Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Thursday, January 22, 2009

2.380 tonnellate all'anno di ossido d'azoto

Pm10 sempre fuorilegge


Le polveri sottili sono prodotte dall'inquinamento da traffico ma con un contributo anche dell'inquinamento industriale. Legambiente nel suo rapporto «Mal'aria industriale» misura la febbre alta dell'aria in Italia. La Lombardia in particolare soffoca
Anche i dati lecchesi delle prime due settimane del 2009 sono preoccupanti: la media registrata alla centralina di via Amendola ci dà come risultato una concentrazione di 46,53 microgrammi per metri cubo d'aria (ricordiamo che il limite di legge giornaliero è di 50 e quello della media annuale non deve superare i 40)
Su quindici giorni sono stati cinque i giorni in cui è stata superata la soglia di attenzione di 50 microgrammi per metro cubo. A Milano ben dodici e l'aria del Meratese si allinea a quella della metropoli
Il valore massimo di concentrazione giornaliera raggiunta è stata di 79 microgrammi per metro cubo d'aria

Tonnellate di ossido d'azoto
L'ossido d'azoto è un inquinante prodotto in maggior parte dal traffico (44%) e per il 25% dall'industria, a cui si sommano nei mesi invernali le emissioni da riscaldamento domestico
In Lombardia nella classifica delle aziende troviamo al primo posto per le emissioni di ossidi di azoto la Holcim Spa di Merone, ai confini con il Lecchese la cui aria indubbiamente ne "beneficia". La Holcim emette infatti ben 2.449 tonnellate all'anno di ossidi di azoto.
Al secondo c'è la Holcim Spa di Ternate in provincia di Varese ( 2.403 tonnellate all'anno), ma al terzo ecco un'altra azienda che confina con il Lecchese. Si tratta della Italcementi Spa di Calusco d'Adda, in provincia di Bergamo, che emette in atmosfera 2.380 tonnellate all'anno

L'Ilva di Taranto, una bomba
È la Ilva di Taranto il complesso industriale più inquinante del nostro Paese, come emerge dal rapporto «Mal'aria industriale» di Legambiente. Nella top ten di 14 inquinanti, la Ilva si colloca clamorosamente al primo posto in dieci classifiche, tra cui quella delle diossine e furani
Unica azienda lecchese citata è la Silea Spa di Valmadrera, quarta nella classifica nazionale delle emissioni di diossine

Diossina nei cieli di Lecco
«Silea» la quarta in Italia


Nel 2006 ne ha sputato un grammo: la soglia si misura in nanogrammi
Legambiente: «Ma tante aziende non la dichiarano. Dieci volte di più»

