Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Friday, November 28, 2008

Mafia: Italcementi indagata nell'inchiesta Calcestruzzi

Mafia: Italcementi indagata nell'inchiesta Calcestruzzi
La Italcementi di Bergamo è indagata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolta la controllata Calcestruzzi. L'iscrizione nel registro degli indagati è datata, ma è emersa solo oggi in seguito al sequestro di due lotti dell'autostrada A31 Valdastico nel vicentino e alla perquisizione di alcune sedi di Italcementi in Italia.

La Italcementi - come detto dal procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, durante una conferenza stampa - è iscritta sul registro degli indagati in base alla legge 146/2006, che prevede la responsabilità amministrativa penale dell'ente. Frode in pubbliche forniture, riciclaggio, favoreggiamento a Cosa nostra e illecita concorrenza sono alcuni dei reati che adesso, con l'ausilio di carabinieri e Guardia di finanza, la Procura di Caltanissetta sta valutando. Per il procuratore nisseno Sergio Lari questa resta «un'indagine fra le più articolate e complesse che travalica la dimensione mafiosa siciliana». I magistrati vogliono accertare, in particolare, se i presunti fondi neri che sarebbero stati realizzati riducendo la quantità di cemento nella preparazione del calcestruzzo, siano stati finalizzati a creare fondi per pagare il pizzo a Cosa nostra o siano stati destinati all'arricchimento delle società.

Il sequestro dei lotti 9 e 14 dell'autostrada A31 Valdastico in provincia di Vicenza, è avvenuto dopo che i periti della Procura, analizzando la documentazione, hanno riscontrato significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento e quelli effettivamente impiegati. L'atto di sequestro vuole effettuare dei carotaggi per verificare, realmente, la quantità di cemento contenuta nel calcestruzzo utilizzato per la realizzazione di quei tratti autostradali. Secondo fonti investigative, a cui ha accennato il procuratore Lari, i previsti carotaggi da effettuare per legge nei cantieri sarebbero stati realizzati prima: «Le carote di cemento venivano fatte prima», ha spiegato Lari.

Cemento taroccato per il metrobus?

Cemento taroccato per il metrobus?
giovedì 27 novembre 2008
(red.) Per la costruzione del metrobus di Brescia è stato usato meno calcestruzzo di quanto previsto dai contratti? Nei cantieri della nostra città sono arrivate forniture in qualche modo taroccate da parte della società Calcestruzzi spa (ora posta sotto sequestro), per cui è a rischio la solidità delle strutture in cemento armato e quindi l’incolumità e la sicurezza pubbliche? Questa è l’ipotesi di reato sulla quale sta lavorando la Procura di Caltanissetta e che non riguarda solo Brescia.
Stando infatti a una serie di accertamenti tecnici legati a un’inchiesta su presunte irregolarità commesse dalle società bergamasche del gruppo Pesenti, la Calcestruzzi spa e la Italcementi spa, sulle quali indaga la Procura della Repubblica di Caltanissetta, sarebbero emerse procedure illegali nelle forniture uscite dagli impianti di betonaggio della Calcestruzzi spa presenti in tutte le regioni, compresa la Lombardia.
Le forniture irregolari di calcestruzzo riguarderebbero la costruzione del metrobus di Brescia ma anche quella della metropolitana di Genova, oltre a diversi lotti della linea ferroviaria dell’alta velocità (Tav) Milano-Bologna e Roma-Napoli, il tratto A4-Passante autostradale di Mestre e i lotti 9 e 14 dell'autostrada Valdastico, in provincia di Vicenza. Nei mesi scorsi i pm della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta hanno ordinato il sequestro del palazzo di giustizia di Gela, del Porto Isola-Diga Foranea di Gela, della strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Brami, dello svincolo di Castelbuono-Pollina sul tratto autostradale A/20 Palermo-Messina e, per ultima, dell'autostrada Valdastico.
I magistrati vogliono capire se esistesse nel gruppo Pesenti una strategia aziendale finalizzata a un sistematico risparmio del cemento nelle forniture di calcestruzzo destinate alla realizzazione di opere pubbliche. Sarebbero stati infatti rilevati significativi scostamenti tra i dosaggi di cemento previsti dai contratti e quelli effettivamente impiegati nella produzione dei conglomerati forniti alle imprese incaricate dei lavori. E il sospetto è che la Calcestruzzi, con questo sistema, abbia proceduto a una illecita creazione di fondi neri.
Sedi della Calcestruzzi e dell'Italcementi sono state perquisite a Bergamo e a Calusco d'Adda, in Sicilia a Catania, Porto Empedocle (Agrigento) e Isola delle Femmine (Palermo). Le indagini sono affidate al reparto operativo dei carabinieri e al Gico della Guardia di finanza, coordinate dal procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e dal sostituto Nicolò Marino.

