L'aria di Calusco

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Thursday, February 11, 2010

Polveri sottili ancora alle stelle

Polveri sottili ancora alle stelle


Il valore limite quasi raddoppiato

10 febbraio 2010Cronaca



Niente da fare, le polveri sottili nella Bergamasca restano molto alte. In tutte le sette centraline di rilevamento dislocate in città e provincia martedì 9 febbraio è stato superato ampiamente il valore limite delle PM10 che è 50. Record negativo in via Garibaldi a Bergamo con 91, ma via Meucci, sempre in città, è staccata di poco con 87.



Situazione grigia pure in provincia: 80 a Calusco, 78 a Lallio, 71 a Osio Sotto, 70 a Filago Centro e 69 a Treviglio. Se non pioverà, i valori resteranno alti, ma è comunque un problema destinato a trascinarsi fin quando non si attueranno provvedimenti seri.


Tuesday, February 09, 2010

Cineforum su tematiche ambientali



Saturday, February 06, 2010

IL KILLER SILENZIOSO

IL KILLER SILENZIOSO



160 morti all’anno dovuti alle polveri sottili e solo per l’aggravamento delle patologie cardiovascolari






Se un serial killer si aggirasse per Milano uccidendo 160 persone all’anno come minimo il Sindaco chiederebbe lo schieramento di due divisioni dell’esercito in città, due terzi delle forze politiche invocherebbero l’apertura di un commissariato di polizia ogni trecento metri, i più globalizzati chiederebbero l’aiuto dell’FBI e il vice Sindaco installerebbe telecamere anche sui cestini dei rifiuti.


Ma a Milano il serial killer non ha fattezze umane, non uccide con armi più o meno convenzionali, né una volta individuato lo si potrebbe ammanettare. Eppure c’è e uccide con sorprendente regolarità.


Così almeno testimoniano i dati di una ricerca che il Professor Piero Mannucci ha presentato lunedì 1 febbraio alle Commissioni Mobilità e Salute di Palazzo Marino. Secondo i dati forniti dal Professor Mannucci l’inquinamento atmosferico provoca almeno 160 decessi all’anno legati all’acutizzazione sul breve periodo di malattie cardiocircolatorie. Ovvero, questo numero di per sé già impressionante, non tiene conto degli effetti a medio-lungo termine per quanto riguarda le patologie delle vie respiratorie.


Secondo il professor Mannucci le polveri sottili e soprattutto quelle ultrasottili (il PM2,5) sono responsabili di infarti, trombosi e ictus e il pericolo aumenta all’aumentare delle concentrazioni e dei picchi: “Non c’è dubbio –ha dichiarato il Professor Mannucci davanti ai membri delle commissioni– che l’inquinamento abbia un’influenza sulla mortalità globale soprattutto per quanto riguarda le patologie cardiovascolari.”


Non tutti i Consiglieri comunali sembravano convinti di ciò e qualcuno dai banchi occupati dalla maggioranza si è spinto a sussurrare durante l’esposizione dei dati “evabbè…allora parliamo anche delle sigarette…” e perché non del colesterolo, dell’alcol o dei fulmini?


Nonostante le parole del Professor Mannucci dai Consiglieri del PdL, quasi come per un riflesso condizionato, è salito il solito ritornello sui riscaldamenti responsabili dell’inquinamento. Sollecitato su questo punto Mannucci ha ribadito che “il riscaldamento incide poco sulle concentrazioni di polveri sottili, circa il 20%. E questo è un dato inoppugnabile.”


Dato inoppugnabile ribadito anche dalle ricerche condotte dall’ARPA negli ultimi anni che stimano l’incidenza del riscaldamento tra il 23% e il 27% sul totale delle fonti emissive relative al PM10.


Ma si sa, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, soprattutto quando quel poco di udito che ha è tutto teso a dare ascolto alla lobby delle quattro ruote.














Beniamino Piantieri

Wednesday, February 03, 2010

Isola: allarme tumori

Isola: allarme tumori


Ieri in prima pagina de Illecodibergamo un preoccupante articolo sull'incidenza dei tumori. La provincia di Bergamo è seconda in Italia per incidenza delle patologie tumorali. E all'interno della provincia l'Isola Bergamasca detiene numeri preoccupanti sul'incidenza dei tumori. Si parla di cura, ma non si fa riferimento a monitoraggio e diagnosi precoce.



