LA NUOVA CALUSCO CEMENTIFICIO ED INCENERITORE di RIFIUTI

MEMORIA SUL CEMENTIFICIO INCENERITORE DI Calusco d'Adda la Pianura Padana resta la zona peggiore d'Europa insieme all'area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).

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Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .
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Saturday, February 21, 2015

Scoppio ed incendio a Calusco sul Web (google e yahoo search)

 
 
 
GOOGLE
  1. Esplosione all'Italcementi di Calusco d'Adda,

    Bergamonews-14 ore fa
    Esplosione in un'azienda a Calusco d'Adda. Intorno alle 14.16 di venerdì 20 febbraio dopo un violento scoppio è divampato un rogo all'Italcementi di via Vittorio ...
    Italcementi: rogo domato - Foto e video
    L'Eco di Bergamo (Comunicati Stampa) (Registrazione)-16 ore fa
    Calusco: domato l'incendio al serbatoio di olio combustibile. Nessun ...
    MerateOnline-16 ore fa
    Scoppio e incendio all'Italcementi: vigili del fuoco al lavoro
    LeccoNotizie.com-16 ore fa
    Italcementi Calusco: esplosione in una cisterna
    Bergamosera-13 ore fa
    ►►
    MerateOnline
    L'Eco di Bergamo (Comunicati Stampa) (Registrazione)
    MerateOnline
    LeccoNotizie.com
    Bergamosera
    L'Unione Sarda
    Approfondisci (Altri 15 articoli)
  2. CALUSCO: UN BOATO, POI LE FIAMME. IN CORSO LE ...

    MerateOnline-17 ore fa
    CALUSCO: UN BOATO, POI LE FIAMME. IN CORSO LE OPERAZIONI DI SPEGNIMENTO DELL'INCENDIO DI UN DEPOSITO DI NAFTA DELL'ITALCEMENTI.
  3. Incendio alla Italcementi di Calusco d'Adda. Vigili del fuoco in azione

    ResegoneOnline-15 ore fa
    Nell'azienda bergamasca, sita al confine con la provincia di Lecco nel pomeriggio di oggi sarebbero divampate le fiamme, precedute da un potente boato.
  4. Il M5S Merate sul caso Italcementi

    MerateOnline-12 ore fa
    ... secondari (CSS) in parziale sostituzione dei combustibili fossili convenzionali utilizzati alla linea di cottura del clinker della cementeria di Calusco d'Adda.
  5. Stabilimento Italcementi a Rezzato: come nasce il progetto del sito

    Ingegneri.info-20 feb 2015
    Un percorso che – a partire dal rinnovamento dell'impianto di Calusco d'Adda (BG) nel 2004, frutto di una collaborazione con Jorrit Tornquist, artista esperto di ...
  6. Paderno: l'aula esprime preoccupazione per Italcementi. "Si ...

    MerateOnline-19 feb 2015
    “Lo stabilimento di Calusco d'Adda è stato progettato per fare cemento, ma se il business ora è quello di bruciare rifiuti e se diventerà preponderante saranno ...
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 YAHOO
 
Calusco, fiamme ed esplosione Italcementi: rogo domato - Foto e video
L'Eco di Bergamo, 16 hours ago
Il boato è stato avvertito da diverse persone a Calusco d’Adda verso le 14,30. Sul posto i pompieri, squadre anche dal Lecchese. L’incendio è divampato alla cementeria Italcementi.
Calusco: incendio nei pressi dell'Italcementi
MerateOnLine, 16 hours ago
Sono in corso in questo momento le operazioni di spegnimento di un incendio sviluppatosi poco fa nei pressi dell'impianto dell'Italcementi, sul territorio comunale di Calusco.
Calusco: il senatore Arrigoni ''interroga'' su Italcementi
MerateOnLine, yesterday
La questione Italcementi di Calusco d'Adda - rischio di inquinamento dell'aria e danni per la salute dei cittadini a causa dell'incremento di combustibili solidi secondari (CSS) per la…
Calusco: domato l'incendio al serbatoio di olio combustibile. Nessun ferito. In…
MerateOnLine, 15 hours ago
Si sono concluse attorno alle 15.30 le operazioni di spegnimento del rogo che ha interessato un serbatoio di olio combustibile utilizzato per accendere i forni della cementeria di Calusco…
Incendio all'Italcementi di Calusco: un'esplosione, serbatoio dell'olio a fuoco
Il Giorno, 16 hours ago
Calusco d'Adda, 20 febbraio 2015 - Drammatico incidente all'Italcementi di Calusco d'Adda, le fiamme sono divampate dopo un boato udito da molte persone intorno alle 14.30. Sul posto sono…
CALUSCO: UN BOATO, POI LE FIAMME. IN CORSO LE OPERAZIONI DI SPEGNIMENTO…
MerateOnLine, 16 hours ago
Dapprima sarebbe stato avvertito uno scoppio poi, improvvisamente, si sarebbero levate le fiamme accompagnate da una densa colonna di fumo nero. Un incendio si è sviluppato nel primo…
Calusco: in fiamme una cisterna di olio oggetto di svuotamento. Incendio domato…
MerateOnLine, 11 hours ago
I residenti delle vicine abitazioni così come chi si trovava a lavorare nei negozi e nelle aziende a ridosso della cementeria raccontano di avere sentito un'esplosione violentissima…
Bergamo: esplosione alla Italcementi, nessun ferito
Adnkronos News via Yahoo Italia Notizie, 14 hours ago
Milano, 20 feb. - (AdnKronos) - Ancora non si hanno dettagli precisi della dinamica e delle cause che hanno provocato, oggi, attorno alle ore 14, un’esplosione e un incendio ad un serbatoio…
Senato, interrogazioni seduta 18 febbraio: Arrigoni
TMNews via Yahoo Italia Notizie, yesterday
Roma, 20 feb. (askanews) - ARRIGONI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute -
Senato, interrogazioni seduta 18 febbraio: Arrigoni -2-
TMNews via Yahoo Italia Notizie, yesterday
Roma, 20 feb. (askanews) - Infatti, l'area di ubicazione del cementificio ricade in zona classificata di classe A dal piano di risanamento dell'inquinamento atmosferico della Regione…
Senato, interrogazioni seduta 18 febbraio: Arrigoni -8-
TMNews via Yahoo Italia Notizie, yesterday
Roma, 20 feb. (askanews) - Si chiede di sapere:
Senato, interrogazioni seduta 18 febbraio: Arrigoni -3-
TMNews via Yahoo Italia Notizie, yesterday
Roma, 20 feb. (askanews) - Dei Comuni di Paderno d'Adda, Imbersago, Robbiate, Verderio e Solza, che nel dicembre 2014 avevano chiesto alla Provincia di Bergamo, tramite una lettera pubblica,…
Il M5S Merate sul caso Italcementi
MerateOnLine, 11 hours ago
Egregio sig. dr. Matteo Rossi Presidente Provincia di Bergamo protocollo@pec.provincia.bergamo.it p.c. Gent.ma avv. Claudia Maria Terzi Assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile…
Paderno: l'aula esprime preoccupazione per Italcementi. "Si chiedono garanzie"
MerateOnLine, 23 hours ago
Nel corso del consiglio comunale di martedì, e per rispondere all’interrogazione presentata dalla minoranza di “Paderno Cambia”, il sindaco Renzo Rotta ha fatto il punto della situazione in…
Pubblicato da Unknown alle 8:26:00 pm No comments:
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Esplosione all'Italcementi di Calusco d'Adda

