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Tuesday, December 08, 2009

Usa: «I gas serra sono pericolosi»«Sono una minaccia per la salute umana»

Usa: «I gas serra sono pericolosi»
L'Agenzia per la Protezione ambientale: «Sono una minaccia per la salute umana»


(Reuters)
WASHINGTON - Svolta nella politica ufficiale americana nel giorno d'apertura della conferenza di Copenaghen sul clima. L'agenzia Usa per la Protezione ambientale (Epa) ha dichiarato ufficialmente che i gas che contribuiscono all'effetto serra sono una minaccia per la salute umana. L'annuncio apre così la possibilità di un accordo efficace sulla limitazione dei gas serra al vertice e anche al Congresso di Washington per un intervento normativo che potrebbe nei prossimi mesi imporre per la prima volta un tetto alla produzione di gas inquinanti.

SFIDA - A dare l’annuncio ufficiale è stata Lisa Jackson, direttrice dell’Epa, in una conferenza stampa a Washington. Jackson ha spiegato come il 2009 si pone come «l’anno in cui gli Stati Uniti hanno iniziato a fronteggiare la sfida dei gas serra e a cogliere l’opportunità di una riforma sull’energia pulita».

Inquinamento a Milano

Friday, December 04, 2009

Inceneritori, studi scientifici modificati per attestare la loro innocuità

Inceneritori, studi scientifici modificati per attestare la loro innocuità

3 dicembre, 2009 by while

ISDE , Associazione apartitica, senza scopo di lucro, articolata anche sul territorio nazionale italiano, riconosciuta da Agenzie quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, afferma tramite un comunicato, che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle Amministrazioni. L’articolo incriminato è comparso sui Quaderni di Ingegneria Ambientale. L’autore cita il lavoro di Elliot P (Cancer incidence near municipal solid waste incinerators in Great Britain), nel seguente modo: “La conclusione degli Autori è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori…”. Nel lavoro originale Elliot ha scritto: “Observed-expected ratios were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km… Over the two stages of the study was a statistically significant (P<0.05) decline in risk with distance from incinerators for all cancers combined, stomach, colorectal, liver and lung cancer”, quindi esattamente il contrario di quanto riportato dall’autore. Cancer incidence near municipal solid waste incinerators in Great Britain.


P. Elliott, G. Shaddick, I. Kleinschmidt, D. Jolley, P. Walls, J. Beresford, and C. Grundy
Small Area Health Statistics Unit, Department of Public Health and Policy, London School of Hygiene and Tropical Medicine, UK.
This article has been cited by other articles in PMC.
Abstract
By use of the postcoded database held by the Small Area Health Statistic Unit, cancer incidence of over 14 million people living near 72 municipal solid waste incinerators in Great Britain was examined from 1974-86 (England), 1974-84 (Wales) and 1975-87 (Scotland). Numbers of observed cases were compared with expected numbers calculated from national rates (regionally adjusted) after stratification by a deprivation index based on 1981 census small area statistics. Observed-expected ratios were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km. The study was conducted in two stages: the first involved a stratified random sample of 20 incinerators; the second the remaining 52 incinerators. Over the two stages of the study was a statistically significant (P<0.05) decline in risk with distance from incinerators for all cancers combined, stomach, colorectal, liver and lung cancer. Among these cancers in the second stage, the excess from 0 to 1 km ranged from 37% for liver cancer (0.95) excess cases 10(-5) per year to 5% for colorectal cancer. There was evidence of residual confounding near the incinerators, which seems to be a likely explanation of the finding for all cancers, stomach and lung, and also to explain at least part of the excess of liver cancer. For this reason and because of a substantial level of misdiagnosis (mainly secondary tumours) found among registrations and death certificates for liver cancer, further investigation, including histological review of the cases, is to be done to help determine whether or not there is an increase in primary liver cancer in the vicinity of incinerators.Full text
Full text is available as a scanned copy of the original print version. Get a printable copy (PDF file) of the complete article (1.7M), or click on a page image below to browse page by page. Links to PubMed are also available for Selected References
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2074344/pdf/brjcancer00033-0150.pdf

Informazione e inquinamento atmosferico

Informazione e inquinamento atmosferico






Buon giorno,

ancora una volta mi trovo a scrivervi per farvi i miei complimenti circa il ruolo di informazione e sensibilizazzione che state offrendo ai cittadini circa l`inquinamento atmosferico


La scorsa settimana, (prima che piovesse) abbiamo avuto molte giornate consecutive con livelli di PM10 oltre i limiti.

La cosa peggiore è che mancano le informazioni ai cittadini e le misure atte a contenere la concentrazione di inquinanti al suolo.

Inutile poi lamentarsi per cose di minore entità quando si accettano queste situazioni. A tal punto converrebbe disattivare la rete di rilevamento e non preoccuparsi nemmeno più. Cosa cambierebbe? Di certo si risparmierebbe qualcosa, almeno sul denaro ci dovrebbe essere maggior sensibilità.

Ma la colpa è di tutti, anche dei cittadini che tanto si lamentano delle onde elettromagnetiche emesse da un`antenna salvo poi infiaschiarsene di altre cose dagli effetti ben più gravi . Oggi esiste il modo per informarsi.

