Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Tuesday, January 09, 2007

Isola delle femmine

Denuncia al Ministero della Salute e
alla Procura della RepubblicaDal Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Siciliani parte una denuncia al ministero della salute e alla procura della repubblica a difesadella salute dei cittadini e contro le manovre che vogliono favorire leautorizzazzioni in modo non trasparenteAl Ministero della Sanità Alla Procura della Repubblica di SiracusaAgli Organi di StampaAi Comitati Cittadini SicilianiCome tutti i Comitati Cittadini Siciliani avevano ampiamente previsto,avvicinandosi la scadenza della "moratoria" (in effetti mai iniziata) sui lavori degli inceneritori, per cui si sarebbe dovuto procedere a Palermo oRoma con l'AIA, il Governatore Totò Cuffaro ha presentato il conto.Apprendiamo da fonte certa che il Direttore del Dipartimento Territorio e Ambiente ha comunicato al Dott. Gioacchino Genchi, responsabile del Servizio
3 Tutela dall'Inquinamento Atmosferico delle Emissioni, che dovrà a brevespostarsi ad altro incarico solo per alcuni mesi, spostamento peraltro non\ngiustificato da alcuna motivazione.Questo conferma che lo scopo è quello di avere campo libero per il temponecessario a fare ogni tipo di operazione, alias autorizzazione.Questo scaturisce dalle altissime pressioni determinate dal fatto che i\nfunzionari di detto Ufficio, ligi alle normative oltre che al buon senso,hanno toccato degli evidenti interessi che vanno a intaccare alcuni"santuari" finora inviolati e pertanto il Governatore Cuffaro & C. hanno\nritenuto necessario disarticolare la struttura eliminandone temporaneamenteil responsabile.Basta pensare che oltre ai 4 inceneritori, che già sarebbero stati motivipiù che sufficienti, l'Ufficio era intervenuto sulla Italcementi,\ncementificio di Isola delle Femmine (divieto d'uso del pet-coke ricchissimodi metalli pesanti e di IPA emessi come pericolosissimo nanoparticolato,responsabile in specie di tumori all'apparato respiratorio), sulle Autorità\nportuali (necessità delle autorizzazioni, mai previste prima, per lamovimentazione nei porti del materiale polverulento, tipo pet-coke, cemento,ecc.), sulla piattaforma polifunzionale Oikothen di Augusta destinata a\nbruciare rifiuti industriali (divieto temporaneo dell'inceneritore econcessione solo di trattamenti meccanico-biologici), sulla DB Group diAdrano (divieto di smaltimento mascherato di rifiuti, ossia incenerendoli\ndopo averli impastati con argilla per farne mattoni e tegole), BonificaS.p.A. con sede a Palermo e stabilimento nel porticciolo dell'Acqua Santa diPalermo, in atto sotto sequestro per violazione dell'autorizzazione al\ntrattamento di rifiuti industriali e morchie di petroliere, e poi ancora leDistillerie Bertolino e Trapas, ecc.Nell'immediato l'Ufficio si accingeva adintervenire sui petrolchimici (la truffa legalizzata della bolla di\n",13 Tutela dall'Inquinamento Atmosferico delle Emissioni, che dovrà a brevespostarsi ad altro incarico solo per alcuni mesi, spostamento peraltro non giustificato da alcuna motivazione.Questo conferma che lo scopo è quello di avere campo libero per il temponecessario a fare ogni tipo di operazione, alias autorizzazione.Questo scaturisce dalle altissime pressioni determinate dal fatto che i funzionari di detto Ufficio, ligi alle normative oltre che al buon senso,hanno toccato degli evidenti interessi che vanno a intaccare alcuni"santuari" finora inviolati e pertanto il Governatore Cuffaro & C. hanno ritenuto necessario disarticolare la struttura eliminandone temporaneamenteil responsabile.Basta pensare che oltre ai 4 inceneritori, che già sarebbero stati motivipiù che sufficienti, l'Ufficio era intervenuto sulla Italcementi, cementificio di Isola delle Femmine (divieto d'uso del pet-coke ricchissimodi metalli pesanti e di IPA emessi come pericolosissimo nanoparticolato,responsabile in specie di tumori all'apparato respiratorio), sulle Autorità portuali (necessità delle autorizzazioni, mai previste prima, per lamovimentazione nei porti del materiale polverulento, tipo pet-coke, cemento,ecc.), sulla piattaforma polifunzionale Oikothen di Augusta destinata a bruciare rifiuti industriali (divieto temporaneo dell'inceneritore econcessione solo di trattamenti meccanico-biologici), sulla DB Group diAdrano (divieto di smaltimento mascherato di rifiuti, ossia incenerendoli dopo averli impastati con argilla per farne mattoni e tegole), BonificaS.p.A. con sede a Palermo e stabilimento nel porticciolo dell'Acqua Santa diPalermo, in atto sotto sequestro per violazione dell'autorizzazione al trattamento di rifiuti industriali e morchie di petroliere, e poi ancora leDistillerie Bertolino e Trapas, ecc.Nell'immediato l'Ufficio si accingeva adintervenire sui petrolchimici (la truffa legalizzata della bolla di