Esplosione in un'azienda a Calusco d'Adda. Intorno alle 14.16 di venerdì 20 febbraio dopo un violento scoppio è divampato un rogo all'Italcementi di via Vittorio Emanuele 419. L'azienda ha spiegato che l'incendio è scoppiato "durante un’operazione di svuotamento del serbatoio dell’olio combustibile effettuata da una ditta specializzata esterna".

Esplosione all'Italcementi di Calusco d'AddaEsplosione all'Italcementi
di Calusco d'Adda,
nessun ferito


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 Esplosione in un'azienda a Calusco d'Adda. Intorno alle 14.16 di venerdì 20 febbraio dopo un violento scoppio è divampato un rogo all'Italcementi di via Vittorio Emanuele 419.
L'azienda ha spiegato che l'incendio è scoppiato "durante un’operazione di svuotamento del serbatoio dell’olio combustibile – effettuata da una ditta specializzata esterna - in programma nell’ambito del passaggio della cementeria dall’utilizzo di olio combustibile al più ecologico metano".
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Merate e Bergamo che in breve tempo sono riusciti a spegnere l’incendio e a riportare la situazione sotto controllo.
Non si sono verificati danni a persone o cose, a parte il serbatoio stesso.
Nel frattempo è stata fatta evacuare una scuola nelle vicinanze.
Mentre una colonna di fumo nera si vede anche dai comuni vicini. 
Pochi minuti dopo le prime fiammate, interviengono i sindacati il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza si è recato sul posto per assicurarsi che non ci fossero persone coinvolte. “Pur preoccupati per quanto accaduto, siamo sollevati dall’apprendere che nessun lavoratore sia stato ferito nell’incidente - dichiarano Luciana Fratus per la Fillea-Cgil, Umberto Giudici di Filca-Cisl eGiuseppe Mancin della Feneal-Uil di Bergamo -. Unitamente alle Rsu di Calusco, abbiamo già formalmente chiesto alla direzione aziendale un confronto su quanto accaduto. Con ogni probabilità la questione sarà affrontata già martedì, in occasione di un incontro fissato su altre tematiche”.
Pubblicato da Unknown alle 6:42:00 am No comments:
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Scoppio e incendio all’Italcementi: vigili del fuoco al lavoro

