Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Saturday, December 30, 2006

Finanziaria: incentivate le “vere” rinnovabili

Finanziaria: incentivate le “vere” rinnovabili
Dal Consiglio dei Ministri straordinario post-abbuffate natalizie, convocato per mettere una pezza alla prescrizione dei reati contabili e ad altre simpaticherie della finanziaria, arriva una buona notizia per i fans delle rinnovabili. Il Governo ha dichiarato che inserirà un emendamento al cosiddetto “decreto milleproroghe” con il quale si indicherà in modo chiaro l’esclusione delle fonti di energia “assimilate” dagli incentivi verdi per la produzione di energia pulita. Il testo della legge approvato pochi giorni fa infatti era stato criticato molto dagli ambientalisti perché lasciava aperte molte ambiguità, soprattutto sul tipo di impianti che potevano accedere al Cip6, ovvero al fondo di incentivi per l’energia pulita.
Il Cip6 è un fondo finanziato dalle nostre bollette, da quel 5% in più che ci troviamo a pagare da alcuni anni per l’acquisto obbligato di energia da fonti “pulite”. L’anomalia in cui si trova l’Italia dal 1992 è quella di accomunare fonti rinnovabili e fonti “assimilate” (ovvero l’incenerimento di rifiuti non biodegradabili, il carbone e i residui della lavorazione del petrolio).
Gli impianti che usano queste fonti, e in particolare i termovalorizzatori, sono stati finanziati e fortemente incentivati da un sistema che avrebbe dovuto invece dare impulso al settore dell’energia pulita. Legambiente denuncia che dei 30 miliardi di euro raccolti con le nostre bollette dal 1992 al 2003, solo l’8% è andato a finanziare energia pulita.
Ora con questa correzione, ovvero con l’esclusione delle fonti “assimilate” dal Cip6, si vuole correggere questo paradosso che metteva, ancora una volta, l’Italia al di fuori delle normative europee.L’emendamento correggerà anche l’ambiguità degli impianti che saranno interessati dagli incentivi. Si parlava genericamente di “impianti approvati”, e quindi paradossalmente anche di cantieri con pochi mattoni sistemati a terra, ora sarà corretto in “impianti realizzati”.
Secondo Federambiente questo provvedimento non è del tutto positivo, il rischio è che penalizzando i termovalorizzatori si torni a privilegiare le discariche come metodo principe di smaltimento dei rifiuti. Secondo Legambiente questo rischio si può evitare rivedendo il sistema tariffario delle discariche e incentivando la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti.

Nebbia e smog: allarme polveri sottili

Nebbia e smog: allarme polveri sottili
Torna l'allarme smog. Le condizioni di bel tempo, con l'anticiclone che concentra negli strati bassi freddo e umidità ha favorito il formarsi della nebbia in pianura e anche la stagnazione dell'aria, con tutte le sostanze inquinanti che contiene. E le centraline dell'Arpa cominciano a lanciare l'allarme: le polveri sottili sono ormai ben oltre il valore limite (50 microgrammi per metro cubo) sia in città che in provincia.
A bergamo Meucci la centralina dell'Arpa ha registrato ieri un valore di 101 per le Pm10, mentre due altre rilevazioni nell'area critica di Bergamo - Osio Sotto e Lallio - hanno segnato rispettivamente 67 e 73 microgrammi per metro cubo.In provincia la situazione peggiore è stata registrata a Filago Centro (107), ma anche Calusco (95) e Treviglio (62) superano i limiti.

PIANETA TERRA-Sesso o son desto?-di Umberto Eco

PIANETA TERRA
Sesso o son desto?
di Umberto EcoL'inquinamento influisce sulla dimensione del pene. Lo dice una ricerca. E allora diffondiamo la notizia: forse il pericolo per la prestanza virile ci convincerà finalmente a salvare il mondo

Il tema che mi è stato proposto è di quelli da far tremare le vene e i polsi così come li fanno tremare gli appuntamenti per l'anno che viene. Quali siano le sfide che incombono lo sappiamo tutti, dal terrorismo alla situazione medio- orientale, o per parlare di cose di casa, al destino del governo.In ogni caso la sfida fondamentale, che ci coinvolge tutti come cittadini del pianeta, è quella ecologica. Non possiamo aspettare, come dicevo in una bustina recente, che crescano le banane a Stoccolma e cada la neve a Lampedusa - anche se talora sogno che l'improvviso innalzamento degli oceani, annegando qualche miliardo di miei importuni conterranei, ponga il mio rustico di collina sui bordi del mare. Ma, a parte questa fantasia indubbiamente peccaminosa, se entro il prossimo anno i governi del mondo non riusciranno a trovare accordi per ridurre i cataclismi planetari che ci attendono, avremmo veramente perso l'Appuntamento Decisivo. Tuttavia sappiamo benissimo che ci sono infinite ragioni per cui i governi (o chi li domina, e cioè le grandi potenze produttive che governano la globalizzazione) saranno sempre restii ad affrontare con decisione questi problemi. E d'altra parte come dare torto ai governi se anche il privato cittadino, che si duole della crisi delle stagioni, poi protesta se si vogliono tassare i Suv e continua ad ammorbare l'aria per proiettare nel sogno della trazione globale le proprie ansie da prestazione sessuale?Il problema non è solo che si vorranno fare nuove guerre per risolvere questioni petrolifere (e naturalmente gli eserciti in azione ammorbano più dei Suv), o che gli Stati Uniti non vogliono sottrarre ai propri cittadini l'eccedenza di benessere in cui si crogiolano. È che siamo noi che non vogliamo mettere in questione questo benessere, e apprendo che i McDonald's stanno aumentando le porzioni dei loro Big Mac per renderli più appetibili. Basta vedere le pubblicità delle nuove auto, che promettono velocità sempre più astronomiche (peraltro irrealizzabili), per capire che esiste un mercato che invoca lo spreco.
Perché dovremmo preoccuparci di seppellire il pianeta sotto montagne di rifiuti se, quando ci si guasta il lettore di Dvd, appare molto più conveniente buttarlo e comprarne un altro piuttosto che farlo riparare?Non è necessario essere Beppe Grillo o Giorgio Bocca per convincersi che siamo noi a chiedere a chi ci governa (politicamente o economicamente) di invitarci allo spreco. È stato detto che se tutti i cinesi (che ora stanno aprendosi al mondo del consumo e del buon vivere) volessero usare carta igienica come noi, occorrerebbe distruggere tutta l'Amazzonia. Chi siamo noi per impedire ai cinesi di godere dei nostri stessi agi? O siamo disposti a usare in bagno la carta da giornale per permettere quella igienica ai figli del Celeste Impero?Quindi, come si vede, alla distruzione del pianeta concorriamo tutti, e gioiosamente. Ci spiace non sapere se dovremo indossare per Natale il cappotto o il costume da bagno, e alludiamo a imprecisi complotti delle Multinazionali che scavano voragini nell'ozono, ma ciascuno contribuisce col proprio colpo di pala ad allargare il buco.Salvo che si sta profilando una possibilità di salvezza. Ho udito alla radio che alcune ricerche dimostrano che l'inquinamento atmosferico sta influendo sulla grandezza del pene delle giovani generazioni, e il problema secondo me non riguarda solo i figli, ma anche i loro padri, che delle dimensioni del pisellino del figlio fanno ragione di legittimo orgoglio. Ma riguarda i padri anche perché (sempre secondo la notizia che ho ascoltato) effetti deleteri si avrebbero anche sull'apparato riproduttivo degli adulti, in quanto l'inquinamento favorirebbe formazioni tumorali in quella delicatissima zona del nostro corpo.Se anche la notizia fosse, non dico falsa, ma ancora avventata, bisognerebbe diffonderla con ogni mezzo. Credo che anche Bush rifletterebbe sul protocollo di Kyoto se apprendesse che ne va della sua virilità.
Sopra ogni credenza religiosa o moralità laica, sopra ogni idealismo planetario e amore del prossimo e della posterità, è valore dominante la prestanza sessuale (come dimostra l'invasione spam di pubblicità sul Viagra che intasa la nostra posta elettronica).Se si diffondesse l'idea che, a inquinare il mondo, ne va (scusate il tecnicismo) dell'uccello - e non solo delle balene - credo che assisteremmo a convulse e subitanee conversioni all'ecologismo.Non sto dicendo queste cose per scherzo o per gusto del paradosso. Non si dica che il mio è un argomento del cavolo. Se per salvarci da un male imminente dobbiamo apprendere ad avere paura di ciò che lo causa, ecco una via praticabile per la salvezza della Madre Terra e della specie.

Wednesday, December 20, 2006

FINANZIARIA: CIP6 INCENTIVI SOLO A RINNOVABILI

FINANZIARIA: CIP6 INCENTIVI SOLO A RINNOVABILI

19/12/2006Incentivi solo alle energie pulite. Escluse dagli aiuti le fonti assimilate, come incenerimento, carbone e gas prodotti dai residui di raffineria. Il provvedimento e' stato inserito, rende noto il senatore dell' Ulivo, Francesco Ferrante, nel maxiemendamento della Finanziaria. ''Finalmente - afferma Ferrante in una nota - gli incentivi andranno solo a coloro che producono davvero energie pulite, cosi' come previsto dalle direttive Ue. E' stata una battaglia impegnativa, ma possiamo dire di avercela fatta''. ''L'esclusione delle fonti assimilate dai contributi economici dei Certificati Verdi (ex CIP6) - spiega Ferrante - e' un ottimo risultato, che mette fine a un'anomalia tutta italiana: unico in Europa, il nostro Paese dal 1992 includeva tra le fonti di energia rinnovabile anche i rifiuti non biodegradabili bruciati nei termovalorizzatori e il carbone e il gas prodotti dai residui di raffineria''. Ferrante, riferisce la nota, insieme ai colleghi senatori Edo Ronchi e Donato Piglionica ''ha lavorato per costruire l'accordo che ha portato oggi all'inclusione del provvedimento nel maxiemendamento alla Finanziaria''. Sulla questione interviene anche il presidente della Commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano. ''Anche se con tutta la cautela del caso, dal momento che non ho letto ancora nero su bianco il testo del maxiemendamento - afferma il senatore - voglio esprimere la grande soddisfazione del Prc sull' esclusione delle fonti energetiche assimilate dai contributi Cip6. Questa e' stata una nostra grande battaglia tesa a far cessare lo scandalo di finanziamenti che andavano avanti dal 1992 ai produttori di energia da fonti tutt'altro che rinnovabili, come il metano, il petrolio, il carbone e i rifiuti bruciati negli inceneritori''.

Monday, December 18, 2006

Smog: dopo le polveri sottili ora spunta l'incubo azoto

Smog: dopo le polveri sottili ora spunta l'incubo azoto

la provincia di lecco 17 12 06


Lecco Non bastava il Pm 10 per ricordarci che anche il nostro territorio è ormai stretto dalla morsa dell'inquinamento atmosferico. A confermarci che la qualità dell'aria è in costante peggioramento, ci si è messo anche il biossido di azoto. Proprio mentre le polveri sottili sono tornate al di sopra dei limiti, facendo registrare una concentrazione allarmante a Merate, il biossido di azoto ha superato il valore minimo sia a Merate che a Nibionno. I dati registrati dalle centraline dell'Arpa indicano concentrazioni al di sopra della soglia limite in tutta la fascia della Brianza. Valori che sono sufficienti per rappresentare una minaccia per la salute dei lecchesi, visto che il gas provoca irritazione e infiammazione delle vie respiratorie. «Il biossido d'azoto - ha infatti spiegato Antonio Gattinoni - è un gas prodotto per combustione, e quindi dalle auto, dagli impianti di riscaldamento e dalle attività produttive. Favorisce l'insorgenza di tumori e provoca aumento della mortalità. Ha inoltre una serie di conseguenze negative per la salute delle persone, in particolare per chi soffre di patologie respiratorie croniche».

