italmobiliare venga indirizzato nella governance corporativa di altre compagnie.

News ITALIA PRESS

Friday, February 15, 2008

Polveri sottili, valori alle stelle

Polveri sottili, valori alle stelle
Polveri sottili alle stelle. Come previsto dagli esperti dell'Arpa, viste le condizioni meteorologiche di questi giorni che favoriscono l'accumulo di inquinanti nell'aria, le concentrazioni di polveri sottili sono rapiodamente cresciute. A Bergamo la centralina di via Meucci ha segnalato, per la giornata di mercoledì 13 febbraio, un valore di 136 microgrammi per metro cubo, quando il limite è fissato a 50. Tutte le zone monitorate, in città e provincia, danno valori allarmanti.
È il caso, ad esempio, di Treviglio, che con 122 microgrammi per metro cubo è di poco inferiore al dato di Bergamo, ma ben superiore al doppio del valore limite. 107 e 108 sono i valori registrati rispettivamente a Osio Sotto e Calusco, mentre sotto il 100, di poco, restano Filago Centro e Lallio: 93 e 94 microgrammi per metro cubo.

Thursday, February 14, 2008

Arpa: salgono i valori delle polveri sottili

Arpa: salgono i valori delle polveri sottili
Il bel tempo di questi giorni ha favorito l'accumulo di inquinanti nell'aria. L'Arpa dela Lombardia rileva che la presenza di una vasta area di alta pressione su tutta la regione, con campo del vento al suolo debole e inversione termica nelle ore notturne e mattutine determina condizioni atmosferiche diffusive da favorevoli a molto favorevoli all'accumulo di inquinanti. E le centraline registrano infatti valori di polveri sottili superiori al limite.

Martedì 12 febbraio la centralina di Bergamo Meucci indicava 96 microgrammi per metro cubo, mentfre il limite è 50. Calusco e Treviglio segnalano rispettivamente 84 e 81, 72 Osio Sotto, 65 sia Lallio, sia Filago Centro. E nei prossimi giorni, secondo le previsioni dell'Arpa, la situazione potrebbe peggiorare, fino a sabato 16 febbraio quando il possibile ingresso di aria fredda da est con conseguente aumento dell'intensità del vento potrebbe determinare condizioni atmosferiche diffusive favorevoli alla dispersione degli inquinanti.


(13/08/2008)

LAVORO: MESSAGGI PER LA SICUREZZA SU SACCHI DI CEMENTO

LAVORO: MESSAGGI PER LA SICUREZZA SU SACCHI DI CEMENTO
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Ultimissime

* BORSA: CHIUDE IN RECUPERO CON BANCARI, MIBTEL +0, 67%
* ELEZIONI: PEZZOTTA, PRONTO AD APRIRE DIALOGO CON UDC
* EURO: CHIUDE SOPRA QUOTA 1, 45 DOLLARI
* UDC: CASINI AI SUOI, BERLUSCONI E FINI SPACCANO MODERATI
* UDC: DIREZIONE CHIEDERA' A CASINI DI CANDIDARSI PREMIER
* PRODI: SI FARA' L'ELECTION DAY
* UOMO BARRICATO IN ASILO: APPUNTATO CC LO HA CONVINTO
* PIL: CSC, NEL 2008 FRENATA ALLO 0, 7%;SCENARIO PEGGIORATO
* WALL STREET: APRE IN RIALZO DOPO DATI VENDITE USA
* UOMO BARRICATO IN ASILO: IRRUZIONE PS, TUTTI LIBERI

(AGI) - Firenze, 13 feb. - Vignette per promuovere la sicurezza nei cantieri stampate sui sacchi di cemento: l'iniziativa, prima nel suo genere in Italia, arriva da Regione Toscana, Ance regionale ed Italcementi, azienda multinazionale che opera nel settore della produzione di materiali per l'edilizia.
L'azienda, gia' da oggi, ha iniziato a produrre sacchetti sui quali sono disegnati il logo della Regione Toscana ed alcuni messaggi atti a promuovere comportamenti corretti in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro. Le frasi che accompagnano le vignette sono scritte in italiano, in arabo, in rumeno ed in albanese, lingue di origine di molti lavoratori impiegati nel settore edile. Italcementi, secondo quanto spiegato in sede di presentazione dell'iniziativa alla stampa, si occupera' della realizzazione dei sacchi. In tutto si tratta di una produzione stimata - per l'anno in corso - in circa un milione e mezzo di pezzi, che l'azienda distribuisce ai dettaglianti e che, successivamente, finiscono nelle mani dei lavoratori delle aziende. (AGI)