emissioni atmosferiche di raffineria, lo smaltimento mascherato di rifiutitramite le torce, la mancanza di sistemi di recupero vapori nelle operazionidi carico e scarico delle navi), sulle centrali termoelettriche (riduzione\ndei limiti delle concentrazioni emissive) e sulla miriade di miniinceneritori che si vorrebbero costruire riconvertendo gli impianti dicompostaggio in impianti di combustione di "biomasse" per sfruttare i\nvantaggi economici dei Cip6 (certificati verdi).Al Coordinamento Regionaledei Comitati Cittadini sembra necessario, a questo punto, attivare ogni tipodi sbarramento contro questa pericolosa manovra, cominciando a darne la più\nampia divulgazione. Pertanto questo Coordinamento comunica sin d'ora che,considerato che questa operazione di smantellamento dell'Ufficio equivarrà aconsentire la realizzazione di impianti sicuramente nocivi e dannosi per la\nSalute dei Siciliani e dell'Ambiente, presenterà un esposto per danno temutopresso le varie Procure della Repubblica competenti ed uno alla Corte deiConti per le erogazioni indiscriminate dei Cip6 impropriamente destinati ad\nimpianti nocivi piuttosto che alla produzione di energie alternative pulite.Con la presente il Coordinamento sollecita ulteriormente il Ministero dellaSanità, nella persona del Ministro Livia Turco e nella persona del Dott.\nDonato Greco a voler prendere in seria considerazione la tematica relativaai danni procurati dalle emissioni dei nano-inquinanti da parte dellesuddette industrie, danni ormai scientificamente confermati dalla\nletteratura internazionale che purtroppo ancora oggi il Ministero si ostinaa disconoscere.Dobbiamo forse aspettare i 25 anni che furononecessari a che fossericonosciuto il danno da amiantooppure vogliamo intervenire subito? E' solo\ncon la prevenzione che si diminuiscono i costi sanitari!Augusta 5 gennaio 2006.Dal Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Siciliani,il Presidente",1]
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emissioni atmosferiche di raffineria, lo smaltimento mascherato di rifiutitramite le torce, la mancanza di sistemi di recupero vapori nelle operazionidi carico e scarico delle navi), sulle centrali termoelettriche (riduzione dei limiti delle concentrazioni emissive) e sulla miriade di miniinceneritori che si vorrebbero costruire riconvertendo gli impianti dicompostaggio in impianti di combustione di "biomasse" per sfruttare i vantaggi economici dei Cip6 (certificati verdi).Al Coordinamento Regionaledei Comitati Cittadini sembra necessario, a questo punto, attivare ogni tipodi sbarramento contro questa pericolosa manovra, cominciando a darne la più ampia divulgazione. Pertanto questo Coordinamento comunica sin d'ora che,considerato che questa operazione di smantellamento dell'Ufficio equivarrà aconsentire la realizzazione di impianti sicuramente nocivi e dannosi per la Salute dei Siciliani e dell'Ambiente, presenterà un esposto per danno temutopresso le varie Procure della Repubblica competenti ed uno alla Corte deiConti per le erogazioni indiscriminate dei Cip6 impropriamente destinati ad impianti nocivi piuttosto che alla produzione di energie alternative pulite.Con la presente il Coordinamento sollecita ulteriormente il Ministero dellaSanità, nella persona del Ministro Livia Turco e nella persona del Dott. Donato Greco a voler prendere in seria considerazione la tematica relativaai danni procurati dalle emissioni dei nano-inquinanti da parte dellesuddette industrie, danni ormai scientificamente confermati dallaletteratura internazionale che purtroppo ancora oggi il Ministero si ostinaa disconoscere.Dobbiamo forse aspettare i 25 anni che furononecessari a che fossericonosciuto il danno da amiantooppure vogliamo intervenire subito? E' solo con la prevenzione che si diminuiscono i costi sanitari!Augusta 5 gennaio 2006.Dal Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Siciliani,il Presidente
Luigi Solarino ed il Consigliere Giacinto Franco.\nhttp://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article\u003d1437Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine PALabels: AMBIENTE SALUTE E ISTITUZIONILuigi Solarino ed il Consigliere Giacinto Franco. http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=1437Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine PA

4 comments:

Pino Ciampolillo said...

IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA: DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE FUORI DAL CENTRO ABITATO A NORMA DELLE DISPOSIZIONI DI LEGGE IN MATERIA URBANISTICA
Interrogazione del Senatore Sodano Presidente della Commissione Ambiente.

Senato della Repubblica
13a Commissione
Territorio, Ambiente, Beni Ambientali



INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
AL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E AL MINISTRO DELLA SALUTE
Senato della Repubblica
13a Commissione
Territorio, Ambiente, Beni Ambientali
interrogazione a risposta scritta
al Ministro dello sviluppo economico e al ministro della salute
Premesso che:
- in provincia di Palermo, nel comune di Isola delle Femmine, sono presenti impianti della Italcementi s.p.a in pieno centro città (codice: NACE Code 26.51), che emettono fumi nocivi e producono elevati livelli di inquinamento acustico ed ambientale, con grave danno per i cittadini;
- oltre allo stabilimento nel centro città, la Italcementi si avvale di una serie di impianti, dislocati nel circondario, come quelli dediti ad attività estrattive a Piano Dell’Aia-Rocche di Raffo Rosso ed a contrada Manostalla, comune di Torretta;
- l’area dove opera la Italcementi è stata destinata ad uso industriale con il D.P.R. del 1981 per un ventennio, al termine del quale il cementificio era tenuto a ripristinare la destinazione d’uso a fini forestali e a riconsegnare il terreno alla Regione Sicilia;
- nel 2001, alla data di scadenza della concessione, il Comune di Isola delle Femmine ha concesso un’autorizzazione edilizia per la costruzione di un carbonile a cielo aperto per lo stoccaggio di petcoke (concessione edilizia n. 10/2001 del 5 aprile 2001);
- da quando il cementificio ha iniziato i processi produttivi, si sono riscontrati nell’area fenomeni di inquinamento così gravi da causare ingenti danni alla salute dei cittadini, tant’è che i tassi di incidenza di tumori polmonari, tiroidite, forme asmatiche e di altre malattie respiratorie, anche mortali, hanno raggiunto livelli anomali e preoccupanti;
- il cementificio di Isola delle Femmine opera nelle vicinanze di diversi Siti di Importanza Comunitaria, tra cui la riserva di Capo Gallo e i Fondali marini di Isola delle Femmine, così come individuati dalla direttiva “Habitat” (direttiva 92/43/CE, recepita in Italia con D.P.R. 357/97), incidendo negativamente sugli ecosistemi locali, i quali non vengono dunque salvaguardati come vorrebbe la normativa europea e la legge italiana di attuazione;
- le attività inquinanti della Italcementi sono state più volte oggetto di pubblica protesta, sia da parte degli abitanti del luogo, che in sede istituzionale, come dimostrano le numerose iniziative di vigilanza e controllo intraprese dagli organi preposti, nonché gli atti di diffida rivolti alla Italcementi con l’intento che proceda alla dovuta messa in sicurezza del sito;
- nell’ottobre del 2005, un sopralluogo effettuato dal D.A.P. con il Comandante della locale Stazione dei Carabinieri nel cementificio di Isola delle Femmine, rilevava che “all’interno del capannone (materie prime: petcoke, clinker, calcare, sabbia, argilla, perlite. Nelle adiacenze P.E. E43 ed E45) viene effettuato stoccaggio e movimentazione a mezzo gru a ponte di materiale polverulento che produce un’emissione diffusa. Si evidenzia altresì che parte del capannone risulta essere aperto verso l’esterno…”(verbale n. 9942393);
- il 25 gennaio 2006, l’ARPA ha effettuato un sopralluogo presso il deposito di combustibile solido (petcoke) in località Raffo Rosso della Italcementi, evidenziando gravi carenze nel sistema di impermeabilizzazione delle aree per lo stoccaggio del petcoke, sostanza pericolosa per la salute umana perché rientrante nella categoria cancerogena 3, (nota prot. 9945432, 30 gennaio 2006);
- la relazione dell’ARPA del gennaio 2006, si conclude con l’indicazione di diversi interventi di messa in sicurezza che la Italcementi è tenuta a porre in essere nel più breve tempo possibile e con la richiesta di esibire l’autorizzazione per l’utilizzo di petcoke quale combustibile solido all’interno dello stabilimento;
- a seguito della relazione dell’ARPA, il Sindaco di Isola delle Femmine, ha inviato una nota di diffida (nota prot. n. 3975 del 15.03.06) alla Italcementi, con la quale si invitava la predetta società ad adottare i necessari interventi di messa in sicurezza, di risposta emergenziale, di bonifica e ripristino ambientale, così come indicati dall’ARPA;