Tuesday, December 12, 2006

Via necessaria per tutti gli impianti di recupero dei rifiuti

Via necessaria per tutti gli impianti di recupero dei rifiuti

La Corte di Giustizia Ue boccia l'esenzione italiana dalla Via per gli impianti di recupero che operano in procedura semplificata; il "recupero", pur preservando le risorse naturali, può avere un impatto ambientale rilevante.La mancata sottoposizione di un impianto di incenerimento di Cdr e biomasse alla procedura di Via costa all'Italia (sentenza della Corte di Giustizia Ue del 23 novembre 2006) una condanna per violazione della direttiva 85/337/Ce sulla valutazione d'impatto ambientale.Condanna derivata dalla bocciatura della disciplina italiana (Dpr 12 aprile 1996, destinato ad esser sostituito - senza novità sul punto - dal Dlgs 152/2006 nel gennaio 2007) che, esentando gli impianti di recupero dei rifiuti che operano in procedura semplificata, non considera che la nozione di "smaltimento" contenuta nella direttiva 85/337/Cee è "autonoma" da quella contenuta nella direttiva madre sui rifiuti (75/442/Cee) e comprende, visto il loro potenziale impatto ambientale, tutte le attività di recupero.Per maggiori informazioni su "Sentenza Corte di Giustizia Ue 23 novembre 2006, causa C-486/04 (Inadempimento di uno Stato - Valutazione dell'impattto ambientale di taluni progetti - Recupero dei rifiuti - Impianto di di produzione di energia elettrica mediante incenerimento di combustibili derivati da rifiuti e di biomasse sito in Massafra (Taranto) - Direttive 75/442/Cee e 85/337/Cee)" vedi: http://www.reteambiente.it/ra/normativa/via/5965_SentUec486_04_comp.htm

Tuesday, November 14, 2006

OSSERVATORIO TECNICO SCIENTIFICO PERMANENTE

OSSERVATORIO TECNICO
SCIENTIFICO PERMANENTE
per il monitoraggio ambientale delle
attività Italcementi in Calusco d’Adda

PROTOCOLLO PER LA SPERIMENTAZIONE DELL’UTILIZZO DI COMBUSTIBILE DERIVATO DA RIFIUTI (CDR), NEL FORNO DELLA CEMENTERIA ITALCEMENTI DI CALUSCO D’ADDA

INDICE

PREMESSA 3
ART. 1 - SCOPO DELL’INDAGINE 4
ART. 2 - EMISSIONI DA CONTROLLARE 5
ART. 3 - PARAMETRI ANALITICI DA DETERMINARE E FREQUENZA DELLE ANALISI 5
3.1 - Emissioni del camino del forno di produzione clinker 5
3.2 - CDR 6
3.3 – Materie prime, combustibili convenzionali, clinker 7
3.4 - Parametri di funzionamento del forno 8
ART. 4 - METODI DI CAMPIONAMENTO E DI ANALISI 8
4.1 - Emissioni 8
4.2 - CDR 8
ART. 5 – TITOLARIETA’ DEI CAMPIONAMENTI 9
Con congruo anticipo rispetto alle date fissate per i campionamenti la Ditta comunicherà a tutti i componenti dell’Osservatorio le tempistiche del loro svolgimento affinchè gli stessi possano presenziare alle attività. 9
ART. 6 - CONDIZIONI DI MARCIA DELL’IMPIANTO DURANTE LA PRIMA FASE DI UTILIZZO DEL CDR 9
6.1 - Condizioni di marcia degli impianti 9
ART. 7 - CRITERI DI VALUTAZIONE DEI RISULTATI ANALITICI 10
ART. 8 - ESECUZIONE DELLE ANALISI 10
ART. 9 - ASSUNZIONE DELLE SPESE 11

PREMESSA

Alla Ditta Italcementi S.p.A. è stata rilasciata l’Autorizzazione Integrata Ambientale ai sensi del D.Lgs. n°59 del 18 febbraio 2005 per l’impianto esistente sito in Calusco d’Adda (Decreto Regione Lombardia n° 9324 del 07/08/2006).

Tale autorizzazione prevede (lettera E. Quadro prescrittivo – E.1.4. Prescrizioni generali, punto I) che:
“l’azienda utilizzi CDR per il coincenerimento nel forno di cottura in parziale sostituzione dei combustibili convenzionali”.

Al successivo punto II si precisa che:
“l’utilizzo di CDR dovrà avvenire successivamente alla definizione del Protocollo d’intesa tra l’azienda e gli Enti interessati secondo le modalità operative che saranno in esso contenute”.

Al fine di monitorare il complesso delle ricadute ambientali derivanti dalle lavorazioni della Ditta Italcementi nel territorio di Calusco d’Adda, a seguito delle attività svolte nell’ambito del “Percorso partecipato promosso nell’ambito di agenda 21 dell’isola bergamasca allargato a rappresentanti dei comuni potenzialmente interessati dalle ricadute ambientali delle attivita’ italcementi ed a rappresentanti di organismi sindacali ed associazioni ambientaliste” si è costituito l’”Osservatorio Tecnico Scientifico Permanente per il monitoraggio ambientale delle attività Italcementi”.

A tale Osservatorio è stato demandata dagli Enti territoriali locali la redazione del citato protocollo per la regolamentazione della sperimentazione dell’impiego di CDR.

Tutto ciò premesso

tra il Comune di Calusco d’Adda rappresentato dal Sindaco pro tempore a nome dell’Osservatorio Tecnico Scientifico Permanente e del Tavolo Politico costituito nell’ambito del citato “Percorso partecipato” ed espressione degli Enti e delle Associazioni del Territorio (
[1])





e Italcementi S.p.A., al fine di definire un’attività di controllo finalizzato all’ottenimento delle più ampie garanzie per il rispetto dell’ambiente e della salute, si sottoscrive il seguente protocollo.



ART. 1 - SCOPO DELL’INDAGINE

L’indagine è finalizzata ad accertare che le emissioni in atmosfera del forno di cottura della cementeria di Calusco d’Adda conseguenti all’utilizzo di CDR come combustibile alternativo siano conformi ai limiti di emissione previsti dalla normativa vigente e inoltre non venga superato il livello di inquinamento atmosferico generato dall’utilizzo dei soli combustibili convenzionali.

L’indagine comprende la caratterizzazione dettagliata dei rifiuti utilizzati oltre che del complesso delle materie prime impiegate nel processo produttivo, dei combustibili dei prodotti ottenuti oltre alla composizione del clinker.

A tal fine pur considerando comunque validi come prova “in bianco” i risultati delle indagini effettuate, tramite misure in continuo e discontinue, già disponibili alla data di inizio della sperimentazione, si intende eseguire, prima della sperimentazione con CDR, un periodo di approfondimento della marcia del forno con i soli combustibili convenzionali secondo la stessa metodica da impiegarsi per il controllo della sperimentazione. La definizione della situazione “di bianco” avrà luogo indicativamente nell’arco di due – tre settimane.

Dopo il periodo di “bianco”, è prevista una fase dedicata alla messa a punto meccanica e tecnologica dell’impianto di ricezione e alimentazione di CDR, in ogni caso coperta dal monitoraggio in continuo delle emissioni e vincolata al rispetto dei limiti di emissione vigenti. Tale fase di messa a regime avrà la durata indicativa di due mesi.

Al termine di questo periodo sarà avviato il vero periodo di sperimentazione, della durata indicativa di due mesi, al termine del quale, in assenza di elementi di criticità, l’attività proseguirà regolarmente con la tipologia e la frequenza dei controlli previste dalle norme vigenti. Di seguito vengono riportate le modalità esecutive della fase sperimentale; i risultati di tale indagine dovranno essere comunicati da Italcementi agli Enti preposti oltre che all’Osservatorio Tecnico Scientifico Permanente.


Non appena disponibili i risultati analitici verrà effettuata la verifica del non peggioramento del contributo inquinante complessivo derivante dall’utilizzo di CDR rispetto a quello relativo all’utilizzo del solo combustibile solido convenzionale secondo le modalità di valutazione nel seguito descritte (art.7).


Anche successivamente i risultati delle indagini periodiche previste dovranno essere comunicati ai soggetti di cui sopra.

Tutte le risultanze della sperimentazione i successivi dati del monitoraggio saranno resi accessibili al pubblico attraverso un apposito “programma di comunicazione” che sarà messo a punto dall’Osservatorio.


ART. 2 - EMISSIONI DA CONTROLLARE

L’emissione che sarà sottoposta ad analisi è quella del camino del forno, già dotato di monitoraggio in continuo e predisposto per le misure discontinue.


ART. 3 - PARAMETRI ANALITICI DA DETERMINARE E FREQUENZA DELLE ANALISI

3.1 - Emissioni del camino del forno di produzione clinker

Verranno effettuati i seguenti controlli previsti dal D.Lgs. 133/05, recepimento della Direttiva CE/2000/76:
q In continuo:
· Polveri
· Biossido di zolfo (SO2)
· Ossidi di azoto (NOx espressi come NO2)
· Ossido di carbonio (CO)
· Carbonio organico totale (COT espresso come C)
· Acido cloridrico (HCl)
q In discontinuo:
Composti inorganici
· Acido fluoridrico (HF)
Metalli e loro composti:
· Cd, Tl
· Hg
· Sb, As, Pb, Cr, Co, Cu, Mn, Ni, V
· Zn

Diossine e furani:
· PCDD + PCDF espressi come TEQ (2,3,7,8 TCDD equivalente)

Idrocarburi policiclici aromatici (IPA) come somma di:
· benzo(a)antracene, dibenzo(a,h)antracene, benzo(b)fluorantene,
benzo(j)fluorantene, benzo(k)fluorantene, benzo(a)pirene,
dibenzo(a,e)pirene, dibenzo(a,h)pirene, dibenzo(a,i)pirene,
dibenzo(a,l)pirene, indeno(1,2,3–cd)pirene.

Verranno inoltre aggiunti i seguenti controlli:
q In continuo:
· Ammoniaca (NH3)

q In discontinuo:
· Policlorobifenili (PCB espressi sia come peso totale che come T.Eq in termini di 2,3,7,8 TCDD)
· Benzene

Le misure discontinue si intendono ripetute nel corso della fase di osservazione sia per le prove in bianco che per la sperimentazione con CDR secondo le seguenti modalità:

· prove in bianco – n° 8 campionamenti su due settimane indicative
· sperimentazione - n° 12 campionamenti su almeno tre settimane

3.2 - CDR

Saranno verificati i seguenti parametri, con riferimento alle specifiche previste dal DM 5 febbraio 1998:

· P.C.I.
· Umidità
· Cloro
· Zolfo
· Ceneri
· Pb (volatile)
· Cr
· Cu (composti solubili)
· Mn
· Ni
· As
· Cd+Hg
· Zn

Per ciascuna partita di CDR deve essere certificata la temperatura di rammollimento delle ceneri.

Verranno inoltre aggiunti i seguenti controlli:
· Tl
· Sb
· Co
· V

che vengono analizzati all’emissione del forno.
E’ prevista l’effettuazione di analisi complete di caratterizzazione del CDR una per ciascuna settimana in cui si effettuano le determinazioni analitiche delle emissioni.

