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Sunday, November 01, 2009

Merate: le polveri sottili tornano a farsi ``sentire``. I primi superamenti del limite

Merate: le polveri sottili tornano a farsi
``sentire``. I primi superamenti del limite







L’accensione dei riscaldamenti unita al clima secco di questi ultimi giorni stanno avendo ripercussioni sull’andamento delle polveri sottili che hanno già fatto registrare qualche “sforamento”. Una situazione non nuova, che si ripete tutti gli anni all’inizio della stagione fredda e che, proprio per questo, è accompagnata da “accorgimenti” come il divieto di circolazione dei mezzi più inquinanti.








Stando alle tabelle dell’Arpa (agenzia regionale protezione ambiente) a Merate dal 20 al 29 ottobre i superamenti del valore limite di 50 µg/mc sono stati tre, cui va aggiunto un giorno di mancato funzionamento della centralina. I livelli non sono stati particolarmente alti, anche se ieri giovedì 29 ottobre si è arrivati a 71.












E’ andata di certo meglio sul lago dove forse, complice una brezza maggiore, le polveri sottili tendono a non “insaccarsi”. La stazione di Via Amendola, infatti, ha registrato un solo sforamento giovedì 29 (con 52 µg/mc), anche se per 3 giorni i valori non hanno potuto essere rilevati. Situazione abbastanza simile anche in Via Sora con due superamenti, da 51 e 55 µg/mc, nelle giornate del 21 e 28 ottobre.







Anche a Valmadrera situazione abbastanza sottocontrollo, con due superamenti di pochi punti oltre il limite

Thursday, October 29, 2009

Tira già una brutta aria, Pm10 oltre la soglia

Inquinamento in città - La centralina di via Meucci ha registrato un valore di 75 microgrammi per metro cubo. In provincia si respira un'aria migliore.

Tira già una brutta aria, Pm10 oltre la soglia


Suona l'allarme smog. Nonostante le caldaie degli impianti di riscaldamento non funzionino ancora a pieno regime, i valori delle Pm10 hanno già oltrepassato la soglia dei 50 microgrammi: secondo la centralina di via Meucci, martedì 27 ottobre pedoni e automobilisti hanno respirato un'aria che presentava un dato di 75 microgrammi per metro cubo. Vanno un po' meglio le cose in provincia: tutti i valori sono sotto il limite, anche se la centralina di Filago centro è di poco nella norma (48 microgrammi). Insomma, si profila un altro inverno difficile per i polmoni dei bergamaschi, se si considera che la situazione è destinata a peggiorare quando il freddo aumenterà e nel cielo finiranno anche i residui della combustione di case e uffici.

Saturday, October 24, 2009

Petteni: "Il territorio va risarcito dalle aziende che l'hanno sfruttato"

Consiglio generale Cisl - "Il sindacato non vuole fare l'ospedale da campo: non vogliamo essere chiamati solo a soccorrere i feriti, ma vogliamo essere partecipi nelle decisioni, anche per evitare ulteriori morti e feriti".

Petteni: "Il territorio va risarcito dalle aziende che l'hanno sfruttato"


Gigi Petteni, segretario regionale della Cisl, ha concluso il Consiglio generale dell'organizzazione sindacale tenutosi a Bergamo per discutere della situazione locale, delle prospettive per garantire lo sviluppo mentre la crisi morde sul piano occupazionale e sembra invece intravedere degli spiragli sul piano produttivo.
Ci sono spiragli a Bergamo e in Lombardia, vero?
Mettiamola così: se registriamo un "più uno", dopo una serie di meno che han portato a "meno 15", adesso si è sempre a "meno 14", non è proprio confortante.
Soprattutto se è vero che ora vengono al pettine i nodi sul versante occupazionale.
Appunto. Per questo la Cisl sta lavorando con la Regione Lombardia per trovare una serie di sbocchi, per tutelare i lavoratori.
Come si tutelano i lavoratori?
La prima richiesta, la prima battaglia è sugli ammortizzatori sociali: ci muoviamo, anche col Pirellone, per prorogarli fino tutto il 2010. L'obiettivo è tenere tutta la forza lavoro al proprio posto.
Qual è ruolo della Regione in questa strategia?
E' di pressione a livello legislativo: servono norme ad hoc per la proroga.
Ammortizzatori allungati, dunque. E poi?
E poi una campagna che prende spunto proprio dalla vicenda Dalmine. Il fatto che i titolari della Dalmine hanno acquistato l’azienda dal sistema pubblico ottenendo non poche disponibilità, per esempio sul versante della centrale elettrica su cui si è lasciato investire. Ora, questi imprenditori che hanno avuto agevolazioni e facilitazioni, non possono semplicemente prendere atto che il mercato è cambiato e quindi si va a casa: questo non lo si può consentire.
E cosa si fa?
Va studiata una legislazione che imponga una sorta di risarcimento al territorio che è stato utilizzato e sfruttato.
Solo per le aziende?
Le dirò che anche per le banche vale un po' questo discorso. La moratoria sui mutui decisa dall'Abi va, credo, in questa direzione. E' una sorta di risarcimento: la situazone in cui ci troviamo non vede gli istituti di credito privi di responsabilità, perciò che vadano incontro a chi è rimasto a piedi mi sembra corretto.
A proposito di responsabilità, il ministro Giulio Tremonti ha parlato di posto fisso come valore. C'è chi legge le sue dichiarazioni come frutto di facile populismo: lei che ne pensa?
Io ero presente quando il ministro Tremonti ha fatto quel discorso. Un discorso complesso che poi è arrivato lì. Devo dire che, a mio parere sia chiaro, mi è sembrato davvero alla ricerca di una risposta nuova al mercato che, così com'era fino a ieri, ha dimostrato di non reggere più. Al contrario di tanti soloni che le risposte dicono di averle già in tasca, Tremonti almeno dà l'impressione di essere impegnato in uno studio approfondito delle possibili alternative.
Il ministro, la Regione, ma il sindacato?
Il sindacato c'è. Intanto sabato insieme, Cgil e Cisl organizzano la marcia kmper il lavoro a Milano, mettendo da parte le divisioni che pure esistono.
E cosa mi dice del ruolo del sindacato a Bergamo, in questa realtà profondamente colpita dalla crisi economica?
Pesantemente colpita sì, ma ancora tutelata grazie proprio alle realtà, come il sindacato, che hanno evitato lo sfacelo sociale, che hanno operato per mantenere la pace sociale. Ora bisogna pensare al futuro, alla Bergamo del futuro.
Come vede la Bergamo del futuro?
Penso proprio che non uscirà dai salottini, ma da una ripresa forte del ruolo di questo mondo sociale che è stato messo da parte nel recente passato. Già perché c'erano le realtà forti che pensavano di poter decidere e fare tutto loro, da sole. Salvo poi chiamare le realtà associative, dal sindacato al volontariato, a sostenere le situazioni difficili. Ecco, io dico che noi non vogliamo fare l'ospedale da campo, non vogliamo essere chiamati solo a soccorrere i feriti, ma vogliamo essere partecipi nelle decisioni, anche per evitare ulteriori morti e feriti