Concludo dicendo brava alla giornalista Saba Viscardi voto10 e lode per i suoi articoli!!!!


Paolo CATALANO

Thursday, December 03, 2009

Aria irrespirabile, inchiesta sulle responsabilità

Aria irrespirabile, inchiesta sulle responsabilità
di MARIO CONSANI
— MILANO —
VELENI NELL’ARIA, la procura apre un’inchiesta. Quante volte, realmente, è stata superata la soglia d’allarme per il livello di polveri...
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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.

Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

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www.ceteco.it2009-12-02
di MARIO CONSANI
— MILANO —
VELENI NELL’ARIA, la procura apre un’inchiesta. Quante volte, realmente, è stata superata la soglia d’allarme per il livello di polveri sottili? E cosa hanno fatto (o potevano fare) concretamente il sindaco e i presidenti della provincia e della regione per evitare questo smog insopportabile? Tre gli avvisi di garanzia fatti recapitare ieri dal procuratore aggiunto Nicola Cerrato, che coordina il pool ambiente, a Letizia Moratti, Guido Podestà e Roberto Formigoni. Ovvio che, dovesse configurarsi qualche tipo di responsabilità per il territorio dell’hinterland, in causa verrebbe chiamato l’ex presidente della provincia Filippo Penati del Pd. Ma per il momento la procura vuole soltanto, da un lato acquisire dagli enti tutta la documentazione relativa alle iniziativa anti-smog prese in questi anni, dall’altro sapere ufficialmente dalle agenzie di controllo quante siano state, anche quest’anno, le giornate in cui la soglia di 50 microgrammi di polveri sottili nell’aria è stata superata. Tecnicamente, l’ipotesi di reato è quella singolare dell’articolo 674 del codice penale che punisce chiunque «provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo». Nel caso dei vertici istituzionali, evidentemente, c’è in ballo l’eventuale omissione di misure in grado di limitare l’inquinamento.
Se la legge fissa il tetto massimo tollerabile a 35 giorni, dal 2002 in poi a Milano i giorni di superamento sarebbero andati sempre sopra i cento. «L’anno scorso 104 e nel 2009 si è toccato il 36esimo giorno già il 23 febbraio». I dati, attribuiti ad Arpa Lombardia, sono quelli diffusi dal Codacons, che con i suoi esposti ha dato il via all’indagine. In realtà il pm Giulio Benedetti aveva chiesto l’archiviazione della denuncia presentata dall’associazione nel 2007, osservando che il problema smog riguarda l’intera Pianura Padana e dunque non sarebbe stato possibile individuarne i responsabili solo a Milano. Ma nei giorni scorsi il gip Marina Zelante, accogliendo l’opposizione del Codacons, ha rimandato gli atti in procura dove, nel frattempo, era arrivato un nuovo esposto relativo ai veleni di questo 2009. «La normativa europea e quella nazionale impongono degli obblighi di risultato - ribattono dal Codacons - e a Firenze il giudice dell´udienza preliminare, accettando le tesi del pm, ha rinviato a giudizio il presidente della Regione Toscana Claudio Martini e il sindaco Leonardo Domenici con l’accusa di getto pericoloso di cose e rifiuto di atti d’ufficio». E il Codacons è stato ammesso nel processo come parte civile. Per quel giudice fiorentino, infatti, «la normativa europea e quella nazionale impongono degli obblighi di risultato. Io non posso sindacare le scelte degli amministratori. La normativa li lascia liberi di decidere le strategie che ritengono più utili, più opportune e più efficaci, ma li vincola nel fine: l´abbattimento delle polveri è un obiettivo che deve essere raggiunto».

Tuesday, December 01, 2009

Rapporto sullo stato dell’ambiente/1:L’Aria. Inchiesta su dati Arpa. L’atmosferasul lecchese rilevata da 6 centraline


Rapporto sullo stato dell’ambiente/1:
L’Aria. Inchiesta su dati Arpa. L’atmosfera
sul lecchese rilevata da 6 centraline


LEGGI L'ARTICOLO SU MERATEONLINE



Come noto la Lombardia è tra le aree più inquinate d`Europa e la pianura padana con la sua condizione di "stagnazione" si trova, purtroppo, a collezionare spesso maglie nere.

Il bacino padano, infatti, chiuso dalle montagne su tre lati rappresenta dal punto di vista della qualità dell’aria una sorta di bacino chiuso in cui le emissioni di inquinanti si distribuiscono ma faticano a disperdersi. L`immagine è stata fotografata dall`ultimo “Rapporto sullo Stato dell`Ambiente in Lombardia 2008- 2009” presentato dall`Arpa e che noi andremo a “sezionare” per i vari comparti che riguardano la provincia di Lecco.

Partiamo dalla voce “Atmosfera” prendendo in esame la qualità dell`aria e le emissioni di inquinanti.











I dati elaborati nel corso di questi anni parlano di una media di 21.831 tonnellate di polveri sottili PM10 immesse nell`aria. Di queste 824 sono concentrate nella provincia di Lecco.

Recentemente – con la Direttiva 2008/50/CE – la Comunità Europea ha confermato i preesistenti limiti per il PM10 (pari a 50 μg/m3 come media giornaliera da non superare più di 35 volte l’anno, e 40 μg/m3 come media annua) e ha definito il limite per il PM2,5 (pari a 25μg/m3 come media annua, da raggiungere entro il 2015).

