Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Friday, September 28, 2007

Zona critica 1: chiesta alla Regione una proroga del blocco di Euro 0-1

Zona critica 1: chiesta alla Regione
una proroga del blocco di Euro 0-1 e in
caso di stop al traffico, la chiusura delle ``Strade Provinciali``







Dando seguito a quanto concordato nel corso dell’assemblea “allargata” dei sindaci di Agenda 21, il gruppo di lavoro ha predisposto la lettera da inviare in Regione. Come si ricorderà con proprio provvedimento non concordato con le Amministrazioni locali interessate, la Regione ha inserito nella Zona 1, l’area omogenea di Milano, gran parte dei comuni del meratese. Questo significa, tra l’altro, che l’eventuale blocco del traffico interesserà anche tutta la Brianza, ma non le strade provinciali – peraltro le più trafficate – e che dal 14 ottobre al 15 aprile le auto e le moto “Euro O” e “Euro 1” non potranno più circolare. Ma di questa situazione ben pochi cittadini sono al corrente mentre si stima che i veicoli interessati siano il 10-12% del totale in circolazione in Lombardia. E quindi anche in Brianza. I sindaci hanno pertanto chiesto il rinvio del provvedimento, l’esclusione dall’area di Montevecchia e Santa Maria Hoè e una serie di altre misure atte a contenere il tasso di inquinamento dell’aria ma che abbiano un impatto meno pesante sulla popolazione. Ecco il testo integrale della lettera inviata in Regione dal gruppo di lavoro coordinato dall’assessore provinciale all’Ecologia Marco Molgora


Comuni Area Meratese

Prot. n. Lecco,

All’Assessore alla Qualità dell’Ambiente
della Regione Lombardia
Arch. Lionello Marco Pagnoncelli
Via Pola n. 14
20124 Milano



DOCUMENTO INERENTE “Provvedimenti per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell`ambiente” DETERMINATI DALLA REGIONE LOMBARDIA.

La Regione Lombardia ha emanato una serie di disposizioni atte a contrastare la situazione di inquinamento atmosferico, che coinvolge gran parte della Pianura Padana.

Tra queste se ne evidenziano alcune che impattano pesantemente sulla vita dei cittadini e sull’attività delle amministrazioni locali.

I Comuni meratesi e la Provincia di Lecco preoccupati per i rischi relativi alla salute dei cittadini e per le ricadute negative sull’ambiente, hanno sottoscritto nel 2005 un documento di intenti per combattere tale situazione di criticità.

Ribadendo gli impegni in esso assunti e convinti di avere il dovere di garantire il sostegno ad azioni positive e di tutelare le condizioni di vita dei cittadini, ritengono opportuno sottoporre alla Regione Lombardia alcune riflessioni ed alcune osservazioni dettate da spirito di collaborazione e volontà di azione comune.

• Suddivisione del territorio regionale in zone e agglomerati per l`attuazione delle misure finalizzate al conseguimento degli obiettivi di qualità dell`aria:

Si auspica che la Regione Lombardia pervenga ad una classificazione omogenea di un’area vasta comprendente l’intera zona di pianura e la fascia pedemontana.
Nel caso di mantenimento dell’attuale zonizzazione si chiede comunque di limitare i confini dell’attuale area A1 ai comuni di pianura escludendo pertanto i comuni di Montevecchia e Santa Maria Hoè, aventi caratteristiche territoriali difformi per altitudine e configurazione urbanistica dalle altre realtà comunali inseriti.

• Piano d`azione per il periodo 15 ottobre 2007 - 15 aprile 2008.
Misure e provvedimenti relativi alla circolazione veicolare:

In relazione al divieto di circolazione in area A1 per il periodo ottobre 2007 – aprile 2008 di automezzi aventi caratteristiche
• autoveicoli ad accensione comandata (benzina) non omologati ai sensi della direttiva 91/441/CEE e successive direttive, non adibiti a servizio pubblico (veicoli detti “pre-Euro 1” a benzina);
• autoveicoli ad accensione spontanea (diesel) non omologati ai sensi della direttiva 91/542/CEE, , punto 6.2.1.B oppure non omologati ai sensi della direttiva 94/12/CEE e successive direttive, non adibiti a servizio pubblico, (veicoli detti “pre-Euro 1” e””Euro 1” diesel);
motoveicoli e ciclomotori a 2 tempi non omologati ai sensi della direttiva 97/24/CEE, capitolo 5 e successive direttive, non adibiti a servizio pubblico (veicoli detti “pre-Euro 1 a due tempi”)

si rilevano le seguenti criticità:

- tempi eccessivamente ristretti per consentire ai residenti ed ai lavoratori ivi esistenti l’adeguamento dei mezzi o la loro sostituzione;

- disponibilità economica eccessivamente ridotta rispetto alle promesse ed all’effettivo fabbisogno;

- soglia di reddito I.S.E.E. eccessivamente bassa e tale da escludere buona parte dei cittadini;

- inadeguatezza della comunicazione e assenza di una campagna univoca e di chiare indicazioni;

- difficoltà per gli Enti Locali tramite la Polizia Locale a garantire un reale ed efficace controllo del rispetto delle limitazioni;

- carenza di alternative all’uso del mezzo privato a causa della limitata ed insufficiente estensione del Trasporto Pubblico Locale e della mancanza di un biglietto unico integrato tra i vari mezzi.

