Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Thursday, September 29, 2005

L’azienda di Rezzato - Mazzano chiama i comitati ad un incontro

L’azienda di Rezzato - Mazzano chiama i comitati ad un incontro
L’Italcementi agli ambientalisti «Meno emissioni, impatto minimo»



L’Italcementi risponde ai Comitati ambientalisti che si sono dimostrati critici (e contrari) all’ipotizzato progetto di ammodernamento della cementeria di Rezzato-Mazzano.
«I Comitati – spiega Stefano Gardi, responsabile del settore Ecologia dell’Italcementi – sostengono che aumenteranno le emissioni. Rispondiamo che nonostante l’aumento di produzione, le emissioni in atmosfera (che certamente sono l’aspetto ambientale più rilevante) verranno ridotte in notevole misura (tra il 20 e l’80 per cento) rispetto ai valori attuali».
Si temono emissioni nocive, obiettano i comitati ambientalisti. «Non è prevista – è la replica degli esperti di Italcementi - la costruzione di alcun tipo di inceneritore. Intendiamo solo sostituire due delle tre linee produttive esistenti con una nuova linea produttiva per la produzione di cemento realizzata secondo le più moderne tecnologie di controllo ambientale».
Non potrete negare - obietta qualcuno all’azienda dell’hinterland - che l’aumento di produzione comporterà un maggiore sfruttamento della cava del Monte Marguzzo. «Non prevediamo - è la replica dell’azienda - che la Cava situata sul Monte Marguzzo incrementi l’estrazione di materia prima oltre quanto già previsto dalle autorizzazioni e dalla pianificazione vigente. Inoltre la nuova linea è in grado di utilizzare con maggiore efficienza le materie prime estratte».
Aumenterà, in modo notevole, anche il traffico indotto ... «Riteniamo - osserva sul punto Gardi - che l’aumento di traffico avrà un impatto minimo anche grazie agli investimenti fatti da Italcementi negli ultimi anni sulla viabilità di accesso all’impianto. Tra tutti la realizzazione, di una bretella di connessione alla viabilità principale allo scopo di evitare il transito nei centri abitati. Confermiamo la massima disponibilità a fornire tutte le informazioni che un progetto così significativo richiede. Abbiamo invitato i comitati ambientali ad un incontro in cementeria per chiarire gli aspetti più rilevanti del progetto. Inoltre ci siamo messi a disposizione delle amministrazioni locali per chiarire, anche tramite visite ai nostri impianti produttivi, l’effettiva portata del progetto, che intende coniugare - conclude Stefano Gardi - le esigenze ambientali con le necessità produttive in linea con le migliori tecnologie disponibili oggi sul mercato».
Alfredo Laffranchi



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Tuesday, September 27, 2005

Pescara «cavia» del cemento antismog

Domenica 25 Settembre 2005
Pescara «cavia» del cemento antismog

Test nei cantieri del Comune per il nuovo materiale che assorbe l’inquinamento



di GIUSEPPE RECCHIA

«A piedi nudi, in mezzo ai prati, mentre qui in centro io respiro il cemento». Come Celentano nella "Via Gluck", l'avevamo tanto odiato quel cemento che sottrae verde e bellezza alle nostre città. E invece è in arrivo una rivoluzione che potrebbe farci ricredere, un nuovo materiale ecologico che Pescara sarà una delle prime a sperimentare. L'Italcementi - un colosso del settore, leader in Italia e in Europa con più di 60 stabilimenti e quasi 150 mila dipendenti - ha infatti brevettato il Tx Millennium, un cemento composto prevalentemente da biossido di titanio, il quale possiede la proprietà di decomporre, attraverso un procedimento fotocatalitico, le sostanze inquinanti quali l'ossido e il biossido di azoto, il biossido di zolfo, il monossido di carbonio, l'ozono. In parole povere questo materiale, esposto alla luce e all'aria, assorbe gli elementi inquinanti che ammorbano l'ambiente che ci circonda e li trasforma in composti innocui per la salute.
Insomma, un invenzione che potrebbe rimettere in discussione tutte le strategie antinquinamento fin qui adottate, e produrre migliori risultati. Ne è certo Marcello Benigni, imprenditore pescarese amministratore unico della Edilvibro - società di Casoli tra le prime in Italia a commercializzare il nuovo materiale - il quale ha avuto una brillante idea per lanciare il prodotto sul mercato: «Ho contattato sia Luciano D'Alfonso che altri sindaci abruzzesi per esporre le qualità del Tx Millennium. l’esperimento che propongo è utilizzare il cemento nei lavori che dovremmo svolgere, da qui a breve, per il Comune di Pescara e per altre amministrazioni: lo forniremo allo stesso prezzo del cemento tradizionale, ma poi analizzeremo gli effetti sull'ambiente circostante che, si vedrà, saranno stupefacenti».
Pescara farà dunque da cavia per la sperimentazione del cemento ecologico, il quale costa sì il 20% in più rispetto a quello tradizionale, ma produrrebbe benefici incalcolabili in termini di salute pubblica. Almeno se venissero confermate le analisi svolte dal dipartimento di Chimica dell'università di Ferrara, che hanno riscontrato una riduzione dell'80% dell'inquinamento atmosferico circostante i manufatti realizzati col materiale in questione. Mentre secondo altre stime, rivestire di Tx Millennium il 15% delle superfici a vista di una città consentirebbe di ridurre l'inquinamento totale del 50%. «E bisogna anche considerare - aggiunge Benigni - che questo tipo di cemento, in termini di utilizzo, è identico a quello tradizionale e allo stesso modo può essere impiegato nella costruzione di strade, piazze ed edifici di qualsiasi genere».

