Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Thursday, October 29, 2009

Tira già una brutta aria, Pm10 oltre la soglia

Inquinamento in città - La centralina di via Meucci ha registrato un valore di 75 microgrammi per metro cubo. In provincia si respira un'aria migliore.

Tira già una brutta aria, Pm10 oltre la soglia


Suona l'allarme smog. Nonostante le caldaie degli impianti di riscaldamento non funzionino ancora a pieno regime, i valori delle Pm10 hanno già oltrepassato la soglia dei 50 microgrammi: secondo la centralina di via Meucci, martedì 27 ottobre pedoni e automobilisti hanno respirato un'aria che presentava un dato di 75 microgrammi per metro cubo. Vanno un po' meglio le cose in provincia: tutti i valori sono sotto il limite, anche se la centralina di Filago centro è di poco nella norma (48 microgrammi). Insomma, si profila un altro inverno difficile per i polmoni dei bergamaschi, se si considera che la situazione è destinata a peggiorare quando il freddo aumenterà e nel cielo finiranno anche i residui della combustione di case e uffici.

Friday, October 23, 2009

Petteni: "Il territorio va risarcito dalle aziende che l'hanno sfruttato"

Consiglio generale Cisl - "Il sindacato non vuole fare l'ospedale da campo: non vogliamo essere chiamati solo a soccorrere i feriti, ma vogliamo essere partecipi nelle decisioni, anche per evitare ulteriori morti e feriti".

Petteni: "Il territorio va risarcito dalle aziende che l'hanno sfruttato"


Gigi Petteni, segretario regionale della Cisl, ha concluso il Consiglio generale dell'organizzazione sindacale tenutosi a Bergamo per discutere della situazione locale, delle prospettive per garantire lo sviluppo mentre la crisi morde sul piano occupazionale e sembra invece intravedere degli spiragli sul piano produttivo.
Ci sono spiragli a Bergamo e in Lombardia, vero?
Mettiamola così: se registriamo un "più uno", dopo una serie di meno che han portato a "meno 15", adesso si è sempre a "meno 14", non è proprio confortante.
Soprattutto se è vero che ora vengono al pettine i nodi sul versante occupazionale.
Appunto. Per questo la Cisl sta lavorando con la Regione Lombardia per trovare una serie di sbocchi, per tutelare i lavoratori.
Come si tutelano i lavoratori?
La prima richiesta, la prima battaglia è sugli ammortizzatori sociali: ci muoviamo, anche col Pirellone, per prorogarli fino tutto il 2010. L'obiettivo è tenere tutta la forza lavoro al proprio posto.
Qual è ruolo della Regione in questa strategia?
E' di pressione a livello legislativo: servono norme ad hoc per la proroga.
Ammortizzatori allungati, dunque. E poi?
E poi una campagna che prende spunto proprio dalla vicenda Dalmine. Il fatto che i titolari della Dalmine hanno acquistato l’azienda dal sistema pubblico ottenendo non poche disponibilità, per esempio sul versante della centrale elettrica su cui si è lasciato investire. Ora, questi imprenditori che hanno avuto agevolazioni e facilitazioni, non possono semplicemente prendere atto che il mercato è cambiato e quindi si va a casa: questo non lo si può consentire.
E cosa si fa?
Va studiata una legislazione che imponga una sorta di risarcimento al territorio che è stato utilizzato e sfruttato.
Solo per le aziende?
Le dirò che anche per le banche vale un po' questo discorso. La moratoria sui mutui decisa dall'Abi va, credo, in questa direzione. E' una sorta di risarcimento: la situazone in cui ci troviamo non vede gli istituti di credito privi di responsabilità, perciò che vadano incontro a chi è rimasto a piedi mi sembra corretto.
A proposito di responsabilità, il ministro Giulio Tremonti ha parlato di posto fisso come valore. C'è chi legge le sue dichiarazioni come frutto di facile populismo: lei che ne pensa?
Io ero presente quando il ministro Tremonti ha fatto quel discorso. Un discorso complesso che poi è arrivato lì. Devo dire che, a mio parere sia chiaro, mi è sembrato davvero alla ricerca di una risposta nuova al mercato che, così com'era fino a ieri, ha dimostrato di non reggere più. Al contrario di tanti soloni che le risposte dicono di averle già in tasca, Tremonti almeno dà l'impressione di essere impegnato in uno studio approfondito delle possibili alternative.
Il ministro, la Regione, ma il sindacato?
Il sindacato c'è. Intanto sabato insieme, Cgil e Cisl organizzano la marcia kmper il lavoro a Milano, mettendo da parte le divisioni che pure esistono.
E cosa mi dice del ruolo del sindacato a Bergamo, in questa realtà profondamente colpita dalla crisi economica?
Pesantemente colpita sì, ma ancora tutelata grazie proprio alle realtà, come il sindacato, che hanno evitato lo sfacelo sociale, che hanno operato per mantenere la pace sociale. Ora bisogna pensare al futuro, alla Bergamo del futuro.
Come vede la Bergamo del futuro?
Penso proprio che non uscirà dai salottini, ma da una ripresa forte del ruolo di questo mondo sociale che è stato messo da parte nel recente passato. Già perché c'erano le realtà forti che pensavano di poter decidere e fare tutto loro, da sole. Salvo poi chiamare le realtà associative, dal sindacato al volontariato, a sostenere le situazioni difficili. Ecco, io dico che noi non vogliamo fare l'ospedale da campo, non vogliamo essere chiamati solo a soccorrere i feriti, ma vogliamo essere partecipi nelle decisioni, anche per evitare ulteriori morti e feriti

