Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .
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Saturday, April 25, 2015

Dalla riunione sono state escluse anche quelle amministrazioni comunali, Paderno d'Adda e Solza, che tre anni fa non sottoscrissero gli accordi sulle compensazioni ambientali. "Ho richiesto formalmente di poter partecipare agli incontri organizzati da Agenda 21 in qualità di rappresentante dei comuni che partecipano alla conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Bergamo - ha spiegato il sindaco di Paderno Renzo Rotta - , per volontà di alcuni questa possibilità mi è stata però negata".

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talcementi: Calusco apre alla discussione, posizione condivisa sullo scalo ferroviario

Nella serata di ieri, mercoledì 22 aprile, presso il municipio di Calusco d'Adda, i comuni che sottoscrissero nel 2012 il protocollo di intesa sulle compensazioni ambientali con l'azienda Italcementi sono tornati a confrontarsi in un tavolo territoriale organizzato dalla sezione locale dell'Isola bergamasca dell'associazione ambientalista Agenda 21.

Come nel 2012 e viste le ultime novità che riguardano il cementificio di Calusco d'Adda, l'associazione è tornata a proporsi come soggetto in grado di coordinare la discussione tra le parti. La novità emersa nell'incontro di ieri - preceduto da un primo tenutosi lo scorso 30 marzo - è che tutti i comuni coinvolti, incluso quello di Calusco, hanno raggiunto una posizione condivisa sulla questione del raccordo ferroviario che Italcementi, con gli accordi del 2012, si impegnò a realizzare per portare su rotaia parte del traffico merci in entrata e in uscita dallo stabilimento.

Italcementi, partecipando all'incontro del 30 marzo, aveva spiegato le proprie difficoltà nella realizzazione dell'opera e l'attuale disinteresse a portarla a compimento, riservandosi di mettere sul tavolo soluzioni alternative. Pur restando aperti a valutare le proposte dell'azienda, gli amministratori riuniti al tavolo territoriale di ieri hanno verbalizzato, all'unanimità, l'intenzione di non voler rinunciare al raccordo ferroviario - che dovrebbe togliere dalla strada circa 8000 camion all'anno - e quella di spingere l'azienda a rispettare gli impegni assunti.

"Per la prima volta durante l'assemblea di ieri tutti i comuni coinvolti hanno raggiunto una posizione condivisa sottoscritta in un documento: non è possibile aprire una nuova discussione con Italcementi senza che questa porti a termine gli accordi presi in passato, e il raccordo ferroviario ne è parte fondamentale", ha spiegato Giuseppe Acquati, assessore all'ambiente del Comune di Robbiate. "Inizialmente il Comune di Calusco aveva manifestato l'intenzione di non volersi confrontare con i comuni limitrofi, il fatto che abbia mutato la propria posizione è un risultato importante, frutto sia del lavoro istituzionale che abbiamo svolto con la Provincia di Bergamo sia della maggiore attenzione dell'opinione pubblica sulla vicenda".

"L'interesse di tutti i soggetti coinvolti è garantire la salute dei cittadini e il rispetto dell'ambiente, questioni che non hanno confini e che ci vedono ora remare tutti dalla stessa parte", ha aggiunto Roberto Riva, consigliere delegato all'ambiente presente alla riunione per il Comune di Imbersago. "La volontà delle amministrazioni è quella di portare l'azienda a intraprendere tutte le azioni necessarie per migliorare la qualità delle emissioni e di non accettare altri tipi di compensazioni come in passato. La strada del raccordo ferroviario siamo convinti che vada perseguita, ma non chiudiamo a priori alle proposte di Italcementi che, insieme, ci riserviamo di valutare con i tecnici".

Non ha mancato però di creare polemiche la decisione di svolgere gli incontri a "porte chiuse". Cosa che il gruppo consiliare di minoranza di Calusco d'Adda, a suo tempo presente al tavolo territoriale del 2012, ha voluto sottolineare con una lettera aperta alle amministrazioni coinvolte in questo nuovo tavolo.
Dalla riunione sono state escluse anche quelle amministrazioni comunali, Paderno d'Adda e Solza, che tre anni fa non sottoscrissero gli accordi sulle compensazioni ambientali.
"Ho richiesto formalmente di poter partecipare agli incontri organizzati da Agenda 21 in qualità di rappresentante dei comuni che partecipano alla conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Bergamo - ha spiegato il sindaco di Paderno Renzo Rotta - , per volontà di alcuni questa possibilità mi è stata però negata".


