Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .
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Wednesday, May 23, 2012

Polvere nera a Calusco

http://caluscoinlinea.blogspot.it/2012/05/polvere-nera-in-centro.html#links

Polvere nera in centro


Oggi pomeriggio nei pressi di italcementi c'è stato un gran bel "polverone" infatti per motivi ancora non noti si sono sollevate dal cementificio grossi quantitativi di polvere di carbone. Diversi i cittadini che sono andati a lamentarsi dell'accaduto presso la portineria della ditta.

Tuesday, March 06, 2012

"Il cementificio migliora il paesaggio"

"Il cementificio migliora il paesaggio"
C'è l'ok alla costruzione dell'impianto

Nella foto, la simulazione del nuovo progetto con la torre di 89 metri

Dal Consiglio di Stato il via libera:
la nuova struttura sorgerà
nel Parco dei Colli Euganei

GIUSEPPE SALVAGGIULO
Vince la Italcementi, perdono i comitati di cittadini. E vince l'Ente Parco dei Colli Euganei, schierato con i cementieri contro gli ambientalisti. Il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza del Tar, ha benedetto il nuovo progetto del cementificio di Monselice, nel cuore del Parco dei Colli Euganei, in Veneto. E lo ha fatto con una motivazione originale e destinata a far discutere: il cementificio migliora il paesaggio e la ciminiera alta 89 metri non è un pugno negli occhi - come sostengono gli oppositori - ma un pregevole elemento architettonico.

Scrivono i giudici: "il progetto comporta modifiche positive sotto il profilo paesaggistico (...); adotta soluzioni volte a mitigarne la percezione delle sagome (...), idonee a ridurne l’impatto visivo; realizza un elemento verticale – la discussa torre di 89 metri – il cui sviluppo si accompagna a una qualità architettonica apprezzabile, in linea con le tendenze dell’architettura contemporanea che attribuiscono alle strutture verticali ad elevato contenuto tecnologico la funzione di riqualificare i siti nei luoghi deteriorati (...)".

Prima dell'istituzione del Parco, quarant'anni fa i Colli Euganei erano "colline senza pace": una groviera di cave (un'ottantina) e tre cementifici. La salvezza dei Colli, chiesta dal comitato locale, diventò un caso nazionale grazie agli articoli di denuncia di Paolo Monelli sul "Corriere della Sera" e di Gigi Ghirotti su "La Stampa". La legge del 1971 ha messo all'indice le cave (oggi ne restano solo cinque). E i cementifici? Secondo gli ambientalisti vanno ritenuti "incompatibili con le finalità del Parco" e dismessi, ma la chiusura non è mai stata decisa e quindi continuano a operare. Tanto che la Italcementi, quinto produttore mondiale, ha presentato un progetto di "revamping" (ristrutturazione) dell'impianto di Monselice, con nuove tecnologie e un grande camino in mezzo ai pendii che ispirarono poeti e pittori.

E qui sta il punto: il cementificio rinnovato non si può fare perché è una nuova costruzione e il Parco non lo consente, sostengono ambientalisti e Tar. Si può fare, spiegano Italcementi ed enti locali, perché il progetto "modifica sostanzialmente" il cementificio esistente ma non ne fa nascere uno nuovo. Anzi migliora la situazione anche dal punto di vista ambientale. Questa tesi è stata accolta dal Consiglio di Stato.

Questione chiusa? I comitati non mollano e studiano la prossima mossa. La Italcementi li ha anche citati in tribunale chiedendo un risarcimento danni di 200 mila euro. Dunque la guerra continua. E i Colli Euganei si riscoprono ancora "senza pace".

Sunday, February 12, 2012

Presa diretta Cemento Domenica 12 Febbraio 2012

COMUNICATO STAMPA

“CEMENTO”

di

Riccardo Iacona

e di Francesca Barzini, Domenico Iannacone


6° PUNTATA
DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012
RAI TRE ORE 21.30

Perché ancora cemento? Perché ancora nuove case, uffici, grattacieli, centri commerciali, appartamenti? Gru e betoniere girano a pieno ritmo anche se  le costruzioni recenti sono vuote. Ma tutti questi nuovi edifici  servono o serviranno? A chi?