Un grammo di diossina all'anno nei cieli di Lecco, ripiombato al suolo e seminato su case, scuole, strade, prati, montagne e lago. L'ha sputato il forno inceneritore di Valmadrera nel 2006 e il dato fa effetto se si pensa che figura nella classifica stilata da Legambiente: tra le aziende che inquinano con emissioni della temibile diossina (ricordate il disastro ambientale di Seveso?), la Silea Spa è la quarta "produttrice" nazionale insieme alla Dalmine di Bergamo. Al primo posto c'è la bomba atomica ecologica dell'Ilva di Taranto che emette 92 grammi all'anno di varie diossine, al secondo la centrale termoelettrica di Monfalcone in provincia di Gorizia con 4 grammi, al terzo la Profilatinave di Brescia con 2.
Nel triangolo lombardo Lecco, Bergamo, Brescia arrivamo così a un totale dichiarato, per il 2006, di 4 grammi: una quantità tutt'altro che trascurabile se si pensa che questo veleno pericolosissimo per la salute si misura in limiti non superabili di millesimi di nanogrammo (un nanogrammo è uguale a un milionesimo di grammo).
Il tradizionale rapporto «Mal'aria» dell'associazione ambientalista che ogni anno fa il conto degli inquinanti che ci tolgono ossigeno e salute, nel 2008 si è concentrato soprattutto sulla mal'aria industriale, invece di quella provocata prevalentemente dal traffico, ed è risultato ancora una volta che in Lombardia stiamo peggio che altrove. E non è una sorpresa perché il motore industriale del Paese sta proprio qui e in Val Padana ristagna come in una vasca da bagno la "nube tossica" più vistosa di tutta Europa, come testimoniano le foto da satellite. «Ma il dato più sconcertante - commenta il presidente regionale di Legambiente, Damiano Di Simine - è che per quanto riguarda la tabella delle diossine sono moltissime le aziende che mancano all'appello». Un'osservazione che se scagiona in parte la Silea dal pesantissimo onere di comparire come la quarta fonte nazionale di inquinamento da diossina, in realtà rivela che il computo è sottostimato. E di molto. «Il valore va moltiplicato almeno per dieci - ragiona Di Simine - perché di sicuro molti termovalorizzatori che nel 2006 hanno prodotto un grammo o giù di lì di diossina, non l'hanno dichiarato. Penso per esempio a forni tecnologicamente vecchiotti come quelli di Desio e Busto Arsizio, ma penso anche a tante aziende siderurgiche: non sono infatti gli impianti di incenerimento - che certo non sono fabbriche di biscotti - le principali fonti di emissione di diossine. La palma va alle imprese che lavorano rottami di ferro». E sotto questo profilo Lecco ne deve avere accumulata di diossina nel corso della sua lunga storia industriale. Tanto più che, come spiega il presidente lombardo di Legambiente, la diossina non è biodegradabile: «Quella emessa e ricaduta sul territorio è ancora lì, come purtroppo insegna Seveso dopo trentadue anni».
Dunque non solo polveri sottili, ossidi di azoto e di zolfo, benzene e ozono. Agli inquinanti per così dire classici che ci propina il traffico, dobbiamo aggiungere all'elenco diossine, furani, policlorobifenili, mercurio piombo o cadmio. Comunque, quanto a ossido d'azoto, a dare una mano al traffico ci pensano dalle nostre parti anche Holcim di Merone e la Italcementi di Calusco che assediano l'aria del Lecchese emettendone rispettivamante 2.449 e 2.380 tonnellate all'anno.
Maura Galli


20/01/2009

La nostra è FRA LE TERRE PIU` INQUINATE D`EUROPA

Valsecchi: terra tra le più Inquinate. Ecco i dati 2008






Il 2009 è stato dichiarato Anno Internazionale del Respiro dall`OMS.
Deve essere un’occasione in più per diffondere la conoscenza dell`ARIA o, forse da noi, dovremmo dire MAL-ARIA.
Il respiro è un’azione tanto comune e tanto essenziale che dimentichiamo troppo spesso quanto sia importante occuparci della qualità dell’aria che respiriamo e del rapporto tra respiro e benessere.
Ma qual`è la situazione della nostra provincia? E del Meratese in particolare?