La discussione ora proseguirà con la Provincia di Bergamo che - lo ricordiamo - ha accolto tutte le richieste fatte dai comuni e concesso a Italcementi 90 giorni di tempo per integrare il progetto presentato.

Saturday, February 21, 2015

Altri ArticoliCalusco, fiamme ed esplosione Italcementi: rogo domato - Foto e video
  • Venerdì 20 febbraio 2015
  •  (5)

Calusco, fiamme ed esplosione
Italcementi: rogo domato - Foto e video

Il boato è stato avvertito da diverse persone a Calusco d’Adda verso le 14,30. Sul posto i pompieri, squadre anche dal Lecchese. L’incendio è divampato alla cementeria Italcementi.
Calusco, fiamme ed esplosione Italcementi: rogo domato - Foto e videoDall’Italcementi arriva una prima ricostruzione dell’accaduto: durante un’operazione di svuotamento del serbatoio dell’olio combustibile – effettuata da una ditta specializzata esterna – si è verificato un incendio: l’operazione di svuotamento, spiegano dall’azienda, era in programma nell’ambito del passaggio della cementeria dall’utilizzo di olio combustibile al metano. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Merate e Bergamo che sono riusciti a riportare la situazione sotto controllo. Un nostro lettore, Henry Sottocornola, ci ha inviato un video in cui si vedono le fiamme e il fumo.
Dall’azienda spiegano che non si sono verificati danni a persone o cose, a parte il serbatoio stesso. L’esplosione è stata udita da diversi cittadini caluschesi e dei vicini comuni lecchesi. Sul posto anche il 118.
Foto dei lettori: il primo scatto arrivato in redazione
Foto dei lettori: il primo scatto arrivato in redazione 
(Foto by Annamaria Colleoni)
Pochi minuti dopo le prime fiammate, il rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza si è recato sul posto per assicurarsi che non ci fossero persone coinvolte: «Pur preoccupati per quanto accaduto, siamo sollevati dall’apprendere che nessun lavoratore sia stato ferito nell’incidente» hanno rilevato Luciana Fratus per la Fillea-Cgil, Umberto Giudici di Filca-Cisl e Giuseppe Mancin della Feneal Uil di Bergamo. «Unitamente con le Rsu di Calusco, abbiamo già formalmente chiesto alla direzione aziendale un confronto su quanto accaduto. Con ogni probabilità la questione sarà affrontata già martedì, in occasione di un incontro fissato su altre tematiche».
Foto dai lettori
Foto dai lettori 
(Foto by Cristian Cattaneo)

Tuesday, December 18, 2012

Nuovo ricorso al Tar:Solza-Calusco,ora è scontro totale

Il sindaco solzese Carla Rocca cita nuovamente il Comune di Calusco sulla questione Pgt e nuova circonvallazione, nonostante una recente sentenza che le ha dato torto. La risposta di Calusco con una dura lettera aperta.