Genova, allarme mafia nella metro

Genova, allarme mafia nella metro
27 novembre 2008

HOME > GENOVA
CONDIVIDI STAMPA INVIA COMMENTA Anche la costruzione della metropolitana di Genova è finita nell’inchiesta della Dda (direzione distrettuale Antimafia) di Caltanissetta sull’utilizzo di calcestruzzo con percentuali troppo basse di cemento.

L’ipotesi degli investigatori nisseni è che, vinti gli appalti, la Calcestruzzi Spa e la Italcementi Spa (entrambe di Bergamo) abbiano fornito quantitativi di calcestruzzo di qualità difforme da quanto previsto dai capitolati d’appalto per le opere pubbliche. Gli inquirenti ipotizzano il reato di frode e hanno disposto verifiche e perizie per accertare la stabilità delle strutture così costruite e, quindi, l’esistenza di eventuali pericoli.

In relazione all’inchiesta sono stati sequestrati:
i lotti 9 e 14 dell’autostrada Valdastico (Vicenza);
il tribunale, il porto Isola e la diga foranea di Gela;
la strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Brami;
lo svincolo di Castelbuono-Pollina dell’autostrada A20 (Palermo-Messina)
e sono state perquisite alcune sedi dell’Italcementi, con specifico riferimento alle cementerie di Porto Empedocle (Agrigento), Isola delle Femmine (Palermo) e Calusco D’Adda (Bergamo); controlli sono stati eseguiti anche nella sede di Area Sicilia a Palermo e nello stabilimento di deposito di Catania per acquisire atti utili a verificare se vi sia stata una corretta registrazione dei dati sulla fornitura di cemento alla Calcestruzzi.

Non solo: a essere coinvolti sarebbero addirittura alcuni cantieri della Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità, in particolare la Milano-Bologna, la Roma-Napoli (terzo e quarto lotto).

Per tutti questi casi, gli inquirenti vogliono accertare l’eventuale esistenza di una «strategia aziendale» finalizzata a un «sistematico risparmio del cemento nelle forniture di calcestruzzo destinate alla realizzazione di opere pubbliche»; nel frattempo, sono stati posti sotto sequestro preventivo beni materiali che costituiscono la Calcestruzzi, il cui valore è calcolato intorno ai 600 milioni di euro.

Mafia, indagata anche Italcementi in inchiesta su Calcestruzzi

Mafia, indagata anche Italcementi in inchiesta su Calcestruzzi
Per responsabilità amministrativa penale, ex legge 146;06



Palermo, 27 nov. (Apcom) - La Italcementi spa di Bergamo è indagata dalla Dda di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolta la controllata Calcestruzzi spa. L'iscrizione nel registro degli indagati è datata, ma è emersa solo oggi in seguito al sequestro di due lotti dell'autostrada A31 Valdastico nel vicentino e alla perquisizione di alcune sedi di Italcementi in Italia. La Italcementi spa è iscritta sul registro degli indagati in base alla legge 146/2006, che prevede la responsabilità amministrativa penale dell'ente. Se ne è avuta notizia oggi nel corso di una conferenza stampa convocata dal procuratore di Caltanissetta Sergio Lari.



Frode in pubbliche forniture, riciclaggio, favoreggiamento a Cosa nostra e illecita concorrenza sono alcuni dei reati che adesso, con l'ausilio di carabinieri e Guardia di finanza, la Procura di Caltanissetta sta valutando. Per il procuratore nisseno Sergio Lari questa resta "un'indagine fra le più articolate e complesse che travalica la dimensione mafiosa siciliana", ha detto durante una conferenza stampa sottolineandone l'importanza per la collettività. I magistrati nisseni vogliono accertare, in particolare, se i presunti fondi neri che sarebbero stati realizzati riducendo la quantità di cemento nella preparazione del calcestruzzo, siano stati finalizzati a creare fondi per pagare il pizzo a Cosa nostra o siano stati destinati all'arricchimento delle società.



Il sequestro dei lotti 9 e 14 dell'autostrada A31 Valdastico in provincia di Vicenza, è avvenuto dopo che i periti della Procura, analizzando la documentazione, hanno riscontrato significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento e quelli effettivamente impiegati. L'atto di sequestro è finalizzato ad effettuare dei carotaggi per verificare, realmente, la quantità di cemento contenuta nel calcestruzzo utilizzato perla realizzazione di quei tratti autostradali. Secondo fonti investigative, a cui ha accennato il procuratore Lari, i previsti carotaggi da effettuare per legge nei cantieri sarebbero stati realizzati prima: "Le carote di cemento venivano fatte prima", ha spiegato Lari.

