Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Saturday, April 27, 2013

Italcementi ferma alcuni stabilimenti in Italia

LA CRISI DEL CEMENTO

Italcementi ferma alcuni stabilimenti in Italia

Annuncio agli azionisti: i siti da 17 a 8. Il gruppo punta
sui Paesi emergenti. Pesenti: mercato a livelli degli anni 60

Da sinistra, Giampiero  e Carlo Pesenti (Imago) Da sinistra, Giampiero e Carlo Pesenti (Imago)
Pesante riduzione dell'attività italiana per Italcementi che intende fermare alcuni stabilimenti nel nostro paese portandoli dai 17 del 2012 a 8 nel 2015. A confermare i tagli «in linea» con il nuovo piano è stato direttore generale Giovanni Battista Ferrario all'assemblea degli azionisti a Bergamo. Per il 2013, il gruppo del cemento che fa capo alla famiglia Pesenti punta ai Paesi emergenti, come Thailandia, India, Marocco.
LA LETTERA - «Il mercato italiano del cemento continua a essere caratterizzato da una sovracapacità produttiva rispetto a una domanda che si è allineata ai livelli della fine degli anni Sessanta» hanno scritto in una lettera distribuita in avvio dell'assemblea di bilancio Giampiero Pesenti e il figlio Carlo, consigliere delegato. «L'anno scorso le aspettative di un'inversione della tendenza negativa che aveva caratterizzato il settore delle costruzioni a partire dal 2008 - afferma il presidente di Italcementi, - si sono allontanate a causa dell'aggravarsi dello scenario congiunturale, soprattutto in Europa, in alcuni fasi entrato in una fase di recessione, spostando l'attesa di segnali concreti di ripresa sono nel prossimo futuro». 
«RAZIONALIZZARE» - «A fronte di questa nuova realtà, che si prevede non possa più tornare agli elevati livelli pre-crisi», da Italcementi «è stato avviato un intervento con l'obiettivo di razionalizzare l'apparato industriale e distributivo nazionale, senza per questo ridurre le quote di mercato: il gruppo con il rigoroso controllo della gestione finanziaria continuerà una politica di mantenimento dell'indebitamento netto entro i prudenziali limiti che da sempre caratterizzano il profilo della società. Il 2013 - si legge ancora nella lettera dei vertici agli azionisti - inaugura la completa integrazione nella relazione finanziaria annuale di quella sulla sostenibilità e le strategie e le azioni intraprese quest'anno, pur a fronte di una volatilità che contraddistingue l'evoluzione dello scenario macroeconomico mondiale, determineranno per il gruppo nuove sfide e un impegno ancora maggiore affinché la nostra attività possa generare valore condiviso per tutti gli stake-holders» concludono Giampiero e Carlo Pesenti.
IL PIANO - Successivamente Giampiero Pesenti ha spiegato che la riduzione «è in linea con il piano annunciato, continuiamo nel progetto 2015». «Se non si vende il prodotto è inutile produrlo - ha aggiunto a margine dell'assemblea del gruppo a Bergamo. Nel dettaglio, questa è la situazione degli stabilimenti Italcementi in Italia: prima del piano annunciato alla fine dell'anno scorso erano 17 le cementerie a ciclo continuo e, di queste, una è stata venduta e due sono diventate centri di macinatura. Delle 14 rimanenti, 6 restano a ciclo completo, altre 3 vengono utilizzate come centri di macinazione e 5 rimangono in stand by in attesa delle richieste del mercato. Di queste 5 nel corso del 2013 Italcementi prevede di utilizzarne non più di 2, che sommate alle 6 assolutamente confermate danno la cifra finale di 8 cementerie sicuramente aperte.Bookmark and Share

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