Nuovo ricorso al Tar:Solza-Calusco,ora è 

scontro totale


Solza


Che i rapporti tra i due vicini non siano mai stati buoni, dall'insediamento di Roberto Colleoni al vertice del Municipio caluschese, non è un mistero. Ora però pare si sia passato ogni limite: lo scontro istituzionale tra Solza e Calusco è certificato. Il sindaco di Solza Carla Maria Rocca presenta un nuovo ricorso al Tar di Brescia in ordine alla richiesta di annullare la delibera di consiglio comunale caluschese riguardante l'approvazione del Piano di Governo di Territorio.
Richiesta che segue una recente sentenza dello stesso Tar di Brescia che aveva bocciato un primo ricorso del primo cittadino solzese. La notizia del nuovo ricorso ha scatenato le ire di Calusco, e l'assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica Alessandro Bonacina ha deciso di scrivere una lettera apertarivolta alla Rocca per rispondere, sul piano del merito e sul piano politico. (Il testo completo della missiva: mail-attachment.googleusercontent.com/attachment/)
Due le questioni toccate dall'assessore Bonacina, che ha seguito l'iter del Pgt dalla culla all'approvazione. La prima è "l'ingerenza politica di un Comune nei confronti di un altro vicino. Cuore del ricorso presentato da Solza riguarda infatti il progetto della nuova circonvallazione Sud, opera infrastrutturale che ricade interamente sul territorio caluschese, e la trasformazione d'uso di un terreno anch'esso completamente sul territorio caluschese. Difficile comprendere come possa un Comune esterno decidere sulle scelte interne ad altro Comune. Ancora più difficile comprenderlo alla luce della sentenza del Tar di Brescia depositata il 31 agosto scorso e che ha già stabilito la legittimità delle scelte dell'amministrazione caluschese, respingendo il primo ricorso solzese".
In secondo luogo da Calusco si fa notare che “questa decisione, giudicata incomprensibile, avrà dei costi in termini di spese processuali: soldi pubblici che il sindaco Rocca farà spendere ai suoi cittadini per una battaglia ritenuta puramente personalistica e ideologica, costringendo Calusco a dover fare altrettanto, a soli tre mesi da una sentenza che già si è espressa sulla questione”.
Infine l'assessore spiega come Solza, negli ultimi dieci anni, “si sia distinta per un boom demografico (+34%, dati da anagrafe di Solza) che coincide necessariamente con consumo di territorio”. Una frecciata al sindaco che si vanta di aver fatto Pgt ad impatto zero. Il sindaco Rocca, presente nelle aule consiliari solzesi dal 1997, "è ritenuta responsabile di questo esponenziale consumo di territorio. Questo dato dimostrerebbe, secondo l'assessore, che se c'è qualcuno che sta devastando l'ambiente e consumando territorio, questo è da ricercarsi non certo a Calusco".
Gianluca Mercuri

Saturday, June 02, 2012

Imbersago: un cittadino versa 6,12 € al comune per riscattare la sua ''quota'' di diritto al confronto sulla questione Italcementi

Imbersago: un cittadino versa 6,12 € al comune per riscattare la sua ''quota'' di diritto al confronto sulla questione Italcementi



Un versamento di 6 euro e 12 centesimi contro una “delibera moralmente illegittima” che l’amministrazione comunale di Imbersago, al pari di altri 7 comuni del meratese e della  bergamasca, ha approvato in giunta senza sottoporla all’attenzione dei cittadini. Lo ha fatto Roberto Bonfanti, residente in paese, che ha provocatoriamente invitato l’amministrazione a restituire la somma alla Italcementi S.p.a, quale quota personale dei 15.000 euro che il comune ha ottenuto dall’azienda come “compensazione ambientale” in base all’accordo sottoscritto lo scorso 7 maggio. La “questione” riguarda un capitolo specifico della proposta di accordo fatta da Italcementi ai comuni al termine di una lunga trattativa, con cui l’azienda si è impegnata a realizzare un raccordo ferroviario interno per l'arrivo del combustibile, ad erogare ai comuni firmatari 15.000 euro per interventi in materia ambientale, a finanziare un sistema di telerilevamento per il Parco Adda Nord, oltre a rilasciare  una fidejussione bancaria di € 600.000 a favore del Comune di Calusco d'Adda. Il tutto con la “clausola” che i comuni rinunciano ad ogni futura richiesta, ragione o azione nei confronti di Italcementi S.p.a. Proprio su questo punto i comuni di Solza e Paderno d’Adda, che ha portato la questione in discussione in consiglio, non hanno firmato la convenzione rinunciando così al contributo. Chi ha firmato (Imbersago, Robbiate, Verderio Superiore e Inferiore nel meratese) lo ha fatto interpretando il documento come una chiusura di una determinata trattativa (quella relativa all’utilizzo di CDR, combustibile derivato da rifiuti) che non pregiudicherà a loro dire l’apertura di nuovi confronti futuri. 