Uno sguardo alle quattro stazioni di campionamento mostra come la situazione peggiore sia quella di Merate con 111 superamenti nel corso del 2008 per una media sulle 24ore oltre i 50μg/m3. Seguono poi Lecco Via Amendola e Valmadrera con 38 sforamenti. In coda Lecco Via Sora. Nessuna delle quattro centraline ha comunque rispettato la direttiva europea.







La fetta maggiore di questo particolato inquinante è prodotta dalla combustione non industriale (433 tonnellate annue) dunque gli impianti di riscaldamento ad esempio. Ci sono poi le 249 tonnellate prodotte dal trasporto su strada seguite da altre sorgenti mobili e dai macchinari (62.2 ton). Insomma resta una dura battaglia e pur con tutti gli accorgimenti per ridurre questo tipo di emissioni i risultati ottimali sono ancora lontani.







Il confronto fra gli ultimi 7 anni nei capoluoghi di provincia mostra che l`annata peggiore è stata quella del 2003 con il valore medio più alto parametrato sui 365 giorni. Dal 2006 si è assistito in città ad un miglioramento e dunque ad una diminuzione della concentrazione delle polveri sottili nell`aria.







Tutti i capoluoghi di provincia della Lombardia (ad esclusione di Varese negli anni 2002 e 2008) hanno superato i 35 sforamenti annui concessi dalla legge. Per il capoluogo lecchese il 2002 è stato l`anno peggiore con quasi un giorno su tre oltre il limite dei 50μg/m3. La situazione è poi andata migliorando.








Bene la situazione nel 2008 per quanto riguarda il biossido di zolfo (misurato a Colico e Lecco Via Amendola) con nessun superamento e per il monossido di carbonio.






Da monitorare, invece, la situazione dell`ozono troposferico che in quattro delle sei centraline della provincia ha superato per almeno un giorno la soglia di allarme. In particolare la criticità maggiore è stata rilevata, sempre nel 2008, a Valmadrera dove per ben sei volte si è andati oltre la soglia di allarme.

Le concentrazioni di ozono raggiungono i valori più elevati nelle ore pomeridiane delle giornate

estive soleggiate e soprattutto nelle zone extraurbane sottovento rispetto ai centri urbani principali.

L’ozono può attaccare sia materiali inerti che matrici biologiche; nell’uomo risultano particolarmente esposti i tessuti delle vie respiratorie. Il valore della concentrazione media annua di ozono troposferico presenta una notevole variabilità tra un anno e l’altro: ciò dipende sia dal clima dell’anno sia dalle modalità di formazione dell’inquinante. Proprio per le sue caratteristiche l’ozono troposferico determina effetti negativi anche sulla vegetazione e sugli ecosistemi.



Saba Viscardi



Dati e tabelle tratte dal resoconto del “Rapporto sullo Stato dell`Ambiente in Lombardia 2008- 2009”

Plis Monte Canto - fate rivivere il Parco


Plis Monte Canto - Un altro forte invito a unire le forze: "Agendo come singoli amministratori non potrete far arrivare sul nostro territorio i finanziamenti necessari".
Il Pd s'appella ai sindaci: fate rivivere il Parco


Ai Sindaci dei Comuni di
Ambivere, Calusco d’Adda, Carvico, Chignolo d’Isola, Mapello, Pontida, Solza, Sotto il Monte, Terno d’Isola, Villa d’Adda.

Il nostro territorio, l’Isola, sta assistendo da anni ad un consumo del suolo massiccio e continuo. Molte amministrazioni hanno costruito riempiendo quei pochi spazi verdi rimasti a separare i confini dei nostri paesi. Permangono, ad oggi, pochissimi territori a bosco o a campo coltivato. I nostri torrenti hanno percorsi obbligati e ormai possiamo guidare da Calusco d’Adda a Bergamo senza trovare un po’ di terreno non costruito.
Quel poco che ci rimane è individuabile nella lunga striscia del parco dell’Adda Nord, nelle zone del Parco sovra comunale del Brembo e dal nostro Parco sovra comunale del Monte Canto e del Bedesco.
Il nostro parco, per funzionare ed essere utile, ha bisogno di un piano sovra comunale di valorizzazione del patrimonio agro-forestale. Servono competenze, strutture adeguate accompagnate da investimenti e risorse economiche. E’ evidente che i nostri comuni, agendo ognuno per conto proprio, non possono e non potranno mai avere fondi e competenze sufficienti per un serio progetto di riqualificazione e tutela del nostro territorio. Le risorse vanno quindi cercate altrove, in particolare tra i Fondi Europei che la Regione Lombardia mette a disposizione per progetti dall’alto valore ambientale. Le esperienze dei Parchi sovra comunali del Brembo, del Bosco in Città di Bergamo e delle Miniere di Clusone ci insegnano che Comuni in grado di presentarsi compatti e con un programma preciso possono ottenere grandi risultati.
Agendo come singoli amministratori non potrete far arrivare sul nostro territorio i finanziamenti necessari nè potrete organizzare attività durature e coordinate in difesa del nostro patrimonio ambientale. La nostra collina, e voi ben lo sapete, va amata, protetta, curata quotidianamente per un motivo molto semplice ma importantissimo: ci fa vivere tutti meglio. Il Parco sovra comunale è nato sei anni fa per rendere possibile tutto questo. Questo strumento, fintanto che è stato messo in condizione di funzionare, ha portato avanti numerosi progetti ed ha avuto la forza di attrarre i finanziamenti necessari per realizzarli. Lasciare il Parco in questo stato di apnea è un danno a noi e alle future generazioni.
Tocca a voi, attuali amministratori dei nostri comuni, far rivivere lo strumento del Parco. Voi ne siete i titolari, vostra la responsabilità del suo funzionamento o del suo abbandono. Il nostro appello è di portare avanti questo strumento, valorizzarlo e farlo funzionare. E’ tempo di rimettersi in cammino: per la salvaguardia del nostro territorio, per l’ambiente, per il futuro, per uno sviluppo sostenibile.
PD zona ISOLA