CALCESTRUZZI: CEMENTO TRUCCATO,SEQUESTRO AUTOSTRADA VALDASTICO

CALCESTRUZZI: CEMENTO TRUCCATO,SEQUESTRO AUTOSTRADA VALDASTICO
(AGI) - Caltanissetta, 27 nov. - I carabinieri e la Guardia di finanza di Caltanissetta, in esecuzione di decreti emessi dalla Direzione distrettuale antimafia nissena, nel corso di attivita’ d’indagine circa attivita’ illecite svolte in seno alla Calcestruzzi S.p.a. e alla Italcementi S.p.a. di Bergamo, hanno proceduto al sequestro, con facolta’ d’uso, dei lotti 9 e 14 dell’autostrada Valdastico, in provincia di Vicenza, in quanto gli accertamenti peritali disposti dalla Dda nissena “hanno evidenziato - spiega il comando dei carabinieri nisseno - significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento con quelli effettivamente impiegati nella produzione dei conglomerati forniti all’impresa incaricata dei lavori”. Scattate anche le perquisizioni in alcune sedi della Italcementi, con specifico riferimento alle cementerie di Porto Empedocle (Agrigento), Isola delle Femmine (Palermo) e Calusco D’Adda (Bergamo), alla sede di Area Sicilia, ubicata a Palerm, e allo stabilimento di deposito di Catania al fine di acquisire atti utili a verificare se vi e’ stata una corretta registrazione dei dati concernenti la fornitura di cemento alla Calcestruzzi. Acquisita in copia, inoltre, presso il Gruppo Italsfusi srl, spedizioniere incaricato dei trasporti, della documentazione formata in merito ai trasporti di cemento effettuati per conto della Italcementi nei confronti della Calcestruzzi, al fine di acquisire, anche in questo caso, atti utili a verificare se vi e’ stata una corretta registrazione dei dati concernenti la fornitura di cemento all’azienda bergamasca. (AGI)

Wednesday, November 26, 2008

Inceneritore di Dalmine, raccolta di firme degli Amici di Grillo

L'iniziativa - Il gruppo Ambiente e Rifiuti degli Amici di Beppe Grillo di Bergamo e Provincia (referente Luca Ruggeri), nella giornata di sabato 29 novembre 2008, sarà presente in via XX Settembre a Bergamo, zona ex Rinascente, per raccogliere le firme contro l'ampliamento dell'inceneritore REA di Dalmine.
Inceneritore di Dalmine, raccolta di firme degli Amici di Grillo
Stampa Invia Zoom testo


Il gruppo Ambiente e Rifiuti degli Amici di Beppe Grillo di Bergamo e Provincia (referente Luca Ruggeri), nella giornata di sabato 29 novembre 2008, sarà presente in via XX Settembre a Bergamo, zona ex Rinascente, per raccogliere le firme contro l'ampliamento dell'inceneritore REA di Dalmine. Contro questo ampliamento, stimato nell'incremento della combustione (e del conseguente inquinamento), da 440 tonnellate giornaliere di rifiuti, a 710 tonnellate giornaliere, meglio definibili quindi come raddoppiamento, già s'è schierato l'intero Consiglio comunale di Dalmine, e migliaia di cittadini, insieme a comitati nati in modo spontaneo, hanno firmato, e stanno firmando, una petizione per impedire tale espansione. Il gruppo ambiente del movimento Bergamasco in piazza sabato 29, già a metà del 2008 aveva organizzato una web-petizione, una campagna informativa on-line, un passaparola capillare e una campagna di informazione cartacea, producendo cinquemila opuscoli che hanno avuto come finalità la realizzazione della conferenza del primo luglio scorso a Dalmine, in cui i temi principalmente discussi sono stati i rischi e le patologie causati dagli inceneritori. Ospiti della conferenza sono stati due scienziati tra i più importanti in Italia nel settore legato ai danni causati dagli inceneritori: Stefano Montanari, ricercatore e studioso di nanopatologie, e il Dott. Federico Valerio, dell'Istituto Tumori di Genova, dipartimento di chimica ambientale.
Il gruppo Ambiente e Rifiuti degli Amici di Beppe Grillo ritiene che questa espansione vada contro la salute dei cittadini di Dalmine e di tutti i paesi limitrofi, Bergamo compresa, e che tale errata soluzione, risolva solo in modo apparente il problema. "Le soluzioni vanno ricercate con metodi estranei agli inceneritori, e diversificati; che vanno dal diminuire in modo drastico la produzione di rifiuti, iniziando ad evitare imballi superflui, fino ad un forte incremento della raccolta differenziata di qualità. Il rifiuto, da problema, deve iniziare a essere considerato finalmente una risorsa, smettendo di divenire fonte di patologie tumorali e inquinamento".