3.3 – Materie prime, combustibili convenzionali, clinker

Al fine di tentare un possibile bilancio di massa dei microinquinanti, i parametri analizzati al camino e nel CDR verranno altresì ricercati, con campionamenti rappresentativi dei periodi di indagine, nella miscela cruda e nel combustibile convenzionale alimentati al forno e nel clinker prodotto.

Verrà pertanto determinata la presenza di:
· metalli
· cloro organico ed inorganico
· IPA, PCB e diossine

Il totale delle determinazioni ammonta a:

· prove in bianco – n° 2 – 3 campionamenti in funzione delle settimane di indagine
· sperimentazione – n° 3 campionamenti durante il periodo di indagine

3.4 - Parametri di funzionamento del forno

I parametri di funzionamento del forno saranno disponibili dalle registrazioni automatiche del sistema operativo della sala centralizzata e dal sistema di supervisione del monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera.


ART. 4 - METODI DI CAMPIONAMENTO E DI ANALISI

4.1 - Emissioni

I seguenti parametri saranno determinati con apparecchiature automatiche di prelievo ed analisi, già installate e operative:

· Polveri analizzatore a back-scattering
· SO2, NOx, CO, HCl, NH3 spettrometria ND-IR multiparametrica
· TOC rilevatore FID

I seguenti parametri saranno rilevati con campionamento in campo e successiva analisi in laboratorio:

· Metalli (escluso Hg) metodo EPA 6010C (2000)
· Hg metodo VDI 3868(1995) parte 2 – MI/01 rev. 4
· HF metodo CNR IRSA 4100 Met B Vol 2 2003
· PCDD/F metodo UNI EN 1948 parte 2 e 3
· PCB metodo EPA 1668 A 1999
· IPA metodo interno LRGC/LRMS
· Benzene metodo “Fondazione Maugeri IRCCS” in GC/MS

4.2 - CDR

Limitatamente al periodo sperimentale sarà prelevato un campione rappresentativo di CDR per ogni mezzo in ingresso in cementeria. Questi campioni andranno a costituire un campione medio settimanale che verrà analizzato secondo quanto sopra indicato. Alla fine del periodo di sperimentazione si saranno analizzati tre campioni medi.


ART. 5 – TITOLARIETA’ DEI CAMPIONAMENTI

I campionamenti per le analisi delle emissioni saranno effettuati da tecnici del laboratorio di analisi incaricato.

I campionamenti del CDR saranno effettuati, all’arrivo di ciascun mezzo in stabilimento, a cura di personale Italcementi; sulla base dei campioni prelevati e temporaneamente stoccati presso l’insediamento produttivo, sarà predisposto, a cura del personale del laboratorio d’analisi, il campione rappresentativo da sottoporre ad accertamenti analitici.

I campionamenti delle altre matrici da sottoporre ad analisi (combustibili convenzionali, materie prime e clinker) saranno effettuati da personale Italcementi.

Con congruo anticipo rispetto alle date fissate per i campionamenti la Ditta comunicherà a tutti i componenti dell’Osservatorio le tempistiche del loro svolgimento affinchè gli stessi possano presenziare alle attività.


ART. 6 - CONDIZIONI DI MARCIA DELL’IMPIANTO DURANTE LA PRIMA FASE DI UTILIZZO DEL CDR

6.1 - Condizioni di marcia degli impianti

Il forno sarà condotto al di sopra del minimo tecnico, corrispondente circa il 70 % della potenzialità nominale. Tali condizioni sono caratterizzate dalle seguenti portate di alimentazione (stime):

· alimentazione materie prime forno >175 t/h
· CDR alimentato > 2 t/h

La sostituzione in calore è registrata in automatico dal sistema di gestione del monitoraggio in continuo ed è basata su un P.C.I. presunto di circa 4000 kcal/kg per il CDR.



ART. 7 - CRITERI DI VALUTAZIONE DEI RISULTATI ANALITICI

I risultati analitici relativi alle emissioni saranno valutati secondo un duplice criterio:

· 1° criterio - verifica del rispetto dei limiti di emissione
· 2° criterio - verifica del non peggioramento del carico inquinante complessivo rispetto alla marcia con soli combustibili convenzionali.

Per l’applicazione del 1° criterio si fa riferimento ai valori limite applicabili in accordo con quanto previsto dalle norme vigenti.

Per applicare il 2° criterio si confronterà l’elaborazione statistica di:

q medie semiorarie per gli inquinanti monitorati in continuo
q valori determinati per ciascun campionamento in discontinuo

La valutazione sarà fatta esaminando l’andamento complessivo del confronto, pesando i diversi contributi inquinanti in relazione alla quantità e alla qualità delle sostanze emesse tenendo anche conto della significatività dei livelli emissivi e della variazione statistica dei risultati.

Verranno altresì determinate e confrontate le emissioni di Gas Serra, in particolare la CO2, nelle due condizioni di marcia.

Richiamando le intese già intercorse tra la Ditta e le rappresentanze locali di Enti ed Associazioni in merito alla necessità di conseguire esiti positivi della sperimentazione, prima di dar corso al pieno utilizzo di CDR nel forno della cementeria, si ribadisce che le valutazioni conclusive in merito al complesso delle attività svolte competeranno agli organismi rappresentativi delle istanze delle realtà locali (Tavolo Politico nell’ambito del percorso partecipato Agenda 21).


ART. 8 - ESECUZIONE DELLE ANALISI

Sulla base degli esiti di una verifica condotta per la definizione del Soggetto da incaricare per l’effettuazione delle analisi delle emissioni, è emerso quale organismo di comprovata esperienza nell’ambito del panorama nazionale il Laboratorio Eco Research di Bolzano (
www.eco-research.it). L’Osservatorio riconosce a tale soggetto i necessari requisiti di professionalità e competenza.


Per quanto attiene i combustibili le analisi saranno effettuate dal laboratorio della Stazione Sperimentale dei Combustibili di S. Donato Milanese. (
www.ssc.it).


ART. 9 - EFFETTI DELLA SPERIMENTAZIONE

Le parti convengono, come indicato in documenti già approvati dalle medesime, che al termine della sperimentazione la valutazione, anche di una delle due parti, dell’esistenza di un peggioramento del carico inquinante complessivo comporterà la sospensione dell’utilizzo di CDR.


ART. 10 - ASSUNZIONE DELLE SPESE

Gli oneri derivanti dall’applicazione del presente Protocollo saranno assunti da Italcementi S.p.A.

Letto, firmato e sottoscritto


Data



Firma


Comune di Calusco d’Adda

Italcementi SpA
[1] Hanno sottoscritto i contenuti del presente protocollo:
completare con elenco completo dei soggetti che sottoscriveranno

Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine

Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine

Al Sig. Capo del Gruppo Consiliare INSIEME – C/o Comune Isola F.

Al Sig. Capo del Gruppo Consiliare ISOLA DEMOCRATICA – C/o Comune Isola F.

Al Sig. Capo del Gruppo Consiliare ISOLA PER TUTTI – C/o Comune Isola F.

e, p.c. Al Sig. Sindaco del Comune di Isola delle Femmine

prot 13517 9.11.06
Di seguito alla mia precedente lettera datata 26/08/2006 (rimasta nel limbo) oggi - da cittadino residente - avvalendomi degli artt. 3, 7 e seguenti dello Statuto comunale approvato con deliberazioni consiliari n. 39 del 13/9/2004, n. 40 del 22/9/2004 e n. 45 dell’1/10/2004, sono a segnalare quanto segue:

In data 24/10/2006 sul sito INTERNET Isola Pulita è pubblicata la notizia: “ Il T.A.R. respinge il ricorso della Italcementi di Isola delle Femmine”;
In data 25/10/2006 sul Giornale di Sicilia è pubblicato l’articolo “ Isola . Respinta l’istanza sull’uso del pet-coke. Il TAR : no all’Italcementi;
In data 1/11/2006 sul sito INTERNET il Comitato cittadino Isola Pulita pubblica lettera aperta: “ Al sig. Sindaco Portobello – C’è chi dice di no”;

Bastano le notazioni contenute nel superiore carteggio e per i principi contenuti nello Statuto comunale sulla tutela del diritto alla salute dei cittadini ed anche per le INNUMEREVOLI LEGGI REGIONALI, NAZIONALI E REGOLAMENTI EUROPEI IN MATERIA, per indurre il Consiglio comunale a bloccare i suoi lavori di routine, sino a quando fatti così gravi per l’intera collettività Isolana non si chiariscano sino in fondo.
In primis c’è da chiarire chi ha rilasciato l’illegittima autorizzazione comunale n. 10/2001!
Se non si ha una forte sensibilità per i problemi della pubblica salute dei cittadini, forse ad Isola siamo arrivati alla mercificazione della politica?
Perché non proporre all’Assessorato Regionale alla Sanità un vasto monitoraggio sulle malattie e loro conseguenze verificatesi nell’ultimo ventennio e oltre, istituendo ad Isola un Centro Specializzato per la Ricerca ?
Lo hanno fatto le Amministrazioni Comunali di Gela, Priolo, Melilli ed altre, allarmate e preoccupate dai rischi d’inquinamento ambientale .
Ancora una volta, da semplice cittadino Isolano, sono a sollecitare la convocazione di un Consiglio comunale aperto (come previsto dal vigente Regolamento in materia di svolgimento di consigli comunali), perché il problema non è da far passare inosservato e/o taciuto per fini e scopi poco chiari , ma va affrontato nei termini in cui è stato sollevato e riscontrato dagli Organi regionali preposti.
Non c’è alcun dubbio che il Consiglio comunale dovrebbe, con celerità, fare autorevolmente la sua parte nell’interesse della locale popolazione e per smentire chi si cela dietro il solito ritornello: IO NON C’ERO E SE C’ERO DORMIVO!
Certo di riscontro, distinti saluti.-

Isola delle Femmine, 9 Novembre 2006

Comitato Cittadino Isola Pulita


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Tuesday, October 31, 2006

C’E’ CHI DICE NO!

C’E’ CHI DICE NO!

Signor Sindaco Portobello, Lei nel marzo del c.a. ha diffidato la Italcementi, consci del fatto che il provvedimento da Lei adottato nei confronti della Italcementi era un atto Dovuto, ci preme in ogni caso comunicarLe il nostro grande apprezzamento, per la Sua decisione, a dimostrazione di un’assunzione di RESPONSABILITA’.

Probabilmente possiamo affermare, che per la prima volta ad Isola delle Femmine una pubblica istituzione intima e sollecita un’Azienda privata al rispetto delle leggi in materia ambientale, della salute dei cittadini, al rispetto del territorio in cui, un’azienda, agisce e produce.

Ci rendiamo conto delle resistenze che ha dovuto superare nell’adottare il provvedimento, perché come tutti possono immaginare, ma non dire, (si vocifera) che tra la politica (con la p minuscola) e la Italcementi si è creato una sorta di “vicendevole e benevolo condizionamento”. Vedasi l’impegno della Italcementi nel soddisfare alcune esigenze della nostra Comunità, nel favorire assunzioni di nostri concittadini e varie opere di beneficenze, un esempio illuminante è stata la concessione autorizzata qualche anno addietro, dal Comune di Isola per la realizzazione del deposito di stoccaggio di petcoke. Sembra esservi dubbi sulla sua legittimità oltretutto in un sito in cui si svolgeva attività estrattiva. A tal proposito c’è da chiedersi ed eventualmente verificare la scadenza della concessione.

Per tornare alla Sua diffida, noi pensiamo che diversamente da quanto affermato dalla Italcementi, il petcoke non è una cosa “innocua”. Esperti chimici hanno dimostrato il petcoke: ricchi di metalli pesanti e zolfo.

