
La ``Provincia`` delibera l’aumento dei rifiuti da bruciare e affida alla Regione ulteriori aumenti fino a 120mila tonn.

L`assessore Carlo Signorelli
Il passaggio da 87.000 a 90.000 tonnellate del quantitativo di rifiuti trattati dal termovalorizzatore di Valmadrera. Questo è il punto di innovazione del nuovo piano provinciale dei rifiuti presentato dall’assessore Carlo Signorelli che comunque ripropone quello presentato il 27 ottobre 2008 dalla Giunta Brivio aggiungendo le modifiche suggerite dalla Regione Lombardia poiché alcuni elementi differivano dagli indirizzi regionali, percorso scelto “in una logica di responsabilità e di continuità istituzionale”. Il piano redatto dalla Giunta Brivio era stato depositato in Regione nell’ottobre 2008 ed è stato restituito il 7 agosto con alcune indicazioni da applicare, principalmente l’aumento del quantitativo autorizzato. Su questo punto si è creato un certo consenso, ma l’armonia e la volontà di collaborare si sono rotte su una frase contenuta nella delibera ovvero il limite delle 90.000 tonnellate di rifiuti “fatta salva l’opportunità di valutare un ulteriore ampliamento dell’autorizzazione, nel caso di rinnovo di accordi interprovinciali”. Su questo punto la minoranza si è staccata osservando, come hanno fatto i consiglieri Pozzi (Sinistra e Libertà), Brivio e Bruseghini (Partito Democratico) che in questo modo “è come aprire le porte a ulteriori ampliamenti dell’attività del termovalorizzatore fino alla capacità massima di 120.000 tonnellate”. Secondo i consiglieri di minoranza, infatti, essendo che le quote relative alle convenzioni con altre province come Sondrio e Como e quindi al di fuori del 20% delle quote del mutuo soccorso e della solidarietà, a gennaio, quando scadrà la convenzione di Sondrio, i limiti si abbasseranno ulteriormente. Nel corso del dibattito è stato più volte sottolineato, da parte di Brivio e Bruseghini, la necessità di non essere supini alle decisioni della Regione ma di prendere decisioni in modo collaborativo senza scaricare attraverso dispositivi tecnici la responsabilità. Lasciando quella frase nella delibera, infatti, si rischierebbe che le decisioni in merito ad ulteriori ampliamenti della capacità dell’impianto non vengano più discusse dall’organo rappresentativo del territorio, il Consiglio Provinciale. Dopo un lungo dibattimento, in cui sia la maggioranza che l’opposizione hanno proposto degli emendamenti per aggirare l’ostacolo della frase “incriminata”, il provvedimento è stato votato ed è passato con 17 voti favorevoli e 10 voti contrari.