Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Monday, February 09, 2009

INCENERITORE DALMINE, CHIAREZZA IMPONE CHE NON SIA AMPLIATO

INCENERITORE DALMINE, CHIAREZZA IMPONE CHE NON SIA AMPLIATO

La provincia di Bergamo ha approvato il Piano provinciale dei rifiuti, prevedendo un'enorme, anzi spropositata, crescita della produzione di pattume in Bergamasca. La motivazione addotta è quella di una sorta di "boom demografico", un'esplosione di popolazione che si discosta notevolmente dalle stime di crescita dell'Istat e che verosimilmente resterà solo una previsione sulla carta, giusto il tempo utile per giustificare l'autorizzazione a costruire un nuovo inceneritore, oppure ad ampliare con la terza linea (che è quasi un raddoppio) del già esistente inceneritore di Dalmine.
La legge ci obbliga ad essere in parte "solidali" con le province che non dispongono di un inceneritore. Giusto. Bergamo, però, è già ampiamente solidale, ben oltre il 10% imposto dalla legge: Dalmine è solidale con 39.000 tonnellate all'anno di rifiuti di Sondrio e Varese, Bergamo (A2A) è solidale per più del 50% con i cugini veneti, il cementificio di Calusco d'Adda importa da fuori provincia tutte e 30.000 le tonnellate / anno per cui è stato autorizzato. Su queste solidarietà nessuno protesta, nemmeno la Lega che invece quando si trattava di Napoli minacciava barricate e che quando si è votato in provincia il Piano sovradimensionato ha pensato, timidamente, di astenersi. Il Piano Provinciale dei Rifiuti disegnava due possibili scenari: uno definito "evolutivo", in cui la Provincia s'impegna a programmare il miglioramento dell'efficienza, della raccolta differenziata, del riciclaggio e l'altro "inerziale", grazie al quale il Presidente Bettoni e l'Assessore Salvi si sarebbero potuti sedere pacifici lasciando andare avanti le cose come sono sempre andate. Quale scenario hanno preso a riferimento in Provincia? Quello inerziale, ovviamente, salvo poi lamentarsi se i rifiuti aumentano.
Ma c'è di più. Il Piano Provinciale dei rifiuti si riferiva nella versione adottata agli anni 2001-2006. Non al 2007 in cui la produzione è diminuita, nonostante l'aumento della popolazione. Non al 2008 che sembra abbia mantenuto la stessa tendenza. Insomma, si fa di tutto pur di rendere agevole l'autorizzazione all'ampliamento dell'inceneritore di Dalmine nonostante i dati confermino che è assolutamente inutile.
A questo si aggiunge ora un altro elemento che non può essere sottovalutato e neppure taciuto. Nell'ambito dell'inchiesta sulla bonifica dell'area Montecity-Santa Giulia, un'enorme piano di lottizzazione nel milanese, sono state arrestate tre persone. A capo dei lavori di bonifica c'è un'azienda del gruppo Green Holding, lo stesso che controlla l'inceneritore REA di Dalmine. I rifiuti sono una brutta bestia, ma il loro smaltimento è un "pubblico servizio": c'è un dovere in più quindi, di trasparenza e di legalità. E l'Assessore Regionale Massimo Ponzoni deve sospendere ogni procedura di autorizzazione all'ampliamento di Dalmine. In attesa di chiarezza e di trasparenza.





Articolo pubblicato il 06/02/09 Marcello Saponaro

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