Si propone pertanto una verifica dei tempi ed un eventuale slittamento dell’inizio delle limitazioni.

• Ritenendo il blocco del traffico una misura poco efficace si chiede di verificare l’opportunità di azioni strutturali alternative che inducano un cambiamento dei comportamenti stabilizzato e radicato, quali l’introduzione delle targhe alterne.

In caso di conferma dei blocchi si ritiene opportuno inserire anche la viabilità provinciale e statale tra le arterie inibite. In particolare è auspicabile il blocco anche di tali strade sovracomunali in caso di perdurante sforamento dei valori di soglia di inquinanti.

A tale proposito si chiede la disponibilità a concordare con gli Enti gestori l’identificazione di una rete essenziale e limitata di arterie percorribili.

• Piano d`azione per il periodo 15 ottobre 2007 - 15 aprile 2008. Misure e provvedimenti per il contenimento dell’inquinamento da combustione di biomasse legnose:

Si sottolinea l’azione di controllo attuata in quest’anni dalla Provincia di Lecco e si ritiene opportuno confermare ed ampliare tale azione.

Si evidenzia l’oggettiva difficoltà ad estendere tale azione agli impianti a biomassa legnosa in assenza di procedure codificate.

- si evidenzia l’opportunità che un solo ente operi sul territorio, evitando sovrapposizioni di altre agenzie che indurrebbero confusione;

- si segnala il grave rischio per la sicurezza degli anziani e delle categorie deboli a fronte di controlli estemporanei che potrebbero essere utilizzati da truffatori in cerca di pretesti per introdursi nelle abitazioni.

Iniziative e proposte

Dal punto di vista delle azioni positive e concrete risulta evidente la necessità di prevedere una dotazione economica certa, adeguata e significativa.

In particolare si chiedono garanzie in merito alla destinazione prioritaria per le zone A1 e di fondi destinati a:

- estensione del Trasporto Pubblico Locale, oggi assolutamente inadeguato come
alternativa stabile al mezzo privato;
- ampliamento della rete di percorsi ciclabili intercomunali, già significativa nell’area
ma necessitante di ulteriore estensione verso i punti attrattori e le stazioni ferroviarie;
- realizzazione del servizio di bici-sharing in corso di progettazione;
- istituzione del servizio di car-sharing e car-pooling;
- sostituzione degli impianti termici inadeguati con impianti ad alto rendimento, come
già sperimentato con successo dalla Provincia di Lecco;
- installazione di pannelli solari termici, sia sugli edifici pubblici che sulle residenze
private.

Infine si evidenzia la preoccupazione per le incertezze che caratterizzano il futuro della linea ferroviaria Bergamo-Carnate-Monza-Milano e della linea Lecco-Carnate-Monza-Milano, ormai completamente a doppio binario e già utilizzata come asse portante del Trasporto Pubblico Locale della Provincia di Lecco, ma ancora priva di un piano degli orari adeguato allo sfruttamento della reale potenzialità e del suo utilizzo come prolungamento della rete della Metropolitana di Milano.

Alla luce di quanto sopra indicato, e confermando la volontà di una leale collaborazione, i sottoscrittori di questo documento chiedono un incontro urgente con l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Lombardia dottor Marco Pagnoncelli e con la struttura tecnica dell’Assessorato, per avviare un percorso di confronto e di elaborazione di nuove proposte.



Marco Molgora Assessore all’Ambiente
ed Ecologia della Provincia di Lecco



Firmato

Moreno Luigi Fabbroni
Sindaco del Comune di AIRUNO

Stefano Motta
Sindaco del Comune di BRIVIO

Gilberto Fumagalli
Sindaco del Comune di CALCO

Sergio Bagnato
Sindaco del Comune di CERNUSCO LOMBARDONE

Giovanni Ghislandi
Sindaco del Comune di IMBERSAGO

Gianfranco Castelli
Sindaco del Comune di LOMAGNA

Giovanni Battista Albani
Sindaco del Comune di MERATE

Carla Brivio
Sindaco del Comune di MONTEVECCHIA

Alessandro Brambilla
Sindaco del Comune di OLGIATE MOLGORA

Paolo Strina
Sindaco del Comune di OSNAGO

Valter Motta
Sindaco del Comune di PADERNO D’ADDA

Alessandro Salvioni
Sindaco del Comune di ROBBIATE

Gilberto Tavola
Sindaco del Comune di SANTA MARIA HOE’