Scoppio e incendio all’Italcementi: vigili del fuoco al lavoro


Vigili del fuoco (8)CALUSCO – Incendio alla Italcementi di Calusco d’Adda: nel primo pomeriggio di venerdì, uno scoppio, forse di una cisterna, avrebbe innescato il rogo che ha impegnato diverse squadre di pompieri, due giunte dal distaccamento di Merate.
Sul posto anche il personale sanitario. Una densa cortina di fumo nero, ben visibile da alcuni chilometri di distanza, si è levata dall’impianto.  Secondo le informazioni emerse, l’incidente sarebbe avvenuto nel corso di  un’operazione di svuotamento del serbatoio dell’olio combustibile che sarebbe stata effettuata da una azienda esterna e specializzata.
Nei giorni scorsi la questione Italcementi di Calusco d’Adda, connessa al rischio di inquinamento dell’aria e danni per la salute dei cittadini a causa dell’incremento di combustibili solidi secondari (CSS) per la produzione del cemento, era approdata in Parlamento.
Il senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Ambiente finalizzata a sapere innanzitutto “se nella ricognizione dello stato di utilizzo dei combustibili solidi secondari da parte dei cementifici sul territorio nazionale sia stato preso in considerazione l’impianto Italcementi di Calusco d’Adda”.
In secondo luogo “se il Ministro non intenda assumere le opportune iniziative a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, anche utilizzando l’ARPA e il NOE, per verificare lo stato dei luoghi e il livello d’inquinamento dell’area in cui sorge il cementificio, nonché il tipo di CSS utilizzato dall’Azienda (se CSS o CSS-Combustibile ossia combustibile certificato e di qualità), la sua tracciabilità, la quantità e qualità degli inquinanti che l’impianto prospetta di emettere a seguito all’incremento di utilizzo di CSS, nonché i monitoraggi previsti”.
L’intenzione da parte di Italcementi, spiega il senatore della Lega, “sarebbe quella di utilizzare nello stabilimento di Calusco d’Adda come combustibile alternativo rifiuti catalogati come CSS (fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme, come pneumatici usati e scarti d’imballaggi di plastica non riciclabili) con un enorme aumento di tonnellate impiegate, passando da 30.000 a 110.000 tonnellate annue”.
L’aumento non sarebbe di non poco conto, anche considerato che “l’area dell’ubicazione del cementificio ricade in zona classificata di classe A dal Piano di Risanamento dell’Inquinamento Atmosferico della Regione Lombardia. Ciò evidenzia un elevato inquinamento di fondo – sottolinea il senatore del Carroccio – Pertanto il contributo quantitativo e qualitativo di inquinanti sul territorio attuato da Italcementi dovrebbe essere oggetto di una maggiore e costante attenzione e controllo, per tutelare la salute degli abitanti e degli ecosistemi presenti, anche in considerazione della presenza del Parco Adda Nord con le tutele ambientali che ne conseguono”.
italcementiAnche in Regione, questa volta i portavoce del Movimento 5 Stelle, il 17 febbraio hanno inviato Matteo Rossi, Presidente della Provincia di Bergamo, una lettera sul caso Italcementi.
“I Consiglieri Regionali Gianmarco Corbetta e Giampietro Maccabiani hanno raccolto e dato voce alle istanze dei cittadini del territorio meratese, fortemente contrari alla richiesta di Italcementi di bruciare fino a 110mila tonnellate annue di rifiuti come Combustibile Solido Secondario e preoccupati degli effetti di una simile pratica sull’ambiente e sulla salute degli abitanti – spiegano i pentastellati – La lettera vuole sollecitare una maggiore attenzione da parte della Provincia di Bergamo sul tema e suggerire delle proposte al fine di ridurre l’impatto ambientale generale di Italcementi, che è già adesso particolarmente pesante per il territorio dal punto di vista delle emissioni”.Scoppio e incendio all’Italcementi: vigili del fuoco al lavoro
Pubblicato da Unknown alle 6:39:00 am No comments:
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Calusco: incendio nei pressi dell'Italcementi

Calusco: incendio nei pressi dell'Italcementi

Altri comuni, Paderno D'Adda
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Sono in corso in questo momento le operazioni di spegnimento di un incendio sviluppatosi poco fa nei pressi dell'impianto dell'Italcementi, sul territorio comunale di Calusco.
La colonna di fumo
Imponente la colonna di fumo nero che si leva dall'area interessata dalla fiamme. Sembrerebbe infatti che a prendere fuoco sia stato un serbatoio contenente del combustibile.
Al lavoro due squadre di pompieri meratesi in attesa dell'arrivo in posto - se sarà necessario - anche dei colleghi bergamaschi.  Maggiori informazioni appena possibile.
Calusco: incendio nei pressi dell'Italcementi
Pubblicato da Unknown alle 6:37:00 am No comments:
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Paderno: l'aula esprime preoccupazione per Italcementi. "Si chiedono garanzie"

Paderno: l'aula esprime preoccupazione per Italcementi. "Si chiedono garanzie"

Paderno D'Adda
  Paderno: l'aula esprime preoccupazione per Italcementi. "Si chiedono garanzie"

