Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Saturday, September 30, 2006

Inceneritori: Secco no anche dai medici

Inceneritori: Secco no anche dai medici L'Associazione dei Medici Per l'Ambiente (ISDE Italia) è fortemente preoccupata in merito all'incremento dello smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento che si sta proponendo nel nostro paese sia con la costruzione di nuovi impianti (erroneamente definiti termovalorizzatori) sia con l'ampliamento di quelli esistenti. Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi tutto, una seria politica delle "R" come razionalizzazione e riduzione dei consumi, riduzione alla fonte, raccolta differenziata, riutilizzo, retrocessione d'uso, recupero, riparazione e riciclo. Questa politica, oltre a ridurre i costi economici, presenta impatti ambientali e sanitari nettamente inferiori a quelli prodotti dall'incenerimento. L'incenerimento dei materiali è, fra tutti i metodi, il meno rispettoso dell'ambiente e della salute in quanto è inevitabile la produzione di ceneri (che richiedono speciali discariche) e l'immissione sistematica e continua nell'atmosfera di fumi, polveri fini e finissime ed innumerevoli sostanze chimiche estremamente pericolose perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi, quali metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, diossine e furani. La combustione trasforma infatti anche i rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, nanopolveri, ceneri volatili e ceneri pesanti che a loro volta richiedono costosi sistemi di inertizzazione e stoccaggio. Per noi, Medici per l'Ambiente, è prioritario pensare agli effetti sulle persone più suscettibili e fragili come neonati, malati, anziani e donne in gravidanza. Il rischio che individuiamo non è solo l'aumento dell'incidenza dei tumori ma anche di tutte le altre malattie incluso quelle endocrine, immunitarie, neurologiche e, non ultime, le malformazioni. Si ribadisce che in problematiche così importanti e complesse devono sempre essere privilegiate le scelte che si ispirano al principio di "precauzione" e alla tutela e salvaguardia dell'ambiente, consci che la nostra salute e quella delle future generazioni è ad esso indissolubilmente legata. Si chiede pertanto che: · venga istituita immediatamente una moratoria sui progetti in corso; · come nel resto del mondo si applichino forti tassazioni per chi realizza inceneritori che, in Italia, ricevono invece sostanziali incentivi economici (perché equiparati per legge ad una fonte energetica rinnovabile...);· venga incentivata, anche economicamente, la politica delle "R".

Inceneritori? Inquinano più di centrali a carbone

Inceneritori? Inquinano più di centrali a carbone

Come si fa a definire fonte rinnovabile il processo di combustione dei rifiuti? Contro questo paradosso sono state consegnate oggi ai Presidenti di Camera e Senato quasi 30 mila firme da Greenpeace e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero per chiedere l´abolizione del sussidio agli inceneritori. La produzione elettrica da incenerimento dei rifiuti è sussidiata, infatti, sia attraverso i costi di smaltimento che grazie agli incentivi che dovrebbero essere riservati alle fonti rinnovabili di energia, prive di emissioni inquinanti. "Nei rifiuti è presente sia una componente organica, le cui emissioni di CO2 sono considerate nulle, che una componente di plastiche che invece è una fonte fossile a tutti gli effetti in quanto derivata dal petrolio, le cui emissioni vanno conteggiate" spiega Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. "Dai dati ufficiali che annualmente vengono presentati alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, risulta che a parità di energia prodotta i termovalorizzatori emettono più anidride carbonica rispetto alla media della produzione elettrica. Così gli incentivi che dovrebbero essere dedicati alle fonti rinnovabili - che hanno emissioni nulle di CO2 - vengono spesi per aumentarle".Per la produzione netta di un kilowattora da rifiuti si emettono infatti circa 940 grammi di anidride carbonica, contro i 530 della media nazionale (che comprende anche la quota da rinnovabili) e i 650 della sola componente termoelettrica. Si tratta di emissioni più elevate di quelle delle fonti fossili: un impianto tradizionale a carbone emette circa 900 grammi di CO2 per kWh e uno a gas a ciclo combinato circa 370. "L´Italia, in ritardo rispetto allo sviluppo delle nuove fonti rinnovabili - eolico, solare, biomasse - e in gravi difficoltà per rispettare gli impegni di Kyoto, dovrebbe semmai tassare e non incentivare gli impianti di incenerimento, favorendo invece il riciclaggio ed il compostaggio" ricorda Rossano Ercolini, della Rete Nazionale Rifiuti zero.Da una tonnellata di rifiuti si producono circa 700 kWh e si ricevono mediamente circa 70 euro di incentivi per la produzione di elettricità. Ma una tonnellata di rifiuti incenerita emette circa 0,8 tonnellate di CO2 e riceve pure gli incentivi: se gli impianti dovessero acquistare sul mercato i permessi di emissione, dovrebbero pagare una cifra di 10-15 euro per tonnellata.QUANTA CO2 SI EMETTE PER PRODURRE UN KILOWATTORA?940 grammi da incenerimento rifiuti solidi urbani Italia 900 grammi da impianto tradizionale a carbone 800 grammi da impianti a "carbone pulito" 720 grammi da olio combustibile 650 grammi valore medio Italia 2004 impianti termoelettrici (media da fonti fossili) 530 grammi valore medio Italia 2004 (tutte le fonti) 500 grammi da gas da impianto tradizionale 370 grammi da gas da impianto a ciclo combinato 0 grammi da eolico 0 grammi da solare fotovoltaico 0 grammi da biomasse

Anche per l'Enea gli inceneritori sono troppo inquinanti

Anche per l'Enea gli inceneritori sono troppo inquinanti


29/09/2006 - - Una frase in particolare è significativa:''Penso proprio che possiamo cominciare a pensare che in un futuro molto prossimo i termo-valorizzatori saranno messi al bando perche' troppo inquinanti - spiega Angelo Moreno, ricercatore dell'Enea della Casaccia - Una nuova tecnologia, chiamata pirolisi, gia' in funzione in Germania e in Islanda, sembra avere un futuro molto promettente''.Forse aveva ragione Beppe Grillo con il suo famoso:"le superballe di Superquark"?Perchè ci continuate a proporre l'inquinamento troppo elevato degli inceneritori, quando sono sempre di più le tecniche, le modalità e gli impianti con notevoli vantaggi, riduzione di costi, di inquinamento?Davvero la provincia di Latina si merita pure l'inceneritore?ENEA, POSSIBILE SMALTIRE RIFIUTI IN MODO PULITOSmaltire i rifiuti urbani in modo pulito, con un impatto ambientale minimo, producendo eco-energia. Dopo gli esperimenti in Germania e Islanda anche in Italia si sta facendo strada la tecnica del futuro, che dovrebbe sostituire quella degli inceneritori: la pirolisi. A proporre la nuova tecnologia e' l'Enea, che sta vagliando le varie ipotesi possibili allo scopo di rendere una questione ambientale ed economica in una risorsa, per trasformare la maggior parte dei rifiuti in energia termica ed elettrica. E' questo l'obiettivo dell'Enea: ottenere la massima resa dal punto di vista energetico con il minor impatto ambientale. ''Penso proprio che possiamo cominciare a pensare che in un futuro molto prossimo i termo-valorizzatori saranno messi al bando perche' troppo inquinanti - spiega Angelo Moreno, ricercatore dell'Enea della Casaccia - Una nuova tecnologia, chiamata pirolisi, gia' in funzione in Germania e in Islanda, sembra avere un futuro molto promettente''. Secondo Moreno ''con particolari accorgimenti tecnici come l'utilizzo di un particolare tipo di forno (kiln), l'assenza totale di ossigeno, la dissociazione molecolare a 400 °C (contro i 1300 °C degli inceneritori), la pirolisi puo' raggiungere punti di eccellenza, quali la totale assenza di diossine e furani, oltre ai fumi con le polveri''. Inoltre, con la nuova tecnologia c'e' la possibilita' di trattare la frazione umida insieme con la frazione secca del rifiuto, con performance che possono toccare punte del 90% di produzione di gas e 10% di residuo inerte in discarica, contro circa il 50% dei termo-valorizzatori. ''In questo modo - precisa Moreno - si consente la minimizzazione dell'impatto ambientale, vale a dire, un minor numero e minore uso delle discariche, che e' tra i primi obiettivi ambientali nella gestione rifiuti in Italia. Inquinanti quali i composti dello zolfo, gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio diminuiscono fino alla meta' mentre quelli pesanti si riducono del 50%. Se poi - prosegue il ricercatore dell'Enea - un tale sistema venisse accoppiato con una tecnologia ad alta efficienza, quali le celle a combustibile ad alta temperatura che possono sfruttare in maniera ottimale il syn-gas prodotto, questa potrebbe rappresentare la soluzione tecnologica ottimale al problema dei rifiuti, dal punto di vista ambientale, energetico, sociale ed economico''. Una alternativa sostenibile, quella proposta dall'Enea, una delle risposte al dibattito sullo smaltimento dei rifiuti. Il problema in Italia ormai e' all'ordine del giorno, nel tentativo di trovare soluzioni non inquinanti e accettate dalle comunita' locali. Un punto fermo sembra essere l'importanza dell'incremento della raccolta differenziata, con una forte riduzione di imballaggi secondari inutili, prodotti usa e getta e l'introduzione del vuoto a perdere, come gia' accade in molti Paesi del Nord Europa. Certo, gli inceneritori bruciano i rifiuti, ma rilasciano nell'aria fumi, scorie di combustione e perfino fanghi prodotti dai sistemi di abbattimento dei fumi. E questo vale, in gran parte, anche per gli impianti di ultimissima generazione. Anche nell'ultima conferenza programmatica sull'emergenza rifiuti della Regione Lazio, a parte alcune proposte alternative dei Verdi, tra le quali il trattamento meccanico biologico e la raffinazione a freddo dei rifiuti, sembra che l'unica soluzione resti sempre l'inceneritore. (ANSA).

Ambiente: gli inceneritori? Più CO2 delle centrali a carbone

Come si fa a definire fonte rinnovabile il processo di combustione dei rifiuti? Contro questo paradosso sono state consegnate oggi ai Presidenti di Camera e Senato quasi 30 mila firme da Greenpeace e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero per chiedere l’abolizione del sussidio agli inceneritori.


La produzione elettrica da incenerimento dei rifiuti è sussidiata, infatti, sia attraverso i costi di smaltimento che grazie agli incentivi che dovrebbero essere riservati alle fonti rinnovabili di energia, prive di emissioni inquinanti.

"Nei rifiuti è presente sia una componente organica, le cui emissioni di CO2 sono considerate nulle, che una componente di plastiche che invece è una fonte fossile a tutti gli effetti in quanto derivata dal petrolio, le cui emissioni vanno conteggiate" spiega Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. "Dai dati ufficiali che annualmente vengono presentati alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, risulta che a parità di energia prodotta i termovalorizzatori emettono più anidride carbonica rispetto alla media della produzione elettrica. Così gli incentivi che dovrebbero essere dedicati alle fonti rinnovabili – che hanno emissioni nulle di CO2 – vengono spesi per aumentarle".

Per la produzione netta di un kilowattora da rifiuti si emettono infatti circa 940 grammi di anidride carbonica, contro i 530 della media nazionale (che comprende anche la quota da rinnovabili) e i 650 della sola componente termoelettrica. Si tratta di emissioni più elevate di quelle delle fonti fossili: un impianto tradizionale a carbone emette circa 900 grammi di CO2 per kWh e uno a gas a ciclo combinato circa 370. "L’Italia, in ritardo rispetto allo sviluppo delle nuove fonti rinnovabili – eolico, solare, biomasse – e in gravi difficoltà per rispettare gli impegni di Kyoto, dovrebbe semmai tassare e non incentivare gli impianti di incenerimento, favorendo invece il riciclaggio ed il compostaggio" ricorda Rossano Ercolini, della Rete Nazionale Rifiuti zero.