Marina Alda Pezzolla
Sindaco del Comune di VERDERIO INFERIORE

Beniamino Colnaghi
Sindaco del Comune di VERDERIO SUPERIORE

merate Se Albani disobbedisce alla Regione, gli altri sindaci intendono «resistere». Il 4 ottobre incontro in Regione Piano anti smog, i sindaci non m

Merate

Se Albani disobbedisce alla Regione, gli altri sindaci intendono «resistere». Il 4 ottobre incontro in Regione Piano anti smog, i sindaci non mobiliteranno i vigili urbani

MERATE

Una resistenza passiva alle decisioni regionali. È quella che si apprestano ad attuare i sindaci dei quindici Comuni meratesi inseriti dalla Regione Lombardia nell'area omogenea A1.
Anche se la «disobbedienza» del sindaco di Merate, Giovanni Battista Albani, non sarà seguita dai colleghi, nei fatti il risultato sarà identico.
I primi cittadini hanno infatti spiegato che gli agenti della polizia locale continueranno a svolgere le funzioni di sempre. «Nel momento in cui la Regione emanerà l'ordinanza di blocco per gli Euro 0 e gli Euro 1 dal 15 ottobre al 15 aprile - ha spiegato l'assessore provinciale all'ecologia, Marco Molgora - quella non sarà l'unica legge in vigore.
Quindi, o chiediamo alla polizia di effettuare tutta una serie di controlli già in vigore, oppure ci rassegniamo ad accettare che a tale compito dedichi il tempo che ha a disposizione». Paolo Strina, sindaco di Osnago, sottolinea che «anche se le norme ci sono, l'applicazione può essere più o meno stringente. È come per i limiti di velocità: si può essere più o meno rigidi.
Noi sindaci cercheremo di badare più alla sostanza che alla forma.
È impensabile che i vigili, con tutto quello che hanno da fare, vadano a controllare i camini nelle case o la classe di appartenenza delle auto».
«A Santa Maria Hoè - obietta il primo cittadino Gilberto Tavola - abbiamo un solo vigile. Figuriamoci se può mettersi a controllare le auto».
Non parla di «disobbedienza» ma piuttosto della «impossibilità di attuare le nuove disposizioni» il sindaco di Cernusco, Sergio Bagnato. «Se le cose rimarranno come sono, mi adeguerei, ma certo dai miei vigili non pretenderei l'impossibile. Bisogna che la Regione Lombardia riveda quanto deciso e intervenga dove serve». «Non si deve parlare di disobbedienza - sostiene Alessandro Brambilla, sindaco di Olgiate Molgora - perché prima di tutto occorre capire se c'è la capacità di controllo. I nostri paesi non hanno la capacità di servizi di trasporto alternativi offerti dalla città. Di conseguenza, le scelte devono essere diverse». Brambilla ritiene che l'intera area meratese andrebbe inserita in «area A2, che offre comunque possibilità di controllo, ma che impone norme meno rigide dell'area A1». E quindi propone una «resistenza passiva» alle decisioni regionali.
Rifiuta la «disobbedienza civile» proposta da Albani, ma afferma di avere «piena fiducia nei risultati che si potranno ottenere con la lettera inviata in Regione» parlando di «ingestibilità del provvedimento» voluto dal Pirellone Stefano Motta, sindaco di Brivio. «Proprio perché nell'immediato la situazione è ingestibile, sono convinto che alla fine ci sarà una proroga. A quel punto, con la proroga vigente, faremo incontro e cercheremo di risolvere situazione. Nel provvedimento regionale ci sono infatti incongruenze difficilmente spiegabili se non come errore». Il 4 ottobre, l'assessore regionale alla qualità dell'ambiente Marco Pagnoncelli incontrerà infatti le province lombarde per trattare il delicato argomento.
Fabrizio Alfano

Wednesday, September 26, 2007

Piano anti inquinamento, Albani sfida la Regione Il sindaco di Merate: «Inevitabile la proroga del blocco dei veicoli inquinanti Altrimenti i controll

Piano anti inquinamento, Albani sfida la Regione Il sindaco di Merate: «Inevitabile la proroga del blocco dei veicoli inquinanti Altrimenti i controlli li facciano gli agenti di Villa Locatelli o del Pirellone»