Nel corso del consiglio comunale di martedì, e per rispondere all’interrogazione presentata dalla minoranza di “Paderno Cambia”, il sindaco Renzo Rotta ha fatto il punto della situazione in merito alla richiesta di Italcementi alla Provincia di Bergamo di poter utilizzare un maggior quantitativo di rifiuti come combustile.
Da destra l'assessore Marinella Corno, il segretario Rosa Renda
il sindaco Renzo Rotta, l'assessore Gianpaolo Villa
“Il progetto dell’azienda è stato redatto da un pool di esperti ed è molto approfondito – ha spiegato il Sindaco - quello che in particolare ha lasciato perplessi i sindaci che hanno partecipato alla conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Bergamo è stata però la mancanza di trasparenza da parte dell’azienda. A differenza di 10 anni fa, quando Italcementi iniziò a recuperare combustibile bruciando i primi rifiuti Cdr, in questa occasione i comuni vicini allo stabilimento non sono stati nemmeno informati”.
“I comuni di Paderno, Verderio, Imbersago e Robbiate sono riusciti a fare richiesta di partecipare alla conferenza dei servizi per lo studio di impatto ambientale nell’ultimo giorno disponibile, e in quella sede abbiamo individuato diversi punti sensibili da sottoporre a Italcementi: conoscere il tracciamento e la filiera dei Css che verranno bruciati, la possibilità che l’Arpa faccia controlli a sorpresa sia in fasi diurne che notturne e la richiesta di uno studio che tenga conto delle emissioni cumulative in base al livello già presente sul territorio”, ha continuato il Sindaco.
I Css sono rifiuti riciclati in modo non conforme e che diventano combustibili bruciabili nei cementifici a temperature superiori ai 1400 gradi. Il Ministero dell’Ambiente ritiene questa temperatura sufficiente per bruciare ogni residuo e a far cadere all’interno del clinker i composti organici (inclusa la diossina) per il cemento.
“Ci sono 125 tipologie di Css che rispondono al Codice Europeo sui Rifiuti – ha spiegato ancora Renzo Rotta -  Italcementi ne vorrebbe bruciare 8, ma a nostro parere emergerebbe già qualche problema sui fanghi essiccati di tipo industriale in quanto possono contenere metalli pesanti e componenti non idonei alla bruciatura. Non vorremmo scoprire tra vent’anni che un prodotto è inquinante, per questo è fondamentale essere sicuri di tutti i passaggi nella filiera di provenienza dei rifiuti e che vengano controllati sia per quanto riguarda la loro qualità che la loro quantità in ogni momento del processo di combustione e di sostituzione del combustibile”.
“Come altri enti, abbiamo poi rilevato la mancanza di uno studio da parte di Italcementi sulle linee guida per la componente della salute pubblica e richiesto di coinvolgere l’Asl di Lecco per controlli sanitari e indagini epidemiologiche nel nostro territorio”.
La minoranza consigliare: da destra Matteo Crippa, Bruno Spreafico, Ivonne Magno e Riccardo Villa
“Italcementi – ha concluso il sindaco Rotta prima di fare uno strappo al regolamento del consiglio comunale offrendo l’opportunità, vista l’importanza del tema, di aprire un dibattito in aula – ha fatto richiesta di bruciare 110 mila tonnellate annue di Css per riuscire a stare sul mercato. I Css non solo costano meno rispetto all’utilizzo di coke petrolifero che andrebbero a ridurre sensibilmente, ma l’azienda riceverebbe anche dei finanziamenti pubblici per il loro smaltimento. Chiediamo che una parte del denaro risparmiato venga utilizzato per misure di sicurezza ambientale e per la tutela della salute pubblica: la messa in opera di un abbattitore di Ossido di Azoto (i cui valori sono già molto vicini alla soglia limite), il posizionamento di alcune centraline di monitoraggio dei valori atmosferici nella nostra zona e l’adesione al protocollo Emas che certifica gli strumenti utilizzati nei processi produttivi da parte dei privati”.
La parola è quindi passata al capogruppo di minoranza Matteo Crippa che ha fatto notare come Italcementi non abbia iniziato con il piede giusto non comunicando le loro intenzioni: “Anche se in modo legale Italcementi inquina, per cui deve fornire tutte le garanzie necessarie. Personalmente ritengo fondamentale uno studio sull’analisi del rischio, i dati che abbiamo sono quelli dell’impianto in funzionamento ma cosa accadrebbe se qualcosa dovesse andare storto o qualora il processo di produzione dovesse essere riavviato?” ha domandato il consigliere Crippa. “Lo stabilimento di Calusco d’Adda è stato progettato per fare cemento, ma se il business ora è quello di bruciare rifiuti e se diventerà preponderante saranno evidenziate le carenze dell’impianto”.
“Il Comune di Paderno viene da 10 anni di sedute burrascose con Italcementi in cui non abbiamo ottenuto nulla” ha aggiunto al dibattito l’assessore all’ambiente Valentino Casiraghi. “Non è facile partecipare al tavolo della discussione perché nessuno di noi ha le competenze per trattare i temi che Italcementi affida a professionisti e non è semplice trovare qualcuno che ci dia una mano dal punto di vista tecnico. In ogni caso non perderemo di vista nemmeno per un secondo il loro progetto industriale, a cominciare dall’impegno assunto dall’azienda nella realizzazione dello scalo ferroviario per il trasporto materiali che farebbe sparire circa 6600 camion all’anno dalla strada”.
L’assemblea si è poi conclusa con la richiesta del capogruppo di maggioranza, Gianpaolo Torchio, di riconoscere che l’amministrazione di Paderno si è mossa subito ed è riuscita ad allargare la partecipazione sulla questione.
Pubblicato da Unknown alle 6:32:00 am No comments:
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Friday, February 20, 2015

La vicenda dell'Italcementi di Calusco d’Adda approda in Parlamento

La vicenda dell'Italcementi di Calusco d’Adda approda in Parlamento


Interrogazione del senatore lecchese della Lega Nord, Paolo Arrigoni sulla vicenda legata alla fabbrica bergamasca, al confine con la provincia di Lecco
italcementi calusco
Lo stabilimento Italcementi di Calusco d'Adda (Bg)
La questione Italcementi di Calusco d’Adda - rischio di inquinamento dell’aria e danni per la salute dei cittadini a causa dell’incremento di combustibili solidi secondari (CSS) per la produzione del cemento - è approdata in Parlamento.
Ieri il senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni, sulla scorta degli impegni che il Governo ha assunto in Senato dopo l’approvazione di una mozione in materia di CSS a settembre 2013, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Ambiente finalizzata a sapere innanzitutto “se nella ricognizione dello stato di utilizzo dei combustibili solidi secondari da parte dei cementifici sul territorio nazionale sia stato preso in considerazione l’impianto Italcementi di Calusco d’Adda”.
In secondo luogo “se il Ministro non intenda assumere le opportune iniziative a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, anche utilizzando l’ARPA (Azienda regionale per la protezione dell'ambiente) e il NOE (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri), per verificare lo stato dei luoghi e il livello d’inquinamento dell'area in cui sorge il cementificio, nonché il tipo di CSS utilizzato dall’Azienda (se CSS o CSS-Combustibile ossia combustibile certificato e di qualità), la sua tracciabilità, la quantità e qualità degli inquinanti che l’impianto prospetta di emettere a seguito all’incremento di utilizzo di CSS, nonché i monitoraggi previsti”.
L’intenzione da parte di Italcementi S.p.A. sarebbe quella di utilizzare nello stabilimento di Calusco d’Adda come combustibile alternativo rifiuti catalogati come CSS (fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme, come pneumatici usati e scarti d’imballaggi di plastica non riciclabili) con un enorme aumento di tonnellate impiegate, passando da 30.000 a 110.000 tonnellate annue.
L’aumento non è di non poco conto, anche considerato che “l’area dell’ubicazione del cementificio ricade in zona classificata di classe A dal Piano di Risanamento dell’Inquinamento Atmosferico della Regione Lombardia. Ciò evidenzia un elevato inquinamento di fondo – sottolinea il senatore del Carroccio – Pertanto il contributo quantitativo e qualitativo di inquinanti sul territorio attuato da Italcementi dovrebbe essere oggetto di una maggiore e costante attenzione e controllo, per tutelare la salute degli abitanti e degli ecosistemi presenti, anche in considerazione della presenza del Parco Adda Nord con le tutele ambientali che ne conseguono”.
Pubblicato da Unknown alle 8:03:00 am No comments:
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Calusco: il senatore Arrigoni ''interroga'' su Italcementi

Calusco: il senatore Arrigoni ''interroga'' su Italcementi

Altri comuni
  

Il senatore Paolo Arrigoni
La questione Italcementi di Calusco d'Adda - rischio di inquinamento dell'aria e danni per la salute dei cittadini a causa dell'incremento di combustibili solidi secondari (CSS) per la produzione del cemento - è approdata in Parlamento.