Isola delle Femmine: trasporto insicuro di petcoke

Isola delle Femmine: trasporto insicuro di petcoke


Dell'On. Alessandra Siragusa (PD)




A questa interrogazione è stata invitata a rispondere la Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
l'interrogante richiama in premessa l'interrogazione a risposta in Commissione 5-00287 presentata il 30 luglio 2008,
seduta n. 45 avente per oggetto l'impiego del petcoke, come combustibile, nella cementeria Italcementi Spa di Isola delle Femmine;
l'interrogante allega alla presente 7 fotografie scattate il 12 agosto 2008 che documentano l'escavazione e il trasporto del petcoke su autocarri in condizione di assoluta insicurezza;
in data 1o ottobre 2008, alcuni residenti di Isola delle Femmine presentano un esposto alle autorità locali per denunciare «la presenza nell'aria di un odore tipico delle sostanze contenenti zolfo, nonché di polvere nera zolfo, nonché di polvere nera finissima che si deposita in superficie soprattutto nelle zone adiacenti allo stabilimento industriale Italcementi. Tale fenomeno - si legge nell'esposto - si è intensificato soprattutto a partire dal mese di agosto protraendosi a tutt'oggi».
la Italcementi produce cemento utilizzando sostanze inerti che vengono lavorate in forni ad altissima temperatura fatti funzionare con combustibile solido o liquido; il 24 ottobre 2008 il Sindaco di Palermo, con ordinanza n. 322 vieta il trasporto del petcoke all'interno del territorio urbano con «autocarri a cassone aperto anche se coperti da telone» consentendo il transito soltanto ai «mezzi in grado di assicurare la perfetta tenuta onde scongiurare il rilascio, anche in caso di evento accidentale, di materiale tossico in ambiente»;
nella stessa ordinanza si legge inoltre che «questo tipo di combustibile comprende anche sostanze che, se inalate - scrive il dirigente del servizio ambiente del Comune, Attilio Carioti - possono causare il cancro alle vie respiratorie»;
il 3 novembre 2008 alcuni Consiglieri comunali di Isola delle Femmine presentano una «Mozione sul transito di camion che trasportano petcoke all'interno del territorio comunale di Isola delle Femmine» con la quale si chiede al Sindaco di emettere analogo provvedimento a quello emesso dal primo cittadino di Palermo;
nella sopra citata mozione si rileva inoltre che «presso lo stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine viene utilizzato il petcoke come combustibile principale con consumi medi dell'ordine di 180 tonnellate giornaliere (dato desunto dal verbale sopralluogo ARPA del 18 agosto 2008);
la mozione viene votata e approvata in data 13 novembre;
alcune associazioni ambientaliste e di cittadini presentano ricorso al TAR avverso al provvedimento di concessione dell'utilizzo del petcoke -:
se non intenda intervenire con opportune verifiche, anche alla luce di quanto sopra illustrato, al fine di stabilire le cause dell'emissione di polvere nera di zolfo nelle zone adiacenti la Italcementi a tutela della salute dei cittadini;
se non intenda altresì verificare quali accorgimenti siano stati adottati dalla Italcementi e se gli stessi siano o meno sufficienti a garantire sicurezza ai lavoratori e agli abitanti che vivono nelle immediate vicinanze del plesso industriale;
se siano stati adottati tutti gli accorgimenti necessari al fine di monitorare quantitativamente e qualitativamente le esalazioni che fuoriescono dai punti di emissione e che impatto abbiano gli stessi per l'ambiente circostante ed in particolare quali conseguenze possano provocare per la salute pubblica;
se vengano rispettate le normative relative alla sicurezza degli impianti e se le emissioni vengano o meno monitorate con regolarità e, in particolare, se intenda verificare da dove partano i carichi e quale sia il percorso che seguono.
(5-00652)

Il sindaco: «Basta ville a schiera, meglio le torri»

CALUSCO
Il sindaco: «Basta ville a schiera, meglio le torri»
Calusco d'Adda. Approvato in via definitiva con un Consiglio comunale monotematico, il Programma integrato d'Intervento «Il triangolo».

to be continued........





Sempre più in ALTOOOOOO!!!!!!
Di Andrea Colleoni
Chi ancora non lo sapesse si prepari: presto anche Calusco avrà il suo grattacielo.
La sua costruzione avverrà all’interno del Piano integrato di intervento denominato “il triangolo” intendendo con ciò il terreno di forma per l’appunto triangolare che di trova fra Via Marconi e Via Vitt. Emanuele, all’incirca all’altezza del concessionario Ghinzani.

Innanzi tutto, di cosa si tratta? Diamo uno sguardo ai progetti.
Tre sono le strutture previste:

un supermercato (ne mancavano proprio a Calusco)
un edificio che ospiterà piccole attività commerciali
un edificio di 45m (15 piani) con funzione di centro direzionale e alberghiero (di un “certo livello” ci ha assicurato l’assessore Cocchi).

