Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Tuesday, June 28, 2005

Paderno: il primo anno di Valter Motta a ``tutela`` di anziani, salute e ambiente

Personaggio >> Interviste
27 / 6 / 2005

Paderno: il primo anno di Valter Mottaa ``tutela`` di anziani, salute e ambiente
Eletto con il 60,48% delle preferenze, Valter Motta è da un anno il primo cittadino di Paderno, dopo aver sbaragliato il candidato del Ponticello, Francesco Ghisleni che aveva ottenuto il 39,52% dei voti. A capo della lista civica di centro-sinistra, Motta ha raccolto l’invito dei suoi colleghi di “Vivere la Piazza” di mettersi alla guida del paese dopo le due legislature di Angelo Rotta. Un incarico gravoso e responsabile, affinato però da anni di rodaggio come assessore al Bilancio e all’Ecologia.


Valter Motta
Un anno da Sindaco. Cosa ha provato la prima volta che ha indossato la fascia tricolore?In passato, da assessore, mi era gia` capitato di rappresentare il Sindaco, ma al momento del giuramento come Sindaco in Consiglio Comunale quella fascia mi sembrava sicuramente piu` pesante. In quel momento, il senso di responsabilita` e la consapevolezza degli impegni che mi aspettavano mi ha fatto pensare "ma chi te lo ha fatto fare"! Oggi, a distanza di un anno, me lo chiedo ancora anche se la consapevolezza di aver operato per un anno mi da qualche speranza in piu` di farcela anche per i prossimi quattro.
Quali promesse portate in campagna elettorale si sente di avere già portato a termine o comunque di essere a buon punto? Non mi piace parlare in termini di promesse elettorali ma di impegni sì. Il nostro primo impegno, pur in una fase congiunturale difficile, e` stato quello di confermare tutti gli interventi in ambito sociale che faticosamente in questi anni erano stati creati. Abbiamo poi dato priorita` alla progettazione di alcune opere pubbliche: scuole, fognature e centro sportivo i cui lavori inizieranno a breve. Sono poi particolarmente orgoglioso del rapporto di comunicazione che si e` creato con i cittadini grazie soprattutto al periodico comunale@paderno.
Su quali, invece, concentrerà tutte le sue energie?In questo primo anno avrei anche voluto affrontare la questione Piano Regolatore Generale: non ci siamo riusciti e la nuova legge Regionale di governo del territorio ci impone di ricominciare tutto da capo con un iter nuovo ancora da mettere a punto e da comprendere. Anche se gli strumenti tecnici non sono ancora tutti definiti, ci e` invece chiaro l`obiettivo che e` quello della conservazione del territorio: limitare al massimo il consumo di aree verdi per concentrarci invece sul recupero di aree dismesse o comunque parzialmente degradate.

Giovani, società sportive e anziani. Cosa ha fatto e cosa farà la sua amministrazione. La conferma di iniziative come il CAG, i progetti Blande Bande i centri estivi o di post scuola, i notevoli investimenti fatti e previsti sulle strutture scolastiche , sono come gia` detto una delle priorita` di questa amministrazione. La conferma e l`allargamento di alcuni servizi come la teleassistenza o l`assistenza domiciliare, piuttosto che l`impegno per la nascita di " Retesalute" sono invece il nostro biglietto da visita per gli anziani in difficolta`. La continua ricerca di occasioni e luoghi di incontro e socializzazione sono invece tra le nostre priorita` per quella fascia di persone magari pensionate ma ancora attive e dinamiche. L`impegno, anche economico, per migliorare le strutture sportive comunali date in uso all`Associazione Sportiva Padernese e` la testimonianza della nostra attenzione per questa realta`. ASP e GSO sono le realta` sportive presenti sul territorio; l`amministrazione contribuisce alle loro attivita` con un contributo economico ma sono soprattutto la passione ed il lavoro degli associati che rendono possibili molti progetti. Al mondo del volontariato, sportivo e non, va tutto il nostro ringraziamento.
Questione Italcementi. Un problema eredita ma che quest`anno si è riproposto nuovamente. Cosa si sente di dire ai suoi cittadini. In questi ultimi anni, i rapporti con Italcementi sono stati molto difficili pur se corretti. Abbiamo ritenuto, e continuiamo a crederlo, che certi interventi in una realta` ed un territorio in sofferenza come il nostro siano perlomeno inopportune. Italcementi, legittimamente, persegue obiettivi ed ha interessi che non coincidono con i nostri. I comuni, in particolare quelli vicini, hanno davvero pochissime possibilita` di influenzare le decisioni e le scelte che vengono compiute a livello piu` alto. Non ci piace il ruolo di "signor no" sempre e comunque: in questi mesi stiamo spendendo molte serate per cercare di capire, approfondire e valutare tutti gli aspetti complessi di una struttura industriale come una cementeria. Ai miei concittadini mi sento di dire che stiamo lavorando per ottenere garanzie perche` non ci basta che la situazione non peggiori ma pretendiamo che ogni intervento sull`impianto o sul ciclo produttivo porti a dei miglioramenti evidenti sul territorio e sulla salute dei cittadini.
Come sono i rapporti con la minoranza?Qualche difficolta` all`inizio ma ritengo che ora si sia appianata. Credo nel rispetto reciproco anche quando, come e` legittimo, le posizioni sono distanti: a volte contrapposte. Se poi si riesce a raggiungere una sintesi ed una convergenza ancora meglio. Del resto l`obiettivo, quello del bene comune, deve essere lo stesso per entrambi; le differenze ed, a volte, i contrasti stanno solo sulla via migliore per raggiungerlo.
Questa Amministrazione Motta, come e per cosa vorrebbe fosse ricordata?Si dice che faccia piu` rumore un albero che cade rispetto ad una foresta che cresce. Se e` cosi`, mi piacerebbe che questa amministrazione non fosse ricordata per nessun albero caduto ma fosse dimenticata per aver fatto crescere la foresta! Cio` che solitamente finisce sui giornali sono le cattive notizie; difficilmente i fatti positivi fanno scalpore. Mi spiace per voi giornalisti ma da questo punto di vista mi piacerebbe che Paderno finisca il meno possibile sui giornali. Se poi dobbiamo essere necessariamente ricordati, mi auguro che sia per la serenita` sociale raggiunta e la riqualificazione del territorio urbano.
Dopo un anno a chi si sente di dire grazie in primo luogo?Innanzitutto alla mia famiglia che in questi 12 mesi ha imparato a convivere con un fantasma che ha trasformato casa sua in poco piu` che un albergo. Poi a tutti coloro che, in forme e con ruoli diversi, condividono con me questa fatica e questo cammino alleggerendomi di molte incombenze. A tutti loro, i nomi non servono perche` ciascuno sa a chi mi riferisco, deve andare la mia gratitudine assieme alla preghiera di andare avanti cosi`.