Monday, November 23, 2009

Aspettando la pioggia le polveri non mollano

Aspettando la pioggia
le polveri non mollano


Pericolo nebbia in agguatoIl bollettino dell'Arpa
La pioggia, attesa sulla nostra città e sulla provincia dalla serata di domenica, potrebbe spezzare l'assedio dello smog, ma i valori delle polveri sottili continuano a restare largamente oltre il limite. I dati del bollettino della qualità dell'aria riferiti alla giornata di sabato 21 novembre, stilati dall'Arpa, parlano chiaro: le polveri sottili (pm10) restano alle stelle, considerato che il valore limite è di 50 microgrammi per metro cubo.

Bergamo: via Meucci 78, via Garibaldi 89
Filago: 59
Lallio: 60
Osio Sotto: 55
Treviglio: 72
Calusco: 89

ALCUNI DATI PRECEDENTI
Martedì 17 a Bergamo, in via Meucci, la centralina ha registrato 95 microgrammi di Pm10 contro i 50 del valore limite; in via Garibaldi il valore si è fermato a 94. In provincia: Filago centro 76, Lallio 88, Osio Sotto 77, Treviglio 83, Calusco 93.

Lunedì i valori erano scesi un po' rispetto al dato fatto segnare domenica: 66 microgrammi a Bergamo in via Meucci, 71 in via Garibaldi. A Filago 49, Lallio 51, Osio Sotto 50, Treviglio 56, Calusco 70.

Domenica 15 a Bergamo via Meucci la centralina aveva registrato 92 microgrammi di Pm10 contro i 50 del valore limite; a Bergamo via Garibaldi addirittura 101. In provincia: Filago centro 83, Lallio 75, Treviglio 60, Calusco 70.

La linea verticale

Sunday, November 22, 2009

PM10: dopo 7 giorni fuori uso, la centralina di Merate fa segnare 200 µg/mc di media, ben 4 volte il ``valore limite``. Soglia superata 63 volte, a no




PM10: dopo 7 giorni fuori uso, la centralina di Merate fa segnare 200 µg/mc di media, ben 4 volte il ``valore limite``. Soglia superata 63 volte, a novembre 12 giorni di ``guasto``








200 µg/mc. Questo è l`incredibile e preoccupante valore medio che nella giornata di venerdì 20 novembre la centralina Arpa di Merate ha registrato come concentrazione media di polveri sottili. Un dato impressionante considerando che il valore limite stabilito è di 50 µg/mc. E a confermare che siamo in allarme è la situazione attuale che vede una stagnazione del clima, con aria secca, pesante, senza precipitazioni e vento che potrebbero invece contribuire ad abbassare il livello di particolato nell`aria.







A dire il vero si tratterebbe del primo valore dopo 8 giorni in cui la centralina meratese non ha funzionato, dunque non fornendo alcun dato. Si può tuttavia presumere, stando alla situazione generale dell`intera area A1 della Lombardia (che sta letteralmente soffocando) e alle altre stazioni di rilevamento della provincia, che il dato sarebbe stato comunque superiore ai 50µg/mc stabiliti dalla legge.







A Lecco Amendola, dall`11 novembre i superamenti sono stati 6 con la punta massima a 87 µg/mc.
Sempre nel capoluogo, questa volta in Via Sora, il limite su 10 giorni è stato sorpassato 5 volte, con il record fermo a 63 µg/mc. Situazione analoga a Valmadrera con sei giorni oltre la soglia e un valore massimo di 82 µg/mc.







In tutta la provincia il dato di Merate resta comunque quello più allarmante (stando almeno a quanto riportato dal sito internet dell`agenzia regionale per la protezione dell`ambiente) e pare proprio che nemmeno tutte le restrizioni al traffico adottate abbiano sortito l`effetto desiderato. Non si dimentichi che il valore di 200 µg/mc rappresenta la media, dunque nell`arco della giornata si sono registrati picchi probabilmente spaventosi.







Quando ancora l’Arpa segnalava l’andamento giornaliero era stata registrata una punta di 425 microgrammi per metro cubo, più di 8 volte la soglia limite. Intanto, al netto dei guasti alla centralina, che nel solo mese di novembre si sono già verificati ben 12 volte (quindi 12 giorni senza rilevazioni), gli “sconfinamenti” oltre la soglia limite sono già stati 63 mentre, come noto, le direttive europee fissano in non più di 35 volte il numero di superamenti della soglia limite.

