Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .
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Tuesday, March 06, 2012

"Il cementificio migliora il paesaggio"

"Il cementificio migliora il paesaggio"
C'è l'ok alla costruzione dell'impianto

Nella foto, la simulazione del nuovo progetto con la torre di 89 metri

Dal Consiglio di Stato il via libera:
la nuova struttura sorgerà
nel Parco dei Colli Euganei

GIUSEPPE SALVAGGIULO
Vince la Italcementi, perdono i comitati di cittadini. E vince l'Ente Parco dei Colli Euganei, schierato con i cementieri contro gli ambientalisti. Il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza del Tar, ha benedetto il nuovo progetto del cementificio di Monselice, nel cuore del Parco dei Colli Euganei, in Veneto. E lo ha fatto con una motivazione originale e destinata a far discutere: il cementificio migliora il paesaggio e la ciminiera alta 89 metri non è un pugno negli occhi - come sostengono gli oppositori - ma un pregevole elemento architettonico.

Scrivono i giudici: "il progetto comporta modifiche positive sotto il profilo paesaggistico (...); adotta soluzioni volte a mitigarne la percezione delle sagome (...), idonee a ridurne l’impatto visivo; realizza un elemento verticale – la discussa torre di 89 metri – il cui sviluppo si accompagna a una qualità architettonica apprezzabile, in linea con le tendenze dell’architettura contemporanea che attribuiscono alle strutture verticali ad elevato contenuto tecnologico la funzione di riqualificare i siti nei luoghi deteriorati (...)".

Prima dell'istituzione del Parco, quarant'anni fa i Colli Euganei erano "colline senza pace": una groviera di cave (un'ottantina) e tre cementifici. La salvezza dei Colli, chiesta dal comitato locale, diventò un caso nazionale grazie agli articoli di denuncia di Paolo Monelli sul "Corriere della Sera" e di Gigi Ghirotti su "La Stampa". La legge del 1971 ha messo all'indice le cave (oggi ne restano solo cinque). E i cementifici? Secondo gli ambientalisti vanno ritenuti "incompatibili con le finalità del Parco" e dismessi, ma la chiusura non è mai stata decisa e quindi continuano a operare. Tanto che la Italcementi, quinto produttore mondiale, ha presentato un progetto di "revamping" (ristrutturazione) dell'impianto di Monselice, con nuove tecnologie e un grande camino in mezzo ai pendii che ispirarono poeti e pittori.

E qui sta il punto: il cementificio rinnovato non si può fare perché è una nuova costruzione e il Parco non lo consente, sostengono ambientalisti e Tar. Si può fare, spiegano Italcementi ed enti locali, perché il progetto "modifica sostanzialmente" il cementificio esistente ma non ne fa nascere uno nuovo. Anzi migliora la situazione anche dal punto di vista ambientale. Questa tesi è stata accolta dal Consiglio di Stato.

Questione chiusa? I comitati non mollano e studiano la prossima mossa. La Italcementi li ha anche citati in tribunale chiedendo un risarcimento danni di 200 mila euro. Dunque la guerra continua. E i Colli Euganei si riscoprono ancora "senza pace".

Friday, March 02, 2012

Italcementi nel Parco dei Colli sì dei giudici alla grande torre

EL PADOVANO

Italcementi nel Parco dei Colli
sì dei giudici alla grande torre

Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar, via libera al piano di ammodernamento della fabbrica. Esultano azienda e lavoratori, ambientalisti furiosi

PADOVA - L’attesa è durata un mese e mezzo. Da una parte i comitati che demonizzavano l’investimento alzando lo scudo a difesa del Parco Colli Euganei, dall’altra il colosso bergamasco Italcementi, che quell’investimento lo difendeva a spada tratta. In mezzo, il revamping: un progetto da oltre 160 milioni di euro per riammodernare e dare maggiore produttività all’impianto di Monselice. Rispettando - è parola di Italcementi - l’ambiente. Un progetto che ha avuto il via libera pure dal Consiglio di Stato. I giudici hanno accolto il ricorso dei legali della multinazionale orobica dopo la decisione, nel maggio 2011, del Tar del Veneto che accogliendo l’esposto dei comitati popolari «E Noi?» e «Lasciateci Respirare», annullava l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dall’Ente Parco Colli il 13 dicembre 2010 e la delibera di approvazione della Commissione di valutazione di impatto ambientale della Giunta Provinciale di Padova del dicembre 2010.
Un pronunciamento quello del Tar con cui di fatto si chiudeva una porta in faccia all’azienda. Porta che ieri pomeriggio - l’udienza romana era stata celebrata il 17 gennaio - è stata riaperta dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha riconosciuto a Italcementi quanto cassato in precedenza dal Tar. Cioè, hanno scritto i giudici «si può concludere che non vi è la creazione di un nuovo impianto, ma la sostituzione di rilevanti strutture che comporterà un impatto globale notevolmente migliorativo dell’esistente, aggiungendo anche un termine per la fine dell’attività industriale (28 anni, ndr) e la rinaturalizzazione successiva del sito, il tutto nel rispetto delle norme vigenti». Tutto l’opposto di quanto ravvisato dal Tar. Oltre a questo si cita pure la salvaguardia degli attuali posti: circa 250 persone. Insomma il dubbio attorno a cui i cittadini si erano divisi tra «pro» e «contro » revamping, è stato risolto in favore di Italcementi e della sua volontà di investire contro il vento della crisi. Il revamping, che nelle idee di Italcementi prevede la costruzione di un’unica torre da 89 metri in sostituzione dei tre forni ora esistenti e la diminuzione del 70% delle emissioni, si può fare.
Quando? Si deciderà in avanti, il prossimo step è il passaggio in Provincia a Padova per l’autorizzazione ambientale integrata. Ma intanto la sentenza di ieri ha già diviso i fronti. Italcementi per bocca di Eric Goulignac, direttore della Cementeria, esprime soddisfazione per «la sentenza in cui si conferma, anche nel merito e in modo inequivocabile, la correttezza della posizione di Italcementi, sia per l'iter sia per il progetto industriale». Umore nero tra i leader dei comitati che non demordono e ricordano come «rimane incredibile che una torre di 89 metri in piena area Parco possa essere considerata un manufatto di qualità architettonica apprezzabile ». Un sorriso invece lo fanno i lavoratori, corsi in assemblea subito dopo la pubblicazione della sentenza. «C’era preoccupazione e ora siamo sollevati», ha detto Marco Benati di Fillea Cgil. Stesse parole del sindaco di Monselice Francesco Lunghi, contento «per la salvaguardia dei posti di lavoro e dell’impresa ». «Questa sentenza - ha commentato Barbara Degani, presidente della Provincia di Padova - riconosce il corretto operato dell’amministrazione provinciale. L’impianto ha una grande rilevanza ambientale e contribuisce al miglioramento della qualità delle emissioni nell’aria».
Nicola Munaro
01 marzo 2012

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