Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Tuesday, March 24, 2009

Italcementi avvia impianto in Arabia, ma Credit Suisse consiglia cautela23/03/2009Buone nuove per Italcementi. Attraverso la jv paritetica con Arabian

Italcementi avvia impianto in Arabia, ma Credit Suisse consiglia cautela23/03/2009Buone nuove per Italcementi. Attraverso la jv paritetica con Arabian Cement Company, ha avviato l'impianto di calcestruzzo di Rabigh in Arabia Saudita che avrà una capacità di circa 1 milione di metri cubi. In Borsa il titolo della società del cemento si conferma in rialzo del 2,48% a 7,63 euro, ma guadagna meno dell'intero listino (+4,62% l'S&P/Mib).

Questo primo impianto della joint venture italo-saudita è stato realizzato per sostenere la forte domanda generata dai lavori per la costruzione di King Abdullah Economic City, il maggiore dei sei progetti di nuove città ideati e promossi direttamente dal sovrano saudita allo scopo di modernizzare le infrastrutture e creare moderni centri urbani nel Paese.

Nonostante questa nuova opportunità per Italcementi, Credit Suisse ha ridotto il target price dell'azione oggi a 7 euro da 9 euro dopo aver tagliato le stime di Eps 2009-2010 rispettivamente del 21% a 0,55 euro per azione e del 27% a 0,60 euro alla luce dei risultati 2008 della società e dell'impatto legato all'operazione di fusione con Ciments Francais.

Sono state ridotte anche le previsioni su volumi, prezzi e margini in alcuni dei mercati dove opera il gruppo (specialmente Italia, Francia, Spagnia, Nord America e Tailandia). "Ci aspettiamo che l'Ebitda del gruppo quest'anno scenda del 18% a 916 milioni di euro dal momento che il calo dei costi energetici e il taglio dei costi saranno controbilanciati dal leverage operativo con volumi e prezzi più bassi in alcuni mercati".

Rating neutral confermato sul titolo per cui è probabile, secondo l'analisi tecnica, un consolidamento sopra quota 7,55 euro. Nuova positività sopra 7,80 euro con obiettivo 7,90 euro. Indebolimento invece sotto 7,55, con possibilità di discesa fino a 7,45 euro.

Italcementi sbarca in Arabia Saudita

La joint venture - International City for Concrete, joint venture nel settore del calcestruzzo tra Italcementi e Arabian Cement Company, ha inaugurato in Arabia Saudita a Rabigh uno dei più grandi impianti di calcestruzzo esistenti al mondo. Servirà a "alimentare" i lavori di costruzione della nuova metropoli King Abdullah Economic City.
Italcementi sbarca in Arabia Saudita per costruire una città da re


International City for Concrete, joint venture partitetica nel settore del calcestruzzo tra Italcementi e Arabian Cement Company, ha inaugurato in Arabia Saudita a Rabigh (circa 90 km a nord di Jeddah) uno dei più grandi impianti di calcestruzzo esistenti al mondo.
Questo primo impianto della JV italo-saudita è stato realizzato per sostenere la forte domanda generata dai lavori per la costruzione di King Abdullah Economic City, il maggiore dei sei progetti di nuove città ideati e promossi direttamente dal sovrano saudita allo scopo di modernizzare le infrastrutture e creare moderni centri urbani in un Paese con uno dei tassi di crescita demografica più elevati al mondo (3% annuo).
L’impianto, situato al confine settentrionale dell’insediamento di King Abdullah Economic City in prossimità delle aree destinate al porto e alle zone industriali, ha una capacità di circa 1 milione di metri cubi, una dimensione tale che pone questa struttura ai vertici mondiali per capacità produttiva.
I progetti di sviluppo di International City for Concrete prevedono una veloce estensione dell’attività nell’area occidentale del Regno, coinvolgendo nei prossimi 3 anni le aree di Jeddah, Mecca, Taif e Medina con la realizzazione di nuovi impianti dedicati a tali mercati.

La mappa interattiva di King Abdullah City

I video del progetto

Friday, March 06, 2009

LINEA DURA CONTRO L'ITALCEMENTI

CALUSCO



I sindaci del territorio in conferenza stampa per ri-chiedere le compensazioni ambientali
LINEA DURA CONTRO L'ITALCEMENTI
Il sindaco Colleoni: «D'ora in poi il nostro atteggiamento sarà più attento e critico»
Calusco d'Adda
Linea dura da parte di 12 comuni del territorio, dell'Agenda 21 e di Legambiente verso Italcementi.

INQUINAMENTO: SIAMO GIÀ FUORI LEGGE

INQUINAMENTO: SIAMO GIÀ FUORI LEGGE

Merate
Un cielo di piombo, nero di smog, sovrasta Merate: inizio decisamente drammatico, sotto il profilo dell'inquinamento ...


Nanopatologie e bugie nel Paese dei Nani

Nanopatologie e bugie nel Paese dei Nani
Hermes Pittelli






Nel Paese dei nani (il nostro, purtroppo non è una favola) di nanopatologie – e di bugie – si muore.
Questo amaro risveglio alla realtà vi può capitare durante la presentazione di un libro. A caso, Perdas De Fogu di Massimo Carlotto. Credete di trascorrere un paio d’ore piacevoli tra discorsi letterari in compagnia del Re del noir mediterraneo, invece vi allarmate e vi rendete conto che in una libreria qualcuno tenta disperatamente di informarvi su quello che i politicanti, le grandi aziende e la criminalità organizzata ordiscono ai vostri danni per sete di soldi.
Vi accorgete che in quelle due ore si fa politica vera (nell’accezione etimologica del termine), si partecipa ad un flusso di coscienza civile e resistenza sociale per non lasciarsi come sempre fagocitare passivamente dai famigerati ‘poteri forti’, così definiti in modo furbo da chi non vuole far emergere la verità. Ma i mostri che insieme formano il Leviatano incombente su tutti noi hanno nomi e cognomi e sono identificabili. Peccato che i cani da guardia della democrazia siano assopiti o felicemente al guinzaglio dei nuovi padroni della nostre sorte e in definitiva delle nostre vite.