MERATE Pronto a «derogare l'ordinanza regionale» che vieta la circolazione dei veicoli Euro 0 e diesel Euro 1 sul territorio di Merate se il Pirellone non accetterà di rinviare l'entrata in vigore del provvedimento anti inquinamento e non offrirà collaborazione ai quindici comuni meratesi compresi nell'area omogenea A1. Giovanni Battista Albani, sindaco di Merate, annuncia di essere disposto a «disobbedire» se non ci sarà collaborazione. «La Regione fa un'ordinanza, ma anche noi sindaci dobbiamo farne una a nostra volta per vietare il passaggio di certi veicoli sul territorio comunale. In questo momento, stiamo chiedendo alla Regione chiarimenti e informazioni. Se da parte dell'assessore regionale alla qualità dell'ambiente Marco Pagnoncelli tali risposte arriveranno, se saremo ricevuti e ascoltati, allora potremo decidere di agire in un certo modo. Altrimenti, noi sindaci potremmo anche scegliere di non emettere provvedimenti o di derogare i nostri cittadini sul rispetto dell'ordinanza regionale che blocca gli Euro 0 e i veicoli diesel Euro 1». La paventata «disubbidienza» del primo cittadino di Villa Confalonieri potrebbe aprire la strada ad analoghe iniziative da parte di tutti gli altri colleghi sindaci. Che non hanno mai fatto mistero di giudicare incongruenti le decisioni regionali. A partire dal fatto che i territori di Montevecchia e Santa Maria Hoè, per dirne una, per quanto riguarda l'inquinamento sono stati messi sullo stesso piano di Merate e Cernusco. «Calusco - osserva Albani - che si trova dopo Paderno d'Adda comune inserito dalla Regione Lombardia nella zona A1, pur ospitando la cementeria è stato classificato diversamente. E nessuno pare avere tenuto conto che sopra i nostri territori volano tutti gli aerei che dall'aeroporto di Orio al Serio vanno verso il Nord Europa e chissà quante polveri sottili producono». Albani solleva tante questioni. A cominciare dai controlli. Chi verificherà il rispetto del divieto di circolazione per i veicoli più vecchi e inquinanti dal 15 ottobre al 15 aprile? «I vigili urbani sono già impegnati a fare molte altre cose. Il prefetto chiede il loro aiuto per motivi di sicurezza, se ci sono incidenti devono intervenire, devono occuparsi della scuola e della sicurezza dei bambini, ma anche garantire quella delle manifestazioni. Non possono sdoppiarsi. Se con la Regione ci fosse un accordo, potremmo anche collaborare. In caso contrario, se intendono controllare il rispetto del divieto, mandino le guardie provinciali o quelle regionali». Passando poi per il rinnovo del parco macchine. «Una persona anziana e che vive con la pensione, oggi magari circola con un'automobile vecchia. Come si può pensare che cambi auto. Dove trova i soldi necessari?». Per finire con le difficoltà interpretative di un divieto che rischia di causare problemi soprattutto a coloro che vivono nelle zona considerate più inquinate. A Merate, poi, ha sede l'ospedale del territorio, il secondo per importanza della Provincia di Lecco. Che accadrebbe se un cittadino di Colle Brianza piuttosto che di Calusco d'Adda oppure di Oggiono decidesse di recarsi al San Leopoldo Mandic con un veicolo immatricolato una quindicina di anni fa e oggi giudicato inquinante?

Fabrizio Alfano

Friday, September 21, 2007

Paderno: il ponte San Michele

Paderno: il ponte San Michele, monumento
nazionale di ingegneria e di arte,
``ostaggio`` della ruggine e dell`incuria


Alla fine del 1800 la sua concezione "avvenieristica" e la maestosità avevano destato clamore in tutto il mondo. Oggi a distanza di poco più di un secolo questo monumento, connubio d`arte e di ingegneria, palco sublime da cui ammirare le bellezze dell`Adda, è abbandonato a se stesso. I pendolari fra le province di Bergamo e Milano lo cavalcano ormai indifferenti dell`incuria, le istituzioni (comuni, province, ferrovie) si passano la patata bollente, gli artisti ne ammirano da lontano le doti e la "grandeur".




Ma allo sguardo di chi non vuole perdere un gioiello, il San Michele appare come i tanti monumenti delle metropoli mangiati dallo smog. Solo che qui non c`è il manto nero a ricoprire le sue pareti: qui a farla da padrone sono la ruggine, i rovi e le sterpaglie e i resti degli auguri di nozze lasciati pendere dalla sua enorme arcata.





Ma raccontiamo, con l`aiuto anche del video, posto in calce, la passeggiata da una sponda all`altra dell`Adda. Al semaforo nei pressi del "Bel Sit" ci accolgono una serie di cartelli colorati fosforescenti, incollati su tavole di cartone o compensato, che annunciano feste e sagre di paese. Scotch e spago li sorreggono al pilone del semaforo o alla ringhiera arrugginita e in parte demolita che sovrasta la ferrovia.