- il 25 luglio 2006, l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia con nota n°48283, ha emesso un provvedimento di diffida (firmato dal Responsabile del Servizio, il dott. Genchi) nei confronti della Italcementi di Isola delle Femmine contestando, tra l’altro, l’incontrollato utilizzo e smaltimento dei residui della produzione, quali il petcoke, sostanza altamente cancerogena;
- nella diffida si legge, tra l’altro, che “il petcoke viene utilizzato dal 1987 come combustibile del forno 3, del mulino crudo 3 e, in miscela e fino al 1992, del forno 2” e che, sebbene “la realizzazione del deposito di petcoke sia stata autorizzata dal Comune di Isola delle Femmine, non è mai stato comunicato né autorizzato l’uso del petcoke come combustibile”, rilevando infine che “nei rapporti analitici periodicamente trasmessi, la Ditta dichiara l’uso di carbone e non di petcoke” (nota n°48283 del 25 luglio 2006);
- solo pochi mesi prima, nel suo Piano di Caratterizzazione (12.04.2006) l’Italcementi dichiarava invece che soltanto “a partire dal 2001 presso la località Raffo Rosso si è effettuata l’attività di deposito del combustibile solido (petcoke)”, in virtù dell’Autorizzazione Edilizia n. 10/2001, rilasciata dal Comune di Isola delle Femmine il 05.04.2001, omettendo quindi tutta una serie di dati e di verità fondamentali;
- l’Assessorato Territorio e Ambiente, nel provvedimento del luglio 2006, dichiara in modo univoco che “sono stati ripetutamente violati i dettami della normativa vigente e le prescrizioni del decreto assessoriale di autorizzazione” (per quanto concerne l’utilizzo del petcoke al posto del carbone), diffidando “l’Italcementi dal continuare ad utilizzare il petcoke come combustibile, nonché a continuare ogni attività che dia luogo alla produzione di emissioni diffuse di tale composto in assenza della necessaria autorizzazione ai sensi del D. Lgs. n. 152 /2006”, evidenziando inoltre che “ogni ulteriore violazione delle prescrizioni contenute nel presente provvedimento comporterà necessariamente la sospensione delle autorizzazioni concesse” (nota n°48283 del 25 luglio 2006);
- l’8 gennaio 2007, il dott. Tolomeo, Direttore del Dipartimento Territorio e Ambiente ha comunicato al dott. Genchi responsabile dei pareri tecnici in materia di tutela dell’inquinamento atmosferico da emissioni del 3° Servizio, l’immediata sospensione dall’incarico e conseguente spostamento a diverso luogo e a diversa posizione, senza che tale provvedimento sia stato in alcun modo motivato;
- il Dipartimento facente capo al dott. Genchi stava anche intervenendo su diverse tematiche a salvaguardia dell’ambiente, nel tentativo di far installare sistemi di recupero dei vapori nelle operazioni di carico e scarico delle navi; di impedire lo smaltimento mascherato di rifiuti tramite torce, di ridurre i limiti delle concentrazioni emissive e di bloccare la costruzione di 4 impianti di combustione delle biomasse, tutti progetti sostenuti con forza dal Governatore Cuffaro;
- a tutt’oggi, l’Italcementi non ha né provveduto alla messa in sicurezza dell’impianto, né ai necessari aggiornamenti del sistema di filtraggio e depurazione, né tantomento ha iniziato una procedura di controllo delle attività impattanti legate al funzionamento dei propri impianti, ma ha anzi intenzione di proseguire nell’inquinamento incontrollato, ampliando i propri impianti mediante la costruzione di una nuova torre alta circa 100 metri,
Si chiede di sapere:
- se il Governo non ritenga opportuno bloccare l’avvio di nuovi progetti fino al momento in cui non venga intrapresa la messa in sicurezza degli impianti e delle operazioni del cementificio, con preventivo accertamento dei danni causati dalle emissioni della Italcementi ai cittadini e all’ambiente;
- se il Governo non possa intervenire a tutela del paesaggio e delle normative in vigore, dato che la cementeria è situata all’interno di zona vincolata dalla Sopritendenza dei Beni Ambientali e Paesaggistici della Regione Sicilia, e dato che si tratta di attività nocive “che producono fumo, polvere, rumore, esalazioni nocive ed eventuali scarichi di sostanze velenose”, le quali non potrebbero avere luogo in prossimità di centri abitati, anche a norma del piano regolatore di Palermo;
- come il Governo intenda attivare tutte le procedure e i provvedimenti atti a salvaguardare la salute dei lavoratori e dell’intera cittadinanza, monitorando, con un apposito gruppo di lavoro, le eventuali connessioni tra ciò che si evidenzia dai rapporti ARPA e le patologie più diffuse sul territorio con particolare riferimento a quelle neoplastiche e tiroidee.
Sen. Tommaso Sodano
www.isolapulita.it

Anonymous said...

