Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Thursday, July 31, 2003

MERATEONLINE 30 07 03


Calusco: no del Comitato per il verde
alla nuova strada Italcementi







Contro il progetto di una nuova strada a Calusco d’Adda si è costituito un apposito comitato denominato Comitato per la difesa del verde di Calusco e Solza. I sostenitori del gruppo civico si stanno adoperando proprio per impedire che una nuova via di comunicazione che servirà solo all’Italcementi venga realizzata, cancellando l’ultima zona verde estesa di Calusco. Nonostante gli studi per la nuova strada sono ancora in fase di progetto, l’Amministrazione provinciale di Bergamo, presentando il Piano territoriale di coordinamento provinciale, il 24 luglio ha mostrato della mappe che riportano il nuovo tracciato di cui però il Comune di Solza non ne sapeva nulla. La vicenda, oltre a suscitare sorpresa, ha naturalmente scatenato la reazione del Comitato e dei vertici politici di Solza, suscitando non pochi dubbi sulla necessità della strada. Di seguito pubblichiamo alcune considerazioni del Comitato per la difesa del verde.




Il 24 luglio e’ un giorno in cui succedono cose non consuete. Anche il comitato di difesa del verde di Calusco e Solza si e’ accorto di qualcosa di molto strano. Nel progetto preliminare del ptcp, presentato dalla Provincia di Bergamo, risultava una viabilita’ primaria e secondaria non discutibile, in quanto oggetto di precedenti accordi ormai consolidati e definiti. Quasi per miracolo, nella seconda stesura del ptcp, progetto definitivo, da adottare, si spera, a fine settembre, appare una linea verde che, vedi caso, risulta essere il vecchio tracciato della strada predisposto dall’Italcementi. Ricordo che a norma del regolamento, regolamento che definisce le regole del gioco all’interno dell’Ambito (nel nostro caso l’Ambito e’ l’Isola), le osservazioni sul Ptcp, fatte da gruppi di Comuni, singoli Comuni o dalla Provincia, nascono all’interno dello stesso e sono depositate all’Ufficio di Presidenza.
In questo caso nulla di tutto cio’ e’ successo.
C’e’ qualcuno che sta giocando con le carte truccate. Chi potra’ essere?
Interessati alla questione sono solo tre soggetti:

1) il comune di Solza che, interpellato, ha dichiarato “ e’ una novita’ anche per noi; chiederemo informazioni”
2) il comune di Calusco, a cui non si e’ ancora chiesto ufficialmente
3) la Provincia di Bergamo? A cose le puo’ servire un tale tracciato?


Si e’ interpellato il Rappresentante dell’Ambito (Isola), il quale ha detto che non era stato affrontato il tema di una strada intercomunale in nessuna seduta del coordinamento.
Cui prodet? A chi giova?
A futura risposta.




Il Comitato di cittadini per
la difesa del verde di Calusco e Solza



Monday, July 28, 2003

MERATEONLINE 27 07 03

Torri Italcementi: occorre un apposito dossier


Visto che di computers ci capisco piu` o meno quello che chi ha costruito le torri ci capisce di ecologia, potreste per cortesia facilitare la lettura di quanto avete pubblicato sulle torri nei mesi scorsi facendo un dossier o qualcosa del genere
Grazie e complimenti per l`ottimo lavoro.


Sam

Saturday, July 26, 2003

MERATEONLINE 24 07 03

Calusco: qualcuno deve indagare!






Scrivo anche io a proposito del discorso "fuga di nonsisacosa all`Italcementi". Non mi intendo di leggi e cose simili, ma non è possibile inviare un esposto in qualche Procura affinchè verifichi se c`è stata qualche colpa e leggerezza da parte di qualcuno e se si trattava di sostanze inquinanti? Visto che nessuno, da parte di Comune e Italcementi, ha rilasciato comunicati penso che tocchi a un magistrato indagare se si tratta di inutile allarmismo o meno. Spero che Legambiente che mi sembra latiti un po` dal punto di vista "operativo" (non a parole, ma a fatti... ma spero di sbagliarmi) si muova in questo senso visto che ha una certa fama e reputazione e pu? godere di una maggior attenzione rispetto ad un singolo cittadino...



A.C.

Friday, July 25, 2003

L'ECO DI BERGAMO 24 07 03

Calusco:L'Italcementi: nessuna anomalia, noi non centriamo


"Polvere su auto e case"


Una polvere densa ha ricoperto un piazzale in via Marconi a Calusco, ma la cementeria dell'italcementi respinge ogni responsabilita'dei propri impianti.Da parte nostra - puntualizza la direzione- nessuna anomalia.Il fatto secondo i titolari di un autosalone e' accaduto sabato 12 Luglio,ma solo ora la notizia e' stata diffusa: una polvere grigia ha imbrattato le auto ,investendo anche le abitazioni a sud di Vanzone."Erano circa le 10,30-ha raccontato Maria Ghinzani ,socia della concessionaria Autoghinzani -quando dall'impiantodella cementeria della Italcementi si e' sollevata una nuvola di polvere che il ventoha soffiato nella nostra direzioneinvestendo le auto, sia nuove che usate, parcheggiate sul lato ovest della concessionaria.Spiega Paolo Ghinzani: " Il danno non e' poco , oltre a quello dell'immagine." Sul p0osto si e' recata anche la polizia municipale informata dalla concessionaria solo venerdi scorso.La pattuglia ha constatato un notevole deposito di polveri di colorazione grigiastra su alcune auto usate in corrispondenza delle spazzole tergicristallo . Anche gli abitanti della zona ultimamente stanno riscontrando piu' polvere del solito nelle loro case."Con il caldo apro quasi sempre tutte le finestre di casa e devo constatare che la polvere e' aumentata" riferisce una residente. Lapidi e statue del cimitero presentano lo stesso strato di polvere grigia.Dall'Italcementi escludono che le polveri siano state causate dallo stabilimento e fanno sapere che durante il sabato in questione non si sono registrate anomalie particolari in azienda: le nostre apparecchiature hanno sotto controllo la direzione e la intensita' del vento e in quella giornata la velocita' del vento e' stata di un metro al secondo , ossia paragonabile a una leggera brezzacon direzione sud est "Inoltre - aggiungono i responsabili - l'alta tecnologia del nuovo impianto di cottura garantisce un piu' alto controllo delle polveri emesse in atmosfera." Il sindaco Rinaldo Colleoni ha informato la Giunta e si consultera' con il gruppo di lavoro istituito per il controllo del nuovo impianto di cottura.
Angelo Monzani
MERATEONLINE 24 07 03