Da una tonnellata di rifiuti si producono circa 700 kWh e si ricevono mediamente circa 70 euro di incentivi per la produzione di elettricità. Ma una tonnellata di rifiuti incenerita emette circa 0,8 tonnellate di CO2 e riceve pure gli incentivi: se gli impianti dovessero acquistare sul mercato i permessi di emissione, dovrebbero pagare una cifra di 10-15 euro per tonnellata.

Inceneritori: 30.000 firme per dire no ai sussidi

Inceneritori: 30.000 firme per dire no ai sussidi
Conferenza stampa a Roma sul tema dell'incenerimento dei rifiuti
28 Settembre 2006
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Greenpeace ha raccolto 30.000 firme per dire no ai sussidi statali a favore degli inceneritori, che, secondo i dati ufficiali, emettono più CO2 della media delle altre fonti di energia.Ingrandisci
Roma, Italia — Si è tenuta oggi a Montecitorio una conferenza stampa sul tema dell'incenerimento dei rifiuti, presieduta da Greenpeace e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero, che hanno consegnato quasi 30.000 mila firme ai Presidenti di Camera e Senato per chiedere l'abolizione delle sovvenzioni agli inceneritori.
La produzione elettrica da incenerimento dei rifiuti riceve infatti sovvenzioni sia attraverso i costi di smaltimento che grazie agli incentivi destinati alle fonti rinnovabili. Un vero e proprio paradosso che grava sulle tasche dei cittadini, costretti a pagare nella bolletta energetica una "tassa invisibile" che finanzia i termovalorizzatori, invece di promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Ma non è tutto. C'è infatti un altro grande paradosso: secondo i dati ufficiali della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, gli inceneritori emettono, a parità di energia prodotta, più anidride carbonica rispetto alla media delle altre fonti energetiche [ vedi tabella ]. Questo significa che gli incentivi destinati in teoria alle fonti rinnovabili - che hanno emissioni nulle di CO2 – contribuiscono, in realtà, ad aumentare le emissioni, allontanandoci dal rispetto delle scadenze e degli impegni previsti dal Protocollo di Kyoto.
La soluzione ideale, secondo Greenpeace, è portare allo smaltimento finale meno rifiuti possibili, incentivando la strategia delle 4R, Riduzione a monte dei rifiuti, Riutilizzo dei beni, Raccolta differenziata, Riciclo dei materiali.

Friday, September 29, 2006

Compensazioni.....a Novara e' Possibile

Doppia festa a Novara


26 settembre 2006

Radici Chimica avvia l'impianto PA66 e inaugura un raccordo ferroviario.
Annunciati ulteriori investimenti in Germania.


Sabato scorso si è tenuto presso lo stabilimento Radici Chimica di Novara un Open-Day durante il quale è stato presentato il nuovo impianto di polimerizzazione per PA66 entrato in funzione nei primi giorni di settembre.L'unità comprende due linee di polimerizzazione batch - in grado di produrre gradi differenti - per una capacità complessiva di circa 16mila tonnellate annue, che si aggiungono alle 70mila t/a già in funzione presso il sito produttivo. L'intervento ha comportato anche la costruzione di sei nuovi silos per lo stoccaggio del prodotto finito e relativo impianto per il confezionamento in octabins.Oltre alla poliammide 66 - ci ha spiegato il responsabile dell'impianto Gianfranco Merani - la nuova unità è predisposta per produrre poliammidi speciali, quali PA612, PA610 e poliammidi amorfe trasparenti, rivolte ad applicazioni ingegneristiche. Oggi la società non commercializza compound a base di questi polimeri, ma sono in fase di R&D diversi progetti, come ci ha confermato Pierpaolo Babini, nuovo responsabile R&D a livello di gruppo.Nel corso della giornata è stato anche inaugurato il nuovo raccordo ferroviario, lungo oltre due chilometri, che collega il centro intermodale di Novara Boschetto con lo stabilimento Radici. Il progetto, realizzato in partnership con Cargo Chemicals, società del gruppo Ferrovie dello Stato, consentirà di movimentare via rotaia circa 100mila tonnellate annue di materie prime, pari al 70% del fabbisogno del sito, togliendo dalle strade 3.600 camion ogni anno, con riflessi positivi per l'ambiente e per la viabilità del territorio. Nel corso della cerimonia, il primo treno è entrato nello stabilimento e ha tagliato il nastro.L'obiettivo è scaricare ogni settimana quattro treni blocco composti da 14 cisterne dedicate al trasporto di adiponitrile, ammoniaca e cicloesanolo - afferma Dario Pomodoro, responsabile della logistica a Novara - Il 60% dei convogli partirà dall'Italia, il 40% da Francia e Romania". "Stiamo anche valutando la possibilità, in futuro, di spedire il polimero prodotto a Novara in container fino al vicino scalo di Boschetto, e da lì agli scali portuali di Genova, Livorno e La Spezia".Le novità non finiscono qui: qualche giorno fa Maurizio Radici, Vicepresidente del Gruppo, ha annunciato il progetto di un nuovo impianto per acido adipico in Germania, presso lo stabilimento di Troeglitz, che comporterà investimenti per 20 milioni di euro: lo studio di fattibilità è pronto e la nuova unità potrebbe entrare in produzione già alla fine del prossimo anno.
La consociata tedesca Radici Chimica Deutschland è tra i principali produttori europei di acido adipico con una capacità di circa 80mila t/a. In Germania, il Gruppo produce anche 80mila t/a di acido nitrico e 70mila t/a di cicloesanolo, elementi base per la produzione del nylon.

Tuesday, August 01, 2006

Stop agli incentivi all'incenerimento

Stop agli incentivi all'incenerimento


Se dovesse passare la legge Comunitaria 2006 al voto in questi giorni in Parlamento per introdurre nella legislazione italiana alcune modifiche che recepiscono le direttive europee, nel settore dei rifiuti si produrrebbe una vera e propria rivoluzione, richiesta da Legambiente attraverso una petizione avviata da alcuni mesi.





All'articolo 15 bis del provvedimento è previsto un emendamento che cancella una delle tante contraddizioni della normativa ambientale nazionale: quella cioè che mette sullo stesso piano l'incenerimento di scarti biodegradabili e non per ottenere energia elettrica classificando entrambe le tipologie di rifiuto tra le fonti rinnovabili.





Ebbene questo articoletto frutto di un accordo tra governo e maggioranza, breve ma efficace, rimette finalmente le cose a posto ripristinando implicitamente una distinzione che, riconosciuta anche dal semplice buon senso, solo l'ostinazione o forse un interesse di parte non riconosceva come tale.





Perché se la Comunitaria dovesse passare così com'è oggi, i finanziamenti e gli incentivi pubblici previsti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sarebbero concessi solo a quegli impianti che rientrano nella definizione dell'articolo 2 della direttiva 2001/77/Ce. In altre parole, escludendo l'utilizzo di rifiuti non biodegradabili e limitandolo solo a quelli a base di biomassa.





Recita, infatti, l'articolo 15-bis, comma 1: "Ai fini della corretta applicazione della direttiva 2001/77/CE i finanziamenti e gli incentivi pubblici sono concedibili esclusivamente per la produzione di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, così come definita dall'articólo 2 della medesima direttiva 2001/77/Ce".





Aggiunge poi il comma 2: "I benefici previsti dal decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 per gli impianti di incenerimento, di co-combustione, di coincenerimento possono essere concessi soltanto a quegli impianti la cui costruzione sia iniziata dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 e prima del 9 giugno 2006". Il che significa che viene anche ristretto notevolmente il campo di utilizzo degli inceneritori.

Monday, July 31, 2006

«La società a fianco della Procura»

nota di colombini
«La società a fianco della Procura»


L'operazione dei carabinieri del Comando provinciale, del Reparto Operativo, del Comando provinciale della Guardia di finanza e del Gico, ha portato alla luce le infiltrazioni e gli interessi di Cosa Nostra presso gli stabilimenti di Riesi, in contrada Palladio, e Gela, nella zona industriale, della Calcestruzzi Spa e della cava annessa allo stabilimento di Riesi dell'azienda bergamasca. Sono state effettuate perquisizioni, con sequestri di documentazione, nelle sedi della Calcestruzzi - società del gruppo ItalCementi, quotata in Borsa - di Bergamo, Napoli, Termini Imerese, Borgetto, Caltanissetta, Riesi, Gela, Priolo, Messina. Impiegati nell'operazione 52 carabinieri, un elicottero dell'Arma e 26 veicoli, 50 finanziari, un elicottero delle Fiamme Gialle e 24 veicoli.
Oltre ai tre arrestati, Salvatore Paterna, Giuseppe Giovanni Laurino (al quale il provvedimento è stato notificato in carcere) e Giuseppe Ferraro, è stato notificato un avviso di garanzia alla Calcestruzzi Spa nella persona del suo legale rappresentante Pierfranco Barabini: le ipotesi di reato sono quelle di associazione mafiosa e falso in bilancio, reati contestati anche ai tre soggetti raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere. Un altro reato contestato è quello di trasferimento fraudolento di valori. le perquisizioni effettuate nei confronti degli indagati, ha portato anche al sequestro di 2 pistole semiautomatiche, un revolver e una carabina con il relativo munizionamento (circa 150 cartucce). Il valore degli impianti della Calcestruzzi spa di Riesi e Gela e della cava di inerti annessa allo stabilimento di Riesi, ammonta a 4 milioni di euro.
I collaboratori di giustizia Tardanico e Barberi hanno detto che per quanto riguarda il mandamento mafioso di Riesi, il reggente di Cosa Nostra - malgrado sia detenuto ormai da anni - resta Pino Cammarata, il reggente fino al 2002 è stato Rosolino Li Vecchi (adesso anche lui detenuto), a partire dal 2002 è stato Francesco Cammarata (finito in carcere nel novembre scorso nel blitz Odessa) e che a partire dal 22 novembre 2005 la reggenza era passata a Salvatore Paterna. Per quanto riguarda gli impianti della Calcestruzzi Spa di Gela e Riesi (dove lavorano alcune decine di dipendenti) già nella giornata di ieri mattina è insediato l'amministratore giudiziario.
LA BORSELLINO E LUMIA: FORTE IMPEGNO CONTRO LE COSCHE. Il capo dell'Unione all'Ars, Rita Borsellino, sull'inchiesta «Doppio colpo» di Riesi ha dichiarato: «L'operazione della Procura di Caltanissetta su mafia e appalti testimonia quanto forte sia l'impegno di magistratura e forze dell'ordine». Rispetto alla decisione della procura di Caltanissetta di iscrivere nel registro degli indagati per associazione mafiosa, un'azienda, Rita Borsellino aggiunge: «È una novità dal punto di vista investigativo e potrebbe rivelarsi determinante nel contrasto dei rapporti mafia-economia».
«L'operazione di Riesi dimostra come Cosa Nostra si muova ancora con grande capacità sia nei settori tradizionali che nelle attività più recenti» ha invece detto Giuseppe Lumia, parlamentare Ulivo-Ds. «Questa operazione - ha aggiunto il diessino - è a conferma che la lotta a Cosa Nostra è sempre più impegnativa, che si deve svolgere su più campi e con mezzi sempre più sofisticati. È evidente che neanche questa fase di incertezza seguita alla cattura di Provenzano ha rallentato gli affari. Per questo - ha concluso Lumia - lo Stato non deve assolutamente perdere colpi e continuare a cercare sempre nuove strade per colpire alla radice le risorse economiche delle cosche».

