Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Monday, March 31, 2003

MERATEONLINE 30 03 03

Ma per Rinaldo Colleoni si tratta di disagi temporanei



Paderno: il sindaco scrive al collega di Calusco,
“Gli impianti Italcementi fanno troppo rumore”



I cittadini, nonostante le rassicurazioni,
continuano a monitorare il colosso bergamasco






Angelo Rotta



Botta e risposta tra il primo cittadino di Paderno d’Adda Angelo Rotta e il collega di Calusco Rinaldo Colleoni. Motivo del “contendere” il rumore prodotto dai nuovi impianti dell’Italcementi che turbano il riposo dei padernesi e che ha indotto molti cittadini a rivolgersi all’Amministrazione per chiedere di intervenire. La questione è stata sollevata anche durante l’ultima seduta di Consiglio in occasione dell’approvazione del piano di zonizzazione acustica che fissa il limite di decibel consentiti a seconda delle aree del paese, limite che deve essere rispettato anche dai comuni vicini. Rotta si è quindi rivolto a Colleoni per sapere se l’eccessiva emissione sonora sia solo temporanea e se sia stato predisposto l’apposito piano acustico previsto dalla legge. Il sindaco di Calusco, nel giro di una settimana, ha però rassicurato gli animi, sostenendo che le “emissioni sonore anomale – si legge nella lettera di risposta – sono da considerarsi del tutto temporanee, legate all’ottimizzazione delle macchine e al completamento della messa in opera dei molteplici meccanismi anti-rumore”. La Italcementi ha infatti segnalato un ritardo nella consegna delle forniture dei portoni fonoisolanti e delle pennellature insonorizzate da installare presso i reparti più rumorosi. Per ovviare all’inconveniente sono state comunque allestite protezioni acustiche provvisorie che però, stando alle lamentele dei cittadini di Paderno, non hanno sortito alcun effetto. L’Amministrazione di Calusco ha inoltre informato che è stato predisposto un apposito piano di zonizzazione acustica già dal 1994. Durante il 2003 il documento verrà comunque rivisto. I padernesi hanno deciso di continuare a monitorare gli impianti e ogni giorno segnano su una apposita tabella il tipo di rumore prodotto, per quanto tempo dura e l’ora a cui si verifica. La documentazione raccolta verrà poi inviata all’Arpa per le dovute verifiche.



Monday, March 24, 2003

MERATEONLINE 22 03 03

Ci hanno scritto





Durante l`ultimo consiglio comunale, il Consigliere Magella ha proposto (in merito ai valori rilevati per il piano di zonizzazione acustica avvenuti quando l`Italcementi ancora non disturbava) di verificare di quanto si sono discostati i valori ora che quel disturbo c`è. E la cosa dovrebbe venir effettuata dopo l`entrata in vigore di quel piano che adesso deve restare "esposto" per la visione di chiunque vi fosse interessato affinchè possano essere fatte dai cittadini le considerazioni in merito per un sessantina di giorni circa (scusate le parole non chiarissime ma non sono un burocrate). L`esserse dotati del piano è comunque un punto a favore! Abitando in una zona mooooolto colpita dai rumori di quella "COSA", all`indomani mattina della prima notte rumorosa ho contattato direttamente l`ARPA di Bergamo per conoscere le modalità per effettuare una segnalazione. Mi è stato riferito di segnarmi su una specie di tabella il giorno, l`ora, la durata e la descrizione del tipo di rumore che si sente. Quella tabella dovrà poi essere fatta pervenire al proprio Comune con una lettera in cui si segnala il disagio cui si è sottoposti e la fonte che si presume sia la causa di tali emissioni rumorose appellandosi alla legge 447/95 ed eventualmente al piano di azzonamento acustico che prevede che la zona in cui si risiede sia indicata come zona "X" (se è una zona 2 o addirittura 1 si è più "tutelati"). Il Comune dovrà mandare una segnalazione al Comune in cui risiede la presunta causa di inquinamento acustico e dovrebbe avviare una serie di controlli amministrativi con l`azienda (???). Se il disagio comunque prosegue la segnalazione dovrà essere fatta dal Comune all`ARPA competente che provvederà a tutte le verifiche del caso (anche con rilevazioni). Pertanto la prassi è lunghetta... purtroppo...
Invito cortesemente Merateonline a farsi portavoce di questo appello: "Far sapere a più persone possibili tra quelle che sono disturbate dal rumore imputabile all`Italcementi di tenere una tabella con giorno, ora, durata e descrizione del rumore affinchè poi sia più facile cercare di risalire sia all`identità (che altrimenti resta presunta) di chi emette i rumori sia al tipo di processo produttivo che in quel luogo viene svolto durante quelle ore di disturbo affinchè sia poi più agevole prevedere contromisure. Raccolti i dati sarebbe opportuno far sottoscrivere ad altre persone (vicini di casa...) la lettera di segnalazione da far poi avere in Comune."
Scusate se sono stato lungo, ma la questione mi sta molto a cuore: non oso pensare a che disagi dovrò sopportare quest`estate quando il caldo mi spingerà ad aprire le finestre di notte... Cordiali saluti