In “CEMENTO” Domenico Iannacone a Milano svela il patto fra grandi gruppi di potere attorno ai lavori per l’EXPO: sono in arrivo 1 milione di metri quadri. Eppure a un passo da dove si costruirà svettano vuoti i grattacieli fantasma del quartiere Stevenson. Che senso ha? Chi ci specula?
E intanto per costruire serve la sabbia, si scava e si mangia altro territorio.
E poi la vicenda di Ischia, l’isola dell’abusivismo: 1 casa non in regola ogni 2 abitanti. Come e’ stato possibile? “Cemento” racconta tutti i retroscena della corruzioni e delle complicità che hanno deturpato uno dei luoghi più belli del Mediterraneo.
Affaristi e politici si sono alleati per il nuovo Auditorium di Isernia i cui costi sono lievitati in una notte da 4,5 milioni di euro a 55: miracoli compiuti dalla cricca grazie anche all’emergenza per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Non solo grandi città e grandi interessi, la frenesia del cemento non risparmia  quei piccoli centri dove la salvaguardia del territorio e del paesaggio dovrebbe essere un bene comune da difendere.
“Cemento” è un racconto di Domenico Iannacone con Elisabetta Camilleri e Sabrina Carreras









La nuova puntata di *Presa Diretta*, di Riccardo

Iacona, sarà tutta dedicata al *consumo di suolo* .

Domenica 12 su Rai3

grande protagonista la Lombardia ma soprattutto

 Legambiente e il nostro  presidente regionale


Monday, February 06, 2012

Calusco: nuova pista ciclabile in zona Italcementi



CALUSCO D’ADDA — Partono oggi i lavori per la realizzazione del primo lotto di una nuova pista ciclabile di oltre 700 metri che collegherà viale dei Pioppi con via della Fontana, correndo parallelamente alle Vie Monte Ortigara e Martiri della Libertà, a Calusco D’Adda. La fine dei lavori è prevista per giugno.
Il tracciato, che segue un percorso separato dalla viabilità ordinaria, si svilupperà all’interno dell’area di proprietà Italcementi e sarà accessibile dalle vie pubbliche in tre punti distinti: viale dei Pioppi in prossimità dell’incrocio, via Martiri della Libertà e da via della Fontana attraverso delle rampe di raccordo.
L’opera si concluderà con l’attuazione di un secondo lotto che prevede il completamento della pista ciclabile con un tratto aggiuntivo di circa 600 metri parallelo a viale dei Pioppi e la realizzazione di 3 parcheggi pubblici per un totale di 74 nuovi posti auto. Il primo parcheggio, da 54 posti auto, sarà a servizio del campo sportivo; il secondo, da 11 posti auto, sarà collocato nel centro storico e il terzo, da 9 posti, si situerà in corrispondenza di via Ariosto e servirà la zona residenziale antistante.
L’intero tracciato della pista ciclabile sarà completato con l’installazione dell’apposita segnaletica orizzontale e verticale, come previsto dal codice della strada e con il collegamento dell’impianto di illuminazione pubblica. Saranno inoltre piantumate circa 200 piante di piccolo e medio sviluppo e – in alcuni tratti – verranno inserite barriere protettive in legno e ulteriori elementi di arredo urbano a valorizzazione e sicurezza della pista ciclabile, che si snoda lungo un’area verde di circa 11.700 mq.
“La realizzazione della pista ciclabile si inserisce in un più ampio contesto di interventi a favore della comunità locale e del territorio in cui Italcementi opera” ha dichiarato Giovanni Bottinelli, direttore della cementeria . “Una realtà a cui noi siamo storicamente legati e dove si trova una delle cementerie italiane più importanti del Gruppo. Con questo progetto – ha proseguito il direttore – vogliamo confermare il nostro impegno a favore dell’ambiente e della sostenibilità”.
Il progetto porterà la dotazione di piste ciclabili di Calusco a un totale di circa 6 chilometri e consentirà ai fruitori un percorso nel verde e in sicurezza. “Questo progetto qualificherà ancora di più il nostro territorio e la sua realizzazione s’inserisce perfettamente anche nel Progetto Cresco, che vede Italcementi e Comune di Calusco membri del comitato promotore, per l’impulso dato allo sviluppo della mobilità sostenibile nel nostro territorio” ha dichiarato il sindaco di Calusco, Roberto Colleoni.