Tanto per fare un esempio, leggo (riesco ancora – beata ingenuità senile – ad allibire) a pagina 25 (sigh!!!) dell’autorevole quotidiano La Repubblica di venerdì 13 febbraio 2009 una notiziola sbattuta in taglio medio laterale tra le brevi: “Viterbo, altro militare morto per possibile contaminazione da uranio impoverito (http://www.nanodiagnostics.it/Caso.aspx?ID=10). Lo denuncia la sorella della vittima. Il militare, originario di Montefiascone, aveva 31 anni ed è deceduto il 10 giugno 2008. La notizia è stata resa pubblica solo ora. Aveva prestato servizio nel poligono di Perdasdefogu in Sardegna”.
Sobbalzo. E, povero me, mi chiedo come mai (ma forse sarò smentito nei prossimi giorni) una notizia del genere finisca tra le brevi, invece di fornire il là per un’inchiesta spietata sull’argomento.


Il romanzo, questo sì inchiesta, di Carlotto è ambientato, pura coincidenza, in Sardegna, attorno al poligono di Salto di Quirra. Zona nella quale una coraggiosa ricercatrice veterinaria

sta conducendo uno studio sugli effetti dell’inquinamento bellico ai danni degli animali.
E dalla fiction (mica tanto), si passa traumaticamente alla realtà. Perché il famigerato poligono esiste realmente ed è il terzo poligono interforze più importante del mondo (composto da due aree distinte: il Poligono "a terra", con sede a Perdasdefogu (NU) e il Poligono "a mare", con sede a Capo San Lorenzo); perché all’interno del perimetro del poligono vengono realizzati esperimenti con razzi, missili e ralative insatallazioni, con materiali d’armamento di lancio e caduta, perché il poligono è una base d’appoggio Nato che avrebbe dovuto essere dismessa (si tratta però di demanio militare) come da promessa ai cittadini, ma che invece continuerà a svolgere indistubata la propria attività (ancora di più adesso, dopo la vittoria del Pdl alle regionali), visto che tra l’altro diventerà anche testa di ponte per eventuali missioni militari (militari, per i più distratti) in Africa sotto l’egida atlantica.
E a proposito di buone notizie, la base Nato di Vicenza sarà raddoppiata, anche qui in barba alla volontà popolare, quella di Aviano continua a custodire soavemente nel proprio ventre testate nucleari e, udite udite, una nuova di zecca sorgerà in Trentino, altra regione (come la Sardegna) a vocazione prevalentemente turistica.
Qualcuno potrebbe commentare “Embé?”. Cosa c’entra tutto questo con la salute dei cittadini, la salvaguardia dell’ambiente e la fortuna delle attività turistiche?


Entrano in gioco le famigerate nanoparticelle e le nanopatologie che danno il titolo a questo accorato sfogo più che articolo.
Entrano in gioco due scienziati di stanza a Modena, Stefano Montanari (direttore scientifico della Nanodiagnostics, autore tra l’altro del volume scientifico ‘Il girone delle polveri sottili’ che ha ispirato Carlotto) e sua moglie Antonietta Gatti (ricercatrice dell'Università di Modena e Reggio Emilia, nonché genitrice della materia), di cui forse l’opinione pubblica non sa nulla perché la politica e la (dis)informazione italiane tentano con accurata opera di cancellarli.
Ad esempio, alle recenti elezioni poltiche, Stefano Montanari era uno dei 15 candidati alla carica di premier, ma sfido chiunque a rammentare se i vari tg o giornali italiani gli abbiano concesso lo spazio garantito dalla Costituzione e dalle leggi.
Dunque, Stefano Montanari e Antonietta Gatti sono i pù autorevoli studiosi ed esperti (cliccate sui link in alto a destra per farvi un’idea precisa del loro fondamentale quanto oscuro lavoro) delle nanoparticelle e delle nanopatologie. Per evitare di propinarvi sciocchezze, cito direttamente loro per la sintetica spiegazione dei concetti: “Per "nanopatologie" s'intendono le malattie provocate da micro e nanoparticelle inorganiche che sono riuscite, per inalazione od ingestione, ad insinuarsi nell’organismo e si sono stabilite in un organo o in un tessuto. Le particelle sono liberate naturalmente in atmosfera dai vulcani attivi, dagl’incendi, dall’erosione delle rocce, dalla sabbia sollevata dal vento, ecc. In genere, le particelle di queste provenienze sono piuttosto grossolane. Spesso più sottili e normalmente assai più numerose, sono le particelle originate dalle attività umane, soprattutto quelle che prevedono l’impiego di processi ad alta temperatura. Tra questi processi, il funzionamento dei motori a scoppio, dei cementifici, delle fonderie e degl’inceneritori.
I concetti fondamentali da ricordare sono:
1. Qualsiasi sorgente ad alta temperatura provoca la formazione di particolato.
2. Più elevata è la temperatura, minore è la dimensione delle particelle prodotte.
3. Più la particella è piccola, più questa è capace di penetrare nei tessuti.
4. Non esistono meccanismi biologici od artificiali conosciuti capaci di eliminare il particolato una volta che questo sia stato sequestrato da un organo o un tessuto”.