Monday, September 26, 2005

Speciale inceneritori/cementerie

Speciale inceneritori/cementerie
Scritto da Administrator
lunedì, 19 settembre 2005
Sapevate che nel raggio di 20 Km da Calusco ci sono 6 impianti di incenerimento?
Calusco d'Adda (BG), Dalmine (BG), Trucazzano (BG), Merone (CO), Valmadrera (LC), Trezzo (MI)

Ecco alcuni documenti sull'incenerimento:

Diossine, ambiente e salute
Incenerimento di rifiuti nei cementifici
Cemento ottenuto dai rifiuti e rischio ambientale
Rete donne brianza
Rischi sanitari e alternative

Sunday, September 25, 2005

I Consigli comunali di Mazzano e Rezzato decidono

I Consigli comunali di Mazzano e Rezzato decidono
Italcementi, il futuro appare problematico
Nessun Comitato ambientale si è espresso per l’ampliamento



Il programmato ampliamento dell’azienda dell’Italcementi ha già suscitato varie reazioni negative di cui terranno senza dubbio conto i Comuni interessati, Rezzato e Mazzano. Insieme stanno per decidere cosa rispondere all’Italcementi (entro il 29 settembre). I due Comuni hanno convocato il Consiglio comunale, entrambi mercoledì 28 settembre, per discutere la questione e per prendere una decisione, facilitata dagli studi dei consulenti scientifici ingaggiati appositamente dalle due Amministrazioni comunali. Evidentemente è tutto da decidere nelle riunioni di mercoledì, ma su questa decisione potrebbe avere un peso il lavoro fino a qui svolto dai consulenti ingaggiati da Rezzato e Mazzano.
Com’ è noto l’Italcementi ha presentato ai Comuni due progetti di ampliamento, alternativi tra di loro e i rispettivi piani di impatto ambientale. Un progetto prevede un ampliamento sull’attuale superficie occupata dallo stabilimento, sfruttandone la residua capacità edificatoria; l’altro progetto prevede l’estensione dell’impianto a sud del Naviglio, nel territorio di Mazzano.
Sui progetti è già stato reso noto il parere nettamente contrario del Coordinamento territoriale ambientale dei Comuni di Nuvolento, Nuvolera, Paitone, Prevalle e Serle perchè «l’ampliamento è orientato ad ottenere un notevole incremento della capacità produttiva, che passerebbe dalle attuali 2.300 tonnellate giornaliere a 4.000 tonnellate al giorno, con conseguente aumento dei consumi delle risorse necessarie (energia, calcare da estrarre nella cava e frantumare, acqua di processo ecc.) e del traffico veicolare: stimato un più 27 per cento in entrata (per materie prime, combustibili, servizi...) ed in uscita (prodotto finito). L’Italcementi - prosegue il comunicato reso pubblico dal Coordinamento dei cinque Comuni - prevede che il forno sia utilizzato per lo smaltimento di rifiuti, tra cui rifiuti pericolosi quali le ceneri di risulta da centrali elettriche e le sabbie di purificazione degli oli esausti, senza alcuna indicazione delle quantità, delle modalità di stoccaggio e movimentazione, né delle precauzioni adottate per evitare la dispersione ambientale di tali materiali e le modalità di intervento in caso di sversamento accidentale di tali rifiuti o di contaminazione del suolo o del sottosuolo». A Mazzano e Rezzato sono arrivati altri pareri dai paesi vicini, «ma finora nessun Comitato ambientale o Comune si è espresso a favore dell’ampliamento Italcementi». Considerazioni di cui i Consigli comunali di Mazzano e Rezzato terranno sicuramente conto.
Alfredo Laffranchi