Ieri il senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni, sulla scorta degli impegni che il Governo ha assunto in Senato dopo l'approvazione di una mozione in materia di CSS a settembre 2013, ha presentato un'interrogazione a risposta scritta al Ministro dell'Ambiente finalizzata a sapere innanzitutto "se nella ricognizione dello stato di utilizzo dei combustibili solidi secondari da parte dei cementifici sul territorio nazionale sia stato preso in considerazione l'impianto Italcementi di Calusco d'Adda".

In secondo luogo "se il Ministro non intenda assumere le opportune iniziative a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini, anche utilizzando l'ARPA e il NOE, per verificare lo stato dei luoghi e il livello d'inquinamento dell'area in cui sorge il cementificio, nonché il tipo di CSS utilizzato dall'Azienda (se CSS o CSS-Combustibile ossia combustibile certificato e di qualità), la sua tracciabilità, la quantità e qualità degli inquinanti che l'impianto prospetta di emettere a seguito all'incremento di utilizzo di CSS, nonché i monitoraggi previsti".

L'intenzione da parte di Italcementi S.p.A. sarebbe quella di utilizzare nello stabilimento di Calusco d'Adda come combustibile alternativo rifiuti catalogati come CSS (fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme, come pneumatici usati e scarti d'imballaggi di plastica non riciclabili) con un enorme aumento di tonnellate impiegate, passando da 30.000 a 110.000 tonnellate annue.

L'aumento non è di non poco conto, anche considerato che "l'area dell'ubicazione del cementificio ricade in zona classificata di classe A dal Piano di Risanamento dell'Inquinamento Atmosferico della Regione Lombardia. Ciò evidenzia un elevato inquinamento di fondo - sottolinea il senatore del Carroccio - Pertanto il contributo quantitativo e qualitativo di inquinanti sul territorio attuato da Italcementi dovrebbe essere oggetto di una maggiore e costante attenzione e controllo, per tutelare la salute degli abitanti e degli ecosistemi presenti, anche in considerazione della presenza del Parco Adda Nord con le tutele ambientali che ne conseguono".



In allegato il testo dell'interrogazione CLICCA QUI


Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03482 Atto n. 4-03482 Pubblicato il 18 febbraio 2015, 