Favoreggiamento della mafia, indagata Calcestruzzi spa

29/07/2006
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Favoreggiamento della mafia, indagata Calcestruzzi spa




Caltanisetta. Cosa Nostra diventa impresa, e attraverso aziende nazionali tenta di controllare il business degli appalti e di riprendersi i beni confiscati alle cosche. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta della Dda di Caltanissetta sfociata ieri in tre provvedimenti di custodia cautelare e nella notifica di un avviso di garanzia per associazione mafiosa alla Calcestruzzi Spa, l’azienda del gruppo Italcementi. Gli arrestati sono Salvatore Paterna, 44 anni, impiegato della Calcestruzzi di Riesi, e Giuseppe Ferraro, di 46, proprietario della cava «Billiemi», sempre a Riesi. Un terzo provvedimento è stato notificato in carcere a Giuseppe Giovanni Laurino, inteso «ù Gracciato», 49 anni, ex dipendente dell’azienda. Sono accusati di associazione mafiosa. La stessa ipotesi formulata per la Calcestruzzi spa che è anche indagata per falso in bilancio. È la prima volta che questa nuova metodologia di indagine viene applicata per il reato di mafia. Secondo gli inquirenti l’azienda bergamasca sarebbe stata «strumento» dei boss mafiosi. L’avviso di garanzia è stato notificato al legale rappresentante della società, Pierfranco Barabini. In particolare la Calcestruzzi avrebbe messo a disposizione somme di denaro a presunti affiliati a Cosa nostra per acquistare beni che erano sottoposti ad amministrazione controllata. Sequestrati pure gli impianti di produzione di calcestruzzo di Riesi e Gela di proprietà della Calcestruzzi, e la cava di inerti di Ferraro. Il valore complessivo dei beni che ora saranno gestiti da un amministratore giudiziario è di circa quattro milioni di euro. L’inchiesta ha accertato come beni sequestrati alla mafia siano tornati, di fatto, nella disponibilità dei boss. Come nel caso di una cava: per gli inquirenti, Ferraro, che è accusato di far parte della cosca di Riesi, l’avrebbe acquistata grazie al denaro della stessa Calcestruzzi. Dal canto suo la Calcestruzzi «ribadisce la sua estraneità ai fatti» e garantisce la piena «collaborazione con la magistratura». La società da un lato sottolinea come l’iscrizione nel registro degli indagati predisposto nei propri confronti «sia un atto dovuto e previsto dalla legge», dall’altro rimarca che «già lo scorso anno aveva licenziato uno dei suoi dipendenti dell’impianto siciliano».

Sunday, July 30, 2006

Mafia, tra gli indagati anche la Calcestruzzi

Corriere della sera 29 07 06

l’azienda: siamo estranei alle accuse

Mafia, tra gli indagati anche la Calcestruzzi
E’ la prima volta che viene contestato il reato a una società per azioni

CALTANISSETTA - Una società per azioni indagata per associazione mafiosa. E’ la prima volta che la magistratura chiama a rispondere dell’accusa di mafia un’azienda. L’indagine parte dalla procura di Caltanissetta, ma la società in questione è lombarda, la Calcestruzzi. Secondo i magistrati sarebbe entrata in affari con le cosche mafiose di Riesi, in provincia di Caltanissetta. Da qui l’avviso di garanzia notificato a Bergamo al legale rappresentante della società, Pierfranco Barabini, mentre sono state svolte perquisizioni in vari uffici della Calcestruzzi (gruppo Italcementi) sparsi per l’Italia. L’azienda ribatte che sotto inchiesta è finito in realtà solo uno dei 250 impianti. Quello siciliano produce seimila metri cubi di calcestruzzo, su un totale aziendale di 9 milioni annui. L’indagine è frutto di una lunga attività investigativa sulle cosche di Riesi che nel novembre scorso aveva portato in carcere 42 persone. Ieri sono stati firmati tre nuovi ordini di arresto, compreso quello a un dipendente della Calcestruzzi di Riesi, Salvatore Paterna. Un provvedimento è stato notificato in carcere a Giovanni Laurino, ex dipendente della Calcestruzzi, indicato come l’uomo di raccordo con le cosche, con l’obiettivo di far «ottenere appalti e forniture in un contesto privo di concorrenza».
Da parte sua, la società giudica l’iscrizione nel registro degli indagati «un atto dovuto» e dichiara di essere estranea ai fatti contestati, «che allo stato sono imputati solo a suoi dipendenti». Nel confermare «pieno appoggio all’azione della magistratura», la Calcestruzzi ricorda che in passato è già intervenuta «licenziando i dipendenti raggiunti da provvedimenti giudiziari e che ora, venuta a conoscenza dei nuovi sviluppi, ha predisposto il licenziamento dell’altro dipendente della stessa area».
Alfio Sciacca

Friday, July 28, 2006

L’ITALCEMENTI FA TROPPO BACCANO


CALUSCO
Il consigliere d’opposizione Antonella Bonacina protesta per i rumori notturni
«L’ITALCEMENTI FA TROPPO BACCANO»
Lamentele arrivano anche da diversi cittadini nelle vicinanze del cementificio
CALUSCO
Cittadini sul piede di guerra contro il baccano causato, secondo le accuse, dall’Italcementi. Sembrerebbe che diverse persone non riescano addirittura a dormire la notte per i rumori causati dal nuovo impianto del cementificio. Così molti di loro si sono rivolti ...

Tuesday, July 25, 2006

Rumori molesti da Italcementi Calusco

IL GIORNALE DI MERATE 25 07 2006

SEGNALAZIONE RUMORE MOLESTO


Egr. Sig.r Sindaco,

Le scrivo in qualità di privato Cittadino Caluschese e come Consigliere Comunale che sta passando notti insonni da circa un mese e più a questa parte.

Ciò non è dovuto al caldo ma all’aumento del “rumore molesto” notturno per il quale sto ricevendo segnalazioni da parte di Cittadini Caluschesi residenti in diverse zone del territorio, in particolare Luprita, Capora, Vanzone e zone adiacenti alla Cementeria.

Il “rumore molesto” di cui sopra si riferisce ad un cupo, sordo e continuo sottofondo che, in orari diversi, a mo’ di risacca, aumenta di intensità e/o diminuisce.

Da sempre questo rumore accompagna le notti e i giorni caluschesi.
Ma devo dire che, a percezione, negli ultimi tempi è realmente aumentato di intensità, soprattutto di notte ove tutto diventa sicuramente più evidente e la fonte è chiaramente individuabile, in particolare dalla mezzanotte in poi: non è il movimento delle auto e dei camion che di notte diventa pressoché inesistente e quindi non causa, in certi orari, “disturbo” interferente rispetto al rumore di fondo.
In data 18.07.06, poi, all’incirca verso le ore 3:00 fino mattina, l’intensità del rumore di cui sopra ha avuto un’impennata, non dico da spavento, ma quanto meno da sussulto.

Tenuto conto che la mia abitazione dista circa 1 km in linea d’aria dalla fonte di emissione che provoca questo disturbo, mi domando quale delizia possa procurare a chi invece abita nelle immediate vicinanze!

A proposito.
Mi risulta che il nostro territorio sia vincolato da un documento che si chiama “Zonizzazione Acustica” approvato dal Consiglio Comunale una vita fa e avverso il quale l’emittente del “rumore” aveva a suo tempo presentato ricorso nel tentativo di innalzare in alcune zone del Paese la soglia di emissione del rumore stesso.
Ricorso al quale l’Amministrazione, giustamente, si è opposta.
Questo piano di zonizzazione acustica è già applicato?

Presso la mia abitazione, che, secondo tale documento, è ubicata in zona di classe II (limite di immissione diurno 55dB (A) e notturno 45dB – limiti di emissione diurno 50dB e notturno 40dB), non ho ancora proceduto all’istallazione di un rilevatore di rumore, ma se sarà necessario provvederò in merito (oltre che a scriverLe) se questo disagio non dovesse cessare.

Sicuramente c’è una ragione tecnica per cui ciò avviene, sia in merito al rumore che in merito al rispetto delle regole, ma sarebbe utile muoversi con strumenti reali che l’autorità di cui Lei è insignita può disporre.

Quindi, La sollecito caldissimamente affinché provveda con urgenza a contattare la Società perché provveda finalmente alla messa in opera di silenziatori adeguati e gli organi competenti perché verifichino che tali azioni pongano definitivamente rimedio a tale disagio ed eventualmente sospendere l’attività causa di questi rumori per salvaguardare la salute pubblica..

A tal proposito, Le ricordo che il Sindaco è garante della salute pubblica e suo espresso dovere è anche quello di “cullare” i suoi concittadini provvedendo a far sì che le notti siano realmente di riposo ristoratore e non fonte di arrabbiature che, oltre al rumore e al caldo climatico, riscaldano gli animi.

Con stima.


BONACINA ANTONELLA
Consigliere Comunale

Thursday, July 13, 2006

Compensazioni A TORINO e' possibile

Inceneritore, ecco le opere in cambio del sì al Gerbido

Il piano degli interventi di cui beneficeranno i comuni metropolitani - da Repubblica del 11.07.2006

Quattro zone verdi, nuove fermate ferroviarie e possibilità d´accesso alla tangenziale da Beinasco
Federica Cravero

Se ormai è una decisione irreversibile che l´inceneritore si farà al Gerbido, ora per i comuni che tanto strenuamente si erano opposti arrivano le misure di compensazione che renderanno l´opera più sopportabile. Principalmente si tratta di interventi volti a migliorare la viabilità o l´ambiente, che oggi vengono illustrati a Palazzo Cisterna alla presenza del presidente della Provincia Antonio Saitta, degli assessori all´ambiente di Torino Domenico Mangone, provinciale Angela Massaglia, regionale Nicola De Ruggiero e del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino.
A beneficiare di questi interventi di compensazione, che ammontano ad alcune decine di milioni di euro, sono i comuni dell´area metropolitana che circondano la zona dove sorgerà il termovalorizzatore: Beinasco, Grugliasco, Orbassano, Rivalta e Rivoli. Sono state così accolte, almeno nella sostanza, le principali richieste che i sindaci di questi comuni avevano avanzato. Alcune misure coinvolgono più di un comune e sono considerate strategiche per l´area, come il nuovo parco agrario che nascerà al Gerbido, nei territori di Grugliasco, Rivalta e Rivoli. O come la rete di piste ciclabili che collegherà il parco della Dora con quello del Po Sangone, o la cosiddetta Corona verde, un´insieme di interventi di riqualificazione del parco del Sangone, che coinvolge Orbassano, Rivalta e Beinasco. Altre, invece, rappresentano richieste localistiche di ogni amministrazione comunale. A Beinasco, ad esempio, con i fondi provenienti dalle compensazioni sarà ristrutturato il ponte sul Sangone, lungo la strada provinciale che porta verso Orbassano, ora eccessivamente trafficata da quando è stato istituito il casello sulla Torino-Pinerolo. Sarà anche modificato lo svincolo che consentirà l´ingresso in tangenziale per chi proviene da Beinasco e sarà costruita una passerella ciclopedonale per collegare il castello del Drosso al centro città.
Grazie ai fondi regionali, invece, Orbassano e Grugliasco realizzeranno un sogno che cullavano da tempo, ovvero la trasformazione della ferrovia Torino-Orbassano (la stessa su cui viaggeranno i rifiuti verso l´inceneritore) in una linea metropolitana che vedrà a Orbassano una fermata davanti all´ospedale San Luigi e, a Grugliasco, una al centro Commerciale delle Gru. A Grugliasco, inoltre, sarà recuperata un´area verde in viale Radich che sarà attrezzata e destinata a parco urbano, mentre a Orbassano aumenterà l´area attrezzata all´interno del paco del Sangone. Due nuovi parchi anche per Rivoli, uno al Gerbido e l´altro al Doirone, al confine con Rivalta.
«Ma continuiamo anche a fare pressioni per lo spostamento dell´azienda chimica Servizi Industriali - ha spiegato il sindaco di Orbassano, Carlo Marroni - ci dicono che sta andando avanti la procedura di esproprio. Sostanzialmente sono state accolte le nostre richieste. La costruzione dell´impianto è necessaria anche se sgradevole, ma non ci è piaciuta la forzatura nella decisione di farlo al Gerbido. Comunque non si può mettere in discussione tutto».

