Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Saturday, February 27, 2010

Inquinamento atmosferico: vertice in Provincia

Inquinamento atmosferico: vertice in Provincia






VERTICE IN PROVINCIA PER ESAME PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Nella mattinata di oggi, presso la sede della Provincia di Lecco - Settore Ambiente ed Ecologia, si è tenuto un incontro, sollecitato dai Sindaci di Valmadrera e Nibionno (dove sono ubicate le centraline per il rilevamento della qualità dell’aria) tra l’Assessore all’Ambiente Carlo Signorelli, i Sindaci dei due Comuni, i tecnici dell’ARPA e dell’ASL.

Obiettivo dell’incontro la valutazione della possibilità di promuovere iniziative congiunte per contrastare e ridurre il fenomeno dell’inquinamento atmosferico.
Nel corso dell’incontro, durante il quale sono stati valutati i dati delle centraline per il rilevamento della qualità dell’aria, sono emerse l’esigenza di implementare le azioni coordinate e le informative inerenti i danni alla salute dell’ozono (stagione estiva) e l’importanza del rispetto dei provvedimenti adottati dalla Regione in applicazione della Legge 24/2006, relativi al divieto di fuochi all’aperto e di utilizzo di apparecchi obsoleti e di camini a legna per uso privato sotto la quota di 300 metri sul livello del mare.

L’Assessore all’Ambiente Carlo Signorelli ha assunto l’impegno di svolgere un ruolo di coordinamento nei confronti dei Comuni per sensibilizzare i Cittadini e le Amministrazioni ad adottare comportamenti che contribuiscano in modo concreto a contenere l’inquinamento atmosferico. “I divieti di fuochi all’aperto e dell’utilizzo della legna come combustibile sono largamente disattesi - ha dichiarato l’Assessore Signorelli - e serve un impegno anche delle amministrazioni locali per reprimere un fenomeno che incide in modo rilevante sulla qualità dell’aria”.











Friday, February 26, 2010

Verderio Inferiore è inquinato come Merate e Calusco


Verderio Inferiore: 5.2 t di polveri sottili all`anno nell`aria. Secondo l`Arpa il paese è inquinato come a Merate e Calusco



L`aria che si respira a Verderio Inferiore è tanto inquinata quanto quella di Merate e Calusco. A rivelarlo il campionamento effettuato dall`agenzia regionale per la protezione dell`ambiente nel corso del 2009, in due distinti periodi, e i cui risultati sono stati illustrati nei giorni scorsi agli amministratori. Un risultato che non sorprende particolarmente visto che già il monitoraggio effettuato anni fa da Merate, in due punti distinti (sulla statale e nel parco del Belgiojoso), aveva portato a scoprire che l`aria respirata era, complessivamente, della medesima qualità.






La centralina mobile di Verderio Inferiore è stata posizionata in un`area verde, nelle immediate vicinanze della sede municipale e lontana da fonti dirette di emissione.






Dall`analisi svolta dall`Arpa è risultato che le principali fonti di inquinante per le polveri sottili (circa 5.2 tonnellate l`anno) sono la combustione non industriale dunque impianti di riscaldamento (58%) e il trasporto su strada (19.3%). A contribuire al “grigio” risultato ci sono anche le sorgenti mobili e i macchinari, l`agricoltura e la combustione industriale.





Come si può evincere dalla tabella, e da una stima fatta dagli esperti, la combustione non industriale butta nell`aria tre tonnellate all`anno di particolato sottile. Una tonnellata deriva dal trasporto su strada e 500 quintali da altre sorgenti mobili e macchinari.

Il dato percentuale è in linea con quanto rilevato sempre dall`Arpa a livello provinciale dove il 51% delle emissioni in provincia è dato dalla combustione non industriale (pari a 428 tonnellate all`anno) e il 30% (dunque un valore più alto) dal trasporto su strada.




Durante il periodo della seconda misurazione, dall`11 settembre all`8 ottobre 2009 le concentrazioni giornaliere di Pm10 non hanno mai superato il limite dei 50 microgrammi per metro cubo.






Una situazione che, come spiegato dagli esperti, si correla all`andamento meteorologico. Le fasi di instabilità atmosferica, accompagnate da piogge e aumenti della velocità del vento, hanno contribuito in maniera determinante alla dispersione dell`inquinante.