Saturday, September 24, 2005

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
LEGAMBIENTE LOMBARDIA – LEGAMBIENTE BERGAMO – LEGAMBIENTE MERATE


ITALCEMENTI DI CALUSCO D'ADDA: LEGAMBIENTE E I COMUNI CHIEDONO PIU' GARANZIE PER L'AMBIENTE Due le richieste fondamentali a Italcementi: cambiare lo Studio di Impatto Ambientale per tener conto delle osservazioni e ridurre le emissioni inquinanti con tecnologie sicure. Legambiente pronta a dare battaglia.

Si attende tra pochi giorni la risposta ufficiale di Italcementi al documento unitario elaborato da amministrazioni locali, enti parco, sindacati ed associazioni ambientaliste contenente le indicazioni e gli approfondimenti al progetto di coincenerimento di rifiuti liquidi pericolosi nella cementeria di Calusco d’Adda voluto da Italcementi.
Il documento è il prodotto di un percorso partecipato e condiviso, realizzato nell’ambito di Agenda 21, che è durato parecchi mesi e che ha messo intorno allo stesso tavolo vari attori presenti sul territorio: insieme al Comune di Calusco D'Adda, che da subito ha ritenuto quella posta da Italcementi una questione “sovracomunale” e che ha convocato il tavolo di lavoro, sono state presenti le amministrazioni comunali limitrofe (ben 15 amministrazioni coinvolte. Oltre a Calusco d’Adda hanno preso parte al tavolo di lavoro anche le amministrazioni comunali di Villa d’Adda, Carvico, Sotto il Monte, Terno d’Isola, Solza, Medolago, Suisio, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Superiore, Verderio Inferiore, Merate, Imbersago e Cornate d’Adda), la Provincia di Bergamo, la Provincia di Lecco, l’ARPA, l’ASL, il Parco Regionale Adda Nord, il PLIS del Canto e del Bedesco, il CIB (Comuni dell’Isola Bergamasca), i sindacati e le associazioni ambientaliste. Tutte le realtà coinvolte hanno scelto di creare un’esperienza di coordinamento su tematiche ambientali e territoriali non geograficamente circoscrivibili e quindi non direttamente riconducibili alla responsabilità di un solo ente. Il tavolo di lavoro ha esaminato ed approfondito la documentazione prodotta da Italcementi in merito all'introduzione nel ciclo produttivo di rifiuti pericolosi come combustibili alternativi ai tradizionali. Al tavolo hanno partecipato anche i tecnici dell'azienda proponente, attivando così un serrato confronto nel merito dei progetti avanzati.
Tutto il lavoro finora svolto è finalizzato all’avvio della fase di sperimentazione che dovrebbe durare un anno nel caso ottenga le dovute autorizzazioni. Nella sostanza si è ritenuto opportuno che la fase di sperimentazione possa partire a patto che vengano rispettate due condizioni ritenute pregiudiziali: da un lato che Italcementi integri nella nuova versione dello Studio di Impatto Ambientale le specifiche richieste tecniche avanzate dagli enti e dall’altro che vengano recepite le indicazioni ed i suggerimenti su aspetti che più o meno direttamente sono legati al progetto in questione. Parliamo di indicazioni che tecnicamente non sono attinenti al progetto specifico di coincenerimento di rifiuti speciali e pericolosi ma che dovrebbero essere tenute in opportuna considerazione dato il contesto sociale ed ambientale in cui esso si inserisce. In particolare, relativamente alla prima condizione, nel documento si auspica che vengano inserite nella ripubblicazione del SIA che dovrebbe avvenire a breve, le osservazioni e le richieste sottoposte all’azienda nei mesi scorsi: per esempio si ritiene legittimo avere una maggior conoscenza del piano di gestione dei rifiuti speciali e speciali pericolosi, un approfondimento sulle caratteristiche dei rifiuti stessi e l’inclusione tra gli scenari di rischio di un eventuale ribaltamento delle autobotti in fase di trasporto di tali rifiuti. Sarebbe anche importante conoscere i risultati di esperienze di co-combustione con l’impiego di rifiuti analoghi a quelli che bruceranno a Calusco. Per quanto riguarda la seconda condizione, come ancora si evince dal documento stesso, si tratta in particolare di richieste tese a massimizzare il trasporto su ferro del complesso dei materiali necessari ovvero derivanti dal processo, a fornire una piena conoscenza del complesso delle emissioni generate dal processo produttivo e quindi a migliorare la qualità dell’aria, a ridurre l’impatto luminoso e migliorare il clima acustico
“Il lavoro di questi mesi è stato molto intenso ma quello che tutti insieme siamo riusciti ad elaborare è un documento importante, condiviso e costruttivo. Bisogna sottolineare il fatto che questa esperienza di concertazione e partecipazione è stata importante e dovrebbe diventare un metodo normalmente usato nell'affrontare più in generale tutte quelle tematiche che incidono profondamente, e molte volte in modo permanente, aree del nostro territorio” sono le parole di Andrea Poggio, Presidente di Legambiente Lombardia. “Il documento esprime ciò che noi riteniamo debba essere modificato dall’azienda per venire incontro alle esigenze di tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Ora la palla passa ad Italcementi. Vedremo se dimostrerà sensibilità e buon senso di fronte alle esigenze e alle richieste della nostra gente e del nostro territorio. ” dichiarano i responsabili del Coordinamento Provinciale di Legambiente Bergamo.