Ora, è facile intuire che chi vive (o tenta di sopravvivere) nei pressi di inceneritori (termovalorizzatori, nell’eufemistica e ipocrita definizione dei politici), cementifici, fonderie, basi militari, ma anche arterie stradali o ferroviarie o aeroporti, non può abbandonarsi a manifestazioni di giubilo. Ma nemmeno il resto della popolazione può sospirare di sollievo. Perché le infide nanoparticelle hanno la sinistra prerogativa, una volta disperse nell'aria, di scendere dall'alto verso il basso e depositarsi sulle coltivazioni, sui terreni, nelle falde acquifere.



Verità scomode abilmente occultate. Politici e la maggior parte dei media italiani sono maestri in quest’opera di obnubilamento delle coscienze e delle menti dei cittadini. Perché lo fanno?
Naturale, perché di solito (sempre) hanno bisogno di coprire con un velo di ipocrisia accettabile un business criminale e gigantesco. Per dirla volgarmente, per coprire un enorme giro di denaro sporco originato da azioni illegali ai danni della salute e del portafoglio delle persone normali, cittadini che devono restare agnostici e passivi.

La globalizzazione si è rivelata la migliore invenzione per la criminalità organizzata, per le mafie mondiali perché ha moltiplicato a dismisura i mercati e le opportunità di guadagno. Il centro del Mediterraneo, tra l'altro, è l'area preferita dai criminali di ogni latitudine per il riciclo del denaro sporco.
Una torta avvelenata (in tutti i sensi) per gli esseri umani onesti e inconsapevoli, ma appetibile e irrinunciabile per le varie cupole e per politici, governi, industrie farmaceutiche e alimentari, grandi aziende che in modo vorace partecipano compiacenti e conniventi a questo demoniaco banchetto.


Altra piccola digressione: sapete perché è scoppiato l’infetto bubbone della ‘monnezza’ in Campania? Non si tratta di un’emergenza improvvisa, ma di un disegno studiato e orchestrato nei minimi particolari. La Campania è stata scelta perché più di altre è la Regione che incarna i vizi italici: la pigrizia, il fatalismo, la furbizia dalla vista e dalle gambe corte, il disinteresse per la cosa e i beni pubblici. In questo quadro è stato facile riversare sul territorio veleni e rifiuti tossici e poi sfruttare la gran cassa mediatica per urlare: “Vedete? Anche voi rischiate la stessa fine se non ci permettete di costruire gli inceneritori!”. Ecco svelato l’inghippo: il colossale affare legato agli appalti della costruzione di nuovi inceneritori su tutto il territorio nazionale. Ma come abbiamo visto gli inceneritori non risolvono affatto il problema dello smaltimento di rifiuti, sono solo degli strumenti altamenti inquinanti, forieri di malattie e morte. Eppure (cliccate sempre in alto a destra sul sito dei comuni virtuosi) un’altra via, efficace, è possibile attraverso la vera raccolta differenziata e il riciclo. Informiaci per agire.


Amaro epilogo: calato un triste sipario su politici e governanti (perché non li cacciamo a pedate? Per loro servirebbero davvero i fogli di via), tra gli imputati spiccano i media, rei di intontirci con il gossip (le tette del Grande Fratello o gli eliminati di X Factor), con i continui Morboselli (servizi morbosi di cronaca nera, conio Carlotto) per evitare di affrontare le vere inchieste di cui dovrebbero occuparsi. La fine è nota, lampante come la Verità. I media sono concentrati nelle mani di pochi editori tutt’altro che puri, editori che allungano i propri arti vogliosi in altri settori (altamente remunerativi) che hanno nulla da spartire con l’informazione. Le riunioni di redazione partono dal presupposto che non si pubblicano notizie potenzialmente scomode o pericolose per il Padrone; altro principio sacro e inviolabile: non si pubblicano e nemmeno si pensano inchieste imbarazzanti sui comportamenti poco virtuosi degli inserzionisti; quelli che pagano l’invadente pubblicità sui giornali e sulle televisioni, quelli che assicurano i reali introiti ai media. Quindi, perché difendere i diritti e gli interessi dello sventurato e squattrinato cittadino/lettore (se alfabetizzato e disposto a leggere, ovvio), quando la ciotola con il cibo è garantita da altre ‘entità’?
Per documentarvi sul laocontico intreccio tra editoria e affarismo vi consiglio l’ottimo e rigoroso libro inchiesta di Giulio Sensi “Informazione, istruzioni per l’uso” (Ed. Altreconomia) di cui trovate uno stralcio che comunque rende bene l’idea sul numero di febbraio di Altreconomia (sito: http://www.altreconomia.it/site/).


Purtroppo viviamo davvero nella Repubblica delle banane, siamo il Paese dei Nani al potere (e non solo per la statura fisica…). Come dice ogni tanto con sarcasmo una donna di Puglia: “Anche come rape, non siete certo delle cime…”.
Il guaio è che sono avvolti nella più bieca furbizia, la tipica maschera che occulta la mancanza di intelligenza e la palese voracità di denaro. Ma ogni cittadino, informandosi e costruendo reti virtuose, li può denudare e inchiodare alle proprie responsabilità. Per immaginare e realizzare concretamente un futuro migliore, un Paese finalmente progredito in senso umano, civile, democratico.
Almeno proviamoci, per non macerarci nel rimorso quando il Tempo sarà scaduto.