Vi spiego perché ho versato al Comune di Imbersago
6 euro e 12 centesimi

Sul sito internet istituzionale del Comune di Imbersago è possibile consultare il programma amministrativo 2009-2014 della lista che ha “vinto” le ultime elezioni.
Nella sezione ecologia, ambiente e sviluppo sostenibile chi ci amministra, aveva chiesto il voto ai cittadini promettendo testualmente “costante attenzione alle problematiche comunali e sovra comunali riguardanti emissioni inquinanti e acustiche (es. Italcementi, Benson ecc.)”
Nella sezione partecipazione popolare si parla di “un proficuo dialogo, di forme di coinvolgimento della cittadinanza” ecc.
A mio avviso l’Amministrazione  Comunale è andata clamorosamente fuori rotta, e vi spiego come.
Per capirlo ci si deve concentrare sulla Delibera della Giunta Comunale n. 33 del  3 maggio 2012 e sulle vicende che l’anno preceduta.
Quello che vi racconto è tutto scritto  nero su bianco con verbali di riunioni, documenti e delibere.
Si parte dal 2005, anno in cui è stato creato da Agenda 21 Isola Bergamasca Dalmine – Zingonia un Tavolo Territoriale di coordinamento composto dai Comuni potenzialmente interessati  dalla ricaduta ambientale dell’attività di Italcementi S.p.A. di Calusco, dal Parco Adda Nord e da alcune Associazioni Ambientaliste, per lo studio dei progetti finalizzati all’utilizzo del CDR, ovvero combustibile da rifiuto e rifiuti speciali quali Ecofluid e RASF, e per la definizione di un sistema di compensazioni ambientali.
Nel luglio 2005 era stato redatto un documento inerente gli aspetti da approfondire nello STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE presentato da Italcementi S.p.A. nell’ambito della VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE per le attività che prevedevano l’utilizzo di CDR e RIFIUTI SPECIALI. Questo documento (S.I.A.) è stato integrato da Italcementi nel mese di novembre 2005, in considerazione delle proposte avanzate dal Tavolo Territoriale.
Entro la fine del 2005 l’Agenza 21 Isola Bergamasca Dalmine – Zingonia ha elaborato, ottenendo la condivisione da parte degli Enti territoriali interessati, un piano di lavoro denominato “Verso un patto territoriale per un sistema di compensazioni ambientali”, divenendo così responsabile per i Comuni della gestione del Tavolo Territoriale.
Nel mese di  gennaio 2006, il Tavolo Territoriale ha presentato un ulteriore documento  di carattere  tecnico,  accettando  nello stesso  la proposta  formulata  da Italcementi  S.p.a.  in ordine allo studio di fattibilità del trasporto ferroviario e prevedendo, in caso di non realizzazione dello stesso, la destinazione delle relative risorse ad altre iniziative ambientali da disciplinare con apposito accordo.

Nel mese di febbraio 2006, nell’ambito della procedura regionale di valutazione di impatto ambientale sopraccitata, il Tavolo Territoriale ha presentato alla Società Italcementi S.p.a. un documento riassuntivo delle proposte di compensazione ambientale e Italcementi ne ha conseguentemente condiviso la parte relativa al raccordo ferroviario auspicando la conclusione del confronto per la sperimentazione del CDR.

Con Decreto n. 9324 del 07.08.2006 la Regione Lombardia ha autorizzato, nell’ambito  della procedura di autorizzazione integrata ambientale, l’impiego del CDR nella cementeria di Calusco, subordinandolo all’esito positivo della sua sperimentazione.

Nel corso dei mesi di ottobre e novembre 2006  è stato  costituito l’osservatorio tecnico scientifico permanente per la sperimentazione del CDR e successivamente è stato sottoscritto il relativo protocollo di sperimentazione.


Nel novembre 2006 ha avuto inizio l’attività di sperimentazione del CDR nonché il monitoraggio delle prestazioni ambientali dell’impianto.

Nel dicembre 2006 Italcementi S.p.a. ha rinunciato volontariamente all’uso dell’Ecofluid e del RASF, così modificando il quadro di riferimento delle richieste ambientali avanzate dagli Enti, ridotto al solo utilizzo del CDR previa sua positiva sperimentazione.