Bene, ma queste previsioni rispettano le regole previste dal PRG? Si e no.
Spieghiamoci meglio: su quest’area (così come altre a Calusco) è possibile costruire attraverso un Piano Integrato di Intervento che ruota attorno ad una convenzione da stipulare con l’Amministrazione. In questo caso la convezione che si vuole portare avanti prevede alcune deroghe al Piano regolatore e come queste vengano compensate (i maligni userebbero “ricompensate” ma noi non lo faremo). Alcune di queste possono essere accettabili, altre rasentano lo scandalo.
Ok, quali deroghe vengono concesse al costruttore? Alcune sono per lo più ininfluenti e dettate da esigenze tecniche (ad esempio lo spostamento da un lato all’altro della pista ciclabile prevista) altre possono essere anche condivisibili come l’eliminazione della destinazione mista “residenziale - commerciale” in favore della sola destinazione “commerciale” (essendo esattamente di fronte ad Italcementi in effetti non è il posto migliore per vivere). Altre deroghe invece riguardano gli indici di edificabilità: la superficie massima edificabile viene incrementata del 30% e l’altezza quasi quadruplicata (il PRG prevede un’altezza massima di 12,5 m). Insomma, un po’ il sogno di ogni costruttore. Immaginate dove vengono poi concentrate queste deroghe edificatorie? Bravi, esattamente sul nostro futuro “grattacielo” che potrà contare su ben 1.600 mq in più.
Chiaramente a fronte delle deroghe concesse la convenzione prevede anche delle compensazioni: alcune direttamente in forma economica, altre in forma di realizzazione di opere. Non entriamo nel dettaglio, ma il grosso di queste compensazioni è costituito da 200.000 euro da dedicare al rifacimento della pavimentazione del centro e di altri 200.000 euro che il costruttore depositerà seduta stante alla firma dell’accordo ma che non hanno ancora un destino predefinito.
Vi risparmiamo il resto dei dettagli che rendono ancora più corpose le compensazioni. Non discuteremo nemmeno sulla congruità di tali esborsi, ma crediamo che ognuno abbia fatto i suoi conti: l’immobiliare costruttrice sicuramente, speriamo anche la nostra Amministrazione.

Insomma, per chi ha letto fin qua a prima vista potrebbe trattarsi di un affarone sia per il costruttore che per il pubblico interesse: 400.000 euro ed il resto delle opere a carico del proponente non ci sembrano affatto pochi e ingolosirebbero chiunque. Soprattutto gli amministratori miopi che guardano a tirare a campare oggi senza un vero progetto per il domani.


Perché, starete pensando, Lineacomune non accetterebbe tutti quei soldi? Ebbene, no.
Anche qui, spieghiamoci.
Se applichiamo lo stesso metro di misura a tutti i cittadini cosa succederà?
Anzitutto i proprietari degli altri terreni che possono essere soggetti ad un Piano Integrato di Intervento, subito seguiti da tutti gli altri, cercheranno di realizzare il loro “sogno” : edificare il più possibile per massimizzare la rendita del terreno. Per questo chiederanno anch’essi deroghe alle superfici ed alle altezze. A questo punto l’amministrazione cosa farà? Tratterà tutti allo stesso modo oppure comincerà a fare delle disparità? E in termini di compensazioni? Avremo un metodo uguale per tutti oppure “più uguale” per qualcuno? E se qualcuno non può compensare adeguatamente non avrà deroghe?
Il punto è proprio questo. Con queste concessioni si creerà un precedente, tutti chiederanno di poter costruire di più e i nostri Amministratori si troveranno a dover accontentare tutti o a dover creare disparità fra cittadini, magari concedendo a chi può sborsare di più e non a chi non può.

Sia ben chiaro, chiedere è lecito. Ognuno può chiedere ciò che vuole e cercare di portare avanti i propri interessi. Il compito “difficile” è quello dell’amministrazione.
Già, ma quali sono i compiti di un amministrazione lungimirante? Fare affari con i propri concittadini, incassare ed ingrassare le casse comunali senza obiettivi oppure governare lo sviluppo equilibrato del proprio territorio secondo criteri di uguaglianza fra i cittadini?

A nostro modo di vedere questo è il primo passo verso il malgoverno del territorio dove lo sviluppo non è deciso dagli amministratori ma dai costruttori e dalle loro esigenze. Badate bene, i nostri amministratori non si sono inventati nulla, questa politica è già stata applicata in alcuni paesi anche molto vicini dove è avvenuta un’edificazione più o meno selvaggia ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.


Queste sono le questioni fondamentali che ci inducono a non appoggiare il progetto proposto.
Molto si potrebbe discutere poi sul progetto stesso, sull’esigenza di un nuovo supermercato, sulla necessità di edifici così alti (e non per questioni tecniche come avvenuto invece per Italcementi), sul aumento di traffico, etc etc, ma anche sulle modalità sbrigative e frettolose con le quali la maggioranza ci ha sottoposto il progetto per l’adozione in consiglio comunale (pretendendo una risposta favorevole dopo averci fornito il tutto venerdì 5 agosto in vista del Consiglio di Lunedì 8).

Per ora non ci dilungheremo, ne riparleremo sicuramente in un prossimo articolo.