Wednesday, November 18, 2009

Peggiora la qualità dell'aria

Peggiora la qualità dell'aria
Attenzione a foschie e nebbia

17 novembre 2009Cronaca
Pericolo nebbia in I valori delle polveri sottili sono stabilmente oltre il limite, e allo smog si aggiungono ora foschie e banchi di nebbia soprattutto nella Bassa Bergamasca. I dati del bollettino giornaliero di qualità dell'aria, stilati dall'Arpa, parlano chiaro: le polveri sottili Pm10 hanno registrato negli ultimi tempi una impennata.

Lunedì i valori sono scesi un po' rispetto al dato fatto segnare domenica: 66 microgrammi a Bergamo in via Meucci, 71 in via Garibaldi. A Filago 49, Lallio 51, Osio Sotto 50, Treviglio 56, Calusco 70.

Domenica 15 a Bergamo via Meucci la centralina aveva registrato 92 microgrammi di Pm10 contro i 50 del valore limite; a Bergamo via Garibaldi addirittura 101. In provincia: Filago centro 83, Lallio 75, Treviglio 60, Calusco 70.

Sul fronte meteo, gli automobilisti sono invitati a gudare con prudenza a causa delle foschie e dei banchi di nebbia. Le previsioni dicono che per tutta la settimana nelle ore notturne e anche al mattino si avranno nebbie a banchi e a tratti persistenti in pianura e anche in città.

Tuesday, November 17, 2009

Smog in continua crescita

Smog in continua crescita:
pm10 al doppio del valore limite
16 novembre 2009Cronaca
Bici e auto nello smogLo smog nell'aria che respiriamo continua a crescere. Per il secondo giorno consecutivo volano le polveri sottili: lo confermano i dati relativi alla giornata di domenica arrivati dalle centraline di rilevazione dell'Arpa Lombardia. Per colpa anche della presenza di una leggera foschia, che trattiene le particelle sospese.

La pioggia caduta potrebbe migliorare la situazione, ma nella giornata di domenica, soprattutto a Bergamo, i valori sono altissimi: 92 microgrammi per metro cubo in via Meucci, addirittura 101 in via Garibaldi; erano rispettivamente 80 e 89 nella giornata di sabato. Considerato che il valore limite fissato dalla normativa è di 50 microgrammi per metro cubo, i valori attuali sono molto vicini o hanno già raggiunto il doppio.

Non va meglio in provincia: a Calusco 70 microgrammi (78 sabato) e a Filago 83 (73), Lallio 75 (68), Osio Sotto 70 (64), Treviglio 60 (61).

Sunday, November 01, 2009

Merate: le polveri sottili tornano a farsi ``sentire``. I primi superamenti del limite

Merate: le polveri sottili tornano a farsi
``sentire``. I primi superamenti del limite







L’accensione dei riscaldamenti unita al clima secco di questi ultimi giorni stanno avendo ripercussioni sull’andamento delle polveri sottili che hanno già fatto registrare qualche “sforamento”. Una situazione non nuova, che si ripete tutti gli anni all’inizio della stagione fredda e che, proprio per questo, è accompagnata da “accorgimenti” come il divieto di circolazione dei mezzi più inquinanti.








Stando alle tabelle dell’Arpa (agenzia regionale protezione ambiente) a Merate dal 20 al 29 ottobre i superamenti del valore limite di 50 µg/mc sono stati tre, cui va aggiunto un giorno di mancato funzionamento della centralina. I livelli non sono stati particolarmente alti, anche se ieri giovedì 29 ottobre si è arrivati a 71.












E’ andata di certo meglio sul lago dove forse, complice una brezza maggiore, le polveri sottili tendono a non “insaccarsi”. La stazione di Via Amendola, infatti, ha registrato un solo sforamento giovedì 29 (con 52 µg/mc), anche se per 3 giorni i valori non hanno potuto essere rilevati. Situazione abbastanza simile anche in Via Sora con due superamenti, da 51 e 55 µg/mc, nelle giornate del 21 e 28 ottobre.







Anche a Valmadrera situazione abbastanza sottocontrollo, con due superamenti di pochi punti oltre il limite

Thursday, October 29, 2009

Tira già una brutta aria, Pm10 oltre la soglia

Inquinamento in città - La centralina di via Meucci ha registrato un valore di 75 microgrammi per metro cubo. In provincia si respira un'aria migliore.

Tira già una brutta aria, Pm10 oltre la soglia


Suona l'allarme smog. Nonostante le caldaie degli impianti di riscaldamento non funzionino ancora a pieno regime, i valori delle Pm10 hanno già oltrepassato la soglia dei 50 microgrammi: secondo la centralina di via Meucci, martedì 27 ottobre pedoni e automobilisti hanno respirato un'aria che presentava un dato di 75 microgrammi per metro cubo. Vanno un po' meglio le cose in provincia: tutti i valori sono sotto il limite, anche se la centralina di Filago centro è di poco nella norma (48 microgrammi). Insomma, si profila un altro inverno difficile per i polmoni dei bergamaschi, se si considera che la situazione è destinata a peggiorare quando il freddo aumenterà e nel cielo finiranno anche i residui della combustione di case e uffici.