Torino - Misure di compensazione per la zona dell'inceneritore

Torino - Misure di compensazione per la zona dell'inceneritore
Coinvolti i Comuni di Torino, Rivoli, Beinasco, Grugliasco, Orbassano e Rivalta
Per i comuni interessati dalla costruzione dell'inceneritore del Gerbido sono state decise alcune misure di compensazione, come da accordi precedentemente presi.Gli interventi richiesti dai comuni interessati sfioravano gli 80 milioni di Euro. Ora la Provincia e i sei Comuni hanno raggiunto un accordo per individuare un elenco di interventi prioritari, per un investimento di circa 40 milioni di euro. Dei fondi mancanti, circa 15 milioni di euro saranno concessi dalla Regione Piemonte, gli altri dal Comune di Torino e dalla Provincia, che si impegnerà soprattutto nel settore viabilità: tra queste l'adeguamento idraulico e strutturale del ponte sul Sangone di Beinasco.Gli interventi saranno principalmente dedicati alla costruzione di una Corona Verde che si estende nel territorio dei comuni interessati per un'area di 3 Kmq e lo sviluppo e l'incentivazione del trasporto delle merci su ferro. Ancora più importante è la costruzione della stazione ferroviaria in località San Luigi di Orbassano, la sistemazione di importanti aree a parco (Sangone, Gerbido e Grugliasco), la valorizzazione del Castello del Drosso. I cantieri, che si apriranno contestualmente a quelli per la costruzione dell'inceneritore, dovrebbero essere avviati nell'autunno dell'anno prossimo e conclusi nel 2011, anno in cui l'impianto di termovalorizzazione sarà completato e funzionante.
Tutte le opere previste
La compensazione ambientale connessa alla realizzazione del termovalorizzatore del Gerbido - comunicato stampa Provincia di Torino
Inceneritore, ecco le opere in cambio del sì al Gerbido Il piano degli interventi di cui beneficeranno i comuni metropolitani - da Repubblica del 11.07.2006

Thursday, June 29, 2006

Sorgenti prosciugate sul Monte Canto

Sorgenti prosciugate sul Monte Canto
Uno studio punta il dito sulla siccità
Dopo un anno e mezzo di rilevamenti e verifiche sul problema del prosciugamento delle sorgenti in località Monte Canto, c’è ora un primo pacchetto di conclusioni, con proposte operative e prime misure suggerite dalla società Italcementi, chiamata in causa dal sospetto che i fenomeni potessero essere in relazione con i cantieri per la costruzione della galleria Italcementi a servizio delle cave Monte Giglio (Calusco d’Adda) e Colle Pedrino (Palazzago). L'interferenza è stata rilevata solo per le zone di Calusco, Carvico e della Madonna delle Caneve. Il prosciugamento delle sorgenti in località Monte canto sarebbe invece stato provocato dalla siccità.

Il problema risale all'agosto 2004 e parte da alcune segnalazioni del Comune di Pontida e della Comunità Montana Valle S. Martino che evidenziavano una progressiva scomparsa di sorgenti in località Monte Canto e lo stato di carenza idrica/siccità del Torrente Grandone. Di conseguenza sono state avviate le necessarie verifiche per accertare l'eventuale legame tra il fenomeno e i cantieri della galleria Italcementi. La stessa Società Italcementi SpA, su invito della Provincia, ha avviato con la collaborazione del Politecnico di Milano uno «Studio idrogeologico della galleria di Monte Giglio – Col Pedrino (BG)», che ha interessato il territorio dei Comuni di Calusco d’Adda, Carvico, Sotto il Monte, Pontida, Palazzago, tra l'ottobre 2004 e il giugno 2005; contestualmente è stato istituito un tavolo tecnico composto dai rappresentanti dei diversi Enti a vario titolo coinvolti nella problematica idrogeologica-ambientale e da Italcementi S.p.A. che ha seguito le varie fasi dello Studio, ponendo, ove necessario, richieste ed approfondimenti ai tecnici del Politecnico di Milano.
Le indagini sono state effettuate a partire dalle aree non ancora interessate dallo scavo della galleria e sono proseguite sin laddove questa ultima era già stata realizzata, evidenziando che la scomparsa delle sorgenti sarebbe da ricondurre all’effettiva interferenza del tunnel sulla circolazione idrica sotterranea per le zone di Calusco, Carvico e della Madonna delle Canne. Viceversa, nella porzione di territorio più montana (Colle Pedrino, Forcella di Burligo) e nella Valle di Pontida non sono sembrate sussistere interferenze e la scomparsa delle sorgenti nella zona del Monte Canto sarebbe da ricondurre al perdurare di mancate o scarse precipitazioni atmosferiche nel periodo 2000-2005. Lo Studio ha potuto stabilire una stretta dipendenza del regime delle sorgenti dalle condizioni climatiche.
La Società Italcementi S.p.A. ha proposto alcuni interventi compensativi (drenaggi, canalizzazioni delle acque e altro) oltre a un monitoraggio continuato del sistema idrogeologico della zona delle sorgenti.

(28/06/2006)

Sunday, June 25, 2006

Il medico di famiglia e gli inceneritori

Il medico di famiglia e gli inceneritori

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Di chi ci fidava una volta se non del buon vecchio medico di famiglia? Quello che ti diceva: “Fai aaaahhhh” e poi ti estirpava le tonsille. Ogni volta che ti bussava sulle spalle tu dovevi dire trentatrè. Una volta ho detto trentaquattro e mi ha mandato via dopo aver chiesto spiegazioni a mia madre.
I medici di famiglia hanno espresso la loro opinione sugli inceneritori, la riporto di seguito. E’ dedicata a tutti coloro che vivono, o vivranno, vicino ad un inceneritore.

“ Gli inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente alla immissione nell'ambiente di polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle note polveri PM10. L'incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l'ambiente e per la salute umana. Gli inceneritori producono ceneri (sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in discariche speciali) e immettono nell'atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5) costituite da nanoparticelle di metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine, estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi.
Queste "nanopolveri", sfuggendo ai filtri dell'inceneritore, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare. Inoltre a fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo dai ricercatori (diossine, furani, metalli pesanti) gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l'impatto sulla salute umana, così come risultano non ancora indagati gli effetti della combinazione di vari inquinanti.
Ogni processo di combustione produce particolato. Se è vero che la natura è produttrice di queste polveri (vulcani), è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova in atmosfera.
È l'uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine: più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano.
Si tratta di particelle inorganiche, non biodegradabili né biocompatibili. La combustione trasforma anche i rifiuti innocui, come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi, sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.
Perciò è opportuno che si incentivi una politica della produzione, raccolta differenziata, riciclaggio, recupero dei rifiuti. Le micro e nanoparticelle, prodotte in qualsiasi modo, una volta entrate nell'organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie.
Le forme patologiche più comuni sono le neoplasie, ma ci sono anche malformazioni fetali, malattie infiammatorie allergiche e perfino neurologiche.
L'incenerimento dei rifiuti è inoltre il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e tutti gli italiani, a loro insaputa, pagano generosi incentivi a suo sostegno.

Il 7% dell'importo della bolletta elettrica che pagano è infatti devoluto, sotto forma di sussidi, anche alla costruzione degli inceneritori: basta prendere una fattura dell'ENEL per leggere, sul retro, nella parte delle varie voci e costi: "Componente A3 - Costruzione impianti fonti rinnovabili". La somma che compare a fianco viene devoluta ai gestori di inceneritori di rifiuti perché, la legge italiana assimila alle varie fonti energetiche rinnovabili non fossili, quali l'eolica ed il solare, quella ricavata dall'incenerimento di ogni tipologia di rifiuti urbani ed industriali.
Oltre a questa fetta di incentivi prelevati dalle tasche degli utenti, i gestori degli inceneritori ricevono, da parte dello Stato, altri sussidi.
L'Italia è quindi l'unico Stato europeo che finanzia l'incenerimento dei rifiuti.
Tutti gli altri Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Germania)impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l'incenerimento dei rifiuti”.

Dal Notiziario FIMMG - Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, maggio 2006

Sunday, June 18, 2006

Cernusco: ancora sul ... ``videomostro``

Cernusco: ancora sul ... ``videomostro``


Non è certo cambiando la foto che cambiamo la realtà, ma intraprendendo come amministratori pubblici azioni positive di rispetto dell`ambiente, caro collega..........!?


CORDIALI SALUTI


SALVATORE KRASSOWSKI
ASSESSORE AL BILANCIO DEL COMUNE INTERESSATO

Cernusco: ancora sul ... ``videomostro``

Cernusco: ancora sul ... ``videomostro``


Non è certo cambiando la foto che cambiamo la realtà, ma intraprendendo come amministratori pubblici azioni positive di rispetto dell`ambiente, caro collega..........!?


CORDIALI SALUTI


SALVATORE KRASSOWSKI
ASSESSORE AL BILANCIO DEL COMUNE INTERESSATO

Friday, June 16, 2006

Cernusco: si lasci il mostro nel videoclip

Cernusco: si lasci il mostro nel videoclip


Con riferimento a "Cernusco: videoclip sul sito comunale con vista sul...mostro", non vedo perchè si debba modificare il filmato che ritrae anche il cementificio di Calusco. Non a caso, a mio avviso, aiuta il cittadino di Cernusco a giudicare in modo oggettivo l`operato dei vari enti e amministrazioni e non solo comunali, e a farne un confronto. Non sono di Cernusco ma quando passo di lì, il mio giudizio non può che essere di apprezzamento (nessuna particolare costruzione selvaggia, varie piste ciclabili, messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali e non, tenendo presente le difficoltà oggettive legate ad un`arteria trafficata come la ex SS36, e mi fermo qui). Se poi vogliamo essere più precisi, invito il lettore a fare un giro a Robbiate per prendere atto di quanto sto dicendo; uno per tutti, il citato Monte Robbio in realtà si sposa bene con la torre di Calusco visto il complesso residenziale che stanno costruendo. Ad ogni modo a Robbiate nessuno ha mai ufficialmente preso (o ha mai potuto prendere) una posizione forte su questo aspetto: ma non mi meraviglio perchè anche tra i miei concittadini di Robbiate c`è invece un certo entusiasmo sul recupero di quell`area, senza a mio avviso tenere conto del contesto. Ma probabilmente i cittaddini di Robbiate e di Calusco hanno un modo di intendere il paesaggio el`ambiente molto diverso da quelli di Cernusco. E le amministrazioni (minoranze incluse) ne hanno ovviamente fatto tesoro. Quindi caro cittadino di Cernusco: utilizzi il filmato del sito così come proposto... aiuta molto a pensare.
Saluti



Un lettore

Cernusco: l`immagine a Est sul mostro nel videoclip sarà cambiata

Cernusco: l`immagine a Est sul mostro nel videoclip sarà cambiata
Sul videoclip in home page del sito del Comune di Cernusco Lombardone: si tratta di una vista panoramica del paese dal campanile verso Est e purtroppo il "mostro di Calusco" fa parte dell`orizzonte che da Cernusco si vede. Avevamo già intenzione di cambiare l`immagine con una ripresa fotografica che punti verso Ovest - Nord Ovest, così da vedere il Castello e Montevecchia. Provvederemo appena possibile.