La comparazione della campionatura è stata fatta tra le centraline di Merate, Calusco d`Adda e Verderio Inferiore. La media, nel periodo 11 settembre-8 ottobre, si è collocata per Calusco e Verderio attorno ai 27 µg/mc e a Merate a 33 µg/mc. Mentre la centralina di Verderio non ha rilevato superamenti, quella bergamasca ne ha collezionati 1, 2 quella meratese.
Uno sguardo generale mostra infine come, nonostante valori leggermente diversi, l`andamento delle concentrazioni nei diversi giorni sia stato simile.









Dunque, questa la conclusione dello studio Arpa, “da entrambe le campagne di monitoraggio effettuate nel 2009 risulta evidente che la qualità dell`aria a Verderio Inferiore è confrontabile con quella dei vicini comuni inseriti in un simile contesto territoriale. Infatti l`andamento delle concentrazioni giornaliere di Pm10 misurate è risultato analogo a quello rilevato nelle altre stazioni fisse prese a confronto (Merate e Calusco d`Adda) ma con valori leggermente inferiori”.

Saba Viscardi

Tuesday, February 23, 2010

Thursday, February 18, 2010

Merate: l`ex sindaco Albani convocato in caserma dai Cc per l`esposto presentato nel 2008sull`inquinamento in città

Merate: l`ex sindaco Albani convocato in caserma dai Cc per l`esposto presentato nel 2008sull`inquinamento in città

L`ex sindaco Giovanni Battista Albani è stato chiamato in caserma a Merate per la notifica dell`esposto a suo carico prodotto da un gruppo di cittadini lecchesi in merito alla situazione dell`inquinamento da polveri sottili in città. Un atto dovuto da parte dei carabinieri della stazione di Via Gramsci che, da indiscrezioni, si sarebbero anche presentati presso gli uffici del municipio per acquisire documenti e atti in merito all`inchiesta. Inchiesta che ha preso avvio dopo l`esposto di alcuni lecchesi, stante la grave situazione in cui versa il territorio, soffocato dallo smog e dalle polveri sottili, e volto a verificare eventuali omissioni d`ufficio o inadempienze da parte di coloro che erano deputati a salvaguardare la salute della popolazione, dunque gli amministratori locali. “ Nonostante il flusso dei dati rilevati imponesse con urgenza e senza indugio di intervenire” si legge nel documento “gli amministratori regionali, provinciali e comunali hanno omesso di attuare misure efficaci, urgenti ed indifferibili, per la protezione della salute dei cittadini , pur gravando a loro carico specifici obblighi di tutela ambientale e di protezione della salute dei cittadini”. Insomma secondo i firmatari dell`esposto ( Alberto Valsecchi; E lena Parolari, Viviana Guolo, Stefano Farina, Lucia Giroletti, Pierfranco Mastalli, Alessandro Magni, Eugenio Invernizzi, Italo Bonacina, B olotta Lucia, Cristina Ragni) si ravviserebbero due reati:

rifiuto / omissione di atti di ufficio di cui all’ art. 328 cp , essendosi gli stessi illegittimamente rifiutati ovvero avendo comunque omesso di porre in essere atti urgenti indifferibili in materia di igiene e sanità;


getto pericoloso di cose (“… nei casi non consentiti dalla legge provoca emissioni di gas vapori o fumo atti a cagionare tali effetti . .”) di cui al combinato disposto degli artt. 674 cp e 40 co. 2 cp.


"Gli amministratori pro tempore competenti in materia” si legge ancora nell`esposto “non hanno impedito le emissioni moleste ed offensive di inquinanti atmosferici provocate dal traffico veicolare, pur avendo l’obbligo giuridico di intervenire anche in via preventiva”.


La segnalazione dei cittadini, curata dall`avvocato Claudia Agostini dello studio Galli di Lecco, era stata depositata nel 2008. La convocazione di Giovanni Battista Albani pare essere il primo segnale, visto che sino ad oggi non si è avuta notizia di alcuna acquisizione di documenti o di convocazione di persone a conoscenza dei fatti, che il pubblico ministero Rosa Valotta abbia ritenuto l`esposto meritevole di approfondimento.


“Non sono preoccupato per l`accaduto” ha commentato l`ex primo cittadino “quello che come amministrazione potevamo fare l`abbiamo fatto. Quando la situazione era diventata insostenibile, Merate aveva indetto le domeniche a piedi ma non aveva trovato solidarietà negli altri comuni. Mi ero anche detto pronto a bloccare la statale, cosa che poi simbolicamente abbiamo fatto con la fascia tricolore in bicicletta e gli altri colleghi”.