Friday, March 19, 2010

SMOG, MAGLIA NERA PER LA PROVINCIA

SMOG, MAGLIA NERA PER LA PROVINCIA




Bergamo - L'aria non è buona nella Bergamasca. A parte in montagna, ma non sempre. Ben 214 comuni su 244 superano infatti la media regionale di emissioni di anidride carbonica. Come prevedibile è il capoluogo a comportarsi peggio, ma le notizie non sono buone neppure a Dalmine, Calusco d'Adda, Treviglio e Tavernola. Si respira decisamente meglio invece a Blello, Brumano, Fuipiano, Valnegra, Cassiglio. Entro il 2020 si punta a una riduzione del 20 per cento.











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Monday, March 15, 2010

Anidride carbonica, Bergamasca bocciata e Calusco maglia nera

Anidride carbonica, Bergamasca bocciata e Calusco maglia nera



Emissioni sopra la media lombarda in 214 Comuni su 244. Svettano Dalmine e Calusco. Tavernola: decuplicate in 7 anni







Sono 66 i milioni di tonnellate di anidride carbonica (Co2) mediamente emessi nell’aria in Lombardia. Di questi, 30 milioni sono prodotti dai grandi impianti industriali, i restanti 36 causati dal riscaldamento di edifici pubblici e privati o dalle emissioni di edifici industriali, da trasporto pubblico e privato, illuminazione pubblica, macchinari e attrezzature industriali e del terziario, agricoltura. In tutto ciò, la Bergamasca si colloca sopra la media regionale, superata da ben 214 Comuni su 244.


È anche osservando questa quota che risulta importante l’adesione al "Patto dei sindaci" per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione europea: riduzione del 20% delle emissioni di Co2 entro il 2020. Un obiettivo che numerosi Comuni bergamaschi hanno fatto proprio, aderendo con delibere consiliari al piano. Coordinatore del progetto orobico è Antonello Pezzini, del Comitato economico e sociale europeo, che ha analizzato i dati relativi alle emissioni di anidride carbonica nei vari centri della Bergamasca. I numeri derivano dalle analisi dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) secondo le disposizioni del regolamento europeo che stabilisce l’obbligo di installare centrali per il rilevamento delle concentrazioni delle polveri sottili in alcune zone campione. "Secondo le statistiche europee la Co2 deriva per il 40% dal riscaldamento delle abitazioni, per il 38% dai trasporti e per il 22% dall’industria. Per la nostra regione la media di Co2 per abitante raggiunge le 4 tonnellate equivalenti" spiega Pezzini (la tonnellata equivalente, di cui vediamo le stime nella tabella qui accanto, è l’unità di misura utilizzata dai tecnici in questo settore e che permette di pesare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti potenziali di riscaldamento globale). Ricordando che "nella provincia orobica solo 30 Comuni su 244 sono allineati, gli altri "sforano"". "A causa delle polveri sottili si muore – aggiunge –, forse questo la gente non lo sa. Ridurre le concentrazioni di anidride carbonica non è solo vantaggioso per l’ambiente, ma anche per la salute dei cittadini. Basti pensare al fatto che camminando sul marciapiede a distanza di almeno 2 metri dalla sede stradale si respira il 30% in meno di Co2 emessa dalle auto – aggiunge il coordinatore –. Parlare di sviluppo sostenibile non è uno slogan, ma una vera e propria necessità a livello geopolitico, economico e sociale". I dati elaborati da Pezzini mostrano situazioni molto differenti tra una località e l’altra della Bergamasca. Anche in montagna. "Le emissioni aumentano sensibilmente per i paesi che accolgono in alcuni periodi dell’anno turisti che incidono sul riscaldamento e sulle emissioni delle auto. Altro elemento di variabilità la presenza di impianti industriali". Per ogni situazione si deve analizzare quale sia la fonte di produzione di Co2, mettendo poi a punto le strategie idonee. L’analisi comprende tutti i 244 Comuni bergamaschi con la comparazione dei dati sull’immissione di Co2 nel 2000 e nel 2007. Rispetto al totale delle tonnellate di Co2 equivalenti emesse nel 2007 Bergamo si colloca al primo posto, seguita da Dalmine, Calusco con valori compresi tra 670 e 400 mila; Treviglio, Tavernola, Lovere, Caravaggio, Seriate e Costa Volpino registrano quantità comprese tra le 200 e 100 mila. L’ultimo paese della top ten è Grassobbio con 96 mila. Molto interessante è il confronto tra i dati del 2000 e 2007 che evidenzia come alcuni Comuni negli ultimi anni abbiano già individuato soluzioni per ridurre le immissioni o più probabilmente si siano verificate variazioni nella presenza, ad esempio, di siti industriali. "L’unica imprecisione nella statistica può derivare dal fatto che rispetto alla popolazione ho dovuto utilizzare solo i dati del censimento Istat del 2001. Se nel 2007 il numero di abitanti in una località fosse molto differente, il dato sulle emissioni di anidride per persona risulterebbe falsato".