Wednesday, October 21, 2009

Calusco-Terno: dalla Regione via libera al progetto definitivo

Calusco-Terno: dalla Regione via libera al progetto definitivo

Traffico a Calusco d'AddaLa Giunta della Regione Lombardia ha espresso parere favorevole al progetto definitivo per la tratta da Calusco a Terno d’Isola, nell’ambito del più ampio collegamento Lecco-Bergamo (23 chilometri, parte dei quali già in funzione) e della rete viaria di collegamento con le future opere che attraverseranno l’area, a partire dalla Pedemontana, e con quelle già esistenti, come la A4.

Il progetto interesserà sette comuni a Nordovest di Bergamo: Carvico, Calusco d’Adda, Sotto il Monte, Terno d’Isola, Medolago, Chignolo d’Isola e Bonate Sopra.

Il collegamento sarà una variante alla Strada provinciale numero 169, e andrà a innestarsi sul nuovo Asse interurbano: «Questa Variante – commenta il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Marcello Raimondi – collegherà localmente i comuni bergamaschi interessati, ma sarà anche una facile via di accesso ai sistemi di lunga percorrenza come A4 e Pedemontana, agevolando il percorso di tanti bergamaschi e di tutti coloro che percorreranno queste strade».

L’intero tracciato della variante Calusco-Terno misurerà 8 chilometri, costo previsto 63 milioni e 400 mila euro finanziati, all’interno della legge-obiettivo, dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Tuesday, October 20, 2009

«Imprese, puntiamo sull’ambiente: sono pronti 40mila posti di lavoro»

«Imprese, puntiamo sull’ambiente: sono pronti 40mila posti di lavoro»di Redazione
Quarantamila nuovi posti di lavoro entro il 2015 e sessantamila entro il 2020. Il piano economia verde è «ambizioso», come ammette lo stesso Roberto Formigoni, prima di presentarlo al nutrito gruppo di esponenti del sistema economico lombardo. La Regione prevede un investimento complessivo di 900 milioni di risorse pubbliche (tra fondi nuovi e già stanziati) e contributi privati ancora più consistenti, per arrivare a un totale di 2,2 miliardi di euro.
Numerosi i progetti: incentivi per nuove forme di mobilità a basso impatto ambientale, rinnovamento del sistema delle infrastrutture e dei trasporti, programmi di risparmio energetico nelle piccole e medie imprese, nell’edilizia, nel commercio e nella sanità, diffusione delle fonti energetiche rinnovabili. Tutti interventi in cui si tenta di coniugare l’innovazione tecnologica con il miglioramento delle condizioni ambientali.
Il «Piano per una Lombardia sostenibile» allinea la Regione agli obiettivi dell’Unione europea, che ha fissato per il 2020 i parametri 20-20-20, ovvero l’abbattimento del 20 per cento delle emissioni di C02, l’aumento del 20 per cento dei consumi energetici da fonti rinnovabili e il risparmio del 20 per cento dell’energia utilizzata.
Concreto l’interesse del sistema delle imprese, ben consapevole del green business in ballo. «Si tratta di opportunità che vogliamo contribuire a sviluppare» assicura il presidente di Assolombarda, Alberto Meomartini, al Pirellone come il neo presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Barcella. Presenti al meeting Diana Bracco, Salvatore Ligresti, Luciano Martucci, presidente di Ibm, Giuseppe Pasini, presidente Federacciai, Enrico Salza, presidente del consiglio gestione di Intesa-San Paolo, Francesco Micheli, Benito Benedini. Tra chi guarda con interesse ai progetti anche Italcementi. «Siamo impegnati da tempo per lo sviluppo sostenibile e nei nostri impianti lombardi come Rezzato e Calusco d’Adda investiremo ulteriormente in questa direzione» spiega il dirigente Sergio Crippa.
Formigoni punta molto sull’ambiente per il rilancio dell’economia regionale: «La Lombardia si muove tra i primi per lo sviluppo dell’economia verde e delle imprese ambientalmente compatibili. Il nostro punto di arrivo è un territorio a bassa intensità di carbonio e ad alta efficienza energetica».