I politici promotori di tumori, nanopolveri e diossine e profitti in Borsa con i soldi delle nostre bollette...Parte dell´Ulivo non voterà l´emendamento sui Cip 6....

Beppe Grillo sul suo blog parte all´attacco sui Cip6: «I politici promotori di tumori, nanopolveri e diossine e profitti in Borsa con i soldi delle nostre bollette dell´Enel ci riprovano – scrive il comico ambientalista -
Mi è arrivata una vocina: una parte dei nostri dipendenti dell´ Ulivo non voterà (insieme ai sodali di An e Forza Italia) l´emendamento del governo Prodi che: - per rispetto delle leggi dell´Unione Europea (2001/77/CE sulle fonti rinnovabili e le norme che vietano aiuti impropri di Stato), - per rispetto della salute dei cittadini che inalerebbero diossine e nanopolveri cancerogene, elimina i finanziamenti a inceneritori e fonti assimilate (carbone, raffinerie di scarti petroliferi) per impianti non ancora costruiti, ma che hanno "autorizzazioni" sulla carta concesse entro il 31 dicembre 2006».
Grillo fa l´elenco delle «nuove camere a gas autorizzate entro il dicembre 2006»: l´inceneritore di Torino, il gassificatore di Malagrotta (Roma), nuove linee a Brescia e il forno di Acerra e bastona «il presidente margheritino della Provincia di Torino Saitta. Il parcheggiatore diossino-diessino Chiamparino» colpevoli di fare «patetici appelli alla destra» e di non dire «una parola sulle alternative possibili agli inceneritori e il dimezzamento delle discariche grazie a sistemi integrati di riduzione alla fonte, raccolta porta a porta con tariffa puntuale, compostaggio e trattamento biologico a "freddo"».
Poi invita i cittadini ad inviare e-mail alla Camera ed al governo con su scritto:
«Basta con la truffa contro le leggi Ue dei sussidi all´incenerimento e fonti assimilate, no a deroghe speciali per gli impianti inesistenti di Torino, Roma-Malagrotta, nuove linee di Brescia e forno di Acerra» ed a firmare la petizione on-line alla Commissione Ue ed al Governo italiano per l´abolizione dei finanziamenti agli inceneritori e alle fonti assimilate (raffinerie, centrali a carbone, etc) che ha già raccolto 26.000 firme-
«Avverto gli eventuali piromani – scrive Beppe Grillo - che pubblicherò nomi-cognomi-email dei dipendenti di Camera e Senato che voteranno contro l´emendamento se non venisse approvato.
In caso di future sanzioni da parte dell´Unione Europea per gli impianti in deroga li riterrò legalmente responsabili per risarcimenti finanziari e per eventuali danni di natura sanitaria ed ambientale, sino alla valutazione dell´omicidio colposo».

Sulla questione interviene direttamente (e chiarisce un po´ meglio il contesto) il ministro dell´ambiente:
«Voglio rispondere alle preoccupazioni espresse da Beppe Grillo sulla questione dei Cip6 – dice Pecoraro Scanio - La Direttiva europea del 2001 definiva a quali fonti rinnovabili potessero essere concessi gli incentivi e tra queste non figuravano le cosiddette ´fonti assimilate´. Io sono semplicemente per il ripristino della legalità. Del resto era stato già ammesso il fatto che nel maxiemendamento alla Finanziaria la modifica della norma sui Cip 6 conteneva un grave errore materiale e che, quindi, andava corretta secondo gli accordi già presi in Commissione al Senato, finalizzati a sanare l´assurdo sistema di finanziamenti impropri a fonti non rinnovabili. Questo impegno era stato poi ribadito in sede di Consiglio dei Ministri del 27 dicembre 2006. Ho fatto appello a tutte le forze dell´Unione affinché sia approvato l´emendamento (del governo e dei Verdi) che ripristina il test o concordato al Senato». Ma anche il ministro sembra avere qualche timore politico-istituzionale: «Nelle ultime ore alcune agenzie di stampa stanno battendo l´indiscrezione secondo cui gli uffici della Presidenza della Camera si appresterebbero a dichiarare l´inammissibilità, per estraneità della materia, dell´emendamento che, peraltro, era già stato riformulato e dichiarato ammissibile in Commissione.
Del resto sarebbe incomprensibile un´eventuale inammissibilità, dal momento che l´emendamento è stato presentato al decreto che recita "disposizioni urgenti per il recepimento di direttive comunitarie e adeguamento a decisioni in ambito comunitario" e questo è esattamente quanto dobbiamo fare! Anche perché – ricorda Pecoraro - i Cip6 sono costate all´Italia già due procedimenti di infrazione con conseguente messa in mora per l´errata applicazione della Direttiva del 2001. Voglio confermare che insisterò caparbiamente per ottenere il rispetto delle norme europee, dei consumatori e del programma dell´Unione».