Il dato generale mostra che nella nostra provincia si è passati da un totale di 8.628 mila tonnellate equivalenti di Co2 nel 2000 a 7.848 mila nel 2007: una riduzione pari a circa il 9%.


Per il capoluogo il valore totale di emissioni di anidride carbonica raggiunge nel 2007 le 678.858 tonnellate che rapportate ai 113 mila abitanti, portano a 6 tonnellate equivalenti per abitante. Non mancano sorprese scorrendo l’elenco dei 244 Comuni: a Tavernola la maglia nera per le variazioni, visto che le emissioni per abitante sono passate da 9 a 85 tonnellate (da 20.457 totali del 2000 ad addirittura 193.205 nel 2007), quindi quasi decuplicate. "Le misurazioni delle emissioni risentono molto delle mutazioni degli insediamenti industriali, della presenza di centrali elettriche o per esempio di una cava". In positivo, la diminuzione più sensibile si è avuta a Ponte Nossa (da 45 a 11). (fonte eco di bergamo)

Wednesday, February 03, 2010

Isola: allarme tumori

Isola: allarme tumori


Ieri in prima pagina de Illecodibergamo un preoccupante articolo sull'incidenza dei tumori. La provincia di Bergamo è seconda in Italia per incidenza delle patologie tumorali. E all'interno della provincia l'Isola Bergamasca detiene numeri preoccupanti sul'incidenza dei tumori. Si parla di cura, ma non si fa riferimento a monitoraggio e diagnosi precoce.



Ponte e Zingonia, allarme tumori


Nel 2009 eseguiti 800 interventi




Il Policlinico di Ponte San PietroUn bacino di circa 300 mila utenti e quasi 800 interventi chirurgici, nel 2009, soltanto per le quattro tipologie di tumore più diffuse nella Bergamasca: al fegato, al tratto gastrico, alla mammella e al colon-retto. Sono numeri di un certo rilievo, e che interessano tutta l’area dell’Isola, che gravita sostanzialmente, come utenza, sul Policlinico San Pietro a Ponte San Pietro, e la zona di Zingonia, per il Policlinico San Marco, ovvero, parlando per distretti Asl, Dalmine con l’hinterland (Osio Sotto, Verdellino, Ciserano) e parte di quello di Treviglio con la «fetta» di provincia che arriva fino all’Adda.



«Una zona dove l’incidenza tumorale è purtroppo rilevante - sottolinea Francesco Galli, amministratore delegato di Policlinico San Marco e San Pietro -. Non è un caso, infatti, che la nostra strategia di intervento è stata orientata al potenziamento del polo chirurgico-oncologico delle due strutture. E in futuro su due radioterapie. È una risposta a un fondamentale bisogno del territorio».



