Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Monday, July 31, 2006

«La società a fianco della Procura»

nota di colombini
«La società a fianco della Procura»


L'operazione dei carabinieri del Comando provinciale, del Reparto Operativo, del Comando provinciale della Guardia di finanza e del Gico, ha portato alla luce le infiltrazioni e gli interessi di Cosa Nostra presso gli stabilimenti di Riesi, in contrada Palladio, e Gela, nella zona industriale, della Calcestruzzi Spa e della cava annessa allo stabilimento di Riesi dell'azienda bergamasca. Sono state effettuate perquisizioni, con sequestri di documentazione, nelle sedi della Calcestruzzi - società del gruppo ItalCementi, quotata in Borsa - di Bergamo, Napoli, Termini Imerese, Borgetto, Caltanissetta, Riesi, Gela, Priolo, Messina. Impiegati nell'operazione 52 carabinieri, un elicottero dell'Arma e 26 veicoli, 50 finanziari, un elicottero delle Fiamme Gialle e 24 veicoli.
Oltre ai tre arrestati, Salvatore Paterna, Giuseppe Giovanni Laurino (al quale il provvedimento è stato notificato in carcere) e Giuseppe Ferraro, è stato notificato un avviso di garanzia alla Calcestruzzi Spa nella persona del suo legale rappresentante Pierfranco Barabini: le ipotesi di reato sono quelle di associazione mafiosa e falso in bilancio, reati contestati anche ai tre soggetti raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere. Un altro reato contestato è quello di trasferimento fraudolento di valori. le perquisizioni effettuate nei confronti degli indagati, ha portato anche al sequestro di 2 pistole semiautomatiche, un revolver e una carabina con il relativo munizionamento (circa 150 cartucce). Il valore degli impianti della Calcestruzzi spa di Riesi e Gela e della cava di inerti annessa allo stabilimento di Riesi, ammonta a 4 milioni di euro.
I collaboratori di giustizia Tardanico e Barberi hanno detto che per quanto riguarda il mandamento mafioso di Riesi, il reggente di Cosa Nostra - malgrado sia detenuto ormai da anni - resta Pino Cammarata, il reggente fino al 2002 è stato Rosolino Li Vecchi (adesso anche lui detenuto), a partire dal 2002 è stato Francesco Cammarata (finito in carcere nel novembre scorso nel blitz Odessa) e che a partire dal 22 novembre 2005 la reggenza era passata a Salvatore Paterna. Per quanto riguarda gli impianti della Calcestruzzi Spa di Gela e Riesi (dove lavorano alcune decine di dipendenti) già nella giornata di ieri mattina è insediato l'amministratore giudiziario.
LA BORSELLINO E LUMIA: FORTE IMPEGNO CONTRO LE COSCHE. Il capo dell'Unione all'Ars, Rita Borsellino, sull'inchiesta «Doppio colpo» di Riesi ha dichiarato: «L'operazione della Procura di Caltanissetta su mafia e appalti testimonia quanto forte sia l'impegno di magistratura e forze dell'ordine». Rispetto alla decisione della procura di Caltanissetta di iscrivere nel registro degli indagati per associazione mafiosa, un'azienda, Rita Borsellino aggiunge: «È una novità dal punto di vista investigativo e potrebbe rivelarsi determinante nel contrasto dei rapporti mafia-economia».
«L'operazione di Riesi dimostra come Cosa Nostra si muova ancora con grande capacità sia nei settori tradizionali che nelle attività più recenti» ha invece detto Giuseppe Lumia, parlamentare Ulivo-Ds. «Questa operazione - ha aggiunto il diessino - è a conferma che la lotta a Cosa Nostra è sempre più impegnativa, che si deve svolgere su più campi e con mezzi sempre più sofisticati. È evidente che neanche questa fase di incertezza seguita alla cattura di Provenzano ha rallentato gli affari. Per questo - ha concluso Lumia - lo Stato non deve assolutamente perdere colpi e continuare a cercare sempre nuove strade per colpire alla radice le risorse economiche delle cosche».

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