La nostra è FRA LE TERRE PIU` INQUINATE D`EUROPA.
Senza commento l`immagine che propongo qui sopra (fonte agenzia spaziale europea). In rosso le aree più inquinate da biossido d`azoto (NO2), sostanza di produzione antropica (centrali elettriche, industrie pesanti, trasporto stradale, combustione di biomasse…) che determina gravi danni alla salute dell`uomo e di tutti i viventi. Mentre pianura padane e fascia prealpina muoiono ecologicamente e culturalmente, c`è ancora chi persegue l`errore della costruzione di nuove strade, che - come detto più volte - non aiutano a ridurre i flussi veicolari, bensì ne aumentano la portata, incentivando il trasporto su gomma rispetto a quello su ferro; senza contare che strade e autostrade sono le opere pioniere dell`urbanizzazione di tutti i territori circostanti (edilizia privata, centri commerciali, logistica, industria...).
L`inquinante che più mette a rischio la nostra salute è costituito dalle polveri sottili. La situazione da questo punto di vista è realmente drammatica (v. le 3 schede del file excel: dati, grafico e sforamenti limiti).
Sono impressionanti i dati sulle polveri sottili nella provincia di Lecco: Merate ha superato per 113 giorni la soglia legale giornaliera dei 50 microgrammi al metro cubo d`aria di polveri sottili, come dire che per oltre tre mesi e mezzo i polmoni dei meratesi hanno respirato aria gravemente inquinata.
E` pazzesco, ma nel 2009 dobbiamo ancora sperare nel tempo perché se ci affidiamo da un lato a cittadini sempre più pigri e schiavi della loro protesi automobilistica e dall`altro ad amministrazioni inconcludenti e sorde al rischio inquinamento, l`aria che respiriamo sarà sempre più mal-aria.
Ma cosa potrebbero fare concretamente Comuni e Provincia? Come migliorare l’aria di Lecco e della Brianza? Ecco alcuni suggerimenti che altrove sono stati assunti con successo:
-Rielaborare, potenziandolo, il piano di trasporto pubblico e rilanciare il fondamentale progetto di metropolitana leggera di collegamento tra la periferia e il centro della provincia ora più che mai attuale e praticabile a seguito del raddoppio della linea ferroviaria;
- adottare piani urbani del traffico che organizzino i sensi di circolazione, aumenti le zone a traffico limitato, trasformi le vie necessarie in strade a senso unico per ricavare gli spazi sufficienti a percorsi ciclabili e marciapiedi;
- piantumare in modo diffuso la città (vie, rotonde, cimiteri oltre che parchi e giardini, anche quelli privati) di alberi sempre verdi e “mangia smog” e verde paretale. Oltre a farci respirare meglio, il verde renderebbe più bella la città;
- lavare frequentemente le strade;
- utilizzare asfalti di nuova generazione capaci di assorbire le polveri;
- Attuare la normativa regionale che vieta la circolazione ai mezzi più inquinanti (euro 0 ed euro 1) ed emanare prontamente ordinanze di blocco del traffico nel caso di superamento reiterato dei limiti;
- inserire tutto il territorio provinciale, non solo alcuni comuni, da Lecco verso sud nella zona A1 (quella critica per lo smog) della regione Lombardia;
- controllare l’effettuazione della revisione dei veicoli, nonché l’osservanza del divieto di accensione di fuochi e caminetti;
- Controllare l’osservanza delle disposizioni che prevedono limiti alla temperatura nelle abitazioni e negli uffici;
- bloccare ogni ulteriore edificazione esasperata che necessariamente comporta incremento di traffico;
- affrontare e risolvere il problema delle innumerevoli coperture in “eternit” (amianto) in condizioni critiche;
- Promuovere una seria e capillare campagna di informazione/educazione civile contro l`abuso dell`auto privata. L`80% degli spostamenti in auto sono per compiere tragitti brevi (anche meno di 2 Km.) all`interno delle città.
- Organizzare meglio il piedi-bus ove già c`è, e promuoverlo laddove ancora non esiste;
- Organizzare (magari ricorrendo al projet financing) il servizio di car sharing (auto come servizio e non come bene di proprietà).



Per visualizzare il foglio di calcolo con dati, grafico, e sforamenti del pm10 a merate, lecco e valmadrera nel 2008 (clicca qui)



Alberto Valsecchi
presidente verdi provinciale







Articoli Correlati:

(c)www.merateonline.it
Il primo giornale digitale
della provincia di Lecco Scritto il 20/1/2009 alle 15.30

Thursday, January 15, 2009

L'aria è sempre fuorilegge: irrespirabile

L'aria è sempre fuorilegge: irrespirabile

Smog a concentrazioni dannose per la salute: Merate è alla canna del gas, Lecco solo un po' meno