Che la Bergamasca abbia tristi primati per l’incidenza tumorale rispetto al resto dell’Italia è purtroppo cosa risaputa: Bergamo, stando ai dati più recenti dell’Asl (ricerca Agenda21 con la Provincia e statistiche Dipo, Dipartimento oncologico provinciale con l’elaborazione del registro tumori a cura del servizio statistico dell’Asl), è la seconda provincia d’Italia per mortalità tumorale. Non solo: per i tumori al fegato è prima in Italia per i maschi (3ª per le donne), 3ª per il pancreas (4ª per le donne), 8ª per il polmone (al 21° posto per le donne). E 16ª per i tumori alla mammella.



Anche nel confronto con la Lombardia Bergamo e provincia sono mal messe: data come 1 la cifra di mortalità per tutti i tumori a livello regionale, Bergamo sale a 1,06 per le donne e a 1,09 per i maschi; nella mortalità generale della provincia il 41,1% è dovuto ai tumori per i maschi e il 30,5% per le donne. E tra le patologie oncologiche più diffuse, con mortalità nell’ambito dei decessi per tumori, tra i maschi al primo posto c’è il polmone (27,8), seguito da fegato, colon retto e stomaco; per le donne la mammella (16% sui decessi tumorali) e colon-retto (11,8), quindi polmone e stomaco.



Facendo un’analisi del territorio, così come effettuata dall’Asl che ha esaminato la mortalità per tumori a seconda dei distretti, si scopre che per i tassi di mortalità annui per tutti i tumori per i maschi l’Isola è al 3° posto in provincia (l’Isola è il principale bacino d’utenza del Policlinico San Pietro) - il primo posto, certo non ambito, spetta al distretto Monte Bronzone-Basso Sebino, il secondo a Romano -, mentre quello di Dalmine è al 4° e quello di Treviglio è 11° su 14 distretti totali (l’area che gravita sul Policlinico di Zingonia è prevalentemente il distretto di Dalmine con i territorio comunali, tra gli altri, di Levate, Osio Sopra, Osio Sotto, Ciserano, Verdellino; ma parte dell’utenza sconfina anche nel distretto di Treviglio fino all’Oltre Adda).



Invece per quanto riguarda la mortalità per tumori femminile è Dalmine al 3° (al primo e secondo ci sono Valle Seriana e Valle Seriana Superiore) e l’Isola al 10°, mentre il distretto di Treviglio è al 9°. La mortalità per tumore al polmone, per i maschi, vede il distretto di Dalmine al 4° e l’Isola al 5° (Treviglio al 7° posto); per le donne Dalmine 2°, Isola 9° e Treviglio 12°. Nei tumori al fegato, per i maschi Dalmine al 3° e Isola al 5° posto; per le donne Dalmine scivola al 4° e l’Isola al 10°. Per i tumori allo stomaco tra i maschi l’Isola è al 5° e Dalmine al 12°, per le donne l’Isola al 9° posto e Dalmine al 13°. Infine per il tumore alla mammella il distretto di Dalmine è 4°, l’Isola è al 12° posto.



L’analisi territoriale quindi è piuttosto chiara: i tumori colpiscono in modo pesante, in media, sia Isola sia il distretto di Dalmine. Le concause sono diverse e da tempo oggetto di studi (ambiente, abitudini alimentari, inquinamento, genetica). L’alto tasso di queste patologie è peraltro confermato dal numero di interventi, sia a Zingonia sia a Ponte per le quattro patologie tumorali più diffuse in Bergamasca: fegato, tratto gastrico, mammella e colon-retto.



Per il Policlinico San Pietro nel 2009 gli interventi totali (anche non tumorali, ma non ambulatoriali) sono stati 6.358, quelli per i quattro tumori (46 fegato, 61 tratto gastrico, 86 mammella, 158 colon-retto, in totale 351) sono il 5,5% del totale. Si tenga conto che le persone ricoverate per chemioterapia in un anno sono state 245, su 14.140 ricoveri totali. Al Policlinico San Marco di Zingonia 6.376 interventi chirurgici totali, quelli per i quattro tumori più diffusi (51 al fegato, 48 al tratto gastrico, 185 mammella, 128 al colon-retto, in totale 412) il 6,5% del totale, con 298 ricoverati per chemioterapia, contro 13.310 ricoveri totali.