Cordiali Saluti
Giovanni ZardoniViceSindacoComune di Cernusco Lombardone

Thursday, June 15, 2006

Cernusco: videoclip sul sito comunale con vista sul...mostro

Cernusco: videoclip sul sito comunale con vista sul...mostro
Sul sito del comune di cernusco lombardone alla home page appare un videoclip dove si vede(prestando molta attenzione)un pezzetto verso est del paese mentre si vede il mostro di calusco che domina e il monterobbio Non si potrebbe migliorare?distinti saluti
ps:MERATEONLINE è un sito eccellente

Monday, June 05, 2006

Aria pulita.......virtuale

Bergamo, 11 maggio 2006 – In occasione della 5ª tappa del Giro d’Italia, che vedrà i ciclisti
impegnati in una crono-squadre da Piacenza a Cremona, è prevista la prima premiazione di
BICISCUOLA, iniziativa educazionale legata al Giro d’Italia che coinvolge le ragazze e i
ragazzi delle classi elementari e medie inferiori delle scuole italiane, sia pubbliche sia
private, nei territori che accostano il tracciato della “Corsa Rosa”. Nuovo partner dell’iniziativa
è TX Active®, il principio attivo fotocatalitico brevettato da Italcementi, che, presente nei
materiali per l’edilizia a base di cemento, consente di abbattere lo smog. Pay off del prodotto
è “Costruiamo aria pulita”: un messaggio di responsabilità rivolto a tutta la comunità e alla
Pubblica Amministrazione, e sintesi dei vantaggi relativi al suo utilizzo.
All’arrivo di tappa, a Cremona, farà il suo esordio Smogbuster®, “il terrore degli sputafumo in
lotta per l’aria pulita”. Smogbuster®, testimonial di TX Active®, è un simpatico personaggio
animato, che giocando con i bambini in tutte le tappe di Biciscuola, li aiuterà a conoscere
l’ambiente e a scoprire come l’impegno personale, la ricerca e l’innovazione possano fare
per combattere l’inquinamento e aiutare l’ambiente. Smogbuster® sarà il “portavoce” ufficiale
presso i bambini, le loro famiglie e gli spettatori del Giro d’Italia dei valori e dei contenuti
dell’ambiente e dei materiali per l’ambiente.
“Mi chiamo Smogbuster e sono l’acchiappasmog: lavoro con TX Active® e passo la mia
giornata a caccia di smog. Con i miei poteri speciali posso far si che i palazzi e le strade
disinquinino l’aria e aiutino la città a respirare meglio. Come? Vieni a scoprirlo su
www.smogbuster.it e potrai anche giocare con il mio nuovo videogame che si chiama
“Missione aria pulita”. – ha detto il simpatico pupazzo nel corso della premiazione di
Biciscuola tenutasi a Cremona.
Infatti tra le iniziative legate a Smogbuster® vi è proprio la creazione di un webgame,
“Missione Aria Pulita”, disponibile online all’indirizzo: www.smogbuster.it . Smogbuster® è
impegnato a debellare una serie numerosa – e sempre più rapida! – di inquinanti. Dovrà con
il suo “aspirasmog” catturare gas di scarico delle automobili, fumi nocivi ed emissioni
pericolose di diverso tipo… che faranno di tutto per mettere in crisi il nostro eroe buono,
tentando di inquinare sempre più velocemente la città fotocatalitica in cui è ambientato il
webgame. Una speciale classifica a punti determinerà periodicamente i giocatori che si sono
distinti per bravura e velocità e che, grazie all’aiuto di Smogbuster®, hanno contribuito a
ridurre in maniera significativa l’inquinamento.
Dopo Cremona, Smogbuster® sarà presente nelle seguenti città sedi di tappa del Giro
d’Italia: a Forlì il 12 maggio, a Pisa il 18 maggio, a Brescia il 22 maggio, a Trento in 27
maggio e a Milano il 28 maggio.
Se vuoi maggiori informazioni chiama il mio ufficio stampa allo 035 396 945
Comunicato stampa
Giro d’Italia: parte l’operazione
Smogbuster e TX Active
On line il nuovo gioco “Smogbuster, missione aria pulita”
all’indirizzo www.smogbuster.it

Saturday, April 15, 2006

Bergamo - Gara di deltaplano

Bergamo - Gara di deltaplano
[ICN-News 14/04/06]

Dal 22 al 25 aprile Bergamo ospiterà il “2° Trofeo Internazionale dell’Isola”, gara di deltaplano inserita nel calendario della FAI, Federazione Aeronautica Internazionale, e valida per la classifica di Coppa Italia.

L’organizzazione è affidata all’associazione Volo Libero Bergamo, un sodalizio che pratica il volo in deltaplano e parapendio senza motore, cioè il volo che sfrutta le correnti d’aria ascensionali per guadagnare quota e con essa la possibilità di percorrere anche molti chilometri. Collabora la Polisportiva Caluschese, visto che
gli atterraggi avverranno nel prato di viale Monsignor Bosio a Calusco d’Adda, comune della cosiddetta “Isola”, e sede di un importante impianto della Italcementi.

Questa azienda, tradizionale sponsor della manifestazione, oltre che al deltaplano, ha legato il suo nome anche a manifestazioni di ciclismo, sci nordico, vela ed altri sport “puliti” che, come il volo libero, trovano il loro habitat ideale nel contatto con la natura. Il tutto in occasione del lancio sul mercato, dopo 10 anni di ricerca
e sperimentazione, di un innovativo prodotto fortemente riduttivo dell’inquinamento.

I piloti decolleranno a partire dalle ore 12 dalle pendici del Monte Linzone, a quota 1350 in località Valcava, nel comune di Palazzago. I percorsi di gara si snoderanno nel comprensorio pedemontano, con lunghezze che, secondo le condizioni del tempo, potrebbero toccare i 100 km, superando il Monte Cornizzolo vicino Erba, verso ovest, o la Presolana in Val Seriana. Le gare di volo libero assomigliano a
delle regate veliche: i piloti devono raggiungere determinati punti salienti del territorio, detti “boe”, e certificarne l’aggiramento con il GPS in dotazione. Vince chi impiega minor tempo a raggiungere l’atterraggio. Premiazioni il 25 aprile alle 19 presso la Palazzina Albini della Italcementi di Calusco.

Gustavo Vitali - Ufficio Stampa FIVL - Federazione Italiana Volo Libero
www.fivl.it - vitali.stampa@fivl.it
tel/fax 035 577536 - 335 5852431
Segreteria FIVL: tel. 011 744991 – fax 011 752846

Monday, April 10, 2006

Il tramonto degli inceneritori

Il tramonto degli inceneritori
Vignetta di: Vilfred MonetaLa giustizia oltre che essere divina, qualche volta è anche umana. Paolo Scaroni è stato condannato per disastro ambientale.Negli anni ‘90, come Amministratore Delegato della Technoint, Scaroni aveva già patteggiato una condanna a due anni e tre mesi per corruzione per tangenti pagate per ottenere appalti dall'ENEL.Questo signore è stato promosso amministratore delegato dell’Eni dallo psiconano per i suoi meriti sul campo!La condanna per l'Enel arriva dalla sentenza del giudice Lorenzo Miazzi. Quasi tre milioni di euro per risarcire i danni causati dalla centrale Enel ad olio combustibile di Porto Tolle (Rovigo).Tra i beneficiari, associazioni ambientaliste, privati cittadini, enti parco e ministero dell'Ambiente. Il tribunale dell'Adria ha condannato due ex amministratori dell'Enel e due dirigenti per le emissioni e le ricadute oleose della centrale. L'ex ad Franco Tatò è stato condannato per emissioni e danneggiamento (sette mesi con pena sospesa) mentre l'altro ex ad Paolo Scaroni (che risponde solo a titolo colposo) ha visto la pena di un mese convertita in un'ammenda di 1.140 euro. Intanto prosegue il processo per omicidio colposo. Il sostituto procuratore Manuela Fasolato ha avuto per consulenti Antonietta Gatti e Stefano Montanari le cui analisi sulla pericolosità delle nanoparticelle prodotte dalla centrale ad olio combustibile (tre milioni di tonnellate bruciate ogni anno) ed altre combustioni sono state fondamentali. La condanna farà giurisprudenza.Decine di professori universitari da tutta Europa hanno contattato la Gatti e Montanari ed hanno scritto una lettera al Presidente della Commissione ambiente, salute pubblica, sicurezza alimentare del Parlamento europeo per richiedere alla Commissione Europea di abbassare i limiti della pericolosità delle polveri sottili da PM 2,5 alle nanoparticelle.I ragazzi del Meet Up di Parma, Piacenza, e Firenze stanno raccogliendo migliaia di firme per far parlare, sull'esempio dei ragazzi di Reggio Emilia, Stefano Montanari nei Consigli comunali con mozioni d'iniziativa popolari per denunciare la pericolosità per la salute degli inceneritori e puntare su politiche alternative.A Parma hanno raccolto in una settimana 1300 firme, grandi ragazzi!Primo ps:Prosegue la campagna per il Microscopio che ha già superato quota 75.000 euro.I versamenti vanno effettuati a:Conto Corrente n. 513111Intestato a: "Associazione Carlo Bortolani Onlus"Presso: Banca Etica (Sede centrale di Padova)ABI: 05018CAB: 12100CIN: JIBAN: IT45J0501812100000000513111SWIFT: CCRTIT2T84Aoppure Pay Pal (www.paypal.it) indicando come destinatario del versamento: onluscarlobortolani@reggionelweb.it

Saturday, March 25, 2006

paderno Le tante richieste della Provincia per l'Italcementi

paderno Le tante richieste della Provincia per l'Italcementi

paderno (l. per.) Tante e pesanti condizioni per il sì della Provincia di Lecco al progetto dell'Italcementi di utilizzare ecofluid e rasf, combustibili derivati da rifiuti, nel forno del cemento a Calusco d'Adda. La giunta provinciale ha deliberato di subordinare il proprio parere favorevole ad una serie di condizioni che comunque non portino ad un peggioramento della situazione attuale. In particolare chiede che la regione Lombardia verifichi «l'eventuale aumento del flusso di massa uscente dal camino causato dall'utilizzazione dei rifiuti liquidi pericolosi quali combustibili», e che valuti «la possibilità di sostituzione del combustibile attualmente utilizzato (pet coke) con combustibile alternativo che, oltre a garantire il rispetto degli standard qualitativi del prodotto, sia contraddistinto da un basso fattore di emissione». Inoltre vengono chieste «misure di compensazione»: soldi e finanziamenti. La Provincia di Lecco, sempre che il progetto Italcementi dia tutte le garanzie ambientali del caso, vuole «contributi finanziari per interventi migliorativi del sistema naturale del corso dell'Adda, mappatura e verifica delle condizioni strutturali e del rischio idrogeologico delle gallerie Pelucchi di Olgiate; opere di manutenzione e valorizzazione del ponte sull'Adda».

Grandi opere, per otto c'è il sì del CIPE

Grandi opere, per otto c'è il sì del CIPE

Formigoni: "Decisivo passo avanti per la costruzione di infrastrutture strategiche"

Lombardia Notizie

Il raddoppio della ferrovia Milano-Mortara (nella tratta centrale che interessa soprattutto i Comuni di Abbiategrasso e Vigevano, i cui lavori inizieranno a giugno/luglio 2006), la linea Alta Velocità/Alta Capacità Milano-Genova, con il terzo valico dei Giovi, la ristrutturazione della ferrovia Saronnno-Seregno, che consentirà il collegamento passeggeri Bergamo-Malpensa, le varianti di Cisano Bergamasco e Calusco d'Adda-Terno d'Isola fra Lecco e Bergamo, l'integrazione del piano finanziario della Pedemontana (conclusa la competenza del CIPE, la Società Pedemontana e ANAS possono procedere alla revisione della convenzione per dare il via alla progettazione definitiva), il raccordo autostradale TI-BRE, fra le autostrade del Brennero e della Cisa, le risorse per la variante di Morbegno sulla SS 38 in Valtellina, e per le opere complementari esterne alla stazione Centrale di Milano, con la riorganizzazione del sistema della viabilità, la modifica degli accessi alla metropolitana e la riqualificazione del verde.

Queste le otto "grandi opere" lombarde che sono state approvate dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), nella seduta di ieri presieduta dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alle quale ha partecipato, per la Regione, l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Moneta.