Andrea Crippa



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Paderno – Appello a tutti i cittadini: una tabella
per segnalare tutti i rumori dell’Italcementi”


Paderno si ribella contro il rumore notturno prodotto dai nuovi impianti dell’Italcementi. Numerosi cittadini infatti hanno avuto modo di lamentarsi dell’impossibilità di prendere sonno a causa di un sommesso ma costante e fastidioso ronzio che la sera si diffonde in tutta la zona e che proviene dai due nuovi alti forni del colosso bergamasco che sorgono a poche centinaia di metri di distanza dal paese, proprio al di là dell’Adda. La gente è intenzionata a riappropriarsi del silenzio e sembra intenzionata a ricorrere a tutti i mezzi disponibile pur di poter tornare a dormire sonni tranquilli. L’appello è dunque quello di compilare una tabella giornaliera che indichi l’ora, la durata e la descrizione del tipo di rumore. Il materiale raccolto dovrà poi essere inviato all’Amministrazione comunale guidata da Angelo Rotta con una lettera in cui si segnale il disagio cui si è costantemente sottoposti e la fonte che si presume essere la causa delle emissioni rumorose. In base alla legge 447/95 il Comune potrà così prendere contatti con l’Amministrazione di Calusco, dove sorge l’Italcementi, per chiedere di avviare i controlli e soprattutto per imporre che venga rispettata la normativa. Il nuovo piano di azionamento acustico approvato giovedì scorso in Consiglio comunale dovrebbe garantire maggiori probabilità di successo all’iniziativa. Il sindaco di Paderno si è comunque già interessato alla questione. “Anche io – ha detto – ho sentito il rumore, come una sorta di tuono sommesso e continuo. Ho già inviato una lettera al sindaco di Calusco per invitarlo a prendere i provvedimenti del caso”. Il primo cittadino ha anche annunciato che farà eseguire nuovi rilievi per verificare che il piano di azionamento sia rispettato. Il documento infatti è vincolante anche per i paesi vicini. “Il Piano – ha detto Rotta – ci consente di intervenire anche al di fuori dei nostri confini ed è una forma di tutela molto importante”.

Paderno – L’opposizione accusa:
``Maggioranza troppo impegnata per il pozzo
Agip per accorgersi dell’Italcementi``





Secondo gli oppositori di Angelo Rotta e della maggioranza consiliare l’Amministrazione comunale di Paderno d’Adda era troppo impegnata a contrastare il progetto dell’Agip di installare un pozzo petrolifero per accorgersi di quanto stava avvenendo al di là dell’Adda, ovvero della realizzazione dei nuovi impianti dell’Italcementi. “Una torre che nessuno ha chiesto – si legge sul Ponticello, il foglietto informativo della minoranza – e nessuno voleva, ma per la quale nessuno si è mosso. I comuni della zona erano troppo impegnati a combattere la trivella dell’Agip”. Per gli esponenti di Per una Paderno Nuova meglio sarebbe stata la torre di trivellazione piuttosto che il colosso dell’Italcementi: “La trivella sarebbe rimasta in paese per non più di tre anni. La cosa più incredibile è che tutto è stato edificato a cento metri di un parco naturale dove non è possibile gettare sassi nel fiume o raccogliere asparagi selvatici ma è possibile edificare una torre di cemento visibile da tutta la valle”. L’attacco dell’opposizione attraversa però anche il ponte San Michele sino a colpire l’Amministrazione di Calusco: “ma non è governato da quella sinistra che comprende il gruppo dei verdi?”. Il primo cittadino Angelo Rotta preferisce però non commentare lo scritto e si è limitato a ribadire di aver fatto tutto quanto poteva fare sia per evitare l’innalzamento del pozzo petrolifero sia per l’Italcementi: “Siamo stati informati dei progetti del colosso bergamasco – ha spiegato – solo quando i progetti erano approvati”.




Friday, March 21, 2003

MERATEONLINE 20 03 03

Ci hanno scritto






Buongiorno a tutti, volevo segnalarvi un fatto. Io vivo a Paderno d`Adda nella centrale via Manzoni. Ultimamente a notte fonda (soffro d`insonnia...) ho cominciato a sentire un continuo rumore di sottofondo molto fastidioso del tutto simile al rumore prodotto dai treni in transito sul ponte ( Ci tengo a sottolineare che la mia casa è stata ristrutturata di recente ed è provvista di moderni doppi vetri ad isolamento termico ed acustico).
E` da un po` di notti che mi chiedo quale possa essere la causa di questo continuo rumore e stanotte ho avuto la grande illuminazione `Ma certo! E` l`impianto dell`Italcementi!`
Sinceramente non oso pensare cosa possano sentire i cittadini che vivono a ridosso dell`Adda e quindo molto più vicini di me all`impianto.
Per ora non si sono ancora sentite puzze strane, ma questa non è una garanzia riguardo alla `bontà` dei fumi scaricati dall`impiano...
Giudicate voi... No comment. Ciao e buon lavoro a tutti. Continuate così