Sunday, February 03, 2008

«Cosa Nostra ha assunto il controllo dell´intero ciclo del cemento»

Mafia e Italcementi, per Legambiente «Cosa Nostra ha assunto il controllo dell´intero ciclo del cemento»
LIVORNO. Hanno fatto non poco rumore i 4 arresti effettuati dai carabinieri del Reparto operativo e dal Gico della Guardia di Finanza di Caltanissetta Calcestruzzi spa, la maggiore azienda italiana per la fornitura del calcestruzzo, accusata di collusioni con la mafia in Sicilia. Nel Paese con il maggior consumo pro-capite di cemento, l’arresto dell’amministratore delegato della Calcestruzzi, Mario Colombini, rappresenta un vero e proprio terremoto economico e svela ancora una volta l’opacità dei rapporti tra grandi aziende e criminalità organizzata sul fronte degli appalti pubblici.

Tra i provvedimenti di custodia cautelare anche quelli di Fausto Volante, direttore di zona per la Sicilia e la Campania della Calcestruzzi spa (già sospeso dall’azienda bergamasca nei mesi scorsi) Francesco Librizzi e Giuseppe Giovanni Laurino, già capi-area per la Sicilia, che sono accusati di aver agevolato la mafia con la creazione di appositi fondi neri. Secondo i magistrati l´azienda riforniva gli appalti pubblici con calcestruzzo di qualità inferiore, attuando «una strategia aziendale della Calcestruzzi, adottata su scala nazionale e gestita a mezzo, anche, del sistema informatico, con la consapevolezza dei vertici aziendali». La Calcestruzzi fa parte del gruppo Italcementi, una vera e propria potenza economica planetaria: è il quinto produttore di cemento del mondo e il principale del bacino del Mediterraneo. La Calcestruzzi ha 10 direzioni di zona che controllano tutto il territorio nazionale, 250 impianti di betonaggio, 23 cave e 21 impianti di selezione di inerti.

Durissimo il commento di Legambiente Sicilia: «L´inchiesta della procura di Caltanissetta che ha portato al sequestro della Calcestruzzi Spa è l´ennesima conferma che Cosa Nostra negli ultimi anni ha assunto il controllo dell´intero ciclo del cemento, a partire proprio dalla materia prima: il cemento». Tiziano Granata, responsabile dell´ufficio ambiente e legalità di legambiente Sicilia sottolinea che «Da anni Legambiente denuncia attraverso le pagine dell´annuale Rapporto Ecomafia che nell´Isola si registra una costante inclinazione verso le attività a basso impatto tecnologico, cioè quelle che veicolano logiche di sviluppo obsolete fondante sul consumo del territorio».

Per il direttore del Cigno verde siciliano, Salvatore Granata, «I milioni di metri cubi di sabbia e cemento che la politica siciliana cerca di riversare in Sicilia sotto forma di imponenti strutture alberghiere annesse a campi da golf e porti marini sono la testimonianza più eclatante di opere pubbliche obsolete e faraoniche che si basano su speculazioni edilizie che attingono ai fondi per lo sviluppo. Cosa Nostra condiziona le scelte edilizie che si fanno sul territorio al fine di intercettare risorse da incanalare nel ciclo del cemento che essa stessa controlla. Il risultato e´ sotto gli occhi di tutti: un sistema economico malato e una regione che resta arretrata, nonostante le ingenti risorse finanziarie spese negli anni».


«Erano i dirigenti a dare disposizioni e un additivo aumentava il volume»