Come ci si sente a unire in matrimonio due giovani?Devo dire la verita`: la prima volta credo che fossi piu` emozionato io degli sposi. Nonostante il rito civile sia abbastanza semplice, si ha chiara la percezione di compiere un atto che avra` una influenza determinante nella vita di due persone e, cosa piuttosto rara per un Sindaco, non si ha a che fare con un problema ma con un momento di festa.
La cosa che più L`ha infastidita in questo anno da Sindaco.Il senso di impotenza. La difficolta` nell`operare per via di tutti quei vincoli burocratici e non che pero` limitano, a volte molto, le possibilita` di scelta o la rapidita` nell`esecuzione delle scelte. I legittimi, e doverosi, strumenti di controllo, le normative e le leggi a cui, giustamente, tutti noi siamo tenuti ad attenerci che ci impediscono di fare cio` che vorremmo, nel modo che vorremmo. Quante volte mi sono sentito dire: "ma sei o no il Sindaco?" come se bastasse cio` per fare cio` che si vuole!
Quella che Le ha dato maggiore soddisfazione. I ringraziamenti. Spesso, anche giustamente, ricevo sollecitazioni, lamentele o critiche se qualche cosa non va come dovrebbe o come si vorrebbe. Quando pero` qualche cosa funziona, od un problema e` stato risolto, spesso si ritiene che cio` sia semplicemente un fatto dovuto, ed in parte e` vero; ma ricevere comunque dei ringraziamenti per questo, e qualche volta e` successo, fa certamente piacere
Un messaggio ai suoi cittadini. Come ho gia` detto non voglio fare promesse con il rischio di non poterle mantenere. Posso solo garantire l`impegno mio e dei miei collaboratori per fare del nostro meglio sempre e comunque. Credo molto nell`ascolto: ho cercato e cerchero` di ascoltare tutti. E` stato e sara` impossibile accontentare tutti ma cercheremo di tenere in considerazione i punti di vista di tutti.

Sunday, June 26, 2005

Operaio si ustiona. Guarirà in 30 giorni

25 06 05 L'eco di bergamo
Operaio si ustiona. Guarirà in 30 giorni

Se la caverà con una trentina di giorni di prognosi un operaio di 44 anni di Palermo rimasto ferito in un incidente sul lavoro accaduto nel cantiere del Monte Giglio dove sono in corso i lavori di scavo del tunnel dell'Italcementi da Calusco a Collepedrino.
Il lavoratore, dipendente della ditta di Roma che sta eseguendo l'opera, è rimasto ustionato al braccio e al fianco. L'operaio stava pulendo gli ingranaggi di un macchinario con della benzina quando improvvisamente il bidoncino ha preso fuoco. L'uomo ha preso il recipiente ed è corso all'esterno è in questa fase che si è ustionato. Subito sono scattati i soccorsi. Sul posto è giunto l'elicottero del 118 che ha trasportato il ferito agli Ospedali Riuniti di Bergamo dove è stato ricoverato. Guarirà in 30 giorni.

Saturday, June 18, 2005

Porto Empedocle. (f.d.m.) - «Chi pensa che l'Italcementi sia già pronta a bruciare rifiuti si sbaglia».

LA SICILIA 16 06 05

Porto Empedocle. (f.d.m.) - «Chi pensa che l'Italcementi sia già pronta a bruciare rifiuti si sbaglia».