L`imbocco del San Michele, opera maestosa costruita dalle Officine Nazionali di Savigliano fra il 1887 e il 1889, paragonabile alla tour Eiffel e al grande ponte sul Douero,è vergognoso. I cartelli direzionali sono mangiati dalla ruggine e dall`usura del tempo, in parte avvolti e oscurati dalla rete in plastica arancione dei lavori in corso.





Una copertura, che avrebbe dovuto essere "temporanea" per tappare la falla venutasi a creare fra le maglie in ferro del parapetto dopo l`impatto o la manovra errata di qualche mezzo.




Poco distante rovi, erbacce e sterpaglie avvolgono crudelmente l`altro tratto di ringhiera che corre dal Mulino al ponte, segno di un abbandono e di un totale disinteresse. Più che salire su una delle "meraviglie in ferro", come era stata definita anni fa, si ha l`impressione di imbarcarsi verso l`Ade. Il pilone che impedisce il transito di mezzi di una certa portata è appena stato ricollocato, dopo che un camion l`aveva brutalmente divelto.




L`asfalto è tappezzato qua e là da continui rattoppi e sconnesso in più punti, specie in corrispondenza del camminamento a piedi. A far girare la testa, più che l`altezza di oltre ottanta metri sopra il fiume Adda, è il guard rail, ormai ridotto a un "ondulato" in ferro arrugginito e ammaccato un po` ovunque.



Prima di incontrare la bellezza e la suggestione delle chiuse e il rombo dell`acqua a valle, la ringhiera in ferro completamente arrugginita taglia lo sguardo e riesce anche ad abbruttire la vista. Proseguendo verso la linea di confine con la Provincia di Bergamo si incontrano lattine, cartacce, pezzi di drappo abbandonati lungo la carreggiata, resti di qualche incivile ma anche di comitive che hanno voluto "segnalare" il passaggio degli amici sposi.





Ci mancava poi la "chicca" dei lucchetti alla "ponte Milvio" per toccare il fondo. A questi si aggiungano i ganci abbandonati sulla ringhiera di vecchie segnalazioni stradali e i paletti di sostegno del guard rail ammaccati e anche divelti. Una desolazione.




E pensare che il progetto destò, ai tempo, l`ammirazione di tutta l`Europa finendo presto sui trattati di ingegneria civile e annoverato nel rango dei maggiori ponti ad arco del mondo assieme a quelli sul Mississippi, sul Douero, sulla Truyère, sullo Schwarzwasser.





Eleganza nelle proporzioni, accuratezza del progetto, realizzazione perfetta: queste alcune fra le principali caratteristiche. Oggi a farla da padrone sono l`incuria, la ruggine, rovi: però, ne ha fatta di strada il San Michele.


Saba Viscardi





















LA PASSEGGIATA LUNGO IL SAN MICHELE - IL VIDEO -


C`è scempio e scempio





A proposito del ponte di Paderno, come sempre si guarda la pagliuzza ma non si vede la trave conficcata nell`occhio: non vi siete accorti dalla fotografia , la prima, che scempio irreversibile ha provocato quel "bellissimo" sfondo del cementificio Italcementi che sembra Cape Canaveral ( ora Kennedy)? A tutto il resto si può rimediare non certamente allo sfondo. Di questo chi dobbiamo ringraziare? I sindaci locali? le amministrazioni provinciali e regionali? Le organizzazioni sindacali che altrimenti si perdevano posti di lavoro? Svegliamoci e vediamo di ragionare con la nostra testa sui benefici di infrastrutture che vanno solo a riempire le tasche dei soliti "benefattori della società" Mi piacerebbe lanciare un concorso sugli scempi nel nostro territorio, senza allargarci troppo, solo la nostra provincia, che ne dite?


Saluti


PIERO DELLA FRANCESCA



Si è accorto che il servizio aveva un "taglio" diverso dalla semplice caccia agli scempi?

ITALCEMENTI GROUP INVESTOR DAY

Giovedì 20 Settembre 2007

NEL CENTRO RICERCA DI GUERVILLE IL PRIMO “ITALCEMENTI GROUP INVESTOR DAY” CARLO PESENTI: PUNTIAMO A NUOVE ACQUISIZIONI NEI PAESI EMERGENTI JOINT VENTURE IN ARABIA SAUDITA NEL SETTORE DEL CALCESTRUZZO