In ogni caso il progetto non è ancora approvato definitivamente, infatti, come previsto dalla legge, tutti i cittadini possono presentare “osservazioni”. Il termine fissato è il 18 settembre, per avere ulteriori informazioni o approfondire la discussione vi invitiamo a contattarci.

Monday, November 24, 2008

Calusco: il Consiglio dice sì alle «torri gemelle»

Calusco: il Consiglio dice sì alle «torri gemelle»


Calusco d'Adda avrà la sua poderosa torre alta 45 metri, anzi, le sue due «torri gemelle», unite. Le costruzioni sorgeranno a pochi metri da quella, alta un centinaio di metri, dell'Italcementi, in una zona conosciuta come «Il Triangolo». La decisione sul Programma integrato di intervento è stata presa definitivamente dal Consiglio comunale - a favore la maggioranza, contraria la lista civica «Lineacomune» - dopo la discussione di sei osservazioni. La costruzione dell'alta torre, insieme a 1.600 metri quadri di superfici commerciali e mille metri quadri di servizi (bar, farmacia, parrucchiere e altri), rientra nel Programma integrato di intervento «Il Triangolo», un progetto che l'amministrazione considera come un intervento di qualità perché andrebbe a riequilibrare un'area urbana dove oggi prevalgono il grigio dell'industria e il rumore del traffico.




«In questa zona ho voluto che si costruisse qualcosa di eccezionale, di qualificante e di caratterizzante per il paese di Calusco d'Adda – ha affermato il sindaco Roberto Colleoni –. Ho chiesto al privato che non si realizzassero le solite tre villette a schiera e qualche parcheggio, ma un elemento eccezionale, che fosse trainante per tutta l'Isola, qualcosa che qualificasse il paese di Calusco».
L'approvazione definitiva de «Il Triangolo» è stata preceduta dall'esame di sei osservazioni, di cui una presentata da tale Aurise Manfredi della società Edil Di, con sede a Milano nella Torre Velasca. «Lo abbiamo convocato in Comune inviando una lettera raccomandata all'indirizzo indicato – ha riferito l'assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Bonacina –. La lettera ci è ritornata indietro e dalle ricerche effettuate risultano inesistenti sia la ditta, sia la persona». La curiosità è che questo misterioso personaggio ha indicato come sede della fantomatica società la Torre Velasca di Milano, forse proprio per mettersi in contrapposizione con quella di Calusco.
Accolta all'unanimità invece un'osservazione che faceva presente la pericolosità dell'accesso previsto sulla rotatoria e della cabina di compressione del gas metano. Il Consiglio ha optato per lo spostamento del passaggio carrale e della cabina del metano.
Un'altra obiezione è stata sollevata dal gruppo di minoranza «Lineacomune» che ha espresso la sua contrarietà a questo progetto: «Non vogliamo addentrarci negli aspetti tecnici, ma in quelli politici – ha riferito Andrea Colleoni. – Con questa approvazione si crea un precedente, perché si deroga al Piano regolatore generale. Come si comporterà l'Amministrazione comunale per il futuro di fronte a richieste simili? Ci saranno riflessi negativi sullo sviluppo futuro del paese».
L'assessore allo Sviluppo del territorio Massimo Cocchi ha risposto sottolineando che questo progetto è un grande punto di partenza per l'Amministrazione comunale, che anche in futuro intende utilizzare lo strumento del Pii. Accolta invece l'osservazione dell'Arpa di Bergamo, che ha chiesto di impermeabilizzare gli spazi adibiti a parcheggio e di diminuire le metrature del centro commerciale, cosa che è stata fatta passando da 2.600 a 1.600 metri quadri. Via libera parziale, infine, alle richieste di cinque comuni limitrofi (Cornate d'Adda, Imbersago, Paderno d'Adda, Robbiate e Solza): accettata la proposta di riduzione dell'area commerciale, ma la torre invece non verrà abbassata

(24/11/2008)

Saturday, November 15, 2008

Bergamo, scoperta discarica abusiva

Bergamo, scoperta discarica abusiva
By montagnatv
Creato 2008-11-14 11:56

VILLA D'ADDA, Bergamo -- I carabinieri di Bergamo hanno scoperto una discarica abusiva nel territorio del Parco dell'Adda. Nella zona della Valle San Martino, hanno infatti individuato all'interno di una cava di proprietà di una nota società un accumulo di rifiuti speciali.


Le indagini sono state svolte dai carabinieri di Bergamo e il Noe di Brescia. Le autorità hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali nel Parco dell'Adda, nella Valle San Martino. Il deposito illegale è stato individuato a partite dalla segnalazione di uno sversamento sospetto di materiale all'interno di una cava.

Il luogo incriminato è di proprietà di una società di Villa d'Adda che si occupa della costruzione di impianti sportivi. A seguito del ritrovamento abusivo il legale rappresentante dell'azienda è stato denunciato a piede libero e l'area sequestrata.