Ponte e Zingonia, allarme tumori


Nel 2009 eseguiti 800 interventi




Il Policlinico di Ponte San PietroUn bacino di circa 300 mila utenti e quasi 800 interventi chirurgici, nel 2009, soltanto per le quattro tipologie di tumore più diffuse nella Bergamasca: al fegato, al tratto gastrico, alla mammella e al colon-retto. Sono numeri di un certo rilievo, e che interessano tutta l’area dell’Isola, che gravita sostanzialmente, come utenza, sul Policlinico San Pietro a Ponte San Pietro, e la zona di Zingonia, per il Policlinico San Marco, ovvero, parlando per distretti Asl, Dalmine con l’hinterland (Osio Sotto, Verdellino, Ciserano) e parte di quello di Treviglio con la «fetta» di provincia che arriva fino all’Adda.



«Una zona dove l’incidenza tumorale è purtroppo rilevante - sottolinea Francesco Galli, amministratore delegato di Policlinico San Marco e San Pietro -. Non è un caso, infatti, che la nostra strategia di intervento è stata orientata al potenziamento del polo chirurgico-oncologico delle due strutture. E in futuro su due radioterapie. È una risposta a un fondamentale bisogno del territorio».



Che la Bergamasca abbia tristi primati per l’incidenza tumorale rispetto al resto dell’Italia è purtroppo cosa risaputa: Bergamo, stando ai dati più recenti dell’Asl (ricerca Agenda21 con la Provincia e statistiche Dipo, Dipartimento oncologico provinciale con l’elaborazione del registro tumori a cura del servizio statistico dell’Asl), è la seconda provincia d’Italia per mortalità tumorale. Non solo: per i tumori al fegato è prima in Italia per i maschi (3ª per le donne), 3ª per il pancreas (4ª per le donne), 8ª per il polmone (al 21° posto per le donne). E 16ª per i tumori alla mammella.



Anche nel confronto con la Lombardia Bergamo e provincia sono mal messe: data come 1 la cifra di mortalità per tutti i tumori a livello regionale, Bergamo sale a 1,06 per le donne e a 1,09 per i maschi; nella mortalità generale della provincia il 41,1% è dovuto ai tumori per i maschi e il 30,5% per le donne. E tra le patologie oncologiche più diffuse, con mortalità nell’ambito dei decessi per tumori, tra i maschi al primo posto c’è il polmone (27,8), seguito da fegato, colon retto e stomaco; per le donne la mammella (16% sui decessi tumorali) e colon-retto (11,8), quindi polmone e stomaco.



Facendo un’analisi del territorio, così come effettuata dall’Asl che ha esaminato la mortalità per tumori a seconda dei distretti, si scopre che per i tassi di mortalità annui per tutti i tumori per i maschi l’Isola è al 3° posto in provincia (l’Isola è il principale bacino d’utenza del Policlinico San Pietro) - il primo posto, certo non ambito, spetta al distretto Monte Bronzone-Basso Sebino, il secondo a Romano -, mentre quello di Dalmine è al 4° e quello di Treviglio è 11° su 14 distretti totali (l’area che gravita sul Policlinico di Zingonia è prevalentemente il distretto di Dalmine con i territorio comunali, tra gli altri, di Levate, Osio Sopra, Osio Sotto, Ciserano, Verdellino; ma parte dell’utenza sconfina anche nel distretto di Treviglio fino all’Oltre Adda).



Invece per quanto riguarda la mortalità per tumori femminile è Dalmine al 3° (al primo e secondo ci sono Valle Seriana e Valle Seriana Superiore) e l’Isola al 10°, mentre il distretto di Treviglio è al 9°. La mortalità per tumore al polmone, per i maschi, vede il distretto di Dalmine al 4° e l’Isola al 5° (Treviglio al 7° posto); per le donne Dalmine 2°, Isola 9° e Treviglio 12°. Nei tumori al fegato, per i maschi Dalmine al 3° e Isola al 5° posto; per le donne Dalmine scivola al 4° e l’Isola al 10°. Per i tumori allo stomaco tra i maschi l’Isola è al 5° e Dalmine al 12°, per le donne l’Isola al 9° posto e Dalmine al 13°. Infine per il tumore alla mammella il distretto di Dalmine è 4°, l’Isola è al 12° posto.