Saturday, October 24, 2009

Petteni: "Il territorio va risarcito dalle aziende che l'hanno sfruttato"

Consiglio generale Cisl - "Il sindacato non vuole fare l'ospedale da campo: non vogliamo essere chiamati solo a soccorrere i feriti, ma vogliamo essere partecipi nelle decisioni, anche per evitare ulteriori morti e feriti".

Petteni: "Il territorio va risarcito dalle aziende che l'hanno sfruttato"


Gigi Petteni, segretario regionale della Cisl, ha concluso il Consiglio generale dell'organizzazione sindacale tenutosi a Bergamo per discutere della situazione locale, delle prospettive per garantire lo sviluppo mentre la crisi morde sul piano occupazionale e sembra invece intravedere degli spiragli sul piano produttivo.
Ci sono spiragli a Bergamo e in Lombardia, vero?
Mettiamola così: se registriamo un "più uno", dopo una serie di meno che han portato a "meno 15", adesso si è sempre a "meno 14", non è proprio confortante.
Soprattutto se è vero che ora vengono al pettine i nodi sul versante occupazionale.
Appunto. Per questo la Cisl sta lavorando con la Regione Lombardia per trovare una serie di sbocchi, per tutelare i lavoratori.
Come si tutelano i lavoratori?
La prima richiesta, la prima battaglia è sugli ammortizzatori sociali: ci muoviamo, anche col Pirellone, per prorogarli fino tutto il 2010. L'obiettivo è tenere tutta la forza lavoro al proprio posto.
Qual è ruolo della Regione in questa strategia?
E' di pressione a livello legislativo: servono norme ad hoc per la proroga.
Ammortizzatori allungati, dunque. E poi?
E poi una campagna che prende spunto proprio dalla vicenda Dalmine. Il fatto che i titolari della Dalmine hanno acquistato l’azienda dal sistema pubblico ottenendo non poche disponibilità, per esempio sul versante della centrale elettrica su cui si è lasciato investire. Ora, questi imprenditori che hanno avuto agevolazioni e facilitazioni, non possono semplicemente prendere atto che il mercato è cambiato e quindi si va a casa: questo non lo si può consentire.
E cosa si fa?
Va studiata una legislazione che imponga una sorta di risarcimento al territorio che è stato utilizzato e sfruttato.
Solo per le aziende?
Le dirò che anche per le banche vale un po' questo discorso. La moratoria sui mutui decisa dall'Abi va, credo, in questa direzione. E' una sorta di risarcimento: la situazone in cui ci troviamo non vede gli istituti di credito privi di responsabilità, perciò che vadano incontro a chi è rimasto a piedi mi sembra corretto.
A proposito di responsabilità, il ministro Giulio Tremonti ha parlato di posto fisso come valore. C'è chi legge le sue dichiarazioni come frutto di facile populismo: lei che ne pensa?
Io ero presente quando il ministro Tremonti ha fatto quel discorso. Un discorso complesso che poi è arrivato lì. Devo dire che, a mio parere sia chiaro, mi è sembrato davvero alla ricerca di una risposta nuova al mercato che, così com'era fino a ieri, ha dimostrato di non reggere più. Al contrario di tanti soloni che le risposte dicono di averle già in tasca, Tremonti almeno dà l'impressione di essere impegnato in uno studio approfondito delle possibili alternative.
Il ministro, la Regione, ma il sindacato?
Il sindacato c'è. Intanto sabato insieme, Cgil e Cisl organizzano la marcia kmper il lavoro a Milano, mettendo da parte le divisioni che pure esistono.
E cosa mi dice del ruolo del sindacato a Bergamo, in questa realtà profondamente colpita dalla crisi economica?
Pesantemente colpita sì, ma ancora tutelata grazie proprio alle realtà, come il sindacato, che hanno evitato lo sfacelo sociale, che hanno operato per mantenere la pace sociale. Ora bisogna pensare al futuro, alla Bergamo del futuro.
Come vede la Bergamo del futuro?
Penso proprio che non uscirà dai salottini, ma da una ripresa forte del ruolo di questo mondo sociale che è stato messo da parte nel recente passato. Già perché c'erano le realtà forti che pensavano di poter decidere e fare tutto loro, da sole. Salvo poi chiamare le realtà associative, dal sindacato al volontariato, a sostenere le situazioni difficili. Ecco, io dico che noi non vogliamo fare l'ospedale da campo, non vogliamo essere chiamati solo a soccorrere i feriti, ma vogliamo essere partecipi nelle decisioni, anche per evitare ulteriori morti e feriti

Wednesday, October 21, 2009

Calusco-Terno: dalla Regione via libera al progetto definitivo

Calusco-Terno: dalla Regione via libera al progetto definitivo

Traffico a Calusco d'AddaLa Giunta della Regione Lombardia ha espresso parere favorevole al progetto definitivo per la tratta da Calusco a Terno d’Isola, nell’ambito del più ampio collegamento Lecco-Bergamo (23 chilometri, parte dei quali già in funzione) e della rete viaria di collegamento con le future opere che attraverseranno l’area, a partire dalla Pedemontana, e con quelle già esistenti, come la A4.