Wednesday, October 21, 2009

Calusco-Terno: dalla Regione via libera al progetto definitivo

Calusco-Terno: dalla Regione via libera al progetto definitivo

Traffico a Calusco d'AddaLa Giunta della Regione Lombardia ha espresso parere favorevole al progetto definitivo per la tratta da Calusco a Terno d’Isola, nell’ambito del più ampio collegamento Lecco-Bergamo (23 chilometri, parte dei quali già in funzione) e della rete viaria di collegamento con le future opere che attraverseranno l’area, a partire dalla Pedemontana, e con quelle già esistenti, come la A4.

Il progetto interesserà sette comuni a Nordovest di Bergamo: Carvico, Calusco d’Adda, Sotto il Monte, Terno d’Isola, Medolago, Chignolo d’Isola e Bonate Sopra.

Il collegamento sarà una variante alla Strada provinciale numero 169, e andrà a innestarsi sul nuovo Asse interurbano: «Questa Variante – commenta il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Marcello Raimondi – collegherà localmente i comuni bergamaschi interessati, ma sarà anche una facile via di accesso ai sistemi di lunga percorrenza come A4 e Pedemontana, agevolando il percorso di tanti bergamaschi e di tutti coloro che percorreranno queste strade».

L’intero tracciato della variante Calusco-Terno misurerà 8 chilometri, costo previsto 63 milioni e 400 mila euro finanziati, all’interno della legge-obiettivo, dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Tuesday, October 20, 2009

«Imprese, puntiamo sull’ambiente: sono pronti 40mila posti di lavoro»

«Imprese, puntiamo sull’ambiente: sono pronti 40mila posti di lavoro»di Redazione
Quarantamila nuovi posti di lavoro entro il 2015 e sessantamila entro il 2020. Il piano economia verde è «ambizioso», come ammette lo stesso Roberto Formigoni, prima di presentarlo al nutrito gruppo di esponenti del sistema economico lombardo. La Regione prevede un investimento complessivo di 900 milioni di risorse pubbliche (tra fondi nuovi e già stanziati) e contributi privati ancora più consistenti, per arrivare a un totale di 2,2 miliardi di euro.
Numerosi i progetti: incentivi per nuove forme di mobilità a basso impatto ambientale, rinnovamento del sistema delle infrastrutture e dei trasporti, programmi di risparmio energetico nelle piccole e medie imprese, nell’edilizia, nel commercio e nella sanità, diffusione delle fonti energetiche rinnovabili. Tutti interventi in cui si tenta di coniugare l’innovazione tecnologica con il miglioramento delle condizioni ambientali.
Il «Piano per una Lombardia sostenibile» allinea la Regione agli obiettivi dell’Unione europea, che ha fissato per il 2020 i parametri 20-20-20, ovvero l’abbattimento del 20 per cento delle emissioni di C02, l’aumento del 20 per cento dei consumi energetici da fonti rinnovabili e il risparmio del 20 per cento dell’energia utilizzata.
Concreto l’interesse del sistema delle imprese, ben consapevole del green business in ballo. «Si tratta di opportunità che vogliamo contribuire a sviluppare» assicura il presidente di Assolombarda, Alberto Meomartini, al Pirellone come il neo presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Barcella. Presenti al meeting Diana Bracco, Salvatore Ligresti, Luciano Martucci, presidente di Ibm, Giuseppe Pasini, presidente Federacciai, Enrico Salza, presidente del consiglio gestione di Intesa-San Paolo, Francesco Micheli, Benito Benedini. Tra chi guarda con interesse ai progetti anche Italcementi. «Siamo impegnati da tempo per lo sviluppo sostenibile e nei nostri impianti lombardi come Rezzato e Calusco d’Adda investiremo ulteriormente in questa direzione» spiega il dirigente Sergio Crippa.
Formigoni punta molto sull’ambiente per il rilancio dell’economia regionale: «La Lombardia si muove tra i primi per lo sviluppo dell’economia verde e delle imprese ambientalmente compatibili. Il nostro punto di arrivo è un territorio a bassa intensità di carbonio e ad alta efficienza energetica».