Calusco: occorre una commissione di controllo permanente





Facendo riferimento al vs. articolo relativo alla fuga di gas e materiali dall`impianto Italcementi, penso che sia giunto il tempo di chiarire una volta per tutte le seguenti competenze, perche` e` ora che venga affrontata con metodo un`azione di salvaguardia della nostra salute e dell`ambiente circostante.
L`autorizzazione per la costruzione da quali enti e` stata data? Lo studio di impatto con l`ambiente da chi e` stato accettato? Lo studio chimico/sanitario della fuoriscita del gas/particolato da chi e` stato autorizzato? Chi attualmente monitorizza e analizza con metodo (non su eventuali denunce sporadiche) il sopracitato particolato?
Penso che arrivati a questo punto tutto cio` sia necessario perche`: ognuno si prenda le sue responsabilita` per cio` che e` stato e per quello che succede. Perche` si sappia a chi chiedere informazioni precise e circostanziate sull`attivita` del bruciatore.
Francamente, mi sembra che la situazione attuale viva delle preoccupazione di ipotetici comitati e delle dichiarazioni dell`Italcementi che sicuramente non puo` essere che di parte.
Suggerisco a questo punto, che vista la gravita` della situazione (ed e` grave) i comuni circostanti al bruciatore, a loro spese formino una commissione tecnico sanitaria permanente che monitorizzi la situazione per un periodo sufficientemente lungo(se stabile e` meglio) e che sia controparte effettiva ai generici messaggi che invitano a non preoccuparsi. Questo perche` non vorremmo trovarci nel breve termine con un aumento di tumori o con una nuova Seveso (diossina).


Grazie



R.S.

Thursday, July 24, 2003

MERATEONLINE 24 07 03

Calusco: perchè non ci dicono come stanno le cose?

Ho visto il vostro servizio di oggi sulla fuoriuscita di fumi dalla Nuova Italcementi di Calusco d´Adda e sono rimasto basito. Con questo nuovo impianto il problema della fuoriuscita delle polveri non sarebbe dovuto essere solo un triste ricordo del vecchio e fatiscente impianto???? Cosa stanno facendo l´Arpa di Bergamo, il comune di Calusco, la provincia di Bergamo, l´ASL, la regione Lombardia per proteggere la salute dei cittadini ???? Dove sono i dati sulla fuoriuscita del giorno indicato nell´articolo???? Siamo sicuri che questo impianto sia realmente a posto con i regolamenti comunali, provinciali, regionali, nazionali ed europei in materia di protezione ambientale???? Dove sono le centraline di rilevamento dati che dovrebbero se non altro informare sullo stato di salute dell´aria.???? Dobbiamo aspettare intossicazioni di massa prima che qualcuno ci dica cosa questa torre rappresenti in termini di rischio per la salute dei cittadini o dobbiamo attendere i dati sui tumori del 2030 per scoprire che l´Ialcementi ci ha venduto per aria fresca qualcosa di potenzialmente pericoloso
Moby
MERATEONLINE 24 07 03

Da Calusco: aprite una redazione anche qui

Il vostro articolo ha fatto il giro di Calusco, municipio e Italcementi compresi… L’assurdo è che le stesse foto sono state mostrate anche ai giornalisti dell’Eco di Bergamo che però non mi pare abbiano pubblicato qualcosa… Non è che potete aprire una sede di merateonline.it anche dall’altra parte dell’Adda? Credo che avreste notevole successo e anche molte simpatie… Comunque spero che la denuncia possa aiutarci perché qui siamo messi veramente male anche se nessuno dice nulla. Grazie da un residente di Calusco, credo anche a nome dei miei concittadini

MERATEONLINE 24 07 03


La segnalazione è giunta dai residenti della zona



Italcementi: fuga di gas sospetti dai
nuovi impianti del Mostro di Calusco. Allarme in
bergamasca ma anche in Brianza







I cittadini: ``Vogliamo sapere cosa respiriamo
e quali saranno le conseguenze per la salute``









L’episodio si è verificato sabato 12 luglio, ma è venuto alla luce solo due settimane dopo, grazie alla segnalazione di alcuni residenti della zona che hanno deciso rendere pubbliche le fotografie di una fuga di sostanze sospette dalla nuova linea produttiva dell’Italcementi di Calusco d’Adda. Per circa un’ora da una tubatura vicino agli altiforni è fuoriuscito un denso fumo grigio scuro che ha avvolto tutti gli impianti e le abitazioni circostanti per poi ricadere a terra sotto forma di ghiaia e polveri pesanti che hanno imbrattato strade ed edifici. Della vicenda sono stati tempestivamente informati anche dirigenti dell’Arpa – Agenzia regionale protezione ambiente – di Bergamo, il dipartimento di prevenzione dell’Asl di Bonate Sotto e l’Amministrazione comunale, ma, a quanto è dato di sapere, solo gli agenti della Polizia locale di Calusco hanno effettuato un sopralluogo e di compilare un verbale di denuncia di chi abita nei pressi degli stabilimenti. Anche da parte dell’Italcementi non è giunta alcuna risposta alle domande di chiarimenti per sapere se il guasto tecnico abbia conseguenze sulla salute.