Chiara




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Notti insonni a Paderno per l’Italcementi


Non sei l’unica ad aver evidenziato il problema e molti cittadini, soprattutto coloro che abitano nella zona sud di Paderno, hanno segnalato all’Amministrazione comunale il rumore prodotto dai nuovi impianti dell’Italcementi di Calusco. Se ne è discusso pure durante l’ultima seduta di Consiglio comunale quando è stato approvato il piano di azzonamento acustico. Il piano, votato all’unanimità, suddivide Paderno in alcune aree in base agli insediamenti residenziali, alla presenza di industrie e alle attività agricole, fissando per ogni zona un limite massimo di decibel che non si possono superare. Il piano è vincolante non solo per il Comune che lo approva, ma anche per quelli limitrofi che devono adoperarsi perché le attività industriali che sorgono sul proprio territorio non provochino rumore che superi la soglia stabilita nel paese vicino dove è stato approvato il documento. Se così non avviene l’Amministrazione dotata di piano acustico deve prendere contatti con il paese da cui proviene il rumore e trovare un accordo per far rispettare la normativa. Quando i tecnici hanno fatto le rilevazioni acustiche però la nuova linea di produzione della Italcementi non era ancora in funzione e quidni al momento non sono state riscontrate irregolarità. Il piano consentirà comunque all`Amministrazione di effettuare altri controlli per verificare che anche il colosso bergamasco rispetti i limitio approvati dal Consiglio comunale. I vertici del Comune si sono già mossi con i colleghi di Calusco per valutare la situazione e avvieranno una serie di controlli con l`Arpa per assicurarsi che tutto sia a norma. Se così non fosse si attiverà per far rispettare i parametri e ridare così tranquillità e riposo ai cittadini che da giorni non chiudono occhio a causa del rumore. "L`apporovazione del piano di zonizzazione acustica - spiega l`assessore Walter Motta - è una garanzia perchè ci consente di intervenire nelle situazioni di disagio".
Daniele De Salvo

Tuesday, March 18, 2003

L'ECO DI BERGAMO 18 03 03

Pesenti si rafforza nel suo gruppo
Salita sopra il 60 per cento la quota nell'Italcementi che fa capo a Efiparind
La famiglia Pesenti consolida il controllo in «casa sua», approfittando delle basse quotazioni dei titoli sui mercati finanziari. La Efiparind, finanziaria della famiglia, che aveva comunicato il mese scorso di avere superato la quota del 50% in Italmobiliare, ha portato sopra il 60% il controllo dell'Italcementi: la partecipazione, secondo le comunicazioni Consob l'11 marzo è salita al 60,023%, dal 58,35% della precedente comunicazione. L'aumento è avvenuto attraverso l'aumento dal 57,46% al 58,27% della quota detenuta da Italmobiliare e all'acquisto di azioni proprie da parte dell'Italcementi (passata dallo 0,722% all'1,519%), in esecuzione della delibera assembleare in materia che sarà rinnovata nella prossima riunione dei soci convocata il 14 aprile (il giorno dopo in seconda adunanza). In aggiunta, l'Intermobiliare Spa, che pure fa capo a Efiparind, ha elevato dallo 0,166% allo 0,231% la sua partecipazione. Senza contare la quota dell'1,519% costituita da azioni proprie in mano a Italcementi, e quindi senza diritto di voto, la partecipazione di Efiparind in Italmobiliare è pari al 58,504%.
L'acquisizione di nuove quote in Italcementi segue l'aumento della partecipazione di Efiparind, attraverso varie controllate, in Italmobiliare, dal 47,649% al 50,022% (includendo la quota invariata del 4,014% di azioni proprie detenute da Italmobiliare e quindi senza diritto di voto). L'operazione è stata comunicata a fine febbraio e conferma Efiparind come primo azionista della holding milanese davanti a Serfis Spa (10,045%), Mediobanca (8,141%) e Premafin (5,074%).
La strategia di rafforzamento della catena di controllo ha visto anche un aumento della quota della Italcementi nella Ciments Français, società quotata alla Borsa di Parigi e che rappresenta anche il braccio operativo del gruppo per le attività internazionali. Secondo le ultime comunicazioni, a fine febbraio la partecipazione è arrivata al 73,7%, contro il 68,2% di inizio 2002. Questo aumento di oltre cinque punti percentuali è avvenuto nel corso del 2002 con l'acquisizione di quote pari al 3,6% per 68 milioni di euro e nei primi due mesi con l'acquisizione di un ulteriore 1,9% per 35 milioni di euro.
S. R.