Porto Empedocle. (f.d.m.) - «Chi pensa che l'Italcementi sia già pronta a bruciare rifiuti si sbaglia». E' categorico l'assessore comunale all'Urbanistica, Luigi Troja ad alcuni giorni di distanza dall'esplosione del caso. Il caso dell'accordo stipulato dal gruppo industriale bergamasco con la società agrigentina «Catanzaro costruzioni», relativo alla parziale riconversione dell'impianto empedoclino attualmente alimentato dal carbone, ma in un prossimo futuro «spinto» dai rifiuti. Rifiuti adeguatamente trattati dalla società con sede in contrada San Benedetto. Se fosse per gli imprenditori la faccenda potrebbe dunque subire la svolta già entro poche settimane, ma ci pensa l'assessore a far tirare il freno a chi vorrebbe correre. «E' evidente che su questa faccenda l'ultima parola spetti all'amministrazione comunale. Senza le nostre necessarie e indispensabili valutazioni nessuno può rilasciare la concessione edilizia necessaria a realizzare l'impianto. Al momento - sottolinea Troja - la questione è al vaglio degli organismi amministrativi competenti ed è per questo che non è ammissibile il verificarsi di fughe in avanti da parte di questo o quel soggetto privato». L'assessore parla dunque senza mezzi termini di fughe in avanti anche se dall'Italcementi e dalla ditta Catanzaro si resta effettivamente in attesa di un pronunciamento da parte dell'amministrazione comunale. Un'amministrazione che attende di riequilibrarsi all'interno della coalizione di maggioranza, ma che comunque conferma la propria vitalità, almeno sentendo l'assessore all'Urbanistica. Anche perché toccherà proprio al settore coordinato da Troja accettare o scartare la proposta dell'Italcementi e della Catanzaro. Un pronunciamento che dovrebbe avvenire in tempi abbastanza brevi, anche se incombe la pausa estiva con una crisi politica in atto, dai risvolti ancora tutti da chiarire. Intanto, per venerdì prossimo i consiglieri comunali, Giovanni Prestia, Salvatore Agrò, Paolo Fradella e Elio Lala hanno indetto una conferenza stampa sui temi caldi del momento. Ovvero la realizzazione del centro commerciale nell'ex Montedison, dell'impianto di rigassificazione nell'area Asi e, appunto della parziale riconversione dell'Italcementi. Temi di scottante attualità che si intersecano alla perfezione con l'altrettanto incandescente clima politico. Un clima che nelle ultime ore non ha fatto registrare variazioni di sorta. Si resta infatti in attesa di conoscere le posizioni dei vertici empedoclini, provinciali e regionali della Casa delle Libertà. In tutto questo marasma ecco che le vicende tutt'ora in ballo assumono ancor più importanza, trattandosi di argomenti sui quali discutere e decidere. Decisioni fondamentali per il futuro stesso di Porto Empedocle. In attesa di ulteriori sviluppi sui vari fronti caldi del momento, una notizia certa c'è. Sabato prossimo riapre al traffico veicolare la via Empedocle. L'ultimo ok è arrivato ieri mattina nel corso di un sopralluogo. La cerimonia d'inaugurazione è in programma alle 18, alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose del paese. E di questi tempi, un evento «vero» ci vuole come il pane.

Wednesday, June 15, 2005

INTERROGAZIONE PARLAMENTO EUROPEO

COMUNICATO STAMPA

Su indicazione del Circolo Ambiente, la parlamentare europea Monica Frassoni ha presentato un'interrogazione sul nuovo decreto sui rifiutiAl Parlamento Europeo un'interrogazione contro i rifiuti in Cementeria !Roberto Fumagalli: "Occorre fermare la lobby italiana dei cementifici"

MERONE (CO) - Un'interrogazione alla Commissione Europea sull'incenerimento dei rifiuti nei cementifici. A presentarla la parlamentare europea Monica Frassoni (dei Verdi), su indicazione del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" di Merone.L'interrogazione (allegata) riguarda i contenuti del recente decreto del Governo italiano sull´incenerimento dei rifiuti, che favorisce la lobby dei cementifici.Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", subito dopo la pubblicazione del decreto, aveva provveduto ad informare alcuni Parlamentari Europei, in merito all'incongruenza del decreto italiano rispetto alla Direttiva comunitaria. E la risposta non si è fatta attendere: la parlamentare Monica Frassoni ha presentato un'interrogazione scritta, nella quale chiede alla Commissione Europea "...quali iniziative intende intraprendere per dare attuazione ... anche in Italia alla Direttiva Europea sui rifiuti".Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ha denunciato che il Decreto Legislativo, approvato dal Governo Berlusconi lo scorso 29 aprile, consente ai cementifici di continuare a incenerire senza autorizzazione e senza nessuno studio di impatto ambientale!Infatti in Italia, a differenza che nel resto d'Europa, i cementifici possono incenerire alcune tipologie di rifiuti (tra cui il CDR) senza alcuna autorizzazione, ma semplicemente con una comunicazione inviata alla Provincia competente!La parlamentare Monica Frassoni evidenzia inoltre altre due storture del decreto italiano. Scrive infatti nella sua interrogazione: "... in caso di mancata verifica da parte dell'autorità competente, si "delega" al gestore dell'impianto, tramite soggetto abilitato, la verifica di conformità dell'impianto stesso all'autorizzazione rilasciata.

Conoscendo i tempi di intervento delle amministrazioni provinciali e ARPA italiane, si delegano, di fatto, i controlli agli stessi controllati". Ed ancora: "... nell'autorizzazione l´autorità competente stabilisce il periodo massimo di tempo durante il quale, a causa di disfunzioni o guasti, le concentrazioni degli inquinanti possono superare i valori limite di emissione autorizzati. In pratica una licenza ad inquinare oltre i limiti di legge".Commenta Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi": "Auspichiamo che l'interrogazione porti alla revoca del decreto del Governo Berlusconi. È infatti necessario fermare la lobby dei cementifici, che in Italia ottiene sempre generosi appoggi. Ormai molti cementifici si stanno trasformando in inceneritori. A Merone già oggi la Cementeria Holcim può bruciare fino a 100.000 tonnellate all´anno di rifiuti, a tutto danno dell´ambiente e della salute dei cittadini".(Per altre informazioni vedasi anche il nostro precedente comunicato stampa, del 30 maggio, alla pagina: www.circoloambiente.org/comunicati/cementlegge2005.htm ).