Il fumo grigio che sabato 12 ha avvolto altiforni e linea di cottura.
Le esalazioni erano talmente dense che quasi nascondevano gli impianti


Da quanto si è potuto apprendere la nuvola scura sarebbe stata causata da un cedimento di un tubo in cui passa clinker, ovvero polvere particolare che serve per la formazione del cemento, composta da minerali e farine animali. Per la realizzazione del clinker occorre macinare precedentemente il cosiddetto “crudo”, insieme alla farine, petcoke e materie prime che vengono cotti nello speciale altoforno che può raggiungere temperature elevatissime vicino ai 1.400 °. I bruciatori generalmente vengono alimentati a carbone,oppure con oli combustibili. Per rendersi conto del calore necessario al complesso procedimento che da origine al cemento basta pensare che generalmente i forni inceneritori per i rifiuti non supero gli 800 gradi. In un’ora la nuova linea di produzione è in grado di macinare 260 tonnellate di crudo e bruciare dalle 20 alle 26 tonnellate di combustibile solido che, sfruttando il deposito di 1.100 tonnellate generano in un giorno 3.600 tonnellate di cemento. I gas di scarico della lavorazione vengono poi espulsi da un camino alto 120 metri che domina l’intera Brianza e che dovrebbe assicurare maggiori garanzie rispetto ai precedenti scarichi. Polveri e fumi possono poi ricadere in un raggio che raggiunge i 30 chilometri, quindi, oltre a tutta la bergamasca, anche l’intera area del meratese e del lecchese.

Gli esami degli scarichi hanno riscontrato la presenza di calcite, quarzo, albite, alluminato tricalcio o celite, il lite e caolinite e allumosilicato di calcio e magnesio che generalmente rimangono sospesi in aria ma che in particolari condizioni atmosferiche possono precipitare al suolo. Le sostanze, per lo più minerali, non sono molto tollerate dall’organismo umano e possono provocare fastidiose reazioni cutanee e allergiche, non esluse malattie respiratorie e forse tumorali. Dati precisi sui decessi per cancro a Calusco e dintorni non ve ne sono, ma sono in molti quelli che sostengono che alcune persone sono morte a causa di patologie respiratorie molto rare oche comunque si credevano debellate da tempo.

E’ quindi comprensibile che la perdita di materiale per la lavorazione del cemento che si è verificata due sabati fa abbia destato molta preoccupazione in paese e che i cittadini vogliano vederci chiaro. “Nessuno vuole cacciare l’Italcementi – ha detto Paolo Ghinzani dell’omonima concessionaria che sorge proprio di fronte al colosso industriale – E’ qui da trent’anni e ha dato da vivere a migliaia di persone. Vogliamo però maggiori garanzie e essere informati delle possibili conseguenze delle lavorazioni che vengo effettuate”. Ogni giorno infatti hanno modo di vedere meglio di altri gli effetti della ricaduta di polveri e fumi che imbrattano le macchine esposte costringendoli a spendere centinaia di euro all’anno in pulitura e verniciatura dei veicoli. “Solitamente occorrono tre settimane prima che due dita di polvere coprano completamente le carrozzerie dei nostri veicoli – ha spiegato – ma sabato è bastata qualche ora. Significa che qualcosa non ha funzionato, anche se nessuno ci ha avvertito né ha voluto dirci nulla. I detriti che hanno ricoperto le macchine sono però stati anche inalati da noi e da chi abita nella zona. Ci hanno assicurato che la nuova linea di cottura dell’Italcementi ridurrà le sostanze inquinanti e non abbiamo motivo di dubitarne, anzi ce lo auguriamo tutti. Quanto successo nell’ultimo fine settimana non è però una buona credenziale”.

Wednesday, July 23, 2003

MERATEONLINE 22 07 03


Oltre sessanta persone hanno partecipato all’incontro organizzato da Prc in occasione della Festa di Liberazione per discutere della ``Nuova Calusco``

Il Mostro di Calusco spaventa ancora:
viabilità e inquinamento le ferite aperte







Ai problemi di sempre traffico ed inquinamento , la Nuova Calusco ha portato nuovi problemi: richiesta di altre strade, probabile aumento della produzione e quindi di traffico, maggiore area di caduta dei fumi, 220.000 mq/ora di aria riscaldata, sfregio ad un dei più bei panorami del nord Italia. E la candidatura del medio corso dell’Adda quale sito Patrimonio dell’Umanità è’ caduta nel dimenticatoio.