Carmen Tancredi


Tuesday, January 26, 2010

Ambiente - Dall'11 gennaio polveri sottili costantemente sopra i 50 microgrammi. Non è servito il blocco delle auto più inquinanti domenica. Tutta la Lombardia respira male.

Ambiente - Dall'11 gennaio polveri sottili costantemente sopra i 50 microgrammi. Non è servito il blocco delle auto più inquinanti domenica. Tutta la Lombardia respira male.


La morsa dello smog in città

Da 14 giorni pm10 oltre i limiti

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La morsa dello smog si fa sempre più stringente. Da due settimane i livelli di polveri sottili a Bergamo città sono oltre il limite previsto dalla legge, vale a dire oltre i 50 microgrammi per metro cubo. A dirlo sono i dati dell’Arpa, rilevati tramite la centralina della trafficata via Garibaldi. A poco è servita, a quanto pare, l’estensione del blocco delle auto più inquinanti anche nella giornata di domenica 24 gennaio, quando sono stati raggiunti i 97 microgrammi.

E’ dall’11 gennaio che il pm10 non dà tregua a Bergamo, se si esclude la giornata del 13 in cui il livello di inquinante non è stato rilevato per motivi tecnici dall’Arpa (nell'immagine i dati dal 15 gennaio, ma dal sito dell'Arpa si può scaricare la serie storica). Il 18 gennaio erano stati registrati addirittura 111 microgrammi, il 19 gennaio 97, il 20 110, e il 21 si era arrivati al picco del mese, con 123 microgrammi di pm10 per metro cubo d’aria. Oltre la soglia di 50 microgrammi l’Unione Europea parla di aria che nuoce alla salute umana.

E fosse solo Bergamo: le condizioni di quel che respiriamo sono critiche in tutta la provincia e in Lombardia. Domenica 24 gennaio il pm10 era oltre i limiti anche a Osio Sotto (60), Filago Centro (71), Lallio (67) e Treviglio (70). Non è andata meglio a Milano (quattro rilevazioni su quattro oltre gli 80 microgrammi) o Brescia (107 microgrammi in centro).

Tuesday, January 19, 2010

Goodbye Hopenhagen

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Legambiente Meratese Paderno d'Adda


ed


Associazione Lunanuova Solza


organizzano:



Monday, January 11, 2010

Merate: cala la concentrazione media di polveri sottili ma i ‘superamenti’ del limite restanoelevati

Merate: cala la concentrazione media di polveri
sottili ma i ‘superamenti’ del limite restano
elevati (87). A febbraio i giorni peggiori






Il 2009 si è chiuso con un superamento delle concentrazioni di polveri sottili nell’aria ben oltre i limiti consenti dalla normativa. L’anno appena trascorso, infatti, ha visto per 87 volte la centralina meratese superare il valore di 50µg/mc. Stando ai parametri europei una volta oltrepassata la boa dei 35 sforamenti annui bisognerebbe intervenire con rimedi drastici pena pesanti sanzioni.







Al momento quanto messo in essere con limiti del traffico, circolazione ridotta per le auto più inquinanti, campagne per la sostituzione dei sistemi di riscaldamento obsoleti non ha riportato la città di Merate entro i termini di legge. Rispetto al 2008 i dati sono più bassi ma il 2009 ha visto per ben 30 volte la centralina fuoriuso (l’anno precedente le mancate rilevazioni si erano ripetute per 12 volte). Di conseguenza anche la media è scesa passando da 45 a 40µg/mc.







I mesi peggiori sono come sempre quelli invernali. A gennaio solamente 3 giorni si sono “salvati” con concentrazioni di polveri sottili che sono rimaste entro la soglia dei 50µg/mc. Per il resto si è andati ben oltre, tanto che in tre giornate i livelli si sono collocati oltre i 100. I giorni peggiori, come in tutta la provincia visti i valori riportati anche dalle due centraline di Lecco città e di Valmadrera, sono stati quelli tra il 21 e il 24 febbraio. In quest’ultima data a Merate è stato misurato il livello più alto di tutto l’anno con 154µg/mc. Subito dopo il 23, con 141µg/mc e infine il 21 con 128µg/mc.
