L’ARPA sembra aver riscontrato delle violazioni per l’uso del combustibile Petcoke, al punto di doverne dare dovuta informativa all’autorità giudiziaria.

L’uso di questa “feccia del petrolio”, che va sempre più aumentando, determina un incremento vertiginoso dei profitti. Tutto ciò naturalmente può avvenire se è consentito, senza che chi ne ha la responsabilità si curi di tener conto dell’ubicazione dello stabilimento che è posto in un’area altamente abitata, pensiamo! All’ingresso del Paese. (alto rischio oltre che ambientale anche sanitario). Oggi finalmente: l’ARPA ammette che le proteste dei cittadini di Isola avevano fondamento. I Cittadini di Isola delle Femmine dicevano la verità! D’altronde anche l’ Italcementi comincia a dire qualcosa in più, anche se con lo scopo di tirare acqua al suo mulino senza dire fino in fondo come stanno effettivamente le cose! (per esempio quando si vuole scambiare il petcoke con il carbone o polverino di carbone). L’ARPA afferma che: “…la Italcementi non è in grado di fornire la documentazione tecnica allegata ai decreti autorizzativi sopraelencati, né di indicare quali fossero i combustibili autorizzati, né la data d’inizio d’impiego del petcoke; si evidenzia altresì che la natura del combustibile utilizzato…… le modalità di gestione del petcoke non sono citate nei decreti autorizzativi e non sono descritte nelle relazioni annuali prodotte dalla Ditta sul contenimento delle emissioni diffuse; inoltre la ditta effettua attività di recupero rifiuti costituiti da refrattari nella linea di produzione clinker e di gessi chimici da desolforazione nella produzione di cemento nel molino cotto 3. Di quest’attività di recupero non è data evidenza nelle relazioni analitiche relative ai punti d’emissione.”. Ai sensi delle direttive Europee gli “Stati membri (cioè l’Italia) devono adottare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che POTREBBERO recare pregiudizio all’ambiente e in particolare:

- senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora;

- senza causare inconvenienti da rumori od odori;

- senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse”.

In percentuale, proviamo a chiederci, quanto incidono sull’inquinamento dell’aria le continue e frequenti emissioni derivanti dall’attività lavorativa della Italcementi? INQUINARE l’aria, è un reato molto grave, che coinvolge il Sindaco, e dirigenti della pubblica amministrazione.

Le considerazioni che in genere sono fatte a fronte di tali affermazioni sono:

“siete in grado di provare ciò?” I ricercatori parlano in termini di anni per avere una casistica certa e meritevole di costituzione in giudizio. Per esempio a distanza di anni, in un’area ove si produce cemento, si è accertato che sul 20% della popolazione erano concentrati il 60% dei tumori polmonari presenti nella zona e ciò ha provocato denunce penali.

Quando si parla di emissioni, per la salute dei lavoratori della Italcementi dei loro figli e dell’intera Cittadinanza è importante sapere quantitativamente le sostanze immesse nell'aria.
Un Sistema di rilevazione e controllo autogestito con la partecipazione delle Associazioni dei Cittadini, potrebbe fornirci delle indicazioni precise sulla qualità dell’aria che respiriamo.

- Ci chiediamo se il Sindaco i Rappresentanti dei lavoratori e i cittadini siano bene informati su quanto con sempre più frequenza avviene in termini di emissioni.
- Chiediamo a Lei Signor Sindaco, che ha avuto l’opportunità di approfondire la questione. Se ha chiesto spiegazioni, rispetto delle normative ed impegni precisi alla Italcementi?
Noi Abbiamo fondati motivi per ritenere che nulla di tutto questo sia accaduto e dobbiamo prendere atto che chi "giura" sulle garanzie del processo produttivo, chi parla di "controlli efficienti" sui combustibili utilizzati, chi si sbraccia per sostenere di "avere a cuore" e di fare il possibile per tutelare la salute dei suoi concittadini, in pratica cerchi di mascherare una tragica realtà che risulta più comoda nascondere o minimizzare.

Sottovalutare o fingere di ignorare, i rischi a cui quotidianamente i cittadini di Isola sono soggetti, e perdere altro tempo, contando sullo sfinimento, l’emarginazione, la derisione, l’ isolamento di chi è impegnato nella difesa della salute e della qualità della vita, E’ UN REATO! Vi è in Noi la convinzione che OGGI: la tecnologia ha in serbo tutti gli strumenti necessari affinchè il ciclo produttivo della Italcementi, possa svolgersi nel rispetto della salute dei lavoratori dei nostri cittadini e di quelli di tutti i comuni limitrofi. Il problema è solamente di natura economica. Nel ribadire ancora una volta la nostra posizione della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, rivolgiamo un forte appello ai cittadini e ai lavoratori affinché si riprenda una seria riflessione su quanto avvenuto e quanto sta avvenendo in questi impianti. La tutela della salute non può essere delegata e l'unica garanzia passa attraverso l'assunzione di un impegno diretto, responsabilità e azione di noi cittadini direttamente interessati.

Signor Sindaco Portobello, a Lei che è delegato a tutelare la salute pubblica, Le chiediamo di essere più presente quando si affrontano di queste problematiche che vedono coinvolta l’intera comunità che Lei pensa di Amministrare. Ora! Ai cittadini di Isola delle Femmine è data una grande opportunità: attraverso una grande opera di BONIFICA dell’area che l’ARPA ha certificato essere contaminata creare le condizioni di un recupero ambientale e paesaggistico ai fini di una fruibilità da parte dei cittadini di un sito che la Comunità Europea ha dichiarato essere area di protezione ambientale e che in Italia è stato recepito dal Decreto Presidenziale 357 dell’8.9.97.



Per Comitato Cittadino Isola Pulita Pino Ciampolillo

Thursday, October 26, 2006

IL T.A.R. RESPINGE IL RICORSO DELLA ITALCEMENTI DI

IL T.A.R. RESPINGE IL RICORSO DELLA ITALCEMENTI DI

ISOLA DELLE FEMMINE

Il ricorso era avverso alla diffida del 25.7.06, da parte dell'Assessorato Territorio Ambiente della Regione Sicilia.

L’Assessorato diffidava l’Italcementi S.p.a. dal continuare ad apportare modifiche all’impianto ed al ciclo produttivo in assenza della preventiva comunicazione alle Autorità Competenti e dell’eventuale autorizzazione ai sensi dell’art 269 del citato 152/06 inoltre si diffidava l’Italcementi S.p.a. dal continuare ad utilizzare il petcoke come combustibile, nonché a continuare ogni attività che dia luogo alla produzione di emissioni diffuse di tale composto in assenza della necessaria autorizzazione ai sensi del D.Lgs 152/06.
La diffida imponeva alla Italcementi l’obbligo del rispetto degli adempimenti discussi e concordati in una riunione tra L’Italcementi Funzionari dell’Arpa il giorno 12.06.06, nel contempo l’atto di diffida evidenziava che ogni ulteriore violazione delle prescrizioni contenute nel provvedimento comporterà necessariamente la sospensione delle autorizzazioni concesse.

La Italcementi dal canto suo non ha mai comunicato l'uso del Pet-coke come combustibile, ciò non risulta neanche dagli atti forniti dalla Italcementi, peraltro non risulta neanche dai certificati analitici sulle emissioni in atmosfera, come non risulta in in nessuna altra forma di comunicazione che il combustibile utilizzato fosse il pet-coke. Al contrario la Italcementi in modo generico parla di carbone o polverino di carbone. Pensiamo che la Italcementi ha conoscenze e mezzi per sapere che il carbone naturale ha caratteristiche chimico-fisiche e contenuto di inquinanti (qualitativamente e quantitativamente) diverse dal petco-ke. che per la sua composizione, comprende oltre ad IPA (in particolare benzopirene) e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio, va movimentato con cura per evitare di sollevare polveri respirabili.

Il Comitato Cittadino Isola Pulita rinnova l’invito alle autorità competenti di attivare tutte le procedure provvedimenti e controlli atti a salvaguardare la salute dei lavoratori dei nostri concittadini e di quelli dei comuni limitrofi.
Inoltre il Comitato Cittadino Isola Pulita nel riaffermare la volontà di salvaguardare l’attuale stato occupazionale, invita Le Organizzazioni Sindacali, ambientaliste, maestranze della Italcementi, A.S.I. Sindaci dell’Unione dei Comuni, Italcementi a costituire un tavolo di concertazione, discussione, confronto e dialogo sulle tematiche del lavoro, della salute dell’ambiente e del futuro turistico di Isola delle Femmine.

www.isolapulita.it

Tuesday, October 17, 2006

Stop agli incentivi all'incenerimento dei rifiuti

Stop agli incentivi all'incenerimento dei rifiuti


Sì all'unanimità della Commissione Ambiente del Senato alla legge Comunitaria 2006. È una notizia davvero positiva perché il provvedimento, che mette in regola la legislazione italiana con la normativa europea, stabilisce tra l'altro che gli incentivi alle fonti rinnovabili possono essere concessi soltanto a quelle riconosciute veramente come tali dalla direttiva comunitaria in materia escludendo, in pratica, la frazione non biodegradabile dei rifiuti.


Finora, infatti, grazie al trucco delle "fonti assimilate", definizione che allarga in maniera piuttosto ambigua la tipologia delle fonti alternative, la legislazione italiana ha di fatto consentito che gran parte dei finanziamenti pubblici finissero attraverso certificati verdi e la voce Cip 6 della bolletta elettrica a impianti che bruciavano qualsiasi tipo di rifiuto, persino i residui petroliferi.


Un evidente paradosso che ora la Comunitaria 2006 potrebbe cancellare definitivamente se il suo iter in Parlamento non sarà ostacolato. L'articolo 15-bis, comma 1, recita infatti: "Ai fini della corretta applicazione della direttiva 2001/77/CE i finanziamenti e gli incentivi pubblici sono concedibili esclusivamente per la produzione di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, così come definita dall'articolo 2 della medesima direttiva 2001/77/Ce". E dunque non agli scarti non biodegradabili.


Aggiunge poi il comma 2: "I benefici previsti dal decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 per gli impianti di incenerimento, di co-combustione, di coincenerimento possono essere concessi soltanto a quegli impianti la cui costruzione sia iniziata dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 e prima del 9 giugno 2006". Il che significa che viene anche ristretto notevolmente il campo di utilizzo degli inceneritori.


"Un ottimo risultato che ci avvicina all'Europa - esulta Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente e capogruppo dell'Ulivo in commissione ambiente al Senato - Con questo provvedimento, si liberano risorse preziose per rilanciare fonti veramente pulite come il fotovoltaico e l'eolico. Solo così - sottolinea - riusciremo a recuperare i ritardi del nostro Paese sugli obiettivi di Kyoto e a garantirci una gestione più sostenibile dei rifiuti". Non solo: "Questa è l'occasione giusta - conclude Ferrante - anche per sostituire l'attuale sistema di incentivazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili fondato sui Certificati verdi con un meccanismo di sostegno economico trasparente".