Monday, March 17, 2003

LA PROVINCIA PAVESE 16 03 03

«Verso una politica di larghe intese»
Broni: territorio e ambiente, unità d'intenti anche in commissione

(m.p.a.).

BRONI. Una Commissione Territorio «barometro» della situazione politica di Broni. Il presidente Stefano Pisani e il consigliere Emilio Bosini hanno dato vita, coi 3 consiglieri di opposizione Speranza Carlevati, Vittorio Mangiarotti e Mario Fugazza ad una «politica dalle larghe intese» su ambiente e territorio, nonostante qualche perplessità dei consiglieri Daniela Fantoni e Carmelo Bisconti: una svolta nell'operato della Commissione che potrebbe avere ricadute anche in consiglio. Pisani ha aperto ricordando il suo intervento sull'Italcementi e collegandolo alla necessità di un serio controllo del territorio. «Ci dobbiamo chiedere alcune cose e ricavare risposte certe - ha commentato Pisani - Anzitutto è possibile un reinsediamento dell'Italcementi, e se sì, dove? E siamo sicuri che lo spostamento sia utile? Ci sono incentivi per sostenere economicamente un'operazione simile? Per questo occorre un'indagine seria che è compito di questa Commissione, invitiamo la controparte e i tecnici e verifichiamo. Alla fine, una decisione sarà definitiva». Fugazza ha sottolineato come sia difficile che l'Italcementi possa essere reinsediata anche perché la situazione non cambierebbe; Mangiarotti ha invece commentato che occorre essere pratici e che altri sono i problemi, come l'amianto, ma ha poi ribadito che il suo gruppo da sempre ha espresso la volontà di approfondire i grandi argomenti legati al territorio. Inizialmente la reazione delle opposizioni appariva però tiepida, provocando la reazione di Bosini che ricordava il loro appoggio a Pisani in consiglio mentre Bisconti sottolineava come altri comuni sarebbero contenti di avere un'azienda come questa. Pisani allora ha ripreso la parola: «Sono stufo di sentire scuse di lana caprina nelle discussioni in consiglio. Chiediamoci se la città è ancora compatibile con la presenza dell'Italcementi. Personalmente non credo che le farine animali siano pericolose ma il problema è un altro e occorre dirlo: la presenza di un'Italcementi è percepita incompatibile». Nessuno vuole fare la guerra all'Italcementi, hanno precisato Pisani e Bosini: la Commissione vuole solo un'indagine conoscitiva.
Broni. L'azienda è comunque pronta al confronto
Sorpresa dell'Italcementi
«Per noi parla il protocollo»

m.p.a.

BRONI. Sorpresa è stata espressa dall'Italcementi in una nota che è stata diramata nella giornata di ieri.
«Siamo sorpresi in riferimento all'iniziativa del presidente della commissione Territorio, Stefano Pisani. Di recente abbiamo firmato con il sindaco di Broni, Elisabetta Troysi, e con i sindacati un protocollo che, oltre a limitare al di sotto della norma di legge le emissioni della cementeria, istituiva un tavolo tecnico che aveva proprio la funzione di mettere a confronto le iniziative della cementeria con l'intera amministrazione e le organizzazioni rappresentative degli interessi collettivi. Questa iniziativa - afferma nella nota l'azienda - ci sembra sia laterale al protocollo sottoscritto con il consenso di tutta l'amministrazione». E la nota dell'Italcementi conclude: «In linea di principio non ci sottrarremo anche a questo confronto, così come abbiamo sempre fatto, quando avremo modo di comprendere esattamente gli aspetti formali e reali di questa iniziativa». Come a dire che l'Italcementi rappresenta un valore troppo grande, con i suoi 12 miliardi destinati all'azienda bronese, per diventare materia di contesa fra i gruppi politici, qualsiasi essi siano.


Friday, March 14, 2003

IL CITAADINO 14 03 03

All'ex Carraro lo smog resta fuori,
ecointonaco contro l'inquinamento


La struttura della ex Carraro sarà il primo edificio pubblico in Italia a lasciare lo smog fuori dalla porta. Proprio sui muri della ex fabbrica in via di totale di ristrutturazione, verrà infatti applicato l'ecointonaco. Un materiale innovativo per evitare l'assorbimento di inquinamento, che dalle prossime settimane la cooperativa edificatrice Garibaldina, utilizzerà su tutte le nuove edificazioni in corso. Ma per tecnici e per tutti coloro che ne volessero sapere di più, è stato organizzato un convegno che si terrà domani mattina alle 10.30 presso il palazzo comunale dal titolo “La tecnologia al servizio dell'ambiente: Ecorivestimento, il nuovo materiale per l'edilizia pubblica e privata con proprietà autopulenti e antinquinamento”. Ad illustrare la nuova tecnica sarà l'amministratore unico della Global Ingineering, Claudio Terruzzi e il rappresentante della Direzione Ricerca e sviluppo CTG Italcementi Group, Italo Roberti, mentre a portare l'attenzione sull'utilizzo di questo materiale sul territorio sangiulianese sarà la presidente della Garibaldina, Anna Pedrazzi e l'assessore al commercio Claudio Pecora. Gli esperti si addentreranno quindi nella spiegazione dei processo basato sullo sfruttamento dell'azione catalitica del biossido di titanio presente nel prodotto, e della luce solare o artificiale. Due elementi in grado di creare una reazione ossidante, che reagisce alle sostanze inquinanti che entrano in contatto con la superficie, riducendole sensibilmente. Altre sperimentazioni delle caratteristiche di questo prodotto sono già state effettuate sui manti stradali.
IL GIORNO 14 03 03