"E' un grande successo della Regione Lombardia - ha commentato il presidente, Roberto Formigoni - un altro importante passo avanti nella realizzazione delle infrastrutture strategiche che la Regione ha fortemente voluto per lo sviluppo proprio e dell'intero Paese".
"La Regione, comunque - ha aggiunto Formigoni - proseguirà il suo pressing: sul CIPE, perché anche le ultime decisioni ne garantiscano l'effettiva realizzazione, e su alcune Istituzioni, tra cui la Provincia di Milano, dalle quali attendiamo ancora l'adesione alla formalizzazione dell'Accordo di Programma su Pedemontana, BreBeMi e Tangenziale Est Esterna di Milano, così da avere una sede di decisione politica e di convergenza del consenso e che sciolga i nodi operativi e ci consenta di procedere speditamente verso l'apertura dei cantieri".

Soddisfatto anche l'assessore Moneta, il quale ha inoltre chiesto ai ministri delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, e dell'Economia, Giulio Tremonti, che nella prossima riunione del CIPE si proceda anche all'approvazione dei progetti di accessibilità stradale a Malpensa e del ponte sull'Adda sulla "Paullese". (Ln)

osv/zyx - 060322

Doccia gelata

Doccia gelata
sulla Lecco-Bergamo

Il piano definitivo dei due lotti non è stato esaminato dl Cipe

Doccia fredda sulle speranze di un passo avanti per il secondo e terzo lotto della Lecco-Bergamo: il Comitato interministeriale per la programmazione economica ieri ha approvato sì, tra le altre opere, i progetti preliminari delle varianti di Cisano Bergamasco e di Calusco d’Adda-Terno d’Isola, ma si tratta appunto del tratto bergamasco dell’importante opera infrastrutturale che collega due le province.
Invece il progetto definitivo del tratto di competenza lecchese tra Vercurago e i confini di Calolzio, costo 130 milioni di euro, non era all’ordine del giorno, come pure aveva assicurato il sottosegretario ai Trasporti, Paolo Uggè.
Anche l’amministrazione provinciale lecchese ieri si è attivata per avere informazioni al riguardo che tuttavia sono state deludenti: «Abbiamo parlato con l’assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Moneta, che ha chiarito appunto l’equivoco. Non era previsto che il Cipe esaminasse il nostro progetto, che tra l’altro è in fase di progettazione più avanzata rispetto al progetto bergamasco licenziato ieri». Lo dice l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Armando Volonté che tuttavia mette in luce un aspetto positivo: «È un bene che abbiano dato l’okay al preliminare di Bergamo perché è comunque un tratto della grande e complessa opera che è la Lecco-Bergamo: vuol dire avere riconosciuto una coerenza all’infrastruttura, anche se questo per quanto ci riguarda non è l’inizio di una strada in discesa».

Rifiuti in Cementeria o rifiuti zero

Rifiuti in Cementeria o
Rifiuti Zero ?

I rischi sanitari dell’incenerimento dei rifiuti e i vantaggi delle alternative

Relatore:

Paul Connett

PhD, professore di Chimica Generale, Chimica Ambientale e Tossicologia, St. Lawrence University, Canton, New York.

Esperto mondiale di gestione dei rifiuti e tecniche di incenerimento



24 marzo 2006 - ore 21.00

Sala Isacchi di Ca’ Prina, p.zza Prina
ERBA


Comitato Comasco Rifiuti Zero:



Rete Donne Brianza




Attac Como




Como




Como








Rifiuti in Cementeria o
Rifiuti Zero ?

I rischi sanitari dell’incenerimento dei rifiuti e i vantaggi delle alternative

Incenerendo rifiuti l’uomo produce alcuni tra i composti più tossici esistenti sulla terra, le diossine. A dirlo è Paul Connett, professore di chimica alla St. Lawrence University di Canton, New York, uno dei massimi esperti mondiali di incenerimento. È noto che le diossine sono causa dell’insorgenza di tumori e hanno effetti negativi sul sistema immunitario e sullo sviluppo ormonale nel feto.



Inoltre le popolazioni che vivono nelle vicinanze dei cementifici possono inalare sostanze tossiche tra cui, oltre alle diossine, l’arsenico, il cadmio, il cromo, il tallio e il piombo a livelli che possono causare l’insorgere di tumori e altre malattie.



A proposito del cementificio di Merone, nel 2002 Holcim dichiarava: “Non diventeremo un Inceneritore”. Ma dal 1983 ad oggi le quantità e le tipologie di rifiuti autorizzati sono aumentate, fino ad arrivare a 100.000 tonnellate all’anno. Quindi di fatto IL CEMENTIFICIO È UN CEMENTITORE, UN INCENERITORE MASCHERATO DA CEMENTIFICIO.

Il professor Connett parlerà dei rischi dell’incenerimento dei rifiuti, ma illustrerà anche alternative percorribili ed economicamente molto più valide, già sperimentate negli Stati Uniti e in altri paesi.

Da ormai diversi anni negli Stati Uniti non si costruiscono più inceneritori. Dal 1985 ad oggi sono stati bocciati oltre 300 progetti per la costruzione di nuovi inceneritori. La frontiera più avanzata della gestione dei rifiuti si chiama “Opzione Zero Rifiuti".

Opzione Zero Rifiuti significa ridurre al massimo la quantità di rifiuti prodotta alla fonte, attraverso una progettazione avanzata, che tenga conto della sorte dei materiali dopo l’utilizzo del prodotto.

Wednesday, March 22, 2006

AMBIENTE: UN ATLANTE PER VALORIZZARE ECOSISTEMA FIUME ADDA

AMBIENTE: UN ATLANTE PER VALORIZZARE ECOSISTEMA FIUME ADDA
(ANSA) - ROMA, 20 mar - Un vero e proprio 'atlante dei valori territoriali' per valorizzare le acque legate all ecosistema del fiume Adda. Questo l obiettivo cardine del 'Progetto Pascia', finanziato dalla Fondazione Cariplo e affidato all Istituto di Ricerca 'Ecopolis' e che ha visto consorziarsi quattro comuni toccati dall Adda: Trezzano sull Adda, Cassano d Adda, Vaprio d Adda e Trecazzano. L itinerario di ricerche, di studi e di approfondimenti che durera 17 mesi vede coinvolti tra gli altri Legambiente e WWF Lombardia, specifica l architetto Maurizio Cabras, direttore scientifico di 'Ecopolis'. Il 'Progetto Pascia' lascia intravvedere che la fase di realizzazione dell'Atlante avra' numerose ricadute concrete. Tra esse la salvaguardia delle acque superficiali e di quelle di falda legate all'Adda. La riduzione del ' rischio di piene e di dissesti idrogeologici che soprattutto nel periodo invernale in passato hanno lasciato tracce profonde. Inoltre iniziative per la riduzione di sprechi e aumentare il riutilizzo della risorsa acqua del bacino dell Adda. La razionalizzazione del sistema degli scarichi e della depurazione, il che implica, per molti aspetti, un opera di sensibilizzazione sul versante delle imprese perche rispettino le leggi emanate a tal fine. Il 'Progetto Pascia'' comunque, ha l ambizione anche di intervenire a livello dei consumi culturali e dei modelli pedagogici tramite l incremento, lungo le sponde dell Adda, di punti ad uso turistico-ricreativi e con il varo di itinerari pedagogici fruibili dalle scuole e dai corsi di aggiornamento promossi dalle associazioni ambientaliste. Il fatto e che l Adda da diversi decenni ospita importanti insediamenti industriali come quello dell' Italcementi a Calusco. ''Uno degli interrogativi commenta Maurizio Cabras che abbiamo di fronte e questo. Il fiume ogni giorno consegna una certa quantita delle sue acque a una certa temperatura. Se quell acqua viene poi restituita dopo l utilizzo per raffreddare un impianto industriale a una temperatura superiore questa acqua per cosi dire surriscaldata in che modo incide sulla sopravvivenza della fauna ittica locale ? ''. Una risposta andra cercata coinvolgendo, nei limiti del possibile, le rappresentanze dei pescatori attivi lungo il fiume. Vi e poi un altro nodo ancora piu corposo. ''Intendiamo stabilire sottolinea Maurizio Cabras qual e esattamente il livello minimale di acqua necessario per interventi irrigui in agricoltura allorche in caso di necessita si debba far ricorso alle scorte di acque stivate nei bacini delle centrali elettriche in alta quota''. Il problema e molto sentito in Lombardia anche alla luce dell esperienza concreta vissuta nelle estati degli ultimi tre- quattro anni. L insieme di questo lavorio condurra al varo di un Forum sovracomunale dell Acqua che avra il compito di varare una serie di tavoli tematici per elaborare azioni mirate e suggerimenti concreti coerenti con la filosofia di fondo di questa iniziativa. XDI
20/03/2006 09:36


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Friday, March 17, 2006

Paderno: il 18 raccolta firme della Lega Nord

Paderno: il 18 raccolta firme della Lega Nord






La Lega Nord Robbiate e il Movimento Giovani Padani di Robbiate organizzano per sabato 18 marzo dalle 14 alle 18 una gazebata a Paderno d`Adda nei pressi dello storico ponte di S.Michele.
Luogo simbolo, da dove e` possibile sincerarsi dell`autentico scempio paesaggistico provocato dallo stabilimento dell`Italcementi spa.
Proseguira` la raccolta firme contro il progetto di utilizzo di rifiuti tossico-nocivi,impiegati come combustibili, da parte della stessa Italcementi spa.
Raccolta che ha raggiunto ormai le 1000 sottoscrizioni, a conferma dell`alta sensibilita` dei cittadini verso questo problema.
Questo presidio, intende inoltre porre un argine, all`annoso e diffuso problema dell`accattonaggio ai semafori del ponte di S.Michele, da parte di extracomunitari probabilmente clandestini.
E` anche con questi gesti concreti e simbolici allo stesso tempo,che i cittadini devono riappropriarsi del territorio e lanciare un segnale di sicurezza e legalita` a tutti i livelli.
La presenza dei candidati alle politiche per la Lega Nord, Ennio Fumagalli e Andrea Robbiani, sara` l`occasione per i cittadini di confrontarsi ed avere informazioni riguardo a queste importanti tematiche.
Per ulteriori informazioni i cittadini possono contattarci all`indirizzo email

Monday, March 13, 2006

Nuova Calusco Project

Lavoro: Nuova Calusco Project

Committente: CTG, KOBE STEEL

Periodo: 2000-2002

Progettazione generale: CTG, KOBE STEEL

Supervisione generale ai lavori: CTG

Attività svolte: caratterizzazione geotecnica del sito, progettazione costruttiva item principali della nuova linea forno, strutture in calcestruzzo su incarico di CTG strutture in acciaio per KOBE STEEL Ltd

Descrizione dei lavori: Il ns gruppo ha sviluppato un progetto di massima definito negli anni precedenti dallo staff tecnico di CTG, sulla base delle esperienze acquisite nella realizzazione di impianti simili del Gruppo

CTG ha definito le linee guida generali, con particolare attenzione agli aspetti legati al calcestruzzo

CTG infine coordina la progettazione e cura la Direzione Lavori

Gli Item più importanti sono i Seguenti:

L’edificio Macinazione Crudo
La fondazione del Molino
la Torre Preriscaldo
Le basi del Forno Rotante
L’edificio Scarico Forno
Il Silo farina
Edifici Ausiliari in c.a. e acciaio

Edificio Macinzione del Crudo

L’Edificio Macinazione Crudo è costituito da un’ossatura portante di pilastri, travi e setti prevalentemente in cemento armato, ed in acciaio per quanto riguarda alcuni impalcati di piano.