Monday, October 19, 2009

Nonostante il blocco delle Euro 2 lo smog è già ben oltre il limite

Nonostante il blocco delle Euro 2
lo smog è già ben oltre il limite



Smog, con i riscaldamenti accesi salgono i valoriDal 15 ottobre stop ai diesel Euro 2: ecco dove non si può circolare
Blocco o non blocco delle vetture più inquinanti la situazione sembra non essere cambiata. Che l'autunno sia arrivato - anche se, viste le temperature, sembra quasi di essere in inverno - lo dimostrano come sempre i dati sull'inquinamento dell'aria. I valori limite per le polveri sottili sono già stati raggiunti e abbondantemente superati, segno che l'accensione degli impianti di riscaldamento gioca sempre un ruolo di rilievo per la qualità dell'aria che respiriamo.

E così - come confermano i dati dell'Arpa Lombardia - Bergamo è già «over limits», ben oltre il limite: nella giornata di sabato 17 ottobre la centralina di via Meucci ha fatto segnare le presenza nell'aria di 65 microgrammi di polveri sottili per metro cubo, quella di via Garibaldi 62 microgrammi, ben oltre il valora limite che è fissato dalla normativa regionale a 50 microgrammi. Un balzo avanti rispetto alla qualità registrata venerdì, che era buona.

In provincia il dato più alto si registra a Calusco, con 64 microgrammi. Preticamente tutte le altre centraline hanno valori vicini al limite: Filago 43, Osio Sotto 46, Treviglio 49, Lallio 35.

Thursday, October 08, 2009

L’ARIA DEL MERATESE E' FUORILEGGE

L’allarme arriva dalle polveri sottili Nel mirino scarichi e pneumatici logori

L’ARIA DEL MERATESE è fuorilegge . Dall’inizio dell’anno ad oggi le famigerate Pm10, le polveri sottili, stando ai dati della centralina dell’Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale installata lungo la ex Ss 36 all’incrocio con viale Giuseppe Verdi a Merate, hanno superato la la soglia di allarme, fissata in 50 microgrammi per metro cubo, già in 57 occasioni. Secondo la normativa comunitaria tuttavia ciò non deve succedere più di 35 volte nell’arco di un intero anno civile. E il numero degli «illeciti» è destinato ulteriormente a salire per la stagione invernale ormai alle porte, quando lo smog si impenna per l’attivazione degli impianti di riscaldamento. Neppure a Milano e nei capoluoghi di provincia la situazione è tanto grave. Tra l’altro a partire dal 2010 i vincoli saranno ancora più rigidi e chi non si adegua dovrà pagare pesanti sanzioni all’Unione europea. Se verrà confermato un simile trend, verranno infrante pure le regole imposte da Bruxelles per quanto riguarda la media complessiva dei rilevamenti.

NELL’ARCO di 365 giorni infatti non deve valicare i 40 µg/m³. Ma attualmente le polveri killer hanno già una concentrazione media di 38,6 µg/m³. Le punte massime si sono verificate tra febbraio e marzo con picchi di 120 punti, quasi il triplo del massimo consentito. La principale causa sono soprattutto gli scarichi e il deterioramento degli pneumatici delle auto e dei camion che sfregano contro l’asfalto. Non bisogna però sottovalutare i gas degli impianti produttivi e delle caldaie.
Rispetto al 2008 però qualcosa sembra sia migliorato. Nello stesso arco di riferimento dell’anno scorso infatti le Pm10 hanno valicato la soglia massima addirittura in 65 occasioni, con una media di 42 microcgrammi. E se Merate è alle prese con le Pm10, a Nibionno, dall’altro capo del distretto, bisogna tenere d’occhio il biossido di azoto, una sostanza altamente tossica e irritante. Viene prodotta durante i processi di combustione ad opera di centrali termoelettriche, impianti di riscaldamento e, soprattutto, traffico veicolare. L’NO2 è il preludio alle piogge acide, con conseguenti danni alla vegetazione e agli edifici, oltre che alla salute umana. D.D.S.

Wednesday, September 30, 2009

La ``Provincia`` delibera l’aumento dei rifiuti da bruciare e affida alla Regione ulteriori aumenti fino a 120mila tonn.



La ``Provincia`` delibera l’aumento dei rifiuti da bruciare e affida alla Regione ulteriori aumenti fino a 120mila tonn.