Breve cronistoria

- 28 Ottobre 2004: richiesta formale da parte di Italcementi per impiegare CDR (Combustibile Da Rifiuti) nel forno della cementeria di Calusco d’Adda;
- 16 Dicembre 2004: Italcementi presenta formalmente i progetti finalizzati ad ottenere l'autorizzazione per l’utilizzo nel proprio processo produttivo di “combustibili non convenzionali”, rifiuti pericolosi provenienti da processi industriali denominati “Ecofluid” e “RASF” da impiegare.
- 15 Gennaio 2005: Italcementi presenta pubblicamente lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) relativo all’impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincenerimento nel forno della cementeria di Calusco d’Adda
- Febbraio 2005: Definizione del Programma di Lavoro per affrontare la questione “Italcementi” nell’ambito di Agenda 21; l’Assemblea dei Comuni dell’Isola Bergamasca (CIB) adotta il Programma di Lavoro; vengono coinvolti anche i comuni più vicini al di là dell’Adda, la Provincia di Lecco e le associazioni ambientaliste, tra cui LEGAMBIENTE.
- Marzo-Agosto 2005. Vengono istituiti due tavoli di lavoro: un tavolo tecnico che approfondisce la conoscenza e prepara le osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale (SIA) ed uno politico che lavora su di una strategia comune da adottare per affrontare le problematiche legate al progetto di Italcementi;
- 21 Giugno 2005: Assemblea pubblica organizzata a Calusco d’Adda per illustrare alla popolazione il lavoro svolto dal tavolo tecnico. I suggerimenti, le indicazioni ed anche le problematicità emerse dai cittadini vengono raccolte e discusse nel tavolo politico.
- Settembre 2005: il tavolo politico consegna il documento ufficiale contenente le indicazioni, i suggerimenti e le migliorie proposte ad Italcementi in relazione al progetto di coincenerimento di rifiuti pericolosi a Calusco d’Adda

Ampliamento dell'Italcementi Gli ambientalisti non ci stanno

Ampliamento dell'Italcementi Gli ambientalisti non ci stanno

Sul sito del Comune di Mazzano appare in questi giorni il comunicato dell'Italcementi spa in cui si spiega come prendere visione del progetto e dello studio di impatto ambientale per eventuali istanze o osservazioni?.

L'Italcementi - spiega il sindaco di Rezzato Enrico Danesi - ha presentato non uno, ma due progetti di ampliamento, alternativi tra loro, e i rispettivi piani di impatto ambientale. Un progetto prevede un ampliamento sull'attuale superficie occupata dallo stabilimento, sfruttandone la residua capacità edificatoria; e un progetto prevede l'estensione dell'impianto a sud del Naviglio, nel territorio di Mazzano. Progetti e studi sono al vaglio dei Consigli comunali e delle Commissioni urbanistiche di Rezzato e Mazzano, che li valuteranno e poi si esprimeranno?.