Il progetto interesserà sette comuni a Nordovest di Bergamo: Carvico, Calusco d’Adda, Sotto il Monte, Terno d’Isola, Medolago, Chignolo d’Isola e Bonate Sopra.

Il collegamento sarà una variante alla Strada provinciale numero 169, e andrà a innestarsi sul nuovo Asse interurbano: «Questa Variante – commenta il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Marcello Raimondi – collegherà localmente i comuni bergamaschi interessati, ma sarà anche una facile via di accesso ai sistemi di lunga percorrenza come A4 e Pedemontana, agevolando il percorso di tanti bergamaschi e di tutti coloro che percorreranno queste strade».

L’intero tracciato della variante Calusco-Terno misurerà 8 chilometri, costo previsto 63 milioni e 400 mila euro finanziati, all’interno della legge-obiettivo, dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Tuesday, October 20, 2009

«Imprese, puntiamo sull’ambiente: sono pronti 40mila posti di lavoro»

«Imprese, puntiamo sull’ambiente: sono pronti 40mila posti di lavoro»di Redazione
Quarantamila nuovi posti di lavoro entro il 2015 e sessantamila entro il 2020. Il piano economia verde è «ambizioso», come ammette lo stesso Roberto Formigoni, prima di presentarlo al nutrito gruppo di esponenti del sistema economico lombardo. La Regione prevede un investimento complessivo di 900 milioni di risorse pubbliche (tra fondi nuovi e già stanziati) e contributi privati ancora più consistenti, per arrivare a un totale di 2,2 miliardi di euro.
Numerosi i progetti: incentivi per nuove forme di mobilità a basso impatto ambientale, rinnovamento del sistema delle infrastrutture e dei trasporti, programmi di risparmio energetico nelle piccole e medie imprese, nell’edilizia, nel commercio e nella sanità, diffusione delle fonti energetiche rinnovabili. Tutti interventi in cui si tenta di coniugare l’innovazione tecnologica con il miglioramento delle condizioni ambientali.
Il «Piano per una Lombardia sostenibile» allinea la Regione agli obiettivi dell’Unione europea, che ha fissato per il 2020 i parametri 20-20-20, ovvero l’abbattimento del 20 per cento delle emissioni di C02, l’aumento del 20 per cento dei consumi energetici da fonti rinnovabili e il risparmio del 20 per cento dell’energia utilizzata.
Concreto l’interesse del sistema delle imprese, ben consapevole del green business in ballo. «Si tratta di opportunità che vogliamo contribuire a sviluppare» assicura il presidente di Assolombarda, Alberto Meomartini, al Pirellone come il neo presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Barcella. Presenti al meeting Diana Bracco, Salvatore Ligresti, Luciano Martucci, presidente di Ibm, Giuseppe Pasini, presidente Federacciai, Enrico Salza, presidente del consiglio gestione di Intesa-San Paolo, Francesco Micheli, Benito Benedini. Tra chi guarda con interesse ai progetti anche Italcementi. «Siamo impegnati da tempo per lo sviluppo sostenibile e nei nostri impianti lombardi come Rezzato e Calusco d’Adda investiremo ulteriormente in questa direzione» spiega il dirigente Sergio Crippa.
Formigoni punta molto sull’ambiente per il rilancio dell’economia regionale: «La Lombardia si muove tra i primi per lo sviluppo dell’economia verde e delle imprese ambientalmente compatibili. Il nostro punto di arrivo è un territorio a bassa intensità di carbonio e ad alta efficienza energetica».

Monday, October 19, 2009

Nonostante il blocco delle Euro 2 lo smog è già ben oltre il limite

Nonostante il blocco delle Euro 2
lo smog è già ben oltre il limite



Smog, con i riscaldamenti accesi salgono i valoriDal 15 ottobre stop ai diesel Euro 2: ecco dove non si può circolare
Blocco o non blocco delle vetture più inquinanti la situazione sembra non essere cambiata. Che l'autunno sia arrivato - anche se, viste le temperature, sembra quasi di essere in inverno - lo dimostrano come sempre i dati sull'inquinamento dell'aria. I valori limite per le polveri sottili sono già stati raggiunti e abbondantemente superati, segno che l'accensione degli impianti di riscaldamento gioca sempre un ruolo di rilievo per la qualità dell'aria che respiriamo.

E così - come confermano i dati dell'Arpa Lombardia - Bergamo è già «over limits», ben oltre il limite: nella giornata di sabato 17 ottobre la centralina di via Meucci ha fatto segnare le presenza nell'aria di 65 microgrammi di polveri sottili per metro cubo, quella di via Garibaldi 62 microgrammi, ben oltre il valora limite che è fissato dalla normativa regionale a 50 microgrammi. Un balzo avanti rispetto alla qualità registrata venerdì, che era buona.

In provincia il dato più alto si registra a Calusco, con 64 microgrammi. Preticamente tutte le altre centraline hanno valori vicini al limite: Filago 43, Osio Sotto 46, Treviglio 49, Lallio 35.

