Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Saturday, August 18, 2007

Calusco, stop alle auto in centro paese

Calusco, stop alle auto in centro paese
Stop al traffico di passaggio, durante le ore di punta, nelle vie interne di Calusco, strade usate soprattutto dagli automobilisti per evitare le code e i semafori sulla provinciale di via Marconi. Così prescrive l’ordinanza emessa dall’assessore alla Viabilità Massimo Cocchi, entrata in vigore il 1° agosto ma che verrà fatta rispettare solo da lunedì, dopo l’installazione dell’apposita segnaletica.

«Vogliamo salvaguardare la zona nord dai veicoli che, invece di percorrere la provinciale di via Marconi, per evitare le code e i semafori, attraversano le vie interne – spiega l’assessore alla Viabilità –. È un comportamento che vogliamo eliminare. Il problema lo conoscevamo già perché l’anno scorso si era formato un comitato per la salvaguardia di via Montegrappa; appena eletti, nel maggio scorso, gli abitanti delle località di Luprita, Montello e Vanzone avevano sollecitato un intervento per eliminare il problema. Con l’ausilio dell’ufficio tecnico e della vigilanza, è stato fatto un controllo, sono stati analizzati i flussi di traffico ed è emersa una situazione ormai insostenibile. Da qui è stata decisa l’ordinanza che prende in considerazione il traffico con direzione il ponte San Michele e viceversa; traffico che negli orari di punta si riversa lungo le strade laterali, creando situazioni di pericolo. Perché le vie sono strette e ci sono numerosi accessi carrali delle abitazioni private».

Le strade interessate dall’ordinanza che i non residenti non potranno più percorrere, perché riporteranno il divieto di accesso sono via Delle Valli, largo San Giovanni, viale Risorgimento, via Santa Casa di Loreto, via Monte Grappa e via Montello. Gli orari di divieto andranno dalle 6,30 alle 8,30 e dalle 17,30 alle 19,30 per il viale Risorgimento; dalle 6,30 alle 8,30 per via Montello, largo San Giovanni, via Monte Grappa e via Santa Casa di Loreto; dalle 17,30 alle 19,30 in via delle Valli con accesso da via Vittorio Emanuele.

Sunday, August 05, 2007

Italcementi, il clima incide sul calo degli utili

Italcementi, il clima incide sul calo degli utili


Il gruppo Italcementi ha archiviato il primo semestre con un utile netto di 313,7 milioni di euro, in calo del 7,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono ammontati a 3,073 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto a quanto fatturato nei primi sei mesi del 2006. Il margine operativo lordo si è attestato a 720 milioni di euro (-1,7%), mentre il risultato operativo è stato di 508 milioni (-5,1%).

L'indebitamento finanziario netto a fine semestre era pari a 2,337 miliardi, in aumento di 126,7 milioni rispetto a quanto segnato a fine 2006 e dopo investimenti industriali per e finanziari per 397 milioni. Il patrimonio netto totale è pari a 4,79 miliardi, in crescita di circa 130 milioni rispetto al 31 dicembre dello scorso anno. La capogruppo Italcementi ha registrato nel semestre ricavi per 532,7 milioni, in linea con il risultato conseguito nello stesso periodo del 2006, mentre il risultato netto è stato di 50,3 milioni (-13,5%). Per il 2007 resta l'ambizioso obiettivo di conseguire risultati operativi in linea con quelli molto positivi del 2006.