Monday, October 19, 2009

Nonostante il blocco delle Euro 2 lo smog è già ben oltre il limite

Nonostante il blocco delle Euro 2
lo smog è già ben oltre il limite



Smog, con i riscaldamenti accesi salgono i valoriDal 15 ottobre stop ai diesel Euro 2: ecco dove non si può circolare
Blocco o non blocco delle vetture più inquinanti la situazione sembra non essere cambiata. Che l'autunno sia arrivato - anche se, viste le temperature, sembra quasi di essere in inverno - lo dimostrano come sempre i dati sull'inquinamento dell'aria. I valori limite per le polveri sottili sono già stati raggiunti e abbondantemente superati, segno che l'accensione degli impianti di riscaldamento gioca sempre un ruolo di rilievo per la qualità dell'aria che respiriamo.

E così - come confermano i dati dell'Arpa Lombardia - Bergamo è già «over limits», ben oltre il limite: nella giornata di sabato 17 ottobre la centralina di via Meucci ha fatto segnare le presenza nell'aria di 65 microgrammi di polveri sottili per metro cubo, quella di via Garibaldi 62 microgrammi, ben oltre il valora limite che è fissato dalla normativa regionale a 50 microgrammi. Un balzo avanti rispetto alla qualità registrata venerdì, che era buona.

In provincia il dato più alto si registra a Calusco, con 64 microgrammi. Preticamente tutte le altre centraline hanno valori vicini al limite: Filago 43, Osio Sotto 46, Treviglio 49, Lallio 35.

Wednesday, October 07, 2009

L’ARIA DEL MERATESE E' FUORILEGGE

L’allarme arriva dalle polveri sottili Nel mirino scarichi e pneumatici logori

L’ARIA DEL MERATESE è fuorilegge . Dall’inizio dell’anno ad oggi le famigerate Pm10, le polveri sottili, stando ai dati della centralina dell’Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale installata lungo la ex Ss 36 all’incrocio con viale Giuseppe Verdi a Merate, hanno superato la la soglia di allarme, fissata in 50 microgrammi per metro cubo, già in 57 occasioni. Secondo la normativa comunitaria tuttavia ciò non deve succedere più di 35 volte nell’arco di un intero anno civile. E il numero degli «illeciti» è destinato ulteriormente a salire per la stagione invernale ormai alle porte, quando lo smog si impenna per l’attivazione degli impianti di riscaldamento. Neppure a Milano e nei capoluoghi di provincia la situazione è tanto grave. Tra l’altro a partire dal 2010 i vincoli saranno ancora più rigidi e chi non si adegua dovrà pagare pesanti sanzioni all’Unione europea. Se verrà confermato un simile trend, verranno infrante pure le regole imposte da Bruxelles per quanto riguarda la media complessiva dei rilevamenti.

NELL’ARCO di 365 giorni infatti non deve valicare i 40 µg/m³. Ma attualmente le polveri killer hanno già una concentrazione media di 38,6 µg/m³. Le punte massime si sono verificate tra febbraio e marzo con picchi di 120 punti, quasi il triplo del massimo consentito. La principale causa sono soprattutto gli scarichi e il deterioramento degli pneumatici delle auto e dei camion che sfregano contro l’asfalto. Non bisogna però sottovalutare i gas degli impianti produttivi e delle caldaie.
Rispetto al 2008 però qualcosa sembra sia migliorato. Nello stesso arco di riferimento dell’anno scorso infatti le Pm10 hanno valicato la soglia massima addirittura in 65 occasioni, con una media di 42 microcgrammi. E se Merate è alle prese con le Pm10, a Nibionno, dall’altro capo del distretto, bisogna tenere d’occhio il biossido di azoto, una sostanza altamente tossica e irritante. Viene prodotta durante i processi di combustione ad opera di centrali termoelettriche, impianti di riscaldamento e, soprattutto, traffico veicolare. L’NO2 è il preludio alle piogge acide, con conseguenti danni alla vegetazione e agli edifici, oltre che alla salute umana. D.D.S.
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