Per lavorare con maggiore calma i Comuni di Mazzano e Rezzato hanno chiesto all'Italcementi di posticipare tutto di un mese per avere il tempo di fare osservazioni e l'azienda ha subito accettato la richiesta. Ma mentre i Comuni direttamente interessati al potenziamento produttivo dell'Italcementi stanno studiando (con l'ausilio di esperti) il progetto della ditta, arriva il parere contrario del Coordinamento territoriale ambientale dei Comuni di Nuvolento, Nuvolera, Paitone, Prevalle e Serle.

Il progetto di ampliamento dell'Italcementi - spiega un comunicato del Coordinamento dei cinque Comuni - è orientato ad ottenere un notevole incremento della capacità produttiva, che passerebbe dalle attuali 2.300 tonnellate giornaliere a 4.000 tonnellate al giorno, con conseguente aumento dei consumi delle risorse necessarie (energia, calcare da estrarre nella cava e frantumare, acqua di processo ecc.) e del traffico veicolare: stimato un più 27 per cento in entrata (per materie prime, combustibili, servizi...) ed in uscita (prodotto finito)?. ?L'Italcementi - prosegue il comunicato - prevede che il forno sia utilizzato per lo smaltimento di rifiuti, tra cui pericolosi quali le ceneri di risulta da centrali elettriche e le sabbie di purificazione degli olii esausti, senza alcuna indicazione delle quantità, delle modalità di stoccaggio e movimentazione, né delle precauzioni adottate per evitare la dispersione ambientale di tali materiali e le modalità di intervento in caso di sversamento accidentale di tali rifiuti o di contaminazione del suolo o del sottosuolo?

.a.laf.

Thursday, September 22, 2005

Lega: ottima riuscita del gazebo di Paderno

Lega: ottima riuscita del gazebo di Paderno

Immagine

Il banchetto della Lega a Paderno

La Lega Nord e l`Mgp Robbiate ringraziano tutti i cittadini e partecipanti per la splendida riuscita del gazebo di domenica 10 settembre a Paderno d`Adda.
La battaglia della Lega Nord contro il progetto dell` Italcementi, di utilizzare rifiuti tossico-nocivi come combustibili alternativi , prosegue nel migliore dei modi, visto l`altissimo numero di firme raccolte a sostegno dell`iniziativa. L`affetto e la determinazione manifestati dalle persone dimostrano come la Lega Nord sia l`energia vitale della politica. Come preannunciato gazebo verranno istituiti in ogni paese coinvolto , verra` inoltre attuato un volantinaggio capillare sul territorio affinche` i cittadini possano essere padroni del proprio futuro e delle loro libere scelte contro le lobby economico industriali che antepongono i propri interessi al bene comune.
Con l`occasione ringraziamo le numerose persone che oltre a firmare la petizione, si sono tesserate per il nostro movimento,a dimostrazione di come il tema della sicurezza ambientale sia molto sentito dai cittadini e vengano premiate le nostre battaglie di liberta` e di tutela dei diritti dei cittadini. Si ringrazia la Circoscrizione di Merate e la vicina sezione di Olgiate per il prezioso contributo fornito alla splendida realizzazione della manifestazione.



Il Segretario Il Responsabile Mgp
Marco Benedetti Maurizio Villa

paderno Italcementi: nuovo studio sull'impatto ambientale

paderno Italcementi: nuovo studio sull'impatto ambientale
Il complesso industriale dell'Italcementi che tiene in allerta amministrazioni locali e associazioni ambientaliste