CIRCOLO AMBIENTE "Ilaria Alpi"Merone, 10 giugno 2005



PARLAMENTO EUROPEO
SCHEDA DI DEPOSITO DI UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Destinatario: CONSIGLIO
COMMISSIONE
INTERROGAZIONI ORALI
I
nterrogazione orale con discussione (art. 108)
Tempo delle interrogazioni (art. 109)
INTERROGAZIONI SCRITTE
I
nterrogazione scritta (art. 110)
Interrogazione scritta prioritaria (art. 110,4)
AUTORE(I):
Monica Frassoni
OGGETTO:
(da indicare)
Attuazione della Direttiva 2000/76/CE in materia di incenerimento dei rifiuti in
Italia
TESTO:
Dopo la condanna della Corte europea per la mancata attuazione della Direttiva 2000/76/CE
(Sentenza della Corte di Giustizia Ue, Quarta Sezione, del 2 dicembre 2004, causa C-97/04), il 29
aprile 2005 il Governo Italiano ha approvato il Decreto Legislativo denominato Attuazione della
Direttiva 2000/76/CE in materia di incenerimento dei rifiuti.
L'art. 21 comma 4, del Decreto consente agli impianti di co-incenerimento non sottoposti ad A.I.A.,
di utilizzare le procedure semplificate di cui al cosiddetto Decreto Ronchi. Tale procedura è in
contrasto con la normativa comunitaria in vigore.
L'art. 21, al comma 7, prevede l'obbligo di presentazione dello studio di impatto ambientale solo
per gli impianti di incenerimento esistenti, operanti in base alla procedura semplificata prevista dal
Decreto Ronchi, e non anche per gli impianti di co-incenerimento, fra i quali centrali elettriche e
cementifici. Anche in questo caso in contrasto con la direttiva comunitaria in vigore.
All'art. 4 comma 9 e all'art. 5 comma 13, in caso di mancata verifica da parte dell'autorità
competente, si "delega" al gestore dell'impianto, tramite soggetto abilitato, la verifica di conformità
dell'impianto stesso all'autorizzazione rilasciata. Conoscendo i tempi di intervento delle
amministrazioni provinciali e ARPA italiane, si delegano, di fatto, i controlli agli stessi controllati.
All'art. 16 comma 1, si indica che nell'autorizzazione l’autorità competente stabilisce il periodo
massimo di tempo durante il quale, a causa di disfunzioni o guasti, le concentrazioni degli
inquinanti possono superare i valori limite di emissione autorizzati. In pratica una licenza ad
inquinare oltre i limiti di legge.
Quali iniziative urgenti la Commissione intende intraprendere per dare attuazione, e non
stravolgimento, anche in Italia alla Direttiva 2000/76/CE?
Firma(e): Data: 08/06/2005
IT

Sunday, June 12, 2005

INCONTRO PUBBLICO COINCENERIMENTO DI CDR, ECOFLUID E RASF

Paderno: incontro sui nuovi combustibili all`Italcementi

INCONTRO PUBBLICO
"IMPIANTO ITALCEMENTI DI CALUSCOPROGETTO DI COMBUSTIONE DI RIFIUTI CDR, ECOFLUID E RASF"
All’interno del percorso che ha visto 15 pubbliche amministrazioni promuovere un tavolo tecnico per valutare il progetto di coincenerimento di Italcementi e per stabilire delle osservazioni comuni allo Studio di Impatto Ambientale presentato dalla Ditta è prevista una fase di comunicazione ed informazione alle popolazioni dei territori limitrofi allo stabilimento.Prima del periodo estivo le 15 amministrazioni organizzano un primo momento per spiegare gli antefatti e fare il punto della situazione sul lavoro sino ad ora svolto.

Invitiamo tutta le popolazione a prendere parte.

Martedì, 21 GIUGNO 2005

COMUNE DI CALUSCO D’ADDA

Municipio, sala consiliarePresentazione delle sostanze e valutazioni del progetto

21.00 Saluti a cura del Sindaco di Calusco

21.15 CDR, RASF, Ecofluid: cosa si cela dietro queste sigle a cura di un Esponente del tavolo tecnico

21.30 Il tavolo tecnico: obiettivi e contesto del suo lavoro a cura del Coordinatore del programma

21.45 Le osservazioni al SIA di Italcementi e le risposte avutea cura dell’Esponente del Comune di Calusco nel tavolo tecnico

22.15 La presenza dell’impianto nella crescita territoriale a cura dell’Esponente di Legambiente nel tavolo tecnico

23.00 Dibattito

Coordina Istituto Ricerca Ecopolis

corriere della sera 12 06 06


In bici lungo l’Adda, museo della memoria Da Trezzo al lago di Lecco: storia, avventura e una torre Eiffel che scavalca il fiume


