Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Thursday, April 29, 2010

Calcestruzzo impoverito, arrestati boss e manager

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ITALIA




Calcestruzzo impoverito, arrestati boss e manager



27 aprile 2010

In una vasta operazione denominata "doppio colpo", che ha interessato Sicilia, Lombardia, Lazio e Abruzzo, carabinieri e guardia di finanza dei comandi provinciali di Caltanissetta hanno arrestato 14 persone e sequestrato sette aziende siciliane operanti nel settore del movimento terra.

Tra gli arrestati, alcuni boss mafiosi accusati di associazione mafiosa e illecita concorrenza con violenza e minaccia, e dirigenti della Calcestruzzi Spa di Bergamo, ai quali sono stati contestati i reati di associazione per delinquere e frode in pubbliche forniture.

Secondo l'accusa, con l'appoggio della mafia, cui cedeva parte dei maggiori profitti realizzati frodando i propri clienti - ai quali forniva calcestruzzo con minori quantitativi di cemento - l'azienda bergamasca, che da oltre due anni è sotto amministrazione giudiziaria, aveva assunto il monopolio nella fornitura di calcestruzzo in Sicilia.



I provvedimenti restrittivi sono stati notificati in carcere al capomafia Giuseppe Madonia, 64 anni, al boss Francesco La Rocca, 72 anni, e a Giuseppe Giovanni Laurino, 53 anni, esponente di spicco del clan Cammarata di Riesi.

Carabinieri e guardia di finanza hanno invece posto agli arresti domiciliari gli imprenditori Salvatore Rizza, 78 anni, Santo David e Gandolfo David, 71 e 77 anni; il consulente esterno e l'amministratore del sistema informatico della Calcestruzzi Spa, Gianni Cavallini, 48 anni di Ravenna e Alvis Alessandro Trotta, 41 anni, di Milano; il responsabile del controllo gestione della stessa società, Carlo Angelo Bossi, 41 anni, di Induno (Milano), e due ex dipendenti, Mario De Luca, 47 anni, di Napoli, e Nunzio Anello, 42 anni, di Mazzarino (Caltanissetta); e il consulente esterno dell'Italcementi, Giancarlo Bianchi, 54 anni, di Brignano Gero D'Adda.



Sono stati inoltre condotti in carcere gli imprenditori Francesco Lo Cicero, 56 anni, di Campobello di Licata (Agrigento) e Vincenzo Arnone, 47 anni, di Serradifalco (Caltanissetta).

Wednesday, April 21, 2010

Il ponte sull'Adda a Paderno

Il ponte sull'Adda a Paderno


Sono state effettuate indagini sul comportamento dinamico del ponte storico di Paderno d'Adda





di: Carmelo Gentile, Antonella Saisi, Angelo Valsecchi




Prospetto, pianta e sezione trasversale del ponte sull'Adda a Paderno

Nell'ambito delle collaborazioni attive tra il Laboratorio Prove Materiali (Settore Vibrazioni e Monitoraggio Dinamico di Strutture) del Politecnico di Milano e il Settore Viabilità e Protezione Civile della Provincia di Lecco, è stata effettuata la caratterizzazione dinamica e il monitoraggio del ponte San Michele di Paderno d'Adda (Figura di copertina e Immagine 1), realizzato nel 1889, oltre a costituire una tappa fondamentale nell'evoluzione storica delle infrastrutture in Italia è inserito tra i Beni tutelati dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Regione Lombardia sin dal 1980. L'opera, in carpenteria metallica, è costituita da un'ampia arcata reticolare che supporta una travata reticolare rettilinea a doppio impalcato, ove il livello inferiore è utilizzato per il traffico ferroviario e il livello superiore per il traffico automobilistico.

: Vista dal basso di una pila Nell'ambito dei controlli diagnostici pressoché sistematici condotti dal Settore Viabilità e Protezione Civile della Provincia di Lecco sulle maggiori infrastrutture direttamente gestite dall'Ente, sono state eseguite sull'impalcato stradale del ponte di Paderno tre distinte sperimentazioni dinamiche in condizioni operative. In particolare, il monitoraggio dovrebbe perseguire il duplice obiettivo di segnalare in tempo reale possibili evoluzioni o anomalie dello "stato di salute" (Structural Health Monitoring, SHM) del ponte e di raccogliere dati utili a prefigurare i futuri scenari d'utilizzo dell'opera.

La descrizione delle indagini dinamiche in condizioni operative



Le indagini dinamiche in condizioni operative hanno previsto l'uso di accelerometri piezoelettrici WR 731A (Immagine 3), completi di modulo di alimentazione WR P31; le accelerazioni indotte dal normale esercizio sono state registrate con frequenza di campionamento pari a 200 Hz.