Il killer dello smog:l'Ecorivestimento


SAN GIULIANO — Sarà San Giuliano a sperimentare l'intonaco antinquinamento, in grado di trasformare le particelle di smog presenti nell'aria in sali minerali. Si tratta di un prodotto innovativo chiamato Ecorivestimento, usato per la prima volta a Segrate sotto forma di asfalto, ora provato come intonaco per esterni nella riqualificazione dell'ex Carraro. I risultati dell'agenzia regionale per l'ambiente sembrano confermare la qualità del prodotto, studiato dalla società Italcementi già a partire dal '96. La Cooperativa Garibaldina userà questo prodotto antinquinante, autopulente e antibatterico in tutti i cantieri aperti nel sud Milano, per contribuire ad abbattere lo smog a San Giuliano, San Donato, San Zenone, Locate, Landriano e Casaletto Lodigiano. «Le cause del degrado ambientale richiedono azioni forti e radicali - spiega Anna Pedrazzi, presidente della Garibaldina -, tuttavia possiamo tutti agire per contenere le cause o ridurre gli effetti più pesanti. Noi vogliamo collocarci in questa ottica, adottando l'uso di progettazioni, tecniche di produzioni e materiali che mitighino gli effetti domestici dei fattori inquinanti».
Sfruttando l'azione catalitica del biossido di titanio, Ecorivestimento è in grado di attivare una reazione ossidante che interagisce con le sostanze inquinanti che entrano in contatto con la superficie trattata, riducendole sensibilmente. «Attraverso la luce, avviene una fotosintesi catalitica - spiega Claudio Terruzzi, amministratore unico della Global Engineering, la società che produce e commercializza Ecorivestimento - che trasforma alcuni componenti presenti nell'aria in sali minerali. Abbatte il biossido di azoto e la sperimentazione sta avendo effetti positivi anche sul Pm10».
La sostanza di base si trova comunemente nei dentifrici, nella vernice per auto e nelle gomme da masticare, utilizzata a basse quantità senza creare effetti collaterali. Gli esperti di Italcementi assicurano però la sicurezza del prodotto anche in percentuali più alte. Tra le novità annunciate ieri da Terruzzi, l'utilizzo di Ecorivestimento all'interno della galleria milanese situata sotto il passante ferroviario, tra viale Lunigiana e viale Brianza. «E' il posto più inquinanto d'Europa - continua Terruzzi -, per questo sperimenteremo il prodotto, riqualificando gratuitamente la galleria».
A San Giuliano, l'intonaco speciale è stato applicato sull'edificio dell'ex Carraro, futuro comando della polizia municipale. Segrate, invece, ha richiesto alla società altro prodotto per ricoprire l'asfalto su 10 chilometri di strade cittadine. Nella fase sperimentale, Segrate aveva testato il prodotto su 230 metri di strada lungo la via Morandi. «La ricerca è iniziata in laboratorio nel '96 - ricorda Natale Pimpinelli, della Itacementi - ed è stato utilizzato per la prima volta a Roma durante la costruzione della chiesa Dives in Misericordia». Il prodotto è poi stato applicato in Francia e brevettato in Giappone per 800 utilizzi diversi. «La sperimentazione dell'ex Carraro - dice Claudio Pecora, assessore alla sicurezza di San Giuliano - rientra tra gli impegni presi da San Giuliano per uno sviluppo sostenibile del territorio, ente responsabile dei comportamenti di tutela ambientale e promozione della qualità e della sicurezza ambientale».