Ha davvero una gran voce questo Adda, che al Renzo manzoniano in fuga da Milano inviava una promessa di libertà. E’ un corposo fruscio, uno spumeggiante basso continuo, che si leva rimbombando dal suo corso incassato fra alte sponde verdeggianti. Qui fra Trezzo e il lago di Lecco, nell’area del Parco dell’Adda Nord, il fiume più caro ai lombardi si presenta come uno straordinario museo storico, naturalistico e antropologico. Sulla riva destra orografica una strada percorribile a piedi o in bicicletta segue il fiume, immersa nel canyon vegetale che crea uno stacco dal soprastante mondo di fabbrichette e villette e centri commerciali e code perenni sull’A4. E’ una prospettiva dal basso, integralmente fluviale, da cui guardare il famoso bel cielo così bello quando è bello e le mirabili costruzioni che vi si stagliano. Con le sue acque, che qui sembrano ignare di scarichi, scorie e detriti, l’Adda scorre misterioso e a tratti incassato e invita a qualche avventura picaresca che richiama i romanzi del Mississippi americano. Si pedala nel profumo della vegetazione, del fango scaldato, dell’aria fresca e umida che si leva dalla corrente e si è costretti a dirsi che ci sono più luoghi belli tra Milano e Bergamo di quanto sono disposte a pensare le teste degli uomini. Perfino l’industria lombarda è riuscita a costruire dei capolavori in questo tratto del fiume, a cominciare dal ponte in ferro di Paderno d'Adda, ritenuto uno dei simboli dell'archeologia industriale in Italia. Si passa sotto la sua mastodontica arcata, una specie di miracolosa torre Eiffel gettata sopra il fiume, e non si può non restare ammirati da questo ingegnoso manufatto che sarebbe piaciuto a Jules Verne. Costruito in soli 22 mesi tra il 1887 ed il 1889 dalla Società Nazionale delle Officine Savigliano su progetto dell'ingegnere svizzero Rothlisberger, il ponte è figlio della civiltà del ferro e della ghisa e collega le due rive, separate, prima ancora che dal confine storico tra il ducato di Milano e la Serenissima, da due altissime sponde di ceppo. Agli stessi anni ci riporta il villaggio operaio di Crespi d’Adda, un caso singolarissimo di utopismo e filantropia industriale. Si tratta infatti di un centro sorto dal nulla, sul modello delle company towns inglesi, per accogliere operai, impiegati e dirigenti del cotonificio di Cristoforo Benigno Crespi. C’è di tutto, dai grandi edifici plurifamiliari per gli operai alla villa dei Crespi, che è una specie di castello merlato, eretto di fronte all’altro edificio-simbolo, la chiesa. L’Adda è il fiume dei linifici, dei cotonifici, dei canapifici, delle filande, delle centrali, che ancora recano l’impronta di una borghesia illuminata, più vicina all’ottimismo asburgico che alla satira deformante di Gadda. Che nel 1995 l’Unesco abbia inserito il villaggio nella lista dei suoi siti dimostra quanto i nostri imprenditori guardassero lontano Più a Nord l’Adda si insinua nelle forre che furono ben presenti a Leonardo quando dipinse la Vergine delle Rocce. Proseguendo verso Brivio le sponde si abbassano, il paesaggio diventa più aperto. L’Adda rallenta il suo corso in alcuni meandri, dando vita a una zona paludosa denominata Isola della Torre e Isolone del Serraglio. E’ un’oasi umida risparmiata dal cemento, una riserva naturalistica dietro cui si levano le muraglie calcaree delle Grigne e del Resegone. L’ultima scoperta di quest’altra Lombardia fuori porta, che continua ad andare piano, come le acque del suo fiume più famoso.

Saturday, June 04, 2005

ITALCEMENTI/ COMPLETATO TUNNEL TRA CAVE E IMPIANTO CALUSCO D'ADDA

ITALCEMENTI/ COMPLETATO TUNNEL TRA CAVE E IMPIANTO CALUSCO D'ADDA 31/05/2005 - 18:34


Galleria sotterranea di 10 km per trasporto automatico materiale
Milano, 31 mag. (Apcom) - Una galleria sotterranea lunga quasi 10 chilometri per unire le cave alla cementeria Italcementi di Calusco d'Adda, in provincia di Bergamo: è l'opera che è stata completata oggi, alla presenza del consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, di alcuni dirigenti dell'azienda e di tutte le maestranze coinvolte.
L'opera - come si apprende da una nota diffusa da Italcementi - permetterà il trasporto del materiale in modo completamente automatizzato. Al suo interno un nastro trasportatore viaggerà alla velocità di 9 chilometri all'ora e sarà in grado di trasportare 600 tonnellate all'ora di materiale. "Questa soluzione - si legge nella nota - avrà soprattutto un impatto positivo sul traffico locale, permettendo di eliminare il ricorso al trasporto integrativo su strada - da Pontida a Calusco - quantificabile in circa 10 mila mezzi all'anno".
Il tunnel fa parte dei lavori di 'revamping' della cementeria di Calusco iniziati nell'aprile del 2001 e che hanno richiesto un investimento complessivo di 150 milioni di euro. Gli interventi hanno riguardato la rilocalizzazione delle strutture a maggior impatto ambientale. "Il tunnel sotterraneo che collega le due cave - scrivono da Italcementi - segna oggi il completamento del progetto che ha dato vita alla Nuova Calusco".
I lavori sono stati eseguiti dal Consorzio Monte Giglio di cui fa parte la Seli di Roma, una delle principali società specializzate nella realizzazione di trafori e galleria. I lavori sono durati 46 mesi impegnando circa 100 persone.
copyright @ 2005 APCOM