nella seduta n. 394 ARRIGONI- Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. - Premesso che: in recenti articoli di stampa è emersa l'intenzione da parte di Italcementi SpA di utilizzare nello stabilimento sito a Calusco d'Adda come combustibile alternativo rifiuti catalogati come CSS (combustibile solido secondario), con un enorme aumento di tonnellate utilizzate, passando da 30.000 a 110.000 tonnellate annue; tale incremento del combustibile utilizzato incrementerebbe dall'attuale 15 per cento al 62 per cento la fornitura di energia alternativa ai combustibili fossili per la produzione di cemento; il progetto modificherebbe sensibilmente il protocollo d'intesa sottoscritto nel maggio 2012 con le amministrazioni locali del territorio e potrebbe causare un notevole aumento delle emissioni di ossidi di azoto e polveri sottili (PM 10 e PM 2.5) nell'aria; ricerche svolte sul territorio regionale dall'università degli studi di Milano hanno rilevato correlazione tra picchi di inquinamento atmosferico (ossidi di azoto, PM10) e impatti sulla salute degli abitanti del territorio; infatti, l'area di ubicazione del cementificio ricade in zona classificata di classe A dal piano di risanamento dell'inquinamento atmosferico della Regione Lombardia e ciò evidenzia un elevato inquinamento di fondo; pertanto, il contributo quantitativo e qualitativo di inquinanti sul territorio attuato da Italcementi dovrebbe essere oggetto di una maggiore e costante attenzione e controllo, per tutelare la salute degli abitanti e degli ecosistemi presenti, anche in considerazione della presenza del parco Adda nord con le tutele ambientali che ne conseguono; da notizie di stampa si apprende che come CSS saranno utilizzati fanghi derivati da trattamento delle acque reflue, plastiche e gomme, come pneumatici usati e scarti d'imballaggi di plastica non riciclabili; mercoledì 11 febbraio 2015 si è tenuto il primo incontro della conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Bergamo per confrontarsi con gli enti interessati sulla richiesta di Italcementi di aumentare i rifiuti CSS bruciati nello stabilimento di Calusco d'Adda. Alla conferenza, oltre a Italcementi, alla Provincia di Bergamo, all'ASL e all'ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) e al Comune di Calusco, hanno partecipato i sindaci o i loro delegati dei Comuni di Paderno d'Adda, Imbersago, Robbiate, Verderio e Solza, che nel dicembre 2014 avevano chiesto alla Provincia di Bergamo, tramite una lettera pubblica, di prendere parte alla procedura di verifica di impatto ambientale sul progetto di Italcementi, nonché del Comune di Merate che ha partecipato in qualità di semplice uditore; secondo il parere degli amministratori coinvolti si è trattato di un incontro interlocutorio, il primo di un percorso che ricomincerà il 6 marzo 2015 e che, in quella data, vedrà i Comuni del meratese portare sul tavolo della Provincia di Bergamo le proprie osservazioni tecniche; i punti principali in discussione riguardano la tracciabilità e la qualità dei rifiuti bruciati, che il territorio chiede che vengano garantiti da un ente terzo, così come i controlli sulle emissioni; un altro punto ha riguardato lo scalo ferroviario tra lo stabilimento e la stazione di Calusco d'Adda della cui costruzione, secondo gli accordi del 2012, Italcementi si sarebbe dovuta occupare e sui quali, invece, lamenta difficoltà con le Ferrovie dello Stato che non si interessano  per pareggiare il potere calorifico del carbone occorrono 1,8 chilogrammi di CSS per ciascun chilogrammo di carbone; pertanto, l'incremento della produzione dell'impianto in combinazione con la mancata realizzazione dello scalo ferroviario e il minor potere calorifico del carbone creerà senz'altro un incremento cospicuo del traffico indotto dal trasporto del combustibile su gomma che incrementerà gli impatti sulle matrici ambientali atmosfera e rumore; recentemente, il Governo, con l'articolo 35 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, ha previsto un piano nazionale per individuare la capacità complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati degli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati a livello nazionale e uno dei requisiti posti per il funzionamento degli impianti è stato il rispetto delle disposizioni sulla qualità dell'aria di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155; inoltre, il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 14 febbraio 2013, n. 22, recante "Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS), ai sensi dell'articolo 184-ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni", all'articolo 15, prevede l'istituzione di un comitato di vigilanza e controllo, presso il Ministero, con il compito, tra gli altri, di garantire il monitoraggio della produzione e dell'utilizzo del CSS-combustibile ai fini di una maggiore tutela ambientale nonché la verifica dell'applicazione di criteri di efficienza, efficacia ed economicità e, inoltre, di intraprendere le iniziative idonee a portare a conoscenza del pubblico informazioni utili o opportune in relazione alla produzione e all'utilizzo del CSScombustibile, anche sulla base dei dati trasmessi dai produttori e dagli utilizzatori; peraltro, il 4 settembre 2013, l'Assemblea del Senato ha discusso una serie di mozioni presentate da tutti gruppi parlamentari, sull'utilizzo del CSS e sulle implicazioni che ciò comporta per la salute dei cittadini, e il 12 settembre 2013 ha approvato una mozione (1-00135) che, tra l'altro, impegna il Governo: «ad avviare i necessari approfondimenti tecnici per verificare se e a quali condizioni l'utilizzo del CSS nei cementifici non determina rischi per la salute e per l'ambiente, con particolare riferimento alle effettive emissioni di sostanze inquinanti derivanti dall'uso dei rifiuti come combustibili, che tengano conto non solo del funzionamento degli impianti a regime e in condizioni di massima sicurezza, ma anche dei possibili rischi derivanti da malfunzionamenti o errori in fase di gestione; a fornire, a seguito di tali accertamenti preliminari, un quadro aggiornato sull'attuazione, da parte dei settori industriali coinvolti, del potenziale costituito dal CSS fornendo anche informazioni circa i processi autorizzativi avviati a seguito dell'entrata in vigore del decreto ministeriale n. 22 del 2013, nonché a rendere alle competenti Commissioni parlamentari ogni necessaria informativa relativa alle verifiche tecniche attuate e al vaglio dei risultati di tali verifiche, nonché ai dati di utilizzo del CSS, anche sulla base delle comunicazioni annuali previste dall'articolo 14 del decreto ministeriale n. 22 del 2013 a carico dei produttori e degli utilizzatori di CSS; ad adottare tutte le iniziative necessarie a tutela della salute e dell'ambiente, anche integrative o, se necessario, di modifica del decreto ministeriale n. 22 del 2013; a rafforzare con ogni strumento a disposizione, in particolare in materia di emissioni inquinanti, il processo di costruzione di un moderno ed efficace sistema di controlli ambientali in tempo reale, al fine di garantire ai cittadini effettive ed efficaci forme di tutela della salute e assieme dell'ambiente, anche con la prescrizione di precise procedure tecniche che impongano agli operatori l'obbligo di rendere disponibili on line i dati raccolti; a prevedere adeguati strumenti di informazione e consultazione in relazione ai progetti di utilizzo, nell'ambito dei singoli cementifici, dei combustibili alternativi, tra cui i CSS, in luogo dei combustibili tradizionali (carbone, pet-coke, eccetera), in particolare prevedendo forme di coinvolgimento delle Regioni interessate a tali processi; a garantire la completa e verificata applicazione della normativa ambientale relativa all'esercizio degli impianti di produzione di cemento a ciclo completo, nonché di prevedere norme ad hoc per garantire la completa trasparenza e aderenza alle severe norme comunitarie in materia di emissioni, nei processi di autorizzazione, che, nel caso di istanza da parte del gestore dell'impianto di utilizzo, dovranno essere considerati uno ad uno dall'autorità competente; a procedere rapidamente alla costituzione del comitato di vigilanza e controllo previsto all'articolo 15 del decreto ministeriale n. 22 del 2013; a definire linee guida atte a verificare che gli impianti utilizzatori del CSS posseggano tecnologie di processo e di trattamento degli effluenti gassosi, liquidi e solidi, tali da garantire la qualità e la quantità delle emissioni nel rispetto delle normative di settore», si chiede di sapere: se e come il Governo abbia attuato gli impegni impartiti dall'Assemblea del Senato a seguito dell'approvazione della mozione 1-00135 del 12 settembre 2013 e se nella ricognizione dello stato di utilizzo del CSS da parte dei cementifici sul territorio nazionale sia stato preso in considerazione l'impianto Italcementi di Calusco d'Adda; se i Ministri in indirizzo non intendano assumere le opportune iniziative a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini, anche utilizzando l'ARPA e il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, per verificare lo stato dei luoghi e il livello d'inquinamento dell'area in cui sorge il cementificio, nonché il tipo di CSS utilizzato dall'azienda (se CSS o CSS-combustibile ossia combustibile certificato e di qualità), la tracciabilità del combustibile, la quantità e qualità degli inquinanti che si prevede l'impianto possa emettere a seguito all'incremento di utilizzo di CSS, nonché i monitoraggi previsti.
Pubblicato da Unknown alle 7:57:00 am No comments:
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Thursday, February 19, 2015

ITALCEMENTI: FINALMENTE UN’ASSEMBLEA PUBBLICA!