Il 2009 appena cominciato è stato dichiarato «anno internazionale del respiro». E meno male perché in molte aree del mondo si soffoca e Lecco e il suo territorio ne fanno parte a pieno diritto: le famigerate polveri sottili, letali per le vie respiratorie e il sistema cardiocircolatorio a causa dell'alta capacità di penetrazione - sono impalpabili con un diametro inferiore ai 10 micron -, saturano l'aria del Lecchese e ancora di più del Meratese nei mesi invernali; e quando si spengono le caldaie e diminuisce l'assedio delle Pm10, d'estate ci pensa l'ozono - prodotto dalla reazione di vari inquinanti con le radiazioni solari - a mettere i polmoni a dura prova.
Anche il bilancio del 2008 sui giorni maggiormente impregnati di smog, ben oltre le soglie accettabili, è sconfortante e fonte di preoccupazione per la salute di tutti, e soprattutto dei bambini e degli anziani. Lasciamo parlare i numeri. Nell'anno appena concluso Merate ha superato per 113 giorni la soglia legale giornaliera dei 50 microgrammi al metro cubo d'aria di polveri sottili, come dire che per oltre tre mesi e mezzo i polmoni dei meratesi hanno respirato aria gravemente inquinata, oltre il limite accettabile per non compromettere troppo la salute. Ma c'è di peggio: secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il limite di Pm10 giornaliero ammesso è molto più basso, pari a una concentrazione di 20 microgrammi metro cubo e ricalcolando così il superamento delle soglie scopriamo che Merate ha sforato per ben 321 giorni nel 2008. Cioè per più di 11 mesi su 12 la gente ha inalato un livello di polveri sottili che promette solo gravi malanni.

Grazie alla pioggia
Ma anche se fosse stato solo per tre mesi e mezzo, resta il fatto che il massimo di giornate di sforamento tollerate in un anno secondo la legislazione italiana è di 35 e con 113 giorni irrespirabili l'aria di Merate è ampiamente fuorilegge. Lecco sta solo leggermente meglio, grazie alla breva del lago e ai refoli che vengono giù dal Resegone e dalla Grigna: 50 nel 2008 i giorni di superamento della soglia di attenzione di 50 microgrammi metro cubo di Pm10, cioè 15 più di quelli ammessi dalla normativa. Ma se ci si attiene alla severa prescrizione dell'Oms che citavamo sopra, i giorni di aria letale per l'apparato respiratorio salgono vertiginosamente a 250, vale a dire che ci sono stati più di otto mesi di aria ad allarme rosso. Quanto alla centralina di Valmadrera, 47 i giorni fuorilegge che salgono a 174 secondo i criteri di valutazione dell'Organizzazione mondiale della sanità. Va detto, per nostro seppure aleatorio sollievo, che rispetto al 2007 c'è stato un leggero miglioramento. I giorni di sforamento a Merate erano stati 139 (26 più del 2008) e a Lecco 64 (14 di più del 2008). Ma smorzare il lumicino di speranza vale l'oservazione che l'anno scorso è stato di gran lunga più piovoso del 2007: il miglioramento dunque non è dovuto a una diminuzione concreta dell'inquinamento ma solo alle condizioni meteorologiche più favorevoli. La pioggia spazza via i veleni che con la siccità proliferano.

Il capoluogo meno peggio
Ultimo dato, la concentrazione media annua di polveri sottili. Merate sempre in testa nel 2008 con 45,3 microgrammi per metro cubo (53 nel 2007), seguita da Lecco con 31,2 (34 nel 2007) e da Valmadrera con 27. Il limite massimo della media annuale per legge è di 40: Merate è sopra anche in questo parametro, Lecco e circondario sono sotto. È per questo che Lecco con Varese è considerata la città lombarda dove tutto sommato si muore di mal d'aria meno che negli altri capoluoghi lombardi.
Maura Galli


Aiuto, quello che inaliamo è puro veleno

Le polveri sottili lungo tutto un anno. L'andamento della concentrazione delle Pm10 nell'aria della provincia di Lecco è riassunto nel grafico qui sopra da cui si evince che i picchi maggiori, molto al di sopra della soglia accettabile per non incorrere in gravissimi danni alla salute, si verificano nei mesi iniziali e finali dell'anno, con una pausa che si estende durante la bella stagione. Quando, però, il posto delle polveri sottili viene preso dall'ozono, un inquinante che si forma pre reazione chimica al contatto tra i tanti veleni nell'aria e l'irradiazione solare. La retta viola indica il limite di legge italiano, come si vede abbondantemente superato a Merate (linea blu), a Lecco (linea gialla) e - meno - a Valmadrera (linea rossa). La retta verde indica invece il limite più severo indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità: in base a questo limite la nostra salute è praticamente sempre bombardata da un inquinamento a dir poco intollerabile.