Thursday, October 12, 2006

Isola Pulita Isola delle Femmine Italcementi e NUOVA TORRE

Isola Pulita Isola delle Femmine Italcementi e NUOVA TORRE
Con la costruzione della nuova Torre della Italcementi Isola delle Femmine pregiudica il suo futuro turistico
mercoledì 11 ottobre 2006, di pino ciampolillo - 6 letture

[b][b]LA RINASCITA DI ISOLA DELLE FEMMINE: SI COSTITUISCE IL COMITATO ISOLA PULITA[/b][/b]

[b]IL REGALO CHE LA CEMENTERIA INTENDE FARE A NOI CITTADINI DI ISOLA. PRIMA DI ANDARE AVANTI CON LA COSTRUZIONE DI QUESTO SCEMPIO, ANALIZZIAMO LA SITUAZIONE AD OGGI: DAL PUNTO DI VISTA AMBIENTE E SUE CONSEGUENZE SULLA SALUTE DI NOI CITTADINI VOGLIAMO SAPERNE DI PIU’, VOGLIAMO AVERE PIU’ INFORMAZIONI. A TAL PROPOSITO E’ IN FASE DI COSTITUZIONE UN COMITATO CITTADINO A SALVAGUARDIA DELLA NOSTRA SALUTE DEL NOSTRO AMBIENTE DEL NOSTRO MARE E PER RIAFFERMARE ATTRAVERSO IDEE E PROGETTI LA NOSTRA VOCAZIONE DI PAESE TURISTICO. [/b]

[b][b]L’ETERNO DILEMMA DELLO SVILUPPO TURISTICO AD ISOLA [/b][/b]

SVILUPPO TURISTICO A ISOLA DELLE FEMMINE. LE SCELTE DA FARE OGGI

[b][b]INVENTARIO DEI FENOMENI FRANOSI [/b][/b]dati: APAT ID Frana: 0820500900; Comune: Capaci ; Tipo di movimento: Crollo/Ribaltamento; Attività: Attivo/riattivato/sospeso Metodo usato per la valutazione del movimento e dell’attività: Segnalazione Fotointerpretazione; Danno: n.d.ID Frana: 0820500900; Comune: Capaci ; Tipo di movimento: Crollo/Ribaltamento; Attività: Attivo/riattivato/sospeso; Metodo usato per la valutazione del movimento e dell’attività: Fotointerpretazione; Danno: n.d.IDFrana 0820516100 Comune: Isola delle Femmine Tipo di movimento: Crollo/Ribaltamento; Attività: Attivo/riattivato/sospeso;Metodo usato per la valutazione del movimento e dell’attività: Segnalazione, Fotointerpretazione; Danno: Strade,Infrastrutture di servizio. http://193.206.192.231/cartanetiffi/default.asp

IL PROGETTO: ITALCEMENTI CARATTERISTICHE TECNICHE DEI NUOVI IMPIANTI DI ISOLA DELLE FEMMINE Nuova Calusco Lavoro: Nuova Calusco ProjectCommittente: CTG, KOBE STEEL Periodo: 2000-2002 Progettazione generale: CTG, KOBE STEEL Supervisione generale ai lavori: CTG Attività svolte: caratterizzazione geotecnica del sito, progettazione costruttiva item principali della nuova linea forno, strutture in calcestruzzo su incarico di CTG strutture in acciaio per KOBE STEEL Ltd Descrizione dei lavori: Il ns gruppo ha sviluppato un progetto di massima definito negli anni precedenti dallo staff tecnico di CTG, sulla base delle esperienze acquisite nella realizzazione di impianti simili del GruppoCTG ha definito le linee guida generali, con particolare attenzione agli aspetti legati al calcestruzzo CTG infine coordina la progettazione e cura la Direzione Lavori Gli Item più importanti sono i Seguenti: L´edificio Macinazione Crudo La fondazione del Molino la Torre PreriscaldoLe basi del Forno Rotante L´edificio Scarico Forno Il Silo farina Edifici Ausiliari in c.a. e acciaio L´Edificio Macinazione Crudo è costituito da un´ossatura portante di pilastri, travi e setti prevalentemente in cemento armato, ed in acciaio per quanto riguarda alcuni impalcati di piano. E’ formato da diversi piani impostati su differenti quote fino ad arrivare, con la copertura, a +[b]33.80 [/b]m da terra e contiene il molino, ovvero la macchina che macina la materia prima per la produzione del cemento

La Torre: Dimensioni in pianta: 18x30 mAltezza dalla fondazione 107.05 m Quantità di calcestruzzo per fondazione 2575 m3 Quantità di calcestruzzo per elevazione 4170 m3 Quantità di acciaio per impalcati 590 Quantità di acciaio per lamiere bugnate 133t Quantità di acciaio per colonne 112t Quantità di acciaio per travi reticolari 53t Totale acciaio 888t Peso macchine impianto 2780 tPeso cenere (short term) 660 t

[b][b]L’intervento principale è stato lo spostamento degli impianti a maggior impatto ambientale, a sud della ferrovia Bergamo-Milano, allontanandoli quindi dall’area del centro abitato, realizzando una nuova linea di cottura, progettata ai massimi livelli tecnologici. Per i nuovi impianti e per il nuovo tunnel che collega le cave di Colle Pedrino e Monte Giglio sono stati investiti complessivamente circa 150 milioni di euro. L’investimento colloca la cementeria di Calusco d’Adda ai primi posti a livello mondiale per l’alto standard tecnologico raggiunto e per le elevate performance ambientali. La nuova cementeria di Calusco d’Adda ha ridotto notevolmente l’impatto sul territorio. Il nuovo forno consente infatti un consumo più basso di energia termica e quindi l’impiego di una minore quantità di combustibili. La nuova linea e i nuovi sistemi di abbattimento consentono una riduzione delle emissioni tra il 50% e il 90% rispetto ai limiti imposti dalle normative a cui era soggetto il vecchio impianto. La fermata di alcuni impianti, la loro razionalizzazione e la delocalizzazione della linea di cottura, consentono di ridurre ulteriormente l’impatto acustico verso l’abitato di Calusco d’Adda

Monday, October 09, 2006

Villa d'Adda: scontro fra una Golf e un camion



Villa d'Adda: scontro fra una Golf e un camion
Muore giovane di 23 anni, illeso il camionista


Ennesima tragedia sulle strade della Bergamasca. Un giovane di Villa d'Adda ha perso la vita in uno schianto frontale fra la sua auto e un camion. L'incidente è accaduto nella notte alle 2,40 in via Peschiera. Alfredo Panzeri stava viaggiando su una Volkswagen Golf in direzione di Cisano, mentre dal senso di marcia opposto stava sopraggiungendo un camion. Per cause ancora da accertare, i due mezzi si sono scontrati frontalmente. L'impatto è stato violentissimo. Il giovane è morto sul colpo. Il camion è finito contro il muro perimetrale di una casa abbattendolo parzialmente. Il conducente del mezzo pesante è comunque uscito illeso dallo scontro. Sul posto è giunta l'ambulanza del 118, ma per Alfredo Panzeri non c'era più nulla da fare. Per gli accertamenti di legge sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Zogno. I vigili del fuoco sono giunti con due carri soccorso ed hanno lavorato fino alle 7 per rimuovere i mezzi pesanti e per mettere in sicurezza la strada dopo aver spostato i detriti del muro abbattuto.

(07/10/2006)

Friday, October 06, 2006

Energia: stop agli incentivi sulle false rinnovabili

Energia: stop agli incentivi sulle false rinnovabili
04/10/2006 17:13 -
“Ci stiamo finalmente muovendo nella direzione giusta”. È positivo il giudizio di Legambiente sull’approvazione del parere della Commissione Ambiente del Senato sulla legge comunitaria, che tra gli altri punti chiede di escludere la frazione non biodegradabile dei rifiuti dalle fonti di energia incentivate, come previsto dalla direttiva europea sulle rinnovabili.“Il parere approvato oggi guarda all’Europa, sopprimendo la concessione di certificati verdi all’energia ricavata dalla frazione non biodegradabile dei rifiuti. In questo modo si liberano risorse preziose per rilanciare fonti veramente pulite che ne hanno sicuramente più bisogno, come il fotovoltaico e l’eolico. Solo così riusciremo a recuperare i ritardi del nostro Paese sugli obiettivi di Kyoto e a garantirci una gestione più sostenibile dei rifiuti. Questa – ha proseguito la nota - è l’occasione giusta anche per sostituire l'attuale sistema di incentivazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili fondato sui Certificati verdi con un meccanismo di sostegno economico trasparente, come potrebbe essere quello del 'conto energia' tedesco”.

Wednesday, October 04, 2006

Isola delle Femmine – Per la fabbrica che inquina il Ministero chiama il Sindaco

Una battaglia del Comitato Cittadino Isola Pulita

Isola delle Femmine – Per la fabbrica che inquina il Ministero chiama il Sindaco

La convocazione fa seguito alla diffida che l'Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia ha notificato alla Italcementi

Oggi il ministero dell'Ambiente ha convocato, per un'audizione, il sindaco di Isola delle Femmine argomento: «sospetto inquinamento atmosferico a Isola delle Femmine».
La convocazione fa seguito alla diffida che l'Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia ha notificato alla Italcementi. Secondo la perizia dell'Arpa «l'azienda di Isola delle Femmine causa variazioni della qualità dell'aria per gli inquinanti emessi in atmosfera, modifiche all'impianto e al ciclo produttivo senza preventiva autorizzazione, utilizzo del petcoke, sottoprodotto della lavorazione del petrolio, come combustibile».
«La ditta - si legge nella diffida - non ha indicato i combustibili autorizzati né la data di inizio di impiego del petcoke. La natura del petcoke non compare nei rapporti di prova relativi alle misure periodiche delle emissioni in atmosfera e le modalità di gestione non sono citate nei decreti autorizzativi».
Il comitato cittadino «Isola pulita» ha sollecitato le autorità ad attivare tutte le procedure per salvaguardare la salute di lavoratori e cittadini. Il comitato ha intenzione, inoltre, di monitorare e verificare le connessioni tra il rapporto dell'Arpa e le patologie più diffuse sul territorio: neoplasie e malattie della tiroide.
Il presidente della Commissione Ambiente senatore Tommaso Sodano e Giovanni Russo Spena hanno presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Ambiente per avere informazioni sugli interventi di bonifica da apportare sul sito e sui rimedi per tutelare la salute degli abitanti di Isola. «Il petcoke - scrivono i senatori nell'interrogazione - è responsabile dell'emissione in atmosfera di idrocarburi policiclici aromatici, vanadio e nichel. L'Arpa ha rilevato la presenza di questi inquinati. Ma quel che è più grave è che le polveri sospese nell'aria, in base alle diverse quantità, possono provocare diverse malattie nell'uomo, allergie, malattie respiratorie e perfino tumori».
Il Comitato Cittadino «Isola Pulita» nell'esprimere vivo compiacimento per la sensibilità dimostrata dal Ministero con la convocazione del Sindaco di Isola delle Femmine, sollecita:
- le Autorità competenti di attivare tutte le procedure e i provvedimenti atti a salvaguardare la salute dei lavoratori e dell'intera cittadinanza;
- all'Autorità Giudiziaria già investita con nota prot. 9945432 del 30.1.2006 si richiede di accertare eventuali atti di infrazione e di non rispetto delle leggi in materia di Ambiente e di Sanità;

propone:
- di monitorare e verificare, con un apposito gruppo di lavoro, le eventuali connessioni tra ciò che si evidenzia dai rapporti Arpa e le patologie più diffuse sul territorio con particolare riferimento a quelle neoplastiche e tiroidee nel territorio di Isola delle Femmine.

invita:
- le Organizzazioni Sindacali, ambientaliste, maestranze della Italcementi, Asi, Sindaci dell'Unione dei Comuni, Italcementi a costituire un tavolo di concertazione, discussione, confronto e dialogo sulle tematiche del lavoro, della salute dell'ambiente e del futuro turistico di Isola delle Femmine.