--------------------------------------------------------------------------------

Source URL:
http://www.montagna.tv/?q=node/9112

Bergamo: i carabinieri scoprono una discarica abusiva di rifiuti speciali

Bergamo: i carabinieri scoprono una discarica abusiva di rifiuti speciali
I carabinieri di Bergamo e i militari del Noe di Brescia hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali all'interno del Parco dell'Adda, nel territorio di Calusco d'Adda (Bergamo). Le indagini sono partite dalla segnalazione di uno sversamento sospetto di materiale all'interno di una cava di circa ottomila metri quadrati di proprietà di una notissima società per azioni con sede a Villa d'Adda (Bergamo), che si occupa della costruzione e del rifacimento di impianti sportivi. 14/11/2008 03:32

Ambiente - I sopralluoghi effettuati dai carabinieri settimana scorsa hanno permesso di scoprire che una nota azienda di Villa d'Adda versava rifiuti

Ambiente - I sopralluoghi effettuati dai carabinieri settimana scorsa hanno permesso di scoprire che una nota azienda di Villa d'Adda versava rifiuti speciali nel bacino di una cava di Villa d'Adda, al confine con Calusco. L'area è stata squestrata, denunciato a piede libero il legale rappresentante della ditta, un noto imprenditore.
Discarica abusiva nel Parco Adda, società nei guai
Stampa Invia Zoom testo


I carabinieri di Zogno e i militari del Nucleo operativo ecologico di Brescia hanno scoperto una discarica abusiva di rifiuti speciali all'interno del Parco dell'Adda, zona sottoposta a vincolo ambientale, nel territorio di Villa d'Adda (al confine con Calusco). I sopralluoghi, come rivelato da Bergamonews, erano iniziati settimana scorsa.
A far scattare le indagini era stata la segnalazione di un versamento sospetto di materiale all'interno di una cava ormai in disuso di circa ottomila metri quadrati e di proprietà di una notissima società per azioni con sede a Villa d'Adda (Bergamo), che si occupa della costruzione e del rifacimento di impianti sportivi. Secondo i carabinieri, a gettare i rifiuti nel bacino erano gli stessi proprietari dell'area. Il legale rappresentante della società, P. B., 76 anni, è stato denunciato a piede libero.
Gli inquirenti ritengono che l'attività illecita proseguisse da parecchi mesi. L'area è stata sequestrata e i carabinieri hanno prelevato alcuni campioni di rifiuti, che saranno sottoposti ad analisi per verificarne l'eventuale tossicità. Altri particolari verranno resi noti in tarda mattinata dai carabinieri. (nella foto aerea comunale l'area della cava).

Bergamo, discarica abusiva in Parco in Parco

Bergamo, discarica abusiva in Parco Adda: una denuncia
Sequestrati 8mila mq sottoposti a vincolo ambientale




Roma, 14 nov. (Apcom) - I carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo e del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia hanno scoperto un'enorme discarica abusiva all'interno del Parco Adda, una vasta area sottoposta a vincolo ambientale in cui venivano sversate grandi quantità di rifiuti speciali.



Intervenuti su segnalazione dei cittadini, i militari hanno osservato per alcuni giorni l'area all'interno del parco, in cui era stata creata una vera e propria cava di contenimento dei rifiuti, con conseguente deturpamento del sito protetto.



Notato finalmente giungere un autocarro e visto che venivano abbandonati i rifiuti, i militari hanno scoperto gli autori dei reati: si trattava dello stesso proprietario dell'area, legale rappresentante di una nota società per azioni bergamasca operante nel settore della costruzione e rifacimento di impianti sportivi.



L'uomo è stato denunciato per la gestione illecita di rifiuti e per aver realizzato una discarica abusiva non autorizzata in un'area soggetta a vincolo ambientale, oltre che per reati contro l'ambiente derivanti dal grave inquinamento e danneggiamento del sito paesaggistico. Secondo i primi accertamenti, gli sversamenti andavano avanti da mesi, forse da anni.



L'intera area, oltre ottomila metri quadri, è stata sequestrata e sono in corso le analisi per stabilire il grado di tossicità dei rifiuti.



Red/Sav

Scoperta discariva abusiva a Calusco nel Parco dell'Adda

Scoperta discariva abusiva nel Parco dell'Adda
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo e del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia hanno scoperto un’enorme discarica abusiva all’interno del Parco Adda, a Calusco d'Adda, dove venivano versate ingenti quantità di rifiuti speciali su una vasta area sottoposta a vincolo ambientale.