E'formato da diversi piani impostati su differenti quote fino ad arrivare, con la copertura, a +33.80 m da terra e contiene il molino, ovvero la macchina che macina la materia prima per la produzione del cemento

La Torre:


La Torre
Dimensioni in pianta: 18x30 m
Altezza dalla fondazione 107.05 m
Quantità di calcestruzzo per fondazione 2575 m3
Quantità di calcestruzzo per elevazione 4170 m3
Quantità di acciaio per impalcati 590 t
Quantità di acciaio per lamiere bugnate 133 t
Quantità di acciaio per colonne 112 t
Quantità di acciaio per travi reticolari 53 t
Totale acciaio 888 t
Peso macchine impianto 2780 t
Peso cenere (short term) 660 t

Due nuclei in c.a (che alloggiano vani scala e ascensore) da fondazione fino a q.ta 103.40, uniti fino a q.ta 9.20, da pareti perimetrali e intermedie e dalle solette.

Sei impalcati metallici a livelli intermedi da q.ta 20.40 a q.ta 83.80 tra i due nuclei. e sostenuti anche da due colonne metalliche poste sul lato nord

due coppie di travi reticolari metalliche di collegamento fra i nuclei, del tutto indipendenti dagli impalcati e colonne metalliche

In direzione nord-sud il controventamento è affidato alle pareti esterne e quelle interne intermedie, che salgono in modo discontinuo fino a q.ta 33.80 e sono irrigidite da travi in cemento armato a q.ta 83.80.

L’imposta delle fondazioni è posta a –6.25 m e lo spessore della fondazione (34x24 m) è di 3.00 m.


Scarico Forno

Interno Scarico Forno
Lo Scarico Forno è costituito da un piano interrato e due piani fuori terra.

La Struttura è costituita da:

una platea di fondazione di spessore variabile posta su due piani
un’ossatura costituita da travi e pilastri in c.a.
Gli orizzontamenti sono realizzati tramite solette in c.a. pieno.


Il Sito
Nella porzione significativa per le opere in esame, il terreno è un deposito granulare (sabbia e ghiaia, con ciottoli di grande pezzatura) molto addensato

La caratterizzazione è stata condotta sulla base di

prove penetrometriche dinamiche continue (superficiali)
sondaggi
prove SPT
prove con pressiometro Menard
Prove cross-hole
Per tutte le strutture sono state ritenute idonee fondazioni superficiali

Le Prove Pressiometriche realizzate nel foro del sondaggio a carotaggio continuo, permettono di caratterizzare terreni di difficile indagine con il classico SPT e forniscono indicazioni per la valutazione di parametri di resistenza e di deformabilità

Le Prove Cross-hole permettono di stimare il modulo G0 per la risposta dinamica delle fondazioni

In questo caso si sono ottenuti:

Vs = velocità delle onde di taglio = 700-750m/s
Vp = velocità delle onde compressive = 1200-1400m/s
G0 = modulo di taglio a piccole deformazioni ? 1000 MPa

Wednesday, February 01, 2006

Verderio Inf. : domenica 5 gazebo dela Lega Nord

Verderio Inf. : domenica 5 gazebo dela Lega Nord
Oggetto: Gazebo Lega Nord domenica 5 febbraio a Verderio Inferiore
La Lega Nord Robbiate e il Movimento Giovani Padani di Robbiate organizzano per Domenica 5 febbraio dalle nove alle 12,30 una gazebata a Verderio Inferiore in Piazza Annoni, teatro non piu` tardi di un mese fa del vile atto vandalico con l`incendio del presepe. Sono ripartiti i presidi della Lega Nord per la sicurezza, i cittadini sono invitati ad aderire sempre più numerosi al Comitato. E` solo col contributo di tutti che si riuscirà a porre un freno all`escalation criminale che ha colpito la nostra comunità. Con l`occasione, la Lega Nord incontrera` i cittadini sul tema della nuova Centrale Elettrica, un progetto enorme, destinato a stravolgere per sempre il nostro territorio. Due torri da venti metri e quaranta camion giornalieri sono l`antipasto di quello che purtroppo attende i cittadini verderiesi, torri che si abbineranno all`orrenda visione dello stabilimento Italcementi. Proseguira` inoltre la raccolta firme contro il progetto d’utilizzo di rifiuti tossico-nocivi impiegati come combustibili, da parte della stessa ditta Italcementi di Calusco d`Adda. Raccolta che ha raggiunto e superato le 1000 sottoscrizioni, a conferma dell`alta sensibilita` dei cittadini verso questo problema. E` invitata a firmare tutta la cittadinanza, il nostro movimento ritiene che i cittadini non vogliano un inceneritore privato che smaltirebbe i peggiori rifiuti industriali, con effetti nefasti per la sicurezza e la salute. Prosegue incessante la campagna informativa su tutto il territorio interessato, dei pericoli e della natura di questi rifiuti, affinche` i cittadini possano essere padroni del proprio futuro e delle loro libere scelte, contro le lobby economico industriali che vogliono anteporre i propri interessi al bene della comunita`. La Lega Nord è da sempre al fianco dei cittadini nelle battaglie a salvaguardia dei loro diritti. La presenza del candidato per la Lega Nord alle scorse provinciali dott.Sergio Gritti, del segretario organizzativo provinciale Marco Benedetti, del segretario di circoscrizione Marco Fumagalli sara` l`occasione per i cittadini di confrontarsi ed avere informazioni dirette sulla scottanti vicende che interessano il nostro sempre piu` martoriato territorio.

Friday, January 20, 2006

Robbiate: successo per il gazebo

Robbiate: successo per il gazebo della Lega Nord
La Lega Nord e il Mgp Robbiate, ringraziano tutti i cittadini e partecipanti, per la splendida riuscita del gazebo di sabato 14 gennaio a Robbiate, a dimostrazione di come il tema della sicurezza e della lotta alla criminalita` sempre piu` dilagante nei nostri comuni, sia molto sentito e condiviso dai cittadini. Continueranno i nostri presidi sulla sicurezza in tutti e quattro i comuni del comprensorio robbiatese: prossimo appuntamento a Verderio Inferiore. Paese che rappresenta assieme al comune di Robbiate, l`epicentro di una situazione ormai insostenibile. Si ringrazia, assieme agli organi di stampa locali, Radio Padania Libera che con una trasmissione dedicata al tema sicurezza nei nostri comuni, ha consentito una maggiore divulgazione del problema, con un afflusso record al nostro gazebo. Prosegue intanto nel migliore dei modi, visto l`altissimo numero di firme raccolte a sostegno dell`iniziativa ( superata quota mille ), la battaglia della Lega Nord contro il progetto dell’Italcementi spa, di utilizzare rifiuti tossico-nocivi come combustibili alternativi. E` quasi terminato il volantinaggio capillare sul territorio, affinche` i cittadini possano essere padroni del proprio futuro e delle loro libere scelte, contro le lobby economiche industriali che antepongono i propri interessi al bene comune. L`affetto e la determinazione manifestati dalle persone dimostrano come la Lega Nord sia l`energia vitale della politica. Con l`occasione ringraziamo le numerose persone che hanno firmato la petizione, a dimostrazione di come il tema della sicurezza ambientale sia molto sentito e siano premiate le nostre battaglie di liberta` e tutela dei diritti dei cittadini. Per ulteriori informazioni i cittadini possono contattarci all`indirizzo email leganordrobbiate@interfree.it ,

Saturday, January 14, 2006

ROBBIATE Gazebo e raccolta firme sabato con la Lega

ROBBIATE Gazebo e raccolta firme sabato con la Lega
La Lega Nord di Robbiate ha organizzato per sabato un gazebo lungo la provinciale per Imbersago all'angolo con via S.Elena dalle 14 alle 18. Saranno presenti il candidato alle scorse provinciali Sergio Gritti, il segretario organizzativo provinciale Marco Benedetti, il segretario di circoscrizione Marco Fumagalli. Verranno raccolte le adesioni al comitato per la sicurezza e proseguirà la racconta firme contro l'utilizzo di rifiuti come combustibili all'Italcementi di Calusco. Una questione davvero delicata. La petizione ha già raggiunto quota 1000 firme

Thursday, January 12, 2006

Robbiate: sabato Lega Nord raccoglie firme contro il progetto di utilizzo di rifiuti tossico nocivi

Robbiate: sabato Lega Nord in piazza per la sicurezza
La Lega Nord Robbiate e il Movimento Giovani Padani di Robbiate organizzano per sabato 14 gennaio dalle 14 alle 18 una gazebata a Robbiate lungo la provinciale per Imbersago ang. Via S.Elena. Ripartono i presidi della Lega Nord per la sicurezza, i cittadini sono invitati a aderire sempre più numerosi al Comitato. E` solo col contributo di tutti che si riuscirà a porre un freno all`escalation criminale che ha colpito la nostra comunità. Con l`occasione, la Lega Nord Robbiate ringrazia Radio Padania Libera che con una trasmissione dedicata al tema sicurezza, ospite il segretario organizzativo provinciale Marco Benedetti, ha permesso una maggiore diffusione fra i cittadini sulla realta` e allarmante situazione della criminalita`, nei quattro comuni del comprensorio robbiatese.Proseguira` inoltre la raccolta firme contro il progetto di utilizzo di rifiuti tossico-nocivi impiegati come combustibili, da parte della ditta Italcementi di Calusco d`Adda. Raccolta che ha raggiunto ormai le 1000 sottoscrizioni, a conferma dell`alta sensibilita` dei cittadini verso questo problema.E` invitata a firmare tutta la cittadinanza, il nostro movimento ritiene che i cittadini non vogliano un inceneritore privato che smaltirebbe i peggiori rifiuti industriali, con effetti nefasti per la sicurezza e la salute. Prosegue incessante la campagna informativa su tutto il territorio interessato, dei pericoli e della natura di questi rifiuti, affinche` i cittadini possano essere padroni del proprio futuro e delle loro libere scelte, contro le lobby economico industriali che vogliono anteporre i propri interessi al bene della comunita`. La Lega Nord è da sempre al fianco dei cittadini nelle battaglie a salvaguardia dei loro diritti. La presenza del candidato per la Lega Nord alle scorse provinciali dott.Sergio Gritti, del segretario organizzativo provinciale Marco Benedetti, del segretario di circoscrizione Marco Fumagalli sara` l`occasione per i cittadini di confrontarsi ed avere informazioni dirette sulla scottante vicenda. Per ulteriori informazioni i cittadini possono contattarci all`indirizzo email leganordrobbiate@interfree.it , sito web http://leganordrobbiate.interfree.it

