Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Thursday, December 03, 2009

Aria irrespirabile, inchiesta sulle responsabilità

Aria irrespirabile, inchiesta sulle responsabilità
di MARIO CONSANI
— MILANO —
VELENI NELL’ARIA, la procura apre un’inchiesta. Quante volte, realmente, è stata superata la soglia d’allarme per il livello di polveri...
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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

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di MARIO CONSANI
— MILANO —
VELENI NELL’ARIA, la procura apre un’inchiesta. Quante volte, realmente, è stata superata la soglia d’allarme per il livello di polveri sottili? E cosa hanno fatto (o potevano fare) concretamente il sindaco e i presidenti della provincia e della regione per evitare questo smog insopportabile? Tre gli avvisi di garanzia fatti recapitare ieri dal procuratore aggiunto Nicola Cerrato, che coordina il pool ambiente, a Letizia Moratti, Guido Podestà e Roberto Formigoni. Ovvio che, dovesse configurarsi qualche tipo di responsabilità per il territorio dell’hinterland, in causa verrebbe chiamato l’ex presidente della provincia Filippo Penati del Pd. Ma per il momento la procura vuole soltanto, da un lato acquisire dagli enti tutta la documentazione relativa alle iniziativa anti-smog prese in questi anni, dall’altro sapere ufficialmente dalle agenzie di controllo quante siano state, anche quest’anno, le giornate in cui la soglia di 50 microgrammi di polveri sottili nell’aria è stata superata. Tecnicamente, l’ipotesi di reato è quella singolare dell’articolo 674 del codice penale che punisce chiunque «provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo». Nel caso dei vertici istituzionali, evidentemente, c’è in ballo l’eventuale omissione di misure in grado di limitare l’inquinamento.
Se la legge fissa il tetto massimo tollerabile a 35 giorni, dal 2002 in poi a Milano i giorni di superamento sarebbero andati sempre sopra i cento. «L’anno scorso 104 e nel 2009 si è toccato il 36esimo giorno già il 23 febbraio». I dati, attribuiti ad Arpa Lombardia, sono quelli diffusi dal Codacons, che con i suoi esposti ha dato il via all’indagine. In realtà il pm Giulio Benedetti aveva chiesto l’archiviazione della denuncia presentata dall’associazione nel 2007, osservando che il problema smog riguarda l’intera Pianura Padana e dunque non sarebbe stato possibile individuarne i responsabili solo a Milano. Ma nei giorni scorsi il gip Marina Zelante, accogliendo l’opposizione del Codacons, ha rimandato gli atti in procura dove, nel frattempo, era arrivato un nuovo esposto relativo ai veleni di questo 2009. «La normativa europea e quella nazionale impongono degli obblighi di risultato - ribattono dal Codacons - e a Firenze il giudice dell´udienza preliminare, accettando le tesi del pm, ha rinviato a giudizio il presidente della Regione Toscana Claudio Martini e il sindaco Leonardo Domenici con l’accusa di getto pericoloso di cose e rifiuto di atti d’ufficio». E il Codacons è stato ammesso nel processo come parte civile. Per quel giudice fiorentino, infatti, «la normativa europea e quella nazionale impongono degli obblighi di risultato. Io non posso sindacare le scelte degli amministratori. La normativa li lascia liberi di decidere le strategie che ritengono più utili, più opportune e più efficaci, ma li vincola nel fine: l´abbattimento delle polveri è un obiettivo che deve essere raggiunto».

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