"Cantando" davanti ai magistrati sul sistema orchestrato dalla "Calcestruzzi spa" per realizzare guadagni illeciti e per creare "fondi neri" da destinare a Cosa Nostra, Salvatore Paterna ha anche fatto riferimento alle prospettive della società di mettere le mani sui lavori di costruzione del ponte sullo stretto, mettendo in piedi, all'uopo, un impianto a Messina. Paterna ha descritto un meccanismo operativo che veniva imposto grazie alle direttive dei responsabili della Calcestruzzi spa che consisteva nel mettere per ogni metro cubo di calcestruzzo un quantitativo di materiale inferiore a quello dichiarato. Paterna ha sottolineato che il sistema già sperimentato all'epoca in cui gli impianti erano controllati dal gruppo Ferruzzi andò avanti anche dopo l'acquisizione della società da parte della ”Italcementi” finchè nel 2003 il sistema di pesatura fu informatizzato. Sarebbe stato a quel punto - secondo le rivelazioni di Paterna - che la società predispose un sistema a doppia maschera nei computer in dotazione ai dipendenti: una maschera indicava la pesatura dei materiali effettivamente consegnati e un'altra maschera indicava la pesatura ufficiale, che veniva inserita nella bolla e nella contabilità.
"A proposito del geometra Nucci - ha dichiarato Paterna - devo riferire che si prendeva 2 mila lire a metro cubo del calcestruzzo prodotto al fine di non controllare gli effettivi quantitativi sia di calcestruzzo che di cemento. Così la Calcestruzzi spa, all'epoca gruppo Ferruzzi, guadagnava per il solo fatto che per metro cubo veniva messo un quantitativo di cemento inferiore a quello dichiarato, esattamente 50 chili di cemento in meno per ogni metro cubo, in più guadagnava ancora per il volume inferiore del calcestruzzo. Se dovessi fare un calcolo approssimativo - ha dichiarato Paterna - all'epoca, per mille metri cubi di calcestruzzo, la Calcestruzzi spa guadagnava due autotreni di cemento. Il capo zona - che all'epoca era Bini - dava disposizioni in tal senso al tecnologo e questi impartiva disposizioni ai geometri dell'impianto che, a loro volta, davano disposizioni a noi impiantisti. Questo sistema proseguì anche con l'acquisto della Calcestruzzi spa da parte della Italcementi e ciò sino al 2003-2004 circa, cioè quando venne informatizzato il sistema delle pesature.
Anche per tale periodo - ha dichiarato Paterna - il capo zona, e cioè Fausto Volante, diede disposizioni di pesare il cemento e gli inerti e di indicare come risultato della pesatura una quantità di cemento e quindi di calcestruzzo maggiore sulla bolla rispetto a quello effettivamente venduto. Ciascuno impiantista riceveva le disposizioni di operare le pesature in maniera illecita direttamente dal geometra dell'impianto che a sua volta aveva ricevuto disposizioni dal tecnologo che, a sua volta, le aveva ricevute da Fausto Volante. Tale sistema divenne effettivamente operativo tra la fine del 2005 ed il 2006. A Riesi però non era previsto".
Salvatore Paterna ha chiarito anche il modo in cui si alteravano le pesature sul computer quando ancora non era stato introdotto il nuovo sistema. "Sul computer - ha riferito - avevamo una maschera ove indicavamo la pesatura effettiva e poi un'altra maschera in cui veniva indicata la pesatura falsamente maggiore che doveva essere inserita nella bolla. Chiaramente in questo modo si veniva a verificare una differenza fra magazzino reale e magazzino contabile. Presso ciascun impianto doveva esistere una reportistica interna che ciascun geometra solitamente teneva in borsa per non corere rischi in caso di controlli o perquisizioni da parte della Guardia di Finanza. A Riesi veniva lasciata dentro il cassetto. L'impianto di Riesi non è stato informatizzato, ma mi è stato riferito che negli altri impianti automatizzati è possibile bypassare il sistema, facendo emettere la bolla di vendita con il quantitativo richiesto dal cliente per poi passare al sistema manuale della pesatura che consente di impiegare effettivamente minori quantitativi nell'impasto del calcestruzzo. Ricordo - ha riferito ancora Paterna - che Volante con il geometra Caponetto studiarono un sistema che consentiva di aumentare il volume del calcestruzzo con un additivo che veniva prodotto dalla stessa Italcementi. L'additivo faceva aumentare il volume del calcestruzzo nell'ordine di due metri cubi ogni betoniera della capacità di circa otto metri cubi. Laurino girava spesso e quando si è incontrato con Ciccio La Rocca aveva la necessità di risolvere dei problemi per conto della Calcestruzzi spa. Problemi - ha spiegato Paterna - sorti con un certo Ricciardello con il quale esisteva un contenzioso poichè non voleva pagare una fornitura di calcestruzzo perchè da un controllo del prodotto che gli era stato fornito aveva scoperto che non coincideva nella composizione con quello da lui richiesto".
d.v.

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