Per visualizzare il testo completo dell`esposto clicca qui.





S.V





Wednesday, February 17, 2010

Un po` di chiarezza tra i veleni dell`aria








Vorrei fare un po` di chiarezza tra i veleni dell`aria e quelli della cattiva informazione.


• Si è detto e scritto che lo smog causa meno tumori che il fumo di sigaretta. Può darsi, ma questo non vuole dire che la sua azione cancerogena sia nulla, anzi è vero l`esatto contrario. È bene poi ricordare che l`azione cancerogena del tabagismo è moltiplicata dall`inquinamento atmosferico (vivere in una città inquinata non fa bene, fumare e vivere in una città inquinata fa malissimo). La Lombardia è la regione dove si muore di più per tumore, non mi risulta sia quella dove si fuma di più, mentre è certo che è quella più inquinata. Soprattutto, mentre uno può scegliere di fumare o meno, non abbiamo possibilità di scelta per l` aria che respiriamo.


• I cartelloni pubblicitari della Regione Lombardia che tappezzano i muri delle città in questi giorni sostengono che l` inquinamento fosse molto peggio negli anni 70 e 80 e che sia diminuito negli ultimi anni. In realtà solo alcuni inquinanti sono diminuiti (benzene, biossido di azoto, anidride solforosa e anidride carbonica); altri non erano del tutto studiati, come il cadmio, altri sono aumentati, come l` ozono. Inoltre un tempo non erano misurati il Pm10 né tanto meno il Pm2,5.


• Infine, l`ultima querelle verte su quanti ricoveri sono causati dallo smog. Il punto non è se registriamo 20, 40 o 100 polmoniti o infarti in più al giorno o almeno non è solo questo: il problema è che ormai camminando per la città ci bruciano gli occhi, le faringiti si sprecano e il fiato corto aumenta, negare l`emergenza aria ha poco senso di fronte a una realtà evidente a tutti quelli che vogliono percepirla.


E` proprio vero, le nostre città sono poco sicure: il pericolo più grande lo corriamo respirando e questa non è sicuramente un`iperbole.


Si usa dire che la salute viene prima di tutto. Speriamo sia così anche per i quattro candidati sindaci di Lecco; e speriamo che gli elettori premino chi, tra loro, proporrà le politiche più serie per guarire la mal-aria

Wednesday, February 10, 2010

Polveri sottili ancora alle stelle

Polveri sottili ancora alle stelle


Il valore limite quasi raddoppiato

10 febbraio 2010Cronaca



Niente da fare, le polveri sottili nella Bergamasca restano molto alte. In tutte le sette centraline di rilevamento dislocate in città e provincia martedì 9 febbraio è stato superato ampiamente il valore limite delle PM10 che è 50. Record negativo in via Garibaldi a Bergamo con 91, ma via Meucci, sempre in città, è staccata di poco con 87.



Situazione grigia pure in provincia: 80 a Calusco, 78 a Lallio, 71 a Osio Sotto, 70 a Filago Centro e 69 a Treviglio. Se non pioverà, i valori resteranno alti, ma è comunque un problema destinato a trascinarsi fin quando non si attueranno provvedimenti seri.


Tuesday, February 09, 2010

Saturday, February 06, 2010

IL KILLER SILENZIOSO

IL KILLER SILENZIOSO



160 morti all’anno dovuti alle polveri sottili e solo per l’aggravamento delle patologie cardiovascolari






Se un serial killer si aggirasse per Milano uccidendo 160 persone all’anno come minimo il Sindaco chiederebbe lo schieramento di due divisioni dell’esercito in città, due terzi delle forze politiche invocherebbero l’apertura di un commissariato di polizia ogni trecento metri, i più globalizzati chiederebbero l’aiuto dell’FBI e il vice Sindaco installerebbe telecamere anche sui cestini dei rifiuti.


Ma a Milano il serial killer non ha fattezze umane, non uccide con armi più o meno convenzionali, né una volta individuato lo si potrebbe ammanettare. Eppure c’è e uccide con sorprendente regolarità.