COMPLETATO IL TUNNEL CHE UNISCE LE CAVE ALLA CEMENTERIA DI CALUSCO D'ADDA (BG) CAVE A CEMENTERIE



COMPLETATO IL TUNNEL CHE UNISCE LE CAVE ALLA CEMENTERIA DI CALUSCO D'ADDA (BG)
Bergamo, 31 maggio 2005Con l’abbattimento dell’ultimo diaframma di roccia avvenuto oggi, sono terminati i lavori di scavo del tunnel che collega le cave di materie prime con la cementeria Nuova Calusco di Italcementi. Nell’occasione oltre alle autorità locali, erano presenti oltre 150 persone tra cui il Consigliere Delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, alcuni dirigenti di Italcementi e tutte le maestranze coinvolte.
Il tunnel fa parte dei lavori di revamping della cementeria di Calusco iniziati nell’aprile del 2001 e che hanno richiesto un investimento complessivo di 150 milioni di euro. Gli interventi hanno riguardato la rilocalizzazione delle strutture a maggior impatto ambientale. Il principale ha interessato la linea di cottura, con un nuovo forno che ha sostituito i quattro forni precedenti, ora disattivati. Le migliori tecnologie disponibili sul mercato, adottate nella realizzazione della Nuova Calusco, hanno permesso un abbattimento delle emissioni fra il 50% e il 90% rispetto agli standard. Il nuovo impianto è stato inaugurato nell’aprile 2004 nell’ambito delle manifestazione per i 140 anni della nascita di Italcementi.
Contemporaneamente erano stati realizzati due “parchi polari” nella cava di Monte Giglio (Calusco) dove vengono omogeneizzate le materie prime provenienti da Colle Pedrino con quelle scavate a Monte Giglio.Il tunnel sotterraneo che collega le due cave segna oggi il completamento del progetto che ha dato vita alla Nuova Calusco.
L’opera – interamente sotterranea – ha una lunghezza di quasi 10 km e
permette il trasporto del materiale in modo completamente automatizzato. Al suo interno un nastro trasportatore viaggerà alla velocità di 9 km/h e sarà in grado di trasportare 600 tonnellate all’ora di materiale. Questa soluzione avrà soprattutto un impatto positivo sul traffico locale, permettendo di eliminare il ricorso al trasporto integrativo su strada – da Pontida a Calusco – quantificabile in circa 10.000 mezzi all’anno.
Un tunnel a prova d'ambiente: i grandi numeri
9.600
metri la lunghezza del tunnel
4,3
metri il diametro interno del tunnel
600
tonnellate l'ora la portata del nastro trasportatore
2,5
metri al secondo la velocità del nastro trasportatore
10.000
camion all'anno che saranno eliminati dal traffico locale dell'Isola
180.000
metri cubi di materiale scavato
26.400
i conci prefabbricati che rivestono il tunnel
500
tonnellate il peso complessivo della macchina che ha scavato il tunnel
150
metri la lunghezza totale della macchina
18
i carri di supporto alle attività di scavo
39
metri avanzamento massimo raggiunto dalla fresa nell'arco di 24 ore
46
mesi di lavoro per completare l'opera


ITALCEMENTI: COMPLETA TUNNEL CHE UNISCE CAVE A CEMENTERIE
10 KM, INVESTIMENTO COMPLESSIVO DI 150 MILIONI DI EURO
31 Maggio 2005 20:07 MILANO (ANSA)

ANSA) - MILANO, 31 MAG - E' stato completato il tunnel che unisce le cave alla cementeria di Calusco d' Adda di Italcementi. Lo annuncia una nota della società, che spiega come sia stato abbattuto l' ultimo diaframma ed ora esiste una galleria sotterranea lunga quasi 10 chilometri che permetterà di eliminare l' impatto di 10.000 camion all' anno nella zona dell' Isola Bergamo. "Il nuovo tunnel - ha detto il consigliere delegato dell' azienda Carlo Pesenti - rappresenta una delle opere ingegneristiche più rilevanti realizzate nella bergamasca. Permetterà il trasporto su nastro delle materie prime dalla cava di Col Pedrino (Palazzago) alla cava di Monte Giglio (Calusco), per proseguire poi sempre in galleria fino alla cementeria. Il forte impegno finanziario, tecnico e operativo di Italcementi garantirà anche il raggiungimento di importanti benefici su tutta la viabilità dell'Isola: saranno infatti eliminati gli effetti del trasporto su strada quantificabili nel passaggio di circa diecimila veicoli pesanti all'anno". "In occasione dell'apertura della Nuova Calusco - ha proseguito il Consigliere Delegato di Italcementi - avevamo sottolineato l'accentuato impegno ambientale di Italcementi e specificatamente del nuovo impianto. Il completamento di quest'opera è un'ulteriore risposta concreta per le aspettative del territorio dell'Isola, e una scelta precisa nella direzione dello Sviluppo Sostenibile a livello di Gruppo". Il tunnel fa parte dei lavori di revamping della cementeria di Calusco iniziati nell'aprile del 2001 e che hanno richiesto un investimento complessivo di 150 milioni di euro. Gli interventi hanno riguardato la rilocalizzazione delle strutture a maggior impatto ambientale. Il principale ha interessato la linea di cottura, con un nuovo forno che ha sostituito i quattro forni precedenti, ora disattivati. Le migliori tecnologie disponibili sul mercato, adottate nella realizzazione della Nuova Calusco, hanno permesso un abbattimento delle emissioni fra il 50% e il 90% rispetto agli standard. Il nuovo impianto è stato inaugurato nell'aprile 2004 nell'ambito delle manifestazione per i 140 anni della nascita di Italcementi. Contemporaneamente erano stati realizzati due "parchi polari" nella cava di Monte Giglio (Calusco) dove vengono omogeneizzate le materie prime provenienti da Colle Pedrino con quelle scavate a Monte Giglio. Il tunnel sotterraneo che collega le due cave segna oggi il completamento del progetto che ha dato vita alla Nuova Calusco. L'opera, interamente sotterranea, ha una lunghezza di quasi 10 km e permette il trasporto del materiale in modo completamente automatizzato. Al suo interno un nastro trasportatore viaggerà alla velocità di 9 km/h e sarà in grado di trasportare 600 tonnellate all'ora di materiale. Questa soluzione avrà soprattutto un impatto positivo sul traffico locale, permettendo di eliminare il ricorso al trasporto integrativo su strada 'da Pontida a Calusco' quantificabile in circa 10.000 mezzi all'anno. I lavori sono stati eseguiti dal Consorzio Monte Giglio di cui fa parte la SELI di Roma, una delle principali società specializzate nella realizzazione di trafori e galleria. La macchina utilizzata per la realizzazione del tunnel è lunga 150 metri: la parte iniziale è costituita da una fresa con una testa rotante a cui si aggiungono 18 carri di servizio per completare il lavoro di scavo, con la posa dei conci e di tutte le attrezzature di completamento (nastro trasportatore e servizi accessori). (ANSA).