Pino Ciampolillo said...

Associazione Medici per l'Ambiente
ISDE Italia





Risoluzione ISDE Italia sull'incenerimento dei rifiuti



http://www.isde.it/risoluzione_isde_rifiuti.htm


Associazione Medici per l'Ambiente

ISDE Italia (www.isde.it)


affiliato a International Society of Doctors for the Environment

INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

L’Associazione dei Medici Per l'Ambiente (ISDE Italia) è fortemente preoccupata in merito all’ incremento dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) tramite incenerimento, che si sta proponendo nel nostro paese, sia con la costruzione di nuovi impianti, sia con l’ ampliamento di quelli esistenti.

Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi tutto, una seria politica delle “R” come

Razionalizzazione,

Riduzione della produzione,

Raccolta differenziata,

Riciclaggio,

Riuso,

Riparazione,


Recupero.


Solo dopo aver attuato tutti i punti precedenti, si potrà eventualmente valutare correttamente la migliore tecnica impiantistica per lo smaltimento della frazione residua scelta tra i sistemi che garantiscono meglio salute umana ed ambiente (pensare al trattamento con recupero energetico dell’'esigua frazione residua). Solo con questa politica, oltre a ridurre i costi economici, si possono ottenere impatti ambientali e sanitari inferiori a quelli prodotti dagli inceneritori e dalle discariche.

L' incenerimento degli RSU è, fra tutte le tecnologie, la meno rispettosa dell' ambiente e della salute. E’ inevitabile la produzione di ceneri (che rappresentano circa 1/3 in peso dei rifiuti in ingresso e devono essere smaltite in discariche speciali) e l'immissione sistematica e continua nell’atmosfera per ogni inceneritore (di milioni di metri cubi al giorno) di fumi inquinanti contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2.5 , ovvero con diametri inferiori a 2.5 micron) costituite da nanoparticelle di sostanze chimiche (metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine e furani, ecc.) estremamente pericolose, perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi.
Senza contare del contributo all’effetto serra.

La combustione trasforma infatti anche i rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e ceneri residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.

Per noi, Medici per l’Ambiente, è prioritario pensare agli effetti sugli esseri umani più fragili, perché già malati, o più suscettibili come bambini, donne in gravidanza, anziani. Il rischio non è solo riferibile ad una maggiore incidenza di tumori (già segnalata), ma anche ad altre problematiche quali: incremento dei ricoveri e della mortalità per cause respiratorie e cardiocircolatorie, alterazioni endocrine, immunitarie e neurologiche.
Si ribadisce che in problematiche così importanti e complesse devono sempre essere privilegiate le scelte che si ispirano al principio di “precauzione”, alla tutela e salvaguardia dell'ambiente, consci che la nostra salute e quella delle future generazioni è ad esso indissolubilmente legata (come le drammatiche esperienze su amianto, benzene, piombo e polveri fini dovrebbero averci insegnato).

L’Associazione Medici per l’Ambiente chiede che:
Venga istituita immediatamente una moratoria sui progetti di termodistruzione (o termovalorizzazione) in corso;
Venga incentivata economicamente la politica delle “R”;
A cura delle Autorità competenti, vi sia una efficiente ed efficace azione di verifica e controllo, in continuo, dei possibili inquinanti (al camino, aria, terra e falde acquifere) per gli impianti già in funzione e che questi controlli siano simultaneamente affiancate da rigorosi monitoraggi sanitari delle popolazioni già potenzialmente esposte;
Siano istituzionalizzati i Garanti delle popolazioni che dovranno conoscere in tempo reale i risultati delle campagne ambientali, sanitarie e l’andamento delle misurazioni di tutte le possibili emissioni causate dal sistema di smaltimento operante, al fine di proporre tempestive soluzioni.

TUTTI GLI ESSERI UMANI SONO RESPONSABILI DELL’
AMBIENTE, I MEDICI LO SONO DUE VOLTE!