PADERNO (l. per.) Italcementi alla stretta finale sulle richieste avanzate dagli enti locali bergamaschi e lecchesi in merito al progetto di utilizzo di combustibili alternativi nel nuovo forno da cemento. A giorni verrà infatti consegnato il documento di risposta, mentre sul territorio la Lega Nord continua la raccolta di firme contro questo progetto e annuncia che verrà fatto un volantinaggio e istituiti banchetti in ogni paese coinvolto: Robbiate, Paderno, Imbersago, Verderio Inferiore e Supeiore per citare i più vicini. Come si ricorderà nei mesi scorsi il Parco Adda Nord, la Provincia di Lecco e Bergamo, l'Arpa, Legambiente ed i comuni dell'Isola bergamasca ed i lecchesi Paderno d'Adda, Robbiate, Verderio Superiore, Verderio Inferiore, Merate, Imbersago e Cornate d'Adda avevano partecipato ad un tavolo comune per redarre una serie di richieste per consentire ad avviare la sperimentazione che dovrebbe durare un anno se il ministero competente dovesse autorizzare l'utilizzo di Rasf ed Ecofluid nel forno. Se da quanto elaborato da Italcementi non sembrano esserci problemi nelle emissioni, uno dei punti critici resta il trasporto eventuale di questi tipi di combustibile. Il tavolo di lavoro ha chiesto un nuovo studio di impatto ambientale che contempli il rischio di ribaltamento delle cisterne con la sua inclusione negli scenari di rischio e relativa predisposizione di un piano di intervento e di protezione civile in caso di incidente. Gli enti locali preferirebbero che tutto venisse trasportato su rotaia, non solo chiedono anche una valutazione delle emissioni su larga scala e una mappatura dell'inquinamento acustico e luminoso. In particolare è considerata «pregiudiziale» la definizione condivisa del livello delle emissioni dall'impianto: in caso contrario la loro opposizione sarebbe definitiva.

Sunday, September 18, 2005

Calusco: Legambiente chiede all`Italcementi più garanzie per l`ambiente

Calusco: Legambiente chiede all`Italcementi più garanzie per l`ambiente




Due le richieste fondamentali a Italcementi: cambiare lo Studio di Impatto Ambientale per tener conto delle osservazioni e ridurre le emissioni inquinanti con tecnologie sicure. Legambiente pronta a dare battaglia.

Si attende tra pochi giorni la risposta ufficiale di Italcementi al documento unitario elaborato da amministrazioni locali, enti parco, sindacati ed associazioni ambientaliste contenente le indicazioni e gli approfondimenti al progetto di coincenerimento di rifiuti liquidi pericolosi nella cementeria di Calusco d’Adda voluto da Italcementi.
Il documento è il prodotto di un percorso partecipato e condiviso, realizzato nell’ambito di Agenda 21, che è durato parecchi mesi e che ha messo intorno allo stesso tavolo vari attori presenti sul territorio: insieme al Comune di Calusco D`Adda, che da subito ha ritenuto quella posta da Italcementi una questione “sovracomunale” e che ha convocato il tavolo di lavoro, sono state presenti le amministrazioni comunali limitrofe (ben 15 amministrazioni coinvolte. Oltre a Calusco d’Adda hanno preso parte al tavolo di lavoro anche le amministrazioni comunali di Villa d’Adda, Carvico, Sotto il Monte, Terno d’Isola, Solza, Medolago, Suisio, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Superiore, Verderio Inferiore, Merate, Imbersago e Cornate d’Adda), la Provincia di Bergamo, la Provincia di Lecco, l’ARPA, l’ASL, il Parco Regionale Adda Nord, il PLIS del Canto e del Bedesco, il CIB (Comuni dell’Isola Bergamasca), i sindacati e le associazioni ambientaliste. Tutte le realtà coinvolte hanno scelto di creare un’esperienza di coordinamento su tematiche ambientali e territoriali non geograficamente circoscrivibili e quindi non direttamente riconducibili alla responsabilità di un solo ente. Il tavolo di lavoro ha esaminato ed approfondito la documentazione prodotta da Italcementi in merito all`introduzione nel ciclo produttivo di rifiuti pericolosi come combustibili alternativi ai tradizionali. Al tavolo hanno partecipato anche i tecnici dell`azienda proponente, attivando così un serrato confronto nel merito dei progetti avanzati.
Tutto il lavoro finora svolto è finalizzato all’avvio della fase di sperimentazione che dovrebbe durare un anno nel caso ottenga le dovute autorizzazioni. Nella sostanza si è ritenuto opportuno che la fase di sperimentazione possa partire a patto che vengano rispettate due condizioni ritenute pregiudiziali: da un lato che Italcementi integri nella nuova versione dello Studio di Impatto Ambientale le specifiche richieste tecniche avanzate dagli enti e dall’altro che vengano recepite le indicazioni ed i suggerimenti su aspetti che più o meno direttamente sono legati al progetto in questione. Parliamo di indicazioni che tecnicamente non sono attinenti al progetto specifico di coincenerimento di rifiuti speciali e pericolosi ma che dovrebbero essere tenute in opportuna considerazione dato il contesto sociale ed ambientale in cui esso si inserisce. In particolare, relativamente alla prima condizione, nel documento si auspica che vengano inserite nella ripubblicazione del SIA che dovrebbe avvenire a breve, le osservazioni e le richieste sottoposte all’azienda nei mesi scorsi: per esempio si ritiene legittimo avere una maggior conoscenza del piano di gestione dei rifiuti speciali e speciali pericolosi, un approfondimento sulle caratteristiche dei rifiuti stessi e l’inclusione tra gli scenari di rischio di un eventuale ribaltamento delle autobotti in fase di trasporto di tali rifiuti. Sarebbe anche importante conoscere i risultati di esperienze di co-combustione con l’impiego di rifiuti analoghi a quelli che bruceranno a Calusco. Per quanto riguarda la seconda condizione, come ancora si evince dal documento stesso, si tratta in particolare di richieste tese a massimizzare il trasporto su ferro del complesso dei materiali necessari ovvero derivanti dal processo, a fornire una piena conoscenza del complesso delle emissioni generate dal processo produttivo e quindi a migliorare la qualità dell’aria, a ridurre l’impatto luminoso e migliorare il clima acustico
“ Il lavoro di questi mesi è stato molto intenso ma quello che tutti insieme siamo riusciti ad elaborare è un documento importante, condiviso e costruttivo. Bisogna sottolineare il fatto che questa esperienza di concertazione e partecipazione è stata importante e dovrebbe diventare un metodo normalmente usato nell`affrontare più in generale tutte quelle tematiche che incidono profondamente, e molte volte in modo permanente, aree del nostro territorio” sono le parole di Andrea Poggio, Presidente di Legambiente Lombardia. “Il documento esprime ciò che noi riteniamo debba essere modificato dall’azienda per venire incontro alle esigenze di tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Ora la palla passa ad Italcementi. Vedremo se dimostrerà sensibilità e buon senso di fronte alle esigenze e alle richieste della nostra gente e del nostro territorio. ”