Thursday, March 05, 2009

SMOG. FORMIGONI: NUOVI INCENTIVI E PIU´ CONTROLLI

SMOG. FORMIGONI: NUOVI INCENTIVI E PIU´ CONTROLLI
L´ANNUNCIO DOPO LA RIUNIONE CON SINDACI DELL´AREA CRITICA CONTRIBUTI DELLA REGIONE AI COMUNI PER I COSTI DELL´OPERAZIONE

Milano, 4 marzo 2009 - Più controlli sulle strade della Lombardia e sugli impianti di riscaldamento per ridurre l´inquinamento atmosferico. Nuovi incentivi regionali e nuove norme sulle emissioni nell´agricoltura e negli allevamenti, che già la Giunta di oggi varerà. Sono le principali decisioni annunciate dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, al termine della riunione con un primo gruppo di sindaci dell´area critica convocati oggi a Palazzo Pirelli. Al vertice, cui hanno partecipato gli assessori regionali alla Qualità dell´Ambiente, Massimo Ponzoni, e alla Protezione Civile, Prevenzione e Polizia Locale, Stefano Maullu, erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, il presidente di Anci Lombardia e sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini, e gli amministratori di Brescia, Bergamo, Cremona, Monza, Rho, Segrate, Bollate, Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni, Cologno Monzese e Paderno Dugnano. Controlli - Regione Lombardia è pronta a concedere contributi ai Comuni perché possano coprire la parte di costi non coperta dalle sanzioni di questa intensificazione degli accertamenti sui veicoli che non rispettano la legge regionale. "I Comuni potranno effettuare questa operazione ad ´impatto zero´ - ha spiegato Formigoni - in quanto Regione Lombardia si farà carico di sostenere i costi non coperti dagli introiti delle sanzioni: serve uno sforzo da parte di tutti - ha aggiunto il presidente - e strumenti di emergenza per affrontare una situazione che è tale ma non soltanto per la Lombardia". Oltre ai Comuni, coinvolti attraverso le Polizie Locali, il presidente Formigoni ha consultato i prefetti lombardi per chiedere controlli più severi anche alla Polizia Stradale per ridurre la velocità dei veicoli sulle autostrade. Il presidente Formigoni, riscontrando la massima condivisione delle proposte poi diventate impegno comune, ha sottolineato che la situazione di criticità dell´inquinamento atmosferico in Lombardia è - nei primi due mesi del 2009 - peggiore rispetto allo stesso periodo del 2008 ma migliore rispetto al 2006 e identica a quella degli anni precedenti (2003, 2004, 2005, e anche 2007). "Non siamo la maglia nera né in Italia, né in Europa - ha detto Formigoni - tanto che altre città come Torino, Venezia, Parigi e Londra stanno peggio di noi". La legge regionale sull´aria (n. 24/2006) "è una buona legge - ha aggiunto Formigoni - e ai contravventori diciamo: cadrete sotto i nostri controlli". In Lombardia esistono circa 300 mila veicoli soggetti al fermo della circolazione. Già a partire dai prossimi giorni sono previsti ulteriori 30. 000 controlli sui veicoli e 18. 000 sugli impianti di riscaldamento. Dal prossimo autunno - è confermato - il divieto di circolazione negli orari stabiliti dalla legge regionale (7. 30 - 19. 30 dal 15 ottobre al 15 aprile) verrà esteso ai veicoli diesel Euro 2. Nuovi Incentivi E Nuove Norme - Per quanto concerne le azioni che Regione Lombardia intende intraprendere, il presidente ha sottolineato che la Giunta regionale sta lavorando per definire normative finalizzate a favorire il risparmio energetico in edilizia, maggiori restrizioni per le emissioni provocate da biomasse e gasolio, sviluppo di azioni sulla cosiddetta "Area vasta" per ottenere risultati ancor più significativi. Gia da domani l´esecutivo lombardo introdurrà nuovi incentivi per l´utilizzo dei Filtri Anti Particolato (Fap) e per i veicoli ecologici, norme per ridurre le emissioni nei settori dell´agricoltura e dell´allevamento e, più in generale, provvedimenti che incoraggino comportamenti virtuosi da parte dei cittadini lombardi. Proposte Al Governo - Nei confronti del Governo, in particolare riferendosi al Ministero dell´Ambiente, Regione Lombardia ha chiesto di regolamentare a livello nazionale la materia degli oli combustibili - su cui la Regione si è già dotata di una sua legge - così come per le pompe di calore e, soprattutto, sugli impianti industriali, sui quali la Regione non ha diretta competenza rientrando invece tra quelle dell´esecutivo nazionale. E´ il caso di raffinerie o centrali termoelettriche per le quali in Lombardia esistono limiti severi alle emissioni ma non è così a livello statale. Il presidente Formigoni ha anche chiesto più incentivi al trasporto collettivo, sostegno al risparmio energetico e, visto che anche a livello nazionale è stato costituito un Tavolo Aria, di avere voce anche in quella sede. Richieste All´unione Europea - Nei confronti dell´Unione Europea, Formigoni ha detto che "il bilancio Ue sul tema dell´inquinamento è insufficiente: l´Europa non può limitarsi a inviare ammonimenti, comminare sanzioni e poi chiamarsi fuori, deve sostenere con fondi propri la lotta all´inquinamento". "Chiediamo modifiche - ha aggiunto - per regolamentare le emissioni delle centrali, visto che la Ue tollera limiti doppi rispetto a quelli vigenti in Regione Lombardia, e per l´inquinamento provocato dagli autoveicoli". I problemi dello smog toccano, in Italia, 20 Regioni su 22 (sono escluse solo la Calabria e la Basilicata). .