ITALCEMENTI: FINALMENTE UN’ASSEMBLEA PUBBLICA!

Ci sono voluti “solo” alcuni mesi, ma finalmente l’Amministrazione Comunale si è decisa a convocare un’assemblea pubblica riguardo al progetto presentato da Italcementi per l’utilizzo di combustibili alternativi nell’impianto di Calusco d’Adda. L’incontro è fissato per venerdì 27 febbraio presso la Sala Civica S. Fedele.
La notizia, pubblicata anche sul sito del Comune arriva dopo numerose sollecitazioni anche da parte di Lineacomune, e dopo la prima riunione della Conferenza dei Servizi (ovvero dell’organismo che dovrà rilasciare l’autorizzazione ad Italcementi per l’utilizzo dei combustibili alternativi) avvenuta lo scorso mercoledì 11 febbraio.
Senza entrare nei dettagli del progetto, facciamo qualche passo indietro per rinfrescarci la memoria su quanto è accaduto negli ultimi mesi:
  • Italcementi ha illustrato il progetto ai consiglieri comunali lo scorso luglio, per poi presentare richiesta di autorizzazione alla Provincia di Bergamo a metà ottobre.
  • A novembre l’Amministrazione ha convocato un Tavolo Tecnico (composto da Sindaco, due assessori, un consigliere di minoranza, un tecnico del Comune, un rappresentante di Agenda 21 ed un tecnico esterno esperto in materia); il tavolo si è riunito un’unica volta.
  • A dicembre, finalmente, il Sindaco ha convocato una riunione tra consiglieri (e non un consiglio comunale, né una commissione consiliare) in cui discutere del progetto da un punto di vista politico, oltre che tecnico.
  • A metà di gennaio, ormai vicini al termine ultimo per la presentazione di osservazioni alla Provincia in merito al progetto da autorizzare, colpiti dal silenzio della nostra Amministrazione, come gruppo di minoranza abbiamo ritenuto opportuno presentare un nostro documento alla Provincia, contenente alcune osservazioni in merito al progetto presentato da Italcementi e più in generale in merito alla gestione dei rifiuti nella nostra zona. Qui trovate il documento che abbiamo inviato, così che tutti possiate conoscere la nostra posizione: Osservazioni Lineacomune
In tutti questi mesi, da parte della nostra Amministrazione non c’è stata nessuna comunicazione con la cittadinanza, se non attraverso qualche articolo di giornale, né  è stato indetto un Consiglio Comunale in cui discutere pubblicamente del progetto di Italcementi, nonostante le tante richieste avanzate sia da Lineacomune che dai cittadini.
Spiace anche dire che il nostro Sindaco non ha gradito che Lineacomune abbia presentato un suo documento alla Provincia: anziché apprezzare l’attiva partecipazione della sua minoranza, ha bollato il nostro gesto come frutto di una “logica opportunistica” da biasimare (ancora non abbiamo capito il senso delle sue obiezioni…) e ha quindi deciso di tagliare fuori la minoranza da qualsiasi tavolo di incontro, sia tecnico che politico. In altre parole, dallo scorso dicembre non abbiamo più ricevuto informazioni dal Sindaco, e la minoranza non è più stata convocata al Tavolo Tecnico né ad altri incontri consiliari. Quindi anche Lineacomune, come qualsiasi altro cittadino, attende con ansia l’assemblea del prossimo 27 febbraio.
Ricordiamo che Italcementi ha presentato la sua richiesta di autorizzazione alla Provincia di Bergamo, ente competente in materia, e che il Comune di Calusco è tra gli enti coinvolti nella Conferenza dei Servizi. Cliccando qui è possibile trovare sia il progetto presentato da Italcementi che le osservazioni presentata da Lineacomune e da alcuni Comuni limitrofi, oltre che da cittadini ed associazioni.
Sul nostro sito potete invece trovare l’articolo dell’ultimo numero de Il Giallo in cui abbiamo trattato la questione di Italcementi:http://lineacomune.altervista.org/il-giallo-4-italcementi-triplica-i-rifiuti/
Se volete contattare Lineacomune, potete utilizzare l’indirizzo mailinfo@lineacomunecalusco.it, scriverci sulla nostra pagina Facebook oppure partecipare ad una delle nostre periodiche riunioni.
Pubblicato da Unknown alle 8:19:00 am No comments:
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Sunday, February 15, 2015

Le osservazioni del comune di Paderno d'Adda

PROMEMORIA PER LA CONFERENZA V.I.A. SU

 PROGETTO ITALCEMENTI DEL 11.02.2015 PRESSO LA

 PROVINCIA DI BERGAMO


PREMESSA

Il progetto è stato consegnato alla Provincia di Bergamo il 15 ottobre 2014; l’avviso di avviamento del procedimento è stato pubblicato solo sull’Eco di Bergamo il 17 ottobre 2014. Gli Enti locali (escluso Calusco) sono venuti a conoscenza solo tramite notizie di stampa; la documentazione inerente il precedente progetto di utilizzo di combustibili alternativi era stata recapitata a tutti i Consiglieri Comunali.
La legge non lo prevede ma il buon senso si, almeno in termini di trasparenza e di consuetudine e ciò a discapito della sempre tanto invocata trasparenza (soprattutto da parte dei politici).