L`assessore Carlo Signorelli




Il passaggio da 87.000 a 90.000 tonnellate del quantitativo di rifiuti trattati dal termovalorizzatore di Valmadrera. Questo è il punto di innovazione del nuovo piano provinciale dei rifiuti presentato dall’assessore Carlo Signorelli che comunque ripropone quello presentato il 27 ottobre 2008 dalla Giunta Brivio aggiungendo le modifiche suggerite dalla Regione Lombardia poiché alcuni elementi differivano dagli indirizzi regionali, percorso scelto “in una logica di responsabilità e di continuità istituzionale”. Il piano redatto dalla Giunta Brivio era stato depositato in Regione nell’ottobre 2008 ed è stato restituito il 7 agosto con alcune indicazioni da applicare, principalmente l’aumento del quantitativo autorizzato. Su questo punto si è creato un certo consenso, ma l’armonia e la volontà di collaborare si sono rotte su una frase contenuta nella delibera ovvero il limite delle 90.000 tonnellate di rifiuti “fatta salva l’opportunità di valutare un ulteriore ampliamento dell’autorizzazione, nel caso di rinnovo di accordi interprovinciali”. Su questo punto la minoranza si è staccata osservando, come hanno fatto i consiglieri Pozzi (Sinistra e Libertà), Brivio e Bruseghini (Partito Democratico) che in questo modo “è come aprire le porte a ulteriori ampliamenti dell’attività del termovalorizzatore fino alla capacità massima di 120.000 tonnellate”. Secondo i consiglieri di minoranza, infatti, essendo che le quote relative alle convenzioni con altre province come Sondrio e Como e quindi al di fuori del 20% delle quote del mutuo soccorso e della solidarietà, a gennaio, quando scadrà la convenzione di Sondrio, i limiti si abbasseranno ulteriormente. Nel corso del dibattito è stato più volte sottolineato, da parte di Brivio e Bruseghini, la necessità di non essere supini alle decisioni della Regione ma di prendere decisioni in modo collaborativo senza scaricare attraverso dispositivi tecnici la responsabilità. Lasciando quella frase nella delibera, infatti, si rischierebbe che le decisioni in merito ad ulteriori ampliamenti della capacità dell’impianto non vengano più discusse dall’organo rappresentativo del territorio, il Consiglio Provinciale. Dopo un lungo dibattimento, in cui sia la maggioranza che l’opposizione hanno proposto degli emendamenti per aggirare l’ostacolo della frase “incriminata”, il provvedimento è stato votato ed è passato con 17 voti favorevoli e 10 voti contrari.

Tuesday, September 22, 2009

Legambiente: no al business dell`incenerimento dei rifiuti

Legambiente: no al business dell`incenerimento dei rifiuti






Legambiente giudica in maniera fermamente negativa l`imposizione della regione di aumentare in prima istanza a 90.000 tonnellate all`anno, contro le attuali 87.000, il quantitativo di rifiuti da incenerire presso l`impianto di Valmadrera, prevedendo già l`ipotesi di un ulteriore aumento del quantitativo qualora, come si ipotizza nella realtà, venisse rinnovata la convenzione con la Provincia di Sondrio. Si arriverebbe in tal modo a 100.000 tonnellate annue di rifiuti inceneriti in una Provincia, quella di Lecco appunto, che di rifiuti da incenerire ne produce meno di 60.000 tonnellate grazie anche soprattutto ad una politica di differenziazione e riciclaggio messa in atto dai diversi piani provinciali e dall`otima risposta avuta dai cittadini dei 90 comuni lecchesi. "Dov`è finita la giusta norma - chiede Pierfranco Mastalli, Presidente di Legambiente Lecco - che prevedeva che ciascuna Provincia dovesse soddisfare il proprio fabbisogno di smaltimento di rifiuti?" "La Provincia di Lecco - prosegue Mastalli - è già ben al di sotto delle 87.000 tonnellate perché da sempre ha preso a suo tempo la strada della raccolta differenziata ed i cittadini hanno fatto il resto portando la nostra provincia, con il suo 58%, ad essere la più riciclona in Italia. A cosa serve allora questo aumento e le ipotesi di aumenti futuri?" Legambiente dice no ad entrambe le ipotesi e soprattutto si oppone fermamente a qualsiasi ipotesi di aumento di rifiuti ospedalieri da incenerire presso l`impianto di Valmadrera, come si legge dalle richieste di Silea in tal senso avanzate in occasione del rilascio delle autorizzazioni al funzionamento dell`impianto. Questa tipologia di rifiuti, trattandosi di rifiuti clorati, portaporta con sè il rischio di un aumento di produzione di diossine ed il pericolo che le stesse possano essere rilasciate in atmosfera. "Chiediamo alla Provincia di Lecco - conclude il Presidente di Legambiente - di respingere, anche a costo di sanzioni, l`imposizione della Regione Lombardia. Imposizione fatta da tecnici che evidentemente non conoscono il nostro territorio e che ragionano solo ed esclusivamente sulla logica di numeri e capacità produttive del termovalorizzatore. La gestione dei rifiuti non deve essere un business, ma deve promuovere cultura ambientalista e rispetto dell`ambiente. Aumentare le autorizzazioni ed imporre aumenti di rifiuti da incenerire va esattamente nella direzione opposta a quella che la nostra associazione indica come strada da seguire, ovvero la raccolta differenziata e la diminuzione dei rifiuti prodotti".





Legambiente Lecco Onlus

Saturday, September 19, 2009

Sicilia, il cemento usato da Calcestruzzi spa non è depotenziato

Sicilia, il cemento usato da Calcestruzzi spa non è depotenziato
di Mariateresa Conti