Wednesday, January 14, 2009

Polveri sottili alle stelle

Polveri sottili alle stelle
A Treviglio il record negativo
Polveri sottili sempre a livelli di allarme in città e provincia. Le centraline di rilevamento della qualità dell'aria, nella giornata di lunedì 12 gennaio, hanno evidenziato valori di Pm10 ben superiori ai 50 microgrammi per metro cubo d'aria.

Questi i valori: Bergamo via Meucci 60 microgrammi, Bergamo via Garibaldi 69, Filago Centro 67, Lallio 54, Osio Sotto 62, Treviglio 143, Calusco 54.

Wednesday, January 07, 2009

«L'AMBIENTE NON È UN OPTIONAL!»

CALUSCO

La minoranza attacca anche sulla qualità dell'aria
«L'AMBIENTE NON È UN OPTIONAL!»

Calusco d'Adda
Una delle questioni che più sta a cuore alla minoranza è la tematica ambientale.

L’amministrazione non muove un dito sulle tematiche ambientali, o forse la sua politica è proprio questa: lavarsene la mani.
Di Andrea Colleoni

Nonostante le continue sollecitazioni da parte di Lineacomune, i nostri amministratori continuano considerare le tematiche ambientali (intese in senso piuttosto lato) come un optional di cui si può fare a meno. Il guaio è che pensano che sono convinti cha anche i cittadini siano completamente disinteressati a sapere. Arrivo a questa conclusione non per fare un’inutile polemica basata sul nulla ma rileggendomi i numeri di Calosch pubblicati fino ad oggi.
n.0 – corretto utilizzo dei cestini portarifiuti;
n.1 – Lotta obbligatoria alla processionaria del pino;
n.2 – nulla (ma proprio nulla)
n.3 – L’assessore segnala che Calusco è fra i comuni più ricicloni (e lo è da più di 10 anni) e ricorda di non abbandonare i rifiuti in strada.
Tutto qui? Si, tutto qui. Inutile dire che in consiglio comunale si parla di argomenti ambientali sono in caso di nostra interrogazione altrimenti anche lì….il vuoto.

E pensare che la sensibilità dei caluschesi e dei loro amministratori dovrebbe essere anche superiore alla media vista la presenza di importanti attività produttive (Italcementi su tutte visto che da sola occupa un terzo del territorio comunale), cave, ma anche di un Parco Regionale e del più grande Parco Locale di Interesse Sovraccomunale presente in Lombardia e potrei continuare ancora.

Inoltre è presente un “termometro” dello stato dell’aria che respiriamo: una modernissima centralina ARPA (ottenuta dalla passata amministrazione a spese di Italcementi) che misura in continuo la qualità dell’aria. I dati sono disponibili giornalmente su internet (non ci vorrebbe molto a inserire il grafico anche sul sito del comune) e non bisogna esser tecnici per capire cosa respiriamo visto che oltre al valore c’è anche un colore: blu se stiamo nei limiti e arancio se li superiamo.
Qualcuno guarda come è l’aria che respiriamo? Provate a chiederlo ai nostri amministratori, ma vi avviso…non sperate in una risposta anche se una risposta dovrebbe esserci e non sono sul piano politico ma anche sul piano pratico. Dire che l’aria è inquinata non basta, sarebbe bene sapere il perché e magari proporre qualcosa. Sono conscio che un singolo comune non può risolvere il problema, ma ciò non vuol dire che non può far nulla. Facciamo un esempio (in modo che non si dica che l’opposizione non è costruttiva e pensa solo a criticare): la nostra aria è inquinata soprattutto di PM10, le famigerate polveri sottili. Queste non dipendono tanto dalle emissioni industriali quanto dal traffico e dalle caldaie tant’è che appena si accende il riscaldamento il valore si impenna oltre i limiti (a meno che piova). Non mi si dica che il comune non può far nulla:

per il traffico si potrebbe insistere affinché Italcementi usi il treno anziché i camion, nonché spingere seriamente per la tangenziale sud che sposterebbe il traffico per lo meno dal centro cittadino.
per le caldaie si potrebbe, con l’occasione del nuovo Piano di Governo del Territorio, introdurre un regolamento edilizio che favorisca le costruzioni più efficienti (l’incentivo di stato, sempre che rimanga qualcosa, si limita alle ristrutturazioni).