In secondo luogo si evidenzia che si é attivato un nuovo iter procedurale finalizzato all’aumento dell’utilizzo di combustibili alternativi senza aver concluso, in modo definitivo, la prima fase con la riattivazione del raccordo ferroviario per il conferimento di combustibile e trasporto di materiale prodotto;


1.      conoscere in dettaglio la filiera, procedure e controlli, al fine della tracciabilità dei combustibili utilizzati (siano essi CDR, CSS o petcoke = coke di petrolio ). A seconda delle combinazioni dei parametri sono individuati 125 tipologie di CSS, di cui quelle classificate in classe I e II sono idonee per la combustione nei cementifici. Si richiede la limitazione della tipologia di materiali classificati CSS);



2.      conoscere e/o approfondire la qualità ed il quantitativo di emissioni durante la fase transitoria, ovvero come vengono gestite e controllate quelle variabili di processo (movimenti anomali di funzionamento, come ad esempio una cattiva combustione evidenziato dall’aumento di concentrazione di monossido di C, i momenti di avvio e fermata dell’impianto, ecc.) ove diverse condizioni operative (qualità e quantità del CSS immesso nel forno, mescolanze dei vari combustibili, ecc.) possono determinare diverse temperature con incidenza sulle emissioni in atmosfera. Una cattiva combustione, per eccesso di monossido di carbonio (CO) significa temperature nettamente inferiori ai 1.400 °C; in tali momenti transitori non esistono limiti per le emissioni che invece valgono per il normale funzionamento. Nell’AIA invece tra le prescrizioni si inseriscono i limiti per le emissioni fuggitive, i malfunzionamenti e l’arresto dell’impianto (comma 7, art. 7, D. Lgs. n. 59/2005 7 :“L'autorizzazione integrata ambientale contiene le misure relative alle condizioni diverse da quelle di normale esercizio, in particolare per le fasi di avvio e di arresto dell'impianto, per le emissioni fuggitive, per i malfunzionamenti, e per l'arresto definitivo dell'impianto”);

3.      approfondire lo studio SIA in quanto non sono evidenziati adeguatamente gli impatti cumulativi. Correlazione tra picchi di inquinamento (NOx – Ossido di azoto e PM10) e impatti sulla salute nei territori ricadenti in classe A, considerato l’inquinamento di fondo già elevato si aggiunge il contributo significativo del sito Italcementi;

4.      applicare le linee guida per la  componente salute pubblica degli studi SIA (delibera regionale X/1266 del 24 gennaio 2014), regolamento regionale;

5.      predisposizione di un  protocollo di sperimentazione che tenga monitorato anche  l’evoluzione nel tempo delle emissioni, assoggettandole ad un accurato, specifico e costante controllo;

6.      istituzione dell’Osservatorio ambientale previsto dall’art. 8 (monitoraggio) della L.R. n.5 del 2010 (Norme in materia di valutazione di impatto ambientale) per particolari situazioni ambientali – territoriali.
Le azioni che il proponente deve svolgere per monitorare la corrispondenza tra gli scenari previsti in sede di studio di impatto ambientale e proposti per la valutazione dell'autorità competente e gli scenari riscontrati a progetto realizzato e in fase di gestione, anche per individuare tempestivamente eventuali impatti negativi imprevisti e consentire al contempo l'adozione delle opportune misure correttive da parte dell'autorità a tal fine individuata nel provvedimento stesso.
 I dati ambientali, in forma aggregata di sintesi, relativi all’applicazione, da parte del soggetto proponente, del Piano di Monitoraggio valutato dall’Osservatorio sono pubblicati su apposito sito internet. Gli oneri per il funzionamento dell’Osservatorio sono a carico del soggetto proponente.



7.      coinvolgere in tutte le procedure, i rilievi ed i controlli delle emissioni e di quanto previsto dalla citata delibera regionale X/1266 del 24 gennaio 2014 sia l’ARPA che le ASL della provincia di Lecco, competenti per il territorio lecchese;


8.      la messa in opera di abbattitore NOx (come stabilimento Italcementi di Rezzato);

9.      aderire al protocollo volontario EMAS  (Eco Management and Audit Scheme) che è uno strumento volontario proposto dalla Comunità Europea quale programma d’azione a favore dell’ambiente, con possibilità di accesso ai finanziamenti regionali, per certificazione della strumentazione e controlli e verifica dei processi. Possono aderire volontariamente le organizzazioni (aziende, enti pubblici, ecc.) per valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire al pubblico e ad altri soggetti interessati informazioni su una corretta gestione ambientale. EMAS è ricompreso tra gli strumenti volontari attivati nell’ambito del V Programma d’azione europeo a favore dell’ambiente; obiettivo primario è contribuire alla realizzazione di uno sviluppo economico sostenibile all’interno dell’Unione Europea, evidenziando il ruolo e le responsabilità delle imprese.

10.  richiesta di installazione nel territorio lecchese, adiacente all’impianto, di una centralina di monitoraggio e rilevazione dati emissioni nell’atmosfera a spese Italcementi e controllo qualità dei dati da parte di ARPA o terzo gestore; quella di Merate è collocata su strada statale e pertanto con valori alterati dalle emissioni dal traffico stradale;



11.  il progetto non prevede benefici pubblici territoriali  ma vantaggi solo per Italcementi, ovvero aumento della produttività, utilizzo di rifiuti per produzione di energia necessaria per il processo produttivo (con entrate per Italcementi per il conferimento dei rifiuti). Per questo i Comuni fanno richiesta che una parte dei risparmi ottenuti vengano reinvestiti per fare fronte alle richieste sopra illustrate e finalizzate ad avere la garanzia della sostenibilità ambientale del progetto;


12.  sospensione della procedura di autorizzazione e della modifica sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.).





Aggiornamento 9 febbraio 2015
Pubblicato da Unknown alle 10:55:00 pm No comments:
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