Aria malata

Merate È la sconfortante conclusione che si trae dall'analisi dei dati consegnati lunedì dall'Arpa a Villa Confalonieri Aria malata. In centro come sulla provinciale L'assessore all'ecologia, Marcello Toma: -Il territorio risente della vicinanza della città di Milano-


MERATE Il centro della città risulta a volte più inquinato delle zone che si trovano a ridosso della provinciale 342. È la sconfortate conclusione che si trae dall'analisi dei dati consegnati lunedì dall'Arpa a Villa Confalonieri. Per un mese, dal 24 marzo al 23 aprile, l'agenzia regionale di protezione e ambiente ha monitorato la concentrazione delle polveri sottili (Pm10) nel centro storico della città, installando in cima a via Baslini, nei pressi del cimitero, una centralina mobile. Scopo dell'esperimento era verificare se le alte concentrazioni di polveri sottili rilevate dalla centralina fissa installata al confine con Cernusco fossero ripetute anche a distanza di qualche chilometro. Nessuno, in comune, si era illuso che lo studio fornisse dati rassicuranti. Tuttavia, i risultati ottenuti vanno al di là delle più nere previsioni. Nel periodo preso in esame, il picco di microgrammi per metro cubo di Pm10 nell'aria registrato dalla centralina fissa è stato quello rilevato il 25 marzo: 106 microgrammi. Il giorno precedente, invece, la centralina mobile di via Baslini è arrivata a registrare un concentrazione assai più alta: 132 microgrammi per metro cubo. Complessivamente, dal 24 marzo al 23 aprile, il limite di sicurezza di 50 microgrammi per metro cubo nella zona a ridosso della provinciale è stato superato nella zona per 12 volte. La centralina mobile di via Baslini, nello stesso periodo, ha invece registrato un superamento dei 50 microgrammi per 7 volte. Altro dato interessante è quello della concentrazione di Pm10 media nell'arco dei 30 giorni. Quella relativa alla zona della provinciale è stata di 47 microgrammi, mentre quella relativa al centro storico si è attestata attorno ai 43 microgrammi per metro cubo. Come si evince da un grafico comparativo dei dati posti a confronto, l'andamento è pressoché coincidente. Lo studio dell'Arpa afferma inoltre che il 70% dell'inquinamento è prodotto da trasporto su strada; quasi il 22% dalla combustione non industriale, mentre il restante 9% è da addebitare a sorgenti mobili e macchinari. Per nulla stupito, l'assessore all'ecologia Marcello Toma ha rimandato un'analisi dettagliata, riservandosi di analizzare il problema in primo luogo con i membri della giunta comunale e quindi con tutti gli amministratori del Meratese che hanno sottoscritto gli accordi di «Agenda 21» a tutela del territorio. Toma ha comunque sottolineato come «il territorio del Meratese risenta della vicinanza della città di Milano» e di conseguenza sia destinato, in condizione di eventi meteorologici sfavorevoli, a raccogliere lo smog proveniente dalla metropoli. L'assessore all'Ecologia ha infine auspicato che l'Arpa intensifichi i controlli e prosegua nella sua campagna di monitoraggio programmando rilevazioni anche in altri territorio confinanti con Merate. -In questo modo – ha concluso – avremo a disposizione un maggior numero di dati che potranno poi essere analizzate nelle riunioni del progetto di Agenda 21- Fabrizio Alfano

Aria malata


Merate È la sconfortante conclusione che si trae dall'analisi dei dati consegnati lunedì dall'Arpa a Villa Confalonieri Aria malata. In centro come sulla provinciale L'assessore all'ecologia, Marcello Toma: Il territorio risente della vicinanza della città di Milano