Wednesday, March 04, 2009

Smog ancora alle stelle Ma giovedì arriva la neve

Smog ancora alle stelle
Ma giovedì arriva la neve


Ancora smog alle stelle, ma la pioggia dei prossimi giorni dovrebbe aiutare a ripulire l'aria dalle pm10 ormai da giorni a liveli record. Non cessa l'allarme per l'alta presenza di polveri sottili nell'aria oltre il livello di guardia dei 50 microgrammi per metrocubo sia in città che in provincia. Secondo le centraline dell'Arpa, in base ai rilevamenti di lunedì 2 marzo, l'aria è inquinatissima: a Bergamo la centralina di via Garibaldi segna 105 di PM10, il triplo della norma.
Va male anche in provincia: a Filago siamo a 66 microgrammi per metrocubo, 96 a Treviglio, 86 a Calusco.

La pioggia però potrebbe sanare la stuazione: il maltempo continuerà con nuova acqua e da giovedì aria fredda in quota che porterà la neve sotto i 1000 metri, e forse anche nei fondovalle. Le piogge si faranno quindi più continue e persistenti fino a giovedì, quando il fronte della perturbazione transiterà sul Nord Italia. L’aria è ben stratificata sulla nostra provincia: martedì sera si andava dai +8 °C di Bergamo, ai +6 °C di Zogno, ai +4 °C di Olmo, e su questo gradiente giocherà bene la neve, attesa quindi dai 1000 metri attuali fino alle quote di fondovalle.

Per ridurre comunque l'inquinamento atmosferico, la Regione Lombardia ha previsto più controlli sulle strade e sugli impianti di riscaldamento. Previsti anche nuovi incentivi e nuove norme sulle emissioni nell'agricoltura e negli allevamenti, che già la Giunta di mercoledì 4 marzo varerà. «Regione Lombardia - spiega il Pirellone - è pronta a concedere contributi ai Comuni perché possano coprire la parte di costi non coperta dalle sanzioni di questa intensificazione degli accertamenti sui veicoli che non rispettano la legge regionale. I Comuni potranno effettuare questa operazione ad "impatto zero" - ha spiegato il presidente Roberto Formigoni - in quanto Regione Lombardia si farà carico di sostenere i costi non coperti dagli introiti delle sanzioni: serve uno sforzo da parte di tutti e strumenti di emergenza per affrontare una situazione che è tale ma non soltanto per la Lombardia».

In Lombardia esistono circa 300 mila veicoli soggetti al fermo della circolazione. Già a partire dai prossimi giorni sono previsti ulteriori 30.000 controlli sui veicoli e 18.000 sugli impianti di riscaldamento.
Dal prossimo autunno - è confermato - il divieto di circolazione negli orari stabiliti dalla legge regionale (7.30 - 19.30 dal 15 ottobre al 15 aprile) verrà esteso ai veicoli diesel Euro 2.

Per quanto concerne le azioni che Regione Lombardia intende intraprendere, il presidente ha sottolineato che la Giunta regionale sta lavorando per definire normative finalizzate a favorire il risparmio energetico in edilizia, maggiori restrizioni per le emissioni provocate da biomasse e gasolio, sviluppo di azioni sulla cosiddetta ´Area vastaª per ottenere risultati ancor più significativi.

Tuesday, March 03, 2009

LINEA DURA CONTRO L'ITALCEMENTI

CALUSCO

I sindaci del territorio in conferenza stampa per ri-chiedere le compensazioni ambientali
LINEA DURA CONTRO L'ITALCEMENTI
Il sindaco Colleoni: «D'ora in poi il nostro atteggiamento sarà più attento e critico»
Calusco d'Adda
Linea dura da parte di 12 comuni del territorio, dell'Agenda 21 e di Legambiente verso Italcementi.

Calusco d'Adda: le amministrazioni locali chiedono compensazioni ambientali da parte di Italcementi

Calusco d'Adda: le amministrazioni locali chiedono compensazioni ambientali da parte di Italcementi Scritto da Francesco Oddo
Sabato 28 Febbraio 2009 20:20
Si è svolta alle ore 10.30 nell'aula consiliare del comune di Calusco d'Adda la conferenza stampa indetta per discutere i risultati e le richieste del tavolo tecnico aperto da 5 anni.

Il tavolo tecnico è stato istituito cinque anni fa da Calusco d’Adda, Carvico, Villa d’Adda, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Terno d’Isola, Solza, Medolago, Suisio, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio superiore, Verderio inferiore,Merate, Imbersago, Cornate d’Adda, Provincia di Lecco, Parco Adda Nord, PLIS Monte Canto, Legambiente Bergamo, Legambiente Meratese, Agenda21 Isola Dalmine Zingonia, per dialogare con Italcementi a proposito dello stabilimento di Calusco e delle sue emissioni nell’ambiente.

Le richieste del tavolo tecnico sono state in parte ascoltate dalla direzione di Italcementi, infatti con dati alla mano Italcementi ha dimostrato che le emissioni rientrano tutte nella norma, ma quando si è parlato di investire degli utili in compensazioni ambientali Italcementi ha risposto che in questo momento non ci sono i fondi necessari in seguito alla crisi finanziaria che sta investendo tutte le aziende.

Il mea culpa arriva dal sindaco di Calusco Roberto Colleoni, che ammette candidamente - tra le amministrazioni comunali e la Italcementi non c'è nessun accordo scritto" -"adesso è venuta l'ora di fare un accordo scritto".