Il SegretarioMarco BonanomeIl Responsabile MgpMaurizio Villa

Monday, December 26, 2005

MAZZANO

MAZZANO
Potenziamento del cementificio: il silenzio del Comune



È in distribuzione, in questi giorni, ai cittadini di Mazzano, il primo notiziario della nuova Amministrazione comunale: considerato che il progetto di potenziamento del cementificio di Rezzato-Mazzano è l’argomento del giorno a Mazzano e nei Comuni limitrofi, logico aspettarsi alcune informazioni in proposito e, soprattutto, le intenzioni dell’Amministrazione comunale. Al contrario, l’opuscoletto del Comune tratta di varie tematiche, ma sull’ipotesi di ampliamento del cementificio non compare alcuna nota. Imbustato insieme allo stesso notiziario, ma non facente parte di quest’ultimo, troviamo un ciclostilato, a firma del solo sindaco, che in quattro pagine fitte fitte, non dice nulla di specifico circa le intenzioni del Comune (dopo sei mesi che il progetto è stato depositato e dopo un anno e mezzo che se ne parla). Si rimanda a una non meglio specificata volontà di continuare il confronto con l’Italcementi, ma non è chiaro su quali basi questo debba avvenire e una affermazione fatta dal primo cittadino suscita non poco sconcerto: «Noi non possiamo sfuggire alle nostre responsabilità. I Comuni limitrofi possono dire e scrivere di tutto, come pure il variegato mondo ambientalista, che io rispetto nella sua insostituibile funzione di coscienza critica del pianeta, ma la responsabilità politica della decisione è di questo Comune soprattutto, più ancora che di Rezzato». Di fronte a un tema di chiara valenza sovracomunale (considerate le dimensioni e gli impatti del cementificio, che l’azienda intende allargare e potenziare in maniera consistente), il sindaco di Mazzano chiude la porta a qualsiasi confronto con le altre realtà locali e rivendica alla sua sola Amministrazione la «responsabilità politica della decisione»: il mondo ambientalista e, soprattutto, gli altri Comuni, dicano quello che vogliono, ma Mazzano proseguirà per la propria strada, senza dire dove si voglia arrivare. Una simile presa di posizione risente, a mio parere, di una concezione miope della politica che, in un modo che sfiora l’arroganza, si chiude in una asfittica dimensione localistica che rifiuta di andare oltre i ristretti confini municipali e non vuole confrontarsi con gli altri Comuni, compreso quello di Rezzato, che divide con Mazzano il sito produttivo dell’Italcementi. A questo punto, è opportuno ricordare che Italcementi ha presentato due diverse opzioni progettuali: la prima prevede la realizzazione dei nuovi impianti all’interno dell’attuale sito industriale, mentre la seconda prevede che il nuovo e più potente impianto venga realizzato in un’area esterna, attualmente agricola e posta a sud del Naviglio. Nella prima ipotesi, il ruolo dei Comuni di Rezzato e Mazzano si inserisce all’interno di una procedura autorizzativa regionale e solo l’azione concorde e univoca delle due Amministrazioni comunali può dare maggior peso alle istanze locali e raggiungere risultati utili per contenere l’impatto ambientale. Nella seconda ipotesi, al contrario, è necessaria una variante urbanistica che è di competenza e di assoluta discrezionalità del solo Comune di Mazzano: affermare, come ha fatto il nostro Sindaco, che «la responsabilità politica della decisione è di questo Comune soprattutto, più ancora che di Rezzato», sembra evidenziare la disponibilità di Mazzano per l’ampliamento del sito industriale del cementificio, senza intendere alcuna ragione da parte del Comune confinante. Se le cose andranno in questa direzione, è facile immaginare che Italcementi compenserà Mazzano con alcune modeste concessioni e si ritroverà con un’area industriale nuova e molto più estesa dell’attuale. Alla luce del fatto che il cementificio è destinato a durare ancora per alcuni decenni, questa soluzione consentirà, in un prossimo futuro, di potenziare ancor più la produzione (grazie al maggiore spazio a disposizione), con le ricadute ambientali che possiamo immaginare. In conclusione, è preoccupante che l’Amministrazione comunale di Mazzano non dica quello che intende fare, che intenda affrontare il potenziamento del cementificio senza ascoltare le associazioni ambientali e gli altri comuni della zona e che tale posizione venga espressa dal solo sindaco, senza che il vice sindaco (con delega all’Ambiente ed esponente dei Democratici di Sinistra, che per la prima volta sono ad amministrare Mazzano), abbia espresso il suo orientamento. Se l’intenzione dell’Amministrazione comunale è quella di contenere gli impatti sull’ambiente, viste le dimensioni del cementificio, credo che le scelte di Mazzano dovrebbero essere concertate con gli altri Comuni della zona, a cominciare da quello di Rezzato. La storia insegna che l’unione fa la forza: che Mazzano intenda affrontare da solo la questione, senza dire cosa intende ottenere (o concedere) all’Italcementi suscita non poche perplessità.
UN CITTADINO DI MAZZANO

Saturday, December 24, 2005

Cava del Monte Giglio: accordo raggiunto

Cava del Monte Giglio: accordo raggiunto
tra Italcementi e tre Comuni dell'Isola

Dopo due anni e mezzo di trattative tra l’Italcementi e i Comuni di Calusco d’Adda, Carvico e Villa d’Adda è finalmente arrivato – con la soddisfazione di tutte le parti - l’accordo per l’escavazione e il recupero ambientale della cava di Monte Giglio nei prossimi 10 anni. Tanto tempo c’è voluto – sottolinea il sindaco di Calusco, Rinaldo Colleoni – per i complessi problemi connessi alla sfruttamento della cava.

Gli aspetti nuovi della convenzione si possono così riassumere nei seguenti punti: definizione del perimetro di escavazione, salvataggio delle creste delle colline situate a nord, interventi di recupero ambientale da attuare al termine di ogni quinquennio, fine dell’escavazione nei luoghi già recuperati sotto l’aspetto ambientale. Positivi i commenti anche da parte del Gruppo Italcementi, secondo il quale l’accordo ha una sua particolare importanza in quanto tiene conto del rispetto dell’ambiente e della presenza degli abitanti.

In sostanza, l’Italcementi aveva avanzato una serie di richieste: proseguire l’attività di cava al Monte Giglio per settanta anni, allargare il perimetro di escavazione con l’abbassamento di ben quindici metri dei crinali che davano su Villa d’Adda e Carvico, facendo sparire quel poco che rimaneva di collina, ed estrarre materiale per 25 milioni di metri cubi. Richieste che avevano suscitato non poca preoccupazione tra i sindaci e gli abitanti della zona. Tanto più che, in un primo momento, la Regione aveva avallato le richieste della cementeria, per poi fare marcia indietro.

Più nel dettaglio, la nuova convenzione avrà la durata di dieci anni (2005 – 2015) come il periodo di escavazione; la produzione sarà di 300 mila metri cubi l’anno per un totale di tre milioni nel prossimo decennio; il perimetro non potrà espandersi a nord-est, oltre i crinali salvaguardati di Carvico e di Villa d’Adda, mentre Calusco manterrà l’attuale fascia di salvaguardia e la collinetta artificiale verso Vanzone; l’escavazione di materiale avverrà solo in profondità portando la cava a quota 240 metri sul livello del mare.

L’altro aspetto fondamentale dell’accordo riguarda – come detto – il recupero ambientale che interesserà sia l’area esterna che interna della cava. Per questo aspetto, dovrebbe essere pronto entro sei mesi un progetto esecutivo in base al quale verranno allestiti sentieri, e sarà costruita una pista ciclopedonale, che dall’ingresso della cava di via Della Fontana in località Montello costeggerà via Martiri della Libertà per risalire lungo tutto il viale dei Pioppi. Sarà un percorso attrezzato con punti di sosta in un ambiente naturalistico di pubblica fruibilità. Inoltre, verranno realizzate due torri, quasi a sostituire quella abbattuta nel 1958, come punti panoramici sulla cava e sulla valle dell’Adda sottostante.

(23/12/2005)

Comitati ambientali e domande a Italcementi


Comitati ambientali e domande a Italcementi


Ho letto con interesse l’articolo sul Giornale del 18 dicembre scorso che dà conto dell’assemblea organizzata dal Coordinamento dei Comitati ambientali di zona e che si è svolta a Rezzato alla presenza di un folto pubblico. Ero tra i relatori dell’assemblea, insieme a don Fabio Corazzina, del Coordinamento nazionale di Pax Christi, il dr. Celestino Panizza, medico del lavoro bresciano e il dr. Mirco Osellame, chimico ambientale di chiara fama. L’Italcementi, pur presente con alcuni suoi rappresentanti, ha ritenuto di non dover (poter?) replicare alle precise contestazioni tecniche sollevate. Ora, l’articolo cita un documento dell’azienda, documento che nessuno ha mai visto e che vorrei poter conoscere integralmente, in cui testualmente si accusano i relatori di «demagogia, di aver dato informazioni senza alcun fondamento tecnico e scientifico». Addirittura si dice che «i cittadini non meritano di essere fuorviati in questo modo». Credo che i relatori meriterebbero delle scuse. Dispiace dover assistere a questo comportamento da parte di Italcementi: mi sembra mancanza di rispetto verso pareri tecnici indipendenti con conclusioni diverse da quelle sostenute dall’azienda. Dispiace soprattutto per i cittadini di Rezzato, di Mazzano e dei paesi limitrofi che da quarant’anni si trovano a dover convivere con una fabbrica inquinante situata a ridosso di due centri storici ed all’interno di un bacino di almeno 60.000 abitanti e che ora si mobilitano contro quello che noi ambientalisti definiremmo un eco-mostro. Signor direttore, i cittadini sono allarmati perché si progetta un camino alto circa 150 metri (!), così alto come non se ne sono mai visti da quelle parti, perché le malattie respiratorie, e non solo, già oggi sono molto più diffuse lì che altrove, leggono che Italcementi vuole costruire un forno speciale in grado di bruciare rifiuti di ogni genere, un inceneritore dunque, ascoltano che la loro montagna scomparirà al ritmo di 2.000.000 di metri cubi all’ anno (una fetta lunga 200 metri, larga 100 metri ed alta altrettanto…), sanno che le loro case, i loro campi perderanno inesorabilmente di valore, sentono dire tutto questo e vorrebbero sentirsi dire che tutto questo non è vero. Ma Italcementi non smentisce, non si confronta, sembra solo voler andare avanti con i propri progetti. Peccato. MONICA FRASSONI

Bruxelles



Tuesday, December 20, 2005

IL PARERE DI UN DIPENDENTE DELL’AZIENDA DI REZZATO-MAZZANO

IL PARERE DI UN DIPENDENTE DELL’AZIENDA DI REZZATO-MAZZANO
Italcementi: forno nuovo inquina meno di due vecchi



Sono un dipendente della ditta Italcementi di Rezzato-Mazzano da 25 anni. Vorrei esprimere il mio parere sulla protesta dei cittadini dei paesi vicini alla Cementeria, contrari alla costruzione di un forno di nuova concezione con contemporanea fermata di due forni in funzione da più di 40 anni. L’Italcementi, per quello che ho visto, è sempre stata un’azienda seria e rispettosa delle regole imposte dalle leggi in materia di inquinamento. Poiché per produrre cemento i forni devono bruciare combustibile solido o liquido continuativamente, è ovvio e inevitabile inquinare l’atmosfera, come d’altronde inquiniamo anche noi che usiamo l’automobile o le altre fabbriche. Sarà opportuno, quindi, adottare tutti i ritrovati tecnologici che consentano di inquinare il meno possibile. Logicamente un forno di nuova concezione consentirà di inquinare molto meno e avere una resa maggiore rispetto a 2 forni obsoleti di 40 anni fa, per lo stesso motivo per cui una automobile moderna consuma molto meno ed inquina molto meno rispetto ad una di 40 anni fa. Ciò non toglie che sia indispensabile una discussione ed un confronto approfondito tra l’Italcementi, i Comuni interessati, i comitati di cittadini, i sindacati (responsabili della tutela del posto di lavoro di circa 200 persone che lavorano in fabbrica, più i lavoratori dell’indotto) per trovare insieme il modo per inquinare sempre meno. Secondo me, potrebbero esserci soluzioni: 1) l’Italcementi, dopo aver ottenuto le autorizzazioni provinciali e regionali, decide la costruzione del forno; 2) l’Italcementi e le parti suddette trovano un accordo per attivare al meglio il progetto. 3) l’Italcementi non fa nessuna miglioria agli impianti e tutto rimane come è; 4) l’Italcementi chiude qui in Italia e investe all’estero (dove molto probabilmente inquinerà molto di più perché in molti Stati non ci sono leggi antinquinamento), come peraltro hanno fatto molti altri imprenditori italiani. L’unica soluzione percorribile per il bene di tutti, mi sembra che sia la seconda. Alla fine, l’inquinamento è un grosso problema per tutto il mondo. Perciò tutti noi dobbiamo dare il nostro anche piccolo contributo usando la bicicletta al posto dell’automobile se appena ci è possibile. Ma se non si vuole produrre cemento, con cosa costruiremo le nostre case? Però noi cittadini possiamo sollecitare non solo l’Italcementi ma anche le altre istituzioni e i Governi soprattutto ad adottare tecnologie ed impianti che riducano il più possibile l’inquinamento. LETTERA FIRMATA

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