Il forno inceneritore dei nuovi impianti di produzione dell’Italcementi di Calusco fa ancora paura. E non solo oltre l’Adda, ma anche nei paesi del meratese. Rassicurazioni dei primi cittadini dell’Isola e spiegazioni tecniche dei dirigenti del colosso industriale non sono bastate a placare gli animi e a sgomberare i timori di chi prevede pesanti ripercussioni sulla salute dei cittadini e sulla qualità della vita. Lo confermano i numerosi interventi formulati durante l’incontro proprio sulla centrale denominata “Nuova Calusco” organizzato lunedì sera dal Partito della Rifondazione Comunista in occasione della Festa provinciale di Liberazione che si è sta svolgendo presso i padiglioni della Fiera di Osnago. Alla riunione hanno partecipato oltre sessanta persone che dopo aver ascoltato le relazioni dell’architetto Macario, responsabile Ambiente della provincia di Lecco per Prc e di Livia Grosso della sezione meratese di Legambiente hanno voluto esprimere pareri e preoccupazioni. Oltre a rappresentare un grave sfregio ambientale, la nuova linea di produzione dell’Italcementi ha infatti aperto altre ferite, come quella della necessità di una nuova strada appositamente riservata per il traffico pesante. Il pubblico presente in sala non è riuscito a nascondere la paura sia per le problematiche legate alla salute sia per la "questione ambientale" e paesistica con ricadute in tutta la Brianza Est e la bergamasca occidentale. L’assessore ai Lavori pubblici di Calusco ha ugualmente difeso le scelte dell’Amministrazione, non solo per le concessioni edilizie alla Italcementi, ma anche per la proposta di una nuova tangenziale che potrebbe portare alla costruzione di un nuovo ponte che sostituirà lo storico San Michele, spostando tutta la circolazione tra le due province verso Paderno, Verderio e Robbiate. Dalla serata è emersa comunque l’esigenza di avere dati certi sull’inquinamento prodotto dai nuovi altiforni in grado di bruciare a temperature elevatissime. Tavole tecniche e progetti non sembrano sufficienti e occorre ricucire nel più breve tempo possibile lo strappo che si è creato tra cittadinanza e istituzioni locali per garantire a chi vive nel raggio di influenza degli impianti (almeno 30 chilometri) certezze sulle conseguenze delle ricadute atmosferiche.




Tuesday, July 15, 2003

Riferimento all’articolo apparso su Cronache dell’Isola venerdi 11.7.2003 in “speciale Pedemontana”

Caro Direttore,

Si sono formati comitati contro la tangenziale sud di Calusco, comitati per la tangenziale sud di Calusco:
Comitati contro il nuovo ponte sull’Adda, comitati contro il nuovo ponte sull’Adda

perché’ non cerchiamo di uscire da questa spirale: strada si / strada no - ferrovia si/ ferrovia no?

se e’ vero che il problema strada si/ strada no nasce dal nuovo stabilimento Italcementi (chiamiamolo col suo vero nome e non ristrutturazione come ce lo stanno facendo digerire)

allora chiediamo che l’Italcemnti trovi anch’essa una soluzione e non lasci scannare fra loro le amministrazioni limitrofe e fra loro la cittadinanza di uno stesso comune (vedi in Calusco via marconi e zona Torre per il tracciato della tangenziale sud appunto).

Allora che l’Italcementi cerchi anch’essa soluzioni che non siano le solite scontate dando delle priorità.
1° utilizzo della ferrovia, già presente nello stabilimento, per trasportare il materiale prodotto ad un interporto.
2° utilizzo del tunnel esistente tra l’ex monte Gilio e lo stabilimento per riportare il materiale lavorato (cemento) all’ex monte Gilio, da li caricato sui camion .

STRADE STRADE STRADE.

Perche’ non alziamo il tiro della diatriba chiedendo all’Italcementi di bandire un concorso per gli studenti del Politecnico di Ingegneria stradale o ambientale di trovare soluzioni alternative di piu’ ampio raggio e minor impatto ambientale?
Chiediamo che si trovi una soluzione che permetta agli agricoltori di dormire sonni tranquilli,
alla gente comune di respirare aria pulita, di vivere non nel continuo assordante rumore di veicoli pesanti e di non subire l’inquinamento subdolo delle polveri sottili.
Agli alberi, alla fauna in via di estinzione di continuare a riprodursi in tranquillità,
alle acque dei fiumi di continuare a dare vita lungo il loro cammino e lungo il loro corso,
infine ai bambini odierni e futuri di continuare a vivere in un ambiente umano e non disumano??

Grazie,

il Comitato di cittadini per la difesa del verde di Calusco e Solza.


Friday, July 11, 2003

MERATEONLINE

Finalmente tutti si sono accorti delle Torri Italcementi


Finalmente!!!
Finalmente,Chi vive all`ombra della torre Italcementi si e` reso conto di vivere accanto ad un GROSSO PROBLEMA, sicuramente brutto, certamente rumoroso e piazzato nel mezzo di una zona difficilmente raggiungibile e densamente popolata.
Quindi oggi le torri vogliono la strada, SI RIPASSANO PIU` DI 200.00O METRI CUBI ALL`ORA DELLA NOSTRA ARIA RESTITUENDOCELA IN CHISSA QUALI CONDIZIONI, DOMANI VORRANNO DIVENTARE INCENERITORE E CHI PIU` NE HA PIU` NE METTA.....