Crolla l'accusa contro l'azienda: i periti nominati dal gip di Caltanissetta hanno effettuato oltre 300 carotaggi e non è stata riscontrata nessuna irregolarità dei materiali utilizzati. Sicure le grandi opere esaminate, tra cui lo svincolo di Castelbuono dell'A20
Quando, nel gennaio 2008, scattarono gli arresti, la notizia fece scalpore. Per il caso in sé, ma soprattutto per l'ipotesi formulata dall'accusa, quella cioè che un'impresa del calibro della bergamasca Calcestruzzi spa potesse aver utilizzato, in una serie di grandi opere pubbliche siciliane, cemento impoverito in modo da creare fondi neri per pagare il pizzo alla mafia. Un'accusa pesante, dalla quale l'azienda si era sempre difesa, sostenendo che mai era stato usato materiale non di prima qualità, che potesse mettere a repentaglio l'incolumità delle persone. Una difesa che adesso, in sede processuale, trova un'autorevole conferma. Sì, perché i periti nominati dal Gip di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta bis che coinvolge la stessa Calcestruzzi e la Italcementi, inchiesta che conta sette indagati accusati di frode in forniture , hanno assicurato che, nelle opere prese in esame su incarico della magistratura, la Calcestruzzi non ha usato cemento depotenziato.
Un crollo, questo sì, per l'accusa, che sulla teoria dell'utilizzo del cemento depotenziato aveva basato la sua prospettazione. La Calcestruzzi spa aveva detto sin dall'inizio che non c'era nulla di irregolare. E adesso arriva la conferma, tanto più autorevole visto che a farla sono esperti che nulla hanno a che vedere con la difesa. I professori Giuseppe Mancini, del Politecnico di Torino, e Nunzio Scibilia, docente di Tecnica delle costruzioni all'Università di Palermo, hanno effettuato oltre 300 carotaggi su alcune importanti opere pubbliche - dallo svincolo di Castelbuono dell'A20 Palermo-Messina alla diga foranea di Gela, dalla piattaforma di emergenza dell'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta al Palazzo di Giustizia della stessa città. Risultato: il calcestruzzo è perfettamente regolare, e dunque le opere non sono assolutamente a rischio. Gli stessi periti hanno proposto un approfondimento per quanto riguarda due infrastrutture, la strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Braemi e la galleria «Cozzo Minneria» di Pollina, sempre per l'A20 Palermo-Messina. Si tratta però di opere che non sono state realizzate solo dalla Calcestruzzi spa, ma nelle quali c'è stato il contributo di altre imprese.
L'incidente probatorio continuerà il prossimo 10 ottobre. Sulla vicenda è in corso un altro processo, che è cominciato nell'aprile scorso.

Sinistra e Libertà: con la destra più rifiuti a Valmadrera




Sinistra e Libertà: con la destra più rifiuti a Valmadrera






ARRIVA IL CENTRODESTRA E AUMENTANO I RIFIUTI AL FORNO INCENERITORE



Non ci voleva molto ad immaginarlo ma i cittadini che si sono fidati del PDL e della Lega forse non si aspettavano che già dopo poche settimane, la nuova amministrazione di Centrodestra mettesse mano alle quantità di rifiuti da bruciare a Valmadrera e aumentasse le possibilità di incenerimento.

In ossequio alle decisione della Regione (delib. N. VIII/010102; seduta del 7 Agosto 2009), il Consiglio provinciale di Lecco verrà chiamato a modificare il Piano Rifiuti adottato dalla precedente amministrazione di Centrosinistra.

Oltre all’adeguamento della cartografia, già concordato dalla Giunta Brivio e in gran parte già predisposto, verrà previsto un aumento di 3mila tonnellate di rifiuti all’anno da conferire presso l’impianto di Valmadrera con un ulteriore possibilità di ampliamento sino a 120.000 t, questa possibilità è stata fortemente osteggiata dalla precedente amministrazione provinciale e dai cittadini.

Nei mesi scorsi, infatti, la Giunta di Centrosinistra aveva assunto una posizione chiara, presso la Regione Lombardia , contro qualsivoglia ipotesi di incremento delle quantità da incenerire al forno di Valmadrera e l’allora Assessore all’Ambiente, Marco Molgora, aveva ottenuto una audizione presso la competente Commissione regionale per ribadire la determinazione della Provincia di Lecco.

Cambia Amministrazione e cambiano le carte in tavola: la cosa paradossale è che ad una provincia virtuosa come Lecco ( 55 % di raccolta differenziata, autosufficienza nello smaltimento e dotazione di tutti gli impianti necessari) venga chiesto di aumentare l’incenerimento dei rifiuti per accogliere i quantitativi provenienti da altre province che virtuose non sono.

Occorre poi segnalare che la Giunta regionale sta imponendo ovunque aumenti delle capacità di incenerimento e delle disponibilità di discarica che vanno ben oltre i fabbisogni della Lombardia; tutto lascia supporre che oltre alle province lombarde anche altre realtà potrebbero inviare rifiuti in caso di emergenza, in Campania la situazione non è risolta e potrebbero esserci nuove situazioni di necessità.

I partiti del Centrodestra di Valmadrera, che hanno spesso usato strumentalmente la questione del termovalorizzatore per attaccare le amministrazioni di Centrosinistra, cosa pensano di questa scelta della Giunta Nava ?

Se il Consiglio provinciale di Lecco si inginocchierà alla richiesta della Regione sarà la dimostrazione della logica dell’obbedienza agli ordini di partito provenienti da Milano e dell’incapacità di difendere il territorio e la sua autonomia.

Al fine di contrastare tali scelte, Sinistra e Libertà vigilerà sull’operato della Giunta sia presso le sedi istituzionali (la proposta verrà discussa nella seduta della Commissione Ambiente che si terrà il prossimo mercoledì 23 Settembre) sia esternamente ad esse, invitando le associazioni ambientaliste e le forze politiche sensibili a questo tema a mettere in atto iniziative finalizzate a fornire una corretta informazione ai cittadini dei comuni maggiormente coinvolti.