 Accelerometro WR 731A utilizzato durante le indagini Durante la prima sperimentazione di questo ciclo di indagini è stato indagato il comportamento dinamico verticale dell'opera. Successivamente, sono stati utilizzati due soli sensori (evidenziati dal colore rosso nell'immagine 4) disposti in direzione verticale e orizzontale, al fine di controllare l'invarianza delle frequenze naturali dei modi verticali e verificare l'importanza dei modi orizzontali trasversali. Un'ulteriore indagine è stata effettuata con 13 sensori disposti in direzione trasversale per identificare le caratteristiche dei modi di vibrare trasversali.

ingrandisci Immagine 4: Posizionamento degli accelerometri verticali sull'impalcato nelle indagini del 29-30 Giugno 2009 e accelerometri di riferimento (...

Conclusioni



L'analisi modale sperimentale ha consentito di individuare otto modi principali (verticali) di vibrare. Inoltre, la disponibilità di registrazioni della risposta ha consentito di evidenziare la varianza temporale delle frequenze dei modi propri verticali dominanti. I risultati ottenuti possono essere così riassunti:

deboli fluttuazioni nel tempo (non invarianza temporale) delle frequenze naturali dei modi flessionali dominanti per effetto del traffico stradale;

fattori di smorzamento sensibilmente inferiori all'1%;

asimmetria delle deformate modali identificate rispetto al piano verticale contenente la mezzeria dell'impalcato.

I risultati precedenti suggeriscono l'opportunità di procedere al monitoraggio permanente del manufatto al fine di segnalare in tempo reale le evoluzioni dello stato di conservazione dell'opera e per fornire indicazioni utili ai fini della progettazione delle opere di restauro.

L'articolo è apparso sul fascicolo n° 2 Marzo/Aprile 2010 a pagina 84.

Tuesday, April 20, 2010

Allarme smog in città Soglia superata 86 volte

Allarme smog in città Soglia superata 86 volte

Il piano regionale antismog che dallo scorso 15 ottobre sino a ieri ha vietato l’utilizzo delle auto più vecchie non è servito a nulla. Nei 182 giorni di riferimento la centralina dell’Arpa, ha evidenziato che le Pm10 hanno superato la soglia di allarme in ben 86 occasioni
Merate, 16 aprile 2010 - Il piano regionale antismog che dallo scorso 15 ottobre sino a ieri ha vietato l’utilizzo delle auto più vecchie non è servito a nulla. Il provvedimento ha interessato Merate, Airuno, Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Inferiore e Verderio Superiore, ovvero i centri della Brianza lecchese che fanno parte della zona A1, la peggio messa sul versante della qualità dell’aria. Per sei mesi da lunedì a venerdì, dalle 7.10 alle 19.30, nella dozzina dei paesi off-limit non hanno potuto circolare né transitare i veicoli Euro 0 a benzina e diesel e gli Euro 1 e 2 diesel, circa 30 mila mezzi in tutto, indicativamente il 15% del totale parco macchine. Eppure, nonostante la drastica scelta, nei 182 giorni di riferimento la centralina dell’Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale installata lungo la ex Ss 36, ha evidenziato che le Pm10 hanno superato la soglia di allarme di 50 microgrammi per metro cubo in ben 86 occasioni.







Le pm 10 sono un mix di particelle solide e liquide che hanno origine in particolar modo dal traffico veicolare e processi di combustione. In pratica più della metà delle volte le polveri sottili hanno valicato il valore di pericolo. La media di tutte le rilevazioni invece è risultata pari a 55,3 µg/m3. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sempre durante la validità del piano antismog, sembra sia andata leggermente meglio perchè nel 2008/09 gli sforamenti sono stati leggermente superiori: 90 contro gli 86 del 2009/’10 appunto. Anche la media dei dati raccolti è più alta con 56,9 µg/m3 invece che 55,3. Variazioni minimi dunque e in qualche modo anche un po’ falsate da improvvisi guasti alle apparecchiature che monitorano la qualità dell’aria.







A novembre ad esempio, uno dei mesi più esposti all’inquinamento, la strumentazione non ha funzionato per diverse settimane consecutive. L’unica nota positiva è che i picchi massimi delle polveri killer sono diminuiti. Raramente nel lasso di tempo appena trascorso sono stati superati i 100 milligrammi, mentre in quello prima è successo una ventina di volte con punte, come a fine febbraio 2009, addirittura di 154 µg/m3, il triplo dei parametri di guardia.







E dalla metà del prossimo ottobre si riparte con ulteriori restrizioni. Tra un semestre bisognerà infatti lasciare nel box pure cinquantini e moto non in regola e dal 2011 lo stesso succederà nelle restanti aree sino ad oggi considerate meno «tossiche», cioè la A2, B, C1 e C2, praticamente ovunque. Una mossa che, secondo gli esperti di fiducia del presidente Roberto Formigoni, permetterà di abbattere del 75% le Pm10. Lo impone la Comunità europea. Da Bruxelles tra l’altro nonostante il piano hanno aperto una procedura di infrazione contro il Pirellone perchè le misure adottate sino ad oggi non sono state ritenute adeguate e non hanno fornito i risultati sperati. Se il procedimento andrà in porto a Milano si vedranno recapitare una «cartella esattoriale» per una multa a sei zeri.