«Il gruppo - ha spiegato Italcemente in una nota - dopo un eccellente primo trimestre che aveva beneficiato di favorevoli e inusuali condizioni climatiche nella maggior parte dei paesi in cui opera, ad eccezione del Nord America, è stato penalizzato nel secondo trimestre da un rallentamento dei volumi di vendita in alcuni Paesi Europei e in Turchia per effetto soprattutto di una avversa meteorologia». In questo contesto, i volumi di vendita del semestre - a parità di perimetro - sono risultati, rispetto alla prima parte del 2006, «sostanzialmente stabili» nei settori del cemento e degli inerti e «in leggera crescita» nel settore del calcestruzzo. Sui ricavi «ha positivamente influito la dinamica dei prezzi che non ha tuttavia compensato, in tutti i Paesi, il significativo incremento dei costi operativi (soprattutto quelli relativi a combustibili e trasporti)»

Friday, August 03, 2007

L’OZONO NON VA IN VACANZA

L’OZONO NON VA IN VACANZA
Le insidie di un inquinante spesso sottovalutato

In estate uno dei problemi principali che legano le condizioni climatiche alla presenza di inquinanti in atmosfera è quello della formazione di ozono troposferico. Le condizioni favorevoli alla comparsa di questa sostanza laddove non dovrebbe essere presente se non in minime quantità, ovvero nei bassi strati dell’atmosfera, sono tre: il forte soleggiamento, le temperature elevate e la scarsa ventilazione. Tali condizioni favoriscono infatti una serie di reazioni chimiche tra alcuni inquinanti, quali gli NOX o ossidi di azoto, direttamente immessi in atmosfera dalle attività antropiche e l’energia solare che raggiunge la superficie terrestre.
Questi fattori fanno sì che l’andamento tipico della concentrazione di ozono in un giorno d’estate presenti un picco proprio in corrispondenza delle ore più calde in cui il soleggiamento è maggiore, mentre tenda a diminuire di notte. Numerose ricerche confermano poi un trend positivo dei livelli di fondo dell’ozono troposferico negli ultimi decenni in tutto l’emisfero settentrionale. Una di queste illustra come il gas, fino a quel momento pressoché costante nei bassi strati dell’atmosfera, abbia iniziato ad aumentare già agli inizi del diciannovesimo secolo, per poi mantenere questa tendenza fino ai giorni nostri.
Gli effetti nocivi su materiali e salute umana sono ormai ben noti: quanto ai primi le maggiori conseguenze non si hanno tanto sui beni di valore storico e culturale esposti agli agenti atmosferici, bensì su quelli conservati nei musei, negli archivi e nelle librerie, a causa dell’aggressività dell’ozono soprattutto nei confronti delle fibre tessili e cellulose, dei pigmenti e dei coloranti. Le ripercussioni sulla salute delle persone si manifestano invece mediante irritazioni delle mucose con bruciore agli occhi, alla gola, reazioni infiammatorie delle vie respiratorie, fino a livello polmonare, anche per interazione con altri agenti irritanti. L’impatto sull’organismo umano dipende tuttavia da tre fattori che sono la concentrazione, la durata dell’esposizione e l’intensità dell’attività fisica durante l’esposizione al tossico.
In Italia il problema dell’inquinamento da ozono passa però troppo spesso in secondo piano e non gode della stessa attenzione che le pubbliche amministrazioni e gli organi di informazione dedicano ad altri tipi di contaminazione come quella da particolato in sospensione (PM 10 e PM 2.5). L’esempio di altri paesi europei insegna come misure assai più specifiche e mirate potrebbero invece essere adottate per combattere in modo più efficace questo tipo di inquinamento. Fino ad oggi in Italia la normativa vigente fissa due soglie di concentrazione (soglia di informazione e soglia di allarme), oltre le quali occorre adottare dei provvedimenti informativi e operativi di tutela della salute umana e dell’ambiente. Questa rappresenta tuttavia la sola azione intrapresa contro il problema ozono e alla luce di ciò risulta allora chiara l’importanza di realizzare al più presto anche nel nostro paese interventi mirati per tentare di affrontare il problema di un inquinante dannoso, ma sottovalutato, quale è l’ozono.

Pamela Turchiarulo e Andrea Taverna
OMD - Osservatoprio Meteo Duomo


Per appprofondire: scarica la presentazione sull'ozono della conferenza Educaria del 4/6/2007
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