Nel mese di febbraio 2008, il Tavolo Territoriale ha valutato positivamente, dandone approvazione, l’esito della sperimentazione per l’utilizzo del CDR giunta a conclusione.

Nel corso dell’estate  2008, il Tavolo Territoriale ha presentato  alla Italcementi S.p.a.   un nuovo documento riassuntivo delle proposte di compensazioni ambientali collegate all’uso del CDR.

Nel corso dell’autunno  2009, Italcementi  ha chiesto al Tavolo Territoriale di posticipare  le valutazioni delle compensazioni ambientali, atteso il sopravvenire della crisi economica.

Dopo revisione del sistema delle compensazioni ambientali collegate all’uso del CDR, il tavolo Territoriale ha consegnato ad Italcementi S.p.A. un nuovo documento di compensazioni.

In più occasioni,  Italcementi S.p.a. ha comunicato  agli Enti di cui al Tavolo Territoriale  la propria volontà di variare il quadro dei combustibili alternativi utilizzabili, prevedendo l’incremento della percentuale di sostituzione termica con CDR e/o l’introduzione di nuove tipologie  di rifiuti combustibili; tra l’altro, Italcementi ha mostrato  interesse  per la possibilità  di utilizzo di fanghi biologici essiccati, anche derivanti da depurazioni di effluenti idrici in zona in modo  da  realizzare sinergie  territoriali che  possano  portare  beneficio  alle  comunità locali.

Nel corso della Conferenza di Servizi del 27.4.2011 è stato  inoltre valutato  dagli  Enti competenti l’assetto definitivo impiantistico per la fase 2 di recupero energetico  del CDR già autorizzata con A.I.A. n. 9324 del 7 agosto 2006 dalla Regione Lombardia con   previsione della possibilità di una successiva progettazione definitiva degli impianti. Il  progetto definitivo, fermo restando i quantitativi massimi autorizzati, prevede la realizzazione di un capannone e di strutture per la movimentazione e l’alimentazione alla linea di cottura di CDR e di biomasse non rifiuto, combustibili già previsti  dall’Autorizzazione Integrata Ambientale prima citata. Nella stessa Conferenza di Servizi  è stato valutato anche il progetto per la realizzazione di un nuovo impianto di ricezione e  dosaggio delle biomasse non rifiuto al calcinatore della linea di cottura, necessario per accelerare la possibilità di utilizzo di tale tipologia di combustibili convenzionali.

Gli Enti partecipanti alla suddetta Conferenza di Servizi hanno ritenuto che i progetti presentati rappresentino una modifica non sostanziale e non comportino apprezzabile impatto sull’ambiente, in quanto permetteranno di provvedere in tempi relativamente brevi ad una più consistente sostituzione dei combustibili  tradizionali con biomasse non rifiuto.

A seguito di richiesta avanzata dal Tavolo Territoriale e collegata anche al futuro utilizzo delle biomasse di cui al punto precedente, Italcementi S.p.a ha ribadito al Tavolo Territoriale la propria disponibilità a riattivare il raccordo ferroviario per il trasporto  su rotaia di alcuni materiali necessari alla cementeria di Calusco d’Adda o da questa prodotti.

A  tal fine, Italcementi S.p.a. ha sviluppato il progetto necessario alla riattivazione del raccordo ferroviario e ha presentato a R.F.I., in data 06.04.2011, l’istanza per i necessari assentimenti.


Inoltre, sempre a seguito di richiesta avanzata dal Tavolo Territoriale e collegata alle attività  sopradette, Italcementi S.p.a. si è resa disponibile a stipulare con i Comuni componenti il Tavolo Territoriale - che ne siano interessati - e con l’Ente Parco Adda Nord contratti di  sponsorizzazione rispettivamente delle “case dell’acqua”(€ 15.000,00 una tantum) o di interventi analoghi e del sistema di telerilevamento terrestre con controllo remoto e trasmissione dati via web per il monitoraggio e la prevenzione antincendio boschivo.