In questo arco di tempo Italcementi ha chiesto ed ottenuto dalla Provincia di Bergamo e dalla Regione le autorizzazioni necessarie per bruciare rifiuti urbani, la cui quota è aumentata nel corso degli anni, aumentando di fatto le entrate.

Dal dibattito è emerso che le emissioni di Italcementi sono si a norma, ma che in ogni caso emette 320mila metri cubi di aria a ottanta gradi di temperatura all’ora non proprio definibili aria di montagna.

Allo stato attuale del tavolo tecnico le amministrazioni e gli enti coinvolti hanno ben poche speranze di risovere in modo positivo le richieste avanzate a Italcementi se non con delle manifestazioni che attirino i media sul problema.

14 Sindaci a Italcementi: rispetti gli impegni presi

14 Sindaci a Italcementi:rispetti gli impegni presi






A partire dal 2005 un cospicuo gruppo di amministrazioni comunali, associazioni ambientaliste, esperti a rappresentanza del territorio su cui maggiormente impatta l’attività del polo cementiero di Calusco d’Adda hanno lavorato insieme per meglio capire le nuove politiche industriali dalla fabbrica di Calusco d’Adda e, ove possibile, indirizzare la ditta ad una riduzione della pressione generata da Italcementi.



Ecco in sintesi alcuni passaggi chiave:



inverno 2005 – presentazione da parte di Agenda21 Isola dalmine zingonia del piano di lavoro denominato “verso un patto territoriale per un sistema di compensazioni ambientali”. Approvato in sedi diverse dai comuni Comunità Isola Bergamasca e altri comuni provincie Milano e Lecco



settembre 2005 – sottoscrizione da parte di tutti i componenti il tavolo di un documento inerenti gli aspetti da approfondire nello Studio Impatto Ambientale e indipendentemente da questo, consegnato alla Ditta



ottobre 2005 – riposte e controproposte Ditta a documento tavolo, con indicazione necessità avvio stesura protocollo di sperimentazione



gennaio 2006 – osservazioni del tavolo alle integrazioni allo Studio Impatto Ambientale



gennaio 2006 - osservazioni del tavolo alle risposte della Ditta sulle proposte di integrazione allo Studio Impatto Ambientale



febbraio 2006 – stesura e consegna brevi mano alla Ditta delle proposte di compensazione ambientale in relazione al sistema dei combustibili oggetto di conferenza di concertazione svolta in Regione lombardia



luglio 2006 – risposta ditta alle osservazioni del tavolo alle risposte della Ditta sulle proposte di integrazione allo Studio Impatto Ambientale



luglio 2006 – parere enti locali alla conferenza di servizi pel l’ottenimento dell’autorizzazione ambientale integrata



ottobre 2006 – costituzione “osservatorio tecnico scientifico permanente” per la definizione del protocollo di sperimentazione del CDR e promozione verifica degli interventi di compensazione concordati con la ditta



novembre 2006 – sottoscrizione protocollo di sperimentazione CDR



luglio 2007 – rinuncia volontaria della Ditta all’uso di Ecofluid e Rasf



inverno 2008 – analisi prima fase introduzione CDR e approvazione valutazione esiti da parte di tavolo politico



estate 2008 – consegna formale alla Ditta delle proposte di compensazioni ambientali collegate all’uso del CDR

Oggi purtroppo, un esempio di relazioni tra una grande azienda come Italcementi - con un impianto molto impattante come la cementeria di Calusco d’Adda - ed il territorio circostante, rappresentato da una dozzina di Amministrazioni Comunali, da tre Province, da un Parco Regionale e da associazioni ambientaliste e sindacati, rischia di essere definitivamente compromesso dalla unilaterale decisione di Italcementi di rinviare sine die la definizione delle compensazioni ambientali da dedicare finalmente al territorio.



Italcementi gestisce la cementeria di Calusco d’Adda dagli anni ‘20. Quattro anni fa la parte principale dell’impianto è stata rifatta aumentandone l’efficienza e la redditività trasformando tra l’altro la cementeria anche in un inceneritore di rifiuti deturpando però irrimediabilmente il territorio circostante.



Come riportato anche da un recente comunicato stampa della stessa Italcementi, per decenni, fino al nuovo impianto appunto, Italcementi ha inquinato tra le due e le 10 volte più di quanto non faccia adesso; ha sfruttato le cave del territorio cambiandone definitivamente il paesaggio senza offrire per questo alcuna forma di compensazione al territorio stesso.



Finalmente, faticosamente con l’introduzione dell’uso dei rifiuti urbani come carburanti, i rappresentanti del territorio sono riusciti a proporsi come interlocutori di Italcementi.



Peccato però che Italcementi si sia dimostrata assolutamente inaffidabile: una volta ottenuta la sostanziale accettazione degli enti locali all’utilizzo appunto dei rifiuti solidi urbani nell’impianto di Calusco, ha deciso unilateralmente di non rispettare gli accordi presi e di rinviare, a data da destinarsi, la definizione delle compensazioni ambientali che ci attendevamo da anni.



La motivazione di questa decisione ci sembra ancora più sconcertante: Italcementi non ha fondi da destinare al territorio a causa della crisi che negli ultimi mesi si è abbattuta sull’economia mondiale.



Da anni, quando il mercato del cemento era florido, attendevamo queste compensazioni; perché Italcementi non ha provveduto prima della crisi a prevedere a bilancio i fondi necessari per le compensazioni ambientali?



Francamente facciamo inoltre fatica ad immaginare che una multinazionale che al 30 settembre scorso aveva dichiarato [fonte “Resoconto Intermedio di Gestione” ItalcementiGroup] un utile ante imposte di oltre 460 milioni di euro non riesca a trovare qualche briciola di quella enorme cifra da reinvestire sul territorio invece che restituirla agli azionisti.