Il Portavoce provinciale
Tino Magni







Articoli Correlati:

(c)www.merateonline.it
Il primo giornale digitale
della provincia di Lecco Scritto il 18/9/2009 alle 19.29

Valsecchi/Verdi: sul maggior utilizzo del fonro di Valmadrera


Valsecchi/Verdi: sul maggior utilizzo del forno di Valmadrera






Riguardo l`inceneritore di Valmadrera ho sostenuto e sostengo che è un male necessario. Ma a determinate condizioni:
1) il tetto dei rifiuti annui bruciati va mantenuto e non aumentato (come da più parti caldeggiato) con la scusa che potenzialmente si potrebbe bruciare di più;
2) il forno deve essere continuamente dotato delle migliori tecnologie sul mercato per abbattere i fumi;
3) il calore sprigionato dovrebbe essere utilizzato per riscaldamento. Così l`inquinamento prodotto dal forno sarebbe compensato dalla dismissione di parecchie caldaie private: chissà, forse di buona parte di quelle di Valmadrera.
Bene; anzi molto male: pare che la nuova amministrazione provinciale si stia preparando a derogare alla prima delle 3 condizioni. Si perchè il tetto di 87.000 tonnellate annue di rifiuti bruciabili -ampiamente sufficiente a garantire lo smaltimento dei rifiuti lecchesi e non solo- non accontenta più. Su spinta della regione Lombardia si vuole aumentare la percentuale del bruciato proveniente da fuori. Forse che le ragioni economiche e di interesse "politico" abbiano ancora una volta il sopravvento su quelle di tutela della salute pubblica e dell`ambiente?



Alberto Valsecchi
portavoce Verdi lecchesi
blog.libero.it/verdilecchesi

Più rifiuti a Valmadrera?

Più rifiuti a Valmadrera?






Buongiorno, lo chiedo a voi che siete sempre precisi e attenti :
ma è vero che la regione lombardia vuole aumentare la quantità di rifiuti da bruciare a Valmadrera ? Se si : sono rifiuti di Napoli ? Se si : i leghisti non hanno niente da dire ? Se si : cosa ?



Risposta
La prima risposta è sì, le altre non sapremmo dire. Seguiamo la vicenda.

Rusconi/PD: no ad aumento rifiuti da bruciare a Valmadrera

Rusconi/PD: no ad aumento rifiuti da bruciare a Valmadrera






RUSCONI ANTONIO:
"IL COMUNE DI VALMADRERA SI OPPORRA` A QUALSIASI AUMENTO DI RIFIUTI DA BRUCIARE AL FORNO"

"Sono sconcertato dalle dichiarazioni rilasciate dall`Assessore provinciale Carlo Signorelli favorevole all`aumento proposto dalla Regione Lombardia per bruciare più rifiuti all`impianto di Valmadrera". Lo afferma il capogruppo di Progetto Valmadrera Antonio Rusconi.
"Almeno avrebbe potuto dire che si sarebbe verificato con il Sindaco di Valmadrera. Bella lezione di federalismo! Noi come Progetto Valmadrera ci opporremo a ogni aumento e speriamo, come è spesso accaduto, che anche l`opposizione sia su questa posizione. Signorelli, visto che è Sindaco ed è così favorevole, faccia qualcosa a casa sua per i rifiuti".

Wednesday, September 09, 2009

Estate 2009: 2 gradi in più

Estate 2009: 2 gradi in più

Quasi due gradi. La temperatura quest’estate è aumentata in Italia di 1,9 gradi rispetto alla media di un periodo vicinissimo, i trent’anni che vanno dal 1961 al 1990. Il dato diffuso dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Isac-Cnr) arriva alla chiusura della conferenza dell’Organizzazione meteorologica mondiale, a sottolineare la portata dell’allarme. L’estate 2009 (giugno-luglio-agosto) è stata la quarta più calda nella storia della meteorologia. Naturalmente un singolo dato anomalo non basta a dimostrare la presenza del cambiamento climatico. Ma l’accelerazione dei segnali di caos climatico è impressionante. Più impressionante è solo il ritardo nel cambiare il sistema energetico che produce il danno.
Circa l’80 per cento dei gas serra che minano la stabilità del clima viene dall’uso dei combustibili fossili. Il rimanente 20 per cento dai roghi delle foreste, soprattutto dalla devastazione delle cinture verdi che sopravvivono in Asia, Africa e America meridionale: il Brasile occupa il quarto posto (dopo Cina, Stati Uniti e Indonesia) per le emissioni di anidride carbonica principalmente a causa dell’erosione dell’Amazzonia, una foresta che contiene una quantità di carbonio equivalente a quella gli Stati Uniti emettono in mezzo secolo.
Da qui alla conferenza del clima che si terrà a dicembre a Copenaghen c’è la possibilità di trovare un accordo che permetta di passare dalla diagnosi alla cura. Un passaggio logico ma tutt’altro che scontato.

Monday, August 31, 2009

Legambiente: ozono oltre il limite Calusco supera la soglia di informazione

Legambiente: ozono oltre il limite
Calusco supera la soglia di informazione

19 agosto 2009 Cronaca

Con il caldo a rischio i livelli di ozono nell'ariaClima torrido fino a venerdì Malori e ricoveri un po' ovunque
A Bergamo la concentrazione di ozono, con 55 giorni di aria irrespirabile, è di nuovo sopra al limite di legge. A riferirlo è Legambiente che, attraverso la campagna «Ozono ti tengo d’occhio» realizzata dall’associazione ambientalista in collaborazione con il portale www.lamiaria.it, ha monitorato l’inquinamento nelle città italiane.