Membri del Gruppo di lavoro ISDE Italia sui rifiuti
Balestreri Federico (Cremona); Bragheri Romano (Pavia); Cristofolini Antonio (Trento); Diaferia Giorgio (Torino); Fabbri Fabrizio (Roma); Galli Simone (Firenze); Garetti Gianluca (Firenze); Gennaro Valerio (Genova); Gentilini Patrizia (Forlì); Guerra Manrico (Parma ); Laghi Ferdinando (Cosenza); Mocci Mauro (Civitavecchia); Rivezzi Gaetano (Caserta); Romizi Roberto (Arezzo); Tomatis Lorenzo (Trieste)

DANNI ALLA SALUTE

Le sostanze tossiche emesse da un inceneritore determinano:

· aumento del 31,4% del sarcoma dei tessuti molli nel raggio di 2 Km dall’inceneritore (studio Comba Istituto Nazionale della Salute, Italia).
· aumento del 37% del cancro al fegato e fino al 5% del cancro al colonretto nel raggio di oltre 1Km dall’inceneritore (studio Elliot P.

London School of Higiene and Tropical Medicine , 2000 U.K ).
· aumento del doppio del cancro infantile nel raggio di 5Km (studio Knox Int.Epidemeology, 2000, U.K).
· Il cancro alla mammella aumenta nelle donne che vivono in prossimità dell’inceneritore (Saintot, Eur J Cancer Prev 2004).
· Esiste inoltre una relazione diretta tra le emissioni dell’inceneritore e la comparsa di mutazioni e malformazioni (studio Ferriera e al. ,Università di Saò Paolo, 2000).
· “Gli inceneritori di immondizia sono i maggiori responsabili dell’emissione di diossina” (O.M.S. Giugno 1999).
· Lo IARC, agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ha riconosciuto la diossina 2,3,7,8 TCDD come una sostanza cancerogena per l'uomo. Le altre diossine inducono effetti diversi sull'uomo a seconda del livello di
concentrazione e dell'esposizione a breve o a lungo termine a cui è sottoposto l'organismo.
· Biomarcatori di una esposizione tossica - tioeteri– sono stati trovati elevati nelle urine di bambini residenti vicino inceneritori di recente costruzione; Ardevol et al. (1999).
· I livelli di diossine nel sangue sono aumentati del 10-25% nei primi due anni di attività di un nuovo inceneritore; Gonzalez et al. (2000).
· I livelli ematici di PCB nei bambini residenti vicino un impianto tedesco per rifiuti pericolosi sono stati trovati elevati; Holdke et al. (1998).
· Il livello di mercurio nei capelli di abitanti vicino ad inceneritori è aumentato del 44-56% in dieci anni; Kurttio et al. (1998).
· Elevati livelli ematici di diossine sono stati trovati in communità vicino ad impianti in tre studi, rispetto a cinque studi condotti; Miyata (1998);
Deml et al. (1996); Van den Hazel and Frankort (1996); Startin et al. (1994).
· Il CNIID, Centro nazionale indipendente di informazione sui rifiuti, rivela l'esistenza di uno studio epidemiologico ufficiale che dimostra come gli inceneritori di rifiuti urbani provochino la nascita di bambini malformati.

Gli autori dello studio, "Risques de malformations congénitales autour des incinérateurs d'ordures ménagères, Inserm, Institut européen des génomutations, Afssaps," realizzato nella regione Rhone Alpes (che ha come centri principali Lione, Nimes e Montepellier) e non ancora
pubblicato, concludono che "globalmente rischi significativi per le popolazioni sono osservati per due tipi di malformazioni:
le anomalie cromosomiche e le altre malformazioni maggiori".
Inoltre essi hanno constatato "un rischio significativo per le fessure orali, le displasie renali, i megacolon e le anomalie urinarie". Nel periodo considerato dallo studio gli inceneritori hanno quindi provocato la nascita di un gran numero di bambini malformati.
Questa una sintesi dei risultati dello studio rispetto alle malformazioni rilevate nei bambini della regione Rhone Alpe:
- anomalie cromosomiche + 20% rispetto alla media nazionale
- malformazioni della bocca + 29%
- malformazione dell'intestino + 44%
- malformazioni dei reni + 51%
Parigi, 21 gennaio 2003