Così almeno testimoniano i dati di una ricerca che il Professor Piero Mannucci ha presentato lunedì 1 febbraio alle Commissioni Mobilità e Salute di Palazzo Marino. Secondo i dati forniti dal Professor Mannucci l’inquinamento atmosferico provoca almeno 160 decessi all’anno legati all’acutizzazione sul breve periodo di malattie cardiocircolatorie. Ovvero, questo numero di per sé già impressionante, non tiene conto degli effetti a medio-lungo termine per quanto riguarda le patologie delle vie respiratorie.


Secondo il professor Mannucci le polveri sottili e soprattutto quelle ultrasottili (il PM2,5) sono responsabili di infarti, trombosi e ictus e il pericolo aumenta all’aumentare delle concentrazioni e dei picchi: “Non c’è dubbio –ha dichiarato il Professor Mannucci davanti ai membri delle commissioni– che l’inquinamento abbia un’influenza sulla mortalità globale soprattutto per quanto riguarda le patologie cardiovascolari.”


Non tutti i Consiglieri comunali sembravano convinti di ciò e qualcuno dai banchi occupati dalla maggioranza si è spinto a sussurrare durante l’esposizione dei dati “evabbè…allora parliamo anche delle sigarette…” e perché non del colesterolo, dell’alcol o dei fulmini?


Nonostante le parole del Professor Mannucci dai Consiglieri del PdL, quasi come per un riflesso condizionato, è salito il solito ritornello sui riscaldamenti responsabili dell’inquinamento. Sollecitato su questo punto Mannucci ha ribadito che “il riscaldamento incide poco sulle concentrazioni di polveri sottili, circa il 20%. E questo è un dato inoppugnabile.”


Dato inoppugnabile ribadito anche dalle ricerche condotte dall’ARPA negli ultimi anni che stimano l’incidenza del riscaldamento tra il 23% e il 27% sul totale delle fonti emissive relative al PM10.


Ma si sa, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, soprattutto quando quel poco di udito che ha è tutto teso a dare ascolto alla lobby delle quattro ruote.














Beniamino Piantieri

Wednesday, February 03, 2010

Isola: allarme tumori

Isola: allarme tumori


Ieri in prima pagina de Illecodibergamo un preoccupante articolo sull'incidenza dei tumori. La provincia di Bergamo è seconda in Italia per incidenza delle patologie tumorali. E all'interno della provincia l'Isola Bergamasca detiene numeri preoccupanti sul'incidenza dei tumori. Si parla di cura, ma non si fa riferimento a monitoraggio e diagnosi precoce.



Ponte e Zingonia, allarme tumori


Nel 2009 eseguiti 800 interventi




Il Policlinico di Ponte San PietroUn bacino di circa 300 mila utenti e quasi 800 interventi chirurgici, nel 2009, soltanto per le quattro tipologie di tumore più diffuse nella Bergamasca: al fegato, al tratto gastrico, alla mammella e al colon-retto. Sono numeri di un certo rilievo, e che interessano tutta l’area dell’Isola, che gravita sostanzialmente, come utenza, sul Policlinico San Pietro a Ponte San Pietro, e la zona di Zingonia, per il Policlinico San Marco, ovvero, parlando per distretti Asl, Dalmine con l’hinterland (Osio Sotto, Verdellino, Ciserano) e parte di quello di Treviglio con la «fetta» di provincia che arriva fino all’Adda.



«Una zona dove l’incidenza tumorale è purtroppo rilevante - sottolinea Francesco Galli, amministratore delegato di Policlinico San Marco e San Pietro -. Non è un caso, infatti, che la nostra strategia di intervento è stata orientata al potenziamento del polo chirurgico-oncologico delle due strutture. E in futuro su due radioterapie. È una risposta a un fondamentale bisogno del territorio».



Che la Bergamasca abbia tristi primati per l’incidenza tumorale rispetto al resto dell’Italia è purtroppo cosa risaputa: Bergamo, stando ai dati più recenti dell’Asl (ricerca Agenda21 con la Provincia e statistiche Dipo, Dipartimento oncologico provinciale con l’elaborazione del registro tumori a cura del servizio statistico dell’Asl), è la seconda provincia d’Italia per mortalità tumorale. Non solo: per i tumori al fegato è prima in Italia per i maschi (3ª per le donne), 3ª per il pancreas (4ª per le donne), 8ª per il polmone (al 21° posto per le donne). E 16ª per i tumori alla mammella.