BUON LAVORO AL COMITATO DI SOLZA E DI CALUSCO



Sonia


No alla ``Tangenziale di Calusco``
e alla Gronda Nord







Caro Direttore,
Si e’ costituito un comitato composto da cittadini di Calusco e Solza, che vuole fortemente opporsi alla costruzione di una nuova strada comunale definita “ Tangenziale sud di Calusco”, prevista dopo la costruzione della “Nuova Italcementi”.
La contestazione ha origine dalla mancanza d’informazioni data ai cittadini e sull’impatto che questa nuova strada avrà sul territorio.
Si ha l’impressione che il comune di Calusco stia percorrendo tutte le strade immaginabili per far fronte ad un impegno già assunto con l’Italcementi in fase di rilascio della licenza edilizia per le costruzioni delle nuove torri, applicando il motto “io do una cosa a te e tu dai una cosa a me” compresi parte dei soldi per finanziare la nuova strada. Il risultato finale sarà che, - l’Italcementi dopo aver letteralmente mangiato il monte Giglio e aver costruito le torri -, ci ritroveremo con una nuova provinciale che scaricherà solo del 20 per cento il traffico da via Marconi a fronte di una spesa di 9 milioni di Euro. Chi paga? e che benefici ne ricavano i cittadini di Calusco e Solza?
La volontà’ del comune di Calusco, conosciuta attraverso il vostro giornale di ripristinare il vecchio progetto della gronda nord, rappresenta un pericolo reale per la possibile realizzazione della nuova tangenziale sud. Un elemento di rallentamento era rappresentato dalla mancanza di fondi . Il gioco è molto facile, basta rispolverare un progetto morto da trent’anni e sostituito dalla pedemontana, (tracciato regionale e provinciale presentato in primavera 2003 che prevede l’attraversamento dell’Adda a Bottanuco) cosi facendo, il tracciato individuato non sarà più definito “tangenziale sud di Calusco” ma gronda nord e d’incanto i problemi economici per il comune di Calusco sono risolti. Vale a dire facciamo le strade la’ dove qualcuno le paga e non dove servono a spese della regione e della provincia. Italcementi compresa.
Un altro fattore di pericolo e’ la possibile trattativa fra l’amministrazione di Calusco e l’Italcementi quale possibilità’ di scambio fra la distruzione della cresta dell’ex Monte Giglio in Calusco e il finanziamento della tangenziale sud da parte del gruppo industriale.
Al momento il progetto dell’italcementi di spianare la cresta e’ bloccato proprio dall’amministrazione.
La zona verde che si vuole difendere e’ coltivata da due aziende agricole, che rischiano di dover cessare la propria attività’, nonostante il comune di Calusco abbia aderito ad “Agenda 21” e tuteli, sulla carta, le attività’ agricole.
Inoltre la nuova strada corre parallela ai confini del Parco Adda Nord, che vedrà coinvolto, da rumore e inquinamento, il suo territorio, colpito già’ duramente dalle cave e dallo scarico fognario che confluisce, 8.000 abitanti circa, direttamente nell’Adda. Questa si è una priorità, non la strada.
Questo pezzo di terra rimane infine l’ultima zona non abitata che fa da cuscinetto fra le aree abitative di Calusco e Solza, oltre che essere un polmone verde.
Il comitato fino ad ora si e’ mosso per far conoscere alla popolazione di Calusco e Solza il pericolo che rappresenta tale nuova via, con una campagna di sensibilizzazione ed una raccolta firme .
Al momento le firme superano la quota 1500, e la raccolta continua.
Il prossimo passo sarà’ quello di effettuare un’assemblea pubblica per informare la popolazione dei due paesi sulla reale portata della nuova strada, che ha visto anche la necessita’ di approvare una quarta variante al PRG con una delibera del Consiglio Comunale, di cui si e’ chiesto copia per le opportune osservazioni.


Il comitato di cittadini
per la difesa del verde di Calusco e Solza

Thursday, July 10, 2003

L'ECO DI BERGAMO 10 07 03


Gronda est, una linea diretta con la Svizzera


Presentato il progetto della Seregno-Bergamo-Treviglio: 35 chilometri per i treni merci




Una nuova doppia linea ferroviaria per il trasporto merci interesserà il territorio di sei comuni bergamaschi: è iniziato l'iter per la gronda ferroviaria est Seregno-Bergamo-Treviglio, 35 chilometri su due binari.
La gronda est, il cui progetto preliminare è stato presentato da Rete ferroviaria italiana spa (Rfi, una società di infrastrutture delle Ferrovie dello Stato) alla Regione, alle Province e ai Comuni, farà parte della nuova linea Bellinzona-Treviglio, che dal traforo del Gottardo si collegherebbe a Seregno sulla Milano-Como, scendendo sulla Bergamo-Treviglio e collegandosi poi alla Milano-Venezia. Sarà dedicata solo al trasporto merci: 170 treni al giorno, 7 ogni ora. Tempo limite per l'ultimazione dell'opera è il 2014: la gronda è stata individuata nel primo programma delle infrastrutture strategiche. La nuova linea ferroviaria nasce da un lato dalla Svizzera, che dal 2013 non vuole più importare merci trasportate su gomma, dall'altro lato Regione e Governo intendono alleggerire le strade congestionate da autoveicoli.
Il progetto preliminare è stato presentato in Regione il 4 giugno e ai comuni bergamaschi il 12, con la richiesta di formulare le osservazioni entro domani, per poi presentarle in una Conferenza di Servizi alla quale parteciperanno la Regione e il ministero dei Trasporti e dell'ambiente. Sei sono i comuni bergamaschi interessati: Bottanuco, Capriate San Gervasio, Filago, Osio Sopra, Dalmine e Levate.
Cos? come disegnata dai progettisti di Rfi, la nuova linea avrebbe un forte impatto ambientale, soprattutto dopo l'attraversamento del Brembo, essendo completamente sopraelevata e incrociando nel territorio di Dalmine l'autostrada A4. Non sono previste stazioni, ma l'assessore provinciale Felice Sonzogni spiega che potrà essere richiesta l'istituzione di stazioni: «La gronda è destinata al soprattutto il trasporto merci – spiega –. Nel piano territoriale di coordinamento provinciale chiederemo due stazioni, una nell'area di Dalmine e l'altra nell'Isola. ? una grossa opportunità che creerebbe un filo diretto tra Bergamo-Treviglio e la Svizzera. Ci permetterebbe inoltre di alleggerire la ferrovia tra Calusco, Terno, Ponte San Pietro e Bergamo, per creare un sistema più leggero di metropolitana locale. Valuteremo il progetto con i sindaci e avremo un incontro in Regione marted? prossimo. Chiederemo il massimo rispetto per il territorio».
La gronda passerebbe nella sua prima parte di territorio bergamasco per Bottanuco vicino alla frazione di Cerro. Il corridoio individuato corrisponderebbe a quello dell'autostrada pedemontana e l'attraversamento dell'Adda comporterebbe la realizzazione di un viadotto di più di un chilometro. San Gervasio, nel territorio di Capriate, sarebbe solamente lambito dal nuovo percorso, in un primo tratto di galleria e poi in trincea. Filago e Marne rischierebbero di essere divisi ulteriormente dal passaggio del nuovo tratto di ferrovia che passerebbe molto vicino al centro di Filago, a pochi metri dall'area che comprende il centro sportivo, le scuole medie e il futuro centro anziani. L'impatto dell'opera aumenta nella parte est del Brembo, con viadotti sopraelevati a nord del territorio di Osio Sopra e sotto Mariano di Dalmine, con terrapieni tra il passaggio dei binari e il livello terra. Il comune più colpito dalla gronda est sarebbe per? Levate, che si troverebbe chiuso fra tre ferrovie: la Bergamo-Treviglio, quella della Dalmine e la gronda est, subendo anche il doppio collegamento di quest'ultima alla Bergamo-Treviglio, da un lato verso la Bassa e dall'altra verso Bergamo. L'area individuata dal progetto inoltre sarebbe in pieno contrasto col piano regolatore di Levate, che prevede a nord del centro abitato la realizzazione di nuovi edifici per le scuole.
Armando Di Landro