Bergamo, 20 settembre 2007 – “La crescita organica del Gruppo Italcementi sarà focalizzata sul continuo aggiornamento tecnologico-ambientale e sul potenziamento del sistema industriale, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli emergenti. La crescita per vie esterne verrà perseguita attraverso acquisizioni di media taglia soprattutto nei Paesi emergenti ad alto tasso di crescita e, ove possibile, in collaborazione con partner locali al fine di accelerare i nostri processi di integrazione e ridurre i rischi Paese. L’attenzione al tema dell’innovazione permetterà poi di offrire nei diversi mercati non solo nuovi prodotti e nuovi servizi, ma anche più moderni modelli di management. Il recente ingresso nel Dow Jones Sustainability World Index conferma anche la centralità del tema dello Sviluppo sostenibile nella strategia del Gruppo. Vogliamo inoltre rafforzare il processo di verticalizzazione del Gruppo accentuando la nostra presenza nel settore del calcestruzzo e inerti”. E’ quanto ha sottolineato il Consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, nel corso del primo ‘Italcementi Investor Day’ che il 14 settembre ha riunito presso il centro ricerche del Gruppo di Guerville (Parigi) analisti finanziari e investitori internazionali. In questo contesto, nel corso dell’incontro, è stata annunciata la costituzione con Arabian Cement Company - nell’ambito degli accordi di collaborazione già esistenti - di Arabian Ready Mix Company, joint venture paritetica nel settore del calcestruzzo. Il primo impianto, che sarà realizzato in prossimità della città di Jeddah e potrà contare sulla forte domanda generata dalla realizzazione della nuova King Abdullah City, una delle sei nuove città previste dal programma statale nell’ambito di un piano urbanistico destinato a generare nuovo sviluppo economico del Paese. La capacità del nuovo impianto, la cui entrata in funzione è prevista per il prossimo marzo 2008, sarà di un milione di metri cubi di calcestruzzo all’anno. I progetti di sviluppo di Armc prevedono una veloce estensione dell’attività nell’area occidentale del Regno, coinvolgendo nei prossimi 3 anni le aree di Jeddah, Mecca, Taif, Yanbu e Medina. Gli investimenti complessivi nel settore ammonteranno a circa 125 milioni di Riyals sauditi (circa 25 milioni di euro). .

Wednesday, September 19, 2007

Italcementi, per Jp Morgan vale 22,4 euro

Italcementi, per Jp Morgan vale 22,4 euro
di Sarah Piglia
18-09-07



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Secondo gli esperti di Jp Morgan, eventuali investimenti in Italcementi sarebbero "sensati", anche se gli analisti si domandano se la società sia sufficientemente aggressiva, specialmente sul terreno delle acquisizioni. Il giudizio resta "Hold".


La società
Il gruppo Italcementi è tra i primi produttori di cemento a livello mondiale, il principale operatore nel bacino del Mediterraneo, quinto produttore mondiale di cemento.
L'attività del gruppo è focalizzata sul cemento, che si integra con la produzione di calcestruzzo e inerti.
L'azienda è stata fondata nel 1864 e al 1927 svolge le proprie attività con il nome di Italcementi Spa. In Italia la società si è sviluppata grazie ad un attento piano di investimenti ed incorporazioni di altre aziende cementiere raggiungendo rapidamente una forte posizione sul mercato, fino a diventare il primo produttore di cemento del paese.
A partire dalla seconda metà degli anni 90 il gruppo ha rilanciato il processo di diversificazione geografica attraverso una serie di acquisizioni in Paesi emergenti come Bulgaria, Marocco, Kazakhstan, Tailandia, India oltre a operazioni condotte in Nord America.

I conti del primo semestre
Conti dei primi sei mesi 2007. I ricavi sono stati pari a 3,07 miliardi di euro e in crescita del 5,6% rispetto al 1° semestre 2006. Il margine operativo lordo si è attestato a 720 milioni di euro e ha registrato una leggera flessione (-1,7%) rispetto allo stesso periodo di un anno fa mentre il risultato operativo ha subito un calo del 5,1% a 508 milioni di euro. Il risultato del semestre ha registrato, dopo le imposte, una flessione del 7,6% attestandosi a 313,7 milioni di euro (339,7 milioni di euro nel 1° semestre 2006). Infine al 30 giugno 2007 l'indebitamento finanziario netto è stato pari a 2,3 miliardi di euro.