di Patrizia Tossi




L'ECO DI BERGAMO 13 03 03

Da Filago a Roma per dire «no» alla centrale
FILAGO Trasferta romana per l'Amministrazione comunale di Filago che è intervenuta all'audizione coi commissari ministeriali che stanno esaminando il dossier della centrale termoelettrica di 800 megawatt che la società Entergy vorrebbe realizzare a Filago nell'area ex Uvigal. Un incontro per ribadire anche a Roma la contrarietà di Filago e di tutta l'Isola alla centrale. All'incontro che si è svolto al ministero dell'Ambiente, col vicesindaco Massimo Zonca e il capogruppo di maggioranza Maurizio Plati della lista «Progetto Comune», erano presenti Giuliana Reduzzi, deputato della Margherita, un collaboratore di Giacomo Stucchi, parlamentare della Lega, e un funzionario della Provincia. Alla riunione erano presenti anche i componenti della commissione che sta esaminando la possibile centrale di Stezzano. «Abbiamo chiesto di essere subito sentiti – spiega il vicesindaco – perché a inizio gennaio i commissari hanno compiuto un sopralluogo a Filago alla presenza, però, dei soli dirigenti della Entergy e dei proprietari del terreno, ma Comune, Provincia e Regione non erano stati informati. Il sopralluogo è previsto dalla procedura per la valutazione impatto ambientale». La delegazione bergamasca ha quindi illustrato, documentandolo, il «no» di Filago. «Abbiamo evidenziato – aggiunge Zonca – la grave situazione ambientale di Filago e dei paesi vicini. In particolare sono stati rimarcati la presenza nel raggio di 15 chilometri di quattro inceneritori funzionanti (Filago, Dalmine, Trezzo e Lallio) e la programmata realizzazione di nuove pesanti strutture viarie come la Pedemontana, la dorsale dell'Isola, la quarta corsia sulla A4 e le ipotizzate centrali termoelettriche di Dalmine e Stezzano. I commissari hanno ritenuto estremamente importanti e utili le informazioni, raccolte dagli amministratori filaghesi, per completare il quadro ambientale su Filago e dintorni». Filago e i comuni dell'Isola attendono di conoscere gli orientamenti della Regione sul futuro piano energetico. Il Consiglio regionale, comunque, a dicembre si era espresso in modo chiaro contro la centrale a Filago. «Un risultato importante – sottolinea il vicesindaco – ottenuto grazie alla determinazione di Filago, dei Comuni dell'Isola, all'impegno dei parlamentari Stucchi e Reduzzi, dei consiglieri regionali bergamaschi, di quelli provinciali contrari sin dall'inizio a questa mega centrale. Ora occorre tenere alto il livello di attenzione affinché i risultati ottenuti non vengano rimessi in discussione».
Remo Traina

Tuesday, March 11, 2003

MERATEONLINE 11 03 03

I Paderno contro l’Italcementi:
``I nuovi impianti fanno rumore``





Cresce la protesta tra i residenti di Paderno d’Adda per la nuova linea di produzione della Italcementi di Calusco d’Adda entrata in funzione lo scorso dicembre. A sollevare la rivolta questa volta non sono le due torri alte 120 metri che rovinano il panorama e che si scorgono da chilometri di distanza, ma il rumore che i nuovi impianti producono. La combustione delle materie di scarto infatti produce un continuo e sommesso brusio che di giorno è coperto dal transito delle automobili, ma di notte turba il sonno di molti residenti della zona, soprattutto di quanti abitano a ridosso dell’Adda e verso Verderio, a sud del paese. Numerosi cittadini si sono già rivolti all’Amministrazione comunale per chiedere di intervenire e bloccare il rumore, almeno durante le ore di riposo. L’argomento potrebbe essere affrontato durante la prossima seduta di consiglio comunale che, tra i vari punti all’ordine del giorno, prevede la discussione sul regolamento della zonizzazione acustica che suddividerà il paese in varie aree all’interno delle quali non potranno essere superati i decibel stabiliti per legge. Difficilmente però il rumore potrà essere eliminato, salvo l’installazione di improbabili barriere acustiche. Come è impensabile che l’Italcementi blocchi la produzione durante la notte e spenga gli impianti. Una simile procedura infatti sarebbe svantaggiosa economicamente per il colosso industriale e anche molto inquinante per le sostanze nocive disperse nell’aria.



Monday, March 10, 2003

L'ECO DI BERGAMO 09 03 03

Mapello, una mostra fotografica sul degrado ambientale dell'Isola
MAPELLO Approderanno nelle scuole, nelle biblioteche del territorio dell'Isola e nei centri aggregativi le immagini del concorso fotografico tenuto recentemente al centro sociale di Valtrighe, in via San Zenone, che ha avuto come tema L'Isola che non vorresti .
A organizzare questa iniziativa 蠳tato il Gruppo giovanile di Valtrighe che ha voluto sensibilizzare gli abitanti verso il grave problema del degrado ambientale e dell'esasperata cementificazione che in questi ultimi anni sta caratterizzando il territorio dell'Isola.
Una dozzina sono stati i partecipanti, per un totale di cinquanta foto, che la giuria, composta dai fotografi di Medolago e di Bonate Sopra, ha esaminato scegliendo le finaliste. Ha vinto il concorso, aggiudicandosi il primo premio, Fulvio Testa di Suisio, con la foto La nuova piazza Amata e il nuovo parco Adda di Suisio .
Secondo classificato Andrea Brembilla di Madone, che ha presentato un tabellone con ben cinque foto raffiguranti serbatoi di un'industria con accanto un cartello di divieto di caccia , dal quale ha preso il titolo la sua composizione fotografica.
Terzo si 蠣lassificato Fiore Giannattasio che ha presentato due foto dal titolo Gromlongo: parola d'ordine abbattere e Gromlongo: i superstiti del bosco , nelle quali mostra un taglio di alberi un po' discutibile.
Prima della premiazione, al centro sociale di Valtrighe si 蠴enuta una conferenza sulla situazione ambientale dell'Isola. Le immagini del concorso fotografico, organizzato dal Gruppo giovanile di Valtrighe ora diverranno una mostra itinerante dal titolo L'Isola che non vorresti per sensibilizzare la popolazione alla salvaguardia del suo territorio che registra un forte degrado ambientale.
Angelo Monzani