Lo spegnimento degli impianti di riscaldamento già a partire da marzo ha un riflesso immediato tanto che i superamenti del limite vanno scemando per scomparire nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto. Complici anche fenomeni meteorologici la salubrità dell’aria va peggiorando con l’avvento dell’autunno per tornare a esplodere in inverno. A dicembre infatti si sono rilevati 20 sforamenti.

Se da parte loro le amministrazioni comunali e provinciali, nonché in primis la Regione vanno diramando (al di là delle ordinanze) comunicati con suggerimenti e vademecum rivolti al singolo cittadino per spingerlo a contribuire, nel suo piccolo a ridurre l’inquinamento, ci sono poi interventi innovativi che vanno in questa direzione. Come l’asfalto “mangia” polveri sottili che il vicesindaco e assessore all’ecologia Massimiliano Vivenzio ha intenzione di sperimentare su un tratto dell’ex statale 36. Insomma rimedi, idee ma anche imposizioni e restrizioni per limitare i danni e le vittime che, stando alle ricerche medico-scientifiche, l’inquinamento dell’aria ha già prodotto.

Monday, January 04, 2010

Agenda 21 si ingrandisce

Agenda 21 si ingrandisce
di DANIELE DE SALVO
— OSNAGO —
E’ SALITO a quattordici il numero delle amministrazioni comunali che hanno aderito al tavolo di Agenda 21, la conferenza che raggruppa gli enti municipali della Brianza e si propone di attuare soluzioni per ridurre l’inquinamento. A quelle di Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Merate, Montevecchia, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Inferiore e Verderio Superiore si è infatti aggiunta anche quella di Airuno. Il nuovo ente capofila è inoltre Osnago, subentrato a Robbiate. Cambio anche per quanto riguarda il coordinatore. L’incarico è stato assegnato ad Alessandro Pozzi, assessore all’Ambiente proprio di Osnago e consigliere provinciale di minoranza, che ha preso il posto di Marco Martorana di Imbersago. Indipendentemente dai ruoli, i rappresentanti dei vari paesi hanno deciso di procedere sulla strada della cooperazione e soprattutto della concretezza perchè la situazione sul fronte dello smog è ormai fuori controllo.
SE NEL MERATESE fanno paura le polveri sottili, con concentrazioni addirittura superiori a quelle registrate nell’hinterland di Milano, nel Casatese spaventa il biossido di zolfo, che deriva sempre dal traffico veicolare ma anche dalla combustione industriale, preludio alle piogge acide. Tra le piorità figura l’istituzione di un sistema di trasporto pubblico efficiente e degno di tale nome mediante bus navetta che colleghino continuamente le varie stazioni ferroviarie del territorio in modo da disincentivare il ricorso alle auto private. «Avvieremo anche la raccolta porta a porta del vetro in modo da eliminare le campane di raccolta che spesso diventano delle discariche a cielo aperto - spiega Pozzi - e cominceremo a Olgiate, poi estenderemo l’esperienza agli altri centri urbani. Aderiremo pure alla campagna “porta la sporta”, che prevede la sensibilizzazione della popolazione e dei titolari dei centri commerciali verso l’impiego di sacchetti per la spesa in stoffa al posto di quelli tradizionali in plastica. A Casatenovo stanno già prendendo contatti con diversi supermercati».
IN PRIMAVERA poi verrà nuovamente organizzata la Fiera del sole sulle energie rinnovabili ed è prevista la partecipazione a bandi di gara per il finanziamento di progetti sovracomunali per completare le piste ciclabili piuttosto che posizionare su strutture pubbliche pannelli solari e fotovoltaici. «Quelle citate rappresentano solo alcune delle proposte emerse dal confronto tra gli assessori all’Ambiente dei comuni aderenti ad Agenda21 - prosegue Pozzi - altre ipotesi saranno valutate già nelle prossime settimane».

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