I sindaci: tanta fretta e poca cura del territorio



Sul progetto preliminare per la nuova gronda est, doppia linea ferroviaria da Seregno a Bergamo e Treviglio, sindaci e assessori dei sei comuni bergamaschi interessati esprimono molti dubbi.
Il Consiglio comunale di Levate ieri si è detto contrario alla nuova opera. «Abbiamo potuto vedere il progetto solo negli ultimi giorni con la pretesa di valutarlo al più presto – dichiara Paolo Longaretti, assessore all'ecologia di Levate –. Ci ritroveremo ad avere un territorio chiuso tra la ferrovia della Dalmine, la Bergamo Treviglio e la gronda est, che dovrebbe passare proprio sopra il centro abitato».
Per il sindaco di Osio Sopra Piergiorgio Gregori, della lista Osio Aperta: «C'è stata una totale mancanza di rispetto del progetto, che va a calarsi tra residenze, scuole, parchi e cascine». Secondo Gregori il progetto costringe a mantenere i collegamenti con il territorio con sottopassi, non fa i conti con altre infrastrutture in progetto come pedegronda stradale e quarta corsia dell'A4.
«Potenziare il trasporto su rotaia è positivo – afferma Francesca Bruschi, sindaco di centrosinistra di Dalmine –. Ma il progetto non tiene conto della realtà locale. Venerd? il Consiglio comunale rimarcherà che la scelta del corridoio della nuova ferrovia non è spiegata e che non avremo nuove stazioni per pendolari sul territorio, visto che la gronda sarà dedicata al trasporto merci. Ci sarà inoltre un impatto che comporterà un degrado del territorio soprattutto dovuto al fatto che la struttura del viadotto poggerà su terrapieni che creeranno delle barriere».
Capriate San Gervasio sarà solo lambita dalla nuova ferrovia. «Chiederemo in particolare, di concerto con gli altri Comuni, che le opere di mitigazione dell'impatto della nuova opera siano adeguate», ha dichiarato il sindaco Cristiano Esposito della Lega Nord. «Non porremo pregiudiziali – spiega l'assessore di Bottanuco , Michele Mosca –. Il problema è che territori lasciati “liberi” oggi sono considerati da sfruttare per nuove infrastrutture. Gradiremmo che non venga svalutato il tracciato storico da Calusco a Bergamo. Per noi è improponibile inoltre valutare un progetto che in un determinato punto sopra l'Adda corrisponde al passaggio della pedemontana stradale».
Dure le critiche da parte di Pierangelo Pasquini, assessore all'Ecologia di Filago : «Non siamo stati assolutamente coinvolti per individuare un tracciato, il nostro paese è lambito dalla nuova opera che si troverà a pochi metri dalle scuole e dai condomini. Non è giusto allungare i tempi a dismisura per nuove infrastrutture, ma bisognerebbe sempre cercare di considerare le esigenze locali».
A. D. L.

Tuesday, July 08, 2003

LA PROVINCIA DI LECCO 08 07 03

Paderno d’adda

PADERNO (l. pe.) I sindaci dell’Isola Bergamasca spingono per spostare più a nord rispetto ai tracciati fin qui delineati la Pedemontana e questo vorrebbe dire un ponte parallelo al San Michele, con strade che toccherebbero il territorio agricolo di Paderno. Il tracciato proposto dall’assemblea dei sindaci dei 21 paesi dell’Isola vedrebbe il ponte sorgere tra Solza e Calusco d’Adda, per proseguire verso Verderio sino all’incrocio della Sernovella, tagliando i campi di Paderno e Verderio Superiore. Dall’altra parte del fiume il tracciato si innesterebbe su una nuova strada che il Comune di Calusco intende realizzare a sud del complesso industriale dell’Italcementi, raggiungere Solza, proseguire per Terno d’Isola e arrivare allo svincolo tra Bonate Sopra e Presezzo. Toccherà all’Amministrazione provinciale di Bergamo scegliere il tracciato, di concerto con la Regione, che hanno già definito un corridoio di massima che va da Brivio a Bottanuco. Il nuovo ponte, secondo quanto proposto dai sindaci bergamaschi, dovrebbe sorgere cento metri a sud del San Michele, tagliando il Parco Adda Nord e occupando le aree agricole dove l’Agip voleva perforare per cercare idrocarburi. Risponde al tracciato della Gronda Nord del vecchio progetto «Mirando», che risale ad oltre vent’anni fa e che non fu mai realizzato. La notizia ha allarmato l’amministrazione comunale di Paderno, che ha già annunciato l’intenzione di opporsi a questa ipotesi che sconvolgerebbe l’assetto agricolo ed urbano del paese. Ha inoltre manifestato irritazione per non essere stata consultata preventivamente.