GLI INCENERITORI PROVOCANO LA NASCITA DI BAMBINI MALFORMATI
http://www.inceneritori.org/malform.htm
Parigi, 21 gennaio 2003:
il CNIID, Centro nazionale indipendente di informazione sui rifiuti, rivela l'esistenza di uno studio epidemiologico ufficiale che dimostra come gli inceneritori di rifiuti urbani provochino la nascita di bambini malformati.
Gli autori dello studio, "Risques de malformations congénitales autour des incinérateurs d'ordures ménagères, Inserm, Institut européen des génomutations, Afssaps," realizzato nella regione Rhone Alpes (che ha come centri perincipali Lione, Nimes e Montepellier) e non ancora pubblicato, concludono che "globalmente rischi significativi per le popolazioni sono osservati per due tipi di malformazioni: leanomalie cromosomiche e le altre malformazioni maggiori". Inoltre essi hanno constatato "un rischio significativo per le fessure orali, le displasie renali, i megacolon e le anomalie urinarie". Nel periodo considerato dallo studio gli inceneritori hanno quindi provocato la nascita di un gran numero di bambini malformati.
Questa una sintesi dei risultati dello studio rispetto alle malformazioni rilevate nei bambini della regione Rhone Alpe:
- anomalie cromosomiche + 20% rispetto alla media nazionale
- malformazioni della bocca + 29%
- malformazione dell'intestino + 44%
- malformazioni dei reni + 51%
Secondo il direttore del CNIID gli inceneritori saranno "l'amianto del XXI secolo" anche perchè lo studio conferma altre prove scientifiche che hanno posto sotto accusa gli inceneritori di rifiuti come quelle riportate dall'"American Journal of Epidemiology" del 26 giugno 2000 sull'aumento dei tumori rilevati nei tre cantoni di Doubs, vicini all'inceneritore di Besancon (Franca Contea, regione ai confini con la Svizzera).
Tratto da un comunicato stampa del CNIID, 21-23 gennaio 2003
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Pino Ciampolillo said...

LE ADESIONI ALL'INIZIATIVA PER DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE






SALE LA PROTESTA PER DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE


Italcementi di Isola delle Femmine , torre di 100 metri
Il Comune di Isola: va spostata
Nuovo impianto e polemiche. “Serve ad abbattere le emissioni”
Sindaco e associazioni: “Lontano Dal paese”.
Azienda possibilista

ISOLA DELLE FEMMINE, (ima] La nuova torre di cento metri d’altezza che Italcementi vuole costruire nello stabili
mento di Isola sta provocando allarme.
Associazioni e Comune marcano da vicino la società bergamasca, che ha sedi in tutt’Italia, per chiedere la delocalizzazione del nuovo forno e quindi della torre.
Uno spostamento di poche centinaia di metri dal centro abitato, ai piedi della montagna nei cui pressi c’è una cava.
Una proposta che, se accolta dall’azienda, renderebbe la stessa collettività meno ostile all’ammodernamento del ciclo di produzione. La prima sede ufficiale per presentare questa proposta è stata la prima riunione della conferenza dei servizi convocata dall’assessorato al Territorio per rilasciare l’Autorizzazione integrala ambientale (AÌa).
Un via libera per consentire all’industria di realizzare il nuovo impianto, come già fatto a Calusco d’Adda. «Noi non siamo contro la torre che come ci assicurano! tecnici dell’Italcementi abbatterebbe di molto le emissioni in aria.
Il nuovo forno consente infatti un consumo più basso di energia termica e quindi l’impiego di una minore quantità di combustibili - dice il sindaco Caspare Portobello -.
Quello che emerge dagli incontri con cittadini e associazioni è che si è tutti contro il luogo scelto nel progetto per realizzare la torre, alta cento metri con una base di 40 per 40.
Avete idea di cosa significa una simile struttura a due passi da alberghi e non distante dal mare?”.
Sulla stessa linea rappresentanti di associazioni come Isola Pulita e Mare Pulito.
«Non siamo contro il nuovo impianto se ciò significa un abbattimento delle emissioni- afferma Mario Ajello-.
Ciò che decidiamo è la delocalizazione della torre. Dal momento che si parla di un investimento di 100 milioni di euro mi sembra che si possa trovare una soluzione per assicurare una convivenza serena tra noi e Italcementi».
Per Giuseppe Ciampolillo di Isola Pulita è necessario saperne di più prima di qualsiasi via libera. Non solo, ma la condizione essenziale è la delocalizzazione dell’ impianto.
Per questo Isola Pulita si è fatta promotrice di un’interrogazione presentata dal senatore Tommaso Sodano.
L’azienda si mostra dal canto suo possibilista. «Siamo agli inizi del nostro iter che abbiamo avviato proprio in questi giorni.
Il progetto di ammodernamento dell’impianto ha un’importante valenza ambientale - dicono dall’azienda -. Il confronto con il territorio è continuo e avremo modo di affrontare tutti i suggerimenti che ci saranno sottoposti per una corretta vantazione, ambientale, tecnica ed economica».




Giornale di Sicilia 6.2.07

Comitato Cittadino Isola Pulita

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