Anche nel confronto con la Lombardia Bergamo e provincia sono mal messe: data come 1 la cifra di mortalità per tutti i tumori a livello regionale, Bergamo sale a 1,06 per le donne e a 1,09 per i maschi; nella mortalità generale della provincia il 41,1% è dovuto ai tumori per i maschi e il 30,5% per le donne. E tra le patologie oncologiche più diffuse, con mortalità nell’ambito dei decessi per tumori, tra i maschi al primo posto c’è il polmone (27,8), seguito da fegato, colon retto e stomaco; per le donne la mammella (16% sui decessi tumorali) e colon-retto (11,8), quindi polmone e stomaco.



Facendo un’analisi del territorio, così come effettuata dall’Asl che ha esaminato la mortalità per tumori a seconda dei distretti, si scopre che per i tassi di mortalità annui per tutti i tumori per i maschi l’Isola è al 3° posto in provincia (l’Isola è il principale bacino d’utenza del Policlinico San Pietro) - il primo posto, certo non ambito, spetta al distretto Monte Bronzone-Basso Sebino, il secondo a Romano -, mentre quello di Dalmine è al 4° e quello di Treviglio è 11° su 14 distretti totali (l’area che gravita sul Policlinico di Zingonia è prevalentemente il distretto di Dalmine con i territorio comunali, tra gli altri, di Levate, Osio Sopra, Osio Sotto, Ciserano, Verdellino; ma parte dell’utenza sconfina anche nel distretto di Treviglio fino all’Oltre Adda).



Invece per quanto riguarda la mortalità per tumori femminile è Dalmine al 3° (al primo e secondo ci sono Valle Seriana e Valle Seriana Superiore) e l’Isola al 10°, mentre il distretto di Treviglio è al 9°. La mortalità per tumore al polmone, per i maschi, vede il distretto di Dalmine al 4° e l’Isola al 5° (Treviglio al 7° posto); per le donne Dalmine 2°, Isola 9° e Treviglio 12°. Nei tumori al fegato, per i maschi Dalmine al 3° e Isola al 5° posto; per le donne Dalmine scivola al 4° e l’Isola al 10°. Per i tumori allo stomaco tra i maschi l’Isola è al 5° e Dalmine al 12°, per le donne l’Isola al 9° posto e Dalmine al 13°. Infine per il tumore alla mammella il distretto di Dalmine è 4°, l’Isola è al 12° posto.



L’analisi territoriale quindi è piuttosto chiara: i tumori colpiscono in modo pesante, in media, sia Isola sia il distretto di Dalmine. Le concause sono diverse e da tempo oggetto di studi (ambiente, abitudini alimentari, inquinamento, genetica). L’alto tasso di queste patologie è peraltro confermato dal numero di interventi, sia a Zingonia sia a Ponte per le quattro patologie tumorali più diffuse in Bergamasca: fegato, tratto gastrico, mammella e colon-retto.



Per il Policlinico San Pietro nel 2009 gli interventi totali (anche non tumorali, ma non ambulatoriali) sono stati 6.358, quelli per i quattro tumori (46 fegato, 61 tratto gastrico, 86 mammella, 158 colon-retto, in totale 351) sono il 5,5% del totale. Si tenga conto che le persone ricoverate per chemioterapia in un anno sono state 245, su 14.140 ricoveri totali. Al Policlinico San Marco di Zingonia 6.376 interventi chirurgici totali, quelli per i quattro tumori più diffusi (51 al fegato, 48 al tratto gastrico, 185 mammella, 128 al colon-retto, in totale 412) il 6,5% del totale, con 298 ricoverati per chemioterapia, contro 13.310 ricoveri totali.

Carmen Tancredi


Polveri sottili: anno

Polveri sottili: anno nuovo, solito film




Come ogni inverno è riesplosa la polemica sul tema dell’inquinamento da polveri sottili e come ogni inverno è iniziata la solita pantomima sulla ricerca di soluzioni.

Milano ha definitivamente archiviato la questione Eco-pass in vista delle elezioni e la tassa che avrebbe dovuto garantire risorse per potenziare i mezzi pubblici è in via di pensionamento insieme all’assessore Croci.

In compenso il capogruppo della Lega Salvini chiede le targhe alterne: «Dal primo febbraio e per almeno un mese, si viaggi in città, dalle 7 alle 19 a targhe alternate».