L’ECO DI BERGAMO 08 07 03

«Questa strada farà sparire i nostri campi»
Grido d'allarme degli ultimi due agricoltori contro la nuova circonvallazione sud


CALUSCO «Non fate morire l'agricoltura di Calusco per costruire una strada». È questo l'appello di Enzo Manzoni, 46 anni, titolare di una delle ultime due aziende agricole del paese.
«La tangenziale sud del paese – spiega Manzoni, che parla anche per l'altro imprenditore – passerà nel cuore di quella vasta area agricola a sud della ferrovia e dell'Italcementi, ai confini con Solza, tagliandola quasi esattamente in due. A sinistra e a destra della nuova strada rimarranno così appezzamenti di modeste dimensioni, del tutto inadatti a essere coltivati in modo moderno e redditizio. Di conseguenza la mia azienda e quella Michelazzo saranno costrette a chiudere. E con la loro chiusura l'agricoltura scomparirà da Calusco. Le nostre due imprese agricole sono le ultime rimaste in paese».
Intanto con l'approvazione a maggioranza della variante al piano regolatore, l'Amministrazione comunale ha ufficializzato il tracciato della circonvallazione sud che dovrà alleggerire via Marconi dal traffico pesante, in particolar modo della cementeria Italcementi. «Per Calusco è un'opera fondamentale – afferma il sindaco Rinaldo Colleoni (lista «Lineacomune») –. Non si può tollerare un traffico continuo e se pensiamo che in futuro la problematica crescerà, questa circonvallazione è un'alternativa necessaria. Le conclusioni della società che ha redatto lo studio di fattibilità della strada a sud di Calusco sono positive, e non solo per Calusco, ma anche per Solza». Da oltre un anno, anche con il supporto di un legale, Enzo Manzoni si è più volte rivolto al Comune di Calusco, per avere garanzie sul futuro. «Mi rendo conto dei problemi viabilistici del paese – prosegue Manzoni – ma non credo sia giusto penalizzare in questo modo l'agricoltura e l'ambiente naturale. La nuova strada, nel giro di pochi anni, attrarrà inevitabilmente nuove edificazioni industriali, che faranno scomparire anche gli ultimi campi coltivati. Quest'anno è entrato pienamente in funzione il nuovo impianto di irrigazione a pioggia, costato miliardi, che mi permetterà un salto di qualità per dedicarmi alle coltivazioni biologiche, sempre più richieste dal mercato. Sarebbe un traguardo importante per la mia azienda, a conduzione familiare, che ereditai da mia padre».
«Da parte mia – spiega il sindaco – spero che la situazione non sia così drammatica. Non nego che la nuova strada porterà dei danni alle attività agricole, ma continuo ad augurarmi che non si arrivi alla chiusura delle due aziende, anche perché resteranno disponibili ampie aree coltivabili. Siamo di fronte a due valori in conflitto: alla conservazione e alla cura dell'ambiente naturale e agricolo si contrappone la salute delle migliaia di cittadini che risiedono nella parte centrale del paese, che da anni devono sopportare un volume di traffico pari a 30 mila veicoli al giorno. Non possiamo fare finta di niente: occorre perseguire, in modo equilibrato, il bene di tutta la popolazione. Tutti dobbiamo cercare di cogliere il bene più ampio del nostro Comune, anche se questo può comportare dei sacrifici a livello individuale. Vorrei però ricordare che l'ipotesi della tangenziale sud non è certo frutto di questa Amministrazione, essendo prevista da circa trent'anni».
«Quanto alla possibilità di nuovi insediamenti industriali – dice il sindaco – mi sento di poter rassicurare, anche se, per onestà, non posso parlare per le Amministrazioni che verranno. Nella seduta del Consiglio comunale del 20 giugno, la zona agricola compresa tra la ferrovia e la futura strada è stata inserita nel Plis, cioè il Parco locale di interesse sovracomunale, che intende proteggere proprio le aree agricole e naturali. In pratica, una sorta di prolungamento del Parco Adda Nord, che si estende subito a sud della progettata strada».
«Formulato il progetto esecutivo della strada, stiamo valutando le possibilità di eventuali finanziamenti pubblici – conclude il sindaco –. Era necessario che il piano regolatore prevedesse con precisione il passaggio della strada, prima di trovare i finanziamenti, per i quali ci rivolgeremo all'Italcementi». A questo proposito la minoranza consiliare, Casa delle libertà, ha votato contro perché i finanziamenti dell'opera non sarebbero certi.
Angelo Monzani
Renzo Zonca

Friday, July 04, 2003

MERATEONLINE 04 07 03

La proposta deve ancora essere valutata dalla consulta
dei 21 comuni dell’Isola Bergamasca



Paderno - Un nuovo ponte sull’Adda:
l’Isola rispolvera il ‘’progetto Miranda’’
ma il sindaco Angelo Rotta dice no




Contro l’iniziativa è già partita una raccolta firme
e anche il primo cittadino di Paderno ha annunciato
l’opposizione all’ipotesi di recupero della Gronda Nord