L’analisi territoriale quindi è piuttosto chiara: i tumori colpiscono in modo pesante, in media, sia Isola sia il distretto di Dalmine. Le concause sono diverse e da tempo oggetto di studi (ambiente, abitudini alimentari, inquinamento, genetica). L’alto tasso di queste patologie è peraltro confermato dal numero di interventi, sia a Zingonia sia a Ponte per le quattro patologie tumorali più diffuse in Bergamasca: fegato, tratto gastrico, mammella e colon-retto.



Per il Policlinico San Pietro nel 2009 gli interventi totali (anche non tumorali, ma non ambulatoriali) sono stati 6.358, quelli per i quattro tumori (46 fegato, 61 tratto gastrico, 86 mammella, 158 colon-retto, in totale 351) sono il 5,5% del totale. Si tenga conto che le persone ricoverate per chemioterapia in un anno sono state 245, su 14.140 ricoveri totali. Al Policlinico San Marco di Zingonia 6.376 interventi chirurgici totali, quelli per i quattro tumori più diffusi (51 al fegato, 48 al tratto gastrico, 185 mammella, 128 al colon-retto, in totale 412) il 6,5% del totale, con 298 ricoverati per chemioterapia, contro 13.310 ricoveri totali.

Carmen Tancredi


Polveri sottili: anno

Polveri sottili: anno nuovo, solito film




Come ogni inverno è riesplosa la polemica sul tema dell’inquinamento da polveri sottili e come ogni inverno è iniziata la solita pantomima sulla ricerca di soluzioni.

Milano ha definitivamente archiviato la questione Eco-pass in vista delle elezioni e la tassa che avrebbe dovuto garantire risorse per potenziare i mezzi pubblici è in via di pensionamento insieme all’assessore Croci.

In compenso il capogruppo della Lega Salvini chiede le targhe alterne: «Dal primo febbraio e per almeno un mese, si viaggi in città, dalle 7 alle 19 a targhe alternate».

Un’idea che pochi giorni fa era stata lanciata dal presidente della Provincia, Guido Podestà (Pdl).

Devo dire che mi sono cadute le braccia e mi sono chiesto dove siano stati sinora questi signori e se pensano che basti limitare la circolazione nella cerchia dei Navigli per affrontare un inquinamento che è omogeneo su tutta la Pianura Padana.


Per 5 anni, puntualmente ad ogni riunione della “Cabina di regia per la qualità dell’aria” della Regione Lombardia”, ho chiesto di dare corso alla scelta delle targhe alterne, di estendere la zona critica a tutta l’area a sud di Lecco e non solo al meratese e, ovviamente, di mettere risorse per potenziare il trasporto pubblico.


La Regione si è sempre opposta, puntando tutto sulla sostituzione delle auto anziché sulla riduzione del numero di mezzi privati in circolazione ogni giorno.

Tale scelta ha creato problemi alle persone anziane e ai cittadini meno abbienti che non possono cambiare l’auto - spesso usata solamente per andare a fare la spesa o all’ospedale - lasciando sostanzialmente immutato il problema.


Come Assessore all’Ambiente della Provincia di Lecco ho sempre fatto presente che era inutile costringere i cittadini a cambiare le auto se tutte le politiche degli investimenti puntavano su nuove strade, con il conseguente aumento dei mezzi in circolazione.


Il solo modo per ottenere risultati è quello di cercare di diminuire il numero di motori accesi ogni giorno e per fare questo, oltre ai vincoli ed ai divieti, occorre creare alternative reali alla mobilità individuale, occorre garantire un sistema di trasporto pubblico di livello europeo e di dignitosa qualità.


Visto come funzionano i treni in questa Regione mi sembra ovvio che questa prospettiva non sia tra gli interessi prioritari del Pirellone.



Per visualizzare la presentazione con numeri e grafici (clicca qui)







Marco Molgora


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