La qualità dell’aria è solo uno degli aspetti ambientali che ci riguardano tutti in prima persona, ma gli argomenti su cui vorremmo che gli amministratori parlassero ai cittadini sono molteplici e, sinceramente, un po’ più importanti della “processionaria del pino”.

Italcementi: Spiace che le uniche informazioni arrivano da Lineacomune. Perché la maggioranza non vuole spiegare come procede (a rilento) il tavolo tecnico sulla sperimentazione dell’uso di combustibile da rifiuti in cementeria? Perché si è passati da riunioni convocate quasi mensilmente dall’ex sindaco a riunioni ogni sei mesi e solo su forte sollecitazione dei Comuni vicini senza oltretutto fare passi avanti?
Esiste un accordo sulla realizzazione di un parcheggio e una pista ciclabile fra Vanzone e Montello (tutto a spese di Italcementi), perché l’amministrazione non lo fa rispettare?
Qual è la politica che si intende portare avanti nei confronti di Italcementi?

Cave dell’isola: se non era per l’informazione fatta da Lineacomune a Calusco sarebbe passato sotto silenzio l’abuso che la lobby dei cavatori stava compiendo con il nuovo piano cave. Una dura battaglia vinta in cui Lineacomune ha affiancato il vicino Comune di Solza, anch’egli interessato anche se in misura minore rispetto a Calusco. Nonostante la nostra proposta di collaborare tutti insieme per un obiettivo comune dalla maggioranza non è venuta nemmeno risposta. E nemmeno si è saputo nulla della vittoria ottenuta. Strano. Che forse parlare di Cave dell’Isola dia fastidio a qualche amico dell’amministrazione?

Cava abusiva e rifiuti: in zona cascina Rivalotto abbiamo segnalato la presenza di rifiuti nella zona già oggetto di attività abusiva di cava. Il piano di ripristino previsto è stato fermato e Arpa ha effettuato controlli. Ne avete sentito parlare? E questi controlli che esiti hanno dato?

Territorio: Il via al Piano di intervento “il Triangolo” che porterà un palazzone di 15 piani (45m) a Calusco rappresenta un pericoloso precedente in quanto le regole del piano regolatore sono state calpestate grazie ad abbondanti (abbondanti?) compensazioni economiche. Quale futuro ci attende con il nuovo Piano di Governo del Territorio? Ci attende e un’piano fatto di regole o solo di consigli aggiustabili in funzione delle compensazioni che il privato è in grado di dare? In consiglio Comunale ho parlato di “possibile mercato delle vacche”…il sindaco ha candidamente ammesso che è disposto a passare sopra qualsiasi piano costruito a tavolino e lontano dalla gente se ciò che il privato vuole fare da lustro a Calusco. Ma chi definisce cosa porta “prestigio” a Calusco? Le compensazioni economiche? E soprattutto...siccome chi costruisce il PGT è in primis la giunta… costruirlo “vicino o lontano dalla gente” dipende soprattutto da loro? Certo, sarebbe necessario interpellare i cittadini, ma nessuno lo ha fatto come invece previsto nella redazione del PGT.
Non parliamo del traffico che si innescherà, per lo meno finchè non sarà realizzata la tangenziale sud (qualcosa si muove? Anche qui tutto tace), una volta che tutta l’area commerciale sarà completata,

Parco Adda Nord: Abbiamo un consigliere comunale di maggioranza (Roberto Locatelli) inserito nel consiglio del Parco. Perché ogni tanto non gli viene dato spazio anche semplicemente su “Calosch” per raccontarci il tira e molla di terreni prima concessi e poi ritirati all'interno del Parco? A dire il vero un articolo c’è ed è dello stesso Locatelli, ma ci racconta (nel primo numero del 2007) della sua elezione nonché la storia del parco. DI ciò che è avvenuto fino ad oggi nulla.