Crediamo purtroppo, che al di là delle tante belle parole e dichiarazioni di principio sentite in questi anni, non vi sia da parte di Italcementi la volontà di affrontare con coraggio la questione di come ripagare un territorio da cui Italcementi ha preso molto ma a cui oggi non sembra intenzionata a restituire nulla.



Ci sembra offensiva e immotivata la caparbietà con cui l’azienda si rifiuta di definire persino il valore economico complessivo delle compensazioni, che consentirebbe di valutarne la reale incidenza sul bilancio e sugli investimenti e di capire se stiamo discutendo di reali difficoltà o di mancanza di serietà.



Le amministrazioni locali pertanto esprimono il proprio disappunto per questa incomprensibile scelta di Italcementi; chiedono un rapido ripensamento alla società e convocano una conferenza stampa per poter meglio approfondire la questione il prossimo Sabato 28 Febbraio alle ore 10:30 presso il Municipio di Calusco d’Adda.



Firmato dai Sindaci di

Calusco d’Adda

Cornate d’Adda

Imbersago

Medolago

Merate

Paderno d’Adda

Robbiate

Villa d’Adda

Solza

Sotto il Monte Giovanni XXIII

Suisio

Terno d’Isola

Verderio superiore

Verderio inferiore



Parco Adda Nord

PLIS Monte Canto



Assessorato Ambiente Provincia di Lecco



Legambiente Bergamo



Agenda21 Isola Dalmine Zingonia

Braccio di ferro tra sindaci e Italcementi




Nel mirino le compensazioni ambientali. L'azienda replica: «Impegni sempre rispettati»



PADERNO I sindaci dell'Isola Bergamasca, di Paderno, Robbiate, Verderio Inferiore e Superiore e Cornate d'Adda non ci stanno. Nel mirino finisce Italcementi e le compensazioni ambientali promesse per la costruzione del famoso forno a torre visibile da chilometri di distanza in tutto il Meratese. Una presenza fissa per i padernesi e i robbiatesi che, appena volgono lo sguardo, non possono fare e meno di notarlo.
«Italcementi aveva preso l'impegno di compensare le comunità locali per la costruzione del forno per il cemento - ha ricordato il sindaco di Robbiate Alessandro Salvioni -. Erano state installate delle centraline per il monitoraggio delle emissioni, la prima e unica compensazione eseguita. Da due anni ormai il tavolo di lavoro è fermo e non si procede, era stata ipotizzata la posa da parte di Italcementi del suo asfalto o cemento antinquinamento su parecchie strade della zona, ma non se n'è saputo più nulla. Ora c'è la crisi economica e la società si appella a questo evento per ritardare ancora».
Ecco quindi che una trentina di primi cittadini si sono trovati ieri mattina per spingere la multinazionale del cemento a rispettare gli impegni presi.
«Il Gruppo ha sempre fatto fronte agli obblighi di legge e ha sempre cercato di coniugare le richieste delle comunità e degli enti locali - spiega la società -, anche al di là di quanto imposto da norme e regolamenti, con le politiche di sviluppo e di crescita dell'impianto e delle realtà economiche locali». Questo atteggiamento però «non deve essere confuso con accondiscendenza di fronte a richieste ingiustificate, che assumono grande significato in periodi di particolari dinamiche politico-amministrative». Per il futuro la cementeria si impegna a rispettare gli impegni presi «compatibilmente con le condizioni del quadro economico», ma le richieste non vanno intese come «impegni presi da Italcementi se non vi è stata una esplicita adesione da parte nostra».
C'è anche un richiamo che arriva da parte dell'azienda nei confronti del realismo rivolto agli amministratori locali: «Le istituzioni devono avere la responsabilità di saper coniugare tali richieste alle reali condizioni economiche in cui il territorio si trova», è la conclusione di Italcementi.

Lorenzo Perego

Monday, March 02, 2009

Smog alle stelle, Formigoni convoca i sindaci della Lombardia

Smog alle stelle, Formigoni convoca i sindaci della Lombardia

Lo smog torna a decollareIl presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, prende nuovamente l'iniziativa per rilanciare e potenziare le azioni contro l'inquinamento atmosferico: ha convocato al Palazzo Pirelli un primo gruppo di sindaci dell'area critica (che potranno essere accompagnati dall'assessore all'Ambiente e dal comandante dei vigili).

La riunione si terrà martedì 2 marzo, nel pomeriggio, per «una più efficace attuazione delle misure già in atto» ma anche «per individuare soluzioni innovative a fronte della situazione attuale».

Nella lettera inviata ai primi cittadini lombardi il governatore della Lombardia sottolinea che proprio «la situazione critica che in questo periodo si sta verificando relativamente ai valori particolarmente alti di concentrazioni di inquinanti in atmosfera spinge a potenziare le misure di prevenzione e di controllo attualmente in vigore».

Formigoni, già nella settimana scorsa, aveva fatto appello ai sindaci perché realizzassero adeguatamente i controlli di cui hanno la responsabilità; e inotre aveva stretto un intesa con il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che ha prodotto il potenziamento, in collaborazione con il Comune, delle pattuglie dedicate al controllo dei veicoli e dei gas di scarico.

Ora torna Formigoni a chiedere un «coinvolgimento diretto che possa contribuire in modo significativo ad agire con tempestività ed efficacia».