In un solo mese, secondo questa ricerca, il numero dei capoluoghi che hanno superato la soglia di 120 nanogrammi al metro cubo è raddoppiato. A guidare la classifica, in pole position ci sono le città del Piemonte e della Lombardia. Bergamo, fra le 28 città che hanno superato il limite, si piazza al sesto posto con 55 giorni off-limits dietro a Novara (maglia nera con 67), Lecco (62), Mantova(60), Alessandria(57), Ferrara (57), e davanti a Brescia (53) e Matera (51). In cima alla classifica dei luoghi con la maggiore concentrazione, invece, figurano Vimercate (Monza), Trezzo sull'Adda (Milano), Calusco d'Adda (Bergamo) Meda (Monza), Busto Arsizio (Varese) e Merate (Lecco).
I parametro per la ricerca riguarda i giorni di superamento del limite per la salute umana, ossia il numero di superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana di 120 nanogrammi per metro cubo, che entrerà in vigore dal 2010, calcolato come media su otto ore, da non superare per più di 25 giorni in un anno e calcolato a partire dal 1 gennaio 2009.

Inoltre, nella giornata di rilevazione effettuata dall'Arpa del 17 agosto , i dati dell'ozono risultano sotto la soglia di allarme (fissata dall'Arpa a 240 nanogrammo per metro cubo) e solo la centralina di Calusco ha segnato un dato superiore alla soglia di informazione fissata a 180 nanogrammi per metrocubo con una rilevazione di 180 nanogrammi. È invece di 174 il valore di Osio e di 170 quello di via Goisis, a Bergamo.

Ma che cosa è l'ozono e quando si forma? Si tratta di un gas che si forma quando i raggi del sole incocciano con i gas inquinanti emessi dalle fabbriche e dal traffico. Si tratta di un gas che può essere nocivo per la salute con gravi conseguenze sull’apparato respiratorio. Per questo, dal 2010 dovrà essere adeguatamente monitorato dalle amministrazioni locali che sono obbligate ad avvisare la popolazione quando il livello di concentrazione supera i limiti della cosiddetta «soglia di informazione» cosa che avviene per lo più in estate quando le temperature innescano una serie di reazioni chimiche responsabili della sua formazione.

Thursday, August 06, 2009

Calusco-Terno, via agli espropri centinaia di bergamaschi coinvolti

Calusco-Terno, via agli espropri
centinaia di bergamaschi coinvolti
5 agosto 2009Cronaca
La nuova strada di «Collegamento Calusco d'Adda - Terno d?Isola» sostituirà l'attuale percorso, qui indicato con colore violaL'elenco completo dei proprietari che subiranno gli espropri
Sono centinaia i bergamaschi le cui proprietà saranno espropriate per permettere la realizzazione della nuova strada di «Collegamento Calusco d’Adda - Terno d’Isola». I loro nomi, come prevede la legge, sono stati pubblicati oggi su due quotidiani, Repubblica e Avvenire, ma sono anche consultabili sui siti della Provincia di Bergamo e di Abiemmedue.

Infrastruttura strategica di preminente interesse nazionale
Proprio Abiemmedue Spa - in nome e per conto della Provincia di Bergamo, come si legge nel comunicato - sta sviluppando la progettazione definitiva dellla strada. Si tratta di un'opera soggetta all’approvazione del Cipe, Comitato inteministeriale per la programmazione economice, perché si tratta di una infrastruttura strategica di preminente interesse nazionale.

L’intervento - si legge sul sito di Abiemmedue - è inserito nell’elenco di cui alla delibera Cipe n. 121 del 21.12.2001 «Legge Obiettivo: 1° Programma delle infrastrutture strategiche», e la società può procedere ai sensi della legge 443/01.

Quindi la pubblicazione sui giornali costituisce comunicazione di avvio del procedimento amministrativo che porterà, ad avvenuta approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe, all’emissione del decreto di occupazione d’urgenza e all’attivazione della procedura d’esproprio.

Il progetto preliminare
Il progetto preliminare del «Collegamento Calusco d’Adda - Terno d’Isola» è stato approvato dalla giunta provinciale di Bergamo con delibera n. 676 del 11.12.2003 e il progetto definitivo sarà trasmesso al Ministero delle Infrastrutture per l’approvazione e l’acquisizione dei pareri di competenza solo dopo l’approvazione in linea tecnica da parte della giunta provinciale.

Il progetto preliminare è visionabile dagli interessati nella sede di Abiemmedue Spa, a Bergamo in via Paglia 3, previo appuntamento telefonico al n. 035/242.757, nei giorni di lunedì, martedì e giovedì dalle 10 alle 13.

Anche alcune occupazioni temporanee
Per l'esecuzione dell'opera sono previste anche alcune occupazioni temporanee per la costruzione di tratti in galleria, della viabilità di cantiere e di quella locale e servitù per tratti in galleria artificiale.

Avviso agli ex proprietari
Coloro che, pur risultando proprietari dai registri catastali, non lo sono più, sono tenuti - precisa il cominicato - a norma dell’art. 3, comma 3, del Dpr 327/2001 a darne comunicazione al responsabile del procedimento indicando, se ne è a conoscenza, il nominativo del nuovo proprietario o comunque fornendo copia degli atti in suo possesso utili a ricostruire le vicende dell’immobile.