Thursday, October 08, 2009

L’ARIA DEL MERATESE E' FUORILEGGE

L’allarme arriva dalle polveri sottili Nel mirino scarichi e pneumatici logori

L’ARIA DEL MERATESE è fuorilegge . Dall’inizio dell’anno ad oggi le famigerate Pm10, le polveri sottili, stando ai dati della centralina dell’Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale installata lungo la ex Ss 36 all’incrocio con viale Giuseppe Verdi a Merate, hanno superato la la soglia di allarme, fissata in 50 microgrammi per metro cubo, già in 57 occasioni. Secondo la normativa comunitaria tuttavia ciò non deve succedere più di 35 volte nell’arco di un intero anno civile. E il numero degli «illeciti» è destinato ulteriormente a salire per la stagione invernale ormai alle porte, quando lo smog si impenna per l’attivazione degli impianti di riscaldamento. Neppure a Milano e nei capoluoghi di provincia la situazione è tanto grave. Tra l’altro a partire dal 2010 i vincoli saranno ancora più rigidi e chi non si adegua dovrà pagare pesanti sanzioni all’Unione europea. Se verrà confermato un simile trend, verranno infrante pure le regole imposte da Bruxelles per quanto riguarda la media complessiva dei rilevamenti.

NELL’ARCO di 365 giorni infatti non deve valicare i 40 µg/m³. Ma attualmente le polveri killer hanno già una concentrazione media di 38,6 µg/m³. Le punte massime si sono verificate tra febbraio e marzo con picchi di 120 punti, quasi il triplo del massimo consentito. La principale causa sono soprattutto gli scarichi e il deterioramento degli pneumatici delle auto e dei camion che sfregano contro l’asfalto. Non bisogna però sottovalutare i gas degli impianti produttivi e delle caldaie.
Rispetto al 2008 però qualcosa sembra sia migliorato. Nello stesso arco di riferimento dell’anno scorso infatti le Pm10 hanno valicato la soglia massima addirittura in 65 occasioni, con una media di 42 microcgrammi. E se Merate è alle prese con le Pm10, a Nibionno, dall’altro capo del distretto, bisogna tenere d’occhio il biossido di azoto, una sostanza altamente tossica e irritante. Viene prodotta durante i processi di combustione ad opera di centrali termoelettriche, impianti di riscaldamento e, soprattutto, traffico veicolare. L’NO2 è il preludio alle piogge acide, con conseguenti danni alla vegetazione e agli edifici, oltre che alla salute umana. D.D.S.

Wednesday, September 30, 2009

La ``Provincia`` delibera l’aumento dei rifiuti da bruciare e affida alla Regione ulteriori aumenti fino a 120mila tonn.



La ``Provincia`` delibera l’aumento dei rifiuti da bruciare e affida alla Regione ulteriori aumenti fino a 120mila tonn.





L`assessore Carlo Signorelli




Il passaggio da 87.000 a 90.000 tonnellate del quantitativo di rifiuti trattati dal termovalorizzatore di Valmadrera. Questo è il punto di innovazione del nuovo piano provinciale dei rifiuti presentato dall’assessore Carlo Signorelli che comunque ripropone quello presentato il 27 ottobre 2008 dalla Giunta Brivio aggiungendo le modifiche suggerite dalla Regione Lombardia poiché alcuni elementi differivano dagli indirizzi regionali, percorso scelto “in una logica di responsabilità e di continuità istituzionale”. Il piano redatto dalla Giunta Brivio era stato depositato in Regione nell’ottobre 2008 ed è stato restituito il 7 agosto con alcune indicazioni da applicare, principalmente l’aumento del quantitativo autorizzato. Su questo punto si è creato un certo consenso, ma l’armonia e la volontà di collaborare si sono rotte su una frase contenuta nella delibera ovvero il limite delle 90.000 tonnellate di rifiuti “fatta salva l’opportunità di valutare un ulteriore ampliamento dell’autorizzazione, nel caso di rinnovo di accordi interprovinciali”. Su questo punto la minoranza si è staccata osservando, come hanno fatto i consiglieri Pozzi (Sinistra e Libertà), Brivio e Bruseghini (Partito Democratico) che in questo modo “è come aprire le porte a ulteriori ampliamenti dell’attività del termovalorizzatore fino alla capacità massima di 120.000 tonnellate”. Secondo i consiglieri di minoranza, infatti, essendo che le quote relative alle convenzioni con altre province come Sondrio e Como e quindi al di fuori del 20% delle quote del mutuo soccorso e della solidarietà, a gennaio, quando scadrà la convenzione di Sondrio, i limiti si abbasseranno ulteriormente. Nel corso del dibattito è stato più volte sottolineato, da parte di Brivio e Bruseghini, la necessità di non essere supini alle decisioni della Regione ma di prendere decisioni in modo collaborativo senza scaricare attraverso dispositivi tecnici la responsabilità. Lasciando quella frase nella delibera, infatti, si rischierebbe che le decisioni in merito ad ulteriori ampliamenti della capacità dell’impianto non vengano più discusse dall’organo rappresentativo del territorio, il Consiglio Provinciale. Dopo un lungo dibattimento, in cui sia la maggioranza che l’opposizione hanno proposto degli emendamenti per aggirare l’ostacolo della frase “incriminata”, il provvedimento è stato votato ed è passato con 17 voti favorevoli e 10 voti contrari.
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