Intanto - ma la situazione è destinata fortunatamente a migliorare grazie alla pioggia - restano preoccupanti i livelli delle polveri sottili e l'aria resta irrespirabile. Ancora allarme smog a Bergamo: dopo i 109 microgrammi registrati nella giornata di venerdì dalla centralina dell'Arpa di via Garibaldi in città, i dati di sabato hanno mostrato un ulteriore incremento, arrivando a quota 122.

In generale il bel tempo di questi giorni ha fatto salire alle stelle il valore delle polveri sottili nell'aria: non è disponibile il dato della centralina di via Meucci a Bergamo, ma anche nel resto della provincia si respira male. A Filago 78 microgrammi per metro cubo, a Lallio 58, a Osio Sotto 81, a Treviglio 97 e a Calusco 89. Tutti dati ben oltre i 50, soglia massima consentita. Aspettando la pioggia ...

Giorno, Il (Bergamo - Brescia) Comune e Cementeria ai ferri corti



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“Dopo sette fette hanno capito che era polenta”.

Calusco: il tavolo tecnico per Italcementi
“Dopo sette fette hanno capito che era polenta”. Debbo dire, con tutto il rispetto per le persone coinvolte (precisando anche che probabilmente al posto loro sarei caduto nella stessa “trappola”) che questo è il giudizio finale che posso esprimere sul tavolo tecnico di confronto con Italcementi. Il tavolo tecnico è stato istituito cinque anni fa da 12 comuni circondanti Calusco d’Adda (compreso) anche sulla sponda lecchese, per dialogare con Italcementi a proposito dello stabilimento di Calusco e delle sue emissioni nell’ambiente. Lo scopo del tavolo era di ottenere da Italcementi compensazioni ambientali da parte di Italcementi a fronte dei disagi che ricadevano sul circondario, un comprensorio di 12 comuni con circa 100mila abitanti. Le compensazioni potevano essere l’asfalto foto catalitico che assorbe le polveri sottili e l’impianto di alberi. Il tavolo tecnico è riuscito nell’opera di convincere Italcementi a non bruciare rifiuti tossici nocivi nel forno della cementeria di Calusco. Ma per il resto niente. Il forno della cementeria è divenuto anche un bruciatore per rifiuti urbani, la cui quota è aumentata nel corso degli anni, pur restando le emissioni nei limiti di legge. L’autorizzazione per bruciare i rifiuti viene data dalla Provincia di Bergamo, altre autorizzazioni sono date dalla Regione, perciò né il comune di Calusco né tantomeno quelli circostanti hanno voce in capitolo. Quindi di fatto il tavolo era ed è impotente. Italcementi ha cambiato in questi cinque anni varie volte la persona designata a trattare (e con ogni nuova persona si doveva cominciare da capo) e l’ultimo arrivato lo scorso anno ha detto: “C’è la crisi, non abbiamo soldi, non possiamo fare niente”. Come è chiaro Italcementi con grande abilità ha preso per il naso i suoi interlocutori, ha finto di trattare, ma non ha trattato un bel niente (tanto è vero che non ha firmato alcun accordo né stanzaito preventivamente alcuna cifra in bilancio) ha scientemente procrastinato nel solo intento di ottenere ciò che ha ottenuto. E’ evidente che adesso non si può chiudere la stalla quando i buoi sono scappati e gli unici accordi in più – oltre al rispetto della legge – che si potevano ottenere si potevano fare quando si stava progettando l’impianto di Calusco. Dopo non si può fare più nulla. E a questo proposito voglio ricordare ciò che è successo nel caso della galleria sotto il Monte Canto, e i “benefici” che l’ambiente e il Monte Canto hanno ottenuto. Che gli amministratori locali si siano dimostrati “troppo buoni” in passato con Italcementi lo si è detto più volte. Italcementi potrà sempre dire che rispetta le leggi paga le tasse, da’ lavoro ai dipendenti e altro non è tenuta a fare. E che si sia seduta ad un tavolo pur sapendo di non voler fare nulla non è assolutamente rilevante se non dal punto di vista morale. Ed è certo che ora Italcementi non si siederà più a nessun tavolo, si fa gli affari suoi e ciccia, come è suo perfetto diritto. I comuni oltre che recriminare ora possono fare solo una azione di “moral suasion”, persuasione morale, magari anche con qualche azione eclatante. Ma non credo spunteranno molto. Certo è che la collettività si godrà le emissioni di Italcementi, e non sappiamo quali ricadute abbiano sulla salute pubblica perché non è stata fatta alcuna indagine in proposito.
Di tutta la conferenza stampa l’unica cosa che si è detta che desta gravi preoccupazione sono alcuni dati sulle emissioni della fornace di Italcementi. E’ vero che Italcementi rispetta i parametri di legge sulle emissioni, ma queste emissioni sono misurate in quantità (microgrammi) per metro cubo. Ma non c’è nessuna regolamentazione per la quantità giornaliera. Ovvero la legge non fa distinzione se si emettono 100 o 1.000 o 100.000 metri cubi. Vi interesserà sapere che la ciminiera di Italcementi emette 320mila metri cubi di aria a ottanta gradi di temperatura (con relativi residui di PM10 e altri materiali, dati comunicati alla conferenza stampa) all’ora (avete capito bene all’ora): fanno 7,68 milioni di metri cubi di aria al giorno cioè 2.803 milioni di metri cubi l’anno. Fate un po’ voi i conti. Come ha fatto notare qualcuno se una pagliuzza ti cade in testa non ti fa assolutamente niente, ma se ti cade un balla di paglia in testa ti rompi l’osso del collo. Respirate e intanto meditate: Memento homo, quod pulvis es et in pulverem reverteris
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