Intervenuti su segnalazione dei cittadini, i militari hanno osservato per alcuni giorni la zona all’interno del Parco, dove era stata creata una vera e propria cava di contenimento dei rifiuti. I militari hanno notato giungere un autocarro che poco dopo ha abbandonato i rifiuti. Da qui è stato possibile individuare gli autori del reato, che secondo i carabinieri si tratta dello stesso proprietario dell’area, legale rappresentante di una nota società per azioni di Villa d'Adda operante nel settore della costruzione e rifacimento di impianti sportivi.

Lo stesso è stato segnalato all’autorità giudiziaria per la gestione illecita di rifiuti e per aver realizzato una discarica abusiva non autorizzata in area soggetta a vincolo ambientale, oltre che per i reati contro l’ambiente derivanti dal grave inquinamento e danneggiamento del sito paesaggistico. Secondo i primi accertamenti, il dispregio dei luoghi andava avanti da mesi, forse da anni. L’intera area, consistente in oltre ottomila metri quadri, è stata sequestrata e sono in corso le analisi volte a stabilire eventuale grado di tossicità dei rifiuti.


(14/11/2008)

Tuesday, November 11, 2008

NOVEMBRE 2008

mercoledì 12 novembre dalle 16.00 alle 18.00
nell'ambito della campagna "Per il clima contro il nucleare" incontro formativo e informativo sul nucleare con Andrea Poggio.
L'incontro si terrà in Via Vida 7 a Milano (sede Fondazione Legambiente Innovazione)

Obiettivo principale approfondire l'argomento, interiorizzare e saper argomentare le posizioni dell'associazione. Consultate i materiali della campagna sul sito www.legambiente.eu/


sabato 15 novembre dalle 9,30 alle 17,30
convegno dal titolo :Consumo del suolo e cementificazione del territorio: le alternative degli ambientalisti"
Brescia, Cinema Nuovo Eden, Via Nino Bixio 9 (www.nuovoeden.it).

Organizzato dai Verdi Europei e dall'Associazione Ecologisti Democratici, vede Legambiente Lombardia impegnata a riflettere sulle prospettive future del territorio lombardo


mercoledì 19 novembre, ore 9,00,
workshop "Le centrali di mobilità in Europa"
Milano, Palazzo Giureconsulti "Sala Terrazzo" Piazza Mercanti.

Promosso da Fondazione Legambiente Innovazione, con questo workshop si intende porre l'attenzione sull'importanza che rivestono le centrali di mobilità in Europa e presentare il progetto della prima centrale di mobilità italiana


giovedì 20 novembre dalle 9,00 alle 17,00,
convegno dal titolo "Nanotecnologie, ambiente e sicurezza",
Milano, "Sala Vitman" Acquario Civico di Milano Viale Gadio 2.

Dal 2006 Legambiente è partner italiano del progetto Europeo Nanocap (Nanotechnology Capacity Building) che raccoglie la rappresentanza di associazioni ambientaliste, sindacati e università con l'intento di sviluppare un punto di vista equilibrato nei confronti delle Nanotecnologie. Il convegno intende fare il punto della situazione sul fronte ambientale e della sicurezza in Italia

Saturday, November 08, 2008

Villa d'Adda - I carabinieri hanno avviato i primi accertamenti su presunti rifiuti scaricati illecitamente nell'ex cava San Martino, a Villa d'Adda,

Villa d'Adda - I carabinieri hanno avviato i primi accertamenti su presunti rifiuti scaricati illecitamente nell'ex cava San Martino, a Villa d'Adda, punto estrattivo ormai non più utilizzato all'interno del Parco Adda Nord. Le indagini sono iniziate dopo l'esposto di un cittadino, che parla di inerti e altri rifiuti abbandonati.
Accertamenti su rifiuti in un'ex cava
Stampa Invia Zoom testo


Un cittadino solleva sospetti su un presunto smaltimento illecito di rifiuti in una cava e scattano i primi accertamenti dei carabinieri, su delega della Procura di Bergamo.
Accade a Villa d’Adda, dove ieri (6 novembre 2008) i militari della stazione di Calusco hanno perlustrato la cava San Martino, punto estrattivo ormai in disuso che si trova vicino al fiume e all’interno del Parco Adda Nord. Oggi è inoltre previsto un sopralluogo del tenente Filippo Bentivogli, comandante della compagnia dei militari di Zogno.
Tutto è iniziato dall’esposto di un cittadino, che ipotizza un unico reato – lo smaltimento illecito di rifiuti – e scende nel dettaglio di alcune cose viste e che la procura intende verificare: l’esposto parla di quintali di materiale inerte, non più riutilizzabile per produrre materiale edile, che è stato scaricato all’interno della cava. Ci sarebbero inoltre, altri tipi di rifiuti, forse anche tossici, scaricati a ripetizione nell’ex punto estrattivo.
Per ora i carabinieri sono solo alla fase degli accertamenti. Nell'ex cava San Martino il Comune ha anche programmato la realizzazione della nuova stazione ecologica, dopo la necessaria bonifica.

Venerdi 7 Novembre 2008
Loading...

Labels