Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Saturday, October 29, 2005

Uno «squalo bianco» nella flotta Italcementi

Uno «squalo bianco» nella flotta Italcementi
Il Gruppo Italcementi ha «pescato» uno squalo bianco. Si chiama difatti «White Shark» la nuova motonave entrata a far parte della flotta di Medcem, la società armatoriale del Gruppo creata in joint Venture con il Gruppo Romeo. Va ad affiancare Turbocem, varata lo scorso aprile. Medcem ha investito in questa nuova operazione circa 23 milioni di dollari.

Tuesday, October 25, 2005

Rete Donne Brianza contro gli inceneritori

Rete Donne Brianza contro gli inceneritori


Ho letto con stupore e preoccupazione l`articolo sulle richieste delle amministrazioni locali in relazione al progetto di coincenerimento di rifiuti liquidi pericolosi nella cementificio Italcementi di Calusco d`Adda. A Merone, in provincia di Como, Rete Donne Brianza ha raccolto con una petizione popolare 10.000 firme contro l`incenerimento di qualsiasi tipo di rifiuto o combustibile derivato dai rifiuti nel cementificio Holcim. I rischi dell’incenerimento dei rifiuti in inceneritori sono ampiamente documentati, e il coincenerimento è ancora più pericoloso, dando luogo ad emissioni di diossine, PCB, metalli pesanti, componenti tossici e accumulabili nell’organismo. Abbiamo raccolto una vasta documentazione su questo argomento che può essere consultata sul nostro sito: www.retedonnebrianza.org. Le vere alternative sono: riduzione dei rifiuti alla fonte, riciclaggio, compostaggio. E per smaltire ciò che resta, come previsto dal decreto Ronchi, i 12 inceneritori della Lombardia

su un totale di 42 in Italia sono più che sufficienti. Il vero motivo della scelta, sono i profitti del business dei rifiuti, poco importa la salute degli abitanti. Con l`appoggio di Greenpeace di Como e di tutte le associazioni ambientaliste della zona, noi a Merone abbiamo detto un secco no a qualsiasi compromesso. In Italia e nel mondo i cittadini che si oppongono sono tanti. Lancio un appello agli abitanti di Cernusco perché si uniscano a noi. Perché la salute dei nostri bambini è più importante. Rete Donne Brianza fa parte della Rete Nazionale contro gli Inceneritori http://www.inceneritori.org/ e della Alleanza Globale per le Alternative all’incenerimento dei Rifiuti. Link: http://www.no-burn.org/




Lisa Nitti
Presidente Rete Donne Brianza

Saturday, October 22, 2005

ROBBIATE Ottocento firme contro il progetto del forno alimentato da rifiuti

ROBBIATE Ottocento firme contro il progetto del forno alimentato da rifiuti

Ha raggiunto quota 800 la raccolta di firme promossa dalla Lega Nord Robbiate e dall'Mgp Robbiate contro il progetto della multinazionale Italcementi di usare Ecofluid, Rasf ed altri derivati dai rifiuti per alimentare il forno da cemento presso l'impianto di Calusco d'Adda. La scorsa domenica i due gruppi hanno organizzato un banchetto a Verderio Superiore che ha permesso il superamento di «quota 800», un numero non indifferente, che appoggia le amministrazioni comunali lecchesi nella battaglia contro il progetto. I due movimenti hanno avviato anche un volantinaggio capillare sul territorio per informare sul progetto. Il gruppo di studio a cui partecipano anche associazioni ambientaliste e Province ha elaborato una serie di richieste dettagliate per mitigare l'impatto.