Breve cronistoria

- 28 Ottobre 2004: richiesta formale da parte di Italcementi per impiegare CDR (Combustibile Da Rifiuti) nel forno della cementeria di Calusco d’Adda;
- 16 Dicembre 2004: Italcementi presenta formalmente i progetti finalizzati ad ottenere l`autorizzazione per l’utilizzo nel proprio processo produttivo di “combustibili non convenzionali”, rifiuti pericolosi provenienti da processi industriali denominati “Ecofluid” e “RASF” da impiegare.
- 15 Gennaio 2005: Italcementi presenta pubblicamente lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) relativo all’impianto di ricezione, stoccaggio ed alimentazione di rifiuti liquidi pericolosi per il coincenerimento nel forno della cementeria di Calusco d’Adda
- Febbraio 2005: Definizione del Programma di Lavoro per affrontare la questione “Italcementi” nell’ambito di Agenda 21; l’Assemblea dei Comuni dell’Isola Bergamasca (CIB) adotta il Programma di Lavoro; vengono coinvolti anche i comuni più vicini al di là dell’Adda, la Provincia di Lecco e le associazioni ambientaliste, tra cui LEGAMBIENTE.
- Marzo-Agosto 2005. Vengono istituiti due tavoli di lavoro: un tavolo tecnico che approfondisce la conoscenza e prepara le osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale (SIA) ed uno politico che lavora su di una strategia comune da adottare per affrontare le problematiche legate al progetto di Italcementi;
- 21 Giugno 2005: Assemblea pubblica organizzata a Calusco d’Adda per illustrare alla popolazione il lavoro svolto dal tavolo tecnico. I suggerimenti, le indicazioni ed anche le problematicità emerse dai cittadini vengono raccolte e discusse nel tavolo politico.
- Settembre 2005: il tavolo politico consegna il documento ufficiale contenente le indicazioni, i suggerimenti e le migliorie proposte ad Italcementi in relazione al progetto di coincenerimento di rifiuti pericolosi a Calusco d’Adda

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Thursday, September 08, 2005

Raccolta firme

PADERNO Raccolta firme contro i rifiuti La Lega Nord Robbiate e il Movimento Giovani Padani sempre di Robbiate hanno organizzato per sabato 10 settembreun gazebo per raccogliere firme contro il progetto di rifiuti come combustibili all'Italcementi di Calusco.
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