L'analisi di Jp Morgan
La società ha presentato il 14 settembre agli investitori i tre principali driver della crescita di lungo periodo di Italcementi:
· Crescita organica e efficienza industriale: la compagnia ha intenzione di aumentare la sua capacità produttiva a 17 milioni di tonnellate entro il 2012 e di integrare verticalmente anche la produzione di calcestruzzo.
· Aumento della presenza: la nuova strategia di Italcementi pone il focus su Asia, Medio Oriente e bacino del Mediterraneo.
· Innovazione: entro il 2012 i nuovi prodotti (non più vecchi di cinque anni) contribuiranno al 5% circa del fatturato.
La compagnia ha poi in programma di investire tra i 650 e i 700 milioni di euro l'anno per investimenti tra il 2008 e il 2012.
Secondo gli esperti di Jp Morgan, in un'analisi datata 17 settembre, eventuali investimenti in Italcementi sarebbero 'sensati', anche se gli analisti si domandano se la società sia sufficientemente aggressiva, specialmente sul terreno delle acquisizioni.
Negli ultimi anni, infatti, il colosso del cemento ha perso terreno rispetto ai suoi principali competitors, che si sono ampliati molto più velocemente in mercati emergenti e sono diventati maggiormente integrati verticalmente nei paesi sviluppati: a Jp Morgan pensano pure che ci sia la possibilità che Italcementi non sia più uno dei cinque player più grandi per il settore della produzione cementifera a livello internazionale. La cinese Anhui, per esempio, ha venduto più cemento di Italcementi sia nel 2005 e nel 2006 e l'egiziana Orascom sta facendo enormi passi avanti. Nonostante gli esperti ritengano che l'utile sia più importante della stazza, essere una grande compagnia permette alle società di sviluppare prodotti innovativi, che diventano di primaria importanza per la redditività di lungo termine. Gli analisti di Jp Morgan hanno confermato il rating 'neutral' (neutrale) con un prezzo obiettivo di 22,4 euro per azione.

Saturday, September 15, 2007

Italcementi: Pesenti, puntiamo a nuove acquisizioni nei Paesi emergenti

Italcementi: Pesenti, puntiamo a nuove acquisizioni nei Paesi emergenti

(Teleborsa) - Roma, 14 set - "La crescita organica del Gruppo Italcementi sarà focalizzata sul continuo aggiornamento tecnologico-ambientale e sul potenziamento del sistema industriale, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli emergenti. La crescita per vie esterne verrà perseguita attraverso acquisizioni di media taglia soprattutto nei Paesi emergenti ad alto tasso di crescita e, ove possibile, in collaborazione con partner locali al fine di accelerare i nostri processi di integrazione e ridurre i rischi Paese. L'attenzione al tema dell'innovazione permetterà poi di offrire nei diversi mercati non solo nuovi prodotti e nuovi servizi, ma anche più moderni modelli di management. Il recente ingresso nel Dow Jones Sustainability World Index conferma anche la centralità del tema dello Sviluppo sostenibile nella strategia del Gruppo.
Vogliamo inoltre rafforzare il processo di verticalizzazione del Gruppo accentuando la nostra presenza nel settore del calcestruzzo e inerti".
E' quanto ha sottolineato il Consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti, nel corso del primo "Italcementi Investor Day" che ha riunito presso il centro ricerche del Gruppo di Guerville (Parigi) analisti finanziari e investitori internazionali.
In questo contesto, nel corso dell'incontro, è stata annunciata la costituzione con Arabian Cement Company - nell'ambito degli accordi di collaborazione già esistenti - di Arabian Ready Mix Company, joint venture paritetica nel settore del calcestruzzo.
Il primo impianto, che sarà realizzato in prossimità della città di Jeddah e potrà contare sulla forte domanda generata dalla realizzazione della nuova King Abdullah City, una delle sei nuove città previste dal programma statale nell'ambito di un piano urbanistico destinato a generare nuovo sviluppo economico del Paese.
La capacità del nuovo impianto, la cui entrata in funzione è prevista per il prossimo marzo 2008, sarà di un milione di metri cubi di calcestruzzo all'anno.
I progetti di sviluppo di ARMC prevedono una veloce estensione dell'attività nell'area occidentale del Regno, coinvolgendo nei prossimi 3 anni le aree di Jeddah, Mecca, Taif, Yanbu e Medina. Gli investimenti complessivi nel settore ammonteranno a circa 125 milioni di Riyals sauditi (circa 25 milioni di euro).
Con la sigla di questo accordo, e dopo le recenti operazioni condotte in Cina (acquisizione di Fuping Cement lo scorso giugno) e in Kuwait (dove ad agosto è stata rilevata la maggioranza di Hilal Cement) il network industriale del Gruppo Italcementi può ora contare su una presenza in 22 Paesi nel mondo.


14/09/2007 - 11:44

Friday, September 14, 2007

ITALCEMENTI: DAL 24/9 ENTRERA’ NEL DJ SUSTAI

: DAL 24/9 ENTRERA’ NEL DJ SUSTAINABILITY INDEX

(AGI) - Milano, 6 set. - Italcementi, dal prossimo 24 settembre, entrera’ a far parte del Dow Jones Sustainability World Index, l’indice mondiale per la responsabilita’ sociale dell’impresa che raccoglie le societa’ best performer su 2.500 aziende internazionali presenti negli indici Dow Jones Global, valutate secondo criteri economici, ambientali e sociali. Italcementi e’ attualmente l’unica societa’ del settore dei materiali da costruzione fra quelle italiane ammesse nel gotha della sostenibilita’. “Questo importante riconoscimento premia l’impegno che il Gruppo Italcementi ha avviato da tempo nelle politiche di sostenibilita’. Credo infatti che il successo nel nostro business – ha comentato Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi - dipenda dalla capacita’ di soddisfare le aspettative crescenti degli stakeholders in termini di creazione di valore, tutela dell’ambiente e di rispetto sociale. Penso sia fondamentale, sotto il profilo strategico, per un’impresa globale avere una visione del proprio sviluppo in termini di sostenibilità; i gruppi multinazionali hanno l’obbligo di consolidare nei paesi maturi, ma soprattutto di fertilizzare nel paesi emergenti, best practices economiche, etiche, sociale e ambientali”.
(AGI)
Red/Dan