Dove consultare l'elenco delle proprietari
Oltre che sui giornali sopra citati, l'elenco completo degli espropri, con i nomi dei relativi proprietari, si possono trovare:
- nell'allegato qui a lato
- sul sito della Provincia di Bergamo www.provincia.bergamo.it
- sul sito di Abiemmedue S.p.A. www.abiemmedue.it,
- all’Albo Pretorio dei Comuni di Calusco d’Adda, Carvico, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Medolago, Chignolo d’Isola, Bonate Sopra e Terno d’Isola (dove sono depositati anche gli elaborati espropriativi e progettuali).

Saturday, August 01, 2009

Ozono alla soglia di allarme

Ozono alla soglia di allarme
in tutta la Bergamasca
31 luglio 2009Cronaca
Allarme per i livelli di ozono nell'aria Regione, pacchetto antismog: rottamazioni e stop al traffico
Caldo e traffico fanno volare l'ozono: i valori in tutta la nostra provincia sono alle stelle. A Calusco la soglia di allarme (fissata a 240 microgrammi per metro cubo) è stata abbondantemente superata nella giornata di giovedì 30 luglio: si è raggiunto un valore di 255 microgrammi (erano 191 il giorno precedente).

Ma non va meglio neppure a Bergamo dove nella giornata di giovedì l'ozono ha toccato quota 240 (era a 188 mercoledì); a Osio Sotto la centralina dell'Arpa ha segnalato un livello di 238 contro i 139 del giorno precedente.

Anche se la situazione è destinata a migliorare grazie alle precipitazioni in arrivo, il superamento dei livelli massimi di ozono desta preoccupazioni per la salute. Anche perché sono comunque altri - non lontani dai valori limite fissati dalla normativa a 50 microgrammi per metro cubo - anche i livelli delle polveri sottili: 40 a Bergamo in via Meucci e 39 in via Garibaldi, 25 a Filago, 35 a Osio Sotto, 37 a Ponte San Pietro, 40 a Treviglio e 38 a Calusco

Wednesday, July 29, 2009

Surprais! La Gran Bretagna vuole le ecoballe campane

Surprais! La Gran Bretagna vuole le ecoballe campane

Napoli, 27 luglio – La Campania ha ricevuto un’offerta "da alcuni operatori del settore elettrico del Regno Unito per l'acquisto di 200 tonnellate annue di ecoballe". Lo annuncia l'assessore regionale all'Ambiente Walter Ganapini, a margine della firma del protocollo d'intesa con il direttore generale dell'Aitec (Associazione italiana tecnico economica cemento), Francesco Curcio, per smaltire i rifiuti utilizzandoli come combustibile nel processo produttivo del cemento.
Per quanto riguarda le vecchie ecoballe procede la trattativa con Enel ed Eni.
"Con loro il dialogo è forte", spiega Ganapini. Quanto all'accordo con l'Aitec, è di durata biennale e prevede l'impiego dei Cdr come combustibile in sostituzione dei combustibili fossili non rinnovabili con un obiettivo preciso in Campania: raggiungere quota 100mila tonnellate d'energia bruciando nelle cementiere i Cdr.
Tre le industrie del settore sul territorio regionale: l'Italcementi di Pontecagnano, la Cementir e la Moccia di Maddaloni.
"È un piccolo passo - afferma l'assessore Ganapini - che ci avvicina all'Europa e che si muove nell'ambito del cammino tracciato dal protocollo di Kyoto, in cui si chiede di non aggiungere altra anidride carbonica a quella già esistente". L'impiego dei rifiuti, ma non delle vecchie ecoballe, nel processo produttivo del cemento, è, come sottolinea Curcio "considerato a livello europeo una delle migliori tecniche disponibili per il settore".
Secondo quanto spiegato, inoltre, le emissioni derivate dall'utilizzo dei Cdr come combustibile nelle cementiere e, dunque, come elemento per produrre energia, sono sostitutive, mentre quelle prodotte dagli inceneritori sono addizionali.

Tuesday, July 21, 2009

«Per la Pedemontana prioritaria la connessione Calusco-Terno»

«Per la Pedemontana prioritaria
la connessione Calusco-Terno»
20 luglio 2009Cronaca
La sede della Provincia, in via TassoLa Pedemontana è arrivata in Giunta lunedì 20 luglio in via Tasso. Ettore Pirovano e assessori hanno verificato le priorità nell'ambito degli interventi connessi al sistema viabilistico pedemontano, quei 67 chilometri di autostrada (da Osio Sotto a Cassano Magnago) che collegheranno le province di Bergamo, Monza-Brianza, Milano, Como e Varese. In particolare Silvia Lanzani, assessore alle Grandi infrastrutture, Pianificazione territoriale ed Expo, ha parlato della riqualificazione del collegamento Bergamo-Lecco in particolare puntando i riflettori sulla la variante di Cisano Bergamasco (3,2 chilometri per 53 milioni di euro di spesa) e il collegamento Calusco d'Adda – Terno d'Isola (quasi 8 chilometri al prezzo di 63 milioni e 400mila euro).

«Semplicemente – ha spiegato Lanzani – abbiamo individuato come prioritaria la connessione Calusco-Terno per diminuire quei 29.000 passaggi di auto al giorno che sopportano attualmente i centri di Carvico e Terno d'Isola». Si tratta di un tracciato che rappresenta, su grande scala, un'alternativa all'itinerario della Strada Statale 342 da Pontida a Mapello creando un raccordo tra la variante alla Strada Provinciale 169 (località Carvico) col nuovo “Asse Interurbano” (località Terno d'Isola/Bonate Sopra).
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