Un’idea che pochi giorni fa era stata lanciata dal presidente della Provincia, Guido Podestà (Pdl).

Devo dire che mi sono cadute le braccia e mi sono chiesto dove siano stati sinora questi signori e se pensano che basti limitare la circolazione nella cerchia dei Navigli per affrontare un inquinamento che è omogeneo su tutta la Pianura Padana.


Per 5 anni, puntualmente ad ogni riunione della “Cabina di regia per la qualità dell’aria” della Regione Lombardia”, ho chiesto di dare corso alla scelta delle targhe alterne, di estendere la zona critica a tutta l’area a sud di Lecco e non solo al meratese e, ovviamente, di mettere risorse per potenziare il trasporto pubblico.


La Regione si è sempre opposta, puntando tutto sulla sostituzione delle auto anziché sulla riduzione del numero di mezzi privati in circolazione ogni giorno.

Tale scelta ha creato problemi alle persone anziane e ai cittadini meno abbienti che non possono cambiare l’auto - spesso usata solamente per andare a fare la spesa o all’ospedale - lasciando sostanzialmente immutato il problema.


Come Assessore all’Ambiente della Provincia di Lecco ho sempre fatto presente che era inutile costringere i cittadini a cambiare le auto se tutte le politiche degli investimenti puntavano su nuove strade, con il conseguente aumento dei mezzi in circolazione.


Il solo modo per ottenere risultati è quello di cercare di diminuire il numero di motori accesi ogni giorno e per fare questo, oltre ai vincoli ed ai divieti, occorre creare alternative reali alla mobilità individuale, occorre garantire un sistema di trasporto pubblico di livello europeo e di dignitosa qualità.


Visto come funzionano i treni in questa Regione mi sembra ovvio che questa prospettiva non sia tra gli interessi prioritari del Pirellone.



Per visualizzare la presentazione con numeri e grafici (clicca qui)







Marco Molgora


Monday, February 01, 2010

La domenica ecologica

Calusco, il 2010 anno decisivoper la rimozione della teleferica

1 febbraio 2010 Cronaca

La vecchia teleferica sarà abbattutaL’anno 2010 sarà quello decisivo per la rimozione della teleferica e delle altre strutture (pali, viadotti, ponti e barriere in ferro) installate sul territorio di Carvico, del Monte Canto, di Pontida e di Collepedrino, che per ottant’anni sono serviti a trasportare nei carrelli la materia prima dalla cava alla cementeria dell'Italcementi a Calusco d'Adda.



Con la costruzione del nuovo impianto “Nuova Calusco” e del tunnel dal monte Giglio a Collepedrino, lungo 9600 metri, l’Italcementi si era impegnata a ripulire il territorio della presenza delle strutture della teleferica. A luglio del 2009 l’Italcementi ha dovuto effettuare un intervento straordinario, demolendo il ponte protettore presente sulla strada provinciale di via don Angelo Pedrinelli a Carvico, dopo l’urto violento di una betoniera contro le strutture portanti. In quell’occasione si è dato il via alla rimozione delle funi portanti, di quelle traenti e dei cavi di guardia di tutta la linea, concludendo i lavori alla fine di novembre.



Oltre a questo straordinario intervento, nel 2009 l’Italcementi è intervenuta sul tratto di teleferica Collepedrino-Pontida. A fine aprile sono state rimosse tutte le funi e i cavi di guardia e segnalazioni; a fine giugno tolti parzialmente i pali, tredici, i passaggi di colmo a Burligo, Grombosco e La Costa, e il ponte protettore in rete a monte di un palo. Restano ancora da rimuovere su questo tratto tredici pali della teleferica. Per queste strutture, come per le restanti, la Convenzione prevede l'inizio dei lavori entro giugno 2010, con termine ultimo dicembre 2011.



Per la teleferica Pontida-Mote Giglio a Calusco d’Adda a fine gennaio 2010 si darà inizio ai lavori. Il programma per il 2010 – riferiscono dalla direzione della cementeria. – prevede l’eliminazione dei tre ponti metallici posti sul comune di Pontida (ex teleferica alta), la valutazione della demolizione della vecchia teleferica Burligo-Careccia e l'inizio della rimozione parziale dei pali della teleferica Pontida-Monte Giglio, con priorità a quelli presenti sul Monte Canto, lato Pontida.




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