Fin qui tutto fila liscio.
Poi Italcementi, prima della sottoscrizione dell’accordo, decide di porre fine a 10 anni di trattative per le compensazioni ambientali a favore dei comuni sui quali ricadranno i prodotti della combustione dello stabilimento di Calusco, modificando unilateralmente il testo dell’accordo, inserendo un ultimo paragrafo che recita: “Pertanto, a fronte dell’assunzione e dell’adempimento dei sopradetti impegni da parte di Italcementi S.p.a., il Tavolo Territoriale e le Amministrazioni componenti il medesimo rinunciano irrevocabilmente ed incondizionatamente ad ogni pretesa, richiesta, ragione o azione nei confronti di Italcementi S.p.a. e di ogni persona fisica o giuridica del cui fatto la Società debba rispondere per l’attività di recupero energetico di CDR così come autorizzata.”
Buttata in soldoni, vale a dire: ti realizzo un’opera che vale 15.000 euro e tu taci per sempre!
Qualunque cosa accada!
A questo punto è lecito porsi alcuni interrogativi, il primo dei quali è il seguente:
Se gli Enti partecipanti alla Conferenza di Servizi hanno ritenuto che i progetti presentati (utilizzo del COMBUSTIBILE DA RIFIUTO) rappresentino una modifica non sostanziale e non comportino apprezzabile impatto sull’ambiente, ed Italcementi ha condiviso, perché agli stessi viene chiesto di rinunciare irrevocabilmente ed incondizionatamente ad ogni pretesa, richiesta, ragione o azione nei confronti di Italcementi S.p.a. e di ogni persona fisica o giuridica del cui fatto la Società debba rispondere per l’attività di recupero energetico di CDR così come autorizzata ?

Su questo tema ognuno di noi potrebbe disquisire all’infinito, col supporto di tesi e dati a favore e contro l’utilizzo del CDR.
A mio avviso, l’argomento merita di essere approfondito, ma il punto non è questo.  E’ un altro.
Penso che il comportamento della Giunta Comunale debba essere censurato dai cittadini.
Il Sindaco di Paderno d’Adda, Valter Motta, ha coinvolto nell’analisi di questo delicato tema il Consiglio Comunale, che ha rigettato all’unanimità il protocollo di intesa. Secondo lui (vedasi articolo apparso su Merateonline.it il 26.04.2012) la priorità non è quella di accettare un’elemosina concessa ai comuni in cambio di 50 anni di influenza sull’ambiente, anche se non li si può obbligare altrimenti, la priorità non è quella di dotare i cittadini di una casetta per l’acqua, ma preservare la loro salute. Oggi come in futuro. Con l’ultima versione dell’accordo si chiude ogni possibilità di dialogo con l’azienda.


Ebbene, la nostra Giunta, quella della “costante attenzione alle problematiche comunali e sovra comunali riguardanti emissioni inquinanti e acustiche (es. Italcementi, Benson ecc.)” , quella della partecipazione popolare, ha approvato con la delibera n. 33 del 3 maggio 2012 quanto segue: (vedasi albo pretorio online)
Visto lo schema di Protocollo di intesa per l’attuazione delle compensazioni ambientali inerenti il processo di sostituzione, presso lo stabilimento di proprietà di  Italcementi S.p.a. di Calusco d’Adda, dei combustibili  convenzionali con combustibili alternativi tra i componenti del Tavolo Territoriale e Italcementi S.p.A. predisposto a seguito di quanto valutato negli ultimi incontri del Tavolo Territoriale, allegato e parte integrante della presente proposta di deliberazione, atto a definire i seguenti impegni:
1.       impegno di Italcementi a dar seguito al progetto di riattivazione del raccordo ferroviario ed alla preliminare richiesta del rilascio di tutte le autorizzazioni si all’uopo rendono necessarie entro il 31.12.2013; lo sviluppo dell’attività sarà osservato e relazionato dal Tavolo Territoriale con periodicità quadrimestrale al fine di considerare nell’immediato le impossibilità non dipendenti dalla Ditta;
2.       rilascio da parte di Italcementi di Fidejussione per un ammontare pari ad €.600.000,00 a favore del Comune di Calusco d’Adda in rappresentanza degli Enti di cui al Tavolo Territoriale, a garanzia dell’obbligo assunto da Italcementi;
3.       disponibilità di Italcementi alla stipula, con i singoli Comuni che si dichiareranno interessati, di contratti di sponsorizzazione delle “case dell’acqua” o per interventi analoghi fino ad un limite di €. 15.000,00;
4.       disponibilità di Italcementi alla stipula, con l’Ente Parco Adda Nord, di contratto di sponsorizzazione del sistema di telerilevamento terrestre con controllo remoto e trasmissione dati via web per il monitoraggio e la prevenzione antincendio boschivo a tutela delle aree naturalistiche e forestali poste a nord e sud degli impianti per un importo di €. 20.000,00;