Un nuovo ponte, parallelo al San Michele e distante solo un centinaio di metri dalla celebre struttura in ferro, potrebbe essere costruito a Paderno. I sindaci dei 21 comuni dell’Isola Bergamasca vorrebbero infatti spostare più a nord rispetto ai progetti sin qui analizzati il tracciato della Pedemontana che cos? dovrebbe passare tra Solza e Calusco d’Adda, invece che da Capriate San Gervaso. La parola definitiva spetta ora all’Amministrazione provinciale di Bergamo e alla Regione Lombardia che di per sé si sono già espressi in più occasioni ribadendo che i nuovi attraversamenti sull’Adda dovranno sorgere a Brivio e Bottanuco. In caso di ripensamenti per? il secondo intervento verrà spostato più in alto, tra Calusco e Paderno appunto. Vicino allo storico e celebre ponte simbolo della Brianza e in mezzo al Parco Adda Nord svetterà un’altra campata destinata a far defluire il traffico tra le due province. L’ipotesi al momento è ancora allo studio dei tecnici, anche perché la Consulta dei 21 paesi dell’Isola ha solo funzione propositiva e non pu? assumere alcuna decisione vincolante, ma i disegni per la variante sono già pronti.










L’assemblea di primi cittadini deve inoltre ancora esprimere il proprio parere nell’ambito delle osservazioni al Piano territoriale di coordinamento e qualcuno ha già annunciato l’intenzione di boicottare l’alternativa. La grande via di comunicazione dovrebbe innestarsi con l’asse viario interurbano nei pressi dello svincolo di Bonate Sopra e Presezzo, toccare Terno d’Isola e raggiungere Solza, a sud di Calusco, sfruttando una strada comunale che l’Amministrazione di Calusco, guidata da Rinaldo Colleoni, intende realizzare a sud del complesso industriale dell’Italcementi. Dopo aver superato il fiume il tracciato dovrebbe poi proseguire verso Verderio sino all’incrocio della Sernovella, sfruttando le zone agricole in cui l’Agip aveva manifestato l’intenzione di installare un pozzo petrolifero. I disegni proposti dalla Consulta non sarebbero dunque che la riedizione della vecchia Gronda Nord di cui si parlava già una trentina di anni fa con il cos? detto “progetto Miranda”.
Contro la proposta sono per? state sollevate numerose critiche. Nella bergamasca è stato anche costituito un apposito comitato di cittadini che sta raccogliendo firme per bocciare i disegni della Gronda e la strada comunale di Calusco che ha richiesto pure una variante di Piano regolatore. Ma anche il sindaco di Paderno d’Adda Angelo Rotta è pronto a dare battaglia e a stento riesce a mascherare il disappunto verso i colleghi d’oltre Adda: “Ammetto di essere molto infastidito – ha commentato – perché non è ammissibile che i rappresentanti di alcuni enti locali formulino proposte che vanno a creare scompensi e disagi in casa d’altri senza neppure preoccuparsi di contattarli. Se pensano di poter fare quello che vogliono coinvolgendo anche Paderno si sbagliano di grosso”. Nessuno dalla bergamasca si è infatti mai preoccupato di contattare i colleghi del lecchese. Rotta ha inoltre evidenziato che il nuovo ponte a Paderno non rientra più tra le priorità della Regione Lombardia in campo viabilistico. “Sarà difficile – ha concluso – che riescano a realizzare i loro progetti e in ogni modo non godranno certo del nostro appoggio”.




Wednesday, July 02, 2003

L'ECO DI BERGAMO 02 07 03

Calusco, cessati i rumori molesti alla cementeria
CALUSCO Il problema rumorosità del nuovo impianto dell'Italcementi realizzato a Calusco d'Adda e avviato alla fine di dicembre 2002 è stato risolto. La cementeria ha provveduto infatti a tamponare le aperture di accesso ai reparti con portoni, porte e pannelli fonoassorbenti, e sono state acquistate macchine con dispositivi silenziatori.
I reparti in questione erano quelli di macinazione delle materie prime, del carbone, del forno di cottura e degli impianti di emergenza: il problema della rumorosità era emerso in occasione dell'incontro illustrativo della nuova linea di cottura della cementeria, a cui avevano partecipato l'Amministrazione comunale di Calusco e i Comuni limitrofi. I sindaci di Solza e di Paderno d'Adda avevano riportato le lamentele dei loro cittadini per il rumore derivato dagli impianti durante la notte per la mancanza di pannelli fonoassorbenti, previsti ma non collocati a causa di un ritardo nella fornitura. «Con il completamento definitivo dell'installazione di tali schermature (dall'inizio di giugno, ndr) il problema della rumorosità è risolto – dice il sindaco di Calusco d'Adda, Rinaldo Colleoni – e per quanto riguarda l'inquinamento luminoso notturno, l'Italcementi ricorda i propri obblighi di legge, che fissano requisiti minimi di illuminazione per le strutture alte. Per esempio è assolutamente obbligatoria l'illuminazione del vano scale e dei piani della torre, per garantire la sicurezza necessaria al personale, così come sono irrinunciabili le insegne luminose di emergenza. Si possono invece mantenere spente le luci che sono usate solo in caso di manutenzione, così come alcuni fari di cantiere. Questi accorgimenti hanno consentito una notevole riduzione della luminosità notturna della torre».
E le emissioni inquinanti? «Le prime misure sembrano confermare le ottimistiche previsioni – afferma il sindaco Rinaldo Colleoni – ma un quadro più ampio e articolato di misure lo si potrà avere solo più avanti, quando il nuovo stabilimento funzionerà a regime e gli organismi competenti analizzeranno le emissioni in atmosfera». Qualche abitante di via Volta ha lamentato ancora rumori provenienti dalla cementeria: la fonte sarebbe il nastro trasportatore. Ma l'unica segnalazione in merito è riferita alla notte del 10 giugno: potrebbe essersi trattato,dunque, solo di un episodio dovuto ad un inconveniente.
Angelo Monzani
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