Sunday, March 09, 2003

L'ECO DI BERGAMO 08 03 03

Gruppo Italcementi, Italia ed Europa trainano la crescita
Il fatturato consolidato si attesta a 4,26 miliardi (+4,9%). Calusco d'Adda è l'investimento produttivo principale del 2002
Crescita del 4,9% del fatturato consolidato che giunge in questo modo a toccare i 4,26 miliardi di euro, e un incremento del 36,1% dell'utile netto di gruppo che si è attestato a quota 274 milioni. A trainare la crescita l'Europa (+5,2%) e l'Italia (+6%), mentre buoni spunti vengono dai mercati emergenti dove si registra una crescita pari al 6,2%. Sono questi i dati di tendenza più significativi del bilancio 2002 del gruppo Italcementi: un esercizio, quello chiusosi a fine dicembre, che si è caratterizzato per un ulteriore rafforzamento del controllo della capogruppo Italcementi Spa sulla francese Ciments Français (con un investimento di 68 milioni di euro tramite società controllate) a cui ha fatto seguito - nei primi due mesi del 2003 - un nuovo investimento (35 milioni) grazie al quale la quota detenuta è salita complessivamente al 73,7%.
Tornando all'andamento economico 2002 di gruppo, la crescita del fatturato consolidato è stata accompagnata da un incremento del margine operativo lordo salito del 7,8% a 1,11 miliardi. Il risultato operativo è cresciuto invece dell'8,7% a 711 milioni, andando così a rappresentare il 16,7% dei ricavi. Il miglioramento della gestione operativa - sottolineano dal gruppo Italcementi - «è stato sostenuto da un livello globalmente buone dell'attività e dal conseguimento degli obiettivi di riduzione dei costi operativi pianificati per il biennio trascorso».
Oneri finanziari netti in calo (-5,9%) a 127,6 milioni nonostante la crescita dell'indebitamento (+11,7% a 2,08 miliardi) conseguenti alla politica di investimento messa in atto.
Il buon andamento consolidato trova riscontro anche nel bilancio 2002 della capogruppo Italcementi Spa che ha registrato una crescita del 6,1% nel volume dei ricavi (891 milioni), un margine operativo lordo salito dal 10,2% a 273 milioni, un risultato operativo di 216 milioni (+16,6%) ed un utile netto cresciuto da 123 a 163 milioni (+32,9%). Valori questi che hanno permesso al consiglio di amministrazione di proporre all'assemblea degli azionisti (convocata il 14-15 aprile prossimi) la distribuzione di un dividendo di 0,30 euro alle azioni di risparmio (+11,1% rispetto al 2001) e di 0,27 euro alle azioni ordinarie (+12,5%).
Per quanto riguarda lo specifico dell'attività di gruppo, il fatturato consolidato di 4,26 miliardi è stato realizzato per il 62,3% con la vendita di cemento (2,65 miliardi di euro), per il 32,9% con la vendita di calcestruzzo e inerti (1,40 miliardi) e per il 4,8% con attività diverse )(203 milioni). Dal punto di vista geografico, la ripartizione delle vendite vede l'Unione Europa come area di riferimento (70,5% del fatturato, vale a dire 3 miliardi di euro) con l'Italia che rappresenta una quota complessiva pari al 31,1% (1,32 miliardi) e con un buon andamento di Spagna e Grecia. Segue l'area del Nord America (14,8% pari a 629 milioni) e l'Asia (4,2% pari a 181 milioni).
Per quanto riguarda il capitolo investimenti, nel 2002 il gruppo ha stanziato 812 milioni (739 nel 2001) con una crescita indirizzata soprattutto ad investimenti in strutture: la nuova cementeria bergamasca a Calusco d'Adda, in Francia negli Usa, in Spagna e Belgio.
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Wednesday, March 05, 2003

LA PROVINCIA PAVESE 05 03 03


Dal prefetto per l'Italcementi
La richiesta decisa dal consiglio comunale di Broni