PLIS: Questo sconosciuto. Parte del territorio di Calusco fa parte del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Bedesco e del Monte Canto frutto di un grande accordo della passata amministrazione con i comuni limitrofi. Le potenzialità sono molte, ma il parco vive degli indirizzi della politica. Cosa sta portando avanti il nostro comune? Lo farà vivere oppure tenderà ad affossarlo non facendolo procedere e dicendo poi che è uno spreco di risorse?

Insomma, di argomenti da affrontare ce ne sono parecchi e forse in qualche caso i nostri amministratori qualcosa fanno, ma perché non parlarne? Che la processionaria del pino sia la cosa più interessante per i cittadini?
Che la maggioranza si esprima e ci informi perché viste le grosse lacune mostrate fin ora cominciamo a chiederci a cosa serva avere un’assessorato all’ambiente se poi l’ambiente non interessa

Sunday, January 04, 2009

Il cemento che «assorbe» le emissioni di anidride carbonica

Realizzato da un team di ingegneri inglesi
Il cemento che «assorbe»
le emissioni di anidride carbonica

Un nuovo materiale per la costruzione è in grado di «trattenere» la CO2 mentre si solidifica

La produzione del cemento utilizzato nell'edilizia produce circa il 5 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica
La produzione del cemento utilizzato nell'edilizia è tra i principali responsabili del surriscaldamento globale, in larga parte per l'inadeguatezza delle tecnologie utilizzate dall'industria che, secondo i dati raccolti dagli esperti, produce circa il 5 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica (CO2)- una quota maggiore rispetto a quella imputabile al trasporto aereo. Inoltre, secondo i dati della banca francese Credit Agricole, nel prossimo decennio la domanda di cemento aumenterà del 50 per cento e la crescita interesserà ovviamente anche le emissioni: si stima che il settore in questione potrebbe arrivare ad emettere da solo una quantità di CO2 pari a quella attualmente prodotta complessivamente dall'intera Europa.

ALTERNATIVE SOSTENIBILI - Così si moltiplicano gli sforzi di studiosi e ricercatori che cercano di ideare soluzioni efficienti e tecnologie che rendano l'industria un po' più verde. È questo, per esempio, l'obiettivo di un gruppo di ingegneri dell'azienda londinese Novacem che ha messo a punto una formula per la produzione di una nuova tipologia di cemento ecofriendly, capace addirittura di assorbire parte del biossido di carbonio presente nell'atmosfera.

CEMENTO PIÙ VERDE - La produzione del nuovo materiale - composto da silicato di magnesio - richiede temperature meno elevate (e quindi meno dispendio di energia) rispetto a quelle raggiunte nei forni all'interno dei quali viene preparato il cemento tradizionale; inoltre, a differenza di quest'ultimo, il cemento Novacem assorbe grandi quantità di CO2 mentre si solidifica, andando quindi ad azzerare le emissioni della fase produttiva. Oltre ad aver attirato l'attenzione di alcune grandi imprese edili, la scoperta britannica (per la quale è stato richiesto il brevetto) ha subito guadagnato il consenso degli addetti del settore e degli ambientalisti, nonché il supporto di alcuni investitori. L'azienda ha già avviato un progetto per la costruzione di un impianto pilota destinato alla lavorazione del nuovo cemento e, secondo quanto dichiarato dal capo dell'equipe di ingegneri, Nikolaos Vlasopoulos, il prodotto dovrebbe essere introdotto sul mercato nel giro di cinque anni.

Alessandra Carboni

Saturday, January 03, 2009

Ottimo inizio di anno per Milano, Italcementi nega le indiscrezioni

Ottimo inizio di anno per Milano, Italcementi nega le indiscrezioni02/01/2009Squillo di riscossa per le Borse valori del Vecchio Continente, che hanno chiuso la prima seduta del 2009 in deciso rialzo. A Milano l'indice Mibtel ha segnato un progresso del 2,71% a 15.505 punti, mentre l'S&P/Mib è salito del 2,53% e l'All Stars del 2,35%. In una giornata in cui i volumi sono stati ancora bassi, poco sopra gli 800 milioni di euro, i pochi investitori presenti hanno ricomprato in particolare i finanziari, reduci da un 2008 da dimenticare. Tra questi ha brillato particolarmente Unicredit (+6,02%), che ha archiviato l'anno appena concluso con una serie di operazioni straordinarie per rafforzare i coefficienti patrimoniali. Tra gli assicurativi denaro per FonSai (+3,98%), poco mossa Generali.