Dato atto che le parti convengono che lo schema compensativo, definito nel presente Protocollo di intesa, chiuda in modo definitivo il confronto in essere in merito agli interventi legati alla prima fase di utilizzo di CDR in sostituzione dei combustibili fossili convenzionali, e che a fronte dell’assunzione e dell’adempimento dei sopradetti impegni da parte di Italcementi S.p.a., il Tavolo Territoriale e le Amministrazioni componenti il medesimo rinunciano irrevocabilmente ed incondizionatamente ad ogni pretesa, richiesta, ragione o azione nei confronti di Italcementi S.p.a. e di ogni persona fisica o giuridica del cui fatto la Società debba rispondere per l’attività di recupero energetico di CDR così come autorizzata,
DELIBERA
Per quanto esplicitato in premessa:
·         di approvare lo schema di Protocollo d’intesa per l’attuazione delle compensazioni ambientali inerenti il processo di sostituzione, presso lo stabilimento di proprietà di  Italcementi S.p.a. di Calusco d’Adda, dei combustibili  convenzionali con combustibili alternativi tra i componenti del Tavolo Territoriale e Italcementi S.p.A., predisposto a seguito di quanto valutato negli ultimi incontri del Tavolo Territoriale, allegato e parte integrante della presente proposta di deliberazione;
·         di autorizzare l’organo rappresentante dell’Ente alla sottoscrizione con gli enti componenti il Tavolo Territoriale ed Italcementi S.p.A. alla sottoscrizione del Protocollo.

Caro Sindaco,  questo argomento di vitale importanza, a mio modesto parere, doveva essere affrontato dal Consiglio Comunale, anche se è un Consiglio monocolore.

Con questa delibera la Giunta Comunale di Imbersago ha venduto, nell’immediato e per il futuro, a 6 euro e 12 centesimi per ciascuno dei 2.452 cittadini residenti, il diritto sacrosanto di ciascun di essi a pretendere, richiedere ed agire nei confronti di Italcementi e dei suoi amministratori e/o dirigenti qualora l’attività di recupero energetico di CDR produca effetti negativi per l’ambiente e la salute.

Con un avanzo di amministrazione consolidato al 31.12.2011 di € 442.588,95 la Giunta Comunale di Imbersago, ha accettato l’imposizione del silenzio con una casetta per l’acqua che vale 15.000 miseri euro.

Non è questo il mandato che avete ricevuto dai cittadini !!

Nessuno vi ha mai autorizzato a  rinunciare in nome e per conto dei vostri concittadini ad
esercitare diritti sacrosanti.

Questa non è “costante attenzione alle problematiche comunali e sovra comunali riguardanti emissioni inquinanti ed acustiche”.
Questa è una svendita, una liquidazione totale, dei diritti degli Imbersaghesi !!

E’ per questi motivi che ho versato al Comune 6 euro e 12 centesimi.

Per riscattare la mia quota di diritto al confronto, di diritto alla tutela della salute, di diritto a pretendere che se qualcosa va storto con l’uso del CDR il mio Comune possa tutelarmi e possa avere il diritto di AGIRE NELL’INTERESSE DEI RESIDENTI NEL SUO TERRITORIO.
Restituite a Italcementi i miei 6 euro e 12 centesimi!
Se non avete il coraggio di farlo restituite le chiavi del Comune ai cittadini ed ANDATE A CASA, lasciando che qualcun altro rimedi il danno arrecato da questa
DELIBERA MORALMENTE ILLEGITTIMA.

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