MiriamPaola Agili

BRONI. Sembrava una mozione capace di raccogliere l'adesione generale quella avanzata dalle opposizioni a sostegno del sindaco per la decisione di non consentire la combustione delle farine animali nel forno della Italcementi. Ma non è stato così. Si è verificata infatti una serie di riunioni dei capigruppo e dei gruppi di maggioranza e opposizione, durata per circa due ore, sabato al consiglio comunale. La mozione proposta, non incontrava il sostegno della maggioranza che proponeva un tavolo tecnico e il coinvolgimento degli enti, quali Asl e Arpa per un controllo che offrisse la massima garanzia.
In una pausa, il consigliere Ernesto Bongiorni della Lista Civica commentava che da un lato la maggioranza avanzava obiezioni per non creare una crisi, ma nella sostanza non cambiava il senso della mozione. Il capogruppo della Lega, l'onorevole Cesare Ercole, al termine di una delle ultime riunioni, tranquillizzava ribadendo che la Lega voleva investire del problema la Prefettura, massima autorità sul territorio, con un tavolo tecnico ed la presenza degli enti di controllo.
La conclusione è giunta faticosamente dopo incontri convulsi, in un clima teso. Il documento, di cui è stata informata l'azienda, si articola in tre punti: anzitutto invita il Prefetto a convocare una riunione tecnica allargata agli enti preposti al controllo delle emissioni, l'Italcementi, il servizio veterinario, la maggioranza e la minoranza, i sindacati e le organizzazioni ambientaliste; invita poi gli organi di controllo, Asl e Arpa, ad esporre in consiglio le esperienze altrove già acquisite in materia di utilizzo di farine animali; dà mandato al sindaco affinché si attivi con l'azienda per ottenere la sospensione dell'uso degli altri combustibili (gomme) qualora l'azienda decidesse l'utilizzo delle farine animali.
L'impressione è che esistano due anime contrapposte nella maggioranza, trasversali fra Lega e Forza Italia, una più disponibile al dialogo con l'opposizione. L'intervento a sorpresa del consigliere Stefano Pisani che chiedeva lo spostamento dell'Italcementi, conferma lo stato di salute della maggioranza e l'impressione che al suo interno la tensione stia per esplodere. Nessuno l'ammette ma la crisi sembra ormai solo questione di settimane; la discussione sul bilancio sarà il banco di prova della coesione di questa maggioranza.

Monday, March 03, 2003

Domenica 2 Marzo 2003
Modificato il progetto delle polemiche che aveva provocato un caso politico: sì in commissione edilizia, arriva la concessione
I sei silos si restringono, via libera al Molo Sud
I sei silos dell’Italcementi hanno ricevuto l’ok della commissione edilizia. Il progetto presentato nei giorni scorsi dalla Sicilia Granari leggermente modificato ha incassato il parere di conformità al prg ed ora verrà rilasciata la concessione per la loro realizzazione.
Si chiude quindi un “caso" che ha impegnato per mesi l’amministrazione comunale. La Sicilia Granari dell’Italcementi aveva chiesto di poter realizzare sei nuovi silos alti 15 metri accanto a quelli già esistenti in porto, per movimentare 200mila tonnellate di cemento destinate ai cantieri. Lo stop era arrivato perché, in base al progetto, l’area da occupare era di poco superiore a quella riservata dal prg ai servizi delle navi. Forti obiezioni erano poi state sostenute dai Verdi e da Rifondazione tanto che Sturani aveva rischiato una clamorosa bocciatura in consiglio comunale proprio dalla sua maggioranza.
Le critiche parlavano di rischi per l’ambiente e di eccessivo incremento del traffico portuale che il presidente dell’Autorithy portuale Alessandro Pavlidi aveva subito rigettato. «Nel corso della Conferenza dei servizi del luglio scorso – aveva spiegato - l’Arpam aveva espresso parere favorevole al progetto. Per quanto riguarda l’aumento del traffico portuale (si parla di 5000 tir in più all’anno, ndr) inoltre, il numero dei mezzi in circolazione è comunque destinato ad aumentare in misura addirittura superiore in assenza dei silos».
Le 200mila tonnellate di cemento che dalla Calabria arrivano via mare ogni anno infatti e che saranno stoccate nei nuovi silos, sono destinate al mercato marchigiano e quindi in un modo o nell’altro arriverebbero comunque ad Ancona. «A questo punto –aveva aggiunto Pavlidi – meglio via terra che via mare. In compenso lo sbarco dei tronchi che oggi movimenta 7mila mezzi a breve non interesserà più il porto di Ancona». Ora dunque, i silos verranno realizzati, anche se la loro permanenza al molo sud è provvisoria. La conclusione della concessione all’Italcementi è infatti prevista per il 2010. Il piano regolatore prevede infatti che le nuove costruzioni e i silos già esistenti possano rimanere lì per altri sette anni, dopodiché verranno spostati nella nuova darsena attualmente in costruzione.
Soddisfatto della conclusione della vicenda il presidente dell’Ap Pavlidi: «Il nuovo impianto – commenta – avrà un’ottima ricaduta sull’occupazione e sull’economia del porto: una struttura così complessa del costo di oltre tre milioni di euro necessiterà di professionalità ad hoc. I silos porteranno ricchezza al porto».
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