Molto bene pure Fiat, balzata di oltre il 6% accelerando progressivamente dopo le anticipazioni del Centro Studi Promotor sulle immatricolazioni di dicembre, che sono state "sensibilmente migliori delle attese". Il dato ufficiale del ministero dei Trasporti è atteso a minuti.

Atlantia ha proseguito la corsa, iniziata il 30 dicembre dopo l'annuncio da parte di Unicredit della cessione del suo 3,3% a un fondo di Abu Dhabi. Ben comprata anche Italcementi che, a proposito di indiscrezioni stampa sull'accorciamento della catena di controllo, ha precisato che nessun piano è al vaglio. Secondo la stampa vi sarebbe stato un dossier presso alcune banche d'affari sull'accorciamento della catena di controllo del gruppo Pesenti, che avrebbe coinvolto la holding Italmobiliare, Italcementi e Ciments Francais. "Nel corso degli anni diversi soggetti hanno presentato alla società studi su ipotesi di riorganizzazione del gruppo. Su questo tema tutte le proposte sono sempre state esaminate con attenzione. A oggi comunque nessun piano è al vaglio degli organi amministrativi", ha sottolineato in tal senso un portavoce del gruppo bergamasco.

Tra i titoli del comparto oil e oil service si è distinta Tenaris (+7,23%), dopo che le quotazioni del greggio hanno ridotto le perdite della mattinata. Positive anche Saipem (+3,13%), Eni (+4,24%) e Saras (+5,21%).

Settore immobiliare sotto i riflettori, con Pirelli Re che ha guadagnato il 16,65%. Volano anche Bastogi (+27,79%) e Uni Land (+18,05%), quest'ultima in scia all'annuncio della firma di un accordo preliminare per la cessione di un immobile in provincia di Ferrara per 8 mln euro. Acquisti quindi su Beni Stabili (+7,88%), grazie al contratto preliminare per la vendita di un immobile a Roma per 11,5 mln euro, e Aedes (+4,39%). Tra le altre blue chip pesante invece Prysmian (-4,14%).

Con il freddo decolla lo smog

Con il freddo decolla lo smog
Freddo intenso - coi riscaldamenti accesi a lungo - e umidità nell'aria hanno spinto verso l'alto i valori degli inquinanti presenti nell'aria. La conferma arriva dai dati delle centraline dell'Arpa: nonostante lo scarso traffico, in città le polveri sottili hanno superato abbondantemente il livello di guardia dei 50 microgrammi per metro cubo. A Bergamo in via Meucci si sono toccati gli 85 microgrammi, in via Garibaldi addirittura 89.

In provincia la situazione peggiore è a Treviglio, con 86 microgrammi per metro cubo. Seguono Filago con 74, Osio Sotto con 70 e Calusco con 65 microgrammi.

Italcementi: smentita ipotesi di riassetto del gruppo

Italcementi: smentita ipotesi di riassetto del gruppo





Un portavoce del gruppo Italcementi spiega che la società non ha allo studio, al momento, alcun progetto di riassetto del gruppo, un tema che tuttavia è sempre stato esaminato con attenzione.
La smentita è arrivata subito dopo che hanno iniziato a circolare alcune indiscrezioni di stampa su un possibile accorciamento della catena di controllo del gruppo e in particolare su un buyout della controllata francese Ciments Francais.
Il settimanale Il Mondo ha infatti riferito di un dossier preliminare, sul quale stanno lavorando Banca Leonardo e Mediobanca con l'ausilio di Bnp Paribas sull'ipotesi di un accorciamento della catena di controllo che va da Italmobiliare a Italcementi fino a Ciments Francais.
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