Daniele De Salvo

Saturday, April 17, 2010

Calusco: un parco solare a Baccanello

Calusco: un parco solare a Baccanello



Guardate bene questa fotografia dei campi di Baccanello nella valle del Grandone in comune di Calusco scattata questa mattina, perché tra non molto il paesaggio verrà modificato. Una società immobiliare ha chiesto di realizzare un parco solare, cioè di realizzare un impianto di centinaia di pannelli solari rotanti, ciascuno montato su un pilastro di cemento, per una superficie di 30mila metri quadrati circa. L’amministrazione di Calusco d’Adda avrebbe opposto un diniego ritenendo non compatibile l’impatto ambientale, ma soprattutto perché si cambia destinazione ad uno dei pochi terreni agricoli in pianura rimasti. Sembra però che la legge sia dalla parte di chi vuole fare il parco solare e presumibilmente potrà passare sopra il diniego del comune. Personalmente sono d’accordo con il comune di Calusco perché ritengo che gli spazi agricoli debbano essere agricoli e poi come ho detto in precedenza (vedi qui) nell'Isola bergamasca abbiamo centinaia di ettari di tetti di capannoni inutilizzati che potrebbero essere impiegati per ospitare pannelli solari senza turbare il paesaggio e l’ambiente.

Wednesday, April 07, 2010

Riprendono i lavori con Italcementi

Riprendono i lavori con Italcementi


Il "tavolo politico" tra Enti del territorio e Italcementi, relativo alle "compensazioni ambientali", interrottosi il 19 dicembre 2008, riprende i lavori.







Verbale interno dell’incontro

Il 24 marzo 2010, presso il Comune di Calusco d’Adda, a seguito di convocazione da parte di A21, si è riunito il “tavolo politico” tra gli Enti del territorio e la Soc. Italcementi per riprendere il percorso interrottosi il 19 dicembre 2008.

Sotto il coordinamento dell’Arch. Fortini di A21, si sono ritrovati, oltre al Comune di Calusco, i

Comuni di Imbersago, Medolago, Paderno d’Adda, Robbiate, Solza, Suisio, Verderio Superiore e

Villa d’Adda, rappresentanti di Lega Ambiente e Funzionari di Italcementi.

Dopo una sintetica esposizione cronologica dei vari step intercorsi dall’inizio delle trattative (2004) a oggi, l’Arch. Fortini lascia la parola ai convenuti.

Il Sindaco di Calusco propone che, dopo aver sentito Italcementi circa eventuali novità, si proceda ad un aggiornamento sull’elenco delle compensazioni a suo tempo ipotizzate, alcune delle quali si sono nel frattempo risolte. Inoltre, ricordando che in passato non si è mai giunti a quantificare economicamente le varie compensazioni, propone di evidenziare le azioni più significative da tutti condivise e di valorizzarle.

Italcementi ricorda come, al momento dell’interruzione del tavolo, non fosse possibile concretizzare in quanto già si avvertivano le prime avvisaglie della crisi incombente. Si dichiara, tuttavia, oggi cautamente ottimista anche perché, a differenza di altri operatori anche di maggiori dimensioni, è stata in grado di reggere. La sua presenza al tavolo vuole indicare che, anche se è ancora presto per indicare cifre relative alle compensazioni, è tuttavia disponibile a valutare le richieste che il tavolo intenderà portare avanti.

Ricorda infine che l’utilizzo del CDR come alternativa al combustibile tradizionale (motivo per cui ha avuto origine il tavolo tecnico/politico) non ha ancora raggiunto il livello sperimentale superiore.

Tornando alle compensazioni, dichiara che la sua intenzione sarebbe quella di fare un intervento complessivo che le parti interessate decideranno come utilizzare.

Fortini, dopo aver elencato gli interventi a suo tempo richiesti, spiega che non è intenzione del tavolo avere tutto, né tantomeno subito. L’obiettivo sarebbe piuttosto quello di concordare e sottoscrivere un “accordo di programma” scadenziato nel tempo.

Italcementi concorda sulla proposta e si dichiara interessato a investimenti/progetti nel campo

dell’energia rinnovabile, avendo una consociata dedicata a questo settore.

Quanto ai programmi a lungo termine, dichiara di avere qualche difficoltà vista l’incertezza normativa relativa all’uso del CDR.

Il Sindaco di Calusco, considerata ingenua e demagogica la lunga lista di “compensazioni” a suo tempo sottoposta a Italcementi, propone di muoversi su tre fronti, per giungere al più presto ad una soluzione che possa essere portata avanti nel concreto:

1. azioni di piantumazione (da far definire a Parco Adda Nord – PLIS)

2. installazione di impianti di energia rinnovabile (da far definire ai Comuni interessati)

3. riqualificazione alveo/argini Grandone/Re (PLIS)

A fronte della proposta, A21, i Parchi interessati e i Comuni interessati studiano e dettagliano le proposte determinandone anche il valore.

In un prossimo incontro, orientativamente giugno/luglio, le proposte verranno trasmesse a Italcementi che le valuterà e fornirà una risposta corredata da contributo e date possibili degli interventi.
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