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oggetto: Gazebo Lega Nord sabato 29 ottobre a Paderno d`Adda

oggetto: Gazebo Lega Nord sabato 29 ottobre a Paderno d`Adda


La Lega Nord Robbiate e il Movimento Giovani Padani di Robbiate organizzano per sabato 29 Ottobre dalle 14 alle 18 una gazebata a Paderno d`Adda presso il parcheggio della stazione Fs. Proseguira` la raccolta firme contro il progetto di utilizzo di rifiuti tossico-nocivi impiegati come combustibili, da parte della ditta Italcementi di Calusco d`Adda. E` invitata a firmare tutta la cittadinanza, il nostro movimento ritiene che i cittadini non vogliano un inceneritore privato che smaltirebbe i peggiori rifiuti industriali, con effetti nefasti per la sicurezza e la salute.
Prosegue incessante la campagna informativa su tutto il territorio interessato, dei pericoli e della natura di questi rifiuti, affinche` i cittadini possano essere padroni del proprio futuro e delle loro libere scelte, contro le lobby economico industriali che vogliono anteporre i propri interessi al bene della comunita`. La Lega Nord e` da sempre al fianco dei cittadini nelle battaglie a salvaguardia dei loro diritti.
La presenza del consigliere comunale Matteo Crippa,del segretario organizzativo provinciale Marco Benedetti, dei consiglieri provinciali Antonello Formenti e Rosagnese Casiraghi, sara` l`occasione per i cittadini di confrontarsi ed avere informazioni dirette sulla scottante vicenda. Si potra` inoltre firmare per due proposte di legge di iniziativa popolare presentate dalla Lega Nord inerenti l`euro e adesione all`Unione Europea. Ad entrambe le iniziative possono aderire i cittadini di tutti i comuni.

Sunday, October 16, 2005

Rifiuti tossici come combustibili: un gazebo contro il progetto

VERDERIO SUPERIORE

Rifiuti tossici come combustibili: un gazebo contro il progetto


VERDERIO SUPERIORE Un gazebo contro il progetto di utilizzare rifiuti tossici come combustibili da parte della «Italcementi» di Calusco d'Adda. Lo organizza, per oggi a partire dalle 14 in via Princiapale, la sezione robbiatese della Lega Nord. Durante il pomeriggio, i cittadini saranno invitati a firmare una petizione. Nel frattempo, prosegue la campagna informativa sul territorio per informare tutti dei pericoli e della natura dei rifiuti che la «Italcementi» intende utilizzare. All'incontro con i cittadini saranno presenti i consiglieri provinciali Antonello Formenti e Rosagnese Casiraghi, il segretario di circoscrizione Marco Fumagalli. Ulteriori informazioni al sito internet http://leganordrobbiate.interfree.it/.

Tuesday, October 04, 2005

Italcementi, non c’è intesa

Lunedì 3 Ottobre 2005


Da Botticino e Mazzano la richiesta di consistenti interventi ambientali a fronte dell’espansione del sito
Italcementi, non c’è intesa
I comuni vogliono riscrivere il piano di ampliamento dell’azienda