Tuesday, September 11, 2007

"Manifesto" contro il rumore

"Manifesto" contro il rumore
"Sta uccidendo il pensiero"
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI



LONDRA


Il silenzio è d'oro, ammonisce il proverbio, ma allora è meglio non chiedersi di quale materia è composto il baccano in cui viviamo. Fate una prova, chiamate qualcuno nella stanza accanto: probabilmente non vi sentirà, e non per sua colpa. La colpa è della fitta coltre di rumore che ricopre tutto ciò che facciamo, diciamo, pensiamo.

Le sirene di ambulanze, polizia, pompieri; il ronzio di aerei, treni, automobili, motociclette; il trapano dei martelli pneumatici, il brontolio dei bulldozer, lo stantuffo di fabbriche e cantieri.

E poi i rumori provocati dai singoli: il televisore del vicino, lo stereo dei figli, il cinguettio irritante dei telefonini, il pianto disperato di un neonato in carrozzina. A proposito: l'esercito americano ha appena messo a punto un arsenale di "proiettili sonori". Sono registrazioni di bambini che piangono, sparate a 140 decibel. Un suono a 45 decibel, per intendersi, impedisce il sonno. Il rumore del traffico, sentito da un passante sul marciapiede, raggiunge i 70 decibel. A quota 85 decibel, si verifica un danno all'udito. A 120 decibel si sente un dolore acuto alle orecchie. Possiamo immaginarci cosa succede a 140.
La cacofonia di suoni che ci circonda, avvertono studi scientifici a regolari intervalli, mette in pericolo la nostra salute: è causa di aggressività, ipertensione, stress, disturbi cardiaci. Ma non sembra essere questa l'unica conseguenza nefasta del "noise pollution", l'inquinamento sonoro, come lo chiamano gli esperti internazionali: se l'uomo moderno non ritrova al più presto un po' di silenziosa quiete, rischierà di perdere, insieme all'udito, anche la consapevolezza di sé. In "Manifesto for silence" (Manifesto per il silenzio), un libro pubblicato in questi giorni in Gran Bretagna e anticipato ieri dal Financial Times, il professor Stuart Sim, docente di critica teorica alla University of Sunderland, sostiene infatti che il rumore è un elemento della guerra condotta dalle forze del progresso economico contro l'individuo. Religione, filosofia, arte, letteratura, musica, - secondo la sua tesi - dimostrano che il silenzio non contraddistingue l'assenza di qualcosa, bensì rappresenta un bene di importanza cruciale per la nostra civiltà: è il fiume in cui naviga il pensiero umano. Un fiume che ora rischia di prosciugarsi del tutto.

Cantieri che lavorano 24 ore su 24, come a Shanghai, a Mosca e a New York, sempre più automobili ed aerei, sempre più gente con sempre più telefonini accesi, creano un rumore di fondo - scrive l'autore - che demolisce gradualmente la capacità umana di ragionare, esprimersi, esistere: "Cogito, ergo sum", non si può pensare in un fracasso spaventoso. Ed ecco allora questo "manifesto per il silenzio", l'invito a insorgere in difesa della quiete, citando la tradizione religiosa di buddisti, quaccheri, monaci trappisti, per i quali il silenzio rappresenta la forma più assoluta di coscienza, ma citando pure la scrittrice americana Susan Sontag ("il silenzio è una forma di discorso") e il compositore John Cage ("non esiste silenzio che non sia carico di suono"). Naturalmente non bisogna esagerare col silenzio, anche perché può essere equivocato: non dire niente, talvolta, significa soltanto non avere niente da dire. "Ma non è forse vero che tutti i momenti più belli ci lasciano senza parole?", domandava uno che di silenzio se ne intende, il grande mimo francese Marcel Marceau.

Dunque cerchiamo di stare, almeno ogni tanto, col cellulare spento, lontani dal traffico e con la bocca chiusa. Magari riusciremo a sentire noi stessi, come l'astronauta di Odissea nello spazio, chiuso in una capsula sperduta nel buio cosmico, quasi assordato dal proprio respiro: l'unico rumore percepibile nell'universo, il misterioso soffio della vita.

(11 settembre 2007)
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