MERATE Il centro della città risulta a volte più inquinato delle zone che si trovano a ridosso della provinciale 342. È la sconfortate conclusione che si trae dall'analisi dei dati consegnati lunedì dall'Arpa a Villa Confalonieri. Per un mese, dal 24 marzo al 23 aprile, l'agenzia regionale di protezione e ambiente ha monitorato la concentrazione delle polveri sottili (Pm10) nel centro storico della città, installando in cima a via Baslini, nei pressi del cimitero, una centralina mobile. Scopo dell'esperimento era verificare se le alte concentrazioni di polveri sottili rilevate dalla centralina fissa installata al confine con Cernusco fossero ripetute anche a distanza di qualche chilometro. Nessuno, in comune, si era illuso che lo studio fornisse dati rassicuranti. Tuttavia, i risultati ottenuti vanno al di là delle più nere previsioni. Nel periodo preso in esame, il picco di microgrammi per metro cubo di Pm10 nell'aria registrato dalla centralina fissa è stato quello rilevato il 25 marzo: 106 microgrammi. Il giorno precedente, invece, la centralina mobile di via Baslini è arrivata a registrare un concentrazione assai più alta: 132 microgrammi per metro cubo. Complessivamente, dal 24 marzo al 23 aprile, il limite di sicurezza di 50 microgrammi per metro cubo nella zona a ridosso della provinciale è stato superato nella zona per 12 volte. La centralina mobile di via Baslini, nello stesso periodo, ha invece registrato un superamento dei 50 microgrammi per 7 volte. Altro dato interessante è quello della concentrazione di Pm10 media nell'arco dei 30 giorni. Quella relativa alla zona della provinciale è stata di 47 microgrammi, mentre quella relativa al centro storico si è attestata attorno ai 43 microgrammi per metro cubo. Come si evince da un grafico comparativo dei dati posti a confronto, l'andamento è pressoché coincidente. Lo studio dell'Arpa afferma inoltre che il 70% dell'inquinamento è prodotto da trasporto su strada; quasi il 22% dalla combustione non industriale, mentre il restante 9% è da addebitare a sorgenti mobili e macchinari. Per nulla stupito, l'assessore all'ecologia Marcello Toma ha rimandato un'analisi dettagliata, riservandosi di analizzare il problema in primo luogo con i membri della giunta comunale e quindi con tutti gli amministratori del Meratese che hanno sottoscritto gli accordi di «Agenda 21» a tutela del territorio. Toma ha comunque sottolineato come «il territorio del Meratese risenta della vicinanza della città di Milano» e di conseguenza sia destinato, in condizione di eventi meteorologici sfavorevoli, a raccogliere lo smog proveniente dalla metropoli. L'assessore all'Ecologia ha infine auspicato che l'Arpa intensifichi i controlli e prosegua nella sua campagna di monitoraggio programmando rilevazioni anche in altri territorio confinanti con Merate. «In questo modo – ha concluso – avremo a disposizione un maggior numero di dati che potranno poi essere analizzate nelle riunioni del progetto di Agenda 21». Fabrizio Alfano

Calusco, completata la galleria

Calusco, completata la galleriache collega le cave dell'Italcementi

Dopo quasi 4 anni di scavo, è caduto anche l'ultimo diaframma di roccia della galleria di circa 10 chilometri, realizzata dall'Italcementi tra Calusco e Palazzago, per collegare le cave di materie prime con la cementeria Nuova Calusco. Un'opera che viene valutata positivamente sia dalle autorità locali che dall'Italcementi. Ad assistere al completamento della galleria, un centinaio di persone, tra le quali anche Carlo Pesenti, consigliere delegato della società.
Il consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti (al centro con il casco bianco), attorniato da tecnici e operai che hanno abbattuto l'ultimo diaframma della galleria tra Calusco e Palazzago. Il tunnel realizzato dal colosso del cemento, è lungo 9.600 metri, ha un diametro di quasi 5 metri ed è rivestito con oltre 26 mila conci prefabbricati. Quest'opera consente di eliminare dal traffico locale dell'Isola, l'equivalente di 10 mila camion all'anno, con benefici effetti sulla circolazione stradale nella zona.«Il nuovo tunnel rappresenta una delle opere ingegneristiche più rilevanti realizzate nella bergamasca - ha detto Carlo Pesenti - permetterà il trasporto su nastro delle materie prime dalla cava di Col Pedrino, a Palazzago, alla cava di Monte Giglio a Calusco, per proseguire poi sempre in galleria fino alla cementeria. Il forte impegno finanziario, tecnico e operativo di Italcementi garantirà anche il raggiungimento di importanti benefici su tutta la viabilità dell’Isola: saranno infatti eliminati gli effetti del trasporto su strada quantificabili nel passaggio di circa diecimila veicoli pesanti all’anno». Il consigliere delegato di Italcementi si è anche soffermato sull' «accentuato impegno ambientale di Italcementi e specificatamente del nuovo impianto di Calusco. Il completamento di quest’opera è un’ulteriore risposta concreta per le aspettative del territorio dell’Isola, e una scelta precisa nella direzione dello sviluppo sostenibile a livello di gruppo».Le migliori tecnologie disponibili sul mercato, adottate nella realizzazione della Nuova Calusco, hanno permesso un abbattimento delle emissioni fra il 50% e il 90% rispetto agli standard. Il nuovo impianto è stato inaugurato nell’aprile 2004 nell’ambito delle manifestazione per i 140 anni della nascita di Italcementi.Contemporaneamente erano stati realizzati due «parchi polari» nella cava di Monte Giglio a Calusco dove vengono omogeneizzate le materie prime proveniente da Colle Pedrino con quelle scavate a Monte Giglio. Il tunnel sotterraneo che collega le due cave segna oggi il completamento del progetto che ha dato vita alla Nuova Calusco
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Wednesday, June 01, 2005

Italcementi compra Cementificio di Montalto

Italcementi compra Cementificio di Montalto(31/05/2005 8.48.39)
Italcementi ha raggiunto un'intesa per rilevare dalla romana Cementilce l'intero capitale di Cementificio di Montalto, società cui fa capo un impianto di macinazione situato a Montalto di Castro e dotata di una capacità di produzione di cemento superiore alle 100 tonnellate ora. Lo annuncia l'azienda in una nota. L'operazione consolidare la leadership di Italcementi sul mercato nazionale e nell'area del Mediterraneo e soddisfa con una struttura produttiva sempre più flessibile le esigenze della clientela e del mercato. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, cui l'operazione è stata preventivamente notificata, ha deliberato di non procedere all'avvio dell'istruttoria, in quanto l'acquisizione non dà luogo per Italcementi a costituzione o rafforzamento di posizione dominante.
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