Non è un vero e proprio stop ma poco ci manca. Dai Comuni di Mazzano e Botticino arrivano infatti considerazioni critiche nei confronti del progetto di ammodernamento dello stabilimento «Italcementi», che mercoledì scorso è stato esaminato da entrambi i consigli comunali.
Il risultato delle sedute? Entrambe le assemblee hanno approvato all’unanimità lo studio di impatto ambientale realizzato per conto dei municipi dall’ingegner Roberto Carrara di Bergamo; un documento sensibilmente diverso da quello presentato da Italcementi. E venerdì, durante un incontro con la stampa, le due amministrazioni hanno spiegato la loro posizione.
«L’Italcementi - ha esordito il sindaco di Rezzato Enrico Danesi - ha dimostrato maggiore disponibilità al confronto rispetto al passato. Ma se confronto ci deve essere, i progetti vanno concordati insieme nelle forme, nei tempi, nei procedimenti amministrativi e nei contenuti; se necessario ripartendo da capo». In altre parole si chiede «una completa rivisitazione dei programmi di ammodernamento della cementeria».
Concetto ribadito anche dal sindaco di Mazzano, Luigi Elisetti, e dagli assessori all’Ecologia dei due comuni, Ferdinando Facchin e Marco Apostoli. E’ intervenuto anche il capogruppo consiliare della lista di minoranza «Liberinsieme» di Rezzato, che si è detto d’accordo con la maggioranza perchè «la salvaguardia ambientale e della salute è una esigenza trasversale».
Il problema, hanno rilevato gli esponenti dei due comuni, è che la zona attorno allo stabilimento è da tempo al centro di una situazione ambientale assai critica. Basta ricordare per esempio che le concentrazioni di Pm10 (le famigerate polveri sottili) rilevate negli anni 2002, 2003 e 2004 a Rezzato hanno sempre superato i valori limite per la protezione della salute umana. «L’attuale situazione ambientale - scrive nel suo studio l’ingegner Carrara - impone l’adozione di reali interventi di risanamento».
Invece, il progetto di ammodernamento presentato dalla Società cementeria Italcementi prevede un ampliamento dell’attuale superficie occupata dallo stabilimento sfruttando la residua capacità edificatoria; oppure l’estensione dell’impianto a sud del Naviglio, nel territorio di Mazzano. Secondo l’azienda, l’allargamento «consentirà insieme al raddoppio della produzione una riduzione compresa tra il 20 e l’80 per cento di tutte le emissioni della cementeria».
Lo stabilimento produce cemento bianco (di altissima qualità) e tradizionale nella misura di 800 mila tonnellate annue di «grigio» e di 200 mila di bianco. Quello grigio si produce in due forni, mentre il progetto in discussione ne prevede una sola. E l’ammodernamento dovrebbe concretizzarsi sostituendo i due forni vecchi con un nuovo impianto.
I comuni di Mazzano e di Rezzato chiedono invece l’ammodernamento di tutti i forni, in uso da almeno quattro decenni. All’azienda interessa l’incremento della produzione; alle amministrazioni il miglioramento della qualità dell’aria e della situazione ambientale.
Alfredo Laffranchi







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Monday, October 03, 2005

Economia civile/ Italcementi guarda allo sviluppo sostenibile. Rating etico A++

Economia civile/ Italcementi guarda allo sviluppo sostenibile. Rating etico A++
Venerdí 30.09.2005 10:06


Rating A++ per Italcementi dagli analisti di finanza etica di Axia. Motivazione: una "politica di gruppo che, partendo da 'Zero infortuni', guarda allo sviluppo sostenibile",

Il progetto "Zero Infortuni", che ha preso il via nel 2000, concerne la politica della sicurezza sul lavoro, sulla base delle normative dei 19 Paesi in cui Italcementi opera. Il gruppo è membro del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), organismo al quale aderiscono 175 gruppi internazionali. In questo contesto, nel luglio 2002, Italcementi Group ha sottoscritto l'Agenda for Action della Cement Sustainability Initiative, il primo impegno formale che vincola alcune tra le maggiori imprese cementiere al mondo a un piano d'azione quinquennale finalizzato al soddisfacimento dei bisogni presenti salvaguardando le esigenze delle future generazioni.

Nello specifico, una società cementiera ha problemi di emissioni di CO2, che il gruppo s'impegna a contenere attorno ai 650 kg per tonnellata di cemento. Ha problemi di deposito di materiali non degradabili nelle discariche, che con progetti pilota Italcementi si propone di riciclare in parte come combustibili alternativi. E poi ci sono i problemi di emissioni di polveri sottili, di traffico di camion, di sfruttamento di cave, e molto altro.

La pagella di Axia, dunque, tenendo presente gli sforzi della società guidata da Giovanni Giavazzi, presidente, e da Giampiero Pesenti, amministratore delegato, dà una voto 10 al fatto di redigere un bilancio sociale, 9 al prodotto, 9 al rispetto dell'ambiente, 8 alla territorialità (legami con le communities), 8 in corporate governance, 8 al trattamento dei lavoratori, 6 alla trasparenza delle operazioni. Insufficienti invece le relazioni internazionali (5) e soprattutto il rispetto delle minoranze, del tutto assente secondo Axia, che assegna un bruttissimo 3.
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