Tuesday, October 03, 2006

Truffa a danno delle rinnovabili

Truffa a danno delle rinnovabili
di Alina Lombardo
I contrari lo definiscono una "stretta inattesa" e poco auspicabile per il settore ambientale in Italia. I favorevoli lo salutano come il passaggio obbligato per allinearci correttamente a quanto stabilito dall'Unione europea in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili. Sul banco degli imputati è l'emendamento (articolo 15 bis) alla legge Comunitaria 2006, al centro di un acceso dibattito in Parlamento prima della pausa estiva, "reo" di aver proposto l'esclusione dei rifiuti non biodegradabili dai finanziamenti, i cosiddetti certificati verdi, per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Il no degli industriali: scelta che porta gravi problemi
La levata di scudi contro l'emendamento da parte di alcune lobby che vedono nell'incenerimento dei rifiuti la soluzione ai principali problemi ambientali italiani (smaltimento rifiuti e raggiungimento degli impegni di Kyoto attraverso alte percentuali di energia prodotta da fonte rinnovabile) è stata ben sintetizzata sulle colonne del Sole 24 Ore lo scorso luglio da Paola Ficco.
La quale, parlando dell'emendamento spiega: "Se approvato, provocherebbe due gravi problemi. Il primo, per la soppressione dei rifiuti non biodegradabili tra le fonti energetiche rinnovabili (Fer), che invece era la condizione appositamente prevista per l'Italia proprio dalla direttiva 2001/77/Ce, per consentire la possibilità di raggiungere gli obiettivi previsti dalla stessa norma europea. Il secondo problema, invece - continua Ficco - riguarderebbe la disincentivazione di Fer come i rifiuti non biodegradabili che, invece, consentirebbero di soddisfare gli impegni del protocollo di Kyoto. Infatti, nell'allegato alla direttiva 2001/77/Ce era stata inserita una nota che, per l'Italia, rendeva esplicita la necessità di considerare anche la quota non biodegradabile dei rifiuti, al fine di raggiungere l'obiettivo nazionale di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili (25% nel 2010)".
La nota affermava che "nel tener conto dei valori di riferimento enunciati nel presente allegato, l'Italia muove dall'ipotesi che la produzione di energia interna lorda di elettricità a partire da Fer rappresenterà nel 2010 fino a 76 TWh, cifra che comprende anche l'apporto della parte non biodegradabile dei rifiuti urbani e industriali utilizzati in conformità della normativa comunitaria sulla gestione dei rifiuti". "Ora - conclude Ficco - alla luce dell'art. 15 bis, rischia di venir meno il supporto della quota non biodegradabile dei rifiuti. Il che significa, per l'Italia, l'impossibilità di raggiungere il traguardo del 25% di energia da Fer entro il 2010".
Il sì degli ecologisti: scelta importante per l'ambiente
Argomentazioni che non convincono gli ambientalisti. "Sostenere che senza l'apporto dei rifiuti per l'Italia sarà impossibile il raggiungimento dell'obiettivo del 25% di produzione elettrica da fonti rinnovabili entro il 2010 è solo una boutade" ribatte Stefano Ciafani, coordinatore scientifico nazionale di Legambiente.
"Stando a quanto riportato nel Rapporto Rifiuti 2005' di Apat e Osservatorio nazionale sui rifiuti - prosegue Ciafani - i 48 termovalorizzatori per gli urbani attivi nel 2003 hanno prodotto 2,4 TWh di energia elettrica, pari al 3% dell'obiettivo di 76TWh previsto tra 4 anni dalla direttiva sulle rinnovabili per l'Italia. E questo sarebbe il contributo energetico indispensabile degli inceneritori attivi nel nostro Paese? Anche mettendo in pratica il folle progetto dell'ex ministro dell'Ambiente Matteoli di costruire almeno un impianto di incenerimento per provincia - continua Ciafani -, e raddoppiando quindi il contributo degli inceneritori alla produzione nazionale di energia elettrica, non si otterrebbe un contributo così rilevante da giustificare un improprio finanziamento che sottrae risorse ad altre fonti realmente rinnovabili".
Non solo. L'emendamento si riferiva alla direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, recepita in Italia con il D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387. Provvedimento, quest'ultimo, che rischia di costare al nostro Paese una procedura di infrazione. La Commissione Europea, infatti, come riportato in un comunicato ufficiale dello scorso aprile, ha messo sotto osservazione l'Italia, perché ritiene ampiamente criticabili le azioni praticate per raggiungere gli obiettivi della direttiva. Tra queste anche l'inclusione della produzione di energia degli inceneritori di rifiuti non biodegradabili (per esempio le plastiche che, derivati dal petrolio, non possono certo definirsi fonti rinnovabili) tra quella finanziabile in quanto prodotta da fonti rinnovabili in palese violazione dell'art. 2 della direttiva.
Ripensare il sistema di incentivi
Ancora. L'attuale sistema di incentivazione/tassazione previsto per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti è del tutto inadeguato a risolvere in maniera sostenibile il problema. Ecco perché: incentiva enormemente e impropriamente l'incenerimento con recupero energetico, grazie al programma di incentivi Cip6 del 1992 e al meccanismo dei Certificati verdi introdotto dal Decreto Bersani (Dm 11 novembre 1999). Istituiti entrambi per sostenere economicamente le fonti rinnovabili, di fatto le due forme di incentivo hanno visto un'estensione dei benefici economici anche alle fonti assimilate più inquinanti, finendo per drenare gran parte dei fondi a fonti, come i rifiuti, che rinnovabili non sono.
Risultato: solo nel 2004 il Gestore della rete di trasmissione nazionale (Grtn) ha ritirato una quantità di energia elettrica prodotta da impianti incentivati a Cip6 pari a 56,7 TWh, di cui ben il 76,5% alimentati da fonti assimilate, utilizzando per l'acquisto dell'energia necessaria per alimentare gli impianti circa 2,4 miliardi di euro derivanti dal pagamento delle bollette elettriche.
Le cose non sono migliorate con l'introduzione dei Certificati verdi (titoli annuali "al portatore", cioè totalmente disgiunti dalla corrispondente energia verde prodotta e quindi liberamente negoziabili sul mercato, attribuiti all'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili utilizzando impianti entrati in esercizio dopo l'1 aprile 1999). Infatti, oltre agli inceneritori hanno diritto ai Certificati, indipendentemente dal combustibile usato (quindi anche se usano carbone e petrolio), anche le centrali ibride che praticano la co?combustione di biomasse e/o rifiuti (anche sotto forma di Cdr), gli impianti che utilizzano l'idrogeno prodotto da fonti fossili, gli impianti a cogenerazione abbinati al teleriscaldamento ecc.
Sono invece esclusi dal beneficio dei Certificati verdi i piccoli micro-cogeneratori per condomini, alberghi, ospedali, centri commerciali ecc. fondamentali nella prospettiva della generazione diffusa. Ne risultano quindi svantaggiate (e qui si entra nel paradosso) proprio quelle tecnologie fondate sulle fonti rinnovabili vere, per esempio il solare, che avrebbero maggiore bisogno di incentivo.
Così è all'estero
Alcuni paesi come l'Austria e la Germania, a differenza dell'Italia, hanno scelto di non inserire per niente, nel calcolo dell'energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili, la quota da attribuire all'incenerimento dei rifiuti urbani. In altri, per esempio l'Olanda, è stata introdotta una rigida individuazione della parte realmente rinnovabile dell'energia prodotta, cioè quella legata a biomassa.
La proposta
Come risistemare le cose? "Eliminiamo il sostegno economico alle fonti non rinnovabili, come la parte non biodegradabile dei rifiuti, secondo quanto previsto dalla direttiva europea" suggerisce Ciafani. "Solo così - conclude - libereremo risorse economiche per le vere fonti rinnovabili, come il solare fotovoltaico e l'eolico, che ne hanno sicuramente più bisogno. Solo così riusciremo a recuperare i ritardi del nostro Paese sugli obiettivi di Kyoto e a garantirci una gestione più sostenibile dei rifiuti".
Per dare più vigore ed efficacia alla proposta, Legambiente ha redatto una petizione che indirizza al Commissario europeo per l'energia e ai ministri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente due richieste precise.
Rispettivamente: "Di praticare tutte le iniziative a disposizione della Commissione, compresa la procedura di infrazione, nei confronti dell'Italia per aver esteso i benefici economici previsti dalla normativa europea per le fonti rinnovabili anche all'incenerimento dei rifiuti non biodegradabili. E di adoperarsi per sostituire l'attuale sistema di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate fondato sui Certificati verdi con un meccanismo trasparente di sostegno economico riservato solo ed esclusivamente alle fonti pulite, ispirato al modello del cosiddetto 'conto energia' tedesco".
Per firmare la petizione vai all'url:


http://www.legambiente.com/documenti/2006/0213_appello_energia/index.php

Saturday, September 30, 2006

Inceneritori: Secco no anche dai medici

Inceneritori: Secco no anche dai medici L'Associazione dei Medici Per l'Ambiente (ISDE Italia) è fortemente preoccupata in merito all'incremento dello smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento che si sta proponendo nel nostro paese sia con la costruzione di nuovi impianti (erroneamente definiti termovalorizzatori) sia con l'ampliamento di quelli esistenti. Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi tutto, una seria politica delle "R" come razionalizzazione e riduzione dei consumi, riduzione alla fonte, raccolta differenziata, riutilizzo, retrocessione d'uso, recupero, riparazione e riciclo. Questa politica, oltre a ridurre i costi economici, presenta impatti ambientali e sanitari nettamente inferiori a quelli prodotti dall'incenerimento. L'incenerimento dei materiali è, fra tutti i metodi, il meno rispettoso dell'ambiente e della salute in quanto è inevitabile la produzione di ceneri (che richiedono speciali discariche) e l'immissione sistematica e continua nell'atmosfera di fumi, polveri fini e finissime ed innumerevoli sostanze chimiche estremamente pericolose perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi, quali metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, diossine e furani. La combustione trasforma infatti anche i rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, nanopolveri, ceneri volatili e ceneri pesanti che a loro volta richiedono costosi sistemi di inertizzazione e stoccaggio. Per noi, Medici per l'Ambiente, è prioritario pensare agli effetti sulle persone più suscettibili e fragili come neonati, malati, anziani e donne in gravidanza. Il rischio che individuiamo non è solo l'aumento dell'incidenza dei tumori ma anche di tutte le altre malattie incluso quelle endocrine, immunitarie, neurologiche e, non ultime, le malformazioni. Si ribadisce che in problematiche così importanti e complesse devono sempre essere privilegiate le scelte che si ispirano al principio di "precauzione" e alla tutela e salvaguardia dell'ambiente, consci che la nostra salute e quella delle future generazioni è ad esso indissolubilmente legata. Si chiede pertanto che: · venga istituita immediatamente una moratoria sui progetti in corso; · come nel resto del mondo si applichino forti tassazioni per chi realizza inceneritori che, in Italia, ricevono invece sostanziali incentivi economici (perché equiparati per legge ad una fonte energetica rinnovabile...);· venga incentivata, anche economicamente, la politica delle "R".

Inceneritori? Inquinano più di centrali a carbone

Inceneritori? Inquinano più di centrali a carbone

Come si fa a definire fonte rinnovabile il processo di combustione dei rifiuti? Contro questo paradosso sono state consegnate oggi ai Presidenti di Camera e Senato quasi 30 mila firme da Greenpeace e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero per chiedere l´abolizione del sussidio agli inceneritori. La produzione elettrica da incenerimento dei rifiuti è sussidiata, infatti, sia attraverso i costi di smaltimento che grazie agli incentivi che dovrebbero essere riservati alle fonti rinnovabili di energia, prive di emissioni inquinanti. "Nei rifiuti è presente sia una componente organica, le cui emissioni di CO2 sono considerate nulle, che una componente di plastiche che invece è una fonte fossile a tutti gli effetti in quanto derivata dal petrolio, le cui emissioni vanno conteggiate" spiega Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. "Dai dati ufficiali che annualmente vengono presentati alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, risulta che a parità di energia prodotta i termovalorizzatori emettono più anidride carbonica rispetto alla media della produzione elettrica. Così gli incentivi che dovrebbero essere dedicati alle fonti rinnovabili - che hanno emissioni nulle di CO2 - vengono spesi per aumentarle".Per la produzione netta di un kilowattora da rifiuti si emettono infatti circa 940 grammi di anidride carbonica, contro i 530 della media nazionale (che comprende anche la quota da rinnovabili) e i 650 della sola componente termoelettrica. Si tratta di emissioni più elevate di quelle delle fonti fossili: un impianto tradizionale a carbone emette circa 900 grammi di CO2 per kWh e uno a gas a ciclo combinato circa 370. "L´Italia, in ritardo rispetto allo sviluppo delle nuove fonti rinnovabili - eolico, solare, biomasse - e in gravi difficoltà per rispettare gli impegni di Kyoto, dovrebbe semmai tassare e non incentivare gli impianti di incenerimento, favorendo invece il riciclaggio ed il compostaggio" ricorda Rossano Ercolini, della Rete Nazionale Rifiuti zero.Da una tonnellata di rifiuti si producono circa 700 kWh e si ricevono mediamente circa 70 euro di incentivi per la produzione di elettricità. Ma una tonnellata di rifiuti incenerita emette circa 0,8 tonnellate di CO2 e riceve pure gli incentivi: se gli impianti dovessero acquistare sul mercato i permessi di emissione, dovrebbero pagare una cifra di 10-15 euro per tonnellata.QUANTA CO2 SI EMETTE PER PRODURRE UN KILOWATTORA?940 grammi da incenerimento rifiuti solidi urbani Italia 900 grammi da impianto tradizionale a carbone 800 grammi da impianti a "carbone pulito" 720 grammi da olio combustibile 650 grammi valore medio Italia 2004 impianti termoelettrici (media da fonti fossili) 530 grammi valore medio Italia 2004 (tutte le fonti) 500 grammi da gas da impianto tradizionale 370 grammi da gas da impianto a ciclo combinato 0 grammi da eolico 0 grammi da solare fotovoltaico 0 grammi da biomasse

Anche per l'Enea gli inceneritori sono troppo inquinanti

Anche per l'Enea gli inceneritori sono troppo inquinanti


29/09/2006 - - Una frase in particolare è significativa:''Penso proprio che possiamo cominciare a pensare che in un futuro molto prossimo i termo-valorizzatori saranno messi al bando perche' troppo inquinanti - spiega Angelo Moreno, ricercatore dell'Enea della Casaccia - Una nuova tecnologia, chiamata pirolisi, gia' in funzione in Germania e in Islanda, sembra avere un futuro molto promettente''.Forse aveva ragione Beppe Grillo con il suo famoso:"le superballe di Superquark"?Perchè ci continuate a proporre l'inquinamento troppo elevato degli inceneritori, quando sono sempre di più le tecniche, le modalità e gli impianti con notevoli vantaggi, riduzione di costi, di inquinamento?Davvero la provincia di Latina si merita pure l'inceneritore?ENEA, POSSIBILE SMALTIRE RIFIUTI IN MODO PULITOSmaltire i rifiuti urbani in modo pulito, con un impatto ambientale minimo, producendo eco-energia. Dopo gli esperimenti in Germania e Islanda anche in Italia si sta facendo strada la tecnica del futuro, che dovrebbe sostituire quella degli inceneritori: la pirolisi. A proporre la nuova tecnologia e' l'Enea, che sta vagliando le varie ipotesi possibili allo scopo di rendere una questione ambientale ed economica in una risorsa, per trasformare la maggior parte dei rifiuti in energia termica ed elettrica. E' questo l'obiettivo dell'Enea: ottenere la massima resa dal punto di vista energetico con il minor impatto ambientale. ''Penso proprio che possiamo cominciare a pensare che in un futuro molto prossimo i termo-valorizzatori saranno messi al bando perche' troppo inquinanti - spiega Angelo Moreno, ricercatore dell'Enea della Casaccia - Una nuova tecnologia, chiamata pirolisi, gia' in funzione in Germania e in Islanda, sembra avere un futuro molto promettente''. Secondo Moreno ''con particolari accorgimenti tecnici come l'utilizzo di un particolare tipo di forno (kiln), l'assenza totale di ossigeno, la dissociazione molecolare a 400 °C (contro i 1300 °C degli inceneritori), la pirolisi puo' raggiungere punti di eccellenza, quali la totale assenza di diossine e furani, oltre ai fumi con le polveri''. Inoltre, con la nuova tecnologia c'e' la possibilita' di trattare la frazione umida insieme con la frazione secca del rifiuto, con performance che possono toccare punte del 90% di produzione di gas e 10% di residuo inerte in discarica, contro circa il 50% dei termo-valorizzatori. ''In questo modo - precisa Moreno - si consente la minimizzazione dell'impatto ambientale, vale a dire, un minor numero e minore uso delle discariche, che e' tra i primi obiettivi ambientali nella gestione rifiuti in Italia. Inquinanti quali i composti dello zolfo, gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio diminuiscono fino alla meta' mentre quelli pesanti si riducono del 50%. Se poi - prosegue il ricercatore dell'Enea - un tale sistema venisse accoppiato con una tecnologia ad alta efficienza, quali le celle a combustibile ad alta temperatura che possono sfruttare in maniera ottimale il syn-gas prodotto, questa potrebbe rappresentare la soluzione tecnologica ottimale al problema dei rifiuti, dal punto di vista ambientale, energetico, sociale ed economico''. Una alternativa sostenibile, quella proposta dall'Enea, una delle risposte al dibattito sullo smaltimento dei rifiuti. Il problema in Italia ormai e' all'ordine del giorno, nel tentativo di trovare soluzioni non inquinanti e accettate dalle comunita' locali. Un punto fermo sembra essere l'importanza dell'incremento della raccolta differenziata, con una forte riduzione di imballaggi secondari inutili, prodotti usa e getta e l'introduzione del vuoto a perdere, come gia' accade in molti Paesi del Nord Europa. Certo, gli inceneritori bruciano i rifiuti, ma rilasciano nell'aria fumi, scorie di combustione e perfino fanghi prodotti dai sistemi di abbattimento dei fumi. E questo vale, in gran parte, anche per gli impianti di ultimissima generazione. Anche nell'ultima conferenza programmatica sull'emergenza rifiuti della Regione Lazio, a parte alcune proposte alternative dei Verdi, tra le quali il trattamento meccanico biologico e la raffinazione a freddo dei rifiuti, sembra che l'unica soluzione resti sempre l'inceneritore. (ANSA).

Ambiente: gli inceneritori? Più CO2 delle centrali a carbone

Come si fa a definire fonte rinnovabile il processo di combustione dei rifiuti? Contro questo paradosso sono state consegnate oggi ai Presidenti di Camera e Senato quasi 30 mila firme da Greenpeace e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero per chiedere l’abolizione del sussidio agli inceneritori.


La produzione elettrica da incenerimento dei rifiuti è sussidiata, infatti, sia attraverso i costi di smaltimento che grazie agli incentivi che dovrebbero essere riservati alle fonti rinnovabili di energia, prive di emissioni inquinanti.

"Nei rifiuti è presente sia una componente organica, le cui emissioni di CO2 sono considerate nulle, che una componente di plastiche che invece è una fonte fossile a tutti gli effetti in quanto derivata dal petrolio, le cui emissioni vanno conteggiate" spiega Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. "Dai dati ufficiali che annualmente vengono presentati alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, risulta che a parità di energia prodotta i termovalorizzatori emettono più anidride carbonica rispetto alla media della produzione elettrica. Così gli incentivi che dovrebbero essere dedicati alle fonti rinnovabili – che hanno emissioni nulle di CO2 – vengono spesi per aumentarle".

Per la produzione netta di un kilowattora da rifiuti si emettono infatti circa 940 grammi di anidride carbonica, contro i 530 della media nazionale (che comprende anche la quota da rinnovabili) e i 650 della sola componente termoelettrica. Si tratta di emissioni più elevate di quelle delle fonti fossili: un impianto tradizionale a carbone emette circa 900 grammi di CO2 per kWh e uno a gas a ciclo combinato circa 370. "L’Italia, in ritardo rispetto allo sviluppo delle nuove fonti rinnovabili – eolico, solare, biomasse – e in gravi difficoltà per rispettare gli impegni di Kyoto, dovrebbe semmai tassare e non incentivare gli impianti di incenerimento, favorendo invece il riciclaggio ed il compostaggio" ricorda Rossano Ercolini, della Rete Nazionale Rifiuti zero.

Da una tonnellata di rifiuti si producono circa 700 kWh e si ricevono mediamente circa 70 euro di incentivi per la produzione di elettricità. Ma una tonnellata di rifiuti incenerita emette circa 0,8 tonnellate di CO2 e riceve pure gli incentivi: se gli impianti dovessero acquistare sul mercato i permessi di emissione, dovrebbero pagare una cifra di 10-15 euro per tonnellata.

Inceneritori: 30.000 firme per dire no ai sussidi

Inceneritori: 30.000 firme per dire no ai sussidi
Conferenza stampa a Roma sul tema dell'incenerimento dei rifiuti
28 Settembre 2006
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Greenpeace ha raccolto 30.000 firme per dire no ai sussidi statali a favore degli inceneritori, che, secondo i dati ufficiali, emettono più CO2 della media delle altre fonti di energia.Ingrandisci
Roma, Italia — Si è tenuta oggi a Montecitorio una conferenza stampa sul tema dell'incenerimento dei rifiuti, presieduta da Greenpeace e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero, che hanno consegnato quasi 30.000 mila firme ai Presidenti di Camera e Senato per chiedere l'abolizione delle sovvenzioni agli inceneritori.
La produzione elettrica da incenerimento dei rifiuti riceve infatti sovvenzioni sia attraverso i costi di smaltimento che grazie agli incentivi destinati alle fonti rinnovabili. Un vero e proprio paradosso che grava sulle tasche dei cittadini, costretti a pagare nella bolletta energetica una "tassa invisibile" che finanzia i termovalorizzatori, invece di promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Ma non è tutto. C'è infatti un altro grande paradosso: secondo i dati ufficiali della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, gli inceneritori emettono, a parità di energia prodotta, più anidride carbonica rispetto alla media delle altre fonti energetiche [ vedi tabella ]. Questo significa che gli incentivi destinati in teoria alle fonti rinnovabili - che hanno emissioni nulle di CO2 – contribuiscono, in realtà, ad aumentare le emissioni, allontanandoci dal rispetto delle scadenze e degli impegni previsti dal Protocollo di Kyoto.
La soluzione ideale, secondo Greenpeace, è portare allo smaltimento finale meno rifiuti possibili, incentivando la strategia delle 4R, Riduzione a monte dei rifiuti, Riutilizzo dei beni, Raccolta differenziata, Riciclo dei materiali.

Friday, September 29, 2006

Compensazioni.....a Novara e' Possibile

Doppia festa a Novara


26 settembre 2006

Radici Chimica avvia l'impianto PA66 e inaugura un raccordo ferroviario.
Annunciati ulteriori investimenti in Germania.


Sabato scorso si è tenuto presso lo stabilimento Radici Chimica di Novara un Open-Day durante il quale è stato presentato il nuovo impianto di polimerizzazione per PA66 entrato in funzione nei primi giorni di settembre.L'unità comprende due linee di polimerizzazione batch - in grado di produrre gradi differenti - per una capacità complessiva di circa 16mila tonnellate annue, che si aggiungono alle 70mila t/a già in funzione presso il sito produttivo. L'intervento ha comportato anche la costruzione di sei nuovi silos per lo stoccaggio del prodotto finito e relativo impianto per il confezionamento in octabins.Oltre alla poliammide 66 - ci ha spiegato il responsabile dell'impianto Gianfranco Merani - la nuova unità è predisposta per produrre poliammidi speciali, quali PA612, PA610 e poliammidi amorfe trasparenti, rivolte ad applicazioni ingegneristiche. Oggi la società non commercializza compound a base di questi polimeri, ma sono in fase di R&D diversi progetti, come ci ha confermato Pierpaolo Babini, nuovo responsabile R&D a livello di gruppo.Nel corso della giornata è stato anche inaugurato il nuovo raccordo ferroviario, lungo oltre due chilometri, che collega il centro intermodale di Novara Boschetto con lo stabilimento Radici. Il progetto, realizzato in partnership con Cargo Chemicals, società del gruppo Ferrovie dello Stato, consentirà di movimentare via rotaia circa 100mila tonnellate annue di materie prime, pari al 70% del fabbisogno del sito, togliendo dalle strade 3.600 camion ogni anno, con riflessi positivi per l'ambiente e per la viabilità del territorio. Nel corso della cerimonia, il primo treno è entrato nello stabilimento e ha tagliato il nastro.L'obiettivo è scaricare ogni settimana quattro treni blocco composti da 14 cisterne dedicate al trasporto di adiponitrile, ammoniaca e cicloesanolo - afferma Dario Pomodoro, responsabile della logistica a Novara - Il 60% dei convogli partirà dall'Italia, il 40% da Francia e Romania". "Stiamo anche valutando la possibilità, in futuro, di spedire il polimero prodotto a Novara in container fino al vicino scalo di Boschetto, e da lì agli scali portuali di Genova, Livorno e La Spezia".Le novità non finiscono qui: qualche giorno fa Maurizio Radici, Vicepresidente del Gruppo, ha annunciato il progetto di un nuovo impianto per acido adipico in Germania, presso lo stabilimento di Troeglitz, che comporterà investimenti per 20 milioni di euro: lo studio di fattibilità è pronto e la nuova unità potrebbe entrare in produzione già alla fine del prossimo anno.
La consociata tedesca Radici Chimica Deutschland è tra i principali produttori europei di acido adipico con una capacità di circa 80mila t/a. In Germania, il Gruppo produce anche 80mila t/a di acido nitrico e 70mila t/a di cicloesanolo, elementi base per la produzione del nylon.

Tuesday, August 01, 2006

Stop agli incentivi all'incenerimento

Stop agli incentivi all'incenerimento


Se dovesse passare la legge Comunitaria 2006 al voto in questi giorni in Parlamento per introdurre nella legislazione italiana alcune modifiche che recepiscono le direttive europee, nel settore dei rifiuti si produrrebbe una vera e propria rivoluzione, richiesta da Legambiente attraverso una petizione avviata da alcuni mesi.





All'articolo 15 bis del provvedimento è previsto un emendamento che cancella una delle tante contraddizioni della normativa ambientale nazionale: quella cioè che mette sullo stesso piano l'incenerimento di scarti biodegradabili e non per ottenere energia elettrica classificando entrambe le tipologie di rifiuto tra le fonti rinnovabili.





Ebbene questo articoletto frutto di un accordo tra governo e maggioranza, breve ma efficace, rimette finalmente le cose a posto ripristinando implicitamente una distinzione che, riconosciuta anche dal semplice buon senso, solo l'ostinazione o forse un interesse di parte non riconosceva come tale.





Perché se la Comunitaria dovesse passare così com'è oggi, i finanziamenti e gli incentivi pubblici previsti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sarebbero concessi solo a quegli impianti che rientrano nella definizione dell'articolo 2 della direttiva 2001/77/Ce. In altre parole, escludendo l'utilizzo di rifiuti non biodegradabili e limitandolo solo a quelli a base di biomassa.





Recita, infatti, l'articolo 15-bis, comma 1: "Ai fini della corretta applicazione della direttiva 2001/77/CE i finanziamenti e gli incentivi pubblici sono concedibili esclusivamente per la produzione di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, così come definita dall'articólo 2 della medesima direttiva 2001/77/Ce".





Aggiunge poi il comma 2: "I benefici previsti dal decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 per gli impianti di incenerimento, di co-combustione, di coincenerimento possono essere concessi soltanto a quegli impianti la cui costruzione sia iniziata dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 e prima del 9 giugno 2006". Il che significa che viene anche ristretto notevolmente il campo di utilizzo degli inceneritori.

Monday, July 31, 2006

«La società a fianco della Procura»

nota di colombini
«La società a fianco della Procura»


L'operazione dei carabinieri del Comando provinciale, del Reparto Operativo, del Comando provinciale della Guardia di finanza e del Gico, ha portato alla luce le infiltrazioni e gli interessi di Cosa Nostra presso gli stabilimenti di Riesi, in contrada Palladio, e Gela, nella zona industriale, della Calcestruzzi Spa e della cava annessa allo stabilimento di Riesi dell'azienda bergamasca. Sono state effettuate perquisizioni, con sequestri di documentazione, nelle sedi della Calcestruzzi - società del gruppo ItalCementi, quotata in Borsa - di Bergamo, Napoli, Termini Imerese, Borgetto, Caltanissetta, Riesi, Gela, Priolo, Messina. Impiegati nell'operazione 52 carabinieri, un elicottero dell'Arma e 26 veicoli, 50 finanziari, un elicottero delle Fiamme Gialle e 24 veicoli.
Oltre ai tre arrestati, Salvatore Paterna, Giuseppe Giovanni Laurino (al quale il provvedimento è stato notificato in carcere) e Giuseppe Ferraro, è stato notificato un avviso di garanzia alla Calcestruzzi Spa nella persona del suo legale rappresentante Pierfranco Barabini: le ipotesi di reato sono quelle di associazione mafiosa e falso in bilancio, reati contestati anche ai tre soggetti raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere. Un altro reato contestato è quello di trasferimento fraudolento di valori. le perquisizioni effettuate nei confronti degli indagati, ha portato anche al sequestro di 2 pistole semiautomatiche, un revolver e una carabina con il relativo munizionamento (circa 150 cartucce). Il valore degli impianti della Calcestruzzi spa di Riesi e Gela e della cava di inerti annessa allo stabilimento di Riesi, ammonta a 4 milioni di euro.
I collaboratori di giustizia Tardanico e Barberi hanno detto che per quanto riguarda il mandamento mafioso di Riesi, il reggente di Cosa Nostra - malgrado sia detenuto ormai da anni - resta Pino Cammarata, il reggente fino al 2002 è stato Rosolino Li Vecchi (adesso anche lui detenuto), a partire dal 2002 è stato Francesco Cammarata (finito in carcere nel novembre scorso nel blitz Odessa) e che a partire dal 22 novembre 2005 la reggenza era passata a Salvatore Paterna. Per quanto riguarda gli impianti della Calcestruzzi Spa di Gela e Riesi (dove lavorano alcune decine di dipendenti) già nella giornata di ieri mattina è insediato l'amministratore giudiziario.
LA BORSELLINO E LUMIA: FORTE IMPEGNO CONTRO LE COSCHE. Il capo dell'Unione all'Ars, Rita Borsellino, sull'inchiesta «Doppio colpo» di Riesi ha dichiarato: «L'operazione della Procura di Caltanissetta su mafia e appalti testimonia quanto forte sia l'impegno di magistratura e forze dell'ordine». Rispetto alla decisione della procura di Caltanissetta di iscrivere nel registro degli indagati per associazione mafiosa, un'azienda, Rita Borsellino aggiunge: «È una novità dal punto di vista investigativo e potrebbe rivelarsi determinante nel contrasto dei rapporti mafia-economia».
«L'operazione di Riesi dimostra come Cosa Nostra si muova ancora con grande capacità sia nei settori tradizionali che nelle attività più recenti» ha invece detto Giuseppe Lumia, parlamentare Ulivo-Ds. «Questa operazione - ha aggiunto il diessino - è a conferma che la lotta a Cosa Nostra è sempre più impegnativa, che si deve svolgere su più campi e con mezzi sempre più sofisticati. È evidente che neanche questa fase di incertezza seguita alla cattura di Provenzano ha rallentato gli affari. Per questo - ha concluso Lumia - lo Stato non deve assolutamente perdere colpi e continuare a cercare sempre nuove strade per colpire alla radice le risorse economiche delle cosche».

Favoreggiamento della mafia, indagata Calcestruzzi spa

29/07/2006
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Favoreggiamento della mafia, indagata Calcestruzzi spa




Caltanisetta. Cosa Nostra diventa impresa, e attraverso aziende nazionali tenta di controllare il business degli appalti e di riprendersi i beni confiscati alle cosche. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta della Dda di Caltanissetta sfociata ieri in tre provvedimenti di custodia cautelare e nella notifica di un avviso di garanzia per associazione mafiosa alla Calcestruzzi Spa, l’azienda del gruppo Italcementi. Gli arrestati sono Salvatore Paterna, 44 anni, impiegato della Calcestruzzi di Riesi, e Giuseppe Ferraro, di 46, proprietario della cava «Billiemi», sempre a Riesi. Un terzo provvedimento è stato notificato in carcere a Giuseppe Giovanni Laurino, inteso «ù Gracciato», 49 anni, ex dipendente dell’azienda. Sono accusati di associazione mafiosa. La stessa ipotesi formulata per la Calcestruzzi spa che è anche indagata per falso in bilancio. È la prima volta che questa nuova metodologia di indagine viene applicata per il reato di mafia. Secondo gli inquirenti l’azienda bergamasca sarebbe stata «strumento» dei boss mafiosi. L’avviso di garanzia è stato notificato al legale rappresentante della società, Pierfranco Barabini. In particolare la Calcestruzzi avrebbe messo a disposizione somme di denaro a presunti affiliati a Cosa nostra per acquistare beni che erano sottoposti ad amministrazione controllata. Sequestrati pure gli impianti di produzione di calcestruzzo di Riesi e Gela di proprietà della Calcestruzzi, e la cava di inerti di Ferraro. Il valore complessivo dei beni che ora saranno gestiti da un amministratore giudiziario è di circa quattro milioni di euro. L’inchiesta ha accertato come beni sequestrati alla mafia siano tornati, di fatto, nella disponibilità dei boss. Come nel caso di una cava: per gli inquirenti, Ferraro, che è accusato di far parte della cosca di Riesi, l’avrebbe acquistata grazie al denaro della stessa Calcestruzzi. Dal canto suo la Calcestruzzi «ribadisce la sua estraneità ai fatti» e garantisce la piena «collaborazione con la magistratura». La società da un lato sottolinea come l’iscrizione nel registro degli indagati predisposto nei propri confronti «sia un atto dovuto e previsto dalla legge», dall’altro rimarca che «già lo scorso anno aveva licenziato